Sei sulla pagina 1di 31

SUPER - HUMAN HERO

Diventa Il Tuo Super Eroe Preferito


Di Steve Maister

Questo manuale di Inner-Game (Autostima) non vuole avere la presunzione di essere il


miglior “Manuale del mondo”

Vuole però avere l'ambizione di farti migliorare come uomo e come seduttore infondendoti il
coraggio, l'energia e la carica giusta in qualunque occasione tu lo leggerai.

Come se un vecchio amico di lunga data ti stia ascoltando, assimilando le problematiche


che ti affliggono e sputando fuori la soluzione.

Ha l'intento di spostare il focus e farti vedere come uno spettatore lucido e consapevole le
scelte (Sbagliate) che hai fatto in ambito sentimentale nella tua vita e ti hanno portato alla
situazione di oggi.

Lo dedico a tutti i nostri studenti, che in questi anni ci hanno dato fiducia, si sono aperti con
noi, hanno avuto l'umiltà giusta per capire che questo è un “Gioco Serio” e che con
abnegazione, sacrificio, forza di volontà si possono ottenere risultati straordinari.
Questo è per loro, e anche per te che se hai deciso di leggerlo e metterti quindi in gioco,
quando potevi spendere il tuo tempo a giocare alla PlayStation – Guardare un film significa
che ti sta a cuore migliorare in quest'ambito, che come me quando ho iniziato non ti vuoi
accontentare delle briciole.

E questo merita tutta la mia stima e rispetto.

INTRODUZIONE

Quando ho iniziato a interessarmi alle ragazze (Praticamente alle elementari eheh) non
esistevano Corsi – Video – Manuali – Ebook che mi permettessero di capire il modus
operandi da avere in determinate circostanze, né tanto meno cosa dire e come fare per
conquistare una ragazza che mi piaceva.

Ero da solo.
E quando dico da solo, è perché realmente ero da solo amico mio.

Mi sarebbe piaciuto avere una persona al mio fianco che mi “indicasse la via” e mi facesse
guadagnare qualche anno, bruciando le tappe e migliorando più in fretta, ma non fu così.

I miei coetanei pensavano (Giustamente) a cose tipiche di quell'età ma a me importava


poco, sapevo solo che mi interessavano moltissimo le ragazze e (a partire dalle medie)
capire quali erano le dinamiche e i meccanismi che si celavano dietro ad un approccio
perfetto.

Sapevo in cuor mio che esistevano delle regole non scritte che se messe in pratica nel
giusto modo portavano ad un risultato, ovviamente non ne avevo la certezza (Così come c'è
l'ho ora) era una sorta di sesto senso.

Volevo diventare bravo con le ragazze insomma;


Volevo che gli altri ragazzi della mia età mi guardassero con ammirazione;
Volevo essere l'unico della scuola che si faceva cercare dalle ragazze e non il contrario;
Volevo essere Speciale.

Insomma tutte cose stupende e ambiziose, ma non sapevo come fare, non avevo gli
strumenti corretti, non sapevo da dove partire.

E' come se volessi andare dall'altra parte del mondo e non avevo neanche una bicicletta.

Ma la passione per l'arte in generale corse in mio aiuto, ero e sono un grande appassionato
tra le altre cose di cinema e film.

Penso che dai libri, dalla musica e dai film appunto puoi trarre la forza, l'energia e
l'ispirazione giusta, guardandoli ovviamente con occhio sensibile.
In quegli anni impazzavano film che avevano come protagonisti ragazzi squattrinati con solo
un unica dote rilevante, la decisione con le ragazze, quindi L'AUTOSTIMA.

E riuscivano ad avere risultati a pioggia.

Mi misi in testa che anche se non sapevo bene come fare, non conoscevo le tecniche
giuste, non sapevo come muovermi, se avessi avuto un autostima di ferro (Proprio come
quella dei protagonisti di quel film) e una decisione fuori dal comune avrei potuto togliermi
qualche soddisfazione.

Bè amico, il risultato fu aldilà di ogni mia più rosea aspettativa.

Il riuscire ad essere bravi con le ragazze ruota tutto attorno al discorso Decisione –
AUTOSTIMA.

Il 99% degli uomini ha problemi di Autostima, si vedono sempre inadeguati, impacciati, e con
quella fastidiosa vocina in testa che compare per ricordargli di quanto non siano ok in una
determinata situazione e quindi di posticipare, lasciar perdere, NON fare.

Come avrai capito quindi l'Autostima sta alla base di ogni persona di successo ed è
indispensabile fortificarla e accrescerla se si vuole essere buoni seduttori.

Poniamo come esempio che volessi costruire un grande grattacielo, e che l'Autostima
fossero i mattoni necessari a costruire la nostra struttura.

Se vogliamo costruire un grattacielo RESISTENTE e INCROLLABILE, dovremmo badare


BENE a costruire delle fondamenta forti, in maniera tale che una volta che il nostro
grattacielo sia alto 200 metri niente è nessuno possa buttarlo giù a prescindere da quante
volte ci si abbattono contro:

 Nubifragi
 Nevicate
 Grandinate
 Vento forza 10.

Niente farà oscillare il nostro Grattacielo ( La tua persona)


Perché abbiamo faticato e lavorato sodo per fortificarlo DALL'INTERNO!
Ponendo solide basi.

Capiterà che si rovinerà! Certo!


Che si romperà un vetro! SICURAMENTE!

MA sarà sempre in piedi e niente e nessuno potrà andarlo ad intaccare completamente…

PERCHé ABBIAMO POSTO BASI SOLIDE PER TIRARLO SU.


(Ovvero un Autostima di ferro)
Se inizi il tuo percorso in questo mondo e non hai ben chiaro in testa questo concetto
purtroppo non farai molta strada.
Io ho avuto per anni risultati basando il mio modus operandi solo ed esclusivamente
sull'autostima.
Nient'altro.

Al contrario, se ci preoccupiamo di cose effimere, se lavoriamo per far contenti le altre


persone, per compiacerle, non guardando ciò che vogliamo noi stessi e ciò che desideriamo
fortemente, magari avremmo qualche successo iniziale, ma alla prima folata di vento che
sia:

1. Un approccio andato male.


2. Una frase inaspettata.
3. Una situazione paradossale e a rischio.

Il nostro grattacielo cadrà come se fosse fatto di POLVERE.

Ti diranno che sei un coglione!


Ti diranno che non puoi farcela!
Ti diranno che è una stupidata anche solo a pensarci!

Denigrano te per sentirsi meno inadeguati.

Ricorda sempre che con te stesso, per tutta la vita, ci rimani tu.

La sera ognuno di noi torna a casa, alla sua vita, nella sua quotidianità, ognuno con i propri
pensieri e rimpianti.

