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I PROCESSI TECNOLOGICI DI BASE

- ASPORTAZIONE DI TRUCIOLO -

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 1

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 2

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Le lavorazioni per asportazione di truciolo
OBIETTIVO
‒ asportare materiale per portare un pezzo grezzo ad avere la
geometria desiderata

• In generale sono le ultime lavorazioni che vengono eseguite sui


componenti meccanici.

• Se paragonate alla fonderia o alle lavorazioni per deformazione


plastica, le lavorazioni per asportazione di truciolo consentono di
ottenere
‒ strette tolleranze
‒ buona finitura superficiale

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 3

LAVORAZIONI PER ASPORTAZIONE DI TRUCIOLO

Lavorazioni alle macchine utensili

Tornitura
Fresatura
Foratura
Alesatura
Filettatura
Maschiatura
Rettificatura
Brocciatura

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 4

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Le lavorazioni per asportazione di truciolo
Tornitura Foratura Fresatura

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 5

Rugosità ottenibili con i vari tipi di lavorazione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 6

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Le lavorazioni per asportazione di truciolo
• Analizzeremo:
‒ Taglio “ortogonale”
— processo “semplice”

‒ Lavorazioni industriali
— cinematicamente più complesse:
o tornitura
o foratura
o fresatura
o ecc.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 7

I principali moti nelle operazioni di taglio


• Il principio generale su cui si fonda il funzionamento delle macchine
utensili è quello di generare sul pezzo in lavorazione superfici con
determinate caratteristiche geometriche, mediante opportuni
movimenti relativi tra utensile e pezzo.

• Durante la lavorazione,
l’utensile rimuove dal
pezzo uno strato di
materiale, il sovrametallo,
trasformandolo in truciolo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 8

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I principali moti nelle operazioni di taglio
• La macchina utensile deve consentire i seguenti moti:
‒ taglio
‒ avanzamento
‒ appostamento e registrazione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 9

Parametri di taglio
• La velocità di taglio vt , normalmente espressa in m/min, è pressoché
coincidente con la velocità relativa fra utensile e pezzo ed ha la
direzione del moto di taglio.

• In una operazione di tornitura cilindrica, detti:


‒ D [mm] il diametro del pezzo
da lavorare,
‒ n [giri/min] la sua velocità
di rotazione,
la velocità di taglio è data
dalla relazione:

𝜋⋅𝐷⋅𝑛
𝑣 = vt
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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 10

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Parametri di taglio
• La velocità di avanzamento va in m/min, è la velocità dell’utensile
nella direzione del moto di avanzamento.

• L’avanzamento a in mm/giro
oppure mm/corsa, misura lo
spostamento dell’utensile nella
direzione del moto di avanzamento
per ogni giro del pezzo o corsa di
p
lavoro completa del pezzo.

• La profondità di passata p in mm
rappresenta lo spessore del va
sovrametallo da asportare
misurata in direzione ortogonale
all’avanzamento.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 11

11

Parametri di taglio e sezione del truciolo


• La sezione del truciolo S in mm2, è l’area del truciolo indeformato da
asportare.

• È data da: 𝑆 =𝑝⋅𝑎

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 12

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Il taglio ortogonale
• Poco usato nella realtà produttiva industriale, lo studiamo perché:

‒ ci consente di capire il meccanismo elementare di formazione del


truciolo

‒ è semplice da descrivere dal punto di vista cinematico (moti) e


dinamico (forze)

‒ molte delle grandezze che si incontrano nel taglio ortogonale sono


presenti anche nelle lavorazioni industriali (tornitura, foratura,
ecc.)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 13

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Il taglio ortogonale
• Si ha il taglio ortogonale quando l’utensile asporta materiale come
riportato in figura:

Grandezze caratteristiche:

v = velocità di taglio
l = larghezza di taglio
s = spessore di taglio
(sp. del truciolo indeformato)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 14

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Il meccanismo di asportazione di truciolo

(a) Orthogonal cutting with a well-defined


shear plane, also known as the Merchant
model

(b) Orthogonal cutting without a well-defined


shear plane

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 15

15

Il meccanismo di asportazione di truciolo


• Con buona approssimazione si può ritenere che la zona dove il
materiale si deforma sia un piano, detto piano di scorrimento.
• Il sovrametallo fluisce sul piano in maniera discontinua, isolando degli
elementini di spessore d che costituiscono il truciolo.

Elementino

Piano di
scorrimento

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 16

16
Il meccanismo di asportazione di truciolo

Deformazione
primaria

Truciolo

Utensile

Pezzo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 17

17

Il meccanismo di asportazione di truciolo

Piano di
scorrimento

Piano di
scorrimento

Elementino Elementino

In alcuni casi gli elementini sono di


spessore infintesimo e il truciolo è
pressoché continuo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 18

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Il meccanismo di asportazione di truciolo
• Associati alla asportazione di truciolo
vi sono:

‒ Forze: l’utensile ed il pezzo si


scambiano le forze necessarie
per deformare il sovrametallo, per
separarlo dal pezzo e per
trasformarlo in truciolo

‒ Calore: la deformazione plastica


del sovrametallo e gli attriti
truciolo-utensile e pezzo-
utensile comportano la
generazione di una notevole
quantità di calore

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 19

19

Elementi dell’utensile
• L’utensile presenta:
‒ Petto: superficie su cui
fluisce il truciolo
‒ Dorso: superficie che si
affaccia sulla superficie Petto
Tagliente
lavorata del pezzo
‒ Tagliente: linea di
intersezione tra petto
e dorso
‒ Angolo petto o spoglia
superiore g Dorso

‒ Angolo fianco o spoglia


inferiore a

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 20

20
Angoli caratteristici da tornio
• Angoli della sezione normale:
‒ g angolo di spoglia superiore
‒ a angolo di spoglia inferiore
‒ a’ angolo di spoglia inferiore sec.
‒ b angolo di taglio

• Angoli del profilo:


‒ Y angolo tagliente principale
‒ Y ’ angolo tagliente secondario
‒ e angolo dei taglienti
‒ l angolo inclinazione tagliente princ.
• Angoli di registrazione:
‒ c angolo registrazione tagliente principale
‒ c’ angolo registrazione tagliente secondario

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 21

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Angoli caratteristici - effetti


a angolo di spoglia inferiore

Durante la lavorazione l’utensile


descrive un’elica di passo a e
diametro D
La traccia OL è inclinata di un
angolo j che riduce l’ampiezza
di a
a-j deve essere positivo per
evitare lo strisciamento del fianco
principale sulla superficie lavorata

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 22

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Angoli caratteristici - effetti
a angolo di spoglia inferiore

Se troppo elevato diminuisce la


sezione resistente
Angoli troppo bassi determinano
un più veloce raggiungimento
della usura limite VB
Dipende dal materiale da
lavorare (maggiore è la
pressione di taglio minore
deve essere a
Dipende dal materiale dell’
utensile (se poco tenace
minori valori di a)

