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13 gennaio 2021 - 23:03 > Versione online

Respiriamo quello che mangiamo? Come la


dieta può migliorare la qualità dell'aria:
pubblicati due studi scientifici
- Secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente, l'inquinamento atmosferico in Italia è responsabile
di circa 90.000 morti premature all'anno. Per combattere l'inquinamento non esistono soluzioni
semplici, ma sono necessarie misure di tipo strutturale accompagnate da cambiamenti degli stili di
vita individuali. Questi ultimi non possono prescindere dalla consapevolezza da parte dei cittadini
di quelli che sono i comportamenti responsabili delle emissioni di inquinanti.
Uno studio condotto dall' Università di Urbino , in collaborazione con l' Università di Vienna
e il CNR, ha analizzato la percezione degli Europei sulle sorgenti di inquinamento. I risultati dello
studio hanno rivelato che i cittadini Europei sottovalutano enormemente il ruolo del settore
agroalimentare che non è mai visto come inquinante, mentre in realtà agricoltura e allevamenti
intensivi sono i principali responsabili di emissioni di ammoniaca che, reagendo con altre
componenti atmosferiche, va a costituire la componente dominante del PM2.5, ovvero le polveri
sottili tanto dannose per la nostra salute.
Uno studio parallelo, condotto in collaborazione con le Università di Brescia e Roma Tre e il
JRC, ha quantificato, in termini di anni di vita recuperati, i co-benefici per la salute dei cittadini
Italiani derivanti da una diminuzione del consumo di proteine animali . Al vantaggio metabolico
dovuto al minore apporto di proteine ed acidi grassi si unisce infatti quello legato ad una minore
esposizione al PM2.5, conseguente la diminuzione delle emissioni di ammoniaca. Lo studio è
stato corredato da un'analisi socio-economica sulla disponibilità dei cittadini Italiani a rinunciare
ai prodotti di origine animale per alcuni giorni alla settimana.
“Una parte degli Italiani sembra essere disponibile ad astenersi dal mangiare carne e latticini ma
non in misura sufficiente da poter fare la differenza in termini di vite guadagnate” dichiara la
professoressa Michela Maione, docente di Chimica dell'Atmosfera all' Università di Urbino , che
ha condotto la ricerca. “È quindi necessario che a politiche Europee adeguate che coinvolgano
anche il settore agro-alimentare, si accompagni una maggiore consapevolezza del ruolo
nell'inquinamento di questo importante settore produttivo, così che i cittadini possano valutare
con cognizione di causa i numerosi vantaggi del passaggio a una dieta meno ricca di prodotti
animali ”.
Gli studi sono pubblicati su:
M. Maione, E. Mocca, K. Eisfeld, Y. Kazepov, S. Fuzzi “ Public perception of air pollution
sources across Europe ”. Ambio, 2020. https://doi.org/10.1007/s13280-020-01450-5
M. Volta, E. Turrini, C. Carnevale, E. Valeri, V. Gatta, P. Polidori, M. Maione, “ Co-benefits of
changing diet . A modelling assessment at the regional scale integrating social acceptability,
environmental and health impacts” Science of The Total Environment, 756, 2021, 143708, ISSN
0048-9697, https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2020.143708

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