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LA MASTICAZIONE : Processo di triturazione del cibo.

Gli alimenti si combinano con la saliva e si forma una


massa di consistenza pastosa detto bolo alimentare, ; questo facilita il processo di deglutizione e permette
il successivo processo digestivo. Essa dipende da : - Stato della cavita orale - Durata della masticazione –
Interesse volontario della masticazione (sebbene intervengano riflessi involontari, senza l’impegno
personale non si realizza).
LE PRINCIPALI FUNZIONI DELLA SALIVA : Ne viene prodotta circa 1 litro al giorno.
- Aiuta la formazione del bolo alimentare. Contiene una alfa amilasi (ptialina) che è un enzima contenuto
nella saliva capace di scindere i polisaccaridi ad alto peso molecolare in composti + semplici.
- Funzione lubrificante mediante il muco, facilita la masticazione e deglutizione.
- Azione come solvente : diminuisce l’irritabilità o l’ acidità di sostanze chimiche aggressive
- Regola il metabolismo dell’ acqua : perdendo liquidi si ha una diminuzione della produzione di saliva che
provoca la sensazione della sete inducendoci a bere e ripristinare i liquidi persi.
- Mantiene la bocca umida e pulita e protegge i denti poiché contiene enzimi battericidi.
FATTORI CHE INLUENZANO LA PERCEZIONE DEI SAPORI :
- La concentrazione dell’ alimento : all’ aumentare della concentrazione il KCl ha un sapore diverso : salato
amaro e poi salato. L’ organismo ha una capacita limitata di distinguere la concentrazione di una sostanza ,
serve il 30% di differenza di concentrazione per notare un sapore distinto . La sensibilità individuale
dipende dalla distribuzione dei calici gustativi per questo motivo un cibo sgradito a una persona può
risultare gradito ad un’ altra.
- Le abitudini alimentari: chiunque preferisce i piatti che e abituato a consumare. La percezione viene
influenzata da gruppi culturali ,esperienze negative, odore molto importante. Una corretta alimentazione
stimola in modo corretto i recettori del gusto.
LA DIGESTIONE GASTRICA : Le principali funzioni dello stomaco :
la mucosa gastrica possiede circa 35milioni di ghiandole che producono il succo gastrico e si dividono in :
A) Ghiandole gastriche propriamente dette : sono le più numerose e si trovano in corrispondenza del
fondo e del corpo dello stomaco. Sono costituide da 4 tipi di cellule:
- le cellule principali (o fondamentali) che delimitano direttamente il lume della ghiandola in
corrispondenza del suo fondo. Secernono il pepsinogeno che appare sotto forma di numerosi granuli che
infarciscono il citoplasma e che si riversano poi nel lume ghiandolare durante la digestione. Nel bambino
secernono la rennina per la digestione delle proteine del latte.
- le cellule di rivestimento (o cellule parietali) sono situate nel collo-istmo della ghiaindola ,
esternamente alle cellule principali. Queste cellule elaborano l’ acido cloridrico(funzione battericida e
digestiva) che attivando il pepsinogeno lo trasformano in pepsina deputata alla digestione delle proteine.
Elaborano il fattore intrinseco che permette l’ assorbimento della vitamina B12
- le cellule mucose , nel collo della ghiandola, elaborano muco di natura acida.
- le cellule argentaffini sono poste nel fondo della ghiandola, esternamente alle cellule principali.
Secernono serotonina, gastrina e bradichinina.
B) Ghiandole cardiache : poste in prossimita del cardia sono la prosecuzione di quelle presenti nell’
esofago. Si tratta di ghiandole tubulari ramificate e costituite da cellule mucoidi che secernono un muco
neutro e da poche cellule argentaffini.
C) Ghiandole Piloriche: occupano la parte pilorica dello stomaco; anchesse tubulari ramificate e costituite
da cellule mucoidi che elaborano muco neutro.
IL SUCCO GASTRICO : è un liquido viscoso,giallastro, ipotonico rispetto al plasma. Composizione in rapporto
con l’ attività secretiva: acquoso e acido quando questa è intensa; ricco di mucine ed ad acidità più blanda
durante il digiuno. La produzione giornaliera può oscillare da 1,5 litri a 3 litri. È costituito da :
- Acido cloridrico (cellule ossintiche) : batteriostatico sui germi ed impedisce i processi putrefattivi;
denatura le proteine e le rende piu idonee all’ attaco di enzimi ; attiva i pepsinogeni presenti nel succo
gastrico trasformandoli in pepsine; crea condizioni di pH ottimali per l’ azione di questi enzimi. Nell’
intestino stimola la secrezione biliare e pancreatica.
- Enzimi gastrici (attivati dall’ acido cloridrico) : - pepsine, trasformano proteine in peptoni; - rennina ,in
presenza di calcio responsabile della precipitazione delle caseine ; - lipasi gastrica : sui grassi emulsionati del
latte e delle uova.
- Fattore intrinseco antipernicioso : mucoproteina prodotta dalle cellule ossintiche che lega la vitamina B12
in un complesso non dializzabile e la protegge fino all’ ileo dove può essere assorbita come tale.
- Muco. MUCO = LA DIFESA DELLA PARETE GASTRICA
L’ HCl e la pepsina sono potenzialmente capaci di danneggiare la mucosa gastrica. Esistono diversi
meccanismi di difesa della parete gastrica dalle sue stesse secrezioni:
- organizzazione dell’epitelio della mucosa gastrica con le membrane citoplasmatiche delle cellule gastriche
ben serrate tra di loro con le giunzioni strette.
- la secrezione di muco: glicoproteine, mucopolisaccaridi e mucoproteine che formano un gel
- bicarbonato: pH di circa 7 che impedisce il distacco dell’ acido cloridrico
- corretto flusso ematico che fornisce ossigeno e nutrienti alla mucosa aumentandone la resistenza: durante
un aggressione della mucosa gastrica questo flusso aumenta per compensare la lesione.
- meccanismo di riparazione, rapido ed efficace della mucosa danneggiata. Non può però operare nei
confronti di ferite estese o ripetute.

