Sei sulla pagina 1di 397

L.\ 11113 BI i\ C() iVI i'vl ENT:\l.c\ D.

-\ I I\\ DI' I
La Bibbia. il Libro per eccellenza: documento stori-
co. culturale e religioso. ma anche e soprattutto testo
rivelato a cui si riferiscono le \'arie confessioni e co-
munità cristiane. nessLm'altra opera nella storia del-
l'uomo è stata altrettanto letta. analizzata. anrnta e in -
terpretata. Già nei primi secoli della cristianitù l'ese-
gesi biblica ern alla base delb predicazione. della ca -
techesi. dell'elaborazione dotcrinnle, dell'etica. delle
istituzioni ecclesi.1li e delb liturgi<l. con una spicrnta
carntterizz.1zione in senso parenetico ed educc.nin): è
per questc.1 ragione che il solo <lpproccio scientifico
non può considernrsi sufficiente per lc.1 piena com -
prensione culturale dell'esegesi biblicc.1 pc.ltristica.
Oggi tale esigenza culturale. insieme a un concreto
bisogno avvertito nell'c.1tti\'itù di predicazione. hc.1 su -
scitc.tto. partendo dall'ambiente protestc.mte c.unerica-
no. l'idea di non limitc.1rsi c.1 ricerche e commenti bi-
blici Ji carattere scientifico. nrn di utilizzare la grande
varietà di interpretc.1zioni c.1ccumulc.He nei primi secoli
delb storia del cristic.mesimo: è irnta così. <l curn del -
l'Institut of Classica! Christian Studies (JCCSl della
Drew Uni\'ersity ( Ì\laJison. New Jerseyl. sotto la di -
rezione di Thomas C . Oden. b serie della Anàcnl
Chri.1tit111 Co1J/llll' l!lcl!T 011 Scn'p!11rc. che 4ui si propo-
ne nell'edizione italiairn. opportunamente ri,·isitatc.1.
amplic.Ha e ad<ltt<lta. diretta da Angelo Di Berardino.
Da Clemente Romc.mo !fine I secolo! a Gio\'<lllni Dc.1-
nrnsceno e a Beda il \'enerc.1bile (\'III secolo) . i ,·olu -
mi delb collana. che si occup<lllO Ji uno o più libri
biblici dell'Antico o del Nmwo Test;1111ento. si pro-
pongono la «ri\'italizzazione dell'insegnc.1111ento cri -
stiano fondato sull'esegesi classica cristic.lll<l. un pili
intenso studio Jc.1 parte dei laici ... e di essere di sti -
molo per gli stud iosi ne!L1111bito storico. biblico.
teologico e p<lstornle ... ». R1ecogliendo e traducen -
do dalle lingue greca e hitin<l. ma anche copte.I. siria-
ci. c.mnena. I.i ricchezza semin<.ttc.1 nei secoli in tante
opere spesso non facilmente accessibili. i libri biblici
\'engono comment<ni secondo Lmtica tecnic1 rnte -
11<.tria. collegando tra loro i testi dei Pc.1Jri ddl,1 Chie-
sa (' corredc.mdoli di introdu zioni. somm <lri e notl'
l'splicati,·e.
Curati da un ' (;t/111/>c intt'rn<.1zion.1le ed ecumènica di
specic.1listi in patrologia. i \·olumi si propongono di
offrire c.1gli studiosi e c.1 qu;mti Jesider;mo nutrirsi del -
l.1 Bibbia alla scuob dei gr<mdi Padri dei primi secoli
un cont;ltto diretto con le fonti. nel 4uaJro di un ge-
nuino recupero Jdle tL1Jizinni cristi.m e.
LA BIBBIA COMMENTATA DAI PADRI
collana diretta da THOMAS C. 0DEN
edizione italiana a cura di ANGELO DI BERARDINO

Antico Testamento
13
LA BIBBIA COMMENTATA DAI PADRI
Antico Testamento
13

I DODICI PROFETI
a cura di Alberto Ferreiro

Traduzione e cura dell'edizione italiana di Marco Conti

Introduzione generale di Angelo Di Berardino

o
Città·Nuova
Pubblicato per la prima volta da InterVarsity Press:
The Twelve Prophets
(Ancient Christian Commentary on Scripture, Ok~ Testament XIV),
curato da Alberto Ferreiro
© 2003, Institute of Classica! Christian Studies, Thomas C. 'Oden ~ Alberto Ferreiro.
Tradotto e pubblicato su. autorizzazione ·
della InterVarsity Press, P.O. Box 1400, Dow.r:iers Grove, IL 60515, US~.

Traduzioni di Marco Conti

In sovraccopertina:
Veduta: del/'abside
Ravenna, Chiesa di San Vitale.
Archivio Scala, Firenze.
Grafica di Rossana Quarta

© 2005, Città Nuova Editrice


Via degli Scipioni, 265 - 00192 Roma ·
Tel. 06321621.2 - e-mail: -comm.editrice@cittanuova.it

Con approvazione ecclesiastica

ISBN 88-311-9378-3

Finito di stampare nel m<;!s~ di maggio 2005


dalla tipografia Città Nuova della PA.M.O.M.
Via S. Romano in Garfagnana, 23
00148 Roma - td. 066530467 .
e-mail: segr.tipografia@cinanuova.it
. INTRODUZIONE GENERALE

La religione cristiana) in tutte le sue màni/estazioni: ha bisogno del Libro per eccel-
lenza) la Bibbia 1. Quello che vi è scritto è la parte fondante del cristianesimo. Essa è il
re/erente costante nella' storia delle comunità cristiane) in particolare nei primi secoli
del loro sviluppo, ma anche dei fedeli di ogni tempo, che voglt'ono fare esperienza di
fede nel Dio di Abramo e nel suo Figlio Gesù Cristo. Essa viene letta sia in privato sia
· nelle comunità orant~ nelle quali è per di più proclamata solennemente.
La Bibbia inoltre esiste anche come documento interpretato e utilizzato nei seco-
li. Ogni lettura di tale testo, scritto ma dinamico, signtfica continua interpretazione e
confronto con il presente vissuto dai lettori e dai credenti. La Bibbia può perciò esse-
re letta come docttmento storico; culturale e religioso, ma anche come un testo fondan-
te di tùtta la cristianità che con essa si deve continuamente confrontare. . .
Generazioni di cristiani- e di ebrei per l'Antico Testamento - pregano, piangono
e gioiscono da sempre leggendola: nelle grandi cattedrali: nella solitudine di una cella
monastica, nel deserto assolato dèll'Egitto, nel!'intimità di una famiglia o in comuni-
tà: a volte anche inconsciamente d accostiamo alla Bibbia alla luce di una lunga sto-
ria scritta e vissuta prima di noi.
Ma la riscoperta del Libro suscita anche l'interesse alla storia dell'interpretazione
che nel tempo e nello spazio.si-è data di esso. . ·
I:esegesi biblica, nei primi secoli cristian~ era la base della predicazione, della
catechesl della elaborazione dottrinale) del!'etica, delle istituzioni ecclesiali e della
liturgia, persino delle controversie. Per questo i testi bibli~ sia dell'Antico sia del
Nuovo Testamento, si rivelano indispensabili per la comprensione stessa della storia
del cristianesimo. Anche l'arte cristiana antica .era una rappresentazione di episodi
biblici a fini didattici: le pitture delle catacombe, ad esempio, comunicavano un mes-
saggio biblico. Origene, quando commenta un testo biblico, si pone soprattutto questa
domanda: «Che interesse ha per me questa storia?» (Omelia su Geremia 1, 2).
Lo studio dei Commenti patristici condotti sulla Scrittura per molto tempo è stato
trascttrato perché l'esegesi appariva troppo intessuta di interpretazioni allegoriche tal- .•t
volta fantasiose, e perché considerata senza valore per lo studio e la sua comprensioné .,
della Scrittura stessa - oggi che possediamo altri strumenti per una su'a maggiore intel-

.1 «Bibbia» è una parola di origine greca usata per designare l'insieme dei libri contenuti nella
Sacra Scrittura (Antico e Nuovo J'estamento). Nell,antichità, fmo alla fissazione del canone e anche
dopo, il termine veniva adoperato per indicare semplicemente l'Antico Testamento nella sua triplice
divisione: Legge, Profeti e altri scritti. ·
6 Introduzione generale

ligenza contestuale - . La storia dell'esegesi trovava solo un interesse esclusivamente


storico: come una sorta di archeologia interpretativa senza alcun risvolto sia per il pre- ·
sente, per la vita delle comunità cristiane, sia per lo studio biblt'co.
In realtà, anche se in· qualslasi scuola esegetica antica c'era un'attenzt'one alla
interpretazione storica e ft'lologt'ca per la comprensione piena·del senso biblico - l'al-
legoria oscillava secondo i tempi e i luoghi predominand.o in ambiente alessandrino -,
la maggior parte dei testi conservatifi!ZO ai nostri giorni è frutio della predicazione che
· mirava alla edificazione e alla formàzione cristiana del popolo cristiano, e non di
un'opera di studio o di ricerca. Dall'esperienza quotidiana si evince che, ancor oggi,
ogni predicatore, nel!'ambito di una celèbrazione liturgica,.tende a una esegesi allego-
rica adatta al pubblt'co presente e alle circostanze di vita degli uditori: forma comune
del!'antica esegesi~ che è in mlsura ridotta anche del!' esegesi pastorale odierna.
' .
Oggi un'esigenza culturale, insieme ad un concreto bisogno sentito nel!'attività di
predicazione, ha suscitato l'idea, in ambiente protestante americano, di non limitarsi
a ricerche e commenti biblici di carattere scientifico, ma di utilizzare la grande ricchez-
za di interpretazione accumulata nei primi secoli della storia del cristianesimo, il perlo-
do detto dei Padri della Chiesa: da Clemente Romano (fine del sec. I) fino a
Giovanni Damasceno (morto nel 749ca in Palestina) e Beda il Venerabile (morto nel
735 in Inghilterra). Sono gli ideatori della Ancient Christian Commentary on
Scripture - edita negli USA presso la InterVarsity Press, la cui pu'bblicazione in più
volumi è ancora in corso - ad a/fermare che il progetto «ha come scopo la rivitalizza-
zione del!'insegnamento cristiano fondato sulla esegesi classica cristiana, un pt'ù inten-
so studio della Scrittura da parte dei !aia: che desiderano pensare insieme con la pri-
mitiva chiesa sul te~to canonico, ed essere di stimolo per gli studiosi cristiani nel!'am-
bito storico, bibllco, teologico e pastorale, ad approfondire la ricerèa dell'interpretazio-
ne scritturistica degli antichi scrittori cristiani... La.parola predicata nel nostro tempo
è restata largamente beneficiaria della precedente influente ispirazione patristica» 2,
ma senza sapere la provenienza del suo repertorio interpretativo. Si è costatato lo stra-
no fenomeno che il predicatore (specialmente protestante) utilizza tutta una strumen-
tazione espositiva che viene da molto lontano senza la cosçienza riflessa della sua ori-
gine. Non è più profittevole allora attingere .direttamente.alle fonti primarie? Non ne
riceverebbero un vantaggio lo studio, la meditazione e la predicazione?
Il pubblico al quale ci si è rivolti è primieramente quello non specialistico, ma che
tuttavia è desideroso, di nutrirsi della Bibbia sotto la guida delle grandi menti del
primo cristianesimo. Non si trascurano comunque i lettori quàlzficati ed esigenti che
solo da epoca recente cominciano a disporre di alcuni strumenti adeguati. L'Italia in
tal senso è più fortunata, rispetto al pubblico americano, sia per una.. diversa tradizio-
ne culturale e sia per l'incremento del!' interesse e delle pubblicazioni, tra le quali si
distingue il ·ricchlssimo catalogo di Testi Patristloi di Città Nuova che ci mette alla
~la~&~ .

2 Introduzione ali'ec;lizione americana, p. XI.


Introduzione generale 7

Ora Città Nuova aggiunge al suo catalogo la collana La Bibbia commentata dai
Padri, edizione italiana dei volumi americani. Essa raccoglie la ricchezza seminata in
tan,te opere, spesso non facilmente.accesst'bilz: sia in lingua gre.ca che latina, .come nelle
altre lingue cristiane: il copto, il siriaco e l'armeno. Ogni singolo libro biblico viene
commentato seguendo l'antica tecnica catenaria che fa scorrere, concatenati fra loro) i
brani che i Padri scrissero o pronunciarono su quel determinato paùo. I commenti
patristici sono affiancati da altre /ontz: come le poesie di Efrem e di Prudenzio. I.:opera
che qui si presenta è corredata da ùitroduzion~ sommari e note) che guidano per i per-
cors~ talvolta tortuos~ delle interpretazioni. Tuttavia il lettore m9derno rimane libero
di intrattenere un contatto diretto con il testo e con l'esegeta antico. _Inoltre non tutti i
libri biblici hanno un commento continuo; in tal caso si è ritenuto necessario ricorrere
ad un più ampio uso di opere di diversa provenienza. Le note, non abbondant~ hanno
lo scopo di contestualt'zzare quei brani che necessltano di una chiarificazione.·
Anche se l'interpretazione proposta da un autore cristiano dei primi secoli oggi
può o non essere più accettata o ritenuta errata, il brano viene riportato perché si
"ascolti" la sua voce, perché se ne colga la mentalità e il suo tenta#vo interpretativo. I
commenti, sovente, venivano pronunciati di./ronte ad una assemblea riunita in pre-
ghiera e desiderosa di ricevere la parola di istruzione, di incoraggiamento e di conso-
lazione dell'omileta. Essa veniva ripresa da qualche stenografo, che registrava t'l ser-
mone dalla viva voce del predicatore; a noi il sermone è giunto talvolta rivlsto dal/'au-
tore, talaltra così come era stato predicato e senza àlcuna revisione. Lo stenografo, che
usava un sistema di scrittura veloce, si limitava in un secondo momento a trascrivere
delle note personali. Origene, secondo Eusebio, solo in età avanzata permise ai tachi-
grafi di.trascrivere le sue omelie (Historia Ecd. VI, 36, 1). Il vescovo rimaneva di/atto
il tractator divinorum eloquiorum (Contra duas epi. Pelag. I\.'.:' 8, 24), cioè l'interpre-
te qualificato .nella spiegazione·della Scrittura al popolo cristiano.
Nelle assemblee liturgiche normalmente esisteva un ciclo continuo di letture di
un testo, a scelta del presidente, e che il predicatore commentava; non è facile ri'costrui-
re questo ciclo, è parzialmente possibile solo per i grandi predicatori. Nel periodo post- ·
pasquale normalmente si leggevano gli Atti degli Apostoli. Un'opera biblica veniva
letta a brani in occasioni successive e il predicatore allora svolgeva un commento con-
tinuo. Naturalmente ogni predicatore aveva delle preferenze per opere bibliche da
commentare per i fedeli. Nelle grandi/este il tema era d'obbligo.
La gran parte dei commenti biblici non sono .nati come opere scolastiche o di stu-
dio - come avviene normalmente oggi -, ma come omelie realmente predicate a cre-
denti che interagivano con il predicatore con:l'applauso, con il chiacchiericcio, con la ,
contestazione. I.:omelia risente del dialogo diretto o indiretto con il pubblico. : · 11
Nella predicazione solitamente gli oratori citavan_o i passi biblt'ci a memoria,
oppure utilizzavano delle antologie tematiche. Non di rado il predicatore improvvisa-
va il suo discorso di commento·al brano biblico letto. Origene, in un sermone pronun-
ciato a Gerusalemme alla presenza del vescovo Alessandro, chiede a lui quale passo
deve commentare della lunghissima fettura proclamata dal lettore (l'omelia sul Primo
libro dei Re): si scelse di commentare solo 1 Re, 25 - 28.
8 Introduzt'one generale

Talvolta il lettore, per errore, proclamava un brano diversç ·da quello previsto.
Agostino accenna a questo inconveniente e confessa che, pur avendo preparato un altro
argomento, propone alt'assemblea una diversa riflessione. Il predicatore è cosciente che
la sua spiegazione è frutto della illuminazione divina e l'ascoltatore può comprenderla
solo se anch'egli riceve una illuminazione: è il pensiero di Origene (Omelie sa Geremia .
19, 11; Omelia su Genesi 12, 5) e.di Agostino (Dottrina cristiana Iv, 16, 32).
Altrove Agostino dice: «Felice fanima che .si purifica con la limpidezza della veri-
tà [.. .].'Colui che, invece, si còmpiace della legge di Dio e ne riceve.tanto diletto da tro-
varsi al di sopra di tutti i godimenti della dissolutezza, non attribuisca a sé tale ricrean-
te esperienza: Il Signore elargirà il suo bene (Salmo '84, 1,?). Quale chiederò? Signor~
dammi quel bene, oppure quell'altro? Tu sei buono, o.Signore, e nella tua bontà inse-
gnami la tua giustizia (Salmo 118, 68). Nella tua bontà insegnami e istruiscimi. Allora
apprendo ad operare, quando nella tua bontà tu mi istruisci» (Sermone 153, 8, 10).
Pur non dando troppa importanza alla retorica, i Padri ne utilizzavano i canoni
per costruire i discorsi e per convincere insegnan.do. Scrive Agostino:· «Per l'esposizio-
ne delle Scritture ci sono delle norme che, a quanto mi sembra, possono essere presen-
tate validamente a chi si dedica al loro studio. Con esse lo, studioso potrà ricavare pro-
fitto non solo dalla lettura di quel che scopersero altri nei passi oscuri delle .sacre
·Lettere, ma egli stesso po.trà diventarne interprete per altri ancora. Mi sono pertanto
deciso a comporre questa trattazione per coloro che vogliono e sono in grado d'appren-
dere tali norme, e mi auguro che Dio, nostro Signore, non mi neghi nello scrivere i
doni che è solito elargirmi allorché penso a tale argomento» (Dottrina cristiana, pro!.
1). Le norme retoriche che si insegnavano a scuola dovevano servire come guida, ma
il predicatore cristiano·doveva fare molta attenzione .al pubblico e alla sua capacità di
ricezione e di comprensione..Agostino dice: «Lo ripeto con parole un po' più chiare per
quei nostri fratelli che hanno più difficoltà a capire. Coloro invece che hanno già capi-
to sopportino la lentezza degli' altri e imitino il Signore il quale, pur possedendo la
natura divina ... annientò se stesso ... facend9si obbediente fino alla morte (Fil 2, 6-
8).'-> (Sermone 264, 4). · .
La .correttezza linguistica è importante, ma la.comprensione del!' uditorio era la
preoccupazione maggiore del predicatore: «Così dunque n'on rideranno se per caso
abbiano sentito qualche responsabile e ministro della Chiesa invocare Dio, usando
barbarismi e solecisml o non comprendere il significato delle parole stesse che pronun-
zia e separarle in mod9 scorretto. Non che questi errori non debbano essere corretti (sì
che il popolo possa dire amen a ciò che comprende pienamente)~· nondimeno, devono
essere tollerati in spirito di carità[. . .1. Per i più lenti occorre invece condurre la spie-
gazione in modo più articolato e con un maggior numerQ di similitudini~ sì che tenga-
no nel dovuto conto ciò a cui assistono» (L'istruzione dei semplici 9, 13). I:uditore va
accettato così com'è, ma va istruito nella parola della salvezza e per questo .i grandi
Padri non hanno esitato ad usare il sermo huinilis per essere capit~ a.d adoperare le
lingue locali o i dialetti. Quando era possibile e necessario anche dei traduttori. A
Gerusalemme il vescovo parlava in greco) ma qualche persona competente traduceva
in latino o in altre lingue. .
Introduzione generale 9

Ho rivolto l'attenzione su questi aspett~ perché spesso si dimentica che la grande


produzione esegetica è di carattere omiletico. La lingua della predicàzione, il tono della
pronuncia del di'scorso, recitato di fronte all'assèmblea, influisce anche sul!'esegesi.
·I.:o~alità era ben curata. Il sermone non veniva solo pronundato come facciamo noi,
ma in qualche modo musicalizzato.
I testi selezionati in questi volumi hanno' tale provenienza.
I Padri hanno commentato la Bibbia non sui testi originali: ma su traduzioni. La
Bibbia crt'stiana per. eccellenza era la traduzione greca dei Settanta>, quella usata dai
Padri greci. Le prime traduzioni in latino erano fatte oralmente, come 11;vveniva anche
nel IV e nel V secolo per alcune lingue o dialett~ e come sempre è avvenuto nella sto-
rià della missione cristiana. Tali traduzioni nei primi tempi erano improvvisate all'in-
terno della celebrazione liturgica, dopo aver ascoltato il testo letto, per esempio, in
greco. Anche quelle scritte venivano eseguite dal testo greco dei Settanta (non dal-
!'ebraico) e dal testo greco del Nuovo Testamento.
Altrettanto avvenne inizialmente ai tempi più antichi per i parlanti latino. Ben
presto i latini traducono opere intere, che costituiscono la base di tutti i rimaneggia-
menti successivi. Essi sorgono perché si è di fronte ad un testo letto e riletto, per cui i
nuovi lettori non erano contenti della traduzione e volevano introdurre dei migliora-
menti. Così sorse quella complessa traduzione denominata Vetus latina e dalla fine del
W secolo si diffonde la tradu!-ion~ di Girolamo, detta Vulgata dal XVI secolo. Per que-
sto Agostino può dire: «Si possono contare i traduttori della Scrittura dall'ebraico al
greco, ma in nessun modo i tradùttori latini'>> (Dottrina cristiana 2, 11). Lo stesso
fenomeno si ripeteva dove si parlavano altre llngue: prima abbia1!JO delle traduzioni
orali epoi scritte. Inoltre, delle revisioni o edizloni cristiane si può ri·cordare la monu-
mentale opera di Origene, gli Hexapla, che riportavano su sei colonne: il testo ebrai-
co, la sua traslitterazione in caratteri greci: e quattro di/ferenti traduzioni. Inoltre la
Bibbia fu tradotta anche nelle llngue antiche orientali (siriaca, copta; armena, georgia-
na,.etiopica, araba): traduzioni normalmente fatte dal greco dei Settanta e talvolta dal-
l'ebraico. Tra le traduzioni siriache la più importante è detta Peshitta, eseguita in
tempi diversi e parzialmente dall'ebraico. La traduzione gotica nel W secolo fu fatta
da Ulfila, l'evangelizzatore dei goti.
Un commento, o ·meglio un sermone, fatto su una traduzione, che a s11a volta è
una interpretazione, è naturale che di/ferisca da uno elaborato·sul testo originale. Le
parole e le loro etimologie hanno sfumature diverse, che influiscono sulla elaborazio-
ne della riflessione. · ·
I commenti cristiani: in qualunque lingua siano stati fatti e tramandati, si fonda-
no sulle traduzioni nelle rispettive lingue. Lo studio dell'esegesi patristica e delle opere..
. : • '1

J Con il termine «Settanta» (Septuaginta) s'intende la traduzione dei LXX, riferendoci alla tota-
lità dell'Antico Testamento in lingua greca. Tale traduzione greca, primo grande tentativo di esprime-
re in un altro linguaggio il pensiero religioso ebraico per un'altra cultura, fu fatta in un arco di tempo
alqtJanto esteso. Tuttavia, da parte ebraica, vengono fatte revisioni o "edizioni" della traduzione dei
Settanta, come quelle dì Teodozione, di Aquila (fine I secolo) e di Simmaco (fine Il secolo).
10 Introduzione generale

dei Padri deve tenere conto anche di questa complessa storia delle traduzioni. Talvolta
si trovano divergenze di. lingua e di metodo in uno stesso libro biblico sia perché opera
di' vari traduttori, sia perché emendato o completato con altre traduzioni. Il libro di
Giobbe, per esempio, il cui testo al tempo di Origene era più breve, è stato da lui com-
pletato con la versione di Teodozione. Cosa avvenne quando questo libro venne tra-
dotto in altre lingue?

Gli Antichi Commenti Patristici alla Scrittura hanno avuto imtr1ediatamente un


grande successo negli Stati' Unitz: speda/mente in ambiente protestante. Thomas
Oden, della Drew University, ha mirato ad una collaborazione·e,cutnenica, per prove-
nienza e confessione ·di fede, e a che l'opera vent'sse tradottfi- anche in altre lingue.
L'edizione italiana sostanzialmente assume come base di partenza l'edizione america-
. na. Differisce da essa perché si è preferito rielaborare le introduzioni, selezionare e
. ampliare i testi e le annotazioni. Gli americani, per individuare i brani da pubblicare,
hanno lavorato molto con la ricerca digitale mediante i nuovi strumenti informatici.
Gli italiani, per formazione e cultura, hanno preferito il sistema tradizzonale del con-
tatto diretto con le opere antiche. Per i brani riportati si è fatto spesso ricorso a tradu-
zioni esistenti, eventualmente migliorate, ma anche a traduzioni dai testi originali.

ANGELO DI BERARDINO
INTRODUZIONE AI DODICI PROFETI

In confronto a molti altri libri delle Sacre Scritture i Profeti Minori non ricevono
. grande attenzione) nella nostra epoca) né nelle omelie) né nella catechesi. I Padri della
Chiesa, tuttavia, riconobbero l'importanza dei dodici Profeti. Questa attenzione si era
già manifestata negli autori del Nuovo Testamento nella loro ricerca di oracoli profe-
tici concernenti il Messia. Per. i cristiani Gesù Cristo·era l'oggetto diretto delle profe-
zie. Sebbene gli scrittori del Nuovo Testamento facessero già riferimento a sezioni pre-
cise dell'Antico Testamento considerandole come rivelazioni profetiche riguardanti
Gesù Cristo, che essi credevano essere state da lui portate a compt'mento, i Padri della
Chiesa elevarono questo principio esegetico a livelli più alti. Nel Vangelo di Luca
Gesù-·stesso si dedic,ava già allo stesso tipo di esegesi con due dei suoi discepoli lungo
la strada per Emmaus, e spiegava loro) a partire da Mosè attraverso i Profeti ed i Salmi,
tutto ciò che lo riguardava (Le· 24, 27.44). ·
Nel momento i·n cui la Chiesa post-apostolica forgiava la sua identità, la questio-
ne della sua relazione con l'antica alleanza apparve d)importanza cruciale. La questio-
ne sull'impÒrtanza. delle Scritture dell!Antico Testamento nei confronti della nuova
alleanza divenne un·argomento di discussione sempre più pressante man mano che si
sviluppava il dibattz"to sul canone .delle Scritture. Dopo che si giunse rapidamente ad
un unanime consenso sul fatto che le Scritture dell'Antico Testamento erano patrimo-
m·o della Chiesa - un punto di vista che era già stato espresso dalla Chiesa propriamen-
te apostolica -, lo scopo principale dell'esegesi di queste Scritture si concentrò sul tro-
vare il Cristo nascosto in esse. Il fatto di aver preservato, in /orn:a scritta, la nuova alle-.
anza nei Vangeli e nel resto del corpus del Nuovo Testamento divenne il modo più
tangibile per esprimere la connessione fra le due alleanze nelle Scritture dell'Antico e
del Nuovo Testamento. Fu data grande z'mportanza ad un buon numero dei dodid
Profeti in passi chiave del Nuovo Testamento, ma fra i Padri della Chiesa fu accorda-
to a questi pro/e# un ruolo ancor più signi/ica#vo nell'esegesi scritturale delle profe-
zie che indicavano Cristo come il Messia promesso.
Non è necessario qui addentrarci in questioni" riguardanti la paternità dell'opera)\
la data ed altre questioni simili per ciascuno dei dodici Profeti (si vedano le introdu-
zioni a ciascun libro nella sezione del Commento). È nostra intenzione.mostrare al le~­
tore come gli abbondanti commenti su dascuno di questi' libri rivelino quasi tantt'
puntl"di vista quanti sono i commentatori stessi. È poi di importanza fondamentale per
noi il fatto che i dodici" Profeti erano per Gesù, gli apostoli: i Padri della Chiesa ed i
giudei la parola stessa di Dio. Molti cristiani - cattolici: ortodossi, protestanti - e giu~
12 Introduzione ai dodici Profett'

dei credono cz'ò ancor oggi, a prescindere da affermazioni radicali espresse in certi
ambienti del!'attuale comunità accademica.

GLI INTERPRETI MAGGIORI

Come ci si poteva aspettare, i rzferimenti patristici ai dodici Profeti sono abbon-


danti'. In questo volume ho provato a dare un quadro rappresentativo della tradizione
dei Padri greci e latt'ni: a cui ho aggiunto alcuni passi esegett"c( da altre tradizioni,
come, ad esempio, quella siriaca. Inoltre ho rivolto particolare attenzione a molti' auto-
ri di commenti completi sui dodici Profeti: Girolamo, Cirillo di Alessandria, Teodoro
di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro, e Isho'dad di Mero. Girolamo e Cirillo rappresen-
tano un esempio tipico di esegesi di scuola alessandrina 1, mentre Teodoro, Teodoreto
e Isho 'dad sono rappresentanti: del!' esegesi di tipo antiocheno 2 •
Glrolamo scrisse moltl dei suoi commenti sui dodù:i Profeti: an,che se non tutti,
quando era in età avanzata. Per esempio scrisse i due commenti su Abdia, il primo dei
quali era profondamente allegorico (3 70 d. C.)~ ma è andato completamente perduto.
Egli afferma che il suo secondo commento (3 96) fu completato in sole due notti: e che
era basato, in un certo qual modo, su .Origene e su fonti rabbiniche. I suoi commenti
forniscono un'interessante analisi della storia e della geografia della regione durante
la sua permanenza a Betlemme, ma sono anche cristocentrici nel!'enfasi e nel!'inter-
pretazione allegorica.
Cirillo mostra un interesse per la storicità degli eventi riportati neglt' scritti dei
dodici.Profeti. Sebbene stfosse anch'egli formato in seno alla scuola allegorica alessan-
drina, rappresentata nel modo più significativo da Orig~ne, il quale credeva che vi
fosse .un significato nascosto dietro ogni parola, Cirillo sostiene che alcuni passi non
parlino a/fatto di Cristo. Non di meno Cirillo trova che Cristo viene allegorizzato in
ciascuno dei testi.
Il commento di Teodoro rappresenta in modo tipico la forma di esegesi antioche-
na. È una delle poche) fra le sue opere, che si sia conservata interamente in greco, cioè
nella sua lt'ngua originale. La sua esegesi è largamente storico-grammaticale, orienta-
ta verso una comprensione letterale del testo, sebbene spesso a/fiancata ad un'interpre-
tazione tipologica 3 del testo ebraico al fine di stabilire una relazione con il Nuovo
Testamento. .
Il commento di Teodoreto di Cirro mostra una forma di esegesi che appare tipo-
logica e cristocentrica in molti puntl. I dodici Profeti sono anche citati estesamente in
lettere e omelie dt' moltt' dei Padri: specialmente quan'do essi fanno profezie dirette

1 L'esegesi alessandrina spesso si concentrava sul significato spirituale del testo che doveva esse-
re trovato nascosto sotto il senso letterale. .
2 L'esegesi antiochena, in generale, si concentrava sul senso letterale del testo, ed usava la tipo-
logia per dimostrare le connessioni fra l'Antico ed il Nuovo Testamento (vedi sotto) .
.3 La tipologia percepiva gli eventi e le affe~azfoni presenti nei Profeti come typoi che prefigu-
ravano Cristo e gli eventi del Nuovo Testamento.
Introduzione ai dodici Profeti 13

sulla vt'ta di· Cristo, come per· esempio Mie 5, 2 o Zc 9, 9, ma anche per altri spunti di
rlfiessione. Il Commento morale a Giobbe di Gregorio Magno, per esempio, fa spes-.
.
so Iriferimento ai dodici Profeti per questioni inerenti la cura. pastorale.
.
· .
Per quant9 possibile ho scelto passi dai Padri che potessero rivelare la varietà di
interpretazioni e di usi a scopo pastorale di ogni singolo testo biblico. In rari casi alcu-
ni Padri della Chiesa si dilungano in spiegazioni esegetiche astratte, che verosimilmen-
te non ·venivano recepite dalla gran parte del loro uditorio, fatta eccezione per un
ristretto numero di teologi. In generale ho evitato di riportare questo tipo di commen- .
ti. In 'ogni caso il lettore di questo volume potrà giungere ad un ~pprezzamento più
appro/ondt'to dei dodici Profeti e del loro ruolo centrale nell'esegesi cristiana
dell'Antico Testa.mento, il cui scopo primario è sempre stato quello di proclamare che
. Gesù Cristo è veramente il Messia, il Figlio di Dio ed il Salvatore di tutti quelli che
cercano Dio.

LA PROFEZIA E GLI EBREI


La divisionè in Profeti Maggiori e Minori riguarda semplicemente l'estensione dei
testi..Non è una distlnzt'one di ordine qualitativo o gerarchico .dello status dei profeti.
I libri profetici riflettono un canone ufficiale e l'istituzione della vera Parola di Dio,
che formava un nesso fra Dio ed il suo popolo, sia al fine di consolarlo che di correg-
gerlo. Questi oracoli venivano comunicati ai profeti per mezzo di sogni: visioni: estasi
ed eventi concreti, che i profeti, a loro volta, riferivano in forma di sermoni: scritti o
azioni simboliche. Tutte le prove in nostro possesso indicano che il ruolo di profeta
non veniva ereditato. Al contrario, Dio chiamava uomini e donne al dovere profetico
in tempi disùnti e luoghi distinti: senza tener conto della classe.sociale. (Un simile svi-
luppo si ebbe in seguito nella successione apostolica). Espressioni/ormulari come «così
diCe il Signore», «parola del Signore» e «ascoltate questa parola» dimostrano che.ipro-
/eti parlavano direttamente per Dio. ·
Quando i profeti parlavano di questioni morali, riportavano sempre i loro messag- ·
gi tenendo conto della legge mosaica e della fedeltà o in/edeltà del popolo verso di essa.
La preoccupazione primaria era quella di sanare una rottura nell'alleanza fra Dio ed il
suo popolo. Ci sono anche riferimenti frequenti al Messia promesso, che sarebbe venu- ·
to per sottomettere tutti i popoli, per stabilire la giustizia, per condurre tutte le nazio-
ni all'alleanza, e per giudicare le loro azioni. I giudizi e l'atteggiamento tipico sono .
particolarmente severi verso gli ebrei: proprio perché ci si aspettava da essi che fossero
una luce per le altre nazioni. E quindi essi non potevano appellarsi all'ignoranza nelld'i
loro relazione con il vero Dio. ·
Inoltre le rivelazioni profetiche non seguono alcun preciso ordine o pro.spettiva
storico-cronologica. Una singola profezia può talvolta contenere predizioni riguardan-
ti eventi nell'immediato futuro o in un futuro lontano. Osserviamo lo stesso fenome-
no nel Nuovo Testamento, in quelle profezie attribuite a Gesù. Mt 24 ne è un chiaro
.esempio. Molti studiosi indicano,il fatto che una profezia riguardante l'immediato ser-
14 !ntroduzione ai dodici Profeti

viva anche come modello e figura di eventi futurl di modo che una singola profezia
aveva potenziale applicazione, sia per una situazione contemporanea alla vita del pro-
f eta, sia per un evento di un futuro lontano. Gran parte dei Padri della Chiesa, ad ecce-
zione di quelli che seguivano Teodoro di Mopsuestia, i quali si limitavano a conside-
rare solo le profezie riprese esplicitamente dal Nuovo Testamento, erano convinti del
fatto che tutte le profezie, anche quelle contenute nei Salmi: parlassero di Cristo in
modo esplicito o velatamente.
Il compito principale del profeta era quello di richiamare gli ebrei al loro Dio (es.
Zc 1, 4). A volte i profeti mostravano di non conoscere pienamente il significato e lo
scopo di ciò che Dio li chiamava a proclamare. Per esempio Giona èsprime la sua man-
canza di comprensione rifiutando inizialmente di cooperare con Dio. Fra gli ebrei
· Mo_sè venne sempre considerato come l'archetipo del profeta, anche se Elia ottenne poi
grande preminenza. Questq è il motivo per cui nell'Antico Testamento i libri profeti-
ci venivano sempre collocati dopo la Torah. Allo stesso modo i Vangeli~ che contengo-
no le parole e gli atti del nuovo Mosè, hanno preminenza nell'ordine del Nuovo
Testamento. Nel canon~ ebraico i libri designati come profetici erano concepiti in
senso lato, e così andavano da Giosuè a Malachia, escludendo Daniele. Tuttavia, nel
canone greco, i libri profetici furono ristretti a Isaia fino a Malachia, comprendendo
anche Daniele. · ·
In termini generali la Chiesa nascente e la cqmunt'tà di Qumran leggevano le pro-
fezie in uno o due modi: cioè o come facenti riferimento ad un futuro dùtante, in cui
tutti i segreti sarebbero sta# rivelati: o come rivolte specificamente alle loro comunità
quali oggetto diretto della realizzazione profetica. Entrambi i gruppi ritenevano che
molti: nella più ampia comunità del giudel fossero caduti al di fuori dei piani di Dio.
Il Nuovo Testamento stesso stabiliva il fondamento per questo approccio nel momen-
to della nascita della Chiesa post-apostolica. Pertanto è chiaro che ciò non era qualco-
sa che i Padri della Chiesa avessero inventato o anche attribuito forzatamente ai testi.
Tuttavia non vi è dubbio che essi portarono i testi profetici ad una maggiore ampiezza
di interpretazioni per estrarvi: per lo più mèdiante l'allegoria e la tipologia, il loro
significato cristologico. -
I cristt'ani adottarono dal giudaismo mishnaico e talmudico la credenza che·l'età
della profezia formale si fosse conclusa con la distruzione del primo Tempio o duran-
te l'età" di Aggeo, Zaccaria e Malachia. I libri aggiunti non alteravano in se stessi que-
sto schema, neppure la versione accresciuta di Daniele nei LXX. Anche a Mosè fu dato
li posto principale in relazione ai profeti fra tutti i giudei. Nel cristianesimo, tuttavia,
i Padri della Chiesa co'1:Jtribuirono a rafforzare la credenza apostolica che Gesù, il
nuovo Mosè, avesse portato a compimento la legge mosat'ca, e le parole dei profeti: ed
avesse fondato un nuovo Israele, cioè la Chiesa. I primi esegeti giudaici del Medioevo
respinsero vigorosamente questa concezione nelle loro opere apologetiche, al fine di
opporsi alla dottrina che Israele fosse stato rimpiazzato .dalla Chz'esa.
Questa transizione da Israele alla Chiesa quale nuovo popolo eletto) che com-
prendeva giudei e pagan~ si sviluppava intorno all'interpretazione, che i Padri della
Chiesa davano, del significato della distruz~one dei Tempio da parte dei _roma~i nel
Introduzione ai dodici Profeti 15"

70 d. C. I Padri della Chiesa fanno ripetuti commenti sulla distruzione del Tempio
nella loro interpretazione di praticamente tutti i Profeti Minori: e tale evento viene
decifrato a diversi livelli. Esso forniva la prova della divinità di Cristo e del suo reale
status profetico, dal momento che, nei Vangeli, aveva predetto la desolazione del
Tempio e di Gerusalemme, che avvenne alcuni decenni dopo la sua C!S~ensione. Il
silenzio r.iguardo alt'evento reale nei Vangeli era anche prova, per molti Padri della
Chiesa, del fatto che i Vangeli fossero stati scrz'tti durante il periodo dei testimoni ocu-
lari della vita di Gesù (cioè pri_ma del 70). È molto più difficile spiegare come quella
prima generazione di giudei potesse aver scritto i propri Vangeli dopo il fatto, dal
momento che in essi non si fa praticamente menzione della distruzione. Questa idea
·sta nuovamente ottenendo un signi/icatt'vo sostegno nella comunità degli studiosi
(vedi ].A. T. Robinson, Carsten P. Thiede e Klaus Berget; fra gli altri). Per molto
tempo gli studiosi del Nuovo Testamento avevano messo-da parte le questioni basate
su postulati dubbi e su metodologie che risalt'vano alt'età illuministica. Inoltre i Padri
della Chiesa vedevano l'evento come una punizione divina verso i giudei in/edeli che
avevano respinto Gesù come Messia. Infine, esso dimostrava che il sacerdozio del!'an-
tica alleanza, i sacrifici: i rituali e t' simboli erano stati aboliti definitivamente, ed
erano stati sostituiti dal sac.erdozt'o e dai sacramenti della nuova alleanza, in modo
partic_olare dall'Eucaristia. Il profondo impatto spirituale, sacramentale e storico della
distruzione del Templo non perse la sua importanza né fra i Padri della Chiesa né fra
i giudei loro contemporanei.

LA PROFEZIA E LA CHIESA

La credenza secondo cui Dio rivelò in modo progressivo la sua volontà è uno dez'
fondamenti maggiori della concezione cristiana della profezia, e non ebbe origine dai
Padri della Chiesa. Essa era già stata rivelata da Gesù e dagli apostoll in modo parti-
colare da Paolo nelle sue lettere. I Padri della Chiesa si appropriarono di questo tema
e lo elaborarono con grande ~igore e creatività. Dobbiamo menzionare un importante .
qualificatore, che non era ignorato dai Padri della Chiesa. I:apostolo Paolo, mentre
credeva che Gesù avesse compiuto tutta la Legge e le parole dei profeti: affermava che
l'antica alleanza con Israele fosse eterna ~ non fosse stata abolita, nonostante i giudei
avessero rifiutata di credere in Cristo. Per questa ragione Paolo profetizzava che ad un
certo momento, nel futuro, Israele sarebbe arrivato a credere pienamente in Gesù
quale Messia.
Questa affermazione da parte di Paolo riguardo alla conversione dei giudei si ri~e. . ·'s
lò un elemento di moderazione dell'antisemitismo, che sarebbe stato ben peggiore
senza di essa. Questo spiega perché la conversione forzata dei giudei: o' di chiunque, fu
coerentemente condannata e non fu mai un insegnamento ufficiale della · Chiesa.
Nell'ù:ztero.corso della storia della Chiesa, i giudei sono sempre stati considerati come
una parte del piano di salvezza generale di Dio, anche ai nostri tempi. Il linguaggio
forte, che si ritrova nei Padri della Chiesa a proposito del rifiuto di Gesù da parte dei
16 Introduzione ai dodid Profeti I •

giudei: ci colpùce per la sua stridente asprezza, se non ci turba, in questa epoca più ecu-
. . . ..
mentca tn cut vtvtamo.
Nel considerare questa asprezza di linguaggio dobbiamo tenere conto di diversi
aspetti. Per secol~ anche ben addentro l'era moderna, l'uso di immagini /orti~ allego-
rie ed altri mezzi retorici era la maniera normale di espressione, intesa ad ottenere il
convincimento degli ascoltatori mediante forme di comunlcazione che suscitassero
emozione e sconcerto. Nell'epoca dei Padri della Chiesa si possono trovare considera-
zioni ugualmente sconcertanti fatte da giudei contro Gesù e i cristiani. Anche Gesù,
che si esprimeva con una certa asprezza, rivela questa maniera giudaica di insegnamen-
to. Ciò che era allora in modo di espressione normale, soprattutto nella letteratura
apologetica - sia giudaica che pagana -, verrebbe oggi considerato inaccettabile, e giu-
stamente. Tuttavia noi dobbiamo lasciare che i' testi parlino nel modo in cui furono
scrittl senza imporre le nostre categorie attuali in modo anacronistico.
I Padri della Chiesa interpretavano l'intero Antico Testamento (Versione dei
LXX:) come una pro/ezùz riguardo a Cristo, come un modello che puntava a Cristo, ed
un antimodello contro i giudei che avevano ri/iuiatq Cristo. Le sezioni di testo scelte
per questo volume di'mostrano in modo preponderante che per i Padri della Chiesa
tutte le cerimonie ed i sacri/t'ci del Tempio prefiguravano Cristo, la Chiesa ed i sacra-
menti della nuova alleanza. Inoltre, il fatto che tali modelli potessero essere chiara-
mente individuati era una prova per i Padri che la fede cristiana fosse l'unico, vero
compimento'·delle profezie. Erano convinti di questo anche in base ali'inconfutabile
prova che i sacramenti dell'antica alleanza non fossero stati concepiti come eternamen-
te validi. I Padri della Chiesa sottolineano ripetutamente che l'antico Israele era stato
trasformato in un nuovo Israele. La. profezia ed il suo compimento in Cristo erano
anche un segno del fatto che egli era l'Unto. .Jn numerose occasioni i Padri della
Chiesa utilizzarono l'interpretazione cristologica delle profezie per dimostrare l'ispira-
zione divina della testimonianza del Nuovo Testamento, dandogli così una posizione
eguale, se non superiore, rispetto all'Antico Testamento. La formazione del canone
scritturistico del Nuovo Testamento fu il risultato non solo di una polemica fra grup-
pi cattolici e gruppi gnosticl ma anche della polemt'ca con il giudaismo.
Nell'accesa discussione fra giudei e cristiani riguardo ai. testi messt'anicz: entram-
bi' usarono meta/Òre per far valere le proprie posizioni. Mentre i' Padri della Chiesa
sostenevano che Cn'sto avesse portato a co~pimento una certa parte di profezie, a/fer-
mavano, non di meno, che molte profezie future aspettavano ancora di essere realizza-
te, e che Cristo le avrebbe portate alla piena fruizione nel suo secondo avvento. I giu-
dei rifiutavano l'idea che Cristo fosse il compimento del primo avvento, e negavano
che il Messia che ancora aspettavano avesse quakosa a che fare con Gesù, una posizio-
ne che è rimasta in larga parte immutata nel giudat'smo.
Il Nuovo Testamento pose le fondamenta per la ricerca profetica di Gesù
1
nell Antico Testamento, allo scopo di dimostrare chè egli aveva dato prova di avere
-tutti i requisiti necessa.ri del M~ssia. Questi rtferimenti all'Antico Testamento si tro-
vano nei Vangel~ negli Atti degli Apostoli: n~lle lettere di Paolo, in 1 Pietro, 1
Giovanni e nell1Apocalisse. .I Padri della Cht.esa - come è evidente dai volumi della
Introduzione ai dodici Proieti. 17

Bibbia commentata dai Padri, che contengono testi rappresentativi 'e consensuali -
1
usarono diversi approcci esegetici per trarre dall Antico Testamento ciò che essi vede-
1
vano come abbondanti riferimenti cristologici. Nell era posteriore alla stesura del
Nuovo Testamento ci/urano considerevoli dispute rigua1·do.all'interpretazione.dell in- 1

segnamento di profeti autoproclamatisi tali: e dei loro messaggi. Queste profezie erano
dt'stinte da quelle che puntavano al futuro Messia in entrambi gli avventi, poiché esse
apparivano come nuovi messaggi riguardanti Gesù e la sua Chiesa. Tale discussione
era distinta da quella fra giudei e cristiani - attraverso i Padri - i quali' dibattevano
riguardo all'identità del Messia. Il commento scelto per questo volume non si adden-
tra nella polemica interna alla Chiesa riguardo.alle manifestazioni legittime o illegit-
time dello Spirito Santo, o ai nuovi messaggi concernenti Gesù e successivi all'insegna-
mento apostolico. I Padri della Chiesa erano intenti a mostrare che Gesù era il Messia,
che la Chiesa era il nuovo Israele, e che i sacrifici del Tempio erano realizzati in quel-
li della nuova alleanza, e sostituiti" dall'Eucaristt"a. Volevano anche dimostrare che il
sacerdozio dell'Antico Testamento era stato rimpiazzato dal Nuovo stabil#o dai dodi-
ci Apostoli e dai loro successori, i vescovi ed i sacerdoti: e che c'era ancora un secondo
avvento, che doveva aver luogo in futuro. Questo avvento avrebbe portato il giudizio
finale, ed avrebbe fatto nascere un regno universale ed eterno. Per i Padri della Cht'esa
la profezia dell'Antico Testamento aveva una dimensione pa'ssata, una presente (la
loro), ed una futura, che inst'eme puntavano a Gesù Crt'sto e alla sua Chiesa.

Il commento in questo volume è costituito da una scelta di citazioni rappresenta-


tive tratte dai Padri della Chiesa, in cui esst' concentrano la propria attenzione sulla
realizzazione delle profezie ebraiche da parte di Cristo. Ci sono, naturalmente, molte
altre applicazioni per questi testi specifici: ed i lettori potranno ritrovarle al!'interno di
questo volume. Per mantenermi nell'ambito della tradizione, ho scelto di presentare i
profeti secondo l'ordine fissato nel testo comune dell'Antico Testamento in uso fra cat-
.tolicz: ortodossi, protestanti e giudei che, almeno su questo punto, dimostrano un con-
senso canonico.
Osea presenta una delle narrazioni più estese fra i Profeti Minor~ e quindi non
deve sorprenderci il fatto che i Padri della Chiesa trovassero in essa molti messaggi cri-
stologici. Os t 1-3 veniva considerato solitamente come una descrizione profetica del-
l'episodio di Gesù e la prostituta, come riportato in Mt 26, 6-13. In Os 2, 19-23 viene
proclamata la predizione della salvezza dei pagani. Il passo Os·3, 4-5 contiene riferi-
menti al Cristo, che discende dalla stirpe di Davide, ed al sacramento dell'Eucaristia.
Ld passione di Cristo, la sua dt'scesa fra i morti (riassunta in molte confessioni battesi-
mali antiche) e la sua rt'surrezione erano anticipate in Os 6, 1-11. Il culto del Tempio\
dell'antica alleanza prefigurava il nuovo tempio della nuova alleanza, cioè Cristo, in
Os 6, 6-9. La promessa dello Spirito Santo è·annunciata in Os 7. La caduta e la sosti-
tuzione·di Giuda erano pro/eticamente annunciate in Os 8. In generale si faceva allu-
sione ali'opposizione terrena a Cristo ·da parte di Erode, Ponzio Pt'lato e dello stato
romano in Os 10, 1-11. Inoltre la fuga della sacra famiglia in Egitto e la designazione
_di Gesù come nuovo Figlio dell'Egitto sono rap'f?resentate in ·Os 11. I doni dello
18 Introduzione ai dodt'ci Profeti

Spirito Santo mani/estati nella nuova alleanza alla Pentecoste erano annunciati profe-
ticamente in Os 12. La distruzione della morte attraverso il mistero pasquale di Crùto
era anticipato in Os 13,. 13-15. Os 14 termina con una profezia sconvolgente sulla
futura apostasia dei giudez: che viene associata con il loro rifiuto di Cristo.
Indubbiamente Gioie è il profeta che viene maggiormente assodato con la disce-
sa dello Spirito Santo alla Pentecoste, ed z'l Nuovo Testamento lo considerava allo stes-
so modo. Gl 2, 14-25 segnala l'abbatti'mento del diavolo da parte di Crt'sto, la croce di
Cristo come t'l nuovo albero della vita, ed il fico come la nuova vite, che è Cristo, il
quale dà il nuovo vino della vita eterna. Gl 2, 28-32 promette l'invio dello Spirito
Santo, l'ascensione di Cristo ed il giorf}o della Pentecoste, che completa la redenzione.
Gl 2, 31-32 ha un: doppio me,ssaggio riguardante il martirio e la salvezza. Gl 3, 1-21
parla del giudizio dei popoli: dei veri credenti che resteranno, e dell'incarnazione~
Secondo i Padri il profeta Amos predisse la lacerazione del velo del tempio, e il
terremoto seguito alla crodfissione di Gesù. Il tradz'mento di Giuda è previsto dal pro-
feta in Am 2, 6. Am 4, 11 àmmont'sce che'la distruzione dt' Sodoma e Gomorra dimo-
stra che Cristo è anche un giudice. In Am 8 la passione.di Cristo, la lacerazìone del
velo del tempio, il terremoto e l'oscuramento del sole sono predetti con impressionan-
te dovizia di particolari. Nello stesso capitolo Giuseppe viene descritto come una pre-
figurazione di Cristo. Inoltre Cristo viene presentato come il nuovo pane della vita
eterna. Am 9 contiene un riferimento profetico all'ascensione, ed a Cristo come nuovo
tabernacolo che ha rimpiazzato l'antico Tempio distrutto dai romani.
. Il testo più breve fra i profeti è quello di Abdia. La caduta di Lucifero dà un signi-
ficativo contributo alla demonologia del Nuovo Testamento, ed alla sua importanza
nei riguardi del problema del male e della teodicea. Le conseguenze catastrofiche della
distruzione del Tempio, come profetizzate da Gesù, furono predette nella caduta degli
edom#i. Edom, inoltre, è un simbolo del diavolo .. Il «Giorno del Signore» è un
mòmento di punizione, ma è, allo stesso modo, un momento di giustizia ed equità divi-
ne. Alcuni Padri della Chiesa riferirono il «Giorno» alla punizione dei miscredenti nel
giudizio finale. La coppa della collera, che bevvero gli assiri ed i calde~ anticipò quel-
la che i giudei avrebbero bevuto con i romani nel 70 d.C. Gerusalemme, il Monte Sion
ed il Monte Esaù sono tutti usati come simboli della Chiesa.
Il profeta Giona emerge come una delle figure centrall fra i Profeti Minori, in rela-
zione alla nuova alleanza. Questo.è dovuto soprattutto al fatto che ·Gesù stesso si para-
gonava a Giona. Di conseguenza il profeta Giona e la sua profezia divennero per i Padri
un terreno privilegiato da cui trarre pienamente ogni significato cristologico. Essi pen-
sarono che Gio 1, 17 parlasse della risurrezione di Cristo. Gio 1, 4-17 conteneva, a loro
parere, una serie di significati' che sarebbero stati svelati in seguito: Gesù che calmava
il mare e i venti: Mattia che veniva sorteggiato per sostituire l'apostata Giuda, e l'inte-
ro episodio che presentava Giona come prefigurazione della risurrezione. Il passo di
Gio 2, 1-2 pone Giona in !t'nea con le figure eroiche di Elia e dei sette Maccabei. Non
· solo la balena viene messa in relazione a Giona, ma anche il ventre della bestia viene
visto come prefigurazione del ventre di Maria e della tomba di Cristo. Il libro di Giona
anticipa anche il pentimento di Pietro nel parallelo con il pentimento del profeta in Gio
. ,

Introduzione ai dodid Profeti 19

. 2. I tre giorni di Giona nella balena erano una prefigurazione della distruzione delle
porte dell'inferno da parte di Cristo, come descritta nel Credo apostolico. Inoltre, come
Giona era sopravvissuto alla balena, ed Elia al carro fiammeggiante, così Cristo soprav- .
visfe alla sua sepoltura. I Padri connettevano tipologicamente la nave e la balena di Gio
1 - 2 altalbero della crocifissione ed alla tomba rispettivamente, così come Giona ed i
marinai a Cristo nelle mani dei peccatori. Le immagini di Gio 3, 5-10 forniscono un
contrasto fra Ninive, come esempio di pentimento, e l'atteggiamento impenitente di
Sodoma. In Gio 4 la pianta di ricino e il verme che la consuma rappresentano Cristo,
che con il suo sacrificio consumò l'antica alleanza. - ·-
In Mie 1 i Padri della Chiesa riuscirono a trovare una varietà di messaggi tipolo-
gici e spirituali. Michea era una prefigurazione di Gesù, mentre i tre uomini che appar-
vero ad Abramo erano un tipo della rivelazione trinitaria. Inoltre vengono trovate in
questo capltolo anche le acque vivificanti del paradiso. Mie 2 rivela che il Monte Sian,
come prefigurazione della speranza messianica, ha trovato la sua realizzazione nella
Chiesa, che è chiamata la nuova Gerusalemme.. Mie 3 contiene una solenne profezia
sulla distruzt'one di Gerusalemme, portata a compimento dai romani e predetta da
Gesù. Mie 4 ·identifica Gesù con la montagna che giudicherà tutti i popoli. Gesù viene
anche simbolicamente rappresentato come la vite, e lo Spirito Santo come il fico. Mie
5, 1-2 contiene la predizione dell'intera natività: t' magi: la stella, Betlemme e la nasci-
ta dal grembo della Vergine. Mie 5, 3 parla ancora .della nascita di Gesù e della specia-
le elezione di Maria. Inoltre Assur-Nimrod anticipa tipologicamente l'anticristo
dell1Apocalisse di Giovanni·ed il suo attacco contro la Chiesa. Mie 7, 14-20 parla della
rimozione del peccato tramite il battesùnò, .che era stato predetto dal!'esodo. Gli egi-
ziani erano un simbolo del peccato, mentre·le acque del Mar Rosso sono le acque bat-
tesimali cristiane. che uniscono !'uomo alla morte e alla risurrezione
- di Cristo:
Il breve libro pro/etico di' Naum non impedì ai Padri di scoprire in esso un ricco
tesoro di immagini neotestamentarie. La diviSione delle acque da parte di Naum (Na
1) riflette l'episodio di Gesù che cammina sulle acque, rivelando così la potenza del
Cristo. Il soffio dello Spirito Santo viene applz'cato alla risurrezt'one di Cristo ed al so/-
fio di Cristo sui dodici Apostoli nel Vangelo di Giovanni. Inoltre tutti i sacrifici ed i
rituali del tempio nell'Antico Testamento sono stati compiuti nella nuova alleanza,
compreso l'esodo, che si riflette ora nella nuova Pasqua eucaristica. Na 2 - 3 sottolinea
di nuovo che il soffio dello Spi'rito Santo fa riferimento alla speciale unzione che Gesù
amministrò ai dodici Apostoli per dare loro il potere di rimettere i peccali in qualità di
nuovi sacerdoti della nuova alleanza. Essi trasmettono questa speciale unzione attra-
verso la successione apostolica.
Per i Padri della Chiesa Abacuc in 2, 1-3 rivelava una profezia riguardante,. ib.11
secondo avvento di Cristo, così come il rifiuto del primo avvento da parte dei giudei.
Ab 2, 4 adombra l'episodio del profumo costoso e dell'atto di adorazione di Gesù da
parte di Mari{l Maddalena, che è un atto esemplare di carità. Ab 2, 5-20 parla di Maria
come di colà che avrebbe portato il Messia nel proprio seno. Ab 3, 1-2 mostra come
Cristo·sia colui che unisce le due alleanze, rappresentate dai due animali. Il miracolo
.del vt'no a Cana rivela la perfetta tempestività di Dio e la sua previdenza, e sottolinea
20 Introduzz'one ai dodici Profeti

la divina provvidenza. Infine la trasfigurazione rivela come l'antica alleanza sia stata
sostituita dalla nuova. Ab 3, 3-6 parla di Gerusalemme, del Monte degli Ulivi: del-
l'ascensione di Cristo, della Giudea e di Betlemme. Il figlt"o deglt' unicorni (Sal 28, 9,
LXX) è una figura di Cristo e della croce. Ab 3, 7-19 contiene una varietà di immag1:-
ni profetiche riguardo a Cristo ed ai sacerdoti: il sole e la luna sono l'ascensione ed i·
sacerdoti. !}Emanuele si riferisce alla venuta di Dio quale sommo sacerdote.
Il libro di Sofonia veniva·coerentemente interpretato-dai Padri della Chiesa come
una rivelazione del passaggio da _una relazione con Dio esclusivamente giudaica ed
· impostata sull'antica alleanza, ad una nuova alleanza universale, che comprendeva
anche i gentili. Sof 1 - 2 rivela che le isole sono i gentill ai quali viene proclamato il
messaggio di salvezza. La e/istruzione del tempio era la maniera drammatica i~ cui Dio
toglieva di mezzo l'antica alleanza, e giudicava i giudei per esser.si opposti a Cristo
quale Messia. Sof 3 paragona e mette in contrasto i ~acri/ici di entrambe le alleanze,
delle qualt' la seconda è più grande poiché comprende anche i gentilt". La nuova allean-
za ha rimpiazzato l'antica, e ,la nuova città di Dio ha sostituito Gerusalemme. Il brac-
cio e la spalla in questo passo rappresentano il modello del!' universalità della nuova
alleanza in Cristo, che da solo può veramente lavare via i peccati_.
Aggeo in 1 mostra che il nuovo tempio dello Spirito Santo non è più un edificio
reale e ben preciso, come era l'antico Tempio, ma piuttosto il corpo dei credenti. Ag 2,
1-7 parla tipologicamente, attraverso la figura di Iozedak, degli abiti di Cristo nel suo
secondo avvento. Zorobabele ha un doppt"o significato tipologico, dal momento che
adombra sia Cristo che la Chiesa, ed anticipa il movimento nella rivelazione dall'ido-
latria alla Legge, e dalla Legge al Vangelo. I due avventi di Cristo sono preannuncia-
ti dal proÌeta. Ag 2, 8-23, quando parla del tempio restituito, appare come una profe-
zia sulla nuova alleanza. Il confronto fra Davide e Zorobabele riflette lo stesso tipo dt'
confronto fra Elia e Giovanni Battista nel Nuovo Testamento. Il sigillo di Zorobabele,
che indica il potere regale, preannuncia Cristo re.
Quello di Zaccaria è uno dei' libri più estesz' fra quelli dei dodici Profeti: e così
fornl ai Padri della Chiesa abbondante materiale per i loro commenti. Zc 2 avef!a
nascosta in.sé un'anticipazione del Padre e del Figlio, compreso il messaggio salviflco
di Gesù per i giudei ed i gentili'. Zc 3, 1-2 contribuì a rafforzare la convinzione che
Melchisedech fosse una prefigurazione del sacerdozio eterno dt' Cristo. Zc 3, 3-10 parla
della rigenerazione spirituale di cui fa esperienza una persona battezzata, e di' come
Gesù, che è incarnato, consumò il peccato umano attraverso la sua umanità. Zc 4 rive-
la un messaggio apocalittico attraverso le due caf!dele, che sono gli anticristi: ed i due
u/t'vi: che sono il Signore. Inoltre la lucerna a sette beccucci rappresenta la nuova e
l'antica alleanza. Zc 5 indica il primo avvent~ per mezzo dell'ascia e della falce. Zc 6
mostra che la risurrezione di Cristo è contenuta in modo velato nei nomi «Oriente» e
«Sorgere del sole». La tenebra, tuttavia, è un simbolo del tradimento di Giuda. Zc
7 .- 8 prediceva l'annullamento del culto del Tempio insieme ·ai suoi sacrifi'ci: nel
momento in cui i romani avrebbero distr.utto il tempio. Zc 9, 1-9 profetizza in detta-
glio l'entrata di Gesù a Gerusalemme a cavallo di· un asinello. Zc 9, 10-17 contiene
un'ampia gamma di' tipi e simboli, compresa la risurrezz'one. La torre è Gesù, e le ruote
Introduzione ai dodici Profeti 21

si riferiscono al movimento nella storia di Dio quale Spirito. Zc 11, 12 predice il tra-
dimento di Gesù da parte di Giuda per trenta pezzi d'argento, mentre Zc 12 ammoni-
. sce riguardo al giudizio finale che attende i giudei.per aver rifiutato Gesù. È una pro-
tezt'one il fatto che, quando Gesù tornerà a giudicare la razza umana, avrà un corpo
umano, sebbene sarà un corpo risorto. Inoltre Cristo e le piaghe della sua passione
saranno usati nel secondo avvento per giudicare coloro che lo crocifissero. Il_lutto delle
tribù si riferisce alle prove del martirio. Zc 13 parla del tradimento di Giuda, e del rin-
negamento di Gesù da-parte di Pietro. La roccia che fu colpita da Mosè era G~sù. Zc
14 proclama che il secondo avvento di Crt'sto al Monte degli Ult'vi sarà il giudizio fina-
le. Infine vengono predetti esplicitamente l'oscuramento alla morte di Gesù ed i· due
ladroni sulle croci accanto al Salvatore.
Malachia, il libro finale dell'Antico Testamen·to, chiude una lunga fase di verità
riv~late per i giudei. Per i cristiani: tuttavia, anticipa il compimento in Cristo di tutte
le aspettative messianiche del/'antica alleanza. In generale queste aspettative messia-
niche sono ciò che i Padri attinsero dall'ultimo dei profeti. Ml 1, 1-19 rivela la giustt'-
zta e il giudizio attraverso Giacobbe ed Esaù, rispettivamente, mentre Rachele e Lia
sono rispettivamente prefigurazioni di Cristo e della sinagoga. Ml 1, 1O annuncia la
rimozt'one del templo com~ segno dell'arrivo dei gentili altalleanza con Dio attraver-
so .Cristo. Ml 1, 10-14 è pieno di significati eucaristici. I:Eucaristia rimpiazza Aronne
e Melchisedech, e la farina del!'antica alleanza trova il suo compimento nel pane
dell'Eucaristia. Tale tema viene continuato con l'affermazione .che essa ha sostituito i
sacrifici del Tempio, e che Melchisedec~ era una sua prefigurazione. Il fatto che li culto
di Dio non abbia più luogo nel Tempio o sul monte Garizim.dimostra la rilevanza uni-
versale dell'Eucaristia. Ml 2, 10-17 mette in luce come il matrimonio non sia sÒlo
u'n 'u~ione civica o sociale, ma un pieno sacramento al cospetto di Dio. Ml 3, 1 identi-
fica ancora una volta Giovanni Battista come l'Elia che avrebbe proclamato il Messia.
In Ml 4, 1-3 la croFe viene anticipata simbolicamente nella coscia di Giacobbe, e Gesù
è il Sole di giustizia che verrà a giudicare i popoli della terra. Ml 4, 4-6 si chiude appro-
przatàmente annunciando di nuovo che Elia rivelerà il Messia - un ruolo~ questo, che
sa~à ricoperto da Giovanni Battista.
Questo è solo un saggio dei principali temi che i Padri della Chiesa posero in luce
nella loro ricerca di tipi: simboli e profezie cristologiche nei Profeti Minori. Ci sono
molti più motivi e spunti su cui i lettori di questo volume potranno meditare, se lasce-
ranno che i Padri li guidino, e li nutrano della loro dottrina.
Ho un enorme debito di gratitudine verso t' miei assistenti ]oshua Adam, Michael
Lucero e ]aron Kamin. Devo moltissimo, in particolare, a Thomas C. Oden)
Christopher Hall ]oe Elowsky, Calhoun Robertson, Alexei Khamine e ChriS"t,
Branstetter. Senza il loro contributo e la loro competenza quest'opera non avrebbe mai"
visto la luce del gi'orno. Dedico questo volume ai miei primi mentori: il Rev. Dr. Bede
K. Lackner, O. Cist.; il Dr. Douglas .W Richmo.nd; e4 il Dr. Edward C. Bock
· (University of Texas -Arlington).

ALBERTO FERREIRO
I DODICI PROFETI
OSEA .

Osea (in ebraico hose)a) è probabilmente un,abbreviazione cli <<]HWH salva». Viene
presentato come il primo dei cosiddetti dodici Profeti Minori. Os 1, 1 pone cronologica-
mente gli oracoli cli Osea nei regni di Ozia, cli Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e
Geroboamo II d'Israele. È probabile che i suoi oracoli inizino negli ultimi anni del regno cli
Geroboamo II (786-746 a.C.). Gli studiosi non concordano sulla data dell'ultimo oracolo.
L'evento storico del tributo di Menahem d'Israele all'Assiria ha probabilmente un riflesso in
Os 5, 13; 7, 11; 8, 9; 10, 5 e 12, 2. Alcuni studiosi ne pongono la data al 725, subito prima
dell'assedio finale di Samaria da parte degli assiri; altri invece ipotizzano la data del 721, che
vide la capitolazione finale della città. Non e'è, tuttavia, alcuna prova ~pecifica di un riferi-
mento a questa calamità nel libro del profeta. Osea era un suddito del regno del nord, ed i
suoi oracoli si riferiscono a quella regione. Tutto ciò che sappiamo della sua vita è che suo
padre-era Beerl, e che si sposò.
Tematicamente l'opera si divide in due estese parti, Os 1 - 3 ed Os 4 - 14. La prima
parte contiene il titolo ed una descrizione del matrimonio di Osea con Gomer (Os 1, 1-9),
un oracolo sulla ricostituzione del popolo (Os 1, 10-11 [2, 1-2 in ebraico]), un'immagine di
JHWH quale marito di Israele (Os 2, 1-23 [2, 3-25 in ebraico]), ed un resoconto personale
del matrimonio di Osea (Os 3, 1-5). Os 4 - 14 contiene una serie di oracoli che non mostra-
no un preciso ordine.
Mentre i due prinCipali interpreti sono Girolamo e Teodoro di Mopsuestia, molti altri
Padri della Chiesa hanno, tuttavia, commentato il libro di questo profeta. Per altri ancora,
come Didimo il Cieco, abbiamo solo frammenti di un commento scritto su richiesta di
Girolamo. Teodoro di Mopsuestia si avvicina ad Osea soprattutto con un orientamento sto-
rico-grammaticale, per arrivare poi al senso letterale, che egli considera il punto di parten-
za essenziale nell'individuazione di connessioni tipologiche con l'Antico Testamento. Come
è stato notato ·nell'Introduzione, egli si limita ai testi dell'Antico Testamento, che cita speci-
ficamente come profezie riguardanti il Cristo del Nuovo Testamento. Fra gli altri interpre-
ti, Cirillo di Alessandria usa estesamente il metodo allegorico per connettere l'Antico
Testamento al Nuovo, mentre afferma, allo stesso tempo, il contenuto storico degli eventi in
questione. Osea fornì molto materiale riguardo alle profezie su Cristo, sulla Chiesa e sui
sacramenti della nuova alleanza.

L'ESSENZA DEL MINISTERO PROFETICO DI 0SEA ·

Il beato Davide aveva da lungo tempo predet~o i disastri che si sarebbero abbattu-
ti sul popolo. Questa predizione ebbe il suo inizio al tempo in cui. Ezechia regnava su
26 Osea

Giuda e Beniamino. Fu a quel tempo che la grazia divina comunicò ai profeti quando
gli eventi si sarebbero verificati - sebbene questo fu comunicato ad Osea prima degli
altri profeti. Egli riferì cjò che si sarebbe abbattuto sul popolo per intervento di Dio,
come se stesse ricordando quanto era stato detto da Davide in un passato distante e
vago. Egli mostrò come gli israeliti fossero responsabili per i disastri in arrivo, dopo che
avevano messo da parte il culto e ladorazione di Dio per rivolgere tutta la loro atten-
zione agli idoli e ai demoni. Osea si prefiggeva anche di mostrare che ciò non avveniva
per caso. Piuttosto il suo verificarsi era stato predetto e previsto con grande anticipo da
Dio. Dio si rese conto della malvagità di questo popolo e comprese chiaramente come
doveva organizzare gli eventi che li riguardavano al fine di preparare la manifestazione
e la venuta di Cristo Signore.
Teodoro di Mopsuestia,
Commento su Osea: PG 66, 124-125

COME DIO INTENDA BENEDIRE PER MEZZO DI MINACCE

Il divinamente ispirato Osea ricevette cosl il dono della profezia e, nel contempla-
re queste cose in retrospettiva con gli occhi dello spirito, fu invitato a fare predizioni al
popolo, in modo che questo potesse essere spaventato dalle profezie ed evitasse di con-
seguenza la punizione senza essere colpito da calamità. La ragione per cui il Dio di tutte
le cose minaccia la punizione, come vedete, non è quella di infliggerla a coloro che
minaccia, ma di colpirli con il timore e di condurli al pentimento e, liberandoli del loro
comportamento iniquo, di estendere a loro la salvezza. Dopo tutto, se volesse veramen-
te punirli, non li minaccerebbe con la punizione; al contrario, minacciandoli egli dimo-
stra chiaramente che vuole salvarli e non punirli. Pertanto invia il beato Osea a predire
cosa sarebbe accaduto alle dieci tribù, e similmente alle due, e a preannunciare la sal-
vezza che si sarebbe conseguita al tempo di Sennacherib, e a segnalare in anticipo la
distruzione che sarebbe stata loro inflitta sotto i babilonesi.
Teodoreto di Cirro,
Commento su Osea, proemio

DIO DICE AD 0SEA DI SPOSÀRE UNA PROSTITUTA

Parola del Stgnore rivolta a Osea figlt'o di Beer~ al tempo di Ozia, di


Iotam, di· Acaz, di Ezechia, re di Giuda., e al tempo di Geroboàmo figlio di'
Ioas, re d'Israele. ·
Quando il Signore cominciò a parlare a a Osea, gli disse: «Va', prenditi

a Nel testo ebraico: «per mezzo di».


Dio gli dice di sposare una prostituta (1, .1:3) 27

in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, poiché itpaese non fa


che prostituirsi_h allontanandosi dal Signore».
Egli andò a prendere Gomer, figlia di Diblàim: essa concepì e gli parto-
rì un figlio (1, 1-3). ·

Dio spesso chiama i profeti ad intraprendere un duro cammino per esortare il


popolo al pentimento (Isho'dad di Merv). I.:unione fra Cristo e la ~hiesa è simboleggi~­
ta dalla relazione fra Osea e Gomer (Girolamo, Ireneo). La scelta musuale per la moglie
di Osea evidenzia il paradosso dell'elezione e condiscendenza divina (Teodoro di
Mopsuestia). Il matrimonio di Osea rappresenta l'accusa simbolica di Dio contro
Israele. Li si accusa di illegalità ed empietà (Teodoreto di Cirro). Le persone sensuali
seguono i falsi insegnamenti come uno seguirebbe una prostituta. La prostituta Gomer
anticipa la prostituta che lavò i piedi di Cristo (Agostino). ·

1 13
• · Osea sposa Gomer che praticava apertamente il culto degli
idoli. Essi sono come la donna di prosti-
Una moglie di prostituzione tuzione che si prostituisce lasciando la
sua stanza aperta - al tempo di
Prenditi una moglie che si dà alla Geroboamo. Sono come quelli della casa
prostituzione. Dio non dice «una prosti- di Giuda, che attraverso la donna adulte-
tuta» ma «che si dà alla prostituzione», ra giuravano pubblicamente a Dio ma
cioè che ha commercio con gli uomini e segretamente adoravano l'idolo Milkom
gli idoli. Notate le parole «figli che si (cf. 1 Re 11, 5 .3 3). Infatti Gomer era
danno alla prostituzione». Corne potreb- celebre per la sua prostituzione, come le
bero darsi alla· prostituzione se non sono egiziane Ohola e Oholiba (cf. Ez 23). Dio
ancora nati? Ma questo significa che può ordinare al profeta di fare cose che
· quando ella avrà dei figli, anch'essi si appaiono inadatte e sconvenienti, come
daranno alla prostituzione corpo e anima quando ordinò a Isaia di camminare
come lei. Il testo ebraico dice: <<figli di nudo e scalzo (cf. Is 20), e ad Ezechiele di
prostituzione». Potremmo chiederci cuocere del pane su escrementi umani
come il popolo sapesse che il profeta, (cf. Ez 4, 12). Infatti era tipico dell'osti-
prendendo in moglie una donna di pro- nato popolo d'Israele dal duro cuore
stituzione, stesse facendo qualcosa di disprezzare apertamente le manifeste
diverso da quanto sembrasse fare, dal parole, che mostravano le afflizioni in
momento che non aveva ancora fatto arrivo fra di loro. E co'sì, se Dio punisce i
alcuna ri~elazione al popolo. È probabile santi profeti a causa del popolo, punirà
che il profeta stesso, dopo aver preso la ancor di più il popolo stesso, affinché,
donna, spiegasse al pop~lo la ragione per dopo essere messo a confronto con l'ol-
cui r avesse presa. [ .. .] E possibile che il traggio di que~te spaventose azioni, possa
popolo capisse questa situazione, poiché finalmente intimorirsi ed allontanarsi da:f\
il profeta si era tenuto fino a quel propri crlilllfil.
momento in uno stato di castità. [ ... ]Dio Isho'dad di Merv,
rappresentava attra~erso la donna di pro- Commento su Osea 1, 1-3
stituzione la comunità delle dieci tribù,

b Nei LXX .la fr.ase è resa al futuro.


28 Osea

La Chiesa e le sue lotte · Il paradosso della condiscendenza


Se ti attieni al significato storico, le
divina
· parole non presentano difficoltà; se scru- Dalla Legge il profeta fu autorizzato .
ti il significato nascosto tra le righe, vi a prendere in matrimonio ilna donna, e
trovi come la Chiesa ha un numero probabilmente, dopo averla sposata, la
ristretto di fedeli, e come contro la convertì a costumi più casti. Infatti, men-
Chiesa gli eretici sono sempre in guerra. I tre tutti noti potevano che essere sorpre-
dodici Profeti, quasi stipati in un solo si dal fatto che un uomo, che era ben
volume, al di là del senso letterale porta- cosciente di cosa fosse un comportamen-
no un tutt'altro significato simbolico. to appropriato, dovesse'tralasciare donne
Osea ad ogni piè sospinto i:iomina che godevano di buona reputazione e ·
Efraim, Samaria, Giuseppe, Israele, la scegliere di prendersi in moglie una pro-
moglie che s'è data alla forn!cazione e i stituta, la straordinarietà dell'evento '
figli della for~icazione; parla dell'adulte- . diede al profeta l'occasione di dire loro
ra che, rinchiusa nella camera· di suo quale fosse il loro dovere. Inoltre il matri-
marito, vi resta a lungo come vedova, e monio di Osea dimostrò la grandissima
vestita a lutto aspetta con impazienza che meraviglia della condiscendenza . divina
suo marito torni da lei. nello scegliere un popolo così ingrato per
Girolamo, un'attenzione speciale attraverso · un
Lettere 53, 8 esempio potente - cioè razione straordi-
naria del profeta nell'adempiere il pro-
prio dovere sposando una prostituta.
Cristo santifica la Chiesa · Teodoro di Mopsuestia,
Su queste genti Dio costruìrà. la Commento su Osea 1, 2
Chiesa, che sarà resa santa per mezzo della
sua unione con il Figlio di Dio, così come
questa donna fu resa santa per mezzo della Un'accusa di empietà contro Israele
sua unione con il profeta. Paolo dice che Similmente il Signore di tutte le cose
la donna miscredente fu resa santa dal aveva invitato Osea a sposare una donna
mari~o credente (cf. 1 Cor 7, 14). dissoluta in modo da accusare con questo
Ireneo, evento il popolo di empietà, e di dare.
Contro le eresie 4, 20, 12 prova della sua caratteristica pazienza. Se
il Dio di tutte le cose diede alloggio alla
dissoluta e adultera sinagoga, tuttavia, e
Dalla prostituzione alla virtù la fonte della santità non fu inquinata da
Non dovremmo biasimare il profeta, quella cosa odiosa ed· abominevole, nep-
se egli convertì una prostituta alla virtù, pure il profeta incorse in alcuna corruzio-
tria dovremmo piuttosto lodarlo; dal ne a causa della licenziosità della donna.
momento che trasformò una donna dis- Senza essere trascinato dalla lussuria, e
soluta in donna virtuosa. [. .. ] Pertanto portando invece a termine il comando
comprendiamo che non fu il profeta a ,divino, egli fu in grado di affrontare quel-
perdere la virtù nell'unirsi con una pro- la spaventosa relazione. Ora bisogna ren-
stituta, ma piuttosto che ella ottenne una . dersi conto di quanto il 'giudizio sia emes-
virtù che non aveva mai posseduto prima. so fra il bene e il male per mezzo dello
· Girolamo, scopo che viene perseguito: su tale base il
Commento su Osea 1, 2 ·matrimonio è distinto dall'adulterio, e
: J;importanza profet~ca della sua /amig/ia (1, 4 - 2, 2) 29

sebbene il rapporto carnale non implichi Gv 12, 3) con unguento pr~zioso come lo
differenze, la differenza emerge dallo sogliono i piedi dei lussuriosi e dei depra-
scopo e dalla legge, e su questa stessa vati, di cui detestiamo i banchetti. Difatti
base ciò che è lecito è distinto da ciò che il buon odore (cf'. 2 Cor 2, 15) rappresen-
è illecito. ta la buona fama, che ciascuno conseguè
Teodoreto di Cirro, con le opere della vita buona mentre è
Commento su Osea 1, 2 incamminato sulle orme di Cristo e ne
cosparge i pie<#_con odore preziosissimo.
La scena . prefigura !'.episodio di In questo modo· èiò che negli altri uomi-
Gesù e la prostituta ni spesso è licenziosità, . nella persona
divina o profetica è segno di una realtà
Così nessun uomo assennato potrà sublime.
credere che i piedi del Signore furono Agostino,
bagnati da quella donna (cf. Le 7, 3 7 -3 8; La dottrina cristiana 3, 12, 18

L'IMPORTANZA PROFETICA DELLA FAMIGLIA DI 0SEA

E il Signore disse a Osea: «Chiamalo Izreèl perché tra poco vendicherò


il sangue di Izreèl sulla casa di Ieu e porrò fine al regno della casa d'Israele.
In quel giorno io spezzerò l'arco d,Israele nella valle di Izreèl».
La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e il Signore disse a Osea:
«Chiamala Non-amata, perché non amerò più la casa d'Israele, non ne avrò
più compassione. Invece io amerò la casa di Giuda e saranno salvati dal
Signore lo'ro Dio; non li salverò con l'arco, con la spada} con la guerra} né
con cavalli o cavalieri».
Dopo aver divezzato.Non-amata} Gomer concepì e partori' un figlio. E il
Signore disse a Osea: «Chiamalo Non-mio-popolo, perché voi non siete mio
popolo e io non esisto per voi C>>.
Il numero degli israeliti' sarà come la sabbia del mare, che non si può
misurare né contare. Invece di sentirsi dire: «Non siete mio popolo», saran-
no chiamàti figli del Dio vivente. I figli di Giuda e i figli d'Israele si riuni-
ranno insieme} si daranno un unico capo e saliranno dal proprio territorio,
perché grande sarà il giorno di Izreèl! (1, 4 - 2, 2) d.
Dio ha rivelato in Osea, sebbene ancora in modo velato, che avrebbe mandato la s.al-"I,
vezza nel mondo attraverso suo Figlio (Ilario). Qui viene proposto che la salvezza non è cli
questo mondo, basato solo sulla saggezza terrena, ma viene da Dio (Novaziano). I giudei

e Nel testo ebraico: «non sono vostro».


d I capitoli 2, 1 e 2, 2 hanno nella Vulgata la numerazione 1, 10 e 1, 11.
30 Osea

furono puniti per aver respinto Cristo, e ciò ha negato loro ogni pace con Dio. Inoltre la
pace appartiene alla Chiesa, il nuovo popolo fatto di servitori leali che sono tornati a Dio
attraverso Cristo (Girolamo). I giudei hanno mostrato di mancare di saggezza nel perdere
la loro pace con Dio, dal momento che hanno rifiutato di bere l'acqua vivente, che è Cristo
(Salviano). Osea ha predetto la salvezza dei gentili, che, dopo essere stati degli esclusi nel-
r antica alleanza, hanno ottenuto pieno accesso al regno. Gli apostoli hanno confermato
questa profezia annunciando l'adozione spirituale dei gentili come figli di Abramo
(Agostino). «E saliranno» viene interpretato come un
riferimento alla risurrezione (Cirillo
di Alessandria).

