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Scritto di FISICA 1 Febbraio 2020

Scrivere su OGNI foglio 1) il proprio cognome e nome, 2) numero di matricola, 3) corso di laurea 4) nome
del docente con cui si deve sostenere l’esame. Nello svolgimento dei problemi evidenziare: 1) quali leggi o
principi si applicano per risolverli; 2) le espressioni formali utilizzate; 3) le espressioni numeriche utilizzate
con le relative unità di misura.

Esercizio n. 1.
Una sbarra omogenea (massa m = 0.50 kg, lunghezza L = 70 cm) è incernierata al punto O, posto ad
un suo estremo, attorno al quale può ruotare libera senza attrito. A t = 0 la sbarra viene lasciata
cadere dalla posizione orizzontale (ovvero quando l’angolo che la sbarra forma con la verticale vale
π/2 radianti). Quando poi si trova in posizione verticale essa urta, in maniera perfettamente elastica,
alla propria estremità inferiore, tornando indietro, un blocco di massa M=2.50 kg, assimilabile ad
un punto materiale, inizialmente fermo e libero di muoversi su un piano. Si calcoli, trascurando la
resistenza dell’aria e sapendo che il momento di inerzia di una sbarra omogenea, di massa m e
lunghezza L, rispetto ad un asse passante
per il centro di massa vale ICM = 1/12
mL2:
a) La velocità angolare ω0 della sbarra e
la velocità lineare v0 della punta inferiore
della sbarra immediatamente prima
dell’urto [2]
b) La velocità angolare della sbarra ω1 e
la velocità v1 della massa M subito dopo
l’urto [2]
c) L’angolo massimo θm (rispetto alla
verticale) raggiunto dalla sbarra dopo l’urto [2]
d) Il periodo di oscillazione T della sbarra per piccoli oscillazioni [1].
Il tratto orizzontale su cui la massa M è libera di muoversi è dotato di attrito con coefficiente di
attrito dinamico μd = 0.05 ed è separato da una distanza d = 25 cm da un muretto su cui è
appoggiata una molla ideale di costante elastica k e lunghezza a riposo x0 = 5 cm. Si calcoli:
e) La velocità v2 con cui la massa M colpisce la molla [1.5]
f) Il valore della costante elastica k affinchè il corpo M tocchi il muro con velocità nulla [1.5].

Esercizio n. 2
Tre moli di gas ideale biatomico racchiuse in un recipiente di volume VA  15l , alla temperatura
TA  300 K compiono il seguente ciclo:
A  B : trasformazione isocora (a volume costante) nella quale il gas assorbe una quantità di calore
pari a Q=9349J;
B  C : espansione isobara (a pressione costante) nella quale il gas raggiunge la temperatura di
510K
C  D : ulteriore espansione adiabatica che riporta il gas alla temperatura iniziale TA
D  A : compressione isoterma a chiudere il ciclo. Si calcolino
a) le coordinate termodinamiche nei punti A, B, C, D e si rappresenti il ciclo nel piano pV [4]
b) il calore, il lavoro e la variazione di energia interna nelle quattro trasformazioni [3]
c) il rendimento del ciclo e lo si confronti con il rendimento di un ipotetico ciclo di Carnot
operante fra la temperatura più bassa e quella più alta [1.5].
d) la variazione di entropia dell’universo durante la trasformazione A  B , sapendo che
durante la trasformazione il gas ha ricevuto il calore da un termostato alla temperatura
costante di 600K. Si commenti il risultato ottenuto [1.5].
Soluzione

Esercizio 1

a) La sbarra ruota attorno ad un asse passante per un suo estremo, dal teorema di Huygens-Steiner il
suo momento di inerzia vale I = ICM + mL2/4 = 1/12 mL2 + mL2/4 = 1/3 mL2. Il valore di ω0 si
ottiene imponendo la conservazione dell’energia meccanica della sbarra dal momento iniziale
(quando è ferma) a un attimo prima dell’urto, tenendo conto che la variazione di energia potenziale
è pari a mgL/2, dato che il centro di massa della sbarra si abbassa di L/2.
½ Iω02 = mgL/2 , 1/6 mL2 ω02 = mgL/2, da cui ω0 = + (3g/L)1/2 = 6.48 rad/s > 0 la sbarra
ruota in senso antiorario.
Per la velocità lineare v0 = ω0 L = (3gL)1/2 = 4.54 m/s