DIGESTIONE INTESTINALE : una volta formatosi il chimo nello stomaco questo sarà versato nell’ intestino
tenue per terminare la digestione e avrà luogo il processo di assorbiimento nell’ intestino tenue.
Nel duodeno il chimo gastrico si mescola con il succo pancreatico, con la bile, e il succo enterico.
le funzioni dell’intestino tenue sono dunque :
- digestiva : completa la digestione iniziata nella bocca e nello stomaco
- assorbente : attiva il passaggio nel sangue e nella linfa dei prodotti della digestione e di altre sostanze
ingerite (acqua , Sali minerali , vitamine) .
- motoria: permette il mescolamento del contenuto e il suo progressivo spostamento in senso aborale.
- endocrina : secerne ormoni che regolano le funzioni dell’ apparato digerente. L’ intestino tenue riceve
giornalmente 9 litri di liquidi ma non tutto questo volume arriverà all’intestino crasso: in seguito al processo
di assorbimento sulla superficie intestinale, arriveranno al colo solo 1 o 2 litri del totale..

SUCCO ENTERICO : gli enterociti sono le cellule della parete intestinale che hanno funzione assorbente , ma
anche digestiva legata alla presenza di enzimi dislocati sia a livello di membrana che nel citoplasma. Il succo
enterico è il prodotto di secrezione degli enterociti , nonché delle cellule delle ghiandole di Brunner del
duodeno e delle ghiandole di Lieberkuhn dell’ intestino tenue. La sua quantità è minima, contiene enzimi
peptidasi che agiscono anche nel citoplasma (enzimi intracellulari), oligosaccaridasi (maltasi,saccarasi,
lattasi), lipasi enteriche (endocellulari) ed inoltre l’ enterochinasi che attiva il tripsinogeno in tripsina. Sali
minerali , Na+ ,Cl- ,K+, HClO3- in concentrazione isotonica con il plasma . Ha pH neutro e protegge la
mucosa dal chimo acido dello stomaco.
LA BILE : in seguito all’ ingestione , la cistifellea si contrae e lo sfintere di Oddi si rilassa; la bile
immagazzinata e concentrata arriva al duodeno. La secrezione dipende dai sali biliari di ritorno dalla
circolazione enteroepatica e dalla secretina. L’ immissione di bile nel duodeno dipende dalla
colicistochinina (detto anche ormone della sazietà).
A) i Sali inorganici sono bicarbonati e cloruri di sodio e potassio. Quando aumenta la secrezione di bile
diminuiscono i cloruri ed aumentano i bicarbonati, e cosi si tampona l’ acidità del chimo che giunge dallo
stomaco.
B) Sali Biliari : i principali sono l’ acido colico ed i suoi derivati che sono molecole organiche derivate dal
colesterolo e hanno importanti funzioni:
- emulsione dei grassi
- formazione di micelle
- formazione dei chilomicroni
- azione coleretica.
C) Pigmenti biliari : rappresentati dalla bilirubina e dalla biliverdina(prodotto dell’ ossidazione della
bilirubina). Questi derivano dalla distruzione degli eritrociti o meglio dal catabolismo dell’ emoglobina (ma
anche della mioglobina e dei citocromi) attuato nella milza, midollo osseo, fegato fornando alla bile il tipico
colore verde giallastro. I pigmenti sono quindi un prodotto di escrezione che nel crasso vanno incontro a
processi di riduzione che li trasforma in urobilinogeno e quindi per esposizione alla luce e all’ aria in
urobiline e stercobiline che danno il caratteristico colore alle feci e alle urine. Ricordiamo che spesso oggeti
afflitti da epatite presentano una caratteristica colorazione gialla di pelle e mucose dovuta all’ ostruzione
dei condotti epatici e ritenzione della bile che passa in circolo.

