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Funzione omografica e fasci propri di rette

Breve ripasso sull’iperbole equilatera ruotata di 45°

Ruotando di 45° l’iperbole equilatera riferita all’origine e agli assi di equazione x 2 − y 2 = a 2 si


a2
ottiene un grafico descritto da un’equazione del tipo xy = k , dove k = ± . In questo caso si dice
2
che l’iperbole è riferita agli asintoti, essendo questi coincidenti con gli assi cartesiani.
In particolare, se k è positivo il grafico è quello di una funzione decrescente, mentre se k è negativo
il grafico è quello di una funzione crescente.

Il grafico seguente è un esempio di iperbole equilatera riferita agli asintoti, per la quale si ha k > 0

Il grafico seguente è un esempio di iperbole equilatera riferita agli asintoti, per la quale si ha k < 0

L’iperbole xy = k dunque avrà i vertici reali e i fuochi sulla bisettrice del primo e del terzo
quadrante quando k > 0 , su quella del secondo e del quarto se k < 0 . Essi avranno coordinate:

se k > 0
( )
A1 − k , − k e A2 ( ) ( )
k , k i vertici, mentre F1 − 2k , − 2k e F2 ( )
2k , 2k i fuochi

se invece k < 0
(
A1 − k , k )eA( 2 k ,− k ) i vertici, mentre F ( −
1 2k, 2k )eF( 2 2 k ,− 2 k ) i fuochi
In ogni caso l’asse trasverso avrà lunghezza 2 2 k .

Funzione omografica

ax + b
Consideriamo ora la funzione descritta dall’equazione y = .
cx + d
a b
Se c = 0 abbiamo a che fare con un retta, l’equazione diventa infatti y = x+ .
d d

a b
Se D = = ad − bc = 0 abbiamo ancora a che fare con una retta, infatti da ad − bc = 0 si
c d
d b
ottiene = . Raccogliendo ora nell’equazione iniziale a dal numeratore e c dal denominatore si
c a
 b
a x + 
ottiene y = 
a d b
, ma poiché = le due parentesi rappresentano lo stesso numero, e dunque
 d c a
c x + 
 c
a
semplificando rimane y = , che rappresenta una retta parallela all’asse x.
c

Supponiamo ora che si verifichino le condizioni c ≠ 0 ∧ D ≠ 0 e svolgiamo alcuni calcoli:


ax + b
y= ⇒
cx + d
( cx + d ) y = ax + b ⇒
cxy + dy = ax + b ⇒
d a b
xy + y − x = ⇒
c c c
 d a ad ad b
y x +  − x − 2 + 2 = ⇒
 c c c c c
 d  a d  b ad
y x +  −  x +  = − 2 ⇒
 c  c c c c
 d  a ad − bc
 x +  y −  = −
 c  c c2

a b
e infine, ricordando che D = = ad − bc , possiamo scrivere
c d

 d  a D
 x +  y −  = − 2
 c  c c

Osservando l’equazione scritta in quest’ultima forma, appare subito evidente che si tratta di
r d a
un’iperbole equilatera riferita all’origine e agli asintoti traslata del vettore v  − ,  . Si avrà
 c c
D
k =− . Gli asintoti di questa iperbole sono dunque le rette parallele agli assi di equazione
c2
d a  d a
x = − e y = , e il nuovo centro dell’iperbole sarà il punto O '  − ,  .
c c  c c
D
Poiché k = − 2 ,
c
se D < 0 , l’iperbole sarà decrescente e avremo, per vertici e fuochi
 D d D a  D d D a
A '1  − 2 − , − 2 +  e A '2  − , +  i vertici, mentre
 c c c c   c2 c c2 c 
   
 D d D a  D d D a
F '1  − 2 2 − , − 2 2 +  e F '2  2 2 − , 2 2 +  i fuochi
 c c c c   c c c c 
 

se invece D > 0 , l’iperbole sarà crescente e avremo, per vertici e fuochi


 D d D a  D d D a
A '1  − 2 − , 2 +  e A '2  2 − , − 2 +  i vertici, mentre
 c c c c  c c c c
 D d D a  D d D a
F '1  − 2 2 − , 2 2 +  e F '2  2 2 − , − 2 2 +  i fuochi
 c c c c  c c c c

D
In ogni caso l’asse trasverso avrà lunghezza 2 2 .
c2

Fasci propri di rette

Consideriamo ora un fascio proprio di rette generato da


r1 : a1 x + b1 y + c1 = 0
r2 : a2 x + b2 y + c2 = 0

Il fascio avrà equazione a1 x + b1 y + c1 + k ( a2 x + b2 y + c2 ) = 0 da cui si ottiene


( a1 + ka2 ) x + ( b1 + kb2 ) y + c1 + kc2 = 0 .
a2 k + a1
Esplicitando il coefficiente angolare del fascio m otteniamo m = − .
b2 k + b1
Dunque, nel piano di assi cartesiani m e k, m è descritto in funzione di k dall’equazione di
un’iperbole equilatera (se le condizioni b2 ≠ 0 ∧ D ≠ 0 sono verificate). In particolare si ha
a2 a1 a1 a2 a b1
D=− = = 1 . Scritto in questa ultima forma D si ricava facilmente
b2 b1 b1 b2 a2 b2
dall’equazione del fascio che evidenzia le generatrici a1 x + b1 y + c1 + k ( a2 x + b2 y + c2 ) = 0 : la prima
riga è data dai coefficienti, in ordine, di x e di y della generatrice r1 , la seconda da quelli di r2 .
Allora, se D > 0 , l’iperbole è crescente e dunque all’aumentare del valore del parametro k aumenta
anche m e la corrispondente retta del fascio ruota in senso antiorario, mentre se D < 0 l’iperbole è
decrescente e all’aumentare del valore del parametro k la corrispondente retta del fascio ruota in
senso orario. Il valore del coefficiente angolare della generatrice che non fa parte del fascio, cioè
quella che si ottiene per k → ∞ , corrisponde all’asintoto orizzontale dell’iperbole, mentre la retta
del fascio parallela all’asse delle y corrisponde all’asintoto verticale (dove m diventa infinito).

Se succede che b2 = 0 , allora, nel piano di assi cartesiani m e k, m non è più rappresentato da
a k + a1
un’iperbole ma da una retta, infatti si ottiene m = − 2 . In questo caso si ha
b1
a2 a1 a1 a2 a b
D=− = = 1 1 = −b1a2 . Il segno di D corrisponde al segno del coefficiente
0 b1 b1 0 a2 0
angolare della retta che rappresenta m, quindi se D > 0 la retta è crescente, all’aumentare del valore
del parametro k aumenta anche m e la corrispondente retta del fascio ruota in senso antiorario,
mentre se D < 0 la retta è decrescente e all’aumentare del valore del parametro k la corrispondente
retta del fascio ruota in senso orario.

Se succede che D = 0 , allora, nel piano di assi cartesiani m e k, m è rappresentato da una retta
a
parallela all’asse delle k, sia ha infatti m = − 2 , il valore di m non dipende da k, e questo significa
b2
che stiamo parlando di un fascio improprio di rette.

Riassumiamo:

a1 b1
dato il fascio di rette di equazione a1 x + b1 y + c1 + k ( a2 x + b2 y + c2 ) = 0 , detto D = si
a2 b2
possono verificare tre casi:

1. se D > 0 all’aumentare di k la corrispondente retta del fascio ruota in senso antiorario;

2. se D < 0 all’aumentare di k la corrispondente retta del fascio ruota in senso orario;

3. se D = 0 abbiamo a che fare con un fascio improprio di rette.