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UNA STRUTTURA PER SCRIVERE POST EFFICACI

Con oggi si conclude una serie di cinque post che…


ti ho scritto per farti scrivere.

Scrivere è il fondamento.
Qualsiasi sia il modo in cui scegli di esprimere un tuo messaggio, per esempio in un post, o in un articolo, o
in un video, o di fronte ad un pubblico…
in ogni caso dovrai sempre partire da un testo.
Intendiamoci,
quando vorrai fare un video, ti annoterai soltanto l’elenco delle cose da dire! O ancor meglio imparerai a
farti una mappa dei contenuti che vuoi esprimere. MAI, mai leggere.
… a meno che tu non abbia un teleprompter … o che tu ad un certo punto del video scelga proprio di leggere
una breve porzione di testo, specificando che lo fai e perché.
Su cos’è un teleprompter, beh… il concetto lo trovi qui e per le APP ti rimando a #Protago.
https://it.wikipedia.org/wiki/Teleprompter

Su cosa io intenda per “leggere una breve porzione di testo”, un conto è leggere pensando che da
smartphone non se ne accorgano… errore clamoroso. Un conto invece è che io affermi di voler riportare,
che so, un paragrafo di un articolo di giornale, o di un libro… quello ci sta.
In ogni caso, ciò che Alessandro Montenegro ed io insegniamo a chi si affida a #Protago per rendere efficace
ogni sua comunicazione, comincia da due presupposti base:
=> SMETTERE DI IMPROVVISARE
=> COMPRENDERE LA SPONTANEITÀ
Ecco due punti che, quasi sempre, uniamo e introduciamo con una frase di Mark Twain:
“Di solito mi occorrono tre settimane per preparare un discorso improvvisato”.
Ti lascio un minuto per smettere di leggere e commentare, fra te e te, questo potentissimo concetto.
NON farlo è grave quanto pericoloso…
Rischia di finire dritto nel calderone di quei tuoi colleghi convinti che “improvvisare” sia l’unico modo per
essere “spontanei”, quando nella realtà improvvisazione e spontaneità sono acerrimi nemici.
Così chi pensa di dover “improvvisare” per essere “spontaneo”, sale su una pedana o butta lì un discorso, in
salone come al bar o ovunque… che capisce solo lui.
Così chi pensa di dover “improvvisare” per essere “spontaneo”, si mette a scrivere SENZA essersi davvero
preparato per farlo… salvo poi lamentarsi che “nessuno legge i suoi testi”.
E bada: la conoscenza dell’italiano non è affatto la prima cosa da padroneggiare!
Perché?
Perché la grammatica puoi delegarla ad un figlio – marito – moglie – amico – cliente – chi ti pare che si
mette lì a scrivere al tuo posto…
Ma praticamente quasi mai potrai delegare a questa – queste persone il compito di
RENDERE UNICO, ESCLUSIVO, EFFICACE
un tuo messaggio.
A questo puoi pensare grazie alla serie di cinque post.
A questo devi, puoi pensare soltanto tu.
Tu e nessun altro.
FACCIAMO COSÌ.
Prima, commentiamo la frase di Mark Twain e ti metto in condizioni di sapere cosa significhi DAVVERO
essere “spontanei”.
Poi, riprendiamo un attimo il concetto di partenza della serie di post, ovvero il Content Marketing, e
impreziosiamo il concetto con una chicca importante.
Infine, ti consegno una STRUTTURA step by step per poter scrivere post che la gente legge avidamente dalla
prima all’ultima parola, dal titolo / headline al “PS”.
Ti piace? Spero di sì ;-)

