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CONSIDERAZIONI SUL ROMANTICISMO

In estrema sintesi, possiamo dire che il romanticismo si basi sulla totale e completa espressione
dei sentimenti, con qualsiasi mezzo possibile.
L’esaltazione dei sentimenti deriva da una precedente esaltazione dell’individuo, a seguito
dell’innalzamento dei valori patriottici causato dalla rivoluzione francese e dalle guerre
napoleoniche.
Per quanto riguarda la musica, si va alla constante ricerca dell’introspezione di se stessi, e le
composizioni sono il racconto di questa ricerca.
Un tale lavoro lo possiamo trovare nelle opere di Listz, Chopin ecc.
Tuttavia, il concetto di romanticismo musicale non è solo questo.
L’esaltazione dei sentimenti non è intesa solo come quella dei propri, ma come esaltazione dei
sentimenti in generale. Sentimenti che possono scaturire da un qualsiasi evento o un qualsiasi
paesaggio, ad esempio. Pertanto, nasce la cosiddetta “musica a programma” sotto forma di Poema
Sinfonico, che Listz definì come una “pittura sonora”.
Un esempio importante è la Sinfonia Fantastica di Berlioz. È vero che lui stesso definisce la sua
opera come sinfonia, ma questa definizione si ferma al fatto che è divisa in più tempi. Essa si basa
su un programma (da qui appunto Musica a Programma) scritto dal compositore (o anche da altri
in altri casi). Altro esempio importante è “La Moldava” di Smetana, che fa parte del ciclo “Ma
Vlast” (La mia Patria). Da questo esempio notiamo quanto vengono esaltati gli ideali patriottici,
tanto da scaturire fortissime emozioni.
Protagonista indiscusso del romanticismo musicale è senza dubbio alcuno il pianoforte, per più di
un motivo. Esso è al centro di tantissime composizioni romantiche soprattutto per il particolare
timbro che può variare da scuro a brillante così come possono variare i sentimenti del compositore
o musicista. Un’altra ragione sta nel fatto che esso era al centro dei salotti: serate culturali in cui si
riunivano poche persone, anche di diverso status sociale. Ciò veniva fatto per condividere
l’interiorità dei sentimenti e la profondità dei pensieri di svariata natura, soprattutto effimera e
astratta.

Possiamo dire anche che numerosi stilemi del periodo classico o dei periodi ancora precedenti ad
esso, venivano usati di rado, venivano modificati o non venivano usati affatto. Questo in virtù di
una più ampia libertà espressiva, anche se non era semplice. Questo perché il principale datore di
lavoro dei musicisti, ora, era il pubblico. Critico ed esigente, il pubblico non è più solamente quello
ristretto delle corti del ‘700, ma è un pubblico fatto di borghesi e altre classi sociali, pagante,
oltretutto. Il musicista dovrà, quindi, confrontarsi con esso e, molto spesso, scontrarsi. Questo
accentuava la componente sentimentale del musicista, perché di fronte ad un eventuale rifiuto del
pubblico egli si crogiolava nella solitudine, nella disperazione, nel pessimismo, nel senso di
inutilità; il tutto rappresenta una grande fonte d’ispirazione il compositore o musicista romantico.

Il romanticismo è molto importante perché in questo periodo si assiste alla creazione delle scuole
di musica nazionali, soprattutto nei paesi di lingua slava che furono terra di conquista per i
musicisti italiani, francesi e tedeschi. L’obiettivo principale di queste scuole sta nel ricercare
un’identità culturale nazionale, recuperando elementi di folklore e tradizionali propri di quelle
terre.
I caratteri generali del romanticismo musicale possono essere così riassunti:
 Melodia: essa ha una grande importanza, delineata da una grande liricità e cantabilità.
Molto spesso si usavo melodie di carattere folkloristico o canzoni popolari. Nasce poi anche
il leitmotiv, ovvero un motivo dedicato ad un personaggio, evento o altro, utilizzato
soprattutto nelle opere;
 Ritmo: costante l’uso del rubato e di rallentando e accellerando;
 Dinamica: ampia è la gamma dinamica all’interno di un brano, soprattutto per enfatizzare
le varie situazioni. Si va da un pianissimo fino a tre p, a un fortissimo a tre f. Per fare ciò, i
compositori utilizzeranno diverse tecniche come l’utilizzo di ampie masse sonore con tanti
strumenti nelle composizioni orchestrali;
 Orchestrazione: vengono impiegati nuovi strumenti nelle orchestre come il Tuba, il Corno
Inglese, il Clarinetto Basso ecc.
 Armonia: le cadenze e i dettami classici verranno modificati, variati o annullati dall’utilizzo
sempre più incalzate di armonie dissonanti, come le successioni di settime diminuite per un
lungo lasso di tempo

Nel Romanticismo musicale, assistiamo alla crescita esponenziale del Melodramma. Esso si
sviluppò maggiormente in Italia, Francia, Germania e Inghilterra. Il soggetto protagonista del
Melodramma è molto spesso la figura dell’eroe liberatore o quella del popolo in rivolta contro
l’oppressore.
In Italia, in particolare, abbiamo un clima in cui ideali nazionalistici e d’unità nazionale vanno a
braccetto con la produzione musicale. Il più grande operista che ogni italiano amò per le
citazioni nazionalistiche all’interno delle sue opere, fu senza dubbio Giuseppe Verdi.
Altri importanti autori del romanticismo furono Rossini, Bellini e Donizetti.

Più tardi avremo anche compositori come Puccini, Leoncavallo, Mascagni, Cilea e Giordano.
Tuttavia, questi ultimi andranno a dipingere un linguaggio più verista che romantico.
La differenza tra romanticismo e verismo sta semplicemente nel fatto che il primo proponeva
situazioni molto spesso fantastiche, il secondo invece di basa su fatti di vita vera, per
raccontare, appunto, il “vero”.

Richard Wagner fu un importante figura di spicco del romanticismo musicale, soprattutto per
la sua “Riforma del Melodramma”. Egli infatti volle superare le forme chiuse e slegate
caratteristiche del melodramma italiano, così da poter sperimentare “l’Opera Totale”.
Per fare ciò, Wagner eliminò qualsiasi discontinuità nel dramma sia nella forma che nella
struttura, attraverso la “melodia infinita”.
Wagner si fece costruire addirittura un teatro per le sue opere, nella quale l’orchestra era
nascosta nel “golfo mistico”.
Tali innovazioni, ispirarono autori come il già nominato Giuseppe Verdi, il quale; nella seconda
fase della sua produzione, pose l’attenzione sul fluire del dramma e sul rapporto tra parole e
musica.