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BeurO Germini_Colombo via G.Brufani 18 06124 PG_I Dott(2°).Ing.Arch.giovanni Colombo A1360 PG_I_1995 09171 B_de_2003_2011 IVA_nr.

:02819100542

EC_:
Studi di approfondire per elementi strutturali conci
precompressi in fondazioni elastici ad rispondere
ad sollecitanti dinamici con semiaderire su suolo
elastico.

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BeurO Germini_Colombo via G.Brufani 18 06124 PG_I Dott(2°).Ing.Arch.giovanni Colombo A1360 PG_I_1995 09171 B_de_2003_2011 IVA_nr.:02819100542

Il sistema qui presentato ed studiato si basa con elementi strutturali in fondazione che
vengono costruiti come semiprefabbricati, conci di materiali ceramicei od conglomerati ad
fuso granulometrico stabilizzato sottile, che tenuti insieme con cavi ed trefoli ed distanziati
con impasti maltosi.

Conci sono da pensare fratturabili solo ad punti estremi, ed solidi non fratturabili nei punti
degli loro noccioli centrali d’inerzia secondo come sollecitati dinamici ed come sforzi con cui si
oppongono.

Gli letti di impasto maltoso distanziatori, sono da disporre così che solo in concorrenza con gli
sollecitanti dinamici piu’ elevati possono venir frantumati ed solo conseguente permettere
maggiore spostarsi relativo tra conci, solo con lunghi tempi inoltre possono portare ad
ricementarsi nelle circostanze che gli conci riassumono il posizionarsi stabile.

Gli cavi ed/od trefoli si dividono tra gabbionati, che sostituibili anche con spezzoni di barre di
ferro, od per precomprimere strutturali. Quelli gabbionati hanno funzioni di limitare gli
spostarsi relativi di conci ed di non permettere eccessivi movimenti complessivi dell’elemento
strutturali. Gli elementi precompressi hanno funzioni di riportare ogni volta conci al posto
iniziali, ed di metterlo strutturali come plinto che con travi ad mensola, od travati rovesci od
lastrati_soletta, ed di portare insieme ad letto d’impasto maltoso Ing._calcolo ad stati limiti
consideranti lo spazio plastico.

Da come disegnato qui sopra e’ evidente che gli elementi strutturali in fondazione possono
seguire movimenti sussultori in maniera abbastanza lineare con l’aderire al terreno che suolo
elastico ed impartitore di sollecitare dinamico, invece nel seguire l’oscillatorio, questo dipende
parecchio di piu’ da come aderisce l’elemento strutturali in fondazione; che se con
paragonabile essere rigido si comportera’ ad aderire maggiore, se maggior rigido, aumentera’
il dimensionale da calcolo ed il fessurarsi distaccandosi in maniera rigida, se piu’ elastico
continuera’ ad sollecitare il suolo rimanendo aderente, ed ad distaccarsi per come risponde
se non solo un sollecitare pero’ piu’ uno conseguente ad il successivo ed se variabili in
frequenza.

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Per valutare il sistema suolo qui si riporteranno gli approcci teorici piu’ frequenti usati , poiche’
anche il come si comporta il suolo con sistema elasto_plastico ad questi strutturali, per
raggiungere migliori ottimizzare si rifa’ ad teorico basantesi con ovi ed interstiziali, ovidi solidi,
interstiziali fluidi.

Qui partiamo dall’ipotesi di suolo elastico secondo

A) Calcolo di come risponde il suolo secondo Boussinesq od Terzaghi, ad secondo di


dove gli strutturali risultano ottimizzati migliori secondo loro qualitativi ed qualitativi del
terreno.
B) Poiche’ diventa fondamentali soprattutto nelle circostanze di sollecitanti dinamici che
sismi, allora perchè oscillatori impongono che il come aderente suolo ed strutturali
diventa effettivo trasmettere sollecitanti, che venti perché il trasferire ad sforzo
tangenziali sia di carattere elastico, ad cui conseguono distinti rispondere che possono
anche dar luogo ad fenomeni risonanti, che di carattere plastico. Ad questo uopo si
usa un membranato tra fondanti ed suolo che rappresenta gli sforzi derivanti
dall’ingranamento ed attrito tra gli elementi.
C) Di carattere costruttivo qualora si usano lastrati_solette bisogna impermeabilizzare ad
perdere, con pavimenti ad basso costo od pavimenti galleggianti da risistemare
qualora gli sollecitanti dinamici superano certi limiti che piu’ probabili. Qui il calcolo
semiprobabilistico per stabilire quali limiti sono migliori economico_ecologico sono
fondamento di calcolo.

Andiamo per cui ad analizzare quando gli elaborati Terzaghi sono deficitari di
sovradimensionare ed quando sono piu’ idonei ad circostanziali che ancora vedono lo
studio del suolo secondo concetti od cilindretti ed non secondo ovetti+interstiziali.

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Per esplicare questo settore prenderemo un telaio ad quattro campi ed cinque strutturali
elevati con pavimento incidente con travetti su travoni rovesci come di disegno qui
riportato:

Fig.1

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Con il figurativo 1 si presenta il telaio ed la


sezione del travone rovescio con segnati conci
ed cavi ed trefoli. Come e’ visibili il travone puo’
essere piu’ tozzo anche se questo dipende da
come sollecitato dinamico, si consideri che il
rastremare anche sull’anima del travone e’
necessario perche’ non essendo un solido
omogeneo, gli conci possono muoversi con
spostarsi relativo sia traslatorio che rotatorio,
anche se piccolo, ed piu’ facili da spezzarsi sotto
lo sforzo di trefoli ed cavi ad riportare ad
posizioni dello stato iniziali.

Fig.2°

Qui il figurativo 2° ad esempio, permette di vedere ingranditi come posti trefoli ed cavi ed
come stretti gli conci se si va verso la sommità superiore. Gli trefoli ad gabbionato si
eseguono anche se non disegnati tramite quelli ad taglio ed tramite quelli che vedono il
rastremato dell’anima arrivare al piano d’appoggio, ed il piatto inferiore connessi come se
elementi ad se stanti. Ing._calcolo dovrà tenere conto di quali sforzi si assommano tra
quelli dovuti al taglio ad quelli di tenere la posizione.

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Fig. 3 Questo figurativo invece ingrandisce il travone con pali.

Fig.4
Il sistema completato con solaio_pavimento ed travotti di cordolo tra travoni in fondazione
è rappresentato da figurativo 4.

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Innanzitutto per dimostrare che questo sistema porta ad risparmio economo_ecologico se


gli edifici non superano 12°piani sovraterra, bisogna evidenziare un esempio ed porre con
dovuto commento il risultato ad confronto con esempio di questo sistema. Il problema che
quasi subito percepirete è che questo tipo di strutturali fondanti necessita di applicare il
sollecitare dinamico di ssismi diritti ad strutturali in elevato ed per seteso all’intero sistema
in fondazione.

Esempio che considereremo ed commenteremo di trave di fondazione su suolo d’argilla


ed che parziali rigida ed non parecchio elstico deriva dal calcolo di due ingegneri
dell’università politecnica delle marche.

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Qui si considera una trave di fondazione che larga 2 m ed lunga 20m ed dove il carico
verticale applicato risulta senza considerare la reazione del terreno centrato come carichi
trasferiti dalla struttura in elevato. La sezione della trave rovescia risulta inoltre con anima
di 80 cm per 150 cm d’altezza ed l’ala rovescia cspessore di 80cm ed larga 200cm.gli
carichi considerati sono:

Q Carichi Variabili, che considerano uso, venti ed neve cioe’ senza azione sismica :

1000kN102000KGr 102 ton

So if something weighs 1kN then it will have a mass of 102kg (102 kg = 225 lbs).

G Carichi permanenti che composti da G1 veri ed propi strutturali considerando, in


mANIERA ERRATA per come Ing._Calcolo esatto del mio sistema, carichi statici del
terreno ed carichi dovuti ad falda freatica; G2° strutturali portati

2600kN265200kGr 265.2 ton

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Il peso proprio della trave rovescia e’:

25kN/m^3 2550 kGr/m^3

0.7*0.8+2.0*0.8 2.16m^2 *20 43.2m^3

 110160 kGr  110.2 ton

Il peso del terreno sovraschiaccianti:

18kN/m^3 1800kGr/m^3

1.2*0.7*20 16.8 m^3

 30240 kGr  30.2 ton

1600kN  163200kGr 8160 kGr/m

1000kN  120000kGr 6000 kGr/m

30240kGr  1512kGr/m

110160kGr 5508kGr/m

________________
21180kGr/m

Abbiamo qui espresso ogni carico incidente come sforzo normale diffuso per metro lineare
di trave di fondazione. Di fatto per paragonare al nostro sistema il calcolo non e’ completo
perche’ assente il carico sismico, se di carattere dinamico l’ARRETRATEZZA DELL’Intero
sistema normativo attuali, PERMETTE SOLO DI CONSIDERARE AZIONI SISMICHE
CHE APPLICATE ad struttura in elevazione si vanno ad riscontrare come carichi incidenti
in struttura di fondazione, ed DANDO COSI’ ORIGINE AD UN NUMERO DI
COEFFICIENTI DI SICUREZZA ESAGERATI CHE COMPORTANO NON SOLO
SOVRADIMENSIONARE PERO’ ANCHE FRAGILITA? DEL sistema strutturale.
Tuttavia per poter paragonare gli sistemi consideremo una applicazione dinamica sismica
secondo normativa 2008.

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Considereremo per cui l’azione dinamica del sisma coincidente con quattro parametri
variabili tra limiti derivati dal calcolo delle sollecitazioni ssimiche sulla struttura in
elevazione, poiche’ per completo distinguo senza entrare in argomento di rigidezza di muri
portanti che non si esplica così evidente come nel caso di telai, procevderemo con il
visualizzare come il talaio si approccia alla trave di fondazione:

1 2° 3 4 5

1.5 5.2 2.8 4.8 5 0.7

Telaio_trave 1 2° 3 4 5
fond.
T 56 180 220 80 68
n 180 220 240 160 180
mF 2500 4300 4000 3200 2900
mT 3300 5000 4800 3300 4500

Ad questo punto ovvio che la trave non si risolve piu con solo il carico distribuito q, pero’
immaginando come una struttura mista di portanti distribuiti, con speciali elementi ad
telaio antisismico.

Adesso si va ad calcolare il carico limite distribuito sopportabile dal suolo tale sistema
ovvio e’ di carattere normativo ed non rappresenta l’effettivo calcolo di sistema ad solido
elastico contornato da scambio pressorico ed da membrana che caratterizzata dal essere
la superficie di contatto tra trave di fondazione ed suolo.

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Per cui consideriamo precedente il coefficiente inerente ad suolo non drenato cioe’
considerato umido.

Per cui l’essere presente, tranne approfondimenti, qui nell’esercizietto proposto viene
scordato, tuttavia è necessario ricordare quali sono I GROSSOLANI APPROSSIMARE
CHE IMPLICSA. Il coefficiente c_u implica la condizione drenata od non drenata del
terreno, se si trattasse di costruire asportando la terra ed basta, questa corrisponde al
cambio dell’angolo d’attrito interno ed al cambio di densita’ del provin ad carotaggio sul
terreno di posa, in verita’ per chi esperto con costruire strutturali fondanti, il coefficiente
doveva tenar presente anche questi fattori: successivo lo scavo si procede al costipare il
terreno, mezzo per costipare, quante volte costipato ed valori inerenti al mezzo
costipatore; distribuire su terreno costipato ghiaioso ad granulometrico fuso stabilizzato,
con valori di stabile comprimibile, drenaggio di quale flusso acquoso ed quanto, cioe’ in

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base al posto di costruire, quali analisi semiprobabilistico calcolo implicano il flusso


piovano ed quello freatico, come quali possibili cambiare, ad esempio posa di ulteriori
opere edili in vicinanza, se ad monte ad valle od laterali, presenti tubi di raccolta del dreno
con quale livello d’interasse paragonato al piano di posa od al piano di strato ghiaioso
costipato, dreno laterali ad parti entroterra del costruito, con quale flusso acquoso da
smaltire, con quali tipi di sassi ad quale fuso granulometrico stabilizzato, con quali
stratizzati, ed ogni con quale fuso stabilizzato, durata ad pieno carico di questi ed durare
secondo calcolo semiprobabilistico ad quale livello di carico, considerando il ripulirlo
secondo libretto istruttivo che si consegna con il garantire l’edificio. Sistema di evaquare le
acque piovane dal tetto, se rispettante le normative ed come, se ad sovraccarico dei tubi
di dreno sotterranei, se ad separato tombino per controllo od non….ed quseto solo per
considerare gli eventi semiprobabilistici piu’ frequenti ed di carattere costruttivo, senza
indagare ulteriori che derivati da studi geologici ed metereologici approfonditi.

