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1.

Concetti di giardino;
2. Giardino Persiano;
3. Giardino egiziano;
4.

Architettura del paesaggio —> il termine architettura rappresenta un’idea di staticità, mentre il paesaggio p qualcosa in continuo
mutamento. Il giardino in movimento di scittemond,
Nel 2000 a Firenze vennero definite le linee guida che definiscono il paesaggio, le cosiddette ‘’carte’’. Il paesaggio è in contro
mutamento, la Sicilia al tempo dei romani era un enorme produttore di grano, diventando argomento con l’arrivo degli arabi.
L’aspetto della Sicilia è quindi in continuo mutamento.
Gli spagnoli sono un popolo particolare, ma avendo avuto una dittatura franco è successo che la gente oppressa per lunghi anni in
epoca fino a 40 anni fa, dove negli altri paesi europei c’era convivenza pacifica fai popoli, loro vivendo nella dittatura, quando se ne
liberano è come se si fossero liberati della loro oppressione e in tanti aspetti, socialmente, è come se volessero essere il più civili
possibile. Anche culturalmente. A Barcellona la figura dell’architetto è quasi il medico del paese, di importanza fondamentale.
Secondo la catalogna, la regione di Barcellona, è indiscutibilmente un territorio molto particolare dal punto di vista creativo. E’ stato
il territorio più prolifico e come sensibilità artistica e culturale loro hanno applicato la legge della ‘’potenzialità estetica’’ dove ogni
luogo appare dignitario, esso sia centro periferia degradata o monumento.
Ogni luogo è importante, ogni luogo è degno di progetto e pensiero, per valorizzarne l’identità. Nel 700 i francesi sono grandi
giardinieri, Parigi ha enormi trasformazioni urbanistiche, questi grandi mutamenti a livello urbanistico hanno alla base un pensiero
nuovo e ridefinizione della città. A questo contesto nasce l’idea di parco con un concetto non legato solo alla natura ma è un territorio
semantico, ricco di segni che definiscono rapporti con la città. Definiscono linee di disegno proprie caratteristiche della città: hanno
un nuovo concetto di parco.
Occuparsi di paesaggio è una visione omocentrica, che lega tutte le nostre azioni e le studia, tutte le attività umane e le modifiche che
noi ne comportiamo. Quindi studiamo le azioni e conseguenze del fare dell’uomo. L’architettura è quindi qualcosa di statico che ha
delle regole del costruire, occuparsi di paesaggio ha molto più a che fare con la percezione dei luogh istessi, che sono in continuo
mutamento, alla base dello studio del paesaggio c’è così in concetto di trasformazione dei luoghi.
La disciplina del landscape architecture, si definisce ad Harvard nel 1900, primo corso di laurea a cui vengono ammesse le donne.
Nei paesi mediterranei il concetto di paesaggio resta più arretrato, ancora relativo all’arte e ai giardini. Più storico-artistico legato al
giardino. Poco meno democratico.
Da noi il giardino era concezione privata, era un lusso. La natura per tutti è un concetto che parte dal mondo anglosassone, prima era
per pochi eletti.
La definizione di paesaggio è diversa in tutti i vocabolari, la troviamo diversa proprio per concetti. Nel vocabolario Devoto Oli è
legata al concetto di geografia, ma non di relazioni umane, di trasformazione o altro. Il vocabolario francese invece da altra
descrizione, quasi dicendo che è un quadro.
*** sulla panchina di Michael jacob.

