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Corso di Economia e Organizzazione aziendale Politecnico di Torino Anno Accademico 19/20

L3. Conto Economico


(Capitolo 3, Capitolo 4 Conto Economico a
Costo del Venduto)
Il bilancio e i due principali documenti
• I due principali documenti del bilancio:
• Lo stato patrimoniale: descrive la posizione patrimoniale-finanziaria in
un certo istante.
• Il conto economico: sintetizza i risultati della gestione di un certo
periodo ed illustra come il reddito si è formato.
• Lo stato patrimoniale è un documento di stato; il conto economico
è un documento di flusso.
• I due documenti sono collegati: il CE spiega la variazione del
capitale netto (creazione/distruzione di “ricchezza”) dovuta alle
attività di gestione.
Il Conto Economico (CE)
• Obiettivo: Quantificare i flussi di ricchezza creata per gli azionisti in
un periodo di tempo (solitamente esercizio contabile) confrontando:
– Ricavi da:
• vendite di beni e servizi
• altre fonti (es. rendite da investimenti, plusvalenze)
– Costi per:
• Impiego di input al processo produttivo (materie prime e servizi)
• Impiego di fattori produttivi (capitale tecnico e lavoro)
• Denaro preso a prestito (interessi passivi)
• Altri fatti contabili (accantonamenti a fondi, minusvalenze)

N.B.
impiego ≠ acquisto à principio di competenza ≠ principio di cassa.
Gli elementi del conto economico
• Ricavi
• flussi in ingresso che si concretizzano nell’aumento di una attività (la
cassa o i crediti commerciali)

• Costi di competenza
• flussi in uscita, ovvero il consumo di risorse necessarie a generare quei
ricavi

• Ricavi – Costi di competenza =


Reddito = Profitto/Perdita = Utile
Gli elementi del conto economico
Ricavi – Costi di competenza = Reddito netto

• Altri termini per indicare il reddito:


• profitto
• risultato netto
• utile netto
• Se i costi di competenza eccedono i ricavi, allora si ha una:
• Perdita (risultato netto negativo)

• Esistono diverse configurazioni intermedie di reddito // subtotali


L’utile del Conto Economico
• Se un’impresa ha utile positivo in un periodo contabile, può:
• Utilizzare una parte dei profitti (o tutti) per remunerare gli azionisti
distribuendo i dividendi à flusso di cassa in uscita.
• Trattenere una parte dei profitti (o tutti) per aumentare il capitale à
riserve di utili non distribuiti.

• E se l’utile è negativo?

• Legato a Stato Patrimoniale


• Utili non distribuiti vengono portati a riserva e fanno parte di Capitale
(Patrimonio) Netto
Il conto economico di Moretti S.p.A.
Moretti S.p.A.
Conto Economico anno 2015

Ricavi 75.478
Meno: costo del venduto 52.227
Margine lordo 23.251
Meno: costi operativi 10.785
Risultato prima delle imposte 12.466
Meno: imposte sul reddito 6344
Risultato netto (o utile) 6122

• Il conto economico spiega come il reddito è stato generato.


• Costo del venduto (CdV) = costo delle risorse direttamente riconducibili ai ricavi.
• Costi operativi = costi direttamente associati a singole transazioni di vendita ma
non parte del CdV + Costi associati alle attività di gestione del periodo (ma non
direttamente riconducibili a singole transazioni di vendita).
Ricavi 2017
Principali aziende
Rank Ragione sociale
migl EUR

