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NOTIZIARIO

Settore Tecnico
del

Anno 2018, n° 1

PORTIERE Il
di MOVIMENTO
nel FUTSAL

Gli ultimi Europei


hanno riaperto il dibattito
e proposto nuove strategie
NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO
Anno 2018, n°1

Testata giornalistica.
Registrazione del Tribunale di Firenze
del 20 maggio 1968, n°1911

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DIRETTORE RESPONSABILE
Paolo Corbi

COORDINAMENTO REDAZIONALE
Paolo Serena

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO


Felice Accame, Marco Ardone, Claudio Chiellini,
Nicola Lami e Renzo Ulivieri

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Getty Images, UEFA e Paolo Serena

PROGETTO GRAFICO
Paolo Serena

TUTTO IL MATERIALE INVIATO


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NE VENGA CITATA LA FONTE

IN COPERTINA
Il portiere della nazionale kazaka, Higuita, in azione
durante gli ultimi Europei di calcio a 5
SOMMARIO

Futsal
6 IL PORTIERE DI MOVIMENTO
STRATEGIE E CONTROMOSSE NEL GIOCARE 5 CONTRO 4
di Nicola Lami

Scuola Allenatori
24 VADO VIA. MA POI TORNO
IL RUOLO DEL DIRETTORE SPORTIVO DEI PRESTITI
di Claudio Chiellini

Categoria Giovanissimi
38 IDEE PER L’ALLENAMENTO
UNA PROPOSTA DI ESERCITAZIONE DAL CORSO TERRITORIALE UEFA B
Dal due contro uno, al tre contro tre

Iniziativa
PER PROPORRE I TUOI ARTICOLI TECNICI, 42 OPEN DAY A COVERCIANO
DA FAR VALUTARE UNA GIORNATA TRA VISITE E LEZIONI AL CENTRO TECNICO FEDERALE
ALLA COMMISSIONE SCIENTIFICA,
SCRIVI A:
stampa.cov@figc.it
L’ULTIMO EUROPEO DI FUTSAL HA RILANCIATO IL DIBATTITO
E PROPOSTO NUOVE SOLUZIONI

IL
PORTIERE
DI MOVIMENTO
Idee, strategie e contromosse per sfruttare al meglio
- o per difendersi - nel cinque contro quattro.

Alex Merlim
di Nicola Lami
Allenatore di calcio a 5 di primo livello,
docente di tecnica e tattica ai corsi territoriali di futsal
6 NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO 7
Per ‘portiere di movimento’ si intende un sistema di gioco in fase di possesso palla, a delle eccellenti doti tra i pali. Claudio Fiori è uno degli artefici dei successi del Prato calcio a 5 di Jesus Velasco:
in cui l’estremo difensore - o un giocatore che lo ha sostituito nel ruolo, fu il tecnico laniero a rispolverare questo sistema di gioco, anche in virtù dei problemi di organico a disposizio-
per sfruttare le sue capacità tecniche con i piedi più sviluppate - ne. L’utilizzo del portiere-giocatore fu una valida soluzione al risparmio di energie, vista la rosa corta, mentre
partecipa attivamente alla costruzione della fase di attacco. David Calabria - che vestirà per anni la maglia azzurra della nazionale italiana – si dimostrò estremamente
Si tratta di una ‘situazione speciale’, tranquillo nell’uso dei piedi durante il gioco. Entrambi non abbandoneranno mai questa abitudine, mostrando,
in cui chi attacca si troverà a giocare in superiorità numerica cinque contro quattro, per tutta la loro carriera, l’attitudine al gioco con i piedi degna di un calciatore di movimento.
contro difese solitamente disposte a zona.
La strategia del portiere di movimento si evolve e si comincia ad utilizzare l’estremo difensore non solo come
arma della ‘disperazione’, per recuperare un risultato sfavorevole, ma diventa anche una possibilità di uscita
dalla pressione avversaria o addirittura un sistema per mantenere il possesso della sfera, potendo sfruttare una
situazione di superiorità numerica.

L’arrivo in Italia, in maniera massiccia, di portieri Italobrasiliani - dotati di grande tecnica e, in alcuni casi, di
un gran tiro - modifica ancora una volta le abitudini degli allenatori, che utilizzano sempre di più l’estremo
difensore per il gioco in fase di possesso.
Negli anni ‘90 giunge in Italia Alexandre Feller, portiere diventato poi per molti anni titolare della Nazionale
italiana, che dimostra sin da subito le proprie abilità, davvero invidiabili, con i piedi. Con le casacche di Prato,
Luparense, Arzignano e Marca Futsal gioca spesso fuori dai pali e anche se non realizza molti gol - in quanto
poco utilizzato per il tiro in porta - in alcune partite è lui il vero regista della squadra.

Passano gli anni e le dinamiche del portiere di futsal trovano altre applicazioni.
È forse Laion il portiere che denota la migliore caratteristica del tiro in porta nel campionato italiano. Al Bisce-
glie, squadra pugliese in cui approda, segna addirittura 11 reti nella stagione 2011-2012: uno score da far invidia
anche a qualche attaccante. L’estremo difensore italobrasiliano viene inserito addirittura, dagli allenatori che
lo avranno nel proprio roster, negli schemi su calci piazzati e nelle soluzioni di finalizzazione con palla in mo-
vimento, modificando i sistemi di gioco in funzione di questo giocatore.

L’utilizzo sempre più frequente del portiere come giocatore però, provoca nel 2010 alcune riflessioni riguardo
alla spettacolarità delle gare, tali da portare ad un cambio del regolamento di gioco: in alcune situazioni infatti,
ad esempio, è la squadra che si trova in vantaggio ad utilizzare il portiere di movimento per avere il controllo
della sfera in una situazione di superiorità numerica, potendo così far scorrere il tempo.
È proprio in questo anno che avviene la modifica della regola in maniera sostanziale: mentre prima il portiere
UN PO’ DI STORIA
poteva toccare per la seconda volta la palla, dopo essersene spossessato, una volta che la sfera avesse superato
la metà campo o avesse toccato un avversario, adesso “il portiere può ricevere la palla una seconda volta, dopo
È il 1987 quando la Roma RCB inizia in Italia il suo ciclo vincente: battendo in finale il
essersene spossessato, solo trovandosi egli stesso nella metà campo avversaria”.
Torino, dà il via a un poker di successi consecutivi nella nostra Serie A. Un protagoni-
Si tratta di uno snodo cruciale per l’utilizzo di questo sistema di gioco: ora l’estremo difensore, se pur dotato di
sta indiscusso di questi trionfi è Luca Bergamini, portiere con il vizio del gol.
buona tecnica, è costretto a giocare a venti metri di distanza dalla propria porta, esponendosi a rischi notevol-
Probabilmente è questa la prima vera testimonianza del ‘portiere di movimento’ uti-
mente maggiori.
lizzato in una gara di alta prestazione nel nostro Paese.
Nonostante per il primo anno la regola intimorisca un po’ tutte le squadre, dalla stagione successiva (2012-
Nel corso degli anni, in Italia si susseguiranno allenatori che metteranno in pratica
2013) si torna a vedere il portiere giocare fuori dai pali per alti minutaggi, anche in situazioni in cui la propria
questa soluzione offensiva, con obiettivi diversi e modalità di utilizzo sempre più va-
squadra si trova in vantaggio.
riegate. Tra i nomi più noti, è impossibile non citare i portieri Claudio Fiori e David
Agli Europei di futsal del 2016, disputati a febbraio in Serbia, la nazionale che più di tutte ha proposto questa
Calabria, entrambi dotati di una buona tecnica individuale con la palla tra i piedi, oltre

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speciale situazione speciale è stato il Kasakistan, formazione giunta terza in quella competizione Ecco un estratto delle loro risposte.
continentale e quarta agli europei di quest’anno, appena terminati in Slovenia. La squadra è gui-
data dal Ct brasiliano Cacau e dispone di un estremo difensore - anch’esso di origini brasiliane, CACAU (Ct Kazakistan): “Possiamo dire che ‘Il nuovo ha sempre suscitato perplessità e resistenza
naturalizzato kazako - molto abile con i piedi e munito di un gran tiro: Leonardo De Melo Vieira delle menti chiuse’, citando Sigmund Freud… Ho sentito molti elogi e critiche, e questo è naturale.
Leite, in arte ‘Higuita’. La strategia del 5 vs 4 favorisce lo spettacolo, anche se bisogna utilizzarla con saggezza e coraggio.
Ai mondiali colombiani (giocati nel settembre 2016) la formazione di Cacau è uscita agli ottavi, Anche altri tecnici hanno usato il 5 vs 4, ma nessuno li ha criticati. La verità è che noi lo sappiamo
mostrando un gioco che ha visto ancora una volta Higuita protagonista nelle fasi offensive. Agli mettere in pratica”.
ultimi europei, il portiere kazako ha anche realizzato una rete in semifinale ai campioni uscenti
della Spagna, mostrando – una volta di più – la propria fenomenale attitudine al tiro in porta. VENANCIO LOPEZ (Ct Spagna): “Quella del 5 vs 4 è una questione molto difficile: noi allenatori
Higuita sale spesso palla al piede, gioca, costruisce e tira: un giocatore unico nel suo genere, che dobbiamo accettare la regola e pensare a trovare le contromisure necessarie per non farci trovare
alle capacità offensive sa abbinare oltretutto buoni doti tra i pali. impreparati. Soluzioni alternative? Credo che, se si utilizza il 5 vs 4 nella metà campo avversa-
ria, la palla non dovrebbe tornare indietro, nella metà campo difensiva. Un po’ come accade nel
basket, ad esempio”.

