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CENNI SULLE RELIGIONI ORIENTALI

Prime civiltà indiane, inizio attorno al 2500 a.C (età del bronzo, contemporanea
all’ascesa della dinastia Shang in CIna) con le civiltà attorno alla valle dell’Indo.

Attorno al 4000 a.C nella valle del tigri e dell’Eufrate erano già presenti e sviluppate
grandi città come Sumer, Ur, Akkad

Attorno al 3500 a.C. nascono l’arte della scrittura, del calcolo matematico,
dell’osservazione astronomica e il sistema tributario.
Il potere era accentrato nelle mani di un unico sovrano, che riuniva sotto si sé l’intera
società.

Miti dell’età del bronzo risentono di queste scoperte, ovvero di regole immateriali che
riescono a descrivere il creato pur. di fatto non avendo un corpo.
Le divinità antropomorfe vengono sostituite con potenze invisibili che rimangono
ancora alla base di filosofie orientali.
Ex. Tao, ordine cosmico di carattere impersonale, il Dharma indiano il concetto di
Maat dell’antico Egitto e i Me nella mitologia sumera riflettono questo concetto di
ciclicità cosmica, che rinvia a un ordine universale e impersonale, in cui le divinità
agiscono ma di cui non possiedono il controllo.
Gli dei in questi casi hanno un ruolo di amministratori, ognuno ha uno specifico
ambito di sicurezza e agiscono in rappresentanza delle forze naturali, e operano
nell’universo così come dentro di noi.

Società ieratiche
vita collettiva rende visibile i principi archetipici attraverso le arti, l’architettura e la
filosofia.
La società è essa stessa rappresentazione e traduzione simbolica delle leggi
cosmiche.
La dimensione misteriosa e poetica è fortemente presente all’interno della vita
quotidiana di tutti i cittadini, l’esistente è espressione di una stessa dimensione
insondabile.
La gerarchia sociale trova la sua legittimazione all’interno del sistema, il re è
principio ordinatore della città-stato.
La mitologia indirizza il singolo individuo nel corso della sua. vita.

In tutte le dottrine orientali la verità assoluta sfugge ad ogni definizione ed è


inconoscibile, l’unica cosa che può fare l’uomo è accettarlo.
I costrutti logici sono strumenti della mente umana utilizzabili per le questioni
materiali e sono funzionali a descrivere i fenomeni che ci circondano ma l’assoluto.
trascende ogni facoltà intellettiva.

In occidente trascendente si riferisce a qualcosa al di fuori dal mondo mentre in


oriente è inteso come qualcosa al di fuori del pensiero.
L’idea che ci facciamo di Dio non è che. un riflesso della nostra capacità di concepire
il divino e quindi inevitabilmente varierà da persona a persona.

TAT TVAM ASI (VIII secolo a.C. nel Chandogya Upanisad): “tu sei ciò”, ossia tu sei la
verità ultima che desideri conoscere, ma il tu che devi conoscere non è quello che
credi di essere, il tu. che trascende ogni pensiero.

Nelle religioni del Medio Oriente (giudaismo, cristianesimo e Islamismo) Dio è


demiurgo e non coincide con il creato, quindi eguagliarsi al divino è considerato
empio (ex crocifissione di Gesù, la condanna a morte del mistico sufi al-Hallaj)

Nel giudaismo Dio ha stabilito un alleanza esclusiva con il popolo d’Israele, ovvero i
discendenti di madre ebrea che onorano nel corso della vita l’alleanza stretta con la
divinità.

Nel cristianesimo la relazione con il Creatore si stabilisce. tramite Gesù Cristo che è
vero Dio e vero uomo (stesso concetto del principio di identità immanente delle
filosofie orientali proiettato sul piano trascendente e quindi eccezione/miracolo
religioso).
Gesù congiunge il credente al Padre attraverso i sacramenti, ovvero il rapporto è
sempre mediato da un’istituzione sociale.

Nell’Islam l’uomo si rapporta con Dio attraverso la sua legge ovvero il Corano e il
suo profeta Maometto. Il fedele prega verso la Mecca non perché li vi riconosca la
presenza di Dio ma perché è lì che Maometto ricevette la legge.

Nelle religioni occidentali il culto è. vincolato alle istituzioni sociali (popolo eletto, la
chiesa o la legge coranica).

Le religioni dei celti e dei germani erano incentrate sull’idea del bosco sacro, ovvero
la natura che è dentro e fuori di noi.
La mitologia non era un resoconto di avvenimenti pseudo-storici ma rivelazione
poetica dell’eterno mistero che dimora in noi.

“leggete un mito come se fosse il resoconto di un cronista, e non ne trarrete nulla;


leggetelo come fosse una poesia, ne sarete illuminati.

CULTURA VEDICA
Veda (radice sanscrita vid, sapere, conoscenza)
da vid/weyd derivano anche l’inglese “wit”, arguzia “wisdom”, saggezza, la
Con veda si intende qualsiasi conoscenza duratura, libro della conoscenza (quindi
tecnicamente qualsiasi testo che permette la crescita spirituale di un individuo è
vedico).
Nello specifico con Veda si intendono le quattro samhita (testi sacri) scritti in India da
Vyasadeva, un’incarnazione di Krishna circa 5000 anni fa (il veda dei suoni sacri, il
veda delle melodie, il veda dei riti, il veda degli incantesimi).
I quattro libri hanno dei corollari, chiamati Brahmana ( che trattano le tecniche dei
sacrifici ) e Aranyka (trattati della foresta)

UPANISAD o UPANISHAD
buddhi: ragion pura

parte conclusiva dei Veda

https://www.indiscreto.org/la-radice-delle-religioni-orientali/