7
•. Compassione per Giuda che egli è Dio? In effetti, se Dio Padre
·non può salvare se non per mezzo di Dio, '
Dio rivela il suo eterno disegno nessuno può essere salvato da Dio Padre,
se non ha prima riconosciuto che Cristo è
Egli dice ad ·Osea: «Non aggiungerò Dio, nel quale e attraverso il quale il
altro per avere compassione della casa Padre promette di concederci la salvezza
d'Israele, ma come loro avversario mi (cf. At 4, 12).
opporrò a loro. Avrò invece compassione Novaziano,
della casa di Giuda, e li salverò per mezzo La Trinità 12
del Signore loro Dio». Il Padre indubbia-
mente dà il nome cU Dio a suo Figlio, in
cui egli d ha scelto prima delle età eterne. 9
Non-mio-popolo
Per questa ragione dice: «il loro Dio»,
poiché il Dio non nato non è da nessuno, Anche i gentili devono essere salvati
e Dio Padre ci lasciati come eredità a suo
Figlio. Infatti egli proclama pace al suo
Ilario di Poitiers, popolo, ed ai suoi fedeli, ed anche a quel-
Sulla Trinità 4, 37 li che si rivolgono a lui con il loro cuore
(cf. Sal 84, 9). Noto qui una triplice clas-
sificazione: il suo popolo, i suoi leali ser-
Cristo è Dio vitori, e quelli che si rivolgono a lui nella
speranza. Egli proclama pace al suo
Perché, dunque, dovremmo esitare a popolo, non ai giudei dei quali dice in
dire ciò che la Scrittura non esita a dire? Osea: «Voi non siete mio popolo».
Perché la verità della fede dovrebbe Girolamo,
oscillare là dove l'autorità della Scrittura . Omelie sui Salmi 17
non ha mai mostrato dubbi? Infatti ecco
cosa dice il profeta Osea nella persona
del Padre: «Non li salverò con I' arco o Predizione del rifiuto di Cristo da
con la spada, ma li salverò per mezzo del
parte dei giudèi
Signore, loro Dio». Se Dio dice che li sal-
verà per mezzo di Dio e se Dio non salva Questo è il motivo per cui anche
se non per mezzo di Cristo, allora perché altrove il nostro Dio parla della popola-
gli uomini dovrebbero esitare a chiamare zione giudaica al profeta in questi terrni-
Cristo Dio, quando constatano che il ni: «Chiamala "la non-.amata"»; e ancora,
Padre dichiara, attraverso le Scritture, rivolgendosi direttamente ai giudei: «Voi
Il peccato di Israele.e la sua resta~razi~ne (2, 3-20) 31

non siete il mio popolo, e io non sono il ranno i figli di Giuda e i· figli di Israele,
vostro Dio». Il motivo per cui si esprime- stabiliranno per sé un'unica autorità e
va così con loro ce lo fa capire lui stesso lasceranno il proprio paese. Se volessi
chiaramente in un altro passo, là dove spiegare questo. brano, svanirebbe il
dice: Hanno voltato le spalle al Signore, sapore dell'eloquio profetico.
- alla sorgente delle acque vivifkantl (Ger Agostino,
17, 3); e inoltre: Hanno rigettato la parola La città di Dio 18, 28
del Signore e non e'è in essi saggezza alcu-
na (Ger 8, 9).
2
Salviano di Marsiglia, Saliranno dal proprio territorio
Il governo di Dio 4, 4
La comunità della fede «salirà»
2: 1 Figll del Dio vivente «Saliranno dal proprio territorio»,
cioè vivranno anche la vita dei santi,
«poiché grande sarà il giorno di Izreel».
La salvezza dei gentili è stata pre-
In verità grande sarà il giorno di Cristo,
detta quando egli discenderà dal cielo e siede-
Il profeta Osea viene interpretato rà sul suo trono glorioso. E darà a ciascu-
con tant.a maggiore difficoltà in propor- no secondo le proprie opere (cf. Mt 16,
zione alla profondità con cui si esprime. 27). Pertanto, se uno vuole intendere
Ma dal suo libro si deve scegliere qualche «giorno» come il momento della visita-
brano e allegarlo qui secondo la mia pro- zione - quando la remissione dei peccati
messa~ Dice: Avverrà che nel luogo in cui sarà concessa da Cristo ai greci, ai giudei
fu detto loro: Voi non siete mio popolo, e a quanti hanno peccato contro di lui -,
saranno chiamati anche essi figli del Dio questo non si distaccherà dal senso delle
·vivo. Anche gli apostoli interpretarono parole di verità. Infatti anche Davide
questa testimonianza profetica in riferi- indicò il tempo dell'avvento del nostro
mento alla vocazione del popolo dei Salvatore dicendo: Questo è il giorno che
pagani che prima non appartenevano al il Signore ha fatto; rallegriamoci e gioiamo
pop_plo di Dio. E poiché anche il popolo in esso (Sai 117, 24).
dei pagani è spiritualmente tra i figli di Cirillo di Alessandria,
.Abramo e perciò giustamente è chiamato Commento su Osea 1, 9
Israele, perciò continua e dice: Si riuni-

IL PECCATO DI ISRAELE E LA SUA SUCCESSIVA RESTAURAZIONE

Dite ai vostri fratelli e.~ «Popolo mio» e alle vostre sorelle f: <<Amata».: ·\
Accusate vostra madre) accusatela, perché essa non è più mia moglie e
io non sono più suo marito! Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostitu-

e Lezione dei LXX. In ebraico: «fratello».


· f Nei LXX e nella Vulgata: «sorella». ·
32 Osea

zioni e i segni del suo adulterio dal suo petto; altrimenti la spoglierò tutta
nuda e la renderò come quando nacquè e la ridurrò a un deserto, come una
terra arida, e la farò morire di' sete. I suoi /iglt' non li' amerò, perché sono
figli di prostituzione. La loro madre si è prostituita, la loro genitrice si è
coperta.di vergogna. Essa ha detto: «Seguirò i miei amant~ che mi danno
il mio pane e la mia acqua, la mia lana, il mio lino 8, il mio olio e le mie
bevande h». Perciò ecco, ti sbarrerò la strada i di spine e ne cingerò il recf:°n-
to di barriere e non ritroverà i suoi sentieri. Inseguirà i suoi amanti: ma
non li raggiungerà, li cercherà senza trovarli. Allora dlrà: «Ritornerò al
mio marito di prima perperché ero pt'ù felice di ora». Non capì che io le
davo grano, vino nuovo e olio e le prodigavo l'argento e l'oro che hanno
usato per Baal i. Perciò anch~io tornerò a riprendere il mio grano, a suo
tempo, il mio vino nuovo nella sua stagione; ritirerò la lana e il lino che
dovevan coprire le sue nudità. Scoprirò allora le sue vergogne agli occhi dei ·
suoi amanti e nessuno la toglierà dalle mie mani. Farò cessare tutte le sue
gioie, le feste, i noviluni: i sabati: tutte le sue solennità. Devasterò le sue
viti e i suoi fichi: di cui essa diceva: «Ecco il dono che mi han dato i miei
amanti». La ridurrò a una sterpaglia e a un pascolo di animali selvatici. Le
/arò scontare i giorni dei Baal, quando brudava loro i profumi: si adorna-
va di anelli e di collane e seguiva i suoi amanti mentre dimenticava me! -
Oracolo del Signore. Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore. Le renderò le sue vigne k e trasformerò la valle di
Acòr in porta dt' speranza 1. Là canterà come nei giorni della sua giovinez-
za, come quando uscì dal paese d'Egitto. E avverrà z'n quel giorno - oraco-
lo del Signore - mi chiamerai: Marito mio, e non mi cht'amerai più: Mio
padrone. Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baa~ che non saranno più ricor-
dati. In quel tempo farò per loro un.)alleanza con le bestie della terra e gli
uccelli del cielo e con i rettili del suolo; arco e spada e guerra elz'minerò dal
paese; e li/arò riposare tranquilli (2, 3-20) m,
Le parole dell'oracolo di Osea riflettono la frustrazione per un'intimità infranta (Cirillo
cli Alessandria). Gli infedeli e gli scismatici sono come prostitute, che si sono, perdute.
Portano altri alla perdizione con la falsità dei loro dogmi e dei loro dissensi (Agostino).
L'avversità spesso corregge coloro che, come Israele; sono stati sviati da un male (Gregorio

s Nei LXX: «abiti e panni di lino».


h LXX aggiunge: «e tutto ciò che mi conviene».
i Nei LXX e nella Peshitta: «sbarrerò la sua strada».
i LXX: «e le ho moltiplicato oro; ma lei ha fatto [immagini] cli oro e d'argento per Baah>.
k LXX: «possedimenti>>. ·
I LXX: <<le renderò le sue vigne e la valle di Achor per aprire la sua comprensione>>.
m Nella Vulgata la numerazione è 2, 1. -
Il peccato di Israele e la sua restaurazione (2, 3-20) 33

. .
Magn~). ·Coloro che sono stati infedeli verso il Signore e sono poi ritornati a lui devono fare
attenzione ad evitare nuove infedeltà (Origene). Gerusalemme è un'immagine della prosti-
tuta che abbandona la sua condotta di vita, ed in seguito torna al suo primo marito. Ciò rap-
presénta un'immagine profetica del cristiano che torna a sen1re fedelmente il Signore
(Giovanni Cassiano). I veri credenti si tengono lontani dalle prostitute e rimangono fedeli
al loro primo marito, il Signore. Questa è un'esortazione a rimanere fedeli in totale affida-
bilità (Origene). Dio·guida Israele per il suo bene; il deserto lo protegge dai danni (Cirillo
di Alessandria). Dio parla al cuore attraverso la Legge (Giuliano d'Edano, Cirillo di
Alessandria), e garantisce ai suoi una ricchezza celeste ed interiore (Cirillo di Alessandria,
Teofilatto). Israele imparerà la lezione di sofferenza dovuta alla sua apostasia durante la pri-
gionia (Teodoreto di Cirro). Alla fine, tuttavia, tornerà a Dio come nei giorni della sua gio-
vinezza (Cirillo di Alessandria). Gli infedeli sono come una prostituta che ha respinto il suo
sposo, Cristo, mentre la Chiesa è stata cpme la prostituta che abbracciò Cristo (Giovanni
Crisostomo). ·

24
• Non è mia moglie Gli infedeli sono come adulteri
Perciò il profeta prosegue dicendo:
Rottura dell'intimità
Ecco dunque, che io sbarro il suo cam-
Ella non ha preservato l'autenticità mino con pali e sto per porre sulla sua
del sentimento d'amore verso di me, ma via delle spine, e lei non troverà il sentie-
piuttosto ha negato l'intimità ed ha ro. Inseguirà i suoi amanti senza rag-
disprezzato la purezza della comunione giungerli; li. cercherà senza trovarli; e ·
spirituale con me. Né aveva alcuna inten- dirà: andrò e ritornerò al mio marito di
zione di produrre i frutti della mia volontà. prima, poiché stavo meglio allora di
Cirillo di Alessandria, adesso. Quindi, perché non credano che
Commento su Osea 2, 11 i doni posseduti integri dai loro sedutto-·
ri e che provengono dalla vera dottrina,
e coi quali essi attirano la gente alle loro
7
Inseguirà i suoi amanti false dottrine e ai lorò scismi; perché,
ripeto, non credano che siano loro i beni
Gli eretici e gli scismatici che possiedono integri, il profeta ha
aggiunto subito: E lei non ha compreso
Le eresie e gli scismi nascono pro- che sono io che le ho dato il frumento, il
prio così, quando un popolo carnale, che vino e I' olio, e che le ho moltiplicato le
non è fondato sull'amore di Dio, dice: ricchezze; ma essa ne ha fatto vasi d'oro
Andrò dietro ai miei amanti, e con essi e di argento per Baal.
fornica turpemente sia per la corruzione Agostino,
della fede che per l'esaltazione della Sul battesimo 3, 19, 27
superbia. ·Ma alcuni, dopo avere soffertq
le difficoltà, le strettezze e le chiusure
degli insulsi ragionamenti dei loro sedut-
tori, vengono presi dai timori e ritornano
sulla via della pace, per cercare sincera-
mente Dio.
Agostino,
Sul battesimo .3, 19, 27
34 Osea

9
s- Cercare amanti per po.i tornare al primo marito, indubbiamente offenden-
marito di prima do i tuoi amanti con i quali commettevi
adultèrio. Se dunque ora non rimani con
Le .avversità sono spesso un benefiw il tuo marito con tutta la fede e non ti
cio spirituale congiungi a lui con tutto l'amore per le
molte scelleratezze che hai commesso, gli
Le strade degli eletti vengono sbar- sarà sospetto ogni tuo gesto, il tuo aspet-
rate di spine, quando essi incotrano pun- to, il tuo stesso incedere, se sarà un po'
ture dolorose in ciò che bramano su que- troppo trascurato. Non può più vedere in
sta terra. Il Signore ostruisce con barrie- te nulla di lascivo; nulla di dissoluto e di
re le strade di coloro ai quali frappone prodigo. Se appena un po' distoglierai gli
ostacoli nella realizzazione dei loro desi- occhi dal tuo marito, subito è necessario
deri. Le anime di costoro cercano i loro ricordarsi del passato. E affinché tu
amanti e non li trovano, quando, seguen- distrugga il passato ed egli possa riporta-
do gli spiriti ·mafigni, non ragghu~gono i re in te fede per l'avvenire, non solo tu
piaceri di questo mondo che desiderano. non devi compiere niente di impudico,
Ma è bello ciò che subito l'anima aggillii- ma nemmeno pensarlo.
ge in seguito all'ostacolo incontrato: «Ri- Origene,
tornerò al mio marito di prima perché Omelie sull'Esodo 8, 4
ero più felice». Il marito di prima è il
Signore che, infondendo lamore dello
Spirito Santo, ha unito a sé l'anima casta, Un. richiamo al ritorno
e che ogni anima desidera allorquando
trova molteplici amarezze, come tante La parola di Dio espresse elegante-
spine, in quei sentieri che brama nel mente, per mezzo di Osea, questa sua
tempo. Poiché, quando l'anima comincia premura provvidenziale, e lo fece sotto
a sentire i morsi delle avversità nel la figura della infedele Gerusalemme,
mondo che ama, allora più chiaramente tendente a professare con dannosa soler-
comprende quanto si trovàsse meglio zia il culto degli idoli. A queste parole di
con quel primo marito. Spesso l'avversi- lei: «Seguirò i miei amanti, i quali mi
tà corregge quelli che la cattiva volontà danno il mio pane e la mia acqua, la mia
perverte. lana e il mio lino, il mio olio e le mie
Gregorio Magno, bevande», risponde la degnazione di
Commento morale a Giobbe 34, 3 Dio, tendente a procurare più la salvez-
za della città che non a soddisfare i suoi
desideri: «lo sbarrerò la strada e ne cin-
Un invito a ritornare a Dio gerò il recinto di barriere, ed essa non
ritroverà i suoi sentieri. Inseguirà i suoi
Cosl dnque comprendi che molti amanti, ma non li raggiungerà, li cerche-
sono stati gli amanti della tua anima, che rà senza ritrovarli. Allora dirà: Ritornerò
si sono compiaciuti della sua bellezza, e al mio marito di prima, perché ero più
con i quali ha fornicato. Era di loro che felice di adesso».
diceva: «Me ne andrò dietro ai miei Giovanni Cassiano,
amanti, che mi danno il mio vino e il mio Conferenze ai monaci 13, 8, 1
olio», eccetera. Ma ormai è venuto il
tempo in cui dica: «Tornerò al mio primo
marito, poiché per me era meglio allora
. di adesso». Sei dunque ritornata al tuo
Il peccato di Israele e la sua restaurazione (2, 3-20) 35

11 Scoprirò le sue vergogne mento di qualsiasi gioia. [ .. .] E come le


sue vie sono utilmente circondate da
·Non cedere alla negligenza spine, cosicché non possa impadronirsi
I
dei propri amanti, allo stesso modo ella
Q uando lo spirito immondo esce crede - ora che corre a capofitto verso la
dall'uomo, se ne va per luoghi deserti rovina e la distruzione-, di essere porta-
cercando riposo e non lo trova. Allora ta alla deriva dalla misericordia di Dio,
dice: tornerò alla mia casa da cui sono quando è spinta a desiderare la virtù.
uscito. E se arrivando la trova vuota, Avendo ricevuto la luce della conoscenza
pulita e adorna, se ne va e porta con sé di Dio nella mente e nel cuore, come ho
altri sette spiriti peggiori di lui, ed entran- detto, non è più capace di trovare la sua
do in.quella casa vi abita. E così la condi- via di prima.
zione finale di quell'uomo sarà peggiore Cirillo di Alessandria,
della prima (cf. Mt 12, 43-45). Se faccia- Commento su Osea 2, 22
. mo attenzione a queste cose, come pos-
siamo indulgere anche ad una leggera .
negligenza? Giacché lo spirito immondo
ha abitato in noi prima che credessimo,
Il deserto la protegge
· pr~a che giungessimo al Cristo, quando Dal momento che [Israele] è acçessi-
.ancora, come ho detto sopra, l'anima bile come una terra ben irrigata a schiere
nostra_fornicava lontana da Dio e se ne di demoni, [il Signore] promette di trat- ·
stava con i demoni suoi amanti. Ma dopo tarla come un deserto. [. .. ] Egli la
che ha detto: «Tornerò al mio primo mostrerà ai loro desideri come un luogo
marito», ed è venuta al Cristo che al prin- austero, disabitato e privo di acqua,
cipio la creò a sua immagine (Gn 1, 27), cosicché, non trovando un luogo di ripo-
necessariamente lo spirito adultero lasciò so, essi la disprezzeranno e la abbando-
il posto quando vide il marito legittimo. neranno.
Dunque siamo stati accolti dal Cristo e la Cirillo di Alessandria,
riostra casa è stata pulita dai peccati pas- Commento su Osea 2, 22
sati e ornata (cf. Le 11, 25) con gli orna-
menti dei sacramenti dei fedeli, che gli
iniziati conoscono. Ma questa casa non Il cuore e la Legge
merita di avere subito per abitante
Cristo, a meno che la sua vita e condotta Il p·a rlare direttamente al cuore sta
non siano così sante, pure,. irreprensibili, ad indicare la promulgazione della
da meritare di essere Tempio di Dio (cf. 2 Legge, che ha formato i cuori degli ascol-
C.or 6, 16). tatori
Origene, Giuliano d'Eclano,
Omelie sull'Esodo 8, 4 Commento ad Osea 1, 2
•1
' l

16
Dio attirerà a sé Israele Il cuore è consapevole della Legge
Noi che abbiamo Cristo, l'autore
Dio guida Israele sulla retta via
delle cose necessarie che dimorano all'in-
<<Ecco, io la svierò» non da "ciò che è terno del cuore, fummo subito arricchiti
necessario ed utile alla vita... ma dalle con ogni tipo di virtù, e con l'abbondan-
cose vergognose e nocive al raggiungi- te ed inalienabile possesso dei ~oni spiri-
-36 Osea

tuali. [ ... ] Egli promette di parlare al suo La lezione della sofferenza


cuore. Infatti la sinagoga dei giudei, così
come la Chiesa dei gentili, sarà chiamata Come coloro che in quel tempo anti-
alla consapevolezza nel ricevere nella sua co hanno appreso per mezzo della puni-
mente le leggi divine scritte per mezzo zione di Acan (cf. Gs 7) quanto sia grave
dello Spirito. . la trasgressione della Legge, allo stesso
Cirillo di Alessandria, modo costoro giungeranno a comprende-
Commento su Osea 2, 23 re la gravità delle loro trasgressioni attra-
verso la prigionia.
Teodoreto di Cirro,
17
Dio concede possedimenti ad Israele Commento su Osea 2
. ,·

Ricchezze celesti
La conoscenza di Dio da parte
Tutto· ciò che è necessario per la vita d'Israele si rigenererà
e la comprensione della conoscenza di
Dio in Cristo, per mezzo del quale e nel [Israele] sarà umile ed obbediente
quale noi abbiamo visto il Padre, . si è come lo era in principio, quando nacque
arricchito di una speranza che non si alla conoscenza di Dio per mezzo della
affievolisce (cf. 1 Pt 5, 4) - come ho Legge e lietamente accolse il decreto del-
detto, i possedimenti dei santi sono nella 1'adozione divina. Di conseguenza il pro-
gloria, nell'orgoglio dell'adozione, della feta chiama la rigenerazione alla cono-
grazia e del regnare insieme a Cristo stes- scenza di Dio attraverso la Legge «giorni
so: queste sono le ricchezze celesti. [della sua giovinezza]».
Cirillo di Alessandria, . Cirillo di Alessandria,
Commento su Osea 2, 23 Commento su Osea 2, 25

20
Possedimenti interiori Una nuova alleanza
I possedimenti di tutti coloro che Dio accetta i peccatori
sono battezzati in Cristo sono la remissio-
ne dei peccati e le abitazioni celesti, che In modo simile a quelli che antica-
ognuno si procura attraverso la via che mente presero in moglie delle prostitute,
conduce a ciascuna di esse. Infatti ci sono cosl anche Dio accolse presso di sé la
tante vie quante sono le diverse abitazio- natura che si era prostituita. Ed i profeti,
ni. Ma chi commette peccato cessa di fin dall'inizio, dichiarano che questo ha
detenere tali possedimenti ed è privato di avuto luogo nei confronti della sinagoga.
essi, mentre il Verbo divino diviene muto Ma quella sposa fu ingrata verso colui
in lui. Tuttavia, ogniqualvolta [il SignÒre] che era stato suo marito, mentre la
tocca il suo. cuore, parla in ·esso, e poi .gli Chiesa, una volta liberata dai mali ricevu-
dà quei possedimenti da lì, cioè dal ti in eredità dai nostri padri, ha continua-
cuore. Infatti il regno del cielo è dentro to ad abbracciare lo Sposo. .
di noi. Pertanto, o il cuore ci toglie questi ., · Giovanni Crisostomo,
beni, o il . Signor~ ce li concede. Omelie sul Vangelo di Matteo 3, 5
Teofilatto,
Commento ·s.u Osea 2 .
La divina misericordia su Israele (2, 21-25) 37

LA DIVINA MISERICORDIA SU ISRAELE

, Ti/arò mia sposa per sempre) ti/arò mia sposa nella giustizia e nel dirit-
to) nella benevolenza e neltamore) ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu
conoscerai il Signore. E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore - io
risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra ·risponderà con il
grano) il vino nuovo e l)olio e questi risponderanno a Izreèl n. Io li semine-
rò o di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata; e. a Non-mio-popolo ,
dirò: Popolo mio) ed egli mi dirà: Mio Dio (2, 21-25) P.
Dio mostra grande misericordia verso Israele attraverso una relazione che supera la
mera riconciliazione. Questa promessa di unione culmina in una nuova alleanza nella fede
(Girolamo). La grazia di Dio viene estesa ai giudei che si sono allontanati dalla grazia e a
coloro che sono caduti al di fuori della grazia, senza tener conto dell'età. Dio desidera spo-
sare la causa di coloro che sono caduti, siano essi giudei o gentili (Ambrogio). La profezia
di matrimonio era diretta ai . gentili, cioè alla Chiesa, piuttosto che ai giudei (Pietro
. Crisologo). La guerra contro la carne, anche nei sogni libidinosi, fu predetta da Osea con la
promessa di una vittoria risultante in un sonno sicuro (Giovanni Cassiano). Il Dio trino ha
profetizzato che avrebbe chiamato i gentili, e quindi avrebbe esteso la salvezza universal-
mente a tutti i popoli (Ambrogio). I gentili sono il Non-mio-popolo e la Non-amata di cui
parla Osea (Giovanni Crisostomo). I gentili sono ricettori di una grazia in cui mai avrebbe-
ro potuto sperare (Beda). Coloro che hanno pensato di essere il popolo di Dio non lo erano
in realtà, e coloro che non erano il p<;>polo di Dio sono stati proclamati popolo di Dio, cioè
i gentili (Origene). I gentili sono il nuovo popolo scdt<;> da Dio per rimpiazzare il popolo
dell'antica alleanza, come predetto dal profeta (Afraate). ·

2 21 22
• • Ti farò mta nella giustizia e nel vergine in donna- cioè in una non-vergi-
diritto ne. Ma quando Dio si unisce ad una pro-
stituta, la trasforma in una vergine.
Un fidanzamento inusuale Girolamo,
Commento su Osea 1, 2
Quanto è grande la misericordia di
Dio! Una prostituta fornica con molti
amanti, ed a causa del suo crimine è con- Tre tipi di fidanzamento
dannata al supplizio delle bestie. Dopo
essere tornata da suo marito, non si dice In primo luogo [Dio] si fidanzò con
affatto che ella viene riconciliata con lui, lei [Israele] in Abramo (o piuttosto, in
ma piuttosto che viene promessa in Egitto), così da avere una ·sposa etern~ . .' 11
sposa. Ora notate la differenza fr~ l'unio- Poi, sul monte Sinai le diede nel fidanza- .
ne con Dio e l'unione fra esseri umani. . mento l'equità, il giudizio della Legge, e
Quando un uomo si sposa, trasforma una la compassione aggiµnta alla Legge, in

n Cioè: «Dio semina».


0 Nel testo ebraico: «la seminerò». ~
P Nella Vulgata la numerazione è 2, 19-23.
38 Osea

modo che, ovunque avesse peccato, Profezia su Cristo e lo sposo


.sarebbe stata abbandonata .
nella cattività'
e ovunque avesse mostrato pentimento, Occorreva una sposa, affinché già
sarebbe stata ricondotta alla sua patria, allora la Chiesa fosse indicata quale sposa
ed avrebbe ottenuto compassione. [ ... ] di Cristo, secondo quel detto del profeta
Con la sua crocifissione e risurrezione, Osea: «Ti farò mia sposa nella giustizia e
[Gesù] . si fidanza con lei non nell'equità nel diritto; ti farò mia sposa nella miseri-
· della Legge, ma piuttosto nella fede e cordia e nella pietà; ti farò mia sposa
nella grazia del Vangelo. nella fedeltà»; Perciò dice Giovanni: Chi
Girolamo, ha la sposa è lo sposo (Gv 3, 39). E il beato
· Commento su Osea 1, 2 Paolo: Vi ho promessi ad un unico sposo)
per presentarvi quale vergine casta a Cristo
(2Cor11, 2). Veramente sposa quella che
Clemenza e perdono per chi .è caduto col parto verginale rigenera la nuova in-
fanzia di Cristo.
· Saggiamente hai ritenuto di dover Pietro Crisologo,
indagare se in Dio esista una qualche dif- Sermoni 146, 5
ferenza tra l'amore per coloro che hanno
creduto sino dalla fanciullezza e quello :·
per coloro che hanno creduto col progre- I nostri sogni sono in base al nostro
dire della gioventù o di un'età più matu- comportamento
ra. La Scrittura divina, infatti, non ha tra-
scurato né ha lasciato irrisolto anche que- Il sesto grado della castità è quello di
sto problema. Tant'è vero che il Signore non lasciarsi ingannare anche nel sonno
· Dio nostro disse ben a proposito al pro- dalle illusive apparizioni di donne .. In-
feta Gioele: Piangi davanti a me su una fatti, sebbene crediamo che simili fanta-
vergine che si è cinta di sacco per il fidan- sie suggestive non siano soggette a pecca-
zato della sua giovinezza (Gl 1, 8), addo- ti, sono però un indizio di concupiscenza
lorato che la sinagoga :... che in preceden- annidantesi ancora nel fondo dell'animo.
za, dalla sua verginità, era stata promessa Risulta però che una tale illusione possa
al Verbo di Dio - , o almeno l'anima - avverarsi in modi diversi. Infatti, secondo
decaduta dai suoi meriti - , fosse incappa- l'abitudine, secondo cui ognuno, da sve-
ta in un tale intoppo per la scelleratezza glio, è solito operare o pensare, viene ten-
dei suoi peccati da attirarsi l'odio e - resa . tato anche nel sonno. In un modo infatti
spregevole dallà contaminazione dell' em- s'illudono coloro che conoscono l'unione
pietà e dalla sozzura dell'incredulità - carnale, e in un altro modo gli inesperti
essere oggetto di un compassionevole di quell'unione. Questi ultimi, come sono
disprezzo, «profondamente mutata» dal soliti essere turbati da sogni più semplici
fascino di "quella" sposa promessa che e onesti, così pure possono liberarsene
prima aveva meritato di sentirsi dire: «Ti con più facilità e minore fatica. Gli altri
farò mia sposa ·nella fedeltà, nella giusti- . invece sono racchiusi nell'ambito di fan-
zia e nella misericordia». tasmi ben più sordidi e precisi, finché a
Ambrogio, poco a poco la loro mente, pur essendo
Lettere 13, 1 ancora assopiti nel sonno, viene diretta
all'odio di quel piacere, in precedenza da
essi sperimentato, in base, ovviamente
alla,.misura della castità, alla qÙale ognu~
no di ·essi ora è teso, e questo è quello che
La divina misericòrdia su Israele (2, 21-25) 39

viene loro concesso dal Signore come ad popolo, ed amati, e figli di Dio (cf. Rm 9,
· uomini forti, quale altissima ricompensa 26). Infatti anch'essi saranno chiamati,
per i loro sfqrzi, come è detto dal profe- dice, i figli del Dio vivente. Ma se affer-
ta: :<Arco e spada e guerra eliminerò dalla massero che questo fu anche detto a pro-
vostra terra e vi farò dormire tranquilli». posito di quei giudei che credettero,
Giovanni Cassiano, anche in questo caso tali parole risulte-
Conferenze ai monaci 12, 7 rebbero giuste. Se infatti un così grande
cambiamento si verificò in coloro che
dopo aver ricevuto tanti benefici avevano
v Amerò Non-amata indurito il proprio cuore e si erario estra-
niati ed avevano perso la loro coscienza
Predizione della chiamata universa- di popolo, che cosa impedisce che anche
le di tutti i popoli coloro che n·o n si erano estraniati dopo
essere stati condotti a Dio, ma erano ori-
Non solo, dappertutto, una è l'opera
ginariamente estranei a lui, sianÒ chiama-
del Padre, del Figlio e dello Spirito
ti e, qualora obbediscano, siano ritenuti
Santo, ma anche una e medesima è la
volontà, la chiamata, l'insegnamento. degni delle stesse benedizioni?
Questo si può chiaramente vedere nel Giovanni Crisostomo,
grande e salutare mistero della Chiesa . Omelt"e su Romani 16
. Come -i nfatti il Padre ha chiamato le genti
nella Chiesa, dicendo: Chiamerò mio
popolo quella che non era mio popolo, e La conversione dei gentili
mia diletta quella che non era mia diletta, Voi che un tempo ~ravate non-popolo,
· e altrove: La mia casa sarà chiamata casa ora invece siete il popolo· di Dioj vo~ un
di preghiera per tutte le genti (Is 56, 7), tempo esclusi dalla mt'sericordia, ora invece
çosl ançhe il Signore Gesù dice che Paolo avete ottenuto misericordia (1 Pt 2, 10).
è stato da lui scelto per chiamare e radu- Con questi versetti egli indica chiaramen-
nare la Chiesa, come leggi che il Signore te che ha scritto questa lettera a coloro
Gesù ha detto ad Anania: Va', poiché que- che fra i gentili si · erano avvicinati alla
sti ~ per me uno strumento eletto, al fine fede, a coloro che Un tempo erano separa-
dt' portare il mio ,nome davanti' .alle genti ti dal modo di vita del popolo di Dio, ma
(At 9, 15).
che poi, per mezzo della grazia della fede,
Ambrogio,
si erano uniti al sub popolo (cf. E/ 2, 12-
Lo Spirito Santo 2, 10, 101
13), ed avevano ottenuto la ·misericordia
che essi non sapevano come sperare. Egli
desume questi versi dal profeta Osea, che
I gentili sono gli amati predisse la chiamata dei gentili e disse:
Qui per impedire che essi dicano «Chiamerò coloro che non erano il mio
che ci stai ingannando con ragionamenti popolo mio popolo, e coloro che che non .'f
capziosi egli chiama a testimone Osea, il avevano ricevuto misericordia un popolo
quale grida e afferma: «E chiamerò mio che ha ricevuto misericordia. E ciò sarà
popolo coloro che erano Non-mio-popo- nel luogo in cui fu detto: "Non siete il mio
lo». Chi sono dunque il Non-mio-popo- popolo", ed essi saranno chiamati figli del
lo? Certamente i gentili? E chi sono i Dio vivente» (Os 1, 9 Vulgata).
Non-amato? Di nuovo gli stessi gentili. Beda, Commento
Tuttavia, egli dice, diverranno subito sulla Prima lettera di Pietro 2, 10
40 Osea

Predizione della Chiesà Libero dai regni terreni


Per quelli che ascoltano, se fanno ciò Ed il popolo santo ereditò un regno
che .è stato comandato, vi è poi una pro- eterno; il popolo santo che fu scelto al
messa di Dio che dice: E voi mi sarete posto del popolo. Infatti egli li rese gelo-
popolo e io vi sarò Dio (Ger 11, 4). Non si con un popolo che non è popolo. E li
chiunque dice di essere "popolo,, di Dio irritò con una nazione stolta (cf. Dt 32,
è "popolo" di _Dio. Infatti que]Jo che 21). In verità, anche se uno ha servito i
asseriva di essere "popolo" di Dio si è pagani, appena si avvicina all'alleanza di
sentito dire: «Non popolo mio voi», nel Dio viene liberato. I gentili sono il nuovo
versetto: «Poiché voi non siete mio popo- popolo eletto da Dio per rimpiazzare il
lo», e. fu detto a quel popolo: «Non popolo dell'antica alleanza come predet-
popolo mio», ma poiché questo popolo to dal profeta. ·
fu chiamato di rtuovo "popolo'', poiché Afraate,
«essi mi hanno reso geloso per un non Dimostrazioni 5, 23
dio» - parla dei primi -, mi hanno fatto
adirare con i loro idoli e io li renderò
gelosi per una non gente, per una gente
insensata lt'farò adirare (Dt 32, 21).
Origene, '
Omelie su Geremia 9, 2

LA RES,TITUZIONE DI GOMER

. Il Signore mi disse ancora: «Va', ama una donna che è amata da un


altro ed è adultera; come il Signore ama gli israeliti ed essi si rivolgono ad
altri dèi e amano le schiacciate d'uva». Io me l'acquistai q per quindici
pezzi d'argento e una misura e mezza d'orzo r e le dissi: «Per lunghi gior-
ni starai calma con me; non ti prostituirai e non sàrai di alcun uomo; così
anch'io mi còmporterò con te. Poiché per lunghi giorni staranno gli israe-
liti senza re e senza capo, senza sacrificio e senza stele, senza e/od e senza ·
terafim. Poi torneranno gli israeliti e cercheranno il Signore loro Dio, e
D~vide loro re·e trepidi si volgeranno al Signore e ai suoi beni, alla fine
dei giorni>> (3, 1-5).
La prostituta con cui si unì Osea è un'anticipazione profetica dei gentili acquistati nella
nuova alleanza (Ambrogio). I giudei ora soffrono, privati della speranza e dd culto del

q LXX: <<l'assunsi come salariata>>.


r LXX aggiunge: «ed un otre di vino».
La restituzione di Gomer (3, 1-5) 41

Tempio, ma saranno salvati alla fine, quando sarà compiuto il tempo dei gentili (Girolamo).
La manna dal cielo è data ai cristiani nel giorno del Signore, non durarìte il Sabato giudai-
co. Questo è un chiaro riferimento all'Eucaristia. La profezia, secondo cui non ci sarebbe-
ro ,stati ,più re, altare, vittoria o sacerdozio, si è compiuta nella distruzione del Tempio.
Questo indica che Dio intendeva rivolgersi ai gentili (Origene). Qui viene promessa la futu-
ra salvezza dei giudei, poiché Cristo è il re Davide predetto per la salvezza dell'umanità, e
specialmente della casa d'Israele (Agostino).

32
• Gomer redenta soppiatto nella Chiesa, sarà salvo anche
lui.
Il prezzo dell'acquisto Girolamo,
Lettere 123, 12
Questi sono i sette e otto con i quali
Osea dice di aver compl'.ato, per questo
numero, ed aver conseguito la pienezza 4
Senza re o sacrificio
della fede, dal momento che tu puoi leg-
gere: «Ed io andai e la comprai per quin- Confronto fra il giorno del Signore
dici pezzi d'argento e per una misura di ed il sabato
orzo e per mezza misura di orzo, ed
anche per una misura di vino». Il Signore · Mi chiedo dunque in qual giorno la
gli aveva detto in precedenza di compra- manna abbia cominciato ad essere donata
re una prostituta, e questa è la prova che dal cielo e voglio mettere a confronto la
la comprò, dal momento che dichiara nostra domenica con il sabato dei giudei.
quanto la pagò. I quindici pezzi d'argen- Infatti dalle divine Scritture appare che fu
to consistono di sette e otto. in giorno di domenica che fu data per la
Ambrogio, prima volta la manna sulla terra. Se infat-
Lettere 50 ti, come dice la Scrittura, si raccolse per
sei giorni continui e al settimo giorno che
è il sabato cessò, senza dubbio il suo ini-
M6lti giorni necessari per il ritorno zio fu dal giorno primo, che è la domeni-
ca. Che se risulta dalle divine Scritture
E che dire di quella dissoluta di cui che Dio fece piovere di domenica la
parla il profeta? È una similitudine che manna, e non piovve al sabato, compren-
sta ad indicare o la Chiesa, divenuta dano i giudei che già allora fu anteposta la
comunità di gentili, oppure - questo nostra domenica al sabato giudaico, già
senso è più in armonia con il contesto - la allora fu segnalato che nel loro sabato non
·sinagoga. Essa in un primo tempo, fu for- discendeva ad essi dal cielo alcuna grazia
mata da Abramo e Mosè con elementi di Dio, che non veniva loro alcun pane
idolatrici, e ora, dopo essere caduta in celeste, che è la parola di Dio. Dice infat-
adulterio per aver rinnegato il Salvatore e ti in un altro luogo il profeta: <<Per mohii
dopo essere rimasta per moltissimo giorni resteranno i figli d'Israele senza re,
tempo priva di altare, di sacerdoti e di senza principe, senza profeta, senza vitti-
profeti, sta aspettando di ritornare a vita ma, senza sacrificio, senza sacerdote».
comune col suo primo Sposo, in modo Invece nella nostra domenica il Signore
che Israele al completo, una volta che la sempre fa piovere la manna dal cielo.
massa dei gentili sarà entrata .come di Origene, Omelt'e sull1Esodo 7, 5
42 Osea·

Profezia sulla salvezza per i gentili gentili. E questo sembra essersi compiuto
evidentemente nella moltitudine di colo-
Invero si compì la profezia che aveva ro che hanno creduto in Dio per mezzo
annunciato: «l figli d'Israele vivranno di Cristo dalle diverse nazioni.
molti giorni senza un re o un principe. Origene,
Non ci saranno vittime, né altari, né I principi 4, 1, 3
sacerdozio, né risposte». Queste testimo-
nianze, di conseguenza, le usiamo contro
èoloro che presumono di pÒter affermare 5
I figli d'Israele tornano
che ciò che viene detto da Giacobbe nella
·Genesi si riferisca a Giuda (cf. Gn 49, Ritornando dal Signore
10). Essi dicono che resta ancora un prin-
cipe della razza di Giuda - quello cioè Ma ascoltiamo quel che aggiunge
che è principe della loro nazione, il quale [Osea]: Poi ritorneranno i figli d'Israele e
definiscono patriarca - e che non può cercheranno il Signore loro Dio e Davide
venire a mancare un capo di tale proge- loro re e alla fine dei tempi rimarranno
nie, il quale rimarrà in carica fino all' av- attoniti nel Signore e nella sua bontà.
vento di quel Cristo che essi immaginano Questa profezia è molto esplicita se si
. secondo il loro ideale. Ma le parole del intende che col nome del re Davide è
profeta sono vere, quando egli dice: «I stato indicato il Cristo perché, come dice
figli d'Israele vivranno molti giorni senza l'Apostolo, è venuto al mondo dalla stir-
un re o un principe. Non ci saranno vitti- pe di Davide secondo la carne (cf. Rm 1,
me, né altari, né sacerdozio, né risposte», 3). Questo profeta ha preannunciato
poiché, dopo la distruzione del Tempio, anche che al terzo giorno sarebbe avve-
le vittime non vengono offerte, nessup nuta la risurrezione di Cristo come con-
altare è trovato, e non esiste alcun sacer- veniva che con sublime stile profetico
dozio. Così è del tutto veritiero che, fosse preannunziata.·Dice: Dopo due gior-
come sta scritto, i principi hanno lasciato ni ci ridarà la vita> al terzo risorgeremo (Os
Giuda, fino al giorno dell'arrivo di colui 6, 2). In ·questo senso ci dice l'Apostolo:
per il quale il posto di capo è stato riser- Se siete risorti' con Crùto cercate le cose di
vato. Dunque è stabilito che egli sia giun- lassù (Col 3, 1).
to da colui che ha riservato tale posto per Agostino,
lui, e nel quale risiede l'aspettativa dei La città di Dio 18, 28

LE AçCUSE DIVINE CONTRO ISRAELE

Ascoltate la parola del Signore} o israeliti: poiché i/Signore ha un pro-


cesso con gli abitanti del paese. Non c'è infatti iincerità né amore del pros-
simo, nè conòscenza di Dio nel paese. Si giura, si mentisce, si uccide} si ruba,
si commette adulterio, si/a strage se si versa sangue su sangue. Per questo
s La frase «si fa strage» è solo attestata nella traduzione CEI. L'orig~ale ebraico scrive: <<la calun-
nia, fa menzogna, l'omicidio, il furto e l'adulterio hanno straripato». LXX: «la calunnia, la menzogna,
l'omicidio, il furto e l'adulterio si sono diffusi sulla terra». -
Le accuse divine contro Israele (4~ 1-8) 43

è t'n lutto il paese e chiunque vi abita langue insieme con .gli' animali della
terra t e con gli uccelli del cielo; perfino t' pesci del mare periranno.
Ma nessuno accusi: nessuno .contestl· contro di te} sacerdote u} muovo
t dccusa. Tu inciampi di giorno e il profeta con te inciampa di notte e fai
perire tua · madre v. Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza.
Poiché tu rifiuti la conoscenza} rifiuterò te come mio sacerdote; hai dimen-
ticato la legge del tuo Dio e io dimenticherò i tuoi figli. Tutti hanno pecca-
to contro di me; cambierò la loro gloria in vituperio. Essi si nutrono de/pec-
cato del mio popolo e sono avidi della sua iniquità (4, 1-8). ·
La protratta durezza di cuore del popolo dell'alleanza fu ripetutamente dimostrata fra
gli antichi giudei. Il pentimento è un requisito tanto necessario nella nuova alleanza quanto
era indispensabile nell'antica (Cirillo di Alessandria). Israele viene paragonato ad un sacer-
dote disonorato. L'incespicare del popolo è come quello di uno che si trovi nelle tenebre
(Teodoro di Mopsuestia). Tuttavia la sua condanna è solo temporanea (Cirillo di Ales-
sandria). La madre della notte è Maria, attraverso la quale Cristo è venuto alla luce. Inoltre
Gesù è nato di notte ed è risorto di notte (o all'alba). La donna e l_a notte sono paragonate
al peccato, in contrasto con coloro che vivono nella luce (Agostino). La madre del popolo è
la sinagoga {Teofilatto). I sacerdoti erano soliti consumare le vittime dei sacrifici, consuman-
do così i peccati del.popolo (Cirillo di Alessandria), ed approvandoli (Girolamo). Cristo è
il s~crifido supremo, che divora continuamente il peccato per mezzo della sua grazia salvi-
fica, e che è ora mediato attraverso il suo sacerdozio. Il sacrificio di purificazione per il pec-
cato è ora perpetuamente offerto dai sacerdoti nel sacrificio dell'Eucaristia (Origene).

2
"· Rompono ogni' fretJO figli e le loro figlie a/demoni (Sa! 106, 37).
Non facevano che malauguri, venefici e
Nessun pentimento divinazioni: Legavano le loro vesti con
corde e ne facevano veli da stendere presso
\ Dopo Mosè furono inviati a curare ogni altare (Am 2, 8).
Israele i profeti, ed essi esercitarono la Cirillo di Gerusalemme,
loro missione di medici, ma non riusciro- Le catechesi 12, 6
no a vincere le malattie. Uno di essi ebbe
a dire: Ahimè, l'uomo pio è scomparso
dalla terra, non e'è più un giuJto fra gli 4
Dz°Jputa con il sacerdote
uomini (Mie 7, 2). E-un altro: Tutti hanno
traviato, sono tutti' corrott~· più nessuno fa Israele è come un .sacerdote com-
il bene, neppure uno (Sal 14, 3). Altri
promesso
ancora: Si maledice, si ruba, si commette
adulterio, si fa strage e si versa sangue Il mio popolo è come un sacerdot~
sulla terra (Os 4, 2); Immolarono i loro che si è compromesso. Egli è cadut? dalla

t LXX aggiunge: «e le cose striscianti della terra».


u Il significato del testo ebraico è incerto.
v LXX: <<ho paragonato tua madre alla notte».
44 Osea

sua dignità precedente e non appare di notte e anche col risorgere di notte. La
degno per alcuna ragione, proprio come luce [che sorge] dalle tenebre è Cristo
un sacerdote che cade nella controversia [che viene] dai giudei, ai quali è detto: La
verrebbe messo da parte e disonorato da vostra madre è simile alla notte. Però tra
tutti: Ed egli sarà debole di giorno in queJla gente, che era simile _alla notte,
giorno. Diverrà debole sempre di più a notte non fu la vergine Maria, che anzi fu
causa dei mali che arrivano. la stella della notte; perciò ad indicare il
Teodoro di Mopsuestia, suo parto fu una stella la quale condusse
Commento su Osea 4 la remota notte, ossia i Magi dell'Oriente,
ad adorare la -luce; e così anche per que-
sti si adempi il detto che dalle tenebre
l
5
Tu inciampi di giorno splendesse la luce. ·
Agostino,
Inciampare come di notte Discorsi 223D, 2
Molti di coloro che in primo luogo
fecero uso di false predizioni per ingan- Riferimento al peccato
narti diverranno anch'essi deboli a causa
delle calamità che li trattengono. Come Per tuo·ordine dura il giorno (Sal 118,
se fossero avvolti in una specie di tenebra 91). Tutte queste cose sono il giorno: il
notturna, essi vedono il risultato dell'in- giorno che il-Signore ha fatto. Esultiamo e
ganno, che fu inutile per loro stessi. rallegriamoci finché dt1.ra (Sal 117, 24), e
Teodoro di Mopsuestia, camminiamo nell'onestà, come chi· è nel
Commento su Osea 4 giorno (Rm 13, 13}. Tutte le cose infatti
sono al tuo servizio. Tutte le cose, cioè le
cose di cui ha parlato, tutte queste cose,
Il giudizio è temporaneo riferentisi al giorno, sono al tuo servizio.
Non ti servono. invece gli empi, di cui è
Si dice che Israele sarà debole non detto: Ho paragonato la vostra madre alla
per sempre ma per giorni. Infatti gli è notte.
stato riservato un tempo di salvezza e di Agostino,
ritorno alla fede. Esposizioni sui Salmi 118, 91
Cirillo di Alessandria,
Commento su Osea 3, 37
La sinagoga è la "Madre"
Una stella della notte La madre del popolo è la .sinagoga,
che - dal momento che è coperta dalle
Ci sarà anche per noi, passata la tenebre dell'ignoranza e non ha ricevuto
notte di questo secolo; la risurrezione lo splendore della conoscenza di Dio -
della carne verso il regno, il cui modello è può essere paragonata alla notte.
già stato presentato nel nostro capo. E di Teofilatto,
notte volle il Signore proprio . perché, Commento su Osea 4
come dice lApostolo: Di9 che disse:
Dalle tenebre splenda la luce,. ha fatto bril-
lare la sua luce nei nostri cuori (2 Cor 4,
6). Lo splendere della luce dalle tenebre
il Signore lo ha simboleggiato col nascere
La punizione divina per l'idolatria (4, 9-19) 45

8 Si nutrono del peccato Cristo il sacerçlote. divora i nostri


peccati
Mangiano le offerte La parola ha un significato più ardi-
Erano soliti sacrificare capri per i to, se tuttavia ·il vostro ascolto vuole
loro peccati; per questa ragione il sacrifi- seguirmi. Qual è la "vittima" offerta "per
cio era chiamato peccato. Offrendo un i peccati e santissima", se non l'Unigenito
capro sull'altare, i sacerdoti, nel tempo Figlio di Dio (Gv 3, 18), il mio Signore
opportuno, erano soliti prendere gli inte- Gesù Cristo? Lui solo è vittima per i pec-
stini ed il lardo, ed essi mangiavano il cati (Lv 6; 25), lui solo è <<Vittima santissi-
resto. Questo fu ordinato dalla legge divi- ma». Ma l'aggiunta: Il sacerdote che·Foffre
na (cf. Lv 3, 3). [ ... ] «Essi mangiano i la mangerà (Lv 6, 26) sembra difficile a
peccati del mio popolo» significa che essi . comprendersi. Giacché quel che dice di
mangiano le offerte portat('.! per espiare i mangiare, sembra riferirsi al peccato;
peccati. · come anche altrove il profeta dice dei
Cirillo di Alessandria,. sacerdoti: «Mangeranno i peccati del mio
Commento su Osea 3, 40 popolo». Ragion per cui anche qui
mostra che il sacerdote deve mangiare il
peccato dell'offerente. Più volte abbiamo
I sacerdoti approvano i peccati mostrato sulla base delle divine Scritture
che Cristo è sia la vittima offerta per il
H sacerdoti] fanno celebrazioni sui peccato del mondo, sia il sacerdote che
peccati del mio popolo, approvando i cri- offre la vittima.
mini dei peccatori. Infatti quando li Origene,
vedono peccare, non solo non li ripren- Omelie sul Levitico 5, 3
dono, ma li lodano e li esaltano anche,.
· chiamandoli fortunati.
Girolamo,
Commento su Osea 1, 4

LA PUNIZIONE DIVINA PER L'IDOLATRIA

Il popolo e il sacerdote avranno la stessa sorte; li punirò per la loro w


condotta, e li retribuirò dei loro misfatti. Mangeranno, ma non si sazieran-
no, si prostituiranno, ma non avranno prole, perché hanno abbandonato il
.Signore per dar~i alla prostituzione.
. Il vino e il mosto tolgono il senno. Il mio popolo consulta il suo pezzq
1
di legno e il suo bastone gli dà il responso, poiché uno spirito di prostitui'io2'
ne li svia e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio. Sulla cima dei

w LXX: «<la sua».


46 Os.ea

monti fanno sacrifici e sui colli bruciano incensi sotto la querela, i pioppi x
e i terebinti: perché buona è la loro ombra. Perciò si prostitut'scono le vostre
figlie e le vostre nuore commettono adulterio. Non punirò le vostre figlie se
si prostitut'scono, né le vostre nuore se commettono adulterio; poiché essi
stessi si appartano con le prostt'tute e con le prostitute sacre offrono sacrifi-
ci> un popolo, che ·non comprende, va a precipizio.
Se ti prostituisci tu, Israele, non si renda colpevole Giuda. Non andate
a Gàlgala, non salite a Bet-Avèn, non giurate per il Signore vivente. E poi-
ché come giovenca ribelle si ribella Israele, forse potrà pascolar/o il Signore
come agnello in luoghi aperti? Si è alleato agli idolt' Efraim, si accompagna
ai beoni Y; si son dati alla prostituzione, han pre/erlto il disonore alla loro
gloria Un vento li travolgerà • con le sue ali e si vergogneranno dei loro
2• 0

sacrifici ab (4, 9 ~ 19).


Coloro che trascurano i loro doveri spirituali restano presi negli interessi terreni
(Gregorio Magno). I pensieri sono soggetti al giudizio divino proprio come le azioni (Cirillo
di Alessandria, Teofilatto), ed il grado di punizione, cui saranno sottoposti coloro che hanno
avuto tili pensieri, sarà conforme al grado in cui avranno realizzato i · propri desideri
(Giuliano d'Eclano)~ L'insaziabilità d'Israele ·risulta nella sua prigionia (Cirillo di Ales-
sandria). Il desiderio è insaziabile, ma la rettitudine soddisfa (Girolamo). I capi d'Israele
ingannano il popolo poiché promuovono l'errore, piuttosto che correggerlo (Cirillo di
Alessandria). La tentazione continua anche fra i santi (Atanasio). Il ricorso agli astrologi è
paragonato ad una fornicazione spirituale (Giovanni Cassiano) . L'infedele sinagoga è para-
gonata allo spirito di prostituzione (Girolamo). La prossima generazione non avrà bisogno
di essere punita direttamente, poiché sarà sufficiente che mieta i cattivi effetti del peccato
dei suoi padri (Cirillo di Alessandria). La pazienza di Dio riguardo all'idolatria ha i suoi limi-
ti (Origene). La resistenza dei giudei alla rivelazione viene paragonata ad un'ostinata gioven-
ca (Giovanni Crisostomo). Coloro che hanno abbandonato Dio si sono dati ad una prosti-
tuzione spirituale (lsho'dad di Merv).

49
• Punizion~ dei peccati ri, desideriamo i beni di questa vita e cer-
chiamo con forte impegno di afferrare la
A ·somiglianza del popolo sarà il gloria umana. .Siccome abbiamo potere
sacerdote · sugli altri, ci arroghiamo maggior diritto
di fare ogni cosa, trasformiamo in motivo
Non cerchiamo affatto il bene delle di ~bizione il ministero ricevuto per
anime, curiamo ogni giorno i nostri affa- fare del bene, abbandoniamo la causa di

x LXX: «il pioppo bianco».


Y Il significato del testo ebraico è incerto.
z Il significato del testo ebraico è incerto.
a:i In ebraico: <<la travolgerà».
ab Nei LXX e nella Peshitta: «altari».
La punizione divina per l't"dolatria (4, 9-19) 47

Dio e ci diamo agli affari terreni: ricevia- provocato con i pecc~ti, saranno riempi-
mo un compito sacro e ci facciamo tra- te, per cui il popolo potrà sperimentare
volgere dagli impegni mondani. Si adem- nelle punizioni ciò che ha ottenuto con i
pie, in verità, in noi quel che sta scritto: suoi [illeciti] desideri.
«E a somiglianza del popolo sarà il sacer- Giuliano d'Eclano,
dote». Il sacerdote, infatti, non si distin- Commento ad Osea 1, 4
gµe dal popolo quando non si pone al di
sopra dei comportamenti comuni con i
10
meriti della vita. Non si sazieranno
Gregorio Magno,
Omelie sui Vangeli 1, 17, 14 Mangiare senza soddisfarsi
Si sono salvate delle vestigia di
Israele. Dal momento che il giudizio non
Israele ha deviato dalla retta via è rivolto interamente ai sacerdoti, egli
Apparentemente egli chiama «vie» le aggiunge: «Mangeranno, ma non si sazie-
loro azioni, e <<misfatti>> le colpe commes- ranno». Questo indica sia l'emigrazione e
se con pensieri oltraggiosi. Poi, egli dice, la cattività per quei capi d'Israele, sia la
(Israele] non ha proceduto rettamente, desolazione, a causa di Cristo, della
avendo deviato dalla retta via. Come se Giudea per mano dei romani. [. .. ] Infatti
. marciasse sul sentiero di ogni profanazio- . solo pochissimi degli israeliti, portati
ne, hà escogitato le cose più vergognose allora in Assiria e in Media da Shalm-
ed assurde, disonorando il Dio di ogni aneser e da Tiglath-Pileser III, furono in
cosa abbandonandosi all'idolatria. grado di offrire ai sacerdoti le cose pre-
Cirillo di Alessandria, scritte dalla Legge.
Commento su Osea 3, 41 Cirillo di Alessandria,
Commento su Osea 3, 42

Punizione per azioni e pensieri


La giustizia soddisfa, non il desiderio
Chiamando le azioni «vie» egli dice:
«Porterò loro· tutto il giudizio e la puni- Il desiderio .è insaziabile, e più è sen-
zione per le loro azioni. E punirò non tito, più crea in coloro che ne godono un
solo le azioni, ma anche le "sue" delibe- inappagato appetito. Al contrario: Beati
. razioni», cioè del popolo. Infatti subire- e
quelli che hanno fame sete cj,ella giusti-
mo una punizione non solo per le nostre zia) · perché saranno saziati (Mt 5, 6).
azioni, ma anche per i nostri pensieri . Infatti la giustizia soddisfa, mentre la
oltraggiosi. malvagità - poiché non ha sostanza -
Teofilatto, inganna con la frode coloro che nutre di
Commento su Osea 4 cose vane~ e lascia vuoto lo stomaco di
coloro che hanno fame. «Si sono prosti-
tuiti continuamente». Nella fornicazionéf1
La punizione è proporzionale alla sono rimasti senza forze, e tuttavia I'ar-
trasgressione dente desiderio della fornicazione non ha
s~ste. Le dieci tribù si prostituirono con
Quando, dice il profeta, il giudizio · gli idoli di Geroboamo, figlio di Nabot.
della vendetta comincerà ad agire, queste · Girolamo,
misure di sofferenza, che [Israele] ha Commento su Osea l, 4
48 Osea

I capi spirituali devono restare vigili osservato salutarmente, secondo il sem-


plice suono delle lettere, dall'uomo anco-.
«Si sono dati alla prostituzione»
ra in pr:eda alle passioni vergognose. Ma
significa che [i capi d'Israle] si prepara-
da colui che già si è svincolato da questa
rono-a preservare l'errore per coloro che
condotta limacciosa e dalle affezioni
erano sotto la loro autorità. Al contrario
impure, questo precetto sarà osservato
essi av.['.ebbero dovuto liberarsi e gettare
con criterio spirituale, in modo da aste-
l'errore lontano da loro. Infatti è la vigi-
nersi non solo dal culto degli idoli, ma
lanza dei maestri che deve con impegno
anche dalle superstizioni praticate dai
togliere ciò che nuoce al popolo, e ,allon-
. gentili, quindi dagli àuguri, dalle divina-
tanare senza esitazioni ciò che è odioso a
zioni, dall'osservanza di tutti i segni, dei
Dio. Rifiutando di fare ciò, consentono
giorni e dei tempi; e questo in modo che
alle opere dell'errore di restare e cU con-
servarsi. egli non si lasci compromettere dalle con-
getture derivate da certe parole e da certi
Cirillo di Alessandria,
nomi, aventi per fine di guastare la since-
Commento su Osea 3, 43
rità della nostra fede. Si dice infatti che
anche Gerusalemme si è macchiata per
12
Uno spirito di prostz'tuzione tale fornicazione, essendosi prostituita in
ogni luogo elevato e sotto ogni albero
verde (d. Ger 3, 6). Anche il Signore le
Come lo spirito di prostituzione
rinfaccia questa colpa, dicendole per
tentò Antonio ·
mezzo del profeta: Si presentino e ti salvi-
Poi Antonio chiese: «Chi sei tu che ·no gli astrologi che osservavano le stelle, e
mi dici tali cose? E subito [il demonio] ti pronosticavano ogni mese, osservandole,
pronunciò un odioso discorso: "Io sono quello che ti sarebbe accaduto (Is 47, 13).
un amante della fornicazione; io mi sono Anche altrove il Signore accusa il suo
iplpegnato ad _µttrappolare i giovani ed a popolo di fornicazione, dicendo: «Uno
spingerli ad essa, e sono chiamato spirito spirito di fornicazione li ha ingannati, ed
della fornicazione. Quanti ho ingannato · essi si sono prostituiti, allontanandosi dal
che volevano essere casti! Quanti che . loro Dio».
praticavano la temperan~a ho persuaso a Giovanni Cassiano,
cambiare per mezzo delle mie seduzioni! -Conferenze ai monaci 14, 11
I sono colui a causa del quale il profeta
rimprovera quelli che sono caduti, dicen-
do: uno spirito di prostituzione li svia, L'empio non può convivere con il .
poiché a causa mia sono caduti in errore. santo
Io sono colui che spesso ti ha turbato, ma
che tu hai sempre sconfitto"». C'era là uno spirito inunondo, che
Atanasio, prima era stato nella sinagoga, che li
Vita di sant'Antonio 6 aveva portati all'idolatria, uno spirito a
proposito del quale sta .scritto: «Siete
stati sedotti dallo spirito della fornicazio-
La ?ivi.nazione equiparata alla forni- ne». Questo spirito era uscito dall'uomo
cazione indemoniato, e vagava per il deserto cer-
. c~do riposo, ma non riusciva a trovarlo;
Così è scritto nella Legge: Non forni-· allora prese con sé altri sette demoni e
care (Es 20, 14). Questo precetto viene tornò nella sua vecchia dimora (cf. Mt 12,
La punizione divina per !)idolatria (4, 9-19) 49

43). Ebbene, simili spiriti erano ora nella Condat)na della mancanza di corre-
sinagoga e non potevano sopportare la zione
presenza del Salvatore. Quale armonia
c'è: tra Cristo e Belial? (cf. 2 Cor 6, 15). Senti quel che dice m_ediante il pro-
Non potevano stare insieme, Cristo e feta: dopo aver enumerato le molte scel-
Belial. E c'era nella loro sinagoga un leratezze che il popolo aveva commesso,
uomo posseduto dallo spirito immondo aggiunge anche: <<Per questo - dice - non
che gridò dicendo: «Che 'abbiamo noi a visiterò le vostre figlie nelle loro fornica-
che vedere con te?» (cf. Mc l, 23-24). zioni, né le vostre nuore nei loro adulte-
Colui che dice «che abbiamo a che vede- ri>>. Questo è terribile, questo 'è il culmi-
re con te» è uno solo, ma parla a nome di ne, quando ormai non siamo più corretti
parecchi. Nel momento in cui è vinto, per i peccati, e se non siamo più castigati
capisce che anche quelli che stanno con se cadiamo. Allora infatti, quando andia-
lui sono sconfitti. mo al di là della misura del peccato, il
Girolamo, -Commento "Dio geloso" distoglie da noi la sua gelo-
al Vangelo di Marco II, 1, 13-31 sia, come ha detto sopra: La mia gelosia ti
sarà tolta, e non mi adirerò più a tuo
riguardo (Ez 20, 5). Questo riguardo alla
14
La rovina di un popolo parola: Dio geloso (Es 20, 5).
Origene,
I figli d'Israele Omelie sultEsodo 8, 5

A causa delle sventure della guerra e


delle afflizioni della prigionia sembra giu- 16
Può nutrirli il Signore?
sto che tutto ciò che accadrà sia predetto
ai peccatori. Infatti coloro che una volta Dopo esserci ingrassati, rifiutiamo
catturarono e sconfissero altri si compor- la disciplina
teranno con i prigionieri a loro piacimen-
to, facendo uso del potere senza freni ed Qual è la causa di questa durezza?
attaccando senza vergogna chiunque vor- Essa deriva dalla ghiottoneria e dal-
ranno, senza prendere in considerazione . . l'ubriachezza. Chi lo dice? Mosè stesso.
~a Legge e ciò che è più appropriato. Israele i ha mangiato e si è riempito, e
Saranno induriti e crudeli nei cuori, e l'amato si è ingrassato ed è diventato irre-
rifiuteranno di astenersi da qualsiasi quieto (cf. Dt 32, 15). Quando gli anima-
forma di abiezione. Pertanto egli ha li bruti si nutrono da una mangiatoia
mostrato chiaramente che i figli più pic- ricca, s'ingrassano e diventano più ostina-
coli saranno esposti al nemico a causa ti e difficili da governare; non sopportano
dell'insulto e del comportamento disono- più, né il giogo, né le redini, né la mano
revole dei fornicatori. del carrettiere. Allo stesso modo il popo-
Cirillo di Alessandria, lo giudaico fu spinto all'estrema malvagi-
Commento su Osea 3, 46 tà dalla sua ubriachezza e grassezza.-Essi
recalcitrarono e non riuscirono ad acc·e( \
tare il giogo di Cristo. E non riuscirono a

1 Giovanni Crisostomo legge «Israele» al posto di «Giacobbe» come nel testo dei LXX.
50 Osea

tirare l'aratro del suo insegnamento. Un Scrittura - prenderà del!'acqua da un vaso


altro profeta accennò a questo, quando d'argilla, e getterà un po' di polvere del
disse: Israele è ostinato come una gioven- suolo nel!'acqua, e porrà la donna davanti'
ca ribelle. a Dio e la farà giurare (Nm 5, 17-19). Se è
Giovanni Crisostomo, innocente, resterà incolume e sarà ancora
Contro i cristiani giudaizzanti 1, 2, 5 fertile e concepirà; altrimenti sarà dila-
niata. Ma nel frattempo Dio minaccia:
19
Devasterò Gerusalemme, e non ci sarà
La vergogna dei loro altari più alcuna delle istituzioni a cui tenevate, \
poiché ogni cosa nel Tempio sarà bandi-
Baciando il vitello ta e data via. Una nazione che non com-
Le parole: «Non visiterò le vostre prende ha baciato la donna di prostitu-
figlie quando si prostituiscono», cioè: zione, cioè: questo popolo, che è cieco e
quando una donna è accusata di adulterio non si rende conto di chi sia Dio, che vive
e non c'è alcun testimone, ella farà - dice e dimora fra di loro, preferisce adorare
la Scrittura - la sua offerta di farina d' or- gli idoli piuttosto che Dio. Bacia stupida-
zo, e non verserà olio o incenso (Nm 5, 11- mente i vitelli e si dà alla prostituzione
.13). E dal momento che ella è nel dolore, con i demoni .
l'aspetto della sua offerta sarà egualmen- Isho'dad di Merv,
te triste. Ed il sacerdote - aggiunge la Commento su Osea 4, 19

IL GIUDIZIO INCOMBE SU ISRAELE E GIUDA

Ascoltate questo, o sacerdoti~ state attenti~ gente d'Israele, o casa del re,
porgete l'orecchio, poiché contro di voi si fa il giudizio. Voi foste infatti un
laccio in Mizpà, una rete tesa sul Tap or e una fossa profonda a Sittz'm ac; ma
io sarò unq frusta per tutti costoro ad. Io conosco Efraim e non mi è ignoto
Israele. Ti sei prostituito, Efraim! Si·è contaminato Israele. Non dispongo-
no le loro opere per far ritorno al loro Dio, poiché uno spirito di prostituzio-
ne è fra loro e non conoscono il Signore. I:arroganza d'Israele testimonia
contro di lui: Israele ed E/raim ac cadranno per le loro colpe e Giuda soccom-
berà con loro. Con i loro greggi e i' loro armen# andranno in cerca del
Signore, ma non lo troveranno: egli si è allontanatò da loro. Sono stati slea-
li verso il Signore, generando figli bastardi: un conquistatore li divorerà
insieme con i loro campi.

ac Il sign.if:icato del testo ebraico è incerto.


ad LXX: «Io vi correggerò» o <<Sarò il vostro educatore».
ac Questa è la lezione del testo ebraico, LXX, Bibbia siriaca (Peshitta) e Vulgata. Nella NRSV
della Bibbia in inglese: «Efraim cadrà per le sue colpe». -
Il giudizio incombe su Israele e Giuda (5, 1-15) 51

Suonate il corno in Gàbaa e la tromba in Rama, date .l'allarme a Bet-


Avèn, all'erta ar, Beniamino! Efraim sarà devastato ag nel giorno del castigo:
per le tribù d'Israele annunzio una cosa sicura. I capi di Giuda sono diven-
tatz come quelli che spostano i confini e su di essi come acqua verserò la mia
ira. Efraim è un 'Oppressore, un violatore del diritto, ha cominciato a inse-
guire le vanità ah. Ma io sarò come una tt'gnola per E/raim e come un tarlo
per la casa di' Giuda.
E/raim ha visto la sua in/ermità e Giuda la sua piaga. E/raim è ricorso
all'Assiria e Giuda si è rivolto al gran re ai; ma egli non pòira curarvi~ non
guarirà la vostra piaga, perché io sarò come un leone per Efraim, come un
leoncello per la casa di Giuda. Io farò strage e me ne andrò, porterò via la
preda e nessuno me la toglierà. Me ne ritornerò alla mia dimora finché non
. avranno espiato e cercheranno il mio volto, e ricorreranno a me nella loro
angoscia (5, 1-15).
I pastori, vivendo rettamente, forniscono al gregge le acque pure della verità. Tuttavia,
quando inquinano le acque vivendo malvagiamente, mettono a rischio la vita del loro greg-
ge (Gregorio Magno). Cristo è il nostro educatore che ci guida alla vita eterna e ci imparti-
s~e la verità necessaria a salvarci (Clemente Alessandrino). Il fatto che Dio conosca Efraim
dimostra che Dio ama Efraim, e Dio correggerà Efraim nell'amore piuttosto che nella col-
lera (Teofilatto). Lo spirito di prostituzione blocca la conoscenza di Dio da parte d'Israele
{Girolamo). Il battesimo rigem;ra i credenti e li guida lontano dalla loro natura caduta
{Teodoto Valentiniano): Dio diviene come un tarlo, o .come putredine, concedendo un
lungo periodo di pentimento (Girolamo). Cercare il volto di Dio significa cercare Cristo
(Cirillo di Alessandria).

5
•1 Il giudizio d'Israele condotta di vita. Sono poi pecore che
bevono l'acqua intorbidata dai piedi di
Come i sacerdoti inquinano l'acqua quelli, i sudditi che non seguono le paro-
del gregge le che ascoltano, ma imitano solo ciò che
vedono, cioè gli esempi di una vita depra-.
I pastori bevono acqua limpidissima vata. Infatti essi hanno sete di ·quanto
quando attingono alle acque correnti viene loro detto con le parole, ma poi
della verità con retta intelligenza, ma è sono pervertiti dalle opere e allora è
com~ intorbidare quella stessa 'acqua con come se nei loro biCchieri bevessero
i propri piedi il corrompere gli studi di fango perché le sorgenti si sono inquina-
una meditazione · santa con una cattiva te. Perciò è pure scritto per mezzo 4e~~,.,,

af Questa è la lezione del testo dei LXX. Nel testo ebraico: «dopo di te».
ag LXX: «Efraim ha distrutto il suo avversario».
ah ,Questa è la lezione dei LXX. Nel testo ebraico: «un comando».
lli. Nel testo ebraico: «un re che combatterà»; nella Vulgata: «un re vendicatore»; LXX: «re
Iarim».
52 Osea

profeta: «I cattivi sacerdoti sono laccio di " Non conoscono il Signore


rovina per il mio popolo».
Gregorio Magno, Lo spirito di prostituzione blocca la\
La regola pastorale ·1, 2 loro conoscenza
In primo luogo il re [Geroboamo I]
2
Sarò una frusta per tutti costoro scelse di prostituirsi allontanandosi dal
culto di Dio, poiché desiderava adorare i
Il Verbo educa il fedele vitelli. Ed il popolo lo seguì con fervore
- con pari zelo essi conseguirono un pari
Pertanto il Verbo che guida noi, i grado di empietà (cf. 1Re12, 1-33). Non
suoi figli, alla salvezza è senza dubbio un tornarono a Dio, poiché avevano trovato
educatore dei piccoli. Infatti, per mezzo ciò che stavano cercando, e lo spirito di
di Osea, il Verbo dice chiaramente di se prostituzione - che secondo l'Apostolo
stesso: «lo sono il vostro educatore» 2 • opera nei figli della ribellione (cf. E/ 2,
La materia in cui ci educa è il timore di · 2) - teneva i loro cuori prigionieri. E fin-
Dio, poiché questo timore ci istruisce nel ché esso avrà potere, essi non conosce-
servizio di Dio, ci educa alla conoscenza ranno il Signore. Infatti hanno dimenti-
della verità, e ci guida per un sentie~o che cato il loro Creatore. [. .. ] Chiunque fra
porta direttamente al cielo. essi proceda nella propria rovina non ha
Clemente Alessandrino, pensieri di penitenza. Lo spirito di prosti-
Il pedagogo l , 7, 53 tuzione, infatti, con il quale si sono pro-
stituiti nella çhiesa, e per mezzo del
3
quale si sono allontanati dal vero matri-
Io conosco Efraim monio, dimora in mezzo a loro. Questo è
il motivo per cui non hanno conosciuto il
Conoscere è amare Signore. · ·
Girolamo,
Che «io conosco» significhi «io ho
amato» si ricava dalla parole di Dio: <<Li
Commento su Osea 1, 5
istruisco perché ho amato Efraim, e non
ho allontanato Israele da me. Infatti, seb- 8
bene si prostituisca nell'idolatria, non di
Suonate l'allarme
meno non voglio scacciarlo, ma sarò con
lui». Questo è in armonia con ciò che fu Cristo è il nostro maestro
detto al profeta all'inizio, quando gli Lo Spirito dice per mezzo di Osea:
venne ordinato di sposare una prostituta. «lo vi correggerò». «Suonate la tromba
Che non amerebbe un maestro che cor- · sui colli del Signore; suonatela nei luo-
regge con amore invece che con rabbia? ghi alti». Non è il battesimo stesso, che
Questo è un insegnamento che concerne è segno di rigenerazione, un trascendere
ogni capo: punisci non per rabbia, ma della carne, che è un grande ed impetuo-
per educazione e assistenza. so ruscello che ci assale continuamente e
Teofilatto, . ci trasporta? L'insegnamento del Signo~
Commento su Osea 5 re, di conseguenza, ci guida fuori del

..•
2 Clemente cita la versione dei LXX, cf. le varianti in calce al testo della pericope.
Il giudizio incombe su Israele e Giuda (5, 1-15) 53

disordiÌie, ci illumina portandoci nella mato la misericordia del Signore nella


luce; oltre le ombre della materia non rabbia degli animali.
illuminata. Girolamo,
Teodoto Valentiniano, Co"':mento su Osea 2, 5
Estratti 5

. Il volto di Dio è Cristo


12
Come un tarlo, come una tignola
Sembra che la frase si riferisca
Una sorprendente metafora molto convenientemente al mistero di
Cristo ed alla redei:izione per mezzo di
Proprio come il tarlo consuma gli lui, indicando la conversione a Dio.
abiti, e la tignola, o decomposizione Infatti il volto di Dio che noi cerchiamo
secca, consuma gli oggetti di legno (ed indica con la massima certezza il Figlio
entrambe queste cose awengono lungo stesso, che è l'immagine e l'irradiazione
un esteso arco di tempo), così Dio, con- ed il vero sigillo della natura del Padre
cedendo un luogo di penitenza per lungo (cf. Eb 1, 3). Cosl il vero volto di Dio
tempo alle dieci tribù ed in seguito alle Padre è il Figlio, nella misura in cui è
due tribù - chiamando alla salvezza quel- riconosciuto in lui: E ·chi ha visto me, ha
li che fanno tesoro dell'ira per il giorno visto il Padre (Gv 14, 9). Il salmista così
dell'ira - diventa come un tarlo o tignola. lo chiama, quando grida al Dio di tutte
· · Girolamo, le cose dicendo: Fa' brillare il tuo volto
Commento su Osea 2, 5 sul tuo servo (Sal 118, 135). In verità,
come per coloro che erano già stati tra~
sformati secondo il Figlio e attraverso
15
Me ne ritornerò alla mia dimora lo Spirito: La luce del tuo volto, o
Signore, è stata impressa su di noi (Sai 4,
La· dimora di Dio 6). Oppure, come dice il profeta: La
luce del tuo volto, il Signore unto (Lam
Per «mia dimora» dobbiamo inten- 4, 20). .
dere la dimora di Dio, il suo splendore e Cirillo di Alessandria,
la sùa maestà, cosicché egli non possa Commçnto su Osea 4, 61
a
mai discendere livello degli uomini per
. la dispensazione, né si adiri, né provi
compassione, o dimentichi, o diventi Il castigo divino risveglia il popolo
come una pantera, o si muti in un leone,
'o si trasformi in altri animali. Al contra-
al pentimento
rio egli diSdegna le cose umane e permet- I.:espressione «cer.cheranno» sembra
te che coloro che una volta aveva protet- indicare qui che essi, come se risvegliati
to siano gettati ai nemici, cosicché possa- dal sonno della sconsideratezza, che era
no languire, scomparire ed essere in l9ro, e come portati dalla notte e dalla .,1
distrutti, e possano infine cercare il volto tenebra al giorno e alla luce, si chiame-
del Signore. [ ... ] Altri considerano la ranno l'uno con l'altro e si diranno che è
dimora di Dio il cielo, dove Dio ·ritorna giusto tornare al Signore. Questo è un
. dopo essere stato ·offeso dagli abitanti riprendere i sensi da parte di coloro che
della terra, e permette che vadano in erano caduti nell'inganno e si erano
rovina coloro che, a causa del gran lasciati sedurre dagli idoli. Infatti il frutto
numero dei loro peccati, hanno trasfor- della vigilanza è al momento la ricerca di
54 Osea
\

una via d'uscita dalle tenebre, che appar-


tengono al demonio.
Cirillo di Alessandria,
Commento su Osea 4, 62

RICHIAMO AL PENTIMENTO ·

«Venite, ritorniamo al St'gnore: egli' ci ha straziato ed egli ci gua.r/rà.


Egli ci ha percosso ai ed egli' ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita e il
terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza. A/frettiamoci a cono-
scere il Signore, la sua venuta è sicura come l'aurora. Verrà a noi come la
pioggia di autunno, come la pioggia di primavera, che feconda la terra»,
Che dovrò fare per te, Efraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore
è come una nube del mattino; come la rugiada che all'alba svanisce. Per
questo li ho colpiti per mezzo dei profet~ li ho uccisi con le parole della mia
bocca e il mio ak giudizio sorge come la luce: poiché voglio l'amore e non il
sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Ma essi come Adamo aI hanno violato l'alleanza, ecco dove mi hanno
tradito. Gàlaad è una città di mal/attor~ macchiata di sangue. Come ban-
diti in agguato am una ciurma di sacerdoti an assale sulla strada di Sichem,
commette scelleratezze. Orribili cose ho vt'sto in Betel· là si è prostituito
Efraim, si è contaminato Israele. Anche a te, Giuda, io riserbo una mieti-
tura (6, 1-11).
Lo Spirito Santo ci chiama a pregare, affinché Cristo ci fornisca della grazia della luce
eterna (Cipriano). Dio giudica non per infliggere semplicemente una punizion~, ma per por-
tare al pentimento (Teofilatto), e alla guarigione in Cristo (Cirillo di Alessandria). La risur-
rezione di Gesù fu predetta da Osea (Cirillo di Gerusalemme, Agostino). Dobbiamo essere
battezzati in Cristo per risorgere con lui nel terzo giorno (Origene). I tre giorni della morte
di Gesù rappresentano la passione, la discesa agli inferi e la risurrezione (Cesario di Arles).
Fu Cristo che discese in forma di pioggia per essere battezzato nel Giordano (Ippolito).
Cristo viene a noi, sia come pioggia di primavera che d'autunno (Girolamo). La pioggia di
primavera può anche essere vista come la Legge ed i P,rofeti, mentre la pioggia d'autunno
rapprensenta il Vangelo (Cirillo di Alessandria). Dio offre la sua misericordia ai penitenti

aj LXX: «ci percuoterà».


ak Nel testo ebraico: <<ll tuo».
al Nella NRSV della Bibbia in inglese: «presso Adamo».
am Il testo ebraico è di significato incerto.
an Nella NRSV della Bibbia in inglese: «cosl i sacerdòti ha1U10 formato una banda».
Richiamo al pentimento (6, 1-11) 55

che tornano a lui (Tertulliano). Il vero pentimento ci libera dal peccato. e d riunisce a Dio
(Clemente Alessandrino). Il richiamo di Dio alla misericordia fu proclamato da Mosè, rie-
cheggiato da Israele, e ribadito da Paolo (Ambrogio). Entrambe le alleanze richiedono la
generosità dei credenti (Giovanni Crisostomo). Il culto di Dio mostra l'amore e la conoscen-
za di Dio, che hanno raggiunto la perfezione in Cristo (Cirillo di Alessandria). L'amore verso
Dio e verso il popolo costituscono un sacrificio accetto a Dio (Teodoreto di Cirro).