Il periodo di maggior splendore del giardino egiziano è dal 1580-1085 a C, la prima testimonianza di giardino egizio è al British
Museum, dove il giardino ha una rilevanza certamente predominante rispetto al corpo di fabbrica che si delimita in area ben minore.
Al centro c’è una vasca rettangolare, memoria del Nilo, ma se noi pensiamo alle case greche rimane e ai loro giardini, abbiamo un
giardino ad altre mura con apparato vegetale, un portico e limitatissimo spazio coperto come abitazione. Si chiama casa della
bambole perchè è estremamente piccola. E’ un esempio di relazione strettissima fra architettura e natura. Le altre mura servono come
riparo per la natura selvaggia e ostile, definiscono un significato negativo a ciò che è fuori e positivo a ciò che è interno, che è
conosciuto al contrario del fuori. Ciò che è dentro è sostentamento, sicurezza, protezione. L’aspetto negativo è attribuito a animali,
nemici, vento e sole, tempeste di sabbia.
Da questo mondo fuori pericoloso si estrapola una parte che viene addomesticata, portata dentro e resa cuore del modello abitativo,
cioè la parte del giardino stesso.
La fortuna sta nella civiltà egizia presa a modello poi per le altre culture. Ci solo elementi che hanno significato simbolico e religioso
come alberi e piante.

Questi giardini sono vere e proprie oasi, nella geometria che le compongono i giardini riprendono la coltivazione delle terre fuori
dalle mura, sono come una riduzione in scala della campagna all’esterno, anche per quanto riguarda l’irrigazione dei canali, derivanti
dalle montagne e sotterranei. A 70 cm sotto al suolo la temperatura è costante, da noi sta a 17 gradi per esempio. Poi invece se
esterna poteva essere danneggiata dagli animali o comunque eccessivamente scaldata dal sole.
La geometria regola il giardino e principalmente sono rettangolari ripartiti assialmente rispetto la casa con asse cenytrake, presente
fino al rinascimento aiuole fiorite, laghetti, padiglioni, fioriere. Poi la pergola che conduce alla casa, per riparare con ombreggiatura.
La pergola era un sistema verde.

L’arte dei giardini arabi.


Gli arabi, abituati a viaggiare, si sono formati culturalmente in una maniera estremamente ricca. Si formano a partire dai palazzi
persiani e dalla tradizione bizantina.
Agdal di Marrakech
Nell’anno 2000 esiste un premio del giardino internazionale, premia questa qui, un premio riferito al paesaggio stesso. Si tratta del
premio Carlo Scarpa.
La città sorge nel 1157 e nasce con al suo interno nel progetto della città una vastissima area giardino che definisce un tutt’uno fra
natura e urbe. È parte fondamentale della città.
Questo enorme giardino ha km di canali interrati che raccolgono l’acqua da canali sottostanti. Questo giardino serviva per dare da
mangiare e da bere a tutta la città, sempre su base rettangolare, ci pensavano pure. Il palazzo reale che era nella città vecchia …..
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Stiamo parlando di un grande giardino con orto e frutteto di 440 ettari, appartenente alla cultura mesopotamia, che poi si è diffuso in
tutti i paesi islamici fino alla cultura europea.
C’era più di 66.000 alberi da frutti e quando inizia il protettorato francese nel 1961 diminuirono ma comunque da 51.000 erano
tantissimi e a disposizione della società.
La medina di Marrakech è dichiarata patrimonio dell’Unesco.
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Pag 9—> montagne sullo sfondo da cui proviene l’acqua

Alhambra di Granada
La corte dei leoni completamente circondata dai portici, trae il suo nome della fontana centrale alla corte con 12 cavalli. Il portico è
lavorato a mo di merletto-pizzo. Questi portico con esilissime colonne doppie che devono essere in continuità con la leggerezza del
paravento murario.
La corte dei mirti è un’altra corte, anteriore a quella dei leoni e disposta in rapporto al suo alle longitudinale bordato tra due siepi di
mirto e a colonnati su ciascuno dei lati corti.
Si vede pienamente il senso di pieno e vuoto e il senso fra interno ed esterno.

