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MATERIALI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI 

Legno 
02/11/2020 
 

Il legno, insieme alla pietra e all’argilla, rappresenta uno dei più antichi materiali da 
costruzione utilizzati dall’uomo. L’uso viene affiancato all’uso della pietra e del laterizio. 

Il legno è una risorsa facile da trovare, da lavorare → Viene anche programmata la 
riforestazione, per rinnovare il materiale.  

Si lavora facilmente utilizzando anche strumenti molto semplici. Non ha bisogno di fuoco 
per essiccare oppure tempi lunghi per essere utilizzato. 

Il legno nell’architettura 
Nel corso della storia è stato usato seguendo due principi 

Legno massiccio 

● Costituita dalla sovrapposizione orizzontale di elementi massicci ricavati dalla 


lavorazione di tronco d’albero più o meno raffinata. 
● Log building, block-bau ​→ tecnica diffusa principalmente in nord Europa e in 
Giappone, a fronte di un'elevata quantità di materiale, si ha una grande resistenza e 
una lavorazione minima (solo dei punti di giunzione).  

Telaio 

● Basata sull’assemblaggio mediante chiodature, incastri, legature, più o meno 


raffinate di elementi al fine di realizzare un telaio.  
● Tecnica nettamente più diffusa in ogni contesto geografico rispetto alla precedente, 
è stata declinata in molti modi: ​Fachwek haus​ dove la muratura è sostenuta da 
un'intelaiatura lignea, oppure solai e coperture realizzati con travature semplici o 
telai più complessi (capriate) 

 
 
 
● Nell'800 → ​sistema del balloon frame​ (utilizzato per la prima volta a Chicago da 
George W. Snow). Qui la struttura è basata sull’assemblaggio, mediante chiodatura, 
di elementi segati in legno di sezione molto ridotta. Questo inoltre velocizza anche i 
tempi di costruzione. 

Il legno al contrario delle murature resiste sia a compressione che a trazione. 

Il legno come materiale da costruzione 


Prima di tutto bisogna dire che il legno è una materia prima e che presenta diversi vantaggi 

● Disponibilità​ → perché si trova dappertutto, anche se adesso molto meno (foreste 


amazzoniche che bruciano, foreste sostituite dall’allevamento.)  

Le piante svolgono un ruolo fondamentale per l’anidride carbonica → viene 


rilasciata nel caso di combustione a fine vita (surriscaldamento globale) 

Rinnovabilità → in quanto le piante possono essere ripiantate 

● Prestazioni​ → Capacità di svolgere funzioni primarie nella struttura (strutturale.)  

Ha buone capacità termiche, conducibilità bassa e quindi isola dall’esterno 

Capacità di resistenza al fuoco, nonostante sia infiammabile (però riesce a 


mantenere in buona parte la sua composizione, perché è costituito da una sorta di 
materiale di protezione che rallenta il processo) 

● Lavorabilità​ → si lavora facilmente e vengono usate tecniche molto semplici come 


ad esempio la segagione 
● Ecologia​ → è naturale, riciclabile e quindi riutilizzabile.  
● Estetica ​→ viene usato per mobili, pavimenti. Dona quindi sensazioni diverse in base 
alla sua lavorazione, può dare piacere, calore. 
● Economia​ → è molto economico perché non presenta metodi di lavorazione 
complessi 

 
 

 
 

Composizione del legno 


Il legno è il materiale ricavato dalle piante (alberi ed arbusti) ed è quindi un materiale 
organico composto da circa:  

● 50% di carbonio 
● 42% di ossigeno 
● 6% di idrogeno 
● 1% di azoto  
● per il restante 1% da elementi diversi.  

Il legno è costituito da fibre di cellulosa trattenute da una matrice di lignina. 

Classificazione degli alberi 


La struttura varia in base alla specie della pianta. 

Conifere 

Sono quelle piante che producono frutti a forma di cono ovvero le piante sempreverdi.  

Hanno una struttura più morbida, per questo viene chiamato S


​ oftwood​ e si trovano in zone 
fredde. 

Nelle conifere o gimnosperme la massa legnosa è costituita essenzialmente da cellule 


allungate che costituiscono sia il sistema di sostegno sia il sistema di conduzione dei succhi 
linfatici.  

Sono generalmente piante ad alto fusto, ricche di sostanze resinose, con foglie aghiformi. 

Sono conifere: i​l larice, il cipresso, il cirmolo e le varie specie di pini​. 

 

 
 
Latifoglie 

Hanno foglie più grandi e una struttura reticolata 

Il legno è più duro, per questo viene chiamato H


​ ardwood ​anche se tra queste essenze si 
trovano il pioppo e il tiglio che non sono propriamente dei legni duri. 

Nelle latifoglie o angiosperme la massa legnosa è costituita essenzialmente da due tipi 


distinti di cellule: 

● le prime costituiscono il sostegno  


● nelle seconde scorrono i succhi linfatici.  

Fanno parte di questa categoria​ la betulla, il castagno, il faggio, il frassino, l’ippocastano, il 
noce, l’olivo, l’olmo, l’ontano, il pioppo, il platano, la robinia, la quercia e il tiglio. 

Hanno quindi usi diversi. 

Per le s​ trutture di sostegno​ → Vengono usate le conifere 

Per le s​ trutture di rivestimento​ → vengono usate le latifoglie. 

La differenza non sta solo nella morfologia, ma anche nella qualità estetica.  

● Decorazioni → latifoglie 
● Carpenteria, travi, listelli → conifere, in quanto presentano un tronco più regolare e 
alto. 

 

 
 

Tronco 
Il legno è un materiale di 
origine organica formato per 
la maggior parte da acqua, 
cellulosa e lignina. 

Il fusto dell’albero è la parte 


più adatta per l’utilizzo nel 
settore delle costruzioni ed è 
formato da s​ trati concentrici 

● Corteccia esterna​ → funzioni protettiva. E’ uno strato impermeabile ed è sede di 


larve e parassiti pericolosi 
● Corteccia interna 
● Libro o floema​ → strato ancora in attività attraverso cui avviene la distribuzione 
della linfa nelle foglie.  
● Cambio ​→ strato molto sottile composto da cellule con elevate proprietà 
riproduttive. Qui si generano le nuove fibre che permettono all’albero di crescere 
● Alburno o xilema​ → anelli esterni composti da cellule in via di lignificazione, di 
colore chiaro. E’ la parte viva, di recente formazione ; attraverso i suoi vasi avviene la 
circolazione della linfa 
● Durame o cuore →
​ anelli interni composti da cellule dure, compatte, morte e 
lignificate, di colore più scuro 
● Midollo → l’anima centrale, molle e spugnosa, attorno alla quale si generano nel 
tempo gli anelli. I raggi midollari sono delle linee chiare e sottili, orientati a raggiera 
a partire dal centro, che servono per la conduzione radiale e l’immagazzinamento 
delle sostanze prodotte dall’albero. 
●  
● Parte chiara → fase vegetativa 
● Parte scura → fase di stasi di quella vegetativa, quindi il periodo invernale. 

 

 
 
Anelli 

Gli anelli si formano a seguito dell’accrescimento della pianta interrotto dalle fasi di estasi 

Sono visibili perché sono formati da cellule differenti, per tipo e dimensione, all’inizio e alla 
fine dell’attività vegetativa. 

Nelle regioni temperate-fredde, dal numero degli anelli di accrescimento è possibile 


identificare l’età approssimativa della pianta 

Questo ad esempio non vale nelle piante delle foreste tropicali dove, a causa dell'attività 
vegetativa ininterrotta, gli anelli sono praticamente assenti. 

 
Processo di lavorazione 
Il processo di lavorazione del legname prevede 

1. Abbattimento della pianta 


2. Lavatura 
3. Stagionatura naturale 
4. Trattamenti 
5. Essiccazione artificiale 
6. Scomposizione 

Il processo produttivo del legno varia notevolmente a seconda che si tratti di legno 
massiccio oppure di prodotti derivati dal legno. 

Nel caso del legno massiccio, le fasi sono limitate a 

● Abbattimento 
● Stagionatura 
● Ritiro 

 

 
 

Legno Massiccio 
Abbattimento 

Il legno durante il periodo vitale presenta un’elevata quantità di acqua:  

- una parte è libera nelle cavità cellulari → ​acqua di imbibizione 


- una parte è legata alle sostanze che costituiscono le pareti delle cellule →​ acqua di 
saturazione.  

In taluni casi l’acqua raggiunge il 75% del suo peso umido. 

L’abbattimento, laddove le condizioni climatiche non sono proibitive, è consigliato nel 


periodo compreso tra i mesi di dicembre e marzo ovvero nel momento di ​stasi del ciclo 
vegetativo. ​→ quando sta crescendo poco e ha quindi poca acqua 

Può avvenire con scure o con sega meccanica comandata da motori a scoppio o elettrici 

L’età media per l’abbattimento della pianta varia in relazione alla specie  

● 20 anni → quercia 
● 60-80 anni → pioppo e olmo 
● 90 anni → pino 
● 100 anni → faggio 
● 200 anni → castagno 
● 250-300 anni → noce 

Vengono tagliati i rami insieme alla corteccia → ridurre il rischio di formazione di muffe e 
carie. 

Il tronco è lasciato integro o tagliato secondo moduli di 4,10-4,20 m, in base a cosa richiede 
il progetto. 

 

 
 

Stagionatura 

Dopo l’abbattimento il legno inizia la perdita graduale di acqua (con l’acqua il legno si 
gonfia) fino ad arrivare ad equilibrare la propria umidità con quella dell’ambiente → 
igroscopia  

In passato la stagionatura avveniva sotto tettoie e durava anche 12 mesi per ogni 
centimetro di spessore; 

I sistemi moderni, per effetto dell’impiego di celle a ventilazione forzata, si ottengono gli 
stessi risultati in 3-4 settimane.  

La stagionatura è fondamentale per conferire la necessaria stabilità morfologica: anche 


dopo la stagionatura il legno resta comunque un materiale igroscopico.  

Ritiro 

Tutti i tipi di legno si ritirano, ovvero diminuiscono di volume, 


perché perdono l’acqua. Per non farlo ritirare durante l’uso, si fa 
stagionare prima. 

L’umidità anche in un legno stagionato che ha raggiunto un buon 


livello igroscopico, continua a intervenire sulla stabilità del 
materiale, attraverso il ritiro. 
Il legno tende a contrarsi e dilatarsi in funzione delle variazioni di 
umidità nel suo interno; 

il ritiro o la dilatazione avvengono in modo differenziato secondo le sezioni principali  

● Ritiro massimo, R
​ itiro Tangenziale​ → nella direzione tangente agli anelli di 
accrescimento, dà vita a delle V più accentuate verso l’esterno → 10-12%;  
● Ritiro medio, R
​ itiro Radiale​ → nella direzione dei raggi midollari, come se si 
compattasse verso il centro → 5-6%;  
● Ritiro minimo,​ Ritiro assiale​ → secondo l’asse del tronco, parallela alla fibratura → 
0,1-0,2%. 

 

 
 

Segagione 

Dalla lavorazione di taglio (riduzione in pezzi) si ottengono i legnami per carpenteria:  

● legname tondo​ → fusti interi o parti di 


essi con diametro e lunghezza 
variabili 
● legname squadrato​ → elementi la cui 
sezione è riconducibile al quadrato. 
Appartengono a questa categoria i 
fusti che sono stati scortecciati e 
squadrati grossolanamente. A 
seconda dell’impiego le sezioni hanno 
dimensioni differenti. 
● legname segato​ → prodotti derivati 
dalla sezionatura dei fusti 
generalmente in forma di travi e 
tavole. 

La segatura può avvenire in tre diverse lavorazioni 

● Srotolatura​ → riduzione degli anelli in fogli sottili per la realizzazione di elementi o 


pannelli compositi  
● Taglio​ → riduzione in pezzi 
● Tranciatura​ → riduzione in pezzi più piccoli. Si ottengono particelle per la 
realizzazione di pannelli. Essa avviene solitamente seguendo la lunghezza del tronco 

Con le macchine sfogliatrici il tronco viene fatto girare lentamente e, mediante una lama 
affilata, viene tagliato in un sottile foglio continuo. 

 

 
 

La segagione del materiale è diversa a seconda degli elementi che si vogliono ottenere 

Tipologie di taglio 

● 1-3 → Carpenteria 
● 4 → ​tangenziali, paralleli​ → prevede tagli tra loro paralleli. 
● 5 → ​di quarto con mezzoni → ​prevede prima il doppio taglio ortogonale che divide il 
tronco in quattro parti e poi il taglio dei quarti risultanti in direzioni parallele 
● 6 → ​tangenziali con tavole a spigolo vivo 
● 7 → ​radiali con mezzoni 
● 8 → ​radiali  
● 9 → ​di quarto a ventaglio 

Per le costruzioni → 
prevalentemente conifere (regolarità, 
altezza, disponibilità, costi) 

Lavorazioni superficiali → segata 


grezza, piallata, levigata, sabbiata, 
spazzolata, fiammata 

 
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Irregolarità e alterazioni di origine naturale 


I difetti dei legnami sono spesso riconducibili a problemi nella pianta prima 
dell'abbattimento 

● carenze che possono essere imputabili a malattie 


● alterazioni prodotte da parassiti e insetti 
● avverse condizioni di luogo e clima che hanno accompagnato la crescita della pianta 
o la struttura propria del legno.  

Alcune delle irregolarità e alterazioni che possono presentare i tronchi sono le seguenti:  

Nodi  

Dovuti ai rami che attraversano il fusto radialmente e sono poi ricoperti dagli strati annuali 
di accrescimento. Possono essere 

● Vivi → saldati con il circostante tessuto legnoso 


● morti, che non ricevono più lenta ntale e si possono staccare lasciando fori sani o 
avariati In ogni modo, ostacolano la lavorazione e riducono la resistenza del legno 

Cuore eccentrico 

Cioè con spessore degli anelli non uniforme, tipica degli alberi 
cresciuti lungo forti pendii. In questo caso, la resistenza è 
ridotta il legname è poco adatto a essere rifilato o segato  

 
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Deviazione delle fibre 

Può essere congenito nella specie oppure può dipendere anche 


da condizioni ambientali sfavorevoli come, ad esempio, all'azione 
del vento spirante prevalentemente in una direzione.  

Genera una torsione delle fibre che risultano non pIù parallele 
all'asse del fusto.  

Il risultato, soprattutto nelle piante giovani, è un legname a 


resistenza ridotta e non omogenea  

Canastro 

Tipico dell'abete, è dovuto al vento o a un peso e si verifica alla base 


del tronco 

Cipollatura o girello 

Consiste nel distacco di due anelli di accrescimento continui lungo 


l'intera circonferenza, o in parte.  

Piuttosto frequente nel castagno, è dovuta alle diverse 


deformazioni degli anelli prodotte dall'azione del vento, dall'effetto 
del caldo e dei cicli di gelo e disgelo  

Lunatura 

Fenomeno dovuto alle gelate tardive in primavera e precoci in 


autunno che atrofizzano le cellule dell'alburno arrestando la sua 
trasformazione in durame.  

Resta quindi incluso uno strato non lignificato ovvero a ridotta 


compattezza  

 
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Marciume 

Dovuto all'alterazione dei tessuti provocata da una eccessiva circolazione di linfa e da 
microrganismi vegetali.  

Il legno diventa privo di consistenza 

Fenditure e cretti 

Sono spaccature dei tronchi in senso 


radiale e possono essere centrali 
(interne) o periferici (esterni)  

Generalmente sono imputabili a cicli di 


gelo e disgelo oppure a una repentina 
evaporazione dell'acqua  

Marezzatura 

Tipica dell'ulivo, è il perimetro del tronco sinuoso che ne rende difficoltosa la lavorazione 

Tronco cavernoso 

O completamente cavo, senza midollo, o curvo, o biforcato  

Tumori ed escrescenze  

Provocati da intensi flussi di linfa nei punti in cui la corteccia si è 


spaccata per il gelo e dove è stata lesionata per troncatura dei rami 
o per ferite 

Scanalature 

Prodotte da piante rampicanti 

 
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Alterazioni morfologiche 

Il fattore che influenza più di tutti il comportamento del legno è l​ 'umidità.  

Le deformazioni, che in alcuni casi possono portare alla formazione di vere e proprie 
fessure strutturali, sono spesso dovute nel legno al differente tasso di umidità presente 

● fra le zone centrali e quelle periferiche 


● fra zone esterne (durame) e zone interne (alburno)  

e, quindi, alla differente contrazione nelle varie direzioni.  

Se si impedisce al legno di ritirarsi e restringersi si spacca perché la sua resistenza alle 


sollecitazioni di trazione ortogonale alle fibre è pressoché nulla.  

Gli effetti più frequenti dovuti al ritiro del 


tavolame sono  

● l’arcuatura (a) 
● la falcatura (b) 
● l’imbarcamento (c)  
● lo svergolamento (d)  

L’imbarcamento e lo svergolamento sono i 


più frequenti.   

È importante sottolineare che il legno non 


teme la severità delle condizioni ambientali 
ma piuttosto le variazioni delle stesse.  

 
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Classificazione dei legnami da costruzione: 


presenza di difetti 
In base alla loro conformazione, in particolare alla presenza di nodi, i legnami da 
costruzione vengono classificati nelle tre categorie di seguito riportate. 

Il peso specifico del legno è funzione della densità e del grado di umidità del legno.  

Fissato livello di umidità del 15%  

Il peso specifico delle varie essenze può variare tra 350 e 1.100 kg/m3 .  

Con l’aumentare del peso specifico, aumenta la resistenza meccanica, in quanto le cellule 
con pareti spesse sono formate da fibre più robuste di quelle che costituiscono le cellule a 
pareti sottili. 

Oltre all’umidità influisce la ​porosità →


​ mediamente pari al 50-60% 

Principali proprietà del legno massiccio 


Proprietà fisiche 

● contenuto d’acqua 
● ritiro 
● deformabilità  
● massa volumica 
● conduttività termica 
● comportamento al fuoco 

 
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Durezza e densità 

I legnami sono classificati anche rispetto alla durezza e alla densità apparente 

La densità del legno rappresenta il rapporto tra la massa legnosa e il suo volume 
(membrane cellulari e cavità) e condiziona tutte le altre caratteristiche fisico meccaniche.  

La densità varia in un campo molto ampio di valori rappresentabili da 

● legno di balsa → 0,1 g/cm3  


● legno di guaiaco → 1,2 g/cm3  
● legno di ebano → 1,3 g/cm3  

Altre caratteristiche 

● bassissimo coefficiente di dilatazione termica 


● discrete proprietà isolanti 
● resistenza elettrica → dipende dalla direzione. Essa risulta minore nel senso delle 
fibre perché le cellule, imbevute di liquido, sono più conduttive. 
● bassa conducibilità → ritarda l’innalzamento della temperatura e quindi anche le 
reazioni di combustione 

 
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Comportamento al fuoco 

La resistenza di un elemento strutturale di legno naturale, materiale infiammabile, 


diminuisce progressivamente durante un incendio in ragione della perdita di materia 
dovuta alla carbonizzazione.  

Le strutture in legno sono però difficilmente infiammabili ed anche quando si infiammano, 


bruciano lentamente, non si deformano e conservano a lungo la loro integrità strutturale, 
mantenendo un comportamento prevedibile e controllabile, il tutto a vantaggio della 
sicurezza.  

Schematicamente si hanno tre fasi:  

● dai 100°C ai 300°C il legno si riscalda ed inizia l'evaporazione dell'acqua in esso 


contenuta, che ne causa un ritiro 
● raggiunto il punto di accensione il legno si carbonizza 
● l’incenerimento avviene solo tra i 500°C e gli 800°C.  

Contrariamente all'acciaio, la trave lamellare non si piega o scheggia al fuoco e conserva 


una elevata resistenza meccanica fino al momento della completa carbonizzazione 

A contatto con il fuoco, inoltre, si forma uno strato superficiale di carbone altamente 
isolante, che impedisce la propagazione del calore all'interno della struttura e rallenta 
ulteriormente il consumo della sezione resistente dell'elemento strutturale. 

Proprietà meccaniche  

● resistenza a compressione parallela e perpendicolare alla fibratura 


● resistenza al taglio 
● resistenza a flessione 
● resistenza a trazione parallela e perpendicolare alla fibratura 
● modulo di elasticità parallelo e perpendicolare alla fibratura 
● durezza 
● resistenza all’abrasione 

 
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Anisotropia 

Dal punto di vista strutturale il legno è assimilabile ad un fascio di tubicini → data la sua 
natura fibrosa, si tratta quindi di un materiale spiccatamente anisotropo.  

Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche del legno, queste variano entro dei limiti 
molto ampi, che dipendono dalla essenza, dal peso specifico secco, dal grado di umidità e 
dai difetti del legno stesso.  

Inoltre, essendo il legno un materiale non omogeneo e, come già detto, anisotropo, la sua 
resistenza meccanica dipende anche dalla direzione delle fibre rispetto alle sollecitazioni.  

La resistenza a compressione​ è scarsa per sollecitazioni ortogonali alle fibre discreta per 
sollecitazioni parallele alle fibre  

La resistenza a trazione è
​ trascurabile per sollecitazioni ortogonali alle fibre eccellente per 
sollecitazioni parallele alle fibre 

La resistenza a flessione​, così come quella a compressione, è influenzata dall'umidità e dai 


difetti del legname.  

Fluage 

La deformabilità di un materiale è espresso con il m


​ odulo di elasticità E (N/mm^2 ) 

Nel legno, in quanto materiale anisotropo, il modulo di elasticità E assume valori differenti 
a seconda della direzione rispetto alla fibra e a seconda delle differenti essenze.  

La deformazione, inoltre, cambia col passare del tempo 

Gli elementi strutturali in legno sottoposti a carichi di lunga durata (nell’ordine dei 50 anni) 
possono rompersi a carichi pari al 60% da quelli risultanti da prove di breve durata.  

A tale proposito si deve ricordare che il ​fluage​ (“creep” in inglese o “scorrimento” in italiano) 
indica il lentissimo scorrimento delle fibre nelle strutture inflesse con carico fisso nel tempo 
che porta ad un incremento della freccia elastica → questo fenomeno accomuna il legno al 
calcestruzzo armato. 

 
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Anche la​ resistenza al taglio​ varia a seconda della direzione 

● Nel caso di sollecitazione di scorrimento lungo la direzione delle fibre, i valori di 
resistenza sono molto bassi 
● al contrario, quando la direzione del taglio risulta perpendicolare alle fibre la 
resistenza assume valori notevoli. 

Coefficiente di sicurezza 

Ai fini della sicurezza strutturale è necessario:  

1. evitare la formazione di deformazione permanenti 


2. evitare che una struttura sotto carico si snervi 
3. prevedere che il materiale venga impiegato entro i limiti di elasticità lineare e, 
quindi, entro un limite di sicurezza. 

La resistenza ammissibile​, ottenuta applicando il coefficiente di sicurezza al carico di 


rottura, rappresenta quindi la frazione del carico di rottura entro il quale il materiale 
continua a fornire prestazioni controllate.  

I coefficienti di sicurezza variano da materiale a materiale e sono calcolati su base 


probabilistica.  

A causa delle condizioni di vegetazione, delle qualità intrinseche e della modalità di 
lavorazione il legno è un materiale eterogeneo: questo spiega perché nei calcoli strutturali 
si considerano resistenze ammissibili ai vari tipi di sollecitazione molto più basse delle 
resistenza a rottura. 

 
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Legno massiccio: classificazione qualitativa 


(resistenza e tipo di legno) 
Classi di resistenza delle specie arboree (norma UNI EN 338:1997)  

Campi di 
applicazione dei 
prodotti di 
legno massiccio 
nel settore 
dell’edilizia 

 
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Condizioni di impiego 
Per l’impiego ai fini strutturali l’Eurocodice 5 stabilisce che si deve tener conto di 

● classe di servizio in relazione all’umidità 


● classe di durata del carico  
● classe di rischio dall’attacco biologico 

 
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Legno Lamellare 
Origine  

L’uso di collanti era in passato limitato alle sole opere di falegnameria 

Attualmente attraverso l’impiego di collanti sintetici ad alta resistenza si può stabilire una 
perfetta continuità anche tra differenti parti strutturali. 

In effetti le prime prove in questa direzione sono state effettuate in Germania nel 1809 
(Carl Friedrich Wiebeking) per realizzare dei ponti con parti di legno incollate.  

L'introduzione negli ultimi decenni della tecnologia del legno lamellare ha riportato in 
primo piano l'uso del legno, che è tornato ad essere uno dei materiali da costruzione più 
richiesti.  

Nel legno lamellare si ritrovano le caratteristiche del legno come materia prima ma grazie  

● alla scelta delle tavole 


● all’eliminazione di tutti quei difetti non compatibili con l'uso strutturale 
● all'uso di collanti sintetici ad alta resistenza 

le proprietà meccaniche e di resistenza risultano decisamente superiori rispetto a quelle 


del legno massiccio.  

Produzione 

Il legno lamellare è composto dall’incollaggio con adesivi ad alta resistenza e speciali colle a 
base di resine sintetiche, di tavole in legno massiccio di spessore massimo di 25 mm 

Esso è utilizzato per la realizzazione di elementi strutturali di grandi dimensioni o soggetti a 


sforzi particolarmente elevati 

- Mentre la connessione tra lamelle avviene per s​ ovrapposizione, incollaggio e 


pressione 
- La connessione in lunghezza tra le lamelle avviene con dei ​giunti “a dita” o “a 
pettine” 

 
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Con questa tecnica e utilizzando speciali apparecchi di pressione, si possono realizzare 


elementi strutturali di qualsiasi forma (dritte o curve) con i quali creare grandi coperture (di 
lunghezza anche superiore a 30,0 m) anche impiegando diversi pezzi di lunghezza 
contenuta trasportabili e montabili con facilità in cantiere.  

 
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Caratteristiche 

Una struttura in legno lamellare ha  

● buon comportamento a flessione e compressione e caratteristiche meccaniche poco 


variabili in funzione della temperatura  
● assenza di dilatazioni termiche 
● grande resistenza agli attacchi chimici  
● buon comportamento al fuoco.  

I problemi di stabilità dimensionale risultano superati proprio grazie alla tecnologia del 
lamellare che, grazie alla sovrapposizione delle lamelle, costituisce un materiale dal 
comportamento maggiormente omogeneo, determinato dal reciproco annullamento delle 
tensioni delle lamelle e dalla cura posta, sia in sede produttiva sia di destinazione, ai 
problemi di escursione igrometrica e di scelta dei materiali.  

Per quanto riguarda la d


​ eperibilità biologica,​ va detto che il legname, opportunamente 
trattato con antisettici per la protezione contro i funghi e gli insetti, è in grado di dare 
sufficienti garanzie di sicurezza e durabilità. 

Classificazione del legno lamellare per resistenza 

Classi di resistenza (norma prEN 1194) 

 
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Proprietà meccaniche 

Proprietà meccaniche del 


legno lamellare incollato 
confrontato con il legno 
massiccio  

(valori caratteristici 
ottenuti moltiplicando i 
valori ammissibili per il 
legno di prima qualità - 
norma DIN 1052- per il 
coefficiente di sicurezza 
2,75) 

Criteri prestazionali 
di impiego 

Classi di adesivo da utilizzare 


in diverse condizioni 
climatiche  

Idoneità dei prodotti adesivi 


impiegati per il legno lamellare 
alle differenti condizioni d’uso 

 
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Legno strutturale composito 

Sovrapposizione e incollaggio di sfogliati derivati dalla lavorazione del legno massiccio.  

● Microlamellare​ → sfogliati in lastre con direzione della fibratura parallela o 


intercalata.  
● Parallam ​→ lunghe strisce di sfogliati in direzione longitudinale all’elemento  
● Intrallam​ → corte strisce di sfogliati in direzione longitudinale all’elemento  

 
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Pannelli in legno a strati incrociati (X-Lam) 

I pannelli di legno a strati incrociati, impiegati per strutture portanti lineari, sono formati da 
più strati di tavole, sovrapposti e incollati uno sull’altro in modo che la sfibratura di ogni 
singolo strato sia ruotata nel piano del pannello di 90° rispetto agli strati adiacenti. 

Il numero di strati e il loro spessore può variare in base al tipo di pannello e al produttore 
dello stesso→ solitamente lo spessore è compreso tra 5,0 e 30,0 cm ed assume una 
capacità strutturale paragonabile ad una lastra.  

Il sistema ricorda da vicino il sistema delle strutture in legno lamellare e permette allo 
stesso modo di migliorare le proprietà statiche del legno.  

Nelle case prefabbricate l’utilizzo dei pannelli in legno è destinato alla realizzazione di 
pareti, solai, solette, coperture, ecc.  

Impiegabile anche in zona sismica, le strutture in pannelli in legno a strati incrociati hanno 
un prezzo di mercato solitamente superiore rispetto a quello delle strutture intelaiate in 
legno. 

Proprietà meccaniche 

 
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Legno Composito 

Il mercato moderno si è arricchito di prodotti derivati dal legno → con lo scopo di eliminare 
le caratteristiche negative del legno. 

A partire da prodotti segati, sfogliati e tranciati è possibile ottenere una grande quantità di 
prodotti piani, tra i principali ed i più comuni si segnalano 

● Compensato​ → Questo prodotto si ottiene dividendo il legno difettoso (ricco, ad 


esempio, di nodi) in più strati e incollandolo fra loro scambiandone la posizione.  
○ La resistenza risulta così più omogenea e notevolmente migliorata (60-120%). 
○ I compensati più utilizzati sono formati da strati (tre) di fogli sottili di legno 
(2,0-10,0 mm di spessore) debitamente essiccati e incollati fra loro a colla o a 
pressione  
○ Con il compensato il legno diventa un materiale essenzialmente isotropo 
● Un pannello compensato costituito da più di 3 strati è detto m
​ ultistrato 
● Paniforti​ → Sono costituiti da un insieme di listelli tenuti da due fogli esterni incollati 

Il legno compensato è realizzato dalla sovrapposizione e dall’ 


incollaggio di strati (sfogliati) alternati secondo direzione della 
fibratura e in numero dispari.  

In funzione dell’uso si distinguono in 

● pannelli per uso in ambiente secco  


● pannelli per uso in ambiente umido  
● pannelli per uso in ambiente esterno  

Il principale criterio di classificazione è secondo l’aspetto delle facce 


(criterio di qualità della finitura) 

 
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Pannelli a base di legno 

I pannelli di fibra ad a
​ lta (HDF) e a media (MDF) 
densità​ sono prodotti utilizzando fibre di legno 
cellulosa (ad esempio legno, paglia, bagassa – 
residue della lavorazione della canna da 
zucchero). 

La produzione avviene principalmente mediante  

● processo umido​, cioè con un’umidità 


delle fibre superiore al 20% nello stadio 
di formazione del pannello → Questo 
tipo di pannello presenta una marcatura 
della griglia sulla faccia posteriore 
● pannelli prodotti a secco​ → hanno 
entrambe le superfici lisce.  

Il legame fra le fibre viene realizzato 


prevalentemente mediante la f​eltratura delle 
fibre​ e con l’aggiunta di piccole quantità di 
legante. 

Le proprietà del materiale possono essere 


migliorate con a
​ dditivi​ (ad esempio, sostanze idrofobe, fungicide e anti combustione) e 
trattamenti successivi 

 
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Pannelli truciolari  

Nei pannelli truciolari il legno viene 


frantumato e agglomerato a caldo e a 
pressione con resine sintetiche 

Oriented Strand Board (OSB) 

L’Oriented Strand Board (OSB, pannello a scaglie orientate) è un pannello costituito da 
scaglie di legno incollate insieme con una resina sintetica che sono successivamente 
pressate in diversi strati.  

● Le scaglie degli strati esterni sono in generale orientate longitudinalmente rispetto 


alla lunghezza del pannello 
● Le scaglie degli strati intermedi sono di solito ripartite trasversalmente.  

Le resine utilizzate sono le ​fenoliche (PF)​, le ​ureiche rinforzate con melammina (MUF)​ e le 
poliuretaniche (PMDI)​, tutte resistenti all’umidità.  

La densità del pannello (e quindi il peso) varia a seconda del prodotto ed è influenzata dal 
tipo di legname e dal processo di fabbricazione.  

 
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Densità tipiche sono comprese fra 600 e 680 kg/m3 . 

Le dimensioni comunemente disponibili sono 244 x 120 cm e 250x12,5 cm, con spessori 
compresi fra 0,6 e 4,0 cm.  

I pannelli sono prodotti in sezioni quadrate o con incastri maschio-femmina 

 
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