Ti metti a letto e pensi a quella ragazza;


Pensi ad una determinata situazione che potevi sfruttare ma non l'hai fatto, per paura di
agire;
Pensi addirittura a quella ragazza che 2/3/5 anni fa era interessata a te e tu non hai fatto
assolutamente nulla.

Ha senso continuare a posticipare il momento di AGIRE?


L'unico pensiero e giudizio di cui devi preoccuparti è quello che hai di te stesso.

Perché ognuno ha i suoi problemi, i suoi pensieri, le sue priorità.


La gente che conosci (quasi tutta) fa di tutto per realizzare i propri sogni.

Uno dei tuoi sogni è quello di prenderti una rivincita nell'ambito ragazze.

Ha senso rinunciare ai tuoi sogni per paura di fallire?


Ha senso rimanere infelici e vivere una vita anonima?
La risposta la sai.
Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
(Ben Herbster)

Ripartizione #1

DOLORE DALLA BOCCA FULMINI DAL CULO

Ti racconto una storia, voglio che tu legga questa storia e ti immagini ogni singola scena
nella tua testa come se fosse un film, e provi a creare analogie sulla tua vita e sulla tua
persona.

Questa storia ha come protagonista un ragazzo di circa 20 anni.

Questo ragazzo si guadagna da vivere facendo animazione negli eventi, e un giorno viene
ingaggiato da un agenzia di eventi per animare una festa aziendale sotto il periodo di
Natale, quindi tutte persone comprese tra i 25 e i 45 anni.
Il ragazzo comincia a fare la sua animazione, non doveva far altro che fare qualche magia,
intrattenere il gruppo e poco più, come faceva ormai da qualche anno e fino a qui tutto filava
liscio come sempre.

Improvvisamente tra il gruppo di persone che sfilava per i corridoi spunta una Donna, avrà
avuto 10 anni in più del ragazzo.

Una donna molto affascinante, poi addirittura più grande, un’utopia per lui a quei tempi.
Era piccolina, con i capelli corti, e con le curve al punto giusto, forse fin troppo perfette.
Lei inspiegabilmente lo guarda.
Ma non lo guarda perché è vestito da clown, lo guarda in un modo davvero particolare, lo
guarda come per dirgli: “Ehy! Ciao..”

Quel “Ciao” malizioso e furbetto, che vuole dire molto di più di un semplice saluto.

I brividi e un mix di eccitazione e paura gli salgono lungo la schiena, e fanno su e giù, come
piccole macchinine impazzite.

“Cosa faccio?” pensò il ragazzo.


“Vado là e le dico qualcosa! Ma cosa cazzo.. Cosa?!”
“Questa è grande, sarà esigente”
“Magari non stava guardando me..”
“Sto lavorando dai..”

Queste erano l'1% delle frasi che rimbombavano e si susseguivano come fulmini in un’afosa
notte d'estate nella sua testa.
Il ragazzo non le parlò, e non fece assolutamente nulla.

L'evento dopo qualche ora termina e il ragazzo torna nello spogliatoio per cambiarsi,
raccogliere le proprie cose e tornare a casa.
Il punto è che non riusciva a smettere di pensare a quel sorriso, a quello sguardo, a quel
gran culo.

Doveva fare qualcosa, ma purtroppo il tempo di AGIRE è una finestra che dura pochi
maledetti attimi o ti ci tuffi o resti tagliato fuori.
Eppure pensando e ripensando c'era una cosa che poteva fare, e la fece.

Gli uffici erano prossimi alla chiusura, e tutti i partecipanti (Ovviamente anche la donzella)
erano già belli che andati.
Rimasero solo il ragazzo e la segretaria incaricata di chiudere tutto di lì a poco.

Il ragazzo si avvicinò con la sfacciataggine che avrebbe dovuto avere pochi minuti prima e
cominciò ad informarsi sulla donna che l'aveva letteralmente folgorato.
La segretaria quasi come se avesse degli interessi diretti fornì alcune informazioni circa la
donna, e aggiunse:

“Senti un po', facciamo cosi, tu mi dai il tuo numero io lunedì quando la vedo glie lo do,
credo proprio si ricordi di te anche perché eri l'unico vestito da clown, se poi è interessata si
farà viva”

Al ragazzo sembrò di essere tornato alle elementari, quando per paura di fare una figuraccia
delegava gli amici più stretti per fare “Il lavoro sporco”
Ma la cosa gli piacque moltissimo, anche perché non aveva alternative, gli diede il suo
numero.
In un freddo nevoso pomeriggio di dicembre arrivò al ragazzo un messaggio sul cellulare
che faceva più o meno così: “È la cosa più strana che mi sia successa, però mi ha fatto
piacere :) Io sono Clarissa comunque”

Hai presente la felicità che ti invadeva da piccolo la mattina di Natale sapendo che di lì a
poco avresti aperto i regali?
Ecco, moltiplicala per 5 e hai lo stato d'animo che il ragazzo aveva in quel momento
leggendo quel messaggio.

Porca puttana!
La ragazza era interessata.
Cioè.. avrebbe potuto non scrivergli, giusto? Invece gli scrisse.
E ora sapeva anche il suo nome!
Clarissa.

Anche il nome è arrapante pensò ahaha

I due passarono i giorni successivi a sentirsi, messaggi su messaggi, fino a notte fonda.
Ora era certo, la ragazza era interessata e non poco.

Arrivò il giorno che tanto si aspetta, si sogna e ci si immagina un milione di volte nella testa:
Il primo appuntamento.

Lei era una donna, non se ne faceva nulla dei messaggini e cazzate varie, voleva
giustamente parlare davanti ad un drink e magari passare dritti al sodo.

Così decisero di vedersi qualche sera dopo, e qui arriviamo al succo, al fulcro della nostra
storia.

Il ragazzo cominciò a farsi mille paranoie in testa, le stesse che non gli avevano permesso di
agire la prima volta.

“Questa è grande, è esigente!”


“È abituata a uomini più grandi, io cosa posso darle..?”
“Non me la sento”
“Se faccio una figura di merda? E mi prende come un coglione?”

Sai cosa successe? Niente.

Il ragazzo inventò il giorno prima una banalissima scusa e non andò


all'appuntamento.

Sapeva nell'esatto momento in cui stava scrivendo quella stupida scusa che se ne sarebbe
pentito, lo sapeva cazzo;

Sapeva che non era la cosa giusta da fare, che era normale essere un pò agitati, sono
situazioni nuove, con un target diverso dalle sue coetanee di quel tempo, ci sta;
Sapeva tutte queste cose, ma nonostante questo come se fosse sotto l'effetto di qualche
dannata droga inviò lo stesso il messaggio.