28,983,564 italiane per fatturato


1. ENI TRADING & SHIPPING S.P.A. 29,676,888
2. ENI S.P.A.
3. FCA ITALY S.P.A. 28,575,407 Ricavi
Ran
Ragione sociale 2017
4. POSTE VITA S.P.A. k
20,263,362 migl EUR
5. ENEL GLOBAL TRADING S.P.A. 18,976,799
17. POSTE ITALIANE - SOCIETA' PER AZIONI 8,060,293
GESTORE DEI MERCATI ENERGETICI 19. INTESA SANPAOLO SPA 7,880,994
6. 18,168,138
S.P.A.
22. LEONARDO - SOCIETA' PER AZIONI 7,765,899
GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI
7. 14,545,889
23. ESSELUNGA SPA 7,517,084
S.P.A.
25. VODAFONE ITALIA S.P.A. 6,284,105
8. TELECOM ITALIA SPA O TIM S.P.A. 14,098,652
26. WIND TRE S.P.A. 6,010,000
9. ESSO ITALIANA S.R.L. 13,277,047
27. ALLIANZ 5,838,283
10. GENERALI ITALIA S.P.A. 13,072,773
28. VOLKSWAGEN GROUP ITALIA SpA 5,610,253
11. ENEL ENERGIA S.P.A. 12,193,493
30. TRENITALIA S.P.A. 5,138,785
12. UNICREDIT S.P.A. 11,192,537
37. LIDL ITALIA S.R.L. 4,329,401
13. KUWAIT PETROLEUM ITALIA S.P.A. 10,623,739
41. BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. 3,929,611
14. UNIPOLSAI ASSICURAZIONI S.P.A. 9,802,494
46. COSTA CROCIERE S.P.A. 3,693,591
15. INTESA SANPAOLO VITA S.P.A. 9,799,031 COOP ALLEANZA 3.0 SOCIETA'
47. 3,667,083
COOPERATIVA
48.
8
AUTOSTRADE PER L'ITALIA S.P.A. 3,663,379
Reddito – Relazione SP e CE
• Il risultato economico (reddito) del periodo non è la differenza fra
incassi ed esborsi che hanno manifestazione nel periodo

• E’ la variazione del capitale netto riconducibile (in particolare ma


non solo) allo svolgimento delle attività gestionali

• È la nuova ricchezza generata


Stato Patrimoniale e Conto Economico -
Glossario

• CE = Conto Economico
• SP = Stato Patrimoniale
• RE = Reddito (utile) contabile
• AT = Attività
• PA = Passività
• KN = Patrimonio Netto
• DKNU = Variazione riserve Utili
• DKNE = aumenti “esogeni” o restituzioni di capitale
Legame tra SP e CE
• Quale legame tra Conto Economico (CE) e Stato Patrimoniale (SP)?
Quale legame tra utile contabile e patrimonio netto? à collegamento
tra stock e flussi.

• CE riporta reddito (o utile) contabile (RE) = differenza tra ricavi (RT) e


costi (CT)
• à RE = RT-CT

• SP à AT = KN + PA à D AT = D KN + D PA

• Quali le variazioni del capitale netto (DKN)?


• DKN = DKNU + DKNE
• Reddito come incremento di ricchezza: RE= DKNU = RT-CT dove DKNU
rappresenta la variazione di utili;
• Investimenti (disinvestimenti) degli azionisti
• à DKNE (=aumenti “esogeni” o restituzioni di capitale)
Legame tra SP e CE
• Qualsiasi evento rilevante per la Contabilità produrrà un effetto
sulla equazione fondamentale del bilancio di questo tipo:
• DAT = DKN + DPA DKNU

• > DAT = DKNE + DKNU + DPA = DKNE + RT – CT + DPA


• > DAT + CT = DKNE + RT + DPA
Il metodo della partita doppia
• Il metodo della partita doppia, con cui si effettuano le rilevazioni
contabili, si fonda su questa uguaglianza tra flussi:

DAT + CT = DKNE + RT + DPA

• Ogni evento aziendale richiede sempre due rilevazioni di pari


importo:
• Una sul lato sinistro (“DARE”)
• Una sul lato destro (“AVERE”)
La relazione fra reddito e capitale netto
Esempio:
• Merce acquistata per 500€ è venduta a 800€ per contante.
• Le rimanenze diminuiscono di 500€, mentre la cassa aumenta di 800€.
• Le attività crescono quindi complessivamente di 300€.

Poiché A = P + KN, allora il valore di “P + KN” deve crescere di 300€.