SUCCO PANCREATICO : è prodotto dal pancreas esocrino, contiene tre gruppi principali di enzimi
(proteasi,lipasi e amilasi) e si possono considerare due fasi : - fase acquosa e – fase inorganica in cui il
tripsinogeno è attivato a tripsina nel duodeno ad opera di un enzima enterico enterochinasi. La tripsina
attiva altri enzimi digestivi:
- le peptidati : tripsina,chimitripsina,elastasi e carbossipeptidasi, scindono i legami tra amminoacidi.
- le ribonucleasi idrolizzano gli acidi nucleici DNA e RNA a nucleotidi.
- l’ amilasi è secreta in forma attiva, agisce sugli amidi sia cotti che crudi trasformandoli in destrina e
maltosio.
- le lipasi trasformano i trigliceridi in acidi grassi liberi e in 2-monogliceridi. La loro azione è accentuata da
diversi fattori fra i quali gli ioni calcio ed i Sali biliari. L’ attivita delle lipasi viene mantenuta a lungo nel
duodeno; il pancreas produce anche una proteina che si lega ad esse, le colipasi proteggendole dalle attività
proteolitiche.

ASSORBIMENTO INTESTINALE : con l’ assorbimento intestinale gli alimenti digeriti sono trasferiti al circolo
ematico (sangue). L’ assorbimento ha luogo grazie soprattutto ai villi intestinali che incrementano la
superficie assorbente in modo significativo ( il rivestimento mucoso è sette volte l’ analogo sieroso) la
superficie assorbente dell intestino e circa 300m quadri). L’ acqua e gli elettroliti attraversano le pareti del
tratto gastrointestinale in entrambe le direzioni mantenendo il contenuto isotonico con il plasma. Questi
intercambi avvengono nell’ intestino tenue ,nel crasso ed in minor misura nello stomaco.
Il riassorbimento di acqua e degli elettroliti si realizza nella parte superiore dell’ intestino tenue grazie al
trasporto attivo del sodio .
Digestione e assorbimento dei lipidi : la digestione è operata esclusivamente da enzimi intraluminali.
- Fase gastrica : attiva sui trigliceridi a catena media e modesta su quelli a catena lunga;
- Fase intestinale : nel duodeno i lipidi alimentari si mescolano ai lipidi (lecitine e colesterolo ) secreti dalla
bile e tenuti in soluzione micellare dai Sali biliari. Le micelle sono costituite da uno strato di lipidi polari con
i loro gruppi idrofili rivolti all’ esterno.
La lipasi pancreatica agisce solo nell’interfaccia lipidi-acqua idrolizzando i trigliceridi e dando origine ad
una miscela di acidi grassi liberi e di 2-monogliceridi. Una volta disponibili, i substrati vengono assorbiti in
due fasi : 1) penetrazione negli enterociti : per diffusione semplice che dipende dal gradiente di
concentrazione. Le micelle non vengono assorbite ma sono un veicolo che trasporta i monogliceridi ed acidi
grassi liberi nel citoplasma. Gli acidi grassi a catena lunga vengono poi riesterificati a trigliceridi. Una volta
risintetizzati vengono rivestiti da una membrana proteica e insieme a colesterolo e fosfolipidi formano i
chilomicroni. 2) Passaggio in circolo : i chilomicroni escono dal lato basale dell’ enterocita e penetrano nel
lume del vaso chilifero centrale del villo, gli acidi grassi liberi a catena corta passano nei capillari del villo e
poi nel fegato tramite la vena porta.
Digestione e assorbimento delle proteine :
fase gastica :
1) l’ HCl denatura le proteine, i legami peptidici piu accessibili alle proteasi.
2) Le pepsine catalizzano l’ idrolisi dei legami peptici dando origine a polipeptidi. La digestione operata in
questa fase rappresenta il 10-15% del totale.
fase intestinale :
- interessa sia le proteine alimentari sia quelle endogene (succhi digestivi, cellule intestinali.
- succo pancreatico (tripsina) : nel duodeno l’ idrolisi raggiunge il 50- 60% del totale e prosegue nel digiuno
liberando aminoacidi 15-20 % e peptidi.
- peptidasi degli enterociti : a livello dei microvilli (digestione intracellulare) sui peptidi prodotti dalle
proteasi pancreatiche , liberando amminoacidi.
- i mono e di-peptidi entrano nella cellula per trasporto specifico a mezzo di carrier Na+ dipendente
- gli enzimi citoplasmatici idrolizzano i di-peptidi fino ad amminoacidi liberi
- gli AA liberi passano nei capillari del villo .
l’ assorbimento di proteine intatte (immunoglobuline) avviene solo nel neonato e solo per pochissimi giorni.