Il giardino greco
I greci hanno uno spirito rigoroso, razionale e intellettualista e per loro tutto ciò che è marcescibile non è degno di nota, è
riprovevole. Perché il piacere che provoca un giardino rileva la profonda ambizione dell’animo umano e per loro è qualcosa di
naturale e in evoluzione ma è al di fuori del loro controllo e quindi lasciato a parte. Quindi notiamo una grandissima differenza con il
giardino orientale e la sua estetica.
Anche loro avevano il concetto di giardino sacro ma legato ai defunti, magari nel bosco una piccola area dedicata dove pregavano, la
sacralità del luogo legato a qualcosa di famigliare.
Ci sono tre elementi che ci aiutano ad orientarci:
- il giardino greco lo trovino nella reggia, che ha anche valenza estetica in questo caso;
- Il bosco sacro, filtro fra uomo e dio, dove i tronchi degli alberi sono i modelli ispiratori del tempio, cioè delle sue colonne;
- Un’altra interpretazione è il giardino utilitario, legato alla casa che aveva la funzione di donare frutti gli abitanti. Aveva un’utilità
innegabile.

Un loro innegabile pregio fu il loro approccio scientifico al giardino legata al riconoscimento e studio delle piante anche per fini
medici. Teofrasto e Discoride.

Nella lingua greca così come nella romana, non esiste un termine che definisca esattamente il giardino. Il termine ….. indica un
recinto, che domina la cultura greco-romana e che tenta di definire il giardino. La colonna corinzia greca sta a vedere come loro
riescano a pietrificare e rappresentare la natura in modo tale da poterla ‘’dominare’’. Il concetto di natura doveva essere domato.

-> Mariella zoppi, Storia del giardino europeo


-> Francesco Fariello, Storia dell’arte del giardino

20 novembre 2018

International gardens festival of Chaumont-sur-Loire

4 dicembre 2018

Burle Marx
brasiliano, molto vicino al senso del ritmo, duplice natura di artista e botanico, come artista dell’arte astratta. Per lui è
importantissima la danza, progetta i marciapiedi di Rio de Janeiro, limbo, spazio che divide la metropoli e vita caotica con la natura
del mare. Molto importante il suo lungomare a Copacabana, i suoi giardini di per se sono dei quadri astratti già disegnati.
Anche una rotonda in Brasile, enorme, simile a giardini francesi. Tutto è ritmo, uno spartito musicale.
Nel giardino il tema del labirinto è piuttosto classico. Il cromatismo è ben visibile, il rosso che era colore del racconto e della
narrativa, nel giardini cinesi, come la terra battuta qui.
Enric Miralles geniale architetto spagnolo che mancò all’età di 40 anni e fu rappresentante del decostruttivismo. Deostruiva l’opera
per una maggior permeabilità della stessa.
Fu spostato con la signora Tagliabue, lei proseguì nella realizzazione di molti suoi disegni ma con una mano molto marcata di
drammaticità, spesso praticamente distrutti dalla sua essenza iniziale.
Enric doveva realizzare un parco urbano, da dei graffiti prende delle lettere e le mette in sequenza per creare uno scritto.

Parchi moderni:

11 dicembre 2018
Barriera fonoassorbente: muro che isola completamente e da un senso di protezione.

15 gennaio 2019
Problematiche e punti emersi:
1. Rilevare fondo della vasca;
5. Fari illuminazione sul fondo andranno rimossi per l’allestimento;
6. Struttura reticolare in tondini di ferro, fi 5 o 6
7. Bisogna fare il disegno esecutivo della struttura
8. La struttura in ferro dovrà essere puntiforme e non aver ferro a contatto con la vasca, quindi gomma;
9. La vela andrà realizzata in pioppo legato da ferro, che passa sopra e sotto questo nastro.
10. Rilevare il posto e livello del troppo pieno e relativa pendenza
11. Rilevare i faretti nascosti nella siepe che sta perimetrale alla vasca
12. Altezza siepe per altezza del telo
13. La forma può variare
14. Il comune non può ne prendere ne portare via il materiale
15. Nastro di pioppo li portano delle persone
16. Il ferro invece bisogna trovare l’azienda che ci faccia da sponsor
17. Dobbiamo noi rimuovere le cose una volta finito
18. Non lo fabbricheremo in loco ma lo si porterà dopo
19. Dimensioni del furgoncino Laba
20. Area di cantiere dietro alla statua e non occupando un parcheggio
21. Contatti con Liceo Veronica Gambera, mal che vada il prete —> preparare la lettera
22. Disegni esecutivi + particolari costruttivi da dover presentare e devono essere approvati
23. Stato di fatto, gialli e rossi precisi, rilievo dettagliato, anche dell’area di cantiere, dei fari, sezioni
24. Matasse ferro dolce