La ragazza in questione era una persona con più esperienza e incredibilmente sentì
immediatamente che non era vero che: aveva la diarrea/gli era morto il cane/sua nonna
stava male/è crollata la casa e qualunque altra cazzata il ragazzo raccontò per non
presentarsi.

Fece finta di niente, ma si raffreddò progressivamente;


Sempre meno messaggi;
Fino a quando scomparve, e non la sentì mai più.

Quel ragazzo ero io.

Fu un’umiliazione per me, ancora oggi ricordo vividamente tutto, e almeno una volta al mese
ripenso a questa ragazza, e racconto (In maniera più dettagliata) di Clarissa ai miei studenti i
primissimi giorni di Lezione ai nostri corsi dal vivo.

Serve per allenare la sensibilità.


Per spostare il focus.
Per capire le cose realmente importanti.
Per aprire gli occhi.

Ero innamorato di Clarissa? Ovviamente no.


Volevo farci qualcosa? Si, ma non è questo il punto.

Ricordo chiaramente questo episodio che segnò effettivamente un punto di maturazione


come uomo e come seduttore perché mi fece stare molto male.

I mesi successivi quello che era successo e il comportamento da perdente avuto con lei mi
seguì come un fantasma qualunque cosa facessi.

E il rimpianto di non averla vista mi stringeva in una morsa di dolore e frustrazione mai
provati fino a quel momento.

Potevo andare all'appuntamento, magari non ci avrei fatto niente, ma avrei comunque
affrontato una situazione che mi faceva paura.

Magari sarebbe nata una bella storia, e vuoi mettere a 20 anni avere una ragazza 10 anni
più grande, in forma, bellissima, da fare invidia a tutta la città, anzi a tutto il mondo!
Magari, magari, magari.

Invece sono scappato.


Da una ragazza che mi aveva già visto, e in qualche modo la percentuale di fallimento si
riduceva notevolmente.
Stavo male, e decisi in quel momento che mai più avrei voluto sentirmi così poiché il disagio
NORMALISSIMO che si prova in una situazione come quella (Disagio che scompare poco
dopo aver visto la ragazza e capendo che era tutto frutto di stupide fantasie che non trovano
nessun riscontro con la realtà) non era NIENTE in confronto alla tristezza, frustrazione e
immobilità che si prova a prendere coscienza di non aver agito.

Poteva nascere qualcosa, potevo fare esperienza e non ho agito.

Su una bilancia invisibile è più nocivo stare male per mesi, se non per anni (A causa di tirarsi
indietro come ho fatto io con Clarissa) piuttosto che per 15 minuti. (Ovvero i minuti che
precedono l'appuntamento)

Fu così che decisi che avrei sfruttato ogni occasione che mi si sarebbe prospettata.
Pensavo a Clarissa.

Successivamente la mia mente switchava sullo stato d'animo che avevo avuto quando non
ho agito.

Volevo ancora sentirmi così? NO cazzo.


Allora vado, male che vada non la trombo nei bagni e non prendo nessun numero.

Ma ho AGITO cazzo!
Posso tornare a casa, guardarmi allo specchio e dire: Cazzo ho due palle così! Quanti altri
hanno il coraggio di fare quello che faccio io?

Non volevo accumulare rimpianti, come purtroppo fanno tante persone e stai facendo anche
tu.
Più che altro non volevo più sentirmi così.

Quello che ora devi fare amico mio è immergerti (come ti dissi all'inizio di questa
ripartizione) nella storia che ti ho appena raccontato.

Tutti hanno nella loro vita la propria Clarissa, e a volte anche più di una.

Clarissa sono tutte quelle situazioni che avresti potuto sfruttare.


Tutte quelle volte che potevi fare qualcosa, anche un semplice: “Ciao!”

Tutte quelle situazioni che se sfruttate una dopo l'altra sicuramente, ripeto
sicuramente avrebbero portato a dei risultati e oggi saresti una persona diversa,
come lo sono io rispetto al cagasotto di quella situazione.

Ma non lo stai facendo. Per ora.

Michael Jordan, il più grande cestista mai esistito sulla faccia della terra, in un video che
sono solito mostrare ai mi studenti in classe diceva: Forse non vi siete accorti che i miei
fallimenti e la mia sofferenza sono stati la mia forza.

Proprio di questo si tratta.

La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo, lo stesso vale per le storie
che racconta.
C. Palahniuk

Sono un avido lettore di Palahniuk e penso non ci sia frase più adatta.

I perdenti sono realmente innamorati del loro dolore, e utilizzano le situazioni nella quale non
riescono ad agire per potersi convincere ulteriormente di non essere all'altezza.

I vincenti o per lo meno quelli “Diversi” spostano il focus e utilizzano il dolore, i rimpianti di
anni passati a far scorrere il tempo, a non fare niente, a sentirsi inadeguati, come BENZINA
come carburante, come propulsore per provare ad uscire da una situazione difficile.

Utilizza le situazioni che ti hanno fatto stare male, le ragazze con la quale avresti potuto
“fare qualcosa” ma non hai fatto assolutamente niente come gancio emotivo per poter partire
ed affrontare una situazione.

Il focus non è riuscire ad ottenere un risultato immediato, poiché è praticamente impossibile,


anche se lo fai di “professione” rimane la possibilità di prendere pali.

Il tuo unico obiettivo è quello di iniziare a vivere serenamente la tua vita.

Devi agire ma soprattutto capire che fa molto più male una serie infinita di rimpianti che si
vanno ad accumulare dentro di te e ti mangiano letteralmente vivo, rispetto ad un disagio
normalissimo e giustificato provocato da una situazione che non padroneggi e della quale
per ora non hai il completo controllo.
Sei d’accordo?

Prendi il dolore, incazzati sul serio ed utilizzalo come spinta, come cattiveria agonistica che ti
fa muovere il culo ed affrontare le situazioni da cui sei scappato per una vita intera.

Perché sia io che tu amico mio non vogliamo più sentirci come quella volta con Clarissa.

Non voglio far passare un altro anno, sapendo di non aver vissuto al 100%;

Non voglio più sentirmi male e avere una bassa autostima;

Non voglio più vedere ragazzi che non hanno davvero nulla in più di me fidanzati e felici ed
io da solo aspettando chissà quale angelo che piombi dal cielo e risolvi i miei problemi;

So che fa male amico mio, ma fa così male proprio per la tua decennale (Se non di più)
totale immobilità, e più vai avanti peggio sarà.

L’unico antidoto è quello di leggere e rileggere questo manuale, darsi il calcio nel sedere e
cominciare a fare qualcosa di diverso.