2° < a < 15°

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 23

23

Angoli caratteristici - effetti


g angolo di spoglia superiore

Influisce sul meccanismo di formazione del truciolo

g maggiori determinano:
‒ minori deformazioni
‒ minori pressione di taglio
‒ minori forze
‒ minore potenza assorbita
‒ minore attrito di scorrimento
‒ minori temperature di esercizio
‒ minore resistenza dello
spigolo tagliente
‒ possibilità di aumentare i
parametri di taglio

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 24

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Angoli caratteristici - effetti
g angolo di spoglia superiore

Materiali in lavorazione poco tenaci consentono angoli g maggiori.


materiali dell’utensile poco tenaci richiedono elevate sezioni resistenti, quindi g
anche negativo

g negativi determinano:
‒ aumento delle forze, delle temperature e della potenza assorbita

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 25

25

Angoli caratteristici - effetti


g angolo di spoglia superiore

g negativi spostano verso l’interno la distanza del cratere di usura e


determinano un minore indebolimento dell’utensile : -15° < g < 30°

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 26

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Valori caratteristici dell’angolo g
Materiale dell'utensile
Materiale da lavorare Acciai Carburi Ceramici Diamanti Diamanti
sinterizzati sintetici naturali
Acciaio UNI-C20 TD 15°-25° 8°-18° -4°- -6° -- --
Acciaio UNI-C20 TD 12°-20° 8°-14° -4°- -6° -- --
Acciaio UNI-C20 TD 10°-16° 6°-10° -4°- -6° -- --
Acciai debolmente legati 9°-16° 6°-12° -4°- -6° -- --
Acciaio al manganese (12% Mn) -2°- +3° -6°- +3° -4°- -6° -- --
Acciai inox (ferritici e martensitici) 12°-18° 6°-12° -4°- -6° -- --
Acciai inox (austenitici) 8°-25° 4°-20° -4°- -6° -- --
Ghise grigie (UNI-G10/G20) 8°-15° 4°-10° -4°- -6° -- --
Ghise grigie (UNI-G25/G35) 3°-10° 0°-8° -4°- -6° -- --
Ghisa malleabile a truciolo corto 6°-10° 4°-8° -4°- -6° -- --
Ghisa malleabile a truciolo lungo 6°-12° 4°-8° -4°- -6° -- --
Ghisa sferoidale 6°-12° 4°-8° -4°- -6° -- --
Alluminio e leghe allo stato ricotto 15°-35° 10°-25° -4°- -6° -4°- -6° 0°-3°
Leghe fuse di alluminio 8°-20° 4°-12° -4°- -6° -4°- -6° 0°-3°
Rame 20°-30° 15°-20° -4°- -6° -4°- -6° -10°-0°
Bronzo fuso 0°-8° 0°-5° -4°- -6° -4°- -6° -10°-0°
Bronzo di alluminio 10°-15° 4°-10° -4°- -6° -4°- -6° -10°-0°
Ottone 8°-16° 4°-12° -4°- -6° -4°- -6° -10°-0°
Materie plastiche 8°-18° 15°-26° -4°- -6° -4°- -6° -10°-0°

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 27

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Angoli caratteristici - effetti


y angolo del tagliente principale, y ’ angolo del tagliente
secondario

y influenza le componenti della forza


di taglio
y e y‘ determinano l’angolo e dei
taglienti influenzando la robustezza
della punta
y elevati consentono maggiori
durate del tagliente, ma determinano
un aumento della forza principale
e della forza di repulsione
y = 0 o < 0 con pezzi poco rigidi o
per realizzazione di spallamenti
y > 0 in condizioni di lavoro normali

y’ deve avere valori elevati: l’angolo di


registrazione del tagliente secondario
c’ influenza la rugosità superficiale

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 28

28
Angoli caratteristici - effetti
c angolo di registrazione del tagliente principale
c’ angolo di registrazione del tagliente secondario

Insieme all’avanzamento e al raggio di punta dell’utensile determinano la


rugosità teorica della superficie lavorata

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 29

29

Angoli caratteristici - effetti


l angolo di inclinazione del
tagliente principale

Angoli negativi consentono di ottenere


utensili più robusti e di passare da
sollecitazioni di taglio a sollecitazioni di
compressione
In questo caso agiscono forze più elevate
(problema delle vibrazioni)

l l’angolo di inclinazione del tagliente


principale e l’angolo y del tagliente principale
agiscono sul meccanismo di formazione del truciolo

l positivi consentono migliore allontanamento


del truciolo dalla superficie lavorata

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 30

30
Angoli caratteristici - effetti
Influenza di l e y sull’allontanamento
del truciolo dalla superficie lavorata

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 31

31

Tagliente di riporto (built up edge)


• Si sviluppa:
‒ in corrispondenza delle zone di ristagno
‒ in presenza di tendenza all’incrudimento
marcato del materiale lavorato
‒ velocità di taglio basse o medie
• Si può formare sia in caso di truciolo
continuo sia discontinuo

• Le particelle che danno origine alla sua frammentazione


sono composte da materiale fortemente incrudito e quindi duro.
Queste particelle, quando rimangono nel truciolo, possono usurare il
petto dell’utensile, quando incorporate sulla superficie lavorata,
possono danneggiare gli utensili usati nelle lavorazioni successive.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 32

32
Tagliente di riporto

Filmato: 09a – Riporto 1

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 33

33

Tagliente di riporto

Filmato: 09b – Riporto 2

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 34

34
Tipologie di truciolo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 35

35

Forma del truciolo

a) continuous chip with narrow,


straight primary shear zone
b) secondary shear zone at the
tool-chip interface
c) continuous chip with built-up
edge
d) segmented or
nonhomogeneous chip
e) discontinuous chip

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 36

36
Morfologia del truciolo
• Truciolo continuo (o fluente):

‒ materiali duttili (in opportune condizioni


di taglio)
‒ elevate velocità di taglio e/o angolo di
spoglia frontale g elevato

• Caratteristiche della lavorazione:


‒ buona finitura
‒ problemi di sicurezza e di allontanamento
dalla zona di taglio

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 37

37

Morfologia del truciolo


• Truciolo ondulato:

‒ è comunque un truciolo di tipo continuo


‒ la superficie libera del truciolo è ondulata
a causa di uno stato di deformazione
plastica variabile nel tempo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 38

38
Morfologia del truciolo
• Truciolo segmentato:

‒ materiali a bassa conducibilità


termica
‒ tensione di scorrimento plastico
che diminuisce rapidamente
all’aumentare della temperatura
(ad es.: titanio e sue leghe)
‒ velocità di taglio molto alte

• È dovuto alla presenza di zone in


cui la deformazione per scorrimento
plastico tende a concentrarsi

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 39

39

Morfologia del truciolo


• Truciolo discontinuo:

‒ materiali fragili (es.: ghisa)


‒ materiali con inclusioni dure e impurezze
‒ velocità di taglio molto alte
‒ elevate profondità di passata e bassi
‒ valori dell’angolo di spoglia frontale g

• È costituito da frammenti completamente


distaccati fra loro

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 40

40
Rompitruciolo
• Il rompitruciolo è un piccolo gradino sulla faccia dell’utensile o
dell’inserto oppure una piastrina fissata meccanicamente sulla
placchetta.