5 marzo 2019
Sostenibilità: garantire la sopravvivenza alle generazioni future.
Art in nature: quando termina la sua vita, quando si degrada,
diventa materiale organico e nutrimento per il pianeta. Quindi
anche il giardino lo è.

Ukiyoe giapponese: Corrente o movimento artistico che


attraverso la pittura viene rappresentato il paesaggio in linee che
rappresentano gli agenti atmosferici come pioggia o neve. (come
l’onda di Hokusai)
Tutto è mutevole e risulta in movimento.
Sono linee parallele fra loro.
- corrente del mondo fluttuante, come in una foresta con la luce
filtrata
—> great bamboo house
Kengo Kuma, rappresentazione dello ukiyoe.
Mistero in architettura: che cos’è? Non è un’architettura definita o finita. Un’opera d’arte non può esplicitamente manifestarsi. Tutte
le opere di Kuma hanno mistero.

Si vede la ripetizione della linea verticale.

19 marzo 2019
GIARDINO ROMANO, lo abbiamo fatto l’ultima volta.

GIARDINO ZEN
La fioritura del ciliegio corrisponde alla festa della primavera. La cultura giapponese deriva da quella cinese ed è evoluta con
connotazione differenti.
L’apparato vegetativo è ridotto al minimo o quasi inesistente, ed è una sua caratteristica primaria. Principalmente vediamo delle
pietre nude, all’interno di questo giardino.
Il pensiero zen deriva dal taoismo, è una filosofia o un pensiero più che una religione. Rappresenta la profondità più recondita della
terra. Non è ciò che sta sulla crosta terrestre che dobbiamo indagare, ma ciò che sta più nel profondo.al di la di ciò che è effimero
come la vita vegetale o umana, ma nelle ere geologiche, nella profondità stessa della tematica. Si pensa alla profondità della terra
laddove si riescono a trovare tutte le diverse ere.
La parte vegetale è considerata superflua, nel giardino. Non è considerata come qualcosa di degno di attenzione, come la cultura
greca, che considerava effimero il verde.
Non è una religione ma è uno dei rami dell’albero buddistico, non è filosofia ma più forma di pensiero, modo di pensare che
determina modo di agire. Uno dei suoi tratti fondamentali è che deriva dal taoismo, antica religione cinese.
I suoi presupposti sono liberare l’uomo dal peso di regole e convenzione della società, per ritrovare l’essenza originaria del bambino
e dell’io più profondo. In pittura, questo lo diceva Paul Klee.
Il principio fondante, ogni creatura racchiude in se una creatura di buddha, una parcella di divinità., focolare da cui tutto proviene e
tutto torna, ma l’uomo non lo sa. Si parla quindi di introspezione.
Gli uomini che fondarono lo zen, fra il 6-9 sec, erano considerati dei contestatori eccentrici, e l’arte era un ambito che venne messo in
discussione da loro. In Giappone lo zen arriva nel 13 sec. I monaci zen non ammettevano l’idolatria, rifiutavano culto degli oggetti e
immagini religiose. Recitare preghiere erano atti superficiali e in campo artistico il giardino era il mezzo più altro dell’espressione.
Esiste uno stretto legame fra arte dei giardini e ricerca della verità.
I giardini fra il 749 e 1185, in questo periodo tutti gli elementi disponibili erano utilizzati, dall’acqua agli alberi ai sassi, pesci,
uccelli, pietre e fiori, erbe. Anche la parte organica della flora e fauna era utilizzata al suo interno. Si preferivano gli alberi a forme
caduche perché variavano nelle stagioni. Grazie all’eterna ronda delle stagioni c’erano cicli incessanti delle rinascite con il carattere
effimero del mondo in cui tutto cambia. Non esiste nulla di duraturo.
La natura nella sua mortalità rispecchia la fragilità del nostro essere.

