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John Gray

Gli uomini vengono


da Marte le
donne da Venere
Traduzione di Maria Barbara Piccioli

SONZOGNO
r

Proprietà letteraria riservata


© 1992 by ]ohn Gray
© 1992 Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani,
Sonzogno, Etas S.p.A., Milano
© 1997/2005 RCS Libri S.p.A., Milano
(già R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A.)

Titolo originale dell'opera: Men are


from Mars, Women are from Venus

ISBN 88-486-0318-1

Prima edizione Libri Oro Sonzogno: giugno 2005


Questo libro è dedicato con amore e affetto
a mia moglie, Bonnie Gray. Il suo amore,
la sua vulnerabilità, la sua saggezza e la sua forza
mi hanno insegnato a dare il meglio di me e a rendere
gli altri partecipi di ciò che abbiamo appreso insieme.
RINGRAZIAMENTI

Ringrazio mia moglie, Bonnie, per aver partecipato al viag-


gio che ha dato vita a questo libro. La ringrazio per aver-
mi permesso di rendere note le nostre esperienze e soprat-
tutto per avere migliorato la mia capacità di comprendere
e considerare con rispetto il punto di vista femminile.
Ringrazio le nostre tre figlie, Shannon, Julie e Lauren,
per il loro amore e il loro sostegno. Il ruolo di genitore
mi ha permesso di capire le battaglie che i miei genitori
hanno vissuto e amarli ancora di più. Soprattutto, mi ha
aiutato a comprendere e ad amare mio padre.
Ringrazio i miei genitori per gli sforzi amorevoli profusi
nell'educazione di una famiglia di sette figli. Ringrazio il
mio fratello maggiore David per avere capito i miei sen-
timenti e ammirato le mie parole. Ringrazio mio fratello
William per avermi spinto verso obiettivi sempre più alti.
Ringrazio mio fratello Robert per le lunghe e interessanti
conversazioni che si protraevano fino all'alba e per le sue
brillanti idee da cui ricavo costanti benefici. Ringrazio mio
fratello Tom per il suo incoraggiamento e la sua positivi-
tà. Ringrazio mia sorella Virginia per avere creduto in me
e avere apprezzato i miei seminari. Ringrazio il mio de-
funto fratellino Jimmy per il suo amore e la sua ammira-
zione, che continuano a sostenermi nei momenti difficili.
Ringrazio il mio agente Patti Breitman, che con il suo
aiuto, la sua creatività e il suo entusiasmo ha partecipato
a questo libro fin dal suo concepimento. Ringrazio Caro-
le Brodnick per l'ispirato sostegno che mi ha fornito. Rin-

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grazio Susan Moldow e Nancy Peske per i loro consigli
e la loro esperienza. Ringrazio il personale della Harper-
collins per la favorevole accoglienza che ha sempre riser-
vato alle mie richieste.
Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato ai miei
seminari, narrandomi le loro storie e incoraggiandomi a
scrivere questo libro. Le loro reazioni mi hanno aiutato
a elaborare questa semplice presentazione a un argomen-
to così complesso.
Ringrazio i miei pazienti che hanno diviso con me le
loro battaglie più intime e hanno avuto fiducia nella mia
assistenza.
Ringrazio Steve Matineau per la sua saggezza e la sua
influenza, di cui troverete molte tracce in queste pagine.
Ringrazio i miei numerosi sostenitori, che si sono im-
pegnati anima e corpo nella realizzazione dei miei semi-
nari sui rapporti di coppia: EUey e Jan Coren di Santa Cruz;
Debra Mud, Gary ed Helen Francel di Honolulu; Bill e
Judy Elbring di San Francisco; David Obstfeld e Fred Kli-
ner di Washington, D.C.; Elizabeth Kling di Baltimora;
Clark e Dottie Bartell di Seatde; Michael Najarian di Phoe-
nix; Gloria Manchester di Los Angeles; Sandee Mac di
Houston; Earlene Carrillo di Las Vegas; David Farlow di
San Diego; Bart e Merril Jacobs di Dallas; e infine Owe
Johhansson ed Ewa Martensson di Stoccolma.
E ringrazio Richard Cohen e Cindy Black della Beyond
Words Publishing per il sostegno fornito al mio ultimo
libro, Men, Wometi and Relatìonships, in cui ho affron-
tato per la prima volta le idee illustrate in questo vo-
lume.
Ringrazio John Vestman del Trianon Studios per la pe-
rizia con cui ha registrato il mio seminario, e Dave Mor-
tenson e lo staff della Cassette Express per la qualità del
servizio fornitomi.
Ringrazio i membri del mio gruppo maschile per aver-
mi reso partecipe delle loro storie, e soprattutto Lenney
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Eiger, Charles Wood, Jacques Early, David Placek e Chris
Johns, che si sono occupati dell'editing.
Ringrazio la mia segretaria Ariana, che nel corso del pro-
getto si è occupata con efficienza e senso di responsabili-
tà dell'ufficio.
Ringrazio il mio avvocato (e padre adottivo dei miei fi-
gli), Jerry Refold, per la sua continua pres'enza.
Ringrazio Clifford McGuire per i vent'anni di amici-
zia che mi ha regalato. Non avrei potuto avere un amico
e una cassa di risonanza migliori.

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INTRODUZIONE

Una settimana dopo la nascita di nostra figlia Lauren, mia


moglie Bonnie e io eravamo completamente esausti. Lau-
ren ci svegliava ogni notte. Logorata dal parto, Bonnie si
imbottiva di antidolorifici e riusciva a malapena a cammi-
nare. Rimasi cinque giorni a casa per darle una mano, poi,
dato che sembrava stare meglio, tornai al lavoro.
Durante la mia assenza, lei rimase a corto di antidolo-
rifici. Invece di chiamarmi in ufficio, chiese a uno dei miei
fratelli che era passato a trovarla di acquistarne altri. Sfor-
tunatamente mio fratello non tornò con le pillole e lei fu
costretta a sopportare il dolore per un'intera giornata.
Quando tornai a casa la trovai in stato di grande agita-
zione. Fraintendendo la causa del suo disagio, pensai che
ce l'avesse con me.
"Sono stata male tutto il giorno," raccontò lei. "Ho
finito gli antidolorifici. Ero bloccata a letto e a nessuno
importava nulla!"
"Perché non mi hai chiamato?" replicai io, già sulla di-
fensiva.
"Ho chiesto a tuo fratello di comprarmeli, ma se n'è
dimenticato! È tutto il giorno che lo aspetto. Che cosa devo
fare? Quasi non riesco a camminare. Mi sento trascurata!"
A quel punto io esplosi. Quel giorno ero anch'io molto
teso e mi irritò il fatto che lei non mi avesse chiamato.
Mi mandava su tutte le furie sapere che mi rimproverava
quando io ignoravo la sua sofferenza. Dopo un breve scam-
bio di parole dure, marciai verso la porta. Ero stanco,
ii
irritabile, proprio stufo. Avevamo entrambi raggiunto i
nostri limiti di sopportazione.
A quel punto accadde qualcosa che avrebbe cambiato
tutta la mia vita.
"Ti prego, non andartene," mi pregò Bonnie. "Sono
questi i momenti in cui ho maggiormente bisogno di te.
Sto male e non dormo da giorni. Ascoltami, per favore."
Mi fermai.
"John Gray, sei proprio un amico da poco! Finché io
sto bene e sono la solita affettuosa Bonnie di sempre tu
resti al mio fianco, ma non appena la situazione cambia,
ti affretti ad andartene."
Tacque e i suoi occhi si riempirono di lacrime. Il suo
tono era mutato quando aggiunse: "Sto male. Non ho nien-
te da dare ed è questo il momento in cui ho più bisogno
di te. Ti prego, vieni qui e abbracciami. Non c'è bisogno
che tu dica nulla. Ho semplicemente bisogno di sentire
le tue braccia intorno a me. Non andartene."
Mi avvicinai e in silenzio la strinsi a me. Lei pianse tra
le mie braccia. Dopo qualche minuto mi ringraziò per non
averla lasciata. Mi disse che sentirmi vicino era tutto quello
di cui aveva bisogno.
In quel momento cominciai a capire il vero significato
dell'amore... dell'amore incondizionato. Mi ero sempre ri-
tenuto una persona affettuosa, ma Bonnie aveva ragione.
Ero un amico che valeva ben poco. Finché lei era felice
e di piacevole compagnia, ricambiavo con ardore i suoi sen-
timenti. Ma se era infelice o turbata, io mi sentivo rim-
proverato e cominciavo a discutere oppure mi allontanavo.
Quel giorno, per la prima volta, non lo feci. Rimasi con
lei e fu bellissimo. Riuscii a darle ciò di cui aveva bi-
sogno. Poiché questo è il vero amore. Avere cura di un'al-
tra persona. Fidarsi l'uno dell'altro. Essere presenti nel
momento del bisogno. Mi stupii di quanto fosse facile
per me starle accanto dopo che mi aveva indicato come
fare.
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Come avevo potuto non capire una cosa tanto impor-
tante? Bonnie aveva bisogno soltanto che le stessi vicino,
e un'altra donna lo avrebbe capito istintivamente. Ma in
quanto uomo, non sapevo che il contatto fisico, la tene-
rezza e la disponibilità ad ascoltare fossero così importanti
per lei. Nel prendere atto di queste differenze cominciai
ad apprendere un modo nuovo di rapportarmi a mia
moglie. Non avrei mai creduto che potessimo risolvere i
nostri contrasti con tanta facilità.
Nelle mie precedenti relazioni, reagivo sempre con in-
differenza e noncuranza alle situazioni difficili perché non
sapevo che altro fare. A causa di questo atteggiamento,
il mio primo matrimonio era stato turbolento e fonte di
grande sofferenza, ma quell'episodio con Bonnie mi inse-
gnò a modificare il mio modo di comportarmi.
Mi ispirò anche sette anni di ricerca nel corso dei quali
sviluppai e perfezionai le intuizioni relative ai due sessi
illustrate in questo libro. Acquisendo una consapevolezza
pratica e specifica delle differenze tra uomini e donne, co-
minciai improvvisamente a capire che non c'era nessuna
necessità che il mio matrimonio fosse una battaglia conti-
nua. Bonnie e io fummo in grado di migliorare enorme-
mente il nostro livello di comunicazione e di godere di più
della reciproca compagnia.
Continuando in questo lavoro di esplorazione, abbia-
mo scoperto nuovi modi per migliorare i nostri rapporti
affettivi. Abbiamo appreso comportamenti che i nostri ge-
nitori ignoravano e che quindi non sono stati in grado di
insegnarci. Anche le coppie che si rivolgevano a me trae-
vano vantaggio da queste intuizioni. Migliaia di persone
che partecipavano ai miei seminari videro le loro relazio-
ni trasformarsi e migliorare nel giro di una notte.
Sono passati sette anni, ma ricevo ancora foto di cop-
pie felici e dei loro bambini, accompagnate da lettere in
cui mi ringraziano per avere salvato il loro matrimonio.
Sebbene in realtà sia stato il loro amore a salvarlo, avreb-

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bero certamente divorziato se non avessero acquisito una
maggiore comprensione dell'altro sesso.
Susan e Jim erano sposati da nove anni. Come la mag-
gior parte delle coppie all'inizio si amavano, ma dopo an-
ni di frustrazioni e delusioni l'entusiasmo li abbandonò
e decisero di separarsi. Tuttavia, prima di arrivare al di-
vorzio, frequentarono uno dei miei seminari. "Abbiamo
tentato di tutto per salvare il nostro matrimonio", mi rac-
contò Susan. "Ma siamo troppo diversi."
Fu con enorme sorpresa che scoprirono come le loro dif-
ferenze fossero non solo normali, ma addirittura prevedi-
bili. Trassero conforto dal sapere che altre coppie aveva-
no a che fare con le stesse difficoltà. In due soli giorni
Susan e Jim acquisirono una comprensione totalmente nuo-
va degli uomini e delle donne.
Si innamorarono di nuovo e i loro rapporti cambiarono
quasi miracolosamente. Completamente abbandonata l'i-
dea del divorzio, ora aspettavano con ansia di trascorrere
insieme il resto della loro vita. "Imparando a prendere atto
delle differenze esistenti tra noi ho riscoperto mia moglie,"
asserì Jim. "E il dono più grande che potessi ricevere. Ora
ci amiamo di nuovo."
Sei anni dopo, quando mi invitarono a vedere la loro
nuova casa e la loro famiglia, si amavano ancora e ancora
vollero ringraziarmi per averli aiutati a capirsi e a restare
insieme.
Sebbene quasi tutti concordino sul fatto che uomini e
donne sono diversi, la natura di questa differenza rimane
ancora indefinita per la maggioranza delle persone. Negli
ultimi dieci anni molti libri hanno tentato di compiere que-
st'opera di definizione e sebbene molti importanti progressi
siano stati compiuti, troppi di questi lavori mostrano una
visione unilaterale del problema e finiscono di conseguenza
per rafforzare i sentimenti di sfiducia e risentimento ver-
so l'altro sesso. Di solito uno dei due sessi viene conside-
rato l'eterna vittima dell'altro. C'era quindi la necessità

M
di una guida che insegnasse a capire come sia giusto e sa-
no che uomini e donne siano diversi.
Per migliorare le relazioni tra i sessi è necessario pos-
sedere una comprensione delle nostre differenze che po-
tenzi la stima di sé e la dignità personale ispirando al
tempo stesso fiducia reciproca, senso di responsabilità,
voglia di cooperazione e amore. Nel corso dei miei se-
minari ho intervistato ben 25.000 persone, un lavoro di
ricerca che mi ha consentito di definire in termini positi-
vi le differenze di cui vogliamo occuparci. Esplorandole
insieme a me, vedrete sgretolarsi muri di risentimento e
sfiducia.
Aprire il proprio cuore aumenta la nostra capacità di
perdonare e la motivazione a dare e ricevere amore e so-
stegno. Con questa nuova consapevolezza, spero che sa-
prete andare oltre i miei suggerimenti per continuare a svi-
luppare nuovi modi con cui rapportarvi all'altro sesso.
Perché non mi ascolti quando parlo? è un manuale per
le relazioni affettive degù' anni Novanta. Rivela come uo-
mini e donne siano diversi in ogni aspetto della vita. Non
solo i due sessi comunicano in modo diverso, ma pensa-
no, sentono, percepiscono, reagiscono, amano, provano bi-
sogno e giudicano secondo differenti modalità. Sembra
quasi che provengano da pianeti diversi, perché parlano
lingue diverse e diverse sono le loro necessità.
L'accresciuta comprensione di queste diversità vi aiu-
terà a risolvere buona parte delle frustrazioni che scaturi-
scono dalla convivenza con un membro dell'altro sesso e
dal cercare di capirlo. Non è difficile dissipare o evitare
gli equivoci e correggere le aspettative sbagliate. Ricor-
dando che il vostro partner è diverso da voi come lo sa-
rebbe un alieno, potrete rilassarvi e allearvi con le diffe-
renze invece di opporvi a esse o cercare di annullarle.
Ancora più importante, tramite questo libro acquisire-
te tecniche pratiche per risolvere i problemi creati dalle
differenze. Non ho voluto infatti scrivere solo un'analisi

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teorica delle differenze psicologiche, ma anche un manuale
pratico che insegna a instaurare rapporti affettivi duraturi.
La validità di questi principi si manifesta da sola e a
corroborarla c'è la vostra esperienza e il normale buon-
senso. Molti esempi esprimeranno in modo semplice e con-
ciso quello che voi avete sempre saputo intuitivamente.
Proprio questa conferma vi aiuterà a restare voi stessi e
a non perdervi nell'ambito della coppia.
Jn risposta a questi esempi, spesso gli uomini dicono:
"È proprio così che mi sento. Come ha fatto a capirlo?
Ora ho la netta sensazione che in me ci sia qualcosa di
sbagliato."
E le donne: "Finalmente mio marito mi ascolta. Non
devo più combattere per essere rispettata. Quando lei ci
spiega le differenze esistenti fra noi, mio marito capisce.
Grazie!"
Questi sono solo alcuni dei commenti scaturiti dalla con-
sapevolezza che gli uomini e le donne non sono dello stes-
so pianeta: come dico io scherzando (ma non troppo), gli
uomini vengono da Marte e le donne da Venere. s
Non ho potuto evitare molte generalizzazioni. E pro-
babile che troverete alcune osservazioni più vere di altre...
dopotutto, ognuno di noi è un individuo unico con espe-
rienze uniche. A volte, nel corso dei miei seminari, cop-
pie e individui messi di fronte a certi esempi sostengono
sì di riconoscersi nella situazione, ma nel rappresentante
dell'altro sesso. È quello che io definisco un ribaltamento
dei ruoli.
Se dovesse succedere anche a voi, ricordate che non c'è
nulla di strano. Il mio suggerimento è: quando non vi ri-
conoscete in qualcosa, ignoratelo (passando a un esempio
che vi si adatti di più), o leggete più in profondità dentro
di voi. Molti uomini negano alcune delle loro caratteristi-
che maschili allo scopo di diventare più teneri e affettuo-
si. Se questo è il vostro caso, applicando i suggerimenti,
le strategie e le tecniche da me illustrati riuscirete non
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solo a vivere in modo più appassionato il vostro rapporto,
ma anche a creare un maggior equilibrio tra le vostre qua-
lità maschili e femminili.
In questo libro io non affronto mai direttamente la que-
stione del perché uomini e donne siano diversi. Si tratta
di una domanda complessa cui sono state offerte molte
risposte che prendono in esame differenze biologiche, in-
fluenza dei genitori, educazione, condizionamenti cultu-
rali da parte della società, dei media e delle implicazioni
di carattere storico. (Di quésti argomenti ho parlato più
dettagliatamente nel mio libro Men, Women and Relation-
ships. Making Peace with the Opposte Sex.)
Sebbene i benefici che si traggono dalla lettura di que-
sto libro siano a mio avviso immediati, è chiaro che il mio
lavoro non sostituisce la necessità di una terapia o di una
consulenza per relazioni particolarmente difficili o per i
sopravvissuti di una famiglia con gravi problemi. In mo-
menti particolari, anche un individuo perfettamente sano
può avere bisogno dell'aiuto di un consulente o di un te-
rapeuta. Per quanto mi riguarda, credo nella trasforma-
zione drastica e graduale che si verifica nel corso di una
terapia di coppia o di gruppo.
Nondimeno, molte volte ho sentito persone sostenere
di avere ricavato più benefici da questa nuova compren-
sione dei rapporti che da anni di terapia. Da parte mia,
sono convinto che gli anni di terapia abbiano fornito loro
le basi necessarie perché costoro applicassero con succes-
so le nuove nozioni acquisite.
Se nel nostro passato ci sono stati problemi gravi, dopo
anni di terapia ci troveremo ugualmente nella necessità di
crearci un'immagine positiva dei rapporti affettivi ed è a
questo scopo che è finalizzato il mio libro. D'altro canto,
se anche il nostro passato è stato pieno d'amore, le situa-
zioni cambiano e un nuovo approccio ai rapporti tra i ses-
si si rende comunque necessario. E essenziale imparare mo-
di nuovi e sani per stare con gli altri e comunicare.

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Credo che tutti possano trarre benefici dal mio libro.
L'unica reazione negativa che ho avuto da alcuni parteci-
panti ai miei seminari è di questo tipo: "Avrei voluto che
tutto questo mi fosse stato detto prima."
Non è mai troppo tardi per accrescere il nostro amore
per la vita. Che stiate o no seguendo una terapia, se vole-
te relazioni più gratificanti con l'altro sesso, questo è il
libro per voi. Sono lieto di metterlo a vostra disposizio-
ne. Vi auguro che la saggezza e l'amore crescano sempre
di più in voi e spero che il numero dei divorzi diminuisca
e aumenti quello dei matrimoni riusciti. I nostri figli me-
ritano un mondo migliore.

John Gray
15 novembre 1991
Miti Volley, California

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CAPITOLO 1

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE,


LE DONNE DA VENERE

Immaginate che gli uomini vengano da Marte e le donne da


Venere. Un giorno di molto tempo fa, guardando nei loro
telescopi, i marziani scoprirono le venusiane. Questo bastò
a risvegliare in loro sentimenti fino a quel momento scono-
sciuti. Si innamorarono e in tutta fretta inventarono i viaggi
spaziali, raggiungendo così Venere.
Le venusiane accolsero i marziani a braccia aperte. Ave-
vano sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato e i loro
cuori si aprirono a un amore mai provato prima.
L'amore tra le venusiane e i marziani aveva una qualità
magica. Provavano grande piacere nello stare insieme, nel fare
le cose insieme, nel dividere tutto. Sebbene originari di mondi
diversi, apprezzavano le reciproche differenze. Dedicarono
mesi a studiarsi, esplorarsi e apprezzare i rispettivi bisogni,
preferenze e modi di comportamento. Per anni andarono d'a-
more e d'accordo.
Poi decisero di raggiungere la Terra. All'inizio tutto era
bellissimo. Ma poi gli effetti dell'atmosfera terrestre comin-
ciarono a farsi sentire e una mattina al risveglio tutti si sco-
prirono affetti da un particolare tipo di amnesia...
Sia i marziani sia le venusiane dimenticarono di proveni-
re da mondi diversi e di essere quindi per forza differenti.
In una sola mattinata tutto quello che avevano imparato venne
cancellato dalla loro memoria. E da quel giorno uomini e don-
ne sono vissuti in conflitto.

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RICORDARE LE DIFFERENZE

Poiché ignorano le differenze esistenti fra loro, uomini e


donne sono condannati a vivere in stato di guerra. Di so-
lito ci sentiamo arrabbiati o frustrati nei confronti dell'altro
sesso perché abbiamo dimenticato questa importante ve-
rità. Ci aspettiamo che i rappresentanti del sesso opposto
siano simili a noi. Ci piacerebbe che "volessero ciò che
noi vogliamo" e "sentissero come sentiamo noi."
Erroneamente abbiamo dato per scontato che se i no-
stri partner ci amano, reagiranno e si comporteranno se-
condo certi schemi: proprio quelli che adottiamo noi quan-
do amiamo qualcuno. Un atteggiamento destinato a scon-
trarsi continuamente con la realtà e che ci impedisce di
comunicare le nostre differenze.
Erroneamente gli uomini si aspettano che le donne pen-
sino, comunichino e reagiscano come fanno gli uomini; er-
roneamente, le donne si aspettano che gli uomini senta-
no, comunichino e reagiscano come fanno le donne. Ab-
biamo dimenticato che uomini e donne sono intrinseca-
mente diversi e il risultato è che i nostri rapporti sono con-
traddistinti da conflitti del tutto superflui.
Imparare a riconoscere e rispettare queste differenze ri-
durrà in modo netto le confusioni che improntano i rap-
porti con l'altro sesso. Vi basterà ricordare che gli uomini
vengono da Marte e le donne da Venere perché tutto di-
venti più chiaro.

UNA PANORAMICA DELLE NOSTRE DIFFERENZE

In questo libro esamino in profondità le differenze esistenti


fra i sessi. Ciascun capitolo vi fornirà nuove e importanti
intuizioni. Ecco le differenze più importanti che esplore-
remo insieme:
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Nel capitolo 2 vedremo come i valori maschili e femmi-
nili siano diversi e cercheremo di comprendere gli errori
più gravi che commettiamo nel rapportarci all'altro sesso:
gli uomini offrono soluzioni e invalidano i sentimenti, men-
tre le donne offrono consigli e suggerimenti non richiesti.
Attraverso la comprensione del nostro diverso background,
il motivo per cui donne e uomini compiono inconsapevol-
mente questi errori diventa ovvio. Ricordando le differenze
esistenti tra noi, potremo correggere i nostri errori e inte-
ragire in modo più proficuo.
Nel capitolo 3 scopriremo i diversi modi in cui uomini
e donne reagiscono allo stress. Mentre i marziani tendo-
no a rinchiudersi in se stessi e a rimuginare su ciò che li
preoccupa, le venusiane avvertono l'istintiva necessità di
parlare dei loro problemi. Imparerete così nuove strate-
gie per ottenere ciò di cui avete bisogno nei momenti di
difficoltà.
Nel capitolo 4 impareremo a motivare l'altro sesso. Gli
uomini sono motivati quando si sentono necessari, le donne
quando si sentono assistite con sollecitudine. Discutere-
mo i tre passi volti al miglioramento dei rapporti e scopri-
remo come superare le maggiori difficoltà: gli uomini hanno
bisogno di superare la loro innata resistenza a dare amo-
re, mentre le donne devono vincere la loro resistenza a
riceverlo.
Nel capitolo 5 impareremo che gli uomini e le donne
parlano linguaggi diversi e quindi si fraintendono conti-
nuamente. Troverete un dizionario marziano/venusiano
che vi aiuterà a tradurre le espressioni più frequentemente
equivocate. Scoprirete che gli uomini e le donne parlano e
addirittura smettono di parlare per motivi completamente
diversi. Le donne impareranno come comportarsi quando
un uomo smette di parlare e gli uomini impareranno ad
ascoltare meglio senza sentirsi per questo frustrati.
Nel capitolo 6 apprenderemo come gli uomini e le donne
vivono in modo diverso l'intimità. Dopo essersi awicina-
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to alla compagna, un uomo inevitabilmente se ne allonta-
na. Le donne impareranno ad aiutare i propri partner du-
rante questo processo di allontanamento, così da permet-
tere loro di avvicinarsi di nuovo, come succede a un ela-
stico teso. Impareranno inoltre a individuare i momenti
migliori per avviare una conversazione intima.
Nel capitolo 7 esamineremo i picchi e le cadute dell'af-
fettività femminile. Gli uomini impareranno a interpre-
tare correttamente queste fluttuazioni apparentemente in-
giustificate. Impareranno inoltre a riconoscere le situazioni
in cui c'è maggior bisogno di loro e a fornire il proprio
sostegno senza doversi per questo sacrificare.
Nel capitolo 8 scopriremo come uomini e donne conce-
dano il tipo di amore di cui hanno bisogno e non quello
necessario all'altro sesso. Gli uomini avvertono la neces-
sità soprattutto di un amore basato sulla fiducia, sull'ac-
cettazione e sulla stima. Le donne aspirano a un amore
che sia principalmente affettuoso, comprensivo e rispet-
toso. Scopriremo i sei modi più comuni in cui possiamo
inconsapevolmente deludere il nostro partner.
Nel capitolo 9 studieremo come evitare le discussioni
dolorose. Gli uomini scopriranno che comportandosi co-
me se avessero sempre ragione corrono il rischio di offen-
dere i sentimenti di una donna. Le donne scopriranno che
troppo spesso inviano inconsapevolmente messaggi di di-
sapprovazione invece che di disaccordo, inducendo così
l'uomo a un atteggiamento difensivo. Verrà illustrata l'a-
natomia di un litigio insieme con molti elementi pratici
tesi a stabilire una comunicazione che fornisca adeguato
sostegno.
Nel capitolo 10 vengono esposti i diversi criteri adot-
tati da uomini e donne nelT assegnare punti al partner e
a se stessi. Gli uomini impareranno che per le venusiane
ogni dono d'amore si equivale, indipendentemente dalle
dimensioni. A dispetto della loro tendenza a focalizzarsi
su un unico grande dono, scopriranno come le piccole
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espressioni di affetto siano altrettanto importanti; trove-
ranno inoltre elencati cento e un modo per segnare punti
con le donne. Dal canto loro, le donne impareranno a rein-
vestire le loro energie e a dare agli uomini ciò che essi vo-
gliono.
Nel capitolo 11 apprenderemo come mantenere effica-
ce la comunicazione nei momenti difficili. Verranno di-
scussi i diversi modi in cui donne e uomini nascondono
i propri sentimenti e l'importanza di rendere partecipe il
partner. La tecnica della Lettera d'Amore è raccomandata
per esprimere sentimenti negativi al proprio compagno,
allo scopo di imparare ad amare e a perdonare di più.
Nel capitolo 12 capirete perché le venusiane hanno tanta
difficoltà a chiedere aiuto e per quale motivo i marziani
reagiscono spesso negativamente a tali richieste. Impare-
rete che le parole "potresti" e "puoi" demotivano gli uo-
mini e ne troverete di nuove e più efficaci. Scoprirete i
segreti per incoraggiare un uomo a dare di più e l'utilità
di essere concise, dirette e di utilizzare le parole giuste.
Nel capitolo 13 sono illustrate le quattro stagioni del-
l'amore: una prospettiva realistica di come l'amore cam-
bia e cresce che vi aiuterà a superare gli ostacoli inevita-
bili in qualunque relazione. Imparerete come il vostro pas-
sato e quello del vostro compagno possano incidere sul vo-
stro rapporto e scoprirete altre importanti nozioni per
mantenere viva la magia dell'amore.
In ciascun capitolo di Perché non mi ascolti quando par-
lo? troverete nuovi segreti per costruire amore e rapporti
durevoli. Ogni nuova scoperta aumenterà la vostra capa-
cità di vivere rapporti gratificanti.

LE BUONE INTENZIONI NON BASTANO


Innamorarsi è sempre magico. Ci convinciamo che l'amore
debba durare per sempre e ingenuamente crediamo di

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essere immuni dai problemi che hanno afflitto i nostri ge-
nitori, lontani da ogni rischio e sicuri che il nostro amore
durerà per sempre e che per sempre vivremo felici.
Ma a mano a mano che la magia si attenua e la routine
quotidiana prende il sopravvento, diventa evidente come
gli uomini continuino ad aspettarsi che le donne pensino
e reagiscano come uomini e viceversa. Senza una chiara
consapevolezza delle differenze esistenti fra sessi, non ab-
biamo la possibilità di capirci e di rispettarci. Diventia-
mo esigenti, pieni di risentimento, ipercritici e intolleranti.
Così, pur animato dalle migliori intenzioni, l'amore a
poco a poco muore. I problemi cominciano ad avvelenar-
lo. Cresce il risentimento. La comunicazione si interrom-
pe. Aumenta la sfiducia da cui scaturiscono il rifiuto e la
repressione. La magia dell'amore svanisce.
A questo punto chiediamoci:
Come succede tutto questo?
Perché succede?
Perché succede a noi?
Per rispondere a queste domande, i più grandi cervelli
hanno sviluppato geniali modelli filosofici e psicologici di
grande complessità. E tuttavia nulla cambia. L'amore muo-
re. Accade quasi a tutti.
Ogni giorno milioni di individui sono alla ricerca di un
compagno con cui dividere l'esperienza di un sentimento
speciale. Ogni anno milioni di coppie si uniscono per amore
e finiscono poi col separarsi quando l'amore finisce. Tra
le coppie che sono state capaci di mantenere vivo l'amore
fino al matrimonio, solo il cinquanta per cento rimane uni-
to. Di queste è probabile che un altro cinquanta per cen-
to non abbia trovato nella vita in comune tutta la soddi-
sfazione prevista. Si resta insieme per lealtà e senso del
dovere, oppure per il timore di dover ricominciare tutto
da capo.
Sono molto poche le persone capaci di accrescere il pro-
prio potenziale affettivo. Eppure a volte questo accade.

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Comprendendo le differenze nascoste dell'altro sesso,
possiamo dare e ricevere più amore. Rispettando e accet-
tando le nostre differenze, abbiamo la possibilità di sco-
prire soluzioni creative e quindi di raggiungere i nostri
obiettivi. Ancora più importante, possiamo imparare ad
amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sen-
tiamo vicine.
L'amore ha qualità magiche e può durare, se non dimen-
tichiamo le differenze esistenti fra sessi.

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CAPITOLO 2

MISTER AGGIUSTATUTTO E IL COMITATO


PER IL MIGLIORAMENTO DELLA CASA

La lamentela che le donne esprimono con più frequen-


za nei confronti degli uomini è che essi "non ascoltano".
Un uomo o ignora una donna completamente quando que-
sta gli parla, oppure la ascolta per qualche tempo, valuta
i problemi che lei gli espone, quindi si calca in testa il suo
cappello da Mister Aggiustatutto e le offre una soluzione
destinata a farla sentire meglio. Rimane confuso quando il
suo gesto d'amore non viene apprezzato e per quanto lei
continui a ripetergli che non la ascolta, non capisce la
sua protesta e persevera nel suo atteggiamento. Lei vuole
comprensione, ma lui è convinto che voglia soluzioni.
La lamentela che gli uomini esprimono con maggiore
frequenza nei confronti delle donne è che queste cercano
continuamente di cambiarli. Quando una donna ama un
uomo si sente in dovere di assisterlo nel processo di cre-
scita e di aiutarlo a migliorare. Fonda quindi un Comi-
tato per il miglioramento della casa e il compagno di-
venta il suo obiettivo principale. Incurante dei tentativi
di lui di tenerle testa, persevera nella sua opera... sempre
in attesa di un'opportunità per aiutarlo o per dirgli cosa
fare. Crede in questo modo di assisterlo nella maniera più
sollecita; quello che l'uomo vuole, invece, è sentirsi
accettato.
Entrambi i problemi possono essere risolti compren-
dendo prima di tutto perché gli uomini offrono soluzio-
ni alle donne e perché le donne cercano di migliorare gli
26
uomini. Fingiamo di tornare indietro nel tempo, di osser-
vare la vita su Marte e su Venere prima che i loro abitanti
si scoprissero vicendevolmente e arrivassero sulla Terra.

LA VITA SU MARTE

I marziani danno importanza soprattutto al potere, alla


competenza, all'efficienza e ai risultati. Vivono metten-
dosi continuamente alla prova e tentando di sviluppare la
loro abilità. Definiscono il proprio senso di sé in base alla
capacità di raggiungere risultati. Si sentono realizzati so-
prattutto attraverso il successo.
Su Marte, tutto riflette questi valori. Perfino l'abbiglia-
mento maschile è ideato per riflettere le loro abilità e le
loro competenze. Poliziotti, soldati, uomini d'affari, scien-
ziati, tassisti, tecnici e cuochi, tutti indossano uniformi
o almeno cappelli che sono l'espressione visiva del loro po-
tere e della loro competenza.
Non si interessano di psicologia. Sono molto più inte-
ressati alle attività all'aperto, come la caccia, la pesca e
le gare automobilistiche. Sono interessati ai telegiornali,
al tempo, agli sport e non potrebbero curarsi meno di ro-
manzi e della conversazione.
A loro interessano più gli oggetti e le cose delle perso-
ne e dei sentimenti. Perfino oggi sulla Terra, mentre le
donne sognano l'avventura romantica, gli uomini fanta-
sticano di macchine veloci, computer rapidissimi e stru-
menti tecnologici sempre più all'avanguardia. Agli uomi-
ni stanno a cuore le "cose" che li aiutano a raggiungere
gli obiettivi che si sono prefissi.
Raggiungere obiettivi è molto importante per un mar-
ziano; per lui è un modo di dimostrare la propria capacità
e quindi di star bene con se stesso. E per sentirsi bene
con se stesso deve conseguire da solo gli obiettivi che si

27
è prefisso. Nessun altro può farlo per lui. I marziani trag-
gono motivo di orgoglio nel fare tutto da sé. Autonomia
equivale a efficienza, potere e competenza.
La comprensione di queste caratteristiche marziane aiu-
terà le donne a capire perché gli uomini reagiscono tanto
duramente a ogni tentativo di correggerli o di dire loro
che cosa fare. Offrire a un uomo un consiglio non richie-
sto significa ai suoi occhi ritenere che non sa cosa fare o
che non è in grado di farlo da solo. Gli uomini sono mol-
to suscettibili a questo riguardo, perché per loro il proble-
ma della propria capacità riveste grande importanza.
Poiché ama risolvere da solo i propri problemi, capita
di rado che un marziano ne parli, a meno che non abbia
bisogno del consiglio di un esperto. Ragiona così: Perché
coinvolgere qualcun altro quando posso fare da solo? Co-
sì, se non sente la necessità di un aiuto esterno, finisce
per tenere per sé i suoi problemi. Chiedere aiuto quando
si può fare da sé è percepito come un segno di debolezza.
Nondimeno, se ha davvero bisogno di aiuto, allora non
esita a procurarselo rivolgendosi a qualcuno per cui prova
stima e rispetto. Su Marte, parlare di un problema equi-
vale a una richiesta di consiglio. Quando viene consulta-
to, un marziano si sente onorato dall'opportunità offerta-
gli. Automaticamente mette mano al suo cappello di Mi-
ster Aggiustatutto, ascolta per un po', e infine offre qual-
che geniale parere.
Questa abitudine marziana è una delle ragioni per cui
gli uomini sono portati d'istinto a offrire soluzioni quan-
do le donne parlano dei propri problemi. Se una donna
gli illustra del tutto innocentemente il suo turbamento
o enumera ad alta voce le difficoltà che la affliggono,
l'uomo si convince, del tutto erroneamente, che lei sia
in cerca di un parere qualificato. Allora mette il suo cap-
pello da Mister Aggiustatutto e comincia a sciorinare con-
sigli; è questo il suo modo di dimostrare amore e disponi-
bilità.
28
Vuole aiutarla a sentirsi meglio risolvendole i proble-
mi. Ha la sensazione di venire apprezzato e di essere quindi
degno del suo amore quando mette a frutto le proprie abi-
lità per risolvere i guai della compagna.
Tuttavia, una volta appurato che il suo contributo non
ha avuto l'effetto sperato, continuare ad ascoltare la com-
pagna gli riesce sempre più diffìcile: la sua soluzione è stata
respinta e lui comincia a sentirsi inutile.
Ignora che potrebbe aiutarla semplicemente ascoltan-
dola con simpatia e interesse. Non sa che su Venere par-
lare dei propri problemi non equivale automaticamente a
sollecitare una soluzione.

LA VITA SU VENERE

Le venusiane hanno valori diversi. Per loro sono impor-


tanti soprattutto l'amore, la comunicazione, la bellezza e
i rapporti interpersonali. Dedicano molto tempo ad aiu-
tarsi e vezzeggiarsi l'una l'altra. Il loro senso del sé si de-
finisce attraverso i sentimenti e la qualità dei rapporti in-
terpersonali. Si sentono realizzate tramite la partecipazione
e la relazione.
Su Venere tutto riflette questi valori. Più che di costruire
autostrade e grattacieli, alle venusiane interessa vivere in
armonia e in reciproca cooperazione. Le relazioni sono più
importanti del lavoro e della tecnologia. Per molti versi
il loro mondo è del tutto opposto a quello di Marte.
Non portano uniformi come i marziani (che aspirano
a rivelare sempre la propria competenza). Al contrario,
amano cambiare vestiti ogni giorno, a seconda dei senti-
menti che provano. Per loro, l'espressione di sé e soprat-
tutto quella dei propri sentimenti è d'importanza capita-
le. Se sono di umore mutevole, arrivano a cambiare abito
anche parecchie volte al giorno.
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La comunicazione è di importanza primaria. Rendere
gli altri partecipi dei propri sentimenti è ben più signifi-
cativo che conseguire obiettivi e successi.
In sostanza, più che gli obiettivi le donne privilegiano
le relazioni; a loro interessa soprattutto esprimere la pro-
pria bontà, il proprio amore e la propria sollecitudine. Due
marziani vanno a colazione insieme per discutere un pro-
getto o una questione di lavoro; hanno un problema da
risolvere. Inoltre, per loro il ristorante costituisce un ap-
proccio efficace al cibo: li dispensa dal fare la spesa, dal
cucinare o dal lavare i piatti. Per le venusiane, una cola-
zione è un'opportunità per approfondire un rapporto, per
dare e ricevere sostegno e aiuto. Le conversazioni che le
donne avviano in un ristorante possono essere molto aperte
e intime, quasi come il dialogo che si instaura fra terapeuta
e paziente.
Su Venere tutte studiano psicologia e sono ottime ascol-
tatrici. Le venusiane sono molto interessate alla crescita
personale, alla spiritualità e a tutto quello che comporta il
crescere e il migliorare. Venere è coperta di parchi, di cen-
tri commerciali, di giardini e di ristoranti.
Le venusiane sono molto intuitive, una qualità che hanno
sviluppato nel corso dei secoli nello sforzo costante di an-
ticipare i bisogni degli altri. Dimostrare attenzione alle ne-
cessità e ai sentimenti altrui è per loro motivo d'orgoglio.
È segno di grande amore offrire aiuto e assistenza non ri-
chiesti a un'altra venusiana.
Poiché dimostrare la propria capacità non è così impor-
tante per una venusiana, non c'è nulla di offensivo nel-
l'offrire aiuto e l'averne bisogno non è segno di debolez-
za. Un uomo, invece, può sentirsi offeso quando una donna
gli offre il suo consiglio, perché lo ritiene una dimostra-
zione di sfiducia nelle proprie capacità.
A una donna riesce impossibile penetrare questa sensi-
bilità tipicamente maschile. Lei vive positivamente le pro-
poste di aiuto che le giungono dall'esterno; la fanno sen-
30
tire amata e protetta. Ma ad offrire assistenza a un uomo
si rischia di farlo sentire incompetente, debole, addirittu-
ra menomato.
Su Venere offrire consigli e suggerimenti è un segno di
interesse. Le venusiane sono fermamente convinte che una
cosa che funziona può funzionare ancora meglio. E nella
loro natura aspirare a un costante miglioramento. Quan-
do si interessano a qualcuno, non esitano a fargli notare
in che modo può migliorarsi o a suggerirgli i modi per riu-
scirci. L'offerta di consigli e di critiche costruttive è per
loro un atto d'amore.
Ma su Marte le cose vanno diversamente. I marziani
sono maggiormente orientati verso la soluzione. Se qual-
cosa funziona, perché cambiarla? Il loro istinto è di non
interferire. "Non riparare ciò che non è rotto," dicono
spesso.
Per questo gli sforzi che una donna fa per migliorare
il compagno sono da lui percepiti come un tentativo di ag-
giustarlo. "Non funzioni" è il messaggio che riceve. Dal
canto suo, la donna non capisce che i suoi tentativi posso-
no umiliarlo. È erroneamente persuasa di stare aiutando-
lo a crescere.

SMETTERE DI DARE CONSIGLI

Senza questa conoscenza della natura maschile, è molto


facile per una donna ferire e offendere del tutto involon-
tariamente e inconsapevolmente l'uomo che ama più di
ogni altro.
Tom e Mary stavano andando a una festa. Al volante
c'era Tom. Dopo una ventina di minuti che giravano in-
terminabilmente intorno agli stessi isolati, Mary compre-
se che il marito si era perduto. Quando gli suggerì di chie-
dere indicazioni a qualcuno, lui ammutolì. Riuscirono ad

31
arrivare alla festa, ma la tensione segnò i loro rapporti per
l'intera serata. Mary non riusciva a capire perché il suo
compagno fosse così turbato.
Pensava: "Ti amo e mi interesso a te, per questo ti of-
fro aiuto."
Lui era offeso, Il messaggio che aveva recepito era: "Non
credo che tu sia in grado di portarmi a destinazione. Sei
un incompetente!"
Mary, che ignorava tutto della vita su Marte, non po-
teva capire quanto fosse importante per Tom raggiungere
il suo obiettivo senza aiuti esterni. Un consiglio non ri-
chiesto era per lui l'insulto supremo. Come abbiamo già
visto, ai marziani non piace ricevere suggerimenti non ri-
chiesti. Un modo per onorare un altro marziano è di dare
sempre per scontata la sua capacità di risolvere i problemi
finché non è lui stesso a chiedere aiuto.
Mary non poteva sapere di avere perso un'occasione mol-
to speciale di dimostrare a Tom il suo amore. A quell'e-
poca lui era particolarmente vulnerabile e aveva bisogno
di dosi supplementari di affetto. Evitando di consigliarlo
gli avrebbe fatto un dono non meno prezioso di quanto
fossero per lei un magnificò mazzo di fiori o una lettera
d'amore.
Una volta appreso di più sul conto dei marziani e delle
venusiane, Mary imparò ad aiutare Tom nei momenti di
difficoltà. Quando lui si perse di nuovo, invece di offrir-
gli aiuto si costrinse a tacere, tirò un lungo respiro e si
sforzò di apprezzare appieno ciò che Tom stava cercando
di fare per lei. Da parte sua, Tom le fu grato di quella ma-
nifestazione di fiducia.
In termini generali, quando una donna offre un consi-
glio non richiesto o cerca di "aiutare" un uomo, non si
rende conto di quanto gli sembra critica e priva di amore.
Anche se animati dalle migliori intenzioni, i suoi suggeri-
menti lo offendono e lo feriscono. La reazione dell'uomo
può essere allora violenta, soprattutto se si sente critica-

32
to come un bambino o se sua madre era solita criticare
il padre.
Per molti uomini, è importante dimostrare che sono in
grado di raggiungere l'obiettivo prefissosi, anche se si tratta
di sciocchezze come arrivare senza incidenti a un risto-
rante o a una festa. Paradossalmente, può essere più sen-
sibile per le piccole cose che per quelle importanti. Ecco
quale può essere il tenore dei suoi pensieri: Se non si fida
di me per una sciocchezza come questa, come può rite-
nermi capace di fare le cose più importanti? Come i loro
antenati marziani, gli uomini trovano motivo di vanto nella
abilità, soprattutto quando si tratta di riparare oggetti mec-
canici, di raggiungere qualche posto o di risolvere un pro-
blema. Sono questi i momenti in cui più hanno bisogno
dell'amorevole accettazione delle loro compagne e non dei
loro consigli o delle loro critiche.

IMPARARE AD ASCOLTARE

In modo analogo, se l'uomo non capisce che una donna


è diversa da lui, può peggiorare le cose nel tentativo di
aiutarla. È necessario che gli uomini ricordino che le don-
ne parlano dei loro problemi per accrescere l'intimità e non
necessariamente per ottenere delle soluzioni.
Molte volte una donna vuole semplicemente rendere par-
tecipe il compagno dei sentimenti provati durante la gior-
nata, ma lui, convinto di esserle utile, la interrompe of-
frendole soluzioni a non finire e rimane sconcertato ac-
corgendosi di non averla soddisfatta.
Mary torna a casa dopo una giornata molto faticosa. Sen-
te il bisogno di esternare i propri sentimenti.
"C'è così tanto da fare," dice. "Non mi resta neppure
un po' di tempo per me stessa."

33
Al che Tom risponde: "Dovresti lasciare quel posto. Non
c'è bisogno che tu lavori così tanto. Cercati qualcosa che
ti piaccia."
"Ma il mio lavoro mi piace. Se solo non pretendessero
da me che cambi tutto all'ultimo momento."
"Non ascoltarli. Fa' semplicemente quello che sei in gra-
do di fare."
"Ma è esattamente quello che faccio! Mi sembra im-
possibile avere dimenticato di chiamare mia zia, oggi."
"Non preoccuparti, capirà."
"Eppure sai quello che sta passando. Ha bisogno di me."
"Ti preoccupi troppo, ecco perché sei così infelice."
Mary si arrabbia. "Non sono sempre infelice. Perché
non mi ascolti?"
"Ma ti sto ascoltando."
"Oh, tanto è inutile che cerchi di spiegare."
Dopo questa conversazione, Mary si sente ancora più
frustrata. Anche Tom prova frustrazione e non riesce a
capire che cosa è andato storto. Voleva aiutarla, ma la sua
tattica, tutta incentrata sulla ricerca di soluzioni, non ha
funzionato.
Poiché ignorava come è impostata la vita su Venere, Tom
non poteva capire quanto fosse importante per Mary es-
sere semplicemente ascoltata. Con il suo atteggiamento,
è riuscito solo a peggiorare la situazione.
Non sapeva che gli sarebbe bastato ascoltare con sim-
patia gli sfoghi di Mary per darle sollievo e gratificazio-
ne. Una volta accumulate più informazioni sul conto delle
venusiane e sul loro bisogno di parlare, ha pian piano
imparato anche ad ascoltare. Ora, quando Mary torna a
casa stanca e nervosa, le loro conversazioni sono molto
diverse. Eccone un esempio:
"C'è così tanto da fare," dice Mary. "Non mi resta nep-
pure un po' di tempo per me."
Tom tira un profondo sospiro, si rilassa e risponde: "Ca-
volo, devi proprio avere avuto una giornata dura."

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"Pretendono che cambi tutto all'ultimo momento, non
so che cosa fare."
Tom si limita a un: "Mmm."
"Ho perfino dimenticato di chiamare mia zia."
Lui si mostra preoccupato. "Oh, no."
"E pensare che ha tanto bisogno di me. Mi sento un
verme."
"Sei una persona così premurosa," dice Tom. "Vieni
qui, lascia che ti abbracci."
La stringe forte e Mary si rilassa tra le sue braccia con
un lungo sospiro di sollievo. Poi dice: "Mi piace parlare
con te. Mi rendi felice. Grazie per avermi ascoltata. Ora
mi sento molto meglio."
Non solo Mary, ma anche Tom si sente meglio. È sor-
preso di constatare come sia più felice sua moglie da quando
ha imparato ad ascoltarla. Grazie a questa nuova consa-
pevolezza delle differenze esistenti tra loro, Tom ha sco-
perto quanto sia utile ascoltare senza offrire soluzioni, men-
tre Mary dal canto suo ha imparato a lasciar correre e ad
accettare il proprio compagno senza offrire ogni volta con-
sigli o critiche non richiesti.

IN DIFESA DI MISTER AGGIUSTATUTTO E DEL COMITATO


PER IL MIGLIORAMENTO DELLA CASA

Nel sottolineare gli errori di cui ho parlato, non voglio in-


sinuare che Mister Aggiustatutto e il Comitato per il mi-
glioramento della casa siano figure completamente nega-
tive. Sono, in realtà, caratteristiche marziane e venusiane
molto positive. L'errore sta nella scelta del momento e del-
l'approccio.
Una donna apprezza moltissimo Mister Aggiustatutto,
a condizione che questi non intervenga quando lei è tur-
bata. È necessario che gli uomini ricordino che quando

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le donne sono turbate e parlano dei loro problemi non è
il momento di offrire soluzioni; hanno solo bisogno di es-
sere ascoltate per sentirsi meglio. Non hanno alcun biso-
gno di essere riparate.
Un uomo apprezza molto il Comitato per il migliora-
mento della casa quando è lui a richiederne l'intervento.
Le donne devono ricordare che critiche e consigli non ri-
chiesti fanno sentire l'uomo controllato e non amato. Per
imparare dagli errori commessi, lui ha più bisogno della
accettazione di lei che del suo consiglio. Quando un uo-
mo non si sente sottoposto a continui tentativi di miglio-
ramento da parte della compagna, avrà molte meno diffi-
coltà a chiederle aiuto e consiglio.
Grazie alla comprensione di queste differenze diventa
più facile rispettare la sensibilità del partner. E si capisce
che quando il nostro compagno oppone resistenza ciò ac-
cade probabilmente perché abbiamo commesso un errore
nella scelta del momento o dell'approccio. Vediamo di esa-
minare più a fondo questo aspetto.

QUANDO UNA DONNA SI OPPONE ALLE SOLUZIONI DI


UN UOMO

Quando una donna si oppone alle soluzioni di un uomo, lui


pensa che venga messa in dubbio la sua competenza. Come
conseguenza, si sente non apprezzato e si allontana dalla
vita di coppia. La sua disponibilità ad ascoltare si riduce.
Ricordando che le donne vengono da Venere, in certi
momenti un uomo ha la possibilità di capire il motivo del-
la resistenza di lei.
Ecco un breve elenco degli atteggiamenti con cui un uo-
mo rischia di invalidare i sentimenti offrendo soluzioni
non desiderate. Riuscite a individuare il motivo dell'op-
posizione di lei?
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1. "Non dovresti preoccuparti tanto."
2. "Ma non è questo quello che ho detto."
3. "Non è poi così grave."
4. "Va bene, mi dispiace. Ora possiamo metterci una
pietra sopra."
5. "Perché non lo fai e basta?"
6. "Ma noi parliamo."
7. "Non dovresti sentirti ferita, non era questo che
intendevo."
8. "Ma allora che cosa stai cercando di dire?"
9. "Non dovresti sentirti così."
10. "E come puoi dirlo? La settimana scorsa ho passa-
to un'intera giornata con te. Ci siamo divertiti un
sacco."
11. "Va bene, lasciamo perdere."
12. "D'accordo, riordinerò io il cortile. Questo ti fa
sentire meglio?"
13. "Ci sono. Ecco che cosa dovresti fare."
14. "Senti, non c'è nulla che possiamo fare al ri-
guardo."
15. "Se non ti va di farlo, allora non farlo."
16. "Perché permetti alla gente di trattarti così? Di-
menticati di loro."
17. "Se non sei felice, forse dovremmo divorziare."
18. "Va bene, allora d'ora in avanti fallo tu."
19. "D'ora in poi me ne occuperò io."
20. "Certo che ti voglio bene. Che sciocchezze!"
21. "Ti decidi ad arrivare al punto?"
22. "Tutto quello che dobbiamo fare è..."
23. "Questo non è affatto quello che è successo."

Ciascuna di queste affermazioni minimizza o tenta di spie-


gare turbamenti, oppure offre soluzioni che dovrebbero
trasformare immediatamente i sentimenti negativi di lei
in sentimenti positivi. Il primo passo che un uomo può
intraprendere al fine di modificare il proprio comporta-

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mento è molto semplice: deve semplicemente smettere di
pronunciare le frasi sopraindicate (di questo argomento ci
occuperemo più dettagliatamente nel Capitolo 5).
Capendo con chiarezza che a venire rifiutati sono la scel-
ta del momento e il modo di proporre la soluzione, non
la soluzione stessa, un uomo può affrontare molto più pro-
ficuamente le resistenze femminili. Soprattutto, non de-
ve vivere questa resistenza come un affronto personale.
Imparando ad ascoltare, scoprirà che lei lo apprezza an-
cora di più proprio nelle occasioni in cui all'inizio era ar-
rabbiata con lui.

QUANDO L'UOMO RESISTE AL COMITATO


PER IL MIGLIORAMENTO DELLA CASA

Quando un uomo oppone resistenza ai suggerimenti di una


donna, lei ne riceve un'impressione di indifferenza; sente
che i suoi bisogni non sono rispettati. Di conseguenza, si
sente meno compresa e smette di avere fiducia in lui.
In simili occasioni, ricordando che gli uomini vengono
da Marte, la donna può invece capire il vero motivo delle
resistenze del compagno.
Ecco alcuni esempi di come una donna può inconsape-
volmente infastidire un uomo offrendogli consigli o criti-
che apparentemente innocui. Mentre leggete l'elenco, ri-
cordate che queste piccolezze sono purtroppo in grado di
creare barriere altissime di resistenza e risentimento. In
alcune espressioni, la critica o il consiglio non sono imme-
diatamente evidenti. Cercate di individuare il motivo per
cui lui potrebbe sentirsi controllato.

1. "Ma perché l'hai comprato? Ne abbiamo già uno."


2. "Quei piatti sono ancora bagnati. Resteranno mac-
chiati."
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3. "Non hai i capelli un po' troppo lunghi?"
4. "C'è un parcheggio laggiù, gira (l'auto)."
5. "Vuoi passare un po' di tempo con i tuoi amici,
e io?"
6. "Non dovresti lavorare così tanto. Prenditi una
giornata di libertà."
7. "Non metterlo lì. Non riusciremo più a trovarlo. ' '
8. "Dovresti chiamare l'idraulico. Lui saprà che cosa
fare."
9. "Perché dobbiamo aspettare che si liberi un tavo-
lo? Non hai prenotato?"
10. "Dovresti passare più tempo con i ragazzi. Sento-
no la tua mancanza."
11. "Il tuo ufficio è terribilmente in disordine. Come
puoi lavorare in questo caos? Quando lo pulirai?"
12. "Ti sei nuovamente dimenticato di portarlo a ca-
sa. Forse potresti metterlo in un posto speciale, in
modo da ricordartene."
13. "Stai andando troppo forte. Rallenta o prenderai
una multa."
14. "La prossima volta leggiamo le recensioni cinema-
tografiche, prima."
15. "Non sapevo dove tu fossi. (Avresti dovuto tele-
fonare.)"
16. ' 'Qualcuno ha bevuto il succo di frutta direttamente
dalla bottiglia."
17. "Non mangiare con le mani. Sei di cattivo esem-
pio ai ragazzi."
18. "Queste patate sono troppo unte. Non sono indi-
cate per il tuo cuore."
19. "Non ti concedi abbastanza tempo."
20. "Avresti dovuto avvertirmi (prima). Non posso
mollare tutto per venire a colazione con te."
21. "Quella camicia non s'intona ai pantaloni."
22. "È la terza volta che Bill telefona. Quando ti de-
ciderai a richiamarlo?"

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23. "La tua cassetta degli attrezzi è in un disordine pau-
roso. Non riesco a trovare nulla. Dovresti rior-
dinarla."

Quando una donna non sa come chiedere direttamente so-


stegno a un uomo (Capitolo 12) o esprimere costruttiva-
mente una divergenza di opinioni (Capitolo 9), è proba-
bile che si senta incapace di ottenere quello di cui ha bi-
sogno senza offrire aiuto o critiche non richieste (ci occu-
peremo ancora di questo argomento). Esercitarsi a trasmet-
tere senso di accettazione, che non sia invalidato da criti-
che o consigli, è già di per sé un progresso importante.
Capendo con chiarezza che lui non respinge le sue ne-
cessità ma il modo in cui lei gli si accosta, la donna non
vivrà il rifiuto del compagno come un fatto personale e
cercherà modi più concreti di esprimere i propri bisogni.
Con il tempo capirà che un uomo è motivato a migliorare
solo quando si sente vissuto come la soluzione a un pro-
blema e non come il problema in sé.

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CAPITOLO 3

GLI UOMINI SI RIFUGIANO NELLE CAVERNE


E LE DONNE PARLANO

Una delle maggiori differenze esistenti tra uomini e don-


ne è il loro modo di affrontare lo stress. Gli uomini ten-
dono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi
sul problema, mentre le donne si sentono via via sempre
più sopraffatte ed emotivamente coinvolte. In queste cir-
costanze, le necessità dei due sessi divergono. L'uomo si
sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
L'incapacità di capire e accettare questa differenza crea
nei nostri rapporti frizioni superflue. Vediamo un esempio.

Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il


giornale. È stressato a causa dei problemi irrisolti della
giornata e trova sollievo nell'accantonarli. Anche sua
moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata
pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando
dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a
trasformarsi in risentimento. Tom è segretamente
convinto che Mary parli troppo, mentre Mary si sente
ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze
esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.

E probabile che abbiate riconosciuto questa situazione,


perché è solo una delle tante in cui uomini e donne si
trovano in contrasto. Il problema non è infatti solo di
Tom e di Mary, ma riguarda quasi tutti i rapporti inter-
personali.

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La soluzione al problema di Tom e Mary non dipende
tanto dall'amore reciproco, quanto dalla comprensione che
ciascuno dei due ha nei confronti dell'altro sesso.
Ignorando che le donne hanno bisogno di parlare dei
loro problemi per sentirsi meglio, Tom resterà fermo nel-
la sua convinzione che Mary parla troppo e continuerà a
rifiutarsi di ascoltare. Ignorando che Tom legge il giorna-
le per sentirsi meglio, Mary continuerà a sentirsi trascu-
rata e non considerata. Si ostinerà inoltre nei suoi tenta-
tivi di farlo parlare quando lui non ha voglia di farlo.
Torniamo alla vita su Marte e su Venere per spigolare
altre utili intuizioni.

