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Docente: Anna Rita Graziani

Corso di psicologia sociale

Capitolo 8: Le relazioni tra i gruppi


Sommario
Le relazioni tra i gruppi
Da dove hanno origine i conflitti intergruppi?

Prospettive individualistiche
Freud «psicologo sociale»: l’aggressività verso i membri di altri gruppi è
funzionale alla sopravvivenza del gruppo.

Dollard e Miller (1939): frustrazione-aggressività modello sulla


motivazione individuale da applicare ai fenomeni sociali.

Berkowitz [1962; 1969]: frustrazione (in senso lato: ostacolo al


raggiungimento di un obiettivo o aspettative deluse) –> risveglio di uno
stato di collera –> aggressività, solo se compare un bersaglio già
associato ad un comportamento aggressivo (gruppo minoritario).

Gli individui devono trovarsi contemporaneamente nello stesso stato


motivazionale.
Le relazioni tra i gruppi
Da dove hanno origine i conflitti intergruppi?
Le relazioni tra i gruppi sociali: l’approccio psico-sociale

- Identità personale: Il sé definito in base ad attributi personali peculiari


o a peculiari relazioni interpersonali. Attributi unici del sé che
differenziano l’individuo da specifici individui o da altri individui in
generale

- Identità sociale: Quella parte del concetto di sé che deriva dalla


nostra appartenenza ai gruppi sociali. Attributi condivisi con altri che
differenziano gli individui da un outgroup specifico o dagli outgroup in
generale.
Cognitivi: consapevolezza di tale appartenenza
Valutativi: valutazioni positive e negative associate
Emotivi: investimento emozionale associato
Oggettivi: fattori sociali, storici, economici.
Le relazioni tra i gruppi

Sherif et al. (1961): conflitto realistico.


Conflitto intergruppi= conflitto di interessi per risorse materiali o
simboliche scarse.
Obiettivi sovraordinatio: Obiettivo a cui i gruppi possono aspirare, ma
che è raggiungibile solo attraverso la cooperazione intergruppi.

Rabbie e Horwitz (1969): interdipendenza.


Destino comune= favoritismo verso ingroup

Tajfel, Billig, Bundy & Flament. (1971): La semplice


categorizzazione sociale, in assenza di conflitti oggettivi di
interessi o di interdipendenza del destino, è sufficiente a far
emergere fenomeni di discriminazione intergruppi.
Le relazioni tra i gruppi

Categorizzazione:
1. EFFETTO DI CONTRASTO intercategoriale: sovrastimare le
differenze degli stimoli della categoria A rispetto a quelli della
categoria B

2. EFFETTO DI ASSIMILAZIONE intracategoriale: sovrastimare le


somiglianze fra gli stimoli della stessa categoria.
Le relazioni tra i gruppi
Paradigma sperimentale dei “gruppi minimi”: Metodologia sperimentale
usata per dimostrare la discriminazione intergruppo, anche quando le
persone vengono categorizzate a partire da criteri irrilevanti

– assenza di interazioni faccia a faccia


– anonimato di tutti i partecipanti
– assenza di legame fra i criteri di categorizzazione in gruppi e le
risposte richieste ai soggetti
– assenza di interesse personale nelle risposte dei soggetti
– importanza concreta delle risorse in gioco
Le relazioni tra i gruppi
Conclusioni:
• la discriminazione è determinata dalla categorizzazione Klee/
Kandinski (sovrastimatori/sottostimatori, X/Y)
• la categorizzazione sociale di per sé è sufficiente per produrre
discriminazione intergruppi.
• le scelte dei partecipanti riflettono un compromesso fra due norme
sociali: una norma di equità ed una norma centrata sul primato del
proprio gruppo, in base alla quale è “appropriato” favorire i membri
del proprio gruppo a discapito di gruppi esterni.
• effetto non legato alla percezione di somiglianza tra I membri.

Tuttavia rimane da chiarire: perché le persone favoriscono il proprio


gruppo?
Le relazioni tra i gruppi
Conclusioni:
• la discriminazione è determinata dalla categorizzazione Klee/
Kandinski (sovrastimatori/sottostimatori, X/Y)
• la categorizzazione sociale di per sé è sufficiente per produrre
discriminazione intergruppi.
• le scelte dei partecipanti riflettono un compromesso fra due norme
sociali: una norma di equità ed una norma centrata sul primato del
proprio gruppo, in base alla quale è “appropriato” favorire i membri
del proprio gruppo a discapito di gruppi esterni.
• effetto non legato alla percezione di somiglianza tra I membri.