I giardini zen dell’epoca di Muromachi è scarso di vegetali, è un giardino molto differente, si utilizzano pietra sabbia pochi vegetali e
arbusti a crescita lenta e foglie persistenti.
Questi giardini quasi immutabili sembrano ancorati nel tempo. Si esprime l’essenza universale, un concetto che va al di la del terreno
fisico ma in ottica spaziale molto più ampia. Questo era fatto dai monaci zen.
Si può giungere quindi al risveglio e comprendere cioè la verità ultima tramite gli oggetti naturali.

*il bello di essere pianta, Patrick Blank

Le pietre o rocce a seconda di come sono orientate, possono generare del muschio, un processo naturale, anche il passaggio dei
rastrelli sono molto caratteristici. La roccia sembra quasi emergere dalla sabbia. Il rastrellamento è un atto di cura. E’ importante
spogliare la natura dalla sua scorza, cioè dalla crosta terrestre, riducendo la natura alle sue espressioni minime. Si riesce ad estrarne
l’essenza. E’ cogliendo l’essenza della natura che l’uomo può conoscere la sua natura originaria. I monaci zen scorticano la natura,
prendendo in considerazione soltanto sabbia, pietra e alcune piante.
Era l’immagine dell’universo in una immagine ridotta agli elementi essenziali, in forma austera e di umanismo.
I giardini di pietra riflettono inoltre l’influenza della pittura e del paesaggio dell’epoca Song. Quest’arte rinuncia alle magie del
colore da quanto è sobria.
—> La cerimonia del tè, è l’estraniarsi e non pensare a quel momento, ai propri pensieri. Serviva per far si che i samurai potessero
estraniarsi e non pensare che il giorno dopo sarebbero andati incontro alla morte.

26 marzo 2019
Il giardino medievale:
Per l’evoluzione del giardino è importantissima questa parte storica, con la situazione politica, miseria e povertà, scomparve l’arte del
giardino che in epoca romana aveva avuto una soluzione di rilevanza.
Il giardino era considerato qualcosa di effimero, un lusso di cui non occuparsi e quindi passa in secondo piano. L’unico luogo dove si
preserva la cultura in questo periodo è il monastero.
Al loro interno hanno dei giardini a cui vengono assegnati due compiti, utilitaristico e materiale, il giardino dei semplici dove
venivano coltivate le spezie per cucinare, piuttosto che il frutteto per mangiare.
Mentre grande riconoscimento va al luogo spirituale del gisardino del monastero, perché era fortezza e luogo sicuro. I malati
diventavano convalescenti in questo posto, si trovavano a passeggiare qui per migliorare le proprie condizioni di salute. Dal 742 l 814
Carlo magno con i carolingi vuole guardare l’impero romano come un’opportunità per riscattare il proprio regno.
Dopo di questo, il vero trionfo del giardino si avrà con il rinascimento italiano. Il vero giardino qui è il frutteto. Il vero giardino del
tempo è il frutteto. In oriente le popolazioni sono molto più aperte che in eu, grazie alla continuità con la fede religiosa, qui i giardini
non furono mai abbandonati.
Nell’estetica orientale il giardino continua e non perde mai momento di spaccatura del suo concetto formale ed esotismo che aveva
avuto nella storia precedente. Ancora una volta nei giardini orientali troviamo culture rare, alberi preziosi e lussi leggendari della
cultura dell’islam.
In europa nei paesi romanzi, a lingua latina, ci sono i veri. Coloro che diventano i custodi nel tempo del giardino romano, preservano
le tecniche dei romani come le palizzate, tipiche di questi giardini.
Grazie a diversi giardini come quelli francesi, c’è contimàuita con la cultura greco-romana. Esempio è il chiostro e il peristirlio, cioè
cortile esterno perimetro da colonne, che definisce il rapporto fra pieno e vuoto, come il chiostro lo fa nei monasteri.

