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FONETICA

Es: EFFIC​I​ENTAMENTO contiene ​I ​non pronunciata → non viene riportata nella trascrizione
fonetica: ​[​ef​:​it​ ͡ʃenta​'men​to​]
'​ si pone all'inizio della sillaba accentata (tonica)
: ​si pone dopo una lettera allungata
t͡ʃ si pronuncia come un unico suono (c)

Trascrizioni fonetiche​: ogni suono di una lingua corrisponde a un segno nell'alfabeto


fonetico internazionale (IPA). La grafia storica dell'italiano non è un sistema di trascrizione
scientifico.

Coppia minima​: parole con diverso significato distinte soltanto per un fono
['t͡ʃε​:ra] c'era (e aperta)
['t͡ʃe​:ra] c'era (e chiusa)

IPA (International Phonetic Alphabet)


https://www.internationalphoneticalphabet.org/ipa-charts/vowels​/

Simboli univoci: ogni simbolo corrisponde a un solo suono.


È necessario risolvere le ambiguità date dalla scrittura storica della lingua quando si
trascrive in IPA
Es:
['​t͡ʃe:ra] cera
['​k​a:ra] cara
[​k​era'ti:na] cheratina
['ka:​z​a] casa (s sonora)*
['ka:​s​a] casa (s sorda)
['​s​a:na] sana**
*In contesto intervocalico, il parlante dell'Italia settentrionale sonorizza la s.
**L'assenza di sonorizzazione della s, anche nelle varietà regionali dell'italiano, si verifica nel
contesto non intervocalico.
I ​fenomeni linguistici che si verificano in uno specifico contesto sono detti ​contestuali​.
Esistono anche fenomeni ​acontestuali​.

Fenomeno contestuale: ​variazione nella quantità vocalica in italiano​.


Le vocali in italiano si allungano quando si trovano in coda a una sillaba tonica, ossia in una
sillaba tonica e aperta​. ​NON si allungano se la sillaba è ​tonica e chiusa​, cioè termina con
consonante, né quando la vocale si trova ​in fine di parola​.
Es:
['​t͡ʃe:ra] cera
['​t͡ʃe:lo] cielo
['​men​to] mento
['​t͡ʃεnto] cento
['​kan​to] canto
['​t͡ʃεrto] certo
['kan'​tɔ​] cantò
Non esiste varietà di italiano che allunghi le vocali in sillaba chiusa.
NB: L'allungamento delle consonanti è detto ​geminazione​. Nel contesto di una vocale che
precede una consonante, allungamento vocalico e consonantico hanno distribuzione
complementare, cioè non si possono verificare insieme.

Il trapezio vocalico

Vocali disposte secondo posizione alta (o chiusa), medio-alta, medio-bassa e bassa bassa
(o aperta); anteriore, centrale e posteriore.
NB: alto-chiuso e basso-aperto sono terminologie interscambiabili.
Vocali più alte sono pronunciate con maggiore apertura del cavo orale, le più basse con
minore apertura. Vocali posteriori sono pronunciate avvicinando la lingua alla parte
posteriore del palato.
Una terza dimensione è data dall'avvicinamento o meno delle labbra nel pronunciare le
vocali (vedi nota schema 1: i simboli a destra rappresentano le vocali arrotondate, ossia
quelle pronunciate avvicinando le labbra). Da notare che le vocali posteriori dell'italiano sono
tutte arrotondate.

Fenomeni di linguistica storica che possono interessare le vocali sono gli spostamenti lungo
il trapezio (abbassamento e innalzamento, interiorizzazione, centralizzazione,
decentralizzazione, posteriorizzazione, arrotondamento o dearrotondamento): il trapezio è
dinamico.

Attenzione​: la ​a ​nel trapezio completo dell'IPA è bassa anteriore, ma nel trapezio


semplificato dell'italiano è bassa centrale.

In posizione centrale media si trova la vocale zero (presente in napoletano).


Una parentesi di fonetica diacronica: ​vocalismo romanzo
Nel passaggio dal latino all'italiano, le vocali brevi subiscono abbassamento. Le vocali
lunghe tendono invece a mantenersi uguali. Da notare che la quantità vocalica in italiano
segue la regola contestuale detta sopra (allungamento in sillabe toniche aperte), mentre in
latino era un fatto lessicale, diverso per ciascuna parola. Non vi è relazione tra quantità
vocalica in una parola latina e nel suo derivato italiano.