6 1
• Richiamo al pentimento Cristo ha il potere di sanare
All'inizio confiscò la natura di
Richiamo alla preghiera Adamo, poiché la di~hiarò subito male-
Lo Spirito Santo ha espresso ciò detta, affidandola alla morte e alla corru-
molto tempo fa, quando ha detto nel zione. Così la collera ha colpito, ma poi
Salmo: O mio sovrano e Pio, pregherò te; la grazia ha fasciato la piaga con la garza.
Signore, al mattino udrai la mia voce. Al Infatti Cristo ha portato la guarigione. Ci
mattino sarò al tuo cospetto, e ti vedrò (Sal ha invitati a conoscere la vera rivelazione
5, 3-4). E di nuovo, per mezzo del profe- divina; ci ha confermati attraverso lo
ta il Signore dice: «All'alba saranno Spirito perché osservassimo i comanda- .
all'erta per me, dicendo: "Andiamo e · menti. Ci ha mostrati di nuovo quali
ritorniamo· al Signore nostro Dio"». seguaci pieni di zelo ponendoci al di là
Similmente al tramonto del sole e alla della corruzione e liberandoci dalle
fine del giorno deve esserci preghiera. infermità precedenti, cioè il peccato e le
Infatti, dal momento che Cristo è il vero pass1om.
sole e il vero giorno, come il sole ed il Cirillo di Alessandria,
giorno del mondo si ritirano, quando Commento su Osea 4, 62
preghiamo e ·domandiamo che la luce
torni su di noi, preghiamo per la venuta
2
di Cristo, affinché ci elargisca la grazia Nel terzo giorno ci farà rialzare
della luce eterna.
Cipriano, Risurrezione
La preghiera del Signore 35
Pochi giudei allora si fecero convin-
cere dai soldati, mentre il mondo poi pre-
stò ascolto alla verità. Essi che avrebbero
·La punizione non è lo scopo
voluto nasconderla scomparvero nel-
Quando Dio toglie o colpisce, nessu- 1'oblio per la potenza del Salvatore che
no può salvarsi. Così nella calamità si · non solo risorse dai morti ma anche risu-
ricordarono di Dio. Ciò può riferirsi a scitò con sé i morti, nella.cui bocca il pro-
coloro fra gli ebrei che in seguito giunse- feta Osea pose le parole: <<Dopo due gior-
ro "alla fede in Cristo. In tale sete e lunga ni ci darà la guarigione e il terzo giorno ci
prigionia cercheranno il volto, cioè il farà rialzare e vivere alla sua presenza» .. ·"1·!
Figlio. Infatti egli è il segno dell'ipostasi Cirillo di Gerusalemme,
del Padre. Coloro. che si convertono al Le catechesi 14, 15
Figlio sono spogliati del velo che copre i
loro cuori.
Teofilatto,
Commento su Osea 6
56 Osea

Risurrezione di Cristo Spiegazione


. . dei tre giorni della
Questo profeta ha preannunciato
risurrezione
anche che al terzo giorno sarebbe avve- Il principe di questo mondo non
nuta la risurrezione di Cristo come con- voleva che l'esercito del Signore ricono-
veniva che con sublime stile profetico scesse l'impegno di questi tre giorni come
fosse preannunziata. Dice: Dopo due quell'impegno del quale il profeta ha
giorni ci ridarà la vita, al terzo risorgere- detto: «Dopo due giorni ci ridarà la vita e
mo. In questo senso ci dice l'Apostolo: Se il terzo ci farà rialzare». Il primo giorno
siete risorti con Cristo· cercate le cose di per noi è la passione del Salvatore; il
lassù (Col 3, 1). secondo giorno, quello in cui discese agli
Agostino, inferi; ma il terzo è il giorno della risurre-
La città di Dio 18, 28 zione. Così, a quel tempo, nel terzo gior-
no Dio andò davanti a loro in forma di
colonna di nubi di giorno, e in forma di
Risurrezione: quella di Cristo e la · un pilastro di fuoco di notte, ed il popo-
nostra lo fu guidato attraver~o il Mar Rosso.
Possiamo convenientemente chiamare i
Ascolta infatti che cosa dice il profe- tre giorni Padre, Figlio e Spirito· Santo,
ta: <<Dio ci resusciterà dopo due giorni, e poiché il Padre è un giorno, il Figlio è un
al terzo giorno risorgeremo e vivremo alla altro e lo Spirito Santo un altro, e questi
sua presenza». Il primo giorno è per noi tre sono uno.
la passione del Salvatore, il secondo quel- Cesario di Arles,
lo in.cui discese agli inferi, il terzo poi è il Sermom· 97, 1
giorno della risurrezione (cf. Mt 16, 21).
Per questo riel terzo giorno Dio li precede-
va di giornò nella colonna di nube, di 3
Come Dio viene a noi
notte nella colonna di fuoco (Es· 13, 21).
Se poi, secondo quanto abbiamo detto Cristo come pioggia
sopra, l'Apostolo a ragione ci insegna che
in queste parole sono contenuti i misteri E questa non è la sola cosa che dimo-
del battesimo (cf. 1 Cor 10, 2), è necessa- stra la dignità dell'acqua. C'è anche
rio che quelli che sono battezzati nel un'altra cosa che è più onorevole di tutte
Cristo siano battezzati nella sua morte e le altre, il fatto che Cristo, lautore di
siano consepolti con lui (cf. Rm 6, 3-4), e tutte le cose, discese in forma di pioggia,
con lui il terzo giorno risorgano dai e fu conosciuto come una fonte (cf. Gv 4,
morti, loro che secondo quel che dice 14), e si diffuse come un fiume (cf. Gv 7,
l'Apostolo: Ha fatto resuscitare insieme· 38), e fu battezzato nel Giordano (cf. Mt
con lui e insieme ha fatto sedere nelle sedi 3, 13). Infatti avete appena udito come
celesti (Ef 2, 6). Quando dunque avrai Gesù venne da Giovanni e fu da lui bat-
accolto in te il mistero del terzo giorno, tezzato nel Giordano. Oh, cosa meravi-
Dio incomincerà a condurti e a mostrarti gliosa oltre ogni comprensione! Come
egli stesso la via della salvezza. . poté il fiume senza limiti, che rallegra la
Origene, città di Dio (cf. Sa! 46, 4), essere intinto
Omelie sult1Esodo 5, 2 in un po' d'acqua!
Ippolito,
Sulla santa Teofania 2
Richiamo al pentimento (6, 1-11) 57

Cristo è il fondamento e il frutto cio {cf. anche Mt 9, 13). I deli e gli ange-
della fede li che sono là gioiranno al pentimento
degli uomini. Guardatevi ora, peccatori,
[Dio] non ·è chiamato soltanto al
1
e abbiate fiducia! Vedete dov'è che voi
mattino, o all'alba o all'aurora; egli verrà siete motivo di gioia.
da noi come pioggia mattutina o come Tertulliano, La penitenza 8
pioggia della sera. Riceviamo Cristo come
pioggia mattutina quando le fondamenta
della fede sono poste in noi, e lo accoglie- Misericordia applicata al pentimento
remo come pioggia serale quando, dopo
che il raccolto è giunto a maturazione, Infatti a chi si è rivolto con verità a
raccogliamo frutti eterni e li immagazzi- Dio con tutto il.cuore vengono aperte le
niamo nel granaio del padrone. porte e il Padre accoglie arcicontento il
Girolamo, figlio che veramente si converte; la vera
Commento su Osea 2, 6 conversione è il non essere più asserviti
alle stesse cose, ma avere sradicato com-
pletamente dall'anima i peccati per i qua-
La Legge, i profeti ed il Vangelo li ci si era condannati a morte; infatti,
tolti questi, Dio verrà: di nuovo ad abita-
Suppongo che irrighi noi, che abbia- re in te. Dice infatti che grande e insupe-
mo riçevuto la fede e abbiamo conosciu- rabile è la gioia e la festa nei cieli per il
to correttamente la sua manifestazione, in Padre e per gli angeli quando un solo
due diverse maniere. Da una parte, egli peccatore si converte e si pente. Perciò
rivela la conoscenza nello spirito antico anche ha affermato: Misericordia voglio e
della Legge, ed insieme ad esso gli inse- non sacrificio {cf. anche Mt 9, 13).
gnamenti dei profeti. A mio parere, que- Clemente Alessandrino,
sta è la pr.ima pioggia. Dall'altra, aggiun- Quale ricco si salverà 39, 2-3
ge a questa la pioggia tarda, che rappre-
senta l'interpretazione della dottrina del
Vangelo e la desiderabilissima grazia del- Misericordia, non sacrificio
la p~edicazione apostolica.
Cirillo di Alessandria, È, infatti, parola di Dio quella che
Commento su Osea 4, 62 afferma di preferire r esecuzione dei suoi
ordini all'offerta di un sacrificio. «Que-
sto, grida Dio», annuncia al popolo Mo-
61
- Amore al posto di sacrificio sè, predica alle genti Paolo. Fa' quello
.che comprendi riuscire più gradito al
Dio è misericordioso . momento opportuno. Preferisco, dice il
Signore, misericordia piuttosto che sacri-
Ma egli non minaccerebbe chi non si ficio {cf. Mt 9, 13). Perché non sarebbero
pente, se non riuscisse a perdonare chi si più cristiani quelli che condannano il
pente. Ciò sarebbe in dubbio solo se egli proprio peccato di quelli che credono' df 1
non avesse rivelato altrove la profusione doverlo giustificare? Il giusto, infatti,
della sua misericordia. Non ha forse all'inizio del suo discorso accusa se stesso
detto: Chi è caduto si rialzerà, e chi fu {cf. Prv 18, 17). È giusto chi si accusa,
allontanato tornerà (Ger 8, 4 Vulgata)? quando ha peccato; non chi se ne vanta.
Egli è nel modo più assoluto colui che Ambrogio,
vuole misericordia piuttosto che sacrifi- Lettere fuori collezione 11, 15
58 Osea

Bisogna osservare i principi deUa perduto rendendo gli uomini più forti
misericordia della morte. Non c'è cosa buona che egli
non ci dia. Pertanto la conoscenza di Dio
Grande è il principio della miseticor- è migliore del sacrificio e dell'olocausto,
clia agli occhi di Dio. Non. solo la sua dal momento che è portata alla sua perfe-
misericordia verso di noi, ma anche la zione in Cristo. Infatti per lui ed in lui
nostra verso i nostri fratelli compagni di abbiamo conosciuto il Padre, e siamo
servitù. Nell'Antico Testamento e nel diventati ricchi nella giustificazione per
Nuovo, Dio pone innumerevoli regole che mezzo della fede.
riguardano questa materia. Ci ordina çli Cirillo di Alessandria,
essere benevoli sempre ed in ogni occasio- Commento su Osea 4, 65
ne, con le parole, le donazioni e le opere.
E Mosè ovunque - su e giù e qua e là -
sparge parole concernenti queste materie La disposizione che convalida il
in tutta la sua legislazione. E nella persona sacrificio
di Dio il profeta dichiara: «Voglio l'amore
e non il sacrificio». E tutti gli apostoli agi- Sebbene io [il Signore] non abbia
scono e parlano in armonia con queste bisogno di sacrifici, li accetto, tuttavia, in
parole profetiche. Pertanto non trascuria- considerazione della vostra limitatezza di
mo questi principi (cf. Mt 9, 13). Con la pensiero. Queste due cose, al contrario,
misericordia noi facciamo del bene a noi esigo: la giusta disposizione verso di me e
stessi, non solo ai poveri. Riceviamo molto benevolenza verso il prossimo, dal mo-
di più di quanto diamo. mento che questi sono i primi obblighi
Giovanni Crisostomo, Omelie sul che imposi: Amerai il Signore Dio tuo con
pentimento e le elemosine 10, 5, 22 tutto il cuore, tutta l'anima, tutta la mente
e tutta la forza; ed amerai il tuo prossimo
come te stesso (Dt 6, 4; Lv 19, 18). Ma
Il culto dimostra amore e conoscen- . sebbene abbia imposto questi obblighi,
za di Dio in Cristo essi rassomigliano a qualcuno che rompe
gli accordi da lui fatti con qualcun altro.
Più di ogni altra cosa il culto di Dio In modo simile, infatti, hanno disprezza-
dimostra amore. [. .. ] Infatti, in verità, la to la mia pazienza e hanno calpestato le
compassione dalla parte del P~dre è leggi date loro.
Cristo, dal momento che toglie i peccati, Teodoreto di Cirro,
rimuove le condanne, giustifica per Commento su Osea 6, 6-7
mezzo della fede, e recupera ciò che è

LIBERO RIFIUTO DI PENTIRSI

Quando ristabilirò il mio popolo, mentre sto per guarire Israele, si sco-
pre l'iniquità di E/raim e la malvagità di Samaria, poiché si pratica la men-
zogna: il ladro entra nelle case e fuori saccheggia il brigante. Non pensano
dunque che io ricordo tutte le loro malvagità?' Ora sono àrcondati dalle loro
Libero rifiuto di pentirsi (6} 11 - 7, 16) 59

azioni: esse stanno davanti a me. Con la loro malvagità rallegrano il re) ral-
legrano i capi con le loro finzioni. Tutti bruciano d'ira) ardono come un
forno quando il fornaio cessa di rattizzare il fuoco, dopo che) preparata la
pasta) aspetta che sia lievitata. Nel giorno del nostro re i capi lo sommergo-
no negli ardori del vino) ed egli si compromette con i ribelli. Il loro cuore è
un forno ao nelle loro trame, tutta la notte sonnecchia il loro furore e la mat-
tina divampa come fiamma. Tutti ardono come un forno e divorano i loro
governanti. Così sono caduti tutti i loro sovrani e nessuno si preoccupa di
ricorrere a me.
Efraim si mescola con le genti~ Efraim è come una focaccia 0P non rivol-
tata. Gli stranieri divorano la sua forza ed egli non se ne accorge; la canizie
gli ricopre la testa ed egli non se ne accorge. J;arroganza d'Israele testimo-
nia contro di loro) non ritornano al Signore loro Dio e) malgrado tutto) non
lo ricercano. Efraim è come U:n'ingenua colomba) priva d'intelligenza; ora
chiamano l'Egitto, ora invece l'Assiria. Dovunque si rivolgeranno stenderò
la mia rete contro di loro e li abbatterò come gli uccelli dell'aria) li punirò
nelle loro assemblee aq.
Guai a costoro, ormai lontani da me! Distruzione per loro, perché
hanno ag~·to male contro di me! Li volevo salvare, ma essi hanno proferito
menzogne contro di me. Non gridano a me con il loro cuore quando grida-
no sui loro giacigli. Si fanno incisioni per il grano e il mosto e intanto si
ribellano contro di me. Eppure io ho rafforzato il loro bracdo, ma essi hanno
tramato il male contro di me. Si sono rivolti ma non a colui che è in alto ar,
sono stati come un arco fallace. I loro capi cadranno di spada per l'insolen-
za della loro lingua e nell'Egitto rideranno di loro (6, 11 - 7, 16).
\ Osea, in armonia con Paolo, avverte riguardo alla rivelazione di ogni cosa nel' giorno
del giudizio (Origene). Entrambe le alleanze ammoniscono riguardo alle eterne conseguen-
ze di una vita trascorsa nell'adulterio (Cesario di Arles). Il forno, di cui parla Osea, è un rife-
rimento al cuore degli adulteri, che sarà bruciato in assenza di pentimento. Tuttavia un altro
fuoco è stato promesso, che porterà alla purificazione ed alla salvezza (Origene). Efraim,
come una focaccia non rivoltata, non si pentirà (Girolamo). Rivoltare la focaccia implica l'al-
lontanarsi dai desideri terreni (Gregorio Magno). L'essere tiepidi rappresenta la condizione
più pericolosa (Giovanni Cassiano). Il popolo di Efraim offre un esempio d'indifferenza
(Girolamo). Il profeta ha predetto il fato di coloro che cadono lontani dalla fede, e sono
responsabili di ciò per libera scelta (Giovanni Cassiano). Dio lamenta la loro apostasia come
un padre che si addolora per un figlio perduto (Teodoreto di Cirro). : ··.\

ao Questa è la lezione· dei LXX e della Peshitta. In ebraico: <<hanno avvicinato il loro cuore
ardente come un forno».
ap La Vulgata aggiunge: «sotto la cenere».
·aq. Nel testo ebraico: «secondo il resoconto fatto alle loro assemblee».
ar Nella NRSV della Bibbia in inglese: «si rivolgono a Baal>>.
60 Osea

.
1 2
• Le loro azioni malvagie faccia trovare, a me che busso apra (cf. Le
11, 10), affinché io trovi nelle Scritture ·
Tutto sarà rivelato un "forno" in cui cuocere il mio sacrifi-
cio, perché Dio raccolga. Almeno penso
È per questo che ognuno deve custo- di averlo trovato nel profeta Osea: «Tutti
dire il proprio cuore con ogni vigilanza; gli adulteri sono come forno acceso per
infatti nel giorno del giudizio il Signore brudare», e ancora: <<l loro cuori si sono
verrà a mettere in luce i segreti delle tene- scaldati come forno». Dunque il cuore
bre e a manifestare le intenzioni dei cuori dell'uomo è un forno. Se i vizi accendono
(cf. 1 Cor 4, 5) di mezzo a tutti i ragiona- o il diavolo infiamma questo cuore, non
menti degli uomini, che ora li accusano cuocerà, ma brucerà. Ma se lo accende
ora li difendono (cf. Rm 2, 15), allorché i colui che ha detto: Sono venuto a gettare
loro stessi propositi li sconvolgeranno. E i un fuoco sulla terra (Le 12, 49), non bru-
propositi malvagi arrivano a tal punto, che cio per la perdizione, ma cuocio per il
talvolta anche quelle realtà che sembrano sacrilicio i pani delle Scritture divine e
buone e, almeno al giudizio dei molti, delle parole di Dio che accolgo nel cuore.
lodevoli, essi le rendono vituperevoli. Origene,
Origene, Commento Omelie sul Levitico 5, 5
al vangelo di Matteo 11, 15
8
Efraim è come una focaccia non
47
· Come un forno ardente rivoltata

I due metri di giudizio dell'adultero Efraim non si pente


Perché uno vuole predere in moglie Il regno delle dieci tribù è diventato
una vergine, quando lui stesso è corrot- come ogni altra nazione, poiché esse si
to? ·Perché vuole essere essere unito ad sono allontanate dal Signore. Ed Efraim è
una moglie viva, quando lui stesso è come una focaccia sotto le ceneri che non
morto nell'anima a causa dei suoi adulte- è rivoltata, cioè non si pente.
ri, secondo quanto è scritto: L'anima che Girolamo,
pecca mort"rà (Ez 18, 20). Inoltre Commento su Osea 2, 7
l'Apostolo esclama con terribili parole:
Dio giudicherà chi è immorale e gli adulte-
ri (Eb 13, 4), e gli adulteri non possiede- Il rivoltare la focaccia indica il rivol-
ranno il regno di Dio (1Cor6, 9). Ed infi- gere la mente a Dio
ne: Sono tutti adulteri: e i loro cuori sono
come un forno (Os 7, 4 Vulgata). «Efraim è diventato come un pane
Cesario di·Arles, cotto sotto la cenere, non rivoltato».
Sermoni 43 [ ... ] Ora il pane cotto sotto la cenere è
più pulito nella parte nascosta sotto, ed è
più sporco in quella coperta di cenere.
Chi trascura l'intenzione con cui dovreb-
Differenza fra il bruciare e il cuocere
be cercare Dio, spinge la parte più pulita
Ma come troverò all'istante un passo del pane cotto sotto la cenere, e quando
della divina Scrittura che mi insegni che si dedica volentieri agli affari temporali, è
cosa è un forno? Bisogna che invochi il come se portasse sopra la cenere raccolta. .
mio Signore Gesù, perché a me che cerco Rivoltèrebbe il pane cotto sotto la cenere,
Libero rifiuto di pentirsi (6) 11 - 7) 16) 61

se rimuovesse la cenere dei desideri car- profeta: «Gli estranei .h anno divorato la
nali e riportasse sopra l'intenzione buona sua forza, ed egli non se ne è accorto».
che prima aveva in sé repressa con Giovanni Cassiano,
disprezzo. Ma la mente oppressa dal- Co.nferenze ai monaci 24, 11
1'amore per gli interessi secolari non
vuole essere rivoltata, se trascura di
11
rimuovere il cumulo della cenere sovrap- Efrat'm è come una colomba
. posta, e non aspirando ad elevarsi verso
la retta intenzione è come se immergesse Efraim è indifferente
nella polvere la faccia più pulita.
·Gregorio Magno, Commento ·-= ' Qualcuno potrebbe chiedere: Per-
morale a Giobbe 32, 12 ché Efraim fu paragonato ad una colom-
ba e non ad altri uccelli? Gli altri uccelli
si affrettano a proteggere i loro piccoli, e
9
Egli non se ne accorge quando vedono un uccello predatore, o
ui:i serpente, o un corvo avvicinarsi al
loro nido, volano avanti e indietro ed
«Gli strani~ri» sono gli spiriti maligni
attaccano con il becco, e feriscono coi
È in questo senso che il profeta dice loro artigli, e con alte strida mostrano la
di Efraim: «Gli stranieri divorarono la loro sofferenza di genitori. Solo la colom-
sua forza ed egli non se ne accorse». ba non si addolora per i suoi piccoli rapi-
Solitamente per stranieri s'intendono gli ti né ne sente la mancanza. Efraim è giu-
spiriti traditori, che divorano la forza stamente paragonato a questo uccello
quando distruggono la virtù dello spirito poiché non soffre per il suo popolo afflit-
perventendolo. Efraim subì questo e non to, ma è indifferente per quanto riguarda
se ne accorse, perché nella tentazione la sua salvezza. : ·
degli spiriti maligni perse il vigore del- Girolamo,
1'animo senza rendersene conto. Commento su Osea 2, 7
Gregorio Magno, Commento
morale a Giobbe 34, 6
0
Guai a costoro, ormai lontani da me!

Essere inconsapevoli Tenetevi sul sentiero stretto


Tuttavia, non ancora soddisfatto di Se gli uccelli non si tengono sul sen-
questa sua sentenza, il beato Antonio tiero stretto con cauto ed attento control-
prese a trattare l'argomento, inoltrandosi lo mentre seguono la loro via, compiendo
in un esame ancora più lungo di tutta un'aerea progressione nel vuoto grazie
quella questione. E cosl si espresse: alla loro meravigliosa abilità, la terra, che
«Questa tua situazione e lo stato della tua è l'ormeggio naturale di tutti ed il fonda-
tiepidezza, non solo ti producono il mento più solido e sicuro, diviene per
danno di cui ti ho fatto parola, anche se loro un evidente e reale pericolo - .QOll\
tu non te ne rendi conto, ripetendo in perché la ~ua natura sia cambiata, ma
certo qual modo le parole dei Proverbi, perché essi cadono precipitosamente su
dove è detto: Mi feriscono, ma io non di essa per il peso del loro corpo. In
·sento male; mi hanno ingannato, ma io modo simile, l'instancabile bontà di Dio
non me ne sono accorto (Prv 23, 35), e la sua sostanza immutabile non nuoc-
oppure quello che è detto per bocca del ciono certamente a nessuno, ma noi stes-
62 Osea

si portiamo la morte su di noi cadendo Dio si lamenta come un padre addo-


dalle altezze negli abissi. Infatti questa lorato
caduta significa la morte per chi cade.
Infatti sta scritto: «Guai a costoro, ormai «Per prima cosa li educherò per
lontani da me! Saranno distrutti, poiché mezzo della minaccia di punizione. Poi li
hanno trasgredito contro di me». catturerò tutti come uccelli, ponendo
Giovanni Cassiano, intorno a loro una nube di nemici come
Conferenze at' monaci' 23, 9, 2-3 una rete». Ed avendo detto questo, egli
non dimentica il suo amore per l'umani-
tà ma offre loro un lamento di amore
paterno.
Teodoreto di Cirro,
Commento su Osea 7

SEMINA VENTO E RACCOGLIERAI TEMPESTA

Da) fiato alla tromba! Come as un,aquila sulla casa del Signore ... perché
hanno trasgredt'to la mia alleanza e rigettato la mia Legge. Essi· gridano
verso di me: «Noi tt' riconosciamo Dio d'Israele!». Ma Israele ha rigettato z'l
bene: il nemico lo perseguiterà.
Hanno creato dei re che io non ho designatl· hanno scelto capi a mia
insaputa. Con il loro argento e il loro oro si sono fatti idoli ma per loro rovi-
na. Ripudio at il tuo vitello, o Samaria! La mia ira divampa contro di loro;
fino a quando non si· potranno purificare i figli di Israele au? Esso è opera di
un artigiano) esso non è un dio: sarà ridotto in frantumi av t'l vitello di
Samaria. E poiché hanno seminato vento raccoglt'eranno tempesta. Il loro
grano sarà senza spiga) se germoglt'a non darà farina, e se ne produce) la
divoreranno gli stranieri aw.
Israele è stato inghiottito: si trova ora in rnezzo alle nazioni come un
vaso spregevole. Essi sono salitz'fino ad Assur, asino selvaggio, che si aggira
~olitario; Efraim si è acqut'stato. degli amanti. Se ne aèquùtz'no pure fra le
nazioni: io li metterò insieme e fra poco cesseranno ax di eleggersi· ay re e
governanti.

asNella NRSV della Bibbia in inglese: «perché».


atNel testo ebraico: «egli ha ripudiato»; nei LXX viene usato un imperativo: «ripudia».
au LXX: «finché saranno puri in Israele».
av Oppuxe: «salirà in fiamme».
aw LXX: «un covone di grano che non permette di preparare un pasto, ed anche se ne dovesse
produrre uno, gli stranieri lo divorerebbero».
ax Lezione dei LXX. In ebraico: «inizieranno».
ay Lezione dei LXX. In ebraico: «a mettere il carico SU>;,
Semina vento e raccoglierai tempesta (8, 1-14) 63

Efrat'm ha moltipli'cato gli altari~ ma gli altari sono diventati per lui
un'occasione di peccato. Ho scritto numerose leggi per lui~ ma esse son con-
sid~rate come una cosa straniera. Essi offrono sacrifici az e ne mangiano le
èarn~ ma il Signore non li gradisce; si ricorderà della loro iniquità e punirà
i loro peccati: dovranno tornare in Egitto. Israele ha dimenticato il suo crea-
tore, si è costruito palazzi> Giuda ha moltiplicato le sue fortezze. Ma io man-
derò il fuoco sulle loro città e divorerà le loro cittadelle (8, 1-14).
I credenti sono chiamati a rifugiarsi in Dio e a non riporre la loro fiducia in consigli ter-
reni e nei governanti (Giovanni Crisostomo), poiché alcuni ipocriti governano senza l'ap-
provazione di Dio (Gregorio Magno). Cipriano fa un parallelo fra la scelta dei successori di
Giuda e l'elezione dei vescovi, dei sacerdoti e dei diaconi (Cipriano). Gli idoli sono vuoti,
come spighe senza chicchi (Teodoreto di Cirro). E così sono anche gli ipocriti, che non
danno frutti utili (Gregorio Magno).

84
• Re che non ho designato dal momento che di questo fatto si
lamenta in modo speciale per mezzo del
Il desiderio di essere indipendenti profeta dicendo: «Essi hanno regnato, e
non per mio volere; ci sono stati dei capi
Ascolta come rimprovera gli infedeli che io non ho riconosciuto». Chi può
quando dice: Avete preso decisioni: ma dire, ragionando rettamente, che il Si-
non da me, e avete fatto alleanze, ma non gnore fa ciò che non conosce affatto? Ma
nel mio Spirito (Is 30, 1: LXX). Infatti siccome Dio sa nel senso che approva,
questo è il costume di quanti amano: non sa quando disapprova. [ ... ] Cosl il
desiderano che tutte le questioni riguar- Signore, senza saperlo, in modo misterio-
danti "i loro amati siano risolte da loro so, fa regnare gli ipocriti: lo fa permetten~
stessi, e che nessuno faccia qualcosa o do, non lo sa, condannando. Per cui è
dica qualcosa senza di loro. A tale propo- necessario che in ordine a tutto ciò che si
sito Dio non solo in quell'occasione, ma desidera in questa vita, si ricerchi prima
anche in un'altra, pronuncia un ammoni- la volontà di Dio. Che se l'orecchio del
mento negli stessi termini: «Hanno crea- cuore umano desidera percepirla, sappia
to dei te che io non ho designato; hanno che questa si fa sentire, non con parole
scelto capi a mia insaputa». ma nelle situazioni.
Giovanni Crisostomo, Gregorio Magno, Commento
Omelie sulle statue 3, 5 morale a Giobbe 25, 41

Il re ignorato da Dio è da lui disap- Ordinazioni affrettate di ministri


provato indegni · ·\
Ma è lecito chiedere in che senso qui Quando Pietro parla al popolo
si dice che il Signore fa regnare l'ipocrita, riguardo ai :vescovi da ordinare al posto

az Il testo ebraico è di significato incerto. Nella NRSV: «amano i sacrifici».


64 Osea

di Giuda, il testo riporta: Pietro stette in da una parte essa può prendere l'immagi-
mezzo ai dt'scepolz: poiché la moltitudine si ne di un uomo o di una donna, o di un
era riunita (At 1, 15). Ma noi notiamo the leone o di un altro animale per mezzo
gli apostoli osservarono ciò, non solo nel- dell'arte, ma dall'altra è priva di forza o
1'ordinazionJ dei vescovi e dei sacerdoti, energia.
ma anche nell'ordianzione dei diaconi. Teodoreto di Cirro,
Riguardo a questo aspetto particolare è Commento su Osea 8
scritto nei loro Atti: I Dodi'ci chiamarono
la moltitudine dei discepoli e parlarono
loro (At 6, 2). Questa materia fu trattata La sterilità dell'ipocrisia
con diligenza e cautela, con tutta la gente
riunita, in modo che nessuna persona Starei per dire che chi s'impegna
indegna potesse ottenere il ministero del- nella virtù in vista di favori umani è come
1'altare o la dignità sacerdotale. Infatti chi vende per pochi soldi un oggetto pre-
succede a volte che uomini indegni ven- zioso; mentre poteva meritare il regno dei
gano ordinati, non secondo il volere di cieli, si accontenta della moneta di una
Dio, ma secondo la presunzione umana. parola che passa. Svende un'opera che gli
Queste cose, che derivano da un'ordina- è costata tanta fatica e per la quale riceve
zione illegittima e ingiusta, sono sgradite il minimo. Gli ipocriti sono simili a viti
a Dio. Dio stesso fa sapere questo per feconde, ma trascurate, che producono
mezzo del profeta Osea, il quale dice: frutto perché rigogliose, ma che per man-
«Hanno creato dei re che non ho desi- canza di cure non si sollevano da terra. Il
gnato». frutto che i tralci pingui ·producono lo
Cipriano, calpestano le bestie selvatiche, e quanto
Lèttere 67, 4 più rigogliosi lo vedono tanto più avida-
mente lo divorano. [. .. ]Perciò dice bene
il profeta: «Il loro grano sarà senza spiga,
7
Il loro grano sarà senza spiga se germoglia non darà farina, e se ne pro-
duce la divoreranno gli stranieri». Il
La vanità dell'idolatria grano non germoglia quando la vita è
priva dei meriti delle virtù. Il grano non
Non raccogli alcun frutto dal cclto produce farina quandoJ chi fa progressi
degli idoli, ma i loro fasci sono come spi- nel tempo presente non comprende nulla
ghe di grano distrutte dal vento, che delle cose profonde, non produce alcun
mostrano esternairiente degli steli intatti, frutto di opera buona.
ma che internamente non hanno grani. Gregorio Magno, Commento
Questa è la natura dell'idolatria, poiché morale a Giobbe 8, 70

l GIORNI DELLA PUNIZIONE

Non dar# alla gioia, Israele, non far festa ba con gli altri popoli: perché
hai praticato la prostituzione, abbandonando il tuo Dio, hai amato il prezzo

ba Lezione dei LXX. In ebraico: «ed all'esultazione». ..


I giorni .della punizione (9, 1-17) 65

della prostituzione su tutte le aie da grano. I:aia e il tino non li nutriranno


e il vino nuovo verrà loro a mancare. Non potranno restare nella terrd del
Signore, ma Efraim ritornerà in Egitto e in Assiria mangeranno cibi immon-
di. Non faranno più libazioni di vino al Signore, i loro sacrifici non_gli saran-
no graditi. Pane di lutto sarà il loro pane bb, coloro che ne.mangiano diven-
tano immondi. Il loro pane sarà tutto per loro, ma non entrerà nella casa del
Signore. Che farete nei giorni delle solennità, nei giorni della festa dèl
Signore? Ecco sono sfuggiti alla rovina be, l'Egitto li accoglierà, Menfi sarà
la loro tomba. I loro tesori d'argento passeranno alle ortiche e nelle loro
tende cresceranno i pruni. ·
Sono venuti i giorni del casti'go, sono giunti i giorni del rendiconto
- Israele lo sappia: un pazzo è il profeta, l'uomo ispirato vaneggia - , a causa
delle tue molte iniquità, per la gravità del tuo affronto. Senti'nella di Efraim
è il profeta con il suo Dio; ma un laccio gli è teso su tutti i sentieri, ostilità
fin nella casa del suo Dio. Sono corrotti fino in .fondo, come ai giorni· di
Gàbaa: ma egli si ricorderà della loro iniquità, farà il conto dei loro peccati.
Trovai Israele come uva nel deserto, riguardai i vostri padri hd come fichi
prima#cci. al loro inizio; ma essi appena arrivati a Baal-Peòr si consacrarono
a quell'infamia be e divennero abominevoli come ciò che essi amavano. La
gloria di Efraim volerà via come un uccello, non più nascite, né gravidanze,
né concepimenti. Anche se allevano figl~ io li eliminerò dagli uomini:· guai
a loro, se io li abbandono bf. Efraim, lo vedo, ha fatto dei figli una preda bg
su luoghi verdeggianti. Efraim tuttavia condurrà i figli al n:zacello. Signore,
da' loro ... Che darai? Un grembo infecondo bh e un seno arido!
Tutta la loro malt'zia s'è manifestata a Gàlgala, è là che ho preso a odiar-
li. P.er i loro misfatti li scaccerò dalla mia casa, non avrò più amore per loro;
tutti i loro capi sono ribelli. Efraim è stato percosso, la loro radice è inaridi-
ta, non daranno più frutto. Anche se generano, farò perire i cari frutti del
loro grembo. Il mio Dio li rigetterà perché non gli hanno obbedito; andraJ'!-
no raminghifra le nazioni (9, 1~17).
Israele non deve rallegrarsi come gli altri, poiché, pur avendo la conoscenza di Dio, tut-
tavia si ribella volontariamente (Teodoreto di Cirro). Tutti coloro che sono stati contamina-
ti dal sacrificio di un sacerdote blasfemo ed iniquo non sono sicuri dal contagio del pecca-

. '\

hb In ebraico: «per loro sarà pane di lutto».


be Nella NRSV: «stanno andando in Assiria».
bd LXX: «i loro padri>>.
be NRSV: «a Baab>.
bf LXX: «Se la mia' carne viene da loro».
hg Il significato dd testo ebraico è incerto.
bb In ebraico: <<Un ventre che abortisce»; LXX: «un ventre che li rende privi di figli>>.
66 Osea

to (Cirillo di Alessandria, Cipriano). Israele è come una sentinella che rivela l'idolatria delle
nazioni confinanti (Isho'dad di Merv). I patriarchi sono le primizie dei fichi (Cesario di
Arles). La carne è stata creata buona ed è solo corrotta dall'immoralità. Siccome la carne è
stata creata da Dio, essa può diventare il Tempio di Dio per lo Spirito Santo (Cirillo di
Gerusalemme). La comunità dei fedeli dev~ essere protetta da coloro che sono infedeli verso
Cristo (Pacomio).

9 1
• Non rallegrarti~ Israele corpo ed erano desiderosi di fare per il
morto gli onori funebri dovuti. E tutto
Israele si ribella volontariamente. ciò che toccavano, diventava impuro.
Pertanto il pane del lutto è quel pane che
Non è conveniente che tu ti rallegri era a portata di mano come cibo per
ed esulti come gli altri popoli. Infatti essi coloro che erano in lutto per il morto; per
non hanno ricevuto alcun insegnamento quelli che cercano di evitare la çontami-
che potesse condurli alla devozione, ma nazione con un corpo morto è considera-
tu, dopo grande istruzione e conoscenza to terribile anche solo assaggiare questo
di Dio, ti sei ribellato contro la conoscen- pane. Di conseguenza anche i pani stessi
za che ti era stata data a causa della sono contaminati e rifiutati, sebbene essi
depravazione delle tue opinioni, e ti sei possano essere offerti come primizie del
rivolto al culto degli idoli. raccolto. «Chi li mangia diventerà impu-
Teodoro di Mopsuestia, ro». Essi saranno solo utili alle loro
Commento su Osea 9 anime, cioè come cibo per loro.
Cirillo di Alessandria,
4
Commento su Osea 4, 96
Il pane di lutto

La contàminazione del pane per Il contagio provocato da capi dediti


quelli che sono in lutto al peccato
Avendo raccolto il frutto della vite Non lasciate che il popolo creda con
nei bigonci, offrirono le primizie come compiacimento di essere immune dal
libagione ai demoni, e non a .Dio, che contagio del peccato nel comunicare con
aveva dato loro questi frutti. Offrirono un sacerdote peccatore, o nel garantire la
anche pani come primizie del raccolto propria obbedienza al vescovato ingiusto
- ma quel sacrificio, egli dice, sarebbe ed illegittimo del proprio capo, quando
. diventato per loro contamin.ato ed impu-. la censura divina lo minaccia attraverso il
ro,. e le offerte sarebbero state considera- profeta Osea, che dice: «l loro sacrifici
te come pane di lutto (cioè disgustoso, saranno come il pane del lutto; chi li
impuro e odioso). Per quale ragione? mangerà sar~ contaminato». Questo inse-
Perché la Legge considerava immondo gnamento mostra chiaramente che tutti
chiunque si avvicinasse ad un morto, sia coloro che sono stati contaminati dal
per relazione di sangue sia semplicemen- sacrificio di un sacerdote blasfemo ed
te toccandone il corpo. Pertanto era faci- ingiusto sono coinvolti nel peccato.
le per i parènti e gli amici del morto Cipriano,
diventare impuri durante il lutto, dal Lettere 67, 3
momento che dovevano maneggiare il
I giorni della punizione (9, 1-17) 67

s La guardia e la tagliola zione, esso potrebbe indicare coloro dei


quali è scritto: Il Signore amò questi' fichi
La caduta del profeta come suoi precursori (Os 9, 10 Vulgata). I
t patriarchi sono i suoi precursori.
«Efraim è una sentinella con il mio Cesario di Arles,
Dio», cioè, Israele fu fondato da Dio, egli
Sermoni 106
dice, cosicché potesse ricevere la verità e
dare protezione a feste onorevoli, e po-
tesse diventare con l'aiuto di Dio, così 12
La mia carne viene da loro
come lo.è il vero profeta, un maestro per
gli altri popoli. Ma Israele, come un falso
profeta, ha sviato molti dalla verità. Il Dio non ha vergogna del corpo
testo greco dice: «La sentinella di Efraim umano
era con Dio, tuttavia il profeta è diventa- Tuttavia Dio non dtenne vergogna
to un'ingannevole trappola in ogni sen- assumere la carne per via di quelle mem-
tiero». Infatti il profeta era una sentinella bra e con quelle membra che egli stesso
con Dio in questo modo: ciascuno degli plasmò. Chi ce lo dice? Il Signore che lo
dèi dal falso nome aveva il suo personale assicurò a Geremia: Prima di f armarti nel
divinatore, e quelli, nelle loro eresie, dif- grembo materno, ti conoscevo, prima che
ferivano notevolmente l'uno dall'altro. tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato
Alcuni adoravano Baal, altri Chemosh o (Ger 1, 5). Dio che plasmò l'uomo toc-
Baal-Peòr; e vi era un idolo in ciascun candone senza vergogna la carne non
Tempio, e presso di esso sedeva un falso po'té certo venir meno al pudore nel pla-
·· profeta regolarmente nominato: Ed infi- smarsi quella santa carne. che velò la sua
ne anche i modi di culto e di divinazione divinità. È del resto Dio che da sempre
differivano fra di loro. forma le creature nel seno d'una madre.
Isho'dad di Merv,
Lo dice Giobbe: Non m'hai colato forse
Commento su Osea 9, 8
come latte e /atto aècagliare come cacio?
Di pelle e di carne mi hai rivestito, d'ossa
10 e di nervi mi hai intessuto (Gb 10, 10-11).
I:albero di fico
Nulla è contaminante nella formazione
d'un uomo, a meno che non intervenga-
Primizie dall'albero cli fico no a contaminarla l'adulterio e l'inconti-
Similmente la legge dell'Antico nenza. Dio formò Adamo e formò Eva, e
Testamento, che abbiamo detto essere plasmò con le sue mani divine sia il
rappresentata dall'immagine deff albero maschio sia la femmina, né alcuna parte
di fico, rigettò il primo popolo giudaico del loro corpo al principio fu creata
che era inutile, cioè peccatore e malvagio. impura. Tacciano tutti gli eretici che con-
Quando questi sicofanti, per usare una dannano il çorpo o piuttosto il Creatore
parola greca, erano stati scacciati, cioè i del corpo. Quanto a noi, però, ricordia-
saccenti e indegni israeliti, allora Dio creò moci di quel che scrisse Paolo: Non sape-
per mezzo di Cristo, attraverso la grazia, il te che i vostri corpi sono tempio dello
ricco e fruttuoso popolo cristiano, che fu Spirito Santo che è in voi? (1Cor6 19). Il
· condotto alla perfetta conoscenza del profeta parlando a nome di Gesù affer-
Vangelo. Sebbene vi sia un genio degli mava: «La mia carne è la loro».
alberi di fico che porta le loro primizie a Cirillo di Gerusalemme,
maturazione, chiamato doppia fruttifica- Le catechesi 12, 26
68 Osea

15
Scacciati dalla casa di Dio agli ignoranti impurità di questo genere
appaiono come abominazioni davanti a
Cacciare gli infedeli Dio». Quando giunse il mattino, li fece
rivestire di abiti secolari e disse loro:
Mentre stava ancora pregando un «Andate e comportatevi come è conve-
angelo del Signore, in aspetto terrifican- niente agli abiti le cui pratiche avete fatto
te, gli apparve recando nella mano una vostre». E li espulse lontano dai fratelli.
spada fiammeggiante sguainata. Egli Le parole del profeta si compirono in
disse a nostro padre Pacomio: «Come essi: «Li caccerò dalla mia casa, e non li
Dio ha cancellato il suo nome dal "Libro amerò più».
della vita,, (cf. Es 32, 33), cosl deve cac- La vita bohairica di Pacomio 108
ciare loro lontano.dai tuoi fratelli, perché
essi non sono ignoranti. In verità, perfino

SENTENZA DI CONDANNA ALLA PRIGIONIA

Rigogliosa vite era Israele, che. dava frutto abbondante; ma più abbon-
dante era i'l suo frutto, più. moltiplicava gli altari:· più ricca era la terra, più
belle faceva le sue stele. Il loro cuore è falso,· orbene, sconteranno la pena.'
Egli bi stesso demolirà i loro altari: distruggerà le loro stele. Allora diranno:
«Non abbiamo più re, perché non temiamo il Signore. Ma anche il re che
potrebbe fare per noi?». Dicono parole vane, giurano il falso, concludono
alleanze: la giustizia fiorisce come cicuta nei solchi dei cdmpi. Gli ab#anti
di Samaria trepidano per il vitello bj di Bet-Avèn, ne fa lutto il suo popolo e
i suoi sacerdoti' né fanno lamento bk, perché la sua gloria sta per andarsene.
Sarà portato anch'esso .in·Assiria come offèrta al gran re bi. Efraim ·ne avrà
vergogna, Israele arrossirà del suo consiglio bm. Perirà il re di Samaria come
un fuscello sul!'acqua. Le alture dell'iniquità, peccato d'Israele, saranno
distrutte, spine e rovi cres.ceranno sui loro altari> diranno ·ai monti: «Co-
pr#eci» e ai colli': «Cadete su di noi». Fin dai giorni di Gàbaa tu hai pecca-
to, Israele bn. Là si fermarono, e la battaglia non li raggiungerà forse in
Gàbaa contro i figli delFint'quità? Io verrò bo a colpirli': si raduneranno i
.popoli contro di loro perché sono attaccati bp alla loro duplice colpa.

bi NRSV: <<ll Signore».


bi Lezione dei LXX e della Peshitta; in ebraico: <<i vitelli».
bk Congettura nella Bibbia CEI e nella NRSV; in ebraico: «esultano».
bi In ebraico: «uri re che combatterà»; Vulgata: «E lo porteranno legato come dono al re».
hm NRSV: «del suo idolo».
bn LXX; «Israele ha peccato».
bo In ebraico: «nel mio desiderio di».
bp LXX: «sono puniti per>>.
Sentenza di condanna alla prigionia (10, 1-11) 69

E/raim è una giovenca addestrata cui piace trebbiare il grano. Ma io farò


pesare il giogo sul suo bel collo; attaccherò Efraim all'aratro e Giacobbe
all'erpice (10, 1-11).
I .

Israele ha risposto . alla sua abbondanza di terre con una proliferazione di idoli
(Girolamo). L'invio di Gesù ad Erode da parte di Pilato fu predetto da Osea (Giustino
Martire). Quando Gesù fu mandato da Erode, si compirono le Scritture (Tertulliano).

10
•1 Israele è una vite rigogliosa aveva predetto nella sua lungimiranza
. . con queste parole: «E lo portarono in
Proliferazione degli idoli Assiria come dono per il re».
Giustino Martire,
Avendo dei buoni germogli e rami Dt"alogo con Trifone 103
fruttiferi, [Israele] produsse molti grap-
poli, e r abbondanza delle uve eguagliò il
gran numero dei raini. Ma esso che in Pilato a Erode
precedenza era stato cosl, in seguito offe-
se Dio, trasformando l' abbandonza dei Il Signore stesso venne ad un proces-
frutti in un gran numero di offese. Più so con gli anziani e i capi del popolo, come
popolo eh.be, e più altari costrul, e supe- ha predetto Isaia (Is 3, 13-14: LXX). E
rò l'abbondanza della terra con il gran allora portò a compimento tutto ciò che
numero di idoli. era stato scritto della sua passione. A
Girolamo, quel tempo i pagani infuriavano, ed il
Commento su Osea 2, 10 popolo immaginava cose vane; i re della
terr~ si ·schierarono, ed i capi si riuniro-
no contro il Signore e contro il suo
56
· Il vitello di Bet-Avèn Cristo (Sàl 2, 1-2). I pagani erano Pilato
e i romani; il popolo erano le tribù di
Una profezia su Cristo Israele; i re erano rappresentati in Erode
e i capi nei sommi sacerdoti. Quando
E dopo la loro partenza stettero là dunque fu mandato arbitrariamente da
fino alla morte di Erode, l'uccisore dei Erode per ordine di Pilato, le parole di
bambini di Betlemme. Archelao, che gli Osea si compirono, p~iché egli aveva
successe, anche morì prima che Cristo profetato riguardo a Cristo: «E lo porte-
compisse per mezzo della sua crocifissio- ranno legato come dono al re».
-ne il piano. di suo Padre per la nostra Tei:tulliano,
redenzione. E quando il giovane Erode Contro Mardone 4, 42
successe ad Archelao e ricevette ciò che
gli era venuto in eredità, Pilato lo favorì
· 'I
inviandogli Gesù in catene, e questo Dio
70 Osea

IL FRUTTO DELLA GIUSTIZIA E IL FRUTTO DELL'INIQUITÀ

Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà bq,· disso-
datevi un campo nuovo br, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli
venga e diffonda su di voi la giustizia. Avete arato .empietà e mietuto ingiu-
stizia bs, avete mangiato il frutto della menzogna. Poiché hai riposto fiduda
nei tuoi carri bt e nella moltitudine dei tuoi guerrieri: un rumore di guerra
si alzerà contro le tue città e tutte le tue fortezze saranno distrutte. Come
Salmàn devastò Bet-Arbèl nel giorno della battaglia in cui la madre fu sfra-
cellata sui figli: cosi' sarà fatto a te bu, gente d'Israele bv, per l'enormità della ·
tua malizia. All'alba bw sarà la fine del re d'Israele (10, 12-15).
Questa luce è meglio compresa', quando viene applicata al fine di porre in azione la fede
(Origene). Il richiamo a portare il frutto della giustizia e della virtù fu predetto nell'Antico
Testamento (Basilio di Cesarea). I capi sono esortati a studiare diligentemente in modo da
impartire con .efficacia la fede ai catecumeni (Costituzioni apostoliche). Fate che luce della
giustizia splenda sugli altri (Giovanni Cassiano). Con l'esortazione, mediante l'esempio della
rettitudine personale, e con l'ammonimento riguardo il giorno del giudizio, il capo deve sco-
raggiare il peccato (Costituzioni apostoliche). L'empietà di Israele diede loro una speranza
falsa e priva di senso (Cirillo di Alessandria).

10 2
•1 Seminare giustizia p~r raccogliere noi istruiti e ragionevoli. Vi si aggiunge
salvezza poi la "verità", poiché la verità è la
somma sapienza. E così anche il profeta
Prima seminate giustizia, poi racco- mantiene questo ordine quando dice:
glietene i frutti «Seminate per voi secondo giustizia e
mietete il frutto della vita, siate.illumina-
Osserva anche come sia santo e ti dalla luce della scienza». Vedi come
mirabile l'ordine delle cose. Non viene non dica in primo luogo: «Siate illumina-
prima il loghion e poi r omerale, perché ti dalla luce della scienza», ma prima:
non la sapienza. precede le opere, ma «Seminate per voi secondo giustizia», e
prima bisogna che ci siano le opere e · non basta seminare, ma dice: «mietete il
dopo si deve cercare la sapienza. Ancora: frutto della vita», affinché dopo possiate
non prima la "manifestazione" del ((ra- adempiere quel che segue: «Siate illumi-
zionale", poiché non si deve prima am- nati dalla luce della scienza».
maestrare gli altri, quanto invece essere Origene, Omelie sul Levitico 6, 4

bq LXX: «il frutto della vita».


br LXX: «illuminate voi stessi con la luce della conoscenza».
bs LXX: <<Perché avete tenuto la vostra pace nell'empietà?».
bt Lezione dei LXX; in ebraico: «nella tua via».
bu LXX: «così io farò».
bv Lezione dei LXX; in ebraico: «o Bethel>>.
bw NRSV congettura: <<nella tempesta».
il frutto della giustizia e il /rutto dell'iniquz.tà (10, 12-15) 71

a
Il richiamo portare frutto avranno indotto molti alla giustizia,
risplenderanno come le stelle per sempre
Al fine di sapere con chiarezza cosa (Dn 12, 3 ), così come presso altri profeti
significhi non avere parte nelle opere che è detto: <<Accendete in voi il lume della
non portano frutto, vediamo, in primo scienza, finché c'è tempo». ·
luogo, quali azioni meritano la definizio- Giovanni Cassiano,
ne di "infruttuose", cioè, se siano solo Conferenze ai monaci 14, 9
quelle che sono proibite, o anche quelle
quelle che sono lodevoli, ma non vengo-
no compiute con buona disposizione. 13
Il frutto dell'iniquità
Nell'Antico Testamento, il profeta, para-
gonando i santi con lalbero, dice «che
Un'esortazione ad ammonire
porterà il suo frutto nella gil,lsta stagio-
ne». Salomone dichiara: I:opera del giu- È dovere del vescovo non restare in
sto è nella 'Vita, ma il frutto del malvagio è silenzio nel caso vi siano dei trasgressori,
il peccato (Prv 10, 16); ed Osea: Seminate ma di ammonirli, di esortarli, di ridurli
per voi secondo giustiz'ia, e raccogliete il alla ragione, di affliggerli con digiuni, in
frutto della vt'ta. modo da incutere un pio timore in tutti
Basilio di Cesarea, Sul Battesimo 2, 9 gli altri. Infatti egli è chiamato a educare
i figli d'Israele nella devozione (cf. Lv 15,
31). Il vesc.ovo deve essere una persona
Studiate la Parola che scoraggia dal peccare con le esorta-
zioni, che stabilisce un modulo di giusti-
Impegnatevi dunque, o vescovi, a stu- zia, che proclama i beni preparati da Dio,
diare la Parola, in modo da poter spiegare che dichiara quella collera che verrà nel
ogni cosa con esattezza e da poter nutrire giorno del giudizio, in modo che non
copiosamente la vostra gente con molta possa trascurare il campo di Dio, e favo-
dottrina, e da illuminarla con la luce della rire la sua condanna. Per evitare questa
Legge. Dice in.fatti Dio: «ffiuminatevi con trascuratezza, ascolta ciò che ha detto il
la luce della conoscenza, mentre ne avete profeta Osea: «Perché avete mantenuto
ancora l'opportunità». la vostra pace nell'empietà? Voi avete
Costituzioni apostoliche 2, 2, 5 raccolto i frutti della menzogna».
Costituzioni apostoliche 2, 3, 17
La purezza di cuore come base della
conoscenza Il frutto della menzogna è l'empietà
Pertanto, se vi sta a cuore arrivare «Hanno mangiato il frutto della
alla luce della scienza spiritu~e, non menzogna», cioè ebbero una sperru:iza
spinti dal vizio.di una vana presunzione, · inutile e folle. Infatti il vero frutto è quel-
ma per la grazia data in vista dell'emen- lo che può salvare ed aiutare, cioè l'amo.- .•1
dazione, infiammatevi anzituto del desi- re verso Dio e fa gloria della rettitudine. '
derio di quella beatitudine, di cui è detto: Al contrario il frutto falso verrà giusta-
Beati i puri di cuore) perché vedranno Dio mente considerato come empietà, poiché
(Mt 5, 8), in modo da poter giungere a alla fine esso discenderà completamente
quel traguardo, di cui parlò l'angelo a al livello più abominevole.
Daniele: I saggi risplenderanno con lo Cirillo di Alessandria,
splendore del firmamento; coloro che Commento su Osea 6, 122.
72 Osea

INCONDIZIONATO AMÒRE PATERNO

Quando Israele era giovinetto, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato


mio figlio. Ma più li chiamavo bx, più si allontanavano da me by; immolava-
no vittime ai Baal agli idoli bruciavano incensi. Ad Efraim io insegnavo a
cammt'nare tenendolo per mano hz, ma essi non compresero che avevo cura
di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli
da mangiare. Ritornerà al paese d'Egitto, Assur sarà il suo re, perché non
hanno voluto convertirsi. La spada farà strage nelle loro àttà, sterminerà i
loro figli: demolirà le loro fortezze ca,
Il mio popolo è duro a convertirsi cb: chiamato a guardare in alto nessu- ·
no sa sollevare lo sguardo. Come potrei abbandonarti, E/raim, come conse-
gnarti ad altrl Israele? Come potrei trattarti al pari di Admà, ridur# allo
stato di Zeboìm? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo
freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò
a distrugger{? Efraim, perché son.o Dio e non uomo; sono t'l Santo in mezzo
a te e non verrò nella mia t'ra cc.
Seguiranno il Signore ed egli' ruggirà come un leone: quando ruggirà,
accorreranno i ·suoi figli dall'occidente, accorreranno come uccelli dal-
l'Egitto, come colombe dall'Assiria e lt'farò abitare nelle loro case. Oracolo
del Signore.
. .Efraim mi raggira con menzogne e la casa d'Israele con frode. Giuda è ·
ribelle a Dio cd al Santo fedele (11, 1 - 12, 1 cc).
La chiamata della sacra famiglia in Egitto fu predetta dai profeti (Giovanni
Crisostomo). Dio richiama alla disciplina Israele come un padre che ama il proprio figlio
(Teodoreto di Cirro). Gesù è il figlio chiamato dall'Egitto cui allude Osea (Efrem). Colui
che è chiamato il pane celeste è il figlio chiamato dall'Egitto (Gregorio di Nazianzo). Dio
mostra il suo amore verso Israele legandogli i piedi (Cirillo di Alessandria), e traendolo
verso di sé con le corde dell'amore (Girolamo). Dio non abbandonerà Efraim, sebbene il
cuore di Dio sia metaforicamente turbato dal rimpianto (Giovanni Crisostomo). Dio espri-
me in modi diversi il suo amore paterno (Teodoreto di Cirro). Dio non abita là dove c'è il
peccato (Girolamo).

bx Lezione dei LXX; in ebraico: <<li chiamavano». .


by Lezione dei LXX; in ebraico: «da loro».
bz Lezione dei LXX, Peshitta e Vulgata; in ebraico «prendendolo nelle sue braccia>>.
ca In ebraico: «consigli».
cb n significato del testo ebraico è incerto.
cc NRSV congettura: «a distruggere»; in ebraico: «nella città>>.
cd NRSV congettura: «Giuda è ancora conosciuto da Pio».
cc Nella NRSV la numerazione del versetto 12, 1 è 11, 12.
Incondizionato amore paterno (11, 1 - 12, 1) 73

u, 1 Il figlio chiamato dall'Egitto l'Egitto (cf. Mt 2, 15);aveva perso il suo


titolo di figlio per aver adorato Baal ed
Chi è «mio Figlio»?
I .
aver offerto incenso agli idoli, Giovanni
diede ad esso uri nome che gli si confa-
Erode lo cercò dopo la sua nascita. cesse: razza di vipere (cf. Mt 3, 7). Dal
Era intenzionato ad uccidere tutti i bambi- momento che la gente d'Israele aveva
ni di quella città. Ed anche il profeta rive- perso quel titolo di «figlio», che gl.i er~
lò questo, predicendolo molto tempo stato concesso attraverso la grazia ai
prima quando dichiarò: Un grido è stato tempi di Mosè, essa ricevette da ~i~­
udito in Ranla, un pianto e un lamento vanni un nome consono alle loro az1om.
graride; Rachele piange i suoi,figli, e non Dopo che il Signore era disceso nella
vuole essere consolata perche non sono terra d'Egitto ed era tornato di lì, ·
più. Le Scritture predissero anche eh~ l'Evangelista disse: Ora la parola veritiera
sarebbe andato in Egitto, quando afferma-
pronunciata dal profeta è compiuta. «Egli
rono: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
disse: Chiamerò mio figlio dall'Egitto»
Giovanni Crisostomo,
(Mt 2, 15), ed anche: Sarà chiamato Na-
Dimostrazioni contro i pagani 3, 7 zareno (Mt 2, 23), poiché in ebraico nezer
significa «scettro», ed 'il profeta lo chiama
«Nazareno», p~iché egli è Figlio dellq
Il castigo dell'amore paterno scettro.
Il fatto che subiscano questa puni- Efrem, Commento
zione è la conseguenza della loro follia e sul Diatessaron di Taziano 3, 8-9
del loro atteggiamento puerile. Li ho
richiamati dall'Egitto e li ho liberati da
un'aspra schiavitù, ma si s~no dJmostrat~ _ Il Signore operò in Egitto
ingrati ed hanno .scelt~ di venerare ~li
Mi rivolgerò come è giusto a coloro
idoli, che hanno chiamato «Baah».
che sono giunti dall'Egitto. Sono venuti
Sebbene io sia colui che insegnò loro a
qui con decisione, dopo aver superato l~
camminare, che li curò dalla loro goffa
cattiva volontà con lo zelo. Sono venuti
andatura che mostrò loro amore paterno ·
e che li c~rò in ogni maniera, hanno rifiu-
dall'Egitto che è arricchito dal fiume che
tato di riconoscermi, sebbene -Ii abbia
è Cristo, piovendo fuori dalla terra e
come un un mare nella sua stagione - se
protetti da molteplici distr~zioni pe~
anch'io posso seguire nel mio piccolo
mano degli invasori, come se.. li attaccassi
a me in un vincolo d' ainore. E nell'amore quelli che hanno parlato così eloquente-
che ancora adesso mi prendo cura di . mente di questi argomenti. Anch'essi
loro, . e li coinvolgo in questi castighi, sono arricchiti da Cristo, il mio Signore.
agendo come uno che colpisce alla guan_- Anche lui un tempo si rifugiò in Egitto;
cia un bimbo irrequieto e maleducato. la prima volta quando fuggì al massacro
Teodoreto di Cirro, dei bambini ordinato da Erode (cf. Mt 2, \
Commento su Osea 11, 1-4 13), ed ora per l'amore dei padri ~erso ~
loro figli, per Cristo il nuovo cibo di
coloro che sono affamati di bene (cf. Gv .
6 3 3) che offre la più grande elargizione
Sarà chiamato Nazareno
dl
gr;no di cui parli la storia e a cui gli
Dopo che Israele, simbolica?1ente uomini credano. Egli è il pane che scese
chiamato «figlio» fin dai tempi del- dal cielo e dà vita al mondo, quella vita
74 Osea

che è indistruttibile ed indissolubile. È ste, così da poter mangiare con loro, aven-
di lui che mi sembra adesso udire il do assunto forma umana. O piuttosto hò
Padre dire: <<Dall'Egitto ho chiamato dato loro il mio corpo come cibo; sono
mio figlio». stato sia cibo c}ie compagno cli mensa.
Gregorio di Nazianzo, _ Girolamo,
Orazioni 34, 1 Commento su Osea 3, 11

3
Dz'? ha insegnato ad E/rat'm a cam- 9
La promessa a E/raim
minare
I limiti del linguaggio
Le cure paterne di Dio La filantropia di Dio non tollera
<<Poiché sono behevolo e generoso, [l'abbandono]. «Cosa posso fare per voi?
legai i piedi di Efraim», cioè di tutto Vi considererò come ho considerato
Israele ... sebbene egli fosse maldestro. Sodoma, e vi <listriggerò come Gomorra?
Dio stesso ci dice perché aveva fatto cosl: Il mio cuore è turbato». Qui l'wore di
«Li solleverò nelle mie braccia». Questa Dio sembra imitare il sentimento dell' es-
immagine è ripresa dalla puericoltura. . sere umano o, per meglio dire, l'affetto di
Coloro che prendono i bimbi in braccio una madre. «Il mio cuore è turbato, pro-
sono quelli che legano loro i piedi e li prio come direbbe una donna riguardo al
uniscono. Infatti è necessario, io penso, suo bambino. Il mio cuore è turbato
che le cosce e le ginocchia di chi siede come quello di una madre». Tuttavia la
debbano essere tenute insieme. Ed è così metafora precedente era adeguata solo
invero. «Legai i piedi» come per esempio parzialmente. «Il mio cuore è turbato nel
fu scritto a proposito di Abramo, il quale mio rimpianto»? Dio è turbato! Che nes-
legò ·suo figlio Isacco, quando pensò di suno lo pensi mai! Dio non voglia!
doverlo portare in sacrificio a Dio. Giovanni Crisostomo, Omelie sul
Bisogna notare che la versione ebraica ed pentimento e.le elemosine 4, 18
altre versioni [del testo biblico] non
hanno «legai i piedi», ma piuttosto
«divenni come uno che nutre Efraim». Flessibilità della pedagogia divina
Cirillo di Alessandria,
Commento su Osea 6, -126 «Il mio cuore si commuove dentro
di me, il mio intimo freme di compassio-
ne. Non darò sfogo all'ardore della mia
4
Le corde della compassione ira, non tornerò a distruggere Efraim».
Dio imita un padre ed una madre che
sono naturalmente preoccupati e non
Amante del genere umano
possono tenersi lontani dai propri figli
E come amante del genere umano li per lungo tempo. Egli dice ciò, tuttavia,
attirerò a credere nelle corde dell'amore, non perché desidera una cosa adesso e
proprio come è scritto nel Vangelo: Nes- poi cambia idea. Piuttosto esprime il suo
suno può vénire a me, se non lo attira il pensiero in forme div~rse, con la collera e
Padre che mi ha mandato (Gv 6, 44). Ma I'amore, con la minaccia e la misericor-
essi hanno pensato che il mio 1eggero dia, col punire e col persuadere.
giogo fosse molto pesante; e mi sono pie- Teodoreto di Cirro,
gato verso di loro, lasciando il regno cele- Commento su Osea 11
:!:attenzione pedagogica di Dio verso il ribelle (12, 2-15) · 75

Dio è santo suo figlio, Enoch. Tutto questo viene can-


tato quotidianamente dalle labbra de
Nello stesso libro, è scritto: «lo sono sacerdoti: 'O µovoç àvaµap-r6ç, che nella
Did, e non un uomo, il santo in mezzo a nostra lingua è tradotto come qui solus
voi, e non entrerò nella città», cioè nella est sine peccato 3
tana dei vizi. Egli è il solo a non entrare Girolamo,
nella città che Caino costruì nel nome di Contro i pelagiani 2, 23

L'ATIENZIONE PEDAGOGICA DI DIO VERSO IL RIBELLE

E/raim si pasce di vento e insegue il vento d'oriente; ogni giorno molti-


plica menzogne e viÒlénze/.fanno alleanze con l'Assiria e portano olio in
. Egitto. ·
Il Signore è in lite con Giuda e tratterà Giacobbe secondo la sua condot-
ta, lo ripagherà secondo le sue azioni. Egli nel grembo materno soppiantò il
fratello e da adulto lottò con Dio, lottò con l'angelo e vinse, pianse e doman-
dò grazia. Ritrovò Dio in Bete! e là gli parlò cf. ·«Signore, Dio degli eserciti,
·Signore» è il suo nome. Tu ritorna al tuo Dio, osserva la bontà e la giustizia
e nel tuo Dio poni la tua speranza, sempre. Canaan tiene in mano ·bilance
false, ama frodare. E/raim ha detto: «Sono ricco, mi son fatto una fortuna;
malgrado tutti i miei guadagni non troveranno motivo di peccato per me cg».
Eppure io sono il Signore tuo Dio fin dal paese d'Egitto. Ti/arò ancora
abitare sotto le tende come ai giorni del convegno. Io parlerò ai eh profeti,
moltiplicherò le visioni e per mezzo· dei profeti parlerò con parabole. Se
Gàlaad è una colpa, essi non sono che menzogna; in Gàlgala si sacrifica ai
tori: perciò i loro altari saranno come mucchi di pietre nei solchi dei campi.
Giacobbe fuggì nella regione 4i Aram, Israele prestò servizio per una donna
e per una moglie fece il guardiano di bestiame. Per mezzo di un profeta il
.Signore fece uscire Israele dall'Egitto e per mezzo di un profeta lo custodi~
E/raim provocò Dio amaramente, il Signore gli farà cadere addosso il san-
gue versato e lo ripagherà del suo vituperio (12, 2-15).
Le superstizioni sono paragonate ad urra prostituzione spirituale (Agostino). I.:usanza
di Cristo di insegnare nel Tempio fu predetta da Osea (Tertulliano). La prosperità terrena,~\

cf Lezione dei LXX e della Peshitta; in ebraico: «ci parlò».


cg Il testo ebraico è di significato incerto.
eh LXX: «per mezzo dei>>.

3 «colui che è l'unico senza peccato».


76 Osea

anche ottenuta onestamente, quando non è unita alla carità verso il prossimo, sarà giudica-
ta come un furto davanti a Dio (Basilio di Cesarea). Diversi doni dello Spirito continuaro-
no ad operare al tempo degli apostoli (Ireneo). Dio acconsente ad incontrare gli esseri
umani attraverso visioni e parole profetiche (Giovanni Crisostomo). Prima del suo martirio
Stefano diede espressione alle visioni ed ai messaggi annunciati dai profeti riguardo il Figlio
di Dio (Ireneo). Le visioni profetiche puntano all'essenza di Dio ma non la rivelano diretta-
mente (Giovanni Crisostomo).

12 2
• Inseguendo il vento 5
Dt'o a Bete!
La frenetica ricerca di superstizione Di_o è nel suo sacro Tempio
Ricordo pure che, avendo voluto Vi erano luoghi a Gerusalemme
partecipare a un concorso di poesia tea- dove egli insegnava, ed altri in cui si riti-
trale, un oscuro aruspice mi fece chiede- rava (cf. Le 21, 37). Durante il giorno
re quale ricompensa ero disposto a dar- insegnava al Tempio. Proprio questo era
gli, perché mi facesse vincere. Risposi che stato predetto da Osea: «Nella mia casa 4
detestavo e aborrivo le sue luride prati- mi hanno trovato, e là ho parlato a loro».
che, e neppure se la corona fosse stata Tertulliano,
d 'oro indistruttibile avrei permesso che Co_ntro Marcione 4, 39
s'immolasse una mosca per la mia vitto-
ria. Era infatti evidente che si preparava a
immolare nei suoi sacrifici alcuni animali 7
Osserva la bontà e la giustà.ia
nell'intento di attrarre su di me con tali
omaggi i favori dei demòni. Rifiutai dun- Misericordia e giustizia per chi è
que un simile misfatto, ma ancora nna privo di mezzi
volta non in nome della tua illibatezza,
Dio del mio cuore, perché non sapevo Unisci la giustizia alla misericordia,
amarti, non sapendo pensare a uno splen- spendendo in misercordia ciò che possie-
dore privo di corpo: e un'anima che di con giustizia. È scritto: «Osserva la
sospira dietro a simili immaginazioni non bontà e la giustizia, e avvicinati sempre al
tresca forse lontano da te (cf. Lv 19, 31), tuo Dio». Poiché Dio ama la misericordia
non poggia su falsità, non nutre i venti? e la giustizia, chi osserva la misericordia e
Non volevo certamente che s'immolasse- la giustizia si avvicina a .Dio. Rimane poi,
ro vi~time per me ai demòni; io stesso per ognuno di noi, di fare un esame di
però m'immolavo a loro mediante la mia coscienza; e per il ricco di fare un attento
·. superstizione: e che altro è ~<nutrire i inventario delle sue risorse private, da cui
venti», se non nutrire i demòni, offrire egli offrirà doni a Dio, di assicurarsi che
cioè ad essi col proprio errore motivi di non abbia oppresso una persona povera,
. .godimento e derisione? o usato la forza contro uno più debole di
Agostino, lui, o non abbia ingannato qualcuno che
Le confessioni 4, 2, 3 dipende da lui, prendendosi cosl licenza

4 Betd.
:L'attenzione pedagogica di Dio verso il ribelle (12, 2-15) 77

invece di usare giustizia. Noi siamo tenu-· dei loro peccati». Pertanto furono resi
ti a pratiçare equità e giustizia anche santi coloro che giunsero a riconoscere
verso coloro che ci sono servitori. l'unico e solo Dio per mezzo di varie
1
Basilio di Cesarea, Omelia dispensazioni, il quale dall'inizio alla fine
s.ulla misericordia e la giustizia 3, 2 era presente con umanità iri diverse
dispensazioni, proprio come era stato
dichiarato dal profeta Osea: Moltipli-
11
Visioni e parabole cherò le visioni e parlerò per ·mezzo dei
· profeti.
La rivelazione di Dio prevista dai Ireneo,
profeti Contro le eresie 3, 12, 13
Così, dunque, Dio fu rivelato"; ·infatti
il Padre splende in tutte queste opere, lo Dio rivela se stesso gradualmente
Spirito agisce ed il Figlio amministra,
mentre il Padre approva e la salvezza Com~ mai; allora, Giovanni dice:
viene finalmente ottenuta. Come egli Nessuno ha mai visto Dio (Gv 1, 18)? Egli
dichiara . ariche per mezzo del profeta dice questo in modo che tu possa render-
Osea: <<Moltiplicherò le visioni e parlerò ti conto che sta facendo riferimento ad
- per mezzo dei profeti». Ma lApostolo una chiara conoscenza e ad una perfetta
spiegò con maggiore chiarezza questo comprensione di Dio. Tutti i casi citati
passo, quando disse: Ora vi sono differen- erano esempi della accondiscendenza e
ze di doni: ma uno stesso Spirito; e ci sono della volontà di adattamento di Dio. Che
dif/erenze di elargizioni, ma un unico nessuno di questi profeti abbia mai visto
Signore; e ci sono differenze di azioni, ma l'essenza di Dio nel suo stato puro risulta
un solo Dio che ha operato tutto. La mani- chiaro dal fatto che ciascuno di essi lo
festazione dello Spirito è concessa a chiun- vide in modi differenti. Dio è un essere
que per trarne giovamento (1 Cor 12, 4-7). semplice; non è composto di patti; è
Colui che compie ogni cosa è Dio. senza forma o figura. Ma tutti questi pro-
Ireneo, feti videro forme differenti e figure diver-
Contro le eresie 4, 20, 6 se. Dio ci ha dato una chiara prova di ciò
per bocca di un altro profeta. Ed egli ha
persuaso gli altri profeti del fatto che essi
Stefano, conoscendo i profeti, vide non avevano visto la sua essenza nella sua
~Figlio natura esatta, quando disse: «Ho molti-
plicato le visioni, e per mezzo del servizio
Stefano, insegnando queste verità, dei. profeti sono stato rappresentato».
mentre era ancora sulla terra, vide la glo- Dio vuole dire: «Non ho mostrato la mia
ria di Dio e di Gesù alla sua destra, ed vera essenza, ma sono disceso pet accon-
esclamò: Ecco, vedo che i cieli si sono discendenza, e mi sono adattato alla
aperti, ed il Figlio dell'uomo che è alla debolezza dei loro occhi». ..,,
destra di Dio (At 7, 56). Quando disse Giovanni Crisostomo,
queste parole, egli fu lapidato. Così portò Contro gli anomei 4, 19
a compimento l'insegnamento perfetto, ·
imitando in ogni aspetto colui che fu con-
dotto al martirio, e pregando per coloro
che lo massacravano con queste parole:
«Signore, non porre questo nel novero
78 Osea

LI REDIMERÒ DALLA MORTE?

Quando E/raim parlava, incuteva terrore, era un principe in Israele. Ma


si è reso colpevole con Baal ed è decaduto. Tuttavia continuano a peccare e
con il loro argento si sono fatti statue /use, idoli di loro invenzione, tutti
lavori di artigiani. Dicono: «Offri loro sacrifici» ci e mandano baci ai vitelli.
ferciò saranno come nube del mattino, come rugiada che all'alba svanisce,
come pula lanciata lontano dall'aia, çome fumo che esce dalla finestra.
Eppure iò sono il Signore tuo Dio ·ci fin dal paese d'Egitto, non devi
1
conoscere altro Dio fuori di me, non c è salvatore fuori di me. Io ti ho pro-
tetto ck nel deserto, in quell'arida terra. Nel loro pascolo cl si sono saziat~ si
sono saziati e il loro cuore si è inorgoglito, per questo mi hanno dimentica-
to. Perciò io sarò per loro come un leone cm, come un leopardo li.spierò per
la via, li assallrò come un'orsa privata deifigli: spezzerò l'involucro del loro
cuore, li divorerò come una leonessa; li sbraneranno le bestie selvatiche.
Io ti distruggerò, Israele, e chi cn potrà venirti in aiuto? Dov'è ora il tuo
re co, che ti possa salvare? Dove sono i capi in tutte le tue città e i governan-
ti cp di cui dicevi: «Dammi un re e dei capi»? Ti ho dato un re nella mia ira
e con sdegno te lo riprendo. ·
!:iniquità di E/raim è chiusa in luogo sicuro il suo peccato è ben custo-
1

dito. Dolori di partoriente· lo sorprenderanno, ma ·egli" è figlio privo di


senno, poiché non si presenta a suo tempo all'uscire dal seno materno. Li
· strapperò di mano agli inferi: li riscatterò dalla morte? Dov'è cq, o morte, la
tua peste? Dov'è cr, o in/eri: il vostro sterminio? es. La compassione è nasco-
sta ai miei occhi. Efraim prosperi pure in mezzo ai fratelli et: verrà il vento
d'oriente, si alzerà dal deserto il soffio del Signore e farà inaridire le sue sor-
genti: farà seccare le sue fonti: distruggerà il tesoro di tuttt' i vasi prezz·osi.

ci In ebraico: «A costoro dicono sacrifici di popolo». .


ci LXX aggiunge: «che fonda il cielo e crea la terra, le cui mani hanno circondato l'intero fir-
mamento del cido; ma non li ho mostrati a te in modo che potessi andare dietro di loro; e ti ho alle-
vato».
clc LXX: <<ti ho portato al pascolo».
cl In ebraico: «secondo il loro pascolo».
c:m LXX: «pantera».
cn Lezione dei LXX e Peshitta; in ebraico: «perché in me è il vostro aiuto».
co Lezione dei LXX, Peshitta e Vulgata; in ebraico: «io sarò il tuo re».
cp NRSV congettura: «dove sono tutti i tuoi capi per difenderti>>. .
cq Lezione dei LXX e Peshitta; in ebraico: <<io sarò».
er Come nota precedente.
es Vulgata: «0 morte, io sarò la tua morte; o inferi, io sarp il vostro freno».
et NRSV congettura: «come una pianta di canna».
Li redimerò dalla morte? (13, 1 - 14, 1) 79

Samaria espierà, perché si è ribellata al suo Dio. Periranno di spada,


saranno sfracellati i bambini> le·donne incinte sventrate (13, 1 - 14, 1 cu).
1
La vita è una breve esperienza simile ad una nube di vapore (Gregorio di Nazianzo).
Solo Dio è il vero creatore dell'universo (Ilario). Gesù è l'agnello che ha sofferto, ed il leone
che ha vinto (Agostino). I cattivi governanti non sono responsabili per tutte le iniquità dei
loro sudditi, anche in considerazione del fatto che governano per volere di Dio (Gregorio
. Magno). Saul fu portato al potere da Dio per punire i peccatori, mentre, allo stesso tempo,
soffrì a causa di un demone che' lo punì per i suoi. peccati (Agostino). La capacità di
Giovanni di comprendere l'esistenza eterna di Cristo con Dio fu una rivelazione divina
(Ambrogio). La morte è stata sconfitta, sebbene la carne continui a turbare coloro che
vogliono condurre una vita casta (Agostino). La morte, che ci separa da Dio in questa vita,
è stata sconfitta da Gesù (Braulione di Saragozza). Cristo ha salvato la vita terrena dalla bas-
sezza del mondo e ha portato le anime degli uomini in paradiso, come ha predetto Osea
(Gregorio Magno). Cristo è il serpente di bronzo che ha distrutto tutti i poteri della morte
(Gregorio di Nazianzo). Cristo ha ingoiato il peccato, che è risultato nella morte, ma poi il
)peccato e la morte sono stati consumati sulla croce (Paolo Orosio). Osea ha predetto la
venuta dell'anticristo (Ippolito).

4
13
• >Come nube del mattino Nessun altro Dio

La vita è breve Solo Dio è il Creatore


Questa, fratelli, è la nostra vita, noi Tutte le cose sono state create attra-
che abbiamo un'esistenza così transitoria. verso il Signore Gesù Cristo, e pertanto il
Questo è il ruolo che giochiamo sulla nome che a lui conviene è quello di
terra. Non esistiamo, e poi nasciamo, e Creatore. La natura ed il titolo di ciò che
dopo essere nati ci dissolviamo. Siamo un · lui stesso ha creato non sono adatti a lui.
sogno passeggero (cf. Gb 20, 8), un'appa- Nostro testimone è Melchisedech, che
rizione senza sostanza, il volo di un uccel- proclama Dio come il Creatore del cielo e
lo che passa, una nave che non lascia della terra con le seguenti parole: Sia
traccia sul mare (cf. Sap 5, 10-11). Siamo benedetto Abramo da Dio l'Altissimo, che
polvere, vapore, la rugiada del mattino, ha creato il cielo e la terra (Gn 14, 1).
un fiore che cresce per un attimo, ed in Anche il profeta Osea è un testimone,
· un attimo si secca. I giorni del!' uomo sono quando dice: «lo sono il Signore Dio tuo,
come erba: come il fiore del campo così che ha corroborato i cieli e creato tutte le
anch'esso fiorirà (Sa! "l 02, 15). Quanto schiere del cielo». Anche Pietro è un
giustamente Davide ha meditato sulla testimone, che scrive: Raccomandando le
nostra debolezza: Dichiarami la scarsezza vostre anime come ad un fedele credtore (1
dei miei giorni (Sal 89, 12). · Pt 4, 19). Perché attribuiamo il nome del-\
Gregorio di Nazianzo, l'opera all'artigiano? Perché diamo a Dio
Orazioni 7, 19 il nostro stesso nome? Egli è il nostro

cu Nella NRSV il versetto 14, 1 è numerato 13, 16.


80 Osea

Creatore, il Creatore dell'intero ordine 11


Re dati e presi
celeste.
Ilario di Poitiers, È vero che anche gli eletti possono
Sulla Trinità 12, 4 essere sottoposti al potere tempora-
le dei reprobi?
8
Divorando come un leone Ma nessuno di quanti subiscono un
tale capo, accusi colui che egli subisce,
L'agnello che soffre, ed il leone che essendo per propria colpa se soggiace al
dominio del capo perverso. Accusi piutto-
divora
sto la propria azione colpevole anziché
· · .Così il Signore Gesù Cristo è detto l'ingiustizia di chi lo governa. Infatti sta .
leone della tribù di Giuda (Ap 5, 5) e tut- scritto: «Ti darò dei re nella mia ira».
tavia il Signore Gesù Cristo non è un Perché allora disprezziamo i nostri capi,
leone. Cosl è detto agnello e non è agnel- che l'ira del Signore ha permesso che eser-
lo; cosl è detto pecora e non è pecora; citino il governo su di noi? Ora, se per le
così è detto vitello ed è un'altra cosa. Alla nostre colpe abbiamo ricevuto governanti
stessa maniera si dice inganno ma non è dall'ira cli Dio, in base al loro comporta-
veramente inganno. Indaghiamo allora mento sappiamo quale giudizio dobbiamo
perché si parla di inganno. Indaghiamo avere di noi. È anche vero che spesso
perché sono attribuiti tutti quei nomi. anche gli eletti devono sottostare ai malva-
Perché Cristo è chi~mato leone? Per la gi. Per cui, Davide a lungo subì Saul, ma
potenza. Perché è chiamato pietra? Per la dalla successiva colpa di adulterio risulta
stabilità. Perché è chiamato agnello? Per chiaro perché allora ha meritato di essere
l'innocenza. Perché è chiamato vitello? oppresso con tanta asprezza dal re.
Perché è vittima. Perché è chiamato Gregorio Magno, Commento
monte? Per la sua grandezza. Perché morale a Giobbe 25, 34
manna? Per la sua dolcezza. Perché quin-
di si dice inganno? Vediamo che cosa
significhi inganno e sapremo perché si Ironia del castigo di·Saul
parla di inganno. Sappiamo infatti che
cos'è la pietra, e tuttavia si paragona alla Loda l'iniquo re Saul perché an-
pietra sia l'uomo inetto e insensibile sia ch'egli fu pena dei peccatori, avendo il
l'uomo vigoroso e saldo e dal paragone Signore detto: Ti concedo un re nella mia
trai motivo di lode per la fermezza e di ira. Loda pure il demonio, che il re stesso
biasimo per l'insensibilità. Vediamo nella ha dovuto sopportare perché anche que-
pietra la fermezza e accettiamo Cristo sti è stato pena del peccatore (cf. 1 Sam
come pietra: La pietra poi era Cristo. 16, 14). Loda la cecità del cuore che c'è
· Agostino, stata da parte di Israele. Non si passi sotto
Discorsi 4, 22 silenzio il perché è stato detto: .. .finch é
l'insieme dei pagani non sia entrato (Rm
11, 25), a meno che non vorrai negare che
anche questa è stata una pena, e che sia
stata non una pena qualunque, ma una
r grandissima pena, se fossi amante della
luce interiore, lo dovresti ·gridare.
Agostino,
Contro Giuliano 3, 8
Li redimerò dalla morte? (13, 1 - 14, 1) 81.