b)Durante l’urto il momento delle forze esterne rispetto al polo O è nullo (reazione vincolare della
cerniera e forza peso) si conserva allora il momento angolare totale rispetto ad O e si conserva
l’energia cinetica perchè l’urto è elastico.
1) Iω0 = Iω1 + MLv1
2) ½ Iω02 = ½ Iω12 + ½ Mv12
Dalla prima si ricava v1 = (Iω0 – Iω1)/ML che inserito nella seconda fornisce una equazione di
secondo grado con soluzioni ω1 = ω0 (da scartare) e
ω1 = {(I – ML2)/(I + ML2)}ω0 , da cui v1 = {(2I/ (I + ML2)}ω0L,
e tenendo conto che I = 1/3 mL2 si ha
ω1 = {(m – 3M)/(m + 3M)}ω0 = – 5.67 rad/s (la sbarra torna indietro) e
v1 = {(2m/(m + 3M)}ω0L = 0.57 m/s

c) L’angolo massimo θm raggiunto dalla sbarra dopo l’urto si ottine imponendo la conservazione
dell’energia meccanica della sbarra dopo l’urto tenendo conto che ora il centro di massa si è
spostato di L/2(1 – cosθm) da cui ½ Iω12 = mgL/2(1 – cosθm). Dalla risoluzione del punto a) si
aveva che ½ Iω02 = mgL/2 per cui ½ Iω12 = ½ Iω02 (1 – cosθm), da cui (1 – cosθm) = ω12/ω02 e
allora cosθm = 1 – ω12/ω02 e θm = arccos(1 – ω12/ω02) = arccos(1 – {(m – 3M)/(m + 3M)}2) =
arccos(15/64) = 76.4 gradi.

d)Il periodo di oscillazione di un pendolo composto vale

T = 2π(I/(mgL/2))1/2 = 2π{(2/3)L/g))1/2 = 1.37 s.

e) Dal teorema dell’energia cinetica (dato che la distanza dal muro è d e la lunghezza della molla a
riposo è x0, per cui prima di urtare la molla il corpo M avrà percorso un tratto (d – x0) = 0.20 m si
ha ½ Mv22 – ½ Mv12 = – μdMg(d – x0) da cui v2 = {v12 – 2 μdg(d – x0)}1/2 e pertanto v2 = 0.36 m/s

f) Dal teorema generalizzato dell’energia meccanica si ha che il lavoro della forza di attrito che
agisce qui per il solo tratto x0 è pari alla differenza tra la variazione di energia cinetica + potenziale
(tenendo conto che la velocità finale deve essere zero) si ha allora ½kx02– ½Mv22 = – μdMgx0 da cui
si ottiene k = (Mv22 – 2μdMgx0)/x02 = 80.6 N/m. Si poteva risolvere anche partendo dalla velocità
iniziale v1 e tenendo conto che ora l’attrito agisce per l’intero tratto d, per cui ½kx02– ½Mv12 = –
μdMgd, da cui k = (Mv12 – 2μdMgd)/x02 = 79.9 N/m.
Esercizio n. 2.

atm  l
Avvertenza: quando utilizzeremo l’equazione di stato porremmo R  0.0821 lasciando i
K  moli
volumi espressi in litri e la pressione in atmosfere, altrimenti porremmo (nel sistema
J
SI) R  8.31 .
K  moli
nRTA 3  0.0821  300
a) Dall’equazione di stato p A    4.93atm . Essendo A  B isocora allora
VA 15
f 2Q 2  9349
U  Q  nRT  Q  T    150 K e quindi TB  450 K .
2 fnR 5  3  8,31
biatom .

