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INTRODUZIONE ALL’ECONOMIA

COSA, QUANTO E COME PRODURRE; I VANTAGGI DELLO SCAMBIO


 Se la produttività marginale di un fattore è decrescente, ciò significa che la produzione cresce in
maniera meno che proporzionale rispetto alla variazione dell’input

 La frontiera della possibilità produttive è sempre decrescente, anche in caso di risorse produttive
illimitate FALSO

 La frontiera della possibilità produttive indica la massima quantità di un bene che si può produrre
per ogni possibile livello di produzione dell’altro bene VERO

 La frontiera della possibilità produttive intercetta l’asse delle ascisse nel punto in corrispondenza
del quale è massima la quantità del bene x che è possibile produrre utilizzando tutto il fattore
lavoro nella produzione del bene x VERO

 La frontiera della possibilità produttive divide lo spazio in tre regioni che individuano le allocazioni
efficienti, inefficienti e quelle non ottenibili VERO

I vantaggi dello scambio

 Il saggio marginale di trasformazione ha sempre un valore negativo. Questo significa che non è
possibile aumentare contemporaneamente la quantità prodotta di entrambi i beni e che la
frontiera delle possibilità produttive è sempre decrescente

 Italia e Germania scambiano automobili e abiti d’alta moda. Se l’Italia ha un vantaggio comparato
nella produzione di abiti, è necessariamente vero che la Germania ha un vantaggio comparato
nella produzione di automobili

 Il produttore che ha il costo–opportunità minore nel produrre un bene detiene un vantaggio


assoluto nella produzione dello stesso FALSO

 Differenze nei costi–opportunità segnalano opportunità di guadagnare dallo scambio. VERO

 In un mondo a due stati e a due beni, se ai lavoratori del primo stato bastano meno ore per
produrre entrambi i beni rispetto ai lavoratori del secondo stato, il primo stato non può beneficiare
dallo scambio con il secondo stato. FALSO

 In assenza di scambi, la frontiera delle possibilità di produzione giace all’esterno della frontiera
delle possibilità di consumo. FALSO

 La specializzazione nella produzione di un singolo bene implica la superiorità relativa di un paese


nella produzione del bene

 Il modello di scambi internazionali appena visto risulta vantaggioso per entrambi i paesi coinvolti
perché aumentano le possibilità di consumo di tutti i paesi
TEORIA DEL CONSUMATORE – VINCOLO DI BILANCIO

 La retta di bilancio è l’insieme delle combinazioni di bene 𝑥 e di bene 𝑦 che il consumatore può
acquistare, dati reddito e prezzi e spendendo tutto il suo reddito

 L’inclinazione della retta di bilancio rappresenta la quantità del bene 𝑦 a cui il consumatore deve
rinunciare per acquistare una unità in più del bene 𝑥

 Si consideri un consumatore che spende il proprio reddito R per l’acquisto dei due beni 𝑥 e 𝑦 ai
prezzi 𝑝X e 𝑝Y. Quali delle seguenti affermazioni sono corrette?
-Se 𝑝X aumenta, 𝑝Y resta invariato e R si riduce, l’insieme dei panieri ammissibili si riduce.
-Se 𝑝X aumenta, mentre 𝑝Y e R restano invariati, il vincolo di bilancio ruota intorno al punto che
indica la massima quantità acquistabile di 𝑦.
- Se 𝑝Y e R aumentano nella stessa proporzione, mentre 𝑝X resta invariato, il vincolo di bilancio
ruota intorno al punto che indica la massima quantità acquistabile di 𝑦.

 Siano 𝑝X e 𝑝Y i prezzi dei beni 𝑥 e 𝑦 e R il reddito del consumatore. La retta di bilancio si sposta
parallelamente verso l’origine se 𝑝X e 𝑝Y aumentano del 20%

TEORIA DEL CONSUMATORE: PREFERENZE, UTILITA’

 Definizione della curva di indifferenza: il luogo geometrico dei punti che mostra le combinazioni di
due beni che danno ad un consumatore la stessa utilità totale

 L’ipotesi di razionalità viene generalmente tradotta nelle assunzioni di completezza delle


preferenze e transitività delle preferenze

 Indicare quale delle seguenti affermazioni è corretta. Siano 𝑥 e 𝑦 due beni. L’utilità marginale del
bene 𝑥 rappresenta l’utilità derivante dal consumo dell’ultima dose del bene 𝑥

 Sommando tutte le utilità marginali per il consumo delle unità da 1 a 10 si ottiene l'utilità totale per
il consumo delle prime dieci unità

 Dati due beni 𝑥 e 𝑦, il SMS è decrescente al crescere di 𝑥 perché le preferenze sono convesse

 Le preferenze relative di due individui rispetto a due beni qualsiasi si possono capire
dall’inclinazione delle curve di indifferenza in ogni dato punto