14 Le piaghe della morte con la sua morte ha riportato vittoria su


di te. E allora i vincitori diranno: Dov'è, o
Risurrezione morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il
I tuo pungiglione? (1 Cor 15, 55).
Nessuno poté conoscere. la sapienza Agostino,
. perché nessuno conosce il Padre se non il Discorsi 128, 8, 10
Figlio e quello cui il Figlio lo voglia rivela-
re (Mt 11, 27). Egli stesso dunque lo rive-
lò a Giovanni, pei·ché con lui c'era la Distruzione del potere della morte
sapienza: In principo era il Verbo e il
Verbo era presso Dio (Gv 1, 1). La morte Nonostante queste parole, noi ·siamo
e la malvagità ignorano la sapienza. Non turbati così profondamente da scoppiare
avrebbe potuto possederla la morte, per- in lacrime, e la forza del desiderio
ché essa ha detto: Dov'è, morte, la tua vit- distrugge le convinzioni della mente.
toria? Dov'è, morte, il tuo pungiglione? (1 Quanto è miserabile il genere umano!
Cor 15, 55). · Quanto è vana la nostra vita senza Cristo!
Ambrogio, Rimostranze O morte, che separi coloro che sono
di Giobbe e di Davide 1, 9, 31 uniti, crudele e spietata nell'allontanare
coloro che sono uniti nell'amicizia! Ma
ora il tuo potere è distrutto. Ora quel tuo
Sconfitta della morte e della lussuria giogo malvagio è infranto da colui che ti
ha severamente minacciato nelle parole
Che vuole l'uomo casto? Che non di Osea: «0 morte, ti darò dei morsi!».
insorga nelle proprie membra un deside- Braulione di Saragozza,
rio contrario alla castità. Vuole la pace, Lettere 19
ma non la possiede ancora. In realtà,
quando si sarà giunti là dove non può
affatto insorgere un desiderio da combat- La morte sconfitta per coloro che
tere, non ci sarà alcun nemico con il credono
quale dobbiamo lottare; neppure c'è da
attendersi, là, una vittoria, perché si Con questa (solennità della Pasqua)
trionfa del nemico già vinto. Sta' a senti- gli eletti, posti in uno stato di quiete oltre
re proprio la vittoria dalle parole dello però le barriere degli inferi sono stati
stesso Apostolo: È necessario che questo ricondotti ai gaudi paradisiaci. Il Signore
corpo corruttibile si rivesta d'incorruttibi- portò così a compimento nella sua risur-
lità e questo corpo mortale si vesta d'im- rezione la promessa fatta prima della pas-
mortalità. Quando poi questo corpo cor- sione: Quando sarò innalzato da terra atti-
ruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e rerò a me tutte le cose (Gv 12, 32). Attirò
questo corpo mortale di immortalità, allo- a sé tutte le cose per non aver abbando-
ra si compirà la parola che è stata scritta: nato negli inferi nessuno dei suoi eletti.
«La morte è stata ingoiata per la vittoria» Portò con sé tutte le cose: quelle, cioè,
(cf. Is 25, 8). Ascolta le voci di trionfo dei che erano oggetto di elezione. Il Signore!
vincitori: Dov'è, o morte, la tua vittoria? infatti, risorgendo, non accordò il perdo-
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? (1 Cor no a chi aveva rifiutato la fede e ai con-
15, 55). Hai percosso, hai ferito, hai fatto dannati agli eterni supplizi per i -loro cri-
cedere; ma è stato ferito per me colui che mini, ma strappò dalla ,Prigione degli
mi ha formato. O morte, o morte! E stato inferi quanti riconobbe come suoi nella
ferito per me colui che mi ha formato, e fede e nelle opere. Per questo Osea giu-
82 Osea

stamentc scrive: «0 morte, io ti anniente- Promessa di nuovi corpi


rò: ti darò dei morsi, o inferno». Quando
procuriamo la morte, facciamo infatti in Così, se la gloria dell'incorruttibilità.
modo che nulla rimanga, ma se diamo dei è stata nascosta alle genti del nostro
morsi asportiamo una parte e abbando- tempo, come puoi, in questo stesso
niamo il resto. Avendo dunque Cristo tempo, vantarti del fatto di essere capace
annientato la morte nei suoi eletti, fu per di rivestirti di quella stessa incorruttibili-
loro morte della morte. Quanto a chi tà? Infatti, come l'affondare riel peccato è
stava negli inferi, ne liberò alcuni ma diventato per gli uomini l'inizio della cor-
lasciò altri, e quindi non vi produsse la ruzione, così il non avere peccati divente-
morte, limitandosi a dare - per così di- rà l'inizio dell'incorruzione. Chi, dunque,
re - dei morsi. Disse infatti: «Ti anniente- ha nascosto ciò prima del giudizio di Dio,
rò, o morte»; come a dire: Siccome ti o l'ha rimosso dàl seno di Cristo per con-
distruggo radicalmente nei miei eletti, segnartelo? O forse pensi che una perso-
agisco con funzione di morte anche su di na non meriterebbe di ricevere ciò in
te; sarò per te come un morso, o inferno, futuro dalla mano del Signore? Il più illu-
perché, avendo sottratto a te gli eletti, in stre degli uomini, Paolo, ci insegna que-
parte ti ho come trafitto. sto e dice: Quando poi questo corpo cor-
Gregorio Magno, ruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità.e
OmeHe sui Vangeli 2, 22, 6 questo corpo mortale d'immortalità, si
compirà la parola della Scrittura: La
morte è stata ingoiata per la vittoria.
Confronto fra Cristo e il serpente di Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o
rame morte, t'l tuo pungiglione? (Is 25, 8). Il
pungiglione della morte è il peccato (cf. 1
Ma quel serpente di rame (cf. Nm Cor 15, 54-56). Con queste parole l'A-
21, 9) fu appeso come rimedio al morso postolo ci mostra che nessuno può ~sso­
dei serpenti, non come una figura di colui lutamente trascurare la morte ed il pecca-
che soffrl per noi, ma come un contrasto. to, finché l'immortalità non sarà seguita
E [il serpente di rame] salvò coloro che alla mortalità, e l'incorruzione alla corru-
lo guardavano, non perché credevano zione, e, con la distruzione della debolez-
che vivesse, ma perché era stato ucciso, e za, la perfetta virtù ne avrà preso il posto;
con esso erano stati uccisi i poteri che gli quando, cioè, non ci sarà più né maschio
erano soggetti, essendo stati distrutti né femmina, e tutti saranno simili agli
come meritavano. E qual è il giusto epi- angeli di Dio.
taffio per esso da parte nostra? <<Morte, Paolo Orosio,
dov'è il tuo pungiglione? Tomba, dov'è la Apologia contro i pelagiant' 32
tua vittoria?». Voi siete distrutte dalla
croce; siete annientate da colui che è
1
datore di vita; siete senza fiato, morte, ' Il vento del Signore
senza movimento, sebbene abbiate le
· sembianze cli un serpente sollevato su di
un palo. Predizione della venuta dell'anti-
Gregorio di Nazianzo, cristo
Orazioni 45, 22
Pertanto dirigiamo il nostro discorso
su un secondo testimone. E di che gene-
re è questo? Date ascolto ad Osea, · che
Le vie del Signore sono giuste (14) 2-10) 83

parla così con grandezza: «Si alzerà dal mcmte sventrate». E . che cos'è questo
deserto il soffio del Signore e farà inaridi- bruciante soffio del deserto se non l' anti-
re le sue sorgenti, farà seccare le sue cristo, che deve distruggere e seccare ·le
fonti, distruggerà il tèsoro di tutti i vasi vene d'acqua e i frutti degli alberi, poiché
preziosi. Samaria espierà, perché si è il popolo si è dedicato alla sue opere?
ribellata al suo Dio. Periranno di spada, Ippolito,
saranno sfracellati i bambini; le ·donne La fine del mondo 4

LE VIE DEL SIGNORE SONO GIUSTE

Torna dunque, Israele, al Signore tuo Dio, poiché hai inciampato nella
tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli
ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo li frutto cv delle nostre
labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli: né chiamere-
mo più dio nostro l'opera delle nostre manz: poiché presso di te l'orfano
trova misericordia». Io li guarirò 4alla loro infedeltà, li amerò di vero
cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per
Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del
Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell) olivo e la fra-
granza del Libano cw. Ritorneranno a sedersi alla mia cx ombra, faranno
rivivere· il grano cy, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano.
Efraitn, che ha ancora in comune con gli idoli? Io l'esaudisco e veglio .su di
lui cz; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a .me si trova frutto.
Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poi-
ché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i mal-
vagi v'indampano (14, 2-10). · ·
Il fuoc6 che non danneggiò Daniele ed i tre giovani era un fuoco bruciante per gli infe-
deli, ed esso ant~cipa il giudizio del Dio trino (Ambrogio). Nessuna persona santa può dire
di camminare nel sentiero della santità grazie solo ai propri sforzi (Giovanni Cassiano). Il
saggio cerca sempre il significato spirituale delle Sacre Scritture (Origene). I saggi e i pru-
denti comprendono che Dio ha rovesciato il politeismo attraverso Mosè ed i profeti (Cirillo
di Alessandria). La presentazione del Vangelo in forme velate era stata predetta da Osea
(Origene). I saggi e i giusti sono coloro che praticano la virtù ed evitano il vizio (Teodoro di
Mopsuestia). ·1

cv Lezione dei LXX e Peshitta; in ebraico: ~<i tori».


cw NRSV congettura: «del pioppo».
cx In ebraico: «sua».
cy NRSV congettura: «fioriranno come un giardino».
cz NRSV: «Ti esaudisco e veglio su di te».
84 Osea

14 6
• Come rugiada per Israele so ebbe a dire ad Israele: «Io lo farò
ascendere in alto come un verde abete, e
La collera di Dio si allontana da come venuti da me saranno riconosciuti i
Israele suoi frutti».
Giovanni Cassiano,
Questa è la nostra fede. Così Dio Conferenze ai monaci 3, 13
volle essere conosciuto dagli uomini, così
credettero i tre fanciulli giudei e non sen-
tirono le fiamme che li avvolgevano (cf. °Chi è saggio comprenda queste cose
1

Dn 3, 17). Il fuoco bruciava crudehnente


gli infedeli (cf. Dn 3, 22) , mentre la fiam- Il saggio interpreta le Scritture alle-
ma senza danno scendeva come rugiada goricamente
sui fedeli: il fuoco che divorava gli infede-
li per loro era un refrigerio, perché grazie Se il lettore è un uomo spirituale che
alla loro fede la pena aveva perso il suo giudica tutto mentre egli stesso non è giu-
vigore naturale. Nella sembianza di un dicato da alcuno (1 Cor 2, 15), su queste
angelo (cf. Dn 3, 25.28) era accanto a loro cose darà un'interpretazione allegorica,
colui che li esortava a lodare (cf. Le 22, non solo per le regioni più grandi come la
43) una sola potenza che si esprimeva nel Giudea, l'Egitto e Babilonia, ma anche
numero della Trinità. Si lodava Dio, si per le più piccole parti della terra. E
vedeva il Figlio di Dio nell'angelo, e nei come per la Giudea interpreterà in senso
fanciulli parlava la santa grazia dello figurato, secondo la comprensione dei
Spirito. fatti, Gerusalemme e Betlemme e le altre
Ambrogio, sue città, così farà per l'Egitto leggendo
La fede 1, 4, 33 «Diospoli, Bubaste, Tafni, Menfi, Siene.
Chi è sapiente da comprendere queste
cose? E chi è prudente da conoscerle?»
9
Come un cipresso sempreverde (Os 14, 10 LXX) .
Origene,
Il frutto buono venuto da Dio Omelie su Geremia 50, .2, 1
Gli uomini santi m~i hanno dichiara-
to di essersi assicurati la direzione della Discernere la verità attraverso le
via da percorrere per arrivare al compi-
ombre
mento perfetto delle virtù, tenendovi con
il solo impegno personale. Al contrario È solo dopo aver profondamente
essi hanno affermato di averlo ottenuto, analizzato i contenuti delle Scritture
invocandolo dal Signore con la preghiera: divinamente ispirate che noi troveremo
Fa' che io cammini nella tua verità (Sal 24, la verità nascosta. Sarebbe assai conve-
5), e ancora: rendi diritta dinanzi' a me la niente per noi, quando scrutiamo le
tua strada (Sal 5, 9). Un altro proclama oscure ombre 'della Legge, dire ciò che
· .d'aver verificato questa realtà, non sol- uno dei santi profeti disse giustamente:
tanto nell'ambito della fede, ma anche «Chi sarà saggio, comprenderà queste
nell'esperienza, e, per così dire, nella stes- cose; e chi ·sarà prudente, le conoscerà».
sa natura delle cose: Ho appreso, Signore, Infatti la Legge non è che un'ombra dei
che nel/'uomo non è la sua via, e non è in beni futuri, e non l'immagine esatta
potere del!'uomo camminare e dirigere i degli oggetti (cf. Eb 1O, 1), come sta
suoi passi (Ger 10, 23). Ma il Signore stes- scritto ..Tuttavia le ombre introducono la
Le vie del Signore sono giuste (14, 2-10) 85

verità, anche se non contengono la veri- Saggezza nel praticare ·u bene


. tà intera in sé.
Cirillo di Alessandria, Puoi veramente dimostrare che una
· Lettere 41, 7 persona saggia e comprensiva è quella
che ha la conoscenza di ciò che è stato
detto, e che ha zelo per le cose per mezzo
La verità espressa per mezzo di delle quali è po~sibile, a chi evita il male
e pratica il bene con .impegno, di essere
enigmi
saldo nella libert~ da ciò che è vile, e nel
E a tale punto il Vangelo desidera godimento delle cose più elevate. Questo
che vi siano persone sagge fra i credenti, avviene perché tutto ciò che è fatto da
che al fine di esercitare le capacità di Dio è caratterizzato da grande correttez-
comprensione dei suoi ascoltatori, ha za, con la quale egli impone la punizione
espresso alcune verità per mezzo di enig- a chi è caduto, e sa come fornirgli la sal-
mi, altre per mezzo di quelli che vengono vezza quando si pente. Puoi anche dimo-
definiti ''detti oscuri'', altre per mezzo di strare che i giusti sono coloro che sanno
parabole, altre per µiezzo di problemi. anche come mettere a frutto ogni catego-
Ed uno dei profeti - Osea - dice alla fine ria e che sviluppano un più grande auto-
della sua profezia: «Chi è saggio e com- controllo dalle punizioni, mentre si ralle-
prenderà queste cose? E chi è saggio e le grano delle cose buone che nascono dal
conoscerà?». pentimento quale stimolO alla virtù. Puoi
Origene, anche dimostrare che gli empi sono colo-
Contro Celso 3, 45 ro che meritano afflizioni in ogni modo e
di ogni specie, senza che ne traggano
alcun giovamento, ormai destinati ad una
precipitosa caduta, e di conseguenza in-
capaci di capire alcunché del proprio
reale dovere. ·
Teodoro di Mopsuestia,
Commento su Osea 14, 10

.., !
GIOELE

Il nome Gioele deriva dall'ebraico yo'el, che significa <<JHWH è El», cioè· <<JHWH è
Dio». Non sappiamo nulla della vita di Gioele. Il suo libro occupa il secondo posto nella
collezione dei dodici Profeti, e si divide in due parti: Gl 1 - 2 (secondo la numerazione dei
LXX e del testo ebraico), che tratta della piaga delle locuste; e Gl 3 - 4 (secondo la medesi-
ma numerazione), che descrive il giorno di JHWH. Il capitolo 3 del libro di Gioele nella
versione dei LXX e nell'originale ebraico comprende gli ultimi cinque versetti del cap. 2
della Vulgata, che viene seguita dalle traduzioni moderne della Bibbia in inglese nella loro
divisione del libro in capitoli e versetti. ·
Gl 1, 1 - 2, 11 contiene una lamentazione profetica che descrive I~ piaga delle locuste:
si tratta di una rappresentazione simbolica del giudizio e richiama alla memoria una delle
piaghe d'Egitto. Ciò che segue è una serie frammischiata di lamentazioni e richiami al digiu-
no e al pentimento. In Gl 2, 18-27 troviamo una profezia di liberazione. Gl 2, 28 - 3, 21 (3,
1 - 4, 21 nei LXX e nell1originale ebraico) contiene un poema apocalittico comprendente
diverse brevi descrizioni e sentenze. Queste includono la discesa dello Spirito di Dio su
Israele (Gl 2, 28-29 [3, 1-2: L'xx e testo ebraico]); ammonimenti sul g~orno di JHWH (Gl
2, 30-32 [3, 3-5]); il giudizio dei popoli nella valle di Giosafat (Gl 3, 1-8.9-15 [4, 1-8.9-15])
e la liberazio~e di Israele da queste calamità. Sulla base del concetto del giorno di JHWH
alcuni interp~eti pongono la data del libro al periodo successivo all'esilio dopo Neemia. .
Il libro di Gioele ·occupa una posizione importante nel contesto della rilettura che il
Nuovo Testamento fa delle Scritture veterotestamentarie, come è attestato dall'uso di que-
sto profeta nell'interpretazione di alcuni eventi chiave. A loro volta i Padri videro il giorno
della Pentecoste negli Atti degli Apostoli come la pròfezia centrale di Gioele. Per estensio-
ne ritrovarono la promessa dell'inabitazione dello Spirito Santo in Gioele come in Ger 31,
31 1. Le potenti ed inusuali manifestazioni dello Spirito Santo attraverso visioni, sogni e pro-
fezie segnalavano il dispiegarsi della presenza di Dio nella nuova alleanza in modo coerente
con fenom_eni simili nell'antica alleanza, ma con lo sc0po, adesso, di rivelare Gesù come il
Messia promesso.

L'INVASIONE DELLE LOCUSTE


. ·1
I

Parola del Signore, rivolta a Gioele figlio di Petuèl.


Udite questo, anzian~ porgete l'orecchio, voi tutti abitanti della regio-

1 Gv 16 - 17.
88 Gioele

ne. Accadde mai cosa simile ai· giorni vostri o ai giorni dei vostri padri?
Raccontatelo ai vostri figli e i figli vostr,l ai loro figli e i loro figli alla gene-
razione seguente. I:avanzo della cavalletta l'ha divorato la locusta, l1avanzo
della locusta l'ha divorato il bruco, l'avanzo del bruco l'ha divorato il grillo.
Svegliatev( ubriachi: e piangete, voi tutti che bevete vino, urlate per il vino
nuovo che vi è tolto di bocca. Poiché è venuta contro il mio paese una nazio-
ne potente, senza numero, che ha denti di leone, mascelle di leonessa. Ha
fatto delle mie viti una desolazione e tronconi delle piante di fico; li ha tutti'
scortecciati e abbandonati: i loro rami appaiono bianchi. Piangi a, come una
vergine che si è cinta di sacco per il fidanzato della sua giovinezza. Sono ·
scomparse offerta e libazione dalla casa del Signore; fanno lutto i sacerdoti:
minùtti del Signore. Devastata è la campagna, piange la terra, perché il
gr.ano è devastato, è venuto a mancare il vino nuovo, è esaurito il succo del- '
l'olivo. Affliggetev~ contadini: alzate lamenti: vignaiuolz: per il grano e per
l'orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. La vite è seccata, il fico inari-
dito, il melograno, la palma, i"l melo, tutti gli alberi· dei campi sono secchi: è
inaridita la gioia tra ifigli dell'uomo.
Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell'altare,
venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, poiché priva d'offer-
ta e libazione è la casa del vostro Dio. Proclamate un digiuno, convocate
un'assemblea b, adunate gli anziani e tutti gli abltantl della regione nella
casa del Signore vostro Dio, e gridate al Signore: Ahimè, quel gz'ornol È
infatti vicino il giorno del Signore e viene come uno sterminio dal-
l'Onnipotente. Non è forse scomparso il cibo davanti ai nostri occhi e la
letizia e la gioia dalla casa .del nostro Dio? Sono marciti i semi e sotto le
loro zolle, i granai sono vuoti: distrutti i magazzini: perché .è venuto a
mancare il grano d. Come geme il bestiame! e. Vanno errando le mandrie
dei buoi: perché non hanno più pascoli> anche i greggi di pecore vanno in
· rovina c. A te, Signore, io grido perché il fuoco ha divorato i pascoli della
steppa e la vampa ha bruciato tutti'gli alberi della campagna. Anche le
bestie della terra sospirano a te, perché sono secchi i corsi d'acqua e il
fuoco ha divorato i pascoli della steppa (1, 1-20).

a LXX aggiunge: «davanti a me».


b LXX: «proclamate un tempo di.guarigione».
e Il testo ebraico è di significato oscuro. Peshitta: <<le mucche languono alle mangiatoie»; LXX:
«le giovenche sono trasalite alle mangiatoie»; Vulgata: <<le giovenche sono marcite nel loro sterco».
d LXX: <<le mucche scalpitano alle mangiatoie».
e LXX implica: «Cosa porremo là». ..
f Lezione dei LXX. In ebraico (il testo è incerto): «sono sgomenti>>.
!.:invasione delle locuste (1, 1-20) 89

Le persecuzioni degli innocenti invitano a riflettere sul potere che Dio esercita sul
·corso della storia (Teodoreto di Cirro). I grandi invasori della terra santa sono rappresenta-
ti come crescenti ondate di locuste (Isho'dad di Merv). Gioele ha previsto la caduta del
popolo dell'alleanza a causa del suo rifiuto della misericordia di Dio. Ha anche profetizza-
to l'invio dello Spirito Santo alla Pentecoste (Girolamo). Gli invasori simboleggiano le
imminenti calamità d'Israele (Teodoro di Mopsuestia). I nostri piani e i nostri sforzi sono
esposti al fallimento, anche nel mezzo di una grande prosperità materiale e spirituale
(Giovanni.Cassiano). Gli insetti simboleggiano i .diversi gradi del vizio (Gregorio Magno).
Coloro che non riconoscono il ruolo di Dio nella storia sono paragonati a degli ubriachi
(Cirillo di Alessandria). Le passioni peccaminose sono forze demoniache che divorano l'uo-
mo come un leone (Giovanni Crisostomo). L'orgoglio e la vanteria distruggono i frutti del
lavoro umano (Gregorio Magno). A causa dell'infedeltà verso la Legge da parte del popolo,
Dio ha fatto sì che la terra divenisse sterile (Teodoreto di Cirro). Gioele ci invita al penti-
mento ed al digiuno (Gregorio di Nazianzo). ll vero digiuno è lodato dai profeti (Girolamo).
Noi dobbiamo anche disprezzare lo sterco del materialismo (Gregorio Magno).

12
• Accadde mai cosa simile? offese piuttosto che le grandi? Perché
indugio in queste e nòn vado rapidamen-
Brutalità senza precedenti nella per- te alle cose più urgenti? Ben so che voi ve
secuzione ne stupirete e rimarrete con noi per lungo
tempo attoniti, meravigliati per la bene-
Essi, essendo tali, recipienti' di ira volenza del Signore che non distrugge il
adatta# per la rovina (Rm 9, 22), _schiac- mondo fin dalle sue fondamenta. Infatti
ciavano il naso e, per cosl dire, emetteva- quegli empi consumarono proprio sull' al-
no, come da una fonte, un lungo osceno tare quelle empietà che, secondo quanto
rumore dalle narici. Strappavano le vesti. è stato scritto, non furono né fatte né
delle sante vergini di Cristo, la cui ascesi udite "al tempo dei nostri padri".
era ad immagine dei santi angeli> e le con- Teodoreto di Cirro,
ducevano nude, come la natura le aveva Storia ecclesiastz'èa 4, 22, 4-5 2
fatte, per tutta la città, deridendole con
impudenza a loro piacimento. E quanto
si compiva era del tutto crudele e barba- 4
Distruzioni causate dalle locuste
ro. Se qualcuno poi, per compassione, si
opponeva a queste cose con discorsi di Gli invasori simboleggiati dai diver-
esortazione, questi era mandato via feri- si insetti ·
to. Ma, o che disgrazia! , molte vergini
subirono grave violenza nel loro corpo, La mashota (locusta che taglia) è
molte colpite con bastoni rimasero morte simile ad una larva. È nera e più lunga di
e non si permetteva neppure che i loro una larva; quando cade a terra, non
corpi fossero consegnati alle esequie distrugge completamente la pianta, ffifl,
divora ~olo le foglie e non tocca il resto.
1
funebri. E cosl fino ad oggi, nonostante le
lagnanze dei genitori, molti cadaveri non Con essa il profeta vuole indicare
si trovano. Ma perché narro le piccole Tiglath-pileser, poiché le calamità che

2 Qui Teodoreto descrive la persecuzione ai danni di una chiesa di .Alessandria.


90 Gioele

provocò al popolo d'Israele erano lievi. I profeti parlarono usando figure


Egli chiama invece Shalmaneser la locu- simboliche
sta volante, poiché la distruzione che
causò fu più grave di quella apportata da I dodici Profeti, quasi stipati in un
Tiglath-pileser. Poi chiama zahla la locu- solo volume, al di là del senso letterale
sta strisciante, che non.vola e si nutre di portano un tutt'altro significato simbolico.
tutto ciò che trova. Con essa indica Osea ad ogni piè sospinto nomina Efraim,
Sennacherib, poiché egli sorpassa i suoi Samaria, Giuseppe, Israele, la moglie che
predecessori nelle rovine causate. e porta s'è data alla fornicazione e i figli della for~
alla distruzione le dieci tribù. La sarsoura nicazione (cf. Os 1, 2); parla dell'adultera
striscia sul terreno ed è munita di un solo che, rinchiusa nella camera di suo marito,
pungiglione; quando colpisce le radici di vi resta a lungo come vedova, e vestita a
un albero, ogni albero che trova, esso si lutto aspetta con impazienza che suo mari-
dissecca immediatamente. Con essa indi- to torni da lei (cf. Os 3, 1.3-4). Gioele,
ca Nabucodonosor, la causa della totale figlio di Batuel, descrive la terra delle
distruzione. Il profeta chiama la gente dodici tribù distrutta dalle eruche, dai
comune viti, e le persone importanti, che bruchi, dalle locuste e devastata dalla rug-
gli assiri e i babilonesi condussero in cat- gine, e dice che dopo 1' annientamento del-
tività, alberi di fico. Henana 3 dice che 1'antico popolo di Dio, lo Spirito Santo
<<le viti» rappresentano le dieci tribù, «gli sarebbe sceso abbondantemente sui fedeli
alberi di fico» la casa di Giuda. Quando e sulle ancelle di Dio (cf. Gl 3, 2) (voleva
gli assiri erano sul punto di arrivare, significare in essi le centoventi persone di
Ezechia mandò alcuni dei leviti presso le credenti) (cf. At 1, 13.15).
dieci tribù, prima che esse fossero Girolamo,
distrutte. Essi suonarono i corni di guer- Lettere 53, 7
ra attraverso tutto il paese e riunirono
uomini e donne nel Tempio di Gerusa-
lemme, cosicché tutte le preghiere potes- Segni di imminenti calamità
sero essere pronunciate nel Tempio; ed
una preghiera più fervente di tutte le In senso figurato egli vuole loro
altre fu pronunciata. Ed il profeta, tife- annunciare le imminenti calamità; come
rendo quanto fu detto durante la pre- sempre quelle iniziali sono superate dalle
ghiera, dice: «Ahimè, ahimè, ecco il gior- successive. Tiglath-pileser, re degli assiri,
no fatale. Le giovenche sono state arrosti- venne come una locusta che taglia, dice il
te», doè, sono state bruciate da una fame profeta, e provocò una grave distruzione
atroce come da un fuoco . «Il fuoco ha dei vostri possedimenti. Dopo df lui
divorato, cioè un calore rovente, i pasco- Shalmaneser venne come un altro tipo di
li della terra». Egli usa questo nome per locusta, e · arrecò ulteriori devastazioni. ·
quei luoghi adatti alla semina, che molti Dopo di loro venne Sennacherib come
chiamano "fattorie''. Altri dicono: «terra giovane locusta, e portò una distruzione
fertile o luoghi che sono rivolti a sud», generale delle dodici tribù di Israele .
. .cioè poderi che sono rivolti verso il sole. Come una specie di coronamento a que-
Isho'dad di Merv, sti attacchi giunse l'invasione dei babilo~
Commento su Gioele l, 4 nesi, che coinvolse anche Giuda, ed

3 Renana di Adiabene (t 610) era un autore siriaco che scrisse un commento sui dodici Profeti
ora perduto. ..
L'invasione delle locuste (1, 1~20) 91

inflisse la sciagura della prigionia comune 5


Un ammonimento agltubriaconi
a tutti.
Teodoro di Mopsuestia, Un richiamo alla sobrietà
Commento su Gioele 1, 4-5
o cervello senile e mente paralizza-
ta, capace solo di dire sciocchezze e nien-
La vulnerabilità dei nostri piani e t' altro! «Scuotete, o ebbri, la vostra
dei nostri sforzi ubriachezza» si dovrebbe gridare agli
avversari. Perché fate violenza alla verità
In realtà, allorché la forza dei buoni, e, travisando il senso delle verità divine,
la salute del corpo, l'efficacia di tutte le vi portate fuori dalla via regale?
opere e la prosperità di tutte le iniziative Cirillo di Alessandria,
sono state sostenute dal Signore, occorre Perché Cristo è uno 17
ancora ricorrere alla preghiera, affinché
.n on avvenga all'agricoltore, come è stato
6
scritto, un cielo di rame e una terra di Una nazione potente
ferro (Dt 28, 23), come pure che «l' àvan-
zo della cavalletta non lo divoi:i la locusta, Passioni smodate
l'avanzo della locusta non lo divori il
bruco, e l'avanzo del bruco non lo divori Come ci sarà consentito di mortifica-
la. ruggine>>. re queste passioni smodate che rovinano
Giovanni Cassiano, la nostra anima? Solo per mezzo del pre-
Conferenze ai monaci 13, 3 · zioso sangue di Cristo, se esso è ricevuto
con piena assicurazione, poiché avrà il
potere di estinguere ogni malattia; ed
La successione degli insetti nocivi insieme ad esso l'ascolto attento delle
Scritture, e laggiunta dell'elemosina al
indica la gerarchia dei vizi .
nostro ascolto. E solo allora noi vivremo,
Si sa di certo che se alcune volute di poiché in questo momento non stiamo
fumo svaniscono in alto, altre sorgono in molto meglio di quelli che sono morti.
basso; cosl avviene dei pensieri carnali: Infatti, finché viviamo, queste passioni
mentre alcuni desideri cattivi se ne vanno, vivono in noi. Ma dobbiamo necessaria-
altri sopraggiungono. Spesso la povera mente perire. E se non le mortifichiamo
gente vede quel che è già passato, ma non adesso, ci uccideranno sicuramente nel-
vede dove ancora è trattenuta; gode di non 1' altra vita. Perfino prima della morte,
essere più soggetta a certi vizi, ma trascura esigeranno da noi, in questa vita, il fio più
la precauzione e il gemito, perché ne grave. Ogni passione smodata è crudele,
sopraggiungono altri ai quali forse più tirannica ed insaziabile, e non cessa mai
miseramente soccombe; così avviene che di divorarci ogni giorno. Infatti i denti
per questo continuo avvicendarsi di vizi il delle passioni «sono come i denti del
cuore dei reprobi è continuamente avvolto leone» o anche molto più crudeli.
come dalle spire del serpente. Per cui dice Giovanni Crisostomo;11
bene il profeta Gioele: <<L'avanzo della Omelie sul vangelo dz' Matteo 4, 17
cavalletta l'ha divorato la locusta, l'avanzo
della locusta l'ha divorato il bruco, r avan-
zo del bruco l'ha divorato la ruggine».
Gregorio Magno,
Commento morale a Giobbe 3?, 65
92 Gioele

7
Distruzione di viti ed alberi difico · 13 I sacerdoti sono chiamati al lamento
L'orgoglio distrugge la vigna della Il rigore di un ardente pentimento
nostra mente
Gioele ci esorta al pianto e vuole che
O miserabili coloro che attaccati alle i ministri dell'altare si percuotano sotto il
lodi degli uomini, dissipano iri se stessi i morso della fame - tanto è lontano dal
frutti delle fatiche e che desiderosi di permettere che goda in mezzo agli altrui
mostrarsi agli occhi altrui sciupano quel- mali - e, oltre a santificare il digiuno e a
lo che fanno! Quando gli spiriti maligni li predicare il culto, riuniscano gli anziani e
provocano alla vanagloria, li svelano ad i piccoli, età queste degne di misericor-
essi che, come abbiamo detto, se ne dia, e che essi stessi raggiungendo il
impadroniscono. Perciò, indicando sotto Tempio cosparsi di cenere e vestiti di sac-
la figura di una certa nazione la malizia chi (cf. Is 58, 5), gettatisi molto umilmen-
c:legli antichi nemici, la Verità per bocca te a terra - perché i campi sono vessati
del profeta dice: «Ha fatto delle mie viti dalla sterilità, e offerta e sacrificio sono
una desolazione e tronchi delle piante di lontani dalla casa del Signore-, impetri-
fico; li ha tutti scortecciati e i loro rami no pietà con la loro sottomissione.
sono diventati bianchi». · Gregorio di Nazianzo,
Gregorio Magno, Lafuga59
Commento morale a Giobbe 8, 82
14
Digiuno e convocazione all'assemblea
11 12
- I raccolti e gli alberi inaridiscono
Dio desidera il digiuno?
La mancanza di regole del popolo
Se Dio non desider.a il digiuno, come
Descrivendo più estesamente la cala- mai che nel Levitico (cf. Lv 16,. 29)
mità per portare al pentimento coloro comanda a tutto il popolo di digiunare
che soffrivano d'indifferenza, egli invita nel settimo mese, nel decimo giorno del
persino il raccolto a lamentare la perdita . mese, fino a sera, e minaccia che chi non
dell'orzo e del frumento, e la defoliazione saprà controllare il proprio animo morirà
delle viti, ed in generale la man~anza di e sarà gettato lontano dal popolo? E
frutti sugli ulivi, sugli alberi di fico e sugli come mai che le tombe della lussuria (cf.
altri alberi da frutto causata dalla siccità. Nm 11, 34), dove il popolo cadde per la
Si deve ora comprendere che egli non sua devozione alla carne, si preservano a
istruisce la terra ed i raccolti a lamentarsi tutt'oggi nel deserto? Non leggiamo forse
come creature razionali, ma tenta piutto- ·che il popolo folle si ingozzò di quaglie
sto di esortare quelli dotati di ragione per finché la collera di Dio non si apbatté su
mezzo di creature inanimate. Per sottoli- di loro? Perché l'uomo di Dio, alla cui
neare questo egli aggiunge: «perché gli profezia la mano di re Geroboamo si dis-
.esseri umani hanno confuso la gioia», seccò, fu immediatamente colpito, quan-
doè la causa dell'infertilità è la mancanza do mangiò contrariamente al comando di
di regole del popolo - e da ciò deriva la Dio? (cf. 1Re13, 24). Strano che il leone,
fine della felicità e l'inizio dell'afflizione. che lasciò incolume l'asino, non dovesse
Teodoreto di Cirro, . invece risparmiare il profeta appena si
Commento su Gioele 1, 11-12 alzò dal suo banchetto. Colui che, mentre
digiunava, aveva compiuto miracoli, non
Il giorno del Signore (2, 1-11) 93

appena mangiò il suo pasto, pagò ·imme- 18


Il bestiame geme
diatamente il fio per questa indulgenza.
Anche Gioele grida con forza: «Pro- Crescita dal letame
clamate un digiuno ed un tempo di gua-
rigione». Dunque appare chiaro che un Scrive il profeta: «I giumenti impu-
santo digiuno contribuisce alla cura del tridirono nel loro letame». I:imputridire
peccato. dei giumenti nello sterco simboleggia la
_ Girolamo, vicenda dei peccatori carnali che finisco-
Contro Gioviniano 2, 17 no la vita nel fetore della lussuria. Quan-
do noi rimproveriamo per i ,suoi peccati
una persona dissoluta e le richiamiamo
alla mente i vizi contratti, versiamo - per
così dire - una cesta di letame attorno
all'alb~ro sterile perché il peccatore ri-
prenda·memoria delle colpe commesse e
con la grazia del pentimento rinvigorisca
da quella condizione.
Gregorio Magno,
Omelie sui Vangeli 2, 31, 5

IL GIORNO DEL SIGNORE

Suonate la tromba in Sion e date t allarme sul mio santo monte!


Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore,
perché è vicino, giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità.
Come l'aurora, si spande sui monti un popolo grande e forte; come questo
n.on ce n'è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri dt' età in età.
Davanti a lui un fuoco divora e dietro a lui brucia una fiamma. Come il
giardino dell'Eden è la terra davanti' a lui e dietro a lui è un deserto 'desola-
to, non resta alcun avanzo. Il loro aspetto è aspetto di cavalli~ come destrie-
ri essi corrono. Come fragore di carri che balzano sulla dma dei monti~ come
crepitìo di fiamma avvampante che brucia la stoppia, come un popolo forte
schierato a battaglia. Davanti a loro tremano i popoli: tutti i volti impallidi-
scono g, Corrono come prodi: come guerrieri che scalano le mura; ognuno
procede per la strada, nessuno smarrisce la via h. J} uno non incalza l'altro,
ognuno·va per ilsuo sentiero. Si gettano fra i dardi: ma non rompono le file.·'.
Piombano sulla città, si precipitano sulle mura, salgono sulle case, entrano
dalle finestre come ladri.

g LXX: «ogni volto sarà come una pentola annerita».


h Lezione dei LXX, Vulgata e Peshitta; in ebraico: <danno un voto».
94 Gioele

Davanti a loro la terra trema, il cielo si scuote, il sole, la luna si oscura-


no e le stelle cessano di brillare. Il Signore fa udire il tuono dinanzi alla sua
schiera, perché molto grande è il suo esercito, perché potente è l'esecutore
della sua parola i, perché grande è il giorno del Signore e molto terribile: chi
potrà sostenerlo? (2, 1-11).
Il secondo avvento di Cristo sarà un giorno di giudizio (G'regorio Magno). Gli effetti
della caduta dell'uomo furono descritti, in termini profetici, da Gioele (Gregorio di
Nazianzo). L'annerita conca del peccato è purificata dall'acqua del battesimo (Basilio di
Cesarea). I pagani non conoscono Dio, ma adorano i cieli (Clemente Alessandrino). Gesù è
la luce del mondo che illumina la mente riguardo alle cose spirituali (Origene). Il Verbo di
Dio restituisce l'uomo alla sua sanità spirituale (Giovanni Crisostomo). L'uso della parola
"giorno" nel giudizio finale indica un tutto unificato, che si completa nella vita eterna
(Ambrogio).

2 1
• Il giorno del Signore Prima di giungere al patibolo della croce,
sopportò di essere arrestato, sputacchia-
Il primo avvento del Signore fu nel to, deriso e schiaffeggiato. Ecco a quante
segno della mitezza, il secondo sarà umiliazioni accondiscese per noi; eppure
nel segno del giudizio prima di lasciarsi arrestare, domandò ai
sui persecutori: «Chi cercate?». Essi
Il terrore del rigoroso giudizio che risposero: «Gesù Nazareno!». Egli disse
Sofonia chiama tromba (cf. So/ 1, 14-16), soltanto: «Sono io!», e con tale mitissima
il beato Giobbe lo chiama tuono (cf. Gb dichiarazione stese immediatamente al
26, 14). Anche Gioele, volgendovi lo suolo i suoi persecutori·armati. Cosa farà,
sguardo, dice: «Tremino tutti gli abitanti dunque, quando verrà a giudicare, lui che
della terra, perché viene il giorno del con una sola parola atterrò i suoi nemici
Signore, perché è vicino il giorno delle quando venne per essere giudicato?
tenebre e della caligine, giorno delle nubi Quale sarà qu,e l giudizio che compirà
e della fitta nebbia.. . Il giorno del egli, immortale, se non si poté sostenere
Signore è grande, oltremodo terribile; chi una sola parola detta quando andava alla
lo potrà sopportare?». Quanto sia incom- morte? Chi potrà sopportare la sua ira, se
prensibile e inconcepibile la grandezza non si poté sostenere neppure la sua
che il Cristo manifesterà nel suo secondo mansuetudine? Considerando tutto ciò,
avvento, possiamo valutarlo abbastanza il santo può ben dire: Noi udiamo appena
bene se consideriamo attentamente l'im- una piccola goccia della sua parola, ma ll
portanza del primo avvento. Certo, il tuono della sua grandezza chi lo può inten-
Signore venne a morire per redimere noi dere? (Gb 26, 14).
dalla morte, e accettò il limite della Gregorio Magno,
·nostt·a carne e le pene nel suo corpo. Commento morale a Giobbe 17, 54

i LXX: «le opere delle sue parole sono potenti».


Il giorno del Signore (2, 1-11) 95

}Dietro a lui è un deserto desolato deve resuscitare per grazia di Dio in


. Cristo. Non più, a causa del peccato,
Effetti della caduta dovrà portare impresso· nell'interiorità
un volto come qi pentola annerita (cf.
Tenibile è una stagione infruttuosa, anche Na 2, 10 LXX), ma, dopo che i
e la perdita dei raccolti. Non potrebbe suoi peccati saranno stati rivelati dal
essere altrimenti, quando gli uomini stan - fuoco ed il perdono sarà stato concesso
no già gioendo nelle loro speranze e con- mediante il sangue di Cristo, egli splen-
tando su tutte le loro.riserve dei raccolti. derà nel rinnovamento della vita, per
Terribile ancora è un raccolto fuori sta- mezzo della giustificazione di Cristo, più
gione, quando i contadini lavorano col preziosa di qualsiasi gioiello.
cuore in pena, sedendo per così dire Basilio di Cesarea,
accanto alle tombe dei loro raccolti, che Sul battesimo 1, 2
la pioggia lieve nutre nia la tempesta sei-
. vaggia ha sradicato, e di questi raccolti il
falciatore non si riempie la mano o il lega- 10
La terra e i cieli si scuotono
tore di covoni il petto (Sal 128, 7). Mi-
serevole è dunque la vista del terreno Condanna del paganesimo
devastato, cancellato e privo dei suoi
ornamenti, sul quale il beato Gioele si Il santo Apostolo del Signore, rim-
lamenta nella sua più tragica immagine proverando i greci, vi mostrerà che, pur
della desolazione della terra e del flagello · conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria
della carestia (cf. Gl 1, 10). Un altro pro- né gli hanno reso grazie, ma hanno vaneg-
feta si ·lamenta nel confrontare la sua ori- giato nei loro ragionamentt~ e hanno cam-
ginaria bellezza con il presente disordine, biato la gloria dell't'ncorruttibile Dio con
e così discute della collera del' Signore l'immagine e la figura dell'uomo corrutti-
quando colpisce la terra: davanti a lui è il bile, e hanno venerato e adorato la creatu-
giardino dell'Eden, dietro .d i lui un deser- ra al posto del Creatore (Rm 1, 21.23.25).
to desolato. Ed in verità questo è il Dio che altinizio
· Gregorio di Nazianzo, creò il cielo e la terra (Gn 1, 1). Ma voi
Orazioni 16, 6 non conoscete Dio e adorate il cielo,
come, dunque, scamperete alla colpa del-
1'empietà? Ascoltate di nuovo il profeta
6
Tremano i popoli che dice: Il sole subirà l' eclz'sse, ed il cielo
sarà oscurato~ Ma l'Onnipotente splenderà
Rinnovamento della vita per sempre: mentre le potestà dei cieli
saranno scosse, e i cieh dopo essere stati
E così egli meriterà di portare a stesi e poi di nuovo raccolti, saranno avvol-
compimento, in modo simile, quelle ti' come pergamena, e la terra fuggirà dal
altre parole che hanno a che fare con coJpetto del Signore (Is 13, 10; Ez 32,, 7;
questo parallelo: «sepolto insieme a lui Gl 2, 10.31; 3, 15)
con il battesimo nella morte». A quale Clemente Alessandrin·o ; •e·
scopo? Affinché, come Cristo è risorto Protrettt'co 9
dalla morte per mezzo della gloria del
Padre, così anche noi possiamo cammina-
re nel rinnovamento della vita (Rm 6, 4).
Chi è morto ·deve essere sepolto, e chi è
sepolto nella somiglianza della morte
96 Gioele

11
Un giorno grande e terribile · La parola di Dio restituisce la salute
spirituale e morale
Gesù è la luce della mente
Quando una serya si ribella, ma poi
Dal momento che queste sono luci vede arrivare il suo padrone, diventa
percepite dai sensi, che Mosè ci narra umile e torna a comportarsi correttamen-
essere state create nel quarto giorno, esse te. Così anche il corpo del paralitico ~i
non sono la vera luce poiché illuminano era ribellato come la serva, e questo aveva
le ·cose della terra. Il Salvatore, invece, è causato la paralisi. Ma quando il corpo
la luce del mondo spirituale, poiché vide avvicinarsi il suo padrone, tornò a
splende su coloro che sono razionali ed comportarsi rettamente e riacquistò la
intellettuali, cosicché la loro mente possa sua giusta disciplina. E la parola di Cristo
vedere le sue visioni. Ora io voglio dire ottenne questo risultato. Tuttavia le sue
che egli è la luce di quelle anime raziona- parole non erano semplici parole, ma le
li, che sono nel mondo sensibile, del parole di Dio, del quale disse il profeta:
quale il Salvatore ci insegna di essere <<Potenti sono le opere delle sue parole».
lArtefice, essendo, forse, il suo principa- Se infatti le parole di Dfo crearono l'uo-
le e primo Creatore, e, per cosl dire, il mo, quando esso ancora non esisteva,
sole del grande Giorno del Signore (cf. quanto potranno esse ancor di più ren-
anche So/ 1, 14; Ap 6, 17). derlo forte e sano, sebbene sia ora diven-
Origene, Commento tato debole ed infermo per le malattie?
al vangelo di Giovanni l , 161 · Giovanni Crisostomo,
Contro glt' anomei 12, 29

PENTIMENTO E PERDONO

«Or dunque - parola del Signore j - ritornate a me con tutto il cuore)


con digiun~ con p~anti e lamenti>>. Laceratevi il cuore e non le vest~ ritor-
nate al Signore vostro Dio) perché egli è misericordioso e benigno) tardo
all)i·ra e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura. Chi sa
che non cambi e si plachi e lasci dietro a sé una benedt'zz'one? Of/erta e liba-
zione per il Signore vostro Dio. Suonate la tromba in Sion) proclamate un
digiuno, convocate un'adunanza solenne. Radunate il popolo, indite un)as-
semblea) chiamate i vecchi: riunt'te i fanciulli: i bambini lattanti:· esca lo
sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra i'l vestibolo e l'altare
piangano i sacerdoti:, ministri del Signore, e dicano: «Perdona) Signore, al
.tuo popolo e non esporre la tua eredt'tà al vituperio e alla derisione delle
· genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov)è il loro Dio?» (2, 12-17).

i LXX: «del Signore vostro Dio».


..
) Pentimento e perdono (2, 12-17) 97

· La Pasqua prefigura la gioia eterna (Cesario di Arles). In Cipriano troviamo un'invoca-


zione alla conversione, al digiuno ed alla fedeltà (Cipriano). Le minacce di castigo sono un
invito a cambiare e a pentirsi (Teodoreto di Cirro). Il richiamo a lacerare il cuore e non le
vesti è un richiamo che fa crescere il seme che porta frutto (Fulgenzio). Il grido ·di Gioele al
pentimento vuole consentire al sacerdote di operare con chirurgia spirituale sul suo pazien-
.· te, cioè il peccatore (Paciano di Barcellona). Il popolo dovrà compiere la sua penitenza nel
corso della prigionia (Isho' dad di Merv). Digiuniamo e santifichiamo il nostro digiuno
(Atanasio). Si richiede totale fedeltà ai vescovi che devono condurre i fedeli al pentimento
ed al digiuno (Girolamo) . Nel racconto della vita di Severino il digiuno e la preghiera sono
posti in primo piano (Eugippio). Il digiuno ed il pentimento dell'antica alleanza sono validi
anche nella nuova (Leone Magno). Siamo chiamati a pregare come Noè, Giobbe e Daniele,
che ~ffrirono preghiere e furono ascoltati (Gregorio di Nazianzo).

13
2 12
• Ritornate a me Laceratevi' il cuore e non le vesti'

Quaresima e Pasqua Confessatevi e pentitevi


Il no·s tro Signore e Salvatore ci esor- Che ciascuno confessi.i propri pec-
. ta per mezzo del profeta, e ci consiglia in cati, vi chiedo, fratelli, finché chi ha pec-
che modo dobbamo venire a lui dopo cato è ancora in questo mondo, finché la
tanta trascuratezza, dicendo: Venite, in- sua confessione può ancoi:a essere· accol-
chiniamoci nella devozione, inginocchia- ta, finché la soddisfazione e la remissiòne
moci davanti al Signore, che ci ha creati ottenuta attraverso il sacerdote è ancor~
(Sal 94, 6); e di nuovo: Ritornate a me con gradita al Signore. Rivolgiamoci al Si-
tutto il cuore, con dtgiun~ con pianti e gnore con tutto il cuore e, esprimendo
lamenti. Se notiamo con attenzione, fra- pentimento per il nostro peccato con
telli carissimi, i santi giorni della Qua- vero dolore, imploriamo la misericordia
resima indicano la vita nel mondo pre- di Dio. Che la nostra anima si prostri
sente, mentre la Pasqua prefigura la gioia davanti a lui; che il dolore gli dia soddi-
eterna. Ora, come. abbiamo un sorta di sfazione; che ogni speranza riposi in lui.
tristezza durante la Quaresima, affinché Egli stesso ci dice come dobbiamo chie-
possiamo poi gioire giustamente nella dere. Ci dice: Ritornate a me con tutto il
Pasqua, cosl, finché viviamo in · questo cuore, con digiuni~ con pianti e lamenti.
mondo, dobbiamo fare penitenza al fine Laceratevi il cuore e non le vesti.
ricevere il perdono dei nostri peccati in çipriano,
futuro e raggiungere la gioia eterna. De lapsis 29
Cesario di Arles,
Sermoni 198, 1
La misericordia scorre da Dio
«Laceratevi il cuore, non le vesti»,
cioè ricorrete a pensieri di compunzione,
ammorbidite la durezza del vostro pen-
siero, accettate benefici consigli, abban-
donate la via del vizio e viaggiate per
quella via che porta direttamente a Dio.
98 Gioele

Dopo tutto inolte sono le fonti di com- mangiare del nostro pane, se non saremo
passione e grande è la misericordia che passati attraverso il sudore del volto e la
scorre da lui, e nell'esercitare la sua fatica.
pazienza [il Signore] non ha l'abitudine Fulgenzio di Ruspe,
di mettere in pratica le sue minacce. Lettere 4, 9
Infatti ha indicato questo dicendo: «pen-
tendomi delle calamità», cioè instillando
il timore e poi operando negli esseri La chirurgia del perdono
umani cambiamenti in meglio, che tra-
sformassero le minacce in qualcosa di Una nuova malattia si aggiunge alla
piacevole. Il Dio di tutte le cose, vedete, causa originaria, ed una nuova ferita
non intende una volta una cosa, una volta viene inflitta, e si mette in pratica tutto
un'altra, o come noi si pente di ciò che fa. ciò che è contrario, e si beve tutto ciò
Piuttosto, mentre fa delle minacce, ha che è pericoloso. In questo male soprat-
misericordia in sé, e la offre a coloro che tutto questa fratellanza si affatica, ag-
sono dispiaciuti dei propri peccati, e giungendo nuovi peccati alle antiche
mentre fa promesse di cose buone, rico- colpe. Pertanto essa è esplosa nel vizio,
nosce coloro che sono buoni e coloro che ed ancor più dolorosamente è ora afflit-
sono indegni dei suoi doni, dandoli ai ta dalla più distruttiva e devastante ma-
primi e ricompensando i secondi con lattia. Cosa farò ora, io che come sacer- ·
l'opposto di ciò che promette. · dote sono spinto a curare? In questo
Teodoreto di Cirro, caso è molto tardi ormai. Ma nonostan-
Commento su Gioele 2, 13 te tutto, se c'è ancora qualcuno di voi
che può sopportare di essere operato e
cauterizzato, io posso ancora interveni-
Laceratevi i cuori nel pentimento re. Ecco lo scalpello del profeta: . «Ri-.
. tornate - dice -, al Signore Dio vostro, e
Quanto saggiamente il santo profeta con digiuni, con pianti e lamenti lacera-
insegna che i semi delle opere buone tevi i cuori». Non abbiate timore di que-
vanno irrigati con fiumi di lacrime! E sta incisione, cari fratelli. Anche Davide
infatti, nessun seme germina se non è la sopportò (cf. 2 Sam 12, 13). Egli giac-
stato irrigato; né dal seme nasce il frutto, que in sordide ceneri e la sua figura fu
se è stato privato del beneficio dell' ac- mortificata da stracci di sacco. Dopo
qua. Anche noi, perciò, se vogliamo rac- essere stato abituato alle pietre preziose
cogliere i frutti dei nostri semi, desistia- ed alla porpora, rivestì la sua anima del
mo dall'irrigare i nostri semi con lacrime, digiuno. [ .. .] Questo antenato di Maria,
che dovranno sgorgare dal cuore più che il sovrano del regno giudaico, confessò
dal corpo. Per questo, infatti, attraverso il di essere infelice e disgraziato.
profeta d viene detto di lacerare <<l nostri Paciano di Barcellona,
cupd. e non le nost.re vesti». E possiamo Sui penitenti 8, 2
. fare questo solo se ricordiamo che pro-
prio noi, seppure non nell'opera, spesso
pecchiamo almeno·nel pensiero. Poiché il
·tabernacolo terreno opprime la mente che
agita molti pensieri (Sap 9, 15) e la nostra
terra non smette di germinare per noi
spine e triboli, non potremo arrivare a
Pentimento e perdono (2, 12-17) 99

14 Che' Dio cambi e lasd dietro a sé una Un· rimprovero alla carnalità dei
benedizione sacerdoti
Cattività e pent.imento . E non vale .niente 1'obiezione che
qualcuno può farmi, che in Giudea, cioè,
Il profeta, in effetti, dice ciò che la ricchezza e' era: vedi il Tempio, l'altare,
avete bisogno di fare. Io so, çuttavia, che le lampade, gli incensieri, i vassoi, le
voi non vi pentirete realmente prima di urne, i piccoli mortai e gli altri u·tensili
essere deportati. Ma quando avrete fatto forgiati in oro;· e non c'entra, perché a
penitenza per i vostri. peccati, dopo esse- quel tempo era il Signore a permetterle.
re stati puniti con la cattività, allora Dio Era il tempo in cui i sacerdoti immolava-
avrà cura di voi e vi condurrà di nuovo no le vittime, e la remissione dei peccati
alla vostra terra. si operava con il versare il sangue delle .
Isho'dad di Merv, pecore (tutte queste cose non erano che
Commento su Gfoele 2, 14 un simbolo figurativo della realtà futura,
ma sono state scritte. per noi che siamo
quasi il termine di arrivo della ·corsa dei
15
Proclamate un digiunò secoli [1Cor10, 11]). Adesso le cose sono
cambiate. Il Signore con la sua povertà ha
Una chiamata al digiuno consaèrato la povertà della sua casa.
Pensiamo alla croce, e stimeremo fango
Dal momento che, come ho detto, vi le ricchezze. Perché ci meravigliamo che
sono molti tipi di proclami, diamo ascolto Cristo dia l'appellativo di iniquo a
allo squillo di tromba del profeta: Mammona? Perché abbiamo gli occhi e
«Suonate la tromba in Sion, proclamate l'affetto rivolto a cose che Pietro dà
un digiuno». Questa è una tromba di prova di non avere? (cf. At 3, 6). D'altra
avvertimento, e ci dice ardentemente che, parte, se ci fermiamo al senso letterale, e
quando digiuniamo, dobbia~o farlo in troviamo bello il racconto puro e sempli-
modo santo, poiché Dio è santo e gradisce ce che riguarda J' oro e le ricchezze,
· il suo popolo santo (cf. Sal 15, 3). Non badiamo anche al resto, non soltanto
tutti., coloro che si rivolgono al Signore, all'oro! Ad esempio: i vescovi di Cristo
tuttaVia, lo onorano. Alcuni lo disonorano sposino delle vergini (cf. Lv 21, 13); uno
- sebbene non lo disonorino in realtà, che sia fornito anche di buona testa, ma
poiché ciò è impossibile. Ma essi disono- sfigurato da una cicatrice, oppure defor-
rano le loro coscienze nei suoi riguardi. me, lo si escluda dal sacerdozio (cf. Lv
V apostolo Paolo ci dice come avvenga 21, 17-23); si dia più importanza alla leb-
che alcune persone disonorino Dio: colo- bra del corpo che ai vizi morali (cf. Lv
ro che infrangono la legge disonorano 13 ); cresciamo, moltiplichiamoci, e dif-
Dio (cf. Rm 2, 23 ). Pertanto il profeta, al fondiamoci su tutta la terra; non immo-
fine di indicare coloro che disonorano il liamo l'Agnello, non celebriamo la pa-
digiuno, disse: <<Proclamate un digiuno». squa mistica, tutte azioni, queste, che fa ·
1

Molte persone, sebbene si attengano al .Legge proibisce di fare al di fuori del


digiuno, sono ancora impure nel cuore Tempio (cf. Dt 16, 5-6); al settimo mese
poiché fanno dèl male ai loro fratelli e piantiamo le tende e annunziamo a suon
sorelle o osano ingannare. E molti, se non di tromba il solenne digiuno. ·
altro, si credono superiori al loro prossi- Girolamo,
mo, e quindi commettono grave offesa. Lettere 52, 10
Atanasio, Lettere festa/i 1 ·
100 Gioele

16
Indite un}assemblea no sul fatto che la collera della divina giu-
stizia - che il popolo d'Israele frequente~
Digiuno e pentimento devono esse- mente si attirava a causa della sua malva-
re uniti gità - non poteva essere placata che con il
digiuno. Il profeta Gioele ci ammonisce
Si rivolse a loro piamente. Non avete su ciò dicendo: «Or dunque - paçola del
letto - disse - che cosa ha prescritto l'auto- Signore - ritornate a me con tutto il
rità divina ad un popolo peccatore per cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.
mezzo del profeta: Ritornate a me con Laceratevi il cuore e non le vesti, ritorna-
tutto il cuore, con digiuni, pianti e lamen- te al Signore vostro Dio, perché egll è ·
t~ e un po} più avanti: Proclamate un
misericordioso e benigno, tardo all'ira e
digiuno, convocate un'adunza solenne, ricco di. benevolenza». Ed in un altro
indite un'assemblea, e quanto segue? Per- punto lo stesso profeta dice: <<lndite un
tanto} mettete i'n pratica con pie azioni ciò sacro digiuno, predicate la guarigionè,
che insegnate, in modo che possiate, forse, riunite il popolo e fate una santa assem-
sfuggire ai mali del tempo presente. E non blea». Questa esortazione, carissimi, è ciò
permettete che alcuno} in mt'o nome, esca che noi dobbiamo abbracciare anche ai
su questi campi come se potesse allontana-
nostri tempi. Dobbiamo necessariamente
re le locuste con i suoi umani sforzi: perché
predicare il rimedio di questa guarigione,
la collera di Dio sarebbe provocata ancor in modo che la devozione cristiana possa_
più gravemente. Senza indugio tutti si riu-
acquistare, in. osservanza di quell'antico
nirono nella chiesa, e ciascuno, secondo il
suo posto, recitò i salmi secondo le con- mezzo di santificazione, ciò che la tra-
suetudini. Persone di.tutte le età, maschi sgressione giudaica ci aveva fatto perdere.
· Leone Magno,
e femmine, persino quelli che non pote-
vano ancora parlare, offrirono una pre- Sermoni88, 1
ghiera a Dio con le loro lacrime, elemosi-
ne furono fatte incessantemente, ed ogni
buona azione che l'attuale emergenza
17
Perdona al tuo popolo
richiedeva fu portata a termine secondo
quanto aveva prescritto il servo di Dio. - Un richiamo alla preghièra
Eugippio,
. Chi griderà: Risparmia, Signore, il
Vita di san Severino 12 tuo popolo e non dare la tua eredt'tà àl
· disprei.zo di far governare le loro gentt?
Quale Noè, quale Giobbe, quale Daniele
Una lode del digiuno per oggi pregherà per noi, essi che pregano insie-
Un devoto digiuno ha grande valore me e insieme sono enumerati (cf. Ez 14,
per ottenere la misericordia di Dio, e per 14, 20), affinché cessi alquanto la guerra,
. rendere .più forte l'umana fragilità. affinché ritorniamo in noi stessi.
Sappiamo questo dall'insegnamento dei Gregorio di Nazianzo,
· · santi profeti, carissimi fratelli. Essi insisto- La fuga 89
Redenzione del Signore (2, 18-2 7) 101

REDENZIONE DEL SIGNORE

Il Signore si mostri geloso per la sua terra e si muova a compassione del


suo popolo.
Il Signore ha risposto al suo popolo: «Ecco, io vi mando il grano, il vino
nuovo e l'olio e ne avrete a sazietà; non farò più di voi il ludibrio delle genti.
·Allontanerò da voi quello che piene dal settentrione e lo spingerò verso una
terra arida e desolata: spingerò la sua avanguardia k verso il mare d'oriente
e la sua retroguardia verso il mare occidentale. Esalerà il suo lezzo, salirà il
suo/etore, perché ha fatto molto male. .
Non temere, terra, ma rallegrati e gioisci: poiché cose grandi ha fatto il
Signore. Non temete; animali della campagna, perché i pascoli del deserto
hanno germogliato, perché gli alberi producono i frutti: la vite e il fico
danno il loro vigore. Voz: figli di Sion, rallegratevi~ gioite nel Signore vostro
Dio, perché vi dà la pioggia I in giusta misura, per voi/a scendere l'acqua, la
pioggia d'autunno e di primavera, come in passato m. Le aie si riempiranno
di grano e i tini traboccheranno di mosto ed'olio. Vi compenserò delle anna-
te che hanno divorate la locusta e il bruco, il grillo e le cavallette, quel gran-
de esercito che ho mandato contro di voi. Mangerete in abbondanza, a sazie-
tà, e loderete il nome del Signore vostro Dio, che in mezzo a voi ha /atto
meraviglie. Voi riconoscerete che io sono in mezzo ad Israele, e che sono io
il Signore vostro Dio, e non ce ne sono altri: mai più vergogna per il mio
popolo (2, 18-27).
Colui che viene dal Settentrione simboleggia gli assiri ed i babilonesi (Isho' dad di
Merv). Come colui che viene dal Settentrione, anche il diavolo sarà mandato via dal popo-
lo (Cassiodoro). Il fruttuoso lavoro di Cristo sull'albero porterà salvezza a coloro che credo-
no (Tertulliano). ·Bene e felicità verranno a chi partecipa del fico e della vite che nutre
(Metodio d'Olimpo).

•°Caccerò
2 2
lungi da voi quello che che i babilonesi. Qualcuno però potreb-
viene dal settentrione be chiedersi: «Dal momento che per la
sua posizione Babilonia non è situata a
Chi è quello che viene dal Setten- nord di Gerusalemme, perché Dio dice
trione? per bocca del profeta: Caccerò lungi da '',
voi quello che viene dal settentrione e dal
«Caccerò lungi da voi quello che nord il male si abbatterà su (cf. Ger l, 14}
viene dal Settentrione», cioè sia gli assiri questi popoll?». E noi risponderemo che,

k LXX: «il suo volto».


I LXX: «il cibo».
m LXX: «come in principio».
102 Gioele

prima di tutto, queste parole non sono feta prefigura il frutto di questo legno
·pronunciate tenendo conto della posizio- dicendo: La terra diede le sue benedizioni
ne geografica di Babilonia e di Ge- (Sal 66, 7), e in particolare quella terra
rusalemme, ma di quei popoli settentrio- vergine non ancora bagnata dalle piogge
nali che sono soggetti ai babilonesi - gli e fecondata dalle acque, dalla quale allo-
arzaniti e gli araratiti 4 - che scenderanno ra per la prima volta fu plasmato l'uomo
a Gerusalemme a fianco dei babilonesi. e dalla quale ora Cristo secondo la carne
In secondo luogo si vuole 'd ire che coloro è nato da una vergine; "e il legno", conti-
che vogliono raggiungere Gerusalemme nua, "portò il suo frutto", non quel leg~o
dalle regioni di Babilonia, della Persia e che nel paradiso diede la morte ai primi
dell'est si muovono prima verso le regio- uomini, ma il legno della passione di
ni del nord, e poi scendono verso Cristo, dal quale voi, invece, non avete
Gerusalemme. creduto che potesse derivare la salvezza.
Isho'dad di Merv, Tertulliano,'
Commento su Gioele 2, 20 Polemica con i giudei 13 , 11

Il demonio scacciato via L'albero di fico e la vite come sim-


Il profeta GiÒele ci dà testimonianza boli
sul demonio con· queste parole: Al- Il fico, a motivo della sua dolcezza e
lontanerò da voi quello che viene dal set- squisitezza, rappresenta le delizie che
tentrione e lo spingerò verso una terra l'uomo ha provato in paradiso, prima
arida e desolata: spingerò la sua faccia della sua caduta: nella Scrittura infatti il
verso il mare più vicino e le sue parti poste- frutto del fico è preso per indicare ciò
riori verso t"l mare più alto. Noi ti ringra- che è migliore. La vite, a causa dell'eb-
ziamo, Signore, per questa soluzione.
Cosa farebbe il diavolo se fosse libero,
e
brezza procurata dal vino della letizia' di
quelli scampati dall'ira e dal diluvio, allu-
quando egli riesce già ad affliggere il de al loro passaggio dalla paura e dalla
mondo pur essendo legato? preoccupazione alla gioia. I.:ulivo, inol-
Cassiodoro, tre, per l'olio prodotto dal suo frutto
EspostzionesuiSalmi36,35 indica la misericordia di Dio quand'egli,
dopo il diluvio, essendosi gli uomini
22
rivolti all'empietà, si è rassegnato a con-
I:albero darà frutto cedere una legge, a mostrarsi ad alcuni, a
nutrire con I' olio la luce della virtù che
L'albero, simbolo della croce stava già per spegnersi.
Lo stesso Davide diceva che il Metodio d'Olimpo,
Signore avrebbe regnato da un legno (cf. La verginità 10, 2
Sal 95, 10); e infatti anche altrove il pro-

4 Due antiche popolazioni dell'Armenia.


Effusione e_scatologica dello Spirito (3, 1-5) 103

EFFUSIONE ESCATOLOGICA DELLO SPIRITO

Dopo questo, io effonderò n il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno


profeti i vostri figli e le vostre figli'e; i vostri anziani faranno sogn~ i vostri
giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei gior-
ni~ effonderò il mio spirito. Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e
fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue,
prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile. Chiunque invoche-
rà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme
vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il
Signore avrà chiamati 0 (3, 1-5 P).
La promessa è del Padre (Giovanni Crisostomo) . Lo Spirito è effuso sull'umanità e
manifestato nel battesimo. Lo Spirito è potere (Ambrogio), ed una misura della pienezza
dello Spirito è effusa su di noi secondo il volere del Padre, ma non la completa pienezza
dello Spirito, poiché sarebbe troppo grande per noi (Fulgenzio di Ruspé). Non è la carne in
se stessa che è cattiva, ma solo le sue azioni, ed essa è destinata ad essere nobilitata dallo
Spirito Santo (Tertulliano). Dio rivelerà apertamente il suo amore (Isho'dad di Merv). Tutto
ciò avrà luogo dopo l'ascesa di Cristo (Giustino Martire). I.:operato dello Spirito non era
diffuso nell'antica alleanza coine dopo l'invio dello Spirito nella nuova (Origene). Lo Spirito
Santo non tiene conto delle persone o delle dignità, ma cerca la devozione dell'anima
(Cirillo di Gerusalemme). Sebbene esistano sogni ispirati dai demoni, Dio ci ha promesso
visioni, profezie e sogni attraverso lo Spirito Santo (Tertulliano). Dio ha tolto al tardo giu-
daismo il potere della sua Parola, e lo ha concesso ai gentili convertiti (Costitu1.t'oni aposto-
liche). Dio ha elargito con ordine lo Spirito Santo alla Chiesa attraverso Cristo (Novaziano).
I cieli e l'umanità posso aspettarsi a ragione una risurrezione (Cirillo di Gerusalemme). Il
fatto che Dio controlli il corso della luna e del sole dimostra che chi adora questi astri
dovrebbe invece adorare Dio e non gli oggetti della sua creazione (Eznik di Kolbe). Nulla è
nuovo se non Cristo Signore, di cui è scritto: Il sole della giustizia sorgerà su di voi (Massimo
di Torino). La fine del tempo si vedrà nel sole e nella luna (Basilio di Cesarea). Il perdono è
promesso a tutti coloro che si pentiranno e torneranno al Signore (Ambrogio). Anche gli
·.eretici potrebbero tornare al Signore, che li guarirebbe invece di tagliarli via come membra
morte (Agostino). Chiunque faccia appello al nome del Signore, giudeo o gentile, sarà sal-
vato (Basilio di Cesarea, Agostino). Chi beve alla coppa del martirio fa appello al nome del
Signore, e sarà salvato (Origene). La profezia di Gioele si è compiuta nella discesa dello
Spirito Santo alla Pentecoste (Teodoro di Mopsuestia).

nLXX: «effonderò dal mio spirito».


0LXX aggiunge: «e che predicano la buona novella»:
PI versetti 3, 1-5 nella Vulgata e nella NRSV della Bibbia in inglese sono numerati 2, 28-32.
104 Gioele

3 2
• '· Lo Spirito effuso consiglio di Dio - tu leggi, infatti: Ma i
Farisei resero inutile verso se stessi il con-
Lo Spirito dal Padre siglio di Dio, poiché non erano stati battez-
zati da lui (Le 7, 30) -, è chiaro che il bat-
Non si devono spendere molte paro- tesimo non può essere senza lo Spirito, e
le su questioni non essenziali. Ed inoltre che senza lo Spirito non può essere nem-
il segùito non è sufficiente per portarlo su meno il consiglio di Dio. E perché noi
questo punto, per cui adesso il discorso si sappiamo più chiaramente che lo Spirito
rivolge a tutti in generale. Accadde invece è potenza, dobbiamo sapere che è stato
quello che predt'sse il profeta Gioele: Negli promesso proprio lui, quando il Signore
ultimi giorni, dice il Signore, effonderò il disse: Riverserò il mio Spirito sopra ogni
mio Spirito (At .2, 16-17). Non c'è ancora carne. Colui che è stato promesso a noi è
il nome di Cristo o la sua promessa, ma la appunto la potenza di Dio, come anche
· prome.ssa è quella del Padre. nel vangelo lo stesso Figlio di Dio dichia- ·
Giovanni Crisostomo, rò dicendo: E io mando su di voi le pro-
Omelie sugli Atti degli Apostoli 5 rnesse del Padre mio: ma vot~ rimanete in
città .fino a quando sarete rivestiti della ·
potenza che proviene dall)alto (Le 24, 49).
Nessuna creatura può riempire tutte Ambrogio,
le cose Lo Spirito Santo 2, 2, 21-22
. E di quale creatura si può dire che
riempirà tutte le cose, come è stato scrit- Ricevere la giusta misura della pie-
to dello Spirito Santo? <<Effonderò il mio nezza dello Spirito
Spirito sopra ogni carne». Non lo si può
dire di un angelo. Infatti lo stesso Ga- Se credessimo a questo, bisognereb-
briele, inviato a Maria, disse: Ave, piena be ritenere priva di valore quella predica-
di grazia (Le 1, 28), attestando evidente- zione del beato Giovanni Battista,' secon-
mente in lei la presenza della grazia spiri- do la quale Dio concede a Cristo liberali-
tuale, perché lo Spirito Santo sarebbe tà singolare e senza misura dello Spirito.
sopraggiunto in lei, e col Verbo celeste Egli dice: Dio dona lo Spirito senza misu-
essa avrebbe avuto il grembo pieno di ra (Gv 3, 34). I nostri antenati ammetto-
grazia. no in noi la misura di questa liberalità,
Ambrogio, laddove riconoscono che in Cristo per-
Lo Spirito Santo 1, 7, 85 mane la pienezza del · santo Spirito. E
infatti, nel primo libro dell'opera Lo
Spirito Santo il beato Ambrogio dice fra
Lo Spirito Santo infuso nel battesimo l'altro: <<Effonderò dal mio Spirito (cf. At
2, 17).· Non dice "lo Spirito", ma "dallo
Arbitro del divino consiglio è lo Spirito»; infatti, noi non potremmo rice-
· .Spirito: imparalo anche da quanto sto per vere la pienezza dello Spirito Santo m.a
dire. Mentre sopra abbiamo insegnato riceviamo tanto quanto il Signore nostro
che arbitro del battesimo è lo Spirito avrà diviso dal suo in ragione della sua
Santo e ·abbiamo letto che il battesimo è volontà» 5. Il santo Ambrogio vuole

5 Ambr. Spir. 1, 8, 92.


(

Effusione escatologica dello Spirito (3, 1-5) 105

mostrare che noi riceviamo non la pie- samente su di voi. Di conseguenza seguo-
nezza, ma dalla pienezza dello Spirito no queste parole: Il mio Spirito abita fra di
Santo; e per dimostrare che Cristo ·ha voi (Ag 2, 5), ed anche: Il mio Spirito non
ricevuto tutta la pienezza dello Spirito abiterà per sempre nel!'uomo, poiché esso è
Santo poco dopo dice cosl: «Il Padre dice carne (Gn 6, 3). Ma la verità di queste
che egli effonde dello Spirito Santo sopra parole si ritrova in Cristo e negli apostoli,
ogni carne. rn effetti, non lo effuse tutto, così come nei profeti e nei giusti, che
ma quello che effuse fu abbondante per furono riempiti dello Spirito, e nelle figlie
tutti». di Filippo (cf. At 21, 9). Ricordatevi di
Fulgenzio di Ruspe, Pietro, che porta testimonianza quando
Lettere 14, 27 predica agli ebrei: Questo è quanto - egli
dice - ha predetto Gioele (At 2, 16).
lsho' dad di Merv,
Tutta la carne è alla fine nobilitata Commento su Gioele 3, 1-2
dallo Spirito Santo
Tu impugni i passi scritturistici che Ascensione e Spirito Santo
gettano ombre sulla carne, ma devi tene-
re in considerazione anche ·quelli che la Ho gi'à affermato e ripeto che era
nobilitano; quando la carne è prostrata stato predetto che egli avrebbe fatto que-
nel disprezzo non ti lasci sfuggire un solo sto dopo la sua ascensione in cielo. Per-
brano, e dunque dimostra · altrettanto tanto fu detto: Ascese in alto; guidò la pri-
acume quando la Scrittura ne risolleva le gionia da prigioniero; diede doni ai figli
sorti. Ogni carne è erba (Is 40, 6). Isaia degli uomini (Sal 67, 19). Ed'in un altro
non si è limitato a proclamare questo, ma profeta sta scritto: E dopo di questo acca-
ha anche detto che ogni carne vedrà la sal- drà che io effonderò il mio Spirito su ogni
vezza di Dio (Is 40, 5). Nella Genesi tro- carne, e sui miei servi e sulle mie serve, e
viamo il Signore che dice: Il mio spirito diverranno profeti.
non rimarrà sugli uomini~ poiché sono Giustino Martire,
carne, ma per bocca del profeta Gioele lo Dialogo con Trifone 87
udiamo promettere: «Effonderò il mio
spirito su ogni carne».
. Tertulliano, Confronto dello Spirito Santo nei
La resurrezione dei morti 10, 1-2 due Testamenti
. Ora noi siamo dell'opinione che
Pietro conferma la profezia di ogni creatura razionale, senza alçuna
distinzione, riceva una parte dello Spirito
Gioele Santo nello stesso modo in cui riceve una
«Effonderò il mio spirito su ogni parte di saggezza e una parte del Verbo di
carne». In primo luogo egli parla di Dio. O sservo, tuttavia, che l'avvento •i

Ezechiele, Daniele, Aggeo, Zaccaria e principale dello Spirito Santo viene ·. '
degli altri profeti, i cui nomi non sono dichiarato al popolo dopo l'ascensione di
menzionati. Inoltre le vostre figlie (At 21, Cristo al cielo, piuttosto che prima della ·
9) canteranno ed intoneranno salmi nella sua venuta nel mondo. Infatti, prima ·di
felicità, così come il resto del pop~lo. ciò, il dono dello Spirito Santo veniva
Questo significa che io vi rivelerò aperta- conferito solo ai profeti, o a pochi indivi-
mente il mio affetto e lo riverserò genero- dui, quando raramente accadeva che ce
106 Gioele

ne fossero tra il popolo di degni. Ma bene a volte si rivelino veritieri e a noi


dopo 1' avvento del Salvatore sta scritto favorevoli. Quando, tuttavia, con il deli-
che la predizione del profeta Gioele si berato scopo di fare il male, come abbia-
compirà: E dopo questo, io effonderò il mo appena detto, assumono uno stile
mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno compiacente e accattivante, si mostrano
profeti, che è simile alla ben nota afferma- proporzionaLnente vani ed ingannevoli,
zione: Tutte le nazioni lo serviranno (Sai ed oscuri, lascivi ed impuri. E non ci si
71, 11). Per mezzo della grazia dello Spi- deve meravigliare se · le immagini dei
rito Santo, dunque, questa gloriosjssima sogni possono partecipare del carattere
conseguenza è dimostrata, insieme ad delle realtà. Ma tutte queste visioni devo-
altri numerosi risultati. no essere considerate come emanate da
Origene, Dio, che ha promesso invero: «Dopo
I principi 2, 7, 2 questo, io effonderò il mio spirito sopra
ogni carne e diverranno profeti i vostri
figli e le vostre figlie; i vostri servi e le
Per tutti, ricchi e poveri · vostre serve faranno sogni>>. Queste visio-
ni possono essere paragonate alla reale
Se volete averne ancora una testimo- grazia di Dio, dal momento che sono
nianza ascoltate Pietro: Accadde invece oneste) sante, profetiche, ispirate, istrutti~
quello che predisse il profeta Gioele: ve, utili alla virtù, e la loro abbondante
«Negli ultimi giorm~ dt'ce il Signore, io natura è tale da farle straripare anche sui
effonderò il mio Spirito» (At 2, 16-17) profani, poiché Dio con grande imparzia-
(quell'«effonderò» esprime bene l'abbon- lità manda le sue piogge ed il suo sole sia
danza del dono di cui sta scritto: ·<<Dio sui giusti che sugli ingiusti (Mt 5, 45).
infatti dà il suo Spirito senza misura, il Tertulliano,
Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano L:anima 47
ogni cosa ... », quindi anche il potere di
distribuire a chi vuole la grazia dello
Spirito eminentemente Santo); e/fonderò Lo Spirito Santo dato ai gentili
il mio Spirito sopra ogni persona,· i vostri
figli e le vostre figlie profeteranno, ecc.; Dal momento che ha abbandonato il
anche sui miei servi e sulle mie serve in suo popolo, ha anche lasciato desolato il
quei giorni' e/fonderò i·l mio Spirito, ed essi suo Tempio, ed ha strappato il vdo del
profeteranno (Gv 3, 34-35; At 2, 17). Lo Tempio, ed ha tolto loro lo Spirito Santo
Spirito Santo di fatto «non fa eccezione di poiché dice: Ecco, la vostra casa vi sarà
persone»! Va infatti in cerca non di chi lasciata nella desolazione (Mt 23, 38). Ed
trovi rivestito di qualche dignità ma di chi egli ha conferito a voi, gentili convertiti,
abbia l'animo pio; non si gonfino i ricchi, la grazia spirituale, come dice Gioele:
né si scoraggino i poveri, purché tutti si «Dopo questo, io effonderò il mio spirito
dispongano a ricevere la grazia del cielo. sopra ogni uomo e diverranno profeti i
Cirillo di Gerusalemme, vostri figli e le vostre figlie; ivostri anzia-
Le catechesi 17, 19 ni faranno sogni». Infatti Dio ha tolto
tutto il potere e l'efficacia del suo Verbo
e di queste visitazioni a quel popolo, e li
Sogni inviati da Dio ha trasferiti a voi, gentili convertiti.
Costituzioni' apostolt'che 6, 2, 5
Dichiariamo dunque che i sogni ci
sono mandati per lo più dai demoni, seb-
Effusione escatologica dello Spirito (3, 1-5) 107 .

La promessa dell'effusione di Dio, I maghi pagani non possono con-


Spirito Santo . trollare la luna
Ora la ragione ben ordinata e l'auto- Veritiera è la parola della Scrittura,
r1ta della nostra fede ci invitano (nelle che dice: Cambierò il sole in tenebre e la
parole e negli scritti di nostro Signore sta- lu1Ja in sangue. Questo dimostra .che egli
biliti secondo un preciso ordine) a crede- è il Signore delle stelle, e del loro illumi-
re, dopo queste cose, anche nello Spirito narsi e spegnersi. E dunque questo è un
Santo che fu promesso alla Chiesa nei ammonimento a coloro che adorano il
tempi passati, e fu debitamente .e~argito sole e la luna. Non c'è alcuna possibilità
nel momento fissato e favorevole. Esso fu per la luna di discendere sulla terra, come
promesso dal profeta Gioele, ma fu elar- ·, è stato dichiarato dai maghi. È Dio che
gito per mezzo di Cristo. «Negli ultimi ordfua alla luce della luna di apparire del
, giorni - dice il profeta - effonderò il mio colore del sangue, e che rende demonia-
Spirito sui miei schiavi e sulle mie schiave. co il suo aspetto. I.maghi vanno blateran-
Ed ,il Signore stesso disse: Ricevete lo do che faranno discendere la luna: questo
Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati, è assolutamente impossibile!
saranno rimessi e a chi non li rimettete, Eznik di Kolbe,
resteranno non rimessi (Gv 20, 23). · Trattato su Dio 315
Novaziano,
La Trinità 29.
Il significato cristologico del Sole di
giustizia
34
Segni in cielo e sulla terra
La gente chiama questo giorno
Non fate del sole il vostro dio nuovo sole, e quando dice nuovo, certa-
mente vuol dire che ce n'è anche uno vec-
Ora, se per l'uomo è detto che peri- chio. Chiamerei vecchio il sole di questo
sce ma attende la risurrezione e in tal mondo, che subisce defezioni, che è
senso sta scritto che il giusto perisce ma escluso dalle p~reti, che è oscurato dalle
nessuno ci bada (Is 57, 1), anche per i cieli nubi. Chiamerei vecchio sole quello che
noi attendiamo la risurrezione benché sia soggiace alla vanità, che teme la conuzio-
scritto che il sole si muterà in tenebra e la ne (cf. Rm 8, 20), che paventa il giudizio.
luna in sangue· (cf. anche At 2, 20). Lo Sta scritto infatti: «Il sole sarà mutato in
apprendano bene i manichei disposti alla tenebre e la luna in sangue». Chiamerei
conversione: non divinizzino più gli astri, vecchio, ripeto, quello che è complice di
e non commettano l'empietà di credere delitti, non evita gli adulteri degli uomini,
che il Cristo sia questo sole che si oscure- non sfugge l'omicidio e, mentre ogni spe-
rà. Ascolta il Signore che dice: Il cielo e la cie di uomini non vorrebbe .essere in
terra passeranno, ma le mie parole non mezzo quando si commette qualche delit-
passeranno (Mt 24, 35). Vuol dirti che to, esso solo _interviene in tutti i misfatti.
nessuna cosa creata ha il valore della Dunque, poiché è. chiaro che questo è il\
parola del Signore. sole vecchio, chi troviamo nuovo se non
Cirillo di Gerusalemme, Cristo Signore, di cui sta scritto: Sorgerà
Le catechesi 15, 3 per voi il sole di giustizia (Ml 4, 2); di cui,
anche in persona dei peccatori il profeta
dice: Il sole non è sorto per noi e non bril-
lò per noi la luce della giustizia? (Sap 5, 6). ·
108 Gioele

Infatti questo Sole, quando tutto il sgravarsi della responsabilità di un così


mondo era oppresso dalle . tenebre del orribile delitto.
diavolo e l'oscurità colma di peccati pos- Ambrogio,
sedeva il secolo, si degnò all'ultimo, La penitenza 2, 4, 26
quando già incombeva la notte, di far
apparire la luce della sua nascita. An-
zitutto, appunto, prima della luce, cioè Avvertimento contro leresia
prima che il Sole di giustizia illuminasse,
per cosl dire, di buon mattino, inviò Comunque, si tratti di lui o di altri
loracolo dei profeti, come sta scritto: seguaci del suo errore (questi in realtà
Mandavo i miei profeti prima della luce sono più di quanti possiamo sperare e,
(Ger 7, 25). Ma successivamente ~isplen­ se non sono confutati, attraggono alla
dette con i suoi raggi, cioè con il fulgore loro eresia altri proseliti ancor più
dei suoi apostoli, e squarciò il mondo con numerosi e non si può sapere ove possà-
· tanta luce di verità, che nessuno incappa- no andare a finire), noi preferiamo che
va più nelle tenebre del diavolo. guariscano nell'unità del corpo mistico ·
Massimo di·Torino, della Chiesa anziché vengano amputati
Sermoni 62, 2 da esso come membra inguaribili (per
quanto tuttavia ci permetterà d'agire
così verso di loro la necessità). In realtà
·La fine dei tempi è semp.re da temere che, usando dei'
riguardi a delle membra marce, queste
ll Signore ha già predetto che i segni marciscano ancora di più. Ma la miseri-
della dissoluzione dell'universo appari- cordia di nostro Signore è potente per
ranno nel sole e nella luna e nelle stelle: Il liberarli dal flagello della loro eresia e
sole si tramuterà in sangue, e la luna non farà loro senza dubbio questa grazia, se
darà luce (cf. Gl 2, 10; Mt 24, 29) . Questi crederanno con ferma ·fede, nell' affer-
sono i segni della fine del mondo. mazione della Santa Scrittura: Chi invo-
Basilio di Cesarea, cherà il Signore, si salverà.
Omelie sull'Esamerone 6, 4 Agostino,
Lettere 157, 3, 22

'Chiunque invocherà il nome del


Signore sarà salvato Pietro esempio di umiltà
Gli apostati richiamati Qualcuno, dunque, potrebbe dire:
«Molti dei cristiani, che non osservano
Perciò fate ritorno alla Chiesa, se tutti i comandamenti, ne praticheranno
mai ve nè siete empiamente separati. A forse alcuni invano?». A tale proposito è
tutti quelli che si convertono il Signore bene ricordare il beato Pietro al quale,
promette il perdono, perché sta scritto: dopo aver compiuto tante buone aziorii
Chiunque invocherà il nome del Signore, ed essere stato il recipiente di tante bene-
sarà salvato. Infine ànche il popolo dei dizioni, fu detto per il suo unico peccato:
giudei, che diceva del Signore Gesù: Ha Se non ti purifichz: non avrai parte in me
un demonio (Mt 12, 31); che diceva: Nel (Gv 13, 8). lo non dirò che la sua azione
nome di Beelzebul scaccia i demoni (Mt 7, non portò segni d'indifferenza o di
17), che crocifisse il suo Signore, dalla disprezzo, e fu invece una dimostrazione
predicazione di Pietro è chiamato per di onore-e riverenza. Ma qualcuno dirà,
E/fusione escatologica dello Spirito (3, 1-5) 109

come è scritto: Tutti coloro che invocano il voglio io, ma come vuoi tu (Mt 26, 39).
nome del Signore saranno salvati. Apprendiamo, inoltre, che la persona
Basilio di Cesarea, che beve a quella coppa, a cui Gesù
Le Regole lunghe, proemio bevve, siederà con luj e governerà e giu-
dicherà con il Re
dei re. Così questa è
«la coppa della salvezza», e quando
Salvezza per i giudei e i gentili qualcuno la prende, egli «invocherà il
nome del Signore». Infatti chi chiamerà
L'apostolo san Paolo, volendo di- il nome del Signore si salverà.
mostrare che era stata predetta dai pro- Origene,
feti l'epoca in cui viviamo e nella quale Esortazione al martirio 28
sarebbe avvenuto che tutti i popoli
avrebbero creduto 'in Dio, cita il seguen-
te testo: E avverrà che chiunque invoche- 28 32
- La venuta dello Spirito
rà il nome del Signore sarà salvo. In ante-
cedenza infatti solo presso gli israeliti La profezia di Gioele si compie allà
era invocato il nome del Signore, che ha
creato il cielo e la terra; tutti gli altri
Pentecoste
popoli invocavano idoli sordi e muti dai Il beato Pietro usava questo testo·nel
quali non venivano ascoltati; oppure parlare ai giudei in occasione della disce-
invocavano i demoni dai quali erano sa dello Spirito Santo (cf. At 2, 16-21). E
ascoltati per loro disgrazia. Ma quando lo faceva giustamente, poiché la Legge
si compì il tempo (cf. Gal 4, 4; E/ 1, 10), conteneva un'ombra di t.utte le cose futu-
si adempì quai:ito era stato predetto: E . re, mentre il popolo aveva la garaniia di
avverrà che chiunque invocherà il nome ricevere attenzione per l'aspettativa di ciò
del Signore sarà salvo. Inoltre gli stessi che sarebbe apparso alla venuta di Cri- ·
giudei, anche quelli che avevano credu- sto. Ciò che accadde ai loro tempi era del
to nel Cristo, negavario il Vangelo ai tutto insignificante e come un'ombra,
pagani e dicevano che non si doveva cosicché il resoconto degli· eventi futuri
annunziare il Vangelo di Cristo a coloro fu fatto con uso di iperboli più che con la
che non erano stati circoncisi. presentazione di fatti. Si scoprì che la
Agostino, realtà del resoconto si sarebbe attuata al
Discorsi 56, 1, 1 tempo di Cristo Signore, quando. tutto
divenne importante e degno di ammira~
zione, straordinario e sconvolgente, di
La coppa del martirio gran lunga al di sopra di quanto era acca~
duto sotto la Legge.
Il martirio è solitamente chiamato Teodoro di Mopsuestia,
"la.coppa della salvezza", come vediamo Commento su Gioele 2, 28-32
nel vangelo. Infatti, quando coloro che
desiderano sedere alla destra e alla sini-
stra di Gesù nel suo regno aspirano ad
un così .a lto onore, il Signore dice loro:
Siete capaci di bere alla coppa che sto per
bere? (Mt 20, 22). Per "coppa" egli
intende il martirio; ed il punto è chiaro
grazie al verso: Padre, se è possibile, passi
da me questa coppa. Però non come
110 Gioele

IL GIUDIZIO DEL SIGNORE

Poich~ ecco, in quei giorni e in quel tempo, quando avrò fatto tornare
i prigionieri di·Giuda e Gerusalemme, ri·unirò tutte le nazioni e le farò scen-
dere nella valle di Giòsafat,, e là verrò a giudizio con loro per il mio popolo
Israele, mia eredità, che essi hanno disperso fra le genti dividendosi poi la
mia terra.
Hanno tirato a sorte il mio popolo e hanno dato un fanciullo in cambio
di una prostituta, han venduto una fanclulla in cambio di vino e hanno
bevuto.
Anche voi: Tiro e Sidòne, e voi tutte contrade della Fi.listea, che siete per
me? Vorreste prendervi la rivincita e vendicarvi di me? Io ben presto farò
ricadere sul vostro capo il male che avete fatto. Voi infatti avete rubato 1:1
mio oro e il mio argento, avete portato nei vostri templi q i miei tesori pre-
zi·os~· avete venduto .ai greci i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme per
ma1J,darli lontano dalla loro patria. Ecco, io li richiamo dalle città, dal luogo ·
dove voi li avete venduti e farò ricadere sulle vostre teste il male che avete
fatto. Venderò i vostri figli e le vostre figlie per mezzo dei figli di Giuda, i
quali li venderanno ai Sabei e, un popolo lontano. Il Signore ha parlato.
Proclamate questo fra le gen#: chiamate alla guerra santa, incitate i·
prodi: vengano, salgano tutti i guerrieri. Con le vostre zappe fatevi spade e
lance con le vostre falci> anche il più debole dica: io sono un guerriero! s.
Svelte, venite, o genti tutte, dai dintorni e radunatevi là! t, Signore, fa' scen-
dere i tuoi prodi.' u. Si affrettino e salgano le genti alla valle di Giòsafat, poi-
ché lì siederò per giudicare tutte le genti all'intorno. Date mano alla falce,
perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio è pieno e i tini
traboccano ... .tanto grande è.la loro malizz'a! Folle e folle nella Valle della
decisione,, poiché tl giorno del Signore è vicino nella Valle della deci'sione.
Il sole e la luna si oscurano e le stelle. perdono lo splendore. Il Signore
ruggisce da Si'on e da Gerusalemme fa sentire la sua voce; tremano i cieli e
la terra. Ma il Signore è un rifugio al suo popolo, una fortezza per gli israe-
liti. Voi saprete che io sono il Signore vostro Dio che ab#o in Sion, mio
monte santo e luogo santo sarà Gerusalemme,,· per essa non passeranno più
gli stranieri.

q Oppure: «palazzi>>.
r LXX: «alla prigionia».
s LXX: <<l>ono foite».
t LXX: «radunatevi insieme».
u LXX: «chi soffre sarà un combattente».
Il giudizio del Signore (4, 1-21) 111

In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per


le colline; in tutti i ruscelli di Giuda scorreranno le acque. Una fonte zam-
pillerà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittìm v. I:Egitto diven., ·
terà una desolaz.ione e l'Idumea un brullo deserto per la violenza contro i
figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese, mentre Giuda
sarà sempre abitato e Gerusalemme di generazione in generazione. Ven-
dicherò il loro sangue, non lo lascerò impunito w e il Signore dimorerà in
Sion (4, 1-21 x).
Un numero di persone rimaste sarà raccolto a Gerusalemme (Girolamo). Coloro che
tornano dalla prigionia conosceranno forza e pace (Isho'dad di Merv). Dio rivela coerente-
mente che la sua forza è resa perfetta mediante la debolezza degli esseri umani (Giovanni
Cassiano). La valle di Giosafat sarà la valle del giudizio (lsho'dad di Merv). La fonte una
volta chiusa diviene un fiwne di acque abbondanti, che è simbolo delle conseguenze eter-
namente in scorrimento dell'incarnazione (Girolamo).