• Ha lo scopo di evitare la formazione di truciolo continuo dannoso per:


‒ superficie lavorata e tagliente dell’utensile,
‒ organi mobili della macchina,
‒ evacuazione del truciolo dalla macchina,
‒ l’operatore.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 41

41

Rompitruciolo
• Rompitruciolo con piastrina riportata (a)

• Inserto con scanalatura rompitruciolo (b)

• Aspetto di alcuni inserti


quadrangolari con petto
variamente sagomato per
favorire la frammentazione
del truciolo (c)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 42

42
Rompitruciolo
• Le dimensioni fondamentali di un rompitruciolo sono:
‒ la larghezza l
‒ la profondità h
‒ l’angolo d di inclinazione della spalla

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 43

43

Le forze agenti nel sistema utensile - truciolo - pezzo


• Lo studio delle forze è utile per:
• il dimensionamento dei motori
elettrici e delle trasmissioni e la progettazione della struttura della
macchina utensile
• il proporzionamento degli utensili

R: forza risultante utensile-truciolo


N: forza normale
F: forza tangenziale
b: angolo di attrito
m: coefficiente di attrito

𝐹 =𝑁⋅𝜇
𝜇 = tan( 𝛽)
R’: forza risultante pezzo-truciolo
𝐹 = 𝑅 ⋅ cos( 𝛽 − 𝛾) Ft: forza di taglio
Fn: forza normale (o di repulsione)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 44

44
Lavoro assorbito nel taglio
• Con buona approssimazione e in ordinarie condizioni di taglio, la potenza
assorbita nel taglio Pt si può ritenere composta dai termini:
Ps: potenza assorbita nella zona di deformazione primaria; va, in gran parte,
ad aumentare la temperatura del truciolo
Pf: potenza assorbita nella zona di deformazione secondaria (truciolo-petto
dell’utensile); va, in parte, ad aumentare la T del truciolo e in parte la T
del petto dell’utensile (che cresce con vt)

• Potenza assorbita nel taglio (energia consumata nell’unità di tempo)

𝑃 =𝐹 𝑣

• Vedremo più avanti come calcolare Ft

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 45

45

Effetti termici nel taglio


• In normali condizioni di taglio, il calore prodotto è evacuato per i 4/5
tramite il truciolo
• Il calore prodotto deve essere allontanato per evitare dilatazioni
termiche negli elementi strutturali della macchina e un troppo rapido
degrado dell’utensile

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 46

46
Usura utensile
• Durante la lavorazione l’utensile subisce una usura

Tagliente
nuovo

Zona
usurata

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 47

47

Usura utensile
• Le principali forme di usura sono:

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 48

48
Usura utensile
• Usura: perdita o asportazione progressiva di materiale sulla
superficie di un corpo

• Le cause dell’usura sono di ordine:


‒ meccanico: principalmente legate all’abrasione dovuta allo
scorrimento del truciolo sull’utensile;
‒ termico: durante la lavorazione la temperatura si innalza
notevolmente;
‒ chimico: con l’aumento di temperatura possono innescarsi
meccanismi di ossidazione o diffusione allo stato solido che
infragiliscono l’utensile.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 49

49

Meccanismi di usura
• Abrasione:
‒ prodotta dallo scorrimento di particelle di elevata durezza su una
superficie più tenera; la resistenza a questo tipo di usura dei
materiali è proporzionale alla durezza
• Diffusione:
‒ prodotta dalla migrazione di atomi attraverso l’interfaccia
utensile-truciolo per mutua solubilità fra alcuni componenti dei
materiali
• Adesione:
‒ originata dalle elevate pressioni di contatto fra truciolo e utensile
che provocano vere e proprie saldature fra le superfici a contatto
(es.: tagliente di riporto)
• Ossidazione:
‒ ossigeno atmosferico forma ossidi facilmente asportabili

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 50

50
Meccanismi di usura
• Scheggiatura:
‒ asportazione di particelle metalliche in prossimità del tagliente per
effetto di urti o pressioni eccessive
• Deformazione plastica:
‒ si manifesta quando la temperatura della zona di taglio raggiunge
valori tali da causare una riduzione della tensione di scorrimento
plastico del materiale dell’utensile ed una deformazione dello
stesso
• Fatica:
‒ dovuta a cicli meccanici e termici

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 51

51

Usura utensile
• Tra tutte le principali forme di usura, quella che si riflette
maggiormente sulla qualità di lavorazione è l’usura sul fianco:

‒ influenza la precisione
dimensionale e la finitura
superficiale

‒ si misura con le grandezze


VBmedio e VBmax

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 52

52
Usura utensile
• Sul petto dell’utensile si forma il cratere di usura che:

‒ determina l’indebolimento
dell’utensile stesso

‒ si misura tramite KT
(profondità del cratere)
e KM (punto medio del
cratere misurato dallo
spigolo del tagliente
originale.)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 53

53

Evoluzione dell’usura utensile


• La rapidità con cui avviene l’usura dipende da molti fattori:
‒ Caratteristiche dell’utensile
‒ Temperatura nella zona di lavorazione (velocità di taglio)
‒ Parametri di taglio
‒ Refrigerazione della zona di lavorazione
‒ Presenza di cicli termici
‒ Lubrificazione nella zona di lavorazione
‒ Affinità chimica tra utensile e materiale in lavorazione
‒ ecc.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 54

54
L’usura cresce con il tempo di contatto …

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 55

55

Durata di un utensile
• Si fissa un criterio di fine vita utile in termini di usura (VB = 0.3 mm,
KT/KM = 0.1) e si determina l’istante in cui effettuare la sostituzione
dell’utensile

VB limite

Durata T

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 56

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Influenza della velocità di taglio
• Influenza della velocità di taglio sull’usura utensile VB e sulla vita utile
dell’utensile.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 57

57

Legge di durata utensile: TAYLOR


• E’ possibile esprimere la durata dell’utensile mediante la seguente
relazione di Taylor :

𝑣 𝑇 =𝐶

‒ vt è la velocità di taglio
‒ T è la durata dell’utensile
‒ n è un esponente che dipende dai materiale dell’utensile e del
pezzo
‒ C è una costante che dipende dalle condizioni di taglio

• Ogni combinazione di materiale del pezzo e dell’utensile e ogni


condizione di lavorazione ha i propri valori di n e C

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 58

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Curve di durata utensile

Andamento della durata utensile


in funzione della velocità di taglio
per diversi materiali utensile

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 59

59

Parametri di taglio e durata dell’utensile


• Fissati i parametri che sono presi come indice di usura dell’utensile
(VB e KT), diviene importante definire la legge con cui questa
progredisce nel tempo fino a giungere alla condizione di uscita di
servizio dell’utensile
• I parametri da cui dipende l’evoluzione dell’usura, possono essere così
riassunti:
‒ Velocità di taglio
‒ Avanzamento
‒ Profondità di passata
‒ Uso del fluido da taglio
‒ Caratteristiche del materiale del pezzo e dell’utensile
‒ Geometria (angoli) dell’utensile