POST PARTE PRIMA


Che cos’è – davvero – la spontaneità?
Te lo dico chiaro e con orgoglio: questa prima parte del post, dedicata alla Spontaneità, la riprendo pari pari
dal mio Libro “I Parrucchieri sono Creatori di Autostima”, un vero e proprio “Mini Manuale” (solo io posso
definirlo “mini”) di 480 pagine che ti invito ad avere sempre con te.
Un minimo ti deve piacere leggere, visto che sei qui dentro un mio post ;-)
Inoltre nessuno ti obbliga a leggere tutte insieme 480 pagine… anche se spesso sarai tu a volerlo fare.
In ogni caso, credo già a maggio, il Libro verrà tolto dal mercato perché faremo un’operazione molto
importante, e posso assicurarti che chi non lo ha acquistato si pentirà amaramente di non averlo fatto.
Sai che peso con attenzione ogni parola che dico, perciò,
se vuoi avere IL testo fondamentale che ispira ogni Imprenditore della Bellezza…
se non vuoi ritrovarti a dispiacerti per non aver fatto una scelta così semplice e alla tua portata…
ancora per poco lo trovi qui:
https://creatoridiautostima.it
Detto doverosamente questo, torniamo alla Spontaneità e scopri cosa ne ho scritto nel Libro:
Anche nel Libro sono partito dalla frase di Mark Twain:
“Di solito mi occorrono tre settimane per preparare un discorso improvvisato”.
Il contrario di “costruito” non è “spontaneo”: è “improvvisato”.
Devi imparare a “costruire” la tua spontaneità.
Devi allenarla così bene che diventerai DAVVERO spontaneo.
BECCATI LA MIA FORMULA DELLA SPONTANEITÀ:
S = (CA + TE) x R
SPONTANEITÀ =
(Conoscenza Argomento + Tecniche Espositive) x Ripetizione
Più conosci un argomento, più sai come esporlo; e più ti alleni ad esporlo, maggiore sarà la percezione che
tu sia spontaneo.
Costruire un “personaggio” ha senso unicamente se nutri la ferma intenzione di diventarlo, di impersonarlo,
di ESSERLO! Sei una Persona davvero Spontanea quando il tuo Stile comunica chi sei veramente. Perché hai
interiorizzato così bene contenuti e tecniche … che smettono di essere / di apparire come tali!
LA SPONTANEITÀ NON SI IMPROVVISA: SI “COSTRUISCE”
Lelio “lele” Canavero
Ecco fatto, salutiamo il Libro!
Sono convinto che durante la #giovediretta avrai molte domande su questo argomento ;-)

Adesso che hai fatto FINALMENTE ordine fra ciò che significa veramente essere costruiti e su come si
misura la Spontaneità, possiamo passare alla seconda parte di questo post.
POST PARTE SECONDA
Contenuti per fare marketing.
Per introdurre questa seconda parte del post, scelgo di riprendere un passaggio del primo di questi cinque
post.
Fare marketing significa aiutare la gente, e in specifico quella che hai eletto come la tua #ClientelaIdeale, a
SCEGLIERE TE IN MEZZO A TANTI.
Per fare marketing, le fasi essenziali possono essere ricondotte a due:
DEFINIRE LA PROPRIA DIFFERENZA
COMUNICARE LA PROPRIA DIFFERENZA
Nel mezzo, volendo, c’è una terza fase.
Una terza fase che si colloca fra le altre due.
QUAL È?
SERVE FARSI TROVARE PRONTI CON TUTTI QUEI CONTENUTI CHE CI POTRANNO SERVIRE.
Senza farla complicata, ti basterebbe andare su Wikipedia per capire cosa sia il Content Marketing:
“Il content marketing è un approccio di marketing strategico che si basa sulla creazione e distribuzione di
contenuti di valore, al fine di attirare un pubblico di riferimento, creare una relazione e, infine, aumentare le
vendite.”
TUTTO CIÒ CHE SCRIVI RIENTRA NEL CONTENT MARKETING.
Presta attenzione perché i prossimi due concetti sono ESTREMAMENTE POTENTI.
CONCETTO POTENTE #1
Ad ogni pubblico il suo contenuto, ad ogni contenuto il suo pubblico.
Questo assioma devi STAMPARLO E METTERTELO DAVANTI AGLI OCCHI ogni volta che inizi a scrivere.
Ad ogni pubblico il suo contenuto, ad ogni contenuto il suo pubblico.
Ripeti con me:
“Ad ogni pubblico il suo contenuto, ad ogni contenuto il suo pubblico.”
Per esempio, se tu scrivi LO STESSO POST, STESSE PAROLE, STESSI CONCETTI…
e a leggerlo sono due persone:
una neofita e una esperta… che so, una che non conosce un granché del colore che le propongono per i suoi
capelli e una che invece studia a memoria il look di tutte le star che le piacciono…
pensaci un attimo…
Andrà bene per entrambe? Per la prima, per la seconda?
… PER NESSUNA DELLE DUE?
Chi può dirlo…
Può dirlo il testo. E chi lo ha scritto.
Prima di metterti a scrivere ti ho raccontato cos’è il P.O.S.:
acronimo che sta per
PUBBLICO
OBIETTIVO
STILE
… e non è un caso se il pubblico arriva per primo.
Affatto.
Puoi scegliere le parole da usare… i concetti da esprimere… gli esempi da portare… praticamente:
Ad ogni pubblico il suo contenuto, ad ogni contenuto il suo pubblico.
MORALE DEL PRIMO CONCETTO POTENTE
Scrivi partendo dal livello di conoscenza che supponi abbia chi leggerà il tuo post.
SU UNO STESSO TEMA PUOI SCRIVERE DUE POST DIFFERENTI, uno più “facile” e uno più “figo”; e se stai
pensando che non hai tempo, tranquillo:
NON NE AVRÀ NEMMENO CHI RITERRÀ INUTILE LEGGERE IL POST.
Sono convinto che durante la #giovediretta avrai molte domande su questo argomento ;-)