12
"· · Le fortune di Giuda e vi trascinerò dalle più grandi altezze
agli abissi più profondi» .
.I restanti del popolo a Geru- Girolamo,
salemme Commento su Gioele 3, 1

Per coloro che credono, la salvezza


sono il monte Sion e Gerusalemme. Negli 10
·~ 1 Utensili trasformati in armi
ultimi giorni il Signore raccoglierà i
restanti del popolo di Giuda, che con gli La forza tornerà
apostoli e mediante gli apostoli hanno
creduto. Riporterà i prigionieri di Giuda <<Battete i vostri aratri», cioè trasfor-
a Gerusalemme. Egli è colui che venne a mate i vostri attrezzi agricoli in armi.
predicare la vista ai ciechi, il perdono ai Infatti, dopo essere tornati dalla prigio-
prigionieri e la libertà a coloro che con- nia, sarebbero stati poveri, ma avrebbero
fessano il Signore, e dimorano nella Chie- comunque riacquistato ricchezza a spese
sa, in cui vi è la visione della pace. della casa di Gog.
Riunirà tutte le nazioni che non vogliono Isho'dad di Merv,
credere, tuttavia, e le getterà nella valle di Commento su Gioele 4, 1O
Giosafat. Il greco traduce con kataxo, che
è fedele all'ebraico, cioè: «Vi porterò giù,

.· ,
,•1,

v In ebraico: Shittim, letteralmente <<legno d'acacia, albero»; LXX: schoinos: «giunco, corda o
canna»; Vulgata: «spine». ·
w Lezione dei LXX e della Peshitta; in ebraico: «riterrò innocente il loro sangue, che non ho rite-
. nuto innocente».
x I versetti 4, 1-21 nella Vulgata e nella NRSV della Bibbia in inglese sono numerati 3, 1-21.
112 Gioele

Forza nella debolezza ne il loro piano. Infatti egli parla dei


popoli su cui regna la casa di Gog. <<Alia
Vuoi tu inoltre conoscere il vigore e valle di Giosafat», cioè alla valle del giu-
la forza tutta propria del centurione, con dizio: «Giosafat» è infatti interpretato
cui egli porta queste stesse armi da noi come giudizio o sentenza.
dèfinite non carnali, ma valide in Dio? Isho'dad di Merv,
Poni attenzione ora al re stesso, il quale Commento su Gioele 4 , 12.
eccita gli uomini forti ad agreggarsi ·alla
sua milizia spirituale, e tu poi considera
con quale criterio e~ li sceglie e li appro- 18
Una fonte dalla casa del Signore
va: Che l'infermo dica: Io sono forte (Gl 3,
10 LXX), come-pure: Chi è pazt·ente, sia . La fonte sigillata diventa un torren-
belligerante.(Gl 3, 11 LXX). Voi dunque
te nell'incarnazione
potete arguire che le battaglie del Signore
non possono combatterle se non i pazien- Vergine è Cristo; vergine senza
ti e gli infermi, quelli dunque, senza dub- interruzione la Madre del nostro vergine ·
bio, malati di quelrinfermità, fondandosi Cristo: madre e vergine. Mi spiego:
sulla quale cosl parlava fiduciosamente Gesù è entrato a porte chiuse; nel suo
quel nostro centurione evangelico: Quan- sepolcro, tagliato nuovo su durissima
do sono debole, è allora che sono forte (2 roccia, nessuno mai vi è stato riposto, né
Cor 12, 10), e di nuovo: La potenza di Dio prima né poi; giardino chiuso e fonte
si manifesta nella debolezza (2 Cor l?, 9). sigillata (Ct 4, 12); da questa fonte sgor-
Giovanni Cassiano, ga quel fiume di cui parla Gioele, che
Conferenze ai monaci 7, 5 irriga il torrente delle funi e delle spinè:
le funi sono quelle dei peccati che ci tene- .
12
Giudicando tutte le nazioni vano legati~ le spine sono quelle che soffo-
cano la seminagione del padre di famiglia
La valle del giudizio · (Mt 13, 7).
Girolamo,
. Le parole: «Salgano alla valle di Lettere 48, 21
Giosafat», cioè: egli non li riunirà e non li
condurrà, ma lascerà che portino a t~rmi-
AMOS

Il significato del nome Amos (in ebraico 'Amos) è sconosciuto. Le sue profezie furono
m
composte o pronunciate Israele durante il regno di Geroboamo II (786-746 a.C.), proba-
bilmente fra il 760 ed il 750, durante un periodo di pace e prosperità. Non sappiamo nulla
della sua vita eccetto il fatto che nef libro viene chiamato «pastore di Tekoa in Giuda» (Am ·
1, 1), «pastore e raccoglitore di sicomori» (Am 7, 14). Sappiamo anche che non era profeta
di professione o membro di una confraternita di profeti (Am 7, 14). Egli sembra piuttosto
aver risposto ad una chiamata diretta di Dio. Si pensa che gran parte dei suoi oracoli furo-
no pronunciati pressò il santuario di Betel, dal quale egli fu espulso per opera del sacerdo-
te Amasia. Nelle Sacre Scritture ebraiche e nell'Antico Testamento in l~tino il libro di Amos
occupa il terzo posto fra i dodici Profeti, mentre è al secondo nella traduzione greca dei
LXX. Tuttavia è considerato essere il più antico fra i libri dei dodici Profeti. È diviso in tre
parti principali: il giudizio contro i popoli (Am l, 3 - 2, 16), i discorsi (Am 3, 1 - 6, 13), le
visioni (Am 7, 1 - 9, 8) e le conclusioni (Am 9, 8-15).
La bellezza e la fluidità del linguaggio di Amos sono estremamente accattivanti.
Quest'unico fatto fece sì che Agostino affermasse che Amos, che egli riteneva essere solo un
rustico pastore senza cultura letteraria, avesse potuto esprimersi in un linguaggio sofistica-
to solo sotto l'influsso e l'ispirazione dello Spirito Santo. In Amos i Padri della Chiesa furo-
no in grado di scoprire molte analogie che anticipavano la crocifissione così come la lacera-
zione del velo del Tempio, il ~onseguente terremoto, l'oscuramento del sole e la passione di
Cristo. In linea con l'interpretazione degli altri Profeti Minori, la distruzione del Tempio
descritta in Amos (ed avvenuta effettivamente nel 70 d.C.) era un segno profetico di porta-
ta eccezionale, soprattutto per il fatto che annunciava la fine dell'antica alleanza e l'inaugu-
razione della nuova.

LE SOFFERENZE PREPARANO IL POPOLO EBRAICO ALLA SALVEZZA IN CRISTO

Il profeta Amos, su cui è ora nostro dovere commentare con la grazia di Dio, parla
in quasi tutte le sue profezie del destino che avrà il popolo di Israele. Egli rivela che le
dieci tribù soffriranno prima per mano degli Assiri, e che questo avrà effetto :stl·
Gerusalemme e sulla tribù di Giuda. Poi il resto di quel regno soffrirà per mano dei
Babilonesi. Ora, non fu senza scopo che da parte dei profeti fu fatto cenno a questo.
Infatti fu fatto perché Dio dedicava completa attenzione al popolo in vista della mani-
festazione di Cristo, la quale si sarebbe verificata in un momento da lui scelto per la sal-
vezza comune di tutti gli uomini.
. Teodoro di Mopsuestia, Commento su Amos: PG 66, 241
114 Amos

AMOS ERA UN CONTEMPORANEO DI 0SEA E GIOELE

Colui che da solo creò i nostri cuori e comprende tutte le nostre azioni, come dice
la Sacra Scrittura (cf. Sal 33, 15), ed era consapevole della durezza ed ostinazione del
cuore d'Israele, non parlò ad esso per mezzo di un solo profeta. Piuttosto impiegò molti
uomini straordinari come suoi ministri, offrendo cosl esortazioni e predicendo il futu~ .
ro, dimostrando con il consenso di molti l'affidabilità delle sue profezie. Uno di questi
è il divinamente ispirato Amos; egli visse nello stesso periodo storico di Osea e Gioele,
e profetizzò le stesse cose riguardo sia agli assiri che ai babilonesi, il ritorno da quelle
terre e ciò che sarebbe accaduto dopo il ritorno. Dopo aver profetizzato brevemente
contro le razze vicirie, cominciò a profetizzare su Israele.
Teodoreto di Cirro1
Commento su Amos, proemiò ·

GIUDIZIO DELLE NAZIONI VICINE A ISRAELE

Parole di Amos, che era pecoraio d_i Tekòa, il quale ebbe visioni riguar-
do a Israele, al tempo di Ozia re della Giudea, e al tempo di Geroboàmo ·
figlio di Ioas, re di Isra~le, due anni a prima del terremoto.
· Egli' disse: «Il Signore ruggisce da Sion e da Gerusalemme fa udir la sua
voce; sono desolate le steppe dei pastori: è inaridita la cima del Carmelo».
. Còsz' dt'ce il Signore: «Per tre mt'sfatti di Damasco e per quattro non
revocherò t'l mt'o decreto b, perché hanno trebbiato con trebbie ferrate
Gàlaad. Alla casa di Cazaèl darò fuoco e divorerà i palazzi di Ben-Hadàd;
spezzerò il catenaccio di Damasco, sterminerò gli abitanti di Biqat~Avèn e e
chi detiene lo scettro di Bet-Eden e il popolo di Aram andrà schiavo.a Kir»,
dice il Signore.
_Così dice il Signore: «Per tre misfatti' di Gaza e per quattro non revoche-
rò il mio decreto d, perché hanno deportato popolazioni intere per conse-
gnarle a Edom; appiccherò il fuoco alle mura di Gaza e divorerà i suoi palaz-
zi: estirperò da Asdòd chi siede sul trono e da Ascalòna chi vi tiene lo scet-
tro; rivolgerò la mano contro Ekròn e così perirà il resto dei Filistei», dice
il Signore.
Così dice il Signore: «Per tre misfatti di Tt'ro e per quattro non revoche-

a Oppure: «durante due anni>>. ·


b Nel testo ebraico: <<non farò in modo che torni».
e LXX: «gli abitanti della ·pianura di On».
d Nel testo ebraico: «non farò in modo che torni».
Giudizio delle nazi~ni vicine a Israele (1, 1-15) 115

·rò il mio decreto e, perché hanno deportato popolazioni .intere a Edom,


senza ricordare t alleanza fraterna; appiccherò il fuoco alle mura di Tiro e
divorerà i suoi palazzi».
· Così dice il Signore: «Per tre misfatti di Edom e per quattro non revo-
chérò il mio decreto f, perché ha inseguito con la spadà suo fratello e ha sof
focato la pietà verso di lui g, perché ha continuato l'ira senza fine h e ha con-
servato lo sdegno per sempre~· appiccherò il fuoco a Teman e divorerà i
palazzi di Bozra».
Così dice il Signore: «Per tre misfatti degli ammoniti e per quattro non
revocherò il mio decreto i, perché hanno sventrato le donne incinte di
Gàlaad per allargare il loro confine; appiccherò il fuoco alle mura di Rabbà
e divorerà i suoi palazzi tra il fragore di un giorno di battaglia, fra il turbi-
ne di un giorno di tempesta; il loro re andrà in esilio, egli insieme ai suoi
capi», dice il Signore (1, 1-15).
Il modo in cui la nuova alleanza fu proclamata per mezzo di Giovanni Battista rivela
che essa fosse destinata sia ai giudei che ai gentili. La specifica menzione di Tiberio confer-
ma la chiamata universale alla salvezza (Origene). Le conseguenze del peccato si estendono
ben al di là dell'individuo che le sancisce. Il testo si riferisce anche al rifiuto dei giudei di
'·riconoscere Gesù come Messia (Girolamo). Il figlio di Galaad è un testimone profetico delle .
eresie della Chiesa (Gregorio Magno).

1 1
• Le parole di Amos nomi dei re di Israele, come in questo
passo: E nei giorni di Geroboamo, figlio di
Contesto dei profeti e del Vangelo Ioas, re di Israele. Ma quando si doveva
annunziare il mistero del Vangelo e· dif~
·. Quando i profeti ·si rivolgevano sol- fondere su tutta la terra la buona novella
tanto· al popolo giudeo, solo i re di Giuda di cui Giovanni n.el deserto fu il primo
erano menzionati nei loro titoli, come ad messaggero, allorché l'impero di Tiberio
esempio: Visione che vide Isaia figlio di governava il mondo, allora troviamo
Amos, contro la Giudea e contro Geru- scritto: Nel quindicesimo anno del suo
salemme sotto i regni di Osia e di Gionata, . · regno la parola del Signore fu rivolta a
di Acaz e di Ezechia (Is 1, 1). Non vedo Giovanni (Le 3, 1-2). ·
nessun altro menzionato, ai tempi di Odgene, Commento
Isaia, eccettuati i re della Giudea. In al Vangelo di Luca 21, 1
qualche profeta noi leggiamo anche i
.'<
I

e Nel testo ebraico: <<non farò in modo che torni».


f Nel testo ebraico: <<non farò in modo che torni».
g LXX aggiunge: «ed ha violato il.suo grembo».
h Lezione dei LXX, Vulgata e Peshitta; in ebraico: «e la sua ira ha lacerato perpetuamente».
i Nel testo ebraico: «il suo sdegno si è mantenuto in eterno».
Ì Nel testo ebraico: <<non farò in modo che torni».
116 Amòs

3
I tre misfatti di Damasco pienti degli altri, rifiutano con disprezzo
di seguirli sulla via di una migliore com-
Conseguenze dell'abitudine al pec- prensione, e per estorcere, all'autorità
cato dell'opinione del volgo, il nome di scien-
za per il proprio insegnamento, si danno
Devi distruggere gli allettamenti del un gran daffare a demolire le rette inter-
vizio, quando sono ancora pensieri, e pretazioni di altri e a rafforzare i propri
sbattere i piccoli della figlia di Babilonia errori. Perciò giustamente si dice per
sulle rocce (cf. Sal 136, 9), dove il serpen- mezzo del profeta: «Sventrarono le
te non può lasciare tracce. Sta' in guardia donne incinte in Galaad per allargare i
e reclama la promessa di Dio: Non lascia- loro territori». Infatti con Galaad si
re che abbiano dominio su di me: allora io intende il «cumulo della testimonianza»,
sarò retto ed innocente della grande tra- · e poiché tutta insieme,.la congregazione
sgressione (Sal 18, 14). Infatti anche altro- della Chiesa, attraverso la confessione ·
ve la Scrittura testimonia: Castigherò la [dei suoi membri], serve alla testimonian-
colpa det' padri nei figli fi'no alla terza e za della verità, non è senza senso che per
quarta generazione (Nm 14, 18). Questo Galaad si intenda la Chiesa che, per
vuol dire che Dio non ci punirà immedia- bocca di tutti i fedeli, attesta ciò che è
tamente per i nostri pensieri e le nostre vero riguardo a Dio. Per donne incinte si
decisioni, ma manderà la giusta retribu- intendono le anime che in virtù dell'amo-
zione sui discendenti, sulle cattive azioni re divino concepiscono la comprensione
e sulle abitudini al male, che derivano dai della Parola e giungendo al compimento
discendenti. Infatti dice per bocca di del tempo sono pronte a partorire, con la
Amos: <<Per tre misfatti di Damasco e per manifestazione delle opere, quella com-
quattro non revocherò la mia punizione». prensione che avevano concepito. E dila-
Girolamo, tare il proprio territorio significa estende-
Lettere 121, 8 re la fama della propria opinione. Dun-
que, sventrarono le donne incinte in Ga-
laad per allargare il proprio territorio,
n Le donne indnte dt' Galaad poiché evidentemente gli eretici uccido-
no, con una predicazione perversa, i cuo-
Galaad è una figura della Chiesa e ri dei fedeli che già avevano concepito
degli eretici una qualche comprensione della verità, e
diffondono la fama di una loro scienza.
Bisogna ammonire [i falsi maestri] a [ ... ] Dunque, quando ci sforziamo di
considerare come la Sacra Scrittura sia istruire costoro perché non errino col
per noi quale lampada posta nella notte pensiero, è necessario che prima li am-
della vita presente, ma se essi non inten- moniamo a non cercare una gloria vana.
dono rettamente le sue parole è come se Infatti, se si strappa la radice dell,esalta-
quelle si oscurassero perdendo la loro zione, di conseguenza i rami della dottri-
luce. Certo non sarebbe un errore inten- na depravata inaridiscono.
zionale a trascinarli a una comprensione Gregorio Magno,
distorta, se prima non li avesse gonfiati la La regola pastorale 3, 24
superbia. Infatti, considerandosi più sa-
Giudizio su Israele (2, 1-16) 117

GIUDIZIO SU ISRAELE

Cosi' dice il Signore: «Per tre misfatti di Moab e per quattro non revo-
cherò il mio decreto k, perché ha bruciato le ossa del re di Edom per ridurle
. ·i n calce; appiccherò il fuoco a Moab e divorerà i palazzi' di Keriòt e Moab
morirà nel tumulto, al grido di guerra, al suono del corno; farò sparire da lui
il giudice e tutti i suoi capi ucciderò insieme con lui», dice il Signore.
Così dice il Signore: «Per tre misfatti di Giuda e per quattro non revo-
cherò il mio decreto •, perché hanno disprezzato la legge del Signore e non
ne hanno osservato i decreti; si son lasciati traviare dai loro idoli che i loro
padri avevano seguito; appiccherò il fuoco a Giuda e divorerà i palazzi di
Gerusalemme».
Così dice il Signore: «Per tre misfatti d'Israele e per quattro non revo-
cherò il mio decreto m, perché hanno venduto il giusto per denaro e il pove-
ro per un paio di sandali; essi che calpestano come la polv~re della terra la
testa dei poveri e fanno deviare il cammino dei miserl· e padre e figlio vanno
dalla stessa ragazza, profanando così il mio santo ·nome. Su vesti prese come
pegno si stendono presso ogni altare e bevono il vino confiscato come
. ammenda nella casa del loro Dio. Eppure io ho sterminato davanti a loro
l'amorreo, la cui statura era come quella dei cedri: e la forza come quella
della quercia,· ho strappato i suoi frutti in alto e le sue radici di sotto. lo vi
ho fatti uscire dal paese di Egitto e vi ho condotti per quarant'anni nel deser-
to, per darvi in possesso il paese del!'amorreo. Ho fatto sorgere profeti tra i
vostri figli e nazirei fra i vostri giovani. Non ~forse cosi~ o israeliti?».
Oracolo del Signore. «Ma voi avete fatto bere vino ai nazirei e ai profeti
avete ordinato: Non profetate/ Ebbene, io vt a/fonderò ·nella terra come
a/fonda un carro quando è tutto carico di paglia n. Allora nemmeno l'uomo
agile potrà più fuggire, né l'uomo forte usare la sua forza; il prode non potrà
salvare la sua vita né l'arciere resisterà; non scamperà il corridore, né si sal-
verà il cavaliere. Il più coraggioso fra i P1:odifuggirà nudo in quel giorno/».
Oracolo del Signore (2, 1-16).
0

Amos predisse il tradimento di Gesù da parte di Giuda anche nella sua allusione ai
denari d'argento (Tertulliano). Il fatto che la Scrittura passi sotto silenzio certe relazioni ses-

k Nel testo ebraico: «non farò in modo che torni».


I Nel testo ebraico: «non farò in modo che torni>>.
m Nel testo ebraico: «non farò in modo che tomi».
n Vulgata: «Striderò su di voi come stride un carro carico di fieno».
0 Nella Bibbia CEI le ultime tre righe sono incluse nel vetsetto 2, 15 mentre nella Bibbia ebrai-

ca, Peshitta, Vwgata e LXX costituiscono il versetto 2, 16.


118 Amos

suali non significa che dia il permesso di praticarle (Basilio di Cesarea). Membri del clero
hanno tradito la giustizia verso i poveri (Teodoro di Mopsuestia). La testimonianza dei pro-
feti è coerente nella sua condanna dell'idolatria e di ogni forma di divinazione (Cirillo di
Gerusalemme). I sacerdoti dell'antica alleanza che non vivevano in modo conforme alla loro
vocazione erano puniti nel modo più severo, e devono servire da monito ai sacerdoti della
nuova alleanza (Giovanni Crisostomo). Molte delle persone scelte da Dio in entrambe le
alleanze furono quelle che pregarono, digiunarono e si astennero da bevande inebrianti
(Girolamo). Le forme assunte da Dio per rivelarsi agli uomini dimostrano la sua maestà
(Gregorio Magno). ·

26
• Vendere il gz·usto per denari d'argento non devono avere la medesima concubi-
na, ma nel profeta una tale situazione è
Una profezia su Giuda considerata degna della più totale esecra-·
zione. «Un uomo e suo padre», è scritto,
Egli avrebbe potuto essere tradito da «vanno dalla stessa ragazza>>. Questo ci fa
qualsiasi estraneo, se non avessi trovato riflettere su quante altre forme di impura
che anche qui portò a compimento le fornicazione· sono state escogitate nella
parole di un Salmo: Chi mangiava il pane scuola del diavolo, mentre la Scrittura
con me ha levato il tallone contro di me divina non parla di esse, scegliendo di
(Sa! 40, 10). E senza un prezzo egli avreb- non offuscare la propria dignità con i
be potuto essere tradito. Infatti che biso- .nomi di cose sordide e condannando la
gno c'era di un traditore nel cas'o di un loro impurità in termini generali! [. .. ]Di
uomo che si offriva al popolo apertamen- conseguenza possiamo affermare con
te e poteva essere catturato altrettanto certezza che il silenzio della Scrittura non
facilmente con la forza che con l'ingan- concede la licenza di commettere atti di
no? Questo sarebbe andato bene per un fornicazione.
altro Cristo, ma non sarebbe stato adatto Basilio di Cesarea,
per uno che stava portando a compimen- Lettere 3
to le profezie. Infatti era stato scritto:
«Hanno venduto il giusto per denaro».
Tertulliano, Abbandono della giustizia e della
Contro Marcione 40 misericordia
Moltiplicarono a tal punto i loro
7
Relazioni sessuali proibite disonesti guadagni da tradire i diritti dei
poveri per i più bassi profitti (il significa-
Condanna della fornicazione to della frase «sandali che calpestano la
polvere della terra» era una prova chiara
L'esempio del patriarca sembrò ol- del loro non valutare affatto la giustizia,
traggioso a molti, che indulgevano nei speciamente perché facevano spesso ciò
· piaceri carnali al punto da vivere con le per vili guadagni). «Essi hanno calpesta-
proprie sorelle durante la propria esisten- to le teste dei poveri>>.
za. Quale dovrà essere la mi~ posizione? Teodoro di Mopsuestia,
Citare le Scritture, o lavorare su ciò che Commento su Amos 2, 6-8
hanno passato sotto silenzio? Nel Pen-
tateuco non c'è scritto che padre e figlio
Giudizio su Israele (2, 1-16) 119

8 Si stendono presso ogni altare quanto per tutto il pqpolo. Questo nul-
1' altro vuol dimostrare che le piaghe dei
Atti di fornicazione si verificano nel sacerdoti hanno bisogno di maggior
Tempio cura e tanta qua,nta per il popolo tutto.
Non vi sarebbe bisogl,lo di una più gran-
Dopo Mosè furono inviati a curare de se non fossero più gravi. Sono più
Israele i profeti, ed essi esercitarono la gravi non per natura, ma per la dignità
loro missione di medici, ma non riusciro- del sacerdote che ardisce ciò.
no a vincere le malattie. Uno di essi ebbe Giovanni Crisostomo,
a dire: Ahimè, l'uomo pio è scomparso Il sacerdozio 6, 8
dalla terra, non e'è più un giusto fra gli
uomini (Mie 7, 2). E un altro: Tutti banno
traviato, sono tutti corrotti:· pt'ù nessuno fa 12
Avete fatto bere vino ai nazirei
il bene, neppure uno. (Sal 14, .3). Altri
ancora: Si maledice, si ruba, si commette L'astinenza è un segno di quelli
adulterio, si fa strage e si versa sangue chiamati da Dio
sulla terra; immolarono i loro figli e le loro
figlie ai demoni (Sal 106, 37). Non faceva- Sansone e Samuele non bevvero vino
no che malauguri, venefici e divinazioni: né bevande inebrianti poiché erano figli
<<Legavano le loro vesti con corde e ne della promessa e concepiti nell'astinenza
facevano veli da stendere presso ogni e nel digiuno. Aronne e gli altri sacerdo-
altare». ti, quando erano sul punto di entrare nel
Cirillo di Gerusalemme, Tempio, si astennero da qualsiasi bevàn-
Le catechesi 12, 6 da inebriante temendo che sarebbero
morti (cf. Lv 10, 9). Da questo appren-
diamo che muoiono coloro che svolgono
11
Ho fatto sorgere profeti fra i vostri il loro servizio nella Chiesa senza essere
figli sobri. E dunque questo è un rimprovero
a Israele: «Avete fatto bere vino ai miei
Le fedte dei sacerdoti richiedono naz1re1».
un ·aiuto più grande Girolamo,
Contro Gioviniano 2, 15
Per questo [il Signore], accusando
più duramente gli israeliti, dimostra che
essi sono meritevoli di più grande san" 13
Dio striderà come un carro carico di
zione per aver peccato dopo essere stati fieno
da lui onorati. Una volta ebbe a dire: Voi
soli io ho conosciuto da tutte le nazioni Dio sopporta la vita delle persone
della terra; per questo vi punirò per la carnali
vostra empietà (Am .3, 2). Un'altra volta:
Dai vostri figli scelsl i pro/e# e dai vostri A volte Dio, con profonda accondi"
giovani scelsi quelli per la consacrazione scendenza, si paragona a causa della\
(Am 2, 11 LXX). E prima dei profeti nostra debolezza, ad oggetti privi di
volendo, a proposito dei sacrifici, dimo- senso, come dice per bocca del profeta:
strare che le colpe ricevono maggior «Striderò su di voi come stride un carro
castigo qu~ndo siano commesse . sia dai carico di fieno». Dal momento che la vita
sacerdoti che dai privati, ordina di offri" delle persone carnali è paglia - infatti è
re tanto per i sacerdoti un sacrificio scritto che tutta la carne è paglia (cf. Is
120 Amos

40, 6) -, nel sopportare la vita di coloro per lui il sopportare di malanimo gli
che. sono carnali il Signore afferma di oneri e le iniquità dei peccatori.
portare paglia come un carro. E lo stride- Gregorio Magno,
re sotto il peso della paglia rappresenta Commento morale a Giobbe 32, 7 .

IMPUTAZIONI A CARICO D'ISRAELE

Ascoltate questa parola che il Signore ha detto riguardo a vo~ israeliti~


e riguardo a tutta la stirpe che ho fatto uscire dall'Egitto: «Soltanto voi ho
eletto tra tutte le stirpi della terra; perciò io vi farò scontare tutte le vostre·
iniquità». .
Camminàno forse due uomini insieme, senza essersi messi d)accordo? .
Ruggisce forse il leone nella foresta se non ha qualche preda? Il leoncello
1

manda un grido dalla sua tana se non ha preso nulla? Cade forse l'uccello
1

a terra, se non gli' è stata tesa un'inst'dia? Scatta forse la tagliola dal suolo,
se non ha preso qualche cosa? Risuona forse la tromba nella città senza che 1

il popolo si metta in allarme? Avviene forse nella città una sventura, che
no11 sia causata dal Signore? In verità, il Signore non fa cosa alcuna senza
aver rivelato il suo consiglio ai suoi servitori: i profeti'. Ruggisce il leone: chi
mai non trema? Il Signore Dio ha parlato: chi può non profetare?
Fatelo udt're nei palazzi di Asdòd P e nei palazzi del paese d'Egitto e dite:
Adunatevi sui monti di Samaria q e osservate quanti disordini sono in essa 1 .

e quali violenze sono nel suo seno. Non sanno agire con rettt'tudine, dice il
Signore, violenza e rapina accumulano nei loro palazzi. Perciò così dice il
Signore Dio: Il nemico circonderà il paese sarà abbattuta la ~ua potenza e {
1

tuoi palazzi saranno saccheggiati. Così dice il Signore: Come il pastore strap-
pa dalla bocca del leone due zampe o il lobo d'un orecchio cosi' scamperan- 1

no gli' Israeliti che abitano a Samaria su un cantucdo di divano r o su una


coperta da letto. .
Ascoltate e attestatelo nella casa di Giacobbe, dice il Signore Dio, Dio
degli eserciti: Quando farò giustizia dei misfatti d'Israele io infierirò contro
1

glt' altari di Betel· saranno spezzati i corni del!'altare e cadranno a terra.

P LXX: <<in Assiria».


q LXX: «sul Monte Samaria>>.
r Il significato del ternµne ebraico è incerto.
Imputazioni a carico d'Israele (3, 1-15) 121

Demolirò la casa d'inverno insieme con la s·ua casa d'estate e andranno in


rovina le case d)a_vorio e scompariranno i grandi palazzi s. Oracolo del
Signore (3, ~-15).
Nel giorno del giudizio tutti saranno giudicati (Origene). Dio è un medicò misericor-
dioso che castiga coloro che ama (Girolamo). Nessun castigo o male ci viene imposto senza
il volere di Dio né senza un suo fine (Teodoreto cli Cirro). C'è una forma di male che è dan-
nosa e porta al castigo. Ma c'è anche un male che porta al bene, allo zelo e al dsveglio spi-
rituale (Giovanni Crisostomo). Il giudizio di Dio non è uguale a quella forma di male che è
dolorosa ma ci guarisce (Giovanni Damasceno). Qui il leono rappresenta le passioni che cer-
cano di attirare il credente lontano da Dio (Agostino). Anche se il leone risulta aver divora-
to tutto eccetto due zampe e la punta di un orecchio, non Cristo, il buon Pastore, è ancora
in tempo per salvare i pentiti che si volgono a lui (Basilio di Cesarea). I nomi di Dio rivela-
no il suo carattere (Gregorio di Nazianzo).

32
• Punizione dei peccati' sionevole non al fine di essere più com-
passionevole. Infatti il Signore ama colui
Un giudizio contro tutte le iniquità che castiga, e sferza ogni figlio'che riceve.
Girolamo,
Ciascuno di noi ritiene, poiché non Commento su Ezechiele 7
ha praticato l'idolatria, poiché non ha
fornicato - e magari fossimo puri da que-
sti peccati! -, che allontanandosi da que- 35
• Ruggisce il leone, se non ha preda?
sta vita sarà salvato. Non vediamo che
tutti noi dobbiamo presentarci davanti Nessuna punizione è imposta senza
ali'altare di Cristo, a/finché ct'ascuno riceva la volontà di Dio
. la retribuzione delle cose compiute mentre
era nel corpo, secondo che egli avrà opera- Come è impossibile per due p'o poli
to, o bene o male (2 Cor 5, 10). Noi non partecipare ad un viaggio nello stesso
vediamo colui che ha detto: «Solo voi ho momento - egli dice - a meno che non si
conosciuto fra tutte le tribù della terra; . diano reciproche indicazione su dove e
perciò mi vendicherò di voi per tutte le perché stiano viaggiando, o per un leone
vostre imprese», non per qualcuna sì e ruggire se-non vi è una preda, o per un
per qualcuna no. uccello cadere senza un cacciatore, o per
Origene, tutte le altre cose nominate, così è impos-
Omelie su Geremia 20, 3 sibile che una punizione venga imposta
senza la volontà di Dio. Egli chiama la
punizione <<male», notate, secondo un
Il doloroso trattamento divino uso generale: noi siamo abituati ad usare
la parola «sventure» per le malattie, · i,
Il medico più compassionevole, ta- castighi, le morti premature, le c;arestie, le
gliando via la carne cancerosa, risparmia guerre, ed altre cose simili, non perché
non al fine di risparmiare; egli è compas- siano motivo di sventura per loro natura, .

s Oppure: «i molti palazzi».


122 Amos

ma perché sono motivo di sventura per tura che Dio non abbia fatto», tuttavia
gli esseri umani, e fonti di sofferenza e essa non indica Dio come causa dei mali,
dolore. dato che il vocabolo del «male» è a dop-
Teodoreto di Cirro, pio senso, e significa due cose. Infatti
Commento su Amos 3, 6-8 esso talvolta indica il male per natura, che
è appunto contrario alla virtù e alla .
volontà di Dio, ma talvolta indica ciò che
6
Solo se il Signore l'ha causata è male e penoso per la nostra percezione,
cioè le calamità e gli affanni. E queste,
Spiegazione di due forme di male essendo dolorose, sono cattive in appa-
renza ma in realtà sono buone, perché
Non dico queste cose per arroganza,
sono procuratrici di conversione e di sal-
ma ho a sostegno il profeta Amos, il quale
vezza per coloro che intendono: e appun-
grida e afferma: «Non c'è male nella città
to queste la Scrittura dice che avvengono
che il Signore non abbia causato». Ora
per causa di Dio. Ma bisogna sapere che .
«male» è un termine dalle molte sfaccet-
tature. Desidero che voi tutti impariate noi siamo causa anche di queste. Infatti i
l'esatto significato di ciascuna espressio"- mali involotari sono figli di quelli volon-
. ne, in modo che non possiate confondere tari. ·
la natura delle cose e cadere nella blasfe- Giovanni Damasceno,
mia a causa dell'ambiguità delle parole. La fede ortodossa 4, 19
D~que vi è un «male» _c he è veramente
male: la fornicazione, l'adulterio, l'avidità 8
e mille altre cose spaventose, che merita- Il leone ruggisce
no una censura totale e il più severo casti-
go. Poi vi è un male, che in realtà non è Più potente del leone
male, ma viene chiamato così: la carestia, Signore, tu dunque sei diventato per
la pestilenza, la morte, la malattia e tutte noi un rifugio (cf. Dt 33, 27; Ger 16, 19).
le altre cose di natura simile. Ma questi Noi ci rifugiamo da te e da te ci verrà il
non sono mali. Pertanto ho detto che
bene, poiché da noi soli deriva il male.
sono semplicemente chiamati mali. E
Noi infatti abbiamo abbandonato te, e tu
perché? Perché questi mali avevano lo
ci hai abbandonati a noi stessi. Ci augu-
scopo di diventare fonti di bene per noi,
riamo d'essere ritrovati in te, poiché
punendo la nostra arroganza, smuoven-
c'eravamo perduti in noi. O Signore, tu
doci dall'ozio, portandoci allo zelo e ren-
sei diventato per noi un rifugio. Perché
dendoci più attenti.
dunque, miei fratelli , dobbiamo dubitare
Giovanni Crisostomo, Omelia contro
che il Signore ci renderà mansueti, se ci
coloro che affermano che le cose umane
offriremo a lui per essere domati? Hai
sono governate dai demoni 1, 4-5
domato il leone che tu non hai creato;
non ti domerà colui che ti ha creato? In
qual modo infatti hai potuto domare
Dio non è autore del male bestie tanto feroci? Sei forse uguale a
La divina Scrittura ha l'abitudine di loro per le forze del corpo? Con quale
dire il permesso di Dio come sua opera- potere hai dunque potuto domare bestie
zione e produzione; ma in realtà, anche cÌi grande potenza? Sono bestie anche
quando dice che Dio fa le cose cattiv~ (Cf. quelle che noi chiamiamo bestie da soma,
Is 45, 17) e che «in città non c'è una sven- poiché non sarebbe possibile servirsene
Imputazioni a carico d'Israele (3, 1-15) 123

se non fossero domate. Ma poiché siamo 13


Il Dio degli eserciti' .
abituati a vederle condotte dalla mano
dell'uomo e soggiogate dai freni loro I nomi di Diò rivelano il suo potere
posti dagli uomini e sotto il loro 'potere, e l'ordine del mondo
credi forse che sono potute nascere man-
suete? Considera almeno le belve più Degli altri nomi di Dio, gli uni mani-
crudeli. Il leone ruggisce, chi non sareb- festano chiaramente la sua potenza, gli
be preso da spavento? E tuttavia perché altri la sua economia, e questo in duplice
ti riconosci più forte di esso? Non per le modo, cioè l'economia al di sopra del ·
tue forze fisiche, ma per la facoltà della corpo e l'economia compiuta nel corpo,
ragione insita nel tuo spirito. Sei più forte come il nome di «Onnipotente» (Es 15,
d'un leone a causa di ciò per cui sei stato 3), di «te» - o «della gloria» .(Sal 23, 1O)
creato a immagine di Dio. L'immagine di o «dei secoli» (1 Tm 1, 17) o «delle
Dio doma le belve, e non domerà Dio la potenze» (Sal 57, 13) o del «prediletto»
propria immagine? (Sai 57, 13) o «di coloro che regnano» (1
Agostino, Tm 6·;-15) - e di «Signore» o «Sabaoth»
Discorsi 55, 3 (Is 1, 19), vale a dire «degli eserciti», o
Signore «delle potenze» (Sal 23, 1O) o «di
color che signoreggiano» (Dt 10, 17).
12
Frammenti salvati Questi nomi che abbiamo elencato mani-
festano la sua economia, e precisamente:
Non disperare riguardo alla tua sal- <<Dio» o «della salvezza» (Sal 67, 21) o
. vezza «della vendetta» . (Sal 93, 1) o · «della
pace» (Rm 15, 33) o «della giustizia» (Sal
Se poi ti rimane una qualche speran- 4, 2) o «di Abramo e di Isacco e di
za di salvezza, una qualche vaga remine- Giacobbe» (Es 3, 6) e di tutto l'Israele
scenza di Dio, un qualche desiderio di spirituale (Gal 6, 16) e «di colui che vede
ricompense future, un qualche timore Dio» (Gn 32, 3 O). Ma poiché siamo retti
delle punizioni riservate a chi non si da questi tre sentimenti, dal timore della
pente, allora torna subito alla sobrietà, punizione e dalla speranza della salvezza
solleva lo sguardo verso il cielo, ritorna in (e anche della gloria) e dalla pratica della
te stesso, abbandona la tua malvagità, virtù, dalla quale provengono la salvezza
liberati dell'ubriachezza che ti ha reso · e la gloria, il titolo «delle vendette» regge
fradido, rizzati contro colui che ti ha la nostra paura, quello «della salvezza»
rovesciato. Abbi la forza di sollevarti ispira la nostra speranza~ quello «delle
dalla terra. Ricordati del buon Pastore, virtù» guida la nostra pratica, affinché
come egli ti seguirà e ti libererà. E se colui che porta Dio entro di sé, in quan-
anche ci sono solo «due zampe o il lobo to attua rettamente qualcuna di queste
d'un orecchio», fuggi da chi ti ha ferito. disposizioni dell'animo, possa muovere
Ricordati della compassione di Dio, di speditamente verso la perfezione e la
come egli ti cura con olio d'oliva e vino. parentela con Dio, prodotta dalle virtù. .1
Non disperare riguardo alla tua salvezza. Gregorio di Nazianz~, !

Basilio di Cesarea, I cinque discorsi teologici 30 '(4), 19


· Lettera 44,
ad un monaco caduto in peccato
124 Amos

SENTENZA DIVINA

Ascoltate quèste parole) o vacche di Basàn) che siete sul monte di'
Samaria) che opprimete i deboli~ schiacciate i poveri e dite ai vostri mariti:
Porta qua) beviamo.' Il Signore Dio t ha giurato per la sua santità: Ecco) ver-
ranno per voi giorni: in cui sarete prese con ami e le rimanenti di voi con
arpioni da pesca. Uscirete per le brecce, una dopo l'altra e sarete cacciate
oltre l'Ermon, oracolo del Signore.
a
Andate pure Bete! e peccate.' A Gàlgala e peccate ancora di più.'
Offrite ogni mattina i· vostri sacrifici e ogni tre giorni le vostre decime.
Offrite anche sacrifici di grazie con lievito e proclamate ad alta voce le offer-
te spontanee perché cast' vi piace di fare, o lsraelt'ti: dice il Signore. Eppure,
vi ho lasciato a denti asciutti in tutte le vostre città e con mancanza di' pane
in tutti i vostri villaggi: e non siete ritornati a me, dice il Signore. Vi ho purè
rifiutato la pioggia tre mesi prima della mietitura; facevo piovere sopra una
città e non sopra l'altra)· un campo era bagnato di pioggia) mentre l'altro, su
cui non pioveva, seccava; due, tre città si muovevano #tubanti verso un'al-
tra città per bervi acqua, senza potersi dissetare: e non siete ritornati a me,
dice il Signore.
Vi' ho colpiti con ruggine e carbonchio, vi ho t'naridito i gt'ardini e le
vigne u; i fichi: gli' oliveti li ha divorati la cavalletta: e non siete ritornati a
me, dice il Signore. Ho mandato contro di voi la peste, come un tempo con-
tro l'Egitto; ho ucciso di spada i vostri giovani, mentre i vostri' cavalli diven-
tavano preda v; ho fatto salire il fetore dei vostri campi fino alle vostre nari-
ci: e non siete ritorna# a me, dice il Signore. vz· ho travolti come Dio aveva
travolto Sòdoma e Gomorra; eravate come un tizzone strappato da un incen-
dio: e non siete rltorna# a me dice il Signore. Perciò ti tratterò cosi: Israele!
Poiché questo devo fare di te, prepàrati all'incontro con t'l tuo Dio, o Israele!
Ecco colui cheforma i monti e crea i venti~ che mani/esta all'uomo qual
è il suo pensiero, che fa l'alba e le tenebre e cammina sulle alture della terra,
Signore, Dt'o degli eserciti è il suo nome w (4, 1-13).
Nell'antica alleanza il pane azzimo rappresenta le azioni virtuose, mentre il peccato cor-

t LXX: «Il Signore ha giurato».


u La Bibbia CEI e NRSV congetturano: «vi ho inaridito i giardini e le vigne»; in ebraico: <<la mol-
titudine dei giardini e delle vigne»; LXX: «avete moltiplicato i yostri giardini e le vostre vigne».
v NRSV congettura: «ho portato via i vostri cavalli».
w LXX (4, 13): «Ecco io sono colui che rafforza il tuono e crea il vento, e proclama agli uomini
il suo Cristo, formando il mattino e la tenebra, e salendo sui luoghi alti della terra: Signore Dio
Onnipotente è il suo nome».
Sentenza divina (4, 1-13) 125

rompe il pane della buona vita (Gregorio Magno). Una città riceve la pioggia, ed un'altra
no. Queste città rappresentano tipologicamente una vita di virtù ed una di vizio (Cesario di
Arles). Coloro che rifiutano di pentirsi subiscono lo stesso destino di coloro che furono
distrutti da Dio a Sodoma e Gomorra (Giovanni Cassiano). Fu G;esù che distrusse queste
città rivelando il suo ruolo di Giudice (Novaziano). Le ·parole di Amos riguardo lo Spirito
appaiono come un'anticipazione dell'incarnazione (Ambrogio). La profezia sulla venuta di
Cristo si sviluppa in una lunga linea di predizioni a partire da Mosè fino ad Isaia e Geremia
(Cirillo di Gerusalemme}.

7
4 4
• Moltiplicate i peccati La pioggia trattenuta

Il dono di Dio richiede la nostra Fate piovere il .V erbo


partec1paz1one
Se non possiamo raccogliere i frutti
Per celebrare veramente nello spirito spirituali attraverso il nostro lavoro, è
questa solennità [della Pasqua], non basta giusto che dispensiamo con sacro zelo e
accostarsi ai sacramenti del nostro Reden- con la più fervente carità quelli che sono
tore se non vi aggiungiamo le buone ope- stati raccolti da altri. Dal momento che il
re. Che giova infatti assumere con le lab- Signore, a causa del peccato del popolo,
bra il suo corpo e il suo sangue e poi ribel- minaccia: «Farò piovere su una città, e
larsi a lui con l'iniqua condotta? Si aggiun- non farò piovere su un'altra», dobbiamo
ge anche, a proposito della cena di Pa- sforzarci con grande impegno al fine di
squa: e i pani azzimi con lattughe agresti non essere quella città su cui la pioggia
(Es 12, 8). Mangia pane senza fermento del Verbo di Dio non giunge affatto o,
chi esercita le buone opere senza la corru- almeno, solo raramente e tardivamente.
zione della vanagloria, chi attua i precetti Senza dubbio, se la rugiada o la pioggia
della misericordia senza mescolarvi delle del Verbo di Dio è fornita troppo tardi, i
colpe, per non sciupare con disonestà ciò frutti dell'anima saranno come frutti del-
che ha dispensato con rettitudine. Ave- la terra che non ricevono pioggia.
vanò mescolato questo fermento di pecca- Cesario di Arles,
to con il loro retto agire quelli a cui il Sermoni l, 15
Signore diceva con accenti di rimprovero
per bocca del profeta: «Venite a Bethel e
agite con empietà». E poco dqpo: «Offrite 11
Travolti come Sodoma e Gomorra
un sacrificio di lode con lievito». Compie
questo tipo di sacrificio chi presenta a Dio Peccato ostinato
un'offerta che proviene da rapina. Le lat-
tughe agresti, molto amare, devono fare [Coloro che si sono rifiutati di pen-
da contorno alle carni dell'agnello. tirsi] di fatto non meritano di essere sal-
Quando cioè riceviamo il corpo del vati dalle visite del Signore e di ricevere·le\
Redentore, esprimiamo nel pianto il dolo- medicine per i loro mali con sofferenze:
re dei nostri peccati, affinché lamarezza essi «sono coloro i quali, in preda alla
della penitenza deterga nell'intimo della disperazione, si sono abbandonati all'im-
·mente gli.umori della vita perversa. pudicizia ed in balia di ogni errore e della
Gregorio Magno, dissolutezza». Per l'indurimento del loro
Omelie sui Vangeli 2, 22, 8 cuore ed il frequente ricorso ai peccati,
126 Amos

hanno superato il confine, entro il quale è 13


Il Creatore delle montagne e del
possibile ottenere la purificazione in que- vento
sto nostro brevissimo tempo, come pure
la remissione delle colpe commesse nella Lo Spirito Santo non è riducibile a
vita pre~ente. Ad essi la parola divina ri- vento
volge un rimprovero per mezzo del pro-
feta: «Vi ho travolti come Dio aveva tra- Non mi sfugge che gli eretici sono
volto Sodoma e Gomorra; eravate come soliti obiettare che lo Spirito Santo sem-
un tizzone strappato via da un incendio; bra essere stato creato, dato che la mag-
e non siete ritornati a me». gior parte di essi per sostenere la loro
Giovanni Cassiano, empietà usano il passo che Amos invece
Conferenze ai monaci 6, 11 ha riferito al soffio dei venti, come illustra
la stessa parola del profeta. Cosl infatti si
legge: <<Ecco che io consolido il tuono e
Furono Sodoma e Gomorra distrut- creo lo spirito, annunziando agli uomini
te dal Padre o dal Figlio? il suo Cristo, facendo la luce e la nebbia e
salendo sopra le alture; il suo nome è
Affinché non restasse alcun dubbio Signore Dio onnipotente».
sul fatto che fosse stato [Dio il Figlio] ad Ambrogio,
ess~re accolto come ospite da Abramo, fu Lo Spirito Santo 2, 6, 48
scntto riguardo alla distruzione dei sodo-
. miti: Il Signore fece piovere dal cielo sopra
· Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco Cristo predetto da Amos
proveniente dal Signore (Gn 19, 24).
Infatti il profeta dice anche nella persona I giudei rifiutarono questa fede nel-
di Dio: «Vi ho travolti come Dio aveva l'avvento di Cristo (cf. Gv 19, 15), che
travolto Sodoma e Gomorra». Il Signore, perfino i demoni riconobbero (cf. Le 4,
dunque, distrusse Sodoma; cioè Dio 41). Non aveva ignorato il suo avvento il
distrusse Sodoma. Nella distruzione dei profeta Davide, suo antenato, che disse:
sodomiti, tuttavia, fu il Signore che fece Ho preparato una lampada per il mio
piovere fuoco proveniente dal Signore. Cristo (Sal 132, 17). Per alcuni questa
Questo Signore era il Dio visto da lampada si accese e brillò nella profezia,
Abram<? {cf. Gn 12, 7; 18, 1). Questo Dio per altri si accese quando Cristo assunse
è l'ospite di Abramo (cf. Gn 18, 3-8), e fu nel seno della vergine Maria la carne che
indubbiamente visto poiché fu toccato. l'Apostolo chiama vaso di creta conteni-
Ora, dal momento che il Padre, nella tore di un tesoro (cf. 2 Cor 4, 7). Non lo
misura in cui è invisibile, non fu certa- ignorò il profeta che disse di voler annun-
mente visto a quel tempo, colui che inve- ziare il Cristo tra gli uomini (cf. Am 4,
ce fu visto e fu accolto con ospitalità e 13). Lo riconobbe Mosè, lo riconobbe
fatto ·entrare in casa fu colui che aveva Isaia e lo riconobbe Geremia; nessuno lo
intenzione di essere visto e toccato. ignorò. Perfino i demoni da lui rimprove-
questo è dunque il Figlio di Dio, il rati e minacciati mostrarono di ricono-
Signore che fece piovere dal cielo sopra scerlo, in quanto il Vangelo dice che essi
Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco sapevano che egli era z1 Cristo (Le 4, 41).
proveniente dal Signore (Gn 19, 24). Cirillo di Gerusalemme,
Novaziano, Le catechesi 10, 15
La Trinità 18, 15-17
Lamento e rt"chiamo al pentimento (5, 1-17) 127

LAMENTO E RICHIAMO AL PENTIMENTO

Ascoltate queste parole)· questo lamento che io pronunzio su di voi: o


casa di Israele.' È caduta) non si alzerà più) la vergine d)Israele; è stesa al
.suolo) nessuno la fa rialzare. Poiché così dice il Signore Dio: La città che
usciva con mille uomini resterà con cento e la dttà di cento resterà con dieci:
nella casa d'Israele.
Poiché così dice il Signore alla casa d)Israele: Cercate me e vivrete.' Non
rivolgetevi a Betel non andate. a Gàlgala) non passate a Bersabea, perché
Gàlgala andrà tutta in esilio e Betel sarà ridotta al nulla. Cercate il Signore
e vivrete) perché egli non irrompa come fuoco sulla casa di Giuseppe e la
consumi e nessuno spenga Betel.' Essi trasformano il diritto in veleria e get-
tano a terra la gi·ustizia.
Colui che ha fatto le Pleiadi' e Orione) cambia il buio in chiarore del
mattino e stende sul giorno l'oscurt'tà della notte; colui cqe comanda alle
acque del mare e le spande sulla terra, Signore è il suo nome. Egli/a cadere
la rovina sulle fortezze e fa giungere la devastazione sulle cittadelle.
Essi odiano chi ammonisce alla porta e hanno in abominio chi parla
secondo verità. Poiché voi schiacciate l'indigente e gli estorcete una parte del
grano) voi che avete costruito case in pietra squadrata) non le abiterete; vigne
· deliziose avete piantato) ma non ne berrete il vino) .perèhé so che numerosi
sono i vostri mis/att( enormi i vostri pecca#. Essi sono oppressori del giusto,
incettatori di ricompense e respingono i poveri nel tribunale. Perciò il pru-
dente in questo tempo tacerà) perché sarà un tempo di'sventura.
Cercate il bene e non il male) se volete vivere, e così il Signore) Dio degli
eserciti: sia con vo~ come voi dite. Odiate il male e amate il bene x e rista-
bilite nei tribunali il diritto)· /orse il Signore) Dio degli eserciti: avrà pietà del
resto di Giuseppe.
Perciò così dice il Signore) Dio degli eserciti: il Signore: In tutte le piazze
vi sarà lamento) in tutte le strade si dirà: Ah/ ah.' si· chiamerà l'agricoltore a
fare il lutto e a fare il lamento quelli che conoscono la nenia. In tutte le vigne
vi sarà lamento, perché io passerò in mezzo a te) dice il Signore (5, 1-17).
La verginità è un simbolo della fedeltà cristiana (Girolamo). Cercate il Signore e crede-
te, poiché la fine del mondo è vicina. La vita eterna sarà la vostra ricompensa, se crederete 't,
(Cipriano). L'acqua viene impiegata qui in senso metafisico per descrivere la grazia abbon-
dante che Dio riversa sull'uomo (Paolo Orosio). Il figlio più anziano e quello più giovane

x LXX: <<Abbiamo odiato il male e amato il bene».


128 Amos

simboleggiano rispettivamente i giudei e i gentili (Tertulliano). Le parole del profeta ammo-


niscono i credenti affinché cerchino il bene di Dio in Cristo (Ambrogio). La giustizia alla
porta ha impedito lotte dentro la città (Gregorio Magno).

~. 2 La vergine d'Israele è caduta vergini stolte, che lo sposo esclude dal


banchetto nuziale perché non hanno
Le vergini simbolo di fedeltà l'olio (cf. Mt 25, 1-12).
Girolamo, .
Se Paolo apostolo, vaso di elezione Lettere 22, 5
(cf. At 9, 15) preparato per annunziare
il Vangelo di Cristo (cf. Gal 1, 15), sen-·
tendo il pungolo della carne e gli alletta- 6
Cercate il Signore e vivrete
menti dei vizi, tratta duramente il suo
corpo e lo rende schiavo, per non rima- Un'esortazione a cercare Dio in
nere lui stesso condannato dopo aver
fatto da araldo agli altri; se malgrado i
Cristo
suoi sforzi scorge nelle sue membra «Cercate Dio, e la vostra anima vi-
un'altra legge che s'oppone a quella vrà». Riconoscete Dio, anche se è tardi.
dello spirito e lo sottomette alla legge Infatti Cristo vi invita e vi insegna a fare
del peccato (cf. Rm 7, 23 ); se, voglio questo dicendo: Questa è la vita eterna:
dire, dopo aver patito nudità, digiuni, che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui
fame, prigionie, staffilate, supplizi, ri- che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17, 3).
flettendo su se stesso esclama: Me infeli- Credete in colui che mai inganna. Cre-
ce! Chi mi libererà da questo corpo di dete in colui che darà la ricompensa della
morte? (Rm 7, 24), come puoi crederti vita eterna a chi crede. Credete in colui
sicura tu? Stai ben attenta, ti prego! Dio che infliggerà agli infedeli i castighi del
non debba mai dire di te: «La vergine fuoco della Gehenna.
d'Israele è caduta: non c'è nessuno per Cipriano,
rialzarla». Arrischio una frase audace: A Demetriano 23
Dio, che può tutto, non può rialzare una
vergine una volta caduta! Potrà liberar-
la 'dal castigo, ma non potrà darle la 8
Cambia il buio in chiarore del mattino
corona dopo che s'è macchiata. Stiamo
in guardia che non si avveri per noi Dio, fonte di ogni benedizione
quella profezia: Anche le vergini virtuo-
se vengono meno (Am 8, 13). E nota Cosa pensi, allora, di quella parte
bene. Qui dice: «anche le vergini virtuo- della frase che segue: Fa piovere sopra i
se vengono meno», perché ci sono pure giusti e sopra gli ingiusti (Mt 5 , 45)?
le vergini colpevoli. Chi avrà guardato Certamente colui che dà, dà quando
una donna per possederla, ha già com- vuole e dà dove vuole, sia apprestando
messo adulterio con lez: in cuor suo, tutto secondo natura e con ordine, sia
afferma il Vangelo (Mt 5, 28). Dunque la elargendo generosamente la sua munifi-
verginità si può perdere anche con il cenza. E nel caso tu stia medit~ndo di
solo 'pensiero. Sono appunto queste le respingere anche questa affermazione,
vergini colpevoli, che posseggono la ver- per essere coerente con la follia della tua
ginità fisica, ma non quella del cuore; le empietà, ascolta il profeta che ci dà testi-
Lamento e richiamo al pentimento (5, 1-17) 129

monianza di questa verità: «Egli chiama rivolge dove vuole. Non c'è da meravi-
le acque del mare e le riversa sulla terra; gliarsi che egli, perfetta bontà, lo rivolga
Signore è il suo nome». verso il bene. Siamo nelle mani di Dio
Paolo Orosio, per cercare il bene, quel bene incorr~tti­
Apologia contro i pelagiani 19 bile ed immutabile del quale il profeta
Amos dice: «Cercate il bene e non il
male, affinché viviate: e cosl il Sigp.ore
10
Hanno in abominio chi parla secondo Dio onnipotente sarà con noi, come avete
verità detto: Abbiamo odiato il_male e abbiamo
amato il bene». Dove c'è Dio, che è
I cristiani sono i nuovi giudei adot- buono, ci sono i beni che Davide deside-
tati da Dio i:ò di vedere, nella fiducia che li avrebbe
visti, come dice egli stesso: Sono certo di
Prendono i due figli quali simboli vedere i beni del Signore nella terra dei
dei due popoli, il più anziano rappresen- viventi (Sal 26, 13). Sono beni che dura-
ta i giudei, ed il più giovane i cristiani. no sempre, che non possono essere.alte-
[. . .] Ma se dimostro che i giudei non si rati dai mutamenti dovuti al tempo o
adattano al simbolo rappresentato dal all'età.
figlio più anziano, di conseguenza anche Ambrogio,
i cristiani non si adattano a quello rap- La fuga dal mondo 6, 35
presentato dal più giovane. Per ammis- .
sione il giudeo è chiamato <<figlio» e
«figlio maggiore», dal momento che è Il bene supremo
stato adottato per primo, e sebbene
abbia risentimento verso la riconciliazio- Corriamo dunque da lui, nel quale
ne dei cristiani con Dio, loro Padre (e consiste il sommo bene, poiché egli è la
questo è un argomento a cui i nostri bontà, egli la pazienza d'Israele che t'in-
oppositori si attaccano con più zelo), tut- vita al pentimento, perché tu non sia sot-
tavia l'affermazione: Ecco, da quanti anni toposto a giudizio, ma riceva la remissio-
ti servo e non ho mai trasgredito un tuo ne dei peccati. Fate, dice, penitenza.' (Mt
comandamento (Le 15, 29) non può esse- 4, 17). Egli è colui del quale il profeta
re una di quelle che i giudei possono fare Amos grida: «Cercate il bene!». Egli è il
al Padre. Infatti non fu forse Giuda un sommo bene, che non ha bisogno di nulla
trasgressore della Legge? Udendo con e abbonda di tutto. Ne abbonda facil-
l'orecchio e non udendo (cf. Is 6, 9), odia- mente colui nel quale corporalmente
no chi ammonisce alla porta e hanno in abita la pienezza della divinità. Ne ab-
abominio il santo discorso. bonda facilmente colui dalla cui pienezza
Tertulliano, noi tutti abbiamo ricevuto e in lui siamo
La pudù:izia 8 stati riempiti, come dice l'evangelista (cf.
Gv 1, 16).
Ambrogio,·
1 15
"· Odiate il male, amate il bene Lettere 11, 9

Un richiamo a cercare Dio


Giustizia
Se uno sa governare se stesso, cosa
che vale di più che comandare agli altri, il Secondo il costwne degli antichi, gli
suo cuore è nelle mani di Dio e Dio lo anziani sedevano presso la porta, per
130 Amos

risolvere con esame giudiziario le que- gno~e per mezzo del profeta dice: «Ri-
stioni dei litiganti, perché non entrassero stabilite sulla porta il giudizio». ·
discordi nella città in cui bisognava vive- Gregorio Magno,
re nella · concordia. Ecco perché il Si- Commento morale a Giobbe 21, 32

ESECUZIONE DEL VERDETTO DIVINO: IL GIORNO DEL SIGNORE

Guai a coloro che attendono il giorno del Signore! Che sarà per voi il
giorno del Signore? Sarà tenebre e non luce. Come quando uno fugge davan-
ti al leone e s'imbatte in un orso; entra in casa, appoggia la mano sul muro·
e un serpente lo morde. Non sarà forse tenebra e non luce il giorno del
Signore, e oscurità senza splendore alcuno? .
Io detesto, respingo le vostre feste e non gradisco le v_ostre riunion~·
anche se voi mi offrite olocaust~ io non gradisco i vostri doni e le vittime
grasse come pacificazione io non le guardo. Lontano da me il frastuono dei
tuoi canti: il suono delle tue arpe non posso sentirlo! Piuttosto scorra come
acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne. Mi avete forse offer-
to vittime e oblazioni nel deserto per quarant'anni~ o israeliti? Voi avete
innalzato Siccùt vostro re e Chiiòn vostro idolo, la stella dei vostri dèi che ·
vi siete fatti Y. Ora, io vi manderò in esili"o al di là di Damasco, dice il.
Signore, il cui nome è Dio degli eserciti (5, 18-27).
Il giorno offre all'uomo il tempo di lavorare per la virtù. La notte, invece, fa riferimen-
to alla punizione, come rivela il grido di Amos (Origene). Il giudizio arriva quando l'uma-
nità mostra di amare le tenebre invece della luce (Teodoreto di Cirro). ll cristiano non ha
bisogno di offrire sacrifici (Giovanni Crisostomo). Dio vuole obbedienza piuttosto che voti
rituali (Costituzioni apostoliche). L'idolatria è condannata come un abominio (Gregorio di
Nazianzo).

5 18
' Tenebre, non luce quando nessuno può operate (Gv 9, 4).
Qui ha chiamato «giorno» questo eone
Quando giunge la notte del giudizio - necessariamente però ha aggiunto il
«qui» poiché so che in altri luoghi signi-
Forse comprenderemo questo testo fica anche altre cose (cf. Sal 138, 16 LXX;
setvendoci di un'espressione evangelica Rm 13, 12) -, ha chiamato dunque «gior-
detta dal Salvatore, che suona cosl: no» questo eone, «tenebra» invece e
Operate finché è giorno; viene la notte, «notte» la consumazione [del mondo] in

<<Avete innalzato il tabernacolo di Moloch e la stella del vostro dio Raiphan, le loro
Y LXX:
immagini che vi siete fatti».
Esecuzione del verdetto divino: il giorno del Signore (5, 18-27) 131

20 22
virtù dei castighi: «Perché - infatti - voi - Il giorno del Signore è tenebra
desiderate il giorno del Signore mentre
esso è tenebra e non luce?», dice il profe- I sacrifici non sono necessari
ta Amos. Se ve~ qualè oscurità ci sarà
dopo la consumazione del mondo, oscu- Questo ci porta ad una conclusione
rità che ne seguirà per quasi tutto il gene- che riguarda un'altra materia di grande
re umano punito per i peccati commessi, importanza. Le osservanze concernenti i
vedrai allora che latmosfera sarà os.cura- sacrifici, i sabati, i noviluni, e tutte quelle
ta e nessuno potrà più glorificare Dio, dal cose prescritte dal modo di vita dei ·giu-
momento che agli stessi giusti il Verbo ha dei in quel tempo, non sono necessarie.
dato quest'ordine dicendo: Va), popolo Anche quando erano osservatè, non
mio, entra nella tua stanza più recondita, potevano dare un grande contributo alla
chiudi la tua porta, nasconditi come per un virtù; né quando erano trascurate, pote-
piccolo momento) finché non sia passato il vano rendere indegna un persona eccel-
furore della mia ira (Is 26, 20). lente, o degradare in alcun modo la santi-
Origene, tà della sua anima. Il popolo dell'antichi-
Omelie su Geremia 12, 10 tà, quando era ancora sulla terra, manife-
stava per mezzo della sua devozione un
modo di vita che rivaleggiava con il modo
Amarono le tenebre piuttosto che la di vita degli angeli. Tuttavia esso non se-
luce . guiva alcuna di queste ossetvanze, non
uccideva animali in sacrificio, non faceva
Siccome vi erano alcuni, resi baldan- digiuni, non faceva mostra di digiuni. ·
zosi dall'audacia e dalla temerarietà, che Essi erano così graditi a Dio da sorpassa-
resistevano agli oracoli profetici, infieren- re questa nostra natura umana caduta e,
do contro di essi, dichiarando falsi i pro- con la vita che conducevano, trassero
nunciamenti divini ed esigendo il compi- tutto il mondo alla conoscenza di Dio.
mento della profezia, il Signore dichiara Giovanni Crisostomo, .Dfrcorso
che costoro sono degni di biasimo per il contro l cristiani giudaizzanti 4, 6
loro desiderio di vedere le tenebre piut-
tosto che la luce. Coloro che sono in
23
ansia di vedere il compimento della pro- Dio rifiuta i loro inni
fezia - egli dice - non sono diversi da una
persona che fugge un leone che attacca, e La giustizia è meglio del sacrificio
si imbatte in un orso, o dopo essersi rifu-
giata in una casa in preda al panico mette Secondo Geremia [Dio afferma]: In
una mano sul muro e viene morsa da un verità io non parlai né diedi comandi sul-
serpente velenoso. In altre parole, come l'olocausto e sul sacrificio ai vostri padri,
quella persona in quel giorno vede solo quando Il feci uscire dal paese d'Egitto
tenebre, e mai un raggio di sole, così que- (Ger 7, 22). E qualc9sa di simile leggiamo
ste persone saranno gettate in un'oscuri- in Isaia: Che m'importa dei vostri sacrifici
tà ancora più profonda nel giorno della senza numero? - dice il Signore-. Sono
punizione. sazfo degli olocausti di montoni e del gras-
Teo<loreto di Cirro, so di giovenchi> il sangue di tori e di agnel-
Commento su Amos 5, 18-20 li e di capri io non lo gradisco. Quando
venite a presentarvi a me chi richiede da
voi che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare oI/erte inutili: l'in-
132 Amos

censo è· un abominio per me; non posso Condanna dell'idolatria


sopportare noviluni, sabati: assemblee
sacre delitto e solennità. I vostri noviluni
1
Che potrei dire ~ora contro quelli
e le vostre feste io detesto, sono per me un che adorano Astarte, o Chamos, la vergo-
peso; sono stanco di sopportarli (ls 1, 11- gna dei sidonii 1, o l'immagine di una
14). E di nuovo dic~, per mezzo di un stella, che è un dio poco maggiore di que-
altro profeta: Lontano da me il frastuono sti secondo gli idolatri - ma è comunque
. dei tuoi' canti: il suono delle tue arpe non una creatura e una fattura-, dal momen-
posso sentirlo! Ed anche Samuele disse a to che io stesso o non adoro due delle
Saul, quando pensò di offrire un sacrifi- Persone nel nome delle quali sono stato
cio: Il Signore forse gradisce gli olocausti e battezzato o mi prostro davanti a quelli
i· sacrifici come obbedire alla voce del che sono servi come me? Essi sono servi
Signore? Ecco, l'obbedt're è meglio del insieme con me, anche se sono un poco
sacrificio, l'essere docili è più del grasso più degni di onore di me, dato che anche ·
deglt' arieti (1 Sam 15, 22). · tra i conservi vi è differenza ed onore
Costituzioni apostoliche 6, 5, 12 maggiore.
Gregorio di Nazianzo, ·
Omelie sulla natività, serm. 40, 42

CONDANNA DEL COMPIACIMENTO A VIVERE NEL LUSSO

Guai aglt' spensierati' di Sion e a quelli che si considerano siéuri sulla


montagna di Samaria! Questi notabili della prima tra le na:t.iont~ ai quali' si
recano gli israeliti! Passate a Calnè e guardate, andate di lì ad Amat la gran-
de e scendete a Gat dei Filistei: siete voi forse miglt'ori di quei· regni o è più
grande il vostro territorio del loro? Voi credete di rt'tardare il giorno fatale
e affrettate il sopravvento della violenza. Essi.su letti d'avorio e sdraiati' sui
loro dt'vani mangt·ano gli agnellt' del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell'arpa, si parèggiano a Davide negli strumenti
musical~· bevono il vino t'n larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raf
finati: ma della rovina di Giuseppe non si pr_eoccupano. Perciò andranno in
esilio in testa ai deportati e cesserà l'orgt'a dei buontemponi'.
Ha giurato t"l Signore Dio per se stesso! Oracolo del Signore, Dio
2,

degli eserciti. Detesto l'orgoglt'o di Giacobbe, odio i suoi palazzi~ consegne-


rò la città e quanto contiene. Se sopravviveranno t'n una sola casa dieci
·uomini: anch'essi moriranno. Lo prenderà il suo parente e chi prepara il

2 LXX: <<ll Signore».

1
Astarte era un divinità adorata dai fenici; Chamos era un idolo dei moabiti (cf. Nm 21, 29), al
quale, comunque, Salomone edificò un Tempio (cf. 1 Re.l l, 7).
·èondanna del compiacimento a vivere nel lusso (6) 1-14) 133

rogo aa) portando via le ossa dalla casa, egli dirà a chi è in fondo alla casa:
«Ce n)è ancora con te?». I:altro risponderà: «No». Quegli dirà: «Zitto!»:
non si deve menzionare il nome del Signore. Poiché ecc.o: il Signore coman-
da di fare a pezzi la ·casa grande e quella piccola di ridurla in frantumi.
Corrono forse i cavalli sulle rocce e si ara il mare con i buoi? Poiché voi
cambiate il diritto in veleno e il frutto della giustizia in assenzio. Voi vi
compiacete di Lo-debàr ab dicendo: «Non è per ll nostro valore che abbiam
preso Karnàim ac?». Ora ecco) io susciterò contro di voi) gente d'Israele
- oracolo del Signore) Dio degli eserciti-, un popolo che v_i opprimerà dal-
!'ingresso di Amat fino al torrente dell'Araba (6, 1-14).
Nella sua profezia Amos aveva già ammonito contro coloro che pongono la loro fidu-
cia nelle montagne di Samaria (Tertulliano). Non trattare questo mondo come una città che
durerà (Giovanni Crisostomo}. I giudei hanno corrotto il Sabato dimostrando un compor-
tamento avido nei loro cuori, e quindi hanno annullato la libertà-che esso doveva garantire
loro (Clemente Alessandrino). La mondanità sfrenata e gli allettamenti dei sensi sono con-
dannati dalla Scrittura (Basilio di Cesarea). Guai a coloro che si mordono e si distruggono
a vicenda, e danno a coloro che disprezzano la devozione una ragione per essere soddisfat-
ti (Giovanni di Antiochia). Costoro sono soggetti ad una completa distruzione (Teodoro di
Mopsuestia). Amos anticipa la denuncia dei pelagiani per il fatto che essi hanno fiducia nei
- propri meriti (Girolamo).

6 1
' Guai alla Samaria dubbio che i tuoi siano più grandi, e di
nuovo: I nostri padri hanno adorato Dio
Coloro che si sentono sicuri sul su questa montagna, ma tu dici che
monte della Samaria Gerusalemme è il luogo dove gli' uomini
devono adorare (Gv 4, 12.20). Di conse-
Il miracolo di Gesù fu compiuto nel guenza chi ha detto: «Guai a coloro che
distretto di Samaria, a cui apparteneva confidano nella montagna di Samaria»,
anche uno dei lebbrosi (cf. Le 17, 17). La promettendo ora di restituire quella
Samaria, tuttavia, si era rivoltata contro regione, di proposito chiede agli uomini
Israele portando con sé le nove tribù «di andare e di mostrarsi ai sacerdoti»,
scontente, che Geroboa.mo installò in · poiché questi potevano essere trovati
Samaria, dopo che erano state bandite solo dove era il Tempio, e ai samaritani
dal profeta Achia (cf. 1 Re 11, 29). çhiede di sottomettersi ai giudei, dal
Inoltre i samaritani avevano sempre pia- momento che la salvezza era dei giudei
cere dei monti e dei pozzi dei loro ante- (Gv 4, 22), sia che fossero israeliti o
nati. Così nel vangelo di Giovanni la samaritani.
donna di Samaria, quando conversava Tertulliano,
con il Signore al pozzo, disse: Non e'è Contro Marciane 4, 35

aa Oppure: «chi lo brucia».


ab LXX: «di una parola da nulla>>.
ac LXX: <<le corna»:
134 Amos

4
Sdraiati su letti d}avorio dicendo con le parole che aggiunge
immediatamente: «si abbandonano. a
Condanna della vita nel lusso dormire su letti d'avorio, sdraiati lussuo-
samente sui loro divani, mangiando i
Affinché non pensiate che io stia capretti del gregge e i · vitelli cresciuti
solo oziosamentè cercando delle colpe nella stalla, e bevendo vini filtrati, unti
nella vita intemperante con le mie parole, copiosamente di preziosi unguenti».
ascoltate quello che dice il profeta: «Guai Avete ricevuto il sabato per liberare la
a coloro che si abbandonano in giorni vostra anima dalla malvagità, ma l'avete
fatali a dormire su letti d'avorio, sdraiati resa ancor più schiava. Infatti cosa può
lussuosamente sui loro divani, mangian- esserci di peggiore di questa frivolezza,
do i capretti del gregge e i vitelli cresciu- del dormire cioè su letti d'avorio? Gli
ti nella stalla, e bevendo vini filtrati, unti altri peccati, come l'ubriachezza, l' av~dità
copiosamente di preziosi unguenti - e la dissolutezza, danno qualche piacere,
·come uomini che trattano questa come seppur pkcolo; ma nel dormire su letti
una città durevole, e senza cercare una d'avorio che piacere ne traiamo? Quale
città fututa». Vedete dunque la pesante conforto?
denuncia del profeta che accusa i giudei Giovanni Crisostomo,
di queste colpe di stupidità, sensualità e Omelia su Lazzaro e il ricco 1
ghiottoneria quotidiana? Voglio dire,
notate l'accuratezza delle parole: dopo
aver attaccato la loro ghiottoneria ed il I credenti sono nuovi sacrifici viventi
loro bere eccessivo, ha aggiunto: «come
uomini che trattano questa come una Di nuovo, ogniqualvolta parla di
città durevole, e senza cercare una città vacche ·allattanti (1 Sam 6, 7), e della
futura», dichiarando che la loro soddisfa- colomba umile e innocfnte (Lv 5, 11; Mt
zione non andava oltre le loro labbra ed il 10, 16), si riferisce a noi. Per mezzo di
loro palato, e che essi non riuscivano a Mosè egli ordina che due giovani uccelli,
fare niente di meglio. Il piacere, tuttavia, una coppia di piccioni o di tortore, sia
è breve e fuggevole, mentre il dolore non offerta per ciascun peccato. Questo vuol
cessa mai e non ha fine. dire che l'innocenza dal peccato di que-
Giovanni Crisostomo, sti miti uccelli, e la loro irreprensibilità e
Omelie sulla Genesi l, 10 indifferenza verso le offese sono molto
gradite a Dio. Pertanto ci istruisce ad
offrire un ·sacrificio che abbia il carattere
Che conforto ci è dato dal dormire di dò che noi abbiamo offeso. La triste
su di un letto d'avorio? condizione delle povere colombe, inol-
1

tre, ci instillerà un principio di ripugnan-


Infatti, quando disse: «Guai .. . a voi za verso il peccato.
che vi avvicinate al giorno fatale», ed Clemente Alessandrino,
. aggiunse: «e adottate falsi sabati», mostrò Il pedagogo 5, 14
con le sue ·parole successive che i loro
sabati erano falsi. Come aveva reso falsi i
loro sabati? Compiendo . malvagità, fa- Modestia nel servire gli ospiti
cendo feste sfrenate, bevendo e facendo
una moltitudine di cattive azioni. Per Se dunque il piacere dei sensi è cat-
provarvi che questo è vero ascoltate quel- tivo e da evitare, non dobbiamo in nessu-
lo che segue. Egli conferma quanto sto na occasione indulgere in esso, poiché
'
·Condanna del compiacimento a vivere nel lusso (6,.1-14) 135

nessuna delle cose, che sono condannate, Esso ricorda la parte della Genesi in cui
può in alcun momento essere benefica. si fa menzione del trattato che Labano e
Coloro che vivono disordinatamente e Giacobbe strinsero a proposito della pro-
sono unti con gli unguenti migliori, e prietà dei nuovi nati del gregge, deciden-
. bevono vino filtrato, incorrono nella do che uno ne avrebbe posseduta una
denuncia delle Scritture. Poiché vive nel parte, e l'altro un'altra (cf. Gn 30, 25-34).
piacere, la vedova è morta mentre è in Mentre vi è una certa oscurità in questa
vita (cf. 1 T m 5, 6). Il ricco è escluso dal espressione, il senso si chiarifica nel corso
paradiso, poiché ha vissuto nel lusso sulla del commento. Ora è necessario spiegare
terra (cf. Le 16, 25). Cosa dobbiamo fat- il 'senso di questo passo, il cui riferimento
cene di ricchi arredi? È arrivato un ospi- non è espresso chiaramente. L'intenzione
te? Se è 'un fratello e segue un modello ·di del profeta, infatti,·è di portare una prova
·vita che persegue i nostri stessi obiettivi, délla devastazione che li colpisce e che è
riconoscerà che noi ci prendiamo cura di davvero intensa. In molti casi appena
lui nel modo a lui appropriato. Cjò che dieci si salveranno in una grande famiglia
ha lasciato a casa, lo troverà da noi. di molti membri, dal momento che gli
Supponiamo che è stanco per il viaggio. altri saranno uccisi in maniere diverse nel
Allora noi gli fornire.mo tanto cibo in più corso della guerra. .
quanto è necessario per alleviare la sua Teodoro di Mopsuestia,
stanchezza. Commento su Amos 6, 9-10
Basilio di Cesarea,
Le regole lunghe, quest. 20
13
Abbiamo preso Karnaim
6
Non addo'!orarti per la sorte di Giuseppe Aborrisco lorgoglio di Giacobbe
Guai a coloro che non si preoccupa- Di conseguenza diciamo anche che
gli uomini santi sono giusti e sono resi
.no della rovina di Giuseppe
graditi a Dio dopo i loro peccati, non
Non si vede accadere altro ovunque solo grazie ai loro meriti, ma anche grazie
nel mondo se non disordiiie, guerre ina- alla compassione 'di colui a cui ogni crea-
spettate, collera sfrenata e crudeltà al di tura è soggetta e della cui misericordia ha
sopra di ogni barbara inumanità, e non bisogno. Ascoltino -dunque gli eretici, che
c'è nessuno .che soffra «per la rovina di sono esaltati dall'orgoglio e dicono:
Giuseppe». Noi ci mordiamo e divoria- <<Abbiamo preso corna (Karnaini) con il
mo l'un r altro, e poi ci siamo distrutti gli nostro valore». Ascoltino dunque ciò che
uni contro gli altri, dando piacere ai Moab si sentl dire: Abbiamo udito l'orgo-
nemici della carità cristiana. glio di Moab, il grande orgoglioso, la sua
Giovanni di Antiochia, superbia, t'l suo orgoglio, la sua alterigia,
Lettera a Cirillo d'Alessandria 6 f altezzosità del suo cuore. Conosco bene la
sua tracotanza - dice il Signore -, l'incon,.- .•1
sistenza delle sue cht'acchiere, le sue opere
9 10
· Morte nella casa vane (Ger 48, 29-30).
Girolamo,
Segno di estrema devastazione Contro i pelagiani 2, 29
Questo passo implica un'estrema
oscurità dal punto di vista del commento.
136 Amos

IL PROFETA E LA SUA PROFEZIA

Ecco ciò che mifece vedere il Signore Dio ad; egliformava uno sciame di
cavallette quando cominciava a germogliare la seconda erba, quella che
spunta dopo la falciatura del re. Quando quelle stavano per finire di divora-
re l'erba della regione, io dissi: «Signore Dio, perdona, come potrà resistere
Giacobbe? È tanto piccolo». Il Signore si impietosi~· «Questo non avverrà>>,
disse il Signore.
Ecco ciò che mifece vedere il Signore Dio: il Signore Dio chiamava per
il castigo il fuoco che consumava il grande abisso e divorava la campagna. Io
dissi: «Signore Dio, desisti! Come potrà resistere Giacobbe? È tanto p1:cco-
lo». Il Signore se ne penti~· «Neanche quésto avverrà», disse il Signore.
Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore stava sopra un
muro tirato a piombo e con un piombino in mano ae . Il Signore mi disse:
«Che cosa vedi: Amos?». Io risposi: «Un piombino». Il Signore mi disse: «lo
pongo un piombino in mezzo al mio popolo, Israele; non gli perdonerò più.
Saranno demolite le alture d'Isacco e {santuari d'Israele saranno ridotti in
rol!ine, quando io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboàmo».
Amasia, sacerdote di Betel mandò a dire a Geroboàmo re di Israele:
<<Amos congiura contro di te in mezzo alla casa di Israele; il paese non può
sopportare le sue parole, poiché così dice Amos: Di spada morirà Gero-
boàmo e Israele sarà condotto in esilt'o lentano dal suo paese». Amasia disse
ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati verso il paese di Giuda; là mangerai il.
tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché
questo è il santuario del re ed è il Tempio del regno». Amos rispose ad
Amasia:
«Non ero profeta, né figlio di pro/eta af; ero un pastore e raccoglitore di
sicomor~· il Signore mi prese di dietro al bestiame e il Signore mi disse: Va',
profetizza al mio popolo Israele.
Ora ascolta la parola del Signore: ·Tu dici: Non profetizzare contro
Israele, né predicare contro la casa di Isacco. Ebbene, dice il Signore: Tua
moglie si prostituirà nella città, i tuoi/iglt' e le tue figlie cadranno di spada,
la tua terra sarà spartita con la corda, tu morirai in terra immonda e Israele
.sarà deportato in esilio lontano dalla sua terra» (7, 1-17).

ad LXX: <<ll Signore».


ae LXX: «tirato a diamante e con un diamante in mano».
af Oppul'e: «uno dei figli dei profeti».
Il profeta e la sua profezia (7, 1-17) 137

La misericordia di Dio verso l'umanità è mostrata attraverso l'intercessione del profe-


ta Amos (Giovanni Crisostomo). L'essere adamantini ci salva dal martello e dall1incudine del
diavolo (Origene). La pietra angolare della salvezza, cioè Cristo, è creduta essere resistente
come piombo (Efrem). Amos fa riferimento alle sue umili origini per proclamare la chiama-
ta di Dio nella sua vita (Giovanni Crisostomo). Lo Spirito Santo chiama l'umile al suo ser-
vizio. Dopo il suo richiamo nulla è più lo stesso (Gregorio Magno). In questo passo viene
evidenziato il contrasto fra un sacerdozio ordinato divinamente ed uno di origine. umana
(lsho,dad di Merv). Si dimostra anche che lo Spirito divino non accompagna costantemen-
te i profeti (Gregorio Magno) .