 In seguito ad una trasformazione monotòna della funzione di utilità, il saggio marginale di


sostituzione non varia mentre le utilità marginali dei due beni sono soggette a variazioni
TEORIA DEL CONSUMATORE: SCELTA OTTIMA, FUNZIONI DI DOMANDA
INDIVIDUALI, DOMANDA AGGREGATA
 La curva di domanda di un bene
-il luogo geometrico dei punti in cui l’utilità del consumatore è massimizzata
- si sposta verso destra se aumenta il prezzo di un bene sostituto

 La curva di Engel rappresenta la quantità domandata di un bene al variare del reddito totale
disponibile, a parità di prezzi

 La curva reddito-domanda rappresenta le combinazioni ottime di due beni al variare del reddito del
consumatore

TEORIA DEL CONSUMATORE: ELASTICITA’, EFFETTO REDDITO ED EFFETTO


SOSTITUZIONE
 L’elasticità della domanda di un bene rispetto al prezzo si dice unitaria quando il prezzo e la
quantità domandata variano dello stesso ammontare. FALSO

 Beni di prima necessità tendono ad avere domanda inelastica, mentre i beni di lusso tendono ad
avere domanda elastica. VERO

 Più piatta la curva di domanda, più inelastica è la domanda. FALSO (quindi più la curva di domanda
è piatta più la domanda è elastica)

 Lungo una curva di domanda lineare l’elasticità è costante. FALSO

 L’elasticità della domanda di un bene 𝑥 rispetto al prezzo è tanto maggiore quanto


- maggiore è il numero di beni complementari al bene 𝑥 FALSO
- maggiore è la quota di reddito speso per il bene 𝑥 rispetto al reddito totale VERO
- maggiore è il numero di beni sostituti del bene 𝑥 VERO
- maggiore è il grado di convessità delle curve di indifferenza dei consumatori FALSO

 Rispetto all'elasticità della domanda da parte dei consumatori occasionali, l'elasticità della
domanda di sigarette da parte dei consumatori abituali è relativamente minore

 L’elasticità della domanda di fragole rispetto al prezzo è maggiore dell’elasticità della domanda di
frutta rispetto al prezzo. VERO (perché le fragole hanno meno beni sostitutivi a differenza della
frutta)

 Se la domanda di un bene è elastica, il ricavo totale aumenta al diminuire del prezzo. VERO

 L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è maggiore nel breve periodo che nel lungo periodo.
FALSO
 Considerando un consumatore che ha preferenze regolari relativamente al consumo dei beni 𝑥 e
𝑦, se il reddito aumenta e i prezzi dei due beni restano invariati, aumenta la quantità del bene 𝑥
acquistata dal consumatore. FALSO

 Ogni mese, la famiglia Rossi spende 27 euro in lamponi, qualsiasi sia il loro prezzo. Questo significa
che per la famiglia Rossi l’elasticità della domanda di lamponi al prezzo è unitaria

 Escludendo il caso dei beni di Giffen, quando la variazione percentuale del prezzo è più piccola
della variazione percentuale della quantità domandata, il ricavo totale aumenta ogni volta che il
prezzo diminuisce

 Nel caso di un bene inferiore è necessariamente vero che l’elasticità della domanda rispetto al
reddito è negativa

 Quale o quali delle seguenti affermazioni relative ai beni di Giffen sono vere?
- Per i beni di Giffen l’effetto reddito prevale sull’effetto sostituzione. VERO
- Un aumento del reddito provoca una riduzione della quantità domandata di un bene di Giffen.
VERO
- Un aumento del prezzo di un bene di Giffen provoca un aumento della quantità domandata.
VERO
- Se aumenta il prezzo di un bene di Giffen, l’effetto sostituzione provoca un aumento della
quantità domandata. FALSO
- I beni inferiori sono anche beni di Giffen. FALSO

 Un consumatore consuma solo il bene𝑥 e il bene 𝑦. Quando il prezzo del bene 𝑥 aumenta senza
che sia cambiato il prezzo del bene 𝑦 né il reddito del consumatore, egli compra meno sia del bene
𝑥 che del bene 𝑦. Da questa informazione possiamo concludere con certezza che il bene 𝑦 è un
bene normale

APPLICAZIONI DELLA TEORIA DEL CONSUMATORE: OFFERTA DI LAVORO


 Se aumenta il salario reale
-il costo opportunità del tempo libero diminuisce
-l’effetto di reddito e l’effetto di sostituzione vanno nella stessa direzione NO
-l’effetto di sostituzione prevale sempre sull’effetto di reddito
-l’effetto di reddito prevale sempre sull’effetto di sostituzione

TEORIA DELL’IMPRESA: PRODUZIONE E COSTI

I rendimenti di scala indicano la relazione esistente tra la variazione proporzionale degli input di
produzione e la variazione dell’output. I rendimenti di scala possono essere crescenti, decrescenti o
costanti a seconda che la variazione dell’output sia rispettivamente più che proporzionale, meno che
proporzionale o esattamente proporzionale alla variazione degli input.
La produttività marginale di un fattore produttivo indica la quantità prodotta in seguito all’utilizzo di
un’unità supplementare del fattore produttivo considerato (quanto varia la produzione rispetto ad una
variazione unitaria del fattore produttivo). Può essere crescente, decrescente o costante.