ALT!
Non ti sto chiedendo di uscire ed approcciare tutte le ragazze che vedi (Anche se è proprio
questo quello che facciamo con i nostri studenti e TUTTI superano questa situazione) ma
per lo meno iniziare a fare qualcosa di diverso.

Vedi una ragazza?


È da sola?

Hai anche un qualcosa di divertente da dirle?


Diglielo cazzo!
Non scappare, scappava il vecchio te stesso.

Ripartizione #2
NON SEI ETERNO

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così
come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali:
canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.
(Charlie Chaplin)

Complice il teatro che scorre nelle mie vene sin da giovanissimo sono sempre stato una
persona estremamente sensibile tra le altre cose all'argomento morte.

Forse è stata una fortuna, anzi sicuramente è stata una fortuna riuscire a proiettare la mia
mente anni avanti quando il sipario inevitabilmente calerà, tutto questo mi ha permesso e mi
permette tuttora di affrontare le prove che mi mette davanti la vita e le situazioni difficili con
una lucidità e un distacco invidiabile.

Lo schema mentale che va a crearsi nella mia mente (E come scoprirai a breve non solo la
mia mente) è il seguente:

SITUAZIONE DA AFFRONTARE → DISAGIO INEVITABILE CHE LA SITUAZIONE CREA


NON LO AFFRONTO → ALTRA SITUAZIONE CHE VA AD ACCUMULARSI ED
ABBATTERMI E A FARMI STARE MALE.

L'AFFRONTO → LA GARA È SOLO CON ME STESSO – LA VERA SFIDA È


AFFRONTARE QUESTA SITUAZIONE CHE MI METTE A DISAGIO, PER NON AVERE
RIMPIANTI NON APPENA IL SIPARIO CALERÀ.

A questo ho sempre pensato, al fatto che prima o dopo non ci saremo più, oltre allo spostamento del
Focus (Che vedremo in un'altra ripartizione)

Probabilmente penserai: Steve è un concetto un po' cinico e fatalista non credi?


Più che altro è realista, non ho le fette di prosciutto negli occhi come le ha la massa.

La massa sono tutte quelle persone che vivono come se non dovessero morire mai, come se avessero
tutto il tempo del mondo.

Mamma mia io mi ricordo come se fosse ieri:

1. Che ho iniziato il liceo con la mia felpa della Lonsdale London;


2. Il primo bacio;
3. La mia prima volta;
4. La prima vacanza con gli amici

La vittoria dei mondiali di calcio nel 2006, sono già passati 11 anni...
UNDICI.

Ho sempre utilizzato in maniera produttiva e motivante il discorso morte.

Davanti ad una ragazza che potrei conoscere e magari la situazione mi appare come una montagna da
scalare io ci metto realmente una grossa montagna ossia la morte, pongo lì la mia attenzione e
PARAGONO LE DUE COSE, quale delle due ha un peso maggiore?

Una stupida apertura di una sconosciuta che non rivedrò mai più oppure l'idea che il tempo sta
scorrendo e il burrone nella quale volente o nolente dovrò affrontare quando sarà il momento.

VADO CAZZO!!!!
VADO!!!!!

Voglio sentirmi un coglione in eterno?


Voglio sentirmi uguale alla massa?

Con mio grande piacere e stupore questo concetto che ho fatto mio e lo custodisco gelosamente l'ho
ritrovato alla pagina UNO di un libro di motivazione molto carino che lessi qualche tempo fa,
spiegava alcune regole per darsi la carica e mi sconvolse di quanto fosse vero e faceva più o meno
così:

IMMAGINARE SE STESSI IN PUNTO DI MORTE

“ Diversi anni fa, quando lavoravo insieme alla psicoterapeutica Devers Branden, sotto la sua guida
praticai l'esercizio detto <Letto di morte>.
Mi chiese di immaginarmi sdraiato sul mio letto di morte e di cercare di provare le sensazioni
connesse con il morire e il dire addio.

Poi mi chiese di invitare mentalmente le persone importanti della mia vita a farmi visita, una alla
volta.
Nel momento in cui visualizzavo ogni singolo amico e parente che si poneva al mio fianco, dovevo
elencargli ad alta voce tutto ciò che volevo che sapesse prima della mia morte.

Mentre parlavo con ognuno di essi, potevo sentire la mia voce spezzarsi: non ero in grado di evitare
che accadesse.
I miei occhi erano pieni di lacrime e sperimentai un enorme senso di perdita.
Non stavo piangendo perché la mia vita era giunta al termine, ma perché ero sul punto di perdere
l'amore.

Più esattamente, la comunicazione dell'amore che non c'era mai stata.

Durante questo difficile esercizio riuscii a capire chiaramente quante cose avevo trascurato nella mia
vita.

Alla fine dell'esercizio ero in uno stato di confusione emotiva. Raramente, in vita mia, avevo pianto
tanto. Ma quando le emozioni svanirono, accadde una cosa splendida: Mi sentivo sereno.

Avevo capito ciò che era davvero importante e aveva un reale significato per me.
Compresi per la prima volta quello che George Patton voleva dire quando affermò che <la morte può
essere più eccitante della vita>

Da quel giorno in poi giurai a me stesso di non lasciare niente al caso e di non permettere che nulla
restasse incompiuto.
Volevo vivere come se potessi morire in ogni istante.

Questa esperienza aveva cambiato per sempre il mio modo di relazionarmi con gli altri.
Il significato più profondo dell'esercizio era chiaro: Non dobbiamo aspettare di essere davvero in
punto di morte per apprezzare il vantaggio che deriva dall'essere mortali; possiamo ricreare questa
esperienza ogni qualvolta lo desideriamo.

Alcuni anni dopo fui avvertito che mia madre stava morendo in un ospedale di Tucson e corsi al suo
fianco per tenerle la mano e comunicarle tutto l'amore e la gratitudine che sentivo per lei.
Quando morì provai un dolore intensissimo, ma assai breve.

Nel volgere di pochi giorni sentii che tutto ciò che di grande era appartenuto a mia madre era entrato
a far parte di me, per sempre, in un'amorosa comunione di spirito.
Il poeta William Blake ci raccomanda di non rimandare come se potessimo farlo domani, e di non
mantenere i nostri pensieri segreti fino in punto di morte.

<Quando il pensiero è rinchiuso nelle caverne> scrisse <L'amore mostra le sue radici nell'inferno
più profondo>

Far finta di non dover mai morire non aiuta le possibilità di godere della vita.
È come se un giocatore di basket fingesse che la partita che sta giocando non avrà mai fine;
quell'atleta giocherà meno intensamente, con meno energia, e, ovviamente, finirà col non divertirsi
per niente.

Senza una fine, non c'è un gioco. Senza consapevolezza della morte, non ci si può rendere conto del
dono della vita.