72
• O Signore Dio, perdona te»., La storia naturale riporta che il dia-
mante è più forte di qualsiasi martello
L'invocazione di Amos per la com- che lo colpisce, e rimane intatto e irridu-
passione di Dio cibile. Anche se il diavolo incombe come
<<Un martello» e al di sotto si apposta il
È, dopo tutto, cost~me dei profeti e drago, che è come un'incudine indomabi-
dei giusti dolersi non solo per se stessi, le (Gb 41, 16),· il diamante che sta nella
ma anche per il resto dell'umanità. Se ti mano del Signore e al suo cospetto non
dedichi a controllare questo, li troverai patisce nulla (cf. Sap 3, 1). Ci sono dun-
tutti dare prova di tale compassione - per que due cose contrarie a questo diaman-
esempio, puoi ascoltare Geremia: Chi te: il martello e l'incudine irriducibile.
verserà acqua sulla mia testa, e fornirà una Ora, esiste anche tra le genti un trito pro-
/onte di lacrime ai miei occhi? (Ger 8, 23 verbio popolare che consiste nel dire, di
LXX), o Ezechiele: Ahimè, Signore, di- coloro che sono premuti da angosce e
struggerai ciò che resta d'Israele? (Ez 9, 8), mali estremi: Tra l'incudine e il martello.
o Daniele, che si lamenta con queste Tu allora applicalo al diavolo e al drago, i
parole: Ci hai resi scarsi di numero rispet- quali nelle Scritture sono sempre desi-
to ai gentili, o Amos: Ripensaci~ Signore. gnati con nomi di questo tipo secondo le
Giovanni Crisostomo, diverse circostanze; e di' che il santo, il
Omelie sulla Genesi 29, 7 quale è come «un muro di diamante» o
come un «diam.a nte nella mano di Dio»,
non si cura né del martello né dell'incudi-
7
Il Signore stava sopra un muro ne, ma quanto più è colpito, tanto più
risplende la sua virtù.
Simbologia del muro di diamante Origene,
Omelie su Geremia 50, l (III), 1
Ma io affermerò con franchezza che
c'è qualcuno che non si preoccupa trop-
po del martello di tutta la terra (Ger 27, 8
Con un piombino in mano . ·1
1
23). E poiché è stato preso come esempio
un martello sensibile, cerco una materia Profezia di Cristo «pietra angolare»
più forte del martello che non sia dan-
neggiata quando esso la percuote. E cer- Gesù portò i suoi detrattori al punto
cando la trovo in ciò che sta scritto: di giudicare se stessi dicendo: Che cosa
«Ecco un uomo che sta sopra dei muri di meritano i vignaioli? (Mt 21, 40). Essi
diamante e nella sua mano è un diaman- decisero riguardo a se.stessi dicendo: Che
138 Amos

egli distrugga i malvagi con il male (Mt 21, cando ancpra gli occhi della fede, con-
41). Allora egli spiegò ciò dicendo: Non templo Davide, Amos, Daniele, Pietro,
avete letto che «la pietra che i costruttori Paolo, Matteo,-e intendo riflettere intor-
hanno scartato è diventata la pt'etra ango- no all'azione di questo Spirito Sanço
lare?» (Sal 118 [117], 22; 1 Pt 2, 7). anche se mi sento mancare in questa mia
Qual~ pietra? Quella che è conosciuta meditazione. Si effonde, infatti, su un
essere piombo. Infatti vedete, egli disse: fandullo che suona la cetra e ne fa il
<<lo pongo un filo a piombo nel mezzo Salmista, su un pastore di armenti che
dei figli d'Israele». Per mostrare che era raccoglieva sicomori e lo costituisce pro-
proprio lui quella pietra, disse infatti a feta, su un fanciullo che si asteneva dai
tale riguardo: Chiunque cadrà su quella cibi proibiti e ne fa un giudice di persone
pietra si sfracellerà e a cht' cadrà addosso, anziane, su un pescatore per inviarlo ad
lo stritolerà (Le 20, 18). I capi del popolo annunciare al mondo la salvezza, s.u un
erano uniti contro di lui e volevano la sua persecutore trasformandolo in Dottore
rovina, perché la sua dottrina non era delle genti, su un pubblicano che diventa
loro gradita. Ma egli disse: A chi cadrà evangelista. Come è mirabile la potenza
addosso, lo stritolerà, poiché si era oppo- di questo Spirito!
sto all'idolatria fra le altre cose. Infatti la· Gregorio Magno,
pietra, che aveva colpito la statua, diventò Omelie sui Vangeli 2, 30, 8
una grande montagna, che riempì tutta la
terra (Dn 2, 35).
Efrem, Commento sul Diatessaron Una piena rivelazione
di Taziano 16, 20
«Ed Amasia mandò a dire, ecc.».
Infatti, dal momento che il profeta aveva
14 15
. Né profeta né figlio di profeta ricevuto !'-ordine di fare profezie accon-
to a templi degli. idoli, affinché le sue
L'umiltà di Amos parole fossero ascoltate non solo dalle
· dieci tribù, ma anche dai popoli che
Anche Amos disse: «Non ero profe- vivevano intorno, Amasia, il sacerdo~e
ta, né figlio di profeta; ero un pastore e del Tempio, pensò che, se queste parole
raccoglitore di sicomori, e Dio fili prese». fossero state rivolte al popolo per un po'
Non disse questo per esaltarsi, ma per di tempo, esso si sarebbe inevitabilmen-
fermare le loro bocche, visto che sospet- te spaventato e non sarebbe più venuto
. tavano che egli non fosse profeta; e per a venerare gli idoli, e quindi egli avreb-
mostrare anche che non era un inganna- be perso la sua autorità. Così mosse una
tore, e che ciò che diceva non veniva lamentela per suscitare la reazione del re
dalla .sua mente. contro il profeta, chiedendo che quello
Giovanni Crisostomo, fosse giustiziato o cacciato da quel
Omelie su 2 Corinzi 24, 3 luogo: Ma siccome il re aveva timore a
fare del inale al profeta, Amasia osò dire
al profeta schernendolo e ridendo di lui
Dio chiama l'umile ad alti compiti'. - · infatti la parola veggente è usata in
È bello alzare gli occhi verso il pote- sen~o· dispregiativo -: «Vattene, ritirati
re di questo operatore, lo Spirito Santo, e verso fa terra di Giuda», cioè: Là sarai
pensare ad alcuni personaggi dell'Antico trattato .giustamente ricevendo il tuo
e dd Nuovo Testamento. Ecco, spalan- compenso per il tuo ruolo di profeta,
Il profeta e la sua profezia (7, 1-17) 139

poiché quelli della casa di Giuda sono Lo Spirito non dimora sempre nei
abituati ad aver cura dei loro profeti. profeti .
Questo sacerdote dei demoni aveva cre-
duto che il profeta avesse assunto il suo Se lo spirito di profezia avesse ·sem-
compito come se fosse un lavoro ordina- pre assistito i profeti, il pròfeta Amos,
rio, al fine di trovarvi un mezzo di interrogato, non avrebbe risposto:
sostentamento, come aveva fatto lui. «Non sono profeta», aggiungendo subi-
Immagina che il motivo di Amos fosse to: «né sono figlio di profeta; ma sono
quello di rimpinzarsi di cibo. Ma il pro- un bovaro e raccoglitore di sicomori».
feta rispose, · secondo il testo greco dei Come poteva non essere profeta, colui
LXX: «lo non ero profeta, né figlio di che del futuro predisse tante cose vere?
profeta», cioè: Io non ho imparato que- Come poteva non essere profeta, colui
sta professione né l'ho ereditata dai miei che nel presente negò verità che lo
padri, m·a essa è il risultato della grazia riguardavano? Ma nel momento in cui
divina che è data a coloro che cercano veniva interrogato, si rendeva conto di
Dio. «lo ero un pastore di capre e scava- non possedere lo spirito di profezia,
vo presso i sicomori» 2. Altre versioni pèrciò rendeva verace testimonianza di
hanno: «Cercavo i frutti dei skomori>> J, se stesso dicendo: «Non sono profeta».
oppure: «Grattavo gli alberi di fico sel- Tuttavia subito aggiunge: «Ed ora ascol-
vatico», o anche «Facevo incisioni sui ta la parola del Signore. Così dice il
frutti dei sicomori» 4. Il significato è: a Signore: Tua moglie si prostituirà nella
volte pascolavo capre e pecore, a volte città, i tuoi figli e le tue figlie cadranno
aravo il terreno scavando, usando il di spada, la tua terra sarà spartita con la
rastrello e irrigando intorno agli alberi; corda, tu morirai in terra immonda».
menzionando i sicomori, che sono fichi · Queste parole del profeta dimostrano
selvatici, egli vuole indicare ogni tipo di chiaramente che nel momento in cui
albero. parlava così di se stesso, era pieno dello
Isho' dad di Merv, spirito di profezia, e che subito dopo
Commento su Amos 7, 14-15 meritò di possederlo perché umilmente
riconobbe di non essere profeta.
Gregorio Magno,
Commento morale a Giobbe 2, 89

.'l.,

2 Il testo della versione dei LXX differisce leggermente da quello ebraico. .


3 Probabilmente questa è citazione da Aquila, che tradusse la Bibbia in greco in epoca successi-
va ai LXX.
4 .Probabilmente questa è citazione da Teodozione, che produsse una nuova traduzione greca
della Bibbia dopo Aquila. .
140 Amos

TEMPO MATURO PER LA PUNIZIONE DIVINA

Ecco ciò che mi fece vedere il Signore Dio: era un canestro di frutta
matura ag, Egli domandò: «Che vedi Amos?». Io risposi: «Un canestro di'
frutta matura». Il Signore mi dt'sse: È maturata la fine oh per il mio popolo,
·Israele; non glt' perdonerò più. In quel giorno urleranno le cantanti del
Tempio si, oracolo del Signore Dio. Numerosi i cadaveri~ gettati' dovunque. ·
Silenzio! ai.
Ascoltate questo voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del
1

paese, voi che dt'te: «Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il
grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le
misure e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con dena-
ro gli indigenti e il povero per.un paio di sandali? Venderemo anche lo scar-
to del grano». Il Signore lo giura per i·l 11anto di Giacobbe: certo non dimen-
ticherò mai le loro opere. Non forse per questo trema la terra, sono in lutto
tutti i suoi abitant~ si solleva tutta come il Nilo, si agita ak e si riabbassa
come il fiume d'Egitto?
In quel giorno- oracolo del Signore Dio - farò tramontare il sole a ·mez-
zodì e oscurerò la terra in pieno giorno! Cambierò le vostre feste in lutto e
tutti i vostri canti in lamento: farò vestire ad ogni fianco il sacco, renderò
calva ogni testa: ne farò come un lutto per un figlt'o unico e la·sua fine sarà
come un giorno d'amarezza. ·
Ecco, verranno giorni - dice il Signore Dio :- in cui manderò la fame
1

nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d'ascoltare la parola del
Signore. Allora andranno errando da un mare all'altro e vagheranno da set-
tentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non la troveranno.
In quel giorno appassiranno le ·belle fanciulle e i giovani per la sete.
Quelli che giurano per il peccato dt' Samaria e dicono: «Per la vita del tuo
dio, Dan!» oppure: «Per la vita del tuo diletto, Bersabea!» cadranno senza
più rialzarsi! (8, 1-14).
Gli eventi che seguirono alla morte di Gesù furono tutti predetti da Amos (Lattarizio).
La festa degli azzimi fu trasmutata dal cristianesimo (Gregorio il Tawnaturgo). Dopo aver
messo a morte il pane della vita, una carestia si è abbattuta sui responsabili (Basilio di .

ag In ebraico: qayits.
ah In ebraico: qets.
ai In ebraico: «del Tempio» o «del palazzo»; Vulgata: «strideranno i cardini del Tempio»;
LXX: «grideranno i soffitti del Tempio».
aj Oppure: «gettati ovunque nel silenzio».
ak LXX omette: «si agita».
Tempo maturo per la punizione divina (8, 1-14) 141

Cesarea). Danneggiamo il nostro corpo quando lo nutriamo eccessivamente, e l'anima,


quando la priviamo del cibo spirituale (Giovanni Crisostomo). Giuseppe e Gesù sono messi
a confronto ed in contrasto. Uno ha risolto la carestia terrena, l'altro ha provocato la care-
stia per coloro che lo hanno rifiutato (Origene). · .

•°Feste ~ras/ormate in lutti


8 1 11
Una carestia nella terra
Golgota Il peccato porta il popolo alla fame
Sospeso e fissato alla croce Cristo La ricchezza è instabile. È come
gridò a pio ·ad alta voce, e volontaria- un'onda ·che cambia ogni momento a
mente depose la vita. In quello stesso causa della violenza del vento. Si potreb-
momento awenne un terremoto, ed il be supporre che il popolo di Israele è
velo del Tempio che ·separava i due taber- ricco, dal momento che dispone dell' ado-
nacoli fu lacerato in due parti, ed il sole zione di figli e del culto divino, e delle
scomparve all'improwiso, e dalla .. s.esta promesse e dei patriarchi. Tuttavia esso è
alla nona ora fu buio (cf. Mc 15, 33)~ Il · divenuto povero a caµsa del suo peccato
profeta Amos testimonia questi eventi. èontro il Signore. Ma coloro che cercano il
<<ln quel giorno - oracolo del Signore Signore non saranno privati di alcun bene
Dio - farò tramontare il sole a mezzodì e (Sal 33, 11). Esso si è trovato privo di
oscurerò la terra in pieno giorno! Cam- cibo, in un certo qual modo, e ha soffer-
bierò le vostre feste in lutto e tutti i vostri to la fame. Infatti, quando ha messo a
canti in lamento». morte il pane di vita, una fame di quel
Latt~nzio, Epitome pane si è impadronita di esso. Una puni-
delle Istituzioni Divine 4, 19 zione per la sete gli è stata imposta, ma
<<la fame non era di un pane corporeo o
una sete di acqua, ma una fame di udire
Dalla tristezza alla gioia in Cristo il Verbo di Dio». Perciò «esso è stato
nella privazione e ha sofferto la fame».
Celebriamo [la festa dell' Annun- . Basilio di Cesarea,
ciazione] con salmi ed inni e canti spiri- Omelie sui Salmi 33, 7
tuali. Dai tempi antichi Israele celebrava
le sue feste, ma a quel tempo le celebrava
con pane azzimo ed erbe amare, delle
Una fame che colpi~ce l'anima
quali il profeta dice: «Trasformerò le loro '
feste in afflizioni e lamenti, e la loro gioia Noi nuociamo sia all'anima che al
in vergogna». Ma il Signore ci ha assicu- corpo quando siamo ·colpevoli di non
rato che trasformerà in gioia le nostre essere moderati verso di ~ssi, quando
afflizioni grazie ai frutti del pentimento cioè ingrassiamo il corpo oltre il bisogno,
(cf. Ger 31, 13 ). ·o facciamo sl che l'anima e il corpo insie:~,
Gregorio il Taumaturgo, me si consumino nella fame. [. .. ] Il Si-
Sul!'annunciazione alla Vergine Maria 2 gnore di tutte le cose una volta ammonì il
popolo giudaico ... con grande indigna-
zione dicendo: «Non manderò una fame
di pane o una sete di acqua, ma di ascol-
tare la parola di Dio», al fine di insegnar-
142 Amos

ci che, mentre U.na fame tortura il corpo, La carestia colpisce i giudei perché
I'altra fame colpisce l'anima. hanno rifiutato Cristo
Giovanni Crisostomo,
Omelie sulla Genesi 54, 4 È stato profetizzato: I loro giovani
moriranno di spada e i loro figli e le loro
figlie periranno di'fame (Ger 11, 21). Non
Gesù il nuovo pane è allora che sono morti di spada, ma
adesso, dopo la devastazione, la fame si è
Giuseppe aveva trent)anni (Gn 41, abbattuta su di loro, «non fame di pane
46) quando fu liberato dalla prigione e, né sete di acqua, ma fame di ascolta.r e la
dopo aver spiegato il sogno del faraone, Parola. del Signore», poiché non si dice
fu nominato intendente d'Egitto e raccol- più presso di loro: Questo dice il Signore
se il grano al tempo dell'abbondanza per Onnipotente. Questa fame è perché non
poterlo distribuire in tempo di carestia. I c'è più profezia. Ma che dico profezia?
trent'anni di Giuseppe, io credo, antici- Nemmeno insegnamento. Anche se si
pavano in. immagine i trent'anni del desse mille volte in mezzo a loro l'appel-
Salvatore. Infatti il secondo Giuseppe, lativo di saggi, non vi è più la·Parola del
che è Gesù, accumùla un altro grano .Sigriore in mezzo a loro, poiché si è com-
diverso da quello accwnulato in Egitto, piuto ciò che ha detto: Toglierà il Signore
accumula il frumento vero e celeste, per dalla Giudea e da Gerusalemme l'uomo
avere, grazie a questo grano ammassato forte e la donna forte) il gigante e l'uomo
nel tempo dell'abbondanza, di che distri- robusto e l'uomo guerriero e il giudice e il
buire il giorno in cui la fame tornerà in profeta e l)t'ndovino e l'anziano e il capo d~·
Egitto, non <<una fame di pane o una sete cinquanta e il consigliere mirabile e il sa-
di acqua, ma la fame di udire la parola di piente architetto e l'ascoltatore intelligen-
Dio». te (Is 3, 1-3). Non c'è più tra loro chi
Origene, Commento possa dire: Da sapiente architetto ho posto
al Vangelo di Luca 28, 5 il fondamento (1 Cor 3, 1O). Gli architetti
si sono tra~feriti sono passati alla Chiesa,
hanno posto Gesù Cristo come il fonda-
mento (cf. 1 Cor 3, 11); su di lui costrui-
scono anche i loro successori.
Origene,
Omelt"e su Geremia 10, 4

. DISTRUZIONE E RICOSTRUZIONE D'ISRAELE

Vidi il Signore che stava presso l'altare aI e mi diceva: «Percuoti il capi-


tello e siano scossi gli architrav~ spezza la testa di tutti am e io ucciderò il
resto COf! la spada; nessuno di essi riuscirà a fuggire, nessuno di essi scampe-

al Oppure: «sull'altare».
am In ebraico: «di tutti loro».
Distruzione e ricostruzione d'Israele (9, 1-15) 143

rà. Anche se penetrano negli inferi: di là li strapperà la mia .mano; se salgo-


no al cielo, di là li tirerò giù; se si nascondono in vetta al Carmelo, di là li
scoverò e li prenderò; se si occultano al mio sguardo in fondo al mare, là
comanderò al serpente di morderli; se vanno in schiavitù davanti ai loro
nemici: là comanderò alla spada di ucciderli. Io volgerò gli occhi su di loro
per il male e non per il bene».
Il Signore, Dio degli eserciti: colpisce la terra ed essa si fonde e tutti i
suoi abitanti prendono il lutto; essa si solleva tutta come il Nilo e si abbas-
sa come il fiume d'Egitto. Egli costruisce nel cielo il suo soglio e fonda la sua
· volta sulla terra an; egli chiama le acque ·del mare e le riversa sulla terra;
Signpre è il suo nome.
Non siete voi per me come gli Etiopi: Israeliti? Parola del Signore. Non
io ho fatto uscire Israele dal paese d'Egitto, i Filistei da .Caftòr ao e gli
Aramei da Kir? Ecco, lo sguardo del Signore Dio è rivolto contro il regno
peccatore: io lo sterminerò dalla terra, ma non stermi·nerò del tutto la casa .
di Giacobbe, oracolo del Signore. Ecco infatt~ io darò ordini e scuoterò, fra
tutti i popoli: la cas_a d'Israele ca.me si scuote il setaccio e non cade un sas-
solino per terra. Di spada periranno tutti' i peccatori del mio popolo, essi che
dicevano: «Non si avvicinerà, non giungerà fino a noi la sventura».
In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è caduta; ne riparerò
le brecce, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi: perché
conquistino il resto di Edom e tutte le nazioni sulle quali è stato invocato il
mio nome ap, dice il Signore, che farà tutto questo. Ecco, verranno giorni
- dice il Signore - in cui chi ara s'incontrerà con chi miete e chi pigia l'uva
con chi getta il seme; dai monti stillerà il vino nuovo e colerà giù per le col-
line. Farò tornare gli esuli del mio popolo Israele, e ricostruiranno le città .
devastate e vi abiteranno; pianteranno vigne e ne berranno il vino; coltive-
ranno giardini e ne mangeranno il frutto. Li pianterò nella loro terra e non
saranno mai divelti da quel suolo che io ho concesso loro, dice il Signore tuo
Dio (9, 1-15). .

I riferimenti fatti dai profeti riguardo alle apparizioni di Dio in forme vdate sono in
armonia con quanto afferma Giovanni riguardo all'impossibilità per l'uomo qi vedere Dio.
nella sua essenza (Giovanni Crisostomo). Il serpente simboleggia il malvagio tracotante che
è stato umiliato dal grande, cioè da Cristo (Agostino). I.:ascensione di Cristo fu predetta da
. Amos (Tertulliano). La risurrezione di Gesù è confermata da Amos, quando afferma eh~\

an LXX: «costruisce la sua ascesa ai cieli e fonda la sua promessa sulla terra».
aoLXX: «dalla Cappadocia».
ap LXX: «perché il resto degli uomini e tutti i gentili su cui è invocato il mio nome possano cer-
carmi con .coscienza>~.
144 Amos

tutti i popoli conosceranno il Messia (Agostino). Il tabernacolo caduto di cui parla Amos è
un riferimento alJ>urnanità caduta: Gesù è colui che fu mandato per erigerlo di nuovo
(Giovanni Crisostomo). Ora tutti i gentili possono avere la loro rivalsa (Ireneo).

9
•1 Il Signore stava presso l'a_ltare quando dl.sse: «Ho moltiplicato le visio-·
ni, e per mezzo del servizio dei profeti
Dio non è visto nella sua essenza, sono stato rappresentato». Dio vuole
ma in una forma adatta ai nostrl dire: «Non ho mostrato la mia vera
occhi essenza, ma sono disceso per accondi-
scendenza, e mi sono adattato alla debo-
Dimmi, Giovanni, cosa vuoi dire lezza dei loro occhi».
quando dici: Nessuno ha vt'sto Dio? (Gv Giovanni Crisostomo,
1, 18). Che potremo pensar~ dei profeti Contro gli anomei 4, 19
che affermarono di aver visto Dio? Isaia
disse: Ho visto il Signore seduto su di un
alto ed elevato trono (Is 6, 1). E di nuovo -' Comanderò al serpente
Daniele ha detto: Io continuavo a guar-·
dare) quand'ecco furono collocati i troni Il serpente ferito dal Signore ferito
ed un vegliardo si assise (Dn 7, 9). E
Michea disse: Ho visto il Dt"o d)Israele Mentre il piccolo traeva vigore dal-
sedere sul suo tr:ono (1 Re 22, 19). E di r esempio del grande divenuto piccolo, ii
nuovo un altro profeta disse: Ho visto il diavolo veniva perdendo i suoi sudditi,
Signore in pt'edi presso l,àltare, e mi ha perché, essendo superbo, era in grado di
detto: «Colpisci il seggio della misericor- dominare soltanto sui superbi. Dinanzi a
diçz». E posso raccogliere molti · altri un così grande esempio di umiltà, gli
passi simili a so"stegno di quantò dico. uomini imparavano ~ condannare la pro-
Come mai, allora, Giovanni dice: Nes- pria superbia e ad imitare l'umiltà di Dio.
suno ha mai visto Dt'o (Gv 1, 18)? Egli Così il superbo perdeva i suoi prigionieri
dice questo in modo che tu possa ren- eél era umiliato. Non che si ravvedesse,
derti conto che sta facendo riferimento ma veniva schiacciato. Hai umiliato il
ad una chiara conoscenza e ad una per- superbo come se fosse .ferito (cf. Ap 13,
. fetta comprensione di Dio. Tutti i casi 3). Tu fosti umiliato e hai umiliato; fosti
citati erano esempi della accondiscen- . ferito e hai ferito. Il superbo è stato feri-
denza e della volontà di adattamento di to dal tuo sangue, che venne versato per
Dio. Che nessuno di questi profeti abbia cancellare la· condanna dovuta ai nostri
mai visto l'essenza di Dio nel suo stato peccati. Perché, infatti, egli insuperbiva,
puro risulta· chiaro dal fatto che ciascu- se non perché teneva in mano il biglietto
no di essi lo vide in modi differenti. Dio di ricevlita che era a nostro sfavore? Ma
è un essere semplice; non è composto di tu, con il tuo sangue, hai cancellato que-
parti; è senza forma o figura. Ma tutti sta ricevuta, questa condanna: Toglien-
questi profeti videro forme differenti e · dogli il potere su tante persone tu l'hai
figure diverse. Dio ci ha dato una chiara ferito. Ferito, naturalmente, qui deve
prova di ciò per bocca di un altro profe- intendersi il diavolo, non nel senso che
ta. Ed egli ha persuaso gli altri profeti sia stata trafitta la sua carne, che non ha;
del fatto che essi. non avevano visto la ma nel senso che è stato trafitto il suo
sua essenza ·nella sua natura esatta, cuore, nel quale sta la sua superbia. E con
Distruzione e ricostruz.ìone d'Israele (9, 1-15) 145

il braccio della tua potenza hai disperso i (Col 3, 1). Anche Amos parla profetica-
tuoi nemici. mente di queste verità dicendo: Preparat~
Agostino, o Israele, a invocare il tuo Dio, io sono
Esposizioni sui Salmi 88, 11 colui che fa scoppiare il tuono e crea i venti
e annunzia agli uomini il loro Cristo (Am
4, 12-13 ). In un altro passo: In quel gior-
6
Nei cieli no rialzerò la tenda di Davide che è cadu-
ta, ricostruirò le mura che sono crollate e
Predizione dell'ascensione riparerò le sue rovine, le ricostruirò come
un giorno che non cessi mai: in modo che
Le intelligenze celesti guardarono mi cerchino i superstiti dell'umanità e tutti
con ammirazione la Gerusalemme che è i popoli~ in cui è stato invocato il mio
in alto (Gal 4, 26), e per bocca di Isaia nome su di loro, dice il Signore che fa que-
dissero molto tempo fa: Chi sono quelle ste cose (Am 9, 11-12). .
che volano come nubi e come colombe Agostino,
verso le loro colombaie? (Is 60, 8). Ora, La città di Dio 18, 28
come Cristo ha preparato per noi questa
ascensione al cielo, egli deve essere il
Cristo di cui parla Amos: «Egli costruisce
Predizione della risurrezione
la sua ascesa ai cieli>>, sia per sé che per il
suo popolo. Ascoltate dunque il profeta che dice:
Tertulliano, <<Rialzerò la capanna di Davide che è
Contro Marciane 5, 15 caduta». In verità essa è caduta; la nostra
natura umana ha avuto un'irreparabile
caduta ed aveva solo bisogno di quella
11 12
· Rialzerò la capanna di Davide mano potente. Infatti non era possibile
risollevarla in un'altra maniera, a meno
Dio rialzerà la capanna di Davide che colui che l'aveva creata all'inizio non
che è crollata tendesse una mano verso di essa e la
riplasmasse dall'alto per mezzo della rige-
· Ma ascoltiamo quel che aggiunge: nerazione dell'acqua e dello Spirito. Ecco
Poi ritorneranno i figli d'Israele e cerche- il venerabile ed ineffabile carattere del
ranno il Signore loro Dio e Davide loro re . mistero. Egli dimora sempre in questo
e alla fine dei tempi rimarranno attoniti tabernacolo, poiché si è rivestito della
nel Signore e nella sua bontà (Os 6, 2) . nostra carne, non per bandirla di nuovo,
Questa profezia è molto esplicita se si ma per averla sempre con sé. Se non fosse
intende che col nome del re Davide è stato così, non l'avrebbe mai considerato
.stato indicato il Cristo perché, come dice degno del suo trono regale.
l'Apostolo, è venuto al mondo dalla stirpe Giovanni Crisostomo,
di Davide secondo la carne (Rm · 1, 3). Omelie su Giovanni 11
Questo profeta ha preannunciato ancP.e
che al terzo giorno sarebbe awenuta la
risurrezfone di Cristo come conveniva Una promessa -per tutte le nazioni
che con sublime stile profetico fosse pre-
annunziata. Dice: Dopo due giorni ci rida- E pertanto le parole del profeta sono
rà la vita, al terzo risorgeremo (Os 6, 2). In coerenti, secondo quanto è scritto: · «In
questo senso ci dice l'Apostolo: Se siete quel giorno rialzerò la capanna di Da-
risorti con Cristo cercate le cose di lassù vide, che è caduta; ne riparerò le brecce,
146 Amos

ne rialzerò le rovine, la ricostruirò come r eternità. Quindi, da parte mia, esprimo


ai tempi antkhi, perché conquistino il questo giudizio: non dobbiamo disturba-
resto di Edom e tutte le nazioni sulle re coloro che fra i gentili si convertono a
quali è stato invocato il mio nome, dice il Dio.
Signore, che farà tutto questo». Le sue Ireneo,
opere sono conosciute da Dio fin dal- Contro le eresie 3, 12, 14
AB DIA

Il libro di Abdia è stato oggetto di commenti sia da parte di esegeti cristiani che giudai-
ci. L'identificazione di Edom con il nemico per eccellenza d'Israele fu usato dai cristiani e
dai giudei per fare chiari riferimenti ai propri nemici personali, che molto spesso i cristiani
vedevano nei giudei stessi, ed i giudei nei cristiani. Tuttavia vi fu una cooperazione fra i due
gruppi, dal momento che gli esegeti cristiani usarono (anche se frequentemente in modo
acritico) molte delle considerazioni della controparte giudaica per analizzare il contesto sto-
rico e religioso dell'opera di Abdia.
Uno dei primi commentatori di Abdia fu Esichio di Gerusalemme (300ca). I suoi com-
menti per lo più hanno carattere introduttivo e per questo non sono inclusi qui. Girolamo
è runico commentatore cristiano ad aver scritto due commenti su Abdia. Il primo, compo-
sto nel 374, è fortemente allegorico, una tendenza questa che risulta molto più contenuta nel
suo secondo commento del 396. Gran parte del suo commento ha carattere cristologico e si
concentra sulla Chiesa come realizzazione pratica dei versi finali del libro.
Teodoro di Mopsuestia, contemporaneo di Girolamo, scelse di non fare uso di inter-
pretazioni rabbiniche, anche quando si occupò del senso letterale delle parole. In generale
i commenti di T<;odoro sui dodici Profeti seguono la cronologia della storia ebraica, che egli
riteneva si riflettesse nell'ordine dei libri adottato dai LXX (che varia rispetto a.quello usato
nella Bibbia ebraica o nelle traduzioni modèrne della Sacra Scrittura). Nel quadro storico
seguito da Tèodoro, Abdia era collocato dopo Osea, Amos, Michea' e Gioele, era contem-
poraneo di Giona e precedente a Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia. C.osl
Teodoro collocava la profezia di Abdia nel periodo dell'esilio in Assiria, nel contesto dei
profetf dell'VIII secolo a.C.
Teodore~o di Cirro, un commentatore appartenente alla stessa scuola ~segetica, inter-
pretava le profezie come figure di eventi descritti nel Nuovo Testamento.
Il commento su .Abdia composto da Cirillo di Alessandria è simile per molti versi a
quello di Girol,arno, soprattutto per il fatto che si concentra sull'interpretazione letterale,
nonostante Cirillo sia solitamente associato alla tradizione alessandrina. Cirillo nota molte
affinità con la profezia di Gioele contro l'Egitto ed Edom, e così colloca Abdia nello stesso
periodo storico di Gioele e della sua visione. La battaglia finale di Israele contro Edom avrà
luogo; secondo Cirillo, nella valle di Giosafat. Tuttavia egli aveva in mente una battaglia
posteriore all'esiliò, a cui si fa riferimento in 1Esd4, 7-10, cosicché, a quanto pare, Cirillo
fece uso di fonti storiche poco attendibili. '1,
Agostino si occupò solo ·brevemente. di Abdia 1. Anch'egli trovò che la salvezza di
Israele profetizzata negli ultiffii versi si era effettivamente r~alizzata in Cristo e nella Chiesa.

1 Agostino, La città di Dio 18.


148 Abdia

Il commento di Isho'dad dimostra> nelle sue interpreta'.lioni, la profonda conoscenza del


testo ebraico da parte dell'autore.
Il libro di Abdia ci dice ben poco riguardo all'uomo, al di là del suo nome che signifi-
ca «servo diJHWH». È molto probabile che Abdia abbia pronunciato la sua profezia pres-
so il Tempio di Gerusalemme nel corso delle cerimonie nazionali di lamentazione tenute
ogni anno per commemorare là eventi del periodo dell'esilio 2. La profezia è tanto un
lamento quanto un ammonimento contro Edom e la sua complicità nella catastrofe che colpì
Gerusalemme per mano dei babilonesi. I versi finali, tuttavia, offrono speranza a ciò che
resta del popolo di Israele> che attende la salvezza sul Monte Sion J.

LA VISIONE DI ABDIA

Visione di Abdia a. Così dice il Signore Dio per Edom: Udimmo un mes-
saggio da parte del Signore e un araldo è stato inviato fra le genti: «Alzatevi:
marciamo contro Edom in battaglia».
Ecco) ·ti faccio piccolo fra le nazioni: tu sei molto spregevole. I:orgoglio
del tuo cuore ti ha esaltato, tu che abiti nei crepacci rocciosi h, delle alture
fai la tua dimora e dici in cuor tuo: «Chi potrà gettarmi a terra?». Anche se
t'innalzassi come un'aquila e collocassi il tuo nido fra le stelle, di lassù ti
farei precipitare, dice il Signore. "
Se entrassero da te ladri o predoni di notte - come sarebbe finita per
te!-, non ruberebbero quanto basta loro? c. Se vendemmiatori venissero da
te, non ti lascerebbero forse se non qualche grappolo? Come è stato perqui-
sito Esaù, come sono stati scovati i suoi nascondigli! Ti hanno cacciato fi"no
alla frontiera, tutti i tuoi· alleati ti hanno ingannato, i tuoi· amici ti hanno
vinto, quelli che mangiavano il tuo pane ti hanno teso tranelli d; in lui non
c'è senno! Forse in quel giorno) dice il Signore, non disperderò i saggi da
Edom e l'intelligenza dal monte di Esaù? Saranno fiaccati i tuoi prodi, o
Teman, e sarà sterminato ogni uomo dal monte di Esaù.
Per la carneficina e la violenza contro Giacobbe tuo fratello la vergogna
ti coprirà e sarai stermt'nato per sempre. Poiché tu eri presente quando gli

a LXX aggiunge: «di Abdia il quinto».


b Oppure: «crepacci di Sela>>.
e Peshitta: «Come saresti potuto rimanere in silenzio finché non avessero rubato a sufficienza?».
d LXX: «un agguato».

2587 a.C.; cf. Zc 7, J.5; 8, 19.


J Questa introduzione è stata adattata da J. Elowsky, The Annals o/ Obadiah: A Record o/ the
Wars and Peace Treaties in the History o/ its Interpretation (tesi I].On pubblicata - Concordia Seminary,
1992), pp. 51-64.
La virione di Abdia (1-21) 149

stranieri ne deportavano le ricchezze, quando i f orestt'eri entravano per le


sue porte e gettavano le sorti su Gerusalemme, anzi ti sei comportato come
uno di loro. Non guardare con gioia al giorno di' tuo fratello, al giorno della
sua sventura. Non gioire dei/igli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non ·
spalancare la boçca nel giorno della loro angoscia. Non varcare la soglia del
mio popolo nel giorno della sua sventura, non guardare con compiacenza la
sua calamità; non stendere la mano sui suoi beni nel giorno della sua sven-.
tura. Non appostarti ·ai crocicchi delle strade, per massacrare i suoi fuggia-
schi> non far mercato dei suoi superstiti~ nel giorno deltangoscia. Perché è
vicino il giorno del Signore contro tutte le genti'. Come hai/atto tu, così a te
sarà fatto, ciò. che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo.
Poiché come avete bevuto sul mio monte santo così berranno tutte le
genti senza fine, berranno e tracanneranno e: e saranno come se non f asse-
ro mai stati. Ma sul monte Sion vi saranno superstiti e saranno santi f e la
casa di Giacobbe avrà in mano i suoi possessori. La casa di Giacobbe sarà
un fuoco e la casa di Giuseppe una fiamma, la casa di Esaù sarà come paglia:
la bruceranno e la consumeranno, non scamperà nessuno della casa di Esaù,
poiché il Signore ha parlato. ·
Quelli del Negheb possederanno il monte d'Esaù g e quelli della Se/èla
il paese dei Filistei> possederanno il terrt'torio di E/r.aim e di Samaria e
·Beniamino il Gàlaad. Gli esuli di questo esercito h degli is.raeliti occuperan-
no i Canaan fino a Sarè/ta e gli esuli di Gerusalemme, che sono in Se/aràcl
occuperan1Jo le città del Negheb.
Saliranno vittoriosi sul monte Sion per governare il monte di Esaù e il
regno sarà del Signore (1-21).
Abdia della tribù di Efraim fu un contemporaneo di Osea, Gioele, Amos e Isai~.
L'angelo. mandato alle nazioni potrebbe simboleggiare Cristo, l'Emanuele, che dà pace alle
nazioni (Efrem). La visione di Abdia è una rivelazione proveniente da Dio, che è sinonimo
di "<parola del Signore», ed è un'opera dello Spirito Santo (Teodoro di Mopsuestia) . Coloro
che sono posseduti dall'orgoglio demoniaco, come gli edomiti, sono soggetti all'umiliazione
coem·il diavolo (Efrem). I crepacci nella roccia indicano le eresie e gli scismi. Abdia ci offre
up. rapido sguardo sulla caduta di Lucifero prima della creazione del mondo (Girolamo).
Nabucodonosor portò a compimento la profezia di Abdia distruggendo Edom e facendo
prigionieri i suoi abitanti (Efrem). Mentre non si dovrebbe disprezzare un fratello punito
(Teodoro di Mopsuestfa), i pastori della Chiesa sono chiamati in modo particolare ad addo-
lorarsi per quelli che peccano invece di deriderli (Ambrogio), La distruzione del Tempio da· ·~.

e NRSV congettura: «e barcolleranno».


f LXX: <<Vi sarà liberazione, e vi sarà un santuario».
g LXX: «gli uomini [giudei] nel Negheb riacquisteranno il Mont~ Esaù».
h NRSV congettura: «di Halah».
i Il significato dd testo ebraico è incerto.
150 Abdia

parte dei romani era stata predetta da Abdia (Paolino di Nola). Il giorno del Signore indica
il giusto giudizio di Dio (Cirillo di Alessandria). Le sofferenze che gli eretici infliggono alla
Chiesa saranno inflitte a loro nel giorno del giudizio del Signore (Girolamo). Tutte le nazio-
ni berranno alla coppa degli assiri e dei caldei (Efrem), e ci~ indica il giudizio divino
(Teodoreto di Cirro). Il monte Sion è una figura della Chiesa, il luogo più sacro nella città
di Dio (CU:illo di Alessandria). La salvezza e la santità, compiute sull'escatologico monte
Sion, sono l'opposto 4ella distruzione e della pun.izione che colpiscono coloro che si sono
schierati contro Sion (Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Cirro). Le forze unite di Israele
e di Giuda distruggeranno gli edomiti (Girolamo). JHWH è il vero re d'Israele, che puni-
sce i malvagi e garantiscè la pace al suo popolo (Teodoreto di Cirro). La conquista degli edo-
miti da parte di Israele fu compiuta e risultò anche nella conversione al Signore dei super-
stiti degli edomiti (Efrem). Letteralmente la casa di Giuda è chi'\mata fuoco, e la casa di
Giuseppe una fiamma (Cirillo di Alessandria). Il significato spirituale del fuoco è il compi-
mento finale del mondo, mentre la salvezza è garantita solo nella Chiesa (Girolamo). Al
momento del ritorno da Babilonia, che avverrà «nel meridione», Israele possiederà una
regiore pari a quella di Edom (Cirillo di Alessandria). Il ritorno degli esuli dai quattro ango-
li della terra culminerà nel loro arrivo al monte Sion e nella sottomissione delle nazioni al
governo di Dio (Efrem, Cirillo di Alessandria). Il santo che abita il monte Sion è Cristo,
mentre Edom simboleggia la chiesa dei Gentili (Agostino). La distruzione di Esaù, che si
rallegrò di fronte alla rovina d'Israele, ci ins~gna a gioire con coloro che gioiscono, e ad
addolorarci con coloro che si addolorano (Teodoreto di Cirro). Gli interpreti giudaici con-
cordano sul significato della profezia secondo cui il Signore manderà un salvatore ed un re
di Israele, che porterà il regno escatologico del Signore (Girolamo). La profezia riguardo al
ritorno del popolo si·può anche riferire alla nostra vita. La nostra via di tornare al Signore
e di ottenere le benedizioni divine è la via della vita santa (Teodoreto di Cirro).

1
La visione di Abdia probabile in questo passo, e queste
parole potrebbero fare riferimento al-
Abdia il profeta l'Emanuele, l'angelo del testamento (cf.
Mt 3, 1), mandato dal cielo, che ha
Abdia di Sichem nacque dalla tribù
annunciato pace alle genti, ed è stato
di Efrai.m e profetizzò contro gli edomiti.
quindi chiamato «aspettativa delle
Egli sembra essere un contemporaneo di
genti».
Osea, Gioele, Amos ed Isaia.
Efrem, Efrem,
Commento su Abdia, prologo Commento su Abdia i

L'Emanuele, messaggero del La rivelazione ad Abdia


Signore La Scrittura chiama lattività di Dio
«Abbiamo udito un messaggio dal «Parola del Signore», in riferimento alla
Signore», cioè, il Signore delle potestà grazia spirituale, mediante la quale i pro-
del mondo non farà nulla prima di aver feti ricevettero le rivel~zioni del futuro.
rivelato il ·suo mistero ai suoi servitori, i' r
Allo stesso modo con espressione
profeti. «Ed un araldo è stato inviato fra . <<Visione».. egli si riferisce alla rivelazione
le genti». Un significato mistico è molto divina mediante la quale essi ricevettero
La visione di Abdia (1-21) 151

la conoscenza dell'ignoto. Ricevettero Matteo leggiamo che Dio è in grado di far


anche alcune visioni in modo ineffabile nascere figli di Abramo da queste pietre
attraverso r attività spirituale nell'anima. (cf. Mt 3, 9). Infine, siccome qui dice che
In risposta all'attività verificatasi dentro gli abitanti non sono sulle rocce ma piut-
di loro ad opera dello Spirito Santo tosto nei crepacci delle rocce, ciò a cui si
hanno obbedito alla parole d'istruzione fa riferimento qui sono appunto le eresie,
come se qualcuno parlasse loro. Di con- che spezzano la roccia di Cristo e la
seguenza la Scrittura chiama ciò sia Chiesa.
<<Visione» che <<Parola del Signore», e Girolamo,
probabilmente anche «resoconto», per il Commento su Abdia 3
fatto che essi ricevono conoscenza come
da una specie di resoconto.
4
Teodoro di Mopsuestia, Ti farò precipitare a terra
Commento su Abdia 1
La caduta di Lucifero.
2
Una piccola nazione spregevole Il Salvatore non è venuto a portare
pace sulla terra, ma guerra (cf. Mt 10,
34). È caduto Lucifero, che sorgeva al
Umiliato
primo mattino. E il primo uomo, nutrito
Abdia mostra qui che gli edomiti nel paradiso delle delizie, .meritò il rim-
meritano di essere ridotti in schiavitù a provero: «Se volerai alto come l'aquila, di
causa del loro orgoglio e dell'ostilità che lassù ti farò precipitare: dice il Signore».
nutrono verso i loro fratelli. In un altro Aveva detto in cuor suo: Collocherò il mio
senso il profeta afferma che il diavolo trono oltre le stelle, e sarò simile al-
viene umiliato, dal momento che le paro- !'Altissimo (ls 14, 13-14). Ogni giorno a
le da lui usate si possono appropriata- coloro che scendono la scala sognata da
mente riferire anche al demonio. Giacobbe, Dio rivolge le parole: Io !'ho
Efrem, detto: siete dèi e tutti figlt' dell'Altissimo;
Commento su Abdia 2 ma come uomini morrete e cadrete come
un principe qualunque (Sal 81, 6-7). Per
primo è caduto il diavolo. Dio ha preso
3
!:inganno della superbia posto nel concilio divino; in mezzo agli dèi
giudica (Sai 81, 1).
Vari significati di «rocce» Girolamo,
Lettere 22, 4
«L'orgoglio del tuo cuore ti ha esal-
tato». Queste parole sono dirette contro
gli eretici. «Tu che abiti nelle rocce» - la H Esaù saccheggiato
roccia frequentemente è rifedta al Si-
gnore o a qualcuno che poggia su qualco- Significato dei predoni e dei ve.t:J.-.·1
sa di solido, come dice il profeta: Ha
demmiatori ·
posto i miei piedi su una roccia (Sal 39, 3).
A Pietro ha detto: Tu sei Pietro, e su que- Se i pr.e doni venissero da te, ah,
sta pietra edificherò la mia Chiesa (Mt 16, come taceresti! Tutto sarebbe esposto
18). Non di meno quest'immagine è usata alla rapina per il tuo incontenibile timo-
in modo diverso. Ezechiele dice: Toglierò re, finché i predoni non. avessero rubato
da voi il cuore di pietra (Ez 36, 26). In sufficienti ricchezze, dato che sono gente
152 . Abdia

12
di avidità insaziabile e bruciante. Se i Non gioire della rovina di Giuda
vendemmiatori venissero da te - cioè, se i
predoni ti attaccassero con .aperta viol~n: Il «giorno» come momento della
za - che cosa faresti? Non·u sforzeresti di punizione
salvare per te almeno le spigolature dell~
vendemmia? Ma ti sforzi invano contro 1 «Non disprezzare il giorno di tuo
caldei, invasori dei tuoi domini. Pertanto fratello nel giorno della sua sventura».
il profeta fa riferimento ad essi [gli edo- Qui il momento della punizione è chia-
miti] aggiungendo come Esaù fu depre- . mato «giorno».
dato e come il suo tesoro fu violato. Egli Teodoreto di Cirro,
dice ~rofeticamente che il popolo di Esaù Commento su Abdia 12
avrebbe meritato di essere depredato con
incredibile zelo dai caldei, e di essere
anche deportato in schiavitù. Nabucodo- Il past<?re condivide il dolore del
nosor di Babilonia avrebbe poi portato a pecc~tore
compimento questa predizione, dopo
aver distrutto totalmente Edom ed aver Conserva, Signore, la ~ua grazia,
deportato altrove i suoi abitanti. custodisci il dono che mi hai fatto nono-
· Efrem, stante le mie ripulse. Io sapevo infatti che
Commento su Abdia 5-6 non ero degno di essere chiamato vesco-
vo, perché mi ero dato a q~,esto mondo.
Ma per la tua grazia sono c10 c~~ sono, ~
10
Tagliato fuori per sempre sono senz'altro l'infimo tra tutti I vescovi
ed il meno meritevole; tuttavia, siccome
anch'io ho affrontato qualche fatica per
I giudei soggiogher~no gli edomiti la tua santa Chiesa, proteggine il.risulta-
La vergogna ti seppellirà rigua.rdo ai to. Non permettere che si pe~da, ora che
è vescovo colui che, quand'era perduto,
giudei, della cui rovina hai gioito, dopo
che essi sarann·o restituiti alla loro antica hai chiam~to all'episcopato, e conce~
anzitutto di essere capace di condividere
potenza. E tu sarai tagliato fuori per sem:
con intima partecipazione il dolore dei
pre. Dopo essere tornati ?alla C?1:dea, ~
p~ccatori. Questa. infatti è la ~rtù più
giudei soggiogheranno vot edonutt, e ~1
alta, perché sta scritto: «E non t1 rallegre-
opprimeranno per lungo tempo. Conti-
rai sui figli di Giuda nel giorno della loro
nueranno fino ali' arrivo di una gente stra-
tovina e non farai grandi discorsi nel
:q
niera, che sconfiggerà i giudei. nome e
giorno . della loro tribolazione». ~zi,
la razza degli edomiti sar~o del tutto
ogni volta che si tratta del peccato d1 uno
cancellati. I romani hanno portato a com-
che è caduto, concedimi di provarne
pimento questa predizione del . P.rofeta
compassione, e di non rimbrottarlo altez-
contro gli edomiti soggiogando pruna la
Giudea, e disperdendo poi i giudei nel zosamente, ma di gemere e piangere,
rriondo. cosicché mentre ·piango su un altro, io
pianga s~ me stesso dicendo: Tamar è più
Efrem,
giusta di me (Gn 38, 26). .
Commento su Abdia 10 · Ambrogio,
La pen#enza 2, 73
~.

La visione di Abdia (1-21) 153

15 Il giorno del Signore si avvicina vostrò capo. Infatti, dal momento che
avete gioito della morte e avete celebrato
Le tue azioni ti torneranno alla feste sulla mia montagna sacra, che è la
mente Chiesa, non berrete dalla mia coppa, ma
dalla coppa del diavolo, del quale Aba-
Ricordati. allora della prole di Edom, cuc dice: Guai a chi fa bere i suoi vicini
di modo che, cambiata la sorte, guardi versando veleno per ubriacarli (Ab 2, 15).
confusa il nostro giorno, quando il tuo [. .. ] Siccome avete praticato il culto in ·
popolo abiterà la luminosa Gerusalemme un modo che ha provocato la rovina dei
dalle mura eterne, a cui ora la gente, miei servi, la persecuzione verrà contro di
dimentica di te, minaccia una crudele voi, e soffrirete per quanto avete fatto. E
distruzione, dicendo: «Abbattete dalle poiché avete gioito contro il mio popolo,
fondamenta la città odiata e depredatela quando lo lasciaste alle nazioni, allo stes-
con la forza finché, totalmente distrutte so modo tutte le nazioni gioiranno contro
le sue mura, di lei non rimanga vestigio». di voi, e berranno e mangeranno e conti-
Paolino di Nola, nueranno la stessa persecuzione su di voi, .
I carmi 9, 39 della quale gioiste quand'era rivolta con-
tro il mio popolo.
Girolamo,
La giustizia divina è equa Commento su Abdia 15
Di nuovo viene predetto il tempo
della guerra [come in Gioele (cf. Gl 3)], 16
quando le nazioni vicine si riuniranno
Bevendo e tracannando
contro Edom per infliggere un'amara
punizione. Quel giorno è veramente chia- Tutte le genti berranno
mato «giorno del Signore». Infatti fu Dio Sulla mia montagna sacra hai bevuto
Signore che li consegnò agli israeliti nella dalla coppa dell'ira, che Davide e Acab
loro ingiustizia e malvagità. Ed al fine di hanno mescolato per te. Tutte le genti
poter affermare che il loro castigo divino intorno a te berranno costantemente a ·
era giusto, dice: «Come hai fatto tu, così a causa degli assfri e dei caldei, nei giorni di
te sarà fatto». Infatti la natura è ordinata Ezechia e dei suoi figli.
in modo che ciascuno riceva il giusto trat- Efrem,
tamento, e giusti compensi sono ripagati a Commento su Abdia 16
coloro che hanno intrapreso simili azioni.
Cirillo di Alessandria, Il vino della vendetta dal Signore
· Commento su Abdia 15
La bevanda del vino è chiamata ven-
detta, sulla quale anche il beato Geremia
Il giudizio per gli eretici è vicino ci istruisce chiaramente, quando dice che
sarà ordinato a tutte le nazioni di bere in
Vicino, eretici, è il giorno del Si- base a quanto hanno partecipato alle iru/ •
1

gnore per tutte le nazioni. Vicino è il quità contro il popolo (cf. Ger 25, 15).
momento del giudizio, in cui tutte ·le Questo si capisce anche da molti altri
nazioni saranno giudicate. Poiché avete passi, cioè che Edom riceverà indietro ciò
agito contro la Chiesa, la stessa sofferen- che ha dato.
za ricadrà sulle vostre teste, e le vostre Teodoreto di Cirro,
iniquità scenderanno sulla corona . del Commento su Abdia 16
154 Abdia

Il monte Sion prefigura la Chiesa e la verserà. Sicuramente tutti i malvagi


della terra la vuoteranno fino ali'ultima
Queste parole: «come avete bevuto» goccia e ne berranno anche la feccia (Sai
indicano, ritengo, che i vincitori si gloria- 74, 9). Ma egli ha ricordato la sua monta-
rono con insolenza della loro vittoria. gna sacra, riconoscendo le accuse di
Celebrarono una grande festa in cui si quelli di fuori verso i suoi abi~anti . .
ubriacarono con i loro amici, vantandosi Quegli accusatori saranno esposti alla
e lodandosi per la loro parte nella vitto- punizione così come quelli che hanno
ria, mentre si ubriacàvano. E durante i cospirato con loro, e saranno puniti con
loro brindisi e i loro canti, provocando la condanna a morte. A Sion, tuttavia, ci
ogni tipo di danno al loro schieramento, sarà salvezza e santità. Giacobbe possie-
si ubriacarono e cominciarono ad insulta- derà coloro che avevano posseduto lui. A
re gli altri popoli. «Ed essi scenderanno te, o Edom, ed al tuo consiglio di alleati
contro di voi», cioè le nazioni vicine accadrà questo. Ma Giuda sarà sicuro e
attaccheranno questa parte. E così vorre- saldo. Infatti non ci saranno avversità sul
te essere in luogo dove essi sono assenti; monte Sion, perché non cercheranno più
altrimenti anche voi sarete spazzati via. Il le guerre, cosicché la mia montagna sarà
monte Sion, tuttavia, per divina ispirazio- vista come luogo sicuro per i santi. Tutti
ne è chiamato la Chiesa. Infatti è vera- coloro che ti arrecarono grandi afflizioni,
mente il luogo sacro più alto e visibile, ed Giacobbe, e quelli che cospirarono con-
è il più importante. Esso è la casa e la tro di te saranno veramente soggiogati.
città di Dio.1'Altissimo. Teodoro di Mopsuestia,
Cirillo di Alessandria, Commento su Abdia 16
Commento su Abdia 16

17
Il monte Sion sarà sacro
Punizione vicina
Il tempo in cui Dio punirà tutti colo- La salvezza di Sion è nella croce
ro ·che hanno fatto del male ad Israele è «Sul monte Sion vi sarà salvezza, e vi
vicino. Ed egli imporrà gravi punizioni a sarà santità>>. Infatti Dio sta dicendo per
voi come le punizioni che avete moltipli- mezzo del profeta: «Li riporterò indietro
cato sui vostri fratelli. «Come beveste dalla loro prigionia, e ricostuirò il sacro
sulla mia montagna sacra, così tutto il Tempio». E c'è Abdia, che predice la
popolo berrà vino; essi berranno e sali- causa della salvezza per tutti in Sion. Da lì
ranno e allo stesso modo diverranno Dio diffonderà la santità in tutto il mondo
nulla». Dal momento che avete infierito abitato attraverso la croce salvifica.
contro la mia montagna sacra e i suoi abi- Teodoreto di Cirro, . .
tanti, non sfuggirete alla mia punizione. I Commento su Abdia 17
vostri pensieri·e la vostra partecipazione
significheranno punizione per voi e per i
vostri alleati assassini e traditori. Alla fine 18
Fuoco e paglia
non ci sarà differenza fra di loro e la non
esistenza. Già le parole «beveste» e «ber-
U~iti insieme Israele e Giuda di-
ranno» indicano che si osserva in Edom
la nascita di nuovi nemici. Infatti nella
struggeranno Edom
mano del Signore vi è una coppa, ed è ben Edom è sottomesso e sarà divorato
mescolata. Ed egli ha portato questa coppa dalle nazi:bni ostili, con le quali era allea-
La visione di Abdia (1-21) 155

to in precedenza contro Giacobbe. Il resterà qualcosa, lo disperderanno al


resto, tuttavia, starà sul monte Sion, dove vento. Ciò che Davide ed Amasia aveva-
vi sarà salvezza e santità. L'interpre- no iniziato fu portato a compimento dai
tazione qui è che il Signore stesso torne- giudei dopo il loto ritorno, quando molti
rà al Tempio, che egli aveva abbandona- israeliti tornati dalla Persia si ùnirono a
to a causa del peccato, oppure che vi loro, e gli edomiti furono privati di ogni
sarà completa santità, cioè il Sancta San- forma di dominio, e furono costretti a
ctorum sarà di nuovo fondato. E la casa cambiar~ religione ed ad abbracciare i riti
di Giacobbe lo occuperà sotto il governo ebraici. "
di Zorobabele, Esdra e Neemia;· che lo Efrem,
occuparono come discendenti di Gia- Commento su Abdia 18
cobbe. E la casa di Giacobbe (cioè Giu-
da) sarà un fuoco, la casa di Giuseppe
(cioè le dieci tribù di Samaria) una fiam- Il significato letterale della fiamma
ma. Ma la casa di Esaù, cioè gli edomiti,
che non di meno si sollevarono e infieri- Gli sciocchi edomiti pensarono che
rono contro il loro fratello, saranno tra- essi soli stessero per impossessarsi della
sformati in stoppie. E come il fuoco e la casa di Giacobbe. Al contrario la terra
fiamma divorano le stoppie, cosl i due sarebbe stata divisa fra loro e i caldei.
regni uniti fra di loro 4 distruggeranno Questo fatto imprevisto si rivolse a loro
Edom e lo divoreranno. E non resterà scapito. Essi sarebbero stati posseduti
nulla del popolo di Edom che possa dalla casa di Giacobbe e similmente
annunciare alle nazioni vicine la distru- sarebbero stati consumati come pula o
zione dell'avversario. stoppie da una fiamma. E la casa di
Girolamo, Giacobbe sarebbe stata un fuoco, ma la
Commento su A.bdia 18 casa di Giuseppe solo una fiamma, e
quindi non forte come un fuoco. Ed essi
sarebbero stati divorati internamente,
Il vero re porta salvezza cosicché fra tutte le tribù Giacobbe e
Giuseppe sarebbero stati incapaci di
La prosperità d'Israele fu resa mani-
venire insieme come una sola tribù. Ma
festa così come la punizione dei loro mal-
vagi nemici. [ ...] JHWH diede prova di si può anche vedere I'altro aspetto di
essere un vero re del suo popolo perché questa metafora fiammeggiante, perché,
portò ad esso la vera salvezza di cui ave- cioè, la casa di Giacobbe è chiamata
vano bisogno. fuoco, e la cas~ di Giuseppe è chiamata
Teodoro di Mopsuestia, una fiamma. Non è irragionevole inten-
Commento su Abdia 18 dere in senso letterale la casa di Gia-
cobbe come coloro delle tribù di Giuda
e di Beniamino. Cosl anche è vero che la
Come gli ebrei consumeranno gli casa di Giuseppe rappresenta la Sa-
maria, specificamente le dieci tribù ché1•
edomiti erano talvolta re degli efraimiti, dal
Gli ebrei, come un fuoco, consume- momento che Manasse ed Efraim erano
ranno gli edomiti come paglia. E se ne nati da Giuseppe. Israele av,rebbe posse-

4 Come la verga in Ezechiele, raffigurata come una federazione unita: cf. Ez 17, 12-~1.
156 Abdù1

duto la terra di Edom e tutti i territori a assoggettati a lui, cosicché Dio possa
sud. Essi ·avrebbero conquistato il essere in ogni cosa (cf. 1 Cor 15, 28).
Monte Efraim, la Samaria, Beniamino e Girolamo,
Gàlaad - che erano i nomi di quelle aree Commento su Abdia 18
quando il loro capo, Giosuè, successore
di Mosè, divise le terre fra le tribù
19
d'Israele. Ma dopo la devastazione di Possesso del monte d'Esaù
Israele per mano dell'Assiria, e di nuovo
dopo l'attacco di Nabucodonosor, ed il Gli israeliti possiederanno di nuovo
governo di Fua e Shalmaneser, predice la terra
che avrebbero di nuovo abitato la terra
· «Quelli del Negheb (cioè del sud)»
in seguito alla loro liberazione dalla
schiavitù. indica larea in cui i babilonesi invasero
Gerusalemme sotto la guida di Nabu-
Cirillo di Alessandria,
codonosor. L'intera provincia della Giu-
Commento su Abdia 18
dea fu devastata, sprofondando nella
miseria al punto che fu ridotta al comple-
to silenzio ed apparve del tutto deserta.
Interpretazione spirituale del fuoco Tuttavia, quando Dio entrerà nella mise-
L'intepretazione spirituale è · la ria dei prigionieri, li restituirà alla terra
seguente. Per mezzo della distruzione dei loro antenati dopo che la sua ira si
delle opere della carne e la devastazione sarà placata. Nel suo ritorno da Babilonia
dei regni della terra, vi sarà salvezza nella l'intera moltitudine degli israeliti si impa-
Chiesa per quelli che non escono dalla dronirà della regione delle nazioni, che è
loro madre Chiesa. Ed i santi che muoio- pari a Edom. Questo è un segno della
no in essa - riguardo ai quali Isaia ha benedizione di Dio.
detto: Santo} santo, santo è il Signore degli Cirillo di Alessandria,
eserciti '(ls 6, .3 ), poiché si riferisce sia a Commento su Abdia 19
quelli che santifica che a quelli che ha
santificato - vengono tutti dalla stessa
unica Chiesa. E la casa di Giacobbe,
2 21
0- Possesso delle dttà del Negheb
colui che soppianta, occuperà ciò che essi
possiedono per eredità da quelli che per- Il popolo di Dio
seguitarono i cristiani. Ed Edom stesso Qui il profeta indica i prigionieri del
sarà accolto nella fede all'interno della regno di Samaria e del regno di Ge-
Chiesa. [ ... ]La casa di Esaù non soprav- rusalemme, anche quelli che si erano
viverà, poiché quando i saggi [che venne- re.cati in regioni molto lontane. Pertanto
ro da Edom] si recheranno a vedere egli ricorda la migrazione verso la
Gesù, saranno ridotti a nulla, cioè saran- Spagna, poiché questo è il nome di una
no assorbiti nella sua salvezza vicino allo provincia alquanto distante dalla Giudea,
stesso luogo, dove, nel benedire, I~acco al fine di mostrare che questa è la grande
disse ad Esaù: Io l'ho costituito tuo signo- riunione che Dio aveva promesso di pro-
re e gli ho dato come servi tutti i tuoi fra- muovere ai quattro angoli del mondo.
telli (Gn 27; 37). Non resterà nessuno Coloro che sono stati salvati andranno al
della casa di Esaù quando tutti i cieli e la monte Sion per sconfiggere e distruggere
terra si prostreranno davanti a Cristo, e la gente degli edomiti. Ed il regno appar-
l'inferno e l'universo intero saranno terrà al Signore. Tutti i popoli saranno
La visione di Abdia (1-21) 157

. soggiogati e sottomessi al popolo di Dio, come il tutto con una. parte, possiamo
cioè al popolo che Dio creerà. riferire al Cristo, fra le altre, anche queste
Efrem, parole: Sul monte Sion vi saranno salvezza
Commento su Abdia 20-21 e santità (Abd 17). Poco dopo, alla fine
della profezia, dice: E saliranno i rigene-
rati dal monte Sion per difendere ~·t monte
Gli .esuli possiederanno di nuovo di Esaù e sarà il regno del Signore (Col l,
l'intero territorio 13). È evidente che l'evento si è verifica-
to quando.i rigenerati, che hanno credu-
A ·questo punto del testo il ritorno
to nel Cristo .e quindi soprattutto gli
d'Israde alla propria terra viene menzio-
· Apostoli, salirono dal monte Sion, cioè
nato, più ·specificamente, da quei giudei
dalla Giudea, per difendere il monte di
portati in schiavitù a Babilonia. [. .. ]Forse
Esaù. Lo difesero certamente salvando
qui sta dicendo che tutta la terra a nord,
con la predicazione del Vangelo quelli
a sud, ad est e ad ovest sarà interamente
che credettero, affinché fossero liberi dal
occupata da Israele, dal momento che
[gli esuli] di ritorno si impadroniranno potere delle tenebre e trasferiti nel regno
della regione intorno a loro. Ed il popolo di Dio. Ha espresso il concetto aggiun-
ascenderà e si raccoglierà sulla cima di gendo: E il regno sarà ~el Signore. Difatti
· Sian, che riassume tutto lo scopo della il monte Sion simboleggia la Giudea, per-
profezia. Infatti gli abitanti .di Sion, egli ché in essa, secondo la predizione, si
dice, sono salvati da Dio, che esploderà sarebbero realizzate la salvezza e la santi-
attraverso le loro catene di schiavitù. A tà, cioè Cristo Gesù. Il monte di Esaù
quel tempo egli ascenderà e si vendiche- invece è l'Idumea, con la quale è stata
rà del monte d'Esaù. Infatti essi combat- simboleggiata la Chiesa dei pagani che i
teranno, come ho detto, contro Edom rigenerati, come ho spiegato, hanno dife-
dopo il periodo della cattività, e Dio so dal monte Sion, perché fosse il regno
dominerà su tutto, sebbene Dio avesse del Signore. L'evento era difficile a inten-
rifiutato Esaù da lungo tempo e ·si fosse dersi prima che si avverasse, ma una volta
ritirato da Giuda a causa dell'apostasia. avverato ogni credente lo ravvisa.
Infatti servirono Baal ed il vitello d'oro. Agostino,
Ma òra, ne tempo della misericordia e La città di Dio 18, 31
della conciliazione regnerà di nuovo su di
loro.
Cirillo di Alessandria, Gioia e pianto
Commento su Abdia 20-21
Anche Ezechiele predice qualcosa di
simile alla fine della sua profezia, quando
descrive la divisione della terra. Predice
Il monte di Esaù rappresenta la
anche il ritorno del popolo, e dopo il suo
Chiesa .dei gentili ritorno apprendiamo che esso riceverà
Abdia, il più succinto di tutti i potere e otterrà forza da Dio'. Magari\
Profeti per quanto riguarda il suo libro, ottenessimo anche noi la stessa cosa dal
parla contro l'Idumea, la stirpe di Esaù, il nostro generosissimo Dio. E noi la otter-
maggiòre non riconosciuto dei gemelli remo dal Signore, se non imiteremo il
d'Isacco e nipote di Abramo. Se interpre- modello di Esaù e della sua discendenza
tiamo che l'Idumea è stata menzionata in [che si rallegrò della distruzione di
senso figurato per indicare tutti i popoli, Israele]. Piuttosto, seguendo la tradizio-
158 Abdia

ne apostolica, dobbiamo rallegrarci con Il Signore manderà un Salvatore ed


coloro che gioiscono, e piangere con un re
coloro che piangono, e dobbiamo pensa-
re lo stesso degli altri [come faremmo Gli interpreti giudaici hanno spiega-
pensare loro di noi]. Per questa ragione to queste parole in modo simile, affer-
possediamo i doni del Signore di tutte le mando che il Signore manderà un
cose, che sono la grazia di nostro Signore Salvatore, che salverà il popolo dalla cat-
Gesù Cristo. tività, e poi ascenderà il monte Sion per
Teodoreto di Cirro, giudicare e decidere riguardo alla monta-
Commento su Abdia 20-21 gna di Esaù. E quando ogni cosa sarà sot-
tomessa, allora ci sarà un regno del
Signore.
Girolamo,
Commento su Abdia 20-21
GIONA

L'autore del libro di Giona (in ebraico Y ona, che alcuni studiosi credono essere un
nome personale dal significato cli «colomba») identifica il profeta come Giona ben («figlio
di») Amittai. In un altro passo scritturistico un profeta di nome Giona è identificato come
<<figlio cli Amittai>>, cli Gat-Chefer 1 durante il regno di Geroboamo IL
Gio 1, 1-16 narra della sua chiamata a profetare~ del suo tentativo cli sottrarsi all'inca-
rico cli predicare agli abitanti cli Ninive, e del fatto che fu gettato fuori da una nave duran-
te una tempesta, della quale era ritenuto responsabile. In Gio l, 17 - 2, 10 il profeta viene
inghiottito da un pesce enorme, all'interno del quale rimane per tre giorni e tre notti. Egli
riesce a conservare la speranza cli salvarsi cantando un salmo (Gio 2, 3-10). Infine il pesce
lo rigetta su di una spiaggia dopo che si è pentito ed ha accettato cli portare a compimento
la missione affidatagli da JHWH. Gio 4 descrive lo sconforto di Giona di fronte al penti-
mento dei niniviti, che egli desiderava veder distrutti dalla collera cliJHWH. Lo· stesso capi-
tolo contiene anche l'episodio della pianta di ricino in cui un verme l'attacca e la fa inaridi-
re. Ciò fa sl che Giona resti esposto al calore intenso del giorno.
La gran parte degli interpreti ritengono che il libro cli Giona fu scritto in un p eriodo
posteriore ali' esilio sulla base dei suoi numerosi aramaicismi, e dell'uso di uno stiÌe di prosa
e cli una grammatica ebraica piuttosto tardi. Dal momento che nei Vangeli si trovano speci-
fiche citazioni dal libro cli Giona, che lo pongono in diretta relazione con Gesù (Mt 12, 40-
41; Le 11, 29-32), esso fu per i Padri della Chiesa uno dei principali testi veterotestamenta-
ri df esegesi. Nei Vangeli Gesù 'USa l'episodio della conversione dei niniviti - dei non-giu-
dei -::- come un mezzo per ammonire i giudei, che rifiutavano il suo messaggio. In Matteo,
per ès~mpio, Gesù paragona i suoi tre giorni nella tomba con i tre giorni trascorsi da Giona ·
all'interno del grande pesce. In breve possiamo dire che lo scopo dei Padri della Chiesa era
di vedere in Cristo il nuovo Giona che portava a compimento e trascendeva l'antica allean-
za, che era stata ora affidata ai nuovi niniviti, cioè ai gentili.

GIONA PREFIGURA LA RISURREZIONE DI CRISTO


E LA SALVEZZA DEI GENTILI

.. '·
Ciò che accadde nel caso del beato profeta Giona fu simile: quando i giQdei erano
increduli e riluttanti a prestare attenzione alle sue profezie, Dio lo fece andare dai gen-
tili. Allora, dopo averlo mantenuto in vita in modo straorc:,linario all'interno del mostro

12Re14, 25.
160 Giona

marino per tre giorni e tre notti, lo portò alla città che era piena di innumerevoli vizi e
gli fece predicare il pentimento, e lo fece diventare una fonte di salvezza per tutti in quel
luogo, così che, da tale confronto, noi non potessimo essere privi di fede in Cristo
Signore, che restò incorrotto per lo stesso numero di giorni, risorgendo poi e fornendo
a tutti i popoli la salvezza per mezzo del pentimento. ·
Teodoro di Mopsuestia, Commento su Giona: PG .66, 321

LA MISSIONE DI GIONA A NINIVE

"
Questo è il modo in cui il Dio di tutte le cose elesse Giona quale profeta dei nini-
viti. Ora essa era la città più grande dell'antichità, e coniprendeva anche il palazzo del
re degli assiri. Quando, vedete, l'unigenito Verbo di Dio doveva essere manifestato agli
esseri umani nella sua natura umana ed illuminare tutte le nazioni con la luce della
conoscenza di Dio, anche prima della sua incarnazione, egli diede una fugace visione
della sua divina attenzione, al fine di confermare ciò che sarebbe accaduto con ciò che
era avvenuto prima, ed al fine di insegnare a tutti che egli non è solo il Dio dei giudei,
ma di tutte le nazioni, e di dimostrare la relazione fra l'Antico ed il Nuovo Testamento.
Dopo tutto, se non avesse mostrato attenzione verso le nazioni prima dell'incarnazione,
i giudei avrebbero avuto l'impressione che egli fosse un Dio differente, che si compor-
tava in modo opposto al Dio che aveva dato la legge, essendo uno preoccupato solo dei
Giudei, e riversando l'altro la sua attenzione su tutti gli esseri umani.
Teodoreto di Cirro, Commento su Giona, proemio

LA RILUTTANZA. DI GIONA

Fu rivolta a Giona figlio di Amittai questa parola del Signore: «Alzati:


va) a Ninive la grande città e in essa proclama che la loro malizia a è salita
fi'no a me». Giona però si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal
Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato t'l prez-
zo del trasporto, /imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal Signore (1, 1-3)·.
La storia di Giona deve ispirare coloro che, come lui, sono riluttanti ad accettare il
giogo del loro ministero (Gregorio di Nazianzo). Forse Giona era riluttante poiché temeva
che le sue profezie si sarebbero rivelate false (Gregorio di Nazianzo, Teodoreto di Cirro). O
forse temeva che Israele sarebbe perito se Ninive fosse stata risparmiata (Girolamo).
Tuttavia Giona non può sfuggire a Dio scappando a Tarsis (Tertulliano, Gregorio di
Nazianzo). ·

a LXX: <<ll grido della loro malizia>>.


La riluttanza·di Giona (1, 1-3) 161

1• 1·3 Va} a Nt"nt've essere reso strumento di falsità e troppo


zelante nel dare credito alla profezia; che
. Riluttanza ad . accettare il giogo del rischiava di essere confutata nella sua
ministero stessa persona. Invero molti non sarebbe-
ro stati in grado di penetrare le profondi-
Quanto al motivo dal quale fu mosso tà della dispensazione divina in un tale
il mio discorso, mi occorre ora considera- caso.
re ed esaminare che Giona meritava forse Gregorio di Nazianzo,
perdono per la ragione che ho detto, cioè Orazioni 2, 106
perché era cauto a fare il profeta; ma per
me, quale discorso o quale possibilità di
·· difesa resta, a me che sono da molto La fuga di Giona fu ispirata dalla
tempo restio e che rifiuto il giogo di que- sua preoccupazione per Israele
sto ministero, che' non so se bisogna chia-
mare grave o leggero (cf. Mt 11, 30), ma Il .profeta sa, per ispirazione dello
comunque impostomi? [ ... ] Per questo Spirito Santo, che il pentimento dei paga-
io ero travagliato nei miei pensieri, cer- ni costituisce la rovina degli ebrei. Perciò,
cando il da farsi e posto in mezzo a due da buon patriota, non è tanto geloso della
pareri paurosi, l'uno che mi invitava, l'al- salvezza di Ninive, quanto desideroso
tro che mi respingeva. Dopo aver a lungo che il suo popolo non perisca. [ ... ] Ve-
dubitato ed essermi visto oscillare dal- dendo dunque che profeti del suo tempo
l'una e dall'altra parte, ovvero essermi venivano inviati alle pecore smarrite della .
inclinato or di qua or di là come corrente casa di Israele (Mt 10, 6; 15, 24) per solle-
per i venti instabili, alla fine fui preda citare il popolo a pentirsi, e che persino
della paura più forte, dopo avermi vinto Balaam, l'indovino, aveva annunciato la
e catturato la paura della disobbedienza. salvezza del popolo d'Israele (cf. Nm 23 -
Gregorio di N azianzo, 24), si rammarica di essere stato il solo
La fuga 110, 112 scelto per essere inviato agli assiri, nemi-
ci di Israele, e alla più grande delle città
nemiche, dove si adorano gli idoli e non
Giona teme di fare una falsa profezia si consoce il vero Dio; inoltre, cosa anco-
ra' più grave.di questa, temeva che Israele
Qual è dunque la storia, e doye si sarebbe stato completamente abbando-
trova la sua applicazione? Infatti non nato alla sua rovina, se i niniviti si fossero
sarebbe sbagliato riferirla ad un preciso risolti a pentirsi in seguito alla sua predi-
contesto . per convalidarla in generale. cazione. Sapeva, infatti, per ispirazione
Anche Giona stava fuggendo dalla faccia · dello stesso Spirito dal quale gli era stato
di Dio, o piuttosto pensava che stesse affidato l'incarico di annunciare la salvez-
fuggendo da essa. Ma fu raggiuntò dal za presso i pagani, che, quando le nazio-
mare, dalla tempesta, dal sorteggio, dal ni avessero creduto, allora sarebbe perita
ventre della balena e dalla sua sepoltura la casa d'Israele, e temeva che ciò che.
per tre giorni. Tutto ciò prefigura un doveva comunque avvenire, avvenisse nel
grande mistero. Fuggì dal dover annun- suo tempo.
ciare il terrore di un terribile messaggio ai Girolamo,
niniviti, e dall'essere in seguito, se la città Commento su Giona 1, 3a
si fosse salvata col pentimento, accusato
di falsità. Egli non era· dispiaciuto della
salvezza dei malvagi, ma si vergognava di
162 Giona

Non si può sfuggire a Dio La follia di fuggire Dio


Nel provare a fuggire dal Signore tu Giona conosceva meglio di chiun-
dimostri tutta l'inaffidabilità di coloro que altro lo scopo del suo messaggio ai
che si preparano alla fuga. Anche un niniviti e anche che, nel preparare la sua
certo profeta ostinato fuggì dal Signore, fuga, sebbene cambiasse di luogo, non
attraversando il mare da Gioppa a Tarso, poteva sfuggire a Dio. E questo non è
come se potesse sfuggire a Dio. Ma Dio possibile a nessuno, sia che ci si nasconda
lo trovò, non sulla terra o sul mare, ma nelle viscere della terra che nel più pro-
nel ventre di una bestia, dove per tre fondo del mare, o che si usino ali per
giorni non poté morire né sottrarsi allo volare, se questo fosse mai possibile, o
sguardo di Dio. Non si trova forse in una che ci si levasse in aria, o si andasse a
migliore posizione quell'uomo che, seb- dimorare nelle regioni più basse degli
bene tema i nemici di Dio, tuttavia non inferi, o che si usasse qualsiasi altro
fugge da loro ma li disprezza? mezzo di fuga. Infatti a Dio solo, fra tutte
Tertulliano, le. cose, non si può sfuggire, e con lui solo
La fuga nella persecuzione IO, 2 non si può contendere. Se vuole afferrare
qualcuno e portarlo sotto la sua mano,
egli supera chi è veloce, mette in difficol-
tà il saggio, rovescia il forte, taglia chi si
sente in alto, e ammansisce chi è impe-
tuoso.
Gregorio di Nazianzo,
Orazioni 2, 108

FALLIMENTO DELLA FUGA DI GIONA

Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento e ne venne in mare una


tempesta tale che la nave stava p·er sfasciarsi. I marinai impauriti i·nvocava-
no ciascuno t'l proprio dio e gettarono a mare quanto avevano sulla nave per
alleggert'rla. Intanto Giona, sceso nel luogo più riposto della nave, si era
coricato e dormiva profondamente. GU si avvicinò il capo dell) equipaggio e
·gli disse: «Che cos'hai così addormentato? Alzati: invoca il tuo Dio! Forse
Dio si darà pensiero di noi e non periremo». Quindi dissero fra di loro:
«Venite, gettiamo le sorti per sapere per colpa di chi ci è capitata questa scia-
. gura». Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. Gli domandarono:
«Spiegaci dunque per causa dt' chi abbiamo questa sciagura. Qual è il tuo
mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?».
Egli rispose: «Sono ebreo b e venero il Signore Dio del cielo, il quale ha fatto

b LXX: «sono un servo del Signore».