 La seguente funzione di produzione 𝑄(𝐿,𝐾)=𝐾+2𝐿 presenta rendimenti di scala costanti

 Nel caso di tecnologia caratterizzata da rendimenti di scala crescenti:


-al raddoppiare degli input il prodotto più che raddoppia
-il costo medio decresce all’aumentare dell’output

 Se il costo marginale è minore del costo medio totale il costo medio totale è decrescente

 Se nel lungo periodo la curva di costo medio totale è crescente i rendimenti di scala sono
decrescenti

 Si consideri la funzione di produzione 𝑄(𝐿,𝐾)=7∙𝐿,∙𝐾, dove 𝑄 sono le unità di output prodotto,


mentre 𝐿 e 𝐾 sono rispettivamente le unità di fattore lavoro e capitale impiegate nel processo
produttivo. Questa funzione di produzione presenta rendimenti di scala crescenti, rendimenti
marginali crescenti per 𝐿 e rendimenti marginali costanti per 𝐾

 La funzione di costo totale di lungo periodo 𝐶𝑇(𝑞)=3𝑞,+100𝑞 è caratterizzata da diseconomie di


scala (raddoppiando la quantità prodotta, il costo più che raddoppia)

TEORIA DELL’IMPRESA: LA CONCORRENZA PERFETTA


 Quale delle seguenti caratteristiche è necessaria per definire un mercato in concorrenza perfetta?
-Le imprese sono tutte price-taker
-Il numero di imprese presenti nel mercato tende all’infinito
- Non esistono barriere all’entrata

(NON NECESSARIA Le imprese presentano tutte la medesima curva di costo totale)

 In concorrenza perfetta, la curva di offerta dell’impresa coincide con un tratto della curva di costo
marginale

 Se un’impresa in concorrenza perfetta sta producendo un livello di produzione per cui il ricavo
marginale è superiore al costo marginale, l’impresa potrebbe aumentare i profitti se aumentasse la
produzione

 Se il costo medio totale è inferiore al costo marginale in corrispondenza del livello di output che
massimizza il profitto, un’impresa in concorrenza perfetta
-sta realizzando profitti positivi
-il costo medio non è minimo
-continuerà la produzione
 Se il ricavo medio è uguale al ricavo marginale, l’impresa è in concorrenza perfetta
 Possiamo affermare con certezza che nel breve periodo un’impresa in concorrenza perfetta
produce un output diverso da zero se nel punto di massimo profitto
-il costo marginale è superiore al costo medio variabile
-il costo marginale è superiore al costo medio totale

LE FORZE DI MERCATO DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA: EQUILIBRIO ED


EFFICIENZA DEI MERCATI

 La curva di offerta di un bene prodotto in concorrenza perfetta si sposta verso destra. Quale
potrebbe essere la causa dello spostamento? Nuove imprese sono entrate nel mercato

 In un mercato, che era in equilibrio, si stabilisce un nuovo equilibrio in cui la quantità scambiata
aumenta e il prezzo di equilibrio diminuisce. Quale delle seguenti variazioni può aver causato il
cambiamento? Diminuzione dei costi di produzione

 Nel mercato delle agende elettroniche, dopo alcuni mutamenti della domanda e dell’offerta, la
quantità di equilibrio è diminuita, mentre il prezzo di equilibrio è rimasto invariato. Che cosa è
successo? La domanda e l’offerta sono diminuite nella stessa misura.

 Il surplus del consumatore è la differenza fra quanto sarebbe disposto a pagare e quanto paga

 Il surplus totale di mercato è la differenza tra il valore per il consumatore e il costo per il
produttore

STATO E MERCATO
 L’onere dell’imposizione fiscale è maggiormente a carico dei produttori se la curva di domanda è
più elastica della curva di offerta

 Se il Governo impone un prezzo minimo al di sotto del prezzo di equilibrio del mercato  non si
introducono distorsioni del mercato poiché il prezzo di equilibrio è superiore al prezzo minimo

 I consumatori non si opporranno all’imposizione di un’imposta sul bene che consumano se l’offerta
è perfettamente anelastica

 I beni pubblici sono non escludibili e non rivali nel consumo

 strade senza pedaggio poco frequentate, conoscenza di base, illuminazione stradale, difesa
nazionale, spettacolo pirotecnico in piazza, conoscenza di base  beni pubblici

 Dite se le seguenti affermazioni sono vere o false.