Tuttavia, molti di noi (Me compreso) continuano a far finta che il gioco della vita non finirà mai.
Continuiamo a pianificare grandi cose per un futuro in cui avremo voglia di farle.

Trasferiamo le nostre mete e i nostri sogni su un'isola immaginaria in mezzo al mare che Denis
Waitley chiama <Isola di un giorno o l'altro>

Ci ritroviamo a dire: <Un giorno o l'altro farò questo> e <Un giorno o l'altro farò quello>

Non dobbiamo aspettare l'ultimo giorno di vita per confrontarci con la morte. Essere capaci di
rappresentarsi vividamente le ultime ore sul letto di morte suscita una sensazione paradossale: quella
di rinascere a nuova vita e cioè fare il primo passo verso un'impavida automotivazione.

<Le persone che vivono intensamente> affermò la poetessa e scrittrice Anais Nin, < Non hanno
paura di morire>”

Sconvolgente vero?
Vedo gente vivere non facendo assolutamente niente, semplicemente aspettando, aspettando,
aspettando.

Voglio che apri gli occhi, abbiamo TUTTI un timer che pende inesorabilmente sopra la nostra testa,
un timer che fa il count - down da quando siamo nati.

Arriverà la chiusura del sipario e ti pentirai amaramente di aver considerato insormontabile una
montagna che avresti scalato a mani nude se avessi voluto.
Ripartizione #3

SPOSTA IL FOCUS - TU SEI Più IMPORTANTE DI TUTTO IL


CONTORNO

Non credo che tu debba essere migliore di chiunque altro. Credo che tu debba essere migliore di quanto tu abbia mai
pensato di poter essere.
(Ken Venturi)

La vita come avrai capito è un saper cogliere le occasioni che ti si presentano, ma ancora meglio è:
Avere l’audacia di andarsi a creare l’occasione a prescindere dal risultato.

Tutti sono bravi ad agire sapendo in anticipo il risultato; ma non tutti hanno coglioni a sufficienza per
fermare una ragazza in mezzo alla strada, oppure attraversare la sala di un ristorante, di un bar e
andare a parlare con un gruppetto di ragazze carine semplicemente perché si ha voglia di farlo.

Perché?

Un motivo fondamentale è da attribuire alla società: La società odierna ci impone ciò che è giusto e
ciò che è sbagliato. Ciò che si dovrebbe fare e ciò che non si dovrebbe fare.

Tutto ciò che sta in mezzo è visto come STRANO e quindi NEGATIVO.

Semplicemente perché il 90% della popolazione è soggiogata mentalmente da queste LEGGI


INVISIBILI che inconsapevolmente ti dicono come devi pensare e soprattutto qual'è il giusto modo di
porti, in quali contesti e in quali modi.

Il secondo motivo che occupa una posizione ben più rilevante è il caricarsi di:

→ Aspettative ( negative ) ma soprattutto di AGIRE IN FUNZIONE DI UN RISULTATO.

Questo ci carica di un'inutile pressione ( visto che pensiamo al risultato ultimo DA NON FALLIRE,
Come se ci aspettasse un Boia pronto a segarci la testa in caso di mancato risultato ) e non ci
godremmo LA VITA e L'INTERAZIONE CHE AVVIENE.

Amico, ricordati che: le situazioni che ti succedono quando stai con una ragazza, hanno
l'importanza che TU le dai.

→ TU decidi se prendertela per un NO.

E sempre tu Decidi di riderci sopra e passare alla prossima.


Ma in generale ogni avvenimento che ci succede ci fa star male o ci fa gioire in base a quanta
importanza NOI diamo a questo avvenimento. Che è in diretta proporzione con il NON prefissarti
Grossi obiettivi prima di un interazione.

E' chiaro che se esco di casa per un casting importante e mi pongo l'obbiettivo che devo ottenere a
tutti i costi la parte principale, perderò di vista tutto quello che ce intorno CHE MI FA
REALMENTE AVERE LA PARTE.

Non che non desideri averla non fraintendermi!

Cambio solo il dialogo e gli obiettivi dentro di me, spostando il focus:

Se Prima era:

Devo a tutti i costi ottenere la parte , altrimenti è un problema.

Dopo sarà:

Darò il massimo COME SEMPRE per conquistarmi la fiducia di chi mi osserva, e comunque andrà è
esperienza e partirò da un punto diverso la prossima volta. So quanto valgo.

Questo fa la differenza.

Pensa se domani mentre sei a pranzo ti arrivasse una notizia bellissima, quella notizia che aspettavi da
tempo.
Che ti fa saltare in piedi e ti cambia umore e giornata.

Avresti problemi a girarti e parlare con luna ragazza carina di fianco a te? ASSOLUTAMENTE NO!
Probabilmente ti è già successo.
Saresti di colpo:

1. Brillante.
2. Simpaticissimo e arguto.
3. Deciso.
4. Avresti argomenti come se piovesse.
5. Saresti naturale.

Non avresti nessun tipo di sega mentale! O sbaglio?

Lei apparirebbe estasiata da tutto questo carisma MA ti dice che è fidanzata si alza e se ne va.

Sai cosa faresti tu? Assolutamente niente!

La cosa non ti scalfirebbe per niente, anzi troveresti anche una battuta da fare a te stesso e guardarti
intorno fiero ugualmente, perché in realtà stai pensando alla notizia che ti è arrivata

IO SONO SICURO CHE QUESTA SITUAZIONE TI è SUCCESSA ALMENO UNA VOLTA.

Perché in quel caso:

1 Non hai avuto nessun tipo di problema parlando con questa ragazza?

2 Non hai battuto ciglio quando non hai ottenuto un risultato ? Eppure la ragazza non ha risposto
come volevi

Perché ( tramite terzi e ambiente circostante ) hai cambiato focus, e la ragazza che avevi davanti
non era più una priorità, una questione di vita o di morte come molte volte erroneamente pensi.

Stavi bene a prescindere.

Sono grato a tutte quelle persone che mi hanno detto NO. E’ grazie a loro se sono quel che sono.
(Albert Einstein)

Ripeto: non che io non voglia farmi la ragazza che ho davanti, o non voglio il suo numero di telefono!
Lo voglio eccome!
Ma è un qualcosa che non posso controllare personalmente!

Ma posso controllare invece, la qualità dell'interazione, e la rilassatezza con la quale me la godo, tutto
quello che viene dopo (perché stai tranquillo che se non è oggi sarà domani con gli interessi) e quindi
chiusure varie, sarà una diretta conseguenza.

Non vado in discoteca per rimorchiare!


Esco e vado ad ascoltare della buona musica con alcuni amici. Già questo mi basta. Mi diverte.

