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LETTERA ALLE FAMIGLIE

DELLA PARROCCHIA DI
C A P E Z Z A N O P I A N O R E
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N° 490 – 20 FEBBRAIO 2011
VII° SETTIMANA TEMPO ORDINARIO – LITURGIA DELLE ORE III° SETTIMANA

AVETE INTESO CHE FU DETTO…..


Il proverbio "occhio per occhio e dente per dente", che a noi sembra barbaro
e primitivo, in realtà era una forma di moderazione, di misura: la reazione
doveva essere proporzionata al danno, all'offesa.
Se ci guardiamo attorno, già solo questo sano principio aiuterebbe non poco
l'umanità a orientarsi verso la giustizia: quante volte la reazione è
sproporzionata, abnorme. Eppure Gesù propone al discepolo di osare di più,
di andare oltre, di non opporsi al malvagio.
Era normale, al tempo di Gesù amare e perdonare. Ma l'amore e il perdono
erano ristretti al popolo di Israele. Il nemico andava odiato.
Allora capiamo la follia della predicazione di Gesù, che sovverte l'ordine:
amare chi ti ama non è opera meritoria, pregare per chi ti è nemico,
augurargli la conversione, non la morte, significa imitare il Padre e il Figlio,
che sulla croce perdona i suoi assassini.
È normale trovare antipatico chi ci contrasta. È evangelico scegliere di
passare sopra alle antipatie per trovare ciò che unisce.
È normale difendere le proprie cose, il proprio territorio, la propria famiglia.
È evangelico scegliere il dialogo, il confronto, la conoscenza reciproca per
farlo.
È normale che ogni tanto la parte oscura che c'è in noi emerga. È evangelico
lasciare che la parte luminosa sconfigga la parte peggiore di noi.
Se essere cristiani non cambia le nostre scelte, se non cambia la nostra vita,
le nostre reazioni, significa che il Vangelo non ha davvero arato il nostro
cuore.
Gesù è asciutto e diretto, chiede tanto perché dona tanto.
Non vuole che i suoi discepoli siano all'acqua di rose, bravi ragazzi insipidi e
anonimi, ma uomini e donne capaci di dire chi è veramente Dio, di chi può
essere davvero l'uomo.
HO REGALATO IL MONTE BIANCO AD UNA SIGNORA