Genoard
* ha un’architettura araba che incantò i normanni che vennero dopo gli arabi.

In Sicilia abbiamo Federico II che tenne per lungo tempo una corte mezzo cristiana e mezzo moresca, araba, ……
In questo periodo storico accade una cosa molto interessante, il giardino compare e diventa oggetto di composizione letteraria,
appaiono questi racconti e narrazioni dove la scena avviene all’interno del giardino. Tutto è simbolo.
Tutto ha un significato nel giardino, che va scoperto.

- leggenda erec ed enide


- Il labirinto
- Parco di Hesdin:
- Macchine heroniane matematico del 1 sec avanti cristo, signore Heron che si era preparato nello studio della pneumatica,
macchine a vapore movimentavano macchine come anatree, ponti che si elevavano, cose che erano inaspettate per il visitatori.

—> alberi da usare come case per insetti. Si potrebbero usare tronchi morti, per la biodiversità.

Lezione 6
Tutto il periodo medievale è caratterizzato da accenti spiccatamente simbolici. Tutti i simboli medievali sono trasferiti anche nel
giardino classico. I simboli si aggiungono a quelli orientaleggianti, di diversi parchi.
Una caratteristica totalmente italiana è quella del Rinascimento. I medici hanno gran parte di questa storia, attorno a Firenze, che
affidano a Michelozzo la costruzione degli edifici più importanti e intimi della famiglia. A Brunelleschi affidano quelli di ambito
rappresentativo. A Firenze per esempio villa medici di Michelozzo è un esempio con connotati molto legati fra giardino ed edificato.

La villa a Fiesole di Michelozzo ha un disegno determinato dal territorio, un pendio fortemente inclinato, che si affaccia sulla città. Il
giardino è organizzato su due piante/terrazze longitudinali dove gli edifici hanno un giardino frontale e uno posteriore, austero e
severo nella pianta, di fatto il giardino sostituisce il cortile del palazzo all’interno della città.
La geometria è fortemente dominante nel disegno del giardino. Il prospetto presenta dei decori che potremmo trovare nel disegno
delle aiuole.
Il disegno delle aiuole che riprende dei temi classici con bordure di bosso perfettamente curate. L’ingresso, come la villa, è molto
semplice ed austero. Notiamo la pianta del giardino con la relazione con l’interno della villa.
Le scale sono elemento principale nei giardini rinascimentali per superare i dislivelli.

Un’altra villa progettata da Lorenzo il Magnifico, veduta dell’Utens. Al di la di essere una villa è anche un’azienda agricola, si
producevano i gelsi e una fattoria nobile a tutti gli effetti. Il prospetto vediamo la scala ad arco. La terrazza diventerà elemento
costitutivo anche del giardino alla francese. Gli elementi rinascimentali sono: il timpano. Prende gli elementi decontestualizzati,
come la prospettiva centrale, il vuoto sotto, elementi dell’architettura classica romana, creando dei nuovi stilemi.
Coltivava una serie di piante, Lorenzo il magnifico.
Vediamo un soffitto che ci fa vedere che porta il verde dentro, con sensazione di frescura.