Divertendoti e quindi non prefiggendoti 25 ragazze con cui parlare e 10 Numeri di telefono,
approccerai più volentieri, partendo già da una rilassatezza ed uno stare bene a prescindere
dall'approccio.

Poiché se andrà male non è il tuo fine ultimo, lo scopo della serata.

E quindi anche i Feedback che darai a te stesso , saranno diversi se sposti il Focus in qualcosa di
realmente costruttivo.

E non ti demoralizzerai se non sei riuscito ad infilarle come prestabilito il pisello in bocca dopo 5
minuti di interazione hahaah

Ripartizione #4

IL CUCCHIAIO NON ESISTE - L'ANSIA D'APPROCCIO NON ESISTE


In una scena di uno dei miei film preferiti: Matrix avviene questo dialogo tra il protagonista “Neo”
considerato "l'eletto" ossia quella persona (dotata di poteri oltre ogni immaginazione) che salverà il
mondo da un invasione imminente e un bambino (dotato anch'esso di poteri) intento a piegare con la
forza della mente un cucchiaio.

Questo bambino piega in maniera strabiliante il cucchiaio senza nemmeno toccarlo, dopodiché lo
passa a Neo.

Faceva più o meno così:

Bambino: Non cercare di piegare il cucchiaio. E' impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa
saggia: Giungere alla verità.

Neo: Quale verità?

Bambino: Che il cucchiaio non esiste.

Neo: Il cucchiaio non esiste?

Bambino: Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!

Questa similitudine (anche se apparentemente Scollegata) la trovo invece molto azzeccata, per
introdurre la malattia immaginaria che fa più "vittime" della peste bubbonica: L'ansia d'approccio.

Questo del film ( in una situazione diversa ) altro non è che il pensiero di Cartesio; filosofo che
adoro.

Cartesio dice che secondo lui l'uomo è in un sonno eterno indotto da un Genio Superiore e Maligno.
L'intera realtà delle cose ( e io aggiungo degli avvenimenti) esiste solo in quanto filtrata dalla nostra
persona: se non ci fosse il soggetto pensante non ci sarebbe nemmeno l'oggetto pensato!

Per questo il bambino dice che è Neo a piegarsi e non il cucchiaio!

L'ansia esiste grazie a noi! Siamo noi che la creiamo e le diamo fiducia alimentandola ogni volta
che ci tiriamo indietro quando una situazione è scomoda.

Creiamo paradossalmente da una formica, un t-rex e ogni volta che ci voltiamo e scappiamo invece
che affrontare una determinata situazione, noi facciamo crescere questo mostro, gli diamo potere, fino
a quando si arriverà ad un punto, dove diverrà talmente grande e feroce da lasciarvi apatici e
impossibilitati a compiere anche il più semplice approccio.

L'uomo coraggioso non è quello che non ha paura e timore, ma è quello che affronta questa paura e
questo timore.

Siamo essere umani, che vivono di emozioni, è normale essere tesi e non sentirsi ok. Ci sta!
Ma se ci pensi in ogni cosa è così !

 Se da domani tu iniziassi un corso di paracadutismo (visto che ne sei appassionatissimo) avrai


paura e timore, magari ti cagherai letteralmente sotto, ma è normale!

Perché?

Perché è una cosa che non hai mai fatto! Non sei abituato.

Come mai i domatori di leoni del circo non si cagano sotto quando devono fare un numero all'interno
di una gabbia con uno o più Leoni? Perché sono invincibili? Immortali?

NO!

Sono semplicemente abituati, (magari sin da bambini) a vivere la quotidianità con questi animali.
Per loro è normale, e all'inizio non lo era affatto.

Si sono DESENSIBILIZZATI!

La prima volta che hanno visto questi leoni può essere che si sono messi a piangere, e per i successivi
1, 2, 3, 4, 5, 10 mesi hanno avuto una paura immensa solo a incrociare il loro sguardo.

Però continuarono, continuarono, continuarono fino a quando si sono abituati e man mano che l'ansia
calava (come è giusto che sia poiché non è più una cosa NUOVA !) Cresceva la loro fiducia.

Io personalmente avevo una paura terribile di guidare, mi batteva il cuore a duemila ogni volta che
entravo in macchina per fare le mie guide a scuola guida.
Presi la patente e i primi mesi furono molto duri:

 Batticuore perenne;
 Paura che mi si spegnesse in mezzo alla strada;
 Paura di fare strade che non conoscevo;
 Mi tenevo lontano dalle autostrade;

E via dicendo.

Ma la macchina mi serviva e quindi dovevo PER FORZA usarla, cominciai a guidare a Milano (terra
dura per i neopatentati dove tutti vanno di corsa)

Passò 1 mese, 2 mesi, 3 , 6. E già dopo poco meno di un anno passò quasi tutto.

Perché? Perché ho accettato di avere timore e di non essere ok! ne ho preso atto!

MA non mi sono fermato, ho proseguito, ho mantenuto la calma e accettato il fatto che la macchina
poteva spegnersi, ho accettato serenamente la situazione MA senza scappare… e alla fine
trasformandosi in quotidianità ora è più strano prendere un bus che mettermi in macchina (e prima
vivevo sui bus)
Animiamo la paura di cose inesistenti, che sembrano spine e sono soltanto piume in agguato dietro i muri.
(Fabrizio Caramagna)

Per non parlare delle ragazze, i primi mesi che mi allenavo per strada fu veramente duro, ricordo
ancora come se fosse ieri il mio primo diretto in strada, erano due ragazze di firenze stavano
percorrendo la galleria vittorio emanuele a milano.

Avevo il cuore che mi scoppiava nel petto, nausea e sudorazione fredda, (Mi viene da ridere se ci
ripenso)

Andai e feci il mio diretto, ovviamente di merda, la ragazza mi guardò come se avessi la peste
bubbonica, prese l'amica e se ne andò lasciandomi lì come un pesce lesso.

Ma sai che c'è amico? Va bene così!

Poi ne feci un altro e un altro e un altro, e ho capito che fondamentalmente non succede niente, trovai
delle stronze al mio primissimo approccio, ma oltre a guardarti ed andarsene non fanno nient'altro.

Solo questo.

L'ansia è un modo effimero che il cervello usa per dirti: Non hai mai fatto questa cosa, qualcosa
potrebbe non andare.

Non perché è fuori dalla tua portata! Ma perché semplicemente non l'hai mai fatto. Ti sta tutelando!

Accettala! non remarci contro, ma prosegui, non voglio che tu conquisti Megan Fox, voglio che ti
alleni ad agire.

Allenandoti ad agire piano piano entrerà a far parte delle tue corde e si affievolirà.

Ogni qualvolta inizierai qualcosa di nuovo che sia:

 Approcciare ragazze;
 Un corso di pittura;
 Volontariato con innocui anziani;

Sarai teso.

AGISCI, PENSA E COMPORTATI COME SE LO FACESSI DA SEMPRE. ( Anche scimmiottando


non importa)

Vedrai già dopo le prime volte un netto miglioramento.


Non stare a pensarci troppo, perché il protrarre qualcosa serve solo ad accrescere quest'ansia.

1. Agisci immediatamente.
2. Non porti grossi obiettivi, il tuo obiettivo è gestire le tue emozioni e non fermarti.
3. Stai diventando più forte.

Tutti sbagliano amico! Sai chi non sbaglia? Chi non prova mai.

Il vero fallimento non è sbagliare, ma non affrontare una situazione a cui non sei abituato.

Pensi che i più grandi attori non siano tesi prima di uno spettacolo?

O un cantante prima di un concerto?

Lo sono eccome.
Ma impari a gestire le tue emozioni, ad accettare il fatto che hai ansia e timore, ma CREDI in ciò che
fai e alla fine la spunterai.

Utilizzi quest'ansia come propulsore, come carburante aggiuntivo che ti da ancora di più gli occhi
della tigre

E se fallisci?

Tutti falliscono amico mio.

Se fallisci hai esperienza, e l'esperienza che accumuli farà di te una persona migliore nell'immediato
futuro.

Mi potrai dire: Steve ma fa male! Ne soffro! Ci rimango male! Non sono ok!
E altre mille paranoie

Ripensa innanzitutto a non porti troppe aspettative (come spiegato prima)

Ci piace pensare in maniera ingenua che tutte le persone di successo che ci circondano,
(indipendentemente dall'ambito) siano fortunate, hanno talento, ci sono nate…. CAZZATE!

Forse l'1% di quelle persone sono nate con un talento cristallino, le altre si sono rimboccate le
maniche!

Hanno preso scarpate sui denti!

Non si sono arrese ai primi no.

Molti leggono libri di motivazione, di seduzione e motivatissimi si lanciano in questo mondo, salvo
abbandonarlo dopo i primi rifiuti.

Perché pensano che dietro a tutto ciò che vedono o leggono non ci sia :

 Sudore
 Allenamento
 Sacrifici
 Allenamento
 Allenamento.

Se fosse facile tutti saremmo:

 Seduttori
 Astronauti
 Attori
 Pittori

Perché ad esempio sono qui a scrivere queste nozioni e a consigliarti?

Perché ho fallito, o meglio: Non ho ottenuto il risultato che volevo. Moltissime volte.

Ma divento sempre più bravo ogni volta che agisco anche ottenendo un risultato diverso, perché sono
sicuro di una cosa e cioè: NON MI FERMERò DAVANTI A NIENTE.

Il coraggio nell'agire è esattamente come un muscolo, se fai sempre le stesse ripetizioni, con gli stessi
pesi e gli stessi esercizi non otterrai grossi risultati.

Come fai a far crescere un muscolo? Stressandolo! Mettendo pesi sul bilanciere più pesanti di ciò che
potresti alzare.
Solo così il muscolo potrà crescere e diventare più forte.

E' LA STESSA IDENTICA COSA.


Se ti alleni nella quotidianità a fare cose (apparentemente) fuori dalla tua portata e dalla zona di
comfort, comincerai a far lavorare il muscolo del coraggio, più stressi questo muscolo più
quest'ultimo diventerà forte, più sarai capace di fare cose che qualche tempo prima ti saresti solo
sognato.

Una volta, tempo fa, conobbi in un pub il classico ragazzo Alpha, Il classico ragazzo che quando
apriva bocca pendevano tutti dalle sue labbra, quello che si alza e senza battere ciglio inizia a parlare
con due sconosciute al bancone come se le conoscesse da una vita.

Andai li (desideroso di carpirne i segreti) e gli chiesi come facesse, la sua risposta fu:

Faccio ciò che mi mette in difficoltà, perché so che è la strada giusta.

Non ho fallito. Ho solamente scoperto 10.000 strade che non funzionano.


(Thomas Edison)

Ripartizione #5

DECISIONE - LA MADRE DI TUTTE LE ABILITà

Non esiste una risposta giusta. Esiste un Mind – Set giusto.


Steve M.
Sento spesso e volentieri frasi di ragazzi alle prese con le varie dinamiche del game ( che sia chat
game o altro) come:

Cosa dovrei rispondere se lei mi dice x?

Cosa dovrei fare se lei fa y?

In questa situazione come dovrei comportarmi/rispondere per apparire Alpha?

Premettendo che non c'è assolutamente niente di male, a volersi informare su come un altro ragazzo,
sulla nostra stessa barca si comporterebbe in tale situazione, ma è bene sapere una cosa:

Non esiste una risposta che vi farà apparire super fighi e intelligenti, e che vi farà cadere ai vostri
piedi tutte le donne.
La frase di per sé non conta nulla se poi non è accompagnata da un atteggiamento CORRETTO.

Perché quando si parla di psicologia comportamentale, Body Language o altro, TUTTI e dico TUTTI
affermano che è molto più importante Ciò CHE NON SI DICE a ciò che si verbalizza?

Perché è la pura verità!

Conta molto di più ciò che manifesti con gli atteggiamenti che con quello che realmente dici.

È proprio per questo che in praticamente tutti gli approcci che ho fatto, ho rimorchiato ragazze
semplicemente mantenendo decisione e fermezza piuttosto che con una "Frase ad effetto"

Conta la sostanza dietro alle cose.

Quindi iniziamo a pensare a questo:

Desensibilizzati alla sua Bellezza. Lei non è bella, è nella norma.

Un'errore praticamente di tutti i ragazzi è quello di darle valore e potere semplicemente perché è una
bella ragazza.

La vedono truccata, in tiro e si annullano completamente.


Di questo si tratta quando parlo di grattacielo di polvere!

Perché mai tu:

1. Persona intelligente;
2. Intraprendente;
3. Simpatica;
4. Decisa;

Dovresti farti intimorire da due tette e un culo?

Forse perché tutti gli altri in questa sala lo sono?

A parte il fatto che tu non sei gli altri, ma ti stai basando su informazioni e soprattutto APPARENZA.

Auto catalogandola come FIGA che sicuramente ha mille pretendenti. Non vai da nessuna parte così
amico.
Anche perché le illusioni che ci facciamo non rispecchiano mai la realtà delle cose.

Mettiti in difficoltà e parti.


Non voglio che la scopi, voglio che appuri che:

1. Non è poi così figa.


2. Che lei forse ha più paranoie di te.
3. E' una persona come un altra. Anche lei Caga. Rutta. Scoreggia.

Non aspettare, non sarà mai il tempo opportuno.


Inizia ovunque ti trovi,con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino.
Napoleon Hill

Comportati come se lo facessi da sempre.

La differenza che intercorre tra una persona comune e una personalità fuori dal comune è
l'atteggiamento che ha nelle situazioni "nuove" e che possono metterlo in difficoltà.

Ci sarà la persona comune che, andrà con i piedi di piombo, per paura di sbagliare, di dire o fare
qualcosa di sbagliato, non osando mai, e non ottenendo quindi risultati tangibili.

C'è una grande personalità (che è riscontrabile nelle persone di successo) che si interfacciano ad una
situazione nuova con la stessa grinta e decisione che avrebbero se questa situazione fosse normale
amministrazione quotidiana.

Agiscono convinti di ciò che fanno, non mettendo in cantiere l'ipotesi del fallimento, perché in realtà
adottando questo atteggiamento DA SUBITO loro hanno già vinto!

Stanno andando incontro a qualcosa che non hanno mai fatto con un elasticità mentale e decisione
come se sapessero in anticipo il risultato finale.

Partire con i piedi di piombo può andare bene in altri ambiti, e con altre persone. Ma non noi.

Noi siamo diversi, siamo machiavellici e originali.

Trasforma quest'ansia in ancor più decisione e voglia di sentirti a tuo agio in situazioni dove una
persona normale non lo sarebbe. Qui vinci. Tutto ciò che avviene dopo ( e non direttamente
controllabile ) è un regalo.
Comportati e credi e ripeti a te stesso che è una cosa che fai sempre, e poniti : respira, interagisci,
muoviti come ti muoveresti se lo facessi ormai tutti i giorni da 10 anni!

Senza Deviazioni dalla norma, il progresso non è possibile.


Frank Zappa

Non giudicarti. Mai.

Un errore molto comune che facevo i primi tempi che recitavo è quello di giudicare la mia
performance mentre la facevo!

E' da folli! Ma è una tendenza piuttosto comune.

Si dà un’importanza così grande ad un evento o situazione, che non solo non ce la godiamo al
massimo ma è come se non fossimo lì veramente ( con il cervello ) ma solo con il corpo; una sorta di
pilota automatico incapace di pensare brillantemente se non a giudicare a quanto era, e se era figa la
risposta che abbiamo appena dato alla ragazza.

E' la cosa più sbagliata e controproducente che tu possa fare.

In ogni cosa, non solo negli approcci la regola fondamentale è:

1. Non dare troppo peso alla situazione in sè.


2. Prenderla come viene
3. Appassionati davvero a ciò che fai.
4. Trova il lato divertente. Sempre.

Ci si giudica perché non ci si sente abbastanza ok in quella situazione, perché non hai trovato il lato
divertente che ti discosti da fare il giudice di te stesso, perché ti sei auto-imposto cose che non puoi
ottenere, perché dai troppo peso alla situazione come se fosse vita o morte.

Ecco perché.

Mentre se davanti non avessi un una ragazza da 8 ma una ragazza da 5, giudicheresti cosa dici, come
lo dici, perché lo dici?

ASSOLUTAMENTE NO. Perché?

Perché dai alla situazione (e la dai TU) la giusta importanza. (nella maggioranza dei casi nulla)

Ma appena inizi a prefiggerti un obiettivo che ti fa gola. ecco che ripartono le paranoie.

 Goditi l'interazione per come viene.


 Sollazzati su qualcosa che dice.

 Cerca di rilassarti e non pensare a niente.

Quando ti alzi la mattina e vai in bagno a pisciare, nel mentre pensi a come stai pisciando?

Se pisci storto? Oppure mentre bevi un bicchiere d'acqua pensi al fatto se sei bravo o meno a berla?

NO! Stai vivendo. Niente di più facile.

Vivi la situazione. Tempo per pensare a eventuali errori li l'avrai, una volta che avrai dato il massimo.

Non c'è nulla che spaventi di più l'uomo che prendere coscienza dell'immensità di cosa è capace di fare e diventare.
S. A. Kierkegaard

Cambia le tue abitudini.

In fin dei conti si riduce tutto qui. Cambiare le tue abitudini.

Sono da sempre dotato di una grande forza di volontà.

Ho avuto brutte abitudini nella mia vita.


Quasi tutte eliminate, con la forza della mente, e un po di allenamento.

Quello che volevo io per esempio era smetterla di fumare e non solo sigarette e in quantità industriale.
In che modo è possibile cambiare le proprie abitudini?
La forza di volontà e di sapersi " prendere a calci nel culo " conta.

Ma conta moltissimo (come gli esercizi di visualizzazione spiegati nell'altra ripartizione) immaginare
sè stessi, protraendo questa abitudine negli anni, e alle conseguenze ( gravi o meno ) che ne derivano.

Per esempio mi immaginavo a come sarei diventato (suggestionandomi) se avessi continuato a fare
quella vita per altri 5/ 10 anni. Forse non sarei neanche qui a parlarvi.

Vuoi cambiare le tue abitudini?

Vuoi abituarti a non pensare in maniera limitante e sfruttare le occasioni?

Sfruttane UNA. La prima che ti capita.

A prescindere dal risultato, pensa a come ti senti subito dopo averla aperta (a conversazione finita)
Non ti senti benissimo?

Non sei felicissimo? Non ti senti stupido per tutte le fisse che ti facevi?

Pensa a come cambierebbe già nell'immediato anche se non ottenessi un numero, ti sentiresti
comunque da dio.
E tutto questo soltanto dopo un solo approccio! E NON AVENDO MAGARI NEANCHE CHIUSO.

Ora pensa a come sarebbe se facessi la stessa cosa, anche solo una volta al giorno per i prossimi 2 e
dico 2 giorni.

Nel rovescio della medaglia pensa a come saresti tra 10 anni, se non riuscissi a cambiare le tue
abitudini.

Come parleresti a te stesso?

Come guarderesti il tuo passato?

Cosa penseresti guardando invece ragazzi scapestrati che si fiondano addosso alla paura e ne escono
contenti e fortificati?

So che non è facile cambiare le abitudini, perché basta un niente per ritornare a pensare "ALLA
VECCHIA LIMITANTE MANIERA"

Ma io confido in te; so che ce la puoi fare perché sei in gamba.

Perché hai tempra e perché tra 1 anno esatto ti guarderai indietro, e vedendo i progressi che hai fatto
in un solo anno sarai felice di vivere altri 10/20 anni così.

Io non tornerei mai più indietro.

Fammi sapere e a presto!

Sii il tuo Super - Eroe preferito.

Steve Maister