Digestione e assorbimento dei carboidrati :


inizia in Bocca ad opera della ptialina contenuta nella saliva. Poi nel lume intestinale si trova l alfa amilasi
salivare e pancreatica : agiscono sui legami 1,4-alfaglicosidici dell amido e del glicogeno e producono alfa
destrine (30%) maltosio (40%) e maltotrioso(25%). Infine gli enzimi intracellulari : i disaccaridi vengono
scissi da oligosaccarasi localizzate sulla superficie cellulare degli enterociti :
- maltasi(scinde i legami del maltosio e del maltotrioso formando glucosio
- saccarasi: idrolizza il saccarosio dando glucosio e fruttosio
- alfa destrinasi : idrolizza le alfa destrine a livello del legame glicosidico dando glucosio
- lattasi : idrolizza il lattosio dando galattosio e glucosio.
La fibra non è digeribile : per definizione la fibra è l insieme di tutti i componenti non digeribili della dieta.
Essa puo essere fermentata dell’intestino crasso e i composti della fermentazione sono assorbiti dalle pareti
del cieco-colon.
LA FORMAZIONE DELLE FECI : L’ ileo è contraddistinto dalla valvola ildeo-ciecale che mette in
comunicazione l’ ileo con il cieco(intestino crasso). Quando le onde peristaltiche prodotte dall’ intestino
tenue giungono alla valvola ileo-ciecale , questa si apre lasciando transitare il bolo. La stessa valvola
impedisce possibili reflussi.
Nel colon si concentrano le feci per assorbimento di elettroliti ,acqua e vitamine idrosolubili: questo
assorbimento però è minimo se confrontato con quello dell’ intestino tenue. Il resto dell’acqua non
assorbita (circa 0,2litri) contribuisce a formare le feci costituite dai residui degli alimenti non assorbiti e
dalle sostanze prodotte dall’ intestino e non digerite. La composizione delle feci è la seguente :
- acqua 70/80% delle feci
- composti minerali inorganici (fosfato calcico)
- residui proteici
- batteri morti e vivi ingeriti con alimenti e facenti parte della flora endogena
- grassi che non sono stati assorbiti
- componenti non digeribili: provenienti da secrezioni digestive come il muco,i pigmenti biliari oltre alle
fibre non digeribili degli alimenti.
Colore delle feci verdi : i pigmenti biliari , birulina e biliverdina conferiscono alla bile il colore verde giallo.
Nel colon questi pigmenti subiscono processi di riduzione ed ossidazione che li convertono in stercobilina,
responsabili del colore marrone delle feci. Feci verdi indicano che il tempo di transito è stato breve e la
biliverdina non ha potuto essere modificata. Spesso sono feci acquose a causa della rapidità del transito. Il
colore verde spesso dipende anche dal tipo di alimenti ingeriti. Invece le feci dei neonati sono di colore
verdastro e ciò è dovuto al non completo sviluppo dell’ apparato digerente, con il tempo le feci si
scuriscono.
Feci scure : associate ad una velocità di transito lenta, le feci rimangono molto tempo nell’ intestino ed i
pigmenti sono trasformati in sostanze ancora più scuro. La parte acquosa del materiale fecale sarà
inferiore. Le feci avranno maggiore consistenza (rischio emorroidi o lesioni). Particolari alimenti ricchi di
sangue possono contribuire a produrre feci scure. Feci di maggiore consistenza possono dipendere da
emoraggie interne della parte superiore dell’ apparato digerente.
Feci bianche : questo tipo di feci è normalmente associato ad un’ insufficiente digestione dei grassi che
produrrà feci grasse e biancastre. Uno dei motivi potrebbe essere un’ ostruzionedei dotti biliferi che
riducendo la quantita di secrezione biliare nel duodeno non permette un corretto assorbimento dei grassi.
Inoltre nel caso appena citato si avrebbe anche mancanza di pigmenti biliari, anchessi veicolati dalla bile e
responsabili in larga misura della colazione delle feci.
Fece Rosse : non sempre sono dovute ad una grave patologia; può trattarsi semplicemente di emorroidi o
di emorragie nel tratto inferiore dell’ apparato digerente. Talvolta anche emorragie gastriche si
manifestano con feci rosse e questo avviene nel caso di transito intestina molto rapido.

NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE
Nutrizione : Tutti i fenomeni biochimici inerenti alla utilizzazione delle sostanze alimentari da parte dell’
organismo (digestione, assorbimento, metabolismo) .
Alimentazione : studio degli alimenti destinati all’ uomo, dei fabbisogni nutritivi dell’uomo in funzione dell’
età, dello stadio fisiologico, del tipo di attività fisica. Norme per la formulazione delle razioni
quantitivamente adeguate e qualitativamente complete.
Alimenti (o cibi): contengono principi alimentari e nutrienti.
Principi alimentari (nutrienti complessi) : sostanze (ad esempio amido, proteine, ecc) che sono assorbiti
dopo processi digestivi (idrolisi) come nutrienti.
Nutrienti: qualsiasi molecola presente negli alimenti (es. amminoacidi, l’ acqua, glucosio, elementi minerali
ecc ) che l’ organismo può utilizzare senza bisogno di digestione.

Dieta : Alimentazione quantitativamente o qualitativamente definita , rivolta a conseguire scopi preventivi


o terapeutici. Puo essere intesa anche come alimentazione abituale di un individuo o una comunità. Nell’
antica medicina greca la dieta era intesa come il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività
fisica,riposo..) atte a mantenere lo stato di salute.
I nutrienti : classificazione e caratteristiche funzionali.
Funzione dei nutrienti : - fornire energia (funzione energetica)
- far parte di componenti strutturali (funzione plastica)
- essere coinvolti o accelerare le reazioni chimiche del metabolismo
- trasportare sostanze all’ interno, attraverso o fuori l’ organismo.
- mantenere la temperatura corporea, agevolare il transito intestinale
Il concetto di essenzialità :
- dal punto di vista biochimico = un nutriente si dice essenziale quando l’ organismo è incapace (parziale o
assoluta) di sintetizzarlo a partire da altri nutrienti e di conseguenza deve essere assunto con la dieta (cibi)
- specie specifico = l’ essenzialità è una caratteristica della specie e non del nutriente (esempio la vitamina C
è essenziale per l’uomo e non per il cane)
- i nutrienti possono essere Semi-essenziali quando derivano da altri nutrienti essenziali dei quali, se già
preformati, diminuiscono il fabbisogno (tirosina da fenilalanina).
- un nutriente è condizionatamente essenziale quando è essenziale solo in certe fasi di vita (bambini,
anziani) o in certe situazioni fisiologiche o patologiche (basso contenuto di glicina nel latte materno). (in
bambini pre termine la cisteina e la tirosina sono essenziali; condizione molto frequente in situazione
patologica).
Un nutriente si ritiene essenziale quando la sostanza è richiesta dall’ organismo per la crescita la salute e la
sopravvivenza. La sua assenza nella dieta dà origine a segni caratteristici di malattia, imputabili alla
deficienza. I segni di deficienza sono prevenuti soltanto dal nutriente in esame o dai suoi precursori ma non
da altre sostanza. Al di sotto di un livello di consumo la gravità dei segni di consumo sono inversamente
proporzionali alla quantità consumata. La sostanza non può essere sintetizzata nel corpo umano in quantità
adeguata, ed è richiesta per alcune importanti funzioni.
Alcuni nutrienti svolgono azioni benefiche sulla salute dell’ organismo, prevenendo l’ insorgenza di alcune
malattie, oppure migliorando le condizioni di alcuni organi o apparati. Sono componenti desiderabili dei cibi
(o modulatori fisiologici): non sono nutrienti essenziali e non sono considerati nelle tabelle di assunzione
raccomandata. E’ il caso ad esempio della
Fibra, che migliora la motilità intestinale, modula la microflora e agisce sulla integrità e turnover delle