D’Altrionde come si evince dal capitolo 6 NTC 2008 ove:

C6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA


Per progettazione geotecnica si intende l’insieme delle attività progettuali che riguardano
le costruzioni o le parti di costruzioni che interagiscono con il terreno.

Associato con il famoso ripetersi:

tranne approfondimenti

è evidente l’intento degli Dott.Ing. influenti nella normativa il non VOLERE RIDURRE AD
MANUALI GROSSOLANI DELL’INGEGNERE, da cui ogni coefficienrte va preso se ed
solo se, approfondendo l’argomento rientra con approssimare, di non oltre il 10% sul peso
in Kg complessivo dell’edificio, questo per chi piu’ SCARSO.

Ci salva , qualora non MESSI IN PASTO AD GIUDIZI DI DISABILITA’ MENTALE il


prescritto ove:

È quindi compito e responsabilità del progettista definire il piano delle indagini e delle
prove geotecniche, interpretarne i risultati e individuare i più appropriati modelli geotecnici
di sottosuolo in base, come esposto, alla tipologia di opera e/o intervento, alle tecnologie
previste e alle modalità costruttive.

Sì infatti QUALORA L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E’ SOLO PER IL BILANCIO VI


PUO’ FOTTERE SOLO ECONOMICO, PERO’ SE POSTO ANCHE PER LA SALUTE
PUO’ FAR RIPETERE RAGGI X ANCHE PER lo stomaco, ove ogni medico che non
PSICHIATRA, non DELISIO, non ADRAGNA, non COLCELLI, non AMODIO, non
MARTINO, ha studiato con approfondire che per tessuti molli si usano campi risonanti

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magnetici ed non RAGGI X.

Beh fatto Salvo che non CI ESISTONO TALI CONDIZIONI DI RICATTO ED


ESTORSIONE AD FINI DI TERRORISMO ANCHE INTERNAZIONALE, si puo’ procedere
non prendendo gli coefficienti COME UNICUM CREDUM, ed LaVOrArE ComE prescritto
dal La Costituzione.

Inoltre si riporta NTC 2008 ove:

La scelta dei valori caratteristici dei parametri geotecnici avviene in due fasi.

La prima fase comporta l’identificazione dei parametri geotecnici appropriati ai fini


progettuali. Tale scelta richiede una valutazione specifica da parte del progettista, per il
necessario riferimento ai diversi tipi di verifica.

Di qui si ricorda come importanti sono ad risultati non CATASTROFI con l’impiego del mio
sistema:

a) Il suolo non si considera separabile dal sollecitare sismico, il sollecitare sismico non e’
applicabile alla struttura in elevazione pero’ solo ad strutturali fondanti, che la riportano
ad strutturali elevati
b) Il suolo così prescritto dovra considerare gli due suoi agire sia come rispondere
elsto_plastico del materiali di cui composto, sia simultaneo, quello di essere fattore
sollecitanti complesso come dinamico sismico.
c) L’interferire degli elementi sismici che sollecitanti con quelli del rispondere
elasto_plastico del suolo al carico variabile, con un ritardo dell’ondualtorio sismico
come rispondente tramite carichi ed strutturali elevati. Essere sufficienti lontani da
fenomeni di risonanza che dovuta al sovrapporsi di questi ondulatori sia peril caso
sismico sia per il caso di venti, ed per il caso del loro sovrapporsi.

Ricordiamo che NTC 2008, sono ottimi criteri per affrontare il problema secondo costruire
tradizionali ad cemento armato od acciaio, per costruire di carattere laterizio ed/od ligneo
risultano deficitari, ed per innovativi risultano addirittura l’esatto INCONTRARIO di cio’ che
serve. Salva il sistema normativo NTC2008 l’intelligere di coloro che non SENTENDOSI
Onnipotente, hanno raccolto il possibile prescrittivo per cio’ che piu’ frequente ed
prescritto, tranne approfondimenti , per non LEDERE GRAVE l’essere professionali Ing. .

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Di qui all’analizzare approfondito secondo SLU Geotecnici:

EQU – perdita di equilibrio della struttura, del terreno o dell’insieme terreno-struttura,


considerati come corpi rigidi;
STR – raggiungimento della resistenza degli elementi strutturali, compresi gli elementi di
fondazione;
GEO – raggiungimento della resistenza del terreno interagente con la struttura con
sviluppo di meccanismi di collasso dell’insieme terreno-struttura;
UPL – perdita di equilibrio della struttura o del terreno, dovuta alla sottospinta dell’acqua
(galleggiamento);
HYD – erosione e sifonamento del terreno dovuta a gradienti idraulici.

EQU se si considerano le travi rovesce di fondazione normale essendo prevalente rigide, e’


ovvio che l’equolibrio viene ad coincidere nelle situazioni instabili provocate se per la struttura
dal raggiunto plastico deformarsi, se per il terreno dal raggiunto, puntuali od complessivo
deformarsi plastico, ed del sistema complessivo raggiunti da non deformarsi plastico ad
deformarsi plastico come solidi rigidi dellla struttura con il terreno che puo’ venir spostato
sotto sollecitazioni, analizzando solo gli casi piu’ gravosi ed per come piu’ pericolosi,
considerandoli casi limite.

STR se portati al limite come di resistenza della struttura in elevazione ed quella di


fondazione, considerando ogni degli elementi strutturali come ad se stanti ed come parziali
complessivi ed complessivo.

GEO se portato al limite il terreno come superficiali di ingranaggio alla fondazione ed come
solido sottostante sia distinto che complessivo, aggiungendo l’interreagire con la struttura ed
conseguibili collassi dell’insieme terreno_struttura. Qui approfondendo secondo mio progetto
è necessario appunto rivedere completo il mezzo di Ing._calcolo usabile: infatti il potersi
spostare relativo del sistema strutturali in fondazione comporta il potersi sovrapporre degli
effetti ondulatori tra sollecitanti che se sismi arrivabili diritti dal tyerreno ed il rispondere
strutturali elevati ad questo che ritornano al terreno stesso come rispondere elastoplastico di
quest’ultimo così causando l’interferire ondulatorio con ritardo, che in linea teorica, non
puo’mescludere fenomeni risonantici.

UPL il sottospingere del flusso che derivabile da falda freatica come da piovere inteisvo, puo’
causare sia indebolirsi del sistema di rispondere elstico del suolo sia in casi estremi il
galleggiare ad fango. Qui si stabilisce che gli casi ove galleggiano gli elementi strutturali
vengono limitati spazio_temporali così da non mettere in crisi l’esistere del sistema
strutturale. Con il mio progetto va inoltre considerato come il rispondere ondulatorio
strutturalin fondanti possa venir parziali vanificato.

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HYD il gradiente idraulico va tenuto sotto limiti che non permettono sifonare ed/od erodere
compromettenti il limite ultimo strutturali. Ovvio che piu’ gli strutturali sono rigidi piu’ piccoli
fenomeni erosivi non sono influenti, mentre per strutturali elastici posti ad ondulatorio gli piani
di posa devono essere rigorosi non erodibili.

Gli stati limite EQU, UPL e HYD non prevedono il raggiungimento della resistenza degli
elementi strutturali.
Se si porta in conto la resistenza del terreno, si devono utilizzare per essa i coefficienti
parziali del gruppo M2

(Tabella 6.2.II NTC).

Qui si riporta da NTC2008:

VERIFICHE DELLA SICUREZZA E DELLE PRESTAZIONI

Le verifiche di sicurezza relative agli stati limite ultimi (SLU) e le analisi relative alle condizioni
di esercizio (SLE) devono essere effettuate nel rispetto dei principi e delle procedure
seguenti.

6.2.3.1 Verifiche nei confronti degli stati limite ultimi (SLU)

Per ogni stato


limite ultimo
deve essere
rispettata la
condizione.

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Effetto delle azioni e resistenza sono espresse in funzione delle azioni di progetto γFFk, dei
parametri di progetto Xk/γM e della geometria di progetto ad. L’effetto delle azioni può anche
essere valutato direttamente come Ed=Ek⋅γE. Nella formulazione della resistenza Rd,
compare esplicitamente un coefficiente R γ che opera direttamente sulla resistenza del
sistema. La verifica della suddetta condizione deve essere effettuata impiegando diverse
combinazioni di gruppi di coefficienti parziali, rispettivamente definiti per le azioni (A1 e A2),
per i parametri geotecnici (M1 e M2) e per le resistenze (R1, R2 e R3). I diversi gruppi di
coefficienti di sicurezza parziali sono scelti nell’ambito di due approcci progettuali distinti e
alternativi.
Nel primo approccio progettuale (Approccio 1) sono previste due diverse combinazioni di
gruppi di coefficienti: la prima combinazione è generalmente più severa nei confronti del
dimensionamento strutturale delle opere a contatto con il terreno, mentre la seconda
combinazione è generalmente più severa nei riguardi del dimensionamento geotecnico.
Nel secondo approccio progettuale (Approccio 2) è prevista un’unica combinazione di gruppi
di coefficienti, da adottare sia nelle verifiche strutturali sia nelle verifiche geotecniche.
6.2.3.1.1 Azioni
I coefficienti parziali γF relativi alle azioni sono indicati nella Tab. 6.2.I. Ad essi deve essere
fatto riferimento con le precisazioni riportate nel § 2.6.1. Si deve comunque intendere che il
terreno e l’acqua costituiscono carichi permanenti (strutturali) quando, nella modellazione
utilizzata, contribuiscono al comportamento dell’opera con le loro caratteristiche di peso,
resistenza e rigidezza.
Nella valutazione della combinazione delle azioni i coefficienti di combinazione ψij devono
essere assunti come specificato nel Cap. 2.

193

Tabella 6.2.I – Coefficienti parziali per le azioni o per l’effetto delle azioni.

CARICHI

EFFETTO Coefficiente Parziale γF (o γE)

EQU

(A1) STR

(A2) GEO

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Favorevole 0,9 1,0 1,0


Permanenti
Sfavorevole
γG1
1,1 1,3 1,0
Favorevole 0,0 0,0 0,0
Permanenti non strutturali (1)
Sfavorevole
γG2
1,5 1,5 1,3
Favorevole 0,0 0,0 0,0
Variabili
Sfavorevole
γQi
1,5 1,5 1,3 (1) Nel caso in cui i carichi permanenti non strutturali (ad es. i carichi permanenti
portati) siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coefficienti validi per le
azioni permanenti.
6.2.3.1.2 Resistenze
Il valore di progetto della resistenza Rd può essere determinato: a) in modo analitico, con
riferimento al valore caratteristico dei parametri geotecnici del terreno, diviso per il valore del
coefficiente parziale γM specificato nella successiva Tab. 6.2.II e tenendo conto, ove
necessario, dei coefficienti parziali γR specificati nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera;
b) in modo analitico, con riferimento a correlazioni con i risultati di prove in sito, tenendo conto
dei coefficienti parziali γR riportati nelle tabelle contenute nei paragrafi relativi a ciascun tipo
di opera; c) sulla base di misure dirette su prototipi, tenendo conto dei coefficienti parziali γR
riportati nelle tabelle contenute nei paragrafi relativi a ciascun tipo di opera.