Poiché le passività non sono influenzate dall’operazione, allora cresce
il Capitale Netto.
Poiché il CN è costituito da Capitale versato e Riserve di utili e poiché
la Proprietà non ha effettuato un aumento di capitale, allora crescono
necessariamente di 300€ le Riserve di utili.
Questo incremento di valore delle riserve di utili è il reddito o l’utile o
il profitto generato dalla transazione
La relazione fra reddito e capitale netto
• L’aumento di 300€ delle Riserve di utili può essere esaminato
scomponendo l’evento in due aspetti :
• Gli 800€ derivanti dalla vendita determinano un aumento della Cassa
(attività) e un aumento delle Riserve di utili (KN) che si chiama ricavo.
• I 500€ di riduzione della disponibilità di merce (attività) determinano
una riduzione delle Riserve di utili (KN) che si chiama costo (nel caso
specifico costo del venduto).
• I costi sono risorse consumate per produrre i ricavi.
• L’equazione di base del Conto economico è pertanto:

• Ricavi – Costi di competenza =


• Risultato d’esercizio (utile o perdita)

• Utile = ricchezza generata per la proprietà


La relazione fra reddito e capitale netto

• Capitale netto:
Capitale versato + Riserve di utili

• Riserve di utili:
Sommatoria utili non distribuiti (sommatoria risultati
d’esercizio) - sommatoria dividendi

Periodo amministrativo
Riserve più/meno: risultato esercizio Riserve
di utili al di utili al 31
1 gennaio meno : dividendi dicembre
Esempio: Rossi s.r.l.
Giorgio Rossi decide di aprire una piccola Software House (Rossi s.r.l.) con
altri 3 soci. Per cominciare affittano un ufficio, acquistano alcuni PC e le
licenze per poter utilizzare alcuni applicativi. E assumono un impiegato.

I quattro soci mettono 20.000 euro nel capitale della società.

Una banca concede loro un prestito di 30.000 euro.

Il capitale a disposizione dell’impresa viene così impiegato:


• 20.000 euro sono subito investiti nell’acquisto dei PC, mobili per ufficio e
5.000 euro in licenze per i software
• 25.000 euro vengono depositati sul conto corrente bancario della nuova
società per far fronte alle spese mensili (spese di locazione, acquisto di servizi
e prodotti dai fornitori, lo stipendio del dipendente,…).

Giorgio e i suoi soci aprono la nuova società il 20 dicembre 2004 e iniziano


l’attività nel gennaio 2005.
Esempio: Rossi s.r.l.
Alla fine del 2004 l’equazione fondamentale del bilancio è:
Attività = Passività + Patrimonio Netto

Attività Keuro Passività Keuro

Impianti e macchinari 20 Deb. Vs Banche 30

Attività intangibili: licenze per i software 5 Patrim. Netto 20

Cassa 25
Totale 50 Totale 50
Esempio: Rossi s.r.l.
Questi sono i dati riguardo i ricavi e le spese sostenute dalla Software
House nel 2005.
• Totale Ricavi: 80.000 €
• Totale Costi:
• Stipendi: 25.000 €,
• Altri servizi (spese di affitto, consumo di servizi di pubblica utilità,
acquisti di carta,…) : 15.000 €,
• Ammortamenti di PC, mobili: 5.000 € (perdita del valore economico
delle attività tangibili e non),
• Imposte sul reddito = 15.000 €.

I soci decidono di impiegare l’utile netto per aumentare il patrimonio


netto
Questi sono i dati riguardo i ricavi e le spese sostenute dalla Software Attività K€ Passività K€
House nel 2005.
Deb. Vs
• Totale Ricavi: 80.000 € Impianti e macchinari 20 30
Banche
• Totale Costi:
Attività intangibili: Patrim.
• Stipendi: 25.000 €, licenze per i software
5
Netto
20
• Altri servizi (spese di affitto, consumo di servizi di pubblica utilità,
acquisti di carta,…) : 15.000 €, Cassa 25
• Ammortamenti di PC, mobili: 5.000 € (perdita del valore economico Totale 50 Totale 50
delle attività tangibili e non),
• Imposte sul reddito = 15.000 €.