CONCETTO POTENTE #2
Le parole affermano, i fatti convincono, le storie coinvolgono.
Come ho scritto anche altrove, con gli Allievi Avanzati ho cominciato ad approfondire quello che io ho
definito “STORYCOPY”: lo StoryCopy è l’arte di raccontare storie attraverso il copywriting… o se si
preferisce a rendere il copywriting un testo ancora più appassionante da leggere.
Lo StoryCopy è a mio avviso la nuova frontiera della comunicazione, perché INNOVA FORTEMENTE il modo
di pensare e produrre testi, video, podcast…
La regola fondamentale che mi ha ispirato nella creazione di questo nuovo approccio alla scrittura efficace –
e che ho definito #StoryCopy – diventa anche la
MORALE DEL SECONDO CONCETTO POTENTE
… eccola:
NON SCRIVERAI TESTO SENZA INSERIRE UNA STORIA
Che sia breve o lunga… che sia di oggi o di ieri… che riguardi te o altri… all’interno di ogni tuo testo inserirai
un aneddoto, una metafora, un ricordo, un racconto… UNA STORIA, chiaramente una storia riferita
espressamente al contenuto che proponi.
Sono convinto che durante la #giovediretta avrai molte domande ANCHE su questo argomento ;-)

POST PARTE TERZA


Una Struttura per scrivere Post Efficaci.
Nel post precedente ti ho consegnato il #BIOpost: un post che, ispirato da una porzione della tua biografia,
sviluppa una storia e fa di te “una storia interessante da raccontare”.
Premesso che di #BIOpost potrai scriverne diversi, e che dunque anche i nove step del #BIOpost sono a
tutti gli effetti una “struttura”, oggi ti fornirò un altro “step by step” che potrai usare davvero innumerevoli
volte quando ti ritroverai a dover scrivere in modo efficace.
Lo so, lo so, hai tanta voglia di abbrabaciarmi,
ti capisco ah ah ah.
Senza smorzare gli entusiasmi, ti ricordo che QUESTO POST È IL QUINTO DI UNA SERIE.
Avrebbe ZERO senso far tesoro di questo solo e trascurare per esempio il post
SCRIVERE PER FARSI LEGGERE
https://www.facebook.com/groups/imprenditoridellabellezza/permalink/2521621177943498/
Qualsiasi cosa tu scriva, quel testo non lo hai scritto tu…
QUEL TESTO SEI TU
E fare tua la logica dei “due cervelli” è essenziale per PREPARARSI a scrivere… per progettare testi che
valga davvero la pena di leggere… di apprezzare.
Allo stesso modo avrebbe ZERO senso far tesoro di questo solo e trascurare per esempio il post
COMUNICAZIONE STRAORDINARIA
https://www.facebook.com/groups/imprenditoridellabellezza/permalink/2507058206066462/
in cui hai imparato a come intitolare i post.
In quel post hai proprio imparato a PRODURRE TITOLI.
Perché è così importante?
Testo NON efficace + Titolo NON efficace = nessuno ti legge
Testo NON efficace + Titolo efficace OK = non arrivano in fondo
Testo efficace OK + Titolo NON efficace = non cominciano nemmeno
TESTO EFFICACE + TITOLO EFFICACE = RISULTATI EFFICACI
Perché se impari a creare testi efficaci e li presenti con titoli efficaci, moltiplichi sia il numero di lettori, sia
l’attenzione con cui ti leggono… e questo, inevitabilmente, moltiplica i riscontri che otterrai.
QUINDI IL TITOLO È (QUASI) TUTTO.
PRIMA leggi i post precedenti per prepararti a scrivere.
POI usi questo post per impostare la STRUTTURA