Tuttavia rimane da chiarire: perché le persone favoriscono il proprio


gruppo?
Le relazioni tra i gruppi
La Teoria dell’Identità Sociale è una teoria motivazionale dei processi
intergruppi:
- gli individui preferiscono avere un’immagine di sé positiva, piuttosto
che negativa,
- una parte dell’immagine dell’individuo proviene dall’appartenenza di
gruppo => le persone preferiscono appartenere a gruppi valutati
positivamente.
- Per giudicare il valore del proprio gruppo lo si confronta con altri
gruppi.
- L’esito di questi confronti è importante poiché influenza direttamente
l’autostima delle persone.
- Per questo motivo si tende a distorcere il confronto, nel tentativo di
creare una specificità o distintività positiva per il proprio gruppo,
ovvero nel tentativo di differenziare positivamente il proprio gruppo
dall’altro.
Le relazioni tra i gruppi
Tre processi fondamentali in gioco nella competizione sociale:
– la categorizzazione sociale: permette di costruire una
rappresentazione semplificata del mondo sociale che comporta
un’accentuazione delle differenze fra categorie e una riduzione delle
differenze all’interno di ciascuna categoria
– l’identificazione sociale: gli individui si definiscono, o sono percepiti
dagli altri, come membri di un gruppo
– il confronto sociale: permette di determinare il valore relativo dei
gruppi rispetto a dimensioni di confronto rilevanti, in riferimento alle
quali raggiungere o mantenere una specificità positiva del gruppo di
appartenenza
– Aumento stima di sé
Le relazioni tra i gruppi
Turner: Teoria della categorizzazione del sé focus sui processi
cognitivi alla base dei fenomeni intergruppi  il gruppo nella
mente.

Categorizzazione a 3 livelli: sovraordinato (essere umano),


intermedio (membro gruppo x) e subordinato (individuo)

Categorizzazione a livello intermedio => Depersonalizzazione:


Percezione e trattamento di sé e degli altri non come individui
unici, ma come incarnazioni prototipiche di un gruppo sociale.

Critiche: è difficile predire con esattezza quale categorizzazione


di sé sarà saliente in contesti in cui le categorizzazioni possibili
sono numerose (Hogg e McGarty, 1990).
Le relazioni tra i gruppi
Esigenza sempre più evidente di tener conto di modalità diverse di
funzionamento dei processi di differenziazione intra e intergruppi:

• Distinzione dominanti-dominati (Scuola di Ginevra)

• Categorizzazioni sociali multiple (Crisp et al.)

• Le dimensioni individualismo-collettivismo e autonomo-relazionale


(Hinkle e Brown).
Le relazioni tra i gruppi
Gli effetti delle relazioni intergruppi

Omogeneità dell’outgroup è un esempio dell’effetto di assimilazione


intragruppo («loro sono tutti uguali, noi tutti diversi»).
Risultati: somiglianza percepita tra i membri dell’outgroup > di quella tra
i membri dell’ingroup.
Interpretazioni:
• Ipotesi della familiarità
• secondo Park, Judd e Ryan (1991), le persone depositano in
memoria le informazioni circa l’ingroup e l’outgroup in modo
differente: le informazioni sull’ingroup sono più concrete, precise e
attendibili.
Omogeneità dell’ingroup per i gruppi minoritari (da un punto di vista
numerico, socio-culturale, economico...) : nel confronto con i gruppi
maggioritari sentono che la propria identità è minacciata e si
percepiscono come più omogenei
Le relazioni tra i gruppi
Gli effetti delle relazioni intergruppi
Tajfel (1981): gli stereotipi cognitivi costituiscono prodotti peculiari del
processo cognitivo di categorizzazione finalizzato a semplificare la
complessità delle informazioni che riceviamo => assimilazione
intragruppo e contrasto intergruppi.