Quando ho raccontato l'episodio agli amici tutti hanno sentenziato che mi


ero comportato da scemo. Poco male. Era già accaduto altre volte. E
capiterà ancora. Stavolta però mi sentivo intimamente soddisfatto di
essere stato stupido.
Dunque: mi presento all'aeroporto con discreto anticipo e riesco a farmi
assegnare un posto per fumatori e, soprattutto, vicino all'oblò. Salgo sul
DC9 dell'Alitalia, controllo: Sì il mio posto è proprio quello:
8E=WINDOW, vicino all'oblò. Un posto di osservazione stupendo, non
disturbato dall'ala. Mi allaccio la cintura e guardo mi direzione del cielo.
E' una giornata bellissima, il cielo terso, di un azzurro incredibile. La rotta
prevede il passaggio delle Alpi, Monte Bianco incluso. Sarà uno
spettacolo sensazionale, perfino la mia macchina fotografica sembra
fremere d'impazienza.
A un tratto, una ruvida manata sulla spalla mi scuote dalla
contemplazione. Una robusta signora che parla un tedesco aspro, mi
ordina perentoriamente di sloggiare. Mi sventola sotto il naso,
accompagnando il gesto con crepitio secco di parole-comandi, il suo
biglietto. Do un'occhiata: 8C=AISLE. Non ci sono dubbi: è lei che deve
accomodarsi sulla poltroncina che dà sul corridoio. Invece quella insiste
per sistemarsi accanto all'oblò.
Mi viene voglia di invitare la signora, dal volto aggrondato e paonazzo, a
studiare un po' l'inglese. Così, imparerà che "WINDOW" vuol dire
finestrino (mio) e "AISLE" corridoio (suo). Mi vien voglia di buttarle in
faccia - una faccia senza un tratto che la renda simpatica - che avere il
marco forte non significa acquisire il diritto di essere prepotenti. Mi vien
voglia di invocare l'intervento della hostess.
Ma improvvisamente mi vien voglia di essere stupido, di passare per
cretino. Ed è quella che vince.
Lascio il mio posto e mi accomodo in quello sgradito senza borbottare,
anzi regalando un sorriso, non ricambiato naturalmente, alla usurpatrice
che inalbera l'aria trionfante di chi ha fatto valere i suoi sacrosanti diritti.
Allorché sono alle viste le cime delle montagne ed il comandante invita
ad ammirare la catena del Monte Bianco, il mio nemico-invasore scatta a
ripetizione dozzine di foto, quasi con rabbia. Negli intervalli appoggia il
testone rubizzo all'oblò, come per impedirmi il più fugace lampo azzurro,
la più minuscola briciola di neve, il più piccolo frammento di ghiaccio.
Ma io che avevo già deciso, senza pentimenti, di essere stupido fino
all'ultimo, il cielo ce lo avevo dentro. Provavo una sensazione benefica di
pace profonda, di compiaciuta soddisfazione. All'apparenza aveva vinto
l'arroganza, La giustizia era stata calpestata dal sopruso. L'ignoranza
villana aveva avuto il sopravvento.
Mi aveva rubato il Monte Bianco.
Io però non mi sentivo affatto sconfitto. Al contrario. Mi sorprendevo che
le Grandes Jorasses rappresentassero uno spettacolo impagabile, ma la
pace ha un valore superiore. Riflettevo che è meglio farsi dar ragione dal
Vangelo piuttosto che da un miserabile biglietto con su stampigliato
"E=WINDOWS". Beh mi rallegravo per il fatto che, in un pianeta
incendiato in continuazione da troppe guerre e guerriglie, quel giorno io
ero riuscito ad evitare un, se pur ridottissimo, conflitto.
Si. In terra e pure in cielo - eravamo a diecimila metri di quota - quel
giorno una stupida e piccolissima guerra - ma anche le guerre di grosse
dimensioni sono stupide - non era scoppiata soltanto perché uno scemo
aveva compiuto, senza dire una parola, un gesto semplicissimo: spostarsi
dì mezzo metro.
No. Non è stata la signora villana a rubarmi il Monte Bianco: gliel'avevo
regalato io. Io ero più ricco di lei, anche se non potevo disporre del marco
forte. Ciò che conta non è possedere la moneta forte, ne sapere quattro
parole d'inglese: ma non avvelenare l'aria che tutti respiriamo con le
nostre beghe meschine. E' possibile contemplare, anzi costruire un
pezzetto di cielo, anche stando affacciati al corridoio...
Amico non aspettare che siano i furbi, gli arroganti, i prepotenti, a fare la
pace. La pace, se mi credi, la fanno gli ingenui gli stupidi - stupidi
secondo la mentalità corrente - ossia quelli capaci di spostarsi di mezzo
metro per regalare un po' d'azzurro all'individuo titolare di un volto
neppure troppo simpatico.
Non è il gesto dei vili, dei deboli.
Per compierlo bisogna essere i più forti.
CALENDARIO DELLA SETTIMANA
DOMENICA 20 FEBBRAIO
SANTE MESSE ORE 7 - 9 - 11
LUNEDI’ 21
ORE 21- GRUPPI GIOVANI
MARTEDI’ 22
ORE 18 - RITROVO DEL GRUPPO “I COLORI DEL CIELO”.
ORE 21 - IN ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO.
N.B.: PORTARE LA BIBBIA O IL VANGELO, UNA MATITA E IL
DESIDERIO DI APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DELLA PAROLA DI DIO
MERCOLEDI’ 23
ORE 15 - RITROVO DEL GRUPPO “I COLORI DEL CIELO”.
ORE 21 - CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
GIOVEDI’ 24
ORE 15 - INCONTRO DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

VENERDI’ 25
ORE 17,30 - ORA DI ADORAZIONE
SABATO 26
ORE 14,30 PULIZIA DELLA CHIESA
16
ORE CONFESSIONI
ORE 17 MESSA FESTIVA
DOMENICA 27 FEBBRAIO
SANTE MESSE ORE 7 - 9 - 11
E’ ORA NELLA PIENEZZA DELLA VITA:
Del Greco Corrado
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€ 100,00 Da B. F.
Il discepolo di un rabbino che non riusciva più a dormire, chiese al suo
maestro: "Quando termina la notte?
- Quando vedo la mia mano davanti agli occhi?"
"No," dice il rabbino.
"Quando vedo l'albero davanti alla finestra?" "No," dice il rabbino.
"Quando vedo il coniglio correre per i campi?"
"No,", dice il rabbino.
"La notte termina quando tu riconosci il volto dell'altro come un fratello."

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