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LA MUSICA ROMANTICA

Nella prima metà del 1800 si diffuse in tutta Europa un vasto movimento culturale, nato in
Germania ma destina- to a contrassegnare il modo di pensare e di sentire di tutte le nazioni
europee: il Romanticismo.
Se gli ideali del periodo classico erano fondati sul primato assoluto della ragione, gli
ideali romantici esaltavano l’irrazionalità, la libera espressione del sentimento individuale e
collettivo: venivano così valorizzati l’amore patriottico, l’orgoglio per le tradizioni popolari e
tutti i sentimenti spontanei dell’animo umano.
Durante il Romanticismo la musica assunse una grande importanza; infatti, i pensatori
romantici ritenevano che essa fosse la sola arte in grado di esprimere i sentimenti o le sensazioni
più profonde dell’animo umano; anche le altre arti, come la letteratura o la pittura, potevano
esprimere questi sentimenti, ma i loro mezzi (la parola, la figura, i colori, ecc.) erano limitati, e
oltre una certa soglia non potevano andare.
Dunque, tra le varie arti, la musica era considerata la regina, e tanto più lo era se si
trattava di musica solo stru- mentale; infatti, la musica vocale, proprio perché legata alla parola e
quindi ritenuta limitata, veniva considerata meno “espressiva” del genere strumentale.
Da questo modo di vedere le cose nacque il concetto di “musica assoluta”; questa
espressione indica il genere di musica esclusivamente strumentale, considerata, appunto, come
l’arte perfetta, che riusciva ad esprimere anche i senti- menti più profondi dell’uomo.
La musica romantica, quindi, si distinse per la profonda espressività, per il modo con
cui cercò di dare intensità ai sentimenti, alle sensazioni ed alle immagini.
Tanti “romanticismi”
Il Romanticismo non è però un pensiero “unico”: accanto al romanticismo patriottico ed eroico
troviamo il romanticismo intimistico, quello attratto dalla cultura popolare, quello che contempla la
natura, il romanticismo che si rivolge alla fede o che si incanta davanti alle antiche leggende
medievali... Tante prospettive a cui fanno riscontro poetiche, stili, forme artistiche differenti.
Dal punto di vista storico, possiamo distinguere almeno tre periodi:
 il primo periodo: fino al 1820, in cui permangono tracce del classicismo illuminista;
 il secondo periodo: dal 1820 fino al 1870, il cuore del Romanticismo;
 il terzo periodo: dal 1870 fino ai primi anni del 1900, con la frantumazione del
Romanticismo nell’impressionismo, naturalismo, verismo, decadentismo, ecc.
Il bivio
Nei primi anni dell’ottocento il percorso della storia della musica si trova ad un bivio: alla
Germania spetterà il compito di sviluppare il percorso della musica strumentale; all’Italia, quello
dell’opera lirica. I risultati saranno ovunque eccellenti.

Rapporto con la società

L'affermarsi della borghesia e la decadenza dell'aristocrazia determina un profondo


mutamento del ruolo del mu- sicista e ne condiziona l'attività. Alla figura del musicista-
dipendente (che esaudiva le richieste del principe mecenate o della corte da cui era mantenuto) si
sostituisce quella del musicista-“genio romantico”, libero di esprimere se stesso sen- za vincoli
di dipendenza.
Tale libertà creativa comporta però anche aspetti problematici: da una parte viene meno la
sicurezza economica propria della condizione precedente, dall'altra emerge la difficoltà di
rapporto con il nuovo ed esigente “datore di lavo- ro”: il pubblico. Tra la fine del Settecento e
l'inizio dell'Ottocento, infatti, l'attività musicale si sposta progressivamente dalla corte
aristocratica al teatro pubblico borghese, con ingresso a pagamento.
E’ con questo pubblico, con i suoi gusti e le sue esigenze, molto più diversificate e
mutevoli rispetto a quelle del pubblico aristocratico, che il musicista deve ora misurarsi e, spesso,
scontrarsi.
Da questo difficile rapporto con il pubblico dipendono, probabilmente, il pessimismo, la
solitudine e la sensazio- ne di incomprensione e di inutilità sofferti da molti artisti degli inizi
dell'Ottocento.