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 60

60
Legge di Taylor e Kronenberg

𝐶
𝑣 = → log 𝑣 = −𝑛 ⋅ log 𝑇 + log 𝐶
𝑇

𝐶
𝑣 = Taylor
𝑇
𝑎 ⋅𝑝 ⋅
60

𝐶∗ ⋅ 𝐺 5
𝑣𝑡 = 𝐹𝐶 ⋅ Kronenberg
𝑇
𝑆 ⋅
60
Nella legge di Kronenberg C60* si riferisce a una
lavorazione a secco e con angolo c pari a 45°
𝐺 = 𝑝/𝑎𝑆 = 𝑝 ⋅ 𝑎 Per condizioni diverse occorre imporre il corretto
valore di FC

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 61

61

Costanti nelle formule

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 62

62
Costanti nelle formule

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 63

63

Ottimizzazione delle condizioni di taglio


• La scelta dei parametri di taglio (velocità, avanzamento, profondità di
passata) influenza diverse grandezze:

‒ I tempi macchina (tempo di contatto pezzo-utensile)


‒ I tempi di lavorazione (comprensivo dei tempi passivi per montare
il pezzo in macchina, sostituire l’utensile, …)
‒ La durata dell’utensile (legge di Taylor o Kronenberg)
‒ Il costo di lavorazione
‒ Il grado di finitura della superficie lavorata
‒ Il livello degli errori dimensionali e di forma sul pezzo prodotto
‒ Le forze e potenze richieste dalla lavorazione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 64

64
Funzione obiettivo
massima produttività = minimo tempo produzione
𝑡 =𝑡 +𝑡+𝑧⋅𝑡
dove:
𝑡 = 𝑉/𝑍
𝑧 = 𝑡/𝑇
per cui:
𝑉 𝑉
𝑡 =𝑡 + + 𝑡
𝑍 𝑍⋅𝑇 tp

tcuV/(ZT) V/Z
• t0 = tempo passivo (setup macchina)
• t = tempo totale di taglio
t0
• z = numero taglienti
• tcu = tempo sostituzione utensile
• T = durata dell’utensile
Topt
• V = volume da asportare
• Z = volume asportato nell’unità Durata dell’utensile T
di tempo = 𝑆 ⋅ 𝑣 = 𝑎 ⋅ 𝑝 ⋅ 𝑣

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 65

65

Funzione obiettivo
massima produttività = minimo tempo produzione
𝑉 𝑉
𝑡 =𝑡 + + 𝑡
𝑍 𝑍⋅𝑇

𝑉 𝑉
𝑡 =𝑡 + + ⋅𝑡 dove: 𝑣 = 𝐶60 𝑇
𝑝⋅𝑎⋅𝑣 𝑝⋅𝑎⋅𝑣 ⋅𝑇

𝑉⋅𝑇 𝑉⋅𝑇
𝑡 =𝑡 + + ⋅𝑡
𝑝 ⋅ 𝑎 ⋅ 𝐶60 𝑝 ⋅ 𝑎 ⋅ 𝐶60

𝜕𝑡
𝜕𝑇 = 0

𝑟⋅𝑇 + 𝑟−1 ⋅𝑇 ⋅𝑡 =0

(1 − 𝑟) 1
→𝑇= ⋅𝑡 →𝑇=𝑡 ⋅ −1
𝑟 𝑟

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 66

66
Funzione obiettivo:
massima economicità = minimo dei costi di produzione
𝐶 𝐶
𝐶 = 𝐶 ⋅ 𝑡 +𝑡 +𝑧⋅𝐶 dove: 𝐶 =𝑡 ⋅𝐶 + +
𝑁𝑐 𝑁𝑡

𝐶 𝐶
𝐶 +
𝐶 =𝑡 +𝑡+𝑧⋅ 𝑡 + 𝑁𝑐 𝑁𝑡
𝐶

𝐶
𝐶 =𝑡 +𝑡+𝑧⋅𝑡
• t0 = tempo passivo (setup
macchina)
Stessa espressione di prima con tf
• t = tempo totale di taglio
al posto di tcu • z = numero taglienti
• tcu = tempo sostituzione utensile
𝐶 • C0 = costo operatore al minuto
𝜕 𝐶 1
• T = durata dell’utensile
𝜕𝑇 = 0 →𝑇=𝑡 ⋅
𝑟
−1
• Nc = n. cambi inserto (3000)
• Nt = n. taglienti inserto
• tf = tempo cambio utensile fittizio

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 67

67

Riepilogando …
1 𝐶
𝑇 =𝑡 −1 ; 𝑣 =
𝑟 𝑇
Topt (tempo) < Topt (costo)

𝐶 1 𝐶 vt opt (tempo) > vt opt (costo)


𝑇 = 𝑡 + ⋅ −1 ; 𝑣 =
𝐶 𝑟 𝑇

Cp, tp tp
Cp

tp min
Cp min

Area di interesse

vt opt (costo) vt opt (tempo) vt

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 68

68
Funzione obiettivo: massimo tasso di profitto
𝑅−𝐶
𝑃 =
𝑡
Cp

• R : ricavi
• Cp: costo di produzione X
• tp : tempo di produzione
Cp min X

Cp;tp
Cp tp min tp
tp
vt tp Cp
X
vt1 tp1 Cp1
X
vt2 tp2 Cp2
vt3 tp3 Cp3
… … …
vt

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 69

69

Funzione obiettivo: massimo tasso di profitto


Ipotizzando ricavi costanti …
Cp
vt tp Cp R-Cp Pr=(R-Cp)/ tp
R vt1 tp1 Cp1 R-Cp1 Pr1
vt2 tp2 Cp2 R-Cp2 Pr2
X
vt3 tp3 Cp3 R-Cp3 Pr3
Cp min X … … … … …

R - Cp

tp min tp

vt tp Cp R-Cp
R - Cp
vt1 tp1 Cp1 R-Cp1
vt2 tp2 Cp2 R-Cp2
vt3 tp3 Cp3 R-Cp3 a
… … … … tp
tp

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 70

70
Funzione obiettivo: max tasso di profitto

R - Cp
Cp min
vt tp Cp R-Cp Pr=(R-Cp)/ tp
vt1 tp1 Cp1 R-Cp1 Pr1
vt2 tp2 Cp2 R-Cp2 Pr2
vt3 tp3 Cp3 R-Cp3 Pr3
tp min … … … … …
vtn tpn Cpn R-Cpn Prn=PrMAX
amax … … … … …

tp

La condizione di taglio che massimizza Pr è intermedia


rispetto alle condizioni di taglio che minimizzano Cp e tp.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 71

71

R=2

Per bassi ricavi (R ) la velocità di taglio vt che massimizza Pr


tende a vtCmin
Per ricavi elevati (R) la velocità di taglio vt che massimizza Pr
tende a vtPMax

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 72

72
Ottimizzazione in funzione dell’avanzamento
• E’ possibile ottimizzare, con un procedimento del tutto analogo, il
costo in funzione dell’avanzamento a.
Quello che si ottiene è riportato in figura.
Di fatto non esiste un minimo dei minimi.