INFINE riprendi il post sui titoli e attribuisci al tuo nuovo post un titolo all’altezza.
… ok?
Ancora, ancora, ancora: meglio ti prepari a scrivere, meglio ti riuscirà il post.
Tutto il tempo che risparmi a progettare il post, lo perderai a scriverlo e sarai meno efficace.
Senza ragionare sul P.O.S., ciò che scrivi non funzionerà praticamente mai.
Volendo potresti memorizzare l’acronimo P.O.S.T.:
Pubblico
Obiettivo
Stile
Testo

Il Testo arriva per quarto ed è sempre “figlio” dei primi tre: del Pubblico a cui vuoi proporlo, dell’Obiettivo
che ti sei prefissato (cosa vuoi che faccia il pubblico dopo aver letto) e dello Stile che vuoi esprimere (che
idea si devono fare di te, per ciò che ha scritto e per come hai scritto).
Bene, adesso sì che possiamo dedicarci alla
STRUTTURA DEL POST.
Classifichiamo subito la STRUTTURA:
TITOLO
APERTURA (primi paragrafi, da uno a tre)
CONTESTO
PROBLEMA
CONSEGUENZE DEL PROBLEMA
OPZIONI
SOLUZIONE
COMPARAZIONE
CONFERME
RISULTATI – VANTAGGI – BENEFICI
CALL TO ACTION
PS
Dodici step.
TITOLO
Sul TITOLO sai già che hai un post a disposizione, te l’ho ricordato anche altrove in questo post.
Qui mi limito a ribadire una raccomandazione importante: NON VENDERE NELLA HEADLINE. Se lo fai,
questo testo smette di essere interessante perché diventa “pubblicità”.
APERTURA
L’APERTURA (in gergo tecnico molti copywriter la definiscono “lead”, ma siccome fa confusione con il
significato che noi attribuiamo al lead, ovvero un contatto, scelgo di stare sull’italiano, va bene “apertura”).
L’apertura ha la funzione di confermare al lettore che fa bene a leggere. Qui serve creare curiosità, ed anche
far capire due cose: che tu sei un interlocutore interessante e che ciò che scrivi sarà utile.
Per l’apertura puoi puntare sull’effetto anteprima, su una domanda & risposta, su un risultato che il lettore
otterrà leggendo il post.
CONTESTO
UN SOLO PARAGRAFO, e parlo di trenta parole al massimo, per specificare meglio di cosa stai scrivendo.
Chiaramente il contesto ti serve per “collocare” il problema nella mente del lettore.
PROBLEMA
Di fatto è il tema del post! Di cosa stiamo parlando? Di un problema che il lettore potrebbe avere, o che può
prevenire, o che deve almeno approfondire.
CONSEGUENZE DEL PROBLEMA
Adesso che mi hai messo in testa un problema, devi farmi pensare a “come mi sento” se ce l’ho o a “come mi
sentirei” se ce l’avessi.
Si tratta di espandere il problema alimentandolo mediante le conseguenze che esso provoca.
OPZIONI
Quali sono le alternative che propone il mercato?
Qui ci sta che tu ti metta in gioco per spiegare come le hai valutate.
E infine questa tua analisi ti ha fatto arrivare alla migliore delle soluzioni…
SOLUZIONE
Spieghi la tua opzione.
COMPARAZIONE
Chiarisci perché la tua opzione è migliore delle altre.
Una vera chicca in fase di comparazione consiste nel far capire “per chi non è” questo trattamento.
CONFERME
Ricorri ad un aneddoto, a una testimonianza… volendo puoi anche ragionare in termini statistici (per
esempio “tre su quattro hanno…”).
RISULTATI – VANTAGGI – BENEFICI
Suscita emozioni attraverso gli effetti che genera preferire la tua soluzione.
CALL TO ACTION
Specifica chiaramente cosa devono sapere o pensare o fare a questo punto.
Una call to action efficace chiarisce e dirige: se scrivi “contattaci quando vuoi” non hai né chiarito, né
impartito un’istruzione specifica.
PS
Devi capire che il PS viene spesso letto come secondo o terzo testo.
Usa il “Post Scriptum” per rafforzare il messaggio che hai comunicato attraverso la headline e connettilo ai
risultati che si possono ottenere leggendo il testo.

“LELE MI FAI UN ESEMPIO?”
OK
P.O.S.
Vuoi proporre un nuovo trattamento.
Scrivi questo post rivolgendoti a chi ti conosce, ma non conosce il trattamento (possono essere clienti che
vengono e non fanno il trattamento, come potenziali che non sono ancora entrati nel tuo salone).
L’obiettivo è che prenotino una consulenza telefonica gratuita.
Adesso partiamo con i dodici step della STRUTTURA.
TITOLO
“La verità sulla forfora e perché in tanti non riescono a combatterla”
(se invece di “in tanti” io scrivessi “le donne” o “gli uomini”, sarebbe perfetto)
APERTURA
Specifico che tutti sanno cos’è, pochi sanno come intervenire… e in questo post un solo messaggio cambierà
il modo di considerarla.
CONTESTO
Breve analisi delle principali anomalie del cuoio capelluto, e per ultima la forfora.
PROBLEMA
Analizzo i problemi di estetica, prurito, eccetera.
CONSEGUENZE DEL PROBLEMA
Come si può sentire chi ce l’ha.
OPZIONI
Cosa propongono nel mercato.
Poi quanto tu abbia deciso di studiarla da una prospettiva differente… fino a capire una cosa importante.
SOLUZIONE
Crea enfasi intorno alla tua “scoperta”.
Come funziona in sintesi la tua opzione… il tuo trattamento.
COMPARAZIONE
Perché la tua “soluzione” è migliore delle opzioni presenti nel mercato.
Chiarisci che non è un trattamento consigliato a … (per chi “non è” questo trattamento… lo so, vorresti
dirmi che è per tutti, ma siccome se è per tutti non va bene per nessuno, escludi qualcuno).
CONFERME
Ricorri ad una testimonianza, o ad uno studio, o ad una statistica. Ripeto che volendo puoi anche ragionare
in termini statistici (per esempio “tre su quattro hanno…”).
RISULTATI – VANTAGGI – BENEFICI
Qui si tratta di proiettare il cliente nel “problema risolto” e nelle sensazioni positive che questo genera.
Coi vantaggi puoi chiarire gli effetti benefici che genera il trattamento.
CALL TO ACTION
È il momento topico: cosa vuoi che faccia?
Di fatto la call to action è la rappresentazione testuale dell’Obiettivo fissato nel tuo P.O.S.!
Nell’esempio ci siamo detti che vogliamo fissino una consulenza gratuita…
Puoi anche introdurla come “speranza” o come “sfida”.
Per esempio:
“A questo punto devi solo sperare che la tua pelle (…)”
oppure
“Vinci una volta per tutte questa sfida (…)”.
Come detto, una call to action efficace chiarisce e dirige: se scrivi “contattaci quando vuoi” non hai né
chiarito, né impartito un’istruzione specifica.
“Puoi telefonarci al numero XXX il martedì, mercoledì e giovedì, in orario continuato dalle 9:00 alle 18:00,
chiedi di NOME ed entro un minuto avrai fissato la tua consulenza gratuita”.
PS (esempio)
Sapere che sette su dieci miei clienti si sono scrollati di dosso una volta per tutte la forfora ha dato un
nuovo significato al mio lavoro. Al momento non so dirti se riuscirò ad accontentarti in tempi brevi perché,
visti i risultati, le richieste sono diverse… ma ti assicuro che farò il possibile per farti prenotare al più presto
la tua consulenza gratuita!
ECCO FATTO,
ADESSO HAI LA STRUTTURA COMPLETA
… E QUALCHE BUON ESEMPIO PER PROGETTARLA.
Ti ricordo che anche nel caso della scrittura vale la regola:
PIÙ SCRIVI E MEGLIO SCRIVI
Pazienza e Costanza sono due sorelle severe ed esigenti, ma se saprai trarre spunto dai loro insegnamenti ti
spingeranno a performance potenti e ti forniranno grandi soddisfazioni ;-)

Ti aspetto nella #giovediretta di domani per completare il lavoro!

PS: voglio ringraziare e insieme complimentarmi con Asia Pro Benso e con Aurora Pro Santoro che hanno
curato l'infografica abbinata al post.
Per rispetto del loro lavoro e del mio, vi chiedo di usarla a vostro beneficio e non "regalarla" a chi non è in
questo Gruppo, o peggio non è tuo collega... ma mio concorrente.
Perché non sarebbe "regalarla", bensì "rubarla".
Per la cronaca, Aurora curerà anche le nuove mappe e le eventuali infografiche del #ManualeSalonCoach
riservato ai Parrucchieri PRO

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