I soci decidono di impiegare l’utile netto per aumentare il patrimonio netto


Esempio: Rossi s.r.l.
• Alla fine del 2005 l’equazione fondamentale bilancia così:
• Attività
• Proprietà, stabilimenti, attrezzature= 25.000 – 5.000 € = 20.000
• Cassa = 50.000 €

Cassa iniziale (31/12/2004) 25.000


+ Ricavi dalle vendite 80.000
- Costi per servizi esterni 15.000
- Costi del lavoro 25.000
- Tasse 15.000

Valore Finale (31/12/2005) 50.000


Esempio: Rossi s.r.l.
CE:
Utile Ante-Imposte = 80.000-25.000-15.000-5.000 = 35.000 €
Utile Netto (dopo le tasse)= 35.000-15.000 = 20.000 €

CE Keuro
Ricavi 80
-25
Costi (stipendi, servizi,…)
-15
Ammortamento -5
UAI 35
Imposte -15
Utile 20
Esempio: Rossi s.r.l.
Utile Ante-Imposte = 80.000-25.000-15.000-5.000 = 35.000 €
Utile Netto (dopo le tasse)= 35.000-15.000 = 20.000 €

Patrimonio Netto= 20.000 + 20.000 €


Passività = 30.000 €

Attività Keuro Passività Keuro

Impianti e macchinari 20-5=15 Deb. Vs Banche 30

Attività intangibili: licenze per i software 5 Patrim. Netto 20

Cassa 25+25=50 Utile 20


Totale 70 Totale 70
23
Il ciclo operativo di un’impresa di produzione
La maggior parte delle attività svolte in un’impresa è strumentale alla
generazione di profitto o reddito.
Incasso del credito
Il cliente riceve la
merce e l’accetta Acquisto dei INIZIO
materiali

Spedizione Trasformazione
merce materiali in
e invio fattura prodotti finiti

Controllo qualità
Ricevimento ordini
d’acquisto
Immagazzinaggio
Riconoscimento dei ricavi/costi
• Il principio di prudenza indica QUANDO ricavi/costi devono essere
riconosciuti.
• Applicazione del concetto di prudenza:
• Riconoscere i ricavi (incrementi delle riserve di utili) solo quando sono
ragionevolmente certi.
• Riconoscere i costi (decrementi delle riserve di utili) non appena sono
ragionevolmente possibili.
• I ricavi sono normalmente riconosciuti al momento della consegna
del bene al cliente o dell’erogazione del servizio poiché è
ragionevole pensare che siano ragionevolmente certi.
Il principio di prudenza: Esempio
• Nel dicembre 2015 Maxmilian Granduca ordina, alla
concessionaria Stefanelli Srl, un’autovettura che potrà essere
consegnata nel gennaio 2016.
• Nonostante l’ordine costituisca un evento positivo per Stefanelli
Srl, è pur sempre possibile che qualcosa vada storto e che la
vendita non giunga a termine.
• Il principio di prudenza suggerisce di non registrare o, più
precisamente, di non riconoscere il ricavo fino a quando
l’autovettura non sia stata consegnata al cliente.
• Stefanelli non riconosce pertanto il ricavo nel 2015 perché questo
non è ragionevolmente certo nel 2015 (sebbene sia
ragionevolmente possibile).
• Se poi l’auto sarà effettivamente consegnata nel 2016, allora il
ricavo sarà riconosciuto in quell’anno.
Il principio di prudenza applicato
al riconoscimento dei ricavi
t

Prodotti Prodotti Incasso


realizzati consegnati realizzato

L azienda deve avere svolto


tutto quanto necessario per
avere il diritto al ricavo
Ricavo
Quando si raccoglie un ordine Riconosciuto à
non si realizza un ricavo
ricavi registrati
quando avviene
la vendita

Normalmente si ha: consegna = passaggio di proprietà


Il principio di prudenza applicato al riconoscimento
dei ricavi – legame ricavi-incasso
Il ricavo può essere riconosciuto:

• Prima del periodo dell’incasso (vendite a credito)