• Devono essere differenziati dagli stereotipi sociali che hanno un


ancoraggio socio-culturale:
– costituiscono immagini mentali semplificate al massimo di una
categoria sociale, un’istituzione o un evento
– vengono condivisi da molte persone all’interno di gruppi o istituzioni
sociali, sono radicati nella e veicolati dalla cultura.
– sono resistenti al cambiamento
– si accompagnano spesso, ma non necessariamente, ai pregiudizi.
Le relazioni tra i gruppi
Categorizzazione Effetto di Tendenza ad attenuare le
sociale assimilazione differenze tra gli elementi
della categoria
Caratteristica
fondamentale
degli stereotipi

Funzioni degli stereotipi:


• cognitiva: riguarda il processo di semplificazione dell’ambiente sociale
attraverso la categorizzazione sociale
• di difesa: aiutano gli individui a difendere i loro sistemi di valori
• sociale: creano o rafforzano le ideologie atte a spiegare azioni collettive
verso altri gruppi
• di differenziazione: servono a differenziare positivamente il gruppo che li
possiede dai gruppi di confronto
Le relazioni tra i gruppi
Pregiudizi = giudizi, opinioni atteggiameni a priori, in genere con
connotazione negativa, verso persone, gruppi o altri oggetti sociali
salienti

Sono mantenuti anche se i fatti li contraddicono.

Pregiudizio sociale: “presa di posizione squalificante, originata da


processi di gruppo e rivolta ai membri di un gruppo sociale per la
loro sola appartenenza a quest’ultimo. A tale presa di posizione, gli
attori sociali giungono attraverso i normali processi socio-cognitivi
che si verificano nei gruppi umani” (Palmonari, 1995).
Le relazioni tra i gruppi
•Il razzismo, secondo Bauman, esprime
• la convinzione che determinati difetti di una certa categoria di
individui non possano essere eliminati o corretti
• e pretende di giustificare in termini biologici questa irrimediabile
inferiorità o pericolosità
•=> per questo è inevitabilmente associato alla strategia
dell’allontanamento, nelle forme dell’espulsione e della distruzione.
Le relazioni tra i gruppi
• Razzismo e pregiudizio manifesti (rifiuto e ostilità esplicita verso gli
outgroup) sono oggi contrastati dai valori democratici di uguaglianza
=> emergono nuove forme di razzismo e pregiudizio

 Razzismo moderno (simbolico, avversivo o ambivalente):


• Emozioni consolidate di antipatia e ostilità verso le minoranze;
• Atteggiamenti ambivalenti: credenza che il razzismo sia scomparso
e che se le minoranze non ottengono vantaggi sociali sia colpa loro
(incapacità, irresponsabilità); negazione delle differenze di valori;
• Conduzione di vite separate, disaccordo con politiche volte a ridurre
gli svantaggi delle minoranze.

 Pregiudizio sottile (Pettigrew e Meertens,1995):


• Difesa dei valori tradizionali;
• Attribuzione di responsabilità ai membri dell’outgroup;
• Assenza di emozioni positive verso l’outgroup;
• Comportamenti finalizzati alla svalutazione delle minoranze.
Le relazioni tra i gruppi
Importanza della componente emozionale del pregiudizio:
le emozioni esperite verso un gruppo predicono il comportamento
(disgusto o paura => evitamento; rabbia => attacco)

Sessismo: uno delle forme di discriminazione più diffuse e resistenti al


cambiamento.
• Stereotipi di genere (Fiske, 1998): le donne vengono considerate
calde, emozionali ed espressive mentre gli uomini competenti e
indipendenti.
• Linguaggio che privilegia sostantivi e pronomi maschili e sostanzia il
genere umano attraverso il sostantivo «uomini».
• LIB: nella selezione del personale le caratteristiche positive delle
donne sono descritte in modo più concreto di quelle degli uomini.
L’influenza sociale
• Deumanizzazione: considerare gli altri come non umani (tendenza
pervasiva anche al di fuori di contesti di violenza e conflitti).

•Infraumanizzazione è relativa: le persone tendono a descrivere


l’ingroup come pienamente umano, mentre all’outgroup sono attribuite
qualità meno umane (Leyens et al., 2000).
•Es: differenze nell’attribuzione di emozioni secondarie (imbarazzo,
risentimento) ma non primarie (paura, gioia).

Haslam (2006):
•Deumanizzazione animalistica  nega all’altro le qualità unicamente
umane che ci distinguono dagli animali (emozioni secondarie, capacità
linguistiche, intellettive)

•Deumanizzazione meccanicistica  nega all’altro i tratti essenziali


della natura umana (affettività, apertura agli altri, profondità,
immaginazione) considerandolo come una macchina, un automa.

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