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Igiene in ambito ospedaliero

Lo scopo dell’igiene in ospedale è quello di


limitare la diffusione di malattie attraverso l’uso
di un “comportamento igienico”
Il “comportamento igienico”
è quel comportamento che dovrebbe essere
proprio di ciascun operatore e che
comprende:
• l’igiene personale,
• la cura della persona,
• l’abbigliamento da indossare,
• il rispetto delle norme comportamentali,
• la suddivisione corretta dei rifiuti.
In termini di rischio le strutture ospedaliere
sono state suddivise in tre macro aree di rischio
infettivo:

1.AREE A BASSO RISCHIO: uffici,


segreterie,archivi, magazzini e
sale di attesa;
2. AREE A MEDIO RISCHIO: degenze,
poliambulatori, radiologia, cucinette,
corridoi di degenza, studi medici,
servizi igienici;
3. AREE AD ALTO RISCHIO: blocco
operatorio, laboratori, terapie
intensive..
L’igiene ambientale all’interno delle
strutture sanitarie, ha un’importanza
rilevante
la pulizia e la sanificazione, infatti, non sono
finalizzate solo a migliorare il comfort
dell’ambiente e quindi il gradimento
dell’utente, ma anche e soprattutto
rappresentano una misura di profilassi diretta
delle infezioni nosocomiali.
Elementi di igiene ambientale:
L’elemento principale, in grado di incidere
significativamente sulla qualità dell’igiene
ambientale, è l’aria.
Più persone in un ambiente chiuso fanno
diminuire la percentuale d’ossigeno ed
aumentare quella di anidride carbonica,
determinando il “viziamento dell’aria”.
Per correggere il viziamento dell’aria il
semplice intervento richiesto è la
ventilazione, ottenendo il ricambio
d’aria, ma anche la diminuzione della
temperatura, ricordando che le
alte/umide temperature determinano
un clima favorevole alla proliferazione
dei germi.
Per quanto riguarda la stanza dell’ospite, si
possono identificare alcuni momenti della
giornata, in cui è opportuno procedere alla
ventilazione:

Al mattino dopo il rifacimento dei letti,


durante gli interventi di pulizia.
Nel primo pomeriggio, dopo l’alzata degli
ospiti ed il riassetto della stanza.
Pulizia e Sanificazione

Sia con la pulizia, sia con la


sanificazione si procede alla
rimozione meccanica dello
sporco, da una superficie.
Pulizia e Sanificazione

Ciò che fa la differenza è la DISCREZIONALITÀ


dell’uso del detergente, quando ci si riferisce
alla pulizia;
L’OBBLIGATORIETÀ dell’uso del detergente,
quando, invece si fa riferimento alla
sanificazione.
La sanificazione è una misura di
prevenzione delle infezioni,
che, se effettuata, da sola basta
a ridurre di circa l’80% della
carica microbica presente
nell’ambiente.
DETERGENTI
E
DISINFETTANTI
DETERGENTE

Sostanza impiegata per allontanare lo


sporco da una superficie, e di
conseguenza anche parte dei
microrganismi. I detergenti provocano il
distacco della lordura e il suo
allontanamento, tale azione è anche
favorita dalla forza meccanica di
passaggio dell’acqua.
Esistono varie tipologie di detergenti:

Detergenti utilizzati per l’igiene della cute

Efficaci, Ipoallergenici, Idratanti, non aggressivi ,


né profumati.

Detergenti utilizzati per la pulizia degli ambienti, delle


superfici e degli oggetti

Sono generalmente più aggressivi e fortemente


irritanti.
Normalmente la corretta pulizia delle
superfici determina buone
condizioni di riduzione della presenza
di microrganismi.
Potrebbero però determinarsi delle
condizioni straordinarie per cui la
normale azione detergente
potrebbe non risultare
definitiva.
In questi casi il personale dovrà ricorrere all’uso
di particolari prodotti:

i disinfettanti, che hanno lo scopo di abbassare


sino a livelli di sicurezza la concentrazione dei
microrganismi patogeni e non patogeni.
Disinfettante:
Qualsiasi sostanza che agendo su
particolari substrati può ridurre al
minimo la carica batterica
PRINCIPALI DISINFETTANTI:

• Alcoli sono poco irritanti e scarsamente


tossici; usati principalmente per la
disinfezione della cute prima di terapie
iniettive e prelievi venosi; disinfezione dei
termometri clinici.
PRINCIPALI DISINFETTANTI:

Clorexidina: utilizzata per il lavaggio


antisettico e chirurgico delle mani;
per la pulizia di ambienti e
superfici.
ampio spettro d'azione.
PRINCIPALI DISINFETTANTI:

• Composti del cloro es: amuchina

• Composti dello iodio tintura di iodio,


betadine; adatti per l’antisepsi della cute
integra o lesionata.

• Perossido di idrogeno Acqua ossigenata,


Per disinfettare le superfici viventi:
Useremo il termine

ANTISETTICO sostanza con proprietà


disinfettanti utilizzata su substrati
viventi quali cute e mucose.
Se vogliamo portare a zero quella che
è la carica microbica allora dobbiamo
parlare di Sterilizzazione.
STERILIZZAZIONE

E’ un procedimento fisico o
chimico che permette di
eliminare completamente
ogni forma di vita da una
superficie comprese le spore.
Le spore
sono definite come degli involucri di
protezione in cui il batterio si rifugia
quando le condizioni esistenti sono
avverse alle sue condizioni di crescita.
STERILIZZAZIONE
La sterilizzazione avviene in presenza di
materiale pulito;
tutto il materiale e gli strumenti contaminati con
liquidi biologici devono essere prima
decontaminati: puliti , lavati, sciacquati,
asciugati, controllati nella loro funzionalità, e
confezionati in modo opportuno.
STERILIZZAZIONE
Viene sterilizzato tutto il materiale che:

• Prevede il contatto con cavità corporee sterili;


• Viene impiegato per manovre da effettuare su
mucose anche integre o su ferite di qualsiasi
tipo.
METODI DI STERILIZZAZIONE
Flambaggio
Sistema ormai poco utilizzato, si
basa sul principio del calore
trasmesso dal contatto diretto
dell’oggetto con una fiamma.
STERILIZZAZIONE
Aria calda
Gli oggetti da sterilizzare vengono confezionati e posti
in stufette ad una temperatura di 160°C per 2 ore o
180°C per 1 ora o 200°C per 15-20 minuti.
Il passaggio di aria molto calda provoca l’uccisione dei
germi e delle spore. È possibile sterilizzare in questo
modo oggetti metallici , strumentario chirurgico
tagliente, e vetro, no oggetti in plastica o gomma.
STERILIZZAZIONE
Vapore saturo sotto pressione
Tramite l’autoclave
all’interno di questo viene prodotto del
vapore che portato a saturazione e
compresso fa aumentare il punto di
ebollizione dell’acqua fino ad una
temperatura che consente l’uccisione dei
microrganismi e delle spore che si
trovano sugli oggetti.
121° per 20 minuti
STERILIZZAZIONE
Raggi ultra violetti
Radiazioni elettromagnetiche. avendo scarsa
capacità di penetrazione e quindi di efficacia
limitata vengono utilizzati per la sanificazione
dell’aria ( es: nelle sale operatorie).
È necessario per gli operatori che utilizzano questa
procedura mettere in atto tutte le misure
precauzionali per evitare il contatto di questi
raggi con cute, mucose ed occhi, a causa della
loro azione irritante.
Pulizia,Disinfezione e sterilizzazione
Per la scelta di quale metodica utilizzare è
importante dividere gli oggetti in:

➢ non critici;
➢ semi critici;
➢ critici.
Pulizia,Disinfezione e sterilizzazione
Gli strumenti non critici, sono quelli che
entrano in contatto con la cute integra ad es:
termometri, fonendoscopio.

Gli strumenti semicritici, sono quelli che


vengono introdotti in cavità naturali del
paziente, bocca, mucosa anale, o vaginale.
Pulizia,Disinfezione e sterilizzazione
Gli strumenti critici, sono tutti gli strumenti che
entrano in aperture neo formate all’interno
del nostro corpo, un esempio è dato dagli
strumenti chirurgici.
I compiti dell’Oss e dell’Oss con
formazione complementare
L’Oss e l’Oss con formazione
complementare non hanno
responsabilità diretta nel compito della
sterilizzazione ma curano le prime fasi
del processo di sterilizzazione che poi
verrà completato dall’Infermiere
Professionale.
I compiti dell’Oss e dell’Oss con
formazione complementare
Quali sono le prime fasi?

1. raccolta del materiale da sterilizzare.


2. pulizia del materiale contaminato.
3. imbustamento per il ciclo di sterilizzazione.

La durata degli strumenti sterilizzati è di 30 giorni.


Ciclo della biancheria
sporca
Ciclo della biancheria
sporca
La biancheria sporca deve essere
maneggiata scrollandola il meno
possibile per evitare la contaminazione
microbica dell’aria e non verrà portata in
giro in mano o passata sul pavimento,
ma sempre in appositi contenitori con
coperchio che vanno tenuti fuori dalle
stanze di degenza.
Al fine di ogni turno viene predisposto
➢ riordino del carrello
➢ l’eliminazione del materiale in eccesso o di
scarto
➢praticata la sanificazione.
Una volta asciutto il carrello deve essere
rifornito del materiale necessario per le
attività successive, in modo da lasciarlo
sempre pronto all’uso.