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Canoniani delle rtlazroni aggemmh’ nella Imn'a freudiana

autoerotismo della sessualità infantile, caratterizzato da una “generale molti punti di vista. Ciò nonostante continuano a esistere in noi le ten»
tendenza edonistica a ottenere il piacere attraverso l’appagamento al- denze primitive ad aggirare gli oggetti e farne a meno, come dimostrano
lucinatorio”, Widlòcher (2002, p. 22) identifica una tensione di fondo il processo di pensiero primario e la fantasia, che confliggono con i nostri
sforzi di raggiungere l’oggetto reale. La teoria freudiana può essere
in—
tra forze interne all’individuo che lottano per stabilire legami con gli
oggetti reali, vale a dire per conseguire l’amore oggettuale, e forze im- tesa come una descrizione della lotta sostenuta dall’individuo per giun»
reale relazionarsi con esso nel mondo reale, invece di
merse nella sessualità infantile che cercano di “ottenere il piacere attra—_ gere all’oggetto e
verso l’appagamento allucinatorio” (ibidem, p. 22). Come ho cercato relazionarsi con un oggetto fantastico su di un palcoscenico immagina-
di dimostrare, nell’appagamento allucinatorio l’oggetto non è assente. rio. A questo riguardo, benché postuli un ricorso riluttante agli oggetti,
Tuttavia esso è “solo [. ..] convocato per assumere un ruolo sulla scena che ci viene imposto dalle richieste interne e dalla natura della realtà, la
immaginaria” e pertanto non può contribuire al soddisfacimento reale. psicoanalisi freudiana può essere vista come una teoria che assegna un
Come abbiamo visto in precedenza, dal punto di vista di Widliìcher la ruolo fondamentale alle relazioni oggettuali.

teoria psicoanalitica getta luce e si concentra sul costante intrecciarsi
conflittuale dell’amore per l’altro e della ricerca del piacere autoeroti—
co” (ibidem, p. 31) nel regno della fantasia.
Benché la capacità di amore oggettuale sia considerata un aspetto
fondamentale della salute (: dell’integrità psichica, manca alla teoria
classica una giustificazione sistematica del perché le cose stiano così.
E questa è una profonda lacuna teorica. L’unica spiegazione fornita da
Freud del fatto che dobbiamo amare per non ammalarci presenta di-.
verse carenze: è derivata dal principio di costanza, considera l’oggetto
solo in funzione utilitaristica e strumentale e la conseguenza dell’amore
oggettuale è un esaurimento dell’Io. Questa lacuna della teoria classica
è implicitamente riconosciuta dagli analisti freudiani francesi, che iden«
tificano come terreno principale dell’intervento psicoanalitico l’anali-
si degli ostacoli, dipendenti dalla sessualità infantile autoerotica, che si
frappongono alla capacità di amore oggettuale. Si potrebbe dire che in
questa prospettiva la psicoanalisi clinica e un trattamento degli ostaco—
li e delle barriere, e non una via diretta all’amore oggettuale. Una volta
abbattuti questi ostacoli, l’amore oggettuale è una questione di costi-
tuzione individuale, vicende di vita e altri fattori esterni alla situazione
clinica. E forse le cose dovrebbero proprio essere così.
Si potrebbe quindi affermare che dalla prospettiva freudiana l’obiet-
tivo della psicoanalisi, sia come teoria sia come trattamento, è l’identi—
ficazione e la comprensione degli aspetti della vita psichica che inter—
feriscono con la possibilità di accedere all’amore oggettuale. In questo
senso, paradossalmente, la teoria freudiana è fondamentalmente sia una
teoria delle relazioni oggettuali sia una teoria priva di una spiegazione
adeguata delle origini e della necessità delle relazioni oggettuali. Secon-
do Freud, all’inizio respingiamo l’interazione con gli oggetti e siamo re-
stii a investirli. Tuttavia impariamo presto che gli oggetti sono vitali da

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