Leonardo De Melo Vieira Lete MENICHELLI (Ct Italia): “Non critico l’uso – perché ne faccio utilizzo anche io - ma l’abuso. Perso-
in arte Higuita nalmente ritengo, così come altri allenatori, che la regola andrebbe cambiata; ne ho parlato anche
agli Osservatori dell’Uefa. Mettiamoci nei panni dei tifosi: così non si fa spettacolo e noi dobbiamo
offrirne a chi viene al palazzetto a vedere le partite”.

OBIETTIVI

Gli allenatori utilizzano il portiere di movimento in vari momenti della partita e in situazioni di-
verse. Resta fermo che gli obiettivi generali sono quelli sotto elencati:
· per fare gol, potendo sfruttare la superiorità numerica in fase offensiva;
· per attaccare difese particolarmente chiuse, soprattutto in quei campi di gioco particolarmente
‘piccoli’. Nei campionati minori, ad esempio, è possibile trovare terreni di gioco delle dimensioni
di 32x16 metri, ma anche nei campi 40x20 può risultare difficile trovare spazi contro difese parti-
colarmente chiuse, ben organizzate e ‘basse’;
· per mantenere il possesso della palla. Utilizzando questo sistema di gioco, infatti, si può sia ri-
sparmiare energie – facendo girare la sfera contro la difesa in inferiorità numerica - che per far
trascorrere il tempo, volendo magari mantenere il risultato maturato fino a quel momento;
PORTIERE DI MOVIMENTO, SÌ O NO · per ‘spezzare il ritmo’ all’avversario, perché se - in fase di possesso palla - sta giocando ad un
ritmo molto elevato e qualitativamente valido, può essere un’ottima mossa utilizzare il portiere di
In molti si sono posti oggi il problema della spettacolarità del futsal durante quelle fasi di gioco in movimento per spezzarne questa intensità e abbassare i ritmi di gioco. Oppure, anche per evitare
cui viene utilizzato il portiere di movimento e alcuni autorevoli allenatori hanno dato una propria che il nostro avversario utilizzi il portiere di movimento, adottiamo noi stessi la strategia del 5
visione sulla questione. Tra l’altro, di sostanziale importanza è il fatto che, a giocare fuori dai pali, contro 4.
ormai quasi nessun allenatore utilizza più un portiere di ruolo: sfruttando le sostituzioni volanti,
invece, vengono impiegati giocatori abilissimi nella tecnica individuale e tatticamente preparati, L’allenatore brasiliano Santana ritiene che, quando si utilizza la strategia del portiere di movi-
che rendono così i rischi molto bassi a chi voglia mantenere un possesso palla sterile. mento - oltre al vantaggio numerico - si ottiene sempre una linea di passaggio utile, a cui la difesa
Dopo l’europeo del 2014 è stato chiesto, ad alcuni autorevoli tecnici, il loro pensiero a riguardo*. non può ottemperare. Ancor più interessante è l’affermazione dello stesso Santana, che sottolinea
quanto sia fondamentale il logorio non solo fisico ma anche psicologico a cui è sottoposta la difesa,
*Articolo pubblicato su calcioa5anteprima aumentando in questa maniera, automaticamente, l’autostima di chi fa possesso palla.

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I SISTEMI DI GIOCO DEL 5 CONTRO 4 I SISTEMI DIFENSIVI

Anche se ci sono diverse situazioni in cui si può sviluppare l’attacco


col portiere di movimento e quindi, di conseguenza, esistono altret-
tante contromisure della difesa, in linea di massima si può sostenere
che i sistemi difensivi siano due, entrambi a zona, anche se tendono
ad adattarsi al posizionamento e al relativo sviluppo del gioco dell’av-
versario, con la difesa che può passare spesso da un sistema all’altro.
Sono quindi da considerarsi, come posizionamenti di partenza, i si-
stemi:
1-2-2 1-2-1-1 Piramidale Semi-piramidale · 1-2-1, detto anche ‘a rombo’;
· 2-2, detto anche ‘a quadrato’.

2-3 2-2-1 2-1-2 2-1-2 Sistema difensivo Sistema difensivo


con uomo in banda con uomo al centro 1-2-1 2-2

In entrambi i sistemi di difesa, a zona, il riferimento è la palla e i gio-


Quelli sopra elencati sono i principali ‘sistemi di gioco’ - o forse è meglio dire ‘dislocazioni di partenza’ - di chi utilizza il catori si muoveranno in funzione di essa, cercando di coprire delle
portiere di movimento. linee - immaginarie - che vanno dalla palla alla porta o verso la zona
Nello sviluppo dell’azione, volto alla ricerca del gol, è pero sempre più frequente vedere una mobilità collettiva a discapito più pericolosa del campo, ovvero la zona antistante alla porta.
della staticità che questa speciale situazione manifestava fino a pochi anni fa, rendendo così più complicata la fase difensiva
di chi subisce il 5 vs 4. Nonostante i principi siano chiari, alcuni allenatori apportano de-
gli aggiustamenti in funzione di alcuni aspetti soggettivi e in virtù
Concentriamoci quindi su quali siano i problemi che deve affrontare chi si trova a difendere su avversari che adottano que- dell’avversario. Si può decidere infatti a che distanza dalla porta
sto sistema di gioco. iniziare a dare pressione alla palla, cosa ‘concedere’ all’avversario e
molto altro.
Gli obiettivi generali della difesa sono: Uno degli aspetti principali è il timing tra i difensori, che dovranno
· recuperare il possesso della palla; leggere l’incremento di pressione sulla palla per poter così effettuare
· evitare la progressione della palla verso la propria porta; delle scelte di posizionamento difensivo e/o marcamento. La lettura
· evitare di subire gol. di una palla scoperta o coperta è fondamentale per il giusto movi-
Sicuramente il primo obiettivo è quello di far rimanere il più possibile la palla nelle zone di campo meno pericolose: lontano mento del quintetto difendente.
dalla porta e nelle zone laterali, dove lo specchio della porta è ridotto.
Se riusciamo a restringere il campo agli avversari, è importante cercare di recuperare la palla; così facendo le nostre possi- Come detto precedentemente, c’è poi da valutare la situazione in cui
bilità di segnare aumenteranno, dato che per qualche secondo la porta avversaria sarà completamente sguarnita. ci si trova a difendere: di fronte ad una squadra in svantaggio che
cerca il pareggio, saranno importanti concetti come quello di far cir-

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colare la palla nelle zone poco pericolose e quindi di far trascorrere il tempo, cercando l’errore Lo scaglionamento avviene su più linee difensive, con una buona copertura dell’ampiezza e del-
avversario, perché costretto a forzare la giocata alla ricerca del gol. la profondità. Il pivot in prima linea sarà responsabile della chiusura del cambio gioco, i laterali
Completamente diversa sarà la situazione in cui, trovandosi in vantaggio, l’avversario inizierà invece - sottoposti al maggior sforzo, sia fisico che mentale - dovranno dare pressione alla palla
a giocare con il portiere di movimento. In questo caso dovremo obbligatoriamente recuperare quando questa arriverà nelle loro zone, mediante traiettorie di corsa diagonali, sia in marcatura
palla e ciò può essere fatto mediante soluzioni diverse. Da non sottovalutare è l’utilizzo attivo del che, quando la palla transiterà sul lato opposto, in copertura.
portiere come quinto giocatore di difesa, che tenderà a ricreare la parità numerica in campo ac- Il centrale difensivo si muoverà anch’esso, come ovvio, in funzione della palla, dando pressione a
cettando degli ‘uno contro uno nelle zone laterali del campo, vicino alla linea di fondo, o meglio, quest’ultima quando giungerà nella zona d’angolo, con priorità di copertura del centro e del tiro
quando l’attaccante orienterà il controllo della palla verso la porta, ingaggiando un vero e proprio in porta, nonostante l’ultima linea sia di pertinenza del portiere, l’ultimo vero difendente.
duello con il portiere.