Nella sua nuova posizione indipendente il musicista poteva guadagnarsi da vivere


principalmente in tre modi:
 vendendo e pubblicando le opere da lui composte;
 suonando in concerti pubblici;
 dando lezioni di musica ad una clientela privata.

Per molti musicisti quest’ultima soluzione fu quella che concretamente diede loro da
vivere, poiché non era cer- tamente facile comporre opere e pubblicarle, come dare concerti.

Le forme musicali
Il melodramma
Il melodramma dell’Ottocento si evolve lungo il solco tracciato dall’opera nel secolo precedente.
Si parte con Gioacchino Rossini, che innalza l’opera buffa al massimo splendore.
Con Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini si entra di più nel Romanticismo.
Con Giuseppe Verdi, che scrive opere per circa cinquant’anni, grazie anche alla sua longevità, il
melodramma tocca tutti i punti dell’opera romantica:
 la passione risorgimentale, con il Nabucco, I Lombardi alla Prima Crociata, La battaglia
di Legnano;
 il dramma borghese, con Rigoletto, Trovatore e Traviata;
 i grandi personaggi letterari, come Otello o Falstaff, tratti dalle opere teatrali di
Shakespeare.
Quando il Romanticismo si avvia alla conclusione, da una sua costola nasce il Verismo di
Mascagni, Leoncavallo, Giordano.
L’opera lirica affida le sue ultime parole ad uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi:
Giacomo Puccini, prima di tramontare definitivamente.

Il melodramma ottocentesco conservò per buona parte del secolo la struttura a parti ben
distinte ( pezzi chiusi). Si aprivano con:
 La Sinfonia – è più lunga e con una struttura ben precisa. Preludio – era più breve .
 Il Recitativo secco – fu ancora usato fino al 1820 nelle opere buffe. Fu sostituito da un
recitativo accompagnato.
 Le Arie – rappresentavano momenti di espansione emotiva attraverso i quali i personaggi si
presentavano al pubblico. Si usavano anche in sostituzione delle arie Le Cavatine – avevano
comunemente carattere lirico e struttura semplice; apparivano al primo atto ed erano
assegnate ai protagonisti con funzione di presentazione e di ambientazione. Le Cabalette –
costituivano la seconda sezione di un’aria doppia o di “un duetto”; erano di solito di ritmo
binario e in tonalità maggiore.
 I Pezzi d’Insieme – Avevano sempre più spazio e si basavano sulla confluenza dei
sentimenti, ora su conflittualità accese e spinte, a volte, fino all’ odio. I Duetti e I Terzetti –
accoglievano le situazioni più disparate e drammatiche.
 Il Finale – Ogni atto si concludeva con un pezzo d’insieme.
Un nuovo aspetto era dato dalla presenza del Coro . Esso era attivo: partecipava e parteggiava;
sono formati da amici e da seguaci di questo o quello, spesso sono il popolo. Talvolta è il coro
che nell’introduzione preannuncia la vicenda.

La musica strumentale
La musica strumentale del periodo romantico conosce molte forme: alcune appartengono ai secoli
precedenti, altre sono di nuova ideazione.
Tra le prime, troviamo la sonata, la sinfonia, il quartetto, il concerto. Tra le nuove forme:
 il notturno, per pianoforte, ispirato alla quiete della notte;
 la romanza da salotto: una specie di aria, accompagnata però dal pianoforte;
 il poema sinfonico, una composizione per orchestra, libera e ispirata a poesie, a racconti
 letterari, a pitture;
 mazurke e polacche: danze ispirate al folklore popolare;
 variazioni sul tema: composizioni che elaborano una melodia nota mediante “variazioni”
strumentali per violino, flauto, pianoforte, orchestra;
I maggiori esponenti della musica strumentale europea sono Schubert, Schumann, Mendelssohn,
Brahms, Liszt, Chopin, Paganini.
Gli strumenti musicali
Gli strumenti preferiti dalla musica romantica sono il violino e il pianoforte. Tra gli strumenti a
fiato, al flauto traverso viene preferito il clarinetto, dal timbro più scuro e intenso.
Vengono inventati la fisarmonica, la celesta, il sax.
Le orchestre ampliano il loro organico e nasce la figura del direttore d’orchestra

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