• Il costo cala man mano


l’avanzamento aumenta,
cosa che però è limitata
dalle caratteristiche del
pezzo finito, dalla potenza
della macchina, …

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 73

73

Considerazioni finali
• Questo approccio è basato sul fatto che l’utensile si comporti sempre
nello stesso modo (approccio deterministico)

• Nella realtà industriale i parametri di taglio sono quindi scelti nel


seguente modo:
‒ Profondità di passata:
— Fissata generalmente dal valore di sovrametallo lasciato sul
pezzo grezzo; questo deve essere diviso tra sgrossatura e
finitura
‒ Avanzamento:
— Deve essere il più grande possibile compatibilmente con le
limitazioni di rugosità, forza, potenza, …
‒ Velocità di taglio:
— Tale parametro deve essere scelto, fissati a e p, in base ai criteri
di massima produttività o minimo costo visti

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 74

74
Ottimizzazione in condizioni stocastiche
• Nella realtà gli utensili hanno durate differenti da quella prevista
con il metodo deterministico

• Questo fatto è causato da:


‒ non omogeneità, difetti o differenze di composizione del materiale
da lavorare
‒ non omogeneità, difetti o differenze di composizione del materiale
dell’utensile

• Durate inferiori rispetto a quella attesa causano sempre forti penalità


di costo e di tempo da tenere in considerazione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 75

75

Approccio stocastico
• E’ necessario affrontare il problema dell’ottimizzazione del taglio
considerando la natura stocastica della durata utensile, per tenere
sotto controllo l’eventualità di cedimenti prematuri

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 76

76
Approccio stocastico
• Il risultato è un insieme di dati che devono essere trattati tramite
strumenti statistici dando origine ad una distribuzione di frequenza
caratterizzata da una certa media e deviazione standard

0.14
0.12
0.1
0.08
Si rappresenta la frequenza
Frequanza

relativa f di ogni durata h


0.06
dell’utensile interpolando per
0.04 valori continui della vita utensile
0.02
0
0 5 10 15 20 25 30
Durata (h)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 77

77

Cenni di statistica – Legge normale


• Densità di probabilità f(h) e frequenza cumulata F(h) sono date dalle
seguenti espressioni:
1 ℎ−ℎ
𝑓(ℎ) = ⋅ exp −
𝜎 ⋅ 2𝜋 2𝜎

𝐹(ℎ) = 𝑓(ℎ) ⋅ 𝑑ℎ

• valore medio di durata, valutato su una popolazione di N individui


∑ ℎ
ℎ =
𝑁

• varianza, indice della dispersione della popolazione attorno al valor


medio
∑ ℎ −ℎ
𝜎 =
𝑁−1

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 78

78
Cenni di statistica – Legge normale
Variabile standardizzata z
• Le equazioni precedenti possono essere espresse in funzione della
varabile standardizzata z
ℎ−ℎ
𝑧=
𝜎

• così facendo le espressioni di f(h) e F(h) si semplificano e diventano:

1 𝑧
𝑓(𝑧) = ⋅ exp −
2𝜋 2

1 𝑧
𝐹(𝑧) = ⋅ exp − ⋅ 𝑑𝑧
2𝜋 2

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 79

79

Cenni di statistica – Legge normale


• Variabile standardizzata z

— NB: valida sia per legge normale sia log-normale

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 80

80
Cenni di statistica – Legge normale
• Variabile standardizzata z

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 81

81

Affidabilità dell’utensile
• Obiettivo: nota la legge che meglio descrive il fenomeno della durata
utensile, si vuole conoscere che probabilità che ha un utensile di
raggiungere una certa durata ha detta durata attesa

• Ipotizziamo che la durata utensile


di un certo set di utensili segua
una distribuzione normale.

• La probabilità R(a) che un utensile


raggiunga la durata attesa è definita
affidabilità ed è data
dalla seguente espressione:

𝑅(𝛼) = 1 − 𝐹(𝛼)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 82

82
Durata produttiva di un utensile
• Non tutti gli utensili durano ha: qualcuno dura di più (ma a ha lo
sostituiamo ugualmente), qualcuno di meno
• La durata produttiva (hp) di un utensile risulta quindi definita come:

ℎ = ℎ ⋅ 𝑅(𝛼) + ℎ ⋅ (1 − 𝑅(𝛼))
• dove
‒ primo termine: tempo produttivo degli utensili che raggiungono la
durata attesa (ha) ovvero la durata programmata e caratterizzata
da una probabilità pari a R(a);
‒ secondo termine: tempo produttivo degli utensili che cedono
prematuramente e presentano una durata media hR con
probabilità pari a (1-R(a)).

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 83

83

Numero atteso pezzi


• Definito il tempo t necessario alla realizzazione di un pezzo, il numero
atteso di pezzi E(N) lavorati con un tagliente è dato da:

ℎ ℎ ℎ
𝐸(𝑁) = = ⋅ 𝑅(𝛼) + ⋅ (1 − 𝑅(𝛼))
𝑡 𝑡 𝑡

• ovvero
𝐸(𝑁) = 𝑁 ⋅ 𝑅(𝛼) + 𝑁 ∗ ⋅ (1 − 𝑅(𝛼))

• dove
‒ N: numero dei pezzi lavorati con i taglienti che raggiungono la
durata attesa (ha)
‒ N*: numero dei pezzi lavorati con i taglienti che non raggiungono
la durata attesa (ha)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 84

84
Penalità di tempo
• La rottura di un utensile comporta una penalità di tempo Pt
‒ I Caso: il cedimento dell’utensile non comporta lo scarto del pezzo
che è recuperabile riprendendo la lavorazione da capo
— Supponendo che mediamente la rottura avvenga a metà
lavorazione, risulterà una penalità di tempo pari alla metà della
durata della lavorazione, ovvero:
𝑡
𝑃 = (min)
2

‒ II Caso: il cedimento dell’utensile comporta lo scarto del pezzo


— La penalità di tempo sarà data non solo dall’ultima operazione,
ma anche dalla somma della durata di tutte le lavorazioni che
l’hanno preceduta:
𝑡
𝑃 = 𝑡 + 𝑡 +. . . + (min)
2

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 85

85

Penalità di costo
• La rottura di un utensile comporta anche una penalità di costo Pc
dovuta a:
‒ scarto del materiale
‒ lavorazioni o tempi di aggiustaggio supplementari
‒ spese dovute all’approvvigionamento di altro materiale
‒ ritardi nella consegna
‒ …
• Tale penalità ha quindi una certa variabilità che generalmente risulta
contenuta entro i seguenti limiti:

𝑃 = 2,5 ⋅ 𝐶 ÷ 100 ⋅ 𝐶 (€)

• C0: costo dell’operatore al minuto

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 86

86
Costo e velocità economica
• Calcoliamo ora il costo totale (Ctot) di lavorazione di E(N) pezzi

• E’ necessario considerare i seguenti dati:


‒ costo dell’operatore al minuto: C0 [€/min]
‒ tempo di lavorazione: t [min]
‒ tempo di sostituzione tagliente: ts [min]
‒ tempo ausiliario (passivo): ta [min]
‒ costo del tagliente: Ct [€]
‒ penalità di tempo: Pt [min]
‒ penalità di costo: Pc [€]

𝐶 𝐶
𝐶 = +
𝑁𝑐 𝑁𝑡

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 87

87

Costo e velocità economica


• Il costo totale Ctot di lavorazione vale:

𝐶 = 𝐸(𝑁) ⋅ (𝑡 ⋅ 𝐶 + 𝑡 ⋅ 𝐶 ) + 𝑡 ⋅ 𝐶 + 𝐶 + (1 − 𝑅(𝛼)) ⋅ (𝑃 ⋅ 𝐶 + 𝑃 )

Penalità
(incidono per 1-R(a))

Costo del tagliente

Costo sostituzione tagliente

Costo dovuto ai tempi passivi


relativi al singolo pezzo

Costo di lavorazione del singolo pezzo

Numero atteso di pezzi

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 88

88
Costo e velocità economica
• Ricordando che:

𝐸(𝑁) =
𝑡

è possibile ricavare il costo atteso per pezzo in funzione C0

𝐶 𝐶 𝑡 𝑡 𝐶 𝑃 𝑃
= =𝑡⋅ 1+ + + + (1 − 𝑅(𝛼)) ⋅ +
𝐶 𝐸(𝑁) ⋅ 𝐶 𝑡 ℎ 𝐶 ⋅ℎ ℎ 𝐶 ⋅ℎ

• Il costo atteso dipende dall’affidabilità R(a) e dalla durata produttiva


dell’utensile hp, quindi in ultima analisi dalla velocità di taglio

• La velocità di taglio economica sarà quella in grado di


minimizzare tale costo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 89

89

Costo e velocità economica


• La velocità economica è ricercata iterativamente nel seguente modo:
‒ per una determinata velocità di taglio si determina l’andamento
della curva C/C0 in funzione di z (variabile standardizzata) o ha e
quindi per quella data velocità si conosce l’andamento del costo
della durata produttiva e si può identificare il relativo minimo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 90

90
Costo e velocità economica
‒ ripeto il processo per ulteriori velocità, ricavando per ognuna di
queste il valore minimo relativo di C/C0
‒ traccio il diagramma velocità-costi minimi

Minimo dei minimi

‒ la velocità ottimale economica è quella che minimizza la curva


velocità-costi, in quanto è il minimo dei minimi

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 91

91

Materiali per utensili: generalità


• Il comportamento di un utensile da taglio influenza in maniera
determinante la qualità ed il costo delle parti lavorate

• Le capacità di un utensile dipendono principalmente dal tipo e dalle


proprietà del materiale impiegato per la sua costruzione, dalla
geometria e dai parametri di lavorazione

• L’utensile è soggetto a sollecitazioni meccaniche e termiche che si


manifestano come usura progressiva e talvolta come collasso
improvviso

• Ciascun utensile è caratterizzato da un tempo di vita utile

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 92

92
I principali requisiti degli utensili da taglio
• Durezza, specialmente ad elevate temperature.

• Tenacità, intesa come capacità di resistere agli urti che sollecitano


l’utensile in condizioni di taglio interrotto.

• Resistenza alla deformazione plastica che si può presentare per


effetto delle elevate sollecitazioni meccaniche e termiche agenti
sull’utensile.

• Resistenza all’usura, causata dallo strisciamento sia del truciolo sul


petto dell’utensile che della superficie lavorata sul dorso dello stesso.

• Inerzia chimica o trascurabile affinità chimica con il materiale in


lavorazione.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 93

93

Materiali per utensili


1. Acciai al carbonio ed acciai debolmente legati
2. Acciai rapidi e superrapidi (High-Speed Steels, HSS)
3. Leghe fuse di cobalto (Stelliti)
4. Carburi metallici sinterizzati
5. Carburi metallici rivestiti
6. Materiali ceramici
7. Nitruro di boro cubico (CBN)
8. Nitruro di silicio
9. Diamante policristallino (PCD)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 94

94
Acciai al carbonio ed acciai debolmente legati
• Caratteristiche: elevata tenacità, basso costo, facilmente riaffilabili e
profilabili, limitata durezza, resistenza all’usura relativamente bassa
• Usati nella costruzione di utensili per lavorazioni eseguite a bassa vt

• Composizione chimica di due acciai al carbonio per utensili


‒ Al crescere del tenore di C aumentano durezza e resistenza all’usura ma diminuisce
la tenacità

• Composizione chimica di acciai debolmente legati per utensili


Cr: + resistenza all’usura
W: + durezza a caldo
Mn: + temprabilità
V: + tenacità

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 95

95

Acciai rapidi e superrapidi - HSS


• Elevato tenore di C (0.7÷1%) con aggiunte di elementi di lega.
• Consentono vt notevolmente superiori rispetto agli acciai al C e
debolmente legati grazie a T di rinvenimento maggiori.
• Diffusi per utensili da taglio di forma complessa (punte elicoidali,
punte da centro, frese di forma, maschi filettatori, alesatori, …).

• Gli acciai rapidi si suddividono in due gruppi:


‒ al molibdeno (serie M): fino al 10% di Mo con Cr, V e W;
‒ al tungsteno (serie T): 13÷19% di W con Cr e V;
— Serie M caratterizzata da migliore resistenza alla abrasione,
minori distorsioni durante i TT e minore costo
— Resistenza all’usura migliorata con rivestimento di TiN.
• Gli acciai superrapidi (4÷15% di Co) non subiscono la dissociazione a
caldo dei carburi doppi e mantengono elevata durezza fino a 600°C.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 96

96
Composizione chimica di alcuni acciai rapidi
e superrapidi per utensili

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 97

97

Leghe fuse di cobalto (stelliti)


• Composizione chimica: Co=38÷58%, Cr=30÷33%, W=10÷20%
• Durezza a T ambiente pari a quella degli acciai rapidi ma con valori
adeguati alle condizioni di taglio anche a T elevate
• Chimicamente più stabili rispetto agli acciai rapidi
• Buona resistenza all’usura
• Maggior rigidezza rispetto agli acciai rapidi
• Maggiore fragilità rispetto agli acciai rapidi che non ne consente
l’uso in condizioni di taglio interrotto
• Disponibili solo in forme relativamente semplici
• Costo elevato

Composizione % di
tre diversi tipi di
stellite

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 98

98
Carburi metallici sinterizzati
• Prodotto della metallurgia delle polveri
• Durezza a caldo molto elevata  velocità di taglio elevate
• Elevata conducibilità termica
• Basso coefficiente di dilatazione termica
• Chimicamente stabili
• Tenacità notevolmente più bassa rispetto agli acciai
• Modulo di Young 2-3 volte più elevato rispetto agli acciai rapidi

• Le caratteristiche dipendono dalle percentuali di carburi con cui


l’utensile è realizzato (W, Ti, Co, Ta, Nb, …)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 99

99

Carburi metallici sinterizzati


• Carburi di tungsteno (WC):
‒ Taglio ghisa o di materiali non ferrosi
‒ Inadeguata resistenza all’usura per craterizzazione nelle
lavorazioni su acciaio
‒ Per accrescere la resistenza all’usura per craterizzazione viene
mescolato con carburo di titanio (TiC), carburo di tantalio (TaC) e
carburo di niobio (NbC)

• Carburi di titanio (TiC):


‒ Più elevata resistenza all’usura e minore tenacità
‒ Velocità di taglio più elevate nella lavorazione di acciai legati e
ghise

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 100

100
Fasi del processo tecnologico di produzione del
carburo di tungsteno

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 101

101

Classificazione ISO dei carburi metallici sinterizzati

K ghise alluminio
M acciai inox
P acciai

01 duro, fragile
50 meno duro, tenace

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 102

102
Inserti
• La costruzione di un utensile da taglio in un solo materiale non
consente di soddisfare appieno i principali requisiti di resistenza
richiesti (elevata durezza e resistenza all’usura dei taglienti, elevata
resistenza agli urti del corpo).
• Con lo sviluppo degli inserti in carburi metallici sinterizzati è stato
possibile costruire utensili di tipo composito per soddisfare le diverse
esigenze

Alcune forme tipiche di inserti


per operazioni di tornitura e
fresatura

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 103

103

Collegamento dell’inserto tramite brasatura

Carburo
metallico
sinterizzato

Acciaio da
costruzione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 104

104
Collegamento dell’inserto tramite elementi meccanici

Bloccaggio a vite:
• semplice da realizzare
• poche parti di ricambio
• ingombro ridotto
• no ostacoli al deflusso del
truciolo
• richiede l’impiego di inserti forati

Bloccaggio a staffa:
• consente l’impiego di inserti non forati
• con inserti piani permette di interporre fra staffa e inserto una piastrina
rompitruciolo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 105

105

Utensili rivestiti
• Vengono riportati su un inserto in carburo metallico o su utensili in
HSS uno o più strati di materiale molto duro per aumentarne:
‒ la resistenza all’usura
‒ la resistenza alle sollecitazioni termiche
senza ridurne la tenacità

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 106

106
Utensili rivestiti
• Requisiti di un materiale da ricoprimento:
‒ elevata durezza ad alta temperatura
‒ stabilità chimica rispetto al materiale in lavorazione
‒ bassa conducibilità termica
‒ buon legame con il substrato per evitare scheggiature
‒ porosità molto bassa
‒ basso coefficiente d’attrito col truciolo

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 107

107

Principali materiali utilizzati per il rivestimento


• Nitruro di titanio (TiN)
‒ basso coefficiente di attrito, elevata durezza e resistenza alle alte
temperature, buona adesione al substrato, adatto per inserti in
metallo duro e in acciaio rapido.

• Carburo di Titanio (TiC)


‒ aumento della resistenza ad usura sul fianco nella lavorazione di
materiali abrasivi.

• Ossido di alluminio (Al2O3)


‒ resistenza alle alte temperature, bassa conducibilità termica,
elevata resistenza all’usura e per craterizzazione, difficoltà di
adesione al substrato.

• Carbonitruro di titanio (TiCN)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 108

108
Rivestimenti multistrato
• Inserti rivestiti a strato doppio e triplo (spessori: 2÷12 µm) per
combinare le diverse proprietà di ciascun materiale di rivestimento.

• Esempi:
‒ substrato + TiC + TiN
‒ substrato + TiC + Al2O3
‒ substrato + TiC + Al2O3 + TiN

• Strato interno: deve garantire buona adesione al substrato.


• Strato esterno: deve garantire buona resistenza all’usura e fungere da
barriera termica.
• Strato intermedio: deve essere compatibile per la realizzazione di un
legame stabile con gli altri strati.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 109

109

Materiali ceramici
• Componente principale: Al2O3 con tenori anche > 99%.
• Altri componenti eventualmente presenti: TiC e ZrO per incrementare
alcune proprietà fisiche e meccaniche (conducibilità termica,
tenacità, resistenza agli shock termici)

• Ceramica bianca:
‒ composta quasi esclusivamente da Al2O3;
‒ ottenuta con pressatura delle polveri a freddo e successiva
sinterizzazione a temperature elevate (1600-1800°C).
• Ceramica nera (CERMET):
‒ con indicativamente il 70% di Al2O3 e il 30% di TiC
‒ altri CERMET contengono MoC, NbC e TaC
‒ ottenuta mediante pressatura e sinterizzazione a temperature
elevate.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 110

110
Materiali ceramici
• Collegamento al corpo dell’utensile mediante bloccaggio a staffa
(inserto privo di foro centrale) per la minore resistenza al taglio
• Caratteristiche:
‒ elevatissima durezza a caldo
‒ ottima resistenza all’usura  altissime vt
‒ stabilità chimica maggiore degli altri materiali per utensili
‒ elevata fragilità che provoca un degrado prematuro dell’inserto
(attenuato con MU rigide e taglio non interrotto)
‒ non idonei alla lavorazione di Al, Ti e rispettive leghe per la
marcata affinità chimica di alcuni dei loro componenti
• Campi di impiego:
‒ lavorazione di semifinitura o finitura di parti in ghisa ed in acciaio
adottando valori elevati di vt e bassi di a
‒ lavorazione di acciai dopo trattamenti termici di indurimento
superficiale evitando successive operazioni di rettificatura.

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 111

111

Materiali ceramici

Alcune forme di inserti


in materiale ceramico

Profili di raccordo fra


petto e fianco del
tagliente

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 112

112
Materiali ceramici a base di nitruro di silicio
• Ricadono nella famiglia dei ceramici anche se hanno proprietà
meccaniche e tecnologiche che differiscono sostanzialmente da
quelli a base di Al2O3
• Componente principale: Si3N4 a cui vengono aggiunti Al2O3, TiC e Y2O3

• Processo produttivo: sinterizzazione


‒ Esempio: Sialon (Silicon - Aluminum - Oxygen - Nitrogen):
— conserva elevata durezza a temperature superiori a quelle dei
carburi metallici
— è più tenace della ceramica a base Al2O3 e presenta migliore
resistenza agli shock termici

• Campi di impiego
‒ lavorazioni su ghise e superleghe a base Ti (non sugli acciai)

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 113

113

Nitruro di boro cubico (Cubic Boron Nitride, CBN)


• Caratteristiche:
‒ elevatissima durezza (inferiore solo al diamante)
‒ ottima resistenza all’usura per abrasione
‒ buona stabilità chimica (chimicamente inerte rispetto a Fe e Ni)
• Processo produttivo:
‒ sintesi a temperature e pressioni elevate
• Utilizzo:
‒ costruzione di inserti e di mole abrasive
‒ inserti prodotti riportando, sopra un inserto in carburo, in
prossimità del tagliente, uno strato sottile di CBN mediante
brasatura
‒ soluzioni più recenti prevedono la realizzazione di inserti con
riporto di CBN realizzato durante la sinterizzazione del carburo o in
CBN integrali ma più piccoli