Figura 1 Figura 2

In questa situazione specifica mostrata nelle due immagini sopra (la sfida è del campionato di Serie
A, Real Rieti-Pescara), in cui chi attacca è posizionato con un sistema 1-2-2, l’attaccante (A) riceve
la palla dal portiere di movimento (B). L’esterno di difesa (2) va a coprire il centro (e la traiettoria
verso il secondo palo) mentre il pivot difendente (1) è responsabile della traiettoria di passaggio
Il giocatore serbo Mladen Kocic, schierato da portiere di movimento, sul cambio gioco (passaggio da A a C). Il centrale difensivo (3) si avvicina al pivot (D) posto in an-
va al tiro durante la sfida inaugurale degli ultimi Europei contro la Slovenia golo, mentre il difensore (4) esegue un movimento in diagonale a copertura del centro.

Quando la palla arriva in angolo al pivot della squadra che attacca, il centrale difensivo aumenta la
pressione sulla palla; l’esterno opposto continua il suo movimento in diagonale diventando a tutti
SISTEMA 1-2-1 gli effetti un centrale; il pivot difendente scende a coprire la possibile traiettoria della sfera nella
zona centrale, fronte porta; l’esterno lato palla ha infine due scelte, che effettuerà principalmente
È un tipo di difesa a zona, in cui il pivot difendente - ossia il giocatore più avanzato della difesa - in funzione di quanto è pressata la sfera e se esiste la necessita di recuperare la palla: se la sfera è
si posiziona circa a 12/14 metri dalla porta. È lui il riferimento per i propri compagni, dettando i pressata e se vuole recuperarla, può anche decidere - anziché coprire il centro mediante un mo-
tempi. vimento in diagonale - di correre verso l’angolo (e quindi verso la palla) per andare ad effettuare
Si tenderà sempre a tenere la palla lontano dalla porta, ma in linea generale si può asserire che la una sorta di ‘raddoppio’ difensivo, limitando così le traiettorie di passaggio del pivot.
densità difensiva (ovvero il numero di giocatori rapportato allo spazio) sarà maggiore quando la
sfera si avvicinerà alla porta da difendere, e viceversa. Stesso principio vale per la pressione della Le scelte riguardo alle linee di copertura possono variare in funzione di diversi fattori: è però ba-
palla: più è vicina alla porta, più sarà coperta; più la palla si allontana, maggiore sarà la copertura silare che queste siano chiare a tutta la squadra.
delle linee di passaggio verso il centro.

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DIFESA 2-2 SISTEMA 1-1-2, DETTO ANCHE ‘IMBUTO DIFENSIVO INVERTITO’

Questo tipo di schieramento si utilizza spesso quando il giocatore centrale, da cui passa la maggior parte Una curiosa variante rispetto ai posizionamenti classici di partenza (1-2-1 o 2-2)
dei palloni, non è dotato di un tiro pericoloso. è quella denominata da José Venancio Lopez come ‘imbuto difensivo invertito’, in
La prima linea di difesa sceglie sempre a che altezza iniziare a difendere, ma solitamente non è mai più cui la difesa si pone su tre linee difensive, oltre a quella dal portiere.
‘alta’ dei 14 metri dalla propria porta. Diversamente al sistema precedentemente illustrato, in partenza Venancio Lopez indica questo sistema come utilissimo per neutralizzare un attac-
(ossia con palla al centrale che imposta) le linee difensive sono due e non tre e saranno i due giocatori co 3-2 quando gli avversari adottano il portiere di movimento. Dalla posizione di
della prima linea quelli preposti a dare una buona pressione sulla palla tramite delle corse in diagonale. partenza 1-1-2, una volta che il portiere di movimento - in posizione centrale - ha
scaricato palla verso l’esterno, la difesa si muoverà come mostrato nella figura 5
con l’intermedio preposto a dare pressione alla palla, mentre gli altri difensori si
muoveranno verso il lato della sfera, dando le giuste coperture delle linee. Una
Contemporaneamente i due giocatori di prima linea do- volta effettuato questo primo movimento, la difesa potrà adeguarsi a ‘rombo’, es-
vranno coprire le diagonali difensive, con i due compagni sendo però, già fortemente pressante.
di seconda linea anch’essi costretti a muoversi a copertura
delle linee di passaggio e dei tiri diagonali. Lopez sostiene che l’utilità di questo modulo di partenza sia quella di riuscire a
L’obiettivo, per chi sceglie di difendere in questo modo, è di dare forte pressione alla prima linea di attacco, rimarcando come questo sistema
chiudere tutte le traiettorie di passaggio e di tiro che passa- abbia due peculiarità fondamentali:
no dal centro della difesa stessa. · connessioni importanti con impostazioni a ‘quadrato’ (2-2) e a ‘rombo’ (1-2-1);
Figura 3

· prevede uno schieramento su quattro linee difensive (3+il portiere).

Durante lo sviluppo del gioco (nella figura 3 vediamo una difesa 2-2 contro un sistema di attacco 1-2-2),
quando la palla è al centrale, la prima linea chiude il centro, riducendo la distanza tra i due giocatori, e
anche la seconda linea si chiude, con entrambi i giocatori più vicini al proprio portiere pronti a tenere
Figura 5:
d’occhio ‘il secondo palo’. l’imbuto difensivo invertito
È importante che non sostino davanti al portiere, per non ostruirne la visuale della palla.
Con questo sistema si prevede che il centrale che imposta l’azione non sia dotato di un gran tiro e quindi
si concede proprio la soluzione diretta da distanza ragguardevole, perché la palla potrebbe essere facile
preda del nostro estremo difensore.
Durante il gioco, se la palla viene scaricata al laterale (vedi la figura 4), il giocatore di prima linea posizio-
nato su quel lato aumenta la pressione sulla palla coprendo il centro, mentre l’altro giocatore di prima
linea toglie la possibilità al possessore di palla di poter cambiare gioco sul lato opposto con un passaggio.

La seconda linea si muove quasi all’unisono verso il lato


della palla, andando a dare maggiore attenzione all’uomo
in parallela (per quanto riguarda il difensore lato palla) e
coprendo la diagonale palla-secondo palo, per quanto ri-
guarda la mansione dell’altro giocatore.
Figura 4

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LA DIFESA AGGRESSIVA SPAGNOLA IL RECUPERO DELLA PALLA ‘CON RADDOPPIO IN ANGOLO’

Nell’ultimo europeo, disputato solo qualche settimana fa a Lubiana, si è notato però anche un Un altro sistema per recuperare la palla, partendo sempre da un impostazione difensiva 2-2, è
sistema difensivo che potremmo definire ‘aggressivo’, in quanto volto al recupero immediato del quello che consente all’attacco di far circolare la palla coprendo le linee di tiro e di passaggio
pallone nonostante la squadra che difendeva - in questo caso la Spagna - fosse in vantaggio e non diagonali - verso il centro - concedendo a chi è in fase offensiva di far giungere la palla in angolo.
avesse l’esigenza reale di rientrare il prima possibile in possesso della sfera.
Gli spagnoli si sono immediatamente prodigati per recuperare nuovamente la palla, secondo prin- In questo caso (vedi la figura 7) il giocatore (2) andrà a portare una forte pressione sulla palla, co-
cipi ben chiari e creando grossi problemi all’Azerbaijan, che stava attuando la fase di possesso, prendo la linea di passaggio verso il centro nella zona davanti alla porta e, contemporaneamente,
utilizzando due strategie diverse ma entrambe efficaci. Eccole nello specifico. (1) - anziché muoversi per linee diagonali, dando priorità alla copertura del centro - correrà line-
armente in verticale, verso la palla, con lo scopo di coprire la linea di passaggio di ritorno e quante
Il recupero della palla ‘a uomo’. La difesa 2-2 è ottima quando si cerca il recupero della palla, più linee di passaggio possibili verso il centro, effettuando un vero e proprio raddoppio volto al
aspettando il momento ideale per attuare l’azione di pressing (vedi la figura 6). recupero del pallone. Gli altri difensori, (3) e (4), si muoveranno di conseguenza, scaglionandosi
su più linee di passaggio possibili. L’ultima linea di passaggio - quella indirizzata verso il secondo
La difesa dovrà attendere che la palla sia in possesso di un laterale, aumentando così la pressione palo o la porta - sarà di competenza del portiere.
su questo giocatore (in questo caso (A) su (1)). Nel momento in cui (1) trasmette palla al portiere
di movimento, il difendente (B) dovrà salire in pressione, cercando di evitare principalmente che
il portiere di movimento riesca a trasmettere a (2) e, in modo parziale, provando ad evitare che
l’estremo difensore possa avanzare centralmente con la palla: sono fondamentali la traiettoria
della corsa, nell’aumentare la pressione, e la posizione del corpo, per la copertura della linea di
passaggio dal portiere di movimento verso (2) e per la copertura parziale del centro.
È bene effettuare questa strategia quando la palla giunge al portiere sul suo piede sfavorevole, in
modo da precludergli una ‘suolata’ in avanti, verso il centro, con conseguente tiro in porta o una
facile giocata verso (4). I due difendenti posti sulla seconda linea difensiva dovranno obbligatoria-
mente attaccarsi all’avversario diretto, producendo così a tutti gli effetti una marcatura a uomo,
lasciando ‘libero’ il giocatore (2), in questo preciso momento impossibilitato a ricevere la palla.
Nella malaugurata ipotesi che la palla riesca a passare dal portiere di movimento al giocatore (2),
il difendente (C) si troverà a difendere un 2vs1 in banda, con (B) obbligato al ripiegamento difen- Figura 7
sivo verso la porta.

Perplesso...
Il portiere della nazionale francese,
Djamel Haroun

Figura 6 Un fermo immagine della sfida tra la Spagna


(in maglia bianca, in fase difensiva) e l’Azerbaijan,
in un match del primo girone agli ultimi Europei.

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PROPOSTE DI ESERCITAZIONI ESERCITAZIONE N°3 Partita + sponde attive
Per sfruttare al meglio - e per difendersi contro - il portiere di movimento
OBIETTIVO: difesa a zona in adeguamento costante.
NECESSITA DI: un pallone, casacche di tre colori.
SPAZIO DI GIOCO: tutto il campo.
ESERCITAZIONE N°1 Difesa a rombo 5vs4 + transizione e sviluppo
NUMERO DI GIOCATORI: 2 portieri + 8 giocatori + 6/8 jolly/
sponde.
SVOLGIMENTO: partita 4vs4 + portieri, con l’apporto di spon-
OBIETTIVO: per i Blu, far passare la palla all’interno dei ci- de, laterali e a fondo campo, che partecipano all’azione in fase
nesini difesi dai 4 giocatori gialli, riuscendo a controllare la di possesso palla.
palla dentro il loro ‘castello difensivo’. Per i Gialli, recuperare I portieri restano fissi in porta, ma non possono intervenire
il pallone e segnare in una delle due porte. sui tiri provenienti dal recupero palla da parte della difesa -
NECESSITA DI: casacche, cinesini e palloni. per non alterare la percezione del rischi di chi attacca - ed
SPAZIO DI GIOCO: tutto il campo. entrano in gioco solo quando la palla entra nella metà campo
NUMERO DI GIOCATORI: 9 attaccata.
SVOLGIMENTO: si gioca un 5 vs 4 a due tocchi, in cui i giocato- Le sponde sono attaccabili, hanno due tocchi e possono entra-
ri Blu, in possesso palla, per fare punto devono riuscire a con- re in campo con un controllo orientato e tirare in porta.
trollare un passaggio all’interno del ‘castello difensivo giallo’ Si possono utilizzare le sponde solo quando almeno tre gioca-
delimitato da dei cinesini. tori di movimento – della squadra che è in possesso - si trova-
Se i Gialli conquistano la palla, dovranno fare gol a tocco libe- no nella metà campo da attaccare.
ro in una delle due porte con difesa blu attiva e senza portieri.
Nessun giocatore può utilizzare le mani per difendere la porta.

ESERCITAZIONE N°2 Partita + portiere di movimento jolly

FASE DURANTE L’ALLENAMENTO: centrale.


OBIETTIVO: gioco in situazione reale.
NECESSITA DI: un pallone e casacche di tre colori.
SPAZIO DI GIOCO: tutto il campo
NUMERO DI GIOCATORI: 2 portieri + 8 giocatori + portiere di
movimento jolly
SVOLGIMENTO: partita 4vs4 più portieri, con l’apporto del
jolly per entrambe le squadre nella fase di possesso. I portie-
ri restano fissi in porta ma non possono intervenire sui tiri
provenienti dal recupero palla della difesa che sta subendo il
portiere di movimento.
Simulo la situazione reale con l’intervento con le mani pos-
sibile solo per il jolly, in entrambe le porte, sui tiri su palla
recuperata dalla difesa. Il portiere è quindi attivo solo durante
la fase di difesa, contro il portiere di movimento avversario. Il
gioco inizia sempre con una rimessa laterale a centrocampo. Roberto Menichelli
Ct della Nazionale sia maschile che femminile

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CONCLUSIONI
È di basilare importanza sottolineare come l’allenamento del zione, implicando nel gioco l’opportuna valutazione e percezione calciare verso la porta sguarnita in caso di recupero della palla,
portiere di movimento - e la difesa contro questo sistema di gio- del rischio. A questo proposito, si deve tenere in considerazione per dare ai giocatori una maggiore percezione del rischio che si
co - sia da inserire in una fase di allenamento contestualizzata a la diversa percezione del rischio esistente nelle categorie giova- corre.
quello che accadrà poi nella realtà dei fatti, ovvero in partita: per nili rispetto agli adulti. · Allenare l’uscita dal pressing.
questo motivo bisogna dare priorità alla comprensione dei rischi · In una situazione il più vicino possibile alla realtà, tenendo pre- Capita spesso che, quando l’avversario non vuole che noi si uti-
che si corrono ad esempio nel forzare una giocata, mettendo a sente il conto dei falli e il trascorrere del tempo. È importante che lizzi il portiere di movimento, decida di dare maggiore pressione
repentaglio il possesso della palla con il conseguente capovol- il calciatore comprenda l’efficienza reale dell’uso del portiere di con una prima linea molto alta. È quindi importante - e molto
gimento di fronte, trovandoci così costretti a fronteggiare una movimento. Allenarlo senza tenere conto del tempo a disposizio- legato all’utilizzo del portiere di movimento - lavorare sulle solu-
situazione in cui la nostra porta sarà completamente vuota per ne, dei falli (fatti e subiti) e dei gol incassati, potrebbe offuscare zioni di uscita dalla pressione, per poter utilizzare la situazione
qualche secondo. la percezione della realtà. Può essere utile tenere una statistica speciale del 5vs4 anche se pressati.
sempre aggiornata del rapporto tra gol fatti e gol subiti utiliz- · Giocandolo in situazioni diverse, sia per chi attacca che per chi
Ecco quindi i principali accorgimenti da tenere presenti per ren- zando (o subendo) il gioco col portiere di movimento, in maniera difende: come se dovessimo segnare obbligatoriamente o come se
dere l’allenamento del portiere di movimento - e la relativa dife- tale da avere un riscontro numerico da poter far vedere anche ai dovessimo mantenere il possesso palla.
sa - contestualizzato alla gara: propri giocatori
· proporre esercitazioni pertinenti a fine allenamento, in modo · Allenare la pazienza nella costruzione del gioco e anche la selet- Molto si è scritto - e molto si scriverà ancora - riguardo alla spet-
da avere una squadra fisicamente e psicologicamente molto affa- tività. tacolarità di questa situazione speciale: il gioco con il portiere
ticata. Nella maggior parte dei casi, infatti, le squadre utilizzano È determinante che il calciatore sappia gestire il pallone senza ri- di movimento. Esiste un fronte di chi vorrebbe abolirlo, perché
il portiere di movimento proprio nelle fasi finali dell’incontro, schi, senza forzare giocate che potrebbero consentire il recupero poco incline allo spettacolo, contrastato da chi invece sostiene
per recuperare un risultato. Allenare questa strategia ad inizio della palla da parte dell’avversario, sapendo selezionare l’occa- che, se ben fatto - e anche ben difeso -, possa risultare interessan-
seduta sarebbe poco attendibile in quanto i giocatori, freschi, sione più vantaggiosa per concludere a rete. te e avvincente agli occhi dello spettatore.
avrebbero molte più capacità che non sotto stress e con addosso · Terminare tutte le azioni con una situazione che si avvicini il Non rimane che attendere e vedere quello che gli allenatori, let-
la fatica di fine gara. più possibile ad una reale: così, quando la squadra che attacca col teralmente, si ‘inventeranno’ per sviluppare nuove giocate, nuo-
· In situazioni di alto stress: saper gestire la palla con la porta portiere di movimento avrà perso palla, dovrà necessariamente ve idee e, allo stesso tempo, per contrastare al meglio in fase di-
sguarnita, avendo l’obbligo di realizzare un gol e dovendo quindi effettuare o un rapido ripiegamento difensivo o una riaggressio- fensiva questo sistema di gioco. O anche se verranno apportate a
forzare delle giocate, può risultare molto stressante. Vanno tro- ne immediata sulla sfera. Durante l’esercitazione bisogna dare livello internazionale dei cambiamenti alla regola in vigore, che
vate esercitazioni che si avvicinino il più possibile a questa situa- la possibilità, a chi difende contro il portiere di movimento, di potrebbero scombinare i piani e far creare nuove soluzioni.