Fallimento della fuga di Giona (1, 4 - 2, 1) 163

il mare e la terra». Quegll uomini furono presi da grande timore e gli


domandarono: «Che cosa hai fatto?». Quegli uomini· in/atti erano venuti a
sapere che egli fuggiva il Signore, perch4 lo aveva loro raccontato. Essi gli
dissero: «Che cosa dobbiamo fare di te perché si calmi /!mare} che è contro ·
di noi?». Infatti il mare infuriava sempre più. Egli disse loro: «Prendetemi
e gettatemi in mare e si calmerà il mare che ora è contro di voi: perché io so
che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia». Quegli uomini cer-
cavano a forza di remi di raggiungere la spiaggia, ma non ci riuscivano per-
ché il mare andava sempre più crescendo contro di loro. Allora imploraro-
no il Signore e dissero: «Signore, fa' che noi non periamo a causa della vita
· di questo uomo e non imputarci il sangue innocente poiché tu, Signore, agi-
sci secondo il tuo volere». Presero Giona e lo gettarono in mare.e il mare
placò la sua furia. Quegli uomini ebbero un grande #more del Signore,
offrirono sacrifici al Signore e fecero voti'. Ma il Signore dispose che un gros-
so pesce inghi'ottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre
notti (1, 4 - 2, 1 e).
La tempesta infuriava contro la nave, e i suoi pericoli rappresentano l'insicurezza di
coloro che non seguono il volere di Dio (Girolamo). Nei loro tentativi di alleggerire il cari-
co della nave dimostrarono .che il peso della disobbedienza di Giona era il più grande
(Giovanni Crisostomo). Giona fu scelto a sorte come causa della tempesta. Questo fatto anti-
cipa l'elezione a sorte di Mattia come sostituto di Giuda dopo la sua caduta (Beda). Giona
è lodato per la sua prontezza a sacrificarsi in modo che i marinai potessero salvarsi (Gregorio
di Nazianzo). Giona apprese che la natura non lo avrebbe favorito nella sua disobbedienza
verso Dio (Giovanni Crisostomo, Paolino di Nola). Mentre Giona avrebbe fatto distruggere
l'intera città di Ninive, i marinai cercarono di salvare Giona (Giovanni Crisostomo). Infine i
marinai gettano Giona nel mare, che diviene calmo. Così compiere il volere di Dio porta alla
pace ·,e alla tranquillità (Girolamo). La grazia generosa di Dio è dimostrata dal fatto che
Giona' viene liberato appena egli mostra rimorso per la sua disobbedienza (Costituzioni apo-
stoliche). Dio ha risparmiato i niniviti mediante Giona, come egli risparmia coloro che si pen-
tono mediante Cristo (Tertulliano). Nella figura di Giona vengono adombrati alcuni degli
eventi principali della vita di Cristo (Cirillo di Gerusalemme). I veri cristiani non devono
dubitare riguardo alla storicità dei fatti narrati da Giona (Agostino).

1 4
• La nave in pericolo rando i comandamenti di Dio, si allonta-
na dalla sua presenza e si consegna al
Nulla è sicuro quando Dio è contro mondo, dove poi una tempesta di sciagu:- '
di noi re e l'imperversare del naufragio del
mondo intero contro di lui lo costringo-
La fuga del profeta può essere riferi- no ad avvertire la presenza di Dio e a tor-
ta in generale anche all'uomo che, trascu- nare a colui al quale aveva tentato di sfug-

e Vulgata e NRSV numerano 1, 17 il v. 2, 1.


164 Giona

gire. Questo ci fa capire che anche quan- mente avere valore di legge universale 2.
to gli uomini ritengono fonte della pro- Nel caso di Giona, quei pagani costretti
pria salvezza può diventare causa di per- dalla tempesta, cercavano, col tirare a
dizione, se Dio lo vuole, e che non solo sorte, il responsabile del pericolo e nel
ogni forma di aiuto risulta inutile per nostro caso viene scelto dalla sorte
coloro a cui viene offerta, ma che persino Mattia, perché non sembrasse che l'ele-
chi la offre viene coinvolto nella stessa zione dell'apostolo discordasse dalla
rovina. Come leggiamo che l'Egitto fu norma della legge antica, che disponeva
sconfitto dagli assiri perché soccorreva così il modo di cercare il sommo sacer~
Israele contro la volontà del Signore, cosl dote.
si trovava in pericolo la nave che aveva Beda, Esposizione
accolto un passeggero pericoloso. degli Atti degli Apostoli 1, 26
Girolamo,
Commento su Clona 1, 4
9
Gt'ona confessa il suo #more verso
Dt'o
5
I marinai invocano gli dèi e cercano dt'
alleggerire la nave Giona non era ignaro del potere di
Dio
.n peccato è come un pesante carico Non era, infat.ti, conveniente che
«I marinai gettarono in mare dalla egli, da profeta, ignorasse il disegno di
nave le merci che erano sulla nave; ma la Dio, che cioè, con la sua minaccia, secon-
nave non diventava più leggera», perché do le imperscrutabili decisioni e l'inac-
l'intero carico rimaneva ancora a bordo, cessibilità e rincomprensibilità delle vie
cioè il corpo del profeta, il carico pesan- di Dio, operasse che.i niniviti non subis-
te non dal punto di vista corporeo ma sero le conseguenze di un tal minaccia
secondo il peso del peccato. Infatti nulla (cf. Rm 11, 33): né, neanche se lo avesse
è più pesante da portare del peccato e saputo, è credibile che non avrebbe
della disobbedienza. · obbedito a Dio che preparava, nel modo
Giovanni Crisostomo, Omelt'e sul che voleva, la salvezza per quelli. E quan-
pentimento e le elemosine 3, 8 to al credere che Giona sperasse di
nascondersi nel mare e di sottrarsi con la
fuga al grande occhio di Dio, non sareb-
7
Si gettano le sorti be cosa del tutto assurda e sciocca e non
degna di fede non solo presso un profeta,
Giona e Mattia ma nei riguardi di chiunque altro avesse
intelletto e conoscesse mediocremente
Poi tirarono la sorte, ecc. (At 1, 26). Dio e la sua potenza al di sopra di tutto?
· Non si deve credere indiscriminatamen- Gregorio di Nazianzo,
te alla sorte in forza di questo esempio o La fuga 107
· di quello di Giona, che fu tratto a sorte,
dato che, come dice Girolamo, casi spe-
ciali privilegiati non possono assoluta-

2 Cf. Girol. In Ion. 1, 7.


Fallimento della fuga di Giona (1, 4 - 2, 1) 165

11 La tempesta si intensifica era accusato ed aveva confessato la sua


· fuga, i marinai non ancora si affrettavano
L'oceano riconosce Giona a giustiziare il profeta, ma piuttosto mo-
. stravano tolleranza e controllo, e faceva-·
Dimmi, stai fuggendo dal tuo padro- no di tutto per preservarlo dalla furia del-
ne? Allora aspetta un po' e ti renderai 1'oceano, anche dopo una tale prova di
conto di come stanno le cose, che non c~lpevolezza. Tuttavia l'oceano non per-
potrai fuggire neppure dalle mani del suo mise neanche questo, o meglio ·ancora
servo, l'oceano. Infatti appena Giona Dio non permise che questo avvenisse'
mise piede sulla nave, l'oceano sollevò le perché voleva temprarlo per mezzo dei
sue onde e si alzò a grande altezza. E marinai così come per mezzo della baie-
come una serva onesta, dopo essersi . na. Per questa ragione quando udirono:
accorta che il suo compagno servo è fug- «Prendetemi e gettatemi in mare e si cal-
gito per aver rubato qualcosa dal suo merà il mare», i marinai cercaron'o di rag-
padrone, non si ribella, come abbiamo giungere la riva, sebbene le onde non lo
detto prima, ma sottopone gli individui · permettessero.
presso cui si è rifugiato a ogni forma di Giovanni Crisostomo, Omelie sul
pressioni, finché non lo ricattura e Io pentimento e .le elemosine 5 ' 3 8
porta indietro, cosl l'oceano trovò il suo )

compagno servo e lo riconobbe.


Giovanni Crisostomo, Omelie sul 14
I marinai implorano Dio
pentimento e le elemosine 5, 3, 8
I .~ar~ai ~iconoscono il giusto giu-
Il mare appartiene a Dio : dizio d1 Dio ·.
Non insegna forse [Giona] che il I marinai ed i passeggeri nel libro di
.mare e gli astri sono mossi dal potere di Giona dicono: «Ti imploriamo Signore
'
non distruggerci a causa di quest'uomo e'
Dio? Infatti fuggendo invano dinanzi a
Dio, al quale nessuno sfugge perché tutto non ~putarci sangue innocente, perché
egli _saldamente governa, mosse insieme tu, Signore, hai fatto secondo la tua
le ire· del cielo e del mare. La natura infat- volontà». Essi non conoscono il motivo
ti che appartiene a Dio, riconoscendo che per . ~ui . il profeta, un servo fuggitivo,
era ribelle, ebbe paura come complice di 1?ent1 di .essere punito. E tuttavia giusti-
portare con sicurezza attraverso il suo ficano D10 ed hanno rispetto per il san-
domino il reo e coi venti e le onde incate- gue di Giona, di cui non sanno se le sue
nò il fuggitivo. · azioni siano innocenti. In conclusione
Paolino di Nola, dicono: «Tu, Signore, hai fatto secondo la
I carmi 22, 108 tua volontà». Non mettono in dubbio la
giustizia del giudizio di Dio, ma ricono-
scono la sincerità del suo giusto giudizio.
12-u
«Get"1-atemz..zn mare>»· ma i marinai Girolamo, ·
remano verso terra Contro i pelagiani 2, 2.3

I marinai si oppongono alle richie-


ste di Giona ·
Sebbene l'oceano lo condannasse e il
sorteggio avesse indicato lui, dopo che si
166 Giona

15
Gettano Giona in mare sa tramite Natan? E poi, appena egli
disse di essersi pentito, Dio lo liberò dalla
Il mare si calma morte dicendo: Fatti animo; tu non mori-
rai (2 Sam 12, 13 ). Così. anche, quando
Non è detto: <<lo afferrarono» o <<lo Dio fece sì che Giona fosse inghiottito
assalirono», ma semplicemente: <<lo pre- dal mare e dal pesce a causa del suo rifiu-
sero»; sollevandolo quasi con rispetto e to di predicare ai niniviti, quando poi egli
con amore, «lo gettarono in mare» senza pregò Dio dal ventre della balena, salvò
che egli si opponesse, poiché compivano la sua vita dalla corruzione.
la sua volontà. «E il mare si placò», poi- Costituzioni apostoliche 2, 3, 22
ché aveva trovato quel che cercava; come
chi insegua un fuggiasco e avanzi con
passo rapido cessa di correre, dopo che Giona prefigura Cristo
lo ha raggiunto, e si ferma e tiene ben
stretta la sua preda, cosl anche il mare, Pensò dunque Giona, per questo
che ~riava per l'impunità di Giona, si motivo, che il pentimento non fosse
rallegra e si riposa, òra che trattiene nel necessario ai niniviti, quando egli cercò
suo ventre ciò che desiderava, e si calma di evitare il suo dovere di predicare? Non
per la soddisfazione. Consideriamo gli avvenne invece che egli previde che la
errori del mondo, i venti contrari delle misericordia di Dio si sarebbe riversata
diverse opinioni e il pericolo in cui si tro- anche sui pagani, e temette per questo
vava la nave di tutto il genere umano che si sarebbe mostrato essere un falso
- ossia la creazione del Signore - prima profeta? (cf. Gio 4, 2). Invero fu a causa
della passione del Cristo, e poi, dopo la di una città pagana, che ancora non cono-
sua passione, la sicurezza della fede, la sceva Dio e che peccava nella sua igno-
pace del mondo, la tranquillità dell'uni- ranza, che il profeta fu sul punto di per-
verso, la conversione a Dio, e capiremo in dersi. E si sarebbe perso, se non fosse
che modo, dopo che Giona Vi fu precipi- stato che ciò che egli patì era in realtà una
tato, <<il mare placò la sua furia». prefigurazione delle sofferenze del Si-
Girolamo, gnore, per mezzo delle quali anche i peni-
Commento su Giona 1, 15 tenti pagani sarebbero stati redenti.
Tertulliano,
2 1
• Un grande pesce inghiotte Giona . La pudicizia 1O

Il dovere di ammonire
Confronto fra Giona e Gesù
È anche tuo dovere, vescovò, di
seguire l'esempio di coloro che sono Essi però ribattono: ma il morto, che
venuti prima di te, e di mettere abilmen- il profeta mentre era in vita fece risorge-
te in pratica i loro giudizi nei casi di quel- re, era spirato da pocç> tempo. Voi dove-
li che hanno bisogno di parole di severità te portarci la prova che sia possibile ·la
o di consolazione. Inoltre è ragionevole risurrezione d'un uomo sepolto da tre
che nella tua amministrazione della giu- giorni. Cerchiamo dunque una testimo-
stizia tu segua la volontà di Dio. Come nianza del genere. La troviamo nel vange-
Dio tratta con i peccatori e con quelli che lo, dove il Signore Gesù stesso dice:
ritornano a lui, cosl tu dovrai agire di Come Gt"ona rimase tre giorni e tre notti
conseguenza nei tuoi giudizi. Ora, Dio nel ventre del cetaceo, cast' t'l Figlio del-
non ammonl forse Davide per la sua offe- l'uomo resterà tre gt'orni e tre notti nel
· La preghiera di Giona dal profondo del mare (2, 2-11) 167

.cuore della terra (Mt 12, 40) . Cercando di Non temere il cinismo verso i.mira-
penetrare il tipò della storia di Giona, coli
troveremo sotto il velo di numerose ana-
logie la verità viva di Gesù. Gesù come L'ultima questione riguarda Giona, e
Giona fu mandato a predicare la conver- non è motivata da Porfirio, ma piuttosto
sione, ma mentre Giona ignorando quan- da un'irrisione dei pagani. Ecco in quali
to gli potesse accadere fuggì, Gesù inve- termini è espressa: «Che cosa infine - di-
ce volentieri e con prontezza si mise ce - dobbiamo pensare di Giona, il quale
.all'opera di conversione e di salvezza. si racconta che sia stato tre giorni nel ven-
Giona dormendo sulla nave russava men- tre di un cetaceo? Una simile cosa è
tre nel mare la tempesta infuriava, anche incredibile, cioè che un uomo fosse ingo-
Gesù dormì come Giona mentre nel iato interamente vestito e rimanesse nel-
mare si era scatenata una tempesta. Dio l'interno d'un pesce. Se invece si tratta di
la volle suscitare perché fosse riconosciu- un'allegoria, ti prego di spiegarmela ... ».
ta la potenza di colui che dormiva. Come Come Giona, dunque, dalla nave precipi-
lì a Giona dicono: «Perché russi? Alzati e tò nel ventre del cetaceo, così Cristo dal
prega il tuo Dio per la nostra salvezza» legno della croce discese nel sepolcro e
(Gio l, 6), così qui al Signore gridano: nell'abisso della morte. E come Giona si
«Salvaci: salvaci» (Mt 8, 25). Lì dicevano: sacrificò per salvare i ~arinai eh' erano in
«Invoca il tuo Dio», e qui ripetevano: pericolo a causa della tempesta, così fece
«Salvaci>>. Giona gridò: «Prendetemi e pure Cristo per gli uomini viventi tra i
gettatemi in mare e si calmerà il mare che flutti agitati di questo mondo. Parimenti,
è èontro di voi», Gesù sgridò i venti e il come dapprima fu ordinato a Giona di
mare, e si fece una grande bonaccia (Mt 8, predicare agli abitanti di Ninive, ma la
26) . Giona fu buttato in mare e andò a sua predicazione non giunse loro se non
· finire nel ventre del cetaceo, Gesù invece dopo che egli fu rigettato dal cetaceo, -
volle spontaneamente discendere dove così il messaggio profetico destinato ai
abitava il mostro della morte; lì discese pagani non giunse loro se non dopo la
spontaneamente, perché la morte vomi- risurrezione di Cristo.
tasse gli uomini che aveva ingoiato. Lo Agostino,
dice'la Scrittura: Li strapperò di mano agli Lettere 102, 30.34
inferi: li riscatterò dalle mani della morte
(Os 13, 14).
Cirillo di Gerusalemme,
Le catechesi l 4, 17

·LA PREGHIERA DI GIONA DAL PROFONDO DEL MARE

Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio e disse: ·
«Nella mia angoscia ho invocato il Signore ed egli mi ha esaudito; dal
pro/on1o 4egli in/eri ho gridato e tu hai ascoltato la mia voce. Mi hai getta-
to nell abisso, nel cuore del mare e le correnti mi hanno circondato· tutti i
tuoi flutti e le tue onde sono. passati
.
sopra di me. Io dicevo: Sono s~acciato
168 Giona

lontano dai tuoi occhi; eppure tornerò a guardare il tuo santo Tempio. Le
acque mi hanno sommerso fino alla gola, l'abisso mi· ha avvolto, l'alga si è
avvinta al mio capo. Sono sceso alle radici dei monti: la terra ha chiuso le
sue spranghe dietro a me per sempre. Ma tu hai fatto risalt're dalla fossa la
mi·a vita, Signore mio Dio. Quando in me sentivo venir meno la vita, ho
ricordato il Signore. La mia preghiera è giunta ft'no a te, fino alla tua santa
dimora. Quelli che onorano vane nullità abbandonano il loro amore. Ma io
con voce di lode offrirò a te un sacrificio e adempirò il voto che ho fatto; la
salvezza viene dal Signore». ·
E il Signore comandò al pesce ed esso rigettò Giona sull'asciutto (2,
2-11 d).
Raggiungendo il limite estremo della sofferenza nel ventre del pesce, Giona leva il suo
grido d'aiuto a Dio (Basilio di Cesarea). La sua pazienza e preghiera nel ventre della balena
divennero un modello d'ascetismo cristiano (Gregorio di Nazianzo). Il ventre della balena
diviene per Giona una casa di preghiera e pentimento, un rifugio in momenti di disperazio-
ne (Cassiodoro). Giona anticipa i tre giorni trascorsi dal Signore nella tomba (Paolino di
Nola). Il vèntre del pesce prefigura il ventre di Maria, da cui sarebbe nato Cristo
(Ambrogio). Il ventre del pesce è anche chiamato <<Ventre dell'inferno», ed è paragonato ai
tre giorni della morte di Gesù (Teodoreto di Cirro). Giona prefigura la discesa di Cristo agli
inferi (Cirillo di Gerusalemme). Giona invoca il Signore, come molti servi di Dio, ed è ascol-
tato e liberato (Simeone il Nuovo Teologo). I cristiani devo fare come Giona: porre la loro
fiducia di salvezza solo in Cristo (Paolino di Nola). L'espulsione di Giona dalla balena dopo
tre giorni prefigura la risurrezione (Tertulliano). Il destino di Giona: nel ~entre della balena
non era distruzione ma salvezza (Gregorio di Nazianzo). I segni astrologici non hanno alcu-
na influenza sulla scelta da parte di Dio di coloro che saranno a suo servizio (Ambrogio).
Coloro che credono che Elia fu consumato dal carro volante, considerino il caso di Giona
che sopravvisse senza danno a tre giorni nel ventre della balena (Ireneo).

2 2
• -} Giona prega il Signore meno resistiamo in Cristo, che ci rafforza.
Non abbiamo diminuito l'intensità ·del
Giona dimostra fede nel mezzo nostro zelo per le Chiese, e non ci aspet-
delle avversità tiamo distruzione, come in una tempesta,
quando le onde si sollevano. Ci teniamo
Dal momento che Dio, nella sua san- saldi nei nostri sforzi generosi, per quan-
tità, ha promesso a coloro che sperano in to è possibile, consapevoli del fatto che
lui un mezzo di fuga da ogni afflizione, colui che fu inghiottito dalla balena era
noi, anche se ci troviamo abbandonati nel considerato degno di sicurezza, poiché
mezzo dei mari della. malvagità e siamo non disperò della sua salvezza, ma invocò ,
tormentati dalle potenti onde sollevate il nome del Signore. Cosl dunque noi
contro di noi. dagli spiriti del male, non di stessi, dopo aver raggiunto il limite mas-

d Nella Vulgata e NRSV questo versetto è numerato 2, 10 inyece di 2, 11.


·· La preghiera di Giona dal profondo del mare (2, 2-11) 169

simo dei mali, non abbandoniamo la essere udito più facilmente. [.. :] Per-
nostra speranza nel Signore ma guardia- tanto da queste profondità Giona, che
mo e vediamo il suo aiuto da ogni parte. era posto nel ventre della balena ed era
Basilio di Cesarea, entrato vivo nell'inferno, parlò al Signore
· Lettere 242 con silente veemenza. La balena era una
casa di preghiera per il profeta, un porto
per lui dopo il suo naufragio, una casa fra
Il modello di Giona ncorre nelle le onde, una felice risorsa in un momento
Scritture di disperazione. Non fu inghiottito per il
sostentamento, ma per ottenere riposo; e
Lodi tu l'intrepido animo di Elia nel
per mezzo di un principio nuovo e inusi-
parlare ai tiranni e la sua traslazione nel
tato il ventre della bestia restituiti il suo
fuoco (cf. 2 Cor 1, 1), e la nobile eredità
cibo intatto, senza che questo fosse dan-
di Eliseo, il manto di pelle di pecora
neggiato dai processi della digestione.
accompagnato dallo spirito di Elia (cf. 2
Giona testimonia tutto ciò nel suo libro
Cor 2, 9)? Allora loda anche la vita di
quando dice: «Ma il Signore dispose che
Basilio che è passata in mezzo al fuoco,
cioè in mezzo alla moltitudine delle ten- un grosso . pesce inghiottisse Giona;
tazioni, e la sua preservazione in mezzo al Giona restò nel ventre del pesce tre gior-
fuoco, che bruciò ma non consumò, ni e tre notti», e quanto segue. In quello
come nel miracolo del roveto (cf. Es 3, 2- stesso passo egli racconta anche delle sue
3). Loda ·anche l'acconcio abito di pelle, preghiere con spirito profetico. [ ... ]
che venne a lui dall'alto, cioè la sua man- Dunque osserva il potere della santa pre-
canza di carnalità. Ometterò altri paralle- ghiera, che più è recitata dal profondo,
li, come quelli dei giovani irrorati dalle più rapidamente sarà ascoltata: «Signore,
fiamme (cf. Dn 3, 5-27), o del profeta ascolta la mia preghiera>>: infatti coloro
fuggitivo che pregò nel ventre del pesce e che si sono seppelliti nelle profondità
venne fuori dal mostro come da una stan- della santa umiltà sono tanto più vicini
za. Tralascerò l'esempio dell'uomo giusto all'Altissimo. Pertanto, quando pregò dal
nella tana, che trattenne la ferocia dei profondo, si acquistò rapidamente i doni
leoni (cf. Dn 6, 16-24), e la lotta dei sette dell'altissimo Redentore.
Macèabei (cf. 2 Mac7, 1-42), la quale con Cassiodoro,
un sacerdote e la madre lorp fu compiuta Esposizz'one sui Salmi 129, 1
col sangue e con ogni genère di torture.
Basilio emulò la loro capacità di s.o ppor-
tazione e ottenne la loro gloria. Liberato dalla preghiera
Gregorio di Nazianzo,
Orazioni 43, 74 Avendo, però, fatto menzione del
grande profeta; in cui l'immagine del
sacro mistero preannunciò la morte con
una sepoltura di tre giorni fino al ritorno.,
Giona si pente per mezzo della pre-
della salvezza, mi piace, invertendo · il '
ghiera dal profondo camminç> del carme, ritornare con brevi
La parola latina per «profondo» cenni a Giona. Mirabili sono i disegni del
(profundum) sta per porro fundum, cioè la Signore: sommerso nel mare, naviga
profondità massima, i cui livelli più bassi incolume fra le onde. Divorato, vive e
sono del tutto sommersi. Da qui il profe- colui che lo ingoiò rimane digiuno, men-
ta levò il suo grido al Signore, così da tre il cibo inghiottito continua a vivere;
170 Giona

benché sia preda, non è cibo del mostro Dal ventre dell'inferno
e abita nel suo ventre come in una casa.
O prigione degna del santo fuggitivo di «lo gridai - dice - al Signore mio
Dio! E imprigionato dal mare, dove era Dio nella mia afflizione, ed egli mi udl.
fuggito, e spinto nel profondo ventre del- Fuori del ventr~ dell'inferno egli udl il
l'immane mostro, vi è trattenuto come in mio grido». «Io - dice Giona - che ho
un carcere vivente. Gettato fuori dalla pensato in precedenz~ che Dio apparisse
nave, perisce e naviga sulle onde, esule ai profeti solo a Gerusalemme, ho trova-
dalla terra, ospite del mare; si muove nel- to Dio presente anche nel ventre della
1'antro. del corpo della bestia prigioniero balena. Ed avendolo pregato sono stato
e libero insieme. Infatti libero dalle onde liberato per il suo amore verso il genete
dentro il mare e fuori del mare, nuot~ umano». Egli chiama il ventre della bale-
nella bestia nuotante e, benché chiuso, il na «ventre dell'inferno», perché la bestia
profeta esce dal corpo volando con lo è fatale. Infatti si pensava già che Giona
spirito a Dio. Il corpo è imprigionato in fosse morto. Sopravvisse, invece, solo per
un corpo, ma i legami terreni non impe- la grazia di Dio. Inoltre Giona dice che
discono la fuga dell'anima. Rinchiuso nel egli era nel «ventre dell'inferno», poiché
ventre, abbatte il carcere con la preghie- anche questa è una figura del Signore
ra e raggiunge le orecchie di Dio. È libe- Gesù Cristo, che rimase tre giorni e tre
ro per le preghiere, prigioniero per la notti nel-cuore della terra (Mt 12, 40). È
fuga con la sua fede si accusa; colui, infat- · particolarmente sorprendente che colui
ti, che aveva pensato che .si possa sfuggi- che veramente assaggiò la morte, abbia
re a Dio attraverso il mare e celarsi a Dio detto che rimase per tre giorni e tre notti
in una nave, ora riconosce che il Signore nel ventre della terra, mentre colui che
è presente anche in una bestia immersa vide appena un'ombra della morte abbia
nel mare. · chiamato il ventre della balena <<Ventre
Paolino di Nola, dell'inferno». Questo fu dovuto al fatto
I carmi 24, 205 che la vita di Giona era al di fuori del suo
controllo, mentre nel caso del Signore sia
la sua morte che la sua risurrezione erano
volontarie. Questo è il ·motivo per cui il
Il ventre del pesce come simbolo
Vangelo chiama il luogo dell'inferno e
dell'utero materno della morte «ventre della terra», mentre
Come Giona nel ventre del pesce, ti qui il ventre della balena è chiamato
pregavo per il popolo. E veramente dal <<Ventre dell'inferno».
ventre di sua madre era con Dio secondo Teodoreto di Cirro,
ciò che sta scritto: Poiché prim~ di cono- Commentr: su Giona 2, 3
scere il bene o t'l male, il fanciullo scelse ciò
che è bene (Is 7, 16).
Ambrogio, Le rimostranze di Giobbe
7
Mi hai fatto risalire dalla fossa
e di Davide 4, 6, 25
Giona ha prefigurato Cristo
Del nostro Salvatore fu tipo il profe-
ta Giona, quando dal ventre del :cetaceo
elevò a Dio quelle parole: Nella mia ango-
scia ho invocato il Signore) ecc., dal seno
degli inferi (Gio 2, 3). Era di fatto nel
:
· La preghiera dt' Giona dal profondo del mare (2, 2-11) 171

10
seno del cetaceo, e pur chiuso dentro La salvezza vie.ne dal Signore
quelle viscere si disse chiuso in seno agli
inferi, come tipo del Cristo che doveva Sperando solo in Cristo
scendere agli inferi. Perciò poco più in là
la Scrittura fa dire a Giona come al tipo Non c'è salvezza nello sperare di
· di Cristo: «Il mio capo è sprofondato essere salvi mediante le forze umane, né
dentro le fenditure dei monti». Ma se ti infatti i mezzi mortali respingeranno la
trovavi nel ventre del ·cetaceo, di quali morte. Perciò, poiché il tempo presente è
monti parli, ·dove si trovano? Risponde: motivo di preoccupazione, ci sia l'impe-
«lo sapevo di essere figura di colui che gno a pregare il celeste Signore, dal quale
· doveva essere deposto ìn una tomba sca- vengono concesse le cose tristi e· quelle
vata nella roccia». Peraltro a Giona tra- gioiose, il quale solo col supremo potere
volto dalle onde ·del mare la Scrittura fa può concedere che, superate le ansie,
anche dire: «Sono sceso sottoterra». Era ritorni la gioia. [ ... ] Quanta sia la forza
infatti tipo del Cristo che sarebbe sce&o della preghiera, quale medicina sia il
nel cuore della terra (cf. Mt 12; 40). piangere dinanzi a Dio Padre, lo insegni
Cirillo di Gerusalemme, Ninive, salvata dalla penitenza. [. ..] Per-
·Le catechesi 14, 20 tanto la fede fondata in Dio confermi i
cuori trepidanti e confidando in Dio fac-
cia pregustare il tempo tranquillo nd
s-9 Preghiere a Dio, non aglt' idoli tempo della mestizia, poiché non è moti-
vo di paura il temere Dio; chiunque non
Giona si ricorda del Signore teme unicamente Dio, giustamente teme ·
tutto. Confidino pure nelle legioni e si
Quando una persona ha completa- preparino come rifugio le mura riparan-
mente abbandonato il mondo, ci può done le fortificazioni coloro che non
sembrare che stia vivendo in un deserto hanno fiducia in Cristo Salvatore.
remoto, pieno di bestie feroci (cf. Mc 1, Paolino di Nola,
13; Sa! 62, 1). Chi è colmo di ineffabile I carmi 26, 84
terrore e di indescrivibile tremore, grida
a Dio come Giona dal ventre della bale-
11
na, o come Daniele (cf. Dn 6, 18) dalla Giona rigettato sull'asciutto
fossa dei leoni, o come i tre giovani (cf.
Dn 3, 24) dalla fornace ardente e le fiam- Giona è un simbolo di rìsurrezione
me dell'innato desiderio, o come ·Ma~
nasse (cf. 2 Cor 33, 12) dalla statua bron- Giona, divorato dal mostro marino,
zea di questo terreno corpo mortale. E nel cui ventre venivano digerite quotidia-
Dio l'ascolta e lo libera dall'abisso del- namente le vittime dei naufragi, dopo tre
l'ignoranza e dall'amore di questo mondo · giorni è vomitato incolume; ai nostri gior-
proprio come fece con il profeta, che usd ni Enoch ed Elia, non ancora premiati
dalla balena, in modo che non vi torni con la risurrezione perché non ancora.. 1

mai più. morti, tuttavia, in quanto trasportati ·


Simeone il Nuovo Teologo, fuori dal mondo, e per ciò stesso ormai
Capita practica et tbeologica 1, 76 candidati all'eternità, apprendono come
la carne sarà immune da ogni difetto, da
ogni danno, da ogni oltraggio e da ogni
offesa: tutti questi fatti, a favore di quale
fede appongono il suggello della loro

____. ·--··· - ·
172 Giona

testimonianza, se non di quella che ci Opera di Dio, non delle stelle


impone di ritenerli come esempi dell'in-
tegrità futura? Le cose scritte, infatti, so- Giona fu gettato in mare· non per
no state, secondo l'autorevole afferma- linfluenza . della sua nascita, ma per la
zione dell,Apostolo, delle prefigurazioni colpa di aver ignorato I'ordine del Si-
della nostra realtà, affinché noi possiamo gnore, e la balena che r aveva inghiottito
credere che la potenza di Dio vince ogni lo vomitò dopo tre giorni quale simbolo
legge dei corpi. del futuro mistero e lo salvò per merito
Tertulliano, del suo dono profetico.
' La resurrezione dei morti 58, 8-10 Ambrogio, I sei giorni
della creazione 4, 4, 13

Inghiottito, ma non distrutto


Dio salvò Giona
Per questo viene sbattuto dalla tem-
pesta, dorme, fa naufragio, viene destato, Se, tuttavia, qualcuno pensa che è
è messo a sorte, confessa la sua fuga, impossibile che una persona possa
viene sommerso, viene inghiottito dalla sopravvivere per cosl tanto tempo, e che
balena, ma non è fatto morire. Elia non fu rapito in carne ed ossa, ma la
Gregorio di Nazianzo, sua carne fu piuttosto consumata dal
La fuga 109 carro fiammeggiante, consideri allora che
Giona, quando fu gettato nell'abisso e fu
inghiottito nel ventre della balena, fu poi,
per comando di Dio, gettato di nuovo
sulla terraferma.
Ireneo,
Contro le eresie 5, 5, 2

LA PREDICAZIONE DI GIONA PER IL PENTIMENTO

Fu n·volta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: <<Alzati:
va' a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». Giona si alzò e
andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto
grande, di tre giornate di cammino. Gz.ona cominciò a percorrere la cz'ttà, per
un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e e Ninive sarà
distrutta» (3, 1-4).
Come Giona passò dalla nave alla balena, cosl Cristo passò dall'albero alla tomba.
Come la profezia di Giona non fu compiuta se non dopo la sua prova, così il messaggio ai
gentili non ebbe ef~etto se non dopo la risurrezione (Agostino). Siamo chiamati a pentirci

e LXX: «tre giorni>>.


La predlcazi<?ne di Giona per il pentimento (3, 1-4) 173

mentre ne abbiamo il tempo (Cesario di Arles). Il decreto di Dio riguardo alla salvezza o alla
punizione sta nella risposta degli ascoltatori a ciò che Dio farà o non farà (Origene). Dio
concede temp? .ai niniviti per pentirsi (Giovanni Crisostomo).

3• 3 Giona si recò a Ninive essa fu in grado di essere convertita, di


pregare, di essere in lµtto e di meritarsi
· Una profezia per i gentili come per misericordia in luogo della punizione
Ninive promessa. Pertanto tutti coloro che si
trovano in questa condizione ascoltino
«Che cosa infine - dice - dobbiamo Dio, finché è possibile sentirlo nel suo
pensare di Giona, il quale si racconta che silenzio, cioè mentre non è nell'atto di
sia stato tre giorni nel ventre d'un ceta- punire. Egli infatti verrà e non resterà in
ceo? Una simile cosa è incredibile, cioè silenzio, ma castigherà quando non vi è
che un uomo fosse ingoiato interamente · speranza di correzione.
vestito e rimanesse nell'interno d'un Cesario di Arles,
pesce. Se invece si tratta di un'allegoria, ti Sermoni 133, 3
prego di spiegarmela ... ». Come Giona,
dunque, dalla nave precipitò nel ventre
del cetaceo, così Cristo. dal legno della Può Dio ingannare?
croce discese nel sepolcro e nell'abisso
della morte. E come Giona si sacrificò Esporrò degli avvenimenti per mo-
per salvare i marinai eh'erano in pericolo strare come è in vista della salvezza che
a causa della tempesta, così fece pure Dio seduce e dice certe cose perché il
Cristo per gli uomini viventi tra i flutti peccatore cessi di fare ciò che avrebbe
agitati di questo mondo. Parimenti, come continuato a fare se non avesse udito
dapprima fu ordinato a Giona di predica- quelle certe parole. Colui che dice:
re agli abitanti di Ninive, ma la sua predi- «Ancora tre giorni e Ninive sarà distrut-
cazione non giunse loro se non dopo ta», parlava dicendo la verità o non
ch'egli fu rigettato dal cetaceo, cosl il dicendola? O parlava piuttosto seducen-
messaggio profetico destinato ai pagani do con una seduzione che fa ritornare [a
non giunse loro se non dopo la risurre- Dio]? Se questo ritorno non si fosse dato,
zione di Cristo. quella parola non sarebbe stata più sedu-
. Agostino, zione ma verità e ne sarebbe seguita la
Le~tere 102, 30.34 distruzione di Ninive ! Dipendeva dagli
ascoltatori.
Origene,
4
Tempo per il pentimento Omelie su Geremia 19, 15

Pentitevi quando è possibile


Dio concede tempo per il penti-.(
Non dobbiamo disperare di coloro mento
. l

che ancora non sono pronti a correggere


i loro vizi e neppure arrossiscono nel Se volete, ascoltiamo questa storia:
difendersi. In modo simile non fu abban- .«Ora la parola del Signore - dice - fu
donata la speranza per quella città di cui rivolta a Giona: Alzati, va' a Ninive la
fu scritto: «Ancora tre giorni e Ninive grande città». Egli voleva far vergognare
sarà distrutta»; infatti in quei tre giorni Giona mandandolo in una grande città,
174 Giona

perché previde la fuga del profeta. Tut- cesso sia solo di tre giorni? Perché pos-
tavia ascoltiamo anche la predicazione: siate. apprendere anche la virtù dei bar-
<<Ancora tre giorni e Ninive sarà distrut- bari - io chiamo barbari i niniviti, che
ta». Perché, Signore, predici le sofferen- furono in grado di annullare in tre giorni
ze che infliggerai a Ninive? «Perché io una tale collera causata dai loro peccati. ·
non faccia ciò che ho annunciato». Que- Voglio che vi meravigliate di fronte alla
sto è il motivo per cui Dio fece minacce filantropia di Dio, che si accontentò di
'figuardo all'inferno - affinché non con- tre giorni di pentimento a fronte di tante
ducesse nessuno all'inferno. Egli dice: trasgressioni.
Temi ciò che tz' viene detto, e non essere Giovanni Crisostomo, Omelie sul
rattristato da quanto è accaduto (Qo 7, pentimento e le elemosine 5, 4
21). Perché stabilisce che il tempo con-

l NINIVITI SI PENTONO

.
I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono
il sacco, dal pi~ grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive,
egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere
sulla cenere. Poifu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e
dei suoi grandi: «Uomini e animali: grandi e piccoli: non gustino nulla, non
pascolino, non bevano acqua. Uomini' e bestie si· coprano di sacco e si invo-
chi Dio con tutte le forze,· ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e
dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non camb~ si impietosi-
sca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?». Dio vide le
loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio
si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di/are loro e non lo fece
(3, 5-10).
I crisitiani devono imitare il pentimento di Ninive (Gregorio di Nazianzo). Il vero
digiuno è una disciplina atta ad allontanare la collera di Dio (Ambrogio). L'efficacia del
digiuno e del pentimento è notevole nel cancellare molti peccati (Giovanni Crisostomo). Il
fatto che i niniviti accettarono subito la predicazione di Giona dimostra la serietà del loro
pentimento (Teodoro di Mopsuestia). Il re dei niniviti è portato come esempio di pentimen-
to che risulta.nella salvezza dell'intera città (Agostino). Egli fu anéhe saggio nel mostrare
umiltà (Massimo .di Torino). Anche gli animali erario inclusi nel digiuno totale (Giovanni
Crisostomo). Il fatto che Ninive fu risparmiata fu segno certo di mi~ericordia (Agostino), ma
'il suo esito finale rimane incerto (Girolamo). I niniviti non avevano esperienza precedente
della misericordia di Dio (Giovanni Crisostomo). Grazie alla loro preghiera di pentimento
essi sono esempio dell'efficacia della preghiera (Clemente Romano). In soU tre giorni tutti i
numerosi peccati di Ninive furono lasciati indietro. Non solo il loro digiuno, ma anche il
. loro astenersi dal male placò la collera di Dio (Giovanni èrisostomo). Il perdono operato
I niniviti si pentono (3, 5-10) 175

da Dio Padre verso i niniviti includeva implicitamente anche l'intervent<;> di Cristo, che è a
fianco del Padre da tutta l'eternità (Tertullliano).

3
·' I niniviti credono L'efficacia del digiuno
Confronto fra Ninive e Sodoma Vedete come Dio è scontento quan-
do il digiuno è trattato con disprezzo?
Seminiamo in lacrime cosi' da poter Imparate invece come è felice quando il
raccogliere nella gioia (Sal 125, 5). digiuno viene onorato. [ ... ] Egli [ha per-
Mostriamoci gente.di Ninive, non di So- donato per mezzo del digiuno] non solo
doma (cf. Gn 19, 17 .23). Correggiamo la due o tre o venti persone, ma anche
nostra malvagità per non essere consu- un'intera popolazione, nel caso · della
mati da essa. Ascoltiamo la predicazione grande e meravigliosa città dei niniviti,
di Giona, così da non essere sopraffatti che si erano inginocchiati ed avevano chi-
dal fuoco e dallo zolfo. E se ci siamo allo- nato il capo su di un pozzo di perdizione,
tanati da Sodoma, fuggiamo alla monta- e si aspettavano di subire la punizione
gna. Rifugiamoci a Zoar. Entriamoci dall'alto. Come un potere celeste, che
appena sorge il sole. Non restiamo tutti controllava la colpa di Ninive, il digiuno
nella pianura. Non guardiamoci intorno strappò là città da queste porte della
per non essere trasformati in una colon- morte e riportò Ninive alla vita.
na di sale, una colonna davvero immor- Giovanni Crisostomo, Omelie sul
tale, che accusa l'anima che torna alla pentimento e le elemosine 5, 4
malvagità.
Gregorio di Nazianzo,
Orazioni 16, 14 I niniviti accettano gli ammonimen-
ti e le istruzioni
Il digiuno è la chiave per il penti- Essi non avrebbero mai creduto in
mento Dio sull'unica base di questa considera-
zione venuta da uno straniero, che li
Se è troppo. poco ciò che ha detto minacciava di distruzione e non aggiun-
l'Apostolo, ascoltiamo il profeta che dice: geva altro, senza neppure far sapere ai
Ho coperto nel digiuno la mia am'ma (Sal suoi ascoltatori da chi fosse stato manda-
68, 11). Dunque chi non digiuna è sco- to. Piuttosto è evidente che il profeta
perto e nudo, è esposto alle ferite. Perciò, menzionò anche Dio, il Signore di tutte le
se Adamo si fosse coperto col digiuno, cose, e disse di essere stato mandato da
non sarebbe diventato nudo; Ninive col lui; e quindi proclamò il messaggio di
digiuno si liberò dalla morte e lo stesso distruzione chiamandoli al pentimento.
Signore dice: Non si scaccia questa razt.a Quando dunque accettarono l'istruzione
[di demoni] ·se non con l'orazione ed il su queste cose dal discorso del profefa,.s~ ~'
digiuno (Mt 17, 20). dedicarono a cose migliori per dare iln '
Ambrogio, chiaro segno di un pentimento serio e
Lettere fuori collezione 15, 11 deciso.
Teodoro di Mopsuestia,
Commento su Giona 3, 5-9
176 Giona

6
Il re si copre di un sacco 8
Uomini e bestie_ si coprono di sacco

Un esempio di autorità Fate che gli uomini e le bestie si


Infatti un re serve Dio in due modi
pentano
diversi: in quanto uomo lo serve vivendo Ripensate a Daniele, che sebbene
fedelmente, in quanto invece è anche re fosse uomo appassionato digiunò per
lo serve promulgando e facendo osserva- molti giorni. Egli ricevette come ricom-
re con opportuno rigore leggi che pre- pensa una straordinaria visione che gli
scrivono ciò eh' è giusto e proibiscono il permise di domare la furia dei leoni e di
contrario. Così lo servì il re Ezechia, trasformarli nelle pecore più mansuete,
distruggendo i boschetti e i templi degli non cambiando la loro natura, ma diri-
idoli e le "alture" costituite contro l'ordi- gendo altrove il loro scopo senza che per-
ne del Signore. Così lo servì Giosia, dessero la loro ferocia. Anche i niniviti
facendo anch'egli la stessa cosa; così fece fecero uso del rimedio del digiuno ed
il re di Ninive, obbligando tutti i cittadi- ottennero da Dio un rinvio. Gli animali,
ni a placare il Signore con la penitenza. come gli esseri umani, furono inclusi nel
Agostino, digiuno, affinché tutte le creature viventi
Lettere 185, 5, 19 si astenessero da pratiche malvagie.
Questa risposta unanime suscitò il favore
del Signore onnipotente.
7
Il decreto del re Giovanni Crisostomo,
Omelie sulla Genesi 1, 7
Il re saggio
Il re conquistò i nem1c1 con una 9
Chi sa che Dio non si impietosisca?
prova di valore. Ma conquistò Dio con
l'umiltà. Egli è un re saggio che, al fine di
Un'opportunità per pentirsi
salvare il suo popolo, si presenta come un
peccatore piuttosto che come un re. Pensate, se Dio avesse scelto di
Dimentica di essere re,. temendo Dio, il re demolire tutto [in un recente terremoto],
di tutte le cose. Non porta alla mente il che cosa avremmo sofferto? Dico questo
suo potere personale, ma piuttosto viene al fine che il timore per questi eventi resti
a possedere il potere della divinità. fisso nella vostra memoria, e possa man-
Meraviglioso! Quando dimentica di esse- tenere salda la ·risoluzione di ciascuno.
re un re degli uomini, comincia ad essere Egli ci ha scossi, ma non ci ha distrutti. Se
un re di giustizia. Il principe, diventando avesse voluto distruggerci, non ci avreb-
religioso, non ha perso il suo impero, ma be scossi. Ma siccome non voleva di-
lo ha cambiato. In precedenza reggeva un struggerci, il terremoto venne in anticipo
principato di disciplina militare. Ora ha come un messaggero, prevenendo ciascu-
ottenuto un principato· nelle discipline no sulla collera di Dio, cosicché noi
celesti. potessimo migliorarci grazie al timore, e
Massimo cli Torino, potessimo impedire la retribuzione a noi
Commento su Giona 3, 7 dovuta. Egli ha fatto ciò anche per nazio-
ni straniere. Ancora tre giorm: e Ninive
sarà distrutta (Gt'o .3, 4 LXX). Perché non
hai superato la città? Tu minacci di
distruggèrla. Perché non la distruggi?
I niniviti si pentono (3, 5-10) 177

<<Perché non voglio distruggerla, e per di distruzione fermò la distruzione. Ora


questa ragione stessa io minaccio». abbiamo una nuova e più meravigliosa
Dunque · cosa sta dicendo il Signore? verità. La sentenza che minacciava la
«Affinché io non decreti il mio giudizio morte fu fonte di vita. [ ... ] Fu dunque
incombente, la mia parola vada per distrutta Ninive? Niente affatto. Essa si
prima ed impedisca le mie azioni». «An- risollevò e divenne ancor più gloriosa, e
cora tre giorni e Ninive sarà distrutta». tutto il tempo che è trascorso non ha
Così allora parlò il profefa. Oggi queste offuscato la sua gloria. E ancora la cele-
mura parlano. Lo dico, e non cesso di briamo e ci meravigliamo di fronte ad
ripeterlo al ricco e al povero: pensate a essa, poiché di conseguenza è diventata il
quanto grande è l'ira di Dio. Osservate porto più sicuro per tutti coloro che pec-
quanto semplice è la sua richiesta: astene- cano, non consentendo loro di affondare
tevi dal male! · nella disperazione, ma chiamando tutti al
Giovanni Crisostomo, pentimento, sia per ciò che fece, sia per
Omelie su Lav.aro e il ricco 6 ciò che ottenne dalla provvidenza di Dio,
persuadendoci a non disperare mai della
nostra salvezza.
10
Dio vede il pentimento di Ninive e la Giovanni Crisostomo,
rùparmia Omelie sulle statue 5, 6

I niniviti si pentono
Imparare la preghiera da Ninive
Nell'incertezza si pentirono e trova-
rono una misericordia certa. Carissimi, scriviamo tutte queste
Agostino, cose non solo per avvertire voi, ma anche
Esposizioni sui Salmi 50 per ricordarle a noi. Siamo sulla stessa
arena e uno stesso combattimento ci
attende. Lasciamo i vani ed inutili pensie-
Il responso di Dio ri e seguiamo la norma gloriosa e vene-
randa della nostra tradizione. Vediamo
Prima, allorché gli venne posta la
ciò che è bello, ciò che è piacevole e gra-
stessa domanda: <<Pensi che la tua collera
dito davanti a chi ci ha creato. Guar-
sia giusta?», mentre i niniviti facevano
diamo il sangue di Gesù Cristo e conside-
penitenza e la città veniva salvata, il pro.-
riamo quanto sia prezioso al Padre suo.
feta non diede alcuna risposta, ma con-
Effuso per la nostra salvezza portò al
fermò con il suo silenzio la giustezza della
mondo la grazia del pentimento. Scor-
domanda di Dio. Sapendo, infatti, che
riamo tutte le generazioni e notiamo che
Dio è clemente e misericordioso e paziente
di generazione in generazione il maest.r o
e capace di molta compassione (cf. anche diede luogo al pentlmento (Sap 12, 10) per
Es 34, 6-7) e che perdona i peccati, non si tutti quelli che volevano a lui rivolgersi.
doleva della salvezza dei pagani.
Noè predicò il pentimento e tutti quelij1
Girolamo,
che l'ascoltarono furono salvi. Giona p·re- '
Commento su Giona 4, 9
disse lo sterminio ai niniviti, ma essi, pen-
titi dei loro peccati, si resero propizio
Dio pregando ed ebbero la salvezza, ben-
La minaccia di tnorte fu fonte di vita ché estranei a Dio.
Il timore fu fonte di ·salvezza; la Clemente Romano,
minaccia rimosse il pericolo; la sentenza Ai Corinzi7, 1-7
178 Giona

Ninive: esempio di pentimento saperlo? Se andiamo dal medico, se lo


consultiamo con attenzione, egli non ci
Cosa poteva essere più stupido dei nasconderà il rimedio, anzi ce lo rivelerà
niniviti? Cosa più privo di discernimen- apertamente. Affinché nessuno possa
to? Tuttavia questi uomini barbari e folli, ignorare o abbia bisogno di chiedere, egli
che non avevano mai udito nessuno che ha anche scritto chiaramente qual è la
insegnasse loro la saggezza, che non ave- medicina che guarisce i peccatori. E qual
vano mai ricevuto tali precetti da altri, è dunque? «Dio - dice - vide che si erano
quando sentirono le parole del profeta convertiti dalla loro condotta malvagia, e
che diceva: Ancora tre giorni e Ninive sarà si impietosì del male che aveva minacciato
distrutta (Gio 3, 4 LXX), misero da parte, di fare loro». Non dice semplicemente che
in soli tre giorni, tutti i loro costumi Dio vide il loro digiuno, i vestiti di sacco e
depravati. I fornicatori divennero casti; la cenere, ma la loro condotta. Non dico
gli arroganti umili; gli aviai e prepotenti questo per mettere in dubbio il digiuno
moderati e gentili; gli oziosi attivi. Essi (che Dio non voglia!), ma per esortarvi a
non corressero solo tre o quattro dei loro fare con il digiuno ciò che è meglio del
vizi, ma la loro intera iniquità. Ma dove
risulta tutto çiò, dirà qualcuno? Dalle
r
digiuno, cioè astensione dal male.
Giovanni Crisostomo,
parole del profeta; perché lo stesso che Omelie su 2 Corinzi 4, 6
era stato il loro accusatore, e che aveva
dettp: il grido della loro iniquità è giunto
fino al cielo (Gt"o l, 2 LXX), testimonia il I niniviti perdonati dal Padre e dal
cambiamento avvenuto dicendo: «Dio ha
Figlio
visto che tutti si sono allontananti dalla
loro condotta malvagia». Ora, anche se il perdono del peccato
·. Giovanni Crisostomo, da parte di Cristo non fosse stato predet-
Omelie sulle statue 20, 21 to, potrei lo stesso trovare nel Creatore
esempi di benevolenza cosl grandi da non
lasciare adito a dubbi riguardo alla pro-
I niniviti si astengono dal male messa di pari benignità da parte del
Figlio, di cui egli è il Padre. Vedo come i
Essi applicarono il digiuno alle loro niniviti ottennero il perdono dei loro
ferite. Sì, applicarono addirittura un peccati da parte del Creatore - per non
digiuno estremo, giacendo pros~rati sul dire direttamente da parte di Cristo, visto
terreno, vestendosi di sacchi e coprendosi che fin dall'inizio il Figlio agiva in nome
di cenere, e levando lamenti. Ma, cosa del Padre.
ancora più importante, scelsero un cam- Tertulliano,
biamento di vita. Vediamo allora quale di Contro Mardone 4, 10
queste cose li ·sanò. E come potremo

L'AMBIVALENZA DI GIONA

Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. Pregò il


Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo qu~nd'ero nel mio paese?
I:ambivalenza di Giona (4, 1-11) 179

Per ciò mi a/frettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericor-
dioso e clemente, longanirne, di grande amore e che ti lasci impietosire
riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché
meglio è per mc morire che vivere.'». Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra
·giusto essere sdegnato così?».· .
Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di e$sa. Si fece lì un riparo
di frasche e vi si mise all'ombra in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenu-
to nella città. Allora il Signo_re Dio fece crescere una pianta di ricino eal di
sopra di Giona per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona
provò una grande gioia per quel ricino.
Ma il giorno dopo, allo spuntar dell'alba, Dio mandò un verme a rode-
re il ricino' e questo si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un
vento d'oriente, afoso. Il sole g colpì la testa di Giona, che si sentì venir
meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per una pian-
ta di ricino?». Egli rispose: «St: è giusto; ne sono sdegnato al punto da invo-
care la morte.'». Ma il Signore gli rispose: «Tu ti dai pena per quella pianta
di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spunta-
re, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita: ·e io non dovrei aver
pietà di Ninive, quella grande clttà, nella quale sono più di centoventimila
persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una
grande quantità di animali?» (4, 1-11).
Giona sospettava dall'inizio che Dio non avrebbe distrutto Ninive (Giovanni
Crisostomo). Egli era dunque indignato perché pensava di aver dato false profezie
(Girolamo). D'altra parte egli si sarebbe veramente aspettato la distruzione, dal momento
che ··uscì dalla città (Cirillo di Alessandria). Giona simboleggia la salvezza dei gentili
(Agos.tino). Attraverso la metafora della vite disseccata Dio insegna al profeta una lezione di
divina amorevolezza (Teodoreto di Cirro). Il libro di Giona è visto come una lezione di mise-
ricordia che la Chiesa dovrebbe mostrare verso gli infedeli (Ambrogio). I bambini e gli inno-
centi meritano la più grande misericordia di Dio (Salviano di Marsiglia). I niniviti sono para-
gonati ai bambini, che non sanno distinguere il bene dal m·ale. Dio li risparmia, cosl come
. genitori responsabili avrebbero cura dei loro figli (Girolamo).

4 12
' - La collera di Giona · Ninive., uscì dalla città per vedere se qual-
cosa sarebbe accaduto. Quando constatò· ~~.
Il prirrio pensiero di Giona che erano trascorsi tre giorni e non era
successo nulla da nessuna parte di quan-
Dopo aver predicato nel mezzo di to era stato minacciato, espresse il suo

f In ebraico qiqayon è <<la pianta del ricino».


g LXX: «il sole bruciante».
180 Giona

primo pensiero e disse: «Non sono que- dalla città ed aspetta di vedere cosa acca-
ste le parole che dicevo, che Dio è mise- drà loro. Egli si aspettava che Ninive
ricordioso, longanime e pronto ad impie- sarebbe crollata a causa di un terremoto
tosirsi per i mali del popolo?». o che sarebbe stata bruciata col fuoco
Giovanni Crisostomo, Omelie sul come Sodoma.
pentt'mento e le elemosine 2, 20 Cirillo di Alessandria,
Commento su Abdia 4, 5

t>indignazione di Giona
Ma Dio risponderà per bocca di La salvezza dei gentili è più grande
Geremia: Talvolta nei riguardi di un popo- dell'ombra di Giona
lo o di un regno io decido di sradicare, di · Col fatto poi che Giona si costrul un
abbattere e di distruggere/ ma se quesio padiglione e vi si attendò di fronte alla
popolo, contro il quale avevo parlato, si città attendendo che cosa le sarebbe capi-
converte dalla sua malvagità, io mi pento tato, il profeta mostrava un altro aspetto
del male che avevo pensato di farg!t' (Ger del simbolo da lui rappresentato e relati-
18, 7-8). Giona era indignato perché, per vo al popolo carnale d'Israele. Questo
ordine di Dio, aveva parlato falsamente; infatti provava rincrescimento per la con-
ma il suo dolore risultò avere un fonda- versione dei· niniviti, ossia per la reden-
mento sbagliato, poiché sarebbe stato zione e la salvezza dei pagani. Ecco per-
sempre meglio dire il falso e portare una ché Cristo venne a chiamare alla peniten-
moltitudine alla salvezza, piuttosto che za non i giusti, ma i peccatori (cf. Le 5,
dire il vero e vedere la sua distruzione. 32). I.:ombra quindi della zucca . sulla
Girolamo, testa di Giona simboleggiava le promes-
Contro i pelagiani 3 se, oppure le stesse prescrizioni ed osser-
vanze dell'Antico Testamento, nelle qua-
57 li, al dire dell'Apostolo, era la prefigura-
• Giona si siede fuori della città zione delle realtà future (Col 2, 17),
mostrando il riparo che avremmo avuto
Giona si aspettava la distruzione di dalla vampa dei mali temporali nella terra
Ninive promessa. Il verme mattutino poi, che
Essendo ormai trascorso il giorno, fece seccare la zucca rodendola, è un
dopo il quale gli eventi predetti avrebbe- altro simbolo di Cristo, dall~ cui bocca fu
ro dovuto compiersi, e vedendo tuttavia divulgato il Vangelo, per cui tutte le pre-
che la collera di Dio non aveva effetti, scrizioni temporali, vigenti presso gli
Giona alla fine comprese che il Signore israeliti come altrettante prefigurazioni
aveva avuto compassione di Ninive. Ma simboliche, sono diventate ormai inutili,
egli non abbandona del tutto la speranza, prive come sono d'ogni forza. Inoltre
e pensa che sia stata loro concessa una quel popolo, perduto il regno di Geru-
tregua nella punizione per la dimostra- salemme, il sacerdozio e il sacrificio (tutte
zione di pentimento, ma che comunque prefigurazioni del futuro) , si sente ora
qualche effetto del dispiacere divino come bruciato dalla vampa della tribola-
avrebbe avuto luogo, dal momento che le zione per essere disperso e schiavo, come
pene del loro pentimento erano inferiori - al dire della Sacra Scrittura - Giona
alle offese da .loro commesse. E così, me- · dalla canicola era tormentato atrocemen-
ditando fra sé questi pensieri, si allontana te; eppure Dio si preoccupava non tanto
!:ambivalenza di Giona (4, 1-11) 181

del suo dolore e dell'ombra da lui deside- che quel discorso era luttuoso, era anche
rata, quanto della salvezza dei pagani e rattristato, perché la vite era inaridita. E
delle altre persone che fanno penitenza. Dio chiese al profeta: «Sei triste per la
Agostino, vite?», e Giona rispose: <<Proprio cosb>. Il
Lettere 102, 35 Signore nostro replicò che, se egli si
affliggeva perché si era disseccata una
vite, quanto più doveva stargli a cuore la
8
Meglio morire che vivere salvezza di un popolo cosl numeroso. E
per questo aveva allontanato la distruzio-
La l~zione della misericordia divina ne predisposta per tutta la città.
Ambrogio,
Quando ammise di sentirsi in questo Lettere 76, 25
modo, al punto.da preferire la morte alla
vita per questo motivo, Dio disse: Ti chia-
mo quale giudice. Considera, allora, se La purezza dell'innocente fa che il
sia giusto che tu ti addolori così per la
colpevole sia risparmiato
pianta di ricino, che non hai coltivato, né
piantandola né irrigandola. Essa è nata Quando, a quel tempo, Dio era stato
ali'alba, ed il verme ed il sole si sono offeso dai peccati dei hiniviti, fu poi pla-
dimostrati la sua rovina alla sera. Da cato dal pianto e dai lamenti dei bimbi.
parte mia, al contrario, sarebbe giusto Infatti, sebbene leggiamo che l'intero
che io trattassi spietatamente questa città, popolo piangeva, tuttavia l'innocenza dei
che fu fatta nascere da me, con più di piccoli si meritò la più grande misericor-
centoventimila abitanti che non sanno dia. Dio disse a Giona: «Ti sei molto
riconoscere la destra dalla sinistra, e con addolorato per la vite». E un po' più
numeroso bestiame? ·P oni su questo i avanti: «Non dovrei risparmia're Ninive,
tuoi pensieri, allora, e ammira la benevo- la grande città, in cui ci sono più di cen-
lenza perché è ragionevole. toventi.mila persone, che non sanno nep-
Teodoreto di Cirro, pure riconoscere la destra dalla sini-
Commento su Giona 4, 10-11 stra?». Egli dichiarò dunque che, grazie
alla purezza degli innocenti, perdonava
anche le cattive azioni dei colpevoli.
11
La misericordia di Dio verso Ninive Salviano di Marsiglia,
Lettere 4
Concentratevi di più sulla redenzio-
ne che sul giudizio
Cura verso coloro che non sanno
Il giorno seguente fu letto, secondo distinguere il bene dal male
la consuetudine', il libro di Giona. Finita
la lettura cominciai questo discorso: «È A causa dei vizi dei figli, il sacerdote
stato letto un libro, fratelli, in cui si pre- Eli era in colpa verso il Signore (cf. 1 Re.,
annuncia che i peccatori si convertono a 2, 22). Uno che ha dei figli lussuriosi e '
penitenza». Fu ascoltato con l'atteggia- insubordinati non può diventare vescovo
mento di chi sperava, nel presente, il (cf. 1 Tm 3, 4). A proposito della donna
futuro. Aggiunsi che quell'uomo giusto invece, sta scritto che essa si salverà gene-
aveva persino voluto correre un· grave .rando figi; a patto che si mantenga nella
rischio, per non contemplare o annuncia- fede, nella carità e nella santità, senza
re la rovina ad una città. E, oltre al fatto dimenticare la modestia (1 Tm 2, 15). Se
182 Giona

la condotta di un uomo maturo e giuridi- destra dalla·sinistra, o in altre parole, non


camente maggiorenne viene imputata ai sa distinguere il bene dal male!
genitori, pensa~ in proporzione, quella di Girolamo,
un fragile lattante che, secondo quanto Lettere 107, 6
· ha detto il Signore, non riconosce la
MICHEA

Michea (in ebraico mikti, un'abbreviazione di mika-yehu, che significa «che è come
JHWH») occupa il sesto posto fra i dodici Profeti. Gran parte degli studiosi dividono il libro
in tre sezioni principali. In Mie 1, 1 - 3, 12 l'attenzione si concentra sull'imminente giudizio
di Dio, a cui si aggiunge una severa censura contro i capi di Giuda. In Mie 4, 1 - 5, 15 il tono
cambia e si passa ad un positivo messaggio sulla ricostruzione di Sion. La profezia di Mie 5,
1 viene citata da Matteo in Mt 2, 6, e l'evangelista la considera realizzata nella nascita di Cristo
in Betlemme. Nonostante questo, p~rò, in Mie 6, 1 - 7, 20 si torna ad una condanna di Israele
da parte di Dio per l'infedeltà verso l'alleanza. Il libro, tuttavia, si conclude con una preghie-
ra per la ricostruzione di Israele ed una proclamazione della misericordia di Dio.
L'opera viene fatta risalire ai regni di Iotam, Acaz ed Ezechia (750-687 a.C.). L'assenza
di proclami profetici nel regno di Iotam ha portato alcuni interpreti a sollevare dubbi riguar-
do all'effettiva cronologia storica del libro di Michea. Alcuni studiosi sostengono che la città
menzionata in Mie 6, 9-16 potrebbe essere sia Gerusalemme che Samaria. Inoltre il disastro
militare descritto in Mie 1, 10-16 si riferisce, verosimilmente, all'invasione di Sennacherib
del 701 a.e.
Sembra che il profeta provenisse da Moreset-Gat, nel sud-ovest del regno di Giuda.
Non sappiamo quasi nulla della vita di Michea, che fu contemporaneo di Isaia. A differen-
za di Isaia, tuttavia, Michea assiste unicamente alla distruzione di Gerusalemme senza alcu-
na speranza di una sua immediata liberazione.
Poiché il libro viene citat9 direttamente in tutti i Vangeli, Michea occupa una posi-
zione privilegiata nell'esegesi patristica. Girolamo figura come uno dei commentatori
printipali di questo profeta, sebbene altri Padri latini e greci gli abbiano dedicato molta
attenzione per il suo ricco contenuto tipologico. Il monte Sion, per esempio, veniva visto
come figura della Chiesa o della nuova Gerusalemme (Ap 20 - 21), che aveva portato a
compimento la speranza di Israele. Dal punto di vista sacramentale i Padri della Chiesa
videro in Michea un'anticipazione tipologica del battesimo cristiano, che rinnova il fede-
le nell'appartenenza alla nuova àlleanza e sostituisce la circoncisione. Inoltre il profeta
Michea profetizzava la distruzione del Tempio e la caduta di Gerusalemme, che $arebbe-
. ro state compiute dai romani.

. '\
'
UNA PROFEZIA DI PIANTO E DI LUTIO

Parola del Signore, rivolta a Michea di Morèset, al tempo di Iotam, di


Acaz e di Ezechia, re di Giuda. Visione che egli ebbe riguardo a Samaria e a
(;.erusalemme. ·
184 Michea

Udite, popoli tutti.' Fa) attenzione, o terra, con quanto contieni.' Il ·


Signore Dio a sia testimone contro di voi: il Sz'gnore dal suo santo Tempio.
Poiché ecco, il Signore esce dalla sua dimora e scende e cammina sulle altu-
re del paese; si sciolgono i monti sotto di lui e le valli si squarciano come
cera davanti al fuoco, come acque versate su un pendio. Tutto ciò per l'infe-
deltà di Giacobbe e per i-peccati della casa di Israele. Qual è l'infedeltà di
Giacobbe? Non è forse Samaria? Qual è il peccato b di Giuda? Non è forse
Gerusalemme? Ridurrò Samaria a un mucchio di rovine in un campo, a un
luogo per piantarvi la vigna. Rotolerò le sue pietre nella valle, scoprirò le
sue fondamenta. Tutte le sue statue saranno frantumate, tutti' i suoi doni
andranno bruciati, di tutti i suoi idoli farò scempio perché messi insieme a
prezzo di prostituzione e in prezzo di prostituzione torneranno.
Perciò farò lamentl e griderò, me ne andrò scalzo e nudo, manderò ulu-
lati come gli sciacall~ urli lamentosi come gli struzzi: perché la sua piaga e è
incurabile ed è giunta fino a Giuda, si estende fino alle soglie del mio popo-
lo, fino a Gerusalemme. Non l'annunziate in Gat, non piangete in Acri: a
Bet-le~Afrà af!voltolatevi nella polvere. Emigra, popolazione di Safìr, nuda,
nella vergogna; non è uscita la popolazione di Zaanàn. In lutto è Bet-Esel,·
egli' vi ha tolto la sua difesa. Si attendeva il benessere la popolazione di
Maròt, invece è scesa la sciagura da parte del Signore fino alle porte di
Gerusalemme. Attacca i destrieri al carro, o abitante di Lachis! Essa fu l'ini-
zio d del peccato per la figlia di Sion, poiché in te sono state trovate .le infe-
deltà d'Israele. Perciò sarai data in dote a Morèset-Gat, le case di Aczìb ·
saranno una delusione per i re d'Israele. Ti farò ancora giungere un conqui-
statore, o .abitante di Maresà, egli giungerà fino a Adullàm, glon'a d'Israele.
Tagliati i capell; rasati la testa per via dei tuoifigli: tue delizie; renditi calva
come un avvoltoio, perché vanno in esilio lontano da te (1, 1-16).
Michea ~ignifica «colui che viene da Dio». Questo, in un certo senso, prefigura Gesù,
il Figlio di Dio, che ricevette tutte le cose da Dio Padre (Ambrogio). Le affermazioni di
Gesù riguardo alla processione dal Padre furono predette da Michea, quando parlò della
venuta del Messia (Origene). Michea parlò della discesa di Dio in forma umana, quando
descrisse come Dio avrebbe abitato sulla terra (Origene). L'acqua «che scende» menziona-
ta da Michea è l'acqua del fiume del paradiso (Pacomio). Altri vedono l'acqua come un vei-
colo del giudizio divino (Girolamo). Come un'aquila perde le sue piume, cosl Israele perde
il suo popolo (Gregorio Magno).

11 LXX: <<li Signore».


b Lezione dei LXX, Targum e Peshitta; in ebraico: «quali sono i luoghi alti?».
e Lezione dei LXX, Vulgata e Peshitta; in ebraico: «piaghe» .
.d NRSV congettura: «tu fosti l'inizio».
Una profezia di pianto e di lutto (1, 1-16) 185

1
•1 La parola di Dio giunge a Michea che egli si svuoti (cf. Fil 2, 6-7), Dio è,
come risulta, la sua dimora. [. . .] A meno
Il nome Michea · che tu non intenda che il Figlio è nel
Padre in un modo differente da quello in
E anzitutto consideriamo come sia cui era prima di procedere dal Padre,
interpretato in latino «Michea». Signi- sembrerà una contraddizione che egli sia
fica: «Chi da Dio», o, come troviamo in proceduto dal Padre, e, dopo esserne
un'altra fonte: «Chi è costui». È figlio di uscito, sia ancora in Dio.
Morato, cioè dell'«erede». Ma chi è erede
Origene, Commento al vangelo di
se non il Figlio di Dio che dice: Mi sono
Giovanni 20, 152-156
state consegnate dal Padre tutte le cose
(Mt 11, 27), ed «essendo egli erede» ha
voluto che noi fossimo eredi con lui? Ben
a ragione, «Chi è costui»: non è uno del Prefigurazione della discesa di
popolo, ma è stato scelto per la grazia di Cristo incarnato
Dio quello in cui parla lo Spirito Santo. «Sono disceso per vedere»: quando
Egli cominciò a profetare nei tempi dei re sono trasmessi messaggi ad Abramo, non
Gioatan, Acaz ed Ezechia: tale successio- si dice che Dio discende, ma che sta su di
ne indica il progredire della visione; dai lui, come abbiamo spiegato sopra: Stet-
re cattivi, infatti, gfunse fino ai tempi di tero tre uomini su di lui (Gn 18, 2); ma
un re buono. ora, che si 'tratta di peccatori, è detto che
Ambrogio, Dio discende. Sta' attento a non inten-
Lettere 18, 3 derlo come una ascensione e discesa
nello spazio; questo si trova spesso nelle
lettere divine, per esempio nel profeta
3
Il Signore esce dalla sua dimora Michea: «Ecco, il Signore è uscito dal
suo santo luogo, è disceso e camminerà
· Come viene prefigurato Cristo, che sop.ra le alture della terra». Si dice dun-
procede dal Padre que che Dio discende, quando si degna
\ Ora consideriamo la dichiarazione di avere cura della fragilità umana; e que-
di G~sù; Da Dio sono uscito e vengo (Gv sto dobbiamo pensarlo in maniera spe-
8, 42). Mi sembra utile giustapporre a ciale del nostro Signore e Salvatore, il
queste parole le seguenti parole di quale non stimò una rapina l'essere ugua-
Michea: «Udite, popoli tutti! Fa' atten- le a Dio, ma annientò se stesso, assumen-
zione, o terra, con quanto contieni! Il do la forma dello schiavo (Fil 2, 7): dun-
Signore Dio sia testimone contro di voi, il que è disceso. Nessuno è salito al cielo, se
Signore dal suo santo Tempio. Poiché, non colui che è disceso dal cielo, z'l Figlio
ecco, il Signore esce dalla sua dimora e dell'uomo, che è in cielo (Gv 3, 13).
scende e cammina sulle alture del paese; Infatti il Signore è disceso, non solo per
si scuotono i monti sotto di lui e le colli- curare, ma anche per portare ciò che è
ne si sciolgono come . cera davanti al nostro: Infatti assunse forma di schiavo,'+,
fuoco, come acque versate su un pen- ed essendo egli invisibile per natura, in
dio». Ora considerate se la dichiarazione: quanto eguale al Padre, tuttavia prese
Io sono uscito da Dio sia equivalente a: «Il · una forma visibile, e fu trovato nel sem-
Signore esce dalla sua dimora», dal biante come uomo (Fil 2, 7).
momento che, quando il Figlio è nel Origene,
Padre, essendo nella forma di Dio prima Omèlie sulla Genesi 4, 5
186 Michea

4
Come acque versate su un pendio 16
Calva come un avvoltoio

Predizione del ritorno al paradiso Roma diventa calva


In un'altra occasione, mentre egli 1 È accaduto ciò che per mezzo del
era seduto a leggere il libro dei Dodici profeta sappiamo della Giudea: «Diventa
profeti, venne al testo del profeta Mi- calva come un'aquila». Di solito un uomo
chea. Un angelo del Signore gli apparve diventa calvo solamente nella testa; inve-
ed egli gli domandò di questo verso di ce r aquila lo diventa in tutto il corpo,
Michea: «Come acqua che scende dalla perché, quando invecchia, le cadono le
sua fonte» 2. Gli disse: «Cosa pensi che piume e le penne da tutte le membra del
significhi?». Mentre ancora si arrovellava corpo. Perciò Roma, che ha perduto il
sul verso, cercando di capirlo, l'angelo popolo, diventa sempre più calva come
rispose: ,«Teodoro, non ne capisci il signi- un'aquila che ha perduto le piume. Sono
ficato? E ovvio che si tratta dell'acqua del cadute anche le penne, con le quali era
fiume che scende dal paradiso?» ..Appena solita volare sulla preda, perché tutti i
l'angelo ebbe finito di dire questo, egli suoi potenti, per mezzo dei quali depre-
cessò di vederlo. dava i beni altrui, sono scomparsi.
La vita bohairica di Pacomio 1, 155 Gregorio Magno,
Omelie su Ezechiele 2, 6, 23

Gli empi saranno dissolti


Come la cera non può sopportare la
vicinanza del fuoco, e come le acque sono
portate a cadere, cosl tutti gli empi, quan-
do verrà il Signore, saranno dissolti e
scomparuanno.
Girolamo,
Commento su Michea l, 1, 4

RIFUGIO E LIBERAZIONE

Guai a coloro che meditano l'iniquità e tramano il male sui loro giaci-
gl~· alla luce dell'alba lo compiono, perché in mano loro è il potere. Sono
avidi di campi e li usurpano, di case, e se le prendono. Così opprimono l' uo-
mo e la sua casa, il proprietario e la sua eredità. Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa una sciagura da cui non potranno sot-
trarre il collo e non andranno più a testa alta, perché sarà quello tempo di

1 Teodoro di Tabennesi, un sagace e devoto discepolo di Pacomio.


2 Versione dei LXX
Rifugio e liberazione (2, 1-13) 187

calamità». In quel tempo si comporrà su di voi un proverbio e si'canterà una


lamentazione: «È finita/», e si dirà: «Siamo del tutto rovina#! Ad altri egli
passa l'eredità del mio popolo; -Ah, come mi è stata sottratta/ - al nemi-
co e egli spartisce i nostri campi». Perciò non ci sarà nessuno che tiri la corda
per te, per il sorteggio nell'adunanza del Signore.
«Non profetizzate/» - «Ma devono profetizzare». «Non profe#zzate
riguardo a queste cose/» - «Ma no"!. si terrà lontano l'obbrobrio». È forse
già cosa detta, o casa di Giacobbe? E forse stanca la pazienza del Signore, o
questo è il suo modo di agire? Non sono forse benefiche le.sue parole per chi
cammina con rettituaine? Ma voi come nemici insqrgete contro il mio popo-
lo f. Da chi è senza mantello g esigete una veste, dai passanti tranquilh un
bottino di guerra. Cacciate le donne del mio popolo fuori dalla casa delle
loro delizie, e toglt'ete ai loro bambini il mio_onore per sempre h. Su, anda-
tevene, perché questo non è più luogo di riposo. Per una inezia esigete un
pegno insopportabt'le i. Se uno che insegue ·il vento e spaccia menzogne i
dicesse: «Ti profetizzo in virtù del vino e di bevanda inebriante» k, questo
sarebbe un profeta per questo popolo.
Certo ti radunerò tutto~ o Giacobbe, certo ti raccoglierò, resto di Israele.
Li metterò insieme come pecore in un sicuro recinto, come una mandria in
mezzo al pascolo, dove muggisca lontano dagli uomini. Chi ha aperto la
breccia li precèderà; forzeranno e varcheranno la porta e usciranno per essa;
marcerà il loro re innanzi a loro e il Signore sarà alla loro testa (2, 1-13).
La casa di Giacobbe ha provocato la collera di Dio ed è unita alle sofferenze di Cristo
nella carne (Ippolito). Michea implora i fedeli ·a ritirarsi presso le montagne per prende1vi
rifugio. La Chiesa è ora il nuovo monte Sion e la nuova Gerusalemme dove devono rifugiar-.
si i f~ddi (Ambrogio). È su quella montagna che i cristiani devono trovare rifugio nel tempo
delle 'tribolazioni (Girolamo). Michea è come Paolo e Mosè- tutti avrebbero offerto la pro-
pria vita per la salvezza dei giudei (Giovanni Cassiano). Cristo è il pastore alla porta
(Girolamo).

e In ebraico: «ai ribelli>> . .


f Congettura della Bibbia CEI e NRSV; in ebraico, LXX e Vulgata: «ieri jl mio popolo si è solle-
vato come nemico».
8 Congettura della Bibbia CEI; in ebraico: «da sopra una tunica esigete una veste». : ·•
h LXX: <<l capi del mio popolo saranno cacciati fuori delle loro case lussuose; sono respinti per
le loro pratiche malvagie; avvicinatevi alle montagne eterne».
i LXX: «poiché questo non è un riposo in ragione dell'impurità. Siete stati corrotti dalla corru-
zione».
i Vulgata: <<Magari non fossi un uomo che ha spirito e piuttosto dicessi menzogne».
k LXX: «Siete fuggiti senza che alcuno vi inseguisse: il vostro spirito ha istituito la menzogna, è
caduto su di voi per il vino e le bevande inebrianti».
188 Michea

2 7
• Lo Spirito del Signore Gerusalemme, costruita non di pietre
terrene, ma di pietre vive, e diecimila
Le sofferenze cli Cristo nella carne angeli, la Chiesa dei primogeniti, gli spi-
riti dei santi, il Dio dei giusti che col suo
È avvolto in un matello intriso di san- sangue parlò meglio di Abele. Questo,
gue e il suo nome è Verbo di Dio (Ap 19, infatti, reclamò vendetta, quello invocò
13). Vedete dunque, fratelli miei, come la perdono.
veste cosparsa di sangue denotasse sim- Ambrogio,
bolicamente la carne, attraverso la quale La fuga dal mondo 5, 31
l'impassibile Verbo di Dio subl le soffe-
renze, come testimoniano i profeti. In-
fatti il beato Michea dice: <<E forse già. Le montagne come rifugio
cosa detta, o casa di Giacobbe? È forse
stanca la pazienza del Signore, o questo è Mi rifugerò nel Signore; come puoi
il suo modo di agire? Non sono ·forse dirmi: Fuggi sulle montagne come un pas-
benefiche le sue parole per chi cammina sero! (Sai 10, 1). Astuto avversario: egli
con rettitudine? Ma voi come nemici tentò il Signore nel deserto, ed ora vuole
insorgete contro il mio popolo. Strappate che i fedeli, ognuno di essi, si allontanino
il mantello a chi ama la pace». Questo è dalla terra di Giudea e dimorino in un
un riferimento alle sofferenze di Cristo deserto privo di virtù, in modo da poter-
nella carne. li schiacciare più facilmente. Anche que-
Ippolito, sto stesso consigliò è ben congegnato.
Contro No~to 15 Non si tratta di un'esortazione ad assu-
mere le ali di una colomba, un uccello
semplice, mite e domestico - uno, dico-
Ho Nessun luogo di riposo no, che manca totalm~te di bile -, e che
fu offerto nel Tempio per il Signore.
I monti, simbolo del rifugio in Dio [Invece si tratta di un'esortazione] a
prendere le ali di un passero, un animale
Chi non può volare come un'aquila, troppo libero e irrequieto, che diviene
voli qua e là come un passero; chi non estraneo alla sua compagna dopo aver
può volare verso il cielo, voli verso i generato i piccoli. [. .. ]Tuttavia possiamo
monti, fugga dinanzi alle valli, che presto anche identificare le montagne con quel-
l'umidità rende malsane; e si diriga verso le a cui le Scritture fanno riferimento in
i monti. Il nipote di Abramo (cf. Gn 19, un altro passo: Avvicinatevi alle monta-
12, 29) si diresse verso il monte Segor, e gne eterne, e nel secondo dei Salmi gra-
fu salvo, mentre colei che, voltasi indie- duali: Ho levato gli occhi verso le monta-
tro spinta dall'indole femminile, non gne, da cui verrà a me l'aiuto (Sai 120, 1).
poté salirvi, ci rimise la salvezza (cf. Gn Queste sono le montagne su cui dobbia-
12, 26). «Avvicinatevi ai monti eterni- di- mo rifugiarci dopo che l'abominio della
ce il Signore per bocca del profeta Mi- desolazione sarà nel luogo sacro (cf. Mt
chea - levatevi di qui, perché questo non 24, 15).
è per voi il ristoro per la vostra immon- Girolan:io,
dezza. Siete stati corrotti ed avete sublto Omelie sui Salmi 60
la persecuzione». Dice anche il Signore:
Allora quelli che stanno in Giudea fugga-
no sui monti (Mt 24, 16), dove si trovano
il monte Sion e la città della pace,
Ammonimenti contro i profeti mercenari (3, 1-12) 189
\ •

13
11
Ti profetizzo in virtù del vino e di Varcando la porta
bevanda inebriante
Il pastore alla porta
La spirito di sacrificio del profeta
Chi è entrato non deve rimanere
Anche Paolo... desidera divenire nello stato in cui è entrato, ma deve pro-
anatema, separato da Cristo, pur di vede- seguire fino al pascolo, in modo che
re acquistata a lui una grande famiglia e <<l'entrare» diventi l'inizio, ed il prosegui-
accresciuta per la gloria del Padre suo la re e il trovare pascoli (Gv 10, 9) diventi il
salvezza di tutto il popolo d'Israele (cf. perfezionamento delle grazie. Colui che
Rm 9, 3). Egli desidera morire per Cristo, entra è contenuto entro i limiti del
sicuro · come è egli, perché è certo che mondo. Chi prosegue va oltre tutte le
nessuno può morire in vista della vera cose create e, stimando di nessun valore
vita. Perciò egli afferma: Ci rallegriamo tutte le cose viste, troverà pascoli sui cieli,
quando noi siamo deboli e voi siete forti (2 e si nutrirà del Verbo del Signore e dirà:
Cor 13, 9). Quale meraviglia può esservi Il 'Signore è il"mio pastore (e mi nutre))·
allora, se il vaso d'elezione desidera dive- non può ~ancarmi nulla (Sa! 23, 1). Ma
nire anatema e separato da Cristo pro- questo «proseguire» può verificarsi solo
prio per la gloria di Cristo, per la conver- per mezzo di Cristo, dal momento che sta
sione dei suoi fratelli e la salvezza dei scritto: «e il Signore è alla loro testa».
gentili così privilegiati, dato che perfino il Girolamo,
profeta Michea preferì diventare bugiar- Commento su Michea 1, 2, 13
do e privato dell'ispirazione dello Spirito
Santo purché al popolo giudaico fossero
risparmiate le piaghe e le rovine da lui
predette? Cosl infatti egli afferma: «Vo-
lesse Dio che io fossi un uomo, in cui non
risiedesse lo Spirito, e così pronunciassi
menzogne!».
Giovanni Cassiano,
Conferenze ai monaci 9, 18

AMMONIMENTI CONTRO I PROFETI MERCENARI ED I CAPI D'ISRAELE

Io dissi: <<Ascoltate, capi" di Giacobbe, voi governanti della casa d'Isra-


ele: Non spetta forse a voi conoscere la giustizia? Nemici del bene e amanti
del male, voi strappate loro la pelle di dosso e la carne dalle ossa». Divorano . 4
la carne del mio popolo e gli strappano la pelle di dosso ne rompono le osja '
1

e lo fanno a pezzi come carne 1 in una pentola, come lesso in una caldaia.