AFFRONTARE LO STRESS SU MARTE E SU VENERE

Quando un marziano è turbato, non parla mai di ciò che


lo preoccupa. Non accollerebbe mai a un altro marziano
il suo problema a meno che l'assistenza dell'amico non gli
sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamen-
te silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per ri-
flettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione
alla ricerca della soluzione. Quando l'ha trovata, si sente
molto sollevato e abbandona la caverna.
Se non riesce a trovare una soluzione, allora cerca qual-
cosa che gli permetta di dimenticare i problemi, come leg-
gere il giornale o impegnarsi in un'attività ricreativa. Stac-
cando la mente dai problemi della giornata, riesce gradual-
mente a rilassarsi. Se lo stress è davvero forte, è probabile
che si dedichi ad attività ancora più impegnative, quali
correre in auto, partecipare a una gara o scalare una
montagna.
Quando una venusiana è turbata o stressata, trova sol-
lievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, illustrandogli
nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono so-

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praffatte dalle difficoltà, le venusiane traggono beneficio
dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. È questa
la loro natura.
Su Venere, mettere gli altri a parte dei propri problemi
è segno di amore e di fiducia. Le venusiane non si vergo-
gnano di avere problemi. Non è la competenza ad alimen-
tare il loro ego, bensì la comunicazione interpersonale.
Esternano apertamente le loro sensazioni di sopraffazio-
ne, confusione, impotenza e stanchezza.
Una venusiana si sente più a suo agio con se stessa quan-
do ha amici solleciti con cui dividere difficoltà e stati d'a-
nimo. Il marziano si sente bene quando può risolvere i pro-
pri problemi da solo nella sua caverna. Sono osservazioni
valide anche per le donne e gli uomini di oggi.

COME LE DONNE REAGISCONO ALLA CAVERNA

Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace


di dare alla compagna l'attenzione che essa merita. In quei
momenti per lei è difficile accettarlo perché non si rende
conto del grado di stress a cui è sottoposto. Se alla sera
il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe
a mostrarsi più comprensiva, ma lui invece rimane chiuso
in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che
il compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui
non le voglia bene perché non le parla.
Di solito le donne non capiscono il modo in cui i mar-
ziani affrontano lo stress. Vorrebbero che gli uomini si
aprissero e parlassero delle difficoltà, come fanno loro.
Quando un uomo va a chiudersi nella sua caverna, la com-
pagna prova risentimento. Si sente ferita quando, invece
di dedicarsi a lei, lui legge il giornale o va a fare una partita.
Pretendere che un uomo chiuso nella sua caverna di-
venti istantaneamente aperto, affettuoso e attento è irrea-

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listico come pretendere che una donna turbata si calmi al-
l'istante. È un errore pretendere che un uomo sia sempre
sintonizzato sulla lunghezza d'onda della tenerezza e della
partecipazione, così come è un errore pretendere che i
sentimenti di una donna siano sempre logici e razionali.
Quando i marziani si rifugiano nelle caverne tendono
a dimenticare che anche i loro amici possono avere pro-
blemi. L'istinto dice loro che per potersi occupare degli
altri devono prima prendersi buona cura di sé. Davanti
a questo atteggiamento di chiusura, di solito una donna
oppone resistenza e si sente offesa.
Può succedere allora che pretenda con fare esigente il
sostegno di lui, quasi sentisse di dover combattere per i
suoi diritti. Ricordando che gli uomini vengono da Mar-
te, una donna può imparare a interpretare correttamente
la reazione del suo compagno, capire che l'introversione
è un meccanismo per reagire allo stress e non un modo
per esprimerle la sua indifferenza. Può cominciare a col-
laborare con lui per avere ciò di cui ha bisogno invece di
resistergli.
D'altro canto, abitualmente gli uomini si rendono ben
poco conto della sensazione di estraneità che comunicano
quando sono nella loro caverna. Imparando a conoscere
gli effetti che la sua introversione ha sulla compagna, l'uo-
mo potrà mostrarsi più comprensivo quando lei si sente
trascurata e poco importante. Ricordare che le donne ven-
gono da Venere lo aiuterà a manifestare più rispetto ver-
so le reazioni e verso i sentimenti di lei. Se non capisce
le reazioni della compagna, un uomo tende a mettersi sul-
la difensiva, e i due finiscono per litigare. Ecco quattro
fra gli equivoci più diffusi:

1. Quando lei dice: "Non mi ascolti," lui risponde:


"Come puoi dire una cosa del genere? Posso ripetere
tutto quello che mi hai detto." Quando un uomo è
nella caverna, registra ciò che

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la compagna gli dice solo con il cinque per cento
della sua mente. Per lui è sufficiente. Quello che
invece lei chiede è la sua totale e completa at-
tenzione.
2. Quando lei dice: "Non ti importa niente di me,"
lui ribatte: "Certo che m'importa di te. Perché al-
trimenti cercherei di risolvere questo problema?"
Cercando di risolvere un problema, l'uomo crede di
dimostrare in modo esplicito il proprio interessamen-
to. Nondimeno, la donna ha bisogno di sentirlo vi-
cino, attento al cento per cento, ed è questa la ri-
chiesta che gli sta facendo.
3. Quando lei dice: "Mi sembra di non essere impor-
tante per te," lui replica: "Ma è ridicolo. Certo che
sei importante."
Secondo lui, si tratta di uno stato d'animo assurdo,
perché è proprio nell'interesse di lei che si sta sfor-
zando di risolvere le difficoltà. Non capisce che con-
centrandosi su un unico problema e ignorando quelli
che affliggono la sua compagna non fa che scatena-
re una reazione: lei lo prende come un fatto perso-
nale e si sente poco importante.
4. Quando lei dice: "Non hai sentimenti. Sei tutto te
sta," lui ribatte: "E che cosa c'è di sbagliato in que
sto? In che altro modo potrei risolvere questo
problema?"
La giudica troppo critica ed esigente; in fondo sta
facendo ciò che può per risolvere i problemi. Si sente
poco apprezzato. Inoltre, non percepisce appieno la
validità dei sentimenti della compagna. Di solito gli
uomini non si rendono conto della rapidità e drasti-
cità con cui da amorevoli e solleciti diventano di-
staccati e per nulla comprensivi. Nella caverna un
uomo si concentra totalmente sulla soluzione del suo
problema ed è inconsapevole dell'effetto che tale at-
teggiamento può avere sugli altri.

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TROVARE SOLLIEVO PARLANDO
Quando una donna è stressata, avverte il bisogno istinti-
vo di parlare delle proprie sensazioni e dei problemi a essi
associati. Quando comincia a parlare non stabilisce alcuna
priorità. Se è turbata, è turbata per tutto, per ciò che è
grande come per ciò che è piccolo. Non si preoccupa
subito di trovare soluzioni adeguate, ma cerca piuttosto
sollievo aprendo il proprio animo e chiedendo com-
prensione. Parlando a casaccio delle sue difficoltà, finisce
per sentirsi meglio.
Mentre un uomo sotto stress tende a concentrarsi su
un solo problema e a dimenticare gli altri, una donna sotto
stress è incline a considerarli tutti e a sentirsene sopraf-
fatta. Discutere di tutte le difficoltà che l'affliggono sen-
za concentrarsi su nessuna in particolare l'aiuta a stare me-
glio. Attraverso questa esplorazione di sé acquisisce una
maggiore consapevolezza di ciò che la turba e la sensazio-
ne di essere sopraffatta si attenua.
Le donne parlano dei problemi passati, dei problemi fu-
turi, dei problemi potenziali, perfino dei problemi per cui
non esiste soluzione. Più parlano ed esplorano, meglio si
sentono. Pretendere reazioni diverse da una donna signi-
ficherebbe negare la sua natura più autentica.
E poi, per dimenticare le proprie sofferenze, la donna
si lascia a volte coinvolgere emotivamente dai problemi
altrui. Può inoltre trovare sollievo discutendo dei proble-
mi degli amici, dei parenti e dei colleghi. Che i problemi
che affronta siano i suoi o quelli di altri, il parlare è la
reazione sana e naturale delle venusiane allo stress.

COME REAGISCONO GLI UOMINI QUANDO LE DONNE


HANNO BISOGNO DI PARLARE

Di solito quando una donna parla dei suoi problemi, un


uomo oppone resistenza. Dà per scontato che lei lo riten-
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ga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i pro-
blemi, più si sente rimproverato. Non capisce che lei tro-
va sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascol-
tarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
I marziani parlano dei problemi solo in due occasioni:
quando biasimano qualcuno o quando cercano consiglio.
Se una donna è gravemente turbata, un uomo pensa che
lei lo stia rimproverando. Se è turbata solo relativamen-
te, pensa che stia cercando consiglio.
In quest'ultimo caso, lui si affretta a mettere il cappel-
lo di Mister Aggiustatutto. Se invece crede che lei lo stia
biasimando, sguaina la spada per proteggersi dall'attacco.
In entrambi i casi, incontra grosse difficoltà ad ascoltarla.
Se le offre soluzioni, lei andrà avanti a parlare di altri
problemi. Dopo avergliene offerte due o tre, lui si stupirà
non vedendola stare meglio. È questa infatti la tipica rea-
zione dei marziani... a condizione che abbiano sollecitato
l'offerta di aiuto! A questo punto, si sentirà inevitabilmente
respinto e poco apprezzato.
D'altro canto, se si sente aggredito l'uomo cercherà di
difendersi. È convinto che gli basterà spiegarsi perché lei
smetta di biasimarlo. Ma più si difende, più il turbamen-
to di lei aumenta. L'uomo non capisce che non è di spie-
gazioni che lei ha bisogno, bensì che lui capisca il suo sta-
to d'animo. Se avrà la saggezza di ascoltarla, dopo poche
lamentele sul suo conto lei cambierà argomento e passerà
ad affrontare altri problemi.
Gli uomini si sentono frustrati soprattutto quando una
donna espone problemi che loro non sono in grado di ri-
solvere. Eccone qualche esempio:

• "Non mi pagano abbastanza."


• "Mia zia peggiora sempre di più, ogni anno sta
peggio."
• "La nostra casa non è abbastanza grande."
• "Che stagione secca. Quando si deciderà a piovere?"
• "Il nostro conto è in rosso."

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Una donna può pronunciare una qualunque di queste fra-
si per esprimere i propri timori, le proprie delusioni e le
proprie frustrazioni. È probabile che sappia che non si può
fare nulla per risolvere le difficoltà, ma trova sollievo nel
parlarne. Parla d'altro. Si sente compresa se l'ascoltatore
si sintonizza sulla sua frustrazione e il suo disappunto. In
questo modo, tuttavia, può scatenare la frustrazione del
compagno... a meno che lui non capisca che le è sufficiente
parlare per sentirsi meglio.
Gli uomini, inoltre, si spazientiscono quando le donne
si dilungano nei dettagli. Erroneamente, un uomo dà per
scontato che i particolari siano per la donna gli strumenti
che gli offre per risolvere il problema. Inutilmente cerca
di comprenderne l'importanza e finisce con lo spazientir-
si. Ancora una volta non capisce che il gusto per i dettagli
non è altro che la naturale conseguenza del piacere che
la donna trae dal parlare.
Inoltre, per un uomo ascoltare è difficile perché quasi
sempre parte dall'errato presupposto che ci sia un ordine
logico nell'esposizione verbale della compagna, che inve-
ce passa senza alcun criterio logico da un problema a un
altro. Si sente di conseguenza sempre più frustrato e con-
fuso nell'inutile tentativo di trovare connessioni logiche.
Ancora: un uomo può opporre resistenza perché è in
attesa del nocciolo della questione. Non è in grado di co-
minciare a formulare una soluzione finché non conosce l'e-
sito del discorso. Più particolari lei gli dà, più cresce la
sua frustrazione. Eppure, gli basterebbe ricordare il be-
neficio che lei ricava dall'esternare tanti particolari per riu-
scire a rilassarsi. Proprio come un uomo si realizza elabo-
rando gli intricati dettagli della soluzione di un problema,
una donna si realizza parlandone.
Per ovviare a questi inconvenienti, una donna può im-
parare a esporre prima il nodo centrale delle sue lamente-
le e passare quindi ai particolari. Evitare, cioè, di tenerlo
in attesa. Alle donne solitamente piace creare un po' di
48

I
suspense, perché questo conferisce maggiore intensità ai loro
sfoghi. Ma se un'altra donna è in grado di apprezzare tale
atteggiamento, è probabile che un uomo ne ricavi solo fru-
strazione.
Il grado di incomprensione di un uomo nei confronti
di una donna è pari alla resistenza che opporrà ogni volta
che lei proverà a parlargli dei suoi problemi. A mano a
mano che impara a soddisfare una donna e a fornirle il
sostegno emotivo di cui ha bisogno, l'uomo scopre anche
che ascoltare non è poi così difficile. Ancora più impor-
tante, se la compagna gli ricorderà che vuole solo parlare
dei suoi problemi e non si aspetta da lui alcuna soluzione,
potrà rilassarsi e ascoltare con maggiore partecipazione.

COME MARZIANI E VENUSIANE TROVARONO UN ACCORDO

Marziani e venusiane vissero insieme in perfetta armonia


perché capaci di rispettare le differenze esistenti fra loro.
I marziani impararono a rispettare il bisogno di parlare
delle venusiane. Anche se non avevano molto da dire, sco-
prirono che potevano essere di grande aiuto alle compa-
gne semplicemente ascoltandole. Dal canto loro, le venu-
siane impararono a rispettare il bisogno dei marziani di
chiudersi in se stessi nei momenti di stress. La caverna
non era più un mistero insondabile, né un motivo di
allarme.

Ciò CHE IMPARARONO I MARZIANI

I marziani compresero che gli attacchi, i rimproveri e le


critiche delle venusiane erano in realtà atteggiamenti del
tutto contingenti; una volta sfogatesi, le venusiane si sen-

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tivano meglio e sviluppavano atteggiamenti di apprezza-
mento e accettazione. Imparando ad ascoltare, i marziani
scoprirono quanto beneficio le venusiane traessero dal par-
lare dei loro problemi.
Ogni marziano trovò la pace quando capì che manife-
stando il bisogno di parlare dei suoi problemi una venu-
siana non intendeva con questo alludere all'incapacità di
lui di aiutarla. Imparò inoltre che, una volta sicura di es-
sere ascoltata, la venusiana smetteva di rimuginare sui suoi
problemi e assumeva un atteggiamento molto più positi-
vo. Con questa consapevolezza, ciascun marziano fu in gra-
do di ascoltare senza sentirsi in dovere di risolvere tutti
i problemi della compagna.
Molti uomini e perfino qualche donna sono molto cri-
tici nei confronti della tendenza a parlare dei propri pro-
blemi, ma questo solo perché non ne hanno mai sperimen-
tato le qualità terapeutiche. Non hanno mai visto una don-
na che si sente ascoltata cambiare improvvisamente, sen-
tirsi meglio e assumere un atteggiamento positivo. Di so-
lito hanno visto soltanto una donna (probabilmente la ma-
dre) che non si sentiva ascoltata e continuava a rimugina-
re interminabilmente sulle sue difficoltà. E questo un at-
teggiamento tipico delle donne che non si sentono amate
o ascoltate per lunghi periodi di tempo. Il vero problema,
tuttavia, non sta nel fatto che parlano delle loro difficol-
tà, ma che non si sentono amate.
Dopo avere imparato ad ascoltare, i marziani fecero una
scoperta sorprendente. Cominciarono a capire, al fine di
uscire dalla caverna, che prestare ascolto a una venusiana
non era meno interessante che guardare il telegiornale o
leggere un quotidiano.
Imparando ad ascoltare, gli uomini trovano sempre meno
difficile farlo. Quando un uomo impara ad ascoltare dav-
vero, finisce col capire che quello è un modo eccellente
per dimenticare i problemi della giornata e al tempo stes-
so dare un'immensa gratificazione alla propria compagna.


Ciò CHE IMPARARONO LE VENUSIANE

Anche le venusiane trovarono la pace quando arrivarono


a capire che, chiudendosi nella sua caverna, un marziano
non voleva con questo dire che non amava più la compagna.
Smisero di offendersi quando l'attenzione dei marziani
veniva distolta da loro. Se una venusiana parlava al pro-
prio compagno e lo vedeva distrarsi, molto cortesemente
smetteva di parlare e restava lì, in attesa che lui si accor-
gesse del suo silenzio. Dopodiché riprendeva il discorso.
Capiva che a volte era difficile per lui concederle la pro-
pria attenzione, e scoprì che se gliela chiedeva in modo
rilassato e non critico, lui era ben lieto di accontentarla.
Quando i marziani erano totalmente concentrati sui pro-
pri problemi e chiusi nelle loro caverne, le venusiane non
lo prendevano come un affronto personale e non si senti-
vano rifiutate. Capivano che quello non era il momento
di avviare una conversazione intima, ma piuttosto di ri-
volgersi agli amici o di andare a divertirsi o a fare spese.
I marziani si sentivano di conseguenza amati e accettati
e uscivano più rapidamente dai loro rifugi.

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CAPITOLO 4 COME

MOTIVARE L'ALTRO SESSO

Secoli prima del loro incontro, marziani e venusiane vi-


vevano perfettamente felici nei loro mondi lontani. Poi
un giorno tutto cambiò. Di colpo marziani e venusiane si
scoprirono infelici sui loro rispettivi pianeti. Fu tuttavia
proprio la depressione a indurli a cercarsi vicendevolmente.
Comprendere i segreti delle loro trasformazioni ci aiuta
oggi a riconoscere quanto siano diverse le motivazioni
nell'uomo e nella donna. Grazie a questa nuova consape-
volezza avrete più strumenti per sostenere il vostro part-
ner e al contempo per ottenere il sostegno di cui avete bi-
sogno nei momenti difficili o di tensione. Torniamo in-
dietro nel tempo e fingiamo di assistere a ciò che'accadde.
In preda alla depressione, i marziani lasciarono le città
e si chiusero per lungo tempo nelle loro caverne. Ne usci-
rono solo il giorno in cui uno di loro colse al telescopio
una fugace visione delle belle venusiane. La vista di quelle
meravigliose creature ispirò i marziani e miracolosamente la
depressione li abbandonò. Di colpo si sentirono necessari.
Lasciarono le caverne e cominciarono a costruire le astro-
navi che li avrebbero condotti su Venere.
Quando caddero in preda alla depressione, le venusiane
reagirono radunandosi in gruppi e cominciando a parlare
dei propri problemi. Ma non bastava. Rimasero a lungo
vittime della tristezza finché l'intuizione concesse loro una
visione. Creature forti e magnifiche (i marziani) si prepa-
ravano ad attraversare l'universo per venire ad amarle, ser-
virle e sostenerle. Di colpo si sentirono amate. La depres-
sa


sione svanì e, di ottimo umore, si prepararono all'arrivo
dei marziani.
Questi principi sono ancora validi. Gli uomini traggo-
no motivazione ed entusiasmo dal sentirsi necessari. Quando
non si sente necessario nell'ambito di una coppia, un uo-
mo sprofonda nella passività. D'altro canto, se intuisce che
la compagna si fida della sua capacità di soddisfarla al me-
glio e apprezza i suoi sforzi, si sente galvanizzato e stimo-
lato a dare di più.
Come le venusiane, le donne traggono motivazione ed
entusiasmo dal sentirsi amate. Una donna non amata si sente
tenuta a dare sempre di più e finisce con il logorarsi dan-
do troppo. D'altro canto, nel sentirsi rispettata e consi-
derata, una donna trova la sua realizzazione e ha più da
dare.

QUANDO UN UOMO AMA UNA DONNA


Un uomo che si innamora di una donna riproduce ciò che
avvenne quando il primo marziano scoprì le venusiane.
Confinato nella sua grotta e incapace di trovare il motivo
della sua depressione, scrutava il cielo con il telescopio.
Come se un fulmine lo avesse colpito, in un secondo la
sua vita cambiò. Il telescopio gli aveva offerto una fugace
visione del concetto stesso di grazia e bellezza.
Aveva scoperto le venusiane. D suo corpo si accese. Men-
tre le guardava, per la prima volta in vita sua cominciò
a occuparsi di qualcuno che non fosse se stesso. Grazie
a un'unica, breve visione, la sua esistenza aveva acquista-
to un significato nuovo. La depressione era scomparsa.
La filosofia dei marziani non conosceva sfumature... vo-
glio vincere e non m'importa se tu perderai. Finché cia-
scun marziano si prendeva cura di sé, tutto procedeva per
il meglio. Così fu per secoli, ma ecco che ora si presenta

53
va la necessità di cambiare. Innamorati, volevano che le
venusiane adottassero il loro modo di pensare. E deside-
rassero vincere quanto lo desideravano loro.
Buona parte di questi atteggiamenti marziani hanno un
posto importante nella vita, ma diventano pericolosi se ap-
plicati ai rapporti tra soggetti adulti. Se cerco di soddisfa-
re le mie necessità a spese del mio compagno, mi condan-
no inevitabilmente all'infelicità, al risentimento e al con-
flitto. Il segreto di una relazione riuscita è fare in modo
che entrambi i partner vincano.

LE DIFFERENZE ATTRAGGONO

Una volta innamoratosi, il primo marziano cominciò a co-


struire telescopi per i suoi fratelli. Molto presto, tutti si
liberarono della depressione e cominciarono ad amare le
venusiane. Iniziarono a interessarsi a loro quanto si inte-
ressavano a se stessi.
Le venusiane costituivano per i marziani una misterio-
sa fonte di attrazione. Erano soprattutto le diversità ad
attirarli. Quanto i marziani erano duri, tanto le venusia-
ne erano morbide; i marziani angolosi, le venusiane ro-
tonde; i marziani freddi, le venusiane calde. Le differen-
ze si integravano vicendevolmente in modo magico e
perfetto.
Per quanto non espresso in parole, il messaggio delle
venusiane suonava forte e chiaro: Abbiamo bisogno di voi.
Voi avete il potere e la forza di darci gratificazione, di
riempire il grande vuoto del nostro essere. Insieme potre-
mo vivere felici. Fu questo invito a motivare e galvaniz-
zare i marziani.
Molte donne capiscono d'istinto come lanciare questo
messaggio. All'inizio di una relazione, rivolgono all'uomo
una breve occhiata che sembra voler dire: Tu sei quello

54
che potrebbe farmi felice. In modo sottile, dà il via al nuovo
rapporto, e con quell'occhiata lo incoraggia a farsi più vi-
cino, lo induce a superare i timori. Sfortunatamente, una
volta che il rapporto si è stabilito e cominciano a emerge-
re i problemi, la donna dimentica che il messaggio per lui
è ancora importante e attuale e trascura di inviarglielo.
I marziani si sentivano estremamente motivati dalla pos-
sibilità di modificare in modo drastico la vita su Venere.
La loro razza procedeva verso una nuova fase dell'evolu-
zione. Ai marziani non bastava più mettere alla prova se
stessi e sviluppare le proprie capacità. Volevano metterle
al servizio di altri, e particolarmente al servizio delle ve-
nusiane. Cominciarono così a sviluppare una filosofia ba-
sata sul vincere/vincere e non più sul vincere/perdere. Vo-
levano un mondo in cui tutti avessero cura degli altri co-
me di se stessi.

L'AMORE MOTIVA I MARZIANI

I marziani si accinsero a costruire una flotta di astronavi


che li avrebbe trasportati fino su Venere. Non si erano
mai sentiti così vitali. Per la prima volta nella loro storia
cominciavano a provare sentimenti non egoistici, e que-
sto grazie alle venusiane.
Analogamente, un uomo innamorato è motivato a dare
il meglio di sé nell'intento di servire gli altri. La sua sicu-
rezza è tale da renderlo in grado di effettuare cambiamenti
di grande portata. Se gli viene data l'opportunità di met-
tere alla prova il suo potenziale, esprime il meglio di sé.
Solo davanti all'insuccesso regredisce all'originale atteg-
giamento egoistico.
Da giovane un uomo può trovare sufficiente motivazione
in se stesso, ma con il passare degli anni l'autogratifica-
zione non lo soddisfa più. Per sentirsi realizzato, deve

55

I
cominciare a vivere motivato dall'amore. L'impulso a con-
cedersi con tanta generosità e altruismo lo libera dall'i-
nerzia dell'autogratificazione che non prevede alcun inte-
resse per gli altri. Sebbene abbia ancora bisogno di rice-
vere amore, il suo più grande bisogno è darne.
La maggior parte degli uomini non si limita a desiderare
di dare amore, ma ha anche il bisogno impellente di
riceverne. La loro più grande fortuna è che non sanno quel-
lo che si perdono. Soltanto pochi hanno avuto un padre
in grado di soddisfare le esigenze della compagna attra-
verso il dono di sé. Come conseguenza, non conoscono
la soddisfazione che si può trarre dal donarsi. Quando un
rapporto affettivo fallisce, cadono nella depressione e si
rifugiano nella caverna. Smettono di occuparsi degli altri
e non riescono a capire il motivo della loro tristezza.
È in queste situazioni che l'uomo si ritrae da qualun-
que forma di relazione interpersonale per rimanere chiu-
so nella caverna. Si chiede che cosa sia successo e prova
una grande sensazione di inutilità. Non capisce che ha
smesso di provare interesse perché non si sentiva necessa-
rio. Ignora che solo la vicinanza di qualcuno che dimostri
di avere bisogno di lui potrà liberarlo dalla depressione
e fornirgli nuove motivazioni.
Quando un uomo sente di non avere grande influenza
sulla vita di un'altra persona, trova difficile continuare a
occuparsi di sé e dei propri rapporti interpersonali. Non
riesce a sentirsi motivato se non è necessario. Per un uo-
mo, il non sentirsi accettato equivale a una morte lenta.

QUANDO UNA DONNA AMA UN UOMO


L'innamoramento di una donna ripropone ciò che accadde
quando le prime venusiane scoprirono che i marziani stava-
no per raggiungerle. Sognarono una flotta di astronavi che

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solcava il cielo e da cui sarebbe emersa una razza di mar-
ziani forti e numerosi. Non esseri bisognosi di essere pro-
tetti e vezzeggiati, bensì desiderosi di prendersi cura del-
le venusiane.
I marziani si sentivano ispirati dalla bellezza e dalla cul-
tura delle venusiane. Capivano che il potere e la compe-
tenza erano inutili senza qualcuno a cui consacrarli. Que-
gli esseri meravigliosi e ammirevoli avevano trovato sol-
lievo e motivazione nella prospettiva di servire, compia-
cere e gratificare le venusiane. Quale miracolo!
Altre venusiane fecero sogni analoghi e la loro de-
pressione svanì. Ciò che trasformò le venusiane fu la
convinzione che l'aiuto, ossia i marziani, era ormai pros-
simo. La tristezza le aveva colte perché si sentivano sole
e prive di appoggio. Per uscire dalla depressione ave-
vano bisogno di sentire che stava per arrivare un soc-
corso amorevole.
La maggior parte degli uomini non capisce quanto sia
importante per una donna sentirsi sostenuta da chi le sta
a cuore. Le donne sono felici quando credono che i loro
bisogni siano soddisfatti. Una donna turbata, sopraffat-
ta, confusa, esausta o impotente ha bisogno semplicemente
di compagnia. Ha bisogno di sentire che non è sola. Ha
bisogno di sentirsi amata e considerata.
La comprensione e la compassione sono gli strumenti
che l'aiutano a diventare più recettiva verso chi le offre
appoggio e ad apprezzarlo sempre di più. Gli uomini non
capiscono questa semplice realtà perché gli istinti marziani
dicono loro che quando si è sconvolti è meglio stare da
soli. Se la sua compagna è turbata, l'uomo la lascerà sola
per rispetto, oppure peggiorerà la situazione sforzandosi
di risolverle i problemi. Ignora l'importanza della vicinan-
za, dell'intimità e della capacità di condividere le diffi-
coltà. Ciò di cui lei ha soprattutto bisogno è di essere
ascoltata.

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DARE TROPPO È STANCANTE

Per vincere la depressione le venusiane mettevano al cor-


rente le altre dei propri stati d'animo e discutevano dei
problemi che le affliggevano. Parlando, giunsero a scopri-
re la causa della loro tristezza. Erano stanche di continuare
a dare. Non sopportavano più di sentirsi perennemente
responsabili l'una dell'altra. Volevano rilassarsi e avere
qualcuno che si prendesse cura di loro. Erano stanche di
dividere tutto con le altre. Volevano essere speciali e pos-
sedere ciascuna qualcosa di unico. Il ruolo di martire e il
vivere per gli altri non le soddisfaceva più.
Su Venere, la filosofia imperante si basava sul princi-
pio perdere/vincere... Io perdo in modo che tu possa vin-
cere. Finché ognuna si sacrificava per le altre, l'equilibrio
era perfetto. Ma dopo secoli le venusiane erano stanche
di questa situazione e pronte per una filosofia vince-
re/vincere.
Analogamente, al giorno d'oggi sono tante le donne stan-
che di dare. Vogliono del tempo per sé. Tempo per esplo-
rare la propria interiorità. Tempo per occuparsi di se stes-
se. Vogliono qualcuno che fornisca loro sostegno emoti-
vo, qualcuno di cui non debbano prendersi cura. I mar-
ziani rispóndevano perfettamente a tale esigenza.
A questo punto i marziani stavano imparando a dare,
mentre le venusiane erano pronte a imparare a ricevere.
Dopo molti secoli, avevano raggiunto una fase importan-
te della loro evoluzione. Le venusiane avevano bisogno di
imparare a ricevere e i marziani avevano bisogno di impa-
rare a dare.
Si tratta di uno scambio che si verifica normalmente
negli uomini e nelle donne che hanno raggiunto l'età ma-
tura. Nella prima giovinezza, una donna è molto più di-
sposta a sacrificarsi e a conformarsi alle necessità del part-
ner. Dal canto suo, l'uomo è molto più assorbito da se stes-
so e inconsapevole delle necessità altrui. Con la maturità,

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la donna si rende conto che forse ha rinunciato a se stessa
per compiacere il compagno. Con la maturità, un uomo
impara a servire e a rispettare gli altri.
Nell'uomo maturo, il cambiamento più significativo è
dato dalla maggiore consapevolezza della propria capacità
di dare. In modo analogo, la donna matura, pur acquisen-
do nuove strategie per dare, impara soprattutto a fissare
dei limiti allo scopo di ricevere ciò che vuole.

RINUNCIARE AL BIASIMO

Una donna che comprende di stare dando troppo è incli-


ne a dare al partner la colpa dell'infelicità di entrambi.
Percepisce l'ingiustizia insita nel fatto che dà più di quanto
riceva.
Sebbene non abbia effettivamente ricevuto tutto ciò che
meritava, per migliorare i suoi rapporti è indispensabile
che riconosca di avere lei stessa contribuito all'insorgere
del problema. Quando una donna dà troppo non dovreb-
be biasimare unicamente il compagno. Nello stesso mo-
do, un uomo che dà di meno non dovrebbe rimproverare
la sua compagna accusandola di essere negativa o poco re-
cettiva nei suoi confronti. In entrambi i casi, rimprovera-
re l'altro non serve.
Quando si verifica questa situazione, invece di biasi-
mare la compagna per il risentimento che gli dimostra, un
uomo può mostrarsi compassionevole e offrirle il proprio
sostegno anche se lei non l'ha chiesto, ascoltarla anche se
in un primo tempo gli sembra di sentire solo rimproveri
e aiutarla a fidarsi e aprirsi a lui dimostrandole il suo amore
con piccoli gesti.
Invece di rimproverare un uomo che le dà poco, una
donna può accettare e perdonare i difetti del partner, so-
prattutto quando lui la delude, confidare nella sua dispo-

59
nibilità a darle di più e incoraggiarlo mostrando di apprez-
zare ciò che lui le dà e continuando a chiedere il suo so-
stegno.

I LIMITI DA FISSARE E RISPETTARE

Ancora più importante, una donna ha bisogno di fissare


i limiti di ciò che è in grado di dare senza sfociare nell'o-
stilità e nel risentimento. Invece di attendere che lui pa-
reggi i conti, è bene che sia lei stessa a tenerli in pari sta-
bilendo i limiti di ciò che vuole e può dare.
Facciamo un esempio. Jim aveva trentanove anni e sua
moglie Susan quarantino quando si rivolsero a me. Susan
voleva il divorzio. Sosteneva di avere dato molto più del
marito per ben tredici anni e di non poter sopportare ul-
teriormente la situazione. Accusava Jim di essere egoista,
apatico, autoritario e per niente romantico. Diceva che non
le era rimasto niente da dare e che era pronta ad andarse-
ne. Lui l'aveva convinta a sottoporsi alla terapia, ma non
era riuscito a disperdere i suoi dubbi. Nell'arco di sei mesi
furono in grado di effettuare i tre passi necessari al ri-
sanamento del loro rapporto. Oggi sono felici e hanno due
figli. Quali sono i tre passi?

PRIMO PASSO: LA MOTIVAZIONE

Spiegai a Jim che sua moglie aveva accumulato risentimento


per molti anni. Se voleva salvare il suo matrimonio, avreb-
be dovuto mostrarsi disposto ad ascoltarla spesso e con
partecipazione. Nel corso dei primi sei incontri, incorag-
giai Susan a esternare i suoi sentimenti e aiutai Jim a ca-
pire gli stati d'animo negativi di lei. Era questa la parte
60
più difficile del processo di risanamento. Gradualmente,
a mano a mano che Jim diventava più consapevole del do-
lore e dei bisogni insoddisfatti della moglie, crebbero in
lui anche la motivazione e la sicurezza di poter effettuare
i cambiamenti necessari.

SECONDO PASSO: LA RESPONSABILITÀ

Il secondo passo consisteva nell'assunzione delle rispetti-


ve responsabilità. Era necessario che Jim si assumesse la
responsabilità di non avere sostenuto adeguatamente la mo-
glie e Susan quella di non avere stabilito dei limiti. Jim
si scusò per i molti modi in cui l'aveva ferita. Susan capì
che se lui aveva oltrepassato certi limiti della sua tolleran-
za trattandola con poco rispetto (urlando, brontolando,
esigendo o sminuendo i suoi sentimenti), ciò dipendeva
anche dal fatto che lei quei limiti non aveva mai provve-
duto a definirli. Sebbene non avesse bisogno di presenta-
re delle scuse, prese coscienza della sua parte di responsa-
bilità.
Accettando il fatto che anche la sua incapacità di stabi-
lire dei limiti e la tendenza a dare troppo avevano contri-
buito all'insorgere del problema, scoprì di poter perdona-
re di più. L'assunzione della sua parte di responsabilità
era essenziale se voleva liberarsi del risentimento. Trami-
te il rispetto dei limiti stabiliti, entrambi si sentirono mo-
tivati a imparare nuovi modi per sostenersi l'un l'altra.

TERZO PASSO: L'ESERCIZIO

Jim aveva soprattutto bisogno di imparare a rispettare i


limiti di Susan, mentre per lei era essenziale imparare a
61
fissarli. Per tutti e due esisteva la necessità di imparare
a esprimere sentimenti autentici senza tuttavia mancare
di rispetto all'altro. In questa terza fase acconsentirono
a esercitarsi a questo scopo, non dimenticando mai che
una certa quantità di errori era inevitabile. Fu proprio la
consapevolezza di poter commettere errori a fornire loro
una sorta di rete di protezione. Ecco alcuni degli esercizi
da loro effettuati:
• Susan si esercitò a dire: "Non mi piace il modo in
cui parli. Per favore, smettila di urlare o lascerò la
stanza." Dovette effettivamente lasciare la stanza più
di una volta, ma con il tempo non ne ebbe più bisogno.
• Quando Tom avanzava richieste che, se avesse accon-
sentito a soddisfare, avrebbero scatenato in lei il ri-
sentimento si esercitò a dire: "No, ho bisogno di ri-
lassarmi," oppure: "No, oggi ho troppo da fare." Sco-
prì che lui era più attento nei suoi confronti perché
ora capiva quanto era stanca o impegnata.
• Susan disse a Tom che voleva andare in vacanza e
quando lui replicò che aveva troppo da fare, annun-
ciò che sarebbe andata da sola. Di colpo il marito cam-
biò i suoi programmi, dimostrandosi desideroso di ac-
compagnarla.
• Quando parlavano e Tom la interrompeva, si eserci-
tò a dire: "Non ho finito, ti prego di lasciarmi con-
cludere." Ben presto lui cominciò ad ascoltarla con
più attenzione e a interromperla con sempre minore
frequenza.
• Per Susan fu soprattutto difficile imparare a chiede-
re ciò che voleva. Mi disse: "Perché dovrei chiedere,
dopo tutto quello che ho fatto per lui?" Io spiegai
che accollare a Jim il compito di intuire tutti i suoi
desideri era irrealistico, e che questo suo atteggiamen-
to aveva significativamente contribuito all'insorgere
dei loro problemi. Era necessario che lei si assumesse
la responsabilità di vedere soddisfatti i suoi bisogni e
62
al tempo stesso ne rendesse responsabile anche il
marito. • L'ostacolo più arduo per Tom fu imparare a
mostrare rispetto per i cambiamenti della moglie e
non pretendere che restasse la compagna docile e
compiacente che aveva sposato. Riconobbe che per lei
era difficile stabilire dei limiti come per lui lo era
adeguarsi a essi. Comprese che solo un costante
esercizio avrebbe consentito a entrambi di riuscire nel
loro intento.

Nello sperimentare dei limiti, l'uomo si sente motivato a


dare di più, incentivato a mettere in discussione l'effica-
cia dei suoi schemi comportamentali e a effettuare dei cam-
biamenti. Quando una donna capisce che per ricevere ha
bisogno di stabilire dei limiti, automaticamente comincia
a perdonare il proprio compagno e a esplorare nuovi modi
per chiedere e ricevere sostegno. Fissando dei limiti, una
donna impara gradualmente a rilassarsi e a ricevere di più.

IMPARARE A RICEVERE

Stabilire limiti e ricevere sono imprese ardue per una don-


na. Di norma, ella teme che i suoi bisogni siano eccessivi
e che gli altri finiranno quindi col respingerla, giudicarla
o abbandonarla. Il rifiuto, la critica e l'abbandono assu-
mono connotati ancora più dolorosi, perché nel suo inti-
mo lei è convinta di non dover ricevere di più. Tale con-
vinzione, formatasi durante l'infanzia, è andata rafforzan-
dosi ogni volta che veniva costretta a soffocare i propri
sentimenti, desideri e necessità.
Una donna è particolarmente incline a credere di non
meritare l'amore. Se poi da bambina ha assistito a dei mal-
trattamenti o ne è stata personalmente vittima, la sua vul-
nerabilità si accresce ulteriormente; per lei diventa anco-

63
ra più difficile determinare il proprio valore. Questa disi-
stima di sé genera la paura di avere bisogno degli altri.
Una parte di lei è convinta che non troverà mai il soste-
gno necessario.
Poiché ha paura di non venire compresa, la donna prov-
vede inconsciamente a respingere l'appoggio di cui ha ne-
cessità. Quando un uomo riceve da lei un messaggio di
sfiducia in merito alla sua disponibilità a soddisfarle i bi-
sogni, si sente rifiutato e di conseguenza si allontana. In
una donna la mancanza di speranza e di fiducia trasforma
le sue necessità in disperate espressioni di bisogno e invia
al compagno un messaggio distruttivo: non crede che lui
la capirà. Paradossalmente gli uomini, che si sentono mo-
tivati soprattutto dal sentirsi necessari, tendono ad allon-
tanarsi in presenza di uno stato di bisogno.
In simili situazioni, una donna si convince erroneamente
che sono state le sue necessità ad allontanare il compagno,
quando invece la colpa è della sua disperazione e della sua
sfiducia. Un uomo che non percepisce la fiducia della com-
pagna, avrà enormi difficoltà a capire la differenza tra l'a-
vere dei bisogni e uno stato di bisogno.
L'avere dei bisogni presuppone una franca richiesta di
sostegno e la fiducia che l'uomo farà del suo meglio per
garantirlo. È questo l'atteggiamento giusto per motivar-
lo. Lo stato di bisogno, invece, significa cercare dispera-
tamente sostegno, nella convinzione che non lo si otterrà.
Un atteggiamento che allontana l'uomo e lo fa sentire re-
spinto e poco apprezzato.
Se nella donna la consapevolezza di avere bisogno de-
gli altri genera confusione, ancora più doloroso è per lei
l'essere delusa o abbandonata. Non è facile per lei dipen-
dere da altri e poi venire ignorata, dimenticata o non te-
nuta nella giusta considerazione. Il suo bisogno la mette
in una posizione di estrema vulnerabilità e nel venire igno-
rata o delusa vede confermata la sua erronea convinzione
di non essere degna dell'attenzione altrui.

64
COME LE VENUSIANE IMPARARONO A SENTIRSI DEGNE
Per secoli le venusiane compensarono la loro paura di es-
sere indegne mostrandosi attente e recettive alle necessità
altrui. Continuavano a dare, ma nel loro intimo non si
reputavano meritevoli di ricevere. Donando, speravano
di acquisire maggiori diritti. Infine, dopo secoli, com-
presero di poter meritatamente aspirare all'amore e al so-
stegno di cui necessitavano. Allora guardarono al loro pas-
sato e compresero che era sempre stato così.
L'abitudine a dare aveva spianato la strada alla stima
di sé. Giunsero a capire che gli altri erano effettivamente
degni di ricevere e di conseguenza cominciarono a capire
che ciascuno meritava di essere amato. Il passo successi-
vo fu facile: anche loro godevano dello stesso diritto.
Qui sulla Terra, una bambina che ha la fortuna di ave-
re una madre capace di ricevere si sente automaticamente
degna. È in grado di superare facilmente la compulsione
venusiana a dare in misura eccessiva. Non è costretta a
superare la paura di ricevere perché si identifica profon-
damente con la figura materna. Osservandola e percepen
do i suoi sentimenti, la figlia imparerà naturalmente a fa-
re altrettanto. La figlia di una madre disposta a ricevere,
adotterà gli stessi modelli comportamentali.
Le venusiane, d'altro canto, non disponevano di ruoli
da imitare e impiegarono migliaia di anni per liberarsi del-
l'impulso coercitivo a dare. Comprendendo con il tempo
che gli altri erano degni di ricevere, arrivarono a capire
che per loro era lo stesso. In quel magico momento anche
i marziani subirono una trasformazione e cominciarono a
costruire le astronavi.

IL MARZIANO COMPARE QUANDO LA VENUSIANA È PRONTA


Quando una donna capisce di meritare l'amore, apre me-
taforicamente una porta e si prepara ad accogliere l'uomo

65
che glielo darà. Ma quando le ci vogliono dieci anni di con-
tinuo donare per capire di meritare di più, paradossalmente
la sua reazione è quella di chiudere la porta e di non dare
alcuna opportunità al compagno. In molti casi reagisce così:
"Ho continuato a dare e tu mi hai ignorata. Hai avuto
la tua possibilità. Io merito di più. Non posso fidarmi di
te. Sono troppo stanca e non mi è rimasto niente da dare.
Non ti permetterò di ferirmi ancora."
In casi come questo, ho assicurato ripetutamente al-
le donne che non è necessario che diano di più per as-
sicurarsi un miglior rapporto di coppia. Al contrario, i
loro compagni si sarebbero sentiti stimolati a dare di più
se da parte loro ci fosse stata meno generosità. Una cop-
pia in cui l'uomo ha continuato a ignorare le necessità
della compagna è per certi versi una coppia che dorme.
Quando la donna si sveglia e diventa consapevole delle
proprie necessità, anche il compagno si sveglia e desidera
darle di più.
Prevedibilmente, il suo compagno si desterà dallo stato
di passività. Quando, ormai convinta di essere meritevo-
le, la donna smette di dare troppo, lui esce dalla caverna
e comincia a costruire astronavi nell'intento di raggiun-
gerla e renderla felice. È probabile che impieghi un po'
di tempo per imparare a darle di più, ma il passo più im-
portante è stato fatto... è consapevole di averla trascurata
e vuole cambiare.
Naturalmente, il meccanismo funziona anche nel senso
opposto. Di solito quando un uomo si rende conto di es-
sere infelice e di volere più amore e romanticismo, sua mo-
glie diventa maggiormente disponibile e ricomincia ad
amarlo. Le barriere del risentimento iniziano a sgretolarsi
e l'amore si risveglia. Se il periodo di trascuratezza è
stato lungo, è probabile che occorra parecchio tempo per
sanare la situazione, ma è ugualmente possibile riuscirci.
Nel Capitolo 11 illustrerò alcune facili tecniche tese a sa-
nare tali risentimenti.
66
Molto spesso, quando un partner effettua un cambia-
mento positivo, anche il compagno cambia. Di questa pre-
vedibile coincidenza potremmo dire che si tratta di una
delle magie della vita. Quando lo studente è pronto, l'in-
segnante fa la sua comparsa. Quando siamo veramente
pronti a ricevere, allora ciò di cui abbiamo bisogno diven-
ta disponibile. Quando le venusiane furono pronte a rice-
vere, i marziani si dimostrarono pronti a dare.

IMPARARE A DARE

La più profonda paura di un uomo è di non essere abba-


stanza bravo o abbastanza competente. Nel tentativo di
compensare tale paura si dedica con tutto se stesso all'ac-
crescimento del proprio potere e delle proprie capacità.
Successo, riuscita ed efficienza sono i capisaldi della sua
vita. Prima di scoprire le venusiane, i marziani erano tal-
mente concentrati su queste caratteristiche da non curar-
si di niente e nessun altro. Un uomo non appare mai così
indifferente come quando ha paura.
Proprio come le donne hanno paura di ricevere, gli uo-
mini hanno paura di dare. Donarsi agli altri significa ri-
schiare il fallimento, il biasimo e la disapprovazione. Con-
seguenze dolorose all'estremo, perché nel suo inconscio
l'uomo nasconde l'erronea convinzione di non essere al-
l'altezza. Tale convincimento si è formato nell'infanzia ed
è andato rafforzandosi ogni volta che pensava di avere de-
luso delle aspettative. Quando ciò che realizzava passava
inosservato o non veniva apprezzato, nel suo inconscio an-
dava rafforzandosi l'errata persuasione di non essere al-
l'altezza.
Un uomo è particolarmente vulnerabile a questa erro-
nea convinzione che genera in lui il timore di fallire. Vor-
rebbe dare, ma ha paura di non farcela e quindi non si

67
espone al rischio. Poiché la sua maggiore paura è l'inade-
guatezza, è del tutto normale che cerchi di evitare ogni
rischio superfluo.
Paradossalmente, quando un uomo è affettivamente
coinvolto, il suo timore di fallire cresce, inducendolo a dare
ancora meno. Per sfuggire all'insuccesso, smette di dare
alle persone a cui vorrebbe invece dare di più.
Un uomo che si sente insicuro probabilmente cercherà
di compensare tale insicurezza disinteressandosi di tutti
fuorché di se stesso. La sua reazione difensiva più auto-
matica consiste nel dichiarare "Non mi interessa". Per que-
sta ragione, i marziani non permettevano a se stessi di pro-
vare sentimenti troppo intensi per gli altri. Tramite l'ac-
quisizione del successo e del potere, arrivarono finalmen-
te a capire di essere all'altezza e conseguentemente di po-
ter dare senza pericoli. Fu allora che scoprirono le ve-
nusiane.
Sebbene fossero sempre stati all'altezza, fu questa nuova
consapevolezza a spianare loro la strada della stima di sé.
Raggiunto il successo, si guardarono indietro e capirono
che ogni loro fallimento era stato necessario per il conse-
guimento dei loro obiettivi. Ogni errore aveva insegnato
loro qualcosa. Capirono così di essere sempre stati al-
l'altezza.

COMMETTERE ERRORI È POSITIVO

Il primo passo che un uomo deve intraprendere per impa-


rare a dare di più è capire che commettere errori è positi-
vo, così come è positivo fallire, e che da lui non ci si aspetta
che abbia tutte le risposte.
Ricordo una donna che si lamentava perché il suo com-
pagno non si era mai deciso a impegnarsi nel matrimonio.
Per lei, questo stava a dimostrare lo scarso interesse di
68
lui. Un giorno, tuttavia, le capitò di dirgli che era felice
di stare con lui. Anche se erano poveri, non lo avrebbe
cambiato con nessun altro. Il giorno dopo lui le chiese di
sposarlo. Il suo compagno aveva avuto bisogno di sentirsi
accettato e incoraggiato a credere di essere all'altezza pri-
ma di poter vivere appieno i propri sentimenti.

ANCHE I MARZIANI HANNO BISOGNO DI AMORE


Proprio come le donne sono inclini a sentirsi rifiutate quan-
do non ottengono l'attenzione di cui hanno bisogno, gli
uomini tendono a pensare di avere fallito quando una don-
na gli parla dei propri problemi. Ecco perché a volte gli
risulta così difficile ascoltare. Un uomo aspira a essere l'e-
roe della sua compagna. Quando lei è delusa o infelice per
qualche motivo, lui si sente un fallito. L'infelicità della
donna rafforza la sua più profonda paura: non essere al-
l'altezza. Oggigiorno molte donne non capiscono la gran-
de vulnerabilità degli uomini e il loro profondo bisogno
d'amore. L'amore li aiuta a rendersi conto che sono per-
fettamente in grado di soddisfare gli altri.
Un ragazzo così fortunato da avere un padre in grado
di soddisfare le necessità della compagna affronterà i suoi
rapporti di adulto con la preziosa sicurezza di poter fare
altrettanto. L'impegno non lo terrorizza perché sa comu-
nicare. Non si condanna: è consapevole di non essere per-
fetto e di fare sempre del suo meglio. Sa scusarsi dei pro-
pri errori perché si aspetta perdono, amore e apprezzamen-
to in quanto fa del suo meglio.
Sa inoltre che tutti commettono errori. Ha visto suo
padre commetterne e tuttavia mantenere la stima in se stes-
so. Ha visto sua madre amare e perdonare suo padre a di-
spetto delle sue manchevolezze. Ha percepito la fiducia
e l'incoraggiamento di lei, anche nei momenti in cui suo
padre la deludeva.
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Molti uomini non hanno potuto contare su modelli va-
lidi durante gli anni della crescita. Per loro, essere inna-
morati, sposarsi e creare una famiglia è difficile come gui-
dare un jumbo senza avere ricevuto alcun addestramento
in merito. Forse riusciranno a farlo decollare, ma certa-
mente finiranno con lo schiantarsi al suolo. Ed è difficile
continuare a volare dopo che l'apparecchio è precipitato
più volte. O dopo avere visto precipitare il proprio padre.
Senza una valida guida ai rapporti interpersonali, è facile
capire perché uomini e donne finiscono per rinunciare ad
averne.

70
CAPITOLO 5 PARLARE

LINGUE DIVERSE

Quando marziani e venusiane si trovarono insieme per la


prima volta, dovettero confrontarsi con molti dei problemi
legati alle relazioni interpersonali che tuttora ci affliggono.
Riconoscendo di essere diversi, furono in grado di risolverli.
Uno dei segreti del loro successo fu la buona comunicazione.
Paradossalmente, comunicavano bene proprio perché
parlavano lingue diverse. In caso di dubbi, non esitavano
a rivolgersi a un traduttore perché li assistesse. Tutti sa-
pevano che i marziani e le venusiane parlavano linguaggi
diversi e quando veniva a crearsi un conflitto, invece di
mettersi a criticare o a litigare, tiravano fuori i loro dizio-
nari e cercavano di capirci qualcosa. Se anche questo ten-
tativo falliva, si rivolgevano a un traduttore.
Le due lingue erano formate dagli stessi vocaboli, ma
con significati diversi. Le espressioni erano simili, ma con
differenti connotazioni o enfasi emotiva. Fraintendersi era
quindi estremamente facile. Per questo, marziani e venu-
siane davano per scontata l'insorgenza di problemi relati-
vi alla comunicazione ed erano sicuri che con un po' di
assistenza sarebbero arrivati a capirsi perfettamente. Pos-
sedevano una fiducia e una capacità di accettazione che
oggi sono molto più rare.

COMUNICARE SENTIMENTI E COMUNICARE INFORMAZIONI


Perfino oggi abbiamo bisogno di mezzi di traduzione. Pur
usando le stesse parole, è raro che uomini e donne voglia-

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no dire la stessa cosa. Per esempio, quando una donna di-
ce: "Ho la sensazione che non ascolti mai," non si aspetta
che l'avverbio mai venga interpretato letteralmente. Per lei
è solo un modo di esprimere la frustrazione che prova.
Non deve quindi essere scambiata come un'informazione
reale.
Per esprimere pienamente i loro sentimenti le donne uti-
lizzano superlativi, metafore e generalizzazioni che gli uo-
mini erroneamente interpretano alla lettera. Fraintenden-
done il significato, sono inclini a reagire in maniera nega-
tiva. Qui di seguito sono elencate dieci tra le lamentele
che più comunemente vengono fraintese e le conseguenti
reazioni negative dell'uomo.

LE DIECI LAMENTELE PIÙ COMUNEMENTE FRAINTESE

Ciò che dicono le donne Come reagiscono gli uomini


"Non è vero. Siamo usciti la
"Non usciamo mai." settimana scorsa." "Sono
sicuro che molti fanno
"Tutti mi ignorano." caso a te." "Ma è ridicolo.
Non sei affatto
"Sono così stanca, non riesco così impotente." "Se il
più a fare nulla." "Vorrei tuo lavoro non ti piace,
dimenticare tutto." lascialo." "Non è sempre
in disordine." "Ma se ti sto
"La casa è sempre in disordine." ascoltando proprio
"Nessuno mi ascolta più." ora." "Stai dicendo che è
colpa mia?" "Certo che ti amo.
"Nulla va per il verso giusto." Ecco perché
"Non mi ami più." sono qui." "Non è vero.
Venerdì eravamo
"Siamo sempre di fretta." perfettamente rilassati."
"Mi stai dicendo che non sono
"Voglio più romanticismo." romantico?"

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Ecco come la traduzione "letterale" delle parole di una
donna può facilmente sviare un uomo, abituato a trattare la
parola come un mezzo per comunicare esclusivamente fatti
e informazioni. E molto facile capire come le reazioni del-
l'uomo possano provocare una lite. La comunicazione poco
chiara e priva di affetto costituisce uno dei maggiori pro-
blemi dei rapporti interpersonali. Per le donne, la lagnan-
za numero uno è senz'altro: "Non mi sento ascoltata."
Ma perfino questa viene equivocata e male interpretata.
La traduzione letterale che l'uomo effettua della frase
"Non mi sento ascoltata" lo porta a invalidare e a mette-
re in discussione i sentimenti di lei. Lui è convinto di averla
ascoltata se è in grado di ripetere ciò che lei ha detto. In
realtà, l'esatta traduzione è la seguente: "Ho la sensazio-
ne che tu non capisca appieno ciò che intendo realmente
dire o che non ti curi di ciò che provo. Non potresti di-
mostrarmi che sei interessato ai miei sentimenti?"
Dato che molti uomini non capiscono che le donne han-
no un modo diverso di esprimere i propri sentimenti, ten-
dono a invalidarne i sentimenti o a giudicarli in modo inap-
propriato. Da questo, i litigi. Gli antichi marziani impa-
rarono a evitare molte discussioni grazie a una corretta
comprensione. Quando la comunicazione era difficile, con-
sultavano il Dizionario venusiano/marziano.

QUANDO PARLANO LE VENUSIANE


Questo capitolo contiene vari estratti del perduto Dizio-
nario venusiano/marziano. Ciascuna delle dieci lamentele
sopra elencate viene tradotta in modo che l'uomo possa
capirne il reale significato. Le traduzioni, inoltre, conten-
gono una traccia che consente di individuare la risposta
che la donna si aspetta.
In ciascuna di queste affermazioni, infatti, è sottintesa
una richiesta. Se un uomo è in grado di riconoscerla e di

73
rispondere adeguatamente, la sua compagna si sentirà pie-
namente ascoltata e amata.

IL DIZIONARIO VENUSIANO/MARZIANO
"Non usciamo mai" tradotto in marziano significa:
"Vorrei che uscissimo e facessimo qualcosa insieme. Ci
divertiamo sempre tanto e a me piace stare con te. Che
cosa ne dici? Ti va di portarmi fuori a cena? È un po'
di tempo che non usciamo."
Senza l'ausilio della traduzione, quando una donna dice
"Non usciamo mai", è probabile che un uomo capisca in-
vece: "Non stai facendo la tua parte. Che delusione ti sei
rivelato. Non facciamo più niente insieme perché sei pi-
gro, poco romantico e in definitiva noioso".

"Tutti mi ignorano" tradotto in marziano significa:


"Oggi mi sento ignorata e non apprezzata. È come se
nessuno mi vedesse. So benissimo che certa gente mi
vede, ma il fatto è che non sembra che gli importi di
me. Credo anche di essere delusa per il fatto che di re-
cente sei sempre così impegnato. So che lavori sodo,
ma a volte mi sembra di non avere per te più alcuna
importanza. Ho paura che il lavoro ti interessi molto
di più. Perché non mi abbracci e non mi dici quanto
sono speciale per te?"
Senza l'ausilio della traduzione, quando una donna dice:
"Tutti mi ignorano", è probabile che un uomo capisca in-
vece: "Sono così infelice. Non riesco a ottenere l'atten-
zione di cui ho bisogno. E tutto inutile. Neppure tu fai
caso a me, eppure sei la persona che più dovrebbe amar-
mi. Dovresti vergognarti. Sei così poco affettuoso. Io non
ti ignorerei mai in questo modo."

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"Vorrei dimenticare tutto" tradotto ih marziano signi-
fica: "Voglio che tu sappia che amo il mio lavoro e la
mia vita, ma che oggi mi sento sopraffatta dalla realtà.
Desidero tanto poter dedicare un po' di tempo a me
stessa prima di tornare ad accollarmi le responsabilità
di sempre. Perché non mi chiedi: 'Che cosa succede?'
e poi mi ascolti con simpatia senza offrirmi soluzioni?
Voglio solo sentire che capisci le pressioni a cui sono
sottoposta. Mi farebbe un gran bene: Mi aiuterebbe a
rilassarmi. Domani, poi, tornerò a essere responsabile
e ad affrontare i problemi."

Senza l'aiuto di questa traduzione, quando una donna


dice: "Vorrei dimenticare tutto", è probabile che un uo-
mo capisca: "Detesto dover fare tante cose che non mi
piacciono. Sono insoddisfatta di te e del nostro rappor-
to. Voglio un compagno migliore, che renda più soddi-
sfacente la mia vita. Non te la stai cavando per niente
bene."

"Questa casa è sempre in disordine" tradotto in mar-


ziano significa: "Oggi ho voglia di rilassarmi, ma la ca-
sa è in disordine. Mi sento frustrata e ho un gran biso-
gno di riposare. Spero che tu non ti aspetti che mi metta
subito a riordinare. Non vorresti concordare con me
sul fatto che la casa è in disordine e poi offrirti di dar-
mi una mano?"

Senza l'ausilio di questa traduzione, quando una donna


dice: "Questa casa è sempre in disordine", è probabile
che un uomo capisca: "È colpa tua se questa casa è in di-
sordine. Io faccio il possibile, ma prima che abbia finito
di riordinare tu l'hai già rimessa sottosopra. Sei un male-
detto pigro e io non voglio più vivere con te a meno che
tu non cambi. Metti in ordine o sparisci!"

75
"Non mi ami più" tradotto in marziano significa: "Oggi
ho la sensazione che tu non mi ami. Ho paura di averti
allontanato. So che in realtà mi ami, ti prodighi tanto
per me. Il fatto è che oggi mi sento un po' insicura. Non
vorresti rassicurarmi in merito al tuo amore pronuncian-
do quelle due parolette magiche 'ti amo'? Quando lo
fai è così bello."

Senza l'ausilio di questa traduzione, quando una donna


dice: "Non mi ami più" è probabile che un uomo capisca:
"Ti ho dato gli anni migliori della mia vita e in cambio
non ho ricevuto nulla. Mi hai usata. Sei freddo ed egoi-
sta. Fai solo quello che ti va di fare, per te e solo per te.
Non ti importa di nessun altro. Sono stata una sciocca ad
amarti. Ora non mi è rimasto nulla."

"Siamo sempre di fretta" tradotto in marziano signifi-


ca: "Oggi sono sotto pressione e non mi piace sentirmi
così. Vorrei che la nostra vita fosse un po' più rilassa-
ta. So che non è colpa di nessuno e non voglio certo
rimproverarti. So che fai del tuo meglio per noi due e
ti sono grata per la tua sollecitudine.
"Non vorresti immedesimarti con me e dire qualco-
sa del genere: 'Sentirsi sotto pressione è sempre spia-
cevole. Non piace neppure a me.'"

Senza l'ausilio di questa traduzione, quando una donna


dice: "Siamo sempre di fretta", è probabile che un uomo
capisca: "Sei un irresponsabile. Aspetti sempre l'ultimo
minuto per fare le cose. Non potrò mai essere felice con
te. Viviamo perennemente di corsa per non fare tardi. Ogni
volta che siamo insieme finisci per rovinare tutto. Sono
molto più felice quando tu non ci sei."

"Voglio più romanticismo" tradotto in marziano signi-


fica: "Tesoro, di recente hai lavorato sodo. Concedia-

76
moci un po' di tempo per noi. Mi piace tanto quando
possiamo rilassarci e starcene da soli senza i ragazzi in-
torno e senza doverci preoccupare del lavoro. Sei così
romantico. Perché non mi fai una sorpresa portandomi
dei fiori e non mi porti fuori? Adoro essere corteggiata."
Senza l'ausilio di questa traduzione, quando una donna
dice: "Voglio più romanticismo", è probabile che un uo-
mo capisca: "Non mi soddisfi più. Sei incapace di creare
un'atmosfera romantica. Non sei mai riuscito a gratificarmi
davvero. Vorrei che tu assomigliassi di più ad altri uomi-
ni che ho conosciuto."
Dopo avere usato questo dizionario per qualche anno,
un uomo non ha più bisogno di riprenderlo in mano ogni
volta che si sente criticato o rimproverato. Comincia a ca-
pire il modo di pensare e di sentire delle donne. Impara
che certi frasi drammatiche non vanno prese alla lettera
e che sono semplicemente il modo in cui le donne espri-
mono i propri sentimenti. Così si faceva su Venere, e la
gente di Marte deve ricordarlo!

QUANDO I MARZIANI NON PARLANO

Una delle maggiori difficoltà degli uomini sta nell'inter-


pretare e aiutare una donna che parla dei propri stati d'a-
nimo. Per la donna, l'ostacolo più arduo consiste nell'in-
terpretare e aiutare un uomo che non parla. Per le donne
il silenzio è molto spesso fonte di equivoci.
Nei due sessi, il modo di pensare ed elaborare informa-
zioni diverge profondamente. Le donne pensano ad alta
voce, rendono partecipe l'ascoltatore interessato delle lo-
ro scoperte interiori. Ancora oggi capita di frequente che
una donna scopra ciò che vuole dire semplicemente par-
lando. Lasciare che i pensieri scorrano liberamente ed espri-

77
merli ad alta voce spesso l'aiuta ad approfondire le pro-
prie intuizioni. Si tratta di un processo perfettamente nor-
male e a volte necessario.
Gli uomini, invece, elaborano le informazioni in modo
molto diverso. Prima di parlare o reagire, rimuginano in
silenzio o pensano a ciò che hanno sentito o sperimenta-
to. Arrivano alla risposta più corretta o più utile attraver-
so un processo interiore. Prima la formulano interiormente
e poi la esprimono. Tutto questo può richiedere minuti
o anche ore, e a rendere tutto ancora più sconcertante dal
punto di vista femminile, può capitare che, se non ha a
disposizione informazioni sufficienti per elaborare una ri-
sposta, un uomo non reagisca affatto.
È necessario che la donna capisca che quando un uomo
tace, in realtà sta dicendo: "Ancora non so cosa dire, ma
ci sto pensando."

COME LEI REAGISCE AL SILENZIO DI LUI


La donna fraintende spesso il silenzio maschile. A seconda
del suo stato d'animo, può arrivare addirittura a immagina-
re il peggio... "Mi odia, non mi ama più, vuole lasciarmi per
sempre." Considerazioni che inevitabilmente scatenano
il suo più profondo timore, ossia: "Ho paura che se lui
mi rifiuta non sarò mai più amata. Non lo merito."
Quando un uomo tace, è facile per una donna immagi-
nare il peggio, perché le sole occasioni in cui lei sceglie
il silenzio sono quelle in cui ciò che ha da dire è troppo
doloroso o quando non vuole parlare con un uomo perché
non si fida più di lui e non vuole averci più niente a che
fare. Non c'è quindi da stupirsi se una donna diventa in-
sicura quando lui si zittisce di colpo!
Quando una donna ascolta un'altra donna, la rassicura
in continuazione del suo interessamento e della sua parte-
cipazione.

78
Senza queste rassicurazioni, il silenzio di un uomo può
assumere connotazioni davvero minacciose. Arrivando a
comprendere la funzione della caverna, una dorma impa-
ra a interpretare correttamente il silenzio di un uomo e
a relazionarsi a esso.

CAPIRE LA CAVERNA

Le donne hanno molto da imparare sul conto degli uomi-


ni se vogliono che i loro rapporti siano davvero gratifi-
canti. Devono imparare che quando un uomo è turbato
o stressato smette automaticamente di parlare e si rifugia
nella sua caverna per riflettere sulla situazione. Devono
imparare che a nessuno è concesso l'ingresso nella caver-
na,^ neppure ai migliori amici.
È una lezione difficile per le donne, perché una delle
regole d'oro su Venere era di non abbandonare mai un'a-
mica in difficoltà. Per una donna, abbandonare il marzia-
no preferito quando questi è turbato non è un atto d'a-
more. Poiché lo ama, il suo istinto è quello di raggiunger-
lo nella caverna e offrirgli aiuto.
Inoltre, molto spesso pensa erroneamente che se lo in-
terrogherà sul suo stato d'animo e si dimostrerà una buo-
na ascoltatrice, lui ne trarrà dei benefici. Ma un simile at-
teggiamento non fa che turbare maggiormente il marzia-
no. La donna desidera sostenerlo nell'unico modo che co-
nosce, ossia il modo in cui lei vorrebbe essere sostenuta.
Le sue intenzioni sono buone, ma il risultato è contropro-
ducente.
E necessario che uomini e donne rinuncino a proporre
il tipo di aiuto da loro preferito e comincino ad apprende-
re le diverse modalità secondo cui i loro partner pensano,
sentono e reagiscono.

79
PERCHÉ GLI UOMINI SI RIFUGIANO NELLE CAVERNE

Sono molte le ragioni per cui un uomo si rifugia nelle ca-


verne o si chiude nel silenzio.

1. Ha bisogno di riflettere su un problema e di trova-


re una soluzione pratica.
2. Non ha una risposta a un problema o a una doman-
da. Agli uomini non è stato insegnato a dire: "Santo
cielo, non ho una risposta. Devo proprio andare
nella mia caverna a cercarne una." Tra uomini non
c'è bisogno di queste spiegazioni; agli altri rappre-
sentanti del suo sesso basterà vedere ammutolire un
amico per capire ciò che sta facendo.
3. Si sente turbato o stressato e ha bisogno di restare
solo per calmarsi e riacquistare il controllo. Non vuo-
le dire o fare nulla che in seguito potrebbe rim-
piangere.
4. Sente il bisogno di ritrovare se stesso. Questa quar-
ta ragione assume un'importanza ancora maggiore
quando l'uomo è innamorato. Capita a volte che un
uomo si renda conto di stare cominciando a perde-
re e a dimenticare se stesso. Teme che un'eccessiva
intimità lo defraudi del suo potere e ha bisogno di
stabilire fino a che punto può avvicinarsi senza ri-
schi alla compagna. Ogni volta che arriva così vici-
no da perdersi, scatta il segnale d'allarme e l'uomo
si affretta verso la sua caverna. Lì riacquista vigore
e ritrova se stesso.

PERCHÉ LE DONNE PARLANO


Le donne parlano per svariati motivi. A volte per le stes-
se ragioni che inducono gli uomini a smettere di parlare.
Vi elenchiamo qui le più comuni:
8o
1. Per trasmettere o raccogliere informazioni. (Que-
sta di solito è l'unica ragione per cui un uomo
parla.)
2. Per esplorare e scoprire che cosa vuole dire. (L'uo-
mo smette di parlare nel tentativo di scoprire a
livello interiore ciò che vuole dire. Parlando, la
donna pensa ad alta voce.)
3. Per sentirsi meglio quando è turbata. (L'uomo
smette di parlare quando è turbato. Nella sua ca-
verna ha la possibilità di calmarsi.)
4. Per creare intimità. Arrivando a conoscere inti-
mamente qualcun altro, la donna è in grado di co-
noscere se stessa. (Il marziano smette di parlare
per ritrovarsi. Troppa intimità, teme, potrebbe
derubarlo di se stesso.)

Senza questa vitale comprensione delle nostre differenze


e dei nostri bisogni, è facile capire perché tanti rapporti
di coppia siano caratterizzati da continue battaglie.

FARSI DIVORARE DAL DRAGO

È importante che le donne capiscano l'inopportunità di


sollecitare un uomo a parlare prima che si senta pronto
a farlo. Stavamo discutendo di questo argomento durante
uno dei miei seminari e un'indigena americana ci raccon-
tò come nella sua tribù le madri fossero solite istruire le
giovani prossime al matrimonio a ricordare che un uomo
turbato o stressato aveva l'abitudine di ritirarsi nella sua
caverna. La moglie non doveva prenderlo come un fatto
personale e credere che il marito non l'amasse. Era neces-
sario che ricordasse che lui sarebbe tornato. Ancora più
importante, le madri ammonivano le giovani donne a non
seguire mai il marito nella caverna. Se l'avessero fatto, di-
8i
cevano, sarebbero state divorate dal drago che ne proteg-
geva l'ingresso.
Molti conflitti inutili scaturiscono proprio dal fatto
che una donna si ostina a seguire l'uomo nella sua ca-
verna.
"Qualcosa non va?" E lui risponde: "No." Ma lei per-
cepisce il suo turbamento e si chiede perché taccia. Inve-
ce di lasciare che risolva da solo la situazione, interrompe
inconsapevolmente il lavoro interiore di lui insistendo: "So
che qualcosa ti preoccupa, di che cosa si tratta?"
"Nulla," è la risposta.
"Non è vero. C'è qualcosa che ti preoccupa. Che cosa
provi?"
E lui: "Ehi, sto bene. Lasciami in pace!"
"Perché mi tratti in questo modo? E un pezzo che non
mi parli più. Come faccio a sapere quello che provi? Tu
non mi ami. Mi sento rifiutata."
A questo punto lui perde il controllo e comincia a dire
cose che più tardi rimpiangerà. Il drago è uscito e l'ha di-
vorata.

QUANDO I MARZIANI PARLANO


Le donne non finiscono divorate solo quando inconsape-
volmente ostacolano un momento di introspezione maschi-
le, ma anche quando fraintendono certe espressioni a cui
abitualmente l'uomo ricorre per far capire che è nella sua
caverna o ci sta andando. Alla domanda: "Che cosa c'è?"
un marziano risponderà invariabilmente con poche paro-
le concise: "Nulla" oppure "Sto bene".
Queste brevi segnalazioni sono generalmente le sole che
permettono a una venusiana di capire che lui ha bisogno
di spazio e di tempo. Invece di dire: "Sono turbato e ho
bisogno di stare un po' da solo," gli uomini si limitano
a zittirsi.
82
Qui di seguito sono riportate cinque delle segnalazioni
più usate e le reazioni negative e invadenti che scatenano
nelle donne:

CINQUE COMUNI SEGNALAZIONI ABBREVIATE


Quando una donna chiede: "Che cosa c'è?"
Un uomo risponde Una donna può rispondere
"Sto bene" o "Tutto bene". "Ma sembri sconvolto. Par-
liamone."
"Non è niente." "Voglio aiutarti. So che c'è
qualcosa che ti preoccupa.
Di che cosa si tratta?"
"E tutto regolare." "Ne sei sicuro? Sarei felice di
aiutarti."
"Non è niente di grave." "Eppure c'è qualcosa che ti
turba. Io credo che dovrem-
mo parlarne."
"Non è un problema." "Invece lo è. Potrei esserti di
aiuto."

Quando un uomo formula una di queste brevi osservazio-


ni, di solito aspira a conquistarsi un po' di spazio perso-
nale. In certe situazioni, per evitare equivoci e paure inu-
tili, le venusiane consultavano il loro Dizionario marzia-
no/venusiano. Senza questa assistenza, è facile che le don-
ne equivochino. Ecco alcuni estratti dal dizionario:

IL DIZIONARIO MARZIANO/VENUSIANO

"Sto bene" tradotto in venusiano significa: "Sto bene


perché sto affrontando con successo il mio turbamento
o il mio problema. Non ho bisogno di aiuto. Se dovessi
averne bisogno, te lo chiederò."

83
Senza l'ausilio di questa traduzione, quando lui dice: "Sto
bene" è probabile che lei capisca: "Quello che è successo
non mi interessa. Questo problema per me non esiste. Se
anche ti turba, a me non importa."

"Non è niente" tradotto in venusiano significa: "Non


c'è nulla in ciò che mi preoccupa che non sia in grado
di affrontare da solo. Ti prego, non farmi altre doman-
de in proposito."

Senza l'ausilio di questa traduzione, quando lui dice: "Non


c'è nulla che mi preoccupi", è probabile che lei capisca:
"Non so che cosa mi preoccupa. Ho bisogno che tu mi
faccia delle domande che mi aiutino a capire quello che
sta succedendo." A questo punto lei lo infastidisce tem-
pestandolo di domande quando la sola cosa che lui desi-
dera è di essere lasciato solo.

"È tutto regolare" tradotto in venusiano significa: "C'è


un problema, ma tu non ne hai alcuna colpa. Riuscirò
a risolverlo dentro di me se non interromperai il mio
lavoro interiore facendomi altre domande oppure of-
frendo consigli. Comportati come se non fosse succes-
so nulla e lo risolverò nel modo più soddisfacente."

Senza l'ausilio di questa traduzione, quando lui dice: "E


tutto regolare", è probabile che lei capisca: "È così che
deve essere. Non c'è niente che debba essere modificato.
Puoi approfittare di me e io posso approfittare di te", op-
pure "Questa volta è tutto a posto, ma ricorda che la col-
pa è tua. L'hai fatto una volta, ma non azzardarti a rifarlo."

"Non è niente di grave" tradotto in venusiano signifi-


ca: "Non è niente di grave perché sono in grado di far
funzionare nuovamente le cose. Ti prego, non rimugi-
nare su questo problema e non parlarmene più. Riusci-
84
resti solo a turbarmi maggiormente. Sono disposto ad
accollarmi la disponibilità di risolverlo. Farlo mi rende
felice."
Senza l'ausilio di questa traduzione, quando lui dice: "Non
è niente di grave", è probabile che lei capisca: "Stai fa-
cendo una montagna di un granello di polvere. Quello che
ti preoccupa non è importante. Non reagire in modo esa-
gerato."
"Non è un problema" tradotto in venusiano significa:
"Non ho difficoltà a fare questo o a risolvere questo
problema. E un dono che sono lieto di offrirti."
Senza l'ausilio di questa traduzione, quando lui dice: "Non
è un problema", è probabile che lei capisca: "Questo non
è un problema. Perché cerchi di farlo diventare tale o chiedi
aiuto?" E a questo punto lei sbaglia cercando di spiegar-
gli perché, invece, è effettivamente un problema.
Il Dizionario marziano/venusiano può aiutare le donne
a capire ciò che gli uomini intendono realmente dire quan-
do forniscono risposte di estrema concisione. Capita a volte
che ciò che viene detto sia esattamente l'opposto di quel-
lo che viene recepito.

CHE COSA FARE QUANDO LUI SI RIFUGIA NELLA CAVERNA

Quando durante i miei seminari parlo delle caverne e dei


draghi, le donne mi chiedono spesso se c'è un modo per
ridurre il tempo che gli uomini trascorrono nei loro rifu-
gi. A questo punto invito gli uomini a intervenire, e di
solito la risposta è che il tempo è direttamente proporzio-
nale ai tentativi delle donne di indurli a uscire.
Un'altra osservazione comune agli uomini è la seguen-
te: "E difficile uscire dalla caverna quando sento che la

85
mia compagna mi disapprova per il tempo che vi trascor-
ro." Colpevolizzare un uomo perché trova rifugio nella
caverna serve soltanto a dissuaderlo dall'uscire anche quan-
do lo desidera.
Generalmente un uomo si apparta nella sua caverna per-
ché è ferito o stressato o perché sta cercando di risolvere
da solo i suoi problemi. Fornirgli il sostegno a cui la don-
na aspira in situazioni analoghe è controproducente. So-
no sei i modi fondamentali per aiutarlo quando va nella
caverna.

COME SOSTENERE UN UOMO QUANDO È


NELLA SUA CAVERNA

1. Non criticate il suo bisogno di solitudine.


2. Non cercate di aiutarlo a risolvere il suo problema
offrendogli soluzioni.
3. Non interrogatelo sul suo stato d'animo.
4. Non mettetevi sedute vicino all'ingresso della caver-
na in attesa che lui esca.
5. Non preoccupatevi né dispiacetevi per lui.
6. Fate qualcosa che vi renda felici.

Se avete bisogno di "parlare", scrivetegli una lettera da


leggergli più tardi, e se sentite la necessità di essere vez-
zeggiate, rivolgetevi a un'amica. Non fate di lui la sola fonte
della vostra felicità.
Un uomo ama pensare che la sua venusiana preferita lo
ritiene perfettamente in grado di affrontare ciò che lo
preoccupa. Da tale fiducia traggono beneficio il suo senso
dell'onore, il suo orgoglio e la stima che ha di sé.
Per una donna, non preoccuparsi per il compagno è dif-
ficile. Preoccuparsi per gli altri è uno dei modi che le don-
ne hanno per esprimere il loro amore e il loro interesse.
86
A una donna non sembra giusto provare felicità quando
la persona che ama è turbata. Certo l'uomo non vuole che
lei ricavi felicità dal suo turbamento, ma è indubbio che
preferisce saperla felice perché in questo modo avrà un
problema in meno da affrontare. Inoltre, la consapevolezza
della felicità della compagna lo aiuta a sentirsi amato.
Quando una donna è felice e libera da preoccupazioni, il
suo partner ha meno difficoltà a uscire dalla caverna.
Paradossalmente, gli uomini mostrano il loro amore non
preoccupandosi. Un uomo pensa: "Come ci si può preoc-
cupare di qualcuno che si ammira e in cui si ha fiducia?"
Di norma gli uomini si aiutano l'un l'altro con frasi del
tipo: "Non avere paura, puoi farcela", oppure: "È un pro-
blema loro, non tuo", o ancora "Sono sicuro che si risol-
verà". In sostanza, si sostengono vicendevolmente non
preoccupandosi o minimizzando i loro guai.
Ho impiegato anni per capire che mia moglie desidera-
va che mi preoccupassi per lei quando era turbata. Senza
questa consapevolezza delle nostre diverse necessità, avrei
continuato a minimizzare l'importanza delle sue ansie, riu-
scendo solo a turbarla maggiormente.
Quando un uomo si ritira nella sua caverna, di solito
lo fa per cercare di risolvere un problema. Se la sua com-
pagna è felice o non si trova comunque in uno stato di
bisogno, sente di avere una responsabilità in meno da af-
frontare. Inoltre, sapere che lei è felice con lui gli infonde
più forza per gestire il problema con cui è alle prese.
Accetterà quindi con gioia qualunque cosa serva a di-
strarla o a farla sentire soddisfatta, dalle chiacchierate con
le amiche alla palestra.
Anche i marziani consigliavano alle venusiane di dedi-
carsi a qualche attività piacevole. Sebbene fosse per loro
difficile essere felici quando una persona amica soffriva,
le venusiane trovarono la soluzione. Ogni volta che il lo-
ro marziano preferito si rifugiava nella caverna, andava-
no a fare shopping o a fare un'escursione. Le venusiane

87
amano lo shopping e anche mia moglie Bonnie utilizza a
volte questa tecnica. Quando vede che sono nella caver-
na, esce a fare spese. Con lei non sento mai la necessità
di dovermi scusare per il mio lato marziano. Se so che è
in grado di prendersi cura di sé, non mi sento in colpa quan-
do mi rintano nella caverna per dedicarmi a me stesso. Lei
sa che presto ne uscirò e che mi mostrerò ancora più af-
fettuoso nei suoi confronti.
Sa che quelli non sono i momenti giusti per parlare.
Quando io ricomincio a mostrare interesse per lei, capi-
sce che sto uscendo dalla caverna e che parlare liberamen-
te è di nuovo possibile. A volte mi dice: "Quando ti an-
drà di parlare, mi piacerebbe che trascorressimo un po'
di tempo insieme. Me lo farai sapere?" In questo modo
sonda la situazione senza mostrarsi invadente o esigente.

COME ACCOSTARSI A UN UOMO TRAMITE IL CONSIGLIO O


LA CRITICA

Incapace di capire l'effetto negativo che i consigli non ri-


chiesti e le critiche hanno su un uomo, molte donne si tro-
vano nell'impossibilità di ottenere ciò che vogliono e de-
siderano dal proprio compagno. Nancy viveva con frustra-
zione i suoi rapporti di coppia. "Non ho ancora imparato
la maniera giusta per offrire a un uomo consigli e criti-
che," diceva. "Come devo comportarmi se i suoi modi a
tavola sono atroci o se si veste in modo terribile? Oppure
se è una brava persona ma si comporta in modo da sem-
brare uno sciocco, e incontra difficoltà nel rapportarsi con
gli altri? Che cosa devo fare in questi casi? Qualunque mo-
do scelga per dirglielo, lui si arrabbia, si mette sulla di-
fensiva o si limita a ignorarmi."
La risposta è che Nancy dovrebbe evitare del tutto di
avanzare critiche o offrire consigli a meno che non sia il
88
partner a chiederlo. Dovrebbe invece cercare di comuni-
cargli la sua affettuosa accettazione. E di questo, e non
di predicozzi che lui ha bisogno. A mano a mano che co-
mincerà a essere consapevole dell'accettazione di lei, il suo
compagno avrà meno ritegno a chiedere la sua opinione.
Soprattutto in una relazione intima, gli uomini hanno bi-
sogno di sentirsi molto sicuri prima di aprirsi e chiedere
aiuto.
Oltre ad aspettare fiduciosa che il suo compagno cre-
sca e cambi, se una donna non ottiene quello che vuole
e di cui ha bisogno, ha il diritto e il dovere di rendere noti
i propri sentimenti e di avanzare delle richieste (ma, an-
cora una volta, senza criticare o consigliare). E questa
un'arte che richiede attenzione e fantasia. Ecco quattro
possibili approcci:

1. Una donna può dire a un uomo che non apprezza


il suo modo di vestirsi senza per questo tenergli una
lezione sull'abbigliamento. Può per esempio osser-
vare in tono indifferente mentre lui si sta vestendo:
"Non mi sembra che quella camicia ti stia bene. Per-
ché stasera non ne metti un'altra?" Se poi si accor-
ge che il commentò lo ha infastidito, dovrebbe ri-
spettare la sua sensibilità e scusarsi, dicendo per
esempio: "Mi dispiace... non volevo certo insegnarti
come ti devi vestire."
2. Se lui è molto sensibile - e molti uomini lo sono -
può rimandare la cosa a un altro momento. Dire per
esempio: "Ricordi la camicia blu che l'altra sera hai
messo con i pantaloni verdi? Non mi piaceva quella
combinazione. Perché non la provi con i pantaloni
grigi?"
3. Può anche chiedere direttamente: "Che cosa ne di-
resti di portarmi con te la prossima volta che vai a
fare shopping? Mi piacerebbe scegliere insieme a te."
Se rifiuta, avrà la certezza che di attenzioni mater-
89
ne lui ne ha avute abbastanza. Se accetta, dovrà stare
attenta a non esagerare con i consigli, per non ri-
schiare di offenderlo. 4. Può dire: "C'è qualcosa di
cui voglio parlarti, ma non so come fare. (Pausa.)
Non voglio offenderti, però ci tengo a dirlo. Sei
disposto ad ascoltarmi e quindi a suggerirmi un modo
migliore per esprimere lo stesso concetto?" Questo Io
aiuterà a prepararsi allo choc e sarà felice nello
scoprire che si tratta di una piccola cosa.
Vediamo un altro esempio.
Se lui si comporta in modo da mettervi in imbarazzo,
approfittate di un momento di solitudine per parlarglie-
ne. Non pretendete di spiegargli come "dovrebbe com-
portarsi" e non ditegli neppure che ha torto; esprimete
invece onestamente i vostri sentimenti in modo conciso
e affettuoso. Potreste dire, per esempio: "L'altra sera al-
la festa, non mi è piaciuto quando ti sei messo a parlare
così forte. Potresti tenere il tono di voce più basso, quan-
do ci sono io?" Se lui si arrabbia dimostrando di non ap-
prezzare l'osservazione, allora scusatevi per avergli mos-
so una critica.
L'arte di fornire feedback negativi e di chiedere soste-
gno viene ampiamente discussa nei capitoli 9 e 12. Nel
prossimo capitolo, invece, esamineremo i momenti più
adatti a queste conversazioni.

QUANDO UN UOMO NON HA BISOGNO DI AIUTO

Può succedere che un uomo si senta soffocare quando una


donna cerca di confortarlo o di aiutarlo a risolvere una
difficoltà. Ha la sensazione che lei non lo ritenga in grado
di gestire i suoi problemi. Può sentirsi controllato, tratta-

si
to come se fosse un bambino, o avere l'impressione che
lei voglia cambiarlo.
Questo non significa che un uomo non abbia bisogno
di amore e conforto. Le donne però devono capire che il
modo corretto per mostrare interessamento consiste nel-
l'astenersi da consigli non richiesti. Evitare di correggere
un uomo o di cercare di migliorarlo: ecco come farlo sen-
tire amato. Un consiglio può trasmettergli amore solo quan-
do è lui a chiederlo.
Neil'affrontare i suoi problemi, un uomo deve arrivare
fino a un certo punto da solo e allora e solo allora potrà
chiedere l'aiuto necessario senza perderci in forza e dignità.
Un'offerta d'aiuto al momento sbagliato può essere inter-
pretata come un'offesa.
Quando un uomo è intento a tagliare un arrosto e la
sua compagna insiste nel suggerirgli come e dove tagliare,
lui non si sente stimato, oppone resistenza e si ostina an-
cora di più a fare a modo suo. Al contrario, se un uomo
si offre di aiutare la sua compagna a tagliare l'arrosto, lei
si sentirà amata e coccolata.
Un marito può sentirsi offeso se la moglie gli suggeri-
sce di rivolgersi a un esperto. Ricordo una donna che non
riusciva a capire perché suo marito ce l'avesse tanto con
lei. Mi spiegò che prima di fare l'amore gli aveva chiesto
se aveva rivisto gli appunti di una mia lezione sul sesso
felice. Non capiva che il marito aveva trovato estrema-
mente offensiva la sua domanda. Sebbene avesse apprez-
zato la mia conferenza, non voleva che fosse lei a dirgli
che cosa fare e a rammentargli di seguire i miei consigli.
Ciò che voleva era che la moglie fosse certa della sua ca-
pacità di agire nel modo giusto!
Se gli uomini vogliono ispirare fiducia, le donne hanno
bisogno di attenzione. Quando un uomo dice a una don-
na: "Che cosa c'è, tesoro?" e la guarda con espressione
preoccupata, lei trae conforto dalla sua sollecitudine. Ma
quando è una donna a farlo, è probabile che il compagno

91
si senta insultato o respinto. Ha la sensazione che lei lo
ritenga un incapace.
Per un uomo è molto difficile distinguere tra compren-
sione e compassione. Detesta essere commiserato. A una
donna che gli dice: "Mi dispiace tanto averti ferito" lui
risponderà: "Niente di grave" e respingerà il suo soste-
gno. D'altro canto a lei piace sentirlo dire: "Mi dispiace
di averti ferita" perché capisce di stargli a cuore. Gli uo-
mini devono trovare nuovi modi per dimostrare il loro in-
teresse e le donne devono trovare nuovi modi per dimo-
strare la loro fiducia.

LE TROPPE ATTENZIONI SOFFOCANO

Dovevo lasciare la città per tenere uno dei miei seminari.


Bonnie mi chiese a che ora mi sarei alzato il mattino do-
po. Poi mi domandò a che ora partiva il mio volo. Dopo-
diché fece qualche calcolo mentale e mi disse che i miei
tempi erano troppo stretti e che non sarei riuscito a pren-
dere l'aereo. Così facendo pensava di offrirmi il suo ap-
poggio, ma io trovai offensive le sue osservazioni. Erano
quattordici anni che tenevo corsi in tutto il mondo e non
mi era mai capitato di perdere un aereo.
Poi il mattino dopo, prima che me ne andassi, lei mi
sottopose un vero e proprio bombardamento di doman-
de: "Hai il biglietto? E il portafogli? Di soldi ne hai ab-
bastanza? Hai messo in valigia le calze? Sai quanto dovrai
trattenerti?" Per mia moglie era un modo di manifestare
il suo amore, ma io vivevo le sue ansie come una mancan-
za di fiducia nei miei confronti e ne ero infastidito. Alla
fine le spiegai che apprezzavo le sue intenzioni, ma che
tutte quelle cure materne mi infastidivano.
Le spiegai che tutto ciò che volevo da lei era che mi
amasse e si fidasse incondizionatamente di me. Le dissi:
92
"Se dovessi perdere l'aereo, non dirmi... te l'avevo det-
to. Confida nel fatto che avrò imparato la lezione e che
in avvenire mi regolerò di conseguenza. Se dovessi dimen-
ticare lo spazzolino da denti o il set da barba, lascia che
sia io ad affrontarne le conseguenze. Non parlarmene quan-
do ti telefonerò." Tenendo a mente ciò che io volevo e
non ciò che lei avrebbe voluto, per Bonnie divenne molto
più facile riuscire a starmi vicino.

UN SUCCESSO
Mi stavo recando in Svezia per tenervi un seminario sui
rapporti interpersonali e da New York chiamai la Califor-
nia per dire a Bonnie che avevo dimenticato a casa il pas-
saporto.
La sua reazione fu perfetta e piena d'amore. Non mi
rimproverò esortandomi a essere più responsabile, ma ri-
se e disse: "Oh mio Dio, John, che razza di avventura.
Che cosa conti di fare?"
Le chiesi di inviare via fax il mio passaporto al consolato
svedese e il problema fu risolto. Neppure una volta Bonnie
cedette alla tentazione di farmi una predica per la mia
disorganizzazione. Si mostrò addirittura fiera di me per-
ché avevo trovato il modo di appianare la difficoltà.

EFFETTUARE PICCOLI CAMBIAMENTI


Un giorno mi accorsi che ogni volta che i miei figli mi chie-
devano di fare qualcosa io rispondevo invariabilmente:
"Nessun problema." Era quello il mio modo di dire loro
che sarei stato felice di occuparmene. Un giorno mia ni-
pote Giulia mi chiese: "Perché dici sempre 'nessun pro-
blema'?" Lo ignoravo, ma dopo un po' compresi che era
soltanto un'altra delle radicatissime abitudini marziane.

93
Forte di questa nuova consapevolezza volli correggermi
e cominciai a rispondere invece: "Sarei lieto di farlo." Una
frase, questa, che esprimeva altrettanto efficacemente il
messaggio implicito, ma che certo suonava più affettuosa
alle orecchie della mia nipotina venusiana.
Con questo esempio ho voluto mettere in evidenza uno
strumento essenziale per l'arricchimento dei rapporti in-
terpersonali. E possibile effettuare piccoli cambiamenti
senza sacrificare la propria natura; proprio questo era il
segreto dell'armonia che regnava fra marziani e venusia-
ne. Entrambi attenti a non sacrificare la propria persona-
lità, ma al tempo stesso disposti a fare piccoli cambiamenti
capaci di migliorare le loro interazioni. Avevano impara-
to che i rapporti possono funzionare meglio grazie all'in-
troduzione o alla modifica di poche semplici frasi.
Ciò che voglio sottolineare è che per arricchire le no-
stre relazioni è spesso sufficiente apportare cambiamenti
di poca entità. Grandi cambiamenti presuppongono soli-
tamente profonde alterazioni nella nostra natura e questo
non è mai un bene.
Fornire qualche rassicurazione prima di rifugiarsi nella
caverna è un piccolo cambiamento che un uomo può ef-
fettuare senza modificare la propria indole. Per riuscirci,
deve capire che la donna ha effettivamente bisogno di quel-
le rassicurazioni, soprattutto se sono destinate a ridurre
le sue ansie. A un uomo che ignora le differenze tra il suo
sesso e quello femminile, sarà impossibile comprendere il
motivo per cui il suo improvviso silenzio scatena tanta an-
sia. Poche affettuose rassicurazioni basterebbero a risol-
vere il problema.
D'altro canto, se non è consapevole di certe differen-
ze, potrebbe, vedendola turbata dalla sua tendenza a ri-
fugiarsi nella caverna, sforzarsi di rinunciare a questa abi-
tudine. Sarebbe un grosso errore. Rinunciando alla caverna
(e negando così la sua vera natura) diventerebbe irritabi-
le, ipersensibile, debole, passivo o meschino. E a peggio-

94
rare il tutto, non capirebbe neppure il motivo di quella
sgradevole trasformazione.
Se la sua compagna è turbata nel vederlo rintanarsi nella
caverna, invece di rinunciare a farlo, l'uomo può apporta-
re dei piccoli cambiamenti che alleneranno il problema.
Non ha alcun bisogno di negare le sue autentiche necessi-
tà né di nascondere la sua natura maschile.

COME OFFRIRE SOSTEGNO A UNA VENUSIANA


Come abbiamo già osservato, quando un uomo si rifugia
nella sua caverna sta dicendo: "Ho bisogno di un po' di
tempo per pensare: ti prego, smettila di parlarmi. Torne-
rò." Non capisce che una donna può dare un significato
ben diverso al suo messaggio: "Non ti amo, non sopporto
di stare ad ascoltarti, me ne vado per non tornare mai più!"
Per annullare questo messaggio e comunicarle quello cor-
retto, lui può imparare a pronunciare la parola magica:
"Tornerò."
Quando un uomo si ritira in se stesso, per una donna
è importante sentirlo dire ad alta voce: "Ho bisogno di
un po' di tempo per pensare, tornerò," oppure: "Ho biso-
gno di stare un po' da solo. Tornerò." È sorprendente come
questa semplice parola "tornerò" faccia tanta differenza.
Le donne apprezzano infinitamente questa forma di
rassicurazione. Una volta che l'uomo ne ha capito l'im-
portanza, al momento opportuno non dimenticherà di
fornirla.
Una donna che si è sentita abbandonata o respinta dal
padre o se ha visto la madre subire il rifiuto del marito,
probabilmente svilupperà nei confronti dell'abbandono ti-
mori ancora maggiori. Per questo motivo non dovrebbe
mai essere criticata per il suo bisogno di rassicurazione.
In modo analogo, un uomo non dovrebbe mai essere cri-
ticato per il suo bisogno di rifugiarsi nella caverna.

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D'altro canto, se durante l'infanzia una donna non ha
subito questa traumatica esperienza e riesce a capire le esi-
genze del compagno, avvertirà in modo meno intenso il
bisogno di essere rassicurata.
Avevamo appena affrontato questo argomento durante
un seminario quando una donna mi chiese: "Sono esagera-
tamente sensibile ai silenzi di mio marito, ma da bambina
non mi sono mai sentita né abbandonata né respinta. Nep-
pure mia madre si sentì mai respinta da mio padre. Perfino
quando divorziarono, lo fecero nel modo più affettuoso."
Poi si mise a ridere. Si stava finalmente rendendo con-
to dell'inganno in cui era caduta. Dopodiché scoppiò in
pianto. Certo che sua madre si era sentita respinta. Certo
che lei si era sentita respinta. I suoi genitori avevano di-
vorziato! E come i genitori, aveva a sua volta imparato
a negare la loro sofferenza.
In un'epoca in cui il divorzio è tanto diffuso, diventa an-
cora più importante che gli uomini acquistino la sensibilità
necessaria a fornire rassicurazione. Proprio come gli uomini
possono aiutare le donne effettuando piccoli cambiamen-
ti, le donne hanno bisogno di imparare a fare lo stesso.

COME COMUNICARE SENZA RIMPROVERARE

Di norma un uomo si sente attaccato e biasimato da una


donna quando questa è turbata e vuole parlare dei suoi
problemi. Poiché non capisce le differenze esistenti, non
si sintonizza con prontezza sul bisogno che lei prova di
discutere dei propri sentimenti.
Dà erroneamente per scontato che lei voglia parlarglie-
ne perché lo ritiene in qualche modo responsabile o per-
ché vuole rimproverarlo. Crede di essere l'oggetto della
sua ostilità. Quando lei esprime delle lamentele, lui rece-
pisce rimproveri. Molti uomini non capiscono che le ve-
96
nusiane hanno bisogno di esternare le loro preoccupazio-
ni alle persone che amano.
Con l'esercizio e una maggiore consapevolezza delle no-
stre differenze, la donna può imparare a esprimere i pro-
pri stati d'animo senza apparire accusatoria. Per rassicu-
rare un uomo in questo senso, sarà sufficiente che dopo
aver parlato per qualche minuto si interrompa per dirgli
quanto apprezza la sua attenzione.
Ecco alcune osservazioni adatte allo scopo:

• "Sono tanto contenta di poterne parlare."


• "Parlarne mi fa un gran bene."
• "È un tale sollievo poterne parlare."
• "Non sai come sia felice di potermi lamentare di tut-
to questo. Mi fa sentire molto meglio."
• "Be', ora che ne abbiamo parlato mi sento davvero
meglio. Grazie."
• "Un piccolo cambiamento che può fare una gran dif-
ferenza."

Su questa stessa linea, mentre illustra i suoi problemi la


donna potrà sostenere il compagno mostrando di apprez-
zare le cose che lui ha fatto per renderle la vita più facile
e soddisfacente. Se, per esempio, è insoddisfatta del lavo-
ro, potrà accennare al fatto che è bello potersi ritrovare
con lui alla sera; se si lamenta della casa, avrà qualche pa-
rola di lode per lui che ha fatto una qualche riparazione;
se il suo problema è il denaro, gli dirà che apprezza la sua
dedizione al lavoro; se invece si sente frustrata nel suo ruolo
di madre, potrà dirgli che è felice di contare sul suo aiuto.

CONDIVIDERE LE RESPONSABILITÀ
Una buona comunicazione esige l'impegno di entrambe le
parti. L'uomo dovrà sforzarsi di ricordare che le lamente-

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le non equivalgono necessariamente a rimproveri e che
quando una donna si lamenta, di solito, vuole soltanto sfo-
gare le sue frustrazioni. Una donna dovrà far capire al com-
pagno che, sebbene si stia lamentando, non manca per que-
sto di apprezzarlo.
Mia moglie, appena rientrata, venne a chiedermi come
procedeva il lavoro. "Sono esausto," risposi. "Hai avuto
una buona giornata?"
"Oh, c'è tanto di quel daffare. Non abbiamo quasi più
tempo per stare insieme." Il mio vecchio io si sarebbe mes-
so subito sulla difensiva e sarebbe quindi passato a ricor-
darle tutte le ore trascorse insieme, oppure le avrebbe spie-
gato che era importante che terminassi il lavoro. Ma in
questo modo non avrebbe fatto altro che creare tensione.
Il mio nuovo io, consapevole delle differenze esistenti
tra noi, comprese che lei stava cercando rassicurazione e
comprensione, non giustificazioni e spiegazioni. "Sì, ab-
biamo avuto tutti e due una giornata molto piena. Siediti
qui sulle mie ginocchia, lascia che ti abbracci. E stata una
giornata lunga."
Al che mi disse: "Con te sto proprio bene." Era que-
sto l'apprezzamento di cui avevo bisogno per sentirmi più
disponibile nei suoi confronti. Cominciò quindi a lamen-
tarsi della sua giornata e della stanchezza che provava.
Quando, dopo qualche minuto, s'interruppe, io mi offrii
di portare a casa la baby-sitter in modo che lei potesse ri-
lassarsi prima di cena.
"Sul serio?" esclamò lei. "Sarebbe fantastico. Grazie."
Ancora una volta mi forniva l'apprezzamento e l'accetta-
zione di cui avevo bisogno per sentirmi un compagno va-
lido, e questo sebbene fosse esausta.
Le donne trascurano spesso di mostrare il loro apprez-
zamento perché danno per scontato che un uomo sappia
quanto gli sono grate per la sua disponibilità ad ascoltare.
Ma non è così. Mentre lei parla dei suoi problemi, lui ha
bisogno di sapere che è ancora amato e apprezzato.
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Gli uomini vivono con frustrazione le difficoltà, a me-
no che non si stiano già dando da fare per appianarle. Mo-
strando il suo apprezzamento, una donna può aiutare il
suo compagno a capire che per aiutarla gli sarà sufficiente
ascoltarla.
Una donna non deve soffocare i suoi sentimenti e nep-
pure modificarli allo scopo di sostenere il compagno. È
opportuno però che impari a esprimerli in modo che lui
non si senta attaccato, messo sotto accusa o rimprovera-
to. Piccoli cambiamenti possono portare grandi differenze.

QUATTRO PAROLE MAGICHE DI SOSTEGNO

Le quattro parole magiche per dare a un uomo il necessa-


rio appoggio sono: "Non è colpa tua." Mentre esprime
il proprio turbamento una donna può sostenere il compa-
gno incoraggiandolo di tanto in tanto con osservazioni qua-
li: "Apprezzo molto il fatto che mi ascolti e se ti ho dato
l'impressione di volerti incolpare per quanto sta accaden-
do, sappi che non è questo che intendevo. Non è colpa
tua."
Una donna saprà mostrare maggiore sensibilità verso il
suo ascoltatore quando capirà la sua tendenza a sentirsi
un fallito nel sentirla esporre tanti problemi.
Pochi giorni fa mia sorella mi telefonò per parlarmi di
un momento difficile che stava attraversando. Mentre l'a-
scoltavo, continuavo a ripetermi che per sostenerla non
avevo alcun bisogno di fornirle soluzioni. Le serviva sem-
plicemente qualcuno che la ascoltasse. Dopo dieci minuti
durante i quali i miei unici contributi alla conversazione
erano stati alcuni "Uh-uh" "Ma davvero!" lei disse: "Be',
grazie, John. Mi sento molto meglio."
Starla a sentire mi era stato facile perché sapevo che
non mi stava rimproverando. Era qualcun altro che biasi-

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mava. Mi riesce più difficile, invece, quando è mia mo-
glie a essere infelice, perché in questo caso la tendenza
a sentirmi rimproverato si accentua. Nondimeno, quando
lei mi incoraggia manifestando il suo apprezzamento, ho
meno difficoltà a svolgere la parte dell'ascoltatore.

CHE COSA FARE QUANDO SI


HA VOGLIA DI RIMPROVERARE

Rassicurare un uomo che la colpa non è sua o che non lo


si sta rimproverando funziona soltanto a condizione che
lo si faccia in tutta sincerità. Se invece una donna è irritata
con il proprio compagno, è opportuno che si rivolga a
qualcun altro e rimandi il discorso con lui a un momento
di maggiore tranquillità. Può palesare il suo risentimento
a una persona contro la quale non nutre sentimenti ostili
e che sarà quindi in grado di fornirle il supporto di cui
abbisogna. Solo quando si sentirà più amorevole e capace
di perdonare, ne parlerà serenamente con il compagno. Nel
Capitolo 11 esploreremo più dettagliatamente la strada per
comunicare i sentimenti negativi.

COME ASCOLTARE SENZA BIASIMARE

Capita spesso che un uomo accusi una donna di rimpro-


verarlo quando lei si limita a esporre innocentemente i suoi
problemi. È un atteggiamento estremamente distruttivo
per il rapporto perché blocca la comunicazione.
Immaginiamo che una donna dica: "Tutto quello che
facciamo è lavorare, lavorare, lavorare. Non ci divertia-
mo più. Sei troppo serio." Molto probabilmente il suo com-
pagno si sentirà rimproverato.
IOO
Se questo accade, il mio suggerimento è di non reagire
dicendo: "Ho la sensazione che tu mi stia rimproverando."
Sarebbe invece consigliabile dire: "Mi addolora sentirti
dire che sono troppo serio. Vuoi forse intendere che è
solo colpa mia se non ci divertiamo più?"
Oppure: "Soffro quando ti sento dire che sono troppo
serio e non ci divertiamo più. Vuoi farmi capire che è tut-
ta colpa mia?"
Inoltre, nell'intento di migliorare la comunicazione, può
fornirle una via d'uscita dicendo, per esempio: "Sembra
che tu stia dicendo che è colpa mia se lavoriamo così tan-
to. È vero?"
O ancora: "Quando dici che non ci divertiamo o che
sono troppo serio, ho l'impressione che tu voglia dire che
è tutta colpa mia. È così?"
In tutti i casi, sono reazioni improntate al rispetto che
le daranno la possibilità di ritirare qualunque rimprovero
lui possa avere recepito. Quando lei dirà: "Oh, no, non
sto affatto dicendo che è colpa tua," è probabile che lui
si sentirà sollevato.
Un altro approccio che ritengo estremamente utile con-
siste nel ricordare che lei ha sempre il diritto di sentirsi
turbata e che non appena avrà superato il momento diffi-
cile si sentirà molto meglio. Questa consapevolezza mi per-
mette di rilassarmi e di ricordare che, se saprò ascoltare
senza sentirmi sotto accusa, lei mi dimostrerà il suo ap-
prezzamento. Se anche dovesse esordire rimproverando-
mi, non persevererà a lungo in questo atteggiamento.

L'ARTE DI ASCOLTARE

Quando un uomo impara ad ascoltare e a interpretare cor-


rettamente gli stati d'animo femminili, la comunicazione
risulta facilitata. Come ogni altra arte, anche il saper ascol-
IOI
tare richiede esercizio. Ogni giorno quando torno a casa,
vado in cerca di Bonnie e le chiedo della sua giornata, eser-
citandomi così nell'arte di ascoltare.
Se lei è preoccupata o ha avuto una giornata pesante,
è normale che in un primo tempo io abbia l'impressione
che mi ritenga responsabile. A quel punto è importante
che io non ne faccia una questione personale, che non la
fraintenda. A questo scopo, rammento costantemente a
me stesso che parliamo lingue diverse e le chiedo più vol-
te: "Che cos'altro è successo?" Immancabilmente, scopro
che ci sono molte altre cose che la turbano. Comincio così
a capire che non sono l'unico responsabile della sua
preoccupazione. Dopo un po', ossia quando inizia ad ap-
prezzare la mia disponibilità, anche se sono parzialmente
responsabile del suo disagio, lei assume un atteggiamento
di riconoscenza, di accettazione e di amore.
Sebbene il sapere ascoltare sia un'arte importante che
richiede un esercizio assiduo, capita che in certe situazio-
ni un uomo sia troppo nervoso o stressato per preoccu-
parsi di tradurre il significato nascosto delle parole della
compagna. Quando questo si verifica, non dovrebbe fare
neppure il tentativo di ascoltare, ma limitarsi a dirle con
gentilezza: "Non è il momento giusto, per me. Discutia-
mone più tardi."
A volte un uomo non capisce che non è in grado di ascol-
tare finché la compagna non comincia a parlare. In que-
sto caso, è opportuno che la interrompa immediatamen-
te; se la sua frustrazione crescesse, nessuno dei due ne ri-
caverebbe alcunché di buono. La cosa giusta da dire in
tali situazioni è: "Ho davvero voglia di ascoltare ciò che
mi stai dicendo, ma in questo momento mi riesce molto
difficile. Credo di avere bisogno di un po' di tempo per
pensare a quello che hai appena detto."
A mano a mano che Bonnie e io imparavamo a comuni-
care nel rispetto delle nostre differenze e nella compren-
sione reciproca, il nostro matrimonio diventava sempre più
I02
soddisfacente. Ho assistito a un'identica trasformazione
in migliaia di individui singoli e di coppie. Le relazioni
prosperano quando la comunicazione riflette una pronta
accettazione e un rispetto altrettanto pronto delle diffe-
renze innate.
Quando sorgono malintesi, ricordate sempre che uomi-
ni e donne parlano lingue diverse; riflettete con calma per
capire ciò che il vostro compagno intende realmente dire.
Ci vuole esercizio, ma ne vale la pena.

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CAPITOLO 6 GLI UOMINI

SONO COME ELASTICI

Gli uomini sono come elastici. Quando li si tende, riesco-


no ad allungarsi solo fino a un certo punto prima di scat-
tare all'indietro. L'elastico offre una metafora perfetta per
capire il ciclo dell'intimità maschile, un ciclo che compren-
de manovre di avvicinamento, di allontanamento e anco-
ra di avvicinamento.
La maggioranza delle donne si stupisce nelTaccorgersi
che anche quando è innamorato un uomo sente periodica-
mente il bisogno di allontanarsi prima di riavvicinarsi. Un
bisogno, questo, che gli uomini avvertono d'istinto. Non
si tratta di una decisione o di una scelta. Succede. Non
è colpa di lui né di lei. È un fatto naturale.
Le donne tendono a equivocare questo atteggiamento
perché di norma sono diverse le ragioni che le inducono
ad allontanarsi. Una donna si ritrae quando teme che il
compagno non capisca i suoi sentimenti, quando è stata
ferita e ha paura di soffrire di nuovo, o quando lui ha fat-
to qualcosa di sbagliato e l'ha delusa.
Naturalmente anche un uomo può allontanarsi per mo-
tivi identici, ma gli succederà di farlo anche quando la com-
pagna non ha commesso alcun errore. Pur amandola e fi-
dandosi di lei, a un certo punto comincia a tirarsi indie-
tro. Come un elastico teso, si allontanerà per poi tornare
di sua spontanea volontà.
Un uomo si allontana per soddisfare il proprio bisogno
di indipendenza o di autonomia. Non appena avrà raggiun-
to il livello massimo di tensione, ossia di allontanamento,
104
proverà l'improvviso desiderio di tornare indietro. Rag-
giunta la completa separazione, avvertirà di nuovo il bi-
sogno di amore e intimità. Automaticamente, si sentirà
più motivato a offrire il suo amore e a ricevere quello di
lei. Quando un uomo torna ad avvicinarsi alla compagna,
riprende la relazione dal punto esatto in cui l'ha lasciata.
Non sente il bisogno di un periodo di transizione.

QUELLO CHE OGNI DONNA DOVREBBE SAPERE


SUGLI UOMINI

Quando è correttamente compreso, il ciclo interiore ma-


schile arricchisce un rapporto, mentre una mancata com-
prensione genera problemi assolutamente superflui. Ve-
diamo un esempio.

Maggie era angosciata, ansiosa e confusa. Lei e il suo


ragazzo, Jeff, si frequentavano da sei mesi. Tutto era
sempre stato deliziosamente romantico. Poi, senza al-
cun apparente motivo, lui aveva cominciato ad allonta-
narsi da lei. Maggie non riusciva a capire che cosa stes-
se succedendo. Mi disse: "Era attento e premuroso co-
me sempre, e un istante dopo non voleva neppure par-
larmi. Ho fatto di tutto perché tornasse da me, ma a
quanto pare sono riuscita solo a peggiorare le cose. È
così distante. Non so in che cosa ho sbagliato. Sono dav-
vero così orribile?"

Quando Jeff si allontanò da lei, Maggie lo prese come un


fatto personale. La sua è una reazione comune. Pensava
di avere commesso un errore e biasimava se stessa per quan-
to stava accadendo. Voleva che le cose tornassero com'e-
rano prima, ma più tentava di avvicinarsi a Jeff, più lui
si allontanava.
105
Maggie trasse grande conforto dalla partecipazione al
mio seminario. La sua ansia e la sua confusione sparirono
e, ancora più importante, cessò di rimproverarsi. Comprese
che non era colpa sua se Jeff si era allontanato. Scoprì inol-
tre i motivi di tale allontanamento e apprese ad affrontarli
nel modo giusto. Mesi più tardi, durante un altro semi-
nario, Jeff mi ringraziò per quello che avevo insegnato a
Maggie. Mi disse che erano fidanzati e prossimi al matri-
monio. Maggie aveva scoperto un segreto che solo poche
donne conoscono.
Aveva capito che tentando di farsi più vicina mentre
Jeff si allontanava, gli impediva di raggiungere la massi-
ma distanza che gli avrebbe consentito di tornare al suo
fianco. Assillandolo, non gli permetteva di avvertire di nuo-
vo il bisogno di lei. Comprese inoltre di avere commesso
lo stesso errore in tutti i suoi rapporti precedenti. Incon-
sapevolmente, aveva interrotto un ciclo importante. Sfor-
zandosi di mantenere l'intimità, l'aveva ostacolata.

IN CHE MODO UN UOMO SI TRASFORMA IMPROVVISAMENTE


Se un uomo non ha l'opportunità di allontanarsi, non riu-
scirà mai a sentire appieno il desiderio di riawicinarsi al-
la compagna. È essenziale che le donne capiscano che, in-
sistendo per una continua intimità o "correndo dietro"
ai loro compagni quando questi si allontanano, non faran-
no che indurli a cercare continuamente la fuga negando
loro la possibilità di provare di nuovo un appassionato de-
siderio di amore.
Nei miei seminari, per dimostrare questo punto utiliz-
zo un grosso elastico. Immaginate di averne in mano uno.
Cominciatea tenderlo tirandolo verso destra. Questo par-
ticolare elastico può allungarsi fino a raggiungere i trenta
centimetri, dopodiché non può fare altro che tornare in-
dietro. E lo fa con potenza ed energia considerevoli.
106
In modo analogo, quando un uomo ha raggiunto la mas-
sima distanza possibile, torna dalla compagna con un grosso
carico di amore ed energia. Non appena è teso fino al li-
mite estremo, comincia a subire una trasformazione che
riguarda tutto il suo atteggiamento. L'uomo, che sembra-
va non interessarsi minimamente alla compagna, improv-
visamente non può vivere senza di lei. Sta avvertendo di
nuovo il bisogno di intimità. La sua potenza è tornata per-
ché il desiderio di amore e di essere amato sono stati rav-
vivati.
Si tratta di un fenomeno sconcertante per una donna;
in caso di allontanamento, a lei è necessario un certo pe-
riodo di adattamento per riconquistare la perduta intimi-
tà. Se non riesce a capire questa importante differenza,
sarà incline a non fidarsi dell'improvviso desiderio di in-
timità manifestato dal compagno e a respingerlo.
Anche gli uomini, tuttavia, hanno bisogno di compren-
dere la natura di questa differenza. Una donna che assiste
al ritorno del compagno, ha generalmente bisogno di tempo
e di scambi verbali prima di potergli nuovamente offrire
la sua completa disponibilità. Tutto sarà più semplice se
lui capirà che lei ha bisogno di più tempo per riacquistare
i precedenti livelli di intimità... soprattutto se l'allonta-
namento di lui l'ha ferita. In assenza di tale comprensio-
ne, è probabile che l'uomo si spazientisca perché, mentre
lui è ansioso di riprendere il rapporto dal punto in cui l'ha
interrotto, la compagna si mostra riluttante.

PERCHÉ GLI UOMINI SI ALLONTANANO

Gli uomini cominciano a provare un bisogno di autonomia


e indipendenza quando hanno soddisfatto le loro esigen-
ze di intimità. Quando l'uomo inizia ad allontanarsi, ine-
vitabilmente la sua compagna precipita nel panico. Ciò che
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non capisce è che, una volta soddisfatto il suo bisogno di
autonomia, lui desidererà di nuovo esserle vicino. In un
uomo, l'alternanza tra bisogno di intimità e di autonomia
è automatica.
Pur trovando soddisfacente il rapporto instauratosi, è
inevitabile che un uomo passi attraverso un mutamento
interiore. Comincerà ad avvertire la necessità di allonta-
narsi. Avendo temporaneamente soddisfatto la sua fame
di intimità, ora ha fame di indipendenza, di solitudine.
Ne ha abbastanza di dipendere emotivamente da un'altra
persona. A volte percepisce questa dipendenza come ec-
cessiva, oppure non riesce a capire che cosa scateni in lui
il desiderio di distacco.

PERCHÉ GLI UOMINI E LE DONNE


DUBITANO DEL LORO AMORE

Se manca la comprensione di questo ciclo, non c'è da stu-


pirsi se le donne e gli uomini cominciano a dubitare del-
l'amore dell'altro. Incapace di capire che era lei a impedire
a Jeff di ritrovare la passione, Maggie arrivò inevitabil-
mente alla conclusione che lui aveva smesso di amarla. Pri-
vato della sua possibilità di allontanarsi, Jeff non ritrova-
va in sé il desiderio di stare vicino alla compagna. Da questo
a convincersi di non amarla più, il passo era breve.
Poi, dopo avere imparato a lasciare a Jeff il suo spazio,
Maggie se lo trovò di nuovo vicino. Si esercitò allora a
non corrergli dietro quando lo vedeva ritirarsi e a essere
fiduciosa. Lui tornava sempre.
A mano a mano che la sua sicurezza cresceva, Maggie
cadde sempre meno spesso in preda al panico. Quando Jeff
si allontanava, non lo assillava e neppure si tormentava
cercando di capire che cosa non funzionasse. Aveva ac-
cettato quell'aspetto del compagno e più imparava ad ac-
108
cettarlo, più le assenze di lui erano brevi. Quando comin-
ciò a capire, Jeff divenne più sicuro del proprio amore e
fu in grado di impegnarsi. Maggie e Jeff avevano capito
e accettato il fatto che gli uomini sono come elastici; l'ac-
quisizione di questo segreto garantì il successo alla loro
relazione.

IN CHE MODO LE DONNE FRAINTENDONO GLI UOMINI

Quando non capiscono che gli uomini sono come elastici,


le donne rischiano facilmente di fraintendere le reazioni
maschili. È tipico lo sconcerto che si crea quando lei dice:
"Parliamo" e immediatamente lui si chiude in se stesso.
Proprio nel momento in cui lei vuole aprirsi e sentirlo più
vicino, lui aspira ad allontanarsi. Una delle lamentele che
sento forse più spesso è: "Ogni volta che voglio parlare,
lui si allontana. Ho la sensazione che non gli importi nulla
di me." La donna in questione finisce con il concludere,
del tutto erroneamente, che il compagno non vuole mai
parlare con lei.
L'analogia dell'elastico spiega come anche un uomo mol-
to innamorato possa staccarsi di colpo dalla sua compa-
gna. Questo non significa che non voglia parlare. Ha solo
bisogno di un po' di solitudine; di un po' di tempo da pas-
sare con se stesso senza sentirsi responsabile di altri. Al
suo ritorno, sarà di nuovo disponibile al dialogo.
In una certa misura, un uomo perde se stesso nel sinto-
nizzarsi con la compagna. Nel percepire i bisogni, i pro-
blemi, i desideri e le emozioni di lei, corre il rischio di
perdere contatto con se stesso. I periodi di allontanamen-
to gli permettono di ristabilire i suoi limiti personali e di
soddisfare il bisogno di autonomia.
La spiegazione fornita da alcuni uomini può essere di-
versa. Per certi si tratta solo di avere bisogno "di un po'
109
di spazio" o di "stare da solo". Indipendentemente da co-
me il fenomeno viene descritto, quando un uomo si allon-
tana lo fa per soddisfare la sua necessità di prendersi cura
di sé per qualche tempo.
Quando comincia a sentire di stare perdendo se stesso,
avverte un subitaneo bisogno di autonomia e comincia a
staccarsi. Comprendendo questo processo, le donne po-
tranno cominciare a interpretare correttamente le assen-
ze dei loro compagni.

PERCHÉ GLI UOMINI SI ALLONTANANO


QUANDO LE DONNE SI AVVICINANO

Secondo molte donne, gli uomini tendono ad allontanarsi


proprio nel momento in cui loro aspirano a una maggiore
intimità e comunicazione. Le ragioni sono due.

1. A livello inconscio una donna avverte l'allontana-


mento del compagno e, proprio per questo, cerche-
rà di rafforzare il legame dicendo: "Parliamo". Poi-
ché lui non accenna a riawicinarsi, finisce erronea-
mente per concludere che non vuole parlarle oppu-
re che di lei non gli importa nulla.

2. Quando una donna si apre con il proprio compagno


mettendolo a parte dei suoi più intimi sentimenti
può effettivamente scatenare in lui il bisogno di al-
lontanarsi. Un uomo può affrontare solo un certo
grado di intimità prima che i segnali di allarme co-
mincino a suonare, avvertendolo che è arrivato il mo-
mento di ritrovare l'equilibrio mediante un distac-
co temporaneo. Nei momenti più intimi un uomo
può sintonizzare in modo subitaneo e automatico i
suoi sentimenti sul bisogno di autonomia, e quindi
allontanarsi.
no
Per una donna è sempre sconcertante quando un uomo si
allontana per via di qualcosa che lei ha detto o ha fatto.
Di solito quando una donna comincia a parlare con senti-
mento, il partner comincia a sentire il bisogno di staccar-
si. Il fatto è che i sentimenti avvicinano le persone e crea-
no intimità e quando la vicinanza diventa eccessiva l'uo-
mo si allontana automaticamente.
Questo non significa che non voglia sentirla parlare di
ciò che prova. In un altro momento del suo ciclo di inti-
mità, quando sente il bisogno di vicinanza, proprio i sen-
timenti che hanno scatenato in lui il bisogno di andar-
sene lo attireranno di nuovo verso di lei. Non è ciò che
lei dice a suscitare in lui il bisogno di distacco, ma quando
lo dice.

QUANDO PARLARE CON UN UOMO

Non è mai opportuno cercare di parlare o di avvicinarsi


a un uomo che si sta allontanando. Bisogna lasciarlo
andare. Dopo qualche tempo tornerà. Si comporterà in
modo affettuoso e cooperativo e agirà come se nulla
fosse successo. È questo il momento di promuovere il
dialogo.
In questa situazione ideale, cioè quando un uomo cerca
l'intimità ed è disponibile al colloquio, le donne general-
mente si mostrano poco cooperative. Ciò è dovuto soprat-
tutto a queste tre ragioni.
1. La donna ha paura di parlare perché l'ultima volta
che ha tentato di farlo il suo compagno si è allonta-
nato. Del tutto erroneamente, è convinta che lui non
si curi di lei e non voglia ascoltare.
2. La donna teme che il compagno sia arrabbiato con
lei e aspetta che sia lui ad affrontare l'argomento
in
dei suoi sentimenti. Sa che se fosse stata lei ad al-
lontanarsi di colpo, impiegherebbe qualche tempo
per ristabilire la comunicazione. Rimane in attesa
che il compagno parli del proprio turbamento. Lui
però non prova alcun bisogno di farlo perché in realtà
non è affatto turbato.

3. Consapevole di avere tanto da dire, la donna non


vuole mostrarsi invadente cominciando subito a par-
lare. Nello sforzo di essere cortese, invece di parla-
re dei propri pensieri e sentimenti, commette l'erro-
re di interrogare lui sul suo stato d'animo. E quan-
do il compagno non ha nulla da dire, si convince che
non ha alcun desiderio di parlare con lei.

Con tante convinzioni erronee sui motivi che conducono


un uomo a tacere, non c'è da stupirsi che le donne si sen-
tano frustrate.

COME INDURRE UN UOMO A PARLARE

Quando una donna sente il bisogno di parlare o di accre-


scere la vicinanza emotiva, dovrebbe farlo senza aspetta-
re che sia l'uomo a compiere il primo passo. Per avviare
il dialogo è necessario che si apra per prima, anche se il
suo compagno ha ben poco da dire. Se gli si mostrerà gra-
ta per la sua disponibilità ad ascoltare, con il tempo lui
imparerà a parlare di più.
Un uomo può essere ampiamente disponibile a par-
lare con una donna, pur non avendo nulla da dire. Ciò
che le donne non sanno dei marziani è che questi han-
no bisogno di un motivo per parlare. Per loro, il sem-
plice desiderio di partecipare non è sufficiente. Tuttavia,
se è la compagna ad avviare la conversazione, un uomo
112
avrà meno difficoltà ad aprirsi e a rapportarsi con quanto
lei dice.
Se per esempio lei gli illustra le difficoltà incontrate du-
rante la giornata, è probabile che lui cominci a fare altret-
tanto, rafforzando così la reciproca comprensione. Se lei
gli parla dei figli, è probabile che lui affronti a sua volta
l'argomento. Se, pur aprendosi con lui, lei non lo fa senti-
re rimproverato o criticato, anche la sua disponibilità au-
menterà gradualmente.

COME AVVIARE UNA CONVERSAZIONE CON UN UOMO


Più una donna insiste perché un uomo parli, più lui le re-
siste. L'approccio diretto non è il migliore in questi casi,
soprattutto se lui è in fase di allontanamento. Invece di
chiedersi come indurlo a parlare, è opportuno domandar-
si: "Come posso raggiungere un'intimità maggiore, un gra-
do più profondo di comunicazione con il mio partner?"
Quando lui si mostra disponibile, invece di tempestar-
lo di domande ed esigere delle risposte, la donna dovreb-
be fargli capire che apprezza questa sua disponibilità. Al-
l'inizio, dovrebbe addirittura scoraggiarlo dal parlare.
Maggie, per esempio, potrebbe dire: "Jeff, ti va di ascol-
tarmi? Ho avuto una giornata pesante e vorrei parlarne. So
che dopo mi sentirò molto meglio." Poi, dopo aver parlato
per un paio di minuti, gli dirà: "Ti sono molto grata per
avermi ascoltata, significa molto per me." È questa una
forma di apprezzamento che invariabilmente incoraggia
un uomo ad ascoltare con partecipazione ancora maggiore.

QUANDO UN UOMO NON VUOLE PARLARE


Sandra e Larry erano sposati da vent'anni. Sandra vo-
leva il divorzio, mentre Larry sperava ancora di poter
appianare le cose.
113
"Come può affermare di voler salvare il nostro ma-
trimonio?" diceva lei. "Non mi ama. Non prova alcun
sentimento. Se ne va ogni volta che ho bisogno di sen-
tirlo parlare. È freddo e senza cuore. Per vent'anni non
ha fatto altro che negare i propri sentimenti. Non sono
disposta a perdonarlo né a tenere in piedi questo ma-
trimonio. Sono stanca di cercare di convincerlo ad aprirsi
e a partecipare al rapporto; sono stanca di essere vul-
nerabile."

Sandra non si rendeva conto di avere anche lei contribuito


all'insorgere del problema. Pensava che fosse tutta colpa
del marito. Era convinta di avere fatto il possibile per
accrescere l'intimità, la comunicazione e il dialogo e che,
per tutti quegli anni, lui le avesse opposto una strenua re-
sistenza.
Dopo avermi sentito parlare dell'analogia fra uomini ed
elastici, scoppiò in lacrime. Aveva capito che il problema
di Larry era in realtà il loro problema e che entrambi ave-
vano contribuito alla creazione di quella difficile situazione.
Disse: "Ricordo che durante il primo anno di matrimo-
nio, ogni volta che mi aprivo con mio marito e gli parlavo
dei miei sentimenti, lui se ne andava. Pensavo che non
mi amasse e dopo qualche tentativo finii col rinunciare.
Non ero disposta a soffrire ancora. Non capivo che in al-
tri momenti lui sarebbe stato più che disposto ad ascol-
tarmi. Non gli ho dato la possibilità di dimostrarmelo. Vo-
levo che fosse lui il primo ad aprirsi."

CONVERSAZIONI UNILATERALI

Le conversazioni di Sandra erano quasi tutte unilaterali.


Cominciava assillando il compagno per indurlo a parlare:
quindi, senza riuscire a esternare ciò di cui voleva parlar-
114
gli, reagiva con ansia alle risposte troppo brevi di lui.
Prevedibilmente, ogni volta che si decideva a parlare dei
propri sentimenti, questi erano sempre di natura negati-
va. Era turbata per l'incapacità del compagno di aprirsi
e di amarla. Ecco un esempio di conversazione
unilaterale:

SANDRA: Com'è andata oggi?


LARRY: Bene.
SANDRA: Che cos'è successo?
LARRY: Il solito.
SANDRA: Che cosa hai voglia di fare questo fine set-
timana?
LARRY: Per me è lo stesso. E tu?
SANDRA: Ti va di invitare qualche amico?
LARRY: Non saprei... Sai per caso che cosa c'è alla te-
levisione?
SANDRA: (turbata) Perché non mi parli?
LARRY: (attonito e silenzioso)
SANDRA: Mi ami?
LARRY: Certo che ti amo. Ti ho sposata.
SANDRA: Come puoi amarmi? Non parliamo più. Co-
me puoi startene seduto lì e non dire nulla?
Non t'importa niente di me?

A questo punto Larry finiva inevitabilmente per alzarsi


e andava a fare una passeggiata. Quando tornava si com-
portava come se niente fosse successo. Sandra faceva lo
stesso, ma il suo amore ne risentiva. In superficie si sfor-
zava di mostrarsi affettuosa come sempre, ma il suo ri-
sentimento si faceva sempre più intenso. Di tanto in tan-
to, quando il rancore traboccava, lei avviava un'altra inu-
tile conversazione unilaterale. Dopo vent'anni di tentati-
vi si era convinta che il marito non l'amasse più e da par-
te sua non era più disposta a vivere senza un'adeguata in-
timità di coppia.

115
IMPARARE A SOSTENERSI A VICENDA
SENZA DOVER CAMBIARE

Durante il seminario Sandra disse: "Ho sprecato vent'anni


cercando di indurre Larry a parlare. Volevo che si aprisse
e mostrasse la sua vulnerabilità. Non avevo capito che
ciò di cui sentivo la mancanza era un uomo che mi aiutas-
se ad aprirmi e a mostrare le mie debolezze. Ecco ciò di
cui avevo realmente bisogno. Ho diviso con mio marito
più intimità durante questo fine settimana che nei ven-
t'anni passati. Ora mi sento amata. Ecco che cosa mi
mancava.
Sandra si era sempre lamentata dei silenzi di Larry, fi-
nendo per convincersi che erano quei silenzi a rendere im-
possibile l'intimità. Nel corso del seminario imparò a ester-
nare i suoi sentimenti senza aspettare né pretendere che
Larry facesse altrettanto. Invece di rifiutare il silenzio di
lui, cominciò ad apprezzarlo, permettendogli così di di-
ventare un ascoltatore migliore.
Larry apprese l'arte di ascoltare. Si esercitò ad ascolta-
re senza sentirsi ogni volta in dovere di "aggiustare" la
moglie. È molto più efficace insegnare a un uomo ad ascol-
tare che ad aprirsi e a mostrare la sua vulnerabilità. Impa-
rando ad ascoltare qualcuno che gli sta a cuore e venen-
done per questo apprezzato, finirà automaticamente col
diventare più comunicativo.

QUANDO UN UOMO NON SI ALLONTANA

Lisa e Jim erano sposati da due anni. Facevano tutto


insieme, non si separavano mai. Dopo qualche tempo
Jim cominciò a diventare sempre più irritabile, passi-
vo, lunatico e capriccioso.
116
Durante un incontro a due, Lisa mi disse: "Non è
più divertente stare con lui. Ho fatto di tutto per tirar-
lo su, ma senza risultato. A me piace fare cose diver-
tenti, cenare fuori, viaggiare, andare alle feste e a bal-
lare, ma lui non ci sta. Non facciamo più niente insie-
me. Ci limitiamo a guardare la TV, a mangiare, a dor-
mire e a lavorare. Mi sforzo di amarlo, ma sono arrab-
biata. Un tempo era così affascinante e romantico. Ora,
vivere con lui è terribilmente pesante. Non so che cosa
fare. Il fatto è che non si riesce a smuoverlo!"

Dopo avere scoperto l'esistenza e la dinamica del ciclo


maschile di intimità - la teoria dell'elastico - Lisa e Jim
capirono ciò che era accaduto. Passavano troppo tempo
insieme. Era arrivato il momento di allontanarsi un po'.
Quando un uomo raggiunge un grado eccessivo di vici-
nanza e non si tira indietro, finisce generalmente con l'e-
sibire una gamma di sintomi che vanno dall'irritabilità,
alla passività, all'atteggiamento difensivo. Jim ignorava l'u-
tilità del distacco temporaneo. Si sentiva colpevole quan-
do dedicava un po' di tempo a se stesso. Pensava di avere
il dovere di dividere tutto con la moglie.

ACQUISIRE UNA MAGGIORE INDIPENDENZA

Grazie a questa nuova scoperta, Lisa si rese conto che non


era più necessario preoccuparsi tanto per Jim. Anzi, i di-
stacchi di lui l'aiutarono a diventare più autonoma e indi-
pendente. Cominciò ad avere più cura di sé, a fare le cose
che desiderava fare e a ottenere più aiuto dalle sue ami-
che. Era più felice.
Il risentimento che nutriva verso Jim si dileguò. Ora
capiva di avere preteso troppo da lui. Grazie all'analogia

117
dell'elastico aveva compreso quanto avesse a sua volta con-
tribuito al problema. Capì che lui aveva bisogno di più
solitudine. Con i suoi inutili sacrifici, aveva impedito il
normale svolgimento del suo ciclo di intimità e con la sua
eccessiva dipendenza aveva fatto sentire Jim oppresso e
soffocato.
Cominciò così a divertirsi anche senza di lui, dedican-
dosi ad alcune delle cose che aveva sempre desiderato fa-
re. Una sera uscì a cena con delle amiche; senza il marito
andò a teatro e a festeggiare un compleanno.

SEMPLICI MIRACOLI

La sorprese la rapidità con cui i loro rapporti mutarono.


Jim divenne più attento e più interessato a lei. Nel giro
di un paio di settimane cominciò a tornare quello di sem-
pre. Aveva di nuovo voglia di divertirsi con lei; si sentiva
di nuovo motivato.
Durante una seduta mi disse: "Mi sento così solleva-
to. Mi sento amato... quando Lisa torna a casa è felice
di vedermi. E talmente bello sentire la sua mancanza
quando non c'è. E bello 'sentire' di nuovo. Prima mi
sembrava che nulla di quanto facevo valesse qualcosa.
Lisa non faceva altro che cercare di coinvolgermi in
mille attività, dicendomi che cosa fare e tempestandomi
di domande."
E Lisa: "Ora capisco che davo a lui la colpa della mia
infelicità. Quando me ne sono assunta personalmente la
responsabilità, Jim è subito diventato più dinamico e vi-
tale. E un miracolo."

118
IN CHE MODO IL PASSATO DI UN UOMO PUÒ
CONDIZIONARE IL SUO CICLO DI INTIMITÀ

Ci sono casi in cui il ciclo naturale di un uomo subisce


intralci e impedimenti fin dall'infanzia. Lui ha paura di
allontanarsi perché ha assistito alla disapprovazione con
cui sua madre reagiva ai distacchi emotivi del compagno.
Un uomo appesantito da questo tipo di esperienze può ad-
dirittura non essere consapevole del proprio bisogno di al-
lontanarsi e arrivare inconsciamente a scatenare litigi che
giustifichino tale allontanamento.
Questo tipo d'uomo sviluppa di più il suo lato femmi-
nile, a discapito di certe caratteristiche principalmente ma-
schili. È un uomo sensibile, si sforza in ogni modo di es-
sere compiacente e affettuoso, ma così facendo perde parte
della sua natura maschile. Si sente colpevole quando si al-
lontana. Senza rendersi conto di ciò che è successo, perde
il desiderio e la passione; diventa passivo o eccessivamen-
te dipendente.
Può aver paura della solitudine o di andare nella caver-
na. Può credere di non apprezzare la solitudine perché nel
suo intimo teme di perdere l'amore. Nella sua infanzia c'è
una madre che rifiutava suo padre o lui stesso.
Mentre alcuni uomini non sanno come operare il distac-
co, altri non conoscono l'intimità. Il macho non ha alcu-
na difficoltà ad allontanarsi, ma è incapace di tornare e
di aprire il proprio cuore. Inconsciamente, è probabile che
tema di essere indegno d'amore. Ha paura dell'intimità
e del coinvolgimento emotivo. Ignora invece quanto sa-
rebbe gradito il suo avvicinamento. Sia all'uomo sensibi-
le sia al macho manca una visione positiva del loro natu-
rale ciclo di intimità.
La comprensione di tale ciclo è importante per gli uo-
mini come per le donne. Ci sono uomini che si sentono
colpevoli quando avvertono il bisogno di un po' di solitu-
119
dine o che reagiscono con sconcerto nelT accorgersi di es-
sersi allontanati e quindi tornati indietro. Credono erro-
neamente che in loro ci sia qualcosa che non va. Capire
questi segreti della sfera maschile è di grande aiuto agli
uomini come alle donne.

DONNE E UOMINI SAGGI

Di norma gli uomini ignorano l'impatto che i loro allonta-


namenti e successivi ritorni hanno sulle donne. Una volta
scopertolo, tuttavia, un uomo è in grado di riconoscere
l'importanza del sapere ascoltare. Capisce e rispetta il bi-
sogno che la donna ha di sentirsi confermare l'interesse
e l'amore di lui. Quando non sente il bisogno di allonta-
narsi, l'uomo saggio si preoccupa di avviare numerose con-
versazioni intime chiedendo alla compagna di parlargli
di sé.
Impara a capire le scansioni del proprio ciclo e a ras-
sicurarla quando sta per allontanarsi. Le dice: "Ho bi-
sogno di una pausa di solitudine, ma dopo ci concede-
remo un po' di tempo insieme, senza distrazioni." Op-
pure, se sente di stare allontanandosi mentre lei gli parla:
"Ho bisogno di un po' di tempo per pensarci su, poi ne
riparleremo."
E più consapevole del bisogno di lei di essere ascoltata
e del fatto che è tenuto a offrirle una disponibilità mag-
giore, ogni volta che non è in fase di allontanamento. Inol-
tre sa che ascoltandola comprenderà meglio ciò che vuole
a sua volta dividere con lei.
Allo scopo di avviare una conversazione una donna sag-
gia non esige che il compagno le parli, ma gli chiede inve-
ce di ascoltarla. In questo modo lui non si sentirà sotto
pressione. Lei imparerà ad aprirsi e a renderlo partecipe
dei suoi sentimenti senza pretendere che lui faccia lo stesso.

120
Sa che, sentendosi accettato, lui comincerà ad aprirsi
sempre di più. Non lo punisce né gli dà la caccia. Capisce
che a volte i suoi sentimenti scatenano in lui il bisogno
di allontanarsi, mentre in altre occasioni (quando è sulla
via del ritorno) lui è perfettamente capace di prestarle ascol-
to. La donna saggia non rinuncia. Persevera pazientemente
e amorevolmente, forte di una conoscenza che ben poche
donne hanno.
CAPITOLO 7 LE

DONNE SONO COME ONDE

Una donna è come un'onda. Quando si sente amata, la


sua stima di sé cresce e cala con un movimento ondulato-
rio. È frequente che, raggiunto il culmine, il suo umore
cambi di colpo e l'onda si infranga. È però un fenomeno
solo temporaneo. Una volta raggiunto il fondo, eccola ri-
salire di nuovo, e sentirsi perfettamente in pace con se stes-
sa. L'onda riprende slancio.
Quando l'onda è alta, una donna sente di avere abbon-
danza di amore da dare, ma durante la discesa prova un
senso di vuoto interiore e il conseguente bisogno di riem-
pirlo mediante l'amore. Sono questi i momenti in cui sen-
te la necessità di un'operazione di pulizia emotiva.
Se nel momento di massima altezza dell'onda ha soffo-
cato sentimenti negativi o ha rinnegato se stessa nell'in-
tento di essere più amorevole, è inevitabile che durante
la parabola discendente la percezione di questi sentimenti
negativi e dei bisogni non soddisfatti diventi dolorosa-
mente chiara. Sono questi i momenti in cui ha più biso-
gno di parlare dei propri problemi e di essere ascoltata e
compresa.
Mia moglie Bonnie dice che questi momenti di "cadu-
ta" equivalgono al precipitare in un pozzo buio. Quando
una donna scende nel "pozzo" è consapevole di stare af-
fondando nel proprio inconscio e nell'incertezza emotiva.
Può quindi sperimentare un'infinità di emozioni inspie-
gabili e sentimenti indefiniti. Può sentirsi inerme, sola o
priva di sostegno. Ma poco dopo avere raggiunto il fon-
122
do, se davvero è convinta di essere amata e sostenuta, co-
mincerà automaticamente a sentirsi meglio. Con la stessa
subitaneità con cui è precipitata, si risolleverà e ricomin-
cerà a irradiare amore.
In una donna, la capacità di dare e ricevere amore al-
l'interno di un rapporto riflette generalmente il suo modo
di percepirsi. Quando non è soddisfatta di se stessa, è an-
che incapace di mostrare accettazione e apprezzamento nei
confronti del partner. Nei momenti bui, tende a sentirsi
sopraffatta o più reattiva sul piano emotivo. Quando la
sua onda si infrange, è più vulnerabile e ha bisogno di più
amore. È quindi fondamentale che il suo compagno abbia
coscienza di tale necessità, perché in caso contrario po-
trebbe rivolgerle richieste irragionevoli.

COME GLI UOMINI REAGISCONO ALL'ONDA


Quando è amata, una donna riluce di amore e gratifica-
zione. Ingenuamente, molti uomini si aspettano che tale
lucentezza duri per sempre. Ma pretendere che la natura
amorevole della donna sia costante è come pretendere che
il tempo non cambi mai e il sole splenda in continuazio-
ne. All'interno di un rapporto uomini e donne hanno i lo-
ro ritmi e i loro cicli. Gli uomini si ritraggono e poi torna-
no ad avvicinarsi, mentre nelle donne fluttua la capacità
di amare se stesse e gli altri.
Un uomo parte dal presupposto di essere l'unico elemen-
to scatenante degli improvvisi mutamenti d'umore della
compagna. Quando lei è felice se ne attribuisce il merito
e in egual maniera si sente responsabile della sua infelici-
tà. In questo ultimo caso, rischia gravi frustrazioni per-
ché non sa come migliorare la situazione. La vede felice
e si convince di stare comportandosi nel modo migliore,
ma un attimo dopo l'infelicità di lei lo precipita nello
sconcerto.
123
NON CEDERE ALL'ISTINTO DI "AGGIUSTARE"

Bill e Mary erano sposati da sei anni. Bill aveva osservato


nella moglie questo comportamento fluttuante e ondula-
torio, ma poiché non riusciva a penetrarne il significato,
cercava di "aggiustarlo", riuscendo solo a peggiorare le
cose. Pensava che ci fosse qualcosa di sbagliato in quella
continua alternanza emotiva e si sforzava di spiegarle che
non aveva alcun motivo di sentirsi turbata. Da parte sua,
Mary si sentiva semplicemente fraintesa e di conseguenza
sempre più angosciata.
Bill pensava di stare effettuando un'operazione di "ri-
parazione", mentre in realtà non faceva che impedire a
Mary di riprendere quota. Quando una donna scende nel
pozzo, è indispensabile che il compagno capisca che pro-
prio quello è il momento in cui il suo aiuto è maggiormente
necessario, e che non si tratta di risolvere un problema,
bensì di approfittare dell'opportunità per sostenerla con
il suo amore incondizionato.

"Non riesco a capire mia moglie Mary," diceva Bill.


"Per settimane è la migliore delle donne. Concede senza
riserve il suo amore a me e a tutti gli altri. Poi di colpo
si sente sopraffatta da questa sua prodigalità e comin-
cia a trovare da ridire sul mio conto. Non è colpa mia
se è infelice, ma quando cerco di spiegarglielo, riuscia-
mo soltanto a litigare."

Come molti uomini, Bill commetteva l'errore di cercare


di impedire alla compagna di "toccare il fondo". Pensava
di doverla aiutare a risalire, senza capire che toccare il fon-
do era proprio ciò di cui lei aveva bisogno per poter tor-
nare a galla.
Quando la sua onda cominciava a infrangersi, Mary ini-
ziava a sentirsi sopraffatta. Invece di ascoltarla con atten-
zione, calore e simpatia, Bill si sforzava di sollevarle il
124
morale facendole capire che non aveva motivo di essere
tanto turbata.
L'ultima cosa di cui una donna ha bisogno quando è "in
caduta libera" è che qualcuno le spieghi perché non ha
ragione di provare certe sensazioni. Ha invece la necessità
di una presenza amorevole, di qualcuno che la ascolti e
reagisca con empatia. Anche se un uomo non è in grado
di capire appieno perché una donna si sente sopraffatta,
può ugualmente offrirle il suo amore, la sua attenzione e
il suo sostegno.

LO SCONCERTO DEGLI UOMINI

Bill scoprì che le donne sono come onde, ma questo non


gli bastò per superare lo sconcerto. La volta successiva,
quando ebbe l'impressione che sua moglie fosse di nuovo
nel pozzo, si sforzò di ascoltarla senza offrirle suggerimenti
che, nelle sue intenzioni, avrebbero dovuto farla sentire
meglio. Dopo qualche minuto, tuttavia, cominciò a sen-
tirsi alquanto perplesso perché lei non pareva migliorare.
Mi disse: "All'inizio sono stato ad ascoltarla e mi sem-
brava che si aprisse sempre di più. Ma a un certo punto
ha cominciato a mostrarsi ancora più angosciata. Più la
ascoltavo, più si angosciava. Le dissi che non doveva far-
lo e finimmo per litigare."
Bill stava effettivamente ascoltando Mary, ma nel con-
tempo continuava a cercare di "aggiustarla". Si aspettava
che il miglioramento fosse immediato. Ciò che non sa-
peva è che quando una donna scende nel pozzo, se anche
si sente sostenuta non per questo il suo stato d'animo mi-
gliorerà di colpo. Anzi, può addirittura peggiorare. Ma que-
sta è la prova che il sostegno del compagno esercita su di
lei un effetto positivo. Può addirittura aiutarla a toccare
prima il fondo, e da quel momento le sarà più facile risali-
re. E così che funziona il ciclo femminile.
125
Quando lo capì, Bill riuscì a mostrarsi più comprensivo
e paziente con Mary. Imparando ad aiutarla quando era
nel pozzo, imparò anche che è impossibile prevedere la
durata del turbamento di una donna; la profondità del poz-
zo non è sempre la stessa.

CONVERSAZIONI E LITIGI RICORRENTI


Quando esce dal pozzo, di solito la donna torna a essere
quella di sempre, ma gli uomini tendono a fraintendere
questo mutamento positivo. E normale che un uomo pen-
si che qualunque fosse il problema che la affliggeva, or-
mai non esiste più oppure è stato risolto. Ma non è così
e la sua è solo un'illusione.
Dato che lei si mostra di nuovo affettuosa e costrutti-
va, lui si convince erroneamente che i suoi problemi ab-
biano trovato soluzione.
Quando tuttavia l'onda torna ad abbattersi, gli stessi
problemi si ripresentano e l'uomo si spazientisce, perché li
aveva già dati per risolti. Incapace di capire le fluttuazioni
della natura femminile, gli riesce difficile dare valore e con-
siderazione ai sentimenti di lei mentre si trova nel "pozzo".

Quando i sentimenti irrisolti di una donna si ripre-


sentano con regolarità, è frequente che un uomo rea-
gisca dicendo:
1. "Quante volte ancora dovremo riparlarne?"
2. "L'ho già sentito."
3. "Credevo che l'avessimo assodato."
4. "Quando ti deciderai a lasciar perdere?"
5. "Non voglio discuterne di nuovo."
6. "Ma è pazzesco! Stiamo ripetendo le stesse cose."
7. "Perché hai così tanti problemi?"

126
Quando una donna scende nel suo pozzo, i suoi problemi
più gravi tendono a salire a galla. A volte possono riguar-
dare il rapporto attuale, ma di solito sono determinati so-
prattutto dalla sua infanzia e da precedenti relazioni. Ciò
che non è stato sanato o risolto torna inevitabilmente a
farsi sentire. Ecco alcuni dei sentimenti più comuni che
la donna prova quando è nel pozzo.

SEGNALI D'ALLARME

Lei si sente Ciò che dirà


Sopraffatta "C'è così tanto da fare."
Risentita "Faccio tutto io."
Confusa "Non capisco perché..."
Impotente "Non so cosa fare."
Esigente "Dovresti..."
Sospettosa "Che cosa vorresti dire con
questo?"
Critica "Come hai potuto dimen-
ticare...?"
Insicura "Ho bisogno di più."
Preoccupata "Ma che cosa..."
Esausta "Non posso fare di più."
Passiva "Non m'importa, fa' come
vuoi."
Frenata "No, non voglio..."
Dominatrice "Allora, hai...?"

Se si sentirà sostenuta in questi difficili momenti, comin-


cerà ad avere fiducia nel rapporto e sarà in grado di scen-
dere e risalire dal pozzo senza scatenare conflitti. Ecco
come si costruisce una relazione positiva.
Aiutare una donna quando si trova nel pozzo è un do-
no prezioso che lei non mancherà di apprezzare. Si libe-
rerà gradualmente dall'influenza del passato e, pur conti-
127
nuando ad avere i suoi alti e bassi, questi non saranno mai
così radicali da oscurare la sua natura affettuosa.

COMPRENDERE I BISOGNI

Durante uno dei miei seminari, Tom si lamentò in questi


termini: "All'inizio del nostro rapporto Susan sembra-
va molto forte, poi di colpo cominciò a rivelarsi incre-
dibilmente piena di bisogni. Io facevo il possibile per
rassicurarla sul mio amore e sull'importanza che rive-
stiva per me. Dopo averne parlato a lungo, riuscimmo
a superare il problema, ma un mese più tardi lei comin-
ciò ad accusare la stessa insicurezza. Era come se non
avesse ascoltato nulla di quanto le avevo detto durante
la prima crisi. Mi sentivo così frustrato che finimmo
col litigare."

Tom rimase sorpreso nel constatare quanti uomini aves-


sero avuto un'esperienza analoga. Quando conobbe Su-
san, l'onda di lei era al suo culmine. Con l'approfondirsi
della loro relazione l'amore di Susan per Tom cresceva.
Una volta che la sua onda ebbe raggiunto l'apice, di colpo
lei cominciò a sentirsi estremamente possessiva e piena di
bisogni. Divenne insicura e iniziò a esigere attenzioni sem-
pre maggiori. Aveva iniziato la sua discesa nel pozzo.

QUANDO UNA DONNA NON SI SENTE SICURA NEL POZZO


La tendenza a comportarsi come un'onda aumenta quan-
do una donna vive un rapporto privilegiato. E essenziale
che lei si senta sicura durante l'evolversi del proprio ciclo
naturale. In caso contrario, farà di tutto per fingere che
va tutto bene e soffocare i sentimenti negativi.
128
A una donna che non ha la sicurezza di poter scendere
nel pozzo senza conseguenze negative, resta un'unica alter-
nativa: evitare l'intimità e il sesso o reprimere e ottundere
i propri sentimenti esagerando nel bere, nel mangiare, nel
lavorare o nella sorveglianza. Neppure questo, tuttavia, le
impedirà di precipitare periodicamente nel pozzo, con il ri-
schio di emergerne in preda a un grave turbamento emotivo.
Probabilmente conoscete anche voi delle coppie che non
litigano mai e che, tra la sorpresa generale, a un certo punto
decidono di divorziare. In molti di questi casi, la donna
ha represso i suoi sentimenti negativi per evitare litigi, fi-
nendo così per atrofizzare la propria capacità di amare.
Reprimendo i sentimenti negativi si soffocano anche
quelli positivi e l'amore muore. Evitare litigi e discussio-
ni è certamente opportuno, ma soffocare i propri senti-
menti è sempre dannoso. Nel Capitolo 9 discuteremo il
modo di evitare litigi senza uccidere i sentimenti.

LE PULIZIE EMOTIVE
Quando l'onda di una donna si infrange, è arrivato il
momento di una pulizia emotiva. Senza questa catarsi
una donna perde lentamente la sua capacità di amare.
La sua natura fluttuante viene ostacolata dalla repressio-
ne dei sentimenti e gradualmente lei diventa insensibile
e arida.
Tra le donne che reprimono le emozioni negative e re-
sistono alle normali fluttuazioni del loro stato d'animo,
sono frequenti i casi di sindrome premestruale. Esiste una
forte relazione tra la sindrome premestruale e l'incapaci-
tà di affrontare positivamente i sentimenti negativi. In al-
cune donne che avevano imparato a gestire i propri senti-
menti, i sintomi della sindrome premestruale sono com-
pletamente scomparsi. Nel Capitolo 11 affronteremo le tec-
niche più idonee ad affrontare le emozioni negative.
129
Anche una donna forte, sicura e di successo sentirà di
tanto in tanto l'impulso a scendere nel pozzo. Gli uomini
commettono spesso l'errore di pensare che se la loro com-
pagna ha successo nel lavoro sarà necessariamente immu-
ne dal bisogno di queste periodiche pulizie emotive. È vero
esattamente il contrario.
Una donna che lavora è esposta a numerose forme di
inquinamento emotivo e di stress. Cresce così il suo biso-
gno di un'operazione di pulizia emotiva. Analogamente,
in un uomo, il bisogno di distacco può aumentare nei mo-
menti di maggior tensione lavorativa.
Uno studio ha rivelato che di norma in una donna la sti-
ma di sé aumenta e diminuisce nell'arco di un periodo di
tempo compreso tra i ventuno e i trentacinque giorni. Nes-
suna ricerca ha stabilito con quanta frequenza gli uomini si
tendono come elastici, ma stando alla mia esperienza i tem-
pi sono molto simili. Il ciclo di autostima di una donna non
coincide necessariamente con quello mestruale, ma la sua
durata media si aggira intorno ai ventotto giorni.
Quando una donna indossa la sua uniforme da lavoro
è generalmente in grado di dimenticare le sue altalene emo-
tive, ma tornando a casa ha bisogno che il compagno le
fornisca l'appoggio tenero e amorevole di cui ogni donna
sente la necessità.
E importante capire che la tendenza a scendere nel pozzo
non influenza necessariamente la competenza professio-
nale di una donna, ma incide in modo significativo sulla
qualità delle sue comunicazioni con le persone che ama
e che vuole vicine.

IN CHE MODO UN UOMO PUÒ AIUTARE UNA DONNA IN


FONDO AL POZZO

Un uomo saggio impara a uscire dai propri schemi mentali


per aiutare una donna a sentirsi al sicuro durante le sue
130
fluttuazioni emotive. Evita giudizi e pretese e impara a
fornirle il necessario sostegno. Come conseguenza, si tro-
verà a vivere una relazione sempre più ricca di amore e
di passione.
E probabile che dovrà sopportare alcune tempeste o sic-
cità emotive, ma in questo caso la ricompensa sarà ancora
più grande. Anche il non iniziato subirà tempeste e sicci-
tà, ma poiché ignora l'arte di mostrarsi amorevole quan-
do la compagna è nel pozzo, il loro amore smetterà di cre-
scere e col tempo si spegnerà.

QUANDO LEI È NEL POZZO E LUI NELLA CAVERNA


Raccontò Harris: "Ho cercato di mettere in pratica tutto
quello che ho imparato durante il seminario. Funzio-
nava, ci sentivamo molto vicini e a me sembrava di es-
sere in paradiso. Poi di colpo mia moglie Cathy comin-
ciò a lamentarsi perché secondo lei guardavo troppo la
televisione. Prese a trattarmi come se fossi un bambi-
no. Litigammo. Io non riuscivo a capire che cosa fosse
successo. Andava tutto così bene."

Ecco un esempio di ciò che può accadere quando i mo-


menti critici dei due partner coincidono (l'onda si infran-
ge e l'elastico si tende). Dopo avere partecipato al semi-
nario, Harris era riuscito a dare alla moglie e alla famiglia
più di quanto avesse mai fatto prima. Cathy ne era felice,
quasi non riusciva a crederci. Non erano mai stati così vi-
cini. La sua onda andava crescendo. Tale felice situazio-
ne si protrasse per un paio di settimane, fino alla sera in
cui Harris decise di restare alzato fino a tardi a guardare
la TV. Il suo elastico cominciava a tendersi e lui sentiva
il bisogno di rifugiarsi nella caverna.
Cathy ne rimase profondamente ferita e la sua onda ini-
ziò la parabola discendente. Interpretò l'allontanamento
131
di lui come la fine della loro nuova intimità. Quelle ulti-
me due settimane erano state le più belle del loro rappor-
to e adesso temeva di perdere tutto. Aveva coltivato quel
sogno di intimità fin da bambina ed era quindi inevitabile
che il distacco del marito fosse per lei uno choc tremendo.
Era come se alla bambina vulnerabile che si nascondeva
in lei qualcuno avesse offerto un dolce per poi strap-
parglielo di mano.

LOGICA MARZIANA E LOGICA VENUSIANA

Un marziano avrebbe enormi difficoltà a capire il senso


di abbandono provato da Cathy. La sua logica sostiene:
"Sono stato meraviglioso per due settimane. Ora non ho
forse diritto a un po' di tempo libero? Per tutto questo
tempo ti ho fatto dono di tutto me stesso, ora voglio pen-
sare a me. Ormai dovresti essere sicura dell'amore che ti
porto."
La logica venusiana segue tutt'altre strade: "Queste ul-
time due settimane sono state splendide. Mi sono aperta
con te come mai prima. Ora, perdere la tua attenzione mi
risulta più che mai doloroso. Stavo cominciando a rive-
larti tutta me stessa e tu te ne sei andato."

IN CHE MODO TORNANO AD


AFFIORARE SENTIMENTI DEL PASSATO

Evitando di dare fiducia e di aprirsi completamente, per


anni Cathy era riuscita a proteggersi dal dolore. Ma nel
corso di quelle due settimane si era rivelata come mai aveva
fatto nella sua vita di adulta. Grazie all'appoggio di Har-
132
ris, non aveva avuto timore di riprendere contatto con i
vecchi stati d'animo.
Con il distacco di lui, cominciò a sentirsi come una bam-
bina trascurata dal padre troppo occupato. Proiettò i suoi
sentimenti passati, e irrisolti, di rabbia e impotenza su Har-
ris che voleva guardare la TV. Se tali sentimenti non fos-
sero affiorati, Cathy sarebbe stata in grado di accettare
molto più di buon grado il desiderio del marito.
Invece, si sentì ferita dall'atteggiamento di lui. Se si fosse
concessa la possibilità di esplorare il proprio dolore, avreb-
be scoperto sentimenti molto profondi e dopo avere toc-
cato il fondo si sarebbe sentita decisamente meglio. An-
cora una volta, sarebbe stata disposta a fidarsi dell'inti-
mità, pur sapendo che avrebbe sofferto quando, inevita-
bilmente, il compagno si fosse allontanato.

QUANDO SI FERISCONO I SENTIMENTI

Ma Harris non capiva perché lei si sentisse ferita. Le dis-


se che non ne aveva alcun motivo e il litigio scoppiò. Dire
a una donna che non ha motivo di sentirsi ferita è più o
meno la cosa peggiore che un uomo possa fare. In questo
modo la ferisce ancora di più, ed è come se versasse sale
su una ferita aperta.
Una donna ferita può assumere toni di rimprovero,
che però scompaiono se le vengono offerte attenzione e
comprensione. Tentare di spiegarle perché non è il ca-
so che si senta ferita, invece, può solo peggiorare la si-
tuazione.
Può anche succedere che una donna che soffre si renda
razionalmente conto di reagire in modo sbagliato. Ma sul
piano emotivo ciò che conta è la sofferenza, e non le va
di sentirsi dire che il suo dolore è fuori luogo. Ciò di cui
ha bisogno è che lui capisca perché soffre.

133
QUANDO UOMINI E DONNE UTIGANO
Harris fraintese completamente la reazione di Cathy. Cre-
dette che lei volesse vederlo rinunciare per sempre alla te-
levisione. Ma naturalmente Cathy non intendeva affatto
questo. Voleva solo fargli sapere che aveva provato dolo-
re nel vederlo assumere un certo atteggiamento.
Le donne sanno d'istinto che se solo riescono a comu-
nicare la propria sofferenza è molto probabile che il com-
pagno faccia quanto può per cambiare la situazione. Ren-
dendolo partecipe della sua sofferenza, Cathy esprimeva
semplicemente il suo bisogno di essere ascoltata e quindi
rassicurata; voleva che Harris le facesse capire che non sta-
va tornando quello di una volta, teledipendente e mai di-
sponibile per lei.
Harris aveva diritto di guardare la TV, ma in modo ana-
logo Cathy aveva ogni diritto di sentirsi turbata. Aveva il
diritto di essere ascoltata, compresa e rassicurata. Harris
non commetteva alcun male guardando la televisione, così
come non ne commetteva Cathy reagendo con angoscia.
Harris giudicò ingiusta la reazione della moglie perché
ignorava tutto della sua onda. Pensò che solo una risposta
decisa gli avrebbe garantito il diritto di guardare la tele-
visione. Divenne irritabile e pensò: Non posso essere af-
fettuoso e Ìntimo tutto il tempo!
Harris sentiva di dover invalidare i sentimenti della mo-
glie per guadagnarsi il diritto di guardare la TV e vivere
la sua vita. Litigò per il suo diritto di guardare la TV quan-
do Cathy aveva solo bisogno di essere ascoltata. Lei litigò
per difendere il suo diritto di sentirsi offesa e ferita.

RISOLVERE I DISSIDI TRAMITE LA COMPRENSIONE


Naturalmente, era ingenuo da parte di Harris ritenere che
la collera, il risentimento e il senso d'impotenza sviluppa-

i34
tisi in Cathy in dodici anni di trascuratezza potessero scom-
parire dopo due settimane d'amore.
Altrettanto ingenuo era da parte di Cathy pensare che
Harris potesse restare concentrato su di lei e sulla fami-
glia senza distaccarsene mai.
L'allontanamento di Harris provocò l'infrangersi del-
l'onda di Cathy. In lei cominciarono a riaffiorare i pro-
blemi irrisolti. Quella sera, non reagì solo all'interesse che
Harris mostrava per la TV, ma a lunghi anni di abbando-
no. La discussione sfociò in una lite violenta, dopodiché
smisero di parlarsi.
Quando ebbero un quadro più completo della situazio-
ne, i due coniugi furono in grado di appianare il conflitto
e di fare la pace. Harris comprese che allontanandosi sca-
tenava in Cathy l'esigenza di una pulizia emotiva. Lei aveva
bisogno di parlare dei propri sentimenti, non di vederli
invalidati. A incoraggiare Harris fu soprattutto la scoper-
ta che la moglie combatteva per essere ascoltata, proprio
come lui combatteva per essere libero. Assecondando il
suo bisogno di essere ascoltata, la stimolava ad assecon-
dare il suo bisogno di libertà.
Da parte sua, Cathy comprese che Harris non aveva avu-
to alcuna intenzione di invalidare i suoi sentimenti feriti.
Capì inoltre che pur allontanandosi, lui sarebbe tornato
e che insieme avrebbero potuto condividere nuovamente
l'intimità recentemente raggiunta. Si rese conto che pro-
prio l'accresciuta intimità aveva stimolato in lui il biso-
gno di distaccarsi. Realizzò che nel vederla ferita Harris
si era sentito sotto sorveglianza e che era importante far-
gli capire che non aveva alcuna intenzione di dirgli che
cosa fare o non fare.

i35
CHE COSA PUÒ FARE UN UOMO OUANDO
NON È IN GRADO DI ASCOLTARE

"E se io non potessi ascoltarla e sentissi invece il bisogno


di andare nella caverna?" volle sapere Harris. "A volte,
quando ho appena cominciato ad ascoltarla, mi accorgo di
stare andando su tutte le furie."
Io gli assicurai che era perfettamente normale. Capita
che proprio nel momento in cui la donna ha più bisogno
di attenzione, l'uomo avverta la necessità di allontanarsi
e non si senta in grado di assecondarla. Lui assentì con
entusiasmo e aggiunse: "È proprio così. Quando io vo-
glio allontanarmi, lei vuole parlare."
Quando un uomo sente la necessità di staccarsi e una
donna di parlare, è assolutamente controproducente che
lui si sforzi ugualmente di mostrarsi disponibile. Dopo po-
chissimo tempo si scoprirà a giudicarla e non è escluso che
la sua collera esploda o la sua poca attenzione susciti in
lei gravi apprensioni. Quando l'uomo non si sente in gra-
do di ascoltare con attenzione, comprensione e rispetto,
può ricorrere ai seguenti strumenti:

TRE INIZIATIVE PER SOSTENERLA QUANDO LUI HA


BISOGNO DI ALLONTANARSI

1. Accettare i propri limiti


La prima cosa da accettare è il proprio bisogno di al-
lontanarsi e il fatto di non avere nulla da dare. Per quan-
to desideriate essere presenti e affettuosi, non siete in
grado di ascoltare con la dovuta attenzione. Non sfor-
zatevi quindi di farlo ugualmente.
2. Capire il suo dolore
Subito dopo, è importante capire che quanto siete in
grado di darle in quel momento non è sufficiente. Il suo
136
dolore è autentico. Non fatela sentire in colpa per-
ché ha bisogno di più di quanto riceve, o perché si
sente ferita. È brutto sentirsi abbandonate quando si
ha bisogno di amore. Voi non sbagliate nell'avere biso-
gno di più spazio, lei non sbaglia nel desiderare una mag-
giore intimità. Forse temete che non vi perdonerà o non
si fiderà più di voi. Ma una donna sarà molto più fidu-
ciosa e conciliante se le dimostrerete di capire e di te-
nere nel giusto conto la sua sofferenza.

3. Evitare di litigare e fornire rassicurazioni


Comprendendo il suo dolore riuscirete a non farla sen-
tire in colpa per il turbamento che prova. Se anche non
siete in grado di darle il sostegno di cui ha bisogno e
che desidera, potete evitare di peggiorare la situazione
litigando. Rassicuratela facendole capire che al vostro
ritorno le darete tutto l'appoggio che merita.

CHE COSA PUÒ DIRE LUI INVECE DI LITIGARE

Non c'era nulla di sbagliato nel bisogno di Harris di stare


un po' da solo o di guardare la televisione, come non c'e-
ra nulla di sbagliato nei sentimenti feriti di Cathy. Invece
di litigare per il suo diritto alla TV, lui avrebbe potuto
esprimersi in questo modo: "Capisco che sei turbata, ma
in questo momento sento il bisogno di guardare la TV e
rilassarmi. Quando mi sentirò meglio parleremo." Così fa-
cendo avrebbe potuto dedicarsi tranquillamente alla tele-
visione e rilassarsi al tempo stesso per prepararsi ad ascol-
tare gli sfoghi della compagna senza giudicarla negati-
vamente.
Forse lei non avrebbe apprezzato questa reazione, ma
l'avrebbe senz'altro rispettata. Nell'uomo, il bisogno del
distacco è un bisogno autentico. Non può dare ciò che non

137
ha, ma può evitare di peggiorare le cose. La soluzione sta
nel rispetto delle esigenze reciproche. E giusto che lui si
prenda il tempo di cui ha bisogno per poi tornare e darle
quanto le serve.
Quando un uomo ha bisogno di allontanarsi e non si
sente in grado di dare ascolto ai sentimenti feriti di una
donna, può dirle: "Capisco che ti senti ferita e ho biso-
gno di un po' di tempo per pensarci su. Concediamoci una
pausa." Scusarsi e smettere di ascoltare è molto più utile
che cercare di minimizzare il dolore della compagna.

CHE COSA PUÒ FARE LEI INVECE DI LITIGARE

Nell'udire questo suggerimento Cathy volle sapere: "Lui


è libero di rifugiarsi nella caverna, e io? Gli do spazio, ma
in cambio che cosa ne ricavo?"
Ciò che Cathy ne ricava è tutto quello che il suo com-
pagno può darle in quel moménto. Rinunciando a preten-
dere di essere ascoltata, può evitare di peggiorare il pro-
blema scatenando una lite. In più, si garantirà il suo so-
stegno quando tornerà... quando cioè sarà effettivamente
in grado di sostenerla.
Ricordate: dopo che si è teso come un elastico, un uo-
mo torna più innamorato che mai e più che mai disposto
ad ascoltare. E questo il momento migliore per avviare il
dialogo.
Accettare il "bisogno di caverna" di un uomo non si-
gnifica rinunciare alla necessità di parlare. Significa inve-
ce rinunciare alla pretesa che lui sia "sempre" pronto ad
ascoltare. Cathy imparò ad accettare che a volte un uomo
non è in grado di ascoltare mentre in altri momenti la sua
disponibilità è totale. Il tempismo è molto importante. Si
sentì quindi incoraggiata a non abbandonare i tentativi
di dialogo, ma a scegliere il momento giusto.
138
Quando un uomo si allontana è tempo di cercare soste-
gno altrove. Se Cathy ha bisogno di parlare ma Harris non
è disposto a prestarle ascolto, è meglio che lei si rivolga
agli amici. Fare di un uomo l'unica fonte di amore e so-
stegno significa esercitare su di lui una pressione eccessi-
va. Quando l'onda di una donna si infrange e il suo com-
pagno è nella caverna, è essenziale che lei disponga di al-
tre risorse. In caso contrario, non potrà fare a meno di
provare risentimento nei confronti di lui.

IN CHE MODO IL DENARO PUÒ CREARE PROBLEMI


"Sono molto confuso," raccontò Chris. "Quando ci spo-
sammo eravamo poveri. Lavoravamo sodo tutti e due
e a malapena riuscivamo a mettere insieme i soldi del-
l'affitto. A volte mia moglie Pam si lamentava della sua
vita. La capivo. Ma ora siamo ricchi. Tutti e due ab-
biamo fatto carriera. Com'è possibile che sia ancora in-
felice e sempre pronta a lamentarsi? Qualunque altra
donna farebbe carte false per essere al suo posto. Inve-
ce litighiamo in continuazione. Eravamo più felici da
poveri; ora stiamo pensando di divorziare."
Chris non capiva che le donne sono come onde. Durante i
loro primi anni di matrimonio capitava di tanto in tanto che
l'onda di Pam si frangesse. In quelle occasioni lui era dispo-
sto ad ascoltarla e a capire la sua infelicità. Gli era facile at-
tribuire il giusto valore ai sentimenti di lei perché li condi-
videva. Dal suo punto di vista, Pam aveva un ottimo moti-
vo per essere angosciata... disponevano di poco denaro.

IL DENARO NON SODDISFA LE NECESSITÀ EMOTIVE


I marziani sono inclini a credere che il denaro rappresenti
la soluzione a molti, se non tutti, i problemi. Quando Chris
139
e Pam erano poveri e lottavano per far quadrare i conti,
lui l'ascoltava e si proponeva di fare più soldi, così da al-
leviare l'infelicità della moglie. Pam, da parte sua, si sen-
tiva ascoltata e amata.
Ma in seguito, sebbene la loro situazione economica fos-
se migliorata, lei continuò saltuariamente a provare ango-
scia. Chris non capiva perché fosse ancora infelice. Dopo
tutto, ormai erano ricchi. Pam aveva la sensazione che a
lui non importasse niente di lei.
Chris non capiva che i soldi non bastavano a impedire
le crisi d'angoscia di Pam. Quando l'onda si infrangeva,
litigavano perché lui non capiva il suo bisogno di sentirsi
turbata. Paradossalmente, più ricchi diventavano, più spes-
so litigavano.
Quando erano poveri, l'angoscia di lei era tutta concen-
trata sul denaro, ma con il raggiungimento della sicurezza
economica Pam divenne sempre più consapevole di ciò che
non otteneva sul piano emotivo. Uno sviluppo naturale,
normale e prevedibile.

Più DELLE ALTRE, UNA DONNA RICCA HA BISOGNO DI SENTIRSI


AUTORIZZATA A PROVARE TURBAMENTO

Ricordo di avere letto questa frase in un articolo: "Una


donna ricca può ottenere comprensione solo da uno psi-
chiatra ricco." Quando una donna ha molto denaro, gli
altri (e soprattutto il marito) non le concedono il diritto
di sentirsi angosciata. Non è autorizzata a sentirsi come
un'onda che, di tanto in tanto, inevitabilmente si infran-
ge. Non le viene consentito di esplorare i suoi sentimenti
o di desiderare "di più".
Da una donna ricca ci si aspetta che sia sempre soddi-
sfatta, perché la sua vita sarebbe molto più difficile senza
la sicurezza economica. Indipendentemente dalla ricchezza,

140
dallo stato sociale o dalle circostanze, una donna ha il di-
ritto di provare turbamento e di lasciare che la sua onda
si infranga.
Lo stato d'animo di Chris cambiò quando si rese conto
di avere a disposizione gli strumenti per rendere felice la
moglie. Ricordò come avesse tenuto nella debita conside-
razione i sentimenti di lei quando erano poveri e compre-
se di poterlo fare anche adesso che erano ricchi. Invece
di sentirsi impotente, capì che il problema stava nella sua
incapacità di sostenerla nel modo giusto. Si era fatto fuor-
viare dalla considerazione che il denaro avrebbe dovuto
renderla felice, mentre l'antica serenità di Pam era dovuta
all'atteggiamento comprensivo e sollecito del marito.

I SENTIMENTI SONO IMPORTANTI

Una donna che non si senta di tanto in tanto incoraggiata


a sentirsi infelice non sarà mai autenticamente felice. Per
provare la vera felicità è necessario sprofondare nel poz-
zo e liberare, sanare e purificare le proprie emozioni. Si
tratta di un processo naturale e perfettamente normale.
Per sperimentare sentimenti positivi quali l'amore, la
felicità, la fiducia e la gratitudine, dobbiamo periodica-
mente provare anche rabbia, tristezza, paura e dolore.
Quando una donna scende nel pozzo, giunge per lei il mo-
mento di curare queste emozioni negative.
Anche gli uomini hanno la necessità di elaborare i loro
sentimenti negativi in modo da poterne sperimentare di
positivi. Quando un uomo si rifugia nella sua caverna, giun-
ge per lui il momento di sondare ed elaborare in solitudi-
ne i sentimenti negativi. Nel Capitolo 11 viene illustrata
una tecnica per liberare i sentimenti negativi adatta sia
agli uomini sia alle donne.
Quando l'onda è in salita, una donna si sente soddisfatta
di quello che ha. Ma durante la parabola discendente di-
141
venta consapevole di tutto ciò che le manca. Quando sta
bene è in grado di vedere le cose buone della sua vita e
di reagire. Ma quando la sua onda si infrange, tende a con-
centrarsi soprattutto sulle carenze.
Proprio come un bicchiere può essere considerato mez-
zo pieno o mezzo vuoto, una donna in fase ascendente per-
cepisce la pienezza della sua vita, mentre durante la fase
discendente ne scorge il vuoto.
Se ignorano che le donne sono come onde, gli uomini
non sono in grado di capire e aiutare le proprie mogli. Pre-
cipitano nello sconcerto quando la situazione esterna mi-
gliora ma peggiora la qualità del rapporto. D'altro canto,
un uomo consapevole di questa caratteristica femminile
ha in mano la chiave per dare alla sua compagna l'amore
che merita nei momenti in cui più ne avrà necessità.

142
CAPITOLO 8 SCOPRIRE I

NOSTRI BISOGNI EMOTIVI

Uomini e donne ignorano di avere bisogni emotivi diversi e


di conseguenza non sanno come aiutarsi a vicenda. Nell'am-
bito dei loro rapporti gli uomini danno ciò che gli uomini
vogliono e altrettanto fanno le donne. Ciascuno ritiene er-
roneamente che l'altro nutra i suoi stessi desideri e le sue
stesse necessità e questo dà luogo a insoddisfazione e a
risentimenti. Una donna, per esempio, crede di mostrare il
proprio amore facendo un sacco di domande ed esprimendo
interesse e preoccupazione. Come abbiamo già avuto modo
di vedere, è un atteggiamento che l'uomo trova estrema-
mente irritante. Si sente sotto sorveglianza e prova il bi-
sogno di spazi maggiori. Con grande sconcerto di lei, che
invece apprezzerebbe molto questo atteggiamento: i suoi
sforzi vengono ignorati o addirittura considerati fastidiosi.
Analogamente, le modalità che gli uomini adottano per
mostrare il proprio amore, fanno sentire una donna smi-
nuita e non sostenuta. Quando una donna è turbata, il suo
compagno pensa di aiutarla facendo osservazioni che mi-
nimizzano l'importanza dei suoi problemi. "Non preoc-
cuparti, non è poi così grave," dice. Oppure la ignora del
tutto, pensando così di darle la "possibilità" di rifugiarsi
nella sua caverna e calmarsi. Ciò che a lui è di sostegno
fa sentire lei sminuita, non amata e ignorata.
Come abbiamo già visto, quando una donna è turbata
ha bisogno di essere ascoltata e capita. In assenza di que-
sta consapevolezza, un uomo non riuscirà mai a capire per-
ché i suoi tentativi di aiuto falliscono.

143
I DIECI TIPI DI AMORE

Buona parte delle nostre complicate esigenze emotive pos-


sono essere compendiate nel bisogno di amore. Uomini e
donne manifestano rispettivamente cinque specifici biso-
gni affettivi, tutti ugualmente importanti. Individuarli e
conoscerli significa semplificare enormemente l'ardua im-
presa di capire le necessità del partner.
Leggendo questo elenco capirete con facilità i motivi per
cui il vostro partner si sente forse poco amato. Ancora più
importante, esso suggerirà il modo di migliorare i vostri
rapporti con l'altro sesso nei momenti in cui non sapete
cosa fare.

I BISOGNI D'AMORE PRIMARI DELLA DONNA E DELL'UOMO

Qui sotto sono elencati i diversi tipi di amore propri dei


due sessi.
Le donne hanno bisogno Gli uomini hanno bisogno
di ricevere di ricevere
1. Sollecitudine 1. Fiducia
2. Comprensione 2. Accettazione
3. Rispetto 3. Apprezzamento
4. Devozione 4. Ammirazione
5. Rassicurazione 5. Incoraggiamento

COMPRENDERE I PROPRI BISOGNI PRIMARI


È evidente che, in ultima analisi, uomini e donne hanno
bisogno di tutti e dieci i tipi di amore. Anche gli uomini
sentono la necessità di sollecitudine, comprensione, rispet-
to, devozione e rassicurazione, così come per le donne so-
no importanti anche i tipi d'amore definiti primari per gli
144
uomini. Con "necessità primarie" vogliamo indicare quelle
il cui soddisfacimento è indispensabile perché un indivi-
duo sia in grado di ricevere e apprezzare appieno anche
gli altri tipi di amore.
Un uomo sarà perfettamente in grado di recepire e ap-
prezzare i cinque tipi di amore primari per una donna se
le sue necessità primarie sono già state soddisfatte. Ana-
logamente, una donna ha bisogno di fiducia, accettazio-
ne, e così via, ma per poter valutare e apprezzare in modo
adeguato questi aspetti dell'amore è necessario che siano
state soddisfatte le sue necessità primarie.
Per una donna è facile dare ciò di cui lei stessa ha biso-
gno, dimenticando che il suo marziano preferito necessita
forse di qualcos'altro. Nello stesso modo, gli uomini ten-
dono a concentrarsi sui propri bisogni, ignorando il fatto
che il tipo d'amore a loro necessario non è sempre quello
più appropriato per la loro venusiana preferita.
L'aspetto più efficace e pratico di questa nuova com-
prensione dell'amore sta nella reciprocità dei diversi tipi
di amore. Per esempio, quando un marziano esprime la
sua sollecitudine e comprensione, la venusiana comincia
automaticamente a contraccambiare e a comunicargli la fi-
ducia e l'accettazione di cui lui ha bisogno. Lo stesso av-
viene quando una venusiana esprime la sua fiducia... au-
tomaticamente un marziano la ricambierà fornendole la
sollecitudine che a lei serve.
Nei cinque capitoletti seguenti definiremo i dieci tipi
di amore in termini pratici e ne illustreremo le caratteri-
stiche di reciprocità.

1. LEI HA BISOGNO DI SOLLECITUDINE E LUI DI FIDUCIA

Quando un uomo mostra interesse per i sentimenti di una


donna e per il suo benessere, lei si sente amata e protetta.

i45
Mostrandosi sollecito, il compagno la fa sentire speciale
e soddisfa così il suo bisogno primario. Naturalmente lei
comincia ad avere maggiore fiducia in lui e diventa di con-
seguenza sempre più aperta e recettiva.
Davanti a questo atteggiamento, un uomo sente che gli
viene data fiducia. Avere fiducia in un uomo significa cre-
dere che sta facendo sempre del suo meglio e che voglia
il meglio anche per la sua compagna. Quando le reazioni
di una donna indicano un approccio positivo alle capacità
e alle intenzioni del compagno, il bisogno di amore pri-
mario di lui viene soddisfatto. Automaticamente egli di-
venta più sollecito e attento alle necessità e ai sentimenti
di lei.

2. LEI HA BISOGNO DI COMPRENSIONE, LUI DI ACCETTAZIONE


Quando un uomo ascolta senza giudicare ma con parteci-
pazione una donna che esprime i propri sentimenti, lei si
sente ascoltata e compresa. Più una donna si sente ascol-
tata e capita, più le sarà facile dare al compagno l'accetta-
zione di cui ha bisogno.
Quando una donna sta con un uomo senza cercare di
cambiarlo, lui si sente accettato. L'accettazione da parte
di lei non significa che lo ritiene perfetto, ma semplice-
mente che non sta cercando di migliorarlo, poiché è fer-
mamente convinta che sarà lui stesso a migliorarsi. Quan-
do un uomo si sente accettato, gli riesce molto più facile
ascoltare e dare alla compagna la comprensione che merita.

3. LEI HA BISOGNO DI RISPETTO E LUI DI APPREZZAMENTO


Quando un uomo rispetta i diritti, i desideri e i bisogni
di una donna, lei si sente amata. Espressioni concrete e
fisiche di questo rispetto, come il dono di un mazzo di
146
fiori o il ricordarsi gli anniversari, sono indispensabili
per soddisfare il terzo bisogno primario di una donna.
Una donna che si sente rispettata, non avrà difficoltà a
comunicare al proprio uomo l'apprezzamento che lui
merita.
Quando una donna riconosce i vantaggi e le gratifica-
zioni che le giungono dagli sforzi di un uomo, lui si sente
apprezzato. Un uomo consapevole di essere apprezzato ca-
pisce che i suoi sforzi non sono andati perduti ed è quindi
incoraggiato a fare di più. Un uomo che si sente apprez-
zato è automaticamente motivato a rispettare ancora di
più la compagna.

4. LEI HA BISOGNO DI DEVOZIONE E LUI DI AMMIRAZIONE

Quando un uomo dà la priorità ai bisogni di una donna


ed è fiero di impegnarsi per sostenerla e soddisfarla, il quar-
to bisogno primario di lei trova risposta. Una donna ama
sentirsi adorata e speciale, e questo avviene quando il com-
pagno ne considera i sentimenti e le necessità più impor-
tanti degli altri suoi interessi, come il lavoro, lo studio e
gli svaghi. Quando una donna sente di essere al primo po-
sto nella scala dei valori del compagno, trova facilissimo
ammirarlo.
Ammirare un uomo significa considerarlo con stupore,
con gioia, con compiaciuta approvazione. Un uomo si sente
ammirato quando la compagna appare felicemente stupi-
ta da quelle qualità che considera uniche, che possono in-
cludere senso dell'umorismo, forza, tenacia, integrità, one-
stà, romanticismo, gentilezza, amore, comprensione. Un
uomo che si sente ammirato ha anche la sicurezza suffi-
ciente per offrire la propria devozione alla sua donna e
adorarla.
147
5. LEI HA BISOGNO DI RASSICURAZIONE E LUI
DI INCORAGGIAMENTO

Quando un uomo mostra ripetutamente alla compagna


di amarla, di capirla, di rispettarla e di esserle devoto,
il bisogno primario di rassicurazione della donna è sod-
disfatto; si sente oggetto di un amore che non conosce ce-
dimenti.
È normale che un uomo commetta l'errore, una volta
soddisfatti tutti i bisogni primari della donna, di pensare
che lei debba sentirsi felice e sicura e non senta la neces-
sità di altre riprove. Non è così. Per soddisfare il suo se-
sto bisogno primario, non deve trascurare di rassicurarla
in continuazione.
Analogamente, un uomo ha soprattutto bisogno di es-
sere incoraggiato. L'incoraggiamento della compagna gli
infonde speranza e forza poiché esprime fiducia nelle sue
capacità e nel suo carattere. Quando una donna manife-
sta fiducia, accettazione, apprezzamento, ammirazione e
approvazione, l'uomo si sente incoraggiato a dare il me-
glio di sé e di conseguenza a fornire alla compagna l'amo-
revole rassicurazione di cui ha bisogno.
Un uomo dà il meglio di sé quando i suoi bisogni pri-
mari sono soddisfatti. Ma se la sua compagna non li cono-
sce e gli fornisce un amore sollecito piuttosto che un amo-
re basato sulla fiducia, è possibile che la loro relazione ne
risenta. Ecco un breve racconto che esemplificherà que-
sto concetto.

IL CAVALIERE DALLA LUCENTE ARMATURA

Nell'intimo di ogni uomo c'è un eroe o un cavaliere dalla


lucente armatura. Più di ogni altra cosa, lui vuole servire
e proteggere la donna che ama. Quando sente di godere
148
della sua fiducia, è in grado di portare in superficie la parte
più nobile di sé. Diventa più sollecito e più interessato a
lei. La sfiducia, d'altro canto, ottunde la sua vitalità e la
sua energia ed è inevitabile che, dopo un certo periodo di
tempo, l'uomo smetta di provare interesse.
Immaginiamo un cavaliere che erra per il paese con una
lucente armatura. Improvvisamente sente una donna che
piange. Il cavaliere ha un sobbalzo, sprona il cavallo e al
galoppo raggiunge il castello dove la donna è prigioniera
di un drago. Il nobile cavaliere sguaina la spada e uccide
il drago. Riconoscente, la principessa lo accoglie con tutti
gli onori.
I cancelli si aprono e il cavaliere viene festeggiato dalla
famiglia della principessa e dagli abitanti della città, invi-
tato a restare presso di loro e acclamato eroe. Lui e la prin-
cipessa si innamorano.
Un mese più tardi il nobile cavaliere parte per un altro
viaggio. Sulla via del ritorno sente la sua amata principes-
sa gridare aiuto. Un altro drago ha attaccato il castello.
Il cavaliere sguaina la spada per uccidere il mostro.
Ma ecco che la principessa gli grida dalla torre: "Non
usare la spada, usa questo laccio. Sarà più efficace."
Gli getta il laccio e gli mostra come utilizzarlo. Esitan-
te, lui ubbidisce. Lo avvolge intorno al collo del drago e
tira con forza. Il mostro muore tra il sollievo generale.
Durante i festeggiamenti, il cavaliere è oppresso dalla
sgradevole sensazione di non avere fatto nulla per meritare
gli onori che gli vengono tributati. Il fatto di avere usato il
laccio e non la sua spada lo induce a pensare di non es-
sere degno della fiducia e dell'ammirazione dei cittadini.
Si sente un po' depresso e dimentica di lucidare l'armatura.
Un mese dopo parte per un altro viaggio. È armato della
sua spada, ma la principessa lo trattiene e, ammonendolo
a guardarsi dal pericolo, gli ingiunge di prendere anche il
laccio. Di ritorno a casa, il cavaliere vede un altro drago
che insidia il castello. Ancora una volta si precipita
149
verso di lui con la spada, ma poi esita, pensando che forse
dovrebbe usare il laccio. La breve incertezza gli è fatale,
perché il drago, eruttando fiamme, gli brucia il braccio de-
stro. Nella confusione lui alza la testa e vede la principes-
sa che gli fa cenno da una finestra.
"Il veleno," grida lei. "Il laccio non funziona."
Gli getta il veleno che lui versa nella gola del drago,
uccidendolo. Tutti lo acclamano e festeggiano la libera-
zione, ma il cavaliere prova vergogna.
Un mese dopo si prepara a partire per un altro viaggio.
E sul punto di uscire quando la principessa gli ricorda di
stare attento e di portare con sé il laccio e il veleno. Sep-
pure infastidito dai suoi suggerimenti, lui decide di asse-
condarla.
Il cavaliere è in viaggio quando sente le grida di aiuto
di un'altra donna. Mentre si precipita in suo soccorso non
è più depresso e si sente di nuovo vivo e sicuro di sé. Ma
quando sguaina la spada per uccidere il drago, lo coglie
nuovamente l'esitazione. Devo usare la spada, si chiede,
il laccio o il veleno? Che cosa direbbe la principessa?
Per un momento resta sconcertato, ma poi ricorda le
sensazioni provate durante il suo primo incontro con la
principessa, quando era armato solo della sua spada. Con
rinnovata sicurezza, getta via laccio e veleno e carica il
drago con la sua fidata lama. Lo uccide e la popolazione
lo porta in trionfo.
Il cavaliere dalla lucente armatura non tornò mai più
dalla sua principessa. Rimase nel nuovo villaggio dove visse
per sempre felice. Alla fine si sposò, ma solo dopo essersi
accertato che la sua nuova compagna non sapesse nulla di
lacci e veleni.
Ricordare che nell'animo di ogni uomo si nasconde un
cavaliere dalla lucente armatura vi aiuterà a non trascura-
re i suoi bisogni primari. Sebbene un uomo apprezzi a volte
la sollecitudine e l'aiuto, dosi troppo massicce minano la
sua sicurezza e lo allontanano da voi.
150
QUANDO INCONSAPEVOLMENTE SI DEMOTIVA IL PARTNER
Se ignorano ciò che è importante per l'altro sesso, uomini
e donne rischiano di infliggere dolore ai loro compagni.
Troppo spesso comunicano, senza alcuna coscienza, secon-
do modalità che non sono solo controproducenti, ma che
possono rivelarsi addirittura fatali.
Attraverso la comprensione dei bisogni primari di un
uomo, una donna imparerà a individuare con più facilità
i motivi della sua scontentezza. Ecco un elenco degli er-
rori di comunicazione più comuni che le donne commet-
tono in relazione ai bisogni primari di un uomo.

Errori che le donne Perché lui non si sente


commettono comunemente amato
1. Lei cerca di migliorare il com- 1. Non si sente amato perché lei
portamento di lui e di aiutarlo non si "fida" più di lui.
offrendogli consigli non ri-
chiesti.
2. Cerca di cambiare o tenere 2. Non si sente amato perché
sotto controllo il comportamen- lei non lo "accetta" per quello
to di lui rendendolo partecipe che è.
dei suoi sentimenti negativi.
(Esporre i propri sentimenti è
giusto, ma non quando essi mi-
rano a manipolare o a punire.)
3. Non riconosce ciò che lui fa 3. Si sente "dato per scontato"
per lei, ma si lamenta per ciò che e non amato perché lei non ap-
non ha fatto. prezza ciò che fa.
4. Corregge il suo comporta 4. Non si sente amato perché
mento e gli dice che cosa fare e non si sente ammirato.
non fare, come se lui fosse un
bambino.
5. Quando lui prende una deci 5. Non si sente amato perché lei
sione o un'iniziativa, lo correg non lo incoraggia a fare da solo.
ge o lo critica.

151
Com'è logico, anche gli uomini commettono errori simili.
Di solito non capiscono che il loro modo di comunicare
denota mancanza di rispetto. Un uomo può addirittura sa-
pere che la sua compagna è infelice con lui ma, a meno che
non capisca perché lei non si sente amata e di che cosa ha
bisogno, non sarà in grado di modificare il proprio at-
teggiamento.
Attraverso la comprensione dei bisogni primari di una
donna, un uomo diventerà più rispettoso e sensibile. Ecco
un elenco degli errori più comuni commessi dagli uomini in
relazione ai bisogni emotivi primari di una donna.

Gli errori che commettono Perché lei non si sente


gli uomini amata
1. Lui non ascolta, si distrae fa- 1. Non si sente amata perché lui
cilmente, non fa domande che non è attento e non le dimostra
dimostrino interesse o parteci- che gli importa.
pazione.
2. Interpreta alla lettera i senti- 2. Non si sente amata perché lui
menti di lei e la corregge. Poi- non la capisce.
ché è convinto che sia in cerca
di una soluzione, le offre
consigli.
3. Ascolta, ma finisce con l'ar- 3. Non si sente amata perché lui
rabbiarsi e la rimprovera per non rispetta i suoi sentimenti.
averlo turbato o per avergli ro-
vinato l'umore.
4. Minimizza l'importanza dei 4. Non si sente amata perché lui
sentimenti e delle necessità di non le è devoto e non la consi-
lei. Si esprime come se il lavoro dera speciale.
e i figli fossero più importanti.
5. Dopo avere ascoltato non di- 5. Si sente insicura perché non
ce nulla o se ne va. ottiene la rassicurazione di cui ha
bisogno.

152
QUANDO I/AMORE MUORE
Spesso l'amore muore perché la gente dà istintivamente ciò
che vuole ricevere. Poiché i bisogni primari di una donna si
incentrano sulla sollecitudine, sulla comprensione e così
via, è proprio di sollecitudine e comprensione che lei fa
generosamente dono al compagno. Lui però vive frequente-
mente questo atteggiamento come una mancanza di fiducia.
Quando poi lui non reagisce positivamente, lei non riesce
a capire perché la sua premura non è stata apprezzata.
Naturalmente lui le sta dando ciò che ritiene primario per
lei e non quello di cui la compagna ha effettivamente bi-
sogno. Eccoli dunque imprigionati in un circolo vizioso
che non prevede alcuno sbocco.
Beth si lamentava dicendo: "Non posso continuare a
dare senza ricevere mai niente in cambio. Arthur non
apprezza i miei sforzi. Lo amo, ma lui non ama me."

Ed ecco le rimostranze di Arthur:


"Quello che faccio non le basta mai. Non so più co-
sa fare. Ho tentato di tutto e ancora lei non mi ama.
Io la amo, ma il fatto è che la nostra storia non
funziona."

Beth e Arthur erano sposati da otto anni. Ciascuno senti-


va il desiderio di mettere fine al matrimonio perché non
si sentiva amato. Paradossalmente, tutti e due sosteneva-
no di dare più amore di quanto ne ricevessero, e in effetti
davano entrambi, ma nessuno dei due riceveva ciò che de-
siderava o di cui aveva bisogno.
Si amavano, ma poiché non riuscivano a capire i reci-
proci bisogni primari, il loro amore stagnava. Beth dava
quello che aveva necessità di ricevere, mentre Arthur da-
va ciò che voleva. Gradualmente i loro sentimenti reci-
proci si erano inariditi.
153
Capita spesso che le persone rinuncino quando il loro
rapporto di coppia si fa troppo difficile, ma grazie alla com-
prensione dei bisogni primari del nostro compagno è pos-
sibile appianare molte difficoltà. L'importante non è da-
re di più, ma dare ciò che è richiesto. Prendendo atto del-
l'esistenza dei dodici diversi tipi di amore capiremo an-
che il motivo per cui tanti sinceri tentativi falliscono. Per
soddisfare il proprio partner, è necessario imparare a dare
l'amore di cui lei o lui ha veramente bisogno.

IMPARARE AD ASCOLTARE SENZA ARRABBIARSI


Il primo grande strumento con cui un uomo può garantire
la soddisfazione dei bisogni primari della sua compagna
è la comunicazione. Come abbiamo già visto, su Venere
la capacità di comunicazione riveste grande importanza.
Ascoltando una donna che parla di sé, un uomo le trasmet-
terà sollecitudine, comprensione, rispetto, devozione e ras-
sicurazione.
Una delle maggiori difficoltà che gli uomini incontrano
nelTascoltare le donne è che provano frustrazione o rab-
bia perché dimenticano che la loro origine è venusiana e
che il loro modo di comunicare è diverso. Ecco alcuni sug-
gerimenti per non dimenticare queste differenze e agire
di conseguenza.

COME ASCOLTARE SENZA ARRABBIARSI


Cosa ricordare Cosa fate e cosa non fare
1. La rabbia scaturisce dal non 1. Impegnatevi a cercare di ca-
capire il punto di vista di lei e pire. Non biasimatela perché vi
di questo non potete attribuirle ha turbati. Sforzatevi di nuovo
alcuna colpa. di capire.

154
2. Non sempre i sentimenti ap- 2. Respirate profondamente e
paiono logici, ma sono comun- non dite nulla! Rilassatevi al fi-
que validi ed è indispensabile ne di riacquistare il controllo.
accoglierli con comprensione. Sforzatevi di immaginare come
dev'essere il mondo visto attra-
verso gli occhi di lei.
3. La rabbia può scaturire dal 3. Non biasimatela perché le so-
fatto che non si sa cosa fare per luzioni da voi proposte non
migliorare le cose. Anche se lei l'hanno fatta sentire meglio. Co-
non si sente subito meglio, pre- me potrebbe sentirsi meglio, se
stare ascolto e mostrarle com- non è di soluzioni che ha biso-
prensione non potrà che essere gno? Resistete all'impulso di of-
di grande aiuto. frirne.
4. Non è necessario che concor- 4. Se volete esprimere un diver-
diate con il suo punto di vista so punto di vista, assicuratevi
per essere buoni ascoltatori. che lei abbia finito e ripetete il
suo prima di illustrare il vostro.
Non alzate la voce.
5. Per essere buoni ascoltatori 5. Spiegatele che non la capite
non è necessario che compren- ma che vorreste riuscirci. Assu-
diate appieno il suo punto di metevi la responsabilità della
vista. vostra incapacità di comprensio-
ne; non giudicatela né insinua-
te che capirla è impossibile.
6. Non siete responsabile dei 6. Evitate di difendervi finché
suoi stati d'animo. Anche se vi non le avete trasmesso compren-
sembra che vi stia rimproveran- sione e sollecitudine. Dopodiché
do, in realtà ha solo bisogno di potrete gentilmente spiegarvi o
essere capita. scusarvi.
7. Se vi fa arrabbiare davvero 7. Non mettete in discussione i
probabilmente è perché manca suoi sentimenti e le sue opinio-
di fiducia nei vostri confronti. ni. Prendete tempo e discutete-
Nel suo intimo è come una bam- ne più tardi, quando la tensio-
bina spaventata, timorosa di ne emotiva si sarà attenuata.
aprirsi e venire ferita, ma con un Esercitatevi nella tecnica della
gran bisogno di ricevere da voi Lettera d'amore descritta nel
gentilezza e compassione. Capitolo 11.

155
Quando un uomo è in grado di ascoltare una donna senza
provare irritazione o frustazione, le fa un dono magnifi-
co. Le permette di sentirsi perfettamente sicura e libera
da timori nel parlare di sé. Più liberamente potrà espri-
mersi, più si sentirà ascoltata e compresa e più sarà in gra-
do di soddisfare i bisogni primari di lui.

L'ARTE DI INCENTIVARE UN UOMO

Proprio come gli uomini devono imparare l'arte di ascol-


tare una donna per soddisfarne i bisogni primari, le don-
ne hanno bisogno di acquisire l'arte dell'incentivazione.
Un uomo si sente incentivato quando sa che la sua com-
pagna gli dà fiducia, quando lo fa sentire accettato, ap-
prezzato, ammirato, approvato e incoraggiato.
Come accade nel racconto del cavaliere dalla lucente ar-
matura, molte donne cercano di aiutare il loro uomo mi-
gliorandolo, ma così facendo riescono solo a ferirlo o a in-
debolirlo. Ogni tentativo di modificarlo va a scalfire la fi-
ducia che ha in se stesso, il senso di accettazione, apprez-
zamento, ammirazione, approvazione e incoraggiamento
che sono i suoi bisogni primari.
Il segreto per incentivare un uomo è di non tentare mai
di cambiarlo, né di migliorarlo. È normale che proviate
il desiderio di vederlo cambiare... ma trattenetevi. Potete
intervenire solo se è lui a chiedervi aiuto in modo diretto
e specifico.

DARE FIDUCIA E NON CONSIGLI

Su Venere, offrire consigli è considerato un gesto d'amo-


re. Su Marte no. E necessario che le donne ricordino
156
che i marziani non offrono consigli a meno che non venga
loro richiesto. Un modo per mostrare amore è far capire
a un altro marziano che nutriamo la massima fiducia nella
sua capacità di risolvere da solo i suoi problemi.
Questo non significa che una donna debba calpestare i
propri sentimenti. È perfettamente giusto che si senta fru-
strata o addirittura arrabbiata, a condizione che non ceda
alla tentazione di cambiare il compagno. Tentativi in que-
sto senso si riveleranno inevitabilmente controproducenti.
Quando una donna ama un uomo, capita spesso che de-
sideri migliorare il loro rapporto. Nel suo entusiasmo, fa
di lui il bersaglio di queste sue aspirazioni di miglioramento,
e dà inizio a un graduale processo di riabilitazione.

PERCHÉ GLI UOMINI SI OPPONGONO AL CAMBIAMENTO


Sono infiniti i modi in cui la donna cerca di cambiare o
migliorare il compagno. Crede che i suoi tentativi siano
un'espressione di amore, mentre lui si sente controllato,
manipolato, rifiutato e non amato. La respingerà con osti-
nazione perché convinto che è lei a respingerlo. In questa
situazione un uomo non ottiene la fiducia e l'accettazione
di cui ha bisogno per cambiare e crescere.
Quando sollevo questa questione in una sala affollata
da centinaia di uomini e donne, scopro che tutti hanno
condiviso la stessa esperienza: più una donna cerca di cam-
biare un uomo, più lui oppone resistenza.
Sfortunatamente, quando un uomo contrasta gli sforzi
della compagna, questa tende a fraintendere la sua rea-
zione. Pensa erroneamente che lui non è disposto a cam-
biare, probabilmente perché non la ama abbastanza. Al
contrario, lui si oppone al cambiamento perché non si sente
abbastanza amato. Quando un uomo si sente amato, ac-
cettato, apprezzato e così via, comincia automaticamente
a cambiare, crescere e migliorare.

i57
GLI UOMINI NON VOGLIONO ESSERE MIGLIORATI

Le donne desiderano spiegare agli uomini perché non


dovrebbero comportarsi come si comportano. Gli uomi-
ni vogliono "riparare" le donne, e sbagliano. Le donne
tentano di "migliorare" gli uomini, e sbagliano ugual-
mente.
Gli uomini vedono il mondo attraverso gli occhi di mar-
ziano. Il loro motto è: "Non riparare quello che non è gua-
sto." Quando una donna tenta di cambiare un uomo, il
messaggio che lui riceve è che lei lo considera "non fun-
zionante". Ferito, si mette sulla difensiva. Non si sente
amato né accettato.
Un uomo ha bisogno di essere accettato indipendente-
mente dalle sue imperfezioni. Non è questo un processo
facile, soprattutto quando si vede con chiarezza di quali
e quanti mutamenti potrebbe avvantaggiarsi. Diventa co-
munque più semplice quando comprendiamo che il modo
migliore per aiutarlo a crescere è smettere di tentare di cam-
biarlo.
Ecco un elenco di strumenti mediante cui le donne pos-
sono aiutare un uomo a crescere e a cambiare sponta-
neamente:

COME SMETTERE DI CERCARE DI CAMBIARE UN UOMO

Ciò che lei deve ricordare Ciò che lei deve fare

1. Non fategli troppe domande 1. Ignorate il suo turbamento a


quando è turbato o penserà che meno che non sia lui a volerne
state cercando di cambiarlo. parlare. Per invitarlo a parlare,
mostrate una lieve preoccupa-
zione, senza mai esagerare.

158
2. Smettetela di cercare di mi- 2. Abbiate fiducia nelle sue ca-
gliorarlo. Per crescere lui ha bi- pacità di crescere da solo. Espri-
sogno del vostro amore, non di mete liberamente i vostri senti-
sentirsi rifiutato. menti, ma senza pretendere che
lui cambi.
3. Quando fornite un consiglio 3. Siate pazienti e convincetevi
non richiesto è probabile che lui che finirà per imparare da solo
si senta sorvegliato, respinto o ciò che ha bisogno di imparare.
di non godere della vostra fi- Aspettate che sia lui a chieder-
ducia. vi consiglio.
4. Quando un uomo si ostina a 4. Esercitatevi a dimostrargli
non voler cambiare è perché non che non ha bisogno di essere
si sente amato. Ha timore di perfetto per meritare il vostro
ammettere i suoi errori per pau- amore. Imparate l'arte del per
ra di non essere amato. dono (Capitolo 11).
5. Se fate dei sacrifici nella spe- 5. Esercitatevi a essere autono
ranza di vederlo fare lo stesso ma e a non far dipendere da lui
per voi, lui si sentirà messo sot- la vostra felicità.
to pressione e costretto a cam-
biare.
6. Potete renderlo partecipe dei 6. Quando parlate di voi stesse,
vostri sentimenti negativi senza spiegategli che non state cercan-
per questo cercare di cambiar- do di dirgli cosa fare o non fa-
lo. Sentendosi accettato, gli sa- re, ma che desiderate sempli-
rà più facile ascoltare. cemente vederlo prendere in
considerazione i vostri senti-
menti.
7. Se gli fornite indicazioni e 7. Rilassatevi e capitolate. Eser-
prendete decisioni per lui, si citatevi ad accettare le imperfe-
sentirà censurato e sotto con- zioni. Attribuite più importan-
trollo. za ai suoi sentimenti che a un'i-
potetica perfezione, non tenete-
gli ramanzine e non correg-
getelo.

Quando un uomo e una donna imparano a sostenersi e a


darsi vicendevolmente ciò di cui hanno effettivamente bi-

159
sogno, i cambiamenti e la crescita saranno automatici. Gra-
zie a una maggiore consapevolezza dei sei bisogni primari
del vostro partner, potrete ridirezionare la vostra affet-
tuosa partecipazione in base ai suoi bisogni e rendere i vo-
stri rapporti più facili e più gratificanti.

160
CAPITOLO 9 COME

EVITARE I LITIGI

Una delle maggiori difficoltà nei rapporti affettivi sta nel


gestire le differenze e i dissidi. Spesso quando le coppie
sono in disaccordo la discussione si trasforma in litigio e
quindi in vere e proprie battaglie. Uomo e donna smetto-
no di parlarsi con affetto e cominciano a ferirsi vicende-
volmente: rimproverano, si lamentano, accusano, esigo-
no, provano dubbi e risentimenti.
Quando questo accade, non sono solo i sentimenti re-
ciproci a soffrirne, ma anche la qualità del rapporto. Pro-
prio come la comunicazione è l'elemento più importante
di una relazione, i litigi possono costituirne l'elemento più
distruttivo, perché maggiore è la nostra intimità con un
altro essere umano, più ci sarà facile causargli o riceverne
dolore.
Per questo motivo consiglio vivamente alle coppie di
non litigare. Due persone non coinvolte sessualmente non
incontrano grandi difficoltà a rimanere distaccate e ogget-
tive durante una discussione o un litigio, ma quando il coin-
volgimento sessuale è presente diventa anche troppo facile
prendere tutto sul piano personale.
Ecco quindi la regola numero 1: Non litigare mai. Di-
scutere invece i prò e i contro della questione controver-
sa. Negoziare, ma non litigare. È possibile essere aperti,
onesti e perfino esprimere sentimenti negativi senza arri-
vare a tanto.
Ci sono coppie che litigano tutto il tempo uccidendo
pian piano l'amore che le unisce. All'altro estremo, ci so-
161
no coppie che reprimono i loro stati d'animo allo sco-
po di evitare i conflitti. Come conseguenza, finiscono
con il perdere di vista anche i loro sentimenti d'amore.
Una coppia è in guerra, l'altra vive una situazione di
guerra fredda.
È importante trovare un equilibrio tra questi due estre-
mi. Ricordando che siamo originari di pianeti diversi e im-
parando a sviluppare le capacità di comunicazione, è pos-
sibile evitare i litigi senza soffocare i propri sentimenti e
negare le normali divergenze di idee e desideri.

CHE COSA SUCCEDE QUANDO LITIGHIAMO

Quando non si capiscono le grandi differenze esistenti tra


uomini e donne è molto facile lasciarsi trascinare in litigi
che feriscono non solo il partner ma anche noi stessi. Il
segreto per evitarli sta nella comunicazione fondata sul ri-
spetto.
Non sono le differenze e i disaccordi a far male, quan-
to i modi che adottiamo per trasmetterli. Non c'è alcuna
necessità che una discussione diventi fonte di soffe-
renze, quando può restare nei limiti di una conversazio-
ne appassionata in cui esprimiamo divergenze e contra-
sti. (È inevitabile che a volte in una coppia se ne veri-
fichino.)
Ma troppo spesso quella che avrebbe potuto essere una
tranquilla discussione facilmente appianabile grazie alla re-
ciproca comprensione e all'accettazione delle differenze
si trasforma in una lotta. Si rifiuta di accettare e di capire
il punto di vista del compagno a causa del modo con cui
questo viene espresso.
Per risolvere una controversia è necessario ampliare il
proprio punto di vista in modo da includervi e integrar-
vene un altro. Per riuscirci, abbiamo bisogno di sentirci
162

r
apprezzati e rispettati. Se l'atteggiamento del partner è
ostile, è probabile che accettando il suo punto di vista fi-
niremo col sentirci sminuiti.
Maggiore è l'intimità che ci lega a una persona, più di-
venta difficile ascoltarne le opinioni con obiettività senza
reagire ai suoi sentimenti negativi. Per evitare di affron-
tare la sua disapprovazione mettiamo in funzione le difese
automatiche che ci inducono a opporci al suo punto di vista.
Se anche ci scopriamo d'accordo con il partner, non è esclu-
so che continuiamo a opporgli una ostinata resistenza.

PERCHÉ I LITIGI FERISCONO

Non è ciò che diciamo a ferire, ma come lo diciamo. Quan-


do un uomo si sente sfidato, molto spesso tutto ciò che
gli interessa è dimostrare di avere ragione, ed è talmente
concentrato su questo obiettivo che finisce col dimenti-
care di mostrarsi affettuoso. La sua capacità di comunica-
re in modo sollecito, rispettoso e rassicurante diminuisce.
Non si rende conto di apparire ostile, né di quanto il suo
atteggiamento ferisca la compagna. In certi momenti, un
semplice disaccordo può apparire alla donna come un ve-
ro e proprio attacco; una richiesta si trasforma in un ordi-
ne. È normale che una donna si opponga a questo approc-
cio ostile, anche quando sarebbe pronta a recepire positi-
vamente ciò che lui sta effettivamente dicendo.
Un uomo ferisce inconsapevolmente la sua compagna
parlando in modo brusco e passando quindi a spiegarle per-
ché non ha alcun motivo di essere turbata. Erroneamente
pensa che lei si opponga al suo punto di vista, mentre in
realtà è il suo approccio a dispiacerle. Incapace di capire
la sua reazione, si sforza sempre di più di illustrarle il me-
rito di quanto sta dicendo invece di correggere il proprio
modo di esprimersi.
163
Non si rende conto che è lui a iniziare la lite; crede che
sia l'esatto contrario. Lui difende il suo punto di vista,
mentre lei difende se stessa dalle sue espressioni pungen-
ti, che la feriscono.
Quando un uomo trascura di rispettare i sentimenti fe-
riti di una donna finisce con l'accrescere la sofferenza di
lei. Gli riesce difficile capire questa sofferenza perché lui
non è altrettanto vulnerabile ai commenti e ai toni ostili.
Di conseguenza può succedere che un uomo non si renda
neppure conto delle ferite che sta infliggendo alla compa-
gna, scatenandone l'ostilità.
Analogamente, le donne sono ignare della loro capacità
di fare del male. A differenza dell'uomo, in una donna sfi-
data l'atteggiamento verbale diventa automaticamente sem-
pre diffidente e improntato al rifiuto. Un rifiuto che ri-
sulta estremamente doloroso per un uomo, soprattutto
quando tra i due c'è un coinvolgimento emotivo.
La donna avvia e intensifica i litigi prima esternando
i suoi sentimenti negativi relativi al comportamento del
compagno, quindi fornendo consigli non richiesti. Quan-
do trascura di attenuare tali sentimenti negativi con mes-
saggi di fiducia e accettazione, un uomo reagisce a sua volta
negativamente, facendola precipitare nella confusione. An-
cora una volta non capisce quanto sia dolorosa per lui la
sua diffidenza.
Per evitare i litigi, è necessario ricordare che il nostro
compagno muove obiezioni non a ciò che diciamo, ma a
come lo diciamo. Per litigare bisogna essere in due, per
troncare una lite è sufficiente l'intervento di uno solo. Il
modo migliore per riuscirci è stroncare la lite sul nascere.
Prendere atto del momento in cui un disaccordo sta per
trasformarsi in un litigio. Smettere di parlare e conceder-
si un po' di tempo per riflettere. Esaminare l'approccio
che abbiamo adottato con il partner, cercando di capire
sotto quale aspetto non gli stiamo dando ciò di cui ha bi-
sogno. Poi, trascorso un po' di tempo, riprendere l'argo-
164
mento, ma con toni affettuosi e rispettosi. Le pause di ri-
flessione ci consentono di calmarci, di sanare le ferite e
di rifare il punto su noi stessi prima di tentare di avviare
nuovamente la comunicazione.

QUATTRO PAROLE PER EVITARE DI ESSERE FERITI

Sono fondamentalmente quattro gli atteggiamenti che gli


individui assumono per evitare di venire feriti durante un
litigio, e sono: la Lotta, la Fuga, la Simulazione e la Riti-
rata. Ciascuno di questi atteggiamenti garantisce un risul-
tato a breve termine, ma alla lunga tutti si rivelano ugual-
mente controproducenti. Esaminiamoli uno per uno:

1. La lotta. È un atteggiamento tipico di Marte. Quando


la conversazione assume connotati di ostilità e non di col-
laborazione, alcuni individui scatenano immediatamente
l'offensiva. Il loro motto è: "La miglior difesa è l'attac-
co." Colpiscono con le armi del rimprovero, del giudizio
e della critica; hanno la tendenza a urlare e a dare libero
sfogo alla rabbia. Così facendo, tentano di intimidire il
partner inducendolo ad amarli e a sostenerli di nuovo.
Quando il compagno batte in ritirata, si convincono di ave-
re vinto, mentre in realtà hanno perduto.
L'intimidazione indebolisce inevitabilmente la fiducia
nell'ambito della coppia. Usare la violenza verbale per ot-
tenere ciò che si vuole mettendo gli altri dalla parte del
torto è un modo sicuro per mandare a rotoli un rapporto.
Le coppie che lottano perdono gradualmente la capacità
di mostrarsi aperte e vulnerabili. Le donne si chiudono
in se stesse per proteggersi; gli uomini ammutoliscono e
le loro capacità di provare amore e interesse diminuisco-
no sempre di più. Un po' alla volta perdono tutta l'inti-
mità di cui godevano.
165
2. La fuga. Anche questo atteggiamento è originario di
Marte. Per evitare il confronto, capita che i marziani si
ritirino nelle loro caverne per non uscirne più. È la cosid
detta guerra fredda. Si rifiutano di parlare e così facendo
impediscono la soluzione dei problemi.
Questo atteggiamento passivo-aggressivo non deve es-
sere confuso con quello del saggio che si concede una
pausa per poi riprendere a comunicare in modo più af-
fettivo.
I marziani dediti alla fuga, temono il confronto e pre-
feriscono fuggire ed evitare di parlare degli argomenti che
potrebbero portare a un litigio. Di solito sono le donne
a lamentarsi di doverlo fare, ma è un atteggiamento al-
trettanto diffuso tra i rappresentanti del sesso maschile,
e in loro è talmente radicato che spesso ne sono quasi in-
consapevoli.
Ci sono coppie dove entrambi i partner adottano que-
sta linea.
Questa tattica garantisce armonia e pace a breve termi-
ne, ma con il tempo questioni non risolte e sentimenti non
ascoltati danno inevitabilmente vita al risentimento. Gra-
dualmente, la coppia dimentica la passione e l'amore che
li avevano attirati l'uno verso l'altra.
Di solito, per dimenticare i sentimenti dolorosi irrisolti
si gettano sul lavoro, sul cibo o cadono in altre forme di
dipendenza.

3. La simulazione. E questo l'atteggiamento tipico di Ve


nere. Per evitare di soffrire durante un confronto, la per
sona finge che non ci sia alcun problema. Si stampa un
sorriso sul viso e si mostra conciliante e soddisfatta di tutto.
Con il tempo, nondimeno, il suo risentimento cresce; con
tinua infatti a dare al compagno, ma in cambio non ottie
ne ciò di cui ha bisogno. Il risentimento finisce con il bloc
care il naturale corso dell'amore.
166
4. La ritirata. Anche questo atteggiamento è originario di
Venere. Piuttosto che litigare, la persona cede. Prenderà
su di sé la colpa e si assumerà la responsabilità di qualun-
que cosa stia turbando il partner. Così facendo, per qual-
che tempo è in grado di creare ciò che sembra una rela-
zione basata sull'amore e sul sostegno, ma alla lunga fini-
sce con lo smarrire se stessa.

Ricordo un uomo che si lamentava con me della moglie.


"La amo moltissimo," mi diceva. "Lei mi dà tutto quello
che voglio. L'unico problema è che non è felice." Per ven-
t'anni sua moglie aveva negato se stessa nell'intento di com-
piacere il marito. Non litigavano mai e se le veniva chie-
sto di descrivere il loro rapporto diceva: "Il nostro è un
matrimonio fantastico. Mio marito è così affettuoso. Il solo
problema sono io. Mi sento depressa e non so perché."
Era depressa perché aveva negato se stessa mostrandosi
compiacente per venti lunghi anni.
Per assecondare il partner queste persone imparano
ad avvertirne istintivamente i desideri e a essi si ade-
guano. È inevitabile, tuttavia, che alla fine provino ri-
sentimento per avere rinunciato a se stessi in nome del-
l'amore.
Vivono con dolore qualunque forma di rifiuto, perché
già rifiutano se stesse. Il loro principale obiettivo sta nel-
l'evitare a tutti i costi il rifiuto: aspirano a essere amate
da tutti. Per riuscirci, rinunciano completamente alla lo-
ro identità.
È probabile che vi siate riconosciuti in uno o più di que-
sti atteggiamenti. È normale che se ne assumano di diversi
a seconda della situazione. L'intento delle quattro stra-
tegie che abbiamo elencato è di proteggerci dalla soffe-
renza, ma sfortunatamente non funzionano. Ciò che in-
vece funziona è identificare i litigi e farli cessare. Conce-
dersi un intervallo per calmarsi e quindi ricominciare a par-
167
lare. Esercitarsi a comunicare con sempre maggiore atten-
zione e rispetto per l'altro sesso; solo così si imparerà gra-
dualmente a evitare discussioni e lotte.

PERCHÉ LITIGHIAMO

Di solito gli uomini e le donne litigano per denaro, sesso,


decisioni da prendere, educazione dei figli e responsabili-
tà familiari. Tuttavia, le discussioni si trasformano in liti-
gi dolorosi per un solo motivo... non ci sentiamo amati.
Il dolore nasce dal non sentirsi amati, e quando una per-
sona prova dolore ha molte difficoltà a trasmettere mes-
saggi affettuosi.
Poiché le donne non vengono da Marte, non capiscono
d'istinto ciò di cui un uomo ha bisogno per affrontare con
successo le divergenze. Idee, sentimenti e desideri diver-
genti sono ostacoli ardui per un uomo. Più si sente vicino
a una donna, più gli risulta difficile affrontarli con suc-
cesso. Quando si accorge che a lei non piace qualcosa che
ha fatto, tende a sentirsi offeso e a pensare che in realtà
ciò che a lei non piace è lui stesso.
Un uomo affronta meglio le divergenze e i disaccordi
quando i suoi bisogni emotivi sono soddisfatti. Se priva-
to dell'amore di cui ha bisogno, invece, si mette sulla di-
fensiva e il suo lato oscuro comincia a emergere; d'istinto
estrae la spada.
È probabile che in apparenza lui sembri litigare per la
questione messa sul tappeto (denaro, responsabilità e così
via), ma il vero motivo per cui ha sguainato la spada è che
non si sente amato.
Quando un uomo litiga per i soldi, i figli o per qualun-
que altra cosa, è probabile che nel suo intimo le autenti-
che ragioni di litigio siano invece le seguenti:
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LE RAGIONI SEGRETE PER CUI GLI UOMINI LTTIGANO
La ragione nascosta Ciò di cui ha bisogno
del suo scontento per non litigare
1. "Non mi piace quando lei se 1. Ha bisogno di sentirsi accet-
la prende per la più piccola tato per quello che è. Invece, ha
sciocchezza che faccio o che non l'impressione che lei stia cercan-
faccio. Mi sento criticato, re- do di migliorarlo.
spinto e non accettato."
2. "Non mi piace quando co- 2. Ha bisogno di sentirsi ammi-
mincia a dirmi come fare le co- rato mentre viene sminuito.
se. Non mi sento ammirato. Mi
sento invece trattato come se
fossi un bambino."
3. "Non mi piace quando dà a 3. Ha bisogno di sentirsi inco-
me la colpa della sua infelicità. raggiato, invece ha voglia di ri-
Non mi sento incoraggiato a es- nunciare.
sere il suo cavaliere dalla lucen-
te armatura."
4. "Non mi piace quando si la- 4. Ha bisogno di sentirsi apprez-
menta per tutto quello che de- zato. Ma si sente biasimato, mi-
ve fare o perché si sente poco sconosciuto e impotente.
apprezzata. In questo modo fa
sentire me non apprezzato per
le cose che faccio per lei."
5. "Non mi piace quando mani- 5. Ha bisogno che lei gli dia fi-
festa il timore che tutto vada ducia e lo apprezzi per il contri-
storto. Sento che non ha fidu- buto che dà alla sua sicurezza.
cia in me." Invece si sente responsabile per
le sue ansie.
6. "Non mi piace quando si 6. Ha bisogno di essere accetta-
aspetta che faccia le cose o par to per quello che è. Al contra-
li quando è lei a volerlo. Non mi rio, si sente controllato o co-
sento accettato né rispettato." stretto a parlare e di conseguen-

69
za non trova niente da dire. Pro-
va la sensazione che non riusci-
rà mai a soddisfarla.
7. "Non mi piace quando si sen 7. Ha bisogno di sentirsi accet-
te ferita da ciò che dico. Mi sen tato e considerato degno di fi-
to frainteso, incompreso e allon ducia, mentre si sente respinto
tanato." e immeritevole di perdono.
8. "Non mi piace quando si 8. Ha bisogno di sentirsi appro-
aspetta che le legga nel pensie vato e accettato. Invece si sen-
ro. Non posso farlo. Mi fa sen te un fallito.
tire cattivo o inadeguato."

Anche le donne contribuiscono a scatenare litigi do-


lorosi, ma per ragioni diverse. Esteriormente può sem-
brare che litighino per i soldi, per le responsabilità o
per qualunque altra cosa, ma nel loro intimo se oppon-
gono resistenza al partner è per una o più di queste ra-
gioni:

LE RAGIONI SEGRETE PER CUI LE DONNE LITIGANO

La ragione segreta Ciò di cui ha bisogno


del suo scontento per non litigare
1. "Non mi piace quando lui mi- 1. Ha bisogno di sentirsi consi-
nimizza l'importanza dei miei derata e importante. Invece si
sentimenti o delle mie richieste. sente giudicata e ignorata.
Mi sento trascurata e poco im-
portante."
2. "Non mi piace quando di- 2. Ha bisogno di sentirsi rispet-
mentica di fare le cose che gli tata e assistita, mentre si sente
chiedo, e allora reagisco con trascurata e all'ultimo posto del-
astio. Mi sembra di supplicare la lista di priorità di lui.
il suo aiuto."

170
3. "Non mi piace quando mi 3. Ha bisogno che lui capisca
rimprovera perché sono turba- perché è turbata e la rassicuri
ta. Fa nascere in me la sensazio- del suo amore e del fatto che
ne che, per essere amata, dovrei non ha alcuna necessità di esse-
essere perfetta. Ma io non sono re perfetta. Invece ha paura di
perfetta." essere se stessa.
4. "Non mi piace quando alza 4. Ha bisogno di sentirsi com-
la voce o comincia a enumerare presa e rispettata. Al contrario,
i motivi per cui ha ragione. Mi si sente inascoltata, tiranneggia-
fa sentire dalla parte del torto ta e svilita.
e ho l'impressione che a lui non
importi nulla del mio punto di
vista."

5. "Non mi piace che si mostri 5. Ha bisogno di sentire che a


condiscendente quando lo inter- lui stanno a cuore i suoi senti-
rogo su decisioni che dobbiamo menti e che rispetta il suo biso-
prendere. Mi dà la sensazione di gno di essere informata. Invece
essere un peso o di stare spre- si sente non rispettata e non ap-
cando il suo tempo." prezzata.
6. "Non mi piace quando non 6. Ha bisogno di essere rassicu-
risponde alle mie domande o alle rata sul fatto che lui la ascolta
mie osservazioni. È come se non e le presta attenzione mentre si
esistessi." sente ignorata o criticata.
7. "Non mi piace quando mi 7. Ha bisogno di sentirsi com-
spiega perché non dovrei sentir- presa e valutata. Invece si sen-
mi ferita, preoccupata, arrabbia- te abbandonata, non amata e
ta e così via. Mi sento sminuita offésa.
nei miei stati d'animo."

8. "Non mi piace quando pre- 8. Ha bisogno di sentirsi rispet-


tende da me un maggiore distac- tata e trattata con tenerezza, so-
co. Mi fa pensare che avere sen- prattutto quando illustra i pro-
timenti sia sbagliato o segno di pri stati d'animo. Invece si sen-
debolezza." te indifesa e insicura.

171
Sebbene questi sentimenti e bisogni dolorosi siano per-
fettamente validi, di solito non vengono affrontati né co-
municati in modo diretto. Si alimentano invece nell'inti-
mo e finiscono per esplodere nel corso di una lite. A volte
vengono esposti verbalmente in modo esplicito, ma è più
facile che siano mostrati attraverso l'espressione del viso,
l'atteggiamento del corpo e il tono della voce.

ANATOMIA DI UN LITIGIO

Normalmente un litigio doloroso ha una sua anatomia es-


senziale. Vediamo un esempio.
Mia moglie e io andammo a fare un picnic. Mangiam-
mo e tutto andava per il meglio finché io non cominciai
a parlare di certi investimenti. Subito lei cominciò ad agi-
tarsi; temeva che io volessi investire una certa quota dei
nostri risparmi in azioni cosiddette "aggressive". In real-
tà, io mi limitavo a prendere in considerazione tale possi-
bilità: ciò che lei invece percepiva era un'effettiva deci-
sione. Ne fu sconvolta; io me la presi con lei per essersela
presa con me e finimmo col litigare.
Credevo che mia moglie disapprovasse le mie scelte di
investimento e litigai per dimostrarne la validità. Ma ad
attizzare la lite era la rabbia che provavo nel vederla ar-
rabbiata con me. Lei sosteneva che quelle azioni erano trop-
po rischiose, ma in realtà a inquietarla era la convinzione
che io mi accingessi a fare un certo investimento senza
consultarla in proposito. Inoltre, la turbava il fatto che
io non rispettassi il suo diritto di sentirsi turbata. Alla fi-
ne mi irritai al punto che lei si scusò con me per avermi
frainteso e finalmente ci calmammo.
Più tardi, dopo avere fatto la pace, lei mi pose questa
domanda: "Molte volte quando litighiamo ho la sensazio-
ne che tu ti agiti nel vedere me agitata, e a quel punto
172
devo scusarmi per averti messo in agitazione. In qualche
modo, mi sembra che manchi qualcosa. A volte vorrei che
tu ti dichiarassi dispiaciuto di aver messo me in agi-
tazione."
Capii subito la logica del suo punto di vista. Era ingiu-
sto pretendere che lei si scusasse quando ero stato io a sca-
tenare per primo la sua ansia. Questa nuova consapevo-
lezza trasformò il nostro rapporto. Quando ne resi parte-
cipi i frequentatori dei miei seminari, scoprii che migliaia
di donne si immedesimavano con estrema facilità in mia
moglie. Avevamo identificato un'altra abituale interazio-
ne uomo/donna. Esaminiamola insieme.

1. Una donna esprime la sua agì- 2. Un uomo le spiega perché non


tazione riguardo a X. dovrebbe agitarsi a causa di X.

3. Lei vede sminuiti i propri sen- 4. Lui percepisce la sua disap


paienti e si inquieta ancora di provazione e si inquieta a sua
più. (La reazione negativa del volta. La rimprovera per averlo
partner la turba più di quanto messo in agitazione e pretende
non faccia X.) che sia lei a scusarsi.

5. Lei si scusa pur non compren-


dendo bene che cosa è accadu-
to, oppure si agita ancora di più
e la discussione sfocia in una
rissa.

In seguito, ogni volta che sorgeva un problema io im-


parai prima ad ascoltare, poi a cercare genuinamente di
penetrare il motivo della sua agitazione e quindi a dire:
"Mi dispiace di averti turbata dicendo..." Il risultato era
immediato. Le liti si fecero molto meno frequenti.
A volte, tuttavia, scusarsi è molto difficile. In queste
occasioni io tiro un profondo sospiro e non dico nulla, ma
intanto cerco di immedesimarmi in lei e di scoprire le ra-
gioni del suo punto di vista. Poi dico: "Mi dispiace che

173
tu sia così turbata." Non è precisamente una scusa, ma
riesco ugualmente a trasmetterle il mio interesse e questo
è comunque di grande aiuto.
Gli uomini dicono di rado "mi dispiace" perché là su
Marte ciò significa che hai fatto qualcosa di sbagliato e
che ora ti stai scusando. Le donne, invece, utilizzano questa
frase per significare: "Nutro il massimo interesse per i tuoi
sentimenti." Ciò non significa che vogliono scusarsi per
avere commesso un errore. I lettori maschi che non san-
no dire "mi dispiace" faranno miracoli se solo impare-
ranno a usare questa sfumatura del linguaggio venusiano.
Il modo più facile per stroncare una lite è dire "mi di-
spiace."
Poiché sono un uomo, ho dovuto esercitarmi nell'arte
dell'ascoltare. Mia moglie invece si è esercitata a espri-
mere i suoi sentimenti più direttamente senza disappro-
varmi. Come risultato, litighiamo di meno e l'amore e la
fiducia reciproci si sono accresciuti.
In mancanza di questa consapevolezza probabilmente
ci staremmo ancora accanendo sulle solite vecchie que-
stioni.
Per evitare liti dolorose è importante riconoscere l'in-
consapevole tendenza degli uomini a negare valore a sen-
timenti e stati d'animo e quella delle donne a inviare mes-
saggi di disapprovazione.

IN CHE MODO GLI UOMINI SCATENANO


INCONSAPEVOLMENTE LITIGI

Gli uomini scatenano i litigi soprattutto invalidando i sen-


timenti e i punti di vista femminili.
Un uomo, per esempio, può minimizzare lo stato d'ani-
mo negativo di una donna dicendo: "Oh, non preoccu-
parti." A un esponente del suo sesso questa frase suone-

i74
rebbe amichevole. Ma per una donna denota mancanza
di sensibilità; si sente ferita.
Un altro esempio: un uomo può cercare di alleviare il
turbamento di una donna dicendo: "Non è poi così gra-
ve." Poi offre una soluzione pratica al problema e si aspetta
che lei reagisca con sollievo e gratitudine. Non capisce che
lei vede invalidati i propri sentimenti e che le viene a man-
care il necessario supporto. Non è in grado di apprezzare
la sua soluzione finché lui si ostina a ignorare il suo biso-
gno di sentirsi turbata.
Per poter prestare ascolto alle buone ragioni del part-
ner, la donna ha soprattutto bisogno che lui ascolti le buone
ragioni del suo turbamento. È quindi necessario che il com-
pagno rimandi la spiegazione e si appresti ad ascoltarla con
comprensione.
È questo un obiettivo che richiede molto esercizio,
ma non impossibile da raggiungere. Di solito, quando
una donna espone sentimenti di frustrazione, delusione
o ansia, ogni cellula dell'uomo reagisce istintivamente
snocciolando una serie di spiegazioni e giustificazioni de-
stinata a dissipare il turbamento di lei. Un uomo non parte
mai con l'intenzione di peggiorare le cose. La sua ten-
denza a minimizzare i sentimenti è un semplice istinto
marziano.
Arrivando a capire che questa sua reazione viscerale è
automatica e controproducente, un uomo acquista la ca-
pacità di operare il cambiamento necessario.

IN CHE MODO LE DONNE SCATENANO


INCONSAPEVOLMENTE LITIGI

Le donne scatenano litigi soprattutto perché non sono di-


rette nell'esposizione dei loro sentimenti. Invece di espri-
mere senza ambiguità il proprio disappunto o la propria

175
ostilità, trasmettono messaggi di disapprovazione. Anche
se a volte non è questo il messaggio che vogliono comuni-
care, quasi sempre è quello che l'uomo riceve.
Per esempio, quando un uomo è in ritardo, è probabile
che una donna pensi: "Non mi piace doverti aspettare
quando fai tardi", oppure "Temevo che ti fosse accaduto
qualcosa". Ma al suo arrivo, invece di esporgli francamente
i suoi sentimenti, ricorrerà a domande retoriche quali: "Co-
me hai potuto tardare tanto?" Oppure: "Che cosa dovrei
pensare io quando fai così tardi?" O ancora: "Perché non
hai telefonato?"
Quando un uomo si sente rivolgere domande di questo
tipo non percepisce i sentimenti della compagna, ma solo
la sua disapprovazione. Avverte il suo invadente deside-
rio di aiutarlo a essere più responsabile. Sentendosi attac-
cato, si mette immediatamente sulla difensiva. Lei non
ha idea di quanto dolorosa sia per lui la sua disappro-
vazione.
Gli uomini hanno bisogno di approvazione. Più un uo-
mo ama una donna, più ricerca la sua approvazione. All'i-
nizio del rapporto tale approvazione c'è sempre: lei gli tra-
smette un chiaro messaggio in questo senso o, in alterna-
tiva, lui ha fiducia di potersi conquistare la sua appro-
vazione.
Anche una donna ferita da altri uomini o dal padre non
mancherà di comunicare approvazione all'inizio di un rap-
porto. Molto probabilmente penserà: "Lui è un uomo spe-
ciale, diverso dagli altri."
La disapprovazione di una donna può essere per un uo-
mo estremamente penosa. Le donne di solito non se ne
rendono conto, proprio, perché non sanno quanto sia im-
portante per gli uomini la loro approvazione.
Nondimeno, una donna può imparare a dissentire dal-
l'atteggiamento di un uomo pur continuando sostanzial-
mente ad approvarlo. Perché un uomo si senta amato, l'ap-
provazione della compagna è indispensabile anche nei ca-
176
si in cui lei sia in disaccordo con un suo determinato com-
portamento.
Generalmente, quando una donna si trova in disaccor-
do con il proprio compagno e vuole cambiarlo, gli manife-
sta disapprovazione. È normale che ci siano momenti in
cui la sua approvazione è maggiore e altri in cui decresce,
ma tali flessioni sono comunque sempre molto dolorose
per lui.
La maggior parte degli uomini si vergogna di ammette-
re il proprio bisogno di approvazione. Possono spingersi
molto lontano nel tentativo di dimostrare che in fondo
non ci fanno troppo caso. Ma perché allora diventano im-
mediatamente freddi e distanti e si mettono sulla difensi-
va quando perdono l'approvazione di una donna? Perché
non ottenere ciò di cui hanno bisogno li fa soffrire.
Uno dei motivi per cui all'inizio i rapporti vanno quasi
sempre a gonfie vele è che un uomo si trova ancora nelle
grazie della compagna. È ancora il suo cavaliere dalla lu-
cente armatura. Si bea dell'approvazione di lei e si sente
capace di tutto. Ma non appena comincia a deluderla, perde
il suo favore e la sua approvazione. Cade improvvisamen-
te in digrazia.
Un uomo è in grado di affrontare la delusione di una
donna, ma se questa viene espressa con disapprovazione
o rifiuto, si sente ferito. È normale per una donna inter-
rogare un uomo sul suo comportamento usando un tono
di disapprovazione. Così facendo, crede di dargli una le-
zione ma riesce solo a procurargli paura e risentimento.
E a renderlo sempre meno motivato.
Approvare un uomo significa vedere le ragioni vali-
de che si nascondono dietro le sue azioni. Anche quan-
do è irresponsabile o pigro o irrispettoso, se lo ama, una
donna è in grado di individuare e riconoscere quanto c'è
di buono in lui. Approvare significa trovare l'intenzio-
ne amorosa o le qualità positive che si celano sotto le ap-
parenze.

177
Trattare un uomo come se non avesse alcun buon moti-
vo per fare ciò che fa, equivale a ritirare l'approvazione
che lei ha dispensato con tanta generosità all'inizio del lo-
ro rapporto.
È necessario che una donna ricordi che è possibile ma-
nifestare dissenso nei confronti del proprio compagno pur
continuando ad approvarlo.

Due dei problemi che più spesso scatenano le liti

1. L'uomo ha la sensazione che la donna disapprovi il


suo punto di vista.
2. La donna disapprova il modo in cui lui le parla.

QUANDO LUI HA PIÙ BISOGNO CHE MAI


DELL'APPROVAZIONE DI LEI

La maggior parte dei litigi non si verifica perché i com-


ponenti della coppia sono in disaccordo, ma perché l'uo-
mo sente che la donna disapprova il suo punto di vista
oppure perché la donna disapprova il modo in cui lui le
parla.
Quando un uomo commette un errore o dimentica di
effettuare una commissione o di tenere fede a un impe-
gno, la donna non capisce quasi mai quanto lui sia sensi-
bile in proposito. È quello il momento in cui il compagno
ha più che mai bisogno del suo amore. Vederla ritirare la
sua approvazione gli causerebbe un grande dolore. Può suc-
cedere perfino che lei non si renda neanche conto di ciò
che sta facendo. Si sente semplicemente delusa, ma lui per-
cepisce la sua disapprovazione.
178
Tra gli strumenti che la donna usa inconsapevolmente
per comunicare disapprovazione ci sono gli occhi e il tono
della voce. Le parole usate possono essere affettuose, ma
il suo sguardo o la sua voce bastano a volte a ferire il com-
pagno. Per reazione lui si mette sulla difensiva, facendola
così sentire dalla parte del torto. Lui invalida il suo atteg-
giamento così da giustificare se stesso.
Gli uomini sono più inclini a litigare quando hanno com-
messo un errore o hanno turbato la donna che amano. Se
delude la compagna, un uomo si affanna a spiegarle che
non è il caso di prendersela tanto. Crede che esponendole
le sue ragioni la farà sentire meglio. Ciò che non sa è che
in quei momenti lei ha bisogno soprattutto di essere ascol-
tata e di vedere che ai suoi sentimenti viene attribuito il
giusto valore.

COME ESPRIMERE LE DIVERGENZE SENZA LITIGARE

L'esternazione di differenze e disaccordi può essere mol-


to complicata. I nostri genitori in buona parte non discu-
tevano affatto oppure litigavano furiosamente. Ecco un
prospetto in cui vengono illustrate le modalità con cui
uomini e donne creano inconsapevolmente motivi di li-
tigio e alcuni suggerimenti per ovviare a tali inconve-
nienti.
In tutti gli esempi fornisco prima una possibile doman-
da retorica femminile e quindi spiego come, con tutta pro-
babilità, essa verrà interpretata dall'uomo. Passo poi a il-
lustrare le giustificazioni da lui addotte e in che modo una
donna possa sentirsi ferita. Concludo suggerendo qualche
tecnica per mezzo delle quali uomini e donne potranno
esprimere se stessi in maniera più positiva e senza scate-
nare liti.
179
ANATOMIA DI UN LITIGIO

1. QUANDO LUI TORNA A CASA TARDI

La domanda retorica di lei


Quando lui arriva tardi lei dice: "Come mai sei arrivato cosi tar-
di?" Oppure: "Perché non hai chiamato?" O ancora: "Non sape-
vo più cosa pensare."

Il messaggio che lui riceve


Il messaggio recepito è: "Non avevi alcun motivo di fare tardi!
Sei un irresponsabile. A me non capita mai. Sono migliore di te."

Come lui si giustifica


Quando arriva tardi e la trova agitata lui spiega: "Sul ponte c'era
molto traffico." Oppure: "A volte la vita non va come si vorreb-
be." Oppure: "Non puoi pretendere che sia sempre puntuale."

H messaggio che lei riceve


Ciò che lei recepisce è: "Non dovresti agitarti perché ho queste
ottime ragioni per essere in ritardo. Comunque il mio lavoro è più
importante di te, sei troppo esigente."

In che modo lei può mostrare minore disapprovazione


Potrebbe dire: "Non mi piace quando fai tardi. Mi sconvolge. Ti
sarei grata se la prossima volta che pensi di fare tardi tu mi tele-
fonassi."

In che modo lui può valorizzarla di più


Le dice: "Ho fatto tardi e mi dispiace se ti sei preoccupata." An-
cora più importante è limitarsi ad ascoltare senza dare troppe spie-
gazioni. Cercare di capire e valorizzare ciò di cui lei ha bisogno
per sentirsi amata.

180
2. QUANDO LUI DIMENTICA QUALCOSA

La domanda retorica di lei


Quando lui dimentica di fare qualcosa, gli dice: "Come hai potuto
dimenticartene?" Oppure: "Riuscirai a ricordartene prima o poi?"
O ancora: "Come posso fidarmi di te?"

Il messaggio che lui riceve


Il messaggio recepito è: "Non avevi motivo di dimenticartene. Sei
stupido e inaffidabile. E pensare che ho investito così tanto in que-
sto rapporto."

Come lui si giustifica


Quando dimentica di fare qualcosa e lei è irritata, lui spiega: "Ave-
vo molto da fare e me ne sono dimenticato. Sono cose che capita-
no." Oppure: "Non è poi così grave. Non l'ho fatto apposta."

H messaggio che lei riceve


Ciò che lei recepisce è: "Non dovresti prendertela tanto per scioc-
chezze simili. Sei troppo esigente e la tua reazione è irrazionale.
Sforzati di essere più realistica. Vivi in un mondo di fantasia."

In che modo lei può mostrare minore disapprovazione


Se è agitata, lei potrebbe dire: "Non mi piace quando dimentichi
qualcosa." Potrebbe inoltre tentare un altro approccio efficace evi-
tando di menzionare la dimenticanza di lui e limitandosi a chiede-
re: "Ti sarei grata se..." (Lui si renderà conto di essersene dimen-
ticato.)

In che modo lui può valorizzarla di più


Lui dice: "Ho dimenticato... sei arrabbiata con me?" Poi la lascia
parlare senza farla sentire dalla parte del torto solo perché è arrab-
biata. Lei percepirà la sua disponibilità ad ascoltarla e presto co-
mincerà a mostrargli il suo apprezzamento.

181
3. QUANDO LUI NON RISPETTA I SUOI SENTIMENTI E LA FERISCE

La domanda retorica di lei


Quando lui non rispetta i suoi sentimenti e la ferisce, lei dice: "Co-
me hai potuto dire una cosa del genere?" Oppure: "Come puoi
trattarmi così?" O ancora: "Perché non mi ascolti mai?" Oppure:
"Ti importa ancora qualcosa di me?" E: "Io ti tratto forse così?"

Il messaggio che lui riceve


Il messaggio recepito è: "Sei una persona cattiva e villana. Io sono
molto più affettuosa di te. Non ti perdonerò mai. Dovresti essere
punito. E tutta colpa tua."

Come si giustifica lui


Quando lui non rispetta i suoi sentimenti e lei si turba ancora di
più, lui spiega: "Senti, non intendevo questo." Oppure: "Ti ascolto;
vedi, lo sto facendo proprio adesso." Oppure: "Non ti ignoro sem-
pre." Oppure: "Non rido di te."

Il messaggio che lei recepisce


Ciò che lei recepisce è: "Non hai alcun diritto di essere turbata.
Sei illogica. Sei troppo sensibile, c'è qualcosa che non va in te. Sei
insopportabile."

In che modo lei può mostrare minore disapprovazione


Può dire: "Non mi piace il modo in cui mi parli. Ti prego di smet-
terla." Oppure: "Ti stai comportando in modo meschino e que-
sto non mi va. Voglio un momento di tregua." Oppure: "Non è
in questo modo che volevo impostare la discussione. Ricomincia-
mo daccapo." Oppure: "Non merito di essere trattata così. Ho
bisogno di una pausa." Oppure ancora: "Ti prego di non inter-
rompermi." Oppure: "Ti dispiacerebbe stare a sentire ciò che ho
da dirti?" (Spesso un uomo reagisce più positivamente a dichiara-
zioni brevi e dirette. Domande e ramanzine sono controprodu-
centi.)

182
In che modo lui può valorizzarla di più
Le dice: "Mi dispiace, non ti meriti un simile trattamento." Tira
un profondo sospiro e la ascolta parlare. E probabile che a questo
punto lei faccia osservazioni del tipo: "Non mi ascolti mai." Lui
potrà approfittare della prima pausa per dire: "Hai ragione. A volte
non ascolto. Mi dispiace, non meriti di essere trattata così... rico-
minciamo. Questa volta sforziamoci di fare meglio." Ricominciare
una discussione è un modo eccellente per impedirle di degene-
rare. Se lei è disposta a iniziare da capo, non fatela sentire dalla
parte del torto. Dandole il diritto di essere turbata, la indurrete
a mostrare più accettazione e apprezzamento nei vostri confronti.

4. QUANDO LUI VA SEMPRE DI FRETTA E LEI NE È INFASTIDITA

La domanda retorica di lei


Si lamenta: "Perché siamo sempre di corsa?" Oppure: "Perché devi
sempre precipitarti?"

H messaggio che lui riceve


Il messaggio recepito è: "Non c'è alcun motivo di affrettarci così!
Non riesci mai a rendermi felice. Nulla può indurti a cambiare.
Sei un incompetente ed è chiaro che non ti importa nulla di me."

Come si giustifica lui


Lui spiega: "Non è poi così spiacevole/' Oppure: "È sempre stato
così." Oppure: "Ora come ora non c'è nulla che io possa fare al
riguardo." 'Oppure: "Non preoccuparti tanto, va bene così."

Il messaggio che lei riceve


Il messaggio recepito è: "Non hai alcun diritto di lamentarti. Do-
vresti essermi grata per quello che hai e non mostrarti sempre in-
soddisfatta e infelice. Non hai alcun motivo di lamentarti, stai ro-
vinando tutto."

183
In che modo lei può mostrare minore disapprovazione
Se è turbata, può dire: "Il fatto è che andare sempre di corsa non
mi piace" oppure "È tanto bello quando non abbiamo fretta. La
prossima volta non vorresti programmare la partenza con tempi
meno serrati?"

In che modo lui può valorizzarla di più


Le dice: "Non piace neanche a me. Vorrei che potessimo fare le
cose con calma. E una cosa davvero pazzesca." Così facendo si
rapporterà positivamente ai sentimenti di lei. Anche se correre gli
piace, le sarà d'aiuto dimostrandole che, almeno parzialmente, con-
divide il suo punto di vista.

SAPERE AIUTARE NEI MOMENTI DIFFICILI

Qualunque rapporto attraversa momenti difficili. Posso-


no verificarsi per numerose ragioni, come per esempio la
perdita del lavoro, una morte, una malattia, o semplice-
mente la mancanza di riposo.
In queste situazioni è importante imparare a comuni-
care in modo affettuoso, che valorizzi e trasmetta appro-
vazione. Si crea inoltre la necessità di accettare e capire
che né noi né i nostri partner siamo perfetti. Imparare a
reagire positivamente ai piccoli sconvolgimenti di un rap-
porto rende più facile l'affrontare i problemi di maggiore
portata.
In ciascuno degli esempi sopra elencati la donna era tur-
bata per qualcosa che l'uomo aveva fatto o mancato di fa-
re. Anche gli uomini possono naturalmente provare tur-
bamenti analoghi e i miei suggerimenti sono validi per en-
trambi i sessi. Se siete attualmente impegnati in un rap-
porto, chiedere al vostro partner come reagirebbe alle si-
tuazioni indicate potrebbe essere un esercizio utile.
184
Quando non siete irritati con il vostro partner, conce-
detevi un po' di tempo per individuare le parole a cui rea-
gisce in modo più positivo ed enumerategli quelle più adatte
a voi. Queste "espressioni preconcordate" possono essere
di enorme utilità per neutralizzare la tensione che si
instaura in presenza di un dissidio.
Ricordate inoltre che per quanto corretta sia la vostra
scelta di parole, ciò che conta davvero è il sentimento che
sta dietro esse. Se anche usaste alcune delle frasi sopra elen-
cate, ma il vostro partner non percepisse H vostro amore
e la vostra approvazione, la tensione non si attenuerebbe
comunque.
Come ho già avuto modo di dire, a volte il modo mi-
gliore per evitare un litigio consiste nel prendere tempe-
stivamente atto di ciò che sta per accadere e mettervi tran-
quilli per un po'. Concedetevi una pausa per concentrarvi
su voi stessi, in modo da poter disporre di una dose mag-
giore di comprensione quando vi ritroverete con il partner.
All'inizio, questi comportamenti potranno apparirvi stra-
ni se non addirittura manipolatori e ambigui. Molti sono
convinti che amare significhi "dire sempre le cose come
stanno". In realtà questo approccio troppo diretto non tie-
ne conto dei sentimenti dell'ascoltatore. Si può essere one-
sti e diretti senza per questo offendere o ferire. Con un
po' di pratica imparerete a comunicare in modo più solle-
cito e rassicurante e col tempo ciò diventerà del tutto na-
turale.
Se attualmente siete impegnati in una relazione e il vo-
stro partner sta cercando di mettere in pratica alcuni dei
suggerimenti che ho dato, non dimenticate che a motivarlo
è la sincera intenzione di diventare più collaborativo. In
un primo tempo certi suoi atteggiamenti potranno sem-
brarvi non solo innaturali, ma addirittura insinceri. Non
si possono annullare in poche settimane i condizionamenti
di un'intera vita. Ricordatevi di apprezzare ogni suo passo,
se non volete vederlo rinunciare.

185
EVITARE I LITIGI ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE

Discussioni troppo accese e liti possono essere evitate se


si capisce ciò di cui il nostro partner ha bisogno e si ha
cura di offrirglielo. Gli esempi che seguono illustrano co-
me sia possibile, quando una donna comunica in modo di-
retto i suoi sentimenti e un uomo li valorizza adeguata-
mente, evitare un litigio.
Ero partito con mia moglie per una vacanza. Quando
scendemmo dall'auto, pronti finalmente a rilassarci dopo
una settimana frenetica, ero persuaso che Bonnie fosse fe-
licissima di avere intrapreso una così bella gita. Invece lei
tirò un profondo sospiro e disse: "Ho la sensazione che
la mia vita sia una lunga, lenta tortura."
Io non risposi subito. Tirai un profondo sospiro, poi re-
plicai: "So cosa intendi, anch'io mi sento come se mi spre-
messero goccia a goccia." Parlando, mimai il gesto di striz-
zare un limone.
Bonnie annuì e con mia sorpresa improvvisamente sor-
rise, cambiò argomento e cominciò a spiegarmi quanto fosse
eccitata per quella vacanza. Sei anni prima le cose sareb-
bero andate diversamente. Avremmo litigato e, sbaglian-
do, io ne avrei dato a lei la colpa.
Sarei rimasto turbatissimo nel sentirla dire che la sua
vita era una lunga, lenta tortura: avrei preso la sua osser-
vazione come un'offesa personale e mi sarei sentito mes-
so sotto accusa. Sarei quindi passato a spiegarle che la no-
stra vita non era affatto una tortura e che lei avrebbe do-
vuto sentirsi grata per l'interessante opportunità di svago
che ci attendeva. A questo punto avremmo litigato e la
nostra vacanza sarebbe davvero divenuta una lunga e len-
ta tortura. Tutto questo sarebbe accaduto perché allora
non ero in grado di capire e valorizzare adeguatamente
i suoi sentimenti.
In quell'occasione, tuttavia, capii che lei stava sempli-
cemente esprimendo uno stato d'animo passeggero e che
186
non intendeva accusarmi di nulla. Non sentii di conseguen-
za la necessità di mettermi sulla difensiva e con il mio com-
mento a proposito del limone le fornii la valorizzazione
necessaria. In risposta, lei mi comunicò la sua accettazio-
ne e io mi sentii amato, accettato e approvato. Poiché avevo
imparato a valorizzare i suoi sentimenti, Bonnie riceveva
l'amore che meritava. Non litigammo.

187
CAPITOLO 10 SEGNARE

PUNTI CON L'ALTRO SESSO

Un uomo crede di segnare punti a proprio vantaggio quan-


do fa per una donna qualcosa di molto grande, come re-
galarle una macchina nuova o portarla in vacanza. Pen-
sa di segnarne di meno quando i suoi atti di gentilezza
o di affetto sono di minore intensità, come per esem-
pio aprirle la portiera dell'auto, donarle un fiore o ab-
bracciarla. Seguendo questo ordine di idee, si convince
che potrà soddisfarla al massimo solo impiegando il pro-
prio tempo, la propria energia e la propria attenzione per
compiere gesti plateali. La formula, tuttavia, non funzio-
na, perché il metro di misurazione delle donne è diverso.
Quando una donna tiene il conteggio dei punti, un
dono d'amore, grande o piccolo che sia, ha sempre lo stesso
valore. Le dimensioni non contano. Un uomo, invece, ri-
tiene di segnare un punto con un piccolo regalo e trenta
con un dono importante.
Non capisce che per una donna le piccole cose sono im-
portanti quanto le grandi. In altre parole, per una donna
un'unica rosa conta quanto il pagamento dell'affitto di un
mese. Se non comprendono questa fondamentale differen-
za, uomini e donne sono condannati a vivere con frustra-
zione e senso di delusione i loro rapporti.
Ecco alcuni casi indicativi:

Durante uno dei nostri incontri Pam raccontò: "Fac-


cio moltissimo per Chuck e lui mi ignora. Solo il lavo-
ro gli interessa."
188
Chuck disse: "Ma è il mio lavoro che ci permette di
avere una bella casa e di andare in vacanza. Perché al-
lora non è felice?"
"Non m'importa della casa e delle vacanze se tra noi
non c'è amore," replicò Pam. "Ho bisogno che tu mi
dia di più."
"Da come parli sembrerebbe che tu mi dia tan-
tissimo."
"Infatti è così. Io faccio il bucato, preparo i pasti,
pulisco la casa... Tu fai una cosa sola: lavori, ossia pa-
ghi i conti. Ma ti aspetti che sia io a pensare a tutto
il resto."

Chuck è un medico di successo. Come accade a molti pro-


fessionisti, il lavoro impegna quasi tutto il suo tempo, ma
gli consente ottimi guadagni. Non riusciva a capire l'in-
soddisfazione di sua moglie Pam. Lui guadagnava una "bel-
la cifra", garantiva una "vita comoda" a lei e alla fami-
glia eppure, tornando a casa, scopriva invariabilmente che
la moglie era infelice.
Chuck pensava che più denaro guadagnava, meno avreb-
be dovuto impegnarsi per soddisfare la moglie quando
era a casa. Pensava che il suo pingue assegno di fine
mese valesse almeno trenta punti. Quando aprì una pri-
ma clinica privata raddoppiando i suoi introiti, credette
di potersi attribuire sessanta punti al mese. Ignorava com-
pletamente che, agli occhi di Pam, il suo assegno valeva
un punto soltanto... e che l'entità della cifra non aveva
alcuna importanza.
Chuck non capiva che dal punto di vista di Pam, più
lui guadagnava meno lei riceveva. La nuova clinica esige-
va da lui un dispendio di tempo ed energia ancora mag-
giore.
Nel tentativo di migliorare la situazione, Pam comin-
ciò a fare ancora di più per la loro vita di coppia. In que-
sto modo, credeva di attribuirsi sessanta punti al mese con-
189
tro l'unico del marito e naturalmente la sua infelicità e la
sua frustrazione crebbero.
Pam aveva la sensazione di dare sempre di più riceven-
done in cambio sempre meno. Dal punto di vista di Chuck,
lui ora dava di più (sessanta punti) e di conseguenza le sue
aspettative crescevano. Lui e la moglie erano alla pari ed
era soddisfatto del loro rapporto tranne che per un aspet-
to... lei non era felice. La rimproverava di volere troppo.
A suo parere, i suoi accresciuti guadagni equivalevano agli
sforzi di lei, e il suo atteggiamento rendeva Pam ancora
più furente.
Dopo avere ascoltato le registrazioni del mio corso sul-
la coppia, Pam e Chuck furono in grado di accantonare
i risentimenti e risolvere i loro problemi concentrandosi
sull'amore. Riprese così nuova vita un matrimonio che sem-
brava ormai condannato al divorzio.
Chuck scoprì che per la moglie le piccole cose signi-
ficavano moltissimo. Lo sorprese constatare con quan-
ta rapidità la situazione cambiò non appena cominciò a
mostrarsi più attento nei suoi confronti. Si rese conto
che per una donna le piccolezze non contano meno delle
grandi cose e perché il suo lavoro contasse per Pam sol-
tanto un punto.
In effetti, Pam aveva ottimi motivi per sentirsi infeli-
ce. Aveva bisogno dell'energia, degli sforzi, dell'impegno
e dell'attenzione di Chuck molto più che del loro elevato
tenore di vita. Chuck scoprì che dedicando meno tempo
ad arricchirsi e più al rapporto di coppia, sua moglie era
molto più felice. Prese atto del fatto di aver aumentato
i ritmi lavorativi nella speranza di soddisfarla. Una
volta compreso il sistema di computo di Pam, potè torna-
re a casa in piena tranquillità, avendo imparato a darle se-
renità.

190
LE PICCOLE COSE FANNO UNA GRANDE DIFFERENZA

Sono molti i modi in cui un uomo può, con poca fatica,


segnare punti agli occhi della compagna senza impegnarsi
più di tanto. È solo una questione di orientare diversa-
mente l'energia e l'attenzione che già le dedica.
Buona parte degli uomini molti di questi accorgimenti
li conosce già, ma non si preoccupa di metterli in pra-
tica perché non capisce l'importanza che rivestono per le
donne. Un uomo è genuinamente persuaso che le piccole
cose sono insignificanti se paragonate alle grandi che fa
per lei.
Capita che alcuni uomini abbiano mille piccole atten-
zioni all'inizio di una relazióne, ma che col tempo finisca-
no per dimenticarle. Un qualche misterioso istinto li spinge
a focalizzare le loro energie sull'attuazione di una sola gran-
de cosa, trascurando le piccolezze tanto necessarie a una
donna per sentirsi gratificata. E per gratificare una don-
na è necessario che l'uomo capisca ciò di cui lei ha biso-
gno per sentirsi amata.
Il sistema di computo adottato dalle donne non è una
semplice questione di preferenza, ma risponde a un'auten-
tica necessità. Le donne hanno bisogno di molte espres-
sioni d'affetto per sentirsi amate. Una o due soltanto, a
prescindere dal loro peso oggettivo, non bastano né po-
trebbero bastare a soddisfarle.

CINQUANTA MODI PER SEGNARE PUNTI


CON LA PROPRIA COMPAGNA

1. Tornando a casa, per prima cosa cercatela e abbrac-


ciatela.
2. Esercitatevi ad ascoltare e a fare domande.
191
3. Resistete alla tentazione di risolvere i suoi proble-
mi... assumete invece un atteggiamento compren-
sivo.
4. Regalatele dei fiori e non solo in occasioni di com-
pleanni e anniversari.
5. Complimentatevi con lei per il suo aspetto.
6. Offritevi di aiutarla quando è stanca.
7. Quando sapete che farete tardi, telefonatele per av-
visarla.
8. Quando vi chiede aiuto, rispondetele di sì o di no
senza farla sentire in colpa per la sua richiesta.
9. Quando vi parla, posate il giornale o spegnete la
TV e concedetele la vostra piena attenzione.
10. Quando uscite, domandatele se ha bisogno di qual-
cosa e non dimenticate la commissione che even-
tualmente vi affiderà.
11. Abbracciatela spesso nel corso della giornata.
12. Telefonatele dal posto di lavoro per chiederle co-
me sta o per comunicarle qualcosa di eccitante, op-
pure semplicemente per dirle: "Ti amo."
13. Ditele "Ti amo" almeno un paio di volte al giorno.
14. Rifate il letto e riordinate la camera.
15. Se è lei che lava le vostre calze, rovesciatele al di-
ritto, in modo che non sia obbligata a farlo lei.
16. Tenete d'occhio la pattumiera e offritevi di anda-
re a vuotarla quando è piena.
17. Quando siete fuori città, chiamatela per lasciarle
un recapito e farle sapere che siete arrivato.
18. Lavate la sua auto.
19. Lavate la vostra e pulite l'interno prima di uscire
con lei.
20. Lavatevi prima di fare l'amore o, se le piace, met-
tete un po' di acqua di colonia.
21. Spalleggiatela quando è irritata con qualcuno.
22. Qualche volta coccolatela e mostratevi affettuoso
con lei anche se non pensate di fare l'amore.
192
23. Mostratevi paziente quando vi parla di sé. Non con-
tinuate a guardare l'orologio.
24. Non cambiate continuamente canale quando guar-
date insieme la televisione.
25. Dimostratele il vostro affetto anche in pubblico.
26. Quando vi tenete per mano, non lasciate cadere
inerte la vostra.
27. Procuratevi i biglietti per il teatro, per l'opera, per
il balletto o per qualunque altro tipo di spettacolo
che piaccia a lei.
28. Mostratevi comprensivo quando è in ritardo o de-
cide di cambiare vestito all'ultimo momento.
29. In compagnia, prestate più attenzione a lei che agli
altri.
30. Fatela sentire più importante dei figli. Fate in mo-
do che i bambini vedano che è lei la prima a otte-
nere la vostra attenzione.
31. Portatele piccoli regali... una scatola di cioccolatini
o un profumo e così via.
32. Nelle occasioni speciali scattatele qualche foto.
33. Programmate brevi fughe romantiche a due.
34. Quando alloggiate in un albergo, ordinate qualco-
sa di speciale, come una bottiglia di champagne o
dei fiori.
35. Scrivetele un biglietto o usatele qualche altra pic-
cola attenzione nelle occasioni speciali, quali anni-
versari e compleanni.
36. Sorprendetela con un biglietto affettuoso o una
poesia.
37. Comportatevi con lei come facevate i primi tempi
del vostro rapporto.
38. Offritevi di effettuare qualche piccola riparazione
in casa. Dite: "C'è bisogno di riparare qualcosa?
Ho un po' di tempo libero." Ma non accollatevi
più incombenze di quante ne possiate espletare.
39. Tenetele aperta la porta.

193
40. Offritevi di portare le borse della spesa.
41. In viaggio, occupatevi del bagaglio e provvedete
a caricarlo in macchina.
42. Mostratevi interessato alla sua giornata, ai libri che
legge, alle persone che vede.
43. Se è stanca, offritevi di prepararle una tazza di tè.
44. Mostratevi divertito dai suoi scherzi e dalle sue
battute.
45. Ringraziatela quando fa qualcosa per voi.
46. Non trascurate di notare che è andata dal parruc-
chiere e complimentatevi con lei.
47. Inventate occasioni per restare soli con lei.
48. Non rispondete al telefono nei momenti di intimità
o quando lei vi sembra particolarmente vulne-
rabile.
49. Mostratele che avete sentito la sua mancanza do-
po un distacco.
50. Chiedetele di completare questo elenco.

Ciò DI CUI UN UOMO HA BISOGNO


Cosi come è necessario che un uomo continui a rivolgere
piccole gentilezze a una donna, è importante che lei si mo-
stri particolarmente sollecita nelTapprezzarle. Un sorriso
e qualche parola di ringraziamento basteranno a fargli ca-
pire che ha segnato un punto a suo vantaggio. Un uomo
ha bisogno di apprezzamento e riconoscimento per poter
continuare a dare e di sentire che ciò che fa è importante.
Gli uomini smettono di dare quando hanno la sensazione
di essere ormai dati per scontati.
Tutto ciò non significa che lei debba fingere che tutto
ora è perfetto solo perché lui le ha svuotato la pattumie-
ra. Può però prendere atto della sua gentilezza e dirgli:
"Grazie." In questo modo l'amore reciproco si intensifi-
cherà sempre di più.
194
Ciò CHE UN UOMO HA BISOGNO CHE UNA DONNA ACCETTI
Una donna deve accettare l'istintiva tendenza maschile a
focalizzare tutte le energie su un'unica grande impresa,
minimizzando l'importanza di quelle più piccole. Invece
di provare risentimento verso il partner, potrà collabora-
re costruttivamente con lui alla soluzione di questo pro-
blema. Potrà per esempio ripetergli spesso quanto apprezza
le piccole cose che fa per lei e il fatto che lavori sodo e
con tanta dedizione.
Dovrà sforzarsi di ricordare che l'inclinazione di lui
a trascurare le piccole attenzioni non significa che non
la ami, ma che è troppo concentrato sulle cose grandi.
Invece di litigare o di punirlo, lo incoraggerà a parteci-
pare di più al rapporto, sollecitando il suo aiuto. Grazie
a questo incoraggiamento, un uomo imparerà gradual-
mente a modificare la propria condotta, comincerà a ri-
lassarsi di più e a dedicare più tempo alla moglie e alla fa-
miglia.

ORIENTARE DIVERSAMENTE L'ENERGIA E L'ATTENZIONE

Ricordo ancora la prima volta che imparai a orientare le


mie energie verso le piccole cose. All'inizio del mio ma-
trimonio con Bonnie ero quasi un lavorodipendente. Ol-
tre a scrivere libri e a tenere seminari, esercitavo la mia
professione di terapeuta per cinquanta ore alla settimana.
Durante il primo anno del nostro matrimonio lei mi co-
municò ripetutamente il suo bisogno di trascorrere più tem-
po con me e non mancò di esternare con frequenza i suoi
sentimenti di abbandono e sofferenza.
A volte lo faceva per iscritto, adottando quello che bat-
tezzammo il metodo della Lettera d'Amore. E una lettera
che termina sempre con espressioni d'amore, ma illustra

195
anche sentimenti di collera, tristezza, paura e afflizione.
Nel Capitolo 11 approfondiremo le caratteristiche e l'im-
portanza delle Lettere d'Amore. Ecco quella che Bonnie
mi scrisse in riferimento alla mia eccessiva dedizione al
lavoro.

Caro John,
ti scrivo questa lettera per comunicarti i miei sentimenti. Non
ho intenzione di dirti ciò che devi o non devi fare, voglio solo
darti modo di capire il mio stato d'animo.
Sono arrabbiata per il troppo tempo che dedichi al lavoro.
Mi infurio quando torni a casa senza più energie da dedicare
a me. Voglio passare più tempo in tua compagnia.
Mi ferisce pensare che i tuoi pazienti ti stanno a cuore più
di me. Mi intristisce vederti stanco e sento la tua mancanza.
Ho paura che tu non abbia alcun desiderio di occuparti di
me. Ho paura di essere solo un peso nella tua vita. Ho paura
che tu mi giudichi una brontolona. Ho paura che per te i miei
sentimenti non contino.
Se tutto questo ti ferirà, mi dispiace. So che stai facendo del
tuo meglio e naturalmente apprezzo la tua dedizione al lavoro.
Ti amo, Bonnie

Dopo aver letto la lettera, mi resi conto che effettivamente


dedicavo più tempo ai miei pazienti che a mia moglie. Of-
frivo loro un'attenzione totale e quando tornavo a casa
ero esausto e finivo con l'ignorarla.

QUANDO UN UOMO LAVORA TROPPO

La ignoravo non perché non la amassi o non mi curassi


di lei, ma perché non mi rimaneva niente da dare. Inge-
nuamente, pensavo che lavorare sodo allo scopo di garan-
tire una vita migliore (più denaro) a lei e alla nostra fami-
glia fosse sufficiente. Una volta preso atto dei suoi senti-
menti, elaborai un piano per risolvere il problema.
196
Invece di vedere otto pazienti al giorno, cominciai a ve-
derne sette e finsi che mia moglie fosse l'ottavo e il più
importante. La sera tornavo a casa un'ora prima e le pre-
stavo tutta l'attenzione che avrei riservato a un vero pa-
ziente. Mi adoperavo facendo piccole cose per lei. Il suc-
cesso fu immediato. Mia moglie era più felice, e io anche.
A mano a mano che la sua reazione ai miei sforzi mi
faceva sentire più amato, diminuì la mia ossessione per
il lavoro. Adottai ritmi meno frenetici e con mia sorpresa
non solo la nostra relazione ma anche il mio lavoro ne ri-
cevette grandi benefici.
Scoprii che, stando meglio in famiglia, funzionavo me-
glio anche nella mia professione e questo mi fece capire
che il successo nel lavoro non dipendeva unicamente dal-
l'impegno professionale, ma anche dalla mia capacità di
ispirare fiducia agli altri.
Grazie all'amore della mia famiglia, provavo una mag-
giore sicurezza e inducevo gli altri ad avere più fiducia in
me e ad apprezzarmi di più.

IN CHE MODO UNA DONNA PUÒ ESSERE D'AIUTO

Il sostegno di Bonnie ebbe un peso rilevante in questo pro-


cesso di mutamento. Oltre a manifestarmi i suoi senti-
menti di affetto, lei era anche molto tenace nel chieder-
mi di fare cose per lei e quindi a ricompensarmi manife-
stando il suo apprezzamento. Gradualmente, cominciai a
rendermi conto di quanto fosse meraviglioso essere ama-
to per le attenzioni che le dedicavo. Capii finalmente che
non ero affatto tenuto a impegnarmi in grandi imprese e
questa consapevolezza fu per me una rivelazione e un
sollievo.

197
QUANDO UNA DONNA ASSEGNA PUNTI

La donna è capace di apprezzare le piccole cose della vita


non meno delle grandi. E una fortuna per gli uomini. Quasi
tutti, infatti, aspirano a un successo sempre maggiore per-
ché convinti che questo li renderà degni di amore. Nel lo-
ro intimo, desiderano l'amore e l'ammirazione altrui. Non
sanno che potrebbero suscitare gli stessi sentimenti anche
senza sforzarsi sempre al massimo.
Una donna ha la possibilità di guarire un uomo dalla
sua dipendenza dal successo mostrandogli di apprezzare
le piccole cose che lui fa. Se però non capisce l'importan-
za che questo atteggiamento riveste per l'uomo, è proba-
bile che non gli esprima l'apprezzamento necessario e si
lasci invece bloccare dal risentimento.

COME CURARE L'INFLUENZA DA RISENTIMENTO

Le donne apprezzano d'istinto le piccole cose. Le sole ec-


cezioni si verificano quando una donna non comprende
quanto bisogno un uomo abbia del suo apprezzamento op-
pure quando si convince che il punteggio non è pari. Per
una donna che si sente non amata e trascurata è difficile
apprezzare quello che il compagno fa per lei. Prova risen-
timento perché sente di avergli dato molto più di quanto
abbia ricevuto e il risentimento ostacola la sua capacità
di apprezzare le piccole cose.
Il risentimento, come l'influenza o il raffreddore, è una
sorta di malattia. Quando una donna è ammalata di risen-
timento tende a negare ciò che un uomo ha fatto per lei
perché, in base al suo metodo di computo, lei è nettamente
in vantaggio.
Quando il punteggio è di quaranta a dieci a favore della
donna, è molto probabile che lei cominci a sentirsi risenti-
198
ta. Nella sua mente qualcosa scatta. Del tutto inconsape-
volmente, sottrae i dieci punti di lui dai suoi quaranta e
arriva così a concludere che in realtà il punteggio è trenta
a zero. Si tratta di un'operazione logica e tutto considera-
to comprensibile, ma disastrosa per un rapporto affettivo.
Quando sottrae i punteggi segnati dal compagno dai suoi,
lui si ritrova a zero. Ma il calcolo non è esatto. Lui non
ha dato zero; ha dato dieci. Tornando a casa lei lo acco-
glie con una freddezza che gli comunica come lo consideri
uno zero. Sta negando tutto ciò che lui ha fatto. Reagisce
come se il compagno non le avesse dato nulla... quando
invece le ha dato dieci.
A questo punto generalmente l'uomo non si sente ap-
prezzato e perde la motivazione a fare di più. Ha contratto
l'influenza da risentimento. Inevitabilmente, cresce anche
il risentimento di lei e la situazione peggiora per entrambi.

Ciò CHE LEI PUÒ FARE


La soluzione del problema sta nella comprensione recipro-
ca. Lui ha bisogno di sentirsi apprezzato, lei di sentirsi so-
stenuta. Se ciò non avviene, lo stato di malattia si aggrava.
Per superare il risentimento è necessario che la donna
si assuma la responsabilità di avere contribuito al proble-
ma dando di più e creando così una sperequazione nel pun-
teggio. Deve curarsi proprio come farebbe se avesse l'in-
fluenza o il raffreddore, e concedersi una pausa. Ha biso-
gno di coccolarsi e permettere al compagno di dedicarle
cure maggiori.
Quando una donna prova risentimento, di solito non
è disponibile a dare al partner la possibilità di offrirle ap-
poggio, e se lui ci prova, tende a negare il valore dei suoi
tentativi e ad assegnargli un altro zero. Assumendosi la
responsabilità di avere dato troppo, potrà invece smette-
re di rimproverarlo e iniziare una nuova scheda segnapunti.
199
Gli offrirà un'altra possibilità e, grazie alla sua nuova com-
prensione, permetterà alla situazione di migliorare.

Ciò CHE PUÒ FARE LUI


Un uomo che non si sente apprezzato smette di fornire
sostegno. Per affrontare in modo responsabile la situazio-
ne dovrà capire che alla compagna riesce difficile assegnar-
gli punti e mostrare di apprezzarlo quando trabocca di ri-
sentimento. Da parte sua, imparerà a liberarsi del proprio
risentimento sforzandosi di capire che, per ricominciare
a dare, lei ha bisogno per qualche tempo soltanto di rice-
vere. Le dimostrerà quindi il suo amore e il suo affetto
in tanti piccoli modi senza aspettarsi un immediato ritor-
no. Gli sarà inoltre utile assumersi la responsabilità di averla
fatta "ammalare" perché ha trascurato di fare le piccole
cose di cui lei sente la necessità.
Forte di questa nuova consapevolezza, potrà dare senza
aspettarsi troppo in cambio, almeno finché lei non sarà
guarita. Infine, scoprire che è in grado di risolvere il pro-
blema lo aiuterà a liberarsi anche del proprio risentimen-
to. Se continuerà a dare, e da parte sua lei si concederà ,
un periodo di riposo e accetterà con amore il sostegno del
compagno, l'equilibrio sarà presto ristabilito.

PERCHÉ GII UOMINI DANNO DI MENO

È raro che un uomo si proponga consapevolmente di pren-


dere più di quanto dà, eppure è abbastanza normale che
in un rapporto accada proprio questo. Probabilmente ne
avete fatto anche voi l'esperienza. È molto frequente che
le donne si lamentino dei loro compagni accusandoli di di-
200
ventare sempre più passivi. Anche gli uomini si sentono
trattati ingiustamente. All'inizio le donne si mostrano af-
fettuose e colme di gratitudine, ma finiscono per divenire
esigenti e piene di rancore. Per risolvere il mistero è suf-
ficiente ricordare che il computo dei punti differisce nei
due sessi.
Ecco le cinque ragioni principali per cui un uomo smet-
te di dare.

1.1marziani idealizzano l'imparzialità. Un uomo concen-


tra tutte le sue energie su un progetto lavorativo e crede
così di avere segnato cinquanta punti. Una volta a casa,
aspetta passivamente che sua moglie faccia altrettanto. Non
sa che dal punto di vista di lei di punti ne ha segnati uno
soltanto. Smette di dare perché è convinto di avere già
dato abbastanza.
A suo parere, consentirle di segnare i cinquanta punti
necessari a pareggiare il conto è la cosa giusta da fare. Non
capisce che la sua dedizione al lavoro gliene ha fatto gua-
dagnare in realtà uno solo. Il suo concetto di equità fun-
zionerà soltanto se capirà e rispetterà il fatto che le don-
ne attribuiscono soltanto un punto a ciascun dono d'amo-
re. È questa una nozione che riveste applicazioni prati-
che per entrambi i sessi. Vediamole:
Per gli uomini: Ricordate che per una donna le cose gran-
di e le cose piccole valgono tutte un punto. Tutti i doni
d'amore si equivalgono e sono ugualmente necessari. Per
evitare risentimenti, esercitatevi a fare le piccole cose che
fanno una grande differenza. Non pretendete che una don-
na si senta soddisfatta se oltre alle grandi non riceve in
abbondanza anche le piccole espressioni d'amore.
Per le donne: Ricordate che gli uomini vengono da Mar-
te; non sono istintivamente motivati a fare le piccole co-
se. Danno di meno non perché non amano a sufficienza,
ma perché convinti di avere già fatto la loro parte. Non
prendetelo come un fatto personale. Incoraggiateli invece
201
chiedendo di più. Non aspettate di arrivare all'esaspera-
zione o a un'eccessiva disparità di punteggio. Non esigete
il suo sostegno; abbiate fiducia nel fatto che lui vuole do-
narcelo, anche se ha bisogno di un po' di incoraggiamen-
to per riuscirci.

2. Le venusiane idealizzano l'amore incondizionato. Una


donna dà d'istinto tutto ciò che può e si accorge di avere
ricevuto di meno solo quando è ormai vuota e logorata.
Non comincia subito a tenere il conto dei punti; dà libe-
ramente e pensa che l'uomo faccia altrettanto.
Ma, come abbiamo visto, non è così. Un uomo dà libe-
ramente soltanto finché, dal suo punto di vista, il punteg-
gio non diventa impari e allora assume un atteggiamento
passivo, in attesa di ricevere la sua parte.
Davanti a una donna felice di dare, un uomo pensa au-
tomaticamente che lei voglia rimettersi in pari e che sia
quindi lui ad aver segnato il maggior numero di punti. Non
gli passa neppure per la testa che possa essere il contrario.
Per nulla al mondo continuerebbe a dare una volta con-
vinto che il calcolo dei punti è a suo sfavore.
Per gli uomini: Ricordate che quando una donna dà sor-
ridendo, questo non significa necessariamente che il pun-
teggio è quasi pari.
Per le donne: Ricordate che quando date con gene-
rosità a un uomo, lui si convincerà che il punteggio è
pari. Se volete motivarlo a dare di più, dovete smettere
di dare. Fatelo con garbo e con grazia, ma fatelo. Per-
mettetegli di fare piccole cose per voi. Incoraggiatelo chie-
dendo il suo aiuto e quindi dimostrategli il vostro apprez-
zamento.

3.1 marziani danno dietro richiesta. I marziani trovano


motivo d'orgoglio nell'essere autosufficienti. Non chiedono
aiuto a meno che non ne abbiano realmente bisogno. Su
Marte è scortese offrire aiuto non richiesto.
202
Al contrario, le venusiane non sono affatto riluttanti
a offrire il loro sostegno. Quando amano qualcuno, dan-
no in ogni modo possibile. Non aspettano una richiesta
precisa, e più amano più sono disposte a dare.
Davanti a un uomo che non offre spontaneamente aiu-
to, una donna è indotta a credere che lui non la ami. Può
addirittura decidere di mettere alla prova l'amore del com-
pagno rifiutandosi di chiedergli alcunché in attesa che sia
lui a farsi avanti. Quando poi questo non accade, prova
risentimento. Non capisce che lui sta aspettando una ri-
chiesta esplicita.
Come abbiamo visto, per un uomo segnare punti è im-
portante. Quando nell'ambito di un rapporto un uomo sen-
te di avere dato di più, d'istinto comincerà a chiedere mag-
gior sostegno; si sente autorizzato a ricevere e comincia
a chiedere sempre di più. D'altro canto, quando ha dato
meno, non si sognerà neppure di aumentare le sue prete-
se. Non chiederà sostegno, ma cercherà i modi per offrir-
ne. Quando una donna non chiede sostegno, un uomo può
farsi l'errata convinzione che il punteggio sia pari, oppure
che sta a lui dare di più. Non sa che lei sta aspettando
un'offerta spontanea.
Anche questa nozione riveste applicazioni pratiche per
entrambi i sessi.
Per le donne: Ricordate che un uomo ha bisogno di sa-
pere come e quando dare di più. Il suo è un atteggiamen-
to di attesa. Reagisce nel modo corretto solo quando è la
compagna ad avanzare una richiesta in tal senso o gli spiega
come lui stesso abbia bisogno di dare di più. Inoltre, fa-
cendo richieste precise lei gli consente di capire che cosa
ci si aspetta da lui. Buona parte degli uomini molto spes-
so non sa come comportarsi in queste circostanze. Anche
se intuisce che sta dando di meno, a meno che la compa-
gna non gli rivolga richieste specifiche, è probabile che
un uomo dedichi ancora maggiori energie alle grandi cose
203
(come per esempio il lavoro), pensando erroneamente che
più successo e più soldi siano la risposta giusta.
Per gli uomini: Ricordate che una donna non è istinti-
vamente portata a chiedere il sostegno che desidera. Aspet-
ta invece che siate voi a offrirglielo. Esercitatevi a mo-
strarvi cooperativi in tanti piccoli modi.

4. Le venusiane dicono di sì anche quando il punteggio non


è pari. Gli uomini non capiscono che una donna accon-
sentirà alla loro richiesta di sostegno anche se il punteg-
gio non è alla pari. Se è in grado di sostenere il suo uomo,
lo farà senza pensare affatto al conteggio dei punti. E im-
portante che gli uomini stiano attenti a non chiedere
troppo. Se la compagna ha la sensazione di stare dando
più di quanto riceva, dopo qualche tempo proverà risen-
timento.
Gli uomini credono erroneamente che finché la com-
pagna reagisce affermativamente ai loro bisogni e alle lo-
ro richieste, significa che sta a sua volta ricevendo ciò che
le serve. Pensano che il punteggio sia pari anche quando
non lo è.
Nei primi due anni del nostro matrimonio, avevo l'abi-
tudine di portare mia moglie al cinema circa una volta al-
la settimana. Un giorno lei si infuriò con me e disse: "Fac-
ciamo sempre quello che vuoi tu. Mai quello che farebbe
piacere a me."
Ne rimasi genuinamente sorpreso. Ero convinto che, se
continuava a dire di sì, era perché la situazione la soddi-
sfaceva pienamente. Credevo che il cinema le piacesse
quanto piaceva a me.
Capitava di tanto in tanto che lei mi informasse che
in città si rappresentava un'opera lirica o che le sareb-
be piaciuto andare a un concerto. Quando passavamo da-
vanti al teatro locale, le succedeva di fare osservazioni del
tipo: "Quella commedia sembra divertente, andiamo a
vederla."
204
Ma quando qualche giorno dopo io dicevo: "Andiamo
a vedere questo film, le recensioni sono ottime," lei ri-
spondeva allegramente: "D'accordo."
Erroneamente, ero convinto che fosse felice quanto
me di andare al cinema. In realtà, a lei interessava soprat-
tutto passare qualche ora insieme e il cinema era una so-
luzione come un'altra, ma quello che avrebbe realmen-
te desiderato era partecipare agli eventi culturali della
città. Ecco perché continuava a nominarli nelle conver-
sazioni. Ma poiché continuava ad acconsentire alle mie pro-
poste, io non capivo che si stava sacrificando per farmi
felice.
Per gli uomini: Ricordate che quando lei acconsente al-
le vostre richieste, ciò non significa che il punteggio sia
pari. Anche se per lei la situazione è di venti a zero a suo
favore, vi dirà ugualmente: "Naturalmente passerò a pren-
dere i tuoi vestiti in lavanderia." Oppure: "Okay, farò
quella telefonata per tuo conto."
Il fatto che acconsenta a fare ciò che voi volete non vuol
dire che lo desideri anche lei. Chiedetele che cosa le pia-
cerebbe fare. Raccogliete informazioni su ciò che la inte-
ressa e assecondate le sue preferenze.
Per le donne: Ricordatevi che quando acconsentite im-
mediatamente a una richiesta del vostro compagno, lui si
convincerà di avere dato di più o, come minimo, che siete
più o meno pari. Se vi accorgete di dare molto più di quanto
non riceviate, smettetela di dirgli sempre di sì. Seppure
con la dovuta gentilezza, cominciate a chiedere a lui di
fare di più per voi.
5.1marziani infliggono penalità. Le donne non capiscono
che gli uomini infliggono penalità quando non si sentono
amati. Quando una donna ha nei confronti del compagno
un atteggiamento di sfiducia, di rifiuto o di disapprova-
zione, lui le sottrarrà dei punti.
Se per esempio un uomo si sente ferito o non amato
perché sua moglie ha trascurato di apprezzare qualcosa che
lui ha fatto, crederà di avere ogni diritto di cancellare i
punti che lei ha già segnato. Se gliene ha attribuiti dieci,
205
può reagire togliendoglieli tutti. Se è molto ferito, può ad-
dirittura spingersi a conteggiarle un meno venti.
Si tratta di un comportamento che genera molta confu-
sione nelle donne. Lei potrebbe avere dato l'equivalente
di trenta punti, ed ecco che in un batter d'occhio lui li
spazza via. A questo punto, l'uomo si sente perfettamente
giustificato a non dare più nulla perché è la compagna a
essere in debito. Crede che il suo atteggiamento sia equo, e
forse in senso matematico lo è, ma certo non è applica-
bile a un rapporto di coppia.
Per gli uomini: Ricordate che attribuire penalità è in-
giusto e controproducente. Nei momenti in cui vi sentite
non amati, offesi o feriti, sforzatevi di perdonare e di ri-
cordare tutto ciò che di buono vi ha dato. Invece di pu-
nirla, chiedetele il sostegno di cui avete bisogno e lei ve
lo darà. In termini rispettosi spiegatele quanto vi ha feri-
to e datele l'opportunità di scusarsi. I sistemi punitivi non
funzionano! Vi sentirete molto meglio se le permetterete
di darvi ciò di cui avete bisogno. Ricordate che è una ve-
nusiana... non sa che cosa vi serve e neppure in che misu-
ra è in grado di ferirvi.
Per le donne: Non dimenticate mai che gli uomini han-
no la tendenza a infliggere penalità. Ecco due approcci che
vi permetteranno di proteggervi.
Il primo consiste nel rendervi conto che lui sbaglia quan-
do vi sottrae punti. Pur con il massimo rispetto, spiegate-
gli come vi sentite. Nel capitolo successivo esamineremo
le modalità per esprimere sentimenti difficili o negativi.
Il secondo approccio consiste nel riconoscere che se lui
vi toglie punti è perché si sente non amato o ferito e che
non esiterà ad attribuirveli di nuovo non appena percepi-
rà ancora il vostro amore e il vostro sostegno. Sentendosi
più amato per le piccole cose che fa per voi, perderà gra-
dualmente l'abitudine a infliggervi penalità. Cercate di ca-
pire i vari tipi di amore di cui ha bisogno in modo da evi-
tare di ferirlo.
206
Quando vi sarete rese conto della sua sofferenza, non
esitate a dimostrare il vostro rammarico. Ancora più im-
portante, dategli l'amore che non ha avuto prima. Se non
si sente apprezzato, dategli l'apprezzamento di cui ha bi-
sogno; se si sente rifiutato o manipolato, offritegli com-
prensione. Un uomo sicuro di essere amato dimentica l'e-
sistenza delle penalità.
La maggiore difficoltà del processo sopra illustrato sta
nell'imparare a scoprire ciò che lo ferisce. Molto spesso,
quando un uomo si rifugia nella sua caverna non sa che
cosa lo fa soffrire e, quando ne esce, di solito non ne par-
la. Come può una donna sapere che cosa ha urtato i suoi
sentimenti? La comprensione di come siano diversi i bi-
sogni degli uomini (dovuta, spero, anche alla lettura di que-
sto libro) costituisce un buon punto d'inizio, e conferi-
sce alle donne un vantaggio di cui non hanno mai goduto
prima.
Un ulteriore strumento è quello fornito dalla comuni-
cazione. Come ho già avuto modo di dire, più una donna
è in grado di aprirsi ed esternare i propri sentimenti in
modo rispettoso, più un uomo imparerà a sua volta a ma-
nifestare la sua sofferenza e il suo dolore.

IN CHE MODO GLI UOMINI ATTRIBUISCONO PUNTI

Il criterio maschile di attribuzione dei punti differisce da


quello delle donne. Ogni volta che una donna apprezza
ciò che il compagno fa per lei, si sente amata e in cambio
gli attribuisce un punto. Dal canto suo, per mantenere pari
il punteggio, un uomo non ha bisogno altro che di amore.
Le donne non sono consapevoli del potere del loro amore
e spesso cercano di guadagnarsi quello del compagno fa-
cendo più di quanto in realtà vorrebbero. Quando una
donna apprezza ciò che l'uomo fa per lei,
207
gli fornisce buona parte dell'amore di cui lui ha bisogno.
Ricordate: gli uomini hanno bisogno soprattutto di esse-
re apprezzati. Naturalmente, desiderano anche che la com-
pagna partecipi equamente ai doveri della vita quotidia-
na, ma se non si sentono apprezzati, questa collaborazio-
ne finirà per significare ben poco.
Analogamente, la donna è incapace di apprezzare le cose
grandi che un uomo fa per lei a meno che lui non ne faccia
anche molte di piccole. E questo che soddisfa la sua neces-
sità primaria di sentirsi compresa, rispettata e importante.
Una delle principali fonti d'amore per un uomo è la rea-
zione affettuosa che una donna manifesta al suo compor-
tamento.
Quando una donna prepara la cena per il suo compa-
gno, lui le attribuisce un punto oppure dieci a seconda dal
modo in cui lei si comporta. Se una donna prova risenti-
mento per il partner, il fatto che gli prepari da mangiare
significherà per lui molto poco... potrebbe addirittura sot-
trarle uno o più punti. Il segreto per gratificare un uomo
sta nell'imparare a esprimergli amore attraverso i senti-
menti, non necessariamente attraverso le azioni.
Anche nei momenti in cui non prova particolare amore
per la compagna, un uomo può decidere comunque di ri-
volgerle un gesto affettuoso. Se la sua offerta viene accet-
tata e apprezzata, comincerà nuovamente ad amarla. "Fa-
re" è un modo eccellente per incentivare un uomo ad
amare.
Le donne sono diverse. Di solito una donna non si sen-
te amata se non si sente compresa, rispettata o considerata
importante. Decidere di fare qualcosa di più per il com-
pagno non l'aiuterà a sentirsi più affettuosa, e anzi può
creare in lei risentimento. Nei momenti in cui non prova
amore, una donna ha soprattutto bisogno di concentrare
le energie sui sentimenti negativi e di sanarli.
Un uomo sente la necessità di dare la priorità al "com-
portamento affettuoso", perché questo farà sì che i biso-
208
gni d'amore della sua compagna siano soddisfatti. Lei gli
aprirà il cuore e così facendo potenzierà anche l'amore di
lui. Il cuore di un uomo si apre quando riesce a gratificare
una donna.
Una donna sente la necessità di dare la priorità ad "at-
teggiamenti e sentimenti d'amore", che le garantiranno
il soddisfacimento dei bisogni affettivi del suo partner.
Quando una donna è in grado di esprimere atteggiamenti
e sentimenti d'amore, il compagno si sente motivato a da-
re di più. Questo a sua volta aiuterà lei ad aprirsi mag-
giormente. Il cuore di una donna si apre quando lei sente
di ricevere il sostegno di cui ha bisogno.
A volte le donne non sono consapevoli delle situazio-
ni in cui un uomo ha maggiormente bisogno d'amore.
Sono questi i momenti in cui una donna può segnare an-
che venti o trenta punti a proprio vantaggio. Eccone al-
cuni esempi:

IN CHE MODO LE DONNE POSSONO SEGNARE


GRANDI QUANTITÀ DI PUNTI

Quello che succede

1. Lui commette un errore e lei non reagisce dicendo


"Te l'avevo detto" né gli offre consigli.
2. Lui la delude e lei non lo punisce.
3. Lui si smarrisce quando è al volante e lei non at-
tribuisce troppa importanza all'accaduto.
4. Lui si perde e lei riesce a vedere il lato positivo della
situazione; dice: "Se avessimo preso la strada più
veloce non avremmo potuto ammirare questo splen-
dido tramonto."
209
5. Quando lui dimentica di comprare qualcosa gli di-
ce: "Nessun problema. Potresti occupartene la pros-
sima volta che esci?"
6. Lui se ne dimentica di nuovo e lei insiste con fidu-
ciosa pazienza: "Nessun problema. La prossima
volta?"
7. Quando si rende conto di averlo ferito, si scusa e
gli dà l'amore di cui lui ha bisogno.
8. Non si sente ferita se lui le nega il suo aiuto; pen-
sa che lui l'avrebbe accontentata se solo gli fos-
se stato possibile. Non lo respinge né lo disap-
prova.
9. Sollecita ancora una volta il suo aiuto e ancora una
volta lui lo rifiuta. Non lo fa sentire dalla parte del
torto, ma accetta i suoi limiti.
10. Gli chiede sostegno senza mostrarsi esigente quan-
do lui ritiene che il punteggio è più o meno pari.
11. Gli chiede sostegno senza mostrarsi esigente an-
che quando è turbata o quando lui è consapevole
che è lei che sta dando di più.
12. Quando lui si chiude in se stesso non lo fa sentire
in colpa.
13. Quando lui emerge dalla caverna, gli dà il bentor-
nato e non lo punisce né lo respinge.
14. Quando lui si scusa per un errore, riceve le scuse
dimostrandogli disponibilità al perdono. Più è grave
l'errore che lui ha commesso, più punti le assegnerà.
15. Se rifiuta di fare qualcosa per lui, non lo costringe
ad ascoltare l'elencazione dei motivi per cui non
può farlo.
16. Quando lui le chiede di fare qualcosa, acconsente
senza perdere il suo buonumore.
17. Se lui vuole rappacificarsi dopo un litigio e comin-
cia a fare piccole cose per lei, è pronta a dimostrargli
nuovamente il suo apprezzamento.
210
18. È felice di vederlo tornare a casa.
19. Nei momenti di dissenso, invece di esprimere la
sua disapprovazione, va in un'altra stanza e non
ne esce finché la sua disposizione non è migliorata.
20. In situazioni particolari non tiene conto degli er-
rori di lui che normalmente la turberebbero.
21. Apprezza sinceramente di fare l'amore con lui.
22. Se dimentica dove ha messo le chiavi, non lo guar-
da come se lo ritenesse un irresponsabile.
23. Quando escono insieme, esprime con tatto e gar-
bo la sua eventuale delusione riguardo a uno spet-
tacolo cinematografico o teatrale.
24. Non gli dà indicazioni quando è al volante o deve
parcheggiare e una volta a destinazione gli mostra
il suo apprezzamento.
25. Gli chiede sostegno piuttosto che soffermarsi sui
suoi errori.
26. Gli esterna i suoi sentimenti negativi senza rim-
proverarlo, rifiutarlo o disapprovarlo.

IN CHE MODO UNA DONNA PUÒ SEGNARE UN


MAGGIOR NUMERO DI PUNTI

Ciascuno di questi esempi illustra come il criterio adotta-


to dagli uomini per segnare i punti sia diverso. Ma non
è necessario che una donna metta in pratica tutti i sugge-
rimenti elencati, poiché queste situazioni sono quelle di
maggior vulnerabilità. Se la sua compagna è in grado di
dargli ciò di cui ha bisogno, un uomo sarà molto generoso
nelT assegnarle punti.
Come accennato nel Capitolo 7 nella donna la capa-
cità di dare amore nei momenti difficili è fluttuante co-
me un'onda. Quando tale capacità aumenta (ossia quan-
211
do l'onda è in salita), è il momento giusto per fare incetta
di punti.
In modo analogo, anche il bisogno d'amore di un uo-
mo subisce fluttuazioni. Ecco perché i punteggi soprain-
dicati sono sempre indicativi; sarà il bisogno d'amore
di lui a stabilire con esattezza il punteggio di volta in
volta.
Se per esempio ha commesso un errore e si sente imba-
razzato, dispiaciuto o se prova vergogna, il suo bisogno
di amore crescerà e proporzionalmente crescerà la tendenza
a essere più generoso se lei gli offrirà il necessario soste-
gno. In caso di reazione negativa, le assegnerà un numero
di penalità proporzionato al suo bisogno d'amore. Se in
conseguenza di un grave errore si sentirà rifiutato, potrà
sottrarle moltissimi punti.

COSA INDUCE UN UOMO A METTERSI SULLA DIFENSIVA

Può succedere che, vedendo la compagna turbata per un


suo errore, un uomo si arrabbi. La sua ira in questi casi
è proporzionata all'entità dell'errore. Un errore lieve non
lo turberà più di tanto, mentre una colpa grave lo spinge-
rà a mettersi sulla difensiva.
A volte le donne si stupiscono che un uomo non si di-
chiari dispiaciuto per gli sbagli commessi, ma si tratta di
una reazione facilmente spiegabile: lui teme di non veni-
re perdonato. La consapevolezza di avere sbagliato lo ad-
dolora tanto che, invece di mostrare il proprio rammari-
co, si arrabbia con lei perché ha manifestato turbamento
e le infligge delle penalità.
Quando un uomo vive uno stato d'animo negativo, se
la donna ha l'accortezza di restare in disparte, in attesa
che la tempesta si plachi, una volta riacquistato l'equili-
brio lui gliene sarà grato e le attribuirà molti punti.
212
Al contrario, se lei peggiora la situazione cercando di
arginare la tempesta, lui la rimprovererà per aver inter-
ferito.

QUANDO GLI UOMINI ASSEGNANO PENALITÀ

Quando una donna arriva a capire il sistema di computo


dei punti adottato dagli uomini, acquisisce un ecceziona-
le vantaggio.
Di solito, invece, le donne ne sono sconcertate ed esi-
tano a esternare i propri sentimenti. Certo, sarebbe ma-
gnifico se gli uomini capissero l'ingiustizia del loro meto-
do e cambiassero nel giro di una notte... ma i cambiamenti
richiedono tempo. Una donna tuttavia può rassicurarsi
pensando che se il compagno è rapido neU'attribuire pe-
nalità, lo è anche nel cancellarle.
Un uomo che effettua questa operazione è simile a una
donna che prova risentimento quando sa di dare più del
compagno.
Sottrae i punti di lui dai suoi e gli attribuisce uno zero
o perfino un meno. In questi momenti un uomo dovrà sfor-
zarsi di capire che lei soffre di una vera e propria forma
di influenza da risentimento e trasmetterle ancora più amo-
re del solito.
Lo stesso accade quando un uomo infligge penalità. In
questi momenti, per guarire, un uomo ha bisogno di una
dose superiore di amore e se la ottiene si affretterà ad at-
tribuire un buon punteggio alla compagna.
Imparando il metodo maschile di attribuzione dei punti,
una donna imparerà anche a sostenere il compagno quando
lo vede distante o ferito. Invece di fare per lui piccole
cose, ossia di comportarsi come vorrebbe che il compa-
gno si comportasse con lei in una situazione analoga, sa-
prà impegnarsi per dargli ciò che effettivamente desidera.
213
RICORDARE LE DIFFERENZE

Sono numerosi i vantaggi che uomini e donne potranno


acquisire se si ricorderanno che l'altro ha un criterio di-
verso di calcolare il punteggio. Migliorare un rapporto non
richiede più energie di quante già se ne spendono e non
comporta necessariamente grandi difficoltà. I rapporti sono
logoranti solo finché non si impara a convogliare le pro-
prie energie secondo le modalità più apprezzate dal partner.

214
CAPITOLO 11 COME

COMUNICARE I SENTIMENTI DIFFICILI

Quando siamo turbati, delusi, frustrati o arrabbiati, co-


municare in modo affettuoso diventa problematico. In pre-
senza di emozioni negative, tendiamo a perdere il contat-
to con i sentimenti positivi quali la fiducia, la sollecitudi-
ne, la comprensione. In certi momenti, e a dispetto delle
migliori intenzioni, è anche troppo facile trasformare il
dialogo in litigio. Nella foga, ci dimentichiamo di comu-
nicare in un modo che sia valido per il partner o per noi.
In queste situazioni le donne tendono inconsciamente
a rimproverare il compagno e a farlo sentire in colpa. In-
vece di rammentare che lui sta facendo tutto il possibile,
arrivano a presumere il peggio e a mostrarsi critiche e ri-
sentite. Quando è soffocata dai sentimenti negativi, una
donna incontra difficoltà a esprimersi in modo da trasmet-
tere fiducia, accettazione e apprezzamento e non si rende
conto di quanto il suo atteggiamento risulti negativo e do-
loroso per il partner.
Quando è turbato, l'uomo tende a diventare critico nei
confronti delle donne e dei loro sentimenti. Invece di ram-
mentare che la compagna è vulnerabile e sensibile, o si mo-
stra meschino e indifferente. Se è sopraffatto dai senti-
menti negativi, incontra difficoltà a esprimersi in modo
rispettoso, sollecito e comprensivo. Non si rende conto
di quanto il suo atteggiamento ostile sia doloroso per lei.
Sono questi i momenti in cui parlare non serve. Fortu-
natamente, esiste un'alternativa. Invece di esporre verbal-
mente i propri sentimenti al partner, si può scrivere una
215
lettera. Scrivendo avrete la possibilità di prestare ascolto
ai vostri sentimenti senza temere di ferire il partner. Au-
tomaticamente, diventerete più equilibrati e affettuosi.
Quando scrivono una lettera, gli uomini si fanno più sol-
leciti, più comprensivi e più rispettosi; da parte loro, le
donne sviluppano maggiori capacità di fiducia, accettazione
e apprezzamento.
Mettere per iscritto i sentimenti negativi è un modo ec-
cellente per rendersi conto di quanto si possa apparire po-
co affettuosi al partner e, grazie a questa maggiore consa-
pevolezza, di correggersi. Inoltre, scrivere ha una funzio-
ne catartica: liberando il campo dalle emozioni negative
si dà spazio a quelle positive. Dopodiché sarà possibile ri-
volgersi al compagno e parlargli in modo più affettuoso
e meno critico, accrescendo così le nostre opportunità di
capire ed essere capiti.
E probabile che dopo avere scritto una lettera non pro-
viate più il bisogno di parlare e vi sentiate invece deside-
rosi di mostrarvi affettuosi con il vostro partner. Che la
scriviate per esternare ì vostri sentimenti o semplicemente
per sentirvi meglio, si tratta comunque di uno strumento
molto utile.
La tecnica della Lettera d'Amore accresce immensamen-
te il potere e l'efficacia di questo processo. Potete scri-
verla o, se preferite, costruirla mentalmente.

UNA LETTERA D'AMORE A PROPOSITO DELLA SMEMORATEZZA


Quando Tom dormì più a lungo di quanto avrebbe dovu-
to e dimenticò di accompagnare la figlia Hayley dal den-
tista, sua moglie Samantha si infuriò. Ma, invece di met-
tere Tom di fronte alla sua rabbia e alla sua disapprova-
zione, si sedette e gli scrìsse la seguente Lettera d'Amore.
Dopodiché fu in grado di parlargli in modo più equilibra-
to e con maggiore serenità.
216
Grazie alla lettera, Samantha non provò l'impulso di
rimproverare o di rifiutare il marito. Invece di litigare, tra-
scorsero una deliziosa serata insieme e la settimana suc-
cessiva Tom fece in modo di non saltare l'appuntamento
con il dentista.
Ecco la Lettera d'Amore di Samantha:

Caro Tom,
1. Collera: Sono furiosa per la tua dimenticanza. Sono
arrabbiata perché hai dormito troppo a lungo. Detesto
quando, per schiacciare un sonnellino, dimentichi tutto
il resto. Sono stanca di sentirmi l'unica responsabile.
Pretendi che sia io a occuparmi di tutto, ma io sono
stanca di questa situazione.
2. Tristezza: Mi rattrista che Hayley abbia saltato l'ap-
puntamento e mi rattrista che tu l'abbia dimenticato.
Sono triste perché ho l'impressione di ncm poter con-
tare su di te. Mi rattrista che tu debba lavorare così
tanto, che tu sia sempre tanto stanco, che tu abbia po-
co tempo per me. Mi sento ferita quando non ti mostri
felice di rivedermi. Mi sento ferita quando dimentichi
qualcosa. Ho l'impressione che non ti importi di me.
3. Paura: Ho paura che tocchi a me fare tutto. Ho pau-
ra di fidarmi di te. Ho paura che a te non importi. Non
voglio dover fare tutto io. Ho bisogno del tuo aiuto.
Ho paura di avere bisogno di te. Ho paura che non di-
venterai mai responsabile. Ho paura che tu lavori trop-
po. Ho paura che tu finisca per ammalarti.
4. Rimpianto: Provo imbarazzo quando dimentichi un
appuntamento. Provo imbarazzo quando arrivi in ritar-
do. Mi dispiace di essere così esigente. Mi dispiace di
non dimostrarti maggiormente la mia accettazione. Pro-
vo vergogna per non essere più affettuosa. Non voglio
rifiutarti.
5. Amore: Ti amo. Capisco la tua stanchezza. Lavori
molto. So che stai facendo del tuo meglio. Ti perdono
217
per avere dimenticato. Grazie per avere fissato un al-
tro appuntamento. Grazie per esserti offerto di accom-
pagnare Hayley dal dentista. So che ti stiamo davvero
a cuore. So che mi ami. Mi sento fortunata ad averti
vicino a me. Voglio passare una serata piena d'amore
con te. Con amore, Samantha

P.S.: Ho bisogno di sentirti dire che ti assumi la re-


sponsabilità di accompagnare Hayley dal dentista, la
prossima settimana.

UNA LETTERA D'AMORE A PROPOSITO DELL'INDIFFERENZA

L'indomani Jim doveva partire per un viaggio di lavoro


e quella sera sua moglie Virginia aspirava a un po' di inti-
mità. Portò un mango in camera e glielo offrì. Jim era a
letto, sprofondato nella lettura, e si limitò a dire che non
aveva fame. Sentendosi rifiutata, Virginia lasciò la stan-
za. Si sentiva ferita e arrabbiata, ma invece di lamentarsi
con il marito per la sua scortesia e la sua insensibilità, gli
scrisse una Lettera d'Amore.
Dopo averla scritta, sentendosi più disposta ad accet-
tare e perdonare, tornò in camera e disse: "Domani parti.
Perché non stiamo più vicini?" Jim posò il libro e i due
trascorsero una deliziosa serata. Grazie alla Lettera d'A-
more, Virginia aveva trovato la forza e la dolcezza neces-
sarie a chiedere in modo più diretto l'attenzione del part-
ner. Non ebbe neppure la necessità di mostrargli la lettera.
Ecco che cosa scrisse:

Caro Jim,
1. Rabbia; È frustrante per me che tu preferisca leggere
sapendo che domani partirai. Mi fa infuriare che tu
218
mi ignori. Mi fa infuriare che tu non voglia trascorrere
queste ore con me e il fatto che non passiamo più tem-
po insieme. Per te c'è sempre qualcosa di più impor-
tante. Voglio sentire che mi ami.
2. Tristezza: Mi rattrista che tu non voglia stare con
me e che tu lavori tanto. Ho la sensazione che non ti
accorgeresti neppure della mia assenza. Mi rattrista che
tu sia sempre così impegnato. Mi rattrista che tu non
voglia parlarmi. Mi ferisce vedere che per te non è im-
portante. Non mi sento abbastanza speciale.
3. Paura: Ho paura che tu ignori perfino le ragioni del
mio turbamento. Ho paura che non ti importi nulla. Ho
paura di renderti partecipe dei miei sentimenti. Ho pau-
ra che tu mi rifiuti e che finiremo per allontanarci sem-
pre di più. Mi spaventa pensare di non poter fare nulla
per rimediare. Ho paura che tu mi trovi noiosa e di non
piacerti.
4. Rimpianto: Mi imbarazza avere desiderato di trascor-
rere un po' di tempo insieme quando a te non importa-
va. Mi imbarazza sentirmi tanto turbata. Mi dispiace
se ti sembro troppo esigente. Mi dispiace di non essere
più affettuosa e capace di accettare. Mi dispiace di avere
reagito con freddezza quando mi hai fatto capire di non
essere disponibile. Mi dispiace di non averti dato un'al-
tra-possibilità. Mi dispiace di non confidare a sufficienza
nel tuo amore.
5. Amore: Ti amo. Ecco perché ti ho portato il mango.
Volevo fare qualcosa per te. Volevo trascorrere qualche
momento speciale in tua compagnia. Lo voglio ancora.
Ti perdono per esserti mostrato indifferente. Ti perdo-
no per non avere reagito nel modo giusto. Capisco che
eri impegnato nella lettura. Regaliamoci una bella serata.
Ti amo, Virginia

P.S. La risposta che vorrei da te è: "Ti amo, Virginia,


e anch'io voglio passare una bella serata con te. Mi man-
cherai."
219
UNA LETTERA D'AMORE A PROPOSITO DEI LITIGI

Michael e Vanessa avevano da prendere una decisione di


natura economica ed erano in disaccordo. Nel giro di po-
chi minuti cominciarono a litigare. Accorgendosi di stare
urlando, Michael tirò un profondo respiro e disse: "Ho
bisogno di un po' di tempo per pensare a tutto questo,
poi ne discuteremo." Passò in un'altra stanza e riversò i
suoi sentimenti in una Lettera d'Amore.
Dopo averla scritta si sentì in grado di riprendere la di-
scussione mostrando maggior comprensione. I due riusci-
rono così a risolvere il problema senza ferirsi recipro-
camente.
Ecco la Lettera d'Amore di Michael:

Cara Vanessa,
1. Collera: Sono arrabbiato per la tua eccessiva emoti-
vità. Sono arrabbiato per il tuo continuo fraintender-
mi. Sono arrabbiato perché non riesci a restare calma
quando parliamo. Sono arrabbiato per la tua esagerata
sensibilità e per la facilità con cui ti senti ferita. Mi fa
infuriare il fatto che tu non abbia fiducia in me e mi
respinga.
2. Tristezza: Mi rattrista che litighiamo. Mi ferisce per-
cepire i tuoi dubbi e la tua sfiducia. Mi ferisce perdere
il tuo amore. Sono triste per il nostro litigio.
3. Paura: Ho paura di stare commettendo un errore.
Ho paura di non poter fare ciò che voglio senza turbar-
ti. Ho paura di renderti partecipe dei miei sentimenti.
Ho paura che tu mi faccia sentire dalla parte del torto.
Ho paura di apparire incompetente. Ho paura che tu
non mi apprezzi. Ho paura di parlarti quando sei così
agitata. Non so che cosa dire.
4. Rimpianto: Mi dispiace di averti ferita. Mi dispiace
di non essere d'accordo con te. Mi dispiace di essermi
220
mostrato tanto freddo. Mi dispiace di oppormi con tanta
foga alle tue opinioni. Mi dispiace di avere tanta fretta
di fare ciò che voglio fare. Mi dispiace di metterti dal-
la parte del torto. Non meriti di essere trattata così.
Mi dispiace di averti criticata. 5. Amore: Ti amo e
voglio risolvere il nostro dissidio. Ora credo di essere
in grado di ascoltarti. Voglio aiutarti. Capisco di
avere ferito i tuoi sentimenti. Mi dispiace di averli
sminuiti. Ti amo davvero molto. Voglio essere il tuo
eroe e so che non è importante trovarsi d'accordo su
tutto. Voglio che tu mi ammiri. Ho bisogno di essere
me stesso e di aiutarti a essere te stessa. Ti amo.
Questa volta quando parleremo sarò più paziente e
comprensivo. Te lo meriti. Ti amo, Michael

P.S. La risposta che vorrei da te è: "Ti amo, Michael,


apprezzo la sollecitudine e la comprensione che mi di-
mostri. Sono sicura che risolveremo tutto."

PERCHÉ ABBIAMO BISOGNO DI SCRIVERE


LETTERE D'AMORE

Come abbiamo avuto modo di vedere più volte in questo


libro, per le donne è importantissimo condividere i pro-
pri sentimenti e sentirsi comprese, considerate e rispetta-
te. Altrettanto importante è per gli uomini sentirsi apprez-
zati, accettati e degni di fiducia. In un rapporto, il pro-
blema più grave insorge quando una donna rende parteci-
pe il compagno dei propri sentimenti negativi e, come ri-
sultato, lui non si sente amato.
In questo caso, l'uomo percepisce come critici, esigenti
e pieni di risentimento i sentimenti di lei e quando li ri-
fiuta, la donna si sente a sua volta privata dell'amore di
221
lui. Il successo di una relazione affettiva dipende unica-
mente da due fattori: la capacità dell'uomo di ascoltare
con amore e rispetto e la capacità della donna di esterna-
re le proprie emozioni in modo amorevole e rispettoso.
Perché un rapporto funzioni è necessario che i due co-
munichino i mutamenti che si verificano nel loro sentire.
Sperare in una comunicazione perfetta è naturalmente ir-
realistico. Fortunatamente, da qui alla perfezione lo spa-
zio per crescere non manca.

ASPETTATIVE REALISTICHE
Sperare che la comunicazione sia sempre agevole è irreali-
stico. Ci sono sentimenti che è difficile comunicare senza
ferire l'ascoltatore. Capita che persone con un meraviglioso
rapporto di coppia a volte si torturino nel tentativo di tro-
vare un modo di comunicare che sia valido per entrambi.
È difficile capire appieno il punto di vista di un'altra per-
sona, soprattutto quando il lui o la lei in questione non
dice ciò che noi vorremmo sentire. Inoltre, è difficile mo-
strarsi rispettosi quando i nostri sentimenti sono stati feriti.
Molte coppie credono erroneamente che la loro incapacità
a comunicare significhi che non si amano a sufficienza.
L'amore è certamente un fattore importante da consi-
derare, ma ciò che più conta è la capacità di comunicare
e, fortunatamente, è una cosa possibile da imparare.

COME IMPARARE A COMUNICARE


La buona comunicazione sarebbe per noi una seconda na-
tura se fossimo cresciuti in famiglie capaci di comunica-
zioni sincere e amorevoli. Ma nelle generazioni passate,
la comunicazione all'interno della coppia consisteva gene-
ralmente nell'ignorare i sentimenti negativi. Troppo spesso
222
i sentimenti negativi erano considerati una malattia ver-
gognosa, da tenere accuratamente nascosta.
Nelle famiglie meno "civilizzate" ciò che passava per
comunicazione giungeva a volte alla razionalizzazione o
all'espressione dei sentimenti negativi attraverso punizioni
fisiche e ogni sorta di eccessi verbali... e tutto con l'in-
tenzione di aiutare i bambini a imparare a distinguere il
bene dal male.
Se i nostri genitori avessero imparato a comunicare amo-
revolmente, senza soffocare i sentimenti negativi, da bam-
bini non avremmo avuto alcun timore a scoprire e a esplo-
rare le nostre reazioni negative a forza di tentativi e di
errori. Diciotto anni di tentativi ed errori ci avrebbero gra-
dualmente resi capaci di esprimere i nostri stati d'animo
in modo adeguato e rispettoso. Se appartenete a questa
esigua categoria di fortunati, è probabile che non abbiate
bisogno di ricorrere alla Lettera d'Amore.

SE IL NOSTRO PASSATO FOSSE STATO DIVERSO


Se il nostro passato fosse stato diverso, avremmo visto no-
stro padre ascoltare con amore e attenzione quando no-
stra madre gli esprimeva le sue delusioni e le sue frustra-
zioni. Quotidianamente, lo avremmo visto offrirle l'affet-
tuosa sollecitudine e la comprensione di cui lei aveva
bisogno.
Avremmo visto nostra madre dare piena fiducia a no-
stro padre ed esprimergli apertamente i suoi sentimenti,
senza disapprovazione né rimprovero. Avremmo scoper-
to che una persona può sentirsi turbata senza per questo
allontanare il partner attraverso la sfiducia, la manipola-
zione emotiva, la disapprovazione, la condiscendenza o la
freddezza.
Gradualmente, saremmo arrivati a padroneggiare le no-
stre emozioni così come padroneggiamo innumerevoli al-
223
tri aspetti della nostra vita. Comunicare sarebbe stato per
noi solo un'altra abitudine acquisita, come il saltare, il can-
tare, il leggere e il far quadrare un bilancio.
Ma per la maggior parte di noi non è stato così. Invece,
abbiamo speso anni e anni a imparare modalità di comu-
nicazione scorrette, e ora comunicare in modo affettuo-
so, anche i sentimenti negativi, ci appare come un'impre-
sa ardua e quasi insormontabile.
Per arrivarne a comprendere appieno la difficoltà, pro-
vate a rispondere alle seguenti domande:
1. Quando vi sentite arrabbiati o pieni di risentimen-
to, come potete esprimere amore se, durante gli anni
della vostra infanzia e della vostra adolescenza, i
vostri genitori litigavano o negavano la realtà per
evitare i litigi?
2. Come potete indurre i vostri figli ad ascoltarvi senza
doverli rimproverare o punire, se i vostri genitori
urlavano e vi punivano per mantenere la disciplina?
3. Come potete chiedere un maggiore sostegno, se da
bambini vi siete sentiti ripetutamente trascurati e
delusi?
4. Come potete rendere gli altri partecipi dei vostri
sentimenti se temete il rifiuto?
5. Come potete parlare con il vostro partner se i vo-
stri sentimenti dicono "Ti odio"?
6. Come potete dire "Mi dispiace" se da bambini siete
stati puniti per i vostri errori?
7. Come arrivare a riconoscere i vostri errori se te-
mete la punizione e il rifiuto?
8. Come esprimere i vostri sentimenti se da bambini
siete stati ripetutamente respinti o criticati perché
eravate turbati e piangevate?
9. Come potete chiedere ciò che volete se da bambi-
ni vi hanno fatto ripetutamente sentire dalla parte
del torto perché volevate di più?
224
10. Come potete comprendere le emozioni che si agi-
tano in voi se i vostri genitori non hanno mai avu-
to il tempo, la pazienza o la saggezza di interro-
garvi a questo proposito o di chiedervi che cosa vi
turbava?

La risposta a queste dieci domande è una sola: è possibile


imparare a comunicare in modo amorevole, ma per riu-
scirci sono necessari impegno e fatica. Per quanto validi
fossero i nostri genitori, nessuno è perfetto. Se avete pro-
blemi a comunicare, non vivete tali difficoltà come una
maledizione né attribuitene tutta la colpa ai vostri geni-
tori. Semplicemente, non avete ricevuto l'addestramento
corretto né la sicurezza necessaria.
Nel leggere le domande di cui sopra, è probabile che
in voi siano affiorate determinate emozioni. Non spreca-
te questa opportunità. Concedetevi subito venti minuti
per scrivere una Lettera d'Amore a uno dei vostri genito-
ri. Prendete carta e penna e cominciate a scrivere ciò che
provate. Fatelo subito, il risultato vi sorprenderà.

DIRE TUTTA LA VERITÀ

Le Lettere d'Amore funzionano perché aiutano a dire la


verità. Esplorare solo una parte dei propri sentimenti non
è altrettanto terapeutico. Per esempio:

1. Percepire la vostra collera potrebbe non aiutarvi af-


fatto e avere l'unico risultato di accrescerla. Con-
centrandovi solo sulla collera, vi sentirete ancora più
furiosi.
2. Piangere per ore può lasciarvi vuoti e spenti, se non
riuscite ad andare oltre e a superare la tristezza.
225
3. La percezione delle vostre paure può rendervi per-
fino più timorosi.

4. Provare dispiacere senza cercare di superarlo può far-


vi sentire in colpa e pieni di vergogna e addirittura
minare la stima che avete di voi stessi.

5. Sforzandovi di essere sempre affettuosi vi costrin-


gerete a soffocare tutti i sentimenti negativi e col
tempo la vostra capacità di provare emozioni finirà
con l'atrofizzarsi.

Le Lettere d'Amore funzionano perché insegnano a espri-


mere in modo autentico ed esauriente tutti i sentimenti.
Per sanare la nostra sofferenza interiore dobbiamo perce-
pire ciascuno dei quattro aspetti primari, ossia collera, tri-
stezza, paura e dolore.

PERCHÉ LE LETTERE D-AMORE FUNZIONANO

L'espressione di ciascuno di questi quattro livelli emotivi


dà sfogo alla sofferenza, permettendoci così di liberarce-
ne. Limitarsi a esplorarne soltanto due non è altrettanto
efficace, perché buona parte delle nostre reazioni negati-
ve non sono sentimenti autentici, bensì meccanismi di di-
fesa che utilizziamo inconsciamente per sfuggire a quelli
reali. Per esempio:
1. Le persone che si arrabbiano facilmente cercano in
realtà di sfuggire al dolore, alla tristezza, alla paura
o al rimpianto. Quando riescono a percepire i loro
sentimenti più vulnerabili, la collera si dilegua per-
mettendo loro una maggiore disponibilità affettiva.
226
2. Le persone che piangono facilmente hanno difficol-
tà ad arrabbiarsi, ma se aiutate a esprimere la colle-
ra diventano più serene e disponibili.
3. Le persone timorose hanno usualmente bisogno di
percepire ed esprimere la loro collera; solo così la
paura si allontana.
4. Le persone che provano spesso rammarico e senso
di colpa hanno generalmente bisogno di percepire
ed esprimere la collera e il risentimento per impara-
re ad amarsi come meritano.

5. Le persone disponibili e affettuose ma inclini a sen-


tirsi depresse o poco reattive hanno bisogno di chie-
dersi: "Se fossi arrabbiato o turbato per qualcosa,
come esprimerei questi miei sentimenti?" e mette-
re per iscritto le risposte. Ciò le aiuterà ad accostarsi
ai sentimenti che si nascondono dietro la depres-
sione e la poca reattività. È possibile utilizzare le
Lettere d'Amore in questo senso.

SENTIMENTI CHE NE GELANO ALTRI

Ecco alcuni esempi di come uomini e donne utilizzano le


emozioni negative per sfuggire alla sofferenza autentica
o per reprimerla. Non dimenticate che si tratta di un pro-
cesso automatico di cui spesso non si è consapevoli.
Riflettete su queste domande:

• Ti capita mai di sorridere quando sei davvero ar-


rabbiato?
• Hai mai simulato collera quando nel tuo intimo ave-
vi paura?
227
• Ridi e scherzi quando ti senti molto triste e ferito?
• Hai la tendenza a dar la colpa agli altri quando hai
paura o ti senti in colpa?
Ecco un prospetto che illustra in che modo uomini e don-
ne negano comunemente i loro veri sentimenti. E chiaro
che non tutti si riconosceranno negli atteggiamenti rispet-
tivamente attribuiti al loro sesso. Ricordate che si tratta
semplicemente di uno strumento utile per capire come pos-
sa capitare a tutti noi di essere inconsapevoli dei nostri
reali sentimenti.

COME CELIAMO I NOSTRI VERI SENTIMENTI


In che modo gii uomini nascondono il loro dolore
(attraverso un processo generalmente inconsapevole)
1. Gli uomini possono ricorrere alla collera per sfuggi-
re a sentimenti dolorosi quali tristezza, afflizione,
senso di colpa e paura.
2. Gli uomini possono ricorrere all'indifferenza e allo
scoraggiamento per sfuggire ai sentimenti dolorosi
di collera.
3. Gli uomini possono sentirsi offesi per evitare di sen-
tirsi feriti.
4. Gli uomini possono ricorrere alla collera e all'indi-
gnazione per evitare di sentirsi timorosi o incerti.
5. Gli uomini possono provare vergogna per sfuggire
alla collera e all'afflizione.
6. Gli uomini possono ricorrere alla pacatezza e alla cal-
ma per sfuggire alla collera, alla paura, al disappun-
to, allo scoraggiamento e alla vergogna.
7. Gli uomini possono ricorrere alla presunzione per
evitare di sentirsi inadeguati.
8. Gli uomini possono ricorrere all'aggressività per evi-
tare di avere paura.
228
In che modo le donne nascondono il loro dolore
(attraverso un processo generalmente inconsapevole)

1. Le donne possono ricorrere all'ansia e alla preoccu-


pazione per sfuggire a sentimenti dolorosi quali col-
lera, senso di colpa, paura e delusione.
2. Le donne possono provare sconcerto per evitare col-
lera, irritazione e frustrazione.
3. Le donne possono ricorrere all'ansia per evitare im-
barazzo, collera, tristezza e rimpianto.
4. Le donne possono ricorrere alla paura e all'incertezza
per evitare la collera, il dolore e la tristezza.
5. Le donne possono ricorrere all'afflizione per evita-
re di sentirsi arrabbiate e timorose.
6. Le donne possono ricorrere alla speranza per sfug-
gire alla collera, alla tristezza e alla sofferenza.
7. Le donne possono ricorrere alla felicità e alla grati-
tudine per evitare di sperimentare tristezza e disil-
lusione. !
8. Le donne possono ricorrere all'amore e al perdono
per evitare di sentirsi ferite e arrabbiate.

RISOLVERE SENTIMENTI NEGATIVI

Non è facile capire e accettare i sentimenti negativi di un


altro se i nostri non sono stati ascoltati e tenuti nella do-
vuta considerazione. Maggiore è la nostra capacità di sa-
nare i sentimenti irrisolti dell'infanzia, più ci sarà facile
esprimerli in modo responsabile e prestare ascolto a quelli
del partner senza provare impazienza, frustrazione o ri-
sentimento.
Quanto più vi ostinerete a negare la vostra sofferenza,
tanto più difficile vi riuscirà prestare ascolto a quella al-
trui. Se provate impazienza o intolleranza davanti ai sen-
229
timenti infantili degli altri, è molto probabile che reagia-
te nello stesso modo ai vostri.
Per cambiare è necessario affrontare la realtà sotto una
luce nuova; riconoscere che dentro di noi c'è un bambino
che prova turbamento anche quando la nostra mente adulta
e razionale sa che non ce n'è alcun motivo. Dobbiamo iso-
lare questa parte tanto emotiva del nostro io e dedicarle
le attenzioni affettuose di un genitore. È necessario che
chiediamo a noi stessi: "Che cosa c'è? Soffri? Quali sono
i tuoi sentimenti? Che cosa ti ha turbato? Perché sei ar-
rabbiato? Che cosa ti rattrista? Di che cosa hai paura? Che
cosa vuoi?"
Ascoltando i nostri sentimenti con comprensione, ci ac-
corgeremo che quelli negativi vengono miracolosamente
sanati e che siamo in grado di reagire alle situazioni in mo-
do molto più amorevole e rispettoso. Attraverso la com-
prensione dei nostri sentimenti infantili, consentiamo a
quelli improntati all'amore di permeare ogni nostra parola.
Se da bambini le nostre emozioni più intime sono state
ascoltate e valorizzate con il giusto affetto, da adulti sa-
premo evitare di impantanarci nelle emozioni negative. Ma
poiché buona parte di noi non ha avuto questa fortuna,
è necessario che rimediamo da soli.

IN CHE MODO IL PASSATO CONDIZIONA IL PRESENTE

Anche a voi sarà capitato di sentirvi intrappolati in stati


d'animo negativi. Ecco alcuni modi in cui le emozioni ir-
risolte dell'infanzia possono condizionarci quando affron-
tiamo le tensioni della nostra vita di adulti:
1. In presenza di un evento frustrante, non possiamo
fare a meno di restare infastiditi e arrabbiati, anche .
se il nostro io adulto ci dice che dovremmo sentirci
calmi, amorevoli e tranquilli.
230
2. In presenza di un evento deludente, restiamo im-
pantanati nella tristezza e nel dolore, anche se il no-
stro io adulto ci dice che dovremmo recuperare l'en-
tusiasmo, la felicità e la speranza.

3. In presenza di un evento inquietante, non rinuncia-


mo a sottrarci alla paura e alla preoccupazione, an-
che se il nostro io adulto ci dice che dovremmo re-
cuperare la sicurezza e la fiducia.

4. In presenza di un evento imbarazzante, restiamo im-


pantanati nel dispiacere e nella vergogna, anche
quando il nostro io adulto ci dice che dovremmo sen-
tirci di nuovo sicuri, competenti e meravigliosi.

TACITARE I SENTIMENTI ATTRAVERSO LE DIPENDENZE

Da adulti, siamo generalmente inclini a controllare le emo-


zioni negative evitandole. In questo senso, è pratica co-
mune ricorrere alle dipendenze che abbiamo sviluppato per
tacitare le grida dei sentimenti e dei bisogni non soddi-
sfatti. Dopo un bicchiere di vino, per un po' il dolore sva-
nisce. Ma invariabilmente finirà col tornare.
Paradossalmente, è proprio tentando di evitare gli stati
d'animo negativi che diamo loro il potere di controllare
la nostra esistenza. Imparando ad ascoltare e a tenere in
debito conto le emozioni più profonde, diminuiremo in-
vece gradualmente la presa che esse esercitano su di noi.
E chiaro che in momenti di grande turbamento diven-
ta impossibile comunicare con la dovuta efficacia. Sono
tornati a galla i sentimenti irrisolti del passato. È un po'
come se il bambino a cui non è mai stato permesso un ca-
priccio, ora se ne concedesse uno, soltanto per trovarsi an-
cora una volta esiliato nell'armadio.
231
Le nostre emozioni infantili non risolte ci condiziona-
no imprigionando la nostra consapevolezza di adulti e im-
pedendo la comunicazione. Finché non impareremo ad
ascoltare con la dovuta attenzione questi sentimenti ap-
parentemente irrazionali (che sembrano intrufolarsi nella
nostra vita proprio quando avremmo bisogno di tutto l'e-
quilibrio possibile), essi continueranno a minare la nostra
capacità di comunicare in modo positivo.
Il segreto per comunicare i sentimenti difficili e penosi
sta nell'avere la saggezza (e la voglia) di metterli per iscritto,
così da acquisire consapevolezza di quelli più positivi. Mag-
giore è la nostra capacità di trasmettere al partner l'amore
che merita, più ricco sarà il nostro rapporto. Se impa-
reremo a mostrare il nostro turbamento, per il partner sarà
molto più facile fornirci l'appoggio di cui abbiamo
bisogno.

SEGRETI DEL SELF-HELP


Scrivere Lettere d'Amore è un eccellente strumento di self-
help ma, se non vi abituate subito a farlo, è probabile che
dimentichiate come si fa. Il mio suggerimento è che alme-
no una volta alla settimana, quando qualcosa vi turba, vi
mettiate seduti a scrivere una Lettera d'Amore.
È uno strumento utile non solo per appianare le diffi-
coltà con il partner ma anche quando il disagio riguarda
solo voi stessi. Scrivere Lettere d'Amore vi aiuterà ogni
volta che vi sentirete risentiti, infelici, ansiosi, depressi,
irritati, stanchi o semplicemente stressati. Ogni volta che
avrete voglia di sentirvi meglio, scrivetene una. Forse non
modificherà radicalmente il vostro umore, ma certo vi per-
metterà di avanzare nella direzione prescelta.
Nel mio primo libro, What You Feel You Cari Heal,
[Quel che vedi lo puoi curare] discuto in modo più appro-
fondito dell'importanza di esplorare i propri sentimenti
232
e scrivere Lettere d'Amore. Nella serie di registrazioni Hea-
ling the Heart, [Curare il cuore], inoltre, illustro visualiz-
zazioni ed esercizi basati sulla tecnica della Lettera d'A-
more e tesi a superare l'ansia, sfogare il risentimento, amare
il bambino che si nasconde in noi e sanare le ferite emoti-
ve del passato.
Molti altri testi sono stati scritti su questo argomento;
leggerli vi aiuterà a sintonizzarvi sui vostri sentimenti più
profondi e a curarli. Ma ricordate, se non permettete alla
parte più emotiva del vostro io di parlare e di essere ascol-
tata, guarire sarà impossibile. I libri possono costituire uno
stimolo ad amare di più voi stessi, ma solo ascoltando, scri-
vendo o esprimendo a viva voce i vostri sentimenti ci riu-
scirete davvero.
Esercitandovi nella tecnica della Lettera d'Amore, co-
mincerete a conoscere la parte di voi che di amore ha più
bisogno. Prestando ascolto ai vostri sentimenti ed esplo-
rando le vostre emozioni, la aiuterete a crescere e a svi-
lupparsi.
A mano a mano che il vostro io riceve l'amore e la com-
prensione necessari, anche la vostra capacità di comuni-
cazione migliorerà. Diventerete capaci di reagire alle si-
tuazioni con maggiore serenità. Anche se siamo stati tutti
programmati per nascondere i nostri sentimenti e reagire
in modo difensivo, è possibile imparare a comportarsi di-
versamente.
A questo scopo è necessario però che ascoltiate ed esplo-
riate i sentimenti irrisolti che non hanno mai avuto la pos-
sibilità di venire sanati. Per guarire, questa parte di voi ha
bisogno di essere ascoltata e compresa; in questo sta la
guarigione.
La tecnica della Lettera d'Amore è un modo sicuro per
esprimere sentimenti irrisolti, emozioni negative e desi-
deri senza venire respinti o giudicati. Ascoltando i nostri
sentimenti, ci rapportiamo con la parte emotiva del no-
stro io, come se fosse un bambino piccolo che piange tra
233
le braccia di un genitore affettuoso. Trattando la parte in-
fantile di noi con amore e rispetto, cureremo gradualmente
le ferite mai chiuse del nostro passato.
Molte persone crescono troppo in fretta perché rifiuta-
no e reprimono i propri sentimenti. In loro, il dolore irri-
solto rimane in attesa di tornare in superficie per essere
compreso e curato. Ma reprimere il dolore e l'infelicità
non basta a cancellarli.
Ormai sappiamo che molti disturbi fisici sono diretta-
mente collegati alla sofferenza emotiva irrisolta. Tale sof-
ferenza si trasforma generalmente in dolore fisico o ma-
lattia e può causare la morte prematura. Inoltre, quasi tut-
te le compulsioni distruttive, ossessioni e dipendenze che
ci affliggono sono espressione delle ferite interiori.
L'ossessione per il lavoro, tanto diffusa tra gli uomini,
è un disperato tentativo di guadagnarsi l'amore nella spe-
ranza di placare il dolore e il disordine interiore. L'osses-
sione per la perfezione, tanto diffusa tra le donne, è un
disperato tentativo di mostrarsi degne di amore, nell'in-
tento di ridurre la sofferenza emotiva. Qualunque atteg-
giamento, se portato all'esasperazione, può trasformarsi
in un mezzo per ottundere il dolore di un passato irrisolto.
La nostra società ci fornisce ogni sorta di distrazioni
in grado di aiutarci a sfuggire al dolore. Al contrario, le
Lettere d'Amore vi insegnano a guardarlo in faccia, a ca-
pirlo e quindi a curarlo. Ogni volta che scrivete una Let-
tera d'Amore, donate al vostro io ferito l'amore, la com-
prensione e l'attenzione di cui ha bisogno per diventare
più forte e più sano.

IL POTERE DELLA PRIVACY

A volte, mettendo per iscritto i vostri sentimenti, conqui-


sterete una consapevolezza che vi sarebbe impossibile spe-

234
rimentare in presenza di un'altra persona. La completa so-
litudine crea quell'atmosfera di sicurezza che sola consente
di spingervi più in profondità. Anche se ritenete di poter
parlare di qualunque cosa con il vostro partner, è oppor-
tuno che almeno saltuariamente vi dedichiate a questo eser-
cizio da soli. Scrivere Lettere d'Amore in privato è inol-
tre consigliabile anche perché vi concede un po' di tem-
po da dedicare a voi stessi senza dipendere da nessun
altro.
Approfittate dei momenti di equilibrio e serenità per
rileggere le vostre lettere; potrete riesaminare i vostri sen-
timenti con maggiore obiettività e questo vi aiuterà a espri-
mere i sentimenti negativi in modo più rispettoso. Inol-
tre, se dopo avere scritto una Lettera d'Amore vi sentite
ancora turbati, è probabile che rileggendola vi sentirete
meglio.

IL POTERE DELL'INTIMITÀ

Scrivere una Lettera d'Amore in privato è già di per sé


terapeutico, ma non sostituisce il nostro bisogno di essere
ascoltati e capiti dagli altri. Quando scrivete una Lettera
d'Amore manifestate amore per voi stessi, ma quando la
fate leggere ricevete amore. Per accrescere la capacità di
amare noi stessi, abbiamo bisogno anche di sentirci ama-
ti. Rendere qualcun altro partecipe della verità significa
aprire la porta all'amore.
Per ricevere più amore, abbiamo bisogno di persone con
cui aprirci e confidarci senza timori. Dobbiamo, cioè, avere
qualcuno a cui palesare i nostri sentimenti senza temere
di perderne l'amore o di venirne criticati, giudicati o re-
spinti.
Solo esprimendo la vostra natura e i vostri sentimenti
vi metterete nella situazione ideale per ricevere amore. E

235
sentendovi amati vi sarà più facile sfogare i sentimenti ne-
gativi quali risentimento, collera, paura e così via. Ciò non
significa che dobbiate mettere altri a parte di tutto ciò che
percepite e scoprite nel vostro animo. Ma se ci sono sen-
timenti che avete paura di condividere, è necessario che
questo timore venga gradualmente sanato.
Un terapeuta attento o un amico molto caro possono
garantirvi amore e aiuto. Se non avete un terapeuta, cer-
cate un amico che di tanto in tanto legga le vostre lettere.
Scrivere in solitudine vi farà sentire meglio, ma rendere
occasionalmente partecipe delle vostre Lettere d'Amore
una persona a cui state a cuore e che vi ascolta con com-
prensione è essenziale.

IL POTERE DEL GRUPPO


È questo un potere che non può essere spiegato, ma solo
sperimentato. Un gruppo affettuoso può aiutarci moltis-
simo a prendere coscienza dei nostri sentimenti più pro-
fondi. Mostrare i vostri sentimenti a un gruppo significa
disporre di un numero maggiore di potenziali dispensatori
d'amore. Anche se non intervenite direttamente, ascoltare
gli altri che parlano in modo aperto e franco dei loro
sentimenti permetterà alla vostra consapevolezza e alla vo-
stra capacità di comprensione di crescere.
Nel corso dei seminari di gruppo che organizzo, mi suc-
cede spesso di individuare aspetti più profondi della mia
natura che hanno bisogno di essere ascoltati e compresi.
Quando qualcuno si alza per parlare di sé, di colpo comin-
cio a ricordare qualcosa o a sentire qualcosa che mi riguar-
da. Acquisisco così nuove intuizioni riguardo a me stesso
e agli altri. Di solito, al termine di un seminario mi sento
più leggero e più disponibile.
Il gruppo di sostegno ci è utile soprattutto se da bambi-
ni non ci è stato insegnato a esprimerci liberamente nel-
236
l'ambito della famiglia o di altre aggregazioni sociali. Qua-
lunque attività sociale, se dotata di connotazioni positi-
ve, è utile e stimolante, ma parlare o ascoltare all'interno
di un gruppo che ci piace o a cui si è in grado di reagire,
può essere addirittura terapeutico.
Io stesso mi incontro regolarmente con un piccolo grup-
po di sostegno e altrettanto fa mia moglie. L'aiuto che ne
riceviamo ha il potere di rafforzare il nostro rapporto e
ci impedisce di sviluppare un'eccessiva dipendenza reci-
proca. Inoltre, quando si ascoltano i successi e i fallimenti
degli altri, i nostri problemi ci sembrano meno gravi.

IL TEMPO PER ASCOLTARE

Ogni volta che mettete per iscritto i vostri sentimenti e


pensieri o li esternate in un gruppo, nell'ambito della coppia
o nel corso di una terapia, fate qualcosa di molto utile per
voi stessi. Quando vi concedete il tempo di ascoltare i vo-
stri sentimenti è come se diceste al bambino che si nascon-
de in voi: "Sei importante. Meriti di essere ascoltato e
io desidero farlo."
Spero che utilizzerete la tecnica della Lettera d'Amo-
re, perché l'ho vista trasformare la vita di migliaia di per-
sone, compresa la mia. Più ne scriverete, più vi diventerà
facile farlo e maggiore utilità ne ricaverete. Ci vuole eser-
cizio, ma ne vale la pena.

237
CAPITOLO 12 COME

CHIEDERE AIUTO E OTTENERLO

Se dal vostro rapporto di coppia non ricevete l'aiuto di


cui avete bisogno, forse è perché non chiedete a sufficienza,
oppure chiedete in modo poco efficace. La richiesta di amo-
re e sostegno è essenziale per il successo di qualunque re-
lazione affettiva. Ma se volete OTTENERE, dovete CHIE-
DERE.
Chiedere aiuto è difficile per gli uomini come per le don-
ne, ma per queste ultime è spesso molto più frustrante e
deludente, ed ecco perché questo capitolo è dedicato a lo-
ro. Naturalmente, leggendolo anche gli uomini potranno
approfondire la conoscenza dell'altro sesso.

PERCHÉ LE DONNE NON CHIEDONO

Le donne commettono l'errore di pensare che non sono


tenute a chiedere aiuto. Poiché percepiscono intuitivamen-
te i bisogni altrui e danno ciò che possono, si aspettano
che gli uomini facciano lo stesso. Quando una donna è in-
namorata, per lei è del tutto naturale elargire amore. Con
gioia ed entusiasmo, cerca mille modi per offrire il pro-
prio sostegno. Più ama, più si sente motivata a dare. Su
Venere, tutte offrono automaticamente aiuto e non c'è
quindi ragione di chiederlo. Anzi, è proprio rendendo su-
perflua ogni richiesta che dimostrano il loro amore. Su Ve-
nere il motto è: "Amore significa non chiedere mai!"
238
La donna dà quindi per scontato che, se il suo compa-
gno la ama, le offrirà spontaneamente il suo aiuto e lei non
avrà alcuna necessità di chiederlo. Può arrivare addirittu-
ra a evitare deliberatamente di chiederlo per mettere alla
prova l'amore di lui. Il partner deve addirittura anticipa-
re le sue esigenze e offrirle aiuto anche quando non lo ri-
chiede!
Ma con gli uomini questo approccio non funziona. Ven-
gono da Marte, e su Marte se hai bisogno di aiuto non
devi fare altro che chiederlo. Gli uomini non sono portati
a offrire aiuto, devono sentirselo chiedere. Si tratta di una
realtà che può dare adito a molte confusioni, perché se
si chiede aiuto a un uomo nel modo sbagliato si rischia
di allontanarlo, e se non glielo si chiede affatto c'è il peri-
colo di non ottenerlo o di ottenerne pochissimo.
All'inizio di una relazione, se una donna non riceve dal
compagno l'aiuto che desidera, ne deduce che lui non ha
più nulla da dare, ma continuerà a donare con pazienza
e amore, pensando che prima o poi i conti verranno pa-
reggiati. Al contrario, proprio la sua generosità persuade-
rà il partner di stare, a sua volta, dando abbastanza.
Se lei avesse bisogno o volesse di più, pensa, smettereb-
be di dare. Dimentica che lei viene da Venere e che, oltre a
volere di più, si aspetta che lui le offra il suo aiuto senza
bisogno di essere sollecitato. Ma poiché non glielo chiede,
il partner si convince di offrirgliene già a sufficienza.
Quando finalmente la donna si decide ad avanzare la
sua richiesta, ha ormai dato talmente tanto e ha accumu-
lato un risentimento tale che la sua richiesta equivale a
una pretesa. Alcune donne sviluppano ostilità nei confronti
del compagno semplicemente perché si trovano nella ne-
cessità di chiederne il sostegno e neppure il soddisfacimento
della loro richiesta basta a disperdere il rancore. "Se de-
vo chiedere," pensano, "non ha più valore."
Gli uomini non accolgono con favore pretese e risenti-
menti. Anche se un uomo è disposto a offrire il proprio

239
aiuto, l'ostilità e le pretese della compagna lo spingeran-
no a rifiutarglielo. Non c'è nulla che lo demotiva di più.
Le possibilità che lei ha di ottenere sostegno si riducono
drammaticamente quando la sua richiesta diventa una pre-
tesa. In alcuni casi, se intuisce che lei pretende di più, il
partner arriverà addirittura a dare di meno.
Tutto questo fa sì che molte donne vivano con estrema
difficoltà i loro rapporti con gli uomini. Il problema sem-
bra insormontabile, ma non lo è. Ricordando che gli uo-
mini vengono da Marte, le donne possono imparare nuo-
vi modi per chiedere ciò che vogliono: modi che fun-
zionano.
Nei miei seminari ho insegnato a migliaia di donne l'arte
di chiedere, e i nuovi approcci adottati hanno riscosso im-
mediato successo. In questo capitolo esamineremo le tre
fasi relative al meccanismo del chiedere e dell'ottenere ciò
che si vuole. Sono: (1) esercitarsi a chiedere correttamen-
te ciò che già si ottiene; (2) esercitarsi a chiedere di più,
anche quando si ha la certezza di ricevere una risposta ne-
gativa, e ad accettare tale rifiuto; (3) esercitarsi nella ri-
chiesta assertiva.

FASE i: CHIEDERE CORRETTAMENTE CIÒ CHE GIÀ


SI STA OTTENENDO

La prima cosa da fare per ottenere di più nell'ambito di


un rapporto è esercitarsi a chiedere ciò che già si sta otte-
nendo. Acquistare consapevolezza di ciò che il partner sta
già facendo per voi. Mi riferisco soprattutto alle piccole
cose come trasportare scatole pesanti, aggiustare oggetti,
pulire e altre incombenze di poca entità.
In questa fase è importante imparare a chiedergli le co-
se che già fa senza dare nulla per scontato e offrirgli in
cambio il vostro apprezzamento. Rinunciate temporanea-
mente a ricevere da lui un aiuto non richiesto.
240
In sostanza, non pretendete da lui più di quanto è abi-
tuato a dare. Limitatevi invece ai piccoli incarichi che si
accolla normalmente. Fate in modo che si abitui a sentir-
vi avanzare richieste in tono non esigente.
In presenza di un tono esigente, infatti, e per quanto
cortesi possano essere le vostre parole, tutto ciò che il vo-
stro compagno sentirà è che non sta dando abbastanza.
Si sentirà non amato e non apprezzato, e sarà incline a
dare di meno finché voi non gli avrete dimostrato di ap-
prezzare ciò che già sta dando.
C'è un'altra ragione per cui è opportuno cominciare a
chiedergli ciò che già vi sta dando. Dovete imparare a chie-
dere secondo modalità che lui è in grado di capire e a cui
è in grado di rispondere. Ecco che cosa significa "chiede-
re correttamente".

SUGGERIMENTI PER MOTIVARE UN UOMO

Sono cinque i segreti per una corretta richiesta di aiuto


rivolta a un marziano: scelta del momento, atteggiamen-
to non esigente, concisione, approccio diretto e corretta
formulazione. Esaminiamoli più da vicino:

1. Scelta del momento. Attenzione a non chiedergli di fa-


re qualcosa che lui ha palesemente già in progetto di fare.
Per esempio, se si accinge a vuotare la pattumiera, non
ditegli: "Potresti vuotare la pattumiera?" Riuscireste sol-
tanto a irritarlo. La scelta del momento è essenziale. Inol-
tre, se è impegnato in qualcos'altro, non aspettatevi che
risponda immediatamente alla vostra richiesta:
2. Atteggiamento non esigente. Ricordate, una richie-
sta non è una pretesa. Se il vostro atteggiamento è esigente
o rivela risentimento, a dispetto della cura con cui sce-
241
glierete le parole, lui sentirà di non essere apprezzato per
quanto vi ha già dato e probabilmente risponderà di no.
3. Concisione. Evitate di elencargli i motivi per cui do
vrebbe aiutarvi. Partite dal presupposto che non ha biso
gno di essere convinto. Più lunghe saranno le spiegazioni,
maggiore sarà la sua resistenza. Avrà la sensazione che non
avete fiducia nella sua capacità e disponibilità ad aiutar
vi. Comincerà a sentirsi manipolato, e non più libero di
offrire il proprio sostegno.
Proprio come una donna turbata non ha alcuna voglia
di sentirsi elencare le ragioni per cui il suo turbamento
è infondato, un uomo non ha alcuna voglia di ascoltare
le ragioni per cui dovrebbe soddisfare la richiesta della
compagna.
Le donne sbagliano quando si affannano a voler giusti-
ficare le loro necessità. Credono, così facendo, di aiutare
il compagno a capire la validità delle richieste fattegli e
di rafforzare quindi la sua motivazione. Ciò che invece
un uomo recepisce è: "Ecco perché devi farlo." Più lunga
è la lista, più è probabile che aumenti la sua opposizione.
Se vi chiede "Perché?", allora siete libere di fornirgli le
vostre ragioni, ma ricordatevi di essere concise. Esercita-
tevi a pensare che vi asseconderà, se appena gli è possibi-
le. Cercate di essere brevi.
4. Approccio diretto. Spesso le donne pensano di stare
chiedendo aiuto quando in effetti non lo fanno. Se ha bi
sogno di aiuto, può succedere che una donna illustri il pro
blema senza avanzare una richiesta diretta. Si aspetta che
il suo compagno si faccia avanti spontaneamente.
Ma una richiesta indiretta sottintende la richiesta, non
la esprime in modo esplicito e chiaro, ed è proprio questo
atteggiamento a far sentire un uomo dato per scontato e
non apprezzato. È certamente opportuno utilizzare di tanto
in tanto espressioni indirette, ma se usate troppo spesso
rischiano di accrescere la naturale riluttanza di lui. Può
addirittura capitare che non capisca il motivo della sua re-
242
sistenza. Ecco alcuni esempi di richieste indirette e delle
possibili reazioni maschili:

Ciò CHE LUI PUÒ RECEPIRE QUANDO LEI NON È DIRETTA

Ciò che lei dovrebbe dire Ciò che non dovrebbe dire
(in modo conciso e diretto) (in modo indiretto)
"Andresti a prendere i barn- "Bisogna andare a prendere i
bini?" bambini e io non posso."
"Ti dispiacerebbe portare den- "I sacchetti della spesa sono in
tro i sacchetti della spesa?" macchina." "Svuoteresti la
pattumiera?" "Nella pattumiera non entra più
niente." "Puliresti il cortile sul retro?" "Quel cortile è un
vero disastro." "Andresti a ritirare la posta?" "La posta non è
ancora stata ritirata." "Ci porti a cena fuori, stasera?" "Stasera
non ho tempo di preparare la cena." "Mi porteresti fuori questa
set- "Sono settimane che non
rimana?" usciamo."
"Ti va di metter da parte un po' "Parliamo così di rado."
di tempo per parlare con me?"

Ciò che lui recepisce quando lei usa il metodo indiretto


"Se hai la possibilità di andare a prenderli dovresti farlo; diversa-
mente mi sentirò priva di aiuto e proverò risentimento." (Pretesa.)
"Tocca a te portarli in casa, io ho fatto la spesa." (Aspettativa)
"Non hai vuotato la pattumiera. Non dovresti aspettare così a lun-
go." (Critica.)
"Ancora una volta non hai ripulito il cortile. Dovresti essere più
responsabile, non tocca a me ricordartelo." (Rifiuto.)

243
"Hai dimenticato di ritirare la posta. Dovresti ricordartene." (Di-
sapprovazione.)
"Ho già lavorato abbastanza, il meno che potresti fare sarebbe con-
durci fuori a cena stasera." (Insoddisfazione.)
"Mi stai trascurando. Non ottengo ciò di cui ho bisogno. Dovre-
sti portarmi fuori più spesso." (Risentimento.)
"E colpa tua se non parliamo abbastanza. Dovresti essere più di-
sponibile." (Biasimo.)

5. Corretta formulazione. Uno degli errori più comuni


che si commettono nel chiedere aiuto è l'utilizzo di potre-
sti e puoi al posto della richiesta diretta. "Potresti vuotare
la pattumiera?" è una semplice domanda tesa a ottenere
un'informazione. "Vorrei che vuotassi la pattumiera." è una
richiesta.
Le donne utilizzano spesso il "potresti?", ma come ho
già avuto modo di dire, le richieste indirette sono demo-
tivanti. Se usate occasionalmente passano inosservate, ma
l'uso continuo del puoi e del potresti è irritante per gli
uomini.
Quando suggerisco alle donne di cominciare a chiedere
aiuto, a volte loro reagiscono con timore perché hanno già
sentito dai loro compagni osservazioni del tipo:

• "Non seccarmi."
• "Non chiedermi continuamente di fare qualcosa."
• "Piantala di dirmi quello che devo fare."
• "So già quello che devo fare."
• "Non c'è bisogno che tu me lo dica."

In realtà, e a dispetto di ciò che una donna recepisce, quello


che un uomo intende dire quando si esprime in questo mo-
do è: "Non mi piace il modo in cui chiedi!" Se una donna
non capisce che un certo linguaggio può avere sul compa-
gno un effetto negativo, verrà rimproverata ancora più
244
spesso, finirà con l'avere paura di chiedere e comincerà
a dire: "Potresti..." credendo così di mostrarsi più edu-
cata. Ma sebbene questo metodo funzioni su Venere, su
Marte non è altrettanto efficace.
Su Marte, infatti, è offensivo chiedere a un uomo: "Puoi
vuotare la pattumiera?" Certo che può farlo! La questio-
ne non è se può vuotare la pattumiera, ma se lo vuole fa-
re. Poiché si sente insultato, è molto probabile che la sua
risposta sia negativa.

Ciò CHE GLI UOMINI VOGLIONO SENTIRSI CHIEDERE


Quando spiego questo punto nel corso dei miei seminari,
le donne pensano che do troppa importanza a una scioc-
chezza. Per loro non esiste in realtà alcuna differenza...
anzi, il "Potresti?" è un approccio forse più educato. Ma
per molti uomini la differenza c'è, ed è importante. Ecco
i commenti di tre di loro.
1. Quando mi viene chiesto: "Potresti mettere in ordi-
ne il cortile sul retro," io lo interpreto nel senso let-
terale. Dico: "Potrei farlo, certo è possibile." Ma
con questo non sto dicendo: "Lo farò" e certo non
ho la sensazione di assumermi un impegno. D'altro
canto, quando mi viene detto "Vorrei che pulissi il
cortile" mi sento tenuto a prendere una decisione
e mi sento disposto a offrire il mio aiuto. Se dico
di sì, le possibilità che io mi ricordi di farlo sono
molto maggiori perché ho fatto una promessa.
2. Quando lei dice: "Ho bisogno del tuo aiuto. Potre-
sti aiutarmi, per favore?" mi sento criticato, come
se in qualche modo fossi già in difetto. Non vivo
il suo atteggiamento come un invito a dimostrarmi
il bravo marito che, in effetti, voglio essere. D'al-
tro canto, "Avrei bisogno che tu portassi questo og-

245
getto, per favore" suona come una richiesta e mi dà
l'opportunità di fare il bravo marito. Ho voglia di
dire di sì.
3. Quando mia moglie dice: "Puoi cambiare il panno-
lino di Christopher?" io dentro di me penso: Sicuro
che posso cambiarlo. Ne sono capace, non ci vuole
molto a cambiare un pannolino. Ma, se non ho vo-
glia di farlo, non mi pento di trovare una scusa. Se
invece lei mi chiede: "Cambiemti il pannolino di Cri-
stopher?" io rispondo: "Ma certo" e lo faccio. Mi
piace partecipare e mi piace contribuire a crescere
i nostri figli. Voglio aiutare!

GLI ERRORI CHE SI COMMETTONO COMUNEMENTE


QUANDO SI CHIEDE

Quando si impara a chiedere, la cosa più difficile consiste


nel ricordare le corrette modalità. Cercate di usare il vuoi
e il vorresti ogni volta che è possibile. Sappiate che ci vorrà
molto esercizio. Per chiedere aiuto a un uomo:
1. Siate dirette.
2. Siate brevi.
3. Usate frasi con il "vorresti" o il "vuoi", o il sem-
plice condizionale.
È opportuno non essere troppo indirette, troppo verbose
ed evitare frasi che comincino con il "potresti" o il "puoi".
Vediamo qualche esempio.

Dite
"Vuoteresti la pattumiera?"
"Mi aiuteresti a spostare questo tavolo?"
246
"Me lo metteresti via?"
"Porteresti dentro i sacchetti della spesa rimasti in macchina?"
"Tornando a casa compreresti una bottiglia di latte?"
"Andresti a prendere Giulia a scuola?"
"Porteresti il cane dal veterinario oggi?"
"Andiamo fuori a cena stasera?"
"Mi tireresti su la cerniera?"
"Accenderesti il fuoco?"