22 NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO 23


VADO VIA.
MA POI TORNO
I giocatori ceduti in prestito e la loro gestione

Viaggio alla scoperta del ruolo del ‘ds dei prestiti’,


tra management e seconde squadre

di Claudio Chiellini *

* Estratto della tesi al corso per direttore sportivo ad indirizzo tecnico (s.s. 2017/2018) dal titolo
‘Il direttore sportivo dei calciatori in prestito’
Lo sviluppo di queste attività presuppone che la figura del direttore sportivo dei prestiti si
muova in un ambito piuttosto ampio, per il quale risultano necessarie attitudini sia relazio-
nali che tecniche.
La capacità di gestire i rapporti e le relazioni con i calciatori è fondamentale per creare un va-
lore aggiunto durante l’annata in prestito; in caso di calciatori appartenenti a razze diverse,
è importante studiare la loro cultura per capire che tipo di approccio avere con loro e quali
siano i fondamenti su cui su basa il loro modo di vivere e pensare, a livello di individuo e a
livello di gruppo.

I
Le conoscenze tecniche e tattiche calcistiche sono necessarie per svolgere il ruolo in maniera
professionale, dovendo confrontarsi costantemente con differenti addetti ai lavori: non solo
l direttore sportivo dei prestiti è un ruolo in Italia relativamente recente, creato dalla direttori sportivi, ma anche agenti, osservatori, medici, preparatori atletici e componenti
Juventus nella stagione 2012/13 e affidato inizialmente a Federico Cherubini, con cui dell’ufficio stampa.
attualmente collaboro.
La mission del ruolo è quella di accompagnare il calciatore nell’intero percorso del ‘pre- Il mio background da calciatore - anche se solo di basso livello -, da parente di un giocatore
stito’, seguendo le prestazioni sportive, curando il rapporto personale e manifestando la co- professionista e da agente mi ha permesso di calarmi nel ruolo in maniera naturale, riuscen-
stante attenzione e vicinanza del club di appartenenza. do a capire non solo le problematiche di un calciatore, ma allo stesso tempo cercando anche
– ovviamente - di tutelare gli interessi della società.
Il trasferimento a titolo temporaneo apre una fase delicata nei rapporti tra calciatore e so-
cietà che, se non gestiti in modo adeguato, possono portare a problemi di natura tecnica e di
immagine per il club, con conseguenti ricadute in termini economici. NORMATIVA

Attualmente (dati relativi all’inizio della stagione 2017/18) il numero dei calciatori di pro- La cessione a titolo temporaneo di un calciatore professionista è regolata dall’articolo 103
prietà di società di Serie A trasferiti in prestito sono oltre 400, quelli di proprietà di società di delle N.O.I.F, che dispone quanto segue:
Serie B sono circa 200: cifre molto superiori a quelle dei trasferiti dai club di Premier League
(100), Liga e Ligue1 (80) Bundesliga (70), ed Eredivisie (30). 1. La cessione temporanea del contratto con il calciatore ‘professionista’ ha una durata mini-
La causa di questo fenomeno è la mancanza in Italia delle seconde squadre, che costringe le ma pari a quella che intercorre tra i due periodi dei trasferimenti, ed una durata massima mai
società italiane ad affidare il percorso di crescita e sviluppo dei propri calciatori ad altri club, eccedente quella del contratto economico e mai superiore a due stagioni sportive.
con formule di valorizzazioni e bonus che non sempre sono produttive.
L’ingente valore patrimoniale dei calciatori che una società di Serie A muove ogni stagione ha 2. A favore della società cessionaria è consentito il diritto di opzione per trasformare la ces-
imposto l’esigenza di creare una figura professionale dedicata ai prestiti. sione temporanea del contratto in cessione definitiva, a condizione:
a) che tale diritto di opzione risulti nell’accordo di cessione temporanea, di cui deve essere
indicato il corrispettivo convenuto;
DEFINIZIONI DEL RUOLO E COMPETENZE b) che la scadenza del contratto ceduto non sia antecedente al termine della prima stagione
successiva a quella in cui può essere esercitato il diritto di opzione;
La figura del direttore sportivo dei prestiti risponde in via subordinata e diretta al ds del club, c) che la società cessionaria con diritto di opzione stipuli con il calciatore un contratto econo-
che fissa gli obiettivi generale nella gestione dei calciatori in prestito e opera prevalentemen- mico la cui scadenza non sia antecedente al termine della prima stagione successiva a quella
te in queste direzioni: in cui può essere esercitato il diritto di opzione. La clausola relativa all’opzione, a pena di
• cura del rapporto tra club e calciatore; nullità, deve essere consentita dal calciatore con espressa dichiarazione di accettazione di
• cura del rapporto tra club e società partner; ogni conseguenza dell’esercizio o meno dei diritti di opzione da parte della società cessio-
• osservazione di partite e allenamenti del giocatore in prestito, e realizzazione di report va- naria. Nello stesso accordo può essere previsto per la società cedente un eventuale diritto di
lutativi; contro-opzione, precisandone il corrispettivo, da esercitarsi in caso di esercizio dell’opzione
• attività di calciomercato in collaborazione con l’area sportiva. da parte della cessionaria.

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3. Negli accordi di cessione temporanea possono essere inserite clausole che prevedano un dove i giocatori sono in prestito.
premio di valorizzazione a favore della società cessionaria o un premio di rendimento a fa- Importante è avere strumenti di monitoraggio per essere sempre aggiornato sulla situazione
vore della società cedente, determinati con criteri analiticamente definiti da erogare, salve di ogni calciatore e per riuscire ad organizzare al meglio il lavoro: programma mensile delle
diverse disposizioni annualmente emanate dal Consiglio federale, attraverso la Lega compe- partite; file di gestione con presenze, minuti giocati, gol, sanzioni dei calciatori e percen-
tente, nella stagione successiva a quella in cui si verificano le condizioni previste. tuale di utilizzo; report sulla situazione degli infortunati e quadro economico con stipendi e
residuo di bilancio, sono tutti strumenti indispensabili per avere una fotografia su come stia
3 bis. Negli accordi di cessione temporanea di contratto si può convenire l’obbligo di trasfor- andando l’annata e quali siano le situazioni sulle quali intervenire.
mare la cessione temporanea in definitiva, al verificarsi di condizioni sportive specificata-
mente definite e sempre che: In caso di un numero di calciatori in prestito superiore ai venti, penso sia fondamentale per
a) l’obbligo di riscatto risulti nell’accordo di cessione temporanea, con l’indicazione del cor- una società avere almeno uno o più scout che si occupino del monitoraggio dal vivo dei gio-
rispettivo convenuto tra le parti; catori, coordinati dal direttore sportivo dei prestiti; alla Juventus, ad esempio, attualmente
b) il contratto ceduto scada almeno nella stagione successiva a quella in cui va esercitato l’ob- ce ne sono tre, di cui uno per i giocatori in prestito nelle categorie giovanili e due per i pro-
bligo di riscatto; fessionisti.
c) la società cessionaria stipuli con il calciatore un contratto che scada almeno nella stagione
successiva a quella in cui va esercitato l’obbligo di riscatto. L’obbligo di riscatto, a pena di Il ds dei prestiti deve realizzare, in collaborazione con l’area della match analysis, dei video
nullità, deve essere sottoscritto dal calciatore. con cui monitorare le performance dei calciatori, da poter mostrare alle altre società in ottica
calciomercato e allo stesso calciatore, per far vedere al ragazzo in concreto il lavoro fatto per
4. I termini e le modalità per l’esercizio dei diritti di cui ai precedenti comma sono stabiliti, cercare di valorizzare al massimo le sue prestazioni in campo.
per ogni stagione sportiva, dal Consiglio Federale. Importante potrebbe essere la creazione di una brochure – o di un file - di presentazione dei
calciatori, in cui sono riuniti tutti i giocatori da mandare in prestito ad altre squadre, in modo
5. Le Leghe possono limitare il numero dei calciatori che ogni società può tesserare per ces- da avere una immediata fotografia del parco giocatori, diviso per ruoli o per categoria.
sione temporanea di contratto e ne possono disciplinare modalità d’impiego e limiti di età.
Per tutti i tesserati inseriti nella lista prestiti deve essere realizzata una scheda che permetta
6. Fermo il rispetto di quanto previsto dall’art. 95 comma 2 (Nella stessa stagione sportiva un di avere tutte le informazioni necessarie per il contatto, la gestione e la cura del calciatore.
calciatore professionista può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un Tale scheda creata a inizio stagione diventa lo strumento su cui registrare progressivamente
massimo di tre diverse società appartenenti alle Leghe, ma potrà giocare in gare ufficiali di tutti i cambiamenti e le note generali.
prima squadra solo per due delle suddette società), è consentita la cessione temporanea del Le informazioni da riportare sono:
contratto con il calciatore ‘professionista’, già oggetto di altra cessione temporanea anche • dati anagrafici,
nello stesso periodo della campagna trasferimenti, con l’espresso consenso della originaria • dati personali,
società. In tal caso le clausole relative ad obbligo di riscatto, opzione e contro-opzione even- • contatti,
tualmente inserite nell’originaria cessione di contratto temporanea sono risolte di diritto. • riferimenti procuratore,
Salvo espresso patto contrario tra le società interessate,il premio di rendimento o di valoriz- • dati del contratto con il club (scadenza e importi),
zazione inserito nell’originale accordo di trasferimento temporaneo viene considerato come • residuo di bilancio,
non apposto. • informazioni della società di destinazione,
• situazione degli infortuni,
• brevi relazione su visite e contatti.
METODOLOGIA DI LAVORO
Questo database, realizzato in via informatica, permetterà la rapida condivisione di tutte le
Il direttore sportivo dei prestiti organizza la propria attività settimanale nel rispetto del pia- informazioni con le altre figure dell’organigramma societario.
no di lavoro concordato con il direttore sportivo. Potrebbe essere interessante creare un report sulla situazione dei calciatori da presentare
La settimana tipo dovrebbe prevedere: 2-3 gare osservate dal vivo; 2-3 giorni in sede per ag- all’area sportiva prima e dopo ogni finestra di calciomercato, in modo da avere uno storico su
giornare i file di monitoraggio, analizzare le prestazioni in video e per mantenere il contatto cui confrontarsi negli anni successivi.
con le altre aree del club; il resto del tempo fuori sede a far visita ai calciatori e alle società

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IL MODELLO JUVENTUS prestiti deve essere visto come una figura di fiducia e di riferimento, che mantenga saldo il
legame con il club di appartenenza.