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 114

114
Nitruro di boro cubico (Cubic Boron Nitride, CBN)
• Ottime prestazioni in operazioni di finitura su acciaio temprato
(Ra=0.3 mm e tolleranze molto contenute) ed una durata del tagliente
più elevata rispetto agli inserti in carburo e in ceramico
• Operano, come i ceramici, prevalentemente in condizioni di taglio a
secco

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 115

115

Diamante policristallino (PCD)


• Caratteristiche:
‒ elevatissima durezza (seconda solo al diamante naturale)
‒ basso attrito, elevata resistenza all’usura
‒ capacità di mantenere a lungo l’affilatura del tagliente
• Utilizzo:
‒ costruzione di inserti e di mole
‒ inserti ottenuti riportando, mediante sinterizzazione, uno strato di
particelle di diamante a grana molto fine su un substrato in
carburo
• Campi di impiego:
‒ forte affinità con il Fe  ghisa o acciaio
‒ lavorazione di leghe non ferrose e di materiali non metallici
fortemente abrasivi
‒ ottenimento di tolleranze dimensionali molto strette e finiture
superficiali elevate

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 116

116
Processi di fabbricazione degli inserti in PCD

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 117

117

Proprietà meccaniche e fisiche dei materiali per


utensili

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 118

118
Durezza a caldo dei materiali per utensili

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 119

119

Fluidi da taglio
• In generale si esegue la lavorazione con l’assistenza di un liquido
lubrorefrigerante che ha le funzioni di :

• Refrigerare
‒ rimuovere il calore dalla zona
di formazione del truciolo per
contenere la temperatura
• Lubrificare
‒ favorire lo scorrimento del
truciolo sul petto dell’utensile
e quindi ridurre la formazione
di calore

Circa il 30% del calore sviluppato durante l’operazione di taglio può essere
generato dai fenomeni d’attrito che hanno origine tra pezzo e utensile e
tra truciolo e utensile  importante ridurre l’attrito

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 120

120
Cosa comporta la riduzione dell’attrito ?
• Una riduzione della forza necessaria per il distacco del truciolo
‒ Un minore spessore del truciolo sul petto dell’utensile (aumento
dell’angolo di scorrimento) con conseguente minore produzione di
calore per deformazione plastica
‒ Un maggiore rendimento del taglio

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 121

121

Come ha luogo la lubrificazione


• Date le elevate pressioni che si vengono a generare, il fluido da
taglio non riesce a formare un vero è proprio “film” per effetto
idrodinamico (teoria classica della lubrificazione) che impedisca il
contatto diretto tra truciolo e petto dell’utensile

• La lubrificazione avviene in strato limite, ovvero si forma uno


strato di lubrificante che tiene separate le superfici

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 122

122
Classificazione dei fluidi da taglio
1) Oli da taglio
‒ Non miscibili in acqua adatti per lavorazioni dove è necessaria
un’elevata azione lubrificante
2) Fluidi a base acquosa
‒ Miscibili in acqua (olii emulsionabili o fluidi sintetici) adatti per
lavorazioni dove è necessaria un’elevata azione refrigerante

• I fluidi da taglio devono essere scelti a seconda dei seguenti


elementi:
‒ Tipo di utensile
‒ Tipo di materiale da lavorare
‒ Tipo di lavorazione

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 123

123

Oli da taglio
• Possono essere classificati nei seguenti sottogruppi:
‒ Oli minerali puri
‒ Oli composti
‒ Oli EP (estremi pressione)
— Adatti quando le condizioni di taglio divengono piuttosto
gravose, con alte pressioni e temperature
— Necessitano di additivi (a base di cloro, zolfo e fosforo) che
incrementano il potere antisaldante e la resistenza ai carichi
(pressioni superiori ai 500 N/mm2)
— Possono essere:
o Clorurati
o Solforati
o Solfoclorurati

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 124

124
Fluidi a base acquosa
• Impiegati quando le esigenze di raffreddamento degli elementi
assumono una importanza maggiore rispetto a quelle lubrificanti.

• L’acqua è sicuramente l’elemento più adatto per asportare calore, ma


ha aspetti negativi quali una azione corrosiva ed una bassa proprietà
bagnante nei riguardi dei materiali metallici.

• Ecco la necessità di avere additivi che riducano questi inconvenienti:


‒ Oli emulsionabili
‒ Fluidi sintetici

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 125

125

Problematiche connesse con l’uso dei fluidi da taglio


• Problematiche connesse con l’inquinamento per quanto riguarda
l’uso dei fluidi da taglio. In particolare si hanno nebbie, fumi, odori
sgradevoli nei reparti di lavorazione nonché problemi di smaltimento
dei fluidi residui ed esausti
• Effetti che il raffreddamento può avere in caso di taglio interrotto, ad
esempio, con inserti ceramici si ha un evidente fenomeno di fatica
termica che si esalta proprio con l’uso del fluido

• La tendenza attuale è quella del non uso del fluido da taglio (ovvero
taglio a secco) impiegando materiali per utensili con caratteristiche
sempre più spinte di resistenza all’usura ed al calore (inserti in
ceramica o materiali pluririvestiti)
‒ questo è oggi possibile, senza perdere in produttività, per
operazioni di fresatura; molto più critico per operazioni di foratura
e maschiatura

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 126

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Taglio a secco e MQL – Minimal Quantity Lubrication
• Vantaggi:
‒ riduzione elevati costi dei refrigeranti
‒ riduzione elevati costi di smaltimento
‒ prevenzione dell’inquinamento idrico e atmosferico
• Sistemi di lubrificazione a nebbia d’olio, che utilizzano piccole
portate (dell’ordine dei 20 cm3/ora) di olio vegetale. Si preferisce
questo lubrificante perché evapora a contatto con il pezzo caldo,
lenza lasciare deposti carboniosi o altri inquinanti per l’aria

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 127

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Cosa vedremo ora


• La macchina utensile – è il sistema in grado di:
‒ alloggiare il pezzo in lavorazione
‒ generare i moti relativi tra utensile e pezzo
‒ generare la potenza sufficiente per far avvenire la lavorazione
‒ non deformarsi sotto l’azione delle forze che utensile e pezzo si
scambiano durante la lavorazione
‒ esistono diverse tipologie di macchine utensili in relazione alla
lavorazione: torni, trapani, frese, rettifiche, centri di lavoro, ecc...
• La attrezzatura – serve per:
‒ bloccare il pezzo in lavorazione (il pezzo non deve spostarsi sotto
l’azione delle forze di lavorazione)
‒ definire in maniera univoca la posizione del pezzo in lavorazione
• Le lavorazioni industriali – si dividono in sgrossatura e finitura:
‒ quantità di materiale rimosso nell’unità di tempo
‒ forze in gioco  temperatura nella zona di taglio
‒ precisione dimensionale e finitura superficiale

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Tecnologie e Sistemi di Lavorazione – DIGIP 128

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