• al ricavo corrisponde un aumento dei crediti commerciali
• Contestualmente all’incasso (al ricavo corrisponde un aumento della
cassa).
• Successivamente al periodo dell’incasso (vendite con pagamento
anticipato)
• Acconti o anticipi da clienti, non sono un ricavo ma una forma di
finanziamento (es: abbonamenti a riviste in cui il pagamento avviene prima
della consegna dei prodotti) à asset e non ricavo
Distinzione tra ricavi e incassi
Realizzazione dei ricavi
• Il principio di PRUDENZA dice QUANDO (in quale periodo) è
possibile riconoscere un ricavo, ma…
• QUANTO ricavo riconoscere?
• quello che con ragionevole certezza il cliente pagherà (il ricavo può
essere più basso del prezzo di vendita) per:
• crediti inesigibili, riparazioni e resi in garanzia …
• Nella prassi non si riducono i ricavi ma nascono specifici costi
(informazione più ricca).
• Il reddito è il risultato di una stima, nonostante si persegua
l’oggettività delle rilevazioni.
Alcune cautele
• I ricavi non determinano necessariamente incassi nel momento in
cui si realizzano.
• I costi non determinano necessariamente esborsi nel momento in
cui si consumano le correlate risorse.
• Ricavi e costi sono rispettivamente incrementi e decrementi delle
riserve di utili dovuti alle attività di gestione.
• In un certo periodo non c’è alcun legame diretto fra reddito e
variazione della cassa.
• Gli apporti di capitale non sono ricavi e i dividendi non sono costi.
• Le riserve di utili non sono cassa.
La contabilità per competenza è più complessa ma contiene maggiori
informazioni rispetto alla contabilità finanziaria (o per cassa): consente
di misurare il reddito e la sua composizione. 31
Alcune cautele
Reddito non è Ricavi

Reddito non è Aumento della cassa

Riserve di utili non sono Cassa

I dividendi non sono Costi


Concetti di reddito
• Contabilità per competenza: reddito come differenza fra ricavi e
costi di competenza del periodo.

• Contabilità finanziaria o per cassa: un ricavo è riconosciuto solo


quando incassato e un costo solo quando pagato – si rilevano
entrate ed uscite di cassa (non rispetta né il concetto di
realizzazione, né quello di correlazione).

• “Contabilità” fiscale: il legislatore tributario persegue un fine


diverso da quello del legislatore civilistico (es. principio di
prudenza tende ad abbassare il reddito; costi di manutenzione e
riparazione …). Non esiste una contabilità fiscale. Il reddito
imponibile è ottenuto apportando rettifiche al reddito civilistico.
Ricavi e costi: competenza
• La vendita presenta due aspetti:
• aumento delle riserve di utili (i ricavi realizzati),
• riduzione delle riserve di utili (i costi correlati).
• Un aspetto centrale del principio di competenza: quando un
evento influenza sia i ricavi sia i costi, allora entrambi gli effetti
devono essere riconosciuti nello stesso periodo:
• I costi correlati (direttamente riconducibili) ai ricavi di un certo periodo
(costi inerenti), sono costi di competenza di quel periodo.
• In generale per applicare il principio di competenza si riconosce
prima l’ammontare dei ricavi e, conseguentemente, si
determinano i costi.
• I due concetti di: (1) realizzazione dei ricavi e (2) competenza
forniscono i criteri per determinare i componenti positivi e
negativi di reddito di un certo periodo.
Quattro termini per spiegare come individuare il
periodo di competenza di un costo
Ammontare di risorse
Costo generico economiche per un
qualche scopo
Spesa (costo d’acquisto )
Un pagamento per
Esborso cassa

Costo di competenza
Un costo da assegnare
al periodo
Manifestazione contabile di un
costo d’acquisto:
la riduzione di un’attività
(normalmente cassa) o l’aumento
di una passività (es. debito verso
fornitori o verso banche)
Quattro termini per spiegare come individuare il
periodo di competenza di un costo

Costo (generico) Cost

Spesa (costo d’acquisto ) Expenditure

Disbursement
Esborso
Expense
Costo di competenza
Le attività generano una spesa quando acquistate e un costo di
competenza quando consumate
€ gasolio

10.000 €

31
8.000 €

dicembre
2015
Attività

31
dicembre
2016
2.000 €

Costo
8.000 € 2.000 € competenza
Acquisto al 31 dicembre
2014 di 10.000 € di gasolio costo 2015 costo 2016
e nascita della
corrispondente spesa

• Il costo di competenza è l’attività (risorsa) consumata.


• Nel periodo tra l acquisto e il consumo le risorse sono attività.
Esempio: Maglioni srl
Si considerino le operazioni di gestione dell’impresa commerciale Maglioni srl nei mesi
di gennaio, febbraio e marzo. Maglioni acquista abiti da piccoli artigiani e li rivende a
grossisti della grande distribuzione applicando un ricarico del 50%. Per svolgere le
proprie operazioni di gestione Maglioni ha in affitto un magazzino e ha due dipendenti,
che si occupano delle attività amministrative e di movimentazione merci.

Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2006 registra le seguenti operazioni:

Gennaio:
- Acquista 300 abiti modello “Tubino” a 30.000 Euro
- Paga anticipatamente per 15.000 gli stipendi di gennaio, febbraio e marzo
- Paga l’affitto di 3.000 Euro per i mesi gennaio, febbraio, marzo.
- Vende 200 abiti modello “tubino” a credito

Febbraio
- Vende 100 abiti modello “tubino” a credito

Marzo
- Incassa i crediti relativi ai mesi di gennaio e febbraio

Limitandosi per semplicità alle informazioni sopra descritte, mostrare il conto economico
di Maglione per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2006. Mostrare quale sarebbe il
risultato di Maglione nei tre mesi se venisse utilizzata una contabilità per cassa (invece
che per competenza).
Maglioni srl: Contabilita’ per cassa
Gennaio Febbraio Marzo
Entrate di cassa +45.000 vendita
abiti a 30.000*1.5

Uscite di cassa -30.000 acquisto abiti

-15.000 stipendi

-3.000 affitto

Variazione cassa -48.000 0 +45.000


Maglioni srl: Contabilita’ per competenza
Gennaio Febbraio Marzo

Ricavi +30.000 (200 abiti) +15.000 (ricavi 100 abiti)

Costi -20.000 (costo 200 abiti) -10.000 (costo 100 abiti)


(del
vend.)

stipendi -5.000 (stipendi del -5.000 -5.000


mese)

affitto -1.000 (affitto del mese) -1.000 -1.000

Utile +4.000 -1.000 -6.000


Confronto fra contabilità per cassa e per
competenza

Gennaio Febbraio Marzo

D cassa - 48.000 0 +45.000

Utile +4.000 -1.000 -6.000


I tre criteri per riconoscere i costi di competenza
del periodo
CRITERIO 1 - Il concetto di correlazione costi-ricavi
• Ricavi e costi determinati da uno stesso evento devono essere
riconosciuti nello stesso periodo:
• si tratta di costi direttamente (oggettivamente) riconducibili ai ricavi (es. costo
merci vendute, provvigioni).

Esempio
• Aprile:
• Concessionaria auto acquista per 35.000€ una autovettura, che venderà a
Giugno al cliente a 43.000€.
• Maggio:
• Autovettura è una rimanenza della concessionaria à risorsa/attività
• Giugno
• Vendita autovettura à ricavo della concessionaria di 43.000€.
• Costo di competenza di 35.000€
I tre criteri per riconoscere i costi di competenza
del periodo
CRITERIO 2-3: Costi di competenza non direttamente riconducibili ai
ricavi!

• CRITERIO 2 - Costi associati alle operazioni di gestione del periodo


(costi di periodo) non direttamente riconducibili ai ricavi
• Esempi: Illuminazione, riscaldamento, personale.

• CRITERIO 3 - Costi non associati alle operazioni di gestione e neppure a


ricavi futuri (perdite o insussistenza passive)
• Esempi: formazione di dipendenti, perdite di magazzino e di altre attività
(per furti, calamità naturali).

… e i dividendi?
• Non sono un costo ma una distribuzione dell’utile netto.
Esercizio
Classificare i seguenti costi in:
• (1) direttamente riconducibili ai ricavi
• (2) associati alle operazioni di gestione;
• (3) non associati a gestione nè a ricavi futuri:

• Costo dei materiali relativi a beni venduti


• Lo stipendio del responsabile del controllo di gestione
• Le provvigioni pagate agli agenti di vendita
• La formazione dei dipendenti
• Rimanenze divenute obsolete nel periodo
• Lo stipendio mensile del responsabile commerciale
• La perdita di valore di un edificio a seguito di un incendio
• I dividendi
Il principio di significatività e rilevanza
«De minimis non curat lex», in altri termini:

• Trascurare le transazioni irrilevanti


• Individuare le transazioni rilevanti

Cosa vuol dire rilevante?