Non dite

"Questa cucina è un caos; puzza. Nella pattumiera non ci sta più


niente. Bisogna vuotarla. Potresti farlo tu?"
(È troppo lunga e utilizza il potresti.)
"Non riesco a spostare il tavolo. Ho bisogno di cambiargli posto
per la festa di stasera. Potresti aiutarmi?"
(È troppo lunga e utilizza il potresti.)
"Non posso mettere via tutto quanto io."
(E un messaggio indiretto.)
"Ho lasciato quattro sacchetti della spesa in macchina. Ne ho bi-
sogno per preparare la cena. Potresti portarli dentro?" (E
troppo lunga, indiretta e utilizza il potresti.)
"Fai un salto all'emporio. Laureen ha bisogno di latte. Io non posso
uscire di nuovo. Sono talmente stanca. Ho avuto una giornata
pesante. Potresti occupartene tu?" (È troppo lunga, indiretta e
utilizza il potresti.)
"Giulia ha bisogno di un passaggio e io non posso andare a pren-
derla. Hai tempo? Potresti pensarci tu?" (È troppo lunga,
indiretta e utilizza il potresti.)
"È l'ora dell'iniezione del cane. Lo porteresti dal veterinario?"
(E troppo indiretta.)
"Sono troppo stanca per preparare la cena. E un sacco di tempo
che non usciamo. Ti va di uscire?" (E troppo lunga e
indiretta.)

247
"Ho bisogno del tuo aiuto. Potresti tirarmi su la cerniera?" (È
indiretta e utilizza il potresti.)
"Fa molto freddo. Pensi di accendere il fuoco?"
(È troppo indiretta.)

In sostanza, spesso, quella che voi ritenete essere una ri-


chiesta non lo è affatto per i marziani... che percepiscono
invece tutt'altra cosa. E necessario uno sforzo consape-
vole per apportare queste modifiche, piccole ma signifi-
cative, nel vostro modo di chiedere aiuto. Vi suggerisco
di esercitarvi a correggere il vostro modo di formulare le
richieste, per almeno tre mesi, prima di passare alla Fase
2. Altre formule che funzionano sono: "Ti dispiacereb-
be...?" e "Saresti così gentile da...?"
Avviate la Fase 1 con la consapevolezza che, in molte
occasioni, non chiedete effettivamente aiuto. Imparate a
farlo. Ora che avete scoperto altri aspetti del vostro mar-
ziano preferito, esercitatevi a chiedere ciò che lui già vi
dà. Ricordate di essere concise e dirette. Poi ringraziate-
lo e dimostrategli il vostro apprezzamento.

OBIEZIONI COMUNI
Questa prima fase può rivelarsi molto difficile. Ecco al-
cune domande che esprimono le obiezioni e le resistenze
di una donna.

1. Domanda. Una donna pensa: Perché dovrei chiedere,


quando con me lui non ha bisogno di farlo?
Risposta: Ricordate che gli uomini vengono da Marte,
e sono diversi. Per ottenere ciò di cui avete bisogno, non
dovete far altro che accettare tale differenza. Sebbene chie-
dere ciò che volete non faccia parte della natura venusia-
na, potete farlo senza rinunciare alla vostra identità. Sen-
tendosi amato e apprezzato, il vostro compagno divente-
248
rà sempre più disponibile a offrire il suo aiuto anche quando
non gli viene richiesto. È questa una fase più avanzata.
2. Domanda. Una donna pensa: Perché dovrei mostrare
il mio apprezzamento per quello che fa, quando io faccio
di più?
Risposta: I marziani danno di meno quando non si sen-
tono apprezzati. Se volete che il vostro compagno dia di
più, dovete mostrargli maggiormente il vostro apprezza-
mento. È l'apprezzamento a motivare gli uomini. Natu-
ralmente, se siete consapevoli di stare dando di più, farlo
vi riuscirà difficile. Cominciate allora a dare di meno; ap-
prezzare di più il vostro compagno diventerà automatica-
mente più facile. In questo modo, non solo lo aiuterete
a sentirsi amato, ma otterrete anche il sostegno di cui avete
bisogno e che meritate.
3. Domanda. Una donna pensa: Se gli chiedo aiuto in mo
do esplicito, lui potrebbe credere che mi stia facendo un
favore.
Risposta'. E esattamente così che dev'essere. Un dono
d'amore è un favore. Quando un uomo sente che vi sta
facendo un favore, dà con il cuore. Ricordate che è un mar-
ziano, il suo sistema di attribuire dei punti non è come
il vostro. Se gli date la sensazione di essere obbligato a
dare, vi chiuderà il suo cuore e darà di meno.
4. Domanda. Una donna pensa: Se mi ama, dovrebbe of
frirmi spontaneamente il suo aiuto, senza aspettare che
sia io a chiederglielo.
Risposta: Ricordate che gli uomini vengono da Marte;
sono diversi. Gli uomini si aspettano una richiesta preci-
sa. Invece di pensare: Se mi ama mi offrirà il suo aiuto,
pensate invece: Se fosse un venusiano mi offrirebbe il suo
aiuto, ma non lo è, è un marziano. Imparando ad accetta-
re questa differenza, lo motiverete ad aiutarvi e gradual-
mente sarà lui a offrirvi il suo sostegno.
249
FASE 2: ESERCITATEVI A CHIEDERE DI PIÙ (ANCHE
QUANDO SAPETE CHE LUI POTREBBE RISPONDERVI DI NO)

Prima di azzardarvi a chiedere di più a un uomo, accerta-


tevi che si senta apprezzato per ciò che già vi sta dando.
Continuando a sollecitare il suo aiuto, senza pretendere
che faccia di più, gli permetterete di sentirsi non solo ap-
prezzato, ma anche accettato e, soprattutto, non tenuto
a cambiare per meritare il vostro amore. A questo punto
sarà lui stesso a desiderare di cambiare e di offrirvi mag-
giore sostegno. Ora sì che potete arrischiarvi a chiedere
di più senza correre il pericolo che lui non si senta al-
l'altezza.
La seconda fase consiste quindi nel consentirgli di ca-
pire che può dire di no senza per questo diventare inde-
gno del vostro amore. Una volta raggiunta la certezza di
poter rispondere con un no quando voi chiedete di più,
si sentirà libero di scegliere. Non dimenticate che gli uo-
mini sono molto più disposti a dire di sì se hanno la liber-
tà di dire di no.
È importante che le donne imparino a chiedere e ad ac-
cettare un no in risposta. Di solito le donne capiscono d'in-
tuito quale sarà la risposta del partner prima ancora di avan-
zare la loro richiesta. Se prevedono un rifiuto, non si pren-
deranno neppure la briga di chiedere e si sentiranno re-
spinte, mentre da parte sua lui non riuscirà a capire che
cosa ha scatenato il risentimento della compagna.
Nella Fase 2, esercitatevi a chiedere aiuto in tutte le
situazioni in cui siete tentate di non farlo perché intuite
la resistenza del vostro compagno. Fatelo, anche se sape-
te che lui vi dirà di no.
Per esempio, una moglie può chiedere al marito che sta
guardando il telegiornale: "Andresti a comprare un po'
di salmone per cena?" Nel formulare questa domanda, è
già preparata a sentirlo rispondere di no. Da parte sua,
lui sarà colto di sorpresa perché non è mai capitato prima
250
che lei lo interrompesse con una richiesta del genere. È
probabile allora che trovi qualche scusa del tipo: "In que-
sto momento sto guardando la televisione. Non puoi far-
lo tu?"
E probabile che lei a questo punto abbia voglia di ri-
spondere: "Certo che potrei farlo io. Il problema è che
faccio tutto io. Non mi va di farti da cameriera. Voglio
che tu mi aiuti!"
Quando chiedete, sapendo che in risposta riceverete pro-
babilmente un rifiuto, preparatevi ad accettare il no e a
rispondere "D'accordo." Se poi aspirate a essere autenti-
camente marziana, potete dire: "Nessun problema,"... sarà
musica per le sue orecchie.
È importante chiedere e poi agire come se pensaste dav-
vero che la risposta negativa è accettabile. Ricordate che
lui deve sentirsi libero di rifiutare. Usate quindi questo
approccio solo nelle situazioni in cui il suo rifiuto non vi
comporta realmente alcun problema. Assicuratevi che lui
non provi disagio nel rispondere di no. Ecco alcuni
esempi:

Quando chiedere
Lui sta lavorando a qualcosa e voi volete che vada a prendere i
bambini. Di norma non lo disturbereste, quindi ve ne occupate
personalmente.
Lui si aspetta che siate voi a preparare la cena. Vorreste che qual-
che volta fosse lui a farlo, ma non glielo chiedete mai. Intuite che
non gli va.
Di solito lui guarda la TV dopo cena mentre voi lavate i piatti.
Vi piacerebbe che lo facesse lui, o almeno che vi aiutasse, ma non
glielo chiedete mai. Intuite che detesta lavare i piatti, ma forse a
voi non secca più di tanto, così lasciate perdere.
Lui vuole andare al cinema e voi a ballare. Consapevole del suo
desiderio di andare al cinema, non vi preoccupate di proporgli di
andare invece a ballare.

251
Siete entrambi stanchi e desiderosi di andare a letto. Il mattino
dopo passeranno gli incaricati della nettezza urbana. Voi intuite
la sua stanchezza, quindi non gli chiedete di portare fuori la pat-
tumiera.
Lui sta lavorando a un progetto importante. Non volete distrarlo
dal suo lavoro, ma al tempo stesso desiderate parlargli. Di norma,
capite che lui vi opporrebbe resistenza e non gli chiedete di conce-
dervi un po' del suo tempo.
È molto impegnato e voi avete bisogno che vi accompagni a ritirare
la vostra macchina che è in officina. Di norma anticipate le dif-
ficoltà che incontrerebbe nel cambiare i suoi programmi ed evita-
te di chiedergli un passaggio.

Cosa dire
Dite: "Andresti a prendere Julie? Ha appena telefonato."
Se risponde di no, reagite con un garbato "D'accordo".
Dite: "Mi aiuteresti ad affettare le patate?" Oppure: "Preparere-
sti la cena stasera?" Se dice di no, reagite con un garbato
"D'accordo".
Dite: "Mi aiuteresti a lavare i piatti stasera?" O: "Sparecchiere-
sti?" Oppure aspettate una serata tranquilla per chiedere: "Lave-
resti tu i piatti stasera?" Se risponde di no, reagite con un
garbato "D'accordo".
Dite: "Mi porteresti a ballare stasera? Adoro ballare con te." Se
dice di no, reagite con un garbato "D'accordo".
Dite: "Porteresti fuori la pattumiera?" Se dice di no, reagite con
un garbato "D'accordo".
Dite: "Ti va di trascorrere un po' di tempo con me?" Se dice di
no, reagite con un garbato "D'accordo".
Dite: "Oggi mi daresti un passaggio fino all'officina? La mia auto
è in riparazione." Se dice di no, reagite con un garbato
"D'accordo".
In tutti questi casi, siate preparate alla sua risposta ne-
gativa ed esercitatevi a mostrare la vostra comprensio-
ne. Convincetevi che vi aiuterebbe, se solo potesse. Ogni
252
volta che chiedete aiuto a un uomo e non lo fate sentire
in colpa per avervelo rifiutato, vi garantite da cinque a
dieci punti e, la volta successiva, lui sarà più disposto ad
accogliere la vostra richiesta. In un certo senso, chieden-
dogli aiuto in modo amorevole, contribuite ad accrescere
la sua capacità di dare di più.
Io stesso ho fatto questa scoperta anni fa grazie a una
mia collaboratrice. Stavamo lavorando a un progetto che
non ci avrebbe portato alcun profitto economico e ci ser-
vivamo di volontari. Quando lei volle chiamare Tom, un
mio amico, le dissi di non farlo; sapevo già che lui non
sarebbe stato in grado di aiutarci. Mi rispose che lo avrebbe
chiamato ugualmente. Quando le chiesi il perché, mi ri-
spose: "Chiederò il suo aiuto e quando me lo rifiuterà mi
mostrerò conciliante e comprensiva. In questo modo, la
prossima volta sarà più disposto a dirmi di sì. Avrà di me
un ricordo positivo." Aveva ragione.
Quando chiedete aiuto a un uomo e non lo respingete
se risponde di no, lui lo ricorderà e la volta successiva sa-
rà molto più disponibile ad accontentarvi. D'altro canto,
se passate sotto silenzio i vostri bisogni e non chiedete nul-
la, lui non si renderà conto della frequenza con cui la sua
collaborazione è necessaria. E come potrebbe, se non glielo
fate capire?
Insistendo con gentilezza a chiedere di più, aiuterete
il vostro compagno a sentirsi maggiormente a suo agio con
voi e a desiderare di assecondarvi. E uno dei segreti per
costruire un rapporto sano.

RAPPORTI SANI
Un rapporto è sano quando entrambi i partner sanno di
poter chiedere ciò di cui hanno bisogno, e di poter dire
di no senza rischiare ripercussioni negative, se così deci-
dono di fare.
253
Ricordo una scenetta verificatasi nella cucina di un'amica
di famiglia. Mia figlia Laureen, che aveva cinque anni, mi
aveva chiesto di prenderla in braccio e di giocare, ma io
le risposi: "No, oggi no, sono troppo stanco."
Ma lei insistette in tono scherzoso: "Per favore, papà,
per favore, papà."
Intervenne la nostra amica: "Laureen, tuo padre è stan-
co. Oggi ha lavorato sodo. Non dovresti chiedergli que-
ste cose."
Laureen reagì immediatamente dicendo: "Stavo solo
chiedendo!"
"Ma sai che tuo padre ti vuole bene," replicò l'amica.
"E non è capace di dirti di no."
(La verità è che se qualcuno non riesce a dire di no, que-
sto è un problema suo e non di chi avanza la richiesta.)
Subito mia moglie e i miei tre figli esclamarono: "Oh,
sì che ne è capace!"
Mi sentii molto orgoglioso di loro. C'era voluta parec-
chia fatica, ma gradualmente avevamo imparato a chiede-
re aiuto e anche a ricevere un no in risposta.

FASE y. ESERCITARSI A CHIEDERE IN MODO ASSERTIVO


Una volta che avrete imparato ad accettare con grazia un
no, sarete pronte per la Fase 3. In questa fase rivendiche-
rete il vostro diritto di ottenere ciò che volete. Chiedete
l'aiuto del vostro compagno e se lui comincia ad avanzare
delle scuse o a opporre resistenza, non dite: "D'accordo."
Invece esercitatevi a prendere sul serio le sue obiezioni,
ma continuate ad aspettare che vi dica di sì.
Un esempio: lui sta andando a letto e voi gli chiedete:
"Andresti a comprare un po' di latte?" Vi risponderà: "So-
no molto stanco, voglio andare a letto."
Invece di cedere subito dicendo: "D'accordo," tacete.
Restate in attesa e accettate il fatto che lui si sta opponendo

254
alla vostra richiesta. Non opponendo resistenza, avrete
molte più possibilità di ottenere una risposta positiva.
L'arte del chiedere in modo assertivo consiste nel re-
stare in silenzio dopo avere avanzato una richiesta. Met-
tete in preventivo che lui si lamenterà, si acciglierà e bor-
botterà. Più un uomo è impegnato in qualche altra attivi-
tà al momento della richiesta, più borbotterà. I suoi bor-
bottìi non hanno nulla a che fare con la disponibilità a of-
frirvi il suo aiuto; vogliono semplicemente dire che è mol-
to impegnato.
Di norma una donna fraintende questo tipo di reazio-
ne ed erroneamente pensa che il compagno non abbia al-
cun desiderio di accontentarla. Ma non è così. I suoi bor-
bottìi indicano che sta riflettendo sulla richiesta. Se così
non fosse, si limiterebbe a rispondere con un semplice no.
Se un uomo borbotta è buon segno... sta cercando di con-
ciliare la vostra richiesta con le sue necessità.
Supererà la sua resistenza interiore spostando il fulcro
della sua concentrazione sulla vostra richiesta. Proprio co-
me una porta con i cardini arrugginiti si apre cigolando,
in questa situazione un uomo emetterà rumori insoliti. Ba-
sterà ignorarli perché cessino.
Spesso quando un uomo borbotta è in procinto di ac-
condiscendere alla vostra richiesta. Sfortunatamente, poi-
ché quasi tutte le donne fraintendono questa reazione, fi-
niscono per evitare di chiedere aiuto o ne fanno una que-
stione personale e respingono il compagno. '
Nel nostro esempio, ossia quando a un uomo che sta
per andare a letto viene chiesto di andare a comprare il
latte, è molto probabile che comincerà a borbottare.
"Sono stanco," dirà con aria infastidita. "Voglio an-
dare a dormire."
Se voi equivocate la sua reazione e la scambiate per un
rifiuto, è probabile che rispondiate dicendo: "Io ho cuci-
nato, ho lavato i piatti e ho messo a letto i bambini men-
tre tu te ne stavi sul divano! Non ti chiedo molto, ma al-

255
meno in questa situazione potresti aiutarmi. Sono esau-
sta e ho la sensazione di dover fare tutto da sola."
A questo punto scoppia la discussione. D'altro canto,
se voi sapete che i suoi borbottìi sono appunto semplici
borbottìi, e spesso il suo modo di cominciare a dire di sì,
resterete in silenzio. In questo modo gli farete capire che
avete fiducia nella sua disponibilità a risvegliarsi e ad ac-
contentarvi.
È questo un altro modo per capire la resistenza di un
uomo alle vostre richieste. Ogni volta che chiedete di più,
lui deve "stiracchiarsi". Se non è nella forma giusta, non
può farlo. Ecco perché le due prime fasi costituiscono la
necessaria preparazione alla terza fase.
Inoltre, tenete presente che al mattino stirarsi è più dif-
ficile, per poi diventare più semplice con il passare delle
ore. Quando un uomo borbotta, immaginate che sia mat-
tina e che lui si stia stirando. Una volta fattolo, si sentirà
in perfetta forma. Ma prima ha bisogno di borbottare.

PROGRAMMARE UN UOMO PERCHÉ DICA DI SÌ

Acquistai per la prima volta consapevolezza di questo


processo quando una sera mia moglie mi chiese di anda-
re a comprare del latte mentre mi preparavo ad andare
a letto. Ricordo di avere borbottato ad alta voce. Invece
di discutere con me, lei si limitò ad ascoltare dando per
scontato che alla fine l'avrei assecondata. Infatti, pur fa-
cendo un sacco di storie uscii, salii in auto e andai al
negozio.
A quel punto accadde qualcosa, qualcosa che accade a
tutti gli uomini, e di cui le donne sono consapevoli. Men-
tre mi avvicinavo al mio prossimo obiettivo, cioè al latte,
i borbottìi si spensero. Cominciai a essere consapevole del-
l'amore che nutrivo per mia moglie e della mia disponibilità
256
ad aiutarla. Cominciai a sentirmi "bravo". E credetemi,
è una sensazione piacevole.
Arrivato al negozio, mi sentii felice di ciò che stavo fa-
cendo e quando strinsi la mano intorno alla bottiglia sen-
tii di avere conseguito il mio obiettivo. Conseguire un
obiettivo ha sempre il potere di far sentire bene un uo-
mo. Mi guardai intorno con fare orgoglioso, come per di-
re: "Ehi, guardatemi. Sono venuto a prendere il latte per
mia moglie. Io sono uno di quelli che sanno che cos'è la
generosità. Sono uno schianto."
Quando tornai con il latte lei si mostrò felice di veder-
mi. Mi abbracciò forte e disse: "Grazie mille. E stato un
vero sollievo non dovermi vestire di nuovo."
Se mi avesse ignorato, è probabile che avrei provato ri-
sentimento nei suoi confronti. E se in seguito mi avesse
chiesto nuovamente lo stesso favore, con tutta probabilità
avrei borbottato ancora di più. Ma lei non lo fece e anzi
mi manifestò tutto il suo amore.
Fu così che mi scoprii a pensare: Che moglie meravi-
gliosa, la mia; a dispetto della mia opposizione e dei miei
borbottii, non esita a manifestarmi il suo apprezzamento.
Quando lei mi chiese nuovamente di andare a compra-
re il latte, i miei borbottii furono in tono minore. Al ri-
torno, lei esternò un uguale dose di apprezzamento. La
terza volta mi venne automatico dire: "Certo."
Una settimana più tardi mi accorsi che eravamo rimasti
a corto di latte. Mi offrii di andare a prenderlo, ma lei
replicò che stava appunto uscendo per andare al negozio.
Con mia sorpresa, una parte di me ne rimase delusa! Vo-
levo essere io a occuparmene. Il suo amore mi aveva pro-
grammato a dire di sì. Ancora adesso, ogni volta che mi
chiede di andare a prendere il latte una parte di me è feli-
ce di acconsentire immediatamente.
Come vedete, ho sperimentato personalmente questa tra-
sformazione interiore. L'accettazione e l'apprezzamento
di mia moglie avevano avuto il potere di sanare la mia op-

257
posizione. Da quel momento, ogni volta che lei si mostrò
assertiva nel chiedere, mi risultò più facile accogliere le
sue richieste.

LA PAUSA PREGNANTE

Uno degli elementi chiave della richiesta assertiva consi-


ste nel rimanere in silenzio dopo averla formulata. Lasciate
al vostro compagno il tempo di superare la propria rilut-
tanza e attente a non disapprovare i suoi borbottìi! Fin-
ché restate zitte, avete la possibilità di assicurarvi il suo
aiuto. Rompendo il silenzio, perdete potere.
Di solito le donne rompono il silenzio e perdono così
il loro potere facendo commenti del tipo:

• "Oh, lascia perdere."


• "Non posso credere che tu dica di no. Dopo tutto
quello che ho fatto per te."
• "Non ti chiedo poi così tanto."
• "Non ti ci vorrà più di un quarto d'ora."
• "Mi sento delusa. Il tuo rifiuto mi ferisce."
• "Dunque non sei disposto a fare neppure questo per
me.
• "Come puoi rifiutarti?"

Eccetera eccetera. Avete afferrato il concetto. Quando lui


borbotta, lei sente il bisogno di difendere la sua richiesta
e comincia a parlare. Discute con il compagno nel tentati-
vo di convincerlo che dovrebbe assecondarla. Che lui lo
faccia o meno, la volta successiva opporrà una resistenza
maggiore.
Per dargli la possibilità di accogliere la vostra richiesta,
chiedete e poi restate in silenzio. Lasciatelo borbottare e
lamentarsi. Limitatevi ad ascoltare. Alla fine dirà di sì.

258
Non fatevi l'errata convinzione che proverà risentimento
nei vostri confronti. Non potrà né vorrà farlo, finché voi
non insistete o non discutete con lui. Anche se esce bor-
bottando, il suo malumore svanirà se entrambi avete l'im-
pressione che sia stato lui a scegliere.
A volte, tuttavia, capiterà che lui rifiuti. O che cerchi
di cavarsela ponendovi delle domande. Attenzione! Du-
rante la vostra pausa di silenzio potrebbe farvi domande
come queste:

• "Perché non lo fai tu?"


• "Proprio non ho tempo. Non lo faresti tu?"
• "Ho da fare, non ho tempo. Tu sei impegnata?"

A volte si tratta di semplici domande retoriche a cui pote-


te tranquillamente non rispondere. Non parlate a meno
che non siate certe che lui aspetta effettivamente una ri-
sposta. In questo caso dategliela, ma brevemente, e poi
riformulate la vostra richiesta. Chiedere in modo asserti-
vo significa chiedere con sicurezza, mostrandovi fiducio-
se che lui vi aiuterà se solo può.
Se tergiversa o dice di no, allora fornite una breve ri-
sposta tesa implicitamente a fargli capire che le vostre ne-
cessità non sono inferiori alle sue. Poi chiedete di nuovo.
Ecco alcuni esempi:

Cosa dice lui per opporsi Come può rispondere lei


alla richiesta di lei continuando a mostrarsi
assertiva
"Non ho tempo, non puoi farlo "Vado di fretta anch'io. Ci pen-
tu?" seresti tu, per favore?" Poi
restate in silenzio.
"No, non voglio farlo." "Te ne sarei davvero grata. Lo
faresti per me?"
Poi restate in silenzio.

259
"Ho da fare, tu sei impegnata?" "Sì, sono impegnata anch'io. Lo
faresti, per favore?" Poi
restate in silenzio.
"No, non ne ho voglia." "Non ne ho voglia neanch'io.
Lo faresti, per favore?"
Poi restate in silenzio.

Non si tratta di cercare di persuaderlo, ma semplicemente


di sintonizzarsi con la sua opposizione. Se è stanco, non
tentate di mostrargli che voi lo siete di più e che quindi
è suo dovere aiutarvi. Se pensa di essere troppo occupa-
to, non cercate di convincerlo che voi lo siete in misura
ancora maggiore. Evitate di elencargli i motivi per cui do-
vrebbe farlo. Ricordate, state chiedendo non esigendo.
Se l'opposizione perdura, esercitatevi nella Fase 2 e ac-
cettate con garbo il suo no. Non è questo il momento per
dimostrare il vostro disappunto. Se non lo farete sentire
criticato, lui in seguito ricorderà la vostra comprensione
e sarà più disponibile ad aiutarvi.
Con il tempo le vostre richieste di aiuto verranno sod-
disfatte sempre più spesso. Anche se siete già arrivate alla
Fase 3, è necessario che continuiate a esercitarvi nelle Fa-
si 1 e 2. È importante che continuiate a chiedere corret-
tamente le piccole cose e al contempo ad accettare con gar-
bo i suoi rifiuti.

PERCHÉ GLI UOMINI SONO COSÌ SENSIBILI

Forse vi state chiedendo perché gli uomini reagiscono


con tanta sensibilità alle richieste di aiuto. Non si trat-
ta di pigrizia, ma del fatto che hanno un grande biso-
gno di essere accettati. Qualunque richiesta di dare di più,
per loro può significare che non sono accettati per quello
che sono.
260
Proprio come una donna ha particolarmente bisogno di
essere ascoltata e compresa quando parla dei propri senti-
menti, un uomo avverte soprattutto la necessità di essere
accettato. Qualunque tentativo di migliorarlo lo indurrà
a pensare che state cercando di cambiarlo perché non è
all'altezza.
Su Marte il motto è: "Non riparare quello che non è
rotto." Quando sente che una donna vuole di più e che
sta cercando di cambiarlo, spesso un uomo pensa: "Vuole
aggiustarmi perché non funziono più." È normale a que-
sto punto che non si senta amato per quello che è.
Acquisendo l'arte di chiedere aiuto, arricchirete enor-
memente il vostro rapporto. Accrescendo la vostra capa-
cità di ricevere l'amore e l'aiuto di cui avete bisogno, con-
tribuirete alla gratificazione del vostro compagno. Gli uo-
mini sono più felici quando hanno la sensazione di avere
soddisfatto le persone che stanno loro a cuore. Imparan-
do a chiedere correttamente aiuto, non solo aiuterete il
vostro uomo a sentirsi più amato, ma vi garantirete l'a-
more di cui avete bisogno e che meritate.
Nel prossimo capitolo affronteremo il segreto di man-
tenere in vita la magia dell'amore.

261
CAPITOLO 13 MANTENERE IN

VITA LA MAGIA DELL'AMORE

Uno dei paradossi dei rapporti affettivi sta nello scoprire,


e proprio quando tutto va per il meglio, che ci stiamo al-
lontanando emotivamente dal nostro partner o che stia-
mo reagendo in modo ostile. Forse vi riconoscerete in al-
cuni di questi esempi:

1. Traboccate d'amore per il vostro partner e una mat-


tina vi svegliate sentendovi infastiditi o risentiti
nei suoi confronti.

2. Siete affettuosi, pazienti e comprensivi, poi, di col-


po, diventate esigenti o vi sentite insoddisfatti.

3. Non riuscite neppure a concepire di non amare il


vostro partner, ma ecco che litigate e improvvisa-
mente cominciate a pensare al divorzio.

4. Il vostro partner vi rivolge un gesto d'amore e voi


provate risentimento per tutte le volte passate in
cui vi ha ignorati.

5. Siete attratti dal vostro partner, poi, improvvisa-


mente, non provate più nulla in sua presenza.

6. Siete felici con il vostro partner e poi di colpo vi


sentite insicuri riguardo al vostro rapporto o inca-
paci di ottenere ciò di cui avete bisogno.
262
7. Avete la certezza che il vostro partner vi ami, poi
d'un tratto vi sentite pieni di disperazione e di
bisogni.
8. Dispensate amore con generosità, poi di colpo di-
ventate critici, riservati, suscettibili o dominatori.
Forse avrete notato questi atteggiamenti anche nel vostro
partner. Rileggete l'elenco, riflettendo sui vari modi in cui
il vostro partner sembra improvvisamente perdere la ca-
pacità di darvi l'amore che meritate. È probabile che a
volte vi siate trovati a confrontarvi con certi suoi bruschi
cambiamenti d'umore. È del tutto normale che due per-
sone, follemente innamorate un giorno, si odino o litighi-
no ferocemente quello successivo.
Si tratta di fluttuazioni che scatenano perplessità, ma
sono frequenti. Tuttavia se non capiamo le motivazioni
di fondo, rischiamo di perdere la testa o di concludere,
del tutto erroneamente, che l'amore è morto. Fortunata-
mente una spiegazione c'è.
L'amore porta a galla i nostri sentimenti irrisolti. Un
giorno ci sentiamo amati e quello successivo abbiamo im-
provvisamente paura di confidare nell'amore. Quando si
tratta di avere fiducia nell'amore del nostro partner e di
accettarlo, comincia spesso ad affiorare il doloroso ricor-
do di rifiuti passati.
Ogniqualvolta amiamo o siamo amati, i sentimenti re-
pressi tendono a venire a galla e a oscurare temporanea-
mente la consapevolezza dell'amore. Affiorano per essere
sanati e per permetterci di dare a essi libero sfogo. In questi
casi possiamo allora diventare improvvisamente irritabi-
li, critici, pieni di risentimento, esigenti, non recettivi o
arrabbiati.
I sentimenti che in passato non abbiamo potuto espri-
mere dilagano improvvisamente nella nostra consapevo-
lezza. L'amore sgela i nostri sentimenti repressi, che gra-
dualmente cominciano a riprendere vita.
263
È come se aspettassero che l'individuo si senta amato
per esigere di essere risolti. Noi tutti ci portiamo dentro
un viluppo di sentimenti irrisolti, le ferite del nostro pas-
sato, che giacciono inerti dentro di noi finché non arriva
il momento dell'amore. Allora, ossia proprio quando ci sen-
tiamo liberi e sicuri di essere noi stessi, riaffiorano.
Imparando ad affrontarli, con successo, ci sentiremo più
felici e capaci di infondere maggior vigore al nostro po-
tenziale affettivo. D'altro canto, se ci lasciamo coinvol-
gere in un litigio e biasimiamo il partner invece di pensare
a guarire il nostro passato, crescerà il turbamento e con
esso la tendenza a reprimere di nuovo tali sentimenti.

COME I SENTIMENTI REPRESSI TORNANO A GALLA

Sfortunatamente, i sentimenti repressi non saltano fuori


dicendo: "Ciao, noi siamo i tuoi sentimenti irrisolti tor-
nati dal passato." Se cominciano a farsi sentire le sensa-
zioni di abbandono e di rifiuto risalenti all'infanzia, allo-
ra è molto probabile che vi sentiate abbandonati o respinti
dal vostro partner. Il dolore del passato si riverbera sul
presente. Cose che normalmente non farebbero soffrire
diventano infinitamente dolorose.
Per anni abbiamo soffocato i nostri sentimenti più dolo-
rosi. Poi un giorno ci innamoriamo e l'amore ci infonde la
sicurezza sufficiente ad aprirci e ad acquistarne consapevo-
lezza. Cominciamo così ad acquisire la coscienza del dolore.

PERCHÉ ALCUNE COPPIE LITIGANO NEI MOMENTI BUONI

I sentimenti del passato tornano a galla non solo quando


ci innamoriamo, ma anche in altri momenti in cui ci sen-
264
tiamo felici, soddisfatti e pieni d'amore. Proprio in que-
sti contesti positivi si scatenano a volte litigi impiegabili.
Una coppia può litigare in occasione di un trasloco, quan-
do assiste al conferimento di una laurea, a una cerimonia
religiosa, a un matrimonio, quando riceve dei regali, va
in vacanza, porta a compimento un progetto, celebra il Na-
tale, compra un'auto nuova, affronta un cambiamento di
carriera positivo, vince alla lotteria, guadagna denaro, de-
cide di spenderne o vive un'intesa sessuale particolarmente
soddisfacente.
In tutte queste occasioni uno o entrambi i partner pos-
sono improvvisamente sperimentare cambiamenti di umore
e reazioni inspiegabili. Può essere allora molto utile riesa-
minare l'elenco di occasioni speciali sopraindicate, riflet-
tere sul modo in cui i nostri genitori avrebbero reagito a
esse e al tempo stesso su come noi stessi le abbiamo af-
frontate nell'ambito dei nostri rapporti di coppia.

IL PRINCIPIO 90/10

La comprensione dei meccanismi attraverso cui i sentimenti


irrisolti del passato tornano periodicamente ad affiorare, ci
permette di capire la maggiore vulnerabilità che sviluppia-
mo nei confronti dei nostri partner. Quando siamo turbati,
circa il novanta per cento del nostro malessere è dovuto al
passato e soltanto un dieci per cento si riferisce al presente.
Vediamo un esempio. Se il nostro partner ci sembra un
po' critico nei nostri confronti, è probabile che ci sentia-
mo leggermente feriti. Ma essendo adulti siamo anche ca-
paci di capire che in realtà il nostro partner non ha alcuna
intenzione di essere critico, o che forse ha avuto una brutta
giornata. Tale comprensione ci impedisce di provare troppo
dolore per le sue critiche. Non le prendiamo come un fat-
to personale.
265
Ma in un altro momento il suo atteggiamento critico
ci può risultare estremamente penoso, e questo perché coin-
cide con l'affiorare di sentimenti passati. Come risultato,
siamo molto più vulnerabili e il nostro dolore aumenta per-
ché da bambini siamo stati severamente criticati. In so-
stanza, le critiche del nostro partner ci feriscono di più
perché scatenano anche la sofferenza passata.
Da bambini ci era impossibile capire che eravamo in-
nocenti e che i problemi dei nostri genitori riguardavano
in realtà soltanto loro. Durante l'infanzia è normale rite-
nersi responsabili delle critiche, dei rifiuti e dei rimpro-
veri che si ricevono.
Quando questi sentimenti irrisolti tornano a galla, au-
menta in noi la tendenza a interpretare le osservazioni
del partner come critiche, espressioni di rifiuto e di rim-
provero. È difficile in questi momenti sostenere una di-
scussione adulta. Si fraintende tutto. Quando il nostro
partner ci sembra critico, la nostra reazione ha attinen-
za con il suo atteggiamento per il dieci per cento, mentre
per il novanta per cento è dovuta a esperienze del nostro
passato.
Immaginate che qualcuno vi allunghi un buffetto sul
braccio o vi urti leggermente. Il dolore non è certo in-
tenso. Ora immaginate che qualcuno frughi dentro una
ferita aperta o vi urti proprio in un punto dolente. La
sofferenza è molto maggiore. Analogamente, quando i
sentimenti irrisolti tornano ad affiorare, diventiamo esa-
geratamente sensibili alle piccole sollecitazioni esterne.
È probabile che all'inizio di un rapporto la nostra sen-
sibilità non sia così acuta. Ci vuole tempo perché i senti-
menti passati riaffiorino. Ma quando questo succede, rea-
giamo in modo diverso ai nostri partner. In quasi tutte
le relazioni, il novanta per cento di ciò che ci turba non
avrebbe su di noi alcun potere se non dovessimo fare i conti
con i sentimenti irrisolti del passato.

266
COME AIUTARCI L'UN L'ALTRA

Quando il passato di un uomo torna a farsi sentire, lui


di solito cerca rifugio nella sua caverna. In questi mo-
menti è esageratamente sensibile e necessita di molta com-
prensione. Quando è una donna a vivere questa espe-
rienza, la stima che ha di sé subisce un brusco crollo.
Scende nel pozzo e ha bisogno di amore e tenera solleci-
tudine.
Questa consapevolezza vi aiuterà a tenere sotto con-
trollo i sentimenti negativi che riaffiorano. Se siete ir-
ritati con il vostro partner, prima di affrontarlo mettete
per iscritto il vostro stato d'animo. Grazie alla Lettera
d'Amore, la negatività troverà uno sfogo automatico e le
sofferenze del passato si attenueranno. Le Lettere d'A-
more vi aiutano a concentrarvi sul presente, consenten-
dovi di interagire con il vostro partner in modo più fidu-
cioso, comprensivo e con maggiore accettazione e capaci-
tà di perdono.
Inoltre, la comprensione del principio 90/10 vi sarà utile
nei momenti in cui è il vostro partner a reagire in modo
esagerato. Sapere che è sotto l'influenza del passato, vi
permetterà di essere più comprensivi.
In questi momenti è essenziale che non gli facciate no-
tare che sta avendo una reazione eccessiva. Ne restereb-
be inutilmente ferito. Se state frugando nella ferita aper-
ta di qualcuno, non potete in tutta onestà accusarlo di rea-
zioni esagerate.
Capire in che modo i sentimenti del passato tornano ad
affiorare ci consente una maggiore comprensione dei mo-
tivi che stanno alla base degli atteggiamenti del nostro part-
ner. Anche questo fa parte del processo di risanamento.
Dategli il tempo di riacquistare il controllo. Se vi riesce
difficile prestare ascolto ai suoi sentimenti, incoraggiate-
lo a scrivervi una Lettera d'Amore.
267
UNA LETTERA TERAPEUTICA

Comprendere in che modo il passato condiziona le vostre


reazioni attuali vi aiuterà a sanare i vostri sentimenti. Se
il partner vi ha turbato in qualche modo, scrivetegli una
Lettera d'Amore, e mentre la scrivete chiedete a voi stessi
in che modo ciò che è accaduto si collega al vostro pas-
sato. Scrivendo è probabile che vi tornino alla mente dei
ricordi e scopriate che in realtà l'oggetto del vostro risen-
timento è vostra madre oppure vostro padre. A questo pun-
to continuate a scrivere, ma mutando il destinatario della
lettera. Poi scrivete una Lettera di Risposta piena d'amo-
re e fatene partecipe il vostro partner.
La apprezzerà. È sempre positivo scoprire che il part-
ner si assume la responsabilità del novanta per cento del
dolore che scaturisce dal passato. Senza questa compren-
sione, tenderemmo inevitabilmente a biasimare il nostro
partner o comunque a far sì che si senta biasimato.
Se volete che il vostro partner sia più sensibile ai vostri
sentimenti, rendetelo partecipe dei sentimenti dolorosi del
vostro passato. Solo così potrà capire la vostra acuita sen-
sibilità. Le Lettere d'Amore costituiscono un'eccellente
opportunità per riuscirci.

NON SIETE MAI TURBATI PER IL MOTIVO CHE CREDETE

Adottando con frequenza la tecnica della Lettera d'Amo-


re, comincerete a scoprire che di solito le ragioni del vo-
stro turbamento non sono quelle che credevate. Attraverso
l'esplorazione delle ragioni più profonde, la negatività ten-
de a scomparire. Proprio come è possibile che ci troviamo
improvvisamente intrappolati nelle emozioni negative, con
altrettanta rapidità possiamo liberarcene. Ecco alcuni
esempi:
268
1. Una mattina Jim si svegliò sentendosi profondamente
irritato con la sua compagna. Qualcosa che lei ave-
va fatto l'aveva infastidito. Mentre le scriveva una
Lettera d'Amore scoprì che in realtà era irritato con
sua madre, sempre troppo dominatrice nei suoi con-
fronti. A questo punto decise di indirizzare a lei la
lettera. Immagino di tornare ai tempi in cui si sen-
tiva dominato da lei e alla fine scoprì di non provare
più alcun risentimento verso la sua compagna.

2. Lisa amava il suo compagno da mesi, quando si sco-


prì molto critica nei suoi confronti. Mentre gli scri-
veva una Lettera d'Amore arrivò alla conclusione che
in realtà a turbarla era il timore di non essere alla
sua altezza e di perdere così il suo amore. Una volta
consapevole dei suoi timori più profondi, cominciò
di nuovo a provare sentimenti affettuosi.

3. Il giorno successivo a una romantica serata trascor-


sa insieme, Bill e Jean litigarono furiosamente. La
lite scoppiò quando Jean si mostrò leggermente irri-
tata per una piccola dimenticanza del compagno. In-
vece di mostrarsi comprensivo come suo solito, Bill
si accorse improvvisamente di desiderare il divor-
zio. Poco dopo, mentre scriveva una Lettera d'A-
more, capì che in realtà aveva paura di essere ab-
bandonato. Era lo stesso timore che aveva provato
da bambino ogni volta che i suoi genitori litigava-
no. Ne fece allora i destinatari di una nuova lettera
e si scoprì di nuovo disponibile nei confronti della
moglie.

4. Tom, il marito di Susan, aveva un'importante sca-


denza di lavoro da rispettare e fece tardi in ufficio.
Quando tornò a casa, Susan era molto arrabbiata con
lui. Una parte di lei era consapevole dello stress a
269
cui il marito era sottoposto, ma non riusciva a trat-
tenere la propria irritazione. Mentre gli scriveva una
Lettera d'Amore scoprì che in realtà era arrabbiata
con il padre, che l'aveva lasciata sola con una ma-
dre violenta. Da bambina si era sentita inerme e ab-
bandonata e ora questi sentimenti stavano tornan-
do in superficie e attendevano di essere sanati. Scris-
se una Lettera d'Amore al padre e di colpo scoprì
di non nutrire più alcuna ostilità per Tom.

5. Raquel si sentì attratta da Phil finché lui non le dis-


se di amarla e si dichiarò disposto a impegnarsi se-
riamente con lei. Il giorno dopo l'umore di Raquel
subì un brusco mutamento. Cominciò ad avere un'in-
finità di dubbi e ogni passione scomparve. Mentre
scriveva a Phil una Lettera d'Amore scoprì che in
realtà era arrabbiata con il padre, con la sua passività
e la propensione a ferire sua madre. Dopo avergli
scritto una Lettera d'Amore in cui dava sfogo ai suoi
sentimenti negativi, provò di nuovo attrazione per
Phil.

Non è detto che ogni volta che scrivete una Lettera d'A-
more sperimenterete ricordi di sentimenti passati. Ma a
mano a mano che scaverete più a fondo in voi stessi, capi-
rete con maggiore chiarezza che il passato gioca sempre
una parte importante nei vostri turbamenti.

LA REAZIONE RITARDATA

Proprio come l'amore può riportare in superficie sentimenti


irrisolti, può anche permettervi di ottenere ciò che vole-
te. L'ho sperimentato di persona. Molti anni fa avevo ma-
nifestato il desiderio di fare l'amore con la mia compa-
270
gna, ma lei non se la sentiva. Accettai il suo rifiuto e feci
un altro tentativo il giorno dopo, ma ancora una volta senza
successo. Poiché la situazione non accennava a mutare, di
lì a quindici giorni cominciai a provare un certo risenti-
mento. Ma a quell'epoca non sapevo come comunicare i
miei sentimenti e invece di esprimere la frustrazione che
provavo, continuai a fingere che tutto andasse per il me-
glio. Soffocavo i miei sentimenti negativi e cercavo di mo-
strarmi affettuoso come al solito. Ma intanto il mio risen-
timento cresceva.
Facevo di tutto per compiacere e rendere felice la mia
compagna, mentre interiormente provavo ostilità per il suo
rifiuto. Allo scadere delle due settimane, le regalai una gra-
ziosa camicia da notte. Nell'aprire la scatola quella sera
lei rimase felicemente sorpresa, ma quando le chiesi di pro-
varla mi disse che non era dell'umore giusto.
A quel punto rinunciai. Accantonai il pensiero del ses-
so e mi dedicai anima e corpo al lavoro. Mi ero convinto
che fosse giusto soffocare il mio risentimento. Tuttavia,
circa due settimane dopo, tornando a casa una sera sco-
prii che lei aveva preparato una buona cena e indossato
la camicia da notte che le avevo regalato. Le luci erano
basse e il giradischi diffondeva una musica dolce.
Potete immaginare la mia reazione. Di colpo il risenti-
mento tornò a galla. Il mio primo pensiero fu: "Ora tocca a
te soffrire per quattro settimane." Tutta l'ostilità accumula-
ta in quell'ultimo mese esplose e, solo dopo avere parlato di
questi sentimenti, capii che proprio la sua disponibilità a
darmi ciò che volevo aveva scatenato questa reazione.

QUANDO LE COPPIE PERCEPISCONO IMPROVVISAMENTE IL


RISENTIMENTO

Cominciai a riscontrare questo stesso schema in molte al-


tre situazioni, ed ebbi modo di notarlo anche nell'eserci-
271
zio della mia professione. Quando uno dei partner era fi-
nalmente disposto a cambiare in meglio, l'altro si faceva
improvvisamente ostile e indifferente.
Non appena Bill si dimostrava disposto a dare a Mary
ciò che lei aveva continuato a chiedere, in lei si scatenava
una reazione risentita del tipo: "Be', ormai è troppo tar-
di." Oppure: "E con questo?"
Mi è capitato spesso di occuparmi di coppie sposate da
più di vent'anni. I figli sono cresciuti e hanno lasciato la
casa. Di colpo, la donna decide che vuole il divorzio. L'uo-
mo a questo punto si "sveglia" e capisce che ha bisogno
di cambiare e di trovare aiuto. Quando però comincia a
cambiare in positivo e a darle l'amore che lei gli ha chie-
sto per vent'anni, la compagna reagisce con risentimento.
Sembra quasi che voglia ribaltare i ruoli e far sì che sia
lui a soffrire per i vent'anni successivi. Fortunatamente
ciò non avviene. Se lo scambio reciproco sussiste e il co-
niuge riesce a capire fino a che punto lei si è sentita tra-
scurata, da parte sua lei diventerà più recettiva ai suoi sfor-
zi. Ovviamente i ruoli possono anche invertirsi; in questo
caso è l'uomo che vuole andarsene e la donna che diventa
disponibile al cambiamento, ma solo per scontrarsi con l'op-
posizione del compagno.

LA CRISI CHE SCATURISCE DAL SUSCITARE ASPETTATIVE

La reazione ritardata può verificarsi anche a livello socia-


le e in sociologia è definita la crisi data dal suscitare aspet-
tative, con un richiamo a ciò che accadde negli anni Ses-
santa durante l'amministrazione Johnson. Per la prima vol-
ta, le minoranze godevano di diritti mai avuti prima. Il
risultato fu un'esplosione di rabbia collettiva: sommosse
e violenze di ogni genere. Erano venuti a galla tutti i sen-
timenti repressi fino a quel momento.
272
Ecco un altro caso in cui il passato torna a farsi sentire.
Non appena le minoranze si sentirono più sostenute, av-
vertirono un empito rinnovato di collera e risentimento.
Erano i sentimenti irrisolti del passato che facevano sen-
tire la loro voce.

PERCHÉ ANCHE I SINGOLI INDIVIDUI POSSONO AVERE


BISOGNO DI UN AIUTO ESTERNO

A mano a mano che si acquisisce familiarità con il proprio


rapporto di coppia, cresce l'amore. Come risultato, senti-
menti più profondi e più dolorosi affioreranno chiedendo
di essere risolti... sentimenti quali la vergogna e la paura.
Poiché generalmente non sappiamo come affrontarli, fi-
niamo col venirne sopraffatti.
Per guarire abbiamo bisogno di condividerli con altri,
ma sfortunatamente abbiamo quasi sempre troppa paura
o troppa vergogna per farlo. È in questi momenti che pos-
siamo sentirci depressi, ansiosi, annoiati, risentiti o sem-
plicemente esausti senza nessun motivo apparente. Sinto-
mi che indicano come il "bagaglio" emotivo che sta affio-
rando non riesca a trovare sfogo.
In questi casi l'istinto ci spinge a fuggire l'amore p a spro-
fondare ancora di più nelle dipendenze acquisite. È invece
questo il momento di lavorare sui nostri sentimenti e spesso
l'intervento di un terapeuta può essere di grande aiuto.
Quando i sentimenti profondi tornano a galla, noi li
proiettiamo sul nostro partner. Se non ci siamo sentiti ab-
bastanza sicuri da esprimere i nostri sentimenti ai genito-
ri o a un partner passato, di colpo ci accorgiamo di non
riuscire a sintonizzarci con i nostri sentimenti in presen-
za del partner attuale. A questo punto, e a dispetto del-
l'aiuto che ne riceviamo in sua compagnia, non ci sentia-
mo sicuri e restiamo emotivamente bloccati.

273
È un paradosso: le paure più profonde tendono ad af-
fiorare proprio perché ci si sente sicuri con il partner. Siamo
timorosi e incapaci di condividere ciò che proviamo. La
paura può addirittura atrofizzare la nostra capacità di sen-
tire e, quando questo accade, scompare la possibilità di
dare libero sfogo ai sentimenti che affiorano. Ecco
quando l'aiuto di un consulente o di un terapeuta può
diventare determinante. In presenza di qualcuno su cui
non si proiettano le nostre paure, diventa più facile
elaborare i sentimenti che affiorano.
Ecco perché anche persone che vivono rapporti di cop-
pia perfettamente riusciti, possono provare la necessità di
rivolgersi a un terapeuta. La partecipazione a gruppi di
sostegno può avere un effetto ugualmente liberatorio. La
compagnia di persone che non conosciamo intimamente
ma che ci forniscono comunque sostegno, aiuta a esterna-
re i sentimenti dolorosi.
Quando proiettiamo tali sentimenti sul nostro partner,
questi è impossibilitato ad aiutarci e tutto ciò che può fa-
re è incoraggiarci a cercare aiuto altrove. La comprensio-
ne dell'incidenza del passato sui rapporti attuali ci con-
sente di accettare i flussi e i riflussi dell'amore. Comin-
ciamo a confidare nell'amore e nella sua capacità terapeu-
tica. Per mantenere libera la magia dell'amore dobbiamo
essere flessibili e adattarci alle sue stagioni.

LE STAGIONI DELL'AMORE
Un rapporto di coppia è come un giardino. Per crescere
rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha biso-
gno di cure particolari a seconda della stagione e del cli-
ma. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo
analogo, per mantenere viva la magia dell'amore è neces-
sario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure
adeguate alle speciali necessità dell'amore stesso.

274
LA PRIMAVERA DELL'AMORE

L'innamoramento equivale alla primavera. Quando ci in-


namoriamo, crediamo che saremo felici per sempre. Non
riusciamo neppure a concepire di non amare il nostro com-
pagno. È questo un bel momento di innocenza in cui l'a-
more sembra eterno, un periodo magico in cui tutto appa-
re perfetto e funziona senza sforzo. Il nostro partner ci
appare come la risposta a tutte le nostre necessità. Dan-
ziamo insieme in perfetta armonia e ci beiamo della no-
stra buona fortuna.

L'ESTATE DELL'AMORE

Nell'estate dell'amore realizziamo che il nostro partner non


è perfetto come pensavamo e che il rapporto di coppia ha
bisogno di cure. Non solo il nostro partner viene da un
altro pianeta, ma è un essere umano con i suoi limiti e i
suoi errori.
Sorgono così frustrazioni e delusioni; le erbacce de-
vono essere sradicate e le piante hanno bisogno di dosi
supplementari di acqua per non avvizzire sotto il sole.
Dare e ricevere amore non è più così facile. Scopriamo
che non siamo sempre felici e che non sempre ci sen-
tiamo ben disposti. La realtà non è all'altezza delle aspet-
tative.
A questo punto molte coppie cadono preda della disil-
lusione. Non vogliono lavorare per costruire un rapporto
sano e irrealisticamente desidererebbero che fosse sempre
primavera. Biasimano il loro partner e rinunciano alla lot-
ta. Ciò che non capiscono è che l'amore non è sempre fa-
cile; a volte per tenerlo vivo bisogna faticare sotto un sole
incandescente. Nella stagione estiva dell'amore, dobbia-
mo prestare la massima cura alle necessità del nostro part-

275
ner e, al tempo stesso, chiedere e ottenere l'amore di cui
abbiamo bisogno. Nulla di tutto questo avviene automa-
ticamente.

L'AUTUNNO DELL'AMORE

Se abbiamo curato il giardino durante l'estate, in autun-


no ne raccoglieremo i frutti. E questa una stagione d'o-
ro... intensa e gratificante. Sperimentiamo un amore più
maturo, capace di accettare e capire le imperfezioni del
partner e le nostre. E un momento per ringraziare e per
condividere. Dopo avere lavorato sodo durante l'estate
possiamo rilassarci e goderci l'amore a cui abbiamo da-
to vita.

L'INVERNO DELL'AMORE

Ecco che il tempo cambia di nuovo e subentra l'inverno.


Durante i mesi freddi e spogli della stagione invernale la
natura si ritira in se stessa. È un tempo di riposo, di ri-
flessione e di rinnovamento; il tempo in cui sperimentia-
mo il nostro dolore irrisolto: e il coperchio si solleva per
lasciar uscire i sentimenti dolorosi. E un tempo di cresci-
ta solitaria, in cui dobbiamo cercare più in noi stessi che
nel nostro partner l'amore e la gratificazione. Ed è anche
il tempo di risanamento, quando gli uomini si ritirano nelle
loro caverne e le donne sprofondano nei loro pozzi.
Dopo esserci amati e guariti durante il buio inverno del-
l'amore, ritorna inevitabilmente la primavera. Àncora una
volta nascono in noi sentimenti di speranza, di amore e
di infinite possibilità. Grazie all'opera di risanamento in-
teriore e all'esplorazione della nostra anima, di cui ci sia-
276
mo occupati durante l'inverno, siamo di nuovo in grado
di aprire i nostri cuori per vivere la primavera dell'amore.

RAPPORTI RIUSCITI

Dopo avere letto questa guida che si propone il migliora-


mento delle comunicazioni e il soddisfacimento delle ne-
cessità emotive, avete la preparazione sufficiente a garan-
tirvi rapporti sani e felici. Avete inoltre ottimi motivi per
sentirvi speranzosi. Potete affrontare con successo l'avvi-
cendarsi delle stagioni dell'amore.
Ho visto migliaia di coppie modificare radicalmente i
loro rapporti... a volte nello spazio di una notte. Si pre-
sentavano il sabato al mio seminario e all'ora di cena della
domenica erano di nuovo innamorati. Mettendo in pratica
le intuizioni che avete acquisito attraverso la lettura di
questo libro e ricordando che gli uomini vengono da
Marte e le donne da Venere, vi assicurerete lo stesso
successo.
Ma attenti a ricordare che l'amore è stagionale. In pri-
mavera tutto è facile, ma in estate bisogna lavorare sodo.
È probabile che in autunno vi sentirete generosi e gratifi-
cati, ma in inverno subentrerà il vuoto. Durante l'estate,
è anche troppo facile dimenticare di raccogliere le infor-
mazioni necessarie e di lavorare per costruire un rapporto
positivo; e altrettanto facile è perdere il proprio amore in
inverno.
Nell'estate dell'amore, quando le cose si complicano e
vi accorgete di non ottenere l'amore di cui avete bisogno,
è probabile che dimentichiate improvvisamente tutto quel-
lo che avete imparato da questo libro. Un istante, e tutto
scompare. Allora forse comincerete a rimproverare il vo-
stro partner e sottovalutare la necessità di prendervi cura
dei suoi bisogni.

277
Con l'inverno, forse vi sentirete inermi. Vi assumerete
tutte le colpe e dimenticherete di amarvi. Potrete arrivare
a dubitare di voi stessi e del vostro compagno. Potrete
diventare cinici e provare il desiderio di rinunciare. Tut-
to questo fa parte del ciclo. Le tenebre precedono sempre
l'alba.
Per costruire dei rapporti validi dovete accettare e ca-
pire le differenti stagioni dell'amore. A volte l'amore fluisce
in modo facile e automatico; altre volte richiede impegno.
In certi momenti i vostri cuori traboccano e in altri sono
vuoti. Non dovete aspettarvi che il partner sia sempre amo-
revole nei vostri confronti e neppure che rammenti sem-
pre come riuscirci. Fategli dono della vostra comprensio-
ne e non pretendete di ricordare sempre ciò che avete ap-
preso sul dare e il ricevere amore.
Il processo di apprendimento non richiede solo la di-
sponibilità ad ascoltare e a mettere in pratica, ma anche
a dimenticare e poi a ricordare di nuovo. Tramite questo
libro avete imparato cose che i vostri genitori non vi han-
no insegnato. Non le conoscevano. Ma ora che le cono-
scete, siate realisti. Sentitevi autorizzati a commettere degli
errori. E inevitabile che vi succeda di dimenticare molte
delle nozioni che avete acquisito.
La teoria dell'educazione sostiene che per imparare
qualcosa di nuovo è necessario ascoltarlo duecento volte.
Non possiamo pretendere di ricordare tutto ciò che è espo-
sto in questo libro (e neppure pretendere che lo faccia
il nostro partner). Dobbiamo essere pazienti e mostrare
apprezzamento per ogni piccolo progresso. Ci vuole tempo
per elaborare queste idee e integrarle nella nostra esi-
stenza.
In sostanza, non abbiamo bisogno soltanto di sentirle
ripetere duecento volte, ma anche di imparare a liberarci
di ciò che abbiamo appreso in passato. Non siamo bambi-
ni ignari di tutto; siamo stati programmati dai nostri ge-
nitori, dall'ambiente in cui siamo cresciuti e dalle espe-
278
rienze dolorose che hanno caratterizzato il nostro passa-
to. Interiorizzare queste nuove consapevolezze è un'im-
presa nuova e ardua. Siete dei pionieri. Viaggiate in terri-
tori sconosciuti. E inevitabile che a volte vi smarriate. E
inevitabile che a volte si smarrisca il vostro compagno. Usa-
te questa guida come una mappa per inoltrarvi ripetuta-
mente in terre ignote.
Ogni volta che proverete frustrazione nei confronti
dell'altro sesso, ricordate che gli uomini vengono da Mar-
te e le donne da Venere. Se anche di questo libro non
rammenterete altro, la consapevolezza di questa diffe-
renza vi aiuterà a esternare più costruttivamente il vostro
amore. Rinunciando gradualmente alle censure e ai rim-
proveri e insistendo nel chiedere ciò che volete, riuscirete
a dare vita ai rapporti affettivi di cui avete bisogno e che
meritate.
Vi aspetta un futuro ricco. Vi auguro che continuiate
a crescere nell'amore e nella consapevolezza. Grazie per
avermi permesso di avere una parte nella vostra vita.

279
INDICE

I
Ringraziamenti
Introduzione
1. Gli uomini vengono da Marte, le
donne da Venere pag. 19
2. Mister Aggiustatutto e il Comitato per
il miglioramento della casa » 26
3. Gli uomini si rifugiano nelle caverne e
le donne parlano » 41
4. Come motivare l'altro sesso » 52
5. Parlare lingue diverse » 71
6. Gli uomini sono come elastici » 104
7. Le donne sono come onde » 122
8. Scoprire i nostri bisogni emotivi » 143
9. Come evitare i litigi »161 10- Segnare punti con l'altro sesso »
11. Come comunicare i sentimenti difficili » 215
12. Come chiedere aiuto e ottenerlo » 238
13. Mantenere in vita la magia dell'amore » 262
John Gray in Sonzogno

Marte & Venere Il piccolo


Marte & Venere illustrato
Finito di stampare nel mese di giugno 2005
presso il Nuovo Istituto Italiano d'Arti Grafiche
Bergamo

Printed in Italy