La gestione del rapporto deve avvenire utilizzando più forme di comunicazione (telefono,
social network, e-mail). I contatti devono essere costanti nel corso della stagione ed è impor-
tante coinvolgere il calciatore stabilendo un flusso di informazioni reciproco.
L’idea di creare una struttura dedicata alla gestione dei calciatori in prestito viene messa in Con diversa cadenza periodica, legate all’importanza del giocatore e a motivi geografici, è
pratica dall’area sportiva della Juventus a partire dalla stagione 2012/13 con l’ingresso in so- fondamentale la visita diretta presso la nuova società di destinazione. In queste occasioni il
cietà di Federico Cherubini - allora direttore generale del Foligno calcio, club che militava in ds dei prestiti mostrerà al calciatore l’attenzione a lui riservata da parte del club.
Serie C - che diventa il nuovo responsabile dei calciatori in prestito. Le visite periodiche ai giocatori si completano fissando parallelamente incontri con i respon-
Fino a quel momento, nessuna società in Italia controllava l’andamento del calciatore in pre- sabili delle varie società (direttore generale, direttore sportivo, responsabile del settore gio-
stito, che era ‘abbandonato’ durante il suo percorso, spesso anche in casi di infortunio. vanile).
Il giocatore e l’agente non avevano una figura diretta a cui riportare eventuali problematiche La creazione di un rapporto privilegiato deve permettere al club di poter valutare tempesti-
che erano fuori dall’area di lavoro del direttore sportivo o del responsabile del settore giova- vamente eventuali opportunità tecniche su altri tesserati della società, anche appartenenti
nile e spesso passava l’intera annata senza avere relazioni dirette con nessun rappresentante settore giovanile.
del club.
Questo creava numerosi problemi sia a livello di immagine che, soprattutto, a livello econo- Uno dei momenti più difficili che debba affrontare il ds dei prestiti è la gestione dell’infortu-
mico, visto che in fase di rinnovo o di trasferimento, l’atteggiamento del calciatore era spesso nio del calciatore.
ostile nei confronti della società. Alla Juventus abbiamo una procedura che prevede un primo contatto iniziale tra le aree me-
diche delle due società: in caso di infortunio piuttosto serio il calciatore viene fatto trasferire
Obiettivo di Federico Cherubini, nell’estate del 2012, è stato innanzitutto quello di prendere a Torino, dove viene visitato dallo staff bianconero. Una volta diagnosticato l’infortunio, ven-
contatto diretto con i calciatori, organizzando visite e incontri in modo da creare un rapporto gono decise le terapie di riabilitazione.
di fiducia con loro e cercare di capire quali potessero essere i bisogni e le esigenze di un cal- È ovvio che il tutto deve avvenire in accordo con il club con cui il giocatore è tesserato e che
ciatore in prestito. bisogna mostrare massima collaborazione per cercare di trovare un punto di incontro tra
Durante la stagione 2012/13 alla Juventus erano tesserati quarantasei calciatori in prestito, di le esigenze della società e il pieno recupero del giocatore. In caso di infortunio che richieda
cui uno solamente all’estero: il difensore Raffaele Alcibiade all’Honved Budapest. l’intervento chirurgico e molte settimane di stop, è importante far sentire al calciatore la
vicinanza del club, cercando di essere presenti in prima persona il giorno dell’intervento. Il
Nelle quattro stagioni successive, grazie al lavoro del ds dei prestiti che ha aperto nuovi cana- calciatore infatti si ricorderà di quel giorno e delle persone presenti per tutto il resto della
li di mercato, dei circa sessanta calciatori professionisti della Juventus in prestito, ogni anno sua carriera calcistica.
almeno il 25% è stato tesserato per club esteri.
Per tutta la durata del prestito è fondamentale la collaborazione con l’ufficio stampa, al fine
Attualmente, nella stagione 2017/2018, i calciatori professionisti della Juventus che giocano di gestire al meglio il calciatore, in modo da cercare di veicolare le notizie. Questa stagione,
in prestito sono in totale cinquanta: undici in Serie A, quattordici in Serie B, dodici in Serie C ad esempio, la Juventus ha inaugurato una rubrica in collaborazione con il quotidiano Tutto-
e tredici all’estero. sport, che ogni giovedì dedica una pagina, con un’intervista esclusiva, ad un calciatore bian-
conero in prestito e informazioni riguardanti l’andamento di tutti gli altri giocatori.
Come già indicato, la mission del ds dei prestiti è quella di operare per consolidare il valore Inoltre, ogni settimana, tramite il sito ufficiale juventus.com, viene redatta una news in cui
patrimoniale dei giocatori di proprietà del club mandati a giocare in altre società. sono veicolate le informazioni sulle migliori prestazioni dei nostri calciatori e sulle convoca-
È evidente che tale valore risenta delle prestazioni sportive del calciatore: non potendo inci- zioni in nazionale.
dere in modo diretto sul rendimento in campo, il ds dei prestiti deve valutare quali fattori ne
possano condizionare la prova. È importante monitorare l’attività dei tesserati sui social network per evitare problematiche
Scegliere la piazza giusta è quindi il primo presupposto per tutelare il valore patrimoniale del e dichiarazioni che possano essere lesive della reputazione e dell’immagine del calciatore e
giocatore. della società.
Elemento determinante nel ruolo è la cura del rapporto diretto con il calciatore. Il ds dei

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IL PROGETTO CLUB15 Normalmente l’inizio del ritiro della seconda squadra coincide con la metà di luglio e prevede
circa sei settimane di lavoro: inizialmente il gruppo è composto da circa venticinque calciato-
Aspetto fondamentale nel ruolo del ds dei prestiti è la creazione di sinergie e collaborazioni ri, che si riducono settimana dopo settimana.
con le società a cui vengono trasferiti i calciatori. L’operazione di trasferimento del calciatore
tra i club può essere un punto di partenza per la creazione di una partnership più ampia in È questo il periodo di maggior stress lavorativo per il direttore sportivo dei prestiti: solita-
termini tecnici e relazionali. mente nel mese di luglio tutte le altre persone che lavorano nel club (in prima squadra o nel
Club15 è un progetto promosso dalla direzione sportiva della Juventus a partire dal 2013, con settore giovanile) sono occupate al massimo per organizzare la pre-season, quindi ci si tro-
l’obiettivo di creare un network di società europee con cui collaborare per la formazione e la verà spesso da soli a dover ricoprire - oltre che la figura del direttore sportivo - anche quella
valorizzazione dei calciatori di proprietà. del segretario e del team manager della ‘seconda squadra’.
È importante, sia a livello tecnico che a livello mentale, è l’organizzazione di partite amiche-
Inizialmente l’obiettivo è stato focalizzarsi su nazioni come il Belgio, l’Olanda e la Svizzera, voli per la seconda squadra, invitando direttori sportivi e scout italiani ed esteri, in modo da
dove l’età media dei calciatori che giocano nella massima divisione (24-25 anni) è più bassa ri- dare visibilità ai nostri calciatori: durante l’estate 2017, ad esempio, la seconda squadra della
spetto a quella dei cinque campionati maggiori (26-27 anni). Grazie ad una posizione geogra- Juventus ha affrontato la Pro Vercelli e la Primavera dello stesso club bianconero.
fica privilegiata al centro dell’Europa, questi paesi sono inoltre quelli con maggior presenza
di scout provenienti da tutto il Vecchio Continente e, in particolare, dal campionato inglese. L’esperimento fatto dalla Juventus nella creazione durante l’estate di una ‘seconda squadra’ è
Successivamente come Juventus abbiamo cercato di avere in ogni nazione almeno due club un progetto che sta avendo riscontri concreti, in attesa - chissà - del passaggio ufficiale anche
di riferimento con cui collaborare, non solo nello scambio di calciatori - che è solitamente il nel nostro Paese alle seconde squadre, come già avviene in diverse federazioni europee.
primo step - ma anche a livello di idee e di sviluppo nell’area commerciale, in quella medica Ma vediamo nel dettaglio quelle che sono - e che sono state - le esperienze delle seconde squa-
e in quella delle Academy. dre in diverse realtà.
In questi primi quattro anni la rete di partnership, composta da oltre quaranta club in tutto il
mondo, ha generato, per il club bianconero, oltre novanta trasferimenti a titolo temporaneo
o definitivo in diciotto differenti campionati europei.
Questo ha permesso alla Juventus di avere un notevole guadagno in termini economici deri-
vante dalla vendita dei calciatori all’estero e un risparmio sulle valorizzazioni del 40% circa
rispetto ai bonus, spesso incondizionati, che devono essere pagati per trasferire il calciatore
in prestito in Italia in squadre di Serie B e Serie C.