V V T 510
Nell’espansione isobara B  C , vale B  C  VC  C VB  15  17l .
TB TC TB 450
1 5
 T   1  510  2
Nell’espansione adiabatica C  D vale TCVC 1  TDVD 1  VD   C   VC    17  64.1l
 TD   300 
nRTD 3  0.0821 300
da cui , pD    1.15atm
VD 64.1

Riassumendo:

A B C D
p (atm) 4.93 7.39 7.39 1.15
V (l) 15 15 17 64.1
T (K) 300 450 510 300

Si poteva anche risolvere usando R = 8.314 J/molixK e i volumi in m3 e le pressioni in N/m2 , n = 3,


gas biatomico (date le basse temperature,inferiori a 1000 K) CV = 5/2 R, CP = 7/2 R, γ = CP/CV = 7/5

VA = 15x10-3 m3 da cui pA = nRTA/VA = (3x8.314x300)/(15x10-3) = 4.99x105 N/m2


VA = 15x10-3 m3 = VB, e dato che AB è isocora ΔUAB = nCV(TB – TA) = 9349, da cui TB = TA +
ΔUAB /nCV = 300 + 9349/62.355 = 300 + 150 = 450 K, e allora pB = nRTB/VB =
(3x8.314x450)/(15x10-3) = 7.48x105 N/m2
Ora BC è isobara per cui pC = pB = 7.48x105 N/m2 e dal testo TC = 510 K, da cui VC = nRTC/pC =
(3x8.314x510)/(7.48x105) = 17x10-3 m3
CD è adiabatica e TD = TA, per cui TCVCγ-1 = TAVDγ-1 da cui si ottiene VD = 64.1x10-3 m3 e pD =
nRTA/VD = (3x8.314x300)/(64.1x10-3) = 1.17x105 N/m2

A B C D
2
p (N/m ) 4.99x105 7.48 x105 7.48 x105 1.17 x105
V (m3) 15 x10-3 15 x10-3 17 x10-3 64.1 x10-3
T (K) 300 450 510 300

Così appare il ciclo nel piano pV.


b) AB è una trasformazione isocora per cui WAB  0 , U  Q  9349 J (dato nel testo)
7
 BC è una trasformazione isobara per cui QBC  nc p T  3  R  (TC  TB )  5236 J ; il lavoro
2
è l’area del sottografico (sottesa dal segmento BC):
N
WBC  2 103 m3  7.39 1.013 105 2  1497 J . U BC  Q  L  3739 J .
m
 CD è una trasformazione adiabatica per cui QCD  0 ;
f 5
U CD  nRT   3  8,31  (300  510)  13088
2 2
WCD  U CD  13088 J
V 
 DA è una trasformazione isoterma per cui U DA  0 WDA  QDA  nRTA ln  A   10862 J
 VD 
Riassumendo

trasformazioni U ( J ) Q(J) W(J)


A B 9349 9349 0
BC 3739 5236 1497
CD -13088 0 13088
D A 0 -10862 -10862

Usando m3 e N/m2

trasformazioni U ( J ) Q(J) W(J)


A B 9349 9349 0
BC 3742 5238 1496
CD -13094 0 13094
D A 0 -10868 -10868
c) Il rendimento è dato da η = 1 – ‫׀‬Qced‫׀‬/Qass = 1 – 10862/14585 = 0.2585. O anche η = WTOT/Qass
= 3703/14585 = 0.255.
Oppure η = 1 – ‫׀‬Qced‫׀‬/Qass = 1 – 10868/14587 = 0.255. O anche η = WTOT/Qass = 3722/14587 =
0.255

Per il ciclo di Carnot fra la tempreatura più alta e quella più bassa vale η = 1 – TD/TA = 1 – 300/510
= 0.412 > 0.255 c.v.d

d) Per valutare la variazione di entropia dell’universo durante la trasformazione AB valutiamo


separatamente la variazione di entropia del gas (positiva in quanto il gas riceve calore dal
termostato) e del termostato (negativa in quanto esso cede calore al gas)

Per il gas, essendo la trasformazione isocora,


TB nc dT T  5  450  J
S gas   V
 ncv ln  B   3   8.31  ln    25.3 K
TA T  TA  2  300 
Per il termostato che cede calore a temperatura costante

Qced 9349
Stermostato     15.6 J
Tterm 600 K
Ovviamente la variazione di entropia dell’universo vale

ΔSuniverso = ΔStermostato + ΔSgas = – 15.6 + 25.3 = 9.7 J/K > 0

ed è strettamente positiva , come richiesto dalla legge di aumento dell’entropia dell’universo, in


presenza di una trasformazione irreversibile (la cessione di calore da parte del termostato)