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TESTO NARRATIVO IN 1° PERSONA

Ci caricarono su un camion, circa una trentina, non capivamo il motivo, perché ci avevano
radunato in un camion? Forse volevano portarci in uno di quei campi di lavoro in Germania,
o… peggio!
Prima di scendere da quel veicolo mi ero accordato con il mio amico e collega Armando:
“qualunque cosa vogliano farci noi proveremo a scappare!”. Non sapevamo cosa ci sarebbe
successo, ma non saremmo rimasti imprigionati a lungo. C’era chi provava a sollevare il
morale al gruppo: “se ci volessero morti ci avrebbero già ammazzati!” “ci staranno
semplicemente trasferendo!”
Nel momento in cui siamo scesi abbiamo capito che quella era la fine, Armando mi guarda e
fa cenno con la testa, ci disarmiamo e iniziamo a correre. Incredibilmente stavamo riuscendo
a scappare, avevamo pure scatenato gli animi del resto del gruppo che cercava di ribellarsi.
Inutile dire che udì subito gli spari, gente che urlava, terrorizzata; alcuni erano riusciti a
liberarsi come noi, ma sono stati subito fucilati. Per fortuna io e Armando eravamo più avanti
rispetto agli altri, anche se poi senti un urlo provenire vicino a me, era Armando che era
stato colpito a una gamba. Mi spaventai e corsi che non avevo mai fatto, come se avessi
avuto 30 anni in meno.
Mi rifugiai dietro un albero, e rimasi a guardare la scena, tutti gli uomini erano stati
inginocchiati davanti a una buca e fucilati uno a uno. Un nemico si avvicinò verso me, ero
terrorizzato; non riuscivo a muovermi. Mi scovò, ma non fece niente, mi guardò negli occhi,
era più terrorizzato di me. Tornò indietro e trascinò Armando con se verso la fossa.
Andato via scappai, ero agitatissimo e non sapevo cosa fare, così mi diressi il più lontano
possibile.
Trovai rifugio da degli anziani, che vedendo come ero conciato accettarono di ospitarmi. Non
gli dissi il motivo per il quale fossi in quella condizione, inventai che ero un pover uomo
senza più una casa

Passarono i mesi, ormai era estate, me ne ero già andato dalla casa di quei gentili signori.
Ero tornato a Bologna, ma non mi ero recato dalla mia famiglia. Sarebbe stato da
incoscienti, la verita e che avevo paura di mettere in pericolo i miei cari. Ero a casa di un
vecchio amico. Ogni settimana andava a controllare da lontano che la mia famiglia stesse
bene. Per fortuna ogni settimana tornava con esito positivo.
Questo giorno fu uno dei più bei giorni della mia vita, arrivò la notizia alla radio che la guerra
era finita, i fascisti erano stati sconfitti.
Esaltato salutai il mio amico e mi diressi a casa da mia moglie. Bussai alla porta di casa,
entrai. Appena mia moglie e mio figlio mi hanno visto si sono messi a piangere dalla
commozione. Mi hanno detto che avevano temuto il peggio: che ormai non riuscivano più ad
avere notizie da mesi.
Raccontai quello che era successo, mi guardavano increduli, mi misi a piangere: ho
ripensato alle urla, gli spari, era troppo il peso da sopportare, sapere di essere l’unico del tuo
gruppo ad essere riuscito a scappare, ad avere ancora una vita.

Ormai sono vent’anni che la guerra è finita, sono invecchiato, ma sono felice di essere
ancora qua, a casa, con mia moglie. Ho capito la mia fortuna ad essere ancora vivo, e non
c'è giorno che non ringrazi il cielo per questo. Non smetto mai di pensare a quel giorno in cui
ho visto la morte in faccia, non capirò mai perché quel soldato decise di salvarmi,
probabilmente neanche lui voleva tutto questo. Chi sa che scusa si è inventato appena
tornato dai compagni, magari che fossi scappato? Chi sa se gli hanno creduto. Ho tentato di
cercarlo ma non lo sono mai riuscito a trovare.
Comunque l’orrore di quei momenti, mi percuote ancora dentro e per quanto siano stati gli
attimi peggiori della mia vita ho imparato a conviverci.
Mio figlio ormai si è fatto grande, lavora in fabbrica, ha preso il mio posto e si mantiene in un
piccolo appartamento con la sua moglie, aspettano un bambino, sono felici. Non riesco a
pensare al fatto che se vent’anni fa non fossi scappato a quest’ora sarei morto, e avrei
lasciato sola la mia famiglia.

lasciato soli la mia famiglia.