• Sono rilevanti le transazioni che, se non fossero contabilizzate,
indurrebbero a valutare diversamente il bilancio.

Non esiste una distinzione netta fra ciò che rilevante e ciò che non lo
è. La distinzione dipende dal giudizio.
Il principio di significatività e rilevanza: Esempio
• Un nuovo blocknotes è concettualmente un’attività per l’impresa.
Tutte le volte che qualcuno scrive su una pagina, parte di
quest’attività è consumata e, contestualmente, le riserve di utili si
riducono.
• Teoricamente, sarebbe possibile valorizzare il consumo di tutti i
blocknotes posseduti dall’impresa e mostrare quanto dei
blocknotes rimane alla fine del periodo come attività.
• Tuttavia, l’onere di una rilevazione del genere sarebbe certamente
ingiustificato e nessun contabile di buon senso lo farebbe.
• I contabili scelgono il modo più semplice di contabilizzare gli eventi
poco importanti (sia pure rinunciando alla precisione) e
considerano quindi il blocknotes come un’attività completamente
consumata (dunque un costo di competenza) nel momento in cui
è acquistato o consegnato agli utilizzatori.
Problema 3.2
Osmeri Srl realizza in giugno ricavi per € 300.000 . Il costo dei beni
venduti è € 160.000 e altri costi sono: affitto, € 5.000; stipendi, €
30.000; imposte sul reddito € 3000; altri costi € 50 000.

Domanda
Quali sono stati (a) i ricavi, (b) i costi e (c) l’utile del mese di giugno?
Problema 3.5
Quali costi di competenza sono associati a ciascuna delle seguenti
transazioni? Quando (cioè in che periodi) e in che modo il conto
economico è modificato da ciascuno di essi?
• Acquisto di un macchinario per € 40.000 con vita economica di cinque
anni.
• Acquisto di un terreno per € 135.000
• Acquisto di merce per € 7.000 il 19 dicembre. Il 27 dicembre è venduta
per € 6.000 la metà della suddetta merce
• Il primo gennaio è sottoscritta l’iscrizione biennale a un periodico al
prezzo di € 72
Il conto economico a costo del
venduto (cdv)
Il conto economico classificato a costo del
venduto
• E’ uno schema di CE a uso interno.
• La classificazione a costo del venduto non è infatti possibile a
partire dai dati del bilancio civilistico.

• Il bilancio civilistico presenta aggregazioni di dati a partire da quelli


presenti in contabilità generale, cioè per natura (costi del
personale, costi di energia, canoni di locazione …) senza rilevare
anche la funzione organizzativa all’interno della quale i costi sono
sostenuti.