Tabella 6.2.II – Coefficienti parziali per i parametri geotecnici del terreno PARAMETRO
GRANDEZZA ALLA QUALE APPLICARE IL COEFFICIENTE PARZIALE COEFFICIENTE
PARZIALE γM
(M1) (M2)
Tangente dell’angolo di resistenza al taglio
tan ϕ′k γϕ′ 1,0 1,25
Coesione efficace c′k γc′ 1,0 1,25 Resistenza non drenata cuk γcu 1,0 1,4 Peso dell’unità di
volume γ γγ 1,0 1,0

Per le rocce, al valore caratteristico della resistenza a compressione uniassiale qu deve


essere applicato un coefficiente parziale γqu=1,6.
Per gli ammassi rocciosi e per i terreni a struttura complessa, nella valutazione della
resistenza caratteristica occorre tener conto della natura e delle caratteristiche geometriche e
di resistenza delle discontinuità strutturali.
194

17
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6.2.3.2 Verifiche nei confronti degli stati limite ultimi idraulici


Le opere geotecniche devono essere verificate nei confronti dei possibili stati limite di
sollevamento o di sifonamento.
Per la stabilità al sollevamento deve risultare che il valore di progetto dell’azione
instabilizzante Vinst,d, combinazione di azioni permanenti (Ginst,d) e variabili (Qinst,d), sia
non maggiore della combinazione dei valori di progetto delle azioni stabilizzanti (Gstb,d) e
delle resistenze (Rd): Vinst,d ≤ Gstb,d + Rd (6.2.4)
dove Vinst,d = Ginst,d + Qinst,d (6.2.5)
Per le verifiche di stabilità al sollevamento, i relativi coefficienti parziali sulle azioni sono
indicati nella Tab. 6.2.III. Tali coefficienti devono essere combinati in modo opportuno con
quelli relativi ai parametri geotecnici (M2).

Tabella 6.2.III – Coefficienti parziali sulle azioni per le verifiche nei confronti di stati limite di
sollevamento.

CARICHI

EFFETTO Coefficiente parziale γF (o γE)

SOLLEVAMENTO (UPL)
Favorevole 0,9
Permanenti
Sfavorevole
γG1
1,1
Favorevole 0,0
Permanenti non strutturali (1)
Sfavorevole
γG2
1,5
Favorevole 0,0
Variabili
Sfavorevole
γQi
1,5 (1) Nel caso in cui i carichi permanenti non strutturali (ad es. i carichi permanenti portati)
siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coefficienti validi per le azioni
permanenti.

Il controllo della stabilità al sifonamento si esegue verificando che il valore di progetto della
pressione interstiziale instabilizzante (uinst,d) risulti non superiore al valore di progetto della

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tensione totale stabilizzante (σstb,d), tenendo conto dei coefficienti parziali della Tab. 6.2.IV:
uinst,d ≤ σstb,d (6.2.6)
In entrambe le verifiche, nella valutazione delle pressioni interstiziali, si devono assumere le
condizioni più sfavorevoli, considerando i possibili effetti delle successioni stratigrafiche sul
regime di pressione dell’acqua.
Nelle verifiche al sifonamento, in presenza di adeguate conoscenze sul regime delle pressioni
interstiziali, i coefficienti di sicurezza minimi sono indicati nella Tab. 6.2.IV. Valori superiori
possono essere assunti e giustificati tenendo presente della pericolosità del fenomeno in
relazione alla natura del terreno nonché dei possibili effetti della condizione di collasso.
6.2.3.3 Verifiche nei confronti degli stati limite di esercizio (SLE)
Le opere e i sistemi geotecnici di cui al § 6.1.1 devono essere verificati nei confronti degli
stati limite di esercizio. A tale scopo, il progetto deve esplicitare le prescrizioni relative agli
spostamenti compatibili e le prestazioni attese per l'opera stessa.
Il grado di approfondimento dell’analisi di interazione terreno-struttura è funzione
dell’importanza dell’opera.
Per ciascun stato limite di esercizio deve essere rispettata la condizione
195
Ed ≤ Cd (6.2.7) dove Ed è il valore di progetto dell’effetto delle azioni e Cd è il prescritto
valore limite dell’effetto delle azioni. Quest’ultimo deve essere stabilito in funzione del
comportamento della struttura in elevazione.

Tabella 6.2.IV – Coefficienti parziali sulle azioni per le verifiche nei confronti di stati limite di
sifonamento.

CARICHI

EFFETTO
COEFFICIENTE PARZIALE γF (o γE)

SIFONAMENTO (HYD) Favorevole 0,9


Permanenti
Sfavorevole
γG1
1,3
Favorevole 0,0
Permanenti non strutturali (1)
Sfavorevole
γG2
1,5
Favorevole 0,0
Variabili
Sfavorevole

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γQi
1,5 (1) Nel caso in cui i carichi permanenti non strutturali (ad es. i carichi permanenti portati)
siano compiutamente definiti, si potranno adottare gli stessi coefficienti validi per le azioni
permanenti.

6.4.2.1 Verifiche agli stati limite ultimi (SLU)

Nelle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato
limite ultimo, sia a breve sia a lungo termine.
Gli stati limite ultimi delle fondazioni superficiali si riferiscono allo sviluppo di meccanismi di
collasso determinati dalla mobilitazione della resistenza del terreno e al raggiungimento della
resistenza degli elementi strutturali che compongono la fondazione stessa.

Nel caso di fondazioni posizionate su o in prossimità di pendii naturali o artificiali deve essere
effettuata la verifica anche con riferimento alle condizioni di stabilità globale del pendio
includendo nelle verifiche le azioni trasmesse dalle fondazioni. Le verifiche devono essere
effettuate almeno nei confronti dei seguenti stati limite:
− SLU di tipo geotecnico (GEO)
− collasso per carico limite dell’insieme fondazione-terreno
− collasso per scorrimento sul piano di posa
− stabilità globale
− SLU di tipo strutturale (STR)
200
− raggiungimento della resistenza negli elementi strutturali,
accertando che la condizione (6.2.1) sia soddisfatta per ogni stato limite considerato.

La verifica di stabilità globale deve essere effettuata secondo l’Approccio 1:


− Combinazione 2: (A2+M2+R2)
tenendo conto dei coefficienti parziali riportati nelle Tabelle 6.2.I e 6.2.II per le azioni e i
parametri geotecnici e nella Tabella 6.8.I per le resistenze globali.

La rimanenti verifiche devono essere effettuate, tenendo conto dei valori dei coefficienti
parziali riportati nelle Tab. 6.2.I, 6.2.II e 6.4.I, seguendo almeno uno dei due approcci:

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Approccio 1:
− Combinazione 1: (A1+M1+R1)
− Combinazione 2: (A2+M2+R2)
Approccio 2:
(A1+M1+R3).
Nelle verifiche effettuate con l’approccio 2 che siano finalizzate al dimensionamento
strutturale, il coefficiente γR non deve essere portato in conto.

Tabella 6.4.I :

6.7.5 METODI DI CALCOLO


Per lo svolgimento delle analisi progettuali si deve fare riferimento ai modelli geotecnici di
sottosuolo di riferimento e a leggi di comportamento note e di provata validità. Inoltre, si deve
ricorrere a metodi e procedimenti di calcolo di comprovata validità, adeguati alla complessità
del sistema opera-terreno e al livello di progettazione. In generale si deve ricorrere ad uno o
più dei seguenti procedimenti: a) metodi analitici; b) metodi numerici, per simulare il
comportamento del sistema opera-terreno, nelle diverse fasi di scavo e costruzione, nonché
in condizioni di esercizio.
Le analisi devono essere svolte con specifico riferimento: − alla stabilità globale della cavità,
con particolare riguardo, nel caso delle gallerie, al fronte, alla zona retrostante il fronte e, in
condizioni di bassa copertura, alla valutazione dei risentimenti attesi in superficie; −
all’interazione opera-terreno nelle diverse fasi costruttive e in condizioni di esercizio.
Nel caso di progettazione basata sul “metodo osservazionale”, le analisi devono permettere la
valutazione quantitativa del comportamento dell’opera nelle diverse fasi di scavo e
costruzione, in modo da poter formulare previsioni sui valori delle grandezze rappresentative
del comportamento della cavità, con particolare riguardo ai valori di convergenza radiale del
cavo, della deformazione longitudinale del fronte e, se pertinenti, dei cedimenti indotti in
superficie.
216
6.7.6 CONTROLLO E MONITORAGGIO
Il monitoraggio deve permettere di verificare la validità delle previsioni progettuali. Esso deve

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essere predisposto in modo da permettere la valutazione del comportamento del terreno e


delle strutture per ogni fase di scavo e costruzione, oltre che ad opera ultimata.
Il monitoraggio deve inoltre consentire il controllo di quelle grandezze, rappresentative del
comportamento del complesso opera-terreno, specificamente individuate nell’ambito
dell’applicazione del metodo osservazionale.

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C_uk =

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Se si considerano gli dimensionali delle trave di fondazione abbiamo che il rapporto:

B/L == 20/2== 0.1


Ed
D/B == 1.5/2 == 0.75

Da questo tramite diagramma, ed successivo paragoneremo col calcolo differenziale:

N_c  6.3

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Da NTC2008

Nelle verifiche di sicurezza rispetto agli stati limite ultimi, può essere utilizzato l’Approccio 1 o
l’Approccio 2.
Nell’ambito dell’Approccio 1,
la combinazione 1 è generalmente dimensionante per le verifiche di sicurezza rispetto
agli stati limite di tipo strutturale, STR,
mentre la combinazione 2 risulta in genere dimensionante per le verifiche di sicurezza
rispetto agli stati limite di tipo geotecnico, GEO.
Le combinazioni dei coefficienti parziali da utilizzare per le diverse tipologie di opere e
sistemi geotecnici sono indicati nei paragrafi successivi.

Gli stati limite EQU, UPL e HYD non prevedono il raggiungimento della resistenza degli
elementi strutturali. Se si porta in conto la resistenza del terreno, si devono utilizzare per essa
i coefficienti parziali del gruppo M2 (Tabella 6.2.II NTC)

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Di fatto dalla circolare ministeriale 617 lavori pubblici risulta:


Nello stilare la norma si è fatto sistematico riferimento all’EN-1998, ma in un’ottica di sintesi e semplificazione, così da produrre una norma in
accordo con esso ed al contempo estremamente più sintetica e semplice da utilizzare. Con tale finalità, particolare attenzione è stata
dedicata a raccogliere, in una trattazione sintetica iniziale valida per tutte le tipologie costruttive, i requisiti comuni nei confronti degli stati
limite (§ 7.1), i criteri generali di progettazione e modellazione (§ 7.2), i metodi di analisi ed i criteri di verifica (§ 7.3). così da renderli il più
possibile esaurienti e, nel contempo, perfettamente integrati nella trattazione generale e semplici da intendere ed impiegare. Nell’ottica di
sintesi e semplificazione detta, è sembrato opportuno, in situazioni di pericolosità sismica molto bassa (zona 4) ammettere metodi di
progetto-verifica semplificati.
In tal senso, per le opere realizzate in siti ricadenti in zona 4 e qualora siano rispettate le ulteriori condizioni appresso elencate, le NTC
consentono l’utilizzo dei due diversi metodi semplificati di verifica nel seguito illustrati: _ Metodo 1 - Per le costruzioni di tipo 1 e 2 e di
classe d’uso I e II, le verifiche di sicurezza possono essere condotte alle tensioni ammissibili, secondo quanto specificato nel § 2.7 delle
NTC.