Pratolino vediamo un certo gusto per i giochi prospettici nel giardino, non massimo rigore ortogonale, ma qualcosa cambia.
Probabilmente dato anche dall’estensione.
Qui ci sono grandi bacini indrici, grandi interventi, una scala di magnificenza superiore rispetto ad altre ville. Anche grotte. Vediamo
anche una variazione delle specie botaniche, dal bosso di Fiesole si passa a quercete, spalliere di lauro. Piante più importanti anche
per dimensione e pregio. Pratolino nasce come voler creare un magnifico parco.

Giardino di Boboli in piazza Pitti, giardino della famiglia di rappresentanza, all’interno di organizzavano elementi scenici e
architetture effimere, e anche organizzavano cacce enormi. Il progetto originario è del Tribolo, un architetto che morì un anno dopo
ricevuto l’incarico e passò la mano a altri due architetti.

Sotto impianto classico con esedre e statue e sopra sembra una grotta. La grotta ospita diverse
sculture, come alcune di michelangelo. La grotta si pone come sunto fra tutte le arti.
In alto c’è un ‘’occhio’’ che porta la luce e ci sono moltissimi elementi pittorici e scultorei. Micro
forrellini che facevano cadere le gocce d’acqua.

Giuseppe Penone:
Artista nato in provincia di Como che a 18 anni circa è entrato a far parte …
Sin da subito ha cercato una modalità espressiva di armonia e sintonia con la natura.
‘’Continuerà a crescere tranne che in quel punto’’ —> mano di bronzo ancorata al tronco: il tronco
cresce forzato con la mano attorno.
Le opere di penone tengono in considerazione il tempo, futuro, come fattore progettuale.

—> opera albero dentro l’albero: riporta alla sua età l’albero dagli anelli dei tronco.
—> opera equilibri: alberi su pezzo di terra a Versailles con sassi in equilibrio fra i rami
—> albero in bronzo sospeso sul suolo, sradicato.
—>reggia di venaria: les jardins, genera impronta del pollice

Tadashi Kawamata
Artista che lavora in maniera piuttosto originale fa costruzione e decostruzione, interventi a metà, come in un organismo urbano
collega diverse parti, come casa con museo, attraverso strutture di materiale naturale come legno o elem. Riciclati e li lega attraverso
un ‘’ponte temporaneo’’:
- progetto della sua casa: la parte di ‘’rami’’ addossati alla casa, come se fosse stata investita da un forte vento, oppure qualche cosa,
elemento estraneo che rende un aspetto di incompletezza e incertezza alla casa.
- Mostra d’arte di Basilea: passerella con materiali di riciclo, contrappone l’idea di incertezza e provvisorietà, del decostuito,
contrappone al mondo delle gallerie d’arte, perfette e d’alto rango, con un mondo invece più reale. Quello del mercato dell’arte è
di solito quasi virtuale. Assembla vecchi elementi in maniera incerta.
- Allestimento nei sobborghi di NY, ai margini delle quali vivono persone in povertà, porta questa memoria in altri sistemi
- Allestimento nord Europa con partecipazione del pubblico dove lui traccia….
- Palazzo strozzi Firenze 2013, realizza due allestimenti con tema di possesso della terra, chiamati ‘’Tree Hits’’, nidi con materiali
di recupero e all’interno nelle sale dove c’è un controsoffitto realizzato con vecchi serramenti e porte, come un corpo di un
migrante affogato —> senso di drammaticità ed oppressione.
- Vecchie cassette della frutta, fa allestimento in un ingresso di Versailles.
- Capacità di legare diversi edifici con strutture improbabili lo vediamo a Toronto, rendendole solidali, nuovo sistema di
connessione urbana, incerto e temporaneo che suscita diverse reazioni
- Museo camargue

Sito giardini: domaine-chaumont.fr

-tadashi kawamata
La land art è quell’arte, che al contrario dell’art in nature, impongono la presenza umana in natura, spesso tramite l’utilizzo del ferro
in ambienti incontaminati.