• à La classificazione a costo del venduto richiede invece questa


conoscenza ed è pertanto possibile solo attraverso ulteriori
elaborazioni.
• Il CE a costo del venduto è un CE per destinazione.
Il conto economico classificato al costo del venduto
(Gardsen S.p.A.) (1/3) Ricavi da vendite netti
Ricavi da vendite netti (A) 75.478 100%= ricavi da vendite lordi
Costo del venduto (B) 52.227 69,2%– (resi e abbuoni,
sconti). Non includono
Margine lordo (C=A-B) 23.251 30,8%
IVA.
Costi di R&S 2.159 2,9%
Costi commerciali 3.433 4,5%
Costi generali e amministrativi 5.294 7,0%
Costi operativi (D) (organizzati per funzione) 10.886 14,4%
Costo del venduto
Risultato operativo caratteristico (E=C-D) 12.365 16,4%
(CdV) = costo dei
+/- proventi/costi della gestione accessoria (F) 1.051 prodotti e dei servizi
1,4%
Risultato operativo complessivo (G =E+/-F) 13.416 consegnati o erogati nel
17,8%
- interessi passivi (H) -670 periodo.
0,9%
Risultato ordinario di competenza (I=G-H) 12.746 16,9%
+/- proventi/costi della gestione straordinaria (L) -280 0,4%
Margine lordo = Ricavi
Risultato prima delle imposte (M=I+/-L) 12.466 16,5%
da vendite netti - CdV
- imposte sul reddito di esercizio (N) 4.986 6,6%
Risultato netto (O=M-N) 7.480 9,9%
Il conto economico classificato al costo del venduto
(Gardsen S.p.A.) (2/3) Risultato operativo
Ricavi da vendite netti (A) 75.478 100%
caratteristico = Ricavi – tutti
Costo del venduto (B) 52.227 69,2%
costi caratteristici
Margine lordo (C=A-B) 23.251 30,8%
(riconducibili alla specifica
Costi di R&S 2.159 attività dell’azienda).
2,9%
Costi commerciali 3.433 4,5%
Costi generali e amministrativi 5.294 7,0%
Gestione accessoria: deriva
Costi operativi (D) (organizzati per funzione) 10.886 dal possesso di attività
14,4%
Risultato operativo caratteristico (E=C-D) 12.365 accessorie o vendita di servizi
16,4%
+/- proventi/costi della gestione accessoria (F) 1.051 accessori (esempio proventi e
1,4%
Risultato operativo complessivo (G =E+F) 13.416 perdite legati a titoli non
17,8%
- interessi passivi (H) -670
strategici)
0,9%
Risultato ordinario di competenza (I=G-H) 12.746 16,9%
+/- proventi/costi della gestione straordinaria (L) -280 0,4%
Risultato operativo
Risultato prima delle imposte (M=I+L) 12.466 16,5%
complessivo: a monte degli
- imposte sul reddito di esercizio (N) 4.986 6,6%
effetti non operativi.
Risultato netto (O=M-N) 7.480 9,9%
Il conto economico classificato al costo del venduto (Gardsen
S.p.A.) (3/3)
Ricavi da vendite netti (A) 75.478 100%
Costo del venduto (B) 52.227 69,2%
Margine lordo (C=A-B) 23.251 30,8%
Risultato ordinario di
Costi di R&S 2.159 2,9%
competenza: a monte dei
Costi commerciali 3.433 4,5%
componenti straordinari di
Costi generali e amministrativi 5.294 7,0%
reddito e delle imposte.
Costi operativi (D) (organizzati per funzione) 10.886 14,4%
Risultato operativo caratteristico (E=C-D) 12.365 16,4%
+/- proventi/costi della gestione accessoria (F) 1.051 1,4%
Risultato operativo complessivo (G =E+F) 13.416 17,8%
- interessi passivi (H) -670 Proventi/oneri straordinari:
0,9%
Risultato ordinario di competenza (I=G-H) 12.746 incendio, furto, errori contabili,
16,9%
+/- proventi/costi della gestione straordinaria (L) -280 cambiamento criteri di
0,4%
valutazione rimanenze, plus e
Risultato prima delle imposte (M=I+L) 12.466 16,5%
minus valenze.
- imposte sul reddito di esercizio (N) 4.986 6,6%
53
Risultato netto (O=M-N) 7.480 9,9%
Il prospetto delle variazione delle riserve di utili

Riserve di utili al 1/1/2015 16.027

più: Risultato netto 2015 7.480

23.507

meno: dividendi 4.390

Riserve di utili al 31/12/2015 19.117


Il conto economico classificato a costo del venduto:
i risultati intermedi di reddito
Margine Lordo
Risultato operativo caratteristico
+/- proventi e costi della gestione accessoria

= Risultato operativo complessivo


- Interessi passivi

= Risultato ordinario di competenza


+/- componenti di reddito della gestione straordinaria

= Risultato prima delle imposte


-Imposte sul reddito dell’esercizio

= Risultato netto
Il CE – Schema civilistico italiano
A) Valore della Produzione;
B) Costi della Produzione;
C) Totale dei Proventi e degli Oneri Finanziari;
D) Totale rettifiche di Valore Attività Finanziarie
E) Totale delle Partite Straordinarie;
F) Utile Ante Imposte = A - B ± C ± D ± E ;
E) Imposte;
Utile (Perdita) di Esercizio = F – E.
Problema 3.3
Qual è il costo del venduto del periodo tenuto conto delle seguenti
informazioni?
• Acquisti nel periodo € 78 000.
• Rimanenze iniziali € 27 000.
• Rimanenze finali € 31 000.

a)136.000 €
b)82.000 €
c)58.000 €
d)74.000 €