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UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE


CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA EDILE - ARCHITETTURA
CORSO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI

RIPARTIZIONE DELLE FORZE SISMICHE


-Telaio spaziale (metodo rigoroso)-

Prof. G. SPADEA A.A. 2013/2014


I Semestre

Tecnica delle Costruzioni - UNICAL - Dipartimento di Ingegneria Civile - Corso di Laurea in Ingegneria Edile - Architettura – AA 2013-14
TELAIO SPAZIALE
E’ necessario risolvere il problema spaziale quando ricorre una di queste circostanze:

 Edifici complessi;

 Distribuzione irregolare delle masse e delle rigidezze;

 Edifici alti;

 Controventi comunque orientati

Problema spaziale: 6 g.d.l. per ogni nodo

ESEMPIO: Edificio con 20 pilastri e 5 piani 6 x 20 x 5 = 600 incognite

Dimensione del problema anche proibita per edifici modesti

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TELAIO SPAZIALE
Semplificazione del problema MODELLO PSEUDO-TRIDIMENSIONALE

Le ipotesi che si fanno sono:


 Solai infinitamente rigidi nel proprio piano
 Pilastri con rigidezza torsionale trascurabile

Consideriamo un impalcato generico:

i=1, N numero di piani

ui, vi, θi componenti di spostamento


al piano i-esimo (impalcato rigido)

Fix, Fiy, mi componenti della forza


applicate all’impalcato i-esimo nel
baricentro delle masse

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TELAIO SPAZIALE
Si definiscono i seguenti vettori:
 F1x   u1x 
   
 F1 y   v1 y 
 m1   1 
   
 ...  3N componenti  ...  3N componenti
 Fix   uix 
 
F    Fiy  D   viy 
m  Vettore delle forze
 
Vettore degli spostamenti
 i generalizzate di
 i 
generalizzati di piano
 ...  piano
 ... 
F  u 
 Nx   Nx 
 FNy  vNy 
   
 mN   N 
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TELAIO SPAZIALE
Consideriamo M telai o controventi comunque disposti

 x( s )  y( s )  ( s )
Individuiduano la posizione e
l’orientamento del controvento s
 (1)
 ( 2) rispetto al riferimento generale

 x( s )  cos x( s ) 
 y( s )
 x( s )  y( s )  cos y( s ) 

 (s)

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TELAIO SPAZIALE
Prendiamo in esame il controvento s nel suo piano (riferimento locale)

RN( s ) d N( s )
Ri( s ) i= 1, N
Forse applicate al
controvento s in
corrispondenza di ogni piano
e parallele alla direzione s
Ri( s ) d i( s )

d i( s ) i= 1, N
Spostamenti di piano del
controvento s paralleli alla
R1( s ) d1( s ) direzione s

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TELAIO SPAZIALE
Si definiscono quindi:

 R1( s )  d1( s ) 
   
 ...  ...
 (s)   (s) 
R  Ri 
(s)
d  di 
(s)

 ...   ... 
 (s)   (s) 
 RN 
  d N 
 

Vettore delle forze applicate al Vettore degli spostamenti di piano


controvento s nel suo piano del controvento s nel suo piano

Quindi ogni controvento può essere studiato come una struttura piana qualora
siano note le sue caratteristiche geometriche e le forze ad esso applicate

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TELAIO SPAZIALE
Se si impone al controvento s uno spostamento unitario al piano i-esimo e zero agli
altri piani, si può determinare il sistema di forze che provoca, per il controvento s
tale campo di spostamenti.

(s)
R (jis ) - Coefficienti di influenza
R Ni
Si determinano assegnate le
caratteristiche del
controvento, mediante un
d i( s )  1 metodo di risoluzione dei telai
piani
Rii( s )
S=1,M – Indice controvento

j=1,N – Indice di piano

i=1,N – Indice del piano al quale si


R1(is ) impone lo spostamento unitario

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TELAIO SPAZIALE
La forza risultante agente al piano i-esimo del controvento s può essere espressa come
somma dei prodotti dei coefficienti di influenza per i rispettivi spostamenti di piano.
N
R i
(s)
  Rij( s )  d j
j 1

R1( s )  R11( s )  d1( s )  ...  R1(is )  d i( s )  ...  R1(Ns )  d N( s )


...
Ri( s )  Ri(1s )  d1( s )  ...  Rii( s )  d i( s )  ...  RiN( s )  d N( s )
...

RN( s )  RN( s1)  d1( s )  ...  RNi


(s)
 d i( s )  ...  RNN
(s)
 d N( s )

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TELAIO SPAZIALE
Il precedente sistema di equazioni con notazione matriciale diventa:

 R11( s ) ... R1(is ) ... R1(Ns ) 


 
 ... ... ... ... ... 
  Ri(1s )
(s)
K ... Rii( s ) ... RiN( s ) 
 
 ... ... ... ... ... 
 R( s ) (s) (s) 
 N1 ... RNi ... RNN 

Matrice di rigidezza laterale della struttura s (controvento) per spostamenti nel suo
piano. Tale matrice è da interdersi nel riferimento locale del controvento

R  K
(s) (s)
 d (s)

Nx1 NxN Nx1
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TELAIO SPAZIALE
Vettore delle componenti delle forze applicate al controvento s nel riferimento globale.
 F1(xs )  F1(xs )   x( s )  R1( s )
 (s)  mi( s )
 F1 y  F1(ys )   y( s )  R1( s )
m1( s )  m1( s )   ( s )  R1( s )
  ... Fiy( s ) Ri( s )
 ... 
F ( s)  Fix( s )   x( s )  Ri( s ) Fix( s )
 ix( s ) 
F    Fiy  Fiy( s )   y( s )  Ri( s )
3N componenti m ( s )  mi( s )   ( s )  Ri( s )
 i   y( s )
 x( s )
 ...  ...
F ( s)  FNx( s )   x( s )  RN( s )
 Nx   (s)
 FNy
(s)
 FNy( s )   y( s )  RN( s )
 (s) 
mN  mN( s )   ( s )  RN( s )

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TELAIO SPAZIALE
Definiamo la matrice di trasformazione del controvento s:

 ( S ) 0 ... 0 0 
 (s)
0 ... 0 0   

x
  x( s )   0 ( S ) 0 ... 0 
  (s)  A 
(s)

 
0 ... 0 0 
  y    ... ... 
y

0  
(s) (S)
 ... ... ...

(s)
0 ... 0 
   ( s )   0 0 0 ( S ) 0 
 0  x( s ) ... 0 0     0 ( S ) 
 0  y( s ) ... 0 0   0 0 0
 
 0  (s) ... 0 0 
A 
(S)
  ...

... ... ... ... 

Si può scrivere quindi:

F  A  R 
 0 0 ...  x(s)
0 
 0 0 ...  y( s ) 0 
(s) (s) (s)
  3N x N
 0 0 ...  (s)
0 

 0 0 ... 0  x( s )  Relazione che fornisce il vettore
 0 ... 0  y( s ) 
F ( s )  a 3N componenti come
prodotto della matrice A( s ) 
0
 
 0 0 ... 0  ( s )  di 3N righe ed N colonne per il
vettore R(s )  a N componenti.
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TELAIO SPAZIALE
Per quanto riguarda gli spostamenti, è necessario, assegnati gli spostamenti di piano ui,
vi, θi (nel riferimento globale), calcolare gli spostamenti dsi nella direzione del
controvento s (nel riferimento locale).
ui, vi, θi – Sono uguali per ogni
punto del piano, essendo i solai
infinitamente rigidi nel proprio
piano (ipotesi di base).
vi   y( s ) vi
d1( s )   x( s )  u1   y( s )  v1   ( s )  1
ui ...

d i( s )   x( s )  ui   y( s )  vi   ( s )  i
 y( s )
ui   (s)
x

 x( s ) ...
d N( s )   x( s )  uN   y( s )  vN   ( s )   N
 (s) i   ( s )

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TELAIO SPAZIALE
Indichiamo con:
 x( s )  y( s )  ( s ) 0 0 0 ... ... 0 
 
 0 0 0  (s)
 (s)
 (s)
0 ... 0 
A 
x y
Matrice a N
(S) T
  ... ... ... ... ... ... ... ... ...  righe ed 3N
 
 0 ... 0  (s)
x  (s)
y  (s)
0 0 0  colonne
 0 0 ... 0 0 0  ( s )
 ( s )
 ( s ) 
 x y 

Si può scrivere: d (s)


 A   D
( s ) (T )

d  (s)
Vettore a N componenti

D Vettore degli spostamenti dell’impalcati (3N componenti)

A  ( s ) (T ) Matrice ad N righe e 3N colonne

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TELAIO SPAZIALE
R  K
(s) (s)
 d (s)
 K (s)
 A   D
(s) T

R  A   F 
(s) ( s ) 1 (s)

A   F  K  A   D
( s ) 1 (s) (s) (s) T

F  A  K  A   D
(s) (s) (s) (s) T

K   A  K  A 
(s) (s) (s) (s) T matrice di rigidezza
del controvento s
nel riferimento globale

F    K ( s ) D   F ( s ) 
M
F  M vettori, ciascuno a 3N componenti
M
(s)

j 1 j 1
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TELAIO SPAZIALE

F    K D DPuò
M
essere portato fuori dal
Quindi: (s)
segno di sommatoria, essendo
il vettore degli spostamenti
j 1 generalizzati di piano uguale
per gli M telai

K    K ( s ) 
M
Matrice di rigidezza dell’edificio.
Indicando con: Somma delle matrici di rigidezza
dei singoli controventi nel
j 1
riferimento globale

F   K  D D  K   F  1

Determinato D si possono ricavare le forze da applicare al controvento s:


R  K
(s) (s)
 A   D K  A   K 
(s) T (s) (s) T 1
 F 
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TELAIO SPAZIALE

Definiamo:    K  A   K 
(s) (s) (s) T 1
  (s) matrice di
ripartizione delle
forze esterne per la
struttura s. Dipende
dalle caratteristiche

R     F
di rigidezza del
controvento s, dalla
(s) (s) sua posizione rispetto
al riferimento e dalla
rigidezza totale della
struttura

F  Vettore delle forze


sismiche
generalizzate

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RIPARTIZIONE DELLE FORZE SISMICHE
-Telaio spaziale (applicazione)-

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TELAIO SPAZIALE
Baricentro delle rigidezze (Gk)
Consideriamo il generico piano p

 kx   k yi xi


 k yi i  1,V

 y   k xj y j
j  1, O

 k  k xj
k yi Rigidezza dell’i-esimo
telaio diretto secondo y
k xj Rigidezza del j-esimo
Telaio diretto secondo x
xi Distanza dell’i-esimo
telaio rispetto ad y
y j Distanza del j-esimo
telaio rispetto ad x

Per calcolare il baricentro


Wx Wy e y  yk  ym
delle masse (Gm) si fa
xm  i i
ym  i i
riferimento all’effettiva
distribuzione delle masse. W i W i ex  xk  xm
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TELAIO SPAZIALE
Fh tagliante alla base
λ coefficiente pari a 0,85 se la costruzione ha
Sd (T1 )
Fh  W   meno di tre orizzontamenti e se T1 < 2TC,
pari ad 1,0 in tutti gli altri casi
g W peso complessivo della costruzione
Sd (T1) ordinata dello spettro di progetto

zi  Wi
La forza da applicare a ciascuna massa della costruzione è: Fi  Fh 
 zi Wi
i 1, N

Fh tagliante alla base


Wi peso dell’i-esima massa di piano
zi quota rispetto al piano fondale
Fi forza da applicare all’i-esima
massa di piano
E’ applicata nel baricentro
delle masse di ogni impalcato
Va considerata in ambo i versi.
Il valore è analogo in
entrambe le direzioni essendo
lo spettro orizzontale uguale
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TELAIO SPAZIALE

 TN  FN Ti Tagliante al piano i-esimo


Taglianti di piano: 
TN 1  TN  FN 1
Fi Forza al piano i-esimo

A ogni piano prendiamo l’origine degli assi coincidente con il baricentro delle rigidezze,
applichiamo alternativamente i taglianti in direzione x ed in direzione y e valutiamo
separatamente gli effetti. Quando applichiamo il tagliante in direzione x, il tagliante al p-esimo
piano, del j-esimo telaio in direzione x è:
K xj K xj y j e y
Txj( p) (  )TX( p)
 K xj (c )
I KX (c )
 I KY (c)
I KX   K xj  y 2j
il tagliante al p-esimo piano, al j-esimo telaio in direzione y è:
K yi xie y (c)
I KY   K yi  xi2
Tyi( p)  ( )TX( p)
(c ) (c )
I KX  I KY
Noti i taglianti ci ricaviamo le forze di piano che sono pari ai gradini del diagramma di taglio.
Quando applichiamo il tagliante in direzione y, i taglianti ai vari piani si ottengono dalle formule
appena viste, scambiando tra loro gli indici x e y.
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