cellule epiteliali di cieco e colon;
Fluoro ,che in piccole dosi è benefico nella prevenzione della carie
Coniugati dell’ acido linoleico (CLA) che hanno un ruolo ormai accertato sulla prevenzione di alcune forme
cancerogene.
Bisogna tenere presente anche che i nutrienti possono avere un effetto “dose-risposta” , una deficienza nell
assunzione di un nutriente puo causare danni come anche una sovrabbondanza puo essere tossica, perciò
ci sono dei livelli di assunzione ottimali per ogni sostanza .
Fabbisogno minimo e dose raccomandata :
- fabbisogni minimi : corrispondono ai dosaggi di un nutriente necessari per evitare la comparsa di sintomi
clinici da carenze in un segmento rappresentativo di ciascun gruppo di età e sesso.
- dose raccomandata : considera il mantenimento del benessere dell’ uomo, le variazioni individuali, la
prevenzione di alcune patologie, le condizioni ambientali(clima stress) ed eventuali interferenze con altri
nutrienti (biodisponibilità, stabilità ..)
Tra i nutrienti ci possono essere delle interazioni, ad esempio nei minerali un eccesso fi P fosforo riduce l’
assorbimento di Ca calcio, , vi e antagonismo tra Cu rame e Zn , e tra rame e ferro.
Per stabilire i livelli di assunzione ce una terminologia precisa :
- recommended dietary allowance (RDA) = ossia il livello di assunzione giornaliera media sufficiente a
coprire il bisogno di quasi tutti (97 98%) gli individui sani appartenenti a un particolar stadio di vita e sesso.
- adeguate intake (AI) = valore di assunzione basato su approssimazioni osservate o determinate
sperimentalmente o stime di assunzione di un nutriente da un gruppo o gruppi di persone sane che si
assume sia adeguato. Si utilizza quando le RDA non possono essere determinate.
- tolerable upper intake level (UL) = il valore più elevato di assunzione di un nutriente che, verosimilmente
non dà rischi di effetti indesiderati per quasi tutti gli individui di una popolazione . Man mano questo livello
viene superato ,il rischio aumenta.
- Estimated average requirement (EAR) = valore di assunzione giornaliera di un nutriente che si stima possa
soddisfare il bisogno della metà degli individui di una data popolazione, divisa per stadio di vita e sesso.
Per stabilire l RDA ,ossia i livelli di assunzione, si valuta per ciascun nutriente l’ apporto in grado di garantire
uno stato di salute ottimale al 50% della popolazione basandosi su dati di letteratura. Se è nota la
deviazione standard dello EAR si puo valutare la distribuzione normale del bisogno del nutriente e calcolare
il parametro RDA come : RDA = EAR + 2x (deviazione standard), se non è nota la d.s. dello EAR si stima che
nei sistemi biologici la variabilità si attesti sul 10 15% .
L’ apporto eccessivo di nutrienti puo essere dannoso, normalmente i RDA e i livelli di tossicità sono molto
distanti: ad esempio la carenza di Fluoro favorisce l’ insorgenza di carie ma anche l’ eccesso danneggia i
denti. Per tali ragioni in alcune tabelle sono indicati i livelli massimi tollerabili d’ assunzione (UL) .
LARN = LIVELLI di ASSUNZIONE RACCOMANDATI di NUTRIENTI per la popolazione italiana .
sono elaborati in italia da un gruppo ad hoc costiuitosi nell’ ambito della societa italiana di nutrizione
umana nel 1996. Sono un significato orientativo per l’ impostazione di una dieta idonea a soddisfare i
principali bisogni della popolazione italiana in buona salute, tenuto conto del sesso e dell’ attività media. I
larn sono ottenuti sulla base delle evidenze scientifiche e sperimentali e usualmente presi in considerazione
nelle più qualificate raccomandazioni internazionali .