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Gloria Passoni

2 gennaio 2021

Analisi delle forme e dei repertori


- Corso generale -
Beethoven - Op. 18 n°1/I

1) Il tema principale P, in Fa maggiore e dal carattere ritmico, si struttura come


una frase di 4+4 battute (batt. 1-8), in cui le prime 4 constano della ripetizione
omoritmica dell’idea iniziale, mentre le successive 4, partendo dal medesimo frammento,
lo dilatano nei valori, differenziando anche il discorso delle parti, che eseguono gurazioni
differenti. Tutta l’area dell’esposizione del primo tema va oltre la semplice presentazione
dello stesso, arrivando a comprenderne anche l’immediata ripetizione (batt. 9-20),
arricchita da un’espansione della seconda parte (4+8), in cui si trova la cadenza conclusiva
V-I.

2) Successivamente a questa esposizione cadenzata del tema principale, il frammento


iniziale viene continuamente ripreso, scambiandosi di posto tra le parti, no alla cadenza
I-IV-V-I di batt. 26-29, cui poi segue la transizione (batt. 30-56): un’area di progressiva
instabilità e movimento che porterà all’esposizione del secondo tema. La transizione, in
questo caso, inizia nel piano con un pedale di dominante che riprende il frammento
iniziale al violoncello, mentre al primo violino è af dato un vero e proprio tema
subordinato, in levare, che presenta anch’esso una struttura 4+8, in cui le prime 4 sono
la ripetizione, trasportata, del medesimo frammento, mentre nelle battute successive
troviamo ripetizione e successiva espansione del materiale. É in questa fase di
“espansione” che il basso progressivamente si sposta, al Re minore, poi al Do minore, per
approdare al Lab maggiore (batt. 41), armonicamente classi cabile come il VI grado di
Do abbassato (sesta tedesca, in cui non compare la settima dell’accordo). Qui riappare il
tema subordinato, ma con l’incipit del primo tema, in un gioco di risposte con la viola, il
tutto in progressione ascendente per grado congiunto, in crescendo, sopra i valori lunghi
del violoncello, che risolve la tensione delle sue settime diminuite (dapprima re-si-lab-fa,

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batt. 47 e, alla battuta successiva, fa#-mib-la-do) su un solido Sol maggiore. Questo Sol
maggiore è chiaramente la Dominante di Dominante della tonalità d’impianto, che verrà
tenuto come pedale da batt. 49 a 55, fungendo quindi armonicamente da dominante di
Do, la tonalità in cui si presenterà S, il secondo tema, raggiunto in modo cromatico e
sincopato dal primo vioino.

3) Il secondo tema S, in Do maggiore, in levare, è legato e lirico, privato del fattore


ritmico preponderante nel primo, ed è caratterizzato da una struttura compatta (dicasi di
tema con omogeneità di materiale nei parametri, in primo luogo a livello ritmico e
armonico) così come lo era il primo. Questo tema viene esposto in maniera strati cata,
dapprima solo dal primo violino a cui si aggiungono, dopo due battute, le altre tre parti.
La struttura anche in questo caso è 4+4, dove nelle prime 4 battute abbiamo la ripetizione
della stessa idea musicale (arpeggi), prima in senso discendente, poi ascendente (dove si
aggiungono gli altri strumenti e la viola mantiene la direzione del discorso verso il grave),
mentre la seconda parte di 4 battute presenta sempre i medesimi arpeggi, con valori più
lunghi ed intervalli più ampi ai violini. Come il primo tema presentava l’esposizione divisa
in due ripetizioni, anche qui abbiamo due frasi, stavolta simmetriche e senza espansione
della seconda (batt. 57-64; 64-72 in battere), che concludono con la cadenza V-I. Come
accadeva alla ne dell’esposizione del primo tema, anche qui abbiamo, dopo la cadenza,
la presenza di entrembi i materiali tematici (primo e secondo tema), che vengono utilizzati
alternativamente (mai insieme) facendo dialogare le parti. Dopo i quattro accordi sforzati
(batt 97-100), riappare al violoncello l’idea principale del primo tema in un nuovo lungo
pedale di Do (batt. 101-114), pedale di Dominante, che caratterizza la coda
dell’esposizione, ripristinando la tonalità d’impianto.

4) Lo svolgimento da batt. 115, presenta prima un pre-svolgimento, no a battuta


128, in cui partendo da rapide scale di La maggiore slitta poi cromaticamente sul Sib,
tonalità da cui prenderà avvio la vera e propria fase di sviluppo del Core (batt. 129-166)
dove il primo tema viene esposto inizialmente ad entrate ravvicinate, con spostamenti
cromatici che lo presentano in Sib, Mib, Lab, e Reb, per poi venire sciolto in una scrittura
contrappuntisticamente meno tta (da batt. 151), caratterizzata da valori lunghi, dove gli
strumenti si passano il tema (ora sempre af dato ad uno strumento solo), trascinandolo
progressivamente verso il basso. A battuta 167 ha inizio la Riconduzione, in

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corrispondenza di un lungo pedale di Do che riporta, con scale, arpeggi e accordi a
cavallo di battuta alla Ripresa, in Fa maggiore, di batt. 179. Da qui in poi tutto il
materiale dell’esposizione viene ripreso simmetricamente ma riportato tutto alla tonalità
d’impianto, nonostante qualche piccola digressione in tono minore nelle parti più
propriamente di congiunzione, dove il primo tema viene diviso tra sgli strumenti. A batt.
179-186 troviamo dunque il tema principale, a 198 quella che prima era la
transizione, e a batt. 218-233 il secondo tema, stavolta sempre sul I grado e non al V
come accadeva nell’esposizione. Analogamente a prima, dopo il secondo tema i materiali
vengono ripresi, sempre alternativamente, seguendo il medesimo svolgimento lineare, no
ad approdare alle scale omoritmiche coronate delle battute 272-281. Il discorso sembra
sospendersi ma ecco che da battuta 282 al ne abbiamo la coda, in cui l’idea iniziale
viene ancora una volta ripresa dai vari strumenti in una rincorsa sempre incalzando, in
crescendo, che giungerà al termine nei due ultimi brillanti accordi di Fa maggiore.

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