Ogni anno la Juventus organizza un meeting a Torino tra i club partner, in modo da fidelizza-
re i rapporti e gettare le basi per futuri trasferimenti dei suoi calciatori.
Un’iniziativa interessante che è stata promossa durante le ultime tre stagioni è sicuramente
l’organizzazione nel periodo estivo di un ritiro della ‘seconda squadra’, composta da tutti
quei calciatori in attesa di trovare una sistemazione.
L’estate è infatti un momento delicato della stagione, in cui la massima preoccupazione è
quella legata al calciomercato, ma in cui è importante fornire al calciatore la possibilità di
allenarsi in maniera professionale per farsi trovare fisicamente e mentalmente pronto nel
momento in cui sarà trasferito ad un’altra squadra.
La creazione e la gestione di questo gruppo di giocatori non è però semplice: innanzitutto la
prima cosa da fare è creare uno staff di lavoro – composto da allenatori, preparatori, medici
e fisioterapisti - dedicato alla seconda squadra, che rispetti i requisiti dell’accordo collettivo.
Per fare ciò occorre coordinarsi al meglio con tutte le aree e capire quali siano i profili che
possano essere in grado di gestire un gruppo di calciatori cosi variegato, che va dal giocatore
della prima squadra ai margini del progetto tecnico fino al giovane appena uscito dalla Pri-
mavera e che deve fare la sua prima esperienza tra i professionisti.

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SPAGNA
LE SECONDE SQUADRE IN EUROPA
Il sistema delle squadre B spagnole è il più famoso, capace di generare situazioni al limite del
paradossale, come il Real Madrid Castilla, finalista di Coppa del Re nel 1980 (e l’anno dopo in
corsa in Coppa delle Coppe!) e vincitore della Segunda Division nel 1984. O ancora il Barcello-
na B, per ben due volte terzo classificato in Segunda Division dal 2011 a oggi.
In generale, le squadre B - e C, in alcuni casi - non hanno limiti di età, ma devono militare
ITALIA almeno una categoria sotto rispetto alla prima squadra e non possono più - al contrario di
quanto successo in passato - partecipare alla Coppa del Re.
Il campionato ‘De Martino’ è stato un torneo calcistico istituito per la prima volta nella stagio- Il passaggio dalla squadra B alla squadra A - e viceversa - durante la stessa stagione, al di fuori
ne 1954/55 dalla Lega Nazionale Professionisti, riservato in origine alle squadre di Serie A, in delle finestre di mercato, è consentito solo ai giocatori al di sotto dei 23 anni (nel caso del solo
cui le stesse potevano utilizzare i giocatori di riserva scarsamente impiegati in prima squadra portiere, anche under 25).
o titolari reduci da infortuni e bisognosi di riprendere il ritmo partita. Anche perché, bisogna Un calciatore della squadra B potrà giocare al massimo dieci partite con la squadra A, dopo le
considerare che è dalla stagione 1968/69 che in Italia un giocatore di movimento - solo uno, quali la stessa squadra A sarà obbligata a tesserare il calciatore e questi non potrà più scende-
all’epoca - si poteva accomodare in panchina, con la possibilità di subentrare a partita in cor- re in campo con la seconda squadra.
so. Curioso sottolineare come alcune abbiano una propria denominazione che si discosta dalla
Il torneo venne aperto in un secondo tempo sia alle squadre di Serie B che a quelle di Serie C formula di squadra B: esistono così, ad esempio, il Sevilla Atletico, il Valencia Mestalla, il Bil-
(per soli tre anni), con l’assegnazione di tre titoli distinti. Gli eccessivi costi di gestione porta- bao Athletic, il Las Palmas Atletico…
rono alla soppressione del torneo che vide la sua ultima edizione nella stagione 1970/71. Dopo
un anno di transizione, nella stagione 1972/73 venne disputato un nuovo torneo, denominato
‘Campionato riserve’, e dalla stagione successiva una nuova competizione, il ‘Campionato Un- PORTOGALLO
der 23’, restato in vita fino al 1976.
Vi è un sistema simile a quello spagnolo, con le squadre B. Dal 2012 infatti sono state ammes-
se alla Segunda Liga, la seconda divisione portoghese, sei squadre B, di cui oggi cinque sono
OLANDA ancora nello stesso campionato (Porto, Sporting Lisbona, Sporting Braga, Benfica e Vitória
Guimarães), mentre una è retrocessa nella terza serie (il Marítimo).
Qui esiste un sistema che non esiteremmo a definire ‘ibrido’: la ‘Beloften Eredivisie’, una lega Le seconde squadre hanno l’obbligo di avere in rosa 10 giocatori formati dal club, con età
chiusa molto simile al nostro campionato Primavera, che però consente alla squadra campio- compresa tra 15 e 21 anni e che siano iscritti alla federazione portoghese da almeno 3 anni.
ne il diritto di partecipare all’edizione successiva della Coppa d’Olanda senior. Non possono partecipare alle coppe e non possono essere nello stesso campionato della so-
Storica a questo proposito l’impresa sfiorata dallo Jong Ajax nel 2002, sconfitto ai rigori in cietà principale: possono invece retrocedere, sia ‘sul campo’ che nel caso in cui la squadra A
semifinale dall’Utrecht, ma in grado di presentare prospetti come Stekelenburg, De Jong e scenda di categoria. Ciò non toglie comunque alle seconde squadre di essere competitive: nel-
Sneijder. la stagione appena conclusa, infatti, a vincere il campionato di Segunda Liga è stato il Porto
Dal 2013 le formazioni ‘Jong’ di Ajax, PSV, Az Alkmaar, Utrecht e Twente sono state integrate B, con 86 punti in 46 partite.
nella piramide calcistica olandese, venendo iscritte alla Eerste Divisie. Dalla scorsa stagione
tutte le altre squadre di Eredivisie e Eerste Divisie hanno avuto la possibilità di iscrivere la
propria seconda squadra in Tweede Divisie e Derde Divisie, la terza e quarta divisione olan- GERMANIA
dese.
Tuttavia vi sono precise limitazioni per queste formazioni Jong: non possono giocare in Ere- Le squadre B tedesche sono inserite nella piramide professionistica, ma non possono andare
divisie, nè partecipare alla Coppa d’Olanda; il limite d’età è sotto i ventitré anni (massimo tre oltre la 3.Bundesliga e - dal 2008 - non possono partecipare alla Coppa di Germania.
eccezioni consentite, più un portiere); i giocatori possono migrare - al di fuori delle finestre Non vi sono limiti di età e c’è massima libertà di migrazione da e alla formazione di prima
di mercato - dalla prima squadra alla formazione Jong fino a quando non hanno raggiunto 15 squadra durante tutta la stagione, anche fuori dalle finestre di mercato.
presenze con la prima squadra. Dalla stagione 2014/15 ci sono tre formazioni-B in 3.Bundesliga (Borussia Dortmund, Magon-
za e Stoccarda) e ben diciannove nelle quattro divisioni che compongono la Regionalliga, il

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quarto livello del calcio tedesco. La cosa genera situazioni a volte anche anomale, come
nel caso del MSV Duisburg: la prima squadra gioca in 3.Bundesliga, la formazione B
appena una categoria sotto.
A ì differenza della Spagna, la Germania negli ultimi anni ha puntato molto sull’Under19
e solitamente per i migliori calciatori avviene un passaggio diretto tra la A-junioren e
la Prima Squadra, mentre la Seconda Squadra è utile in caso di recupero infortunati e
per tenere nel circolo del professionismo calciatori cresciuti nel settore giovanile che
non sono riusciti ad arrivare immediatamente in prima squadra.

INGHILTERRA

L’idea di un campionato riserve in Inghilterra è nata addirittura nel 1911, quando ven-
ne creata la Central League, in cui partecipavano sia squadre riserve che prime squa-
dre. Nel 1999 è stato sostituito dalla FA Premier Reserve League, riservata alle squadre
del massimo campionato, con promozioni e retrocessioni legate al destino della società
nella Premier League.
Dal 2012/13, invece, il campionato riserve si è trasformato nel vertice del calcio gio-
vanile inglese, sotto il nome di Premier League 2: diviso in due fasce d’età (under 23
e under 18), basato su due livelli per il campionato Under 23 e su tre livelli per quello
Under 18.
Al torneo under 23 (Premier League 2) partecipano 24 squadre, 12 in Division One e al-
tre 12 in Division Two. Possono giocare in questo campionato giocatori tra gli under 16
e gli under 23, con l’eccezione di tre fuoriquota e di un portiere, che può essere sempre
oltre età.
La riforma del 2012 deve ancora portare risultati tangibili. In generale, la sensazione è
che i club privilegino ancora l’opzione del prestito – anche per un limitato numero di
partite - a squadre di categoria inferiore ma in un contesto ‘pro’, come testimoniano i
curriculum della quasi totalità dei componenti la nazionale Under-21. Non è da esclu-
dere che il trend, nel breve periodo, possa cambiare, anche se non tutti i club appaiono
convinti della bontà della creazione della Premier League 2.

FRANCIA

Le squadre B non prevedono limiti di età, ma devono mantenere almeno due categorie
di differenza rispetto alla prima squadra. Di fatto è precluso alle squadre B andare oltre
il Campionato Francese Amatori, attualmente chiamato National 2.
I costi di gestione delle squadre B in Francia sono estremamente bassi, essendo forma-
zioni inserite in un contesto semiprofessionistico.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti con il clamoroso caso nella scorsa stagione di
Mbappè, che ha iniziato la stagione con il Monaco B per poi passare in prima squadra
e, dopo una fantastica stagione, essere venduto per 180 milioni di euro al PSG.

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IDEE PER L’ALLENAMENTO CATEGORIA: Giovanissimi.

OBIETTIVI: per l’attaccante, controllo orientato, conduzione rapida, finta, dribbling


e tiro in porta
Per il difensore, presa di posizione e contrasto.

DIMENSIONI DEL CAMPO: 30 metri x 50 metri

NECESSITA DI: un pallone, una porta grande, due porticine, due coni e tre casacche.

NUMERO DI GIOCATORI: sei giocatori, più un portiere.

SVOLGIMENTO
D1 tramette la palla al giocatore A1 (come esemplificato nella figura sopra) e si dirige verso la
copertura della porticina alla sua sinistra o alla sua destra, a sua scelta.
A1 esegue uno stop orientato verso il cono del lato dove D1 ha scelto di coprire la porticina.
A1 e D1 eseguono un duello uno contro uno, nel quale l’attaccante A1 ha come obiettivo
quello di segnare in una delle due porticine.
Durante il duello tra A1 e D1, si sviluppano sulle corsie laterali, in due zone delimitate, due
duelli senza palla tra A2 e D2, e tra A3 e D3.
Gli attaccanti A2 e A3 avranno l’obiettivo di eseguire un movimento nella zona delimitata,

UNA PROPOSTA DI ESERCITAZIONE DAL CORSO UEFA B DI VERONA


NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO 39
per smarcarsi dalla loro marcatura diretta e per poter così ricevere un eventuale passag-
gio da A1.
Gli attaccanti sulle corsie laterali, A2 e A3, potranno quindi smarcarsi per ricevere il pal-
lone sui piedi, in una posizione più arretrata rispetto alla porticina verso cui attaccare,
Simone Edera e
Matteo Pessina
oppure cercando la profondità.
Di conseguenza, D2 e D3 eseguiranno la copertura sulla linea di passaggio effettuabile da A1.

A2 e A3 potranno essere anche utilizzati come sponde laterali, evitando quindi l’intercet-
tamento del passaggio da parte dei difensori D2 e D3.

POSSIBILI SVILUPPI: una volta terminata l’azione offensiva condotta da A1, A2 e A3, i
ruoli si ribaltano e sarà D1 ad attaccare, con l’aiuto di D2 o D3 (vedi la figura sopra), per ese-
guire un 2 vs 1 in cui A1 sarà il difensore. In questo caso, anziché attaccare verso una delle
due porticine, cercheranno di segnare nella porta grande difesa dal portiere P.

L’esercitazione potrà proseguire con: un 2 vs 2 condotto dalle A, un 3 vs 2 con le D in fase


offensiva e, infine, un 3 vs 3, con nuovamente le A ad attaccare le porticine.

VARIAZIONI: queste progressioni dell’esercitazione, che dal 2 vs 1 conducono al 3 vs 3,


potranno essere riproposte sia con l’aggiunta di sponde laterali (per dare ampiezza), ma
anche con l’inserimento delle sponde sulle linee di fondo, per creare maggiore profondità.
Potranno inoltre essere inseriti anche dei jolly.

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Per la prima volta, il 24 febbraio, il Centro Tecnico Federale ha aperto i propri cancelli a tifosi, appassionati o semplici curiosi.
Che, tra le varie attività, hanno anche potuto assistere a delle lezioni di tecnica e tattica a cura del Settore Tecnico.

OPEN DAY
UNA GIORNATA A COVERCIANO 24.02.18 NOTIZIARIO del SETTORE TECNICO 43
U
na giornata di festa, che rimarrà a lungo nella memoria di chi era presente:
sabato 24 febbraio Coverciano ha aperto i propri cancelli per un primo e
storico Open Day del Centro Tecnico Federale, e quasi duemila persone sono
giunte da tutta Italia per scoprire dal vivo i campi dove si allenano le dicias-
sette Nazionali italiane di calcio e le aule dove vengono formate tutte le figure pro-
fessionali in ambito calcistico, oltre alla possibilità di visitare il Museo del Calcio, per
ripercorrere la storia degli Azzurri attraverso i cimeli di 120 anni della Federazione.

Dalle nove della mattina i visitatori hanno potuto osservare da vicino gli spogliatoi e
tutti quei locali che rendono il Centro Tecnico un luogo unico nel panorama calcistico,
non solo italiano, ma anche mondiale, tanto da essere definito la Casa delle Nazionali
e l’Università del calcio. I presenti hanno avuto la possibilità di calciare un rigore sullo
stesso campo dove si allenano gli Azzurri e di poter seguire, in aula e sul campo, lezioni
di tattica e tecnica calcistica.

Le lezioni, teoriche (in Aula Magna) e pratiche (sul campo, grazie alla partecipazione
di alcune scuole calcio), sono state tenute da due docenti dei corsi territoriali UEFA C:
Antonio Galasso e Ruggero Radice.

Antonio Galasso è attualmente responsabile del Settore Giovanile del Poggibonsi e in


passato è stato, per 12 anni, allenatore nel Settore Giovanile dell’Empoli e per 5 anni in
quello del Siena.
Ruggero Radice, oggi responsabile dello Youth Project - il programma di sviluppo del
calcio giovanile delle società affiliate alla Robur Siena - è stato per 5 anni responsabile
dell’attività di base al Siena e per altri 3 anni responsabile del Settore Giovanile, sempre
della stessa società. Per un anno è stato responsabile del Settore Giovanile all’Olbia.

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Ruggero Radice
“È stato - ha commentato il commissario straordinario della FIGC, Roberto Fabbricini, intervenuto insieme al vice com-
missario, Alessandro Costacurta - un evento davvero entusiasmante, che ha emozionato tutti i visitatori presenti”.

“Coverciano - ha sottolineato il direttore generale della FIGC, Michele Uva - è il cuore della nostra Federazione e gli
investimenti che abbiamo apportato per la sua ristrutturazione ne sono la dimostrazione. È stato veramente bello
vedere quanti tifosi e anche quante famiglie abbiano raccolto il nostro invito a passare qui una splendida giornata in
questa cornice così suggestiva”.

“Il mio ringraziamento - ha evidenziato il ministro per lo Sport, Luca Lotti - va alla FIGC, perché questo evento è il
segnale di quanto sia importante ripartire dai giovani e dalle infrastrutture. Spero che l’atteggiamento estremamente
positivo dei visitatori sia un incentivo per riproporre manifestazioni di questo genere”.

Tra le personalità presenti, anche il presidente del Settore Tecnico, Gianni Rivera, e il sindaco di Firenze, Dario Nar-
della.

Antonio Galasso

In coda per visitare lo spogliatoio della Nazionale

L’Open Day è stato anche l’occasione per intitolare ufficialmente a quattro grandi personaggi,
che hanno fatto la storia del calcio italiano, tre campi da gioco
- a Fabio Bresci, ex vice presidente della Lega Nazionale Dilettanti;
Enzo Bearzot, Ct della Nazionale campione del mondo nel 1982;
e Vittorio Pozzo, il Commissario Tecnico che ha portato gli Azzurri sul tetto del mondo nel 1934 e nel 1938,
oltre ad aver vinto l’oro olimpico a Berlino nel 1936 -
e una sala corsi ad Azeglio Vicini, Commissario tecnico azzurro a Italia ’90.

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1987 - 2018

CIAO
DAVIDE