Cio’ e’ possibile solo per le travi di fondazione in cemento armato, mentre per il mio
progetto strutturali in fondazione elsto_plastici_inerziali non si puo’ applicare in ALCUNA
MANIERA IL METODO DELLE TENSIONI AMMISSIBILI Inoltre non potendo approcciare
per sismi ad aplicare quseti come carichi variabili dinamici agli strutturali in elevazione,

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pero’ solo applicandoli come dinamici ondulatori dal terreno ad strutturali fondanti,
bisognera’ aggiungere ulteriori due criteri:

A) Calcolo del ondulatorio interferenziali applicato dal terreno ad strutturali fondanti , con
limite non RISONANZA

B) Calcolo considerando il diagramma sforzi deformati ed non solo gli valori limite di
elastico lineare, snervamento, indurimento ed rompersi. Questi infatti introdurranno
con variabili integrabili ad livello energetico gli limiti di come arriva lo scossone sismico
al singolo materiali, 0, 5, 10 saranno gli valori da riportare. Questo perche’ ad secondo
del sisma applicato teorico si assoggetteranno gli provini ad intrinseci sforzi ad faticare:

per ottenere 5 limite bisognerà considerare lo scossone da applicare al provino ad


trarre od comprimere con valore del kGr/cm^2 esesrcitato da sisma di valore 5 con
ripetersi ondulatorio ad faticare per 120 minuti consecutivi con frequenziali variabili con
alto d’ondulatorio da -10% ad +10% con ritmo di 1 scossone ogni 0.6 secondi per 20
minuti, ed rimanenti ad 120 minuti ogni 6 secondi.

per ottenere 8 limite bisognerà considerare lo scossone da applicare al provino ad


trarre od comprimere con valore del kGr/cm^2 esesrcitato da sisma di valore 5 con
ripetersi ondulatorio ad faticare per 20 minuti consecutivi con frequenziali variabili con
alto d’ondulatorio da -10% ad +10% con ritmo di 1 scossone ogni 0.6 secondi per 3
minuti, ed rimanenti ad 20 minuti ogni 6 secondi.

per ottenere 10 limite bisognerà considerare lo scossone da applicare al provino ad


trarre od comprimere con valore del kGr/cm^2 esesrcitato da sisma di valore 10 con
ripetersi ondulatorio ad faticare per 1 minuti consecutivi con frequenziali variabili con
alto d’ondulatorio da -10% ad +10% con ritmo di 1 scossone ogni 0.6 secondi per 0.30
minuti, ed rimanenti ad 1 minuti ogni 6 secondi.

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Che rappresenta il lavoro che lo spostarsi secondo deformarsi provoca con lo sforzo durante
il deformarsi

8 10
5
0

Eps

Sig_2°

Sig_0 Sig_3
Sig.
Sig_1

Qui si può anche aggiungere il lavoro inerente l’impasto maltoso, se ed solo se, è al
precedente ciclo da quando si è riformato, poichè se polverizzato ed/od fessurato, ed/od se
anche macinato non ricomposto ad solido non produce lavoro.

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Inoltre vanno analizzati gli sollecitanti non rapportati come possibile secondo sistema
normativo 2008 in maniera semplice od statica, pErO’ come prescritto dal sistema
normativo 2008 stesso, che il solo InTElliGErE, con tranne approfondimenti.

Il precedente problema nella nostra terra che non e’ ad livello Equatoriale e’ quello sismico
ed non quello Eolico, che per cui tratteremo come secondo caso studiando gli fenomeni di
risonanza impessi dal sollecitare dinamico dei venti.

Il problema sismico si puo’ precedente distinguere con due fenomeni principali:

A) Susssultorio, che puo’ essere visto microscopico, come un piatto ove poggiato l’edificio
che si muove con martinetti idraulici verso l’ato ed verso il basso in maniera
omogenea, cioe’ senza moveimenti relativi tra mertinetti idraulici. Se macroscopico
invece considerare sia che la il pianeta_terra non e’ l’orizzonte piatto che si pensavano
con la meridiana, da cui il sussultotio e’ concentrico, sia il fatto che non essendo il
crostone raffreddato terrestre omogeneo non e’ possibile che si muova senza spostarsi
relativo.
B) Oscillatorio, che’ essendo come le onde del mare cioe’ avendo un epicentro come un
ago che tocca il pelo libero del flusso acquoso, da quel punto si generano ondulatori
concentrici che sembrano solo spostare il pelo libero.

Questi due sistemi si riconnettono con il fatto che non essendo l’epicentro del terremoto
posto ad livelllo di magma, poiche’ fluido, pero’ ad punti solidi del crostone. Di qui come da
geoditici studi , gli spostarsi che si implicano da quel originare epicentrico, vanno diritti
all’ultimo strato del crostone ed provocano il sussultorio, che piu’ violento perche’ diritti, ed
quello che risalito all’ultimo strato non secondo segmento verticale pero’ secondo
segmento obliquo, ed raggiunto questo ultimo strato provocando puntuali in ogni punto
come nella vaschetta con il pelo libero un oscillatorio concentrico questo si diffonde sul
crostone intersecandosi ed dando origine ad fenomeni sovrapponenti che possono anche
essere risonanti.

Per cui lo scomporre secondo sussultorio ed oscillatorio serve non perche’ effettivo si
parta da ORIGINARSI DIVERSI, pero’ perche’ serve per indagare sul percorso di sismi ed
sul come gli edifici che li subiscono vanno costruiti ad difendersi.

Di qui ogni edificio riceverà scossoni sussultori, che provenienti dal segmento verticale
all’epicentro, ed non da quelli obliqui che sussultori traversi, per cui rimessi tra gli
componenti di oscillatori, anche se impropi.

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Gli sollecitare dinamici sussultori che noi andremo ad considerare secondo schema
sismico dovuto ad criteri generalizzati di rilievi sismici ed classicizzati ad zonati sismici
prescrivono di fatto con amplio approssimato, che secondo questo relazionare troverà
approfondire da parte di Geologi Dott.Dr.Prof. ed di Dott.Ing. Geotecnici, per il momento
verra’ considerato come basanti gli calcoli, ed solo nelle circostanze di pratico contratto
terreno_materiali, tramite mio Ing._calcolo fondato sul sistema di rilievo di miei scelti
Dott.Dr.Prof. ed Dott.Ing. gli quali andranno ad vedere non con criteri semplicioni, quali
strati comportano ad secondo di come inclinato l’epicentro quali consequenziali, ad tal
punto che entro certi limiti il moto sussultorio obliquo verra’ rilevato come tale ed non
mischiato ad quello ondulatorio.

Di qui mischieremo ed analizzeremo, il che e’ errato, mischiando sussultorio obliquo con


oscillatorio, ovvio che anche lo schemi dei conci ed degli trefoli ed/od cavi risente di
questo errore, ed non va così eseguito.

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Appendice A:

“EC_TimBrATo_Ing._Brevetto:

Brevetto:

sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI

riassunto brevettuali:

Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci
che disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli
ed/od cavi per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni
di acciaio ferro od metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al
sollecitare con sforzi di carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per
come disposti.

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Descrivere Brevetto:
Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci
che disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli
ed/od cavi per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni
di acciaio ferro od metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al
sollecitare con sforzi di carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per
come disposti.

Con cio' si custodisce l'innovativo con cui si permette tramite sistema di conci di materiali
ceramicei ed/od conglomerati , che disposti, sul letto di magrone od non, ed in maniera che il
loro disegno perimetrali, e’ ad muoversi relativo favorendo l’agire del solecitare di forze
applicate, come venti ed ancor di piu’ sismi ad spostarli, ed tramite trefoli od cavi
precompressi ad ritornare al posto come collocati iniziali, ed con questo muoversi che di
carattere oscillatorio funzionare da smorzanti Anti SISMA. Gli concetti dovranno essere di
materiali lapidei riciclati con ausilio di leganti, come il cemento, od di ceramicei cotti così da
prestare opporsi meccanico sufficiente elevato da non comportare fessurarsi durante il
muoversi che risponde al sollecitare delle forze dinamiche che ad esempio del vento ed del
sisma. Gli trefoli od cavi precompressi hanno funzioni ri riportare gli concetti al loro posto
andando ad aumentare il loro opporsi in campo elastico conseguente ad il muoversi di questi
sotto effetto del carico sollecitanti. Inoltre vengono usati od barre, od migliori cavi ed trefoli
per contenere il movimento dei concetti entro un volume deformabile. Parte di questi cavi od
trefoli sara’ inoltre usato per il rispondere ad sforzo ad taglio. Gli concetti inoltre saranno
distanziati al momento del essere sistemati con piccoli letti di appositi impasti di carattere
maltoso. Questi ultimi permettono con apposito esatto Ing._calcolo di portare il tirare trefoli ed
cavi per precomprimere anche oltre il limite plastico.

il sistema così descritto complessivo puo' sostituire sistemi rigidi di elementi in fondazione,
che piu’ usati su suoli sabbiosi, in parecchie circostanze dove l’effetto di carichi sismici si fa
parecchio preponderante nell’analisi dei carichi incidenti da sismi.

Il sistema permette se anche con qualche possibile costo ecologico superiore od inferiore, di
certo di risparmiare ecologico con il deteriorarsi strutturali intrinseco che elementi
corrispondenti ad assorbire gli carichi sollecitanti dinamici, che gli elementi strutturali rigidi
come conglomerato cementato ferrato od acciaio non possono fornire.

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Il crescente bisogno di poter rispondere con strutturanti gli edifici che si oppongono ad
cataclismi di carattere meteorologico tra cui il sollecitare dei venti il piu’ pericoloso, od di
carattere sismico pone questo trovato innovativo come giusto rispondere non di carattere
inerziale nella mole pero’ di carattere inerziale da possibile scaricarsi ad movimento elesrtico
parecchio ripetibile perche’ resoistente ad fenomeni coinvolgenti la rottura ad fatica.

Il livello attuale tecnico si ferma ad sistemi rigidi al limite sconnessi tra elementi rigidi con
sistemi elastici al vincolo per assorbire gli sollecitanti di carattere dinamico in fondazione, con
le lacune provenienti dall’avere nell’Ing._calcolo elastoplastico il deteriorarsi degli elementi
strutturali, con anche il compensare ad sovradimensionarli.

Il sistema strutturali qui brevettato migliora il preesistente aggiungendosi anche il risparmio


ecologico ed economico.

Considerato il crescente richiedere di risparmiare per non OBERARE Il bilancio di Paesi ed di


privati conseguente ad gravi cataclismi che dovuti di frequente ad il sollecitare edifici con
carichi di carattere dinamico. Questo innovativo risulta di amplio risparmio sia per costruire
che per restauro od ripristino.

Guadagni provenienti da applicazioni simili ed/od con cambi di design, che risultano usati
dagli disegni ed/od scritti per spiegare ed/od disegnare col descrivere questo brevetto, non
sono limitanti questo brevetto, ed considerati solo come correlative richieste di custodire il
bervetto.

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Numerati disegni tecnici di brevetto:

fIG. 1: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli ed/od cavi per
precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per travati rovesci schizzo visto longitudinalii:
1) travato rovescio in fondazioni, che come concetti ad sezionati pentagonali ed rombici, con
trefoli ed cavi precompressi
2°) travato rovescio in fondazioni, che come concetti ad sezionati pentagonali ed rombici, con
trefoli ed cavi precompressi con micropali ad irrobustire gli tratti connessi ad strutturali in
elevazione
3) come precdenti punti con pali fondanti al posto di micropali

fIG. 2°: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi
per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per travati rovesci schizzo visto longitudinalii:
1) concetti ad sezionati pentagonali ed rombici
2°) elamenti per connettere strutturali in elevazione, gli elementi non sono cementati pero’
ancorati tramite concetti superiori ad sbarrare lo scalzo, ed trefoli ed cavi precompressi che
ancorati in concetti, pali od micropali del sistema fondanti
3) trefoli ed cavi precompressi

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fIG. 3: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli ed/od cavi per
precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per travati rovesci schizzo visto longitudinalii:
1) plintino rigido piatto ad connettere gli micropali come concentrati ad punti
2°) micropali consistenti con tubi metallici bucati laterali ad puntali ove bloccare il cavo od
trefolo da tirare ad precomprimere, ed iniettabili con impasto cementanti atto fuoriscendo dai
buchi di tubi ad alveolarsi nella terra sì da migliorare l’ancoraggio con l’aumentare l’attrito ed
l’ingranarsi al terreno

fIG. 4: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli ed/od cavi per
precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per travati rovesci schizzo visto longitudinalii:
con pali fondanti in cuii ancorati gli cavi od trefoli per precomprimere

fIG. 5: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti traloro con trefoli ed/od cavi per
precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per lastrati_solette con muri di sostegno laterali
ad costruire vasconi od semivasconi schizzo visto longitudinalii:
1) soletta sottosoletta con magrone ed sovrasoiletta con pavimento ad perdere in caso di
sovrasollecitanti dinamici
2°) pali di fondazione per terreni ad bassa tenuta ed/od edifici pesanti

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fIG. 6: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi
per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per lastrati_soletta con pali di fondazione ed
muri di sostegno laterali schizzo visto longitudinali

fIG. 7: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi
per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per lastrati_soletta con micropali ed muri di
sostegno laterali schizzo visto longitudinali

fIG. 8: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi
per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per lastrati_soletta con muri di sostegno laterali
schizzo visto longitudinali

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fIG. 8: Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad
rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con cio’ si intende sistema di conci che
disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od dinamici ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi
per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od
metalli, atti al permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di
carattere prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

disegnato schematico come concetto generali per plinti con pali di fondazione schizzo visto
longitudinali

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descrittivo gli disegni di brevetto


Con “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti (fig.2°: 1)
pressocompressi (fig.2°: 3) ad rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI” ed con
cio’ si intende sistema di conci che disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od
dinamici (fig.2°: 1) ed raccolti tra loro con trefoli ed/od cavi per precomprimere (fig.2°: 3), ed
tenuti al posizionarsi iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od metalli, atti al
permettere sotto effetto di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di carattere
prevalente elastici, non solo dei materiali, pero anche per come disposti.

Con cio' si custodisce l'innovativo con cui si permette tramite sistema di conci di materiali
ceramicei ed/od conglomerati (fig.2°: 1), che disposti, sul letto di magrone (fig.1) od non, ed in
maniera che il loro disegno perimetrali, e’ ad muoversi relativo favorendo l’agire del sollecitare
di forze applicate, come venti ed ancor di piu’ sismi ad spostarli, ed tramite trefoli od cavi
precompressi ad ritornare al posto come collocati iniziali, ed con questo muoversi che di
carattere oscillatorio funzionare da smorzanti anti sollecitare dinamico come effetto di sismi
od venti. Gli concetti dovranno essere di materiali lapidei riciclati con ausilio di leganti, come il
cemento, od di ceramicei cotti così da prestare opporsi meccanico sufficiente elevato da non
comportare fessurarsi durante il muoversi che risponde al sollecitare delle forze dinamiche
che ad esempio del vento ed del sisma. Gli trefoli od cavi precompressi hanno funzioni di
riportare gli concetti al loro posto andando ad aumentare il loro opporsi in campo elastico
conseguente ad il muoversi di questi sotto effetto del carico sollecitanti. Inoltre vengono usati
od barre (fig.9), od migliori cavi ed trefoli per contenere il movimento dei concetti entro un
volume deformabile. Parte di questi cavi od trefoli sara’ inoltre usato per il rispondere ad
sforzo ad taglio. Gli concetti inoltre saranno distanziati al momento del essere sistemati con
piccoli letti di appositi impasti di carattere maltoso. Questi ultimi permettono con apposito
esatto Ing._calcolo di portare il tirare trefoli ed cavi per precomprimere anche oltre il limite
plastico.

Inoltre ci sono gli elementi di innesco per strutturali in elevazione, consistenti in tronchi di
cono od di cono parallelepipedeo, che incastrati tra concetti lunghi non possono fuoriuscire,
ed rafforzati da trefoli che connessi con concetti ed sipuo’ anche con microplai od pali di
fondazione.

Questi tipi di elementi strutturali vanno posti su terreni di scavo opreparati, con: ghiaiosi ad
granulometrico stabilizzato, grassone, ed eventuali steti impermeabili, tenendo in
considerazione che successivo aver resistito ad sforzi derivanti da sollecitanti dinamici, questi
sono facili da attraversare da infiltrazioni dovute al risalire del livello acquoso freatico od al
discendere di quello piovoso. Per ridurre questo problema se non si tratta di lastratisoletta e’

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suggeribile usare il distacco tra strutturali in elevazione ed strutturali fondanti. Nelle


circostanze di latrati_soletta, e’ necessario predisporre l’impermeabilizzare tra elementi
strutturali ed pavimento che se aderente ad gli elementi strutturali e’ da considerare ad
perdere nel caso che la struttura veine sottoposta ad carichgi dinamici limite, per cui gli
pavimenti galleggianti sono da considerare preferibili, poiche’ in queste circostanze alzarli per
riparare gli strati impernmeabili risulta di minori costi ecologici ed economici.

il sistema così descritto complessivo puo' sostituire sistemi rigidi di elementi in fondazione,
che piu’ usati su suoli sabbiosi, in parecchie circostanze dove l’effetto di carichi sismici si fa
parecchio preponderante nell’analisi dei carichi incidenti da sismi.

Il sistema permette se anche con qualche possibile costo ecologico superiore od inferiore, di
certo di risparmiare ecologico con il deteriorarsi strutturali intrinseco che elementi
corrispondenti ad assorbire gli carichi sollecitanti dinamici, che gli elementi strutturali rigidi
come conglomerato cementato ferrato od acciaio non possono fornire.

Il crescente bisogno di poter rispondere con strutturanti gli edifici che si oppongono ad
cataclismi di carattere meteorologico tra cui il sollecitare dei venti il piu’ pericoloso, od di
carattere sismico pone questo trovato innovativo come giusto rispondere non di carattere
inerziale nella mole pero’ di carattere inerziale da possibile scaricarsi ad movimento elesrtico
parecchio ripetibile perche’ resoistente ad fenomeni coinvolgenti la rottura ad fatica.

Il livello attuale tecnico si ferma ad sistemi rigidi al limite sconnessi tra elementi rigidi con
sistemi elastici al vincolo per assorbire gli sollecitanti di carattere dinamico in fondazione, con
le lacune provenienti dall’avere nell’Ing._calcolo elastoplastico il deteriorarsi degli elementi
strutturali, con anche il compensare ad sovradimensionarli.

Il sistema strutturali qui brevettato migliora il preesistente aggiungendosi anche il risparmio


ecologico ed economico.

Considerato il crescente richiedere di risparmiare per non OBERARE Il bilancio di Paesi ed di


privati conseguente ad gravi cataclismi che dovuti di frequente ad il sollecitare edifici con
carichi di carattere dinamico. Questo innovativo risulta di amplio risparmio sia per costruire
che per restauro od ripristino.

Guadagni provenienti da applicazioni simili ed/od con cambi di design, che risultano usati
dagli disegni ed/od scritti per spiegare ed/od disegnare col descrivere questo brevetto, non
sono limitanti questo brevetto, ed considerati solo come correlative richieste di custodire il
bervetti.

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Richiesti diritti d’autore Ing. da custodire secondo brevetto:

sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti


pressocompressi ad rispondere elastico ad suolo elastico come Anti
SISMI

1) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad

ed con cio’ si intende sistema di conci che disposti appositi secondo Ing._calcoli ststici ed/od
dinamici ed raccolti traloro con trefoli ed/od cavi per precomprimere, ed tenuti al posizionarsi
iniziali tramite cavi trefoli od spezzoni di acciaio ferro od metalli, atti al permettere sotto effetto
di agenti dinamici di rispondere al sollecitare con sforzi di carattere prevalente elastici, non
solo dei materiali, pero anche per come disposti.

2°) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1;

con conci disposti paralleli ortogonali ed/od secondo piu’ direzionali obliqui.

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3) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1 ed/od 2°;

con impasti maltosi tra gli conci così da migliorare ll processo costruttivo, ed migliorare il
rispondere elastoplastico, migliorando le condizioni di Ing._calcolo potendolo portare al
campo elestoplastico per gli cavi ed/od trefoli

. 4) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1ed/od 2° ed/od 3;

con cavi od trefoli di materiali elstoplastici che usati sia come mezzo per tenere gli conci
insieme sia per precomprimerli sia per gli sforzi taglio che flessionali ed/od torcenti come
elementi che si oppongono alle azioni degli sollecitanti dinamici ed non.

4) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1 ed/od 2°; ed/od 3, ed/od 4;

con conci per connettersi ad strutturali in elevazione, che suggeribile conici tronchi, ed
incastrati ad non uscire da sistema di questi, ed ancorabili anche con trefoli od cavi anche
precompressi, od con spezzoni ad incastro cementabile od non.

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6) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1, ed/od 2°, ed/od 3, ed/od 4, ed/od 5;

con sistemi fondanti in profondita’ pressocompressi od non, di micropali, ed/od pali di


fondazione.

7) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1, punto 6, ed/od 2°, ed/od 3, ed/od 4, ed/od
5;

con elementi strutturali portanti od portati ancorati ad il sistema con spezzoni metallici ed/od
cavi ed/od trefoli..

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Esteso il 26.05.2017 secondo disegni TimBrati Ing. prEBrevetto:

8) “sistema per elementi strutturali in fondazione costituiti da concetti pressocompressi ad


rispondere elastico ad suolo elastico come Anti SISMI”

ed con questo considerato,

Il trovato innovativo corrisponde ad punto 1, punto 6, ed/od 2°, ed/od 3, ed/od 4, ed/od
5 ed/od 7;

che usato per pozzi interrati come elementi ad tubo con fughe riempite con impasti ed/od
setti di carattere filtro chimico, atti ad potabilizzare il flusso acquoso entrante nel tubo stesso.
Per tubi disposti verticali come veri ed propri pozzi aventi isolati raccoglitori ad fughe riempite
non permeabili, ed ad livelli superiori con fughe ad setti od /ed impasti semipermeabili atti
biochimico ad potabilizzare il flusso acquoso penetranti. Se disposti orizzontali, anche per
sistemi fognari con fughe riempite con impasti ed/od setti semipermeabili direzionali atti ad
migliorare il liquefare ed scorrere del fluido fognario. Possono anche prescriversi progettuali
esecutivi pozzi per aspirare gas entroterra con lo stesso sistema sia come verticali ad elevato
intensivo puntuali sia orizzontali ad elevato capillari estensivo.

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Disegni:

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1 2 3

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3
1 2°
Fig.1

Fig.2°

Fig.3

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Fig.4

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Fig.5

51
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Fig.6

52
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Fig.7

53
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Fig.8

54
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Fig.9

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Appendice B:

opporsi terreno secondo suolo elastico

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Il decomporre del sollecitanti il terreno corrisponde ad sforzi che risultano contrari ed secondo
come carico che si diffonde su area intorno incidente.

Secondo questo sistema si distribuiscono gli sforzi


secondo carichi che li provocano, sia secondo
diametro influente, sia come profondo il quotato ad
cui ci si riferisce.

Ovvio piu’ ci si avvicina al punto di contatto del


carico concentrato od alla sua verticale, piu’ il
componente verticali e’ grande. Piu’ profondo
piu’s’attutisce.

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Se si divide lo sforzo normali per il carico si va ad


vedere come al distanziarsi dal punto, secondo
verticale od raggio si riduce lo sforzo.

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Questo è il caso di un lastrato non circolare al punto d’angolo.

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Secondo il sistema di calcolo Boussinosq vengono posti gli strati di terreno con gli loro moduli
elastici considerando uno strato virtuale intermedio che ha caratterizzanti ove il variare tra il
modulo dello strato superiore è rapportato ad 1 con quello dello strato inferiore ed per uno
spessore che rapporto tra livello di profondo ed il lato considerato dell’elemento fondanti pari
tra 1 ed 2.

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Edometrico qui è ad descrivere che gli moduli elastici degli strati di terreno cambiano drastici
tra lo strato superiore ed quello inferiore.

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Si completa questo appendice con il breve accenno ad Ovetti ed interstiziali che mio
TEOriCo, che si trova appena accennato in internet www.ecologicolombo.net come qui viene
riportato:

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È da condividere che il firmare Entsprechend_EC_giuridicolegale che abbreviato E_EC_firma, coincide che non Solo Come Iscritto A1360
PG_I_1995 pErO Valido Solo Con Contratti EC_giuridicolegale, Che si Applicano Considerando Che EC_sono EC_Presidente EC_OrdInI
EC_InTErnAZIonAli.

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Appendice C

Calcolo di strutturali in fonazione:

come ogni elemento strutturali anche quelli in


fondazioni si vanno ad calcolare con fasi:

precede il dimensionare gli elementi rigidi, che qui


consiste con lo schema qui riportato:

Con cio’ per arrivare ad risultato dobbiamo


decidere con quale mezzo di calcolo: il sistema
normativo attuali impone il Calcolo limite di
esercizio ed degli Stati ultimi, togliendo LO
SPERPERO DERIVANTE DAL METODO
DELLETENSIONI AMMISSIBILI. Questo criterio si
chiama allo Stato ultimo perchè considerando il
diagramma che descrive il deformato
conseguente lo sforzo; non si considera il
segmento rettilineo lineare, CHE TRUFFA,
perche’ non LINEARE, pero’ anche il deformarsi
plastico entro limiti di non COLLASSO. Inoltre si
impone per Stati limite d’esercizio quelli con cui il Calcolo SemiProbabilistico non E’
CONSIDERATO UNA TABELLINA DI RIFERIMENTO, che solo per ConTrOllo, perO’ che
implica per ogni circostanziali ad personam et loci l’Ing._calcolo del probabile ripresentarsi IL
PROBLEMA, OD NUOVO PRESENTARE IL PROBLEMA, ad secondo dell’uso che si fa degli
elementi strutturali.

Si mettono evidenti gli tipi di collasso che il sistema


strutturali in fondazione con terreno puo’ innescare ove il
collasso per slittamento consiste in strato verticale o d
orizzonatale od obliquo con cui gli elementi strutturali si
mettono in crisi per cedere del terreno ad slittare. Il
collasso per rottura generale è invece dovuto come da
EurOCodici 7 od 8 descritto ove il carico limire
sopportabile dal terreno viene superato collassando.

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secondo decreto ministeriale del 2005,


che superato dal sistema normativo del
2008, che superato da Tranne
Approfondimenti, si usano coefficienti
parziali che assommabili secondo casi.
Esempio del sismico sollecitare è ad
esempio secondo EurOCodici 8 il
combinare gli coefficienti parziali dovuti ad opporsi anti taglio non drenato, resistere al taglio
ciclico non drenato, angolo resistente ad comprimere non limitato spaziali, sforzo coesivo
efficace del terreno, ed denso secondo peso.

inoltre e’ necessario affrontare il


problema di combinabili carichi, per cui
oltre carichi persistenti, bisogna andare
ad analizzare piu’ approfondito il carico
simico dinamico.infatti l’interpretazione
statica del carico sismico risulta per lo
smorzare inerziali_elastico degli
elementi strutturali in fondazione non
sufficiente, di fatto e’ proprio lo studio
dei sismi con
Ing._calcolo_semiprobabilistico, degli
effetti combinati di sussultori ed
ondulatori che ci porta ad valutare come
inerziali di peso gli conci, come elastici
di opporsi meccanico questi ultimi, ed come elasto_plastico campo necessario per cavi ed
trefoli precompressi combinati ad impasti maltosi, appena consolidati, sbriciolati polverizzati,
ed ricalcizzati con nuovo configuranti da spostarsi ultimo relativo di conci.

Precdente per cui di continuare in questo calcolo soffermiamoci ad studi sismici per valutare
come considerare ad noi Dott.ing. prospettabili valori dinamici non per strutturali rigidi:

se la struttura ha una trave di fondazione in cemento armato, cioe’ calcolata ad limiti di


esercizio ed stati limiti ultimi che considerano la deformazione plastica del ferro ed/od acciaio
ed solo per sforzi ad compressione del conglomerato cementato, per cui in zona tesa
considerando fessurazioni, che dovrebbero, anche se nella pratica poi non succede, non
arrivare ad ledere il copriferro delle armature. Infatti parecchi progettisti si limitano ad
calcolare lo stato ultimo in zona tesa considerando sì la freccia massima ed oltre lo
snervamento il limite plastico con coefficienti di sicurezza, pero’ non pensano di controllarlo
andando ad vaultare la fessurazione del conglomerato cementato in zona tesa, così che si
arresti in maniera sufficiente da non causare l’imborfamento degli elementi di ferro.
Suggerisco comprate l’anti RUGGINE ed bagnateci le sbarre ad aderenza migliorata, se siete

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troppo pigri per questo tipo di calcolo.


Tornando al come considerare il sisma qualora gli strutturali in fondazione non sono di tipo
rigido, pero’ inerziali_elastici:

Piano

Orto_

Travone
Piano
Travone

Secondo questo tipo di conci che ad sezionato quadrato od esagonali irregolari; pe poter
valutare lo sviluppo di cpme al condizionare del contorno dall’arrivo degli sollecitanti
dinamico_ondulatori, si propagano nella struttura, bisogna valutare come gli elementi
strutturali si possono opporre inerzial_elasto_plastici ad questi.

Si pone essere attenti, di come il sezionato quadrato risulta ad 45° esatti rispetto ad gli assi di
piano Travone ed piano Orto_Travone, inoltre il sezionato esagonali avra gli lati di concio
inclinati con un distinguo di 3 ° circa. Si puo’ approfondire inoltre vedendo che parte degli
conci sezionati quadrato si incastrano toccando diritti su quelli sezionati esagonali. Questo
dettaglio puo’ venir cambiato qualora non si desiderano sbriciolarsi di questi spigoli. Ovvvio
che ho si calcolano gli limiti di sollecitanti dinamici che sbriciolano gli spigoli vivi, od si
predispongono appositi spigoli smussati come di tratteggio rosso. esistono anche coloro che
usando speciali materiali, possono usare lo sbriciolarsi per essere rientegrato ad impasto
maltoso ed il ricomporsi di questo solo in condizioni quiete ad lungo periodo.

Ritorniamo ad il punto precedente, se l’angolo rotativo del concio permesso senza


fessurazioni nel concio stesso e’ 3°, bisognerà considerando il sezionato del travone andare
ad valutare che questo corrispode ad un ruotabile gli conci quadrati rispetto ad quelli

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esagonali di 3°, se ed solo se l’impasto maltos completo polverizzato va ad spostarsi tra


spazio pieno ad spazio, dovuto al ruotare, svuotato.

Implica valutare precedente lo sforzo composto tra normale ed di taglio con cui l’impasto
maltoso polverizzabile ed porre come limite per innesco del fenomeno di
inerziali_elasto_plastico attenuare.

nOr.lim_fes KGr/m^2 sforzo normali che fessura il materiale

nOr.lim_pol KGr/m^2 sforzo normali che polverizza il materiale

TG.lim_fes KGr/m^2 Taglio limite che provoca fessurarsi

TG.lim_pol KGr/m^2 Taglio limite che provoca polverizzarsi

Ovvio che l’agire del taglio non e’ uguale ad quello del normali, ed che il loro comporsi come
forza non vale, senza uso del solido di SaintVenant, ed per cui del diagramma sforzo
deformato, mentre il sovrapporsi degli deformati così raggiunti e’ permesso.

Epsi_TG_lim_fes + Epsi_nOrm_lim_fes

 limite del sollecitare che provoca fessurare dell’impasto


maltoso

Epsi_TG_lim_pol + Epsi_nOrm_lim_pol

 limite del sollecitare che provoca polverizzarsi dell’impasto


maltoso

simile ad un sistema chimico per cui questi strutturali abbisognano di un minimo livello
energetico per poter innescare dal funzionare come rigidi_statici, al funzionare come
elasto_plastico_inerziali.

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Superato il limite per cui non si comporta piu’ come uno strutturali comune eseguito come il
figurativo successivo esplica:
Lr_O=p*Acr_O

Lt_O=p*Act_O

Ls=p*Acs LO=p*AcO

Qui la trave di fondazione e’ considerata parecchio rigida per cui sia moti sussultori che quelli
oscillatori si applicano arrivanti ad gli vincoli che considerabili incastri_cernire ad determinato
rigido opporsi. Per cui si applica equolibrio tra gli reagenti vincolari ed gli sollecitare
baricentrici, piu’ efficace si fa l’equolibrio di bilancio energetico tra il lavoro che fa il sisma
applicandolo baricentrico == ad lavoro delle reazioni vincolari + lavoro dovuto al non essere
perfetta rigida la fondazione.

Con iltravone Elasto_plastico_inerziali il terreno che emette gli sollecitanti ccarichi dinamici
sismici bisosna scomporlo come un un solido elastico con un tappetino stato elstico, al solido
elastico si imprimono ogni carico dinamico che si comprimere ed decomprimere secondo gli
tre assi coordinati, al tappetino si impongono solo gli carichi dinamici sollecitanti secondo
approccio aderente tangenziali, simile alle gomme di una macchina al calcolo del manto
bituminoso. Questi ultimi derivano da sussultori solo se obliqui ed da ogni oscillatorio.
Il problema e’ che il suolo va considerato nel calcolo come senza massa ed composto solo da
sollecitanti emettenti che simultanei ad opporsi elastici. Il travone invece si considera come

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dispersore di energetico tramite , prevale elasto_plastico_inerziali stesso che si muovera’


oscillatorio disperdendo energetico che non arrivera’ ad gli vincoli degli sistemi strutturali, gli
quali riceveranno minore energetico ondulatorio che se nel caso della trave di fondazione
rigida, ed disperderanno il rimanente tramite gli strutturali elevati ed piani. Teorico gli edifici
dal sottofonazioni al pennone si comportano da elastico_plastico ad plastico_rigido, così che
all’ultimo piano l’ondulare si riduce al minimo, ed al piano sotterraneo e’ al livello piu’ elevato.
Questo caratterizzare che probabile intento costruttivo di ogni sistema, qui viene rafforzato
drastico all’aumento del disperdere secondo criteri Elasto_plastico_inerziali degli materiali ed
non secondo criteri RIGIDO_MASSA DEL SOVRADIMENSIONARE.
Ritornando al calcolo aggiungiamo all’equolibrio energetico il lavoro:

LTraV==LpOs+LEl_ct+LPl_ct+L_El_im+L_Pl_im

LTraV  lavoro del travone

LpOs  lavoro pesi spostati con oscillare

LEl_ct  lavoro Elastico di cavi ed trefoli importanti non


considerarlo lineare, pero’ come di mio Teorico ,
oscillatorio secondo stereometrico connettersi degli
complessi molecolari di reticolo

LPl_ct  lavoro Plastico di cavi ed trefoli.

