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Relazione: naturalismo e magia

Così come l'estate lascia dietro di se giornate fredde e grigie, il rinascimento arriva
e spazza via l’arretratezza dei “secoli bui”.Nel termine “Rinascimento” rientra già
un giudizio di valore implicito e inattuale rispetto all’epoca che l’aveva preceduto.
Inattuale perché oggi il Medioevo non è più considerato alla stregua di un periodo
totalmente negativo e da “superare”. E così nel solco della tradizione medievale,
all’alba del Rinascimento si profila all’orizzonte una grande attenzione per la magia
(e per le discipline affini), riscontrabili in personaggi come Ficino, o Pico della
Mirandola che addirittura esaltava la magia naturale, poichè non andava a
infrangere l'ordine del mondo.

La magia, disciplina fino a quel momento condannata, viene riscoperta ,e


raggiunge il massimo splendore all'interno del cosìdetto "Naturalismo
Rinascimentale". Per naturalismo si intende quella corrente filosofica, dove la
natura appare come l'oggetto primario dell'indagine filosofica, indagine che non
appare più come la fuga dell'uomo di fronte alla propria interiorità, o come inutile
distrazione, ma come oggetto indispensabile per la realizzazione dei fini umani.

Tale indagine è rispettivamente costituita da due aspetti: la magia e la filosofia


della natura.

La prima si basa su due presupposti fondamentali:

1) il concetto aniemista, ovvero l'universale animazione della natura, mosse da


forze intrisecamente simili a quelle che agiscono nell'uomo.

2)La possibilità che si offre all'uomo di penetrare di colpo,con mezzi ambigui o


violenti, nei recessi della natura e di riuscire a dominarne le forze con lusinghe e
incantesimi.

I due campi principale della magia sono: L'alchimia, che si fonda a partire dal VIII
secolo sulla base dei testi di Ermate Trismegisto. Tal materia tentava di
transformare i mettalli in oro e produrre elisir di lunga vita; si riteneva che solo chi
avrebbe posseduto la pietra filosofale avrebbe ottenuto giovinezza eterna. E
L'astrologia ,che si basa sulla convinzione che gli astri possano condizionare le
vicende umane e che in base alla loro posizione si possa prevedere il futuro.

La filosofia della natura invece, nega il secondo presupposto pecendentemente


scritto. La natura è sempre vista come una totalità vivente , ma retta dai propri
principi, e trovare questi principi è lo scopo della filosofia.

La filosofia della natura finisce dunque per rompere i ponti sia con la magia, sia
con l'aristotelismo.

E tra i sostenitori di tale aspetto c'è Bernardino Telesio. Bernardino Telesio,nato a


Cosenza nel 1509, corsiderava la natura come un mondo che ri regge su prncipi
propri e che può essere spiegato slo in base a questi principi . Pertanto l'uomo,
per conoscere la natura, non deve fare altro che lasciarla parlare, affidandosi ai
sensi che gliela autorivelano, poichè la sensibilità non è altro che l'autorivelazione
della natura.Telesio ritiene che la natura debba essere spiegata mediante le due
forze principali che agiscono in essa:il caldo e il freddo;il caldo e il freddo hanno
sede rispettivamentente, il primo nel sole, che dilata le cose e le rende leggere e
adatte al movimento;il freddo ha sede nella terra, condensa le cose, le rende
pesanti e quindi immobili.Inoltre c'è anche la presenza della mole materiale ,
costante e inqualificata, su cui esse eternamente si scontravano, sensibilizzandola
con il proprio reciproco agire e reagire.

Esempio,invece,di un grande usufruitore della magia,in antitesi a telesio, è


Giordano Bruno.

Giordano Bruno, ricordato soprattutto per la suo vita non poco movimenta, fu
senza ombra di dubbio, uno dei più grandi geni della storia del pensiero umano,
che,affascinato più che mai dalla magia, dedicò a quest'ultima più di uno scritto:il
De magia e il De vinculis, editi in italiano dalla Mimesis sotto il titolo di La magia e
le ligature.

La prima cosa che riusciamo ad evincere da tale opera, è sicuramente l'idea che lui
aveva del mago."Mago" è un termine che si presta a equivoche interpretazioni,
ma che per l'autore, come egli stesso chiarisce sin dall'ìncipit dell'opera, significa
innanzitutto sapiente: sapienti come per esempio erano i magi dello zoroastrismo
o simili depositari della conoscenza presso altre culture del passato. La magia di
cui Bruno si occupa non è pertanto quella associata alla superstizione o alla
stregoneria, bensì quella che vuole incrementare il sapere e agire
conseguentemente. Di fatto si posso distingure più tipi di magia in bruno: La
magia naturale,La magia prestigiatori, che opera attraverso lo stupore indotto nel
prossimo mediante l'apparenza e l'impiego di forze superiori, vere o presuntea,La
necromanzia, magia oscura che impiega l'evocazione delle anime dei morti;La
magia matematica e la filosofia occulta, che impiega caratteri, formule, simboli,
sigilli, numeri sacri; La magia dei disperati, praticata da coloro che invocano
demoni e forze occulte per ottenere ciò che vogliono a prezzo dell'anima,La
teurgia,che consiste nell'evocazione di demoni o angeli mediante l'utilizzo di
simulacri, talismani o altri oggetti sacralizzati, che si fanno veicolo della divinità,La
profezia, che può essere praticata per mezzo di diversi strumenti divinatori.Infine,
vi è la forma più alta di magia, la Magia propriamente detta: la Sapienza. La vera
Magia è infatti la perfetta e compiuta conoscenza della realtà e dei nessi materiali
e spirituali che ne regolano il divenire. Tutti i precedenti generi di magia possono
essere raccolti in tre principali categorie:

1)La magia divina, che opera mediante le forze spirituali superiori;

2)La magia fisica, che agisce sugli elementi materiali;

3)La magia matematica

Alle tre categorie di magia corrispondono tre mondi:

Il mondo delle forme, concepito da bruno similmente a il mondo delle Idee


platonico ma, in tal caso, immanente alla realtà e dominato da amicizia e contesa
tra le cose.

Il mondo materiale, il cui divenire è regolato da fuoco e acqua, intesi come forze
elementali in grado di aggregare e disgregare le cose e dalle quali nascono tutti gli
elementi.Ed infine il mondo razionale.L'assunto fondamentale da cui il filosofo
parte è l'onnipresenza di un'entità unica, che egli chiama indifferentemente
"spirito divino, cosmico" o "anima del mondo" o anche "senso interiore",
identificabile come quel principio universale che dà vita, movimento e
vicissitudine a ogni cosa o aggregato nell'universo. Il mago deve tenere presente
che come da Dio, attraverso gradi intermedi, tale spirito si comunica a ogni cosa
"animandola", così è altrettanto possibile tendere a Dio dall'essere animato:
questa ascensione dal particolare a Dio, dal multiforme all'Uno è una possibile
definizione della "magia"Lo spirito divino, che per la sua unicità e infinità connette
ogni cosa a ogni altra, consente parimenti l'azione di un corpo su un altro. Bruno
chiama «vincula» i singoli nessi fra le cose: "vincolo", "legatura". La magia altro
non è che lo studio di questi legami, di questa infinita trama "multidimensionale"
che esiste nell'universo. Nel corso dell'opera Bruno distingue e spiega differenti
tipi di legami – legami che possono essere utilizzati positivamente o
negativamente, distinguendo così il mago dallo stregone. Esempi di legami sono la
fede; i riti; i caratteri; i sigilli; le legature che vengono dai sensi, come la vista o
l'udito.

Insomma opere come De magia, Theses de magia, De magia mathematica, De


rerum principiis et elementis et causis, Medicina lulliana, De vinculis sono opere
che hanno reso ai nostri occhi Bruno come una sorta di mago ermetico In realtà,
però, in queste opere emerge, sotto il nome di magia, il tema della praxis, chiave
(mnemonico-operativa) della nova filosofia.

Ed infine abbiamo tommaso Campanella. Campanella si pone come una sorta di


intermediario tra i due filosofi precendetemente analizzati; infatti quest'ultimo
accetta la fisica di Telesio, introducendo però elementi magici e metafisici(propri
di Giordano Bruno). Campanella insiste soprattutto sulla primo presupposto
dell'indagine filosofica del naturalismo, ovvero l'universale animazione delle cose.
se gli uomini e gli animale sono formati dal caldo e dal freddo e dalla massa
corporea, è neccessario che anche il caldo e il freddo e la massa corporea siano
dotati di sensibilità.

tutte le cose del mondo sono dunque animate, e c'è un anima che è propria del
mondo nella sua totalità: l'anima del mondo, che determina l'accordo che unisce
le cose naturali, diriendole veso un unico fine.

Inoltre ogni cosa è costituita da tre primalità:il potere, il sapere e l'amore. Questi
però sono limitate dalle cose finite; vi sono quindi tre primalità del non
essere:l'impotenza, l'insipenza e l'odio. In Dio solo, che non è finito ma è infinito,
le primalità non sono limitate dal non essere.

Campanella inoltre crea la cosiddetta "Città del sole", che consiste nella
descrizione di uno Stato teologico universale, basato sulla ragione governato da
un principe sacerdote, detto Sole, assistito da tre principi collaterali:Pon,Sin,Mor,
cioè potenza, sapienza e amore ,che sono le tre primalità della metafisica. Le
caratteristiche di questo Stato sono la comunanza delle donne e dei beni e la
religione naturale. Questa relgione naturale è innata in tutti gli uomini ed è il
fondamento di tutte le religioni positive,le quali sono acquisite o sopraggiunte, e
possono essere imperfette o anche false, mentre quella innata è sempre vera

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