1 In ebraico: «quale carne».


190 Michea

Allora grideranno al Signore, ma egli non risponderà/ nasconderà loro la


faccia, in quel tempo, perché hanno compiuto cattive azioni. ·
Cosi' dice ll Signore contro i profeti che fanno traviare il mio popolo,·che
annunziano la pace se hanno qualcosa tra i denti da mordere, ma a chi non
mette loro niente in bocca dichiarano la guerra. Quindi per voi sarà notte
invece di visioni: tenebre per voi invece di responsi'. Il sole tramonterà su
questi profeti e oscuro si farà tl giorno su di essi. I veggenti saranno ricoper-
ti di vergogna e gli indovini arrossiranno; si copriranno tutti il labbro, per-
c~é non hanno risposta da Dio. Mentre io sono pieno di/orza con lo spirito
del Signore, di giustizia e di coraggio, per annunziare a Giacobbe le sue
colpe, a Israele il suo peccato.
Ud#e questo, dunque, capi della casa di Giacobbe, governanti della casa
d'Israele, che aborr#e la giustizia e.storcete quanto è retto, che costruite
Sion sul sangue e Gerusalemme con il sopruso; i suoi capi giudicano in vista
dei regali: i suoi sacerdoti insegnano per lucro, i suoi profeti danno oracoli
per denaro. Osano appoggiarsi al Signore dicendo: «Non è forse il Signore
in mezzo a noi? Non ci coglierà alcun male». Peràò, per causa vostra, Si.on
sarà arata come un campo e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine m,
il monte del Tempio un'altura selvosa (3, 1-12).
Non si può biasimare Dio per le conseguenze deleterie della disobbedienza alla sua
parola (Giovanni Crisostomo) .. Al contrario, questo è imputabile ai capi che hanno abban-
donato la giustizia e hanno ceduto all'avidità (Teodoreto di Cirro). Coloro che seguono i
falsi profeti cammineranno nelle tenebre (Efrem). I profeti ispirati sono pieni dello Spirito
Santo (Cirillo di Gerusalemme). Le falsificazioni degli eretici non solo distorcono le parole
dei Padri della Chiesa, ma corrompono anche il significato delle Scritture (Cirillo di
Alessandria). I'. sacerdoti devono vivere modestamente (Girolamo). Michea predisse la cadu-
ta di.Gerusalemme (Gregorio di Nazianzo). Cirillo di Gerusalemme vide il compiersi delle
profezie riguardo al monte Sion (Cirillo di Gerusalemme).

>. 1-4 Odiare Dio ed amare il male Michea: «Non spetta forse a voi di cono-
scere la giustizia?». Infatti dovunque i
I giudei non riconoscono la Legge profeti biasimano il popolo. Che cosa,
dunque? Troverà forse qualcuno un
Invero i profeti hanno ripetutamen- torto in Dio a causa di ciò? In verità il
te accusato il popolo dicendo: Ascoltate, torto è da parte loro. Inoltre quale prova
capi di Sodoma, e: I vostri principi sono migliore·del fatto che voi non conoscete
privi di fede (Is 1, 10.23 ). E di nuovo la Legge si potrebbe trovare di quella

m LXX: «una capanna di un guardiano di frutti>>: questo è il significato letterale di oporofylakion,


ma metaforicamente, come attestato in alcuni recenti dizionari, il termine indica semplicemente un
<<.mucchio di rovine».
. Ammonimenti contro i profeti mercenari (3, 1-12) 191
"
8
che non siete riusciti ad obbedire ad · Riempito dello Spirito del St'gnore
essa?
Giovanni Crisostomo, I profeti conobbero lo Spirito del
Omelie su Giovanni 52 Signore
Molte sono le testimonianze che
I: accusa di Dio riscontriamo nei libri dei dodici Minori e
degli altri profeti sullo Spirito Santo.
Egli rivolge queste parole ai capi: Michea, dicendosi ispirato a parlare a
quelli che erano stati incaricati di emette- nome di Dio, afferma: <<lo al contrario
re giudizi hanno calpestato la giustizia; di sono pieno di forza con lo Spirito del
conseguenza il "profeta esprime la sua Signore». Gioele grida: Dopo questo, dice
frase in forma di domanda. Non eravate il Signore, io effonderò il mio Spirito sopra
forse voi che avevate la responsabilità di tutta l'umanità, ecc. (Gl 2, 28). Aggeo
giudicare, di punire i colpevoli e di lasciar aggiunge: Io sono infatti con voi, dice il
andare liberi gli innocenti senza biasimar- Signore onnipotente, e il mt'o Spt'rito sarà
li? Come mai allora che voi, che eravate con voi' (Ag 2, 5-6). Simili gli accenti di
. · incaricati dell'amministrazione della Leg- Zaccaria: Ma accogliete le parole e i decre-
ge, volgete le spalle alla pratica delle buo- ti che mediante il mio Spirito io ho comu-
ne azioni, e sostenete ardentemente il ma- nicato ai miei servi, ai profeti (Zc 1, 6).
le? Avete esercitato una tale avidità nei Cirillo di Gerusalemme,
riguardi dei bisognosi da spogliarli di tutti Le catechesi' 16, 29
i loro beni (suggerendo questo col dire:
«divorano la carne del mio popolo e gli
str~ppano la pelle di dosso»). ., Coloro che aborrono la giustizia
Teodoreto di Cirro,
su
Commento Michea.3, 1-4 Il travisamento dei testi sacri da
parte degli eretici
.H Oscurità e nessuna visione Ma quando qualcuno di coloro, che
\ sono abituati a «storcere quanto è retto»,
Senza visioni travisano le mie parole così da trasfor- ·
marle in quanto se~bra più conveniente
Il sole tramonterà (Ger 15, 9) s~ quei a loro, non fate che la vostra santità si stu-
profeti che sviano il mio popolo, abitan- pisca di ciò. [Sappiater che quanti sono
do nell'oscurità. E qui'ndi sarà notte per coinvolti nelle eresie raccolgono dalle
voi: invece di visioni: e à sarà oscu.rt'tà sen- Scritture divinamente ispirate tutto quel-
i.'alba. Infatti quando lo spirito esce da un lo che-fu espresso in modo veritiero attra-
uomo, esso se ne va errando (Mt 12, 43 ). verso lo Spirito, e lo usano quale pretesto
Fa ciò per sua natura. [Il Signore] died~ per le loro divinazioni, corrompendolo
questo giudizio nei riguardi del [popolo]: con le loro idee malvagie e versando u~ ,,
Sarà così per questa generazione (Mt 12, fuoco inestinguibile sulle loro teste. · ~
45). Questo significa che al tempo dei Cirillo di Alessandria,
profeti lo spirito del male era uscito da Lettere 39, 8
loro, quello spirito che era peccato in se
stesso.
Efrem, Commento
sul Diatessaron di Taziano 11, 8
192 Michea

11
Corruzione dei capi d'Israele non verrà su di noi», ascoltiamo questa
sentenza del Signore: Sian e Gerusa-
Limiti per i compensi dei sacerdoti lemme e la montagna del Tempio - cioè il .
.
Vi è permesso, sacerdoti, di «vive-
Tempio di Cristo - saranno ara~i (alla
conclusione e alla fine, quando I' amore si
re», non di abbandonarvi al lusso grazie raffredderà [cf. Mt 24, 12] e la fede sarà
all'altare. Non metterai la museruola al rara) come un campo e diventeranno un
bue che trebbia (1 Cor 9, 9). Tuttavia mucchio di rovine, cosicché là dove c'era-
l'Apostolo non abusò della libertà, ma no una volte grandi case e innumerevoli
avendo cibo e abiti fu dunque contento, spighe di grano, vi sarà solo una povera
lavorando giorno e notte in modo da non fattoria, mostrando solo dei vuoti frutti
essere dipeso a nessuno (1Ts2, 6). E nelle ·che non ristorano I'aniina.
sue epistole chiama Dio a testimone del Girolamo,
fatto che visse irreprensibilmente (1 Ts 2, Commento su Michea 1, 3, 11
10) e senza avidità nel vangelo di Cristo.
E dice questo non solo di se stesso ma
anche dei suoi discepoli, poiché non 12
Sion arata come un campo
aveva mandato nessuno che chiedesse o
ricevesse alcunché dalle chiese. Ma se in Predizione della distruzione di
alcune epistole esprime piacere e chiama · Gerusalemme
' i doni di coloro che li hanno inviati «gra-
zia · di Dio», tuttavia non li tiene per sé, Ecco poi il divino Michea che non
ma per i santi poveri di Gerusalemme sopporta Sion edificata sul sangue, san-
(Rm 15, 26). E questi santi poveri erano gue di ogni sorta, e Gerusalemme sull'in-
coloro fra i giudei che per primi avevano giustizia, a causa dei capi che giudicano
creduto in Cristo e, essendo stati scaccia- per doni e dei sacerdoti che rispondono
ti dai genitori, dai parenti e dagli amici, per mercede, e dei profeti che parlano
avevano perso le loro proprietà e tutti i per denaro. Che accadrà in conseguenza
loro beni, dopo che i sacerdoti del Tem- di ciò? Che Sion sarà arata cotne un
pio ed il popolo li avevano distrutti. Fac- campo; che Gerusalemme sarà come un
ciamo che questi poveri ricevano doni. campo di raccolta e che il monte della
Ma se grazie ai poveri un po' di. case si casa di Dio sarà . considerato come un
arricchiscono, e noi mangiamo nell'oro, bosco di querée. La menta anche la scar-
nel cristallo e in lussuose stoviglie, cam- sezza di quelli che agiscono rettamente, e
biamo dunque i nostri abiti in base alla · a stento da qualche parte avanza stoppia
nostra ricchezza, oppure non cerchiamo o racimolo (cf. Mie 7, 1-2). Perfino il
le ricchezze dei senatori vestendo un principe avanza richieste di denaro e il
abito di povertà. Infatti a che serve un giudice parla per compiacenza (cf. Mie 7,
abito di povertà, quando un'intera folla 3 ). Michea riferisce all'incirca l~ stesse
di poveri desidera il. contenuto della cose del grande Davide, quando questi
nostra borsa? Pertanto, per il bene di noi dice: Salvam~ Signore, perché è venuto a
che siamo così, che abbiamo costruito mancare l'uomo buono (Sal 11, 2);· in con-
Sion con il sangue e Gerusalemme con seguenza di ciò essi perderanno i loro
l'iniquità, che giudichiamo in base ai doni, beni come rosi da tarlo (cf. Mie 7, 4).
diamo risposte dietro compenso, e respon- Gregorio di Nazianzo,
si· per denaro, e tuttavia, pretendendo di Lafuga58
avere una vera santità, diciamo: «Il male
Il monte del Signore (4, 1-13) 193

Compimento della profezia una tenda in un vigneto, come un piccolo


posto di guardia in un campo di cocomeri
. Isaia 3, vissuto mille anni fa, vide in (Is 1, 8). Oggi al suo posto c'è tutto un
visione Gerusalemme come una tenda. campo di cocomeri. Vedi come per
La città non.era stata ancora distrutta, era Spirito Santo si intende colui che dà luce
ornata di piazze e di prestigio nei dintor- di santità? Non farti trarre dalle altre
ni, eppure egli disse: Sion sarà arata come accezioni del primo termine per sé equi~
un campo, profetando la desolazione ~he voco, attieniti a questa che lo precisa.
avremmo visto a\rverarsi oggi. Osserva Cirillo di Gerusalemme,
con che precisione predisse i particolari: Le catechesi 16, 18
La figlia di Sion sarà abbandonata come

IL MONTE DEL SIGNORE

Alla fine dei giorni il monte del Tempio del Signore resterà saldo sulla
cima dei monti e s'innalzerà sopra i colli e affluiranno ad esso i popoli> ver-
ranno molt~ genti e diranno: «Venite, saliamo al monte del Signore e al
Tempio del Dio di Giacobbe; egli et' indt'cherà le sue vie e noi cammineremo
sui suoi sentieri>>, poiché da Sian usdrà la legge e da Gerusalemme la paro-
la del Signore. Egli sarà arbitro tra molti popoli e pronunzierà sentenza fra
numerose nazioni; dalle loro spade forgeranno vomeri: dalle loro lame, falci.
Nessuna nazione alzerà la spada contro un'altra nazione e non impareran-
no più l'arte della guerra. Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto
il fico e più nessuno li spaventerà, poiché la bocca del Signore degli eserciti
ha parlato! Tutti gli altri popoli camminino pure ognuno nel nome del suo
· dio, noi èammineremo nel nome del Signore Dio nostro, in ~terno, sempre.
«ln quel giorno - dice il Signore - radunerò gli zoppi: raccoglierò gli
sbandati e coloro che ho trattato duramente. Degli zoppi io farò un resto,
degli sbandati una nazione forte. E il Signore regnerà su di loro sul monte
Sion, da allora.e p.er sempre. E a te, Torre del gregge, colle della figlia di
Sian,·a te verrà, ritornerà a te n la sovranità di prima, il regno della figlia di
Gerusalemme ». 0

n LXX aggiunge: «da Babilonia». .


0 LXX: «E tu, oscura torre del gregge, figlia di Sion, su di te verrà ed entrerà la sovranità, perfi-
no il primo regno da Babilonia alla figlia di Gerusalemme». Peshitta: «E per te, o fosco sovrano deJla
figlia di Sion, per te è giunto il momento, ed il precedente sovrano dcl regno della figlia di
Gerusalemme sta per giungere». ·

3 Probabilmente qui Cirillo intende Michea più che Isaia.


194 Mt'chea

Ota perché gridi così/orte? Non c'è forse nelle tue mura alcun re? I tuoi
consiglieri sono forse periti: perché #prendono i dolori come di partorien-
te? Spasima e gemi P) figlia di Sion) come una parto~iente, perché presto
uscirai dalla città e dimorerai per la campagna e andrai/ino a Babilonia. Là
sarai li'berata, là il Signore ti riscatterà dalla mano dei tuoi nemici..
Ora si sono adunate contro di te molte nazioni che dicono: «Sia profa-
nata e godano i nostri occhi alla vista di Sion». Ma esse non conoscono i
pensi.eri del Signore e non comprendono il suo consiglio) poiché le ha radu-
nate come covoni sull)aia. Alzati e trebbia) figlia di Sion) perché renderò di .
ferro tl tuo corno e di bronzo le tue unghie e tu stritolerai molti popoli: con-
sacrerai q al Signore i loro guadagni e le loro ricchezze al padrone di tutta la
terra (4, 1-13 ).
Cristo è <<l'alto monte» riguardo a cui profetizzò Michea, e che giudicherà i popoli con
giustizia (Agostino). La legge che sarà data sul monte Sion sostituirà quella data da Mosè .
(Lattanzio). Le profezie di Michea furono ampiamente realizzate neJla testimonianza data a
Cristo dagli apostoli (Giustino Martire). Michea ha previsto che il monte di Dio attirerà pel-
legrini da tutto il mondo (Teodoro di Mopsuestia). Tale profezia si realizzò nella predicazio-
ne apostolica del Vangelo, che ebbe inizio a Gerusalemme e raggiunse tutti i popoli del
mondo (Teodoreto di Cirro). Il campo con i suoi alberi da frutto è un riferimento al nutri-
mento spirituale dato ai credenti (Ambrogio). La vite è Cristo e il fico è lo Spirito Santo che
nutre i credenti (Metodio d'Olimpo). La vite ed il fico sono un'eco del paradiso (Am-
brogio). Coloro che camminano nel nome di Cristo danno a lui piena obbedienza (Cirillo di
Alessandria). La persecuzione è una prova che consente ai cristiani .di dare più frutto
(Giustino Martire). Michea predice la persecuzioni che la Chiesa subirà e la prosperità che
otterà alla fine (Efrem).

4
• 1-
3
I popoli affluiranno alla casa del mo al monte del Signore e al Tempio del
Signore Dio di Giacobbe, egli ci indicherà la sua
via e noi cammineremo sui suoi sentieri,
La montagna dei profeti poiché da Sion uscirà la legge e da Ge-
rusalemme la parola del Signore. Egli
Il profeta Michéa, proponendo il sarà arbitro tra le grandi folle e pronun-
Cristo nell'allegoria di un alto monte, zierà sentenze fra popoli potenti e lonta-
scrive: Alla fine dei giorni il monte del ni. Il Profeta preannunziando anche il
Signore molto in vista sarà pronto sulla luogo in cui Cristo è nato dice: E tu Be-
cima 9ei monti e s'innalzerà sopra i colli. tlem di E/rata, così piccola per essere fra gli
Affluiranno ad esso le folle, verranno ad innumerevoli paesi di Giuda, da te uscirà
esso molti popoli e diranno: Venite, salia- per me colui che deve essere il dominatore

P Il significato del testo ebraico è incerto.


q Lezione dei LXX, Targum e Peshitta; in ebraico: «consacrerò».
Il monte del Signore (4, 1-13) 195

in Israele; le sue origini sono dall'antichi- Cristo per insegnare a tutti la Parola di
tà, dai giorni più remoti (Mie 5, 2). Dio. Ed ora noi, che una volta ci uccide-
Agostino, vamo l'un l'altro, non solo non ci faccia-
La città di Dio 18, 30, 1 mo guerra, ma al fine di non mentire o di
non ingannare i nostri inquisitori, muo-
riamo lietamente per confessare Cristo.
La legge promessa. . Giustino Martire,
· Prima apologia 1, 39
Il profeta Miche~ annunciò che la
nuova legge sarebbe stata data in questo
modo: «Da Sion uscirà la legge e da
Un santuario universale
Gerusalemme la parola del Signore. Egli
sarà.arbitro fra molti popoli e pronuJ:?.zie- Dopo l'esperienza delle calamità in
rà sentenza fra numerose nazioni». Infatti cui si sarebbero trovati, prima fatti pri-
la legge precedente, che fu proclamata da gionieri dagli assiri e poi dai babilonesi,·
Mosè, non fu data sul monte Sion, ma sul · si sarebbe infine verificata una grande
monte Oreb. E la Sibilla mostrò che que- trasformazione, cosicché la montagna su
sta legge sarebbe stata distrutta dal Figlio cui Dio era reputato dimorare sarebbe
'd i Dio: «Ma quando tutte queste cose, diventata famosa e si sarebbe dimostrata
che egli dichiarò, si saranno compiute, superiore a tutte le montagne, e avrebbe
allora tutta la legge sarà distrutta» 4. di gran lunga superato tutte le montagne
Lattanzio, e tutti i colli per la gloria che la circon-
Epitome delle Istituzioni divine 4, 17 dava e per la divina compassione. Gran-
di masse di popolo da ogni parte, anche
da nazioni straniere, si sarebbero poi
La profezia di Michea compiuta affrettate a riunirsi per. raggiungere que-
dagli apostoli sta montagna di Dio, su cui Dio è credu-
to dimorare, per imparare come regola-
Quando lo Spirito profetico parla re la propria vita e per vivere nel modo
delle cose future, dice: <<Poiché da Sion dovuto.
uscfr~ la legge e da Gerusalemme la paro- Teodoro di Mopsuestia,
la del ·Signore, egli sarà arbitro tra molti Commento su Michea 4, 1-3
popoli e pronunzierà sentenza 'fra nume-
rose nazioni; dalle loro spade forgeranno
vomeri, dalle loro lame, falci. Nessuna La predicazione degli apostoli portò
nazione alzerà la spada contro un'altra
a compimento questa profezia
nazione e non impareranno più l'arte
della guerra». E noi possiamo mostrare La divina predicazione evangelica si
che così awenne. Infatti dodici uomini diffuse fino alle estreme terre del mondo,
uscirono da Gerusalemme, ed erano secondo la profezia del Signore contenu-
uomini comuni non esercitati nell' ~rte ta nei sacri Vangeli: Questa buona novella ··
del parlare. Ma per mezzo del potere di ·sarà predicata a tutte le nazioni perché ne
Dio testimoniarono ad ogni stirpe del- sia resa testimonianza a tutte le genti (Mt
l'umanità che erano stati mandati da 24, 14). Ed egli esortò i santi apostoli con

4 Oracoli Sibillini 8, 299-300.


Michea

le parole: Andate dunque e ammaestrate Il riposo salvifico della fede


tutte le nazioni, battezzandole nel nome
4e1 Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Accade che spesso la vite si riferisca
insegnando loro ad osservare tutto ciò che al Signore stesso e il fico allo Spirito
vi ho comandato (Mt 28> 19-20). Questa Santo> poiché il Signore rallegra gli uomi-
legge evangelica e questa predicazione ni e lo Spirito li guarisce. Ecco perché
apostolica è iniziata da Gerusalemme Ezechia viene dapprima invitato a spal-
~ome da una fonte> e ha viaggiato in tutto marsi di un impasto di fichi (cf. 2 Re 20
il mondo, offrendo irrigazione a coloro 7), cioè del frutto dello Spirito per esser~
che si sono avvicinati con fede. È anche guarito con l'amore secondo le parole
possibile vedere le case divine poste nel dell'Apostolo: Il frutto dello Spirito è
~ezzo delle città> dei villaggi> dei campi e amore, gioia, pace, longanimità, benignità
d1 aree remote> evidenti per le loro fedeltà, dolcezza, temperanza (Gal 5, 22)~
dimensioni e la loro bellezza · così da è per la grande dolcezza che il profeta ha
. ' chiamato fichi questi frutti. E Michea
essere illustri e famose anche sulle mon-
tagne più alte. disse: «E ciascuno riposerà sotto la sua
Teodoreto di Cirro, vite e all'ombra del suo fico e non vi sarà
Commento su Michea 4, 1-3 chi lo spaventerà». È evidente infatti che
quanti si rifugiano sotto lo Spirito e si
riposano al riparo del Verbo non dovran-
4
Plù nessuno lt' spaventerà no temere né paventare colui che scon-·
volge i cuori.
Frutti ed alberi nel sereno campo Metodio d>Olimpo,
della fede La verginità 10> 5

Il Cantico dei Cantici allude [alla


vigna ed al fico del campo] in questo Viti e fichi come echi del paradiso
modo: Vi ho scongiurato, o figlie di
· Poiché nel libro della Genesi leggia-
Gerusalemme, per la forza ed il vigore del
mo che il paradiso fu piantato da Dio a
campo (Ct 2, 7). Questo è infatti il campo
Oriente, e che ivi fu posto l'uomo pla-
del quale anche il Signore dice: La bellez-
smato da Dio (cf. Gn 2, 8) >già siamo in
za del campo è con me (Sal 49, 11). In que-
grado di indicare quale sia r artefice di
sto campo si trova quell>uva che, pigiata,
tale paradiso. Chi infatti poté plasmare il
ha versato sangue e ha lavato il mondo, in
paradiso se non Dio onnipotente> il quale
~uesto campo è quel fico sotto il quale
parlò ed ogni cosa è stata fatta (Sal 32 9)
. senza mai aver bisogno di quanto voiev~
riposeranno i santi, ricreati dalla dolcezza
della grazia spirituale, in questo campo è
che fosse generato? Egli dunque piantò il
quell'ulivo ricco di frutti che stilla l'olio
giardino, di cui la Sapienza dice: Ogni
profwnato della pace del Signore, in que-
. pianta che il Padre mio non ha piantato
sto .campo fioriscono i melograni, . che
sarà sradicata (Mt 15, 13). Buona è la
· coprono i moltissimi frutti" con l'unica
pianta degli angeli, buona quella dei
pro,te~ione d~lla fede .e li chiudono> per
santi; è detto infatti che i santi, che sono
cosi dire> nell abbraccio dell>amore.
figura degli angeli, siederanno sotto il
Ambrogio,
fico e sotto la vite nel tempo ultimo della
Giacobbe e la vita.beata 2, 1, 3 pace (cf. Mc 12, 25).
Ambrogio,
Il Paradiso terrestre 1, 2
, Il monte del Signore (4) 1-13) 197

5 Camminando nel nome del Signore dato, e coloro che ho bandito». Questo
indica che voi non avrete in quel giorno
· Camminando nel nome di Cristo · l'ultima parola, voi e ~utti gli altri che ora
bandite, avendone· il potere, ogni cristia-
Coloro che sono ansiosi di ascende- no non solo dalla sua proprietà, ma anche
re la montagna del Signore e desiderano dal mondo intero, perché non permettete
imparare interamente le sue vie promet- ad alcun cristiano di vivere.
tono una pronta obbedienza, e ricevono Giustino Martire,
in se stessi le glorie della vita in Cristo, e Dialogo con Trifone 110
si impegnano con tutta la forza ad essere
zelanti in ogni santità. «Infatti lasciate
che ciascuno - egli dice - in ogni paese e 8
La sovranità di prima
città segua la via che sceglie, e passi là vita
.come gli sembra giusto, ma la nostra cura Il diavolo, pastore tenebroso di nubi
è in Cristo, e le sue leggi noi le rendere-
mo la nostra via diritta; canimineremo «E per te, o torre, o pastore tenebro-
insieme a lui; e questo non solo per que- so di nubi della figlia di Sion, · il tempo
sta vita, presente o passata, ma ancora di verrà». Queste parole si rifedscono al-
più per quello che verrà dopo». Questa è · . lempio re Sedechia, che il profeta chia-
un'espressione piepa di fede. Infatti colo- ma «torre», poiché il popolo di Giudea
ro che adesso soffrono con lut~ cammine- era sotto la sua ombra, e «pastore» per la
. ranno per sempre con lu~ e con lui saran- sua amministrazione del regno, e «tene-
no glorificati e con lui regneranno (cf. 2 broso di nubi» a causa dell'errore del-
Tm 2, 11; Rm 8, 17; Ap 3, 4) . Ma rendo- l'idolatria, a ctii egli aveva aderito. · Di
no a Cristo la propria cura coloro che nuovo, nel significato simbolico delle sue
non preferiscono nulla al suo amore, che parole, chiama il diavolo «pastore tene-
si allontanano dalle vane distrazioni del broso di nubi», poiché in senso allegori-
mondo e cercano piuttosto la rettitucline co egli attacca sempre la figlia di Sion
e ciò .che è a lui gradito, cioè di eccellere sotto un cielo tenebroso di nubi. E dopo
nella virtù. averla conquistata· la strappa via dalla
Ci;illo di Alessandria, luce - infatti, chi agisce con malvagità
Commento su Michea 2, 4, 5 odia la luce. Ma in seguito il prineipe
supremo e legittimo della Gerusalemme
mistica distrusse la sua tirannia con il suo
6
Radunerò gli a/fiitti avvento, e cacciò via il pastore oscuro.
Efrem,
Potati per portare più frutto Commento su Michea 4, 8
Come quando si potano i rami frut-
tiferi della vite, essa cresce di nuovo e 10
Salvata dalla schiavitù di Babilonia
nascono nuovi rami ricchi di germogli e
di frutti, così avviene anche per noi cri- Ritorno dall'esilio
stiani. Infatti la vite piantata da Dio e da
Cristo redentore è il suo popòlo. Ma il «Spasima e gemi, figlia di Sion, come
resto della profezia si compirà al suo una partoriente, perché presto uscirai
secondo avvento. Il profeta Michea dice: dalla città e dimorerai per la campagna, e
«In quel giorno - dice il Signore :... radu- andrai fino a Babilonia. Là sarai libera-
nerò i percossi, riceverò chi è stato cac- ta». Il significato è che tu andrai schiavo,
198 Michea

popolo di Sion, per essere deportato a vendetta della giustizia di Dio come spi-
Babilonia, ma dopo ·anni tornerai di lì, . ghe racc9lte sull'aia.
non con i soldati che ti pressano, ma con Efrem,
qud capo che, salendo in cielo, rese la Commento su Michea 4, 11
schiavitù stessa sua prigioniera. Tu lo
seguirai con i compagni d'armi di Paolo,
13
e con i principi della tua armata, che con- Corno di ferro) unghie di bronzo
ducono ogni mente al rispetto di Cristo.
Efrem, Prosperità ·
Commento su Michea 4, 1O
«Renderò di ferro il tuo corno, che i
babilonesi infransero, e di bronzo le tue
11
Molte nazioni si adunano contro Sian unghie e tu stritolerai molti popoli: con-
sacrerai al Signore il loro grano». Ciò
avverrà quando, dopo aver preso posses-
Sion disprezzata
so della loro terra e della loro ricchezza,
Ora molte nazioni sono riunite con- pagherete la decima al Signore di tutta la
tro di te. Questo significa che nel frattem- terra. Come ho detto, Dio ha mostrato ai
po un insieme di molte nazioni differenti giudei che sarebbero tornati dalla cattivi-
ti invade sotto il comando di Gog. Di tà, un segno di grandissima prosperità~
nuovo vi sarà profanazione a Sioh, e l' oc- Ed egli ha riservato la stessa cosa per la
chio si fermerà su di essa, il che vuol dire sua Chiesa.
che i luoghi sacri di Sion saramio violati e . Efrem,
grandemente disprezzati da coloro che . Commento su Michea 4, 13
non sanno che poi saranno trebbiati dalla

IL MESSIA DA BETLEMME

Ora fatti incisioni o figlia dell'orda s, han posto l'assedio intorno a


r)

nol con la verga percuotono sulla guancia il giudice d'Israele.


E tu, Betlemme di E/rata così piccola per essere fra i capoluoghi di
Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue
origini sono dall'antichità, ·dal giorni più remoti t. Perciò Dio li metterà in
potere altrui fi'no a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei
tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. Egli starà là e pascerà con la forza del
Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri per-
ché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra; e tale sarà la

r Nella Vulgata e NRSV questo versetto è numerato 5, 1invecedi4, 14.


s Il i;ignificato dd testo ebraico è oscuro; NRSV congettura: «Ora siete circondati da un muro».
t Nella Vulgata e NR~V questo versetto è numerato 5, 2 invece di 5, 1.
Il Messia da Betlemme (4, 14 - 5, 14) 199

pace: se Assur entrerà nella nostra terra e metterà il piede sul nostro
suolo u, noi schiereremo contro di lui sette pastori e otto capi di uomini: che
governeranno la terra di Assur con la !ipadr;, il paese di Nimròd con il suo
stesso pugnale v, Ci libereranno w da Assur, se entrerà nella nostra terra e
metterà piede entro i nostri confini.
Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popol~ come rugiada man-
data dal Signore e come pioggia ·che cade sul!'erba, che non attende nulla
·. dall'uomo e nulla spera daifigli dell'uomo. Allora il resto di Giacobbe sarà,
in mezzo a popoli numerosi, come un leone tra le belve della foresta, come
un
,, leoncello tra greggi di pecore, il quale, se entra, calpesta e sbrana e non
ce scampo.
La tua mano .si alzerà contro tutti i tuoi nemici: e tutti i tuoi avversari
saranno sterminati. In quel giorno - dice il Signore - distruggerò i tuoi
cavalli in mezzo a te e manderò in rovina i tuoi carri; distruggerò le città
della ~ua terra e demolirò tutte le tue f orteize. Ti strapperò di mano i sorti-
legi e non avrai più indovini. Distruggerò in mezzo a te le tue sculture e le
tue stele, nè più ti prostrerai davanti a un'opera delle tue mani. Estirperò da
te i tuoi pali sacri: distruggerò i .tuoi idoli. Con ira e furore, farò vendetta
delle genti: che non hanno voluto obbedire x (4, 14 - 5, 1~).
La Samaria indica metaforicamente coloro che sono disonorati (Cirillo di Alessandria).
I Magi, la stella e Betlemme sono tutti focalizzati sulla nascita di Gesù nella profezia di
Michea (Agostino). Gesù porta a compimento tutte le promesse fatte ad Abramo e a Davide
(Isho'dad di Merv). Michea ha indicato che il Messia è stato eternamente con Dio nel suo
inizio senza tempo (Cirillo di Gerusalemme, Teodoreto di Cirro). L'origine di Cristo è dal
prindpio (Isho'dad di Merv). Cristo verrà da Betlemme e sarà il pastore d'Israele (Giovanni
·Crisostomo). Cristo nacque come uomo visibile da una vergine (Agostino). Le sofferenze
d'Isr~ele sono le doglie con cui farà nascere la salvezza (Isho'dad di Merv). I Magi, la stella .
ed il luogo di nascita di Gesù furono tutte cose predette da Michea (Agostino). I giudei
miscredenti ed Erode pensarono erroneamente che Cristo sarebbe stato un re rivale dei
Romani, che avrebbe sconfitto il loro impero (Leone Magno). I sette pastori e gli otto prin-
cipi rappresentano il castigo che riceverà l'Assiria (Isho'dad di Merv).

u Lezione dei LXX; in ebraico: <<nei nostri palazzi».


v Nel testo ebraico: «nelle sue porte».
w Nel testo ebraico: «ci libererà».
x Nella NRSV questo versetto è numerato 5, 15 invece di 5, 14.
200 Michea

4 14
• Hanno posto l'assedio e con la verga dero alla salvezza degli altri ed essi mori-
percuotono rono nel diluvio; simili alle pietre miliari
che mostrarono la strada ma non pqtero-
La Samaria quale simbolo di vita nel no camminare [perché essi stoltamente
peccato rimasero sulla strada] . A loro fu chiesto
dove sarebbe nato il Cristo. Risposero: In
Così egli dice che la Samaria sarà cir- Betlemme di Giudea, perché così è scrit-
condata e assediata da popoli ostili. Non to dal profeta: E tu Betlemme, terra di
solo essi colpiranno fa sua guancia con la Giuda, non sei davvero la più piccola tra
mano - cosa questa che è più sopportabi- le città di Giuda. Da te infatti uscirà un
le -, ma la percuoteranno con verghe, il capo che governerà il mio popolo, Israele
che è assolutamente crudele. Ciò indica (cf. Mt 2, 5-6).
la vergognosa e miserevole sofferenza Agostino,
della cattività, poiché non vi è dubbio Discorsi 373, 4
che colpire la guancia è un disonore par-
ticolarmente grave. Considerando che
l'hanno anche colpita con le verghe, essi La più piccola ha creato il più forte
le hanno causato un'estrema afflizione e
umiliazione. Governata dalla tribù di «Ma tu, Betlemme, sei troppo picco-
Efraim, la Samaria è disonorata. È nel- la per ciò che sei» 5, cioè: sebbene in con-
!'onta e nella sofferenza. Tuttavia la mano fronto ai tuoi nemici tu sia scarsa nelle
che colpisce si fermerà, e noi non guste- forze e nel numero, e sia incapace di gui-
remo la miseria se solo faremo del nostro dare «i mille di Giuda», tuttavia, grazie ·
meglio nell'astenerci dal provocare la col- all'aiuto che ti darò, il potente sovrano
lera del Signore di tutte le cose trasgre- sarà in grado di fare guerra contro di
dendo e commettendo volentieri peccati, loro. Infatti l'ho destinato a questo fin
i quali sono a lui odiosi. Se lo onoriamo dall'inizio, per mezzo delle promesse già
invece con la virtù, allora godremo della fatte a Davide. Questo viene detto con il
prosperità e vivremo un'esistenza gioiosa solito .riferimento a Zorob~bele, ma il suo
e lodevole. , vero significato è stato rivelato in Cristo,
Cirillo di Alessandria, poiché quando egli apparve, tutte le pro-
. Commento su Michea 5, 1 messe fatte ad Abramo e a Davide si
comptrono.
Isho'dad di Merv,
5 1
• Un dominatore da Betlemme Commento su Michea 5, 1

Dove sarebbe nato Cristo


Eterno ma nato in un luogo tempo-
Che dirò di quei disgraziati giudei rale
che ai Magi in cerca di Cristo presentaro-
no addirittura la profezia che indicava il All'uomo pio, come ho detto, basta
luogo, designarono ~a città di Betlemme sapere che Dio ha soltanto un Figlio, solo
(e poi essi non la trovarono)? Sono simili da lui generato per natura, che non ha
ai costruttori dell'arca di Noè che provvj- avuto inizio nel tempo, quando nacque a

5Il testo della Peshitta differisce dall'ebrako ed è più vicino a quello dei LXX: «E tu, Betlemme,
sei scarsa di numero per essere annoverata fra i mille di Giuda».
Il Messia da Betlemme (4, 14 - 5, 14) 201

Betlemme, ma prima di tutti i secoli. Cristo nacque a Betlemme


Ascolta infatti cosa aveva profetato
Michea: «E tu, Betlemme di Efrata, non Ci fu W1 altro profeta, di nuovo che
sei cosl piccola fra le migliaia di Giuda, indicò il luogo dove sarebbe nato. Watti
. da te mi ~scirà il condottiero che reggerà Michea disse: «E tu, Betlemme, così pic-
Israele mio popolo; le sue origini sono cola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
dall'antichità, dai · giorni più remoti». da te mi uscirà il ·capo che pascolerà il
Non fermarti dunque a considerare la sua mio popolo, Israele: le sue origini sono
provenienza da Betlemme, ma ·adoralo dall'antichità, dai giorni dell'eternità».
per la sua generazione eterna dal Padre. Egli rivelò la sua esistenza prima di tutti i
Non sentire chi ti parla di un principio tempi. Quando disse: «Uscirà il capo che
del Figlio .nel tempo, ma riconoscine il pascolerà il mio popolo, Israele» egli
principio dal Padre al di là del tempo. · rivelò la nascita di Cristo nella carn~.
Cirillo di Gerusalemme, Giovanni Crisostomo,
Le catechesi 11, 20 Dimostrazione contro i pagani 3, 3

Il Verbo incarnato nacque a Be- Difesa della nascita umana di Cristo


tlemme Mentre in Giudea era re Erode e a
Ora questo richiama palesemente il Roma, in seguito al cambiamento della
prologo del Vangelo: In principio era il forma di Stato, era imperatore Cesare
Verbo, e il Verbo era presso Dio e t'l Verbo Augusto e mentre, grazie a lui, il mondo
era Dio; egli era in principio presso Dio era in pace, nacque il Cristo, secondo la
(Gv 1, 1-2). Richiama anche ciò che fu predizione profetica in Betlem di Giu-
detto da Dio per mezzo del beato Da- dea, visibilmente uomo da una creatura
vide: Dal grembo ti generai prima ·della umana vergine, invisibilmente Dio da
. stella del mattino (Sal 110, 3 LXX). Dio Padre. Aveva infatti predetto il
Questa persona, dWlque, che era prima Profeta: Ecco una vergine concepirà e par-
del .tempo, che era in principio presso torirà un figlio e lo chiameranno Ema-
Dio;\~he è Dio il Verbo, con la sua origi-
nuele che significa Dio con noi (Is 7, 14;
ne da quella fonte e dal principio riceve Mt 1, 23). Egli, per segnalarsi come Dio,
la sua nascita secondo la carne (dice il ha compiuto molti miracoli. Il Vangelo
·testo) in te [Betlemme], rendendoti cele- ne narra alcuni soltanto nei limiti richie-
?re ed illustre, sebbene tu sfa poco sti per segnalarlo all'attenzione. Il primo
unportante fra le mille di Giuda. · dei miracoli è la sua nascita prodigiosa
Teodoreto di Cirro, l'ultimo l'ascensione al cielo col su~
Commento su Michea 5, 2 corpo glorificato.
Agostino,
La et'ttà di Dio 18, 46
Nascita promessa ad Abramo
Il testo dice: «La sua origine è dal
principio», il principio, cioè secondo le
promesse fatte ad Abramo e a Davide.
Isho'dad di Merv,
Commento su Michea 5, 1
202 Michea

2
Colei che deve partorire partorirà ti ai prodigi, non lo i'ispar{Iliarono nean-
che come uomo. Come se fosse stato più
Il travaglio della cattività si conclu- strepitoso vedere una nuova stella che ha
derà con una nascita brillato alla sua nascita, anziché il sole
che ha pianto nella sua morte. La stella,
«Perciò Dio li metterà in potere che condusse i Magi al luogo dove si tro-
altrui fino a quando colei che deve parto- vava con la vergine madre il Dio bambi-
rire partorirà». Questo è ciò che il profe- no, certamente poteva condurli diretta-
ta chiama Gerusalemme. E questo signi- mente a quella città; tuttavia si nascose e
fica che li abbandonerà alle afflizioni del- non a:pparve loro di nuovo se non quan-
la cattività fino al giorno del ritorno. do ebbero interrogato i giudei sulla città
Questo vuol dire che queste predizioni in cui doveva nascere il Cristo - perché
non· avranno luogo finché non saranno fossero essi ad indicarla seguendo la: pro-
tornati dalla loro prigionia. Henana di .fezia della divina Scrittura - ed essi rispo-
Adiabene 6 dice che «colei che deve par- sero: In Betlemme di Giuda. Così infatti è
torire» è Gerusalemme, poiché è nelle stato scritto dal profeta: E tu, Betlemme,
doglie del parto, che sono le sue afflizio- terra di Giuda, non sei certo la minore fra
ni, e aspetta la nascita della sua salvezza, le città di Giuda, perché da te uscirà un
finché, secondo le sue aspettative, ci sarà capo che guiderà Israele, mio popolo (Mt
il ritorno e la fine delle sue sofferenze. 2, 5-6). Tutto q~esto che cosa ha signifi-
Ma allo stesso modo sopporterà diverse cato nei disegni della divina Provvidenza
difficoltà, finché la Vergine non darà alla se non che presso i giudei sarebbero
luce Cristo. rimaste soltanto le divine Scritture, con le
Isho' dad di.Merv, quali i pagani si sarebbero istruiti e i giu-
Commento su Michea 5, 3 dei accecati? Che le avrebbero conserva-
te non come aiuto alla propria salvezza,
ma come testimonianza della nostra sal-
Profezia dei Magi, della stella e di vezza? Infatti oggi, quando riferiamo
Betlemme ·queste antiche profezie riguardanti il
Cristo, rese chiare ed evidenti alla luce
Non bisogna neanche tralasciare· di degli eventi già avvenuti, se per caso dei
dire che questa illtiminazione dei Magi pagani, che noi vogliamo convertire,
costituì una prova irrefutabile della ceci- dicessero che sono state inventate da noi,
tà dei giudei. I Magi cercavano nel paese che non sono state pronunciate prima ma
dei giudei colui che i giudei non riusciro- posteriormente agli eventi accaduti, così
no a riconoscere pur essendo in mezzo a da credere che siano state profetizzate
loro. In mezzo ai giudei i Magi .trovarono cose già avvenute; noi, per fugare il dub-
il bambino che essi· poi non accettarono bio di questi pagani, presentiamo i codici
quando insegnava in mezzo a loro. I dei giudei. I pagani erano rappresentati
Magi, pellegrini in queste terre da paesi già ·da quei Magi, ai quali i giudei, trami-
1ontani, adorarono il Cristo bambino che · te le parole divine, indicavano la città in
ancora non parlava; i suoi concittadini lo cui è nato Cristo. I giudei però né lo cer-
crocifissero, in età ancora giovane, men- cavano né lo riconoscevano.
tre operava prodigi. I Magi riconobbero Agostino,
Dio in quel corpicino; questi, pur davan- Discorsi 200, 2. 3

·6 Autore siriaco del VI-VII secolo, che scrisse un commento sui dodici Prof~ci ora perduto.
Il Messia da Betlemme (4, 14 - 5, 14) 203

3 Abiteranno sicuri chia, cioè al tempo della roVina degli assi-


ri, Michea ci fornisce infor~azioni su
Erode temeva un rivale di questo quanto sarebbe accaduto per opera di
mondo Zorobabele nei confronti della casa di
Gog. Con i numeri sette e otto ha indica-
Evidentemente [i capi degli ebrei] to la completa e totale distruzione che si
intesero Da profezia] in senso carnale, abbatté sugli assiri per intervento dell' an-
proprio come fece Erode, e pensarono gelo. L'allusione è alle parole dell'Ec-
che il regno di Cristo sarebbe stato come clesiaste: Gettate il vostro pane sulle
quello dei potenti di questo monqo. Essi acque, poiché lo troverete dopo molti gior-
speravaqo in un capo temporale, mentre ni. Datene una porzione a sette o anche a
Erode temeva un rivale di questo mondo. otto, poiché non sapete che male potrebbe
<<Erode, tu sei prigioniero di un inutile accadere sulla terra (Qo 11, 1-2). Tuttavia
timore. Invano cerchi di infierire contro . altri suppongono che con «sette pastori»
il fanciullo che sospetti. Il tuo regno non egli voglia indicare i profeti, che vissero
comprende Cristo, né il Signore del prima dell'invasione degli assiri, e predis-
mondo si cura degli scarsi limiti entro cui sero la loro tovina, e che con «Otto prin-
agiti lo scettro del tuo potere. Colui che cipi di uomini» egli v~glia indicare Eze-
tu non vuoi vedere regnare in Giudea chia e i principi che lo assistevano. [. .. ]
regna dovunque. Tu stesso regneresti più La frase «sette pastori>> potrebbe anche
felicemente se ti sottoponessi al suo indicare la pienezza della punizione che
governo. Perché non trasformi in servizio gli assiri avrebbero sublto ad opera del-
onesto ciò che conti di fare nella falsità e 1'angelo, mentre «otto morsi s di uomini»
nella colpa? Va' con i s~ggi e venera il indica ciò che aspettava i sopravvissuti
vero re con umile adorazione. Ma essen- dopo la loro fuga. Ciò che accadde è che
do più incline alla cecità dei giudei, tu il re assiro fu assassinato dai suoi figli, e
non imiti la fede di questi gentili. Dedichi gli altri furono sterminati dai loro compa-
il tuo cuore perverso a crudeli azioni. trioti. [. . .] Da un punto di vista spiritua-
Tuttavia non riuscirai ad uccidere colui le il verso si adatta a Satana, colui che
che.temi, né farai male a coloro che elimi- volle abolire la Legge e il Vangelo, e fu
nerai_>> 7. sconfitto dai profeti, dagli apostoli e dagli
Leohe Magno, angeli.
Sermoni 34, 2 Isho'dad di Merv,
Commento su Michea 5, 4
4
Quando Assur entrerà nella 'nostra
terra

Sette pastori e otto principi


«Schiereremo contro di loro sette
pastori e otto principi>>. Per mezzo degll
eventi che accaddero al tempo di Eze-

7 Qui Leone Magno fa riferimento al martirio dei primi cristiani.


8 Questa è lezione della Bibbia Siriaca. ·
Michea

IL PROCESSO DEL SIGNORE AD ISRAELE

Ascoltate dunque ciò che dice il Signore Y: «Su, fa' lite con i· monti e i
colli ascoltino la tua voce! Ascoltate, o monti: il processo del Signore e por-
gete l'orecchi.o, o perenni fondamenta della terra, perché il Signore è in lite
con il suo popolo, intenta causa con Israele. Popolo mio, che cosa ti' ho fatto?
·In che cosa ti ho stancato? Rispondimi. Forse perché ti ho fatto uscire
dall'Egitto, ti ho riscattato dalla casa di schiavitù e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Mari·a? Popolo mio, ricorda le trame di Balàk re di Moab,
e quello che gli rispose Bàlaam, figlz'o di Beor. Ricordati di quello che è avve-
nuto da Sitti'm a Gàlgala, per riconoscere i benefi.ci del Signore». Con che
cosa mi presenterò al Signore, mi prostrerò al Dio altissimo? Mi presenterò
a lui con olocausti: con vitellt' di un anno? Gradirà il Signore le migliaia di
mo_ntoni e torrenti di olio a miriadi'? Gli offrirò forse il mio primogent'to per
la mia colpa, il /rutto .delle mie viscère per il mio peccato? Uomo, ti è stato
insegnato ciò che è buono e ciò che richiede z'l Signore da te:· praticare la giu-
stizia, amare la pietà z, camminare umilmente con il tuo Dio.
La voce del Signore grida alla città! Ascoltate tribù e convenuti della
città aa: Ci sono ancora ab nella casa dell'empio i tesori ingiustq.mente acqui-
stati e le misure scarse, detestabili? Potrò io giustificare le false bilance e il
sacchetto di pesi falsi? I ricchi ac della città sono pieni di violenza e i suoi
abitanti ad dicono menzogna. Anch'io ho cominciato a colpirti ae, a devastar-
ti per i tuoi peccati~ Ma?Jgerai: ma non ti saziera~ e la tua fame rimarrà in
te; metterai da parte, ma nulla salverai e se qualcuno salverai· io lo conse-
gnerò alla spada. Seminerai: ma non mieterai: frangerai le olive, ma non ti
ungerai d'olio; produrrai mosto, ma non berrai il vino.
Tu osservi gli statuti di Omri af e tutte le pratiche della casa di Acab, e
segui i loro propost'tz: perciò io farò di te una desolazione, i tuoi abitanti ag
oggetto di scherno e subirai l'obbrobrio dei popoli ah (6, 1-16).

Y LXX: «Parola del Signore, il Signore disse>>.


z Oppure: «amore costante».
aa Lezione derivata çlai LXX; in ebraico: <<Ascoltate tribù e chi l'ha ancora eletta».
ab Testo ebraico di significato incerto; NRSV congettura: <<Posso dimenticare».
se In ebraico: <<l cui ricchi. .. i cui abitanti».
ad In ebraico: «i cui ricchi. .. i cui abitanti>>.
ae Lezione dei ~XX, Vulgata e Peshitta; in ebraico: «ti ho disgustato».
af Lezione dei LXX, Peshitta, Vulgata e Targum; in ebraico: «Gli statuti di Omri so~o osserva-
ti>>.
ag In ebraico: «i suoi abitanti».
ah Lezione dei LXX; in ebraico: «del mio popolo».
Il processo del Signore ad Israele (6, 1-16) 205

<<Popolo mio, che cosa ti ho fatto?» è l'accusa ed il verdetto di Cristo contro i suoi per-
secutori (Ambrogio). I giudei hanno perduto l'opportunità di ricevere Gesù come Messia
(Cassiodoro). Le parole di Michea sono rivolte contro gli ariani (Gregorio di Nazianzo).
Michea lamenta l'ingratitudine qei giudei del suo tempo verso Dio.dopo la loro liberazione.
ll Signore non richiede loro sacrifici, ma giustizia, misericordia ed amore (Ambrogio). Gli
esseri umani sono chiamati a procreare ed a riempire la terra (Clemente Alessandrino). Dio
è misericordioso e richiede la stessa misericordia a chi lo segue (Tertulliano). I credenti non
devono tardare nel fare del bene (Ambrogio). La verità viene insegnata meglio quando si
concretizza nelle azioni (Beda). L'amore verso Dio e' verso il prossimo è superiore ai sacrifi-
ci ed alle offerte (Teodoro di Mopsuestia). Dio ci chiede niente di meno che darci a lui
(Agostino). ·

6 3
• Popolo mt'o! non teme il giudizio sulla propria fede,
chiede anche che la sua casa sia distinta
Il giudizio di Cristo nei confronti da quella dei persecutori, perché non sia
del suo popolo coinvolta nella colpa con gli eredi iniqui
della sua stirpe e della sua post~rità la
C'è anche una terza rimostranza: discendenza di tutto il popolo giudaico.
posto fra uomini che commettono malva- Ambrogio, Le rimostranze
gità, desidera che la sua causa sia separa- di Gt'obbe e di Davide 4, 8, 29
ta dalla contaminazione che da loro deri-
va (cf. Sal 42, 1). E molti pensano che dò
si debba riferire al Signore Gesù, poiché Giudizio e conforto
non temere il giudizio spetta a lui solo,
che vince quando viene giudicato (cf. Sal Dal momento che [i giudei] hanno
50, 6). Da un uomo iniquo viene sottopo- continuato nel loro errore con maledetta
sto a giudizio al quale spontaneamente si ostinazione, egli sicuramente li giudiche-
sottomette, come trovi scritto: <<Popolo rà, perché non hanno voluto essere suoi,
miQ, che cosa ti ho fatto o in cosa ti ho sebbene li avesse scelti fra tutti i .popoli
rattristato?». Ma dal momento che il come suo possesso. Ad essi, dunque, egli
Padre ha delegato a lui ogni giudizio dice: Ascolta, popolo, ed io parlerò (Sal 50,
- senza dubbio non perché di poco valo- 7), e altrove: Popolo mio, cosa ti ho fatto?
re, ma perché Figlio-, quale giudizio può Così li giudicherà. Ma senti ciò che
egli subire? Se pensano che il Figlio segue, dal momento che riguarda i fedeli:
debba subire il giudizio del Padre, il Ancora avrà pietà di noi, cioè ·quando
Padre, in ogni caso, non giudica nessuno, darà le rico.mpense promesse a coloro,
ma ha delegato ogni giudizio al Figlio, per- che sulla terra sono afflitti con aspro
ché tutti onorino il Figlio come onorano il disprezzo a causa del suo nome. La
Padre (Gv 5, 22-23). Il Padre onora il Scrittura dice di loro: Benedetti coloro che11
Figlio e tu lo giudichi? Abbiamo fissato ' piangono, perché saranno confortati (Mt'5: !
questo punto perché nessuno pensi che 5), ed in un altro· passo: Chi crede in me
noi, quasi per timore di una domanda, al non è giudicato, ma passerà dalla morte
posto del Signore collochiamo la persona alla vita. Ma chi non crede è già giudicato
del profeta, mentre il santo Davide, pre- (Gv 3, 18.36).
vedendo in spirito che i giudei sarebbero Cassiodoro,
insorti contro la passione del Signore, Esposizione sui Salmi 134, 14·
206 Michea

Le parole di Dio rivolte agli ariani 7


<>-
.
Saranno le offerte gradite al Signore?
I
che provocano guerre insensate
Il peccato non è redento dalle
Volete che io, con protervia e durez-
nostre offerte
za, parli a voi con le parole di Dio a
Israele? «Popolo mio, che cosa ti ho Che altro infatti ti si chiede, uomo,
fatto? In cosa ti ho ingiuriato o ti ho stan- se non di temere Dio, di cercarlo, di cam-
cato?» .. È più giusto che questo linguag- minare sulle sue orme, di prendere le sue
gio venga usato da me contro di voi, che vie? Come potrò conquistare il Signore?
mi insultate. È triste vedere come cer- Forse con olocausti 9? Il Signore non ci
chiamo opportunità per scontrarci, e ritorna amico e i peccati non vengono
come, dopo aver distrutto il nostro spiri- rimessi né con diecimila capretti né con
to di fratellanza per diversità di opinioni, mille arieti né con i frutti dell'empietà,
siamo quasi diventati più crudeli degli ma la sua grazia si ottiene con una vita
stessi barbari, che sono ora impegnati in onesta.
una guerra contro di noi, tenuti uniti Ambrogio,
dalla Trinità, che noi abbiamo separato. La fuga dal mondo 6, 33
Gregorio di Nazianzo,
Orazioni 33, 2
Il nascere non è un male
5
Ricorda le trame di Balak Chiunque si allontani dal peccato
per avvicinarsi alla fede, si allontana dun-
Il popolo punito per aver respinto i que da pratiche peccaminose (come se
fossero sua madre) per entrare nella vita?
messaggeri di Dio
Porterò come prova uno dei dodici
Tu vedi quant'è mite il Signore, cosl Profeti, che dice: «Gli offrirò forse il mio
che il suo esempio t'invita alla misericor- primogenito per la mia colpa, il frutto
dia; è mite anche quando rimprovera. · delle mie viscere per il mio peccato?».
Perciò, mentre accusa i giudei, dice: Può la madre acquistarsi una via a Dio
<<Popolo mio, che male ti ho fatto o in che abbandonando il suo primogenito?
cosa ti ho rattristato o in che cosa ti sono Questa frase non deve essere intesa come
stato molesto? Rispondimi. Perché ti ho una critica alle parole crescete e moltipli-
fatto uscire dalla terra d'Egitto e ti ho catevi (Gn 1, 28). Michea si riferisce,
liberato dalla casa della schiavitù?». E usando la parola «colpa», ai primi impul-
aggiunse: «E ho mandato davanti a te si dopo la nascita, non ci aiutano nella
Mosè, Aronne e Maria». Ricordati cosa conoscenza di Dio. Se qualcuno distorce
tramò contro di te Balac (cf. Nm 24, 13 ), queste parole per dire che la nascita è un
cioè quell'individuo che cercava l'aiuto male, dovrebbe anche usarle per dire che
dell'arte magica, ma tuttavia io non gli è un bene, poiché in essa noi giungiamo a
permisi di farti del male. conoscere la verità.
Ambrogio, Clemente Alessandrino,
Lettere fuori collezione 1, 24 Stromata 3, 16, 101

9 Cioè le offerte bruciate sulraltare.


Il processo del Signore ad Israele (6, 1-16) 207

8
Cosa è buono Insegnare la verità e compiere opere
buone
Dobbiamo realmente imitare la be~
nevolen:z;a di Dio Qui vi è un sacerdote che serve ad
ogni ora con grande timore, mentre cam-
«Ma Dio [dicono i fòrnicatori e gli mina umilmente con il Signore suo Dio,
adulteri] è buono e molto benevolo». secondo le parole del profeta. Mentre un
Egli è misericordioso, compassionevole e ahro sacerdote è a malapena capace di
ricco di misericordia (Sal 145, 8),.la quale avere quello stesso timore quando è sul
preferisce a qualsiasi sacrificio (Os 6, 6). punto di morire e di entrare nel giudizio
Egli non desidera tanto la morte quanto t'l finale al cospetto del suo Signore. Ma la
pentimento del peccatore (Ez 18, 23 ). Egli piena espressione del sacerdozio è costi-
è il Salvatore di tutto il popolo, e special- tuita dalla combinazione dell'insegna-
mente del fedele (1 Tm 4, 10). Pertanto i mento della verità con il compimento di
figli di Dio devono anch'essi es~ere mise- opere buone .. Questo è in armonia con il
ricordiosi e amanti della pace (Mt 5, 9), commento del beato Luca che nello scri-
r
perdonandosi un l'altro come Cristo ci ha vere il suo vangelo ha composto un trat-
perdonato (Col 3, 13), senza giudicare, tato concernente tutte le cose che Gesù
affinché non siamo giudicati (Mt 7, 1). aveva cominciato a fare e ad irisegnare
[. .. ] Tuttavia molte di queste cose sono (cf. At 1, 1).
solo dette da questi uomini, non fatte, e Beda,
sono ostentate senza che rafforzino la Sul Tabernacolo 3, 6
disciplina, p-ia piuttosto la fiacchino, e
sono solo lusinghe verso Dio e inganni
verso se stessi. . Amore di Dio e del prossimo
Tertulliano,
La pudicizia 2 Dimenticate gli olocausti, gli innu-
merevoli sacrifici e le oblazioni dei pri-
mogeniti, egli dice. Se avete interesse a
Perché esitare nel fare del bene? compiacere la divinità, praticate ciò che
Dio vi ha ordinato all'inizio · mediante
' Ti è stato rivelato, dice, o uomo, che Mosè. E che cos'è? È dare giusti giudizi e
cosa sia bene. O che altro egli potrebbe prendere decisioni convenienti in tutti i
esigere da te se non che tu pratichi la giu- casi in cui siete chiamati a scegliere il
stizia, ami la misericordia e sia pronto a meglio invece del peggio; è continuare a
seguire il tuo Signore? Dice il ·vangelo: dare prova di tutto l'amore possibile e di
Alzatevi e andiamocene (Gv 14, 31); ti completa solidarietà al vostro prossimo,
dice la Legge: Camminerai dietro il Si- ed essere pronti a mettere in pratica ciò
gnore Dio tuo (Dt 13, 4). Sai come fuggi- che è dovuto a Dio in ogni possibile
re di qui: perché indugi? maniera. In breve egli vuole dire: Ame-
Ambrogio, rete Dio con tutto il cuore, la mente e
La fuga dal mondo 6, 33 l'anima, ed amerete il prossimo come voi\
stessi (Dt 6, 5), come fu detto anticamen-
te per mezzo di Mosè. Fate questo, egli
dice, come qualcosa di più gradito a Dio
dei sacrifici.
Teodoro di Mopsuestia,
Commento su Michea 6, 6-8
208 Mi'chea

Il Signore chiede di offrire noi stessi ture materiali, nessun'altra ne ha creata


superiore a te. Da te poi egli cerca te stes~
Cercavi cosa offrire per ·te. Offri te so in quanto tu ti eri perduto.
stesso. Cosa infatti ti chiede il Signore se Agostino,
non te stesso? In effetti, fra tutte le crea~ Discorsi 48, 2

IL PECCATO E IL TORMENTO D'ISRAELE

Ahimè! Sono di'ventato come uno spigolatore d) estate ai, come un rad-
. molatore dopo la vendemmia.' Non un grappolo da-mangiare) non un fico
per la mia voglia. I.:uoino pio è. scomparso dalla terra) non c)è più un giusto
fra gli uomini: tutti stanno in agguato per spargere sangue; ognuno dà la cac-
cia con la rete al fratello. Le loro mani son pronte per il fl'!ale; il principe.
avanza pretese, il giudice si lascia comprare) il grande manifesta la cupidigia
e così distorcono tutto. Il migliore di loro non è che un pruno) il più retto
una siepe di spine. Il giorno predetto dalle tue sentinelle ai) il giorno del
castigo è giunto) adesso è la loro rovina. Non credete all)amico) non fidate-
vi del compagno. Custodisci le porte della tua bocca davanti a colei che ripo-
sa vicino·a te. Il figlio insulta suo padre, la figlia si rivolta contro la madre)
la nuora contro la suocera e i nemici del!'uomo sono quelli di casa sua. Ma
io volgo lo sguardo al Signore} spero nel Dio della mia salvezza) il mio Dio
m)esaudt'rà.
Non gioire della mia sventura, o mia nemica! Se son caduta) mi rialze-
rò; se siedo nelle tenebre, il Signore sarà la mia luce. Sopporterò lo sdegno
del Signore perché ho peccato contro di lui: finchè egli tratti la mia causa e
mi renda ragione) finchè mi faccia uscire alla luce e·io veda la sua giustizia.
La mia nemica lo vedrà e sarà coperta di vergogna, lei che mi diceva: «Dov'è
il Signore tuo Dio?». I miei occhi gioiranno nel vederla calpestata come
fango della strada. ·
È il giorno in cui le tue mura saranno riedificate; in quel giorno più
ampi saranno i tuoi confi:n~· in quel giorno si verrà a te dall'Assiria fino
all'Egitto ak} dall'Egitto fino all'Eufrate, da mare a mare, da monte a monte.
La terra diventerà un deserto a causa dei al suoi ·abitanti: a motivo delle loro
ai.ioni (7, 1-13).

ai Lezione dei LXX; in ebraico: «come quando il frutto d'estate è stato raccolto».
aj NRSV congettura: «delle loro sentinelle». ·
ak Congettura della Bibbia CEI e Nru)V; in ebraico: «e le dttà dell,Egitto».
. al LXX: «insieme ai>>. ·
Il peccato e il tormento d'Israele (7, 1-13) 209

I credenti devono chiedersi in coscienza se sono essi il buon raccolto che sarà fatto nel-
l'ultimo giorno (Origene). Gli ingiusti sono la pula gettata via, mentre i giusti restano come
grano maturo (Ambrogio). Dobbiamo fare attenzione alle conseguenze secondarie e non
intezionali del dire la verità (Giovanni Cassiano). Se si è stati rigenerati in figli di Dio, ciò
deve riflettersi nella nuova vita (Gregorio di Nissa). Sia 1,ascia che la spada sono simboli del-
fopera dello Spirito Santo che separa il bene dal male (Gregorio di Nazianzo). Dio assiste
coloro che sono caduti nella malattia (Ambrogio). Le conseguenze del peccato, anche di
quello di cui ci si è pentiti, devono essere sopportate con umiltà (Basilio di Cesarea).

7
•1 Come uno spigolatore d'estate 21) -, viene, cerca di vendemmiare, trova
qualche racimolo e corti grappoli né rigo-
Chi è pronto per la mietitura? gliosi né numerosi. Chi di noi ha grappo-
li di virtù?
Chi nello stesso luogo parla, quando Origene,
il profeta dice: «Ahimè, che sono diven- Omelt'e su Geremia 15, 3
tato come uno che raccoglie paglia al
tempo della mietitura?». Dunque allora il
profeta «raccoglieva» e vuole «raccoglie- La metafora delle spigolature
re»? Forse dunque ha un campo il profe-
ta? Ma non è coqipito di nessuno racco- · Gli ingiusti sono vagliati come pula, i
gliere, e raccogliere tutto, dallà mietitura giusti come buon grano. Ascolta perciò il
e dagli altri semi, se non del Signo1·e e Signore che dice a Pietro: Ecco, Satana vi
Salvatore Gesù Cristo. Poiché dunque vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma
sono molte cadute fra le genti, ma anche io ho pregato per te, perché la tua fede non
fra noi che passiamo per appartenenti venga meno (Le 22, 31-32). Vengono
alla Chiesa, si lamenta e fa lutto sui nostri meno quelli che sono vagliati come pula,
peccati dicendo: «Ohimè, guai a me, che non viene meno colui che assomiglia a
sono diventato come uno che raccoglie quel grano che è caduto nella terra ed· è
paglia!». Ciascuno di noi esamini se stes- riapparso accresciuto da frutti più abbon-
so: è forse una spiga? Forse che il Figlio danti. Perciò il profeta dice: «Me sventu-
di Dio troverà in ·lui da vendemmiare o rato, perché sono diventato simile a chi
da mietere? Troveremo che alcuni di noi raccoglie le stoppie nella messe!». L'em-
sono preda del vento: se dunque abbia- pietà è paragonata alla stoppia che viene
mo ancora un pochino in noi stessi, cioè bruciata immediatamente e alla polvere.
due o tre gran!, i nostri peccati sono molti Perciò, dopo aver detto: Saranno come pu-
su di noi. Vedendo dunque che anche le la vagliata dal vento (Gb 21, 18), aggiunse
cosiddette Chiese sono riempite di pec- un versetto dicendo subito: o come polve-
catori, dice: «Ohimè, che sono divenuto re che il vento trasporta (Gb 21, 18). Per
come uno che raccoglie paglia alla mieti- questo, perché tu conosca che l'empi<?.t
tura e un racimolo alla vendemmia». È come polvere si sbriciola rapidamente e 1
venuto cercando un frutto nella vigna · svanisce, trovi nel primo Salmo: Non così
- poiché ciascuno di noi è piantato pro- gli emp~ non cost, cioè, non come i giusti,
prio come una vigna in un luogo pingue ma come polvere che il vento solleva dalla
(Is 5, 1), e: una vite dall'Egitto ha trapian- faccia della terra (Sa! 1, 4).
tato (Sa! 79, 1), ma io ti avevo piantato Ambrogio, Le rimostranze
come vite fruttifera, tutta genuina (Ger 2, di Giobbe e Davide 2, 5, 18
210 Michea

5 6
Custodisci, le porte della tua bocca Nemici nella stessa casa I

Inattese conseguenze del dire la Affermate chiaramente chi è vostro


verità Padre
[Nella disciplina spirituale] ne segue Colui che rimane nelle stesse condi-
allora che non si deve tener presente r a- zioni di prima e poi va proclamando
zione in se stessa, quanto invece l'inten- dovunque il suo cambiamento in una vita
zione di chi opera, al punto che, almeno migliore mediante il Battesimo, ascolti le
per alcuni, per converso, ha nuociuto di parole di Paolo: Se uno crede di essere
più la verità che la menzogna. Il re Saul si qualcosa, mentre non è nulla, inganna se
lamentava davanti ai suoi servi per la fuga stesso (Gal 6, 3). Perché tu non puoi esse-
di Davide, e dichiarava: Forse jl figlio di re quel che non sei diventato. A quanti lo
Jesse darà a voi campi e vigne) e farà) di voi hanno accolto, dice il Vangelo a proposi-
tuttz: tribuni e centurionl dato che avete to degli uomini rigenerati, ha dato il po-
congiurato tutti contro di me e non c'è nes- tere di diventare figli di Dio (cf. Gv 1,
suno che mi avverta? (1 Re= 1 Sam 22, 7- 12). Il figlio partecipa necessariamente
8).. Doeg, l'idumeo, che altro · rivelò, se della natura del padre. Se dunque tu hai
non la verità, allorché dichiarò: Ho visto accolto Dio e sei divenuto suo figlio,
t'l figlio di ]esse, quando venne a Nob da esprimi in te stesso colui che ti ha genera-
Achimelech) sacerdote. Costui consultò il to. La stretta unione con Dio di chi è
·Signore per lul gli diede da mangiare e gli divenuto suo figlio si deve manifestare
consegnò la spada di Golia? (1Re=1 Sam mediante gli stessi tratti caratteristici che
22, 9-10). E cosl egli, per aver enunciato ci fanno riconoscere Dio. Egli apre la sua
la verità, meritò di essere sradicato dalla mano e sazia ogni vivente di buona
terra dei viventi, e di lui è detto per . volontà (cf. Sal 145, 16), perdona l'iniqui-
mezzo del profeta: Perciò Dio ti demolirà tà, si pente del male (cf. Gio 2, 13 ); il
per sempre, ti spezzerà e ti strapperà dalla Signore è buono con tutti, non esercita la
tua tenda, e ti sradicherà dalla terra dei sua ira ogni giorno (cf. Sal 7, 12); retto è
viventi (Sai 51, 7). Egli, dunque, per aver il Signore Dio, e in lui non vi è ingiustizia;
detto la verità, venne strappato via dalla e così tutte le qualità proprie di tal gene-
terra con uno sdradicamento perfetto, re su cui la Scrittura ci istruisce più volte.
mentre Rahab, la meretrice, proprio per Se tu possiedi queste note caratteristiche,
aver detto una menzogiia, vi ~ introdot- sei divenuto veramente figlio di Dio; se
ta con tutta la sua parentela (cf. Gs 16). invece rimani nelle condizioni proprie
Io ricordo che al modo stesso anche del vizio, invano vai proferendo di essere
Sansone (cf. Gdc 16) rivelò con suo gran- nato dall'alto.
dissimo danno all'empia moglie la verità, Gregorio di Nissa,
da lui per molto tempo tenuta nascosta La grande catechesi 40, 4-5
con una menzogna, ma lui, proprio per la
rivelazione della verità, fatta con tutta Il giudizio divino . separa Dio dal
sconsideratezza, incorse nell'inganno, male
poiché non tenne presente il precetto
dettato dal profeta: «Custodisci la porta Che significa la scure (cf. Mt 3, 10)?
della tua bocca davanti a colei che riposa Il troncar via l'anima che resta incurabile
vicino a te». anche dopo che ha ricevuto il concime.
Giovanni Cassiano, Che significa.la spaqa (cf. Mt 10, 34)? Il
Conferenze ai monaci 17, 20 taglio del Logos, il taglio che separa l'ele-.
Salvezza d'Israele (7, 14-20) 211

mento peggiore da quello migliore e che. bi la volontà di rialzarti. c 'olui che ti farà
divide il fedele dall'infedele e che suscita rialzare è a portata di mano.
il figlio e la figlia e la sposa contro il Ambrogio,
padre e la madre e la suocera (cf. Mt 10, Commento a Dodici salmi 37, 47
35), cioè le realtà nuove e recenti contro
quelle vecchie e che sono ombra del futu-
9
ro. E che significa il legaccio del calzare, I:indignazione del Signore
che non sciogli (cf. Mt 3, 11) tu che bat-
tezzi Gesù, tu che appartieni al deserto e Dobbiamo accettare il giudizio divi-
non ti cibi, ti che sei il nuovo Elia (cf. Mt no dei nostri peccati
11, 14) e sei superiore anche al profeta
(cf. Mt 11, 9), in quanto hai visto colui A volte sopportiamo la malattia
che era stato profetato, tu che sei l'inter- come una punizione per i nostri peccati
mediario tra l'Antico e il Nuovo Testa- intesa a convertirci, poiché il Signore
mento (cf. Le 16, 16)? Che significa tutto - dice la Scrittura -punisce colui che.ama
questo? Forse sono la spiegazione del- (Prv 3, 12). Di nuovo insegna la Scrittura:
1' avvento di Cristo e della sua incarnazio- Pertanto vi sono molti infermi e deboli/ra
ne, una spiegazione di cui nemmeno il vo~ ed alcuni sono morti. Ma se noi giudz'-
punto più importante è facile ad inten- cassimo noi stessz~ non·saremmo giudicati:
dersi, non solo per coloro che che sono noi siamo puniti dal Signore in modo da
ancora carnali e infanti in Cristo, ma non essere condanna# insieme al mondo
nemmeno per quelli che sono nello spiri- (1 Cor 11, 30-32). Di conseguenza, quan~
to alla maniera di Giovanni. · do noi che apparteniamo a questa classe·
Gregorio di Nazianzo, abbiamo riconosciuto le nostre trasgres-
Omelt'e sulla natività, senn. 39, 15 sioni, è conveniente che sopportiamo in
silenzio, senza ricorrere a medicine, tutte
le afflizioni .che ci colpiscono, ricordando
11
Mi rialzerò le parole del profeta: Sopporterò lo sdegno
del Signore, perché ho peccato contro di
La .volontà di rialzarsi lui.
\. Basilio di Cesarea,
ta caduta di debolezza non è grave, Le regole lunghe, quest. 55
se libera dal desiderio della volontà. Ab-

SALVEZZA D'ISRAELE

Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità> che sta.
solitario nella foresta in mezzo ai gz'ardinz> pascolino in Basàn e in Gàlaad t.
come nei tempi' antt'chi. Come quando sei uscito dall'Egitto> mostraci am cose
prodigiose. Vedranno le genti e resteranno deluse di tutta la loro potenza. Si

am In ebraico: «mostrerò a lui».


212 Michea

porranno la mano sulla bocca, i loro orecchi ne resterannp assorditi.


Leccheranno la polvere come il serpente, come i rettili della t~rra; usciran-
no tremanti dai loro nascondigli, trepz'deranno e di te avranno #more.
Qual dio è come te, che toglie t iniquità e perdona il peccato al resto
della sua eredità; che non serba per sempre l'ira, ma si compiace d'usar mise-
ricordia? Egli tornerà ad aver pietà dz' noi, calpesterà le nostre an colpe. Tu
getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua
fedeltà, ad Abramo la tua benevolenza, come hai giurato ai nostri padri fino
dai tempi antichi (7, 14-20).
Gli egiziani sono un simbolo del peccato, che il battesimo ha fatto annegare rivelando
la misericordia di Dio (Agostino). I sacerdoti dell'antica alleanza imprigionarono il popolo
in regole e precetti impossibili. La capacità di Cristo di rimuovere l'ingustizia fu predetta dal
profeta (Giovanni Crisostomo). Il diavolo cerca di ingannare il fedele facendo nascere dubbi
nel suo animo (Ambrogio). La tunica della salvezza deve essere data a coloro che non ne
hanno alcuna, cioè a coloro che non amano Dio (Origene). Il battesimo è come un'inonda-
zione che lava via i peccati. Michea ha parlato di questa purificazione come di uno scaglia-
re i peccati in fondo al mare (Basilio di Cesarea).

7 15
' I giorni delt esodo benevolo e misericordioso, egli si rivolge-
rà ed avrà pietà di noi; affogherà nell' ac-
L'esodo prefigura il battesimo qua le nostre iniquità e getterà nel pro-
fondo del mare tutti i nostri peccati.
Infatti i profeti non omisero di chia- Agostinò,
rire il loro messaggio, sicché, vedendo [la Esposizioni sui Salmi 113, 4
realizzazione] delle figure e assaporando-
ne la gioia, certi e sicuri, dal tesoro di Dio
sappiamo cavar fuori ricchezze nuove e 18
I:amore certo di' Di'o
antiche, tutte e due in pieno accordo fra
loro. Michea, ad esempio, cantò i fatti di Solo Dio ha l'autorità di perdonare-i
cui vi ho parlato molto tempo dopo l'eso-
peccati
do di qud popolo dall'Egitto e molto
prima dell'era cristiana; eppure egli atte- Infatti cosa dissero i detrattori di
sta in maniera inequivocabile che la sua Gesù? Nessuno può perdonare i peccat~
predizione riguarda eventi futuri. Dice: solo ·Dio (Mc 2, 7). Nel dare questa defi-
Io mostrerò loro dei portenti come nel nizi~ne essi stessi introdussero la regola,
giorno della loro partenza dall'Egitto. Le essi stessi proclamarono la Legge. Poi
genti vedranno ·e resteranno confuse ... egli procedette a .farli impigliare nelle
Erano i nostri peccati, che nel battesimo loro stesse parole: «Voi avete confessato ..
furono sommersi e annientati come gli - dice in effetti - che il perdono dei·pec-
egiziani travolti dal mare. Dice: Poiché è cati è un attributo esclusivo di Dio; la mia

~n Lezione dei LXX, Vulgata, Peshitta, Targum; in ebraico: «le loro».


Salvezza d'Israele (7, 14-20) 213

eguaglianza [con il Padre] è quindi fuor nostri delitti in fondo al mare», nello stes-
di dubbio». E non sono solo.questi uomi- so senso dobbiamo buttar via lontano da
ni a dichiarare questo, ma anche il profe- noi i vizi e i peccati e gettarli su colui che
ta Michea, che disse: «Qual Dio è come è stato per noi la causa di essi. «E.colui
te?», e poi indicando il suo speciale attri- che ha del cibo, faccia lo stesso». Colui
buto aggiunge: «che togli l'iniquità e per- che ha del cibo ne dia a chi non ne ha, in
doni il peccato». modo che .quello riceva, non soltanto gli
Giovanni Crisostomo, . .abiti, ma anche gli alimenti". .
Omelia sul paralitico 6 Origene, Commento
al Vangelo di Luca 23, 4

Non permettere che il maligno fac-


cia nascere dubbi Le acque battesimali coprono i pec-
cati
E per tale motivo non ascoltiamo [il
diavolo], quando ci troviamo in qualche Il Signore siede t'n trono sull'inonda-
avversità di questo mondo, quando ci zione (Sal 28, 10). Un'inondazione è uno
coglie o un dolore fisico o la perdita dei straripamento di acque che fa sì che tutte
figli o degli altri parenti; ripeto, non le cose sotto di esso scompaiano. Pulisce .
ascoltiamolo dire: Dov'è il tuo Dio? (Mie tutto ciò che prima era sporco. Pertanto
7, 10). Quando ·u n grave dolore non ci dà egli chiama la grazia del battesimo
tregua, allora dobbiamo guardarci dalle un'inondazione, dal momento che l' ani-
sue tentazioni, allora egli si sforza di . ma, dopo essere stata lavata bene di ogni ·
allontanare dalla retta via r anima afflitta. suo peccato e liberata dell'uomo vecchio,
Dunque l'anima che non darà ascolto alle è quindi pronta a diventare una dimora.
sue insidie, :vedendo in seguito le meravi- conveniente di Dio nello Spirito. Inoltre
glie di Dio, vedendo se stessa in cielo, il anche ciò che è detto nel salmo 31 con-
diavolo invece strisciare come una serpe corda con questo. Infatti dopo aver
per terra, si rallegrerà dicendo: «Quale detto: Sono a conoscenza del mio peccato,
Di9 è come te, che togli i peccati e trasfe- e non ho nascosto la mia ingiustizià, ed
risciJe empietà?». anche, per questo tutti coloro che sono
Ambrogio, santi # pregheranno, egli aggiunge: ed
Lettere 18, 22-23 ancora in un'inondazione di molte acque,
non si avviceneranno a lui (Sal 31, 5-6). In
verità il peccato non si avvicinerà a colo-
19
Misericordia e perdono ro che hanno ricevuto il battesimo per la
remissione delle sue .trasgressioni per
Come Dio perdona, così noi perdo- mezzo dell' aèqua e dello Spirito. Qual-
niamo cosa di vicino a questi concetti si ritrova
nella profezia di Michea: <<Poiché si com-
Noi dobbiamo donare una tunica a piace della misericordia, si volgerà . di~.
chi ne è completamente sprovvisto: chi è nuovo a noi e avrà pie.t à di noi. Metterà
quest'uomo senza tunica? È colui che è via le. nostre iniquità e le getterà nel
assolutamente privo di Dio. Noi dobbia- fondo del mare».
mo spogliarci e dare la tunica a chi è Basilio di Cesarea,
nudo. Hno possiede Dio, e l' altrò, cioè il Omelie sui Salmi 28, 8
potere avversario, ne è del tutto privo. E
così come sta scritto: «precipitiamo i
NAUM

Naum (in ebraico naf?um) è con molta probabilità una versione abbreviata del nome
Nahumiah, che significa <<JHWH conforta». Tutto ciò che sappiamo di Naum si riduce al
suo nome. ·Egli viene chiamato Elcosita in riferimento ad una città che non viene citata in
nessun altro passo della Scrittura, e la cui ubicazione rimane a tutt'oggi sconosciuta. Il suo
librq occupa il settimo posto frai i Profeti Minori. Na 1, 2-10 è un salmo acrostico incom-
pleto che descrive una teofania ed un giudizio diJHWH. In Na 1, 11.13-14 troviamo nume-
rose minacce rivolte all'Assiria e seguite, al contrario, da una serie di promesse a Giuda. Na
2, 1, 3-13 descrive il sacco di Ninive ed il disordine che ne segue, e comprende un'allusio- ·
ne alla conquista assira di Tebe in Egitto, ed ai tentativi falliti di prevenire la caduta della
città. Gli studiosi sono d'accordo nel vedere in questo libro un riferimento alla conquista e
distruzione di Ninive da parte dei babilonesi e dei medi nel 612 a.C., che rappresentò il cul-
mine di una campagna iniziata nel 625 per rovesciar~ l'impero assiro. Il libro appare essere
posteriore al 663 a.e" cioè·alla data della distruzione di Tebe da parte degli assiri, e prece-
dente al 609 a.e., che segna la data della morte di Giosia.
Sebbene Naum sia uno dei libri più brevi fra i Profeti Minori, questo fatto non impe-
dl ai Padri della Chiesa di .sfruttare il suo ricco contenuto, come fecero anche gli scrittori del
Nuovo Testamento. Vi è una citazione diretta di Na 1, 15 in Rm 10, 15 1. Anche il Vangelo
di Giovanni dà particolare attenzione, sulla base di Naum, all'attività dello Spirito Santo in
relazione al suo ruolo nella risurrezione di Cristo e al suo effetto sui dodici apostoli.

\.

LA GIUSTA RETRIBUZIONE DIVINA INFLITTA A NINIVE

Mentre il profeta Giona rivela Ua misericordia di Dio nei confronti di Ninive],


Naum menziona la punizione che verrà inflitta in vari modi ad essi per aver mostrato
arroganza, sia contro gli israeliti e Gerusalemme, sia contro il Dio di tutte le cose vene-
rato nella città. Pe:1' mezzo di ciò appare chiaro a tutti che Dio non avrebbe permesso
che gli israeliti subissero una tale sorte per mano dei niniviti, se essi stessi non si fosse-
ro resi meritevoli di tali afflizioni a causa della loro empietà.
Teodoro di Mopsuestia:t'\
Commento su Naum: PG 66, 400

1 Cf. anche Is 52, 7.


216 . Naum

LA PