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PERCORSO DI CATECHESI PARROCCHIALE

INCONTRO DEL 7 GIUGNO 2020

“La maturità cristiana nell’esperienza di S.Paolo, primo grande evangelizzatore della chiesa
nascente”

Uso interno

Carissimi,

in questo ultimo incontro del percorso di catechesi ci siamo trovati nella nostra chiesa e in
collegamento via zoom per chi non poteva partecipare personalmente. Tra questi invitati via zoom
vi era padre Pietropaolo, monaco benedettino dell’Abbazia di San Paolo Fuori le Mura, a cui
abbiamo chiesto di introdurci sulla concezione che San Paolo, il grande apostolo delle genti,
proponeva come novità di vita matura per ogni cristiano.
La prima osservazione fatta è stata quella di riconoscere che la nostra condizione umana è una
condizione di fragilità, di limite (come abbiamo sperimentato anche in epoca di pandemia),
ultimamente di peccato. Nella concezione di San Paolo l’uomo peccatore è l’uomo senza la grazia,
quindi senza la presenza di Cristo nella propria vita.
Questa Presenza, per ciascuno di noi, si è manifestata nel Battesimo, come primo gesto che ci invita
a spogliarci dell’uomo vecchio per rivestirci di Cristo. Si tratta poi di un cammino che dura tutta la
vita, che implica la vita di ciascuno di noi, che ci rende liberi, non più schiavi dei nostri limiti
umani, materiali, ma nello Spirito Santo capaci di una novità di vita.
In cosa consiste questa novità di vita per un cristiano? Restare uniti a Cristo Gesù, come dice San
Giovanni nel capitolo quinto “rimanete nel mio amore”. Già perché è Cristo che ci rende nuovi, è
Cristo che ha fatto la volontà del Padre e che ha assunto su di sé la fragilità della carne nella Sua
morte per offrirci nella Sua Resurrezione una nuova prospettiva di vita. In San Paolo essa è espressa
attraverso la polemica tra legge e grazia affermando che la fede vissuta realmente come unità con
Cristo diventa opera. Questo non è scontato ma si realizza quando la Fede è vissuta nella
prospettiva della Carità e la Carità porta alla Speranza .
Riprendendo ancora San Paolo al capitolo 12 della lettera ai Romani, nei primi versetti dice “Non
conformatevi alla mentalità di questo secolo ma trasformatevi rinnovando la vostra mente per
discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto”. Si tratta quindi di una
mentalità nuova, di trasformare il modo di pensare alla luce della presenza di Cristo tra di noi.
Infine, dopo aver trattato del rapporto tra carne e spirito, dom Pietropaolo ci ha invitati però ad
accogliere e a vivere la testimonianza di San Paolo, non i suoi discorsi ma la sua vita cambiata in
Cristo.
Dopo questa introduzione abbiamo avuto una serie di testimonianze e di domande riguardanti le
questioni trattate a partire dal nostro amico dom Paolo Arcangeletti, attualmente monaco professo
nella Basilica stessa. Con la sua gioia ci ha trasmesso la certezza che tutto è per un bene e che la
vita cristiana quando è presa sul serio rende veramente lieti e grati.
L’incontro si è concluso con una serie di comunicazioni riguardanti il cammino della nostra
comunità parrocchiale dandoci come appuntamento per l’inizio del prossimo anno la due giorni a
Roccaraso, il 29 e 30 agosto, e poi l’8 dicembre come data nella quale festeggeremo i 130 anni della
istituzione della parrocchia di Sant’Eusebio.
Infine ho comunicato un’iniziativa di carattere economico che riprendendo la grande generosità
vissuta durante il periodo della pandemia verso i più bisognosi, vorrebbe diventare una proposta
stabile da parte di chiunque si senta di appartenere alla nostra comunità. Può essere una piccola o
grande offerta mensile, trimestrale o annuale, con libertà e secondo le disponibilità e le possibilità di
ciascuno, per permettere sia di continuare a sostenere i più bisognosi tra di noi che di contribuire
alle necessità per il mantenimento della vita stessa della parrocchia. Ho invitato anche chi non è
stato ancora contattato in tal senso, di rivolgersi in parrocchia per avere informazioni.

Don Sandro

N.B.

DOM (Dominus) è il titolo dei monaci professi