Nelle consonanti si osserva un fenomeno di palatalizzazione (anteriorizzazione) della ​c​. Si


tratta di un fenomeno contestuale, che avviene in presenza della ​i ​e della ​e​. La
palatalizzazione ​non​ avviene in presenza di consonante.
Es:​ C​RU​C​EM > ['​k​ro:​t͡ʃe]

Da notare che, nel contesto di una sillaba aperta, le vocali brevi subiscono sia
abbassamento​ sia ​dittongazione​.
Es:
PECTUS > 'pεt:o
PEDEM > 'p​jε​de

Consonanti IPA

I luoghi di pronuncia delle consonanti sono identificati dalle colonne della tabella.
Le righe identificano i modi di articolazione.
I suoni a destra di una casella sono sonori (sono pronunciati con vibrazione delle corde
vocali), i suoni a sinistra sono sordi (sono pronunciati senza vibrazione delle corde vocali).
NB: le consonanti glottali sono articolate nella zona delle corde vocali, indipendentemente
dalla sordità o sonorità dei suoni.

Plosive = ​occlusive​, il suono è prodotto dalla chiusura del canale orale, è esplosivo e
momentaneo
Fricative = ​fricative​, il suono è prodotto senza chiudere il canale orale, dalla frizione di un
flusso d'aria continuo attraverso gli organi fonatori, è continuo
Lateral approximant = ​approssimanti laterali​, il suono è prodotto lasciando passare aria ai
lati della lingua, è continuo

Coarticolazione
Es:
s​cucire [​s​ku't͡ʃi:re] → fricativa alveolare sorda
s​vitare [​z​vi'ta:re] → fricativa alveolare sonora
Due suoni si coarticolano quando prendono tratti articolatori comuni trovandosi nello stesso
contesto. Nel caso di scucire e svitare, la fricativa alveolare si coarticola con il tratto di
sonorità del suono consonantico che segue a contatto.

Le nasali acquistano il luogo di articolazione del suono che segue:


p = bilabiale
v = labiodentale
NB: Esiste una variabilità regionale

Regole fonologiche

/s/ → [z] / _C [+SONORO]


ovvero: il suono (sordo) /s/ si realizza in [z] (sonoro) nel contesto in cui precede una
consonante che possiede un tratto sonoro.

/a/ → [a:] / '_$, non '_#


ovvero: il suono /a/ si realizza come [a:] nel contesto di fine di una sillaba tonica, non se non
in fine di sillaba.

Consonanti dell'italiano
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Aiuto:IPA_per_l%27italiano

Nasali italiane
Sonoranti (intrinsecamente sonore)

● coarticolazione davanti a consonante


['ko​n​te] co​n​te - ​alveolare
[ba​ŋ​'ka] ba​n​ca -​ velare
[i​ɱ​'vεrno] i​n​verno - ​labiodentale
['ka​m​po] ca​m​po - ​bilabiale

La nasale assume il luogo di articolazione della consonante che la segue.


● davanti a vocale
['​ɲ​ɔ:mo] ​gn​omo - ​palatale
['​n​a:no] ​n​ano - ​alveolare
['​m​a:no] ​m​ano - ​bilabiale

Nasale palatale e velare hanno una distribuzione complementare. Nasale bilabiale e


alveolare sono usate sia davanti a vocale sia davanti a consonante, nasale velare e
labiodentale si utilizzano solo davanti a consonanti.
In alcune varietà dell'italiano, la nasale palatale è intrinsecamente lunga (cioè si allunga
sempre) in contesto intervocalico. (attenzione: se la consonante è allungata, la vocale che la
precede deve essere breve).

Fricative ​(o ​spiranti​) ​italiane

['​f​i:no]​ f​ino - ​labiodentale sorda


['​v​i:no]​ v​ino - ​labiodentale sonora
['fu:​s​o] fu​s​o* - ​alveolare sorda
['fu:zo] fu​s​o* - ​alveolare sonora
['la:​ʃ​a] la​sci​a - ​postalveolare sorda

*nella varietà toscana dell'italiano, ['fu:so] è l'oggetto usato per filare la lana, ['fu:zo] è il
participio passato del verbo fondere. Nelle varietà settentrionali, in contesto intervocalico si
verifica sempre la sonorizzazione della fricativa alveolare. In posizione preconsonantica,
secondo la regola di coarticolazione, la fricativa alveolare acquista il tratto di sonorità della
consonante che segue.

In alcune varietà dell'italiano, la postalveolare sorda è intrinsecamente lunga.

Occlusive italiane

['​p​i:no] ​p​ino - ​bilabiale sorda


['​t​i:no] ​t​ino - ​dentale sorda
['​k​i:no] ​ch​ino - ​velare sorda

['​b​i:no] ​b​ino - ​bilabiale sonora


['​d​i:no] ​d​ino - ​dentale sonora
['​g​i:no] ​Gh​ino - ​velare sonora

['dʒi:no] Gino
['dʒɔt:o] Giotto

Affricate italiane
NB: le affricate contano come un unico suono e dunque un unico fonema.

● affricate alveolari
Occlusive dentali + fricative alveolari
['​ts​uk:ero] ​z​ucchero - ​sorda
['​dz​ε:ro] ​z​ero - ​sonora

● affricate postalveolari/prepalatale
Occlusive dentali + fricative postalveolari (palatali)
['​tʃ​i:na] ​C​ina - ​sorda
['​dʒ​i:na] ​G​ina - ​sonora

Approssimanti laterali italiane


Sonoranti (intrinsecamente sonore)

[ma'​ʎ​o:ne] ma​gli​one - ​palatale


[​l​i] ​l​í - ​alveolare

Vibranti italiane
(Intrinsecamente sonore)

['ba:​r​i]

Fonologia: coppie minime e fonemi

Coppia minima = coppia di parole identiche fuorché per un elemento fonetico, dotate di
significato diverso.

Es:
casa e cara
['ka:​z​a] e ['ka:​r​a]
coppia minima

razza e razza
['ra​t:s​a] e ['ra​d:z​a]
coppia minima

casa e casa
['ka:​s​a] e ['ka:​z​a]
non coppia minima

Foni​ = suoni linguistici, trascrivibili in simboli IPA

Fonemi = foni ​dotati di carattere distintivo​, cioè che nel contesto di una coppia minima
determinano una distinzione di significato.

La fonologia è l'interpretazione di un sistema linguistico, che fa dei fonemi l'oggetto della


propria indagine.

Trascrizione fonematica ​o ​fonologica


Tra sbarre oblique si segna tutto ciò che ha valore distintivo (accento compreso). Ciò che
non è rilevante è segnato nella grafia storica.

Varianti contestuali - allofoni - dipendono dal contesto fonetico


Varianti libere - non dipendono dal contesto

Le ​vibranti​ in italiano sono varianti libere:

['ba:​r​i] /'bari/ /​r​/


['ba:​l​i] /'bali/ /​l​/

['ba:Ri] /'bari/ /r/


['ba:υi] /'bari/ /r/ (approssimante labiodentale)

Alcuni foni presenti in italiano non hanno valore distintivo.

Quantità e accento possono avere valore distintivo (sono fonematici)

In italiano la quantità delle vocali non è distintiva, la quantità consonantica sì. Le doppie
consonanti possono essere considerate a loro volta fonemi (raddoppiando il numero di
fonemi dell'italiano), oppure, seguendo il principio di economicità del sistema linguistico, si
può evitare di far proliferare i fonemi non considerando le consonanti allungate come fonemi
a sé.

Es:
['fi:ni] /'fini/
[fi'ni] /fi'ni/

['ka:ne] ​/'kane/​ /n/


['kan:ne] ​/'kan:e/​ /​n:​/
['kan:ne] ​/'kanne/​ /​n​/
['karne] ​/'karne/​ /r/

Nell'esempio: la prima interpretazione prevede che "cane e canne" siano coppia minima, la
seconda prevede che non lo siano, ma considera coppia minima "canne e carne".

Tratti soprasegmentali ​(o​ prosodici​)


= Tratti che agiscono non su un singolo suono, ma su una sillaba, una parola o una frase

● Accento ​- esprime maggiore forza espiratoria


● Tono​ - si riferisce alla frequenza di vibrazione delle corde vocali
● Quantità ​- durata
● Intonazione​ - // tono al livello della frase

Dittonghi e iati

[w] = approssimante labiovelare


[i] = approssimante palatale

Solo i e u possono essere semiconsonanti/semivocali. Se accentate, sono vocali e il nesso


vocalici che formano è uno iato. Se non accentate, formano un dittongo (ascendente se
l'accento cade sulla vocale che segue, o discendente se l'accento cade sulla vocale che
precede).

NB: è possibile generalizzare la trascrizione utilizzando indistintamente il simbolo delle


semiconsonanti anche per le semivocali (cioè: la i con diacritico può essere trascritta anche
in j), ma non il contrario (cioè: la j di piede non può essere trascritta in i con diacritico).

Dittonghi ascendenti e discendenti

Siena e uomini → dittonghi ascendenti


sei e auto → dittonghi discendenti
miei e tuoi → trittonghi

NB: L'accento cade sempre sulla vocale. La vocale che precede è semiconsonante. La
vocale che segue è semivocale.

Variabilità tra dittonghi e iati