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Capitolo 6 Campo magnetico.

Forza magnetica

La proprietà di attirare la limatura di ferro, mostrata da alcuni minerali di ferro e in


particolare dalla magnetite prende il nome di magnetismo.

Questi oggetti si indicano col nome di magneti e le parti in cui si localizza la


proprietà di attrazione si chiamano i poli del magnete.

Come per le forze di natura elettrostatica, possiamo interpretare il fatto dicendo


che un magnete genera un campo, chiamato campo magnetico, e che l'altro
magnete risente dell'azione che il campo magnetico esercita nella posizione da
esso occupata.

Un'analisi sistematica porta a stabilire che la forza di interazione tra i due magneti
è attrattiva o repulsiva a seconda dei poli dei magneti che vengono affacciati e che
esistono soltanto due specie di poli, detti poli positivi e poli negativi; inoltre si
trova che i poli di uno stesso magnete sono sempre di segno opposto.

Sebbene la forza che si esercita tra due poli magnetici sia simile a quella che si
esercita tra due cariche elettriche, esiste tra di esse una differenza fondamentale.
Una carica elettrica, positiva o negativa, può sempre essere isolata e ciò è una
conseguenza dell'esistenza della carica elementare positiva portata dal protone e
della carica elementare negativa portata dall'elettrone: la possibilità di
separazione esiste cioè già a livello elementare. Invece non è mai stato possibile
ottenere un polo magnetico isolato: i poli magnetici sembrano esistere sempre a
coppie di egual valore e segno opposto, cioè si manifestano solamente sotto forma
di dipoli magnetici.

In analogia a quanto fatto per il campo elettrico E, possiamo definire le linee di


campo magnetico, cioè quelle linee che in ogni punto sono tangenti al campo
magnetico esistente in quel punto. Tale vettore viene indicato con il simbolo B;

Valgono per il campo magnetico B le proprietà a, b, e, enunciate nel paragrafo 1.6


per le linee di forza del campo elettrostatico E e inoltre pure la proprietà che un
campo magnetico B uniforme sia rappresentato da linee parallele ed equidistanti.
6.2 ELETTRICITÀ E MAGNETISMO

La prima relazione tra fenomeni magnetici ed elettrici fu scoperta da Oersted.

Oersted mostrò, figura 6.10, che un ago magnetico, posto in prossimità di un filo
percorso da corrente, tende ad assumere una ben definita posizione di equilibrio.
Se poniamo in un piano perpendicolare al filo percorso da corrente della limatura
di ferro, figura 6.11, osserviamo che i grani si addensano lungo circonferenze con
centro il filo. Alla luce di quanto visto finora il risultato si interpreta dicendo che il
filo percorso da corrente produce un campo magnetico Be che l'ago e i grani di
limatura di ferro si orientano parallelamente al campo magnetico esistente nel
punto in cui sono posti.

In seguito Ampère dimostrò che anche due fili percorsi da corrente interagiscono
e intuì che le azioni magnetiche non sono altro che la manifestazione
dell'interazione tra cariche elettriche in movimento.

Infine Maxwell, predisse che campi elettrici variabili nel tempo danno origine a
campi magnetici . Egli dimostrò pertanto che nel caso più generale un campo
elettrico e un campo magnetico non possono avere esistenza indipendente e
vanno unificati nell'unico concetto di campo elettromagnetico.

6.3 FORZA MAGNETICA SU UNA CARICA IN MOTO

Consideriamo una particella, di massa m e carica q, posta in un campo magnetico


B. Se la particella è ferma in un sistema di riferimento solidale alle sorgenti del
campo magnetico si trova che su di essa non agisce nessuna forza, in accordo col
fatto che l'interazione magnetica si manifesta solamente tra cariche in
movimento. Se invece la particella è in moto con velocità v rispetto al sistema di
riferimento suddetto, si verifica che su di essa agisce la forza, detta di Lorentz

essendo 0'l'angolo tra v e B: la forza è dunque nulla se la velocità è parallela al


campo magnetico ( 0 = O, 0 = n) ed è massima, pari a q v B, quando v è ortogonale
aB
In particolare la forza è sempre ortogonale alla velocità, cioè alla traiettoria e
pertanto in base alla definizione di lavoro e di energia cinetica si ha che Per un
qualsiasi spostamento dal punto P al punto Q nella regione in cui esiste il campo
magnetico B l'energia cinetica della particella resta costante in quanto la forza di
Lorentz non compie lavoro sulla particella.

È bene mettere subito in evidenza le differenze tra la forza magnetica e la forza


che una particella carica subisce in un campo elettrostatico, la forza elettrostatica
è parallela al campo E, mentre la forza magnetica è ortogonale a B; anche la forza
magnetica su una corrente è ortogonale a B.
6.4 FORZA MAGNETICA SU UN CONDUTTORE PERCORSO DA CORRENTE

La corrente elettrica in un conduttore è dovuta al moto degli elettroni sotto


l'azione del campo elettrico applicato tramite un generatore. Quando il conduttore
percorso da corrente è immerso in un campo magnetico a ciascun elettrone è
applicata la forza di Lorentz

La forza che agisce su un elemento di circuito ids in un campo magnetico B è data


dalla seconda legge elementare di Laplace:

Per ottenere la forza su un tratto di filo indeformabile di lunghezza finita, percorso


dalla corrente (stazionaria) i, si integra la (6.3):

F = ilxB in modulo F = il B sen0. (6.5)

Se il conduttore è curvilineo, figura 6.18, ma sta in un piano, allora

la forza su un filo percorso da corrente che giace in un piano in cui agisce un


campo magnetico uniforme B non dipende dalla forma del filo, ma solo dalla
lunghezza del segmento che unisce i suoi estremi.
6.7 MOTO DI UNA PARTICELLA CARICA IN UN CAMPO MAGNETICO

Supponiamo B uniforme e che la v della particella sia ortogonale a B, la forza


anch’essa ortogonale a B produce una variazione della velocità ancora ortogonale
a B , la legge del moto è

dove p è il modulo della quantità di moto. Il raggio di curvatura è costante in


quanto B è costante per definizione,

Essendo il raggio costante, la traiettoria è un arco di circonferenza di raggio dato


da (6.19) o una circonferenza completa se la particella resta sempre nella regione
in cui è definito B.

Il moto lungo la traiettoria è circolare uniforme con velocità eguale a quella iniziale
e velocità angolare

In termini vettoriali

Questa relazione mostra che la velocità angolare è sempre parallela a B: se la


carica q è negativa w ha lo stesso verso di B e quindi, dalla punta di B, il moto
appare antiorario, se la carica q è positiva w è opposta a B e il moto appare orario,
Moto in un campo magnetico uniforme, 0 generico