L_El_im  lavoro elastico impasto maltoso, che quasi


trascurabile od trascurabile

L_Pl_im  lavoro plastico impasto maltoso

Livelli di Sollecitare ed Stati limite di Esercizio:

1) Sollecitare per arrivare ad fessurare impasto maltoso limite frequente richiede ruotare
di conci relativo minimo, conseguente elevarsi od abbassarsi del asse baricentrico del
travone, con spostare peso dello stesso ed aumento del tensore precomprimente cavi
ed trefoli. Valore sismico 5.
2) Sollecitare per arrivare ad polverizzare impasto maltoso, ruotare per arrivare al limite di
fessurare gli conci, distanziali tra conci si riduce, sollevare peso dei conci,
precomprimere rimane allo stesso valore di tensore.
3) Sollecitare per spostare ad limite che fratturare conci questo limite e’ da non
raggiungere ed si Ing._calcola come distanziato Stato limite Ultimo da non raggiungere
che con scala di sisma , da 0 ad 10, 10.

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Per poter arrivare ad manutenere il sistema ad esercizio come non ha raggiunto sismico 10,
bisogna adoperare il EC_TimBrAto_Ing._prEBrEvetto qui sovradisegnato. Bisogna usare
granelli di cemento non reagito, che rivestiti di pellicoloso_verniciato duro ed impermeabile,
che facile da schiacciare.

Un esempio di dettaglio anche se il concio secondo gli Stati limite d’esercizio, va ridisegnato
con il come sezionato, puo’ essere quello che segue.

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Qui il dettaglio di come si dispone sovra elemento strutturali in fondazione il granulato cementico impermeabilizzato.

Come funziona e’ facile da intuire:

Da questo disporsi con ondulatorio si sposta polverizzando l’impasto maltoso il quale scorre rapido tra gli interstizi. Gli granulati di cemento
scorrono dalle feritoie superiori che si allargano ed come si ritorna al posizionarsi di conci come all’inizio, schiacciano gli granuli liberando il
cemento dal non permeabile guscio di vernice, ed permettendo con l’umidita’ di riportare l’impasto maltoso al condizionato non disgregabile.
Ovvio che perche’ funzioni gli granuli cementicei devono essere di classe RBk inferiore di quella dell’opporsi meccanico di materiali di conci.

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1) Sollecitare per arrivare ad fessurare impasto maltoso limite frequente richiede ruotare
di conci relativo minimo, conseguente elevarsi od abbassarsi del asse baricentrico del
travone, con spostare peso dello stesso ed aumento del tensore precomprimente cavi
ed trefoli. Valore sismico 5:

abbiamo da considerare per gli materiali:


Conci: denso di pesi ad secco 0% ad umido 100%

E (migliore segmento curvo elastico)

Limite tensionale di snervarsi

Limite tensionali di indurimento

Limite tensionali di rompersi

(Gli ultimi tre sono da sostituire con segmento curvo per piu’ esatti calcoli)

Coefficiente d’attrito

Cavi ed trefoli: denso di pesi

E (migliore segmento curvo elastico)

Limite tensionale di snervarsi

Limite tensionali di indurimento

Limite tensionali di rompersi

(Gli ultimi tre sono da sostituire con segmento curvo per piu’ esatti calcoli)

Coefficiente d’attrito

Impasto maltoso denso di peso ad secco 0% ad umido100%

E (migliore segmento curvo elastico)

Limite tensionale di snervarsi

Limite tensionali di indurimento

Limite tensionali di rompersi

(Gli ultimi tre sono da sostituire con segmento curvo per piu’ esatti calcoli)

Coefficiente d’attrito

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LTraV==LpOs+LEl_ct+LPl_ct+L_El_im+L_Pl_im

LpOs==Somma(pes_c_i*G*s_c_i)_0,nc + Somma(pes_c_j*a_tr*s_c_j)_0,nc

Che rappresenta lo spostarsi secondo traslare verticali considerando che accellerati


Gravitazionali, ed quello orizzontali considerati sotto ondulatorio accellerare

LEl_ct==Somma( Sig_0,5_ct_k * Eps_ct_k(Sig_ct) )0_nct

Che rappresenta il lavoro che lo spostarsi secondo deformarsi provoca con lo sforzo durante
il deformarsi

10
5
0

Eps

Sig_0 Sig_2°
Sig
Sig_1

Qui si puo’ anche aggiungere il lavoro inerente l’impasto maltoso, se ed solo se, e’ al
precedente ciclo da quando si è riformato, poiche se polverizzato ed/od fessurato, ed/od se
anche macinato non ricomposto ad solido non produce lavoro.
Inoltre è probabile che gli punti di sigma ad 0, 5, 10 scala sismico, non si trovano così
proporzionati. Per arrivare ad questi punti è necessario l’esperto Dott. Geologo ed

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Dott.Ing.Geotecnico che tramite rilievi tsrtizzati di carto_geologici ed tramite sondaggi in situ’,


vedono come arrivando componenti sussultorio ed oscillatorio riportando in sezionato
stratizzato ove segmenti curvilinei di epicentri possibili, tirando gli segmenti lineari di
sussultorio, ed valutando gli ostacoli od riduttori od disipatori geologici arrivano al punto ove
costruito od ove costruibile, ed dando il valutare separato degli componenti secondo scala 0
10, con cui 0 e’ 0 kg/cm^2 di pressorico ed 10 livello superiore non superabile di pressorico.

Per il diagramma ad comprimere sigma epsilon degli conci e’ ovvio che se anche non
presentano segmenti curvi così estesi, si riporteranno gli stessi valori.

Ottimo e’ se per ogni degli materiali si riportano gli diagrammi invece che gli valori limite,
poichè riportando anche per valori di snervarsi ed indurirsi, gli segmenti curvilinei sia di ritorno
elastico, sia di riattivarsi elastico, che se non lineari difficili coincidenti, permetteranno l’analisi
non secondo epsilon ed sigma pero’ secondo integrali energetici sottesi non dal lineare pero’
dal curvilineo.

Per gli punti succesivi e’ simile Ing._calcolo:

2) Sollecitare per arrivare ad polverizzare impasto maltoso, ruotare per arrivare al limite di
fessurare gli conci, distanziali tra conci si riduce, sollevare peso dei conci,
precomprimere rimane allo stesso valore di tensore.
3) Sollecitare per spostare ad limite che fratturare conci questo limite e’ da non
raggiungere ed si Ing._calcola come distanziato Stato limite Ultimo da non raggiungere
che con scala di sisma , da 0 ad 10, 10.

Qui dello stato limite si considerano quelli


applicabili come sollecitanti dinamici che sismi
od venti, poiché per gli rimanenti se non
introduciamo il sistema dell’Ovetto al posto del
concetto di Terzaghi od del Cilindretto, non vi
sono varianti.

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gli coefficienti parziali ed gli combinati


carichi rari, semiprobabilistico, od quasi
permanenti.

ovvio che questo tabellico e’ quasi


come pl2/12 cioe’ da usare solo per un
calcolo di massima ed non , come
suggerisce il sistema normativo del
2008, tranne approfondire, ove come
ovvio il Laureato Dott.Ing. stabilisce
autonomo quali carichi esistono
secondo quali possibili semiprobabili
ripetersi ed in quali circostanze secondo
uso non solo dell’edificio pero’ degli
spazi come progettati ed attrezzati, non
flessibili.

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Il calcolo del carico limite qui viene indicato


secondo valori di

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ritornando ad carichi dovuti ad sismi qui si


interpretano:

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Appendice :

Circolare Ministeriale 617 02.02.2009 Ministero dei Trasporti

C7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE La norma illustra, per ciascuna delle tipologie costruttive considerate nei precedenti capitoli
4 e 5, i provvedimenti specifici da adottare, in presenza di azioni sismiche, finalizzandoli alla progettazione e costruzione delle opere nuove
(per le opere esistenti si rimanda al Cap.8 delle NTC e C8 delle presenti istruzioni).
Le indicazioni fornite integrano, ma non sostituiscono, quelle fornite nei Cap.4 e 5 relativamente ai modelli di calcolo, alle sollecitazioni ed
alle resistenze degli elementi strutturali.
Si deve inoltre fare riferimento al Cap.2 per la combinazioni delle azioni, ed al Cap.3 per la definizione dell’entità dell’azione sismica in
relazione ai diversi stati limite da considerare ed alle sue modalità di rappresentazione.
Particolare attenzione richiedono infine le indicazioni geotecniche specificamente antisismiche (§ 7.11) al solito additive e non sostitutive di
quelle già riportate nel Cap.6.
Ampio spazio è stato riservato, sia nelle NTC che nel presente documento, alle costruzioni ed ai ponti con isolamento e dissipazione di
energia (§ 7.10 e C7.10); tale attenzione è giustificata dalla indiscutibile efficacia che tale approccio progettuale manifesta nel costruire
antisismico e dalla sua conseguente, crescente, diffusione.
Nello stilare la norma si è fatto sistematico riferimento all’EN-1998, ma in un’ottica di sintesi e semplificazione, così da produrre una norma in
accordo con esso ed al contempo estremamente più sintetica e semplice da utilizzare. Con tale finalità, particolare attenzione è stata
dedicata a raccogliere, in una trattazione sintetica iniziale valida per tutte le tipologie costruttive, i requisiti comuni nei confronti degli stati
limite (§ 7.1), i criteri generali di progettazione e modellazione (§ 7.2), i metodi di analisi ed i criteri di verifica (§ 7.3). così da renderli il più
possibile esaurienti e, nel contempo, perfettamente integrati nella trattazione generale e semplici da intendere ed impiegare. Nell’ottica di
sintesi e semplificazione detta, è sembrato opportuno, in situazioni di pericolosità sismica molto bassa (zona 4) ammettere metodi di
progetto-verifica semplificati.
In tal senso, per le opere realizzate in siti ricadenti in zona 4 e qualora siano rispettate le ulteriori condizioni appresso elencate, le NTC
consentono l’utilizzo dei due diversi metodi semplificati di verifica nel seguito illustrati: _ Metodo 1 - Per le costruzioni di tipo 1 e 2 e di
classe d’uso I e II, le verifiche di sicurezza possono essere condotte alle tensioni ammissibili, secondo quanto specificato nel § 2.7 delle
NTC.
233

dello SLV possono essere condotte per una forza di progetto calcolata assumendo uno spettro di progetto costante e pari a 0,07g, ed
ammettendo implicitamente un possibile danneggiamento delle strutture, corrispondente ad un fattore di struttura di valore comunque non
superiore a q = 2,15. Il Metodo 2 consente la progettazione della costruzione sotto l’azione sismica di cui sopra nei modi indicati nei Cap.4,
5, 6 delle NTC a condizione che soddisfi i tre requisiti seguenti: - ai fini della ripartizione delle sollecitazioni sismiche tra gli elementi
strutturali resistenti, gli orizzontamenti debbono essere assimilabili a diaframmi rigidi (6), ossia ad elementi infinitamente rigidi nel loro piano;
maggiori indicazioni al riguardo sono riportate nel § C7.2.6. - i particolari costruttivi sono quelli relativi alla classe di duttilità bassa “CDB”
quale definita nel § 3.2.1 delle NTC, ossia le azioni sismiche convenzionali sono determinate ammettendo solo un danneggiamento limitato
delle strutture. - per le verifiche agli stati limite si utilizza la combinazione delle azioni definita al § 3.2.4 delle NTC. Per le costruzioni
semplici in muratura, sono previste regole di progetto semplificate che non prevedono verifiche di sicurezza dettagliate, secondo quanto
specificato in § 7.8.1.9

Tabella C7.1.I - Verifiche di sicurezza in funzione della Classe d’uso.

Classe d’uso
SL Descrizione della prestazione Riferimento Norme I II III IV

Contenimento del danno degli elementi non strutturali § 7.3.7.2 x x

SLO
Funzionalità degli impianti § 7.3.7.3 x x
Resistenza degli elementi strutturali § 7.3.7.1 x x
Contenimento del danno degli elementi non strutturali § 7.3.7.2 x x
Contenimento delle deformazioni del sistema fondazione-terreno § 7.11.5.3 x x x x

SLD

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Contenimento degli spostamenti permanenti dei muri di sostegno § 7.11.6.2.2 x x x x


Assenza di martellamento tra strutture contigue § 7.2.2 x x x x
Resistenza delle strutture § 7.3.6.1 x x x x
Duttilità delle strutture § 7.3.6.2 x x x x
Assenza di collasso fragile ed espulsione di elementi non strutturali
§ 7.3.6.3 x x x x
Resistenza dei sostegni e collegamenti degli impianti § 7.3.6.3 x x x x
Stabilità del sito § 7.11.3 x x x x
Stabilità dei fronti di scavo e dei rilevati § 7.11.4 x x x x
Resistenza del sistema fondazione-terreno § 7.11.5.3 x x x x
Stabilità dei muri di sostegno § 7.11.6.2.2 x x x x
Stabilità delle paratie § 7.11.6.3.2 x x x x

SLV
Resistenza e stabilità dei sistemi di contrasto e degli ancoraggi § 7.11.6.4.2 x x x x
Resistenza dei dispositivi di vincolo temporaneo tra costruzioni isolate
§ 7.2.1 x x x x
SLC
Capacità di spostamento degli isolatori § 7.10.6.2.2 x x x x

L’utilizzo del metodo 2 di verifica prevede solo verifiche nei confronti dello SLV.

Le regole semplificate fornite premiano le strutture iperstatiche. Sono invece introdotte opportune regole per penalizzare
le strutture irregolari, che non sono vietate ma vanno progettate per azioni sismiche più alte di quelle attribuite alle
strutture regolari per tenere conto delle maggiori concentrazioni di danno che possono aversi nel caso di irregolarità. In
particolare la irregolarità in elevazione è penalizzata mediante una riduzione del 20% del fattore di struttura. L’irregolarità
in pianta è invece penalizzata riducendo il rapporto di sovraresistenza strutturale _u/_y
Fondamentali sono le regole finalizzate a conseguire la corretta “gerarchia delle resistenze”. Il perseguimento della
corretta gerarchia delle resistenze è obbligatorio, sia per le strutture in CD “A” che per le strutture in CD “B”, con queste
regole che aumentano opportunamente la resistenza dei possibili meccanismi fragili, sia locali che globali, rendendo
altamente improbabile che essi si attivino prima dei meccanismi duttili.

il progetto delle zone dissipative dei pilastri è effettuato considerando le sollecitazioni corrispondenti alla resistenza delle
zone dissipative delle travi amplificata mediante il coefficiente _Rd che vale 1,3 in CD “A” e 1,1 per CD “B”., In tali casi,
generalmente, il meccanismo dissipativo prevede la localizzazione delle cerniere alle estremità delle travi e le
sollecitazioni di progetto dei pilastri possono essere ottenute a partire dalle resistenze d’estremità delle travi che su di
essi convergono, facendo in modo che, per ogni nodo trave-pilastro ed ogni direzione e verso dell’azione sismica, la
resistenza complessiva dei pilastri sia maggiore della resistenza complessiva delle travi amplificata del coefficiente _Rd,
in accordo con la formula (7.4.4) delle NTC.

In particolare uno dei modi per soddisfare tale formula consiste nell’amplificare i momenti
flettenti di calcolo dei pilastri derivanti dall’analisi per un fattore di amplificazione alfa, dato
dall’espressione:

alfa==somma(m_b_Rd) / somma(m_c_Sd)
(C7.2.1)

in cui Mb,Rd è il momento resistente di progetto della generica trave convergente nel
nodo e MC,Sd è il momento flettente di calcolo del generico pilastro convergente nel
nodo; le sommatorie sono estese a tutte le sezioni delle travi e dei pilastri concorrenti nel

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nodo.

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Appendice :

NTC2008

6.8 OPERE DI MATERIALI SCIOLTI E FRONTI DI SCAVO


Le presenti norme si applicano ai manufatti di materiali sciolti, quali rilevati, argini di difesa per
fiumi, canali e litorali, rinfianchi, rinterri, terrapieni e colmate. Le norme si applicano, inoltre,
alle opere e alle parti di opere di materiali sciolti con specifiche funzioni di drenaggio, filtro,
transizione, fondazione, tenuta, protezione ed altre. Gli sbarramenti di ritenuta idraulica di
materiali sciolti sono oggetto di normativa specifica.
6.8.1 CRITERI GENERALI DI PROGETTO
Il progetto di un manufatto di materiali sciolti deve tenere conto dei requisiti prestazionali
richiesti e delle caratteristiche dei terreni di fondazione. Esso deve comprendere la scelta dei
materiali da costruzione e la loro modalità di posa in opera.
I criteri per la scelta dei materiali da costruzione devono essere definiti in relazione alle
funzioni dell’opera, tenendo presenti i problemi di selezione, coltivazione delle cave,
trasporto, trattamento e posa in opera, nel rispetto dei vincoli imposti dalla vigente
legislazione.
Nel progetto devono essere indicate le prescrizioni relative alla qualificazione dei materiali e
alla posa in opera precisando tempi e modalità di costruzione, in particolare lo spessore
massimo degli strati in funzione dei materiali. Sono altresì da precisare i controlli da eseguire
durante la costruzione e i limiti di accettabilità dei materiali, del grado di compattazione da
raggiungere e della deformabilità degli strati.
6.8.2 VERIFICHE DI SICUREZZA (SLU)
Deve risultare rispettata la condizione (6.2.1), verificando che non si raggiunga una
condizione di stato limite ultimo con i valori di progetto delle azioni e dei parametri geotecnici.
Le verifiche devono essere effettuate secondo l’Approccio 1: − Combinazione 2:
(A2+M2+R2)
tenendo conto dei valori dei coefficienti parziali riportati nelle Tabelle 6.2.I, 6.2.II e 6.8.I.
Tabella 6.8.I – Coefficienti parziali per le verifiche di sicurezza di opere di materiali sciolti e di
fronti di scavo.
Coefficiente R2
γR 1.1
La stabilità globale dell’insieme manufatto-terreno di fondazione deve essere studiata nelle
condizioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive, al termine della costruzione e in
esercizio.
Le verifiche locali devono essere estese agli elementi artificiali di rinforzo, eventualmente
presenti all’interno ed alla base del manufatto, con riferimento anche ai problemi di durabilità.
Nel caso di manufatti su pendii si deve esaminare l’influenza dell’opera in terra sulle
condizioni generali di sicurezza del pendio, anche in relazione alle variazioni indotte nel
regime idraulico del sottosuolo.

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Se l’opera ha funzioni di ritenuta idraulica, lo stato limite ultimo è da verificarsi con riferimento
alla stabilità dei paramenti, in tutte le possibili condizioni di esercizio. Si deve porre particolare
attenzione alle problematiche relative al sifonamento ed all’erosione, in relazione alle
caratteristiche dei terreni di fondazione dei materiali con i quali è realizzata l’opera, tenendo
conto di quanto indicato al § 6.2.3.2. I livelli di sicurezza prescelti devono essere giustificati in
relazione alle conseguenze del raggiungimento dello stato limite ultimo.
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6.8.3 VERIFICHE IN CONDIZIONI DI ESERCIZIO (SLE)
Si deve verificare che i cedimenti del manufatto, dovuti alla deformazione dei terreni di
fondazione e dell’opera, siano compatibili con la sua funzionalità.
Specifiche analisi devono inoltre essere sviluppate per valutare l’influenza del manufatto sulla
sicurezza e sulla funzionalità delle costruzioni in adiacenza e per individuare gli eventuali
interventi per limitarne gli effetti sfavorevoli.
6.8.4 ASPETTI COSTRUTTIVI
I materiali costituenti il manufatto devono essere posti in opera in strati con metodolgie idonee
a garantire il raggiungimento delle proprietà fisiche e meccaniche richieste in progetto.
Le caratteristiche dei componenti artificiali, quali i materiali geosintetici, devono essere
specificate e certificate in conformità alle relative norme europee armonizzate e verificate
sulla base di risultati di prove sperimentali da eseguire nelle fasi di accettazione e di verifica
delle prestazioni attese.
6.8.5 CONTROLLI E MONITORAGGIO
Con il monitoraggio si deve accertare che i valori delle grandezze misurate, quali ad esempio
spostamenti e pressioni interstiziali, siano compatibili con i requisiti di sicurezza e funzionalità
del manufatto e di quelli contigui.
Durante la costruzione devono essere eseguite prove di controllo del grado di addensamento,
dell’umidità e della deformabilità degli strati posti in opera.
Il tipo ed il numero di controlli devono essere convenientemente fissati in relazione
all’importanza dell’opera ed alle caratteristiche geotecniche dell’area, in modo da assicurare
un congruo numero di misure significative. Per opere di modesta importanza, che non
comportino pericoli per le persone o apprezzabili danni alle cose, il monitoraggio può essere
ridotto a documentate ispezioni visive.
6.8.6 FRONTI DI SCAVO
6.8.6.1 Indagini geotecniche e caratterizzazione geotecnica
Le indagini geotecniche devono tener conto della profondità, dell’ampiezza, della
destinazione e del carattere permanente o provvisorio dello scavo.
6.8.6.2 Criteri generali di progetto e verifiche di sicurezza
Il progetto deve definire un profilo di scavo tale che risultino rispettate le prescrizioni di cui al
§ 6.2.3 e la verifica deve essere condotta con modalità analoga a quella indicata per i
manufatti di materiali sciolti.
Nel caso di scavi realizzati su pendio, deve essere verificata l’influenza dello scavo sulle
condizioni di stabilità generale del pendio stesso.
Il progetto deve tener conto dell’esistenza di opere e sovraccarichi in prossimità dello scavo,

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deve esaminare l’influenza dello scavo sul regime delle acque superficiali e deve garantire la
stabilità e la funzionalità delle costruzioni preesistenti nell’area interessata dallo scavo.
Per scavi in trincea a fronte verticale di altezza superiore ai 2 m, nei quali sia prevista la
permanenza di operai, e per scavi che ricadano in prossimità di manufatti esistenti, deve
essere prevista una armatura di sostegno delle pareti di scavo. Le verifiche devono essere
svolte nei
219
confronti degli stati limite ultimi (SLU) e nei confronti degli stati limite di servizio (SLE),
quando pertinenti.
Le azioni dovute al terreno, all’acqua e ai sovraccarichi anche transitori devono essere
calcolate in modo da pervenire, di volta in volta, alle condizioni più sfavorevoli.
Le ipotesi per il calcolo delle azioni del terreno e dell’armatura devono essere giustificate
portando in conto la deformabilità relativa del terreno e dell’armatura, le modalità esecutive
dell’armatura e dello scavo, le caratteristiche meccaniche del terreno e il tempo di
permanenza dello scavo.

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Riferirsi Biblio_autori:

a) Università di Catania Dott.Ing. salvatore Grasso

b) “indagini ed prove su situ” ed “strutture di sostegno delle terre” da Zanichelli

c) Geotecnica ‘Fascicolo 13’

d) Facolta’ di Ingegneria Edile Architettura Corso di Geotecnica di ing. nunziante Squeglia

e) Università La Sapienza di Roma Facoltà di Architettura ludovico Quaroni Prof giuseppe


Lanzo Dipertimento di Ingegneria Strutturale Geotecnica “modulo Geotecnica e
Fondazione”

f) Senza autore esplicito ripreso da “tecnica delle Costruzioni” Dott.Dr.Ing.Prof.piero


Pozzati, Dott.Dr.Ing.Prof. Maurizio Merli, Dott.Dr.Ing. Prof. Pierpaolo Diotallevi

g) ing. Erio Pasqualini ed ing. Ivo Bellezza Università Politecnica dell Marche, Ingegneria
SIMAU, NTC 2008 fondazioni superficiali

h) Circolare Ministeriale 617 02.02.2009

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