-La curva di domanda aggregata di un bene pubblico si ottiene sommando orizzontalmente, per
ogni livello di prezzo, le curve di domanda individuali. FALSO
-Ex-ante, per i privati non esiste incentivo alla produzione di beni pubblici. VERO
-Solo allo Stato compete la produzione di beni pubblici. FALSO
-Una strada pubblica facilmente congestionabile è un bene pubblico. FALSO

 Free riding significa godere del vantaggio di un bene senza pagarne il prezzo

 Secondo il teorema di Coase, se le parti in causa possono negoziare senza costi l’allocazione delle
risorse, il mercato riesce a risolvere il problema delle esternalità e a raggiungere un risultato
efficiente

 Dite se le seguenti affermazioni sono vere o false.


-In assenza di esternalità, costi sociali e costi privati coincidono. VERO
-L’imposizione di un’imposta pigouviana fa aumentare i costi esterni imposti a terzi. FALSO
-Le esternalità sono generate dalla mancata chiara definizione dei diritti di proprietà. VERO
-La presenza di costi di transazione rende difficoltosa, sebbene non sempre impossibile,
l’internalizzazione delle esternalità attraverso l’attribuzione dei diritti di proprietà. VERO

 La franchigia assicurativa, cioè l’esclusione dal risarcimento dei danni inferiori ad un certo
ammontare, è una clausola che le compagnie di assicurazione possono utilizzare come parziale
rimedio a l’azzardo morale

ECONOMIA E ISTITUZIONI – COME SI COSTRUISCE UN’ECONOMIA DI MERCATO

 Il fattore produttivo comprende le forme di lavoro subordinato ed autonomo, esclusi i mezzi di


produzione

 Per unità economica si intende un insieme di soggetti che esercita il diritto di proprietà sui fattori
produttivi, oppure che utilizza tali fattori allo scopo di ottenere un prodotto

 Il settore industria produce beni di trasformazione che possono essere consumati sia come beni di
consumo finale, che come beni intermedi e come beni di investimento in altri processi produttivi

 In base all’identità fondamentale di contabilità nazionale il PIL, inteso come offerta aggregata, deve
essere uguale alla domanda aggregata

 Volendo confrontare la produzione aggregata di due paesi diversi, è più appropriato ricorrere al PIL
pro capite anziché al PIL totale.

 Il PIL reale pro capite NON è una misura ideale del tenore di vita di un paese

 Per misurare la crescita di un sistema economico nel tempo NON è appropriato ricorrere al tasso di
crescita del PIL nominale.

 Il PIL è la somma del valore aggiunto delle unità produttive dell’economia


 Per quanto concerne il calcolo del PIL è indifferente il metodo di calcolo utilizzato in quanto i tre
metodi producono risultati identici

 Il Reddito Nazionale Lordo si ottiene sommando i redditi netti dall’estero al Prodotto Interno Lordo

 Il deflatore del PIL è il rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale

 Il PIL nominale e il PIL reale nell’anno base sono uguali

 L’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura del livello dei prezzi e non è una misura perfetta
del costo della vita. Inoltre il IPC e il deflatore del PIL possono essere discrepanti

Il tasso di interesse reale è dato dalla differenza tra il tasso di interesse nominale e il tasso di inflazione.

MACROECONOMIA

 Dite se le seguenti affermazioni sono vere o false.


-Il tasso di crescita medio di lungo periodo del PIL è un indicatore del ciclo economico. FALSO
-Le fluttuazioni del tasso di crescita possono essere sia di breve sia di medio periodo. VERO
-Il ciclo economico raggiunge il suo minimo quando il tasso di crescita è negativo. FALSO
-I cicli economici sono correlati a livello internazionale attraverso il commercio estero. VERO

 Il tasso di inflazione può essere definito come il tasso di variazione annuale dell’IPC

 La forza lavoro
-è un sottoinsieme della popolazione attiva
-corrisponde al concetto teorico di offerta di lavoro
-rappresenta il denominatore nel tasso di disoccupazione

 Dite se le seguenti affermazioni sono vere o false.


-La dinamica della forza lavoro è determinata principalmente da variabili economiche, ma giocano
un ruolo anche altre variabili socio-culturali e demografiche. VERO
-Il tasso di disoccupazione è il rapporto tra forza lavoro e disoccupati. FALSO
-La legge di Okun indica una relazione negativa fra occupazione e PIL. FALSO
-La disoccupazione è una variabile anticiclica. VERO

 L’offerta di lavoro da parte delle famiglie corrisponde all’aggregato della forza lavoro