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1)Duetto ‘CANZONETTA SULL’ARIA’

CANZONETTA SULL'ARIA...CHE SOAVE ZEFFIRETTO ​è un​ duetto​ per due soprani tratto dal terzo
atto delle NOZZE DI FIGARO DI WOLFGANG AMADEUS MOZART. La contessa ALMAVIVA detta alla
cameriera Susanna una lettera PER INVITARE a un appuntamento il marito della contessa e
svelarne la infedelta’.

2)Vaga luna, che inargenti​ " è una composizione da camera composta in stile belcantistico da
Vincenzo Bellini su un testo di poeta anonimo nel 1830. E’ una invocazione alla luna alla quale si
chiede di essere testimone dell’amore che lega due innamorati momentaneamente lontani l’uno
dall’altra e messaggera del dolore del distacco e della speranza di ritrovarsi in avvenire.

3)Quando men vo​ è una ​romanza​ in tempo di ​valzer​ lento della ​BOHÈME​ di ​Giacomo Puccini​,
cantata nel secondo quadro. Al ‘CAFE’ MOMUS’ arriva Musetta, una vecchia fiamma di Marcello,
che lei ha lasciato per diventare l’amante di un uomo vecchio e ricco . Riconosciuto Marcello neel
caffe’, Musetta fa di tutto per attirare la sua attenzione, esibendosi in questa romanza.

4)CANZONE MARENARA​ ovvero ​ ME VOGLIO FA’ NNA CASA​ può essere definita la più colta delle
canzoni napoletane antiche. L’autore delle parole è ignoto, la parte musicale, invece, è attribuita a
Gaetano Donizetti che l’avrebbe composta durante un suo soggiorno a Napoli. Narra di un sogno
fatto ad occhi aperti da un giovane pescatore che ama il mare al punto tale che vi vuole costruire
una casa. La vuole ricca di cose rare, di colori assolutamente unici e vuole che in essa il vero sole,
la luce splendente della sua amata.

5)ADDIO DEL PASSATO​ è un’aria tratta dall’atto terzo di TRAVIATA di GIUSEPPE VERDI
Violetta​,​ gravemente malata di tisi, sente che la sua fine è ormai vicina. Sta aspettando con ansia
che Alfredo​ ​vada da lei prima che sia troppo tardi. Il suo canto è una sorta di danza della morte: le
sue speranze sono ormai svanite; il destino si è fatto beffe di lei e a Violetta non resta che dire
addio ai bei sogni del passato .

6)IL VECCHIOTTO CERCA MOGLIE, ​ovvero​ ‘Aria di Berta’

L’ARIA DI Berta è tratta da ‘Il barbiere di Siviglia’,​ un'​opera buffa​ di ​Gioachino Rossini​.A casa di
Don Bartolo regna una gran confusione, da quando l’anziano tutore della bella Rosina scopre le
amorose attenzioni del conte di Almaviva nei confronti della sua pupilla, che egli vorrebbe invece
per sé. La vecchia domestica Berta, rimasta sola, filosofeggia sull'amore, che fa delirare giovani e
vecchi.
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7)O MIO BABBINO CARO​ è un'​aria​ tratta dall’​opera​ ​Gianni Schicchi​ di ​Giacomo Puccini​, del​1918​.

La canta il personaggio di Lauretta, rivolgendosi al padre Gianni Schicchi, quando lo scontro tra
questi e la famiglia ​Donati​ giunge a un punto tale da mettere a rischio la sua storia d'amore con
Rinuccio Donati.

8)'A VUCCHELLA’​ è una ​canzone​ del 1907 scritta da ​Gabriele D'Annunzio​ e musicata da ​Francesco
Paolo Tosti​, La canzone fu scritta da D'Annunzio a seguito di una provocazione fatta al poeta
riguardo alle sue capacità nel comporre versi in ​napoletano​. l'episodio risalirebbe al ​1892​ ed
avrebbe avuto luogo presso il ​Caffè Gambrìnus​ di Napoli, , all'epoca luogo di ritrovo di poeti ed
artisti.

9)SIGNORE ASCOLTA​ è un’aria tratta dal primo atto della TURANDOT’ di Giacomo Puccini: è
cantata da Liù, una schiava, al Principe CALAF, di cui ella è segretamente innamorata: Liù prega il
Principe di non rischiare la vita per amore della bella ma gelida principessa Turandot. Costei infatti
lo sposerà solo se egli risolverà tre​ indovinelli molto difficili da lei stessa proposti; se non lo farà
sarà decapitato.

EVENTUALI BIS

10)STORNELLO ​è uno dei brani facenti parte dell’ALBUM DI SEI ROMANZE, composto da GIUSEPPE
VERDI NEL 1845: si tratta di arie da camera per voce e pianoforte legate a vari temi : in
STORNELLO , con sorprendente modernità, una donna rivendica la propria libertà nei confronti del
suo uomo, dichiarando di voler essere libera di amare chi vuole e di non avere padroni.

12)DUETTO ​‘O SOLE MIO’

O Sole mio​ è una delle canzoni più famose di tutti i tempi. P​ochi sanno, però, che questa canzone,
nonostante il testo in napoletano, fu composta in Russia. precisamente nel 1898, quando l’autore
della musica, Eduardo Di Capua ,era in tour col padre violinista in UCRAINA. Di Capua stava
ammirando dalla finestra della sua stanza il sorgere del sole sul mar Nero :si ricordò per caso che
l’amico Giovanni Capurro gli aveva scritto su un foglio di carta delle parole che voleva fossero
messe in musica, si sedette al pianoforte e così venne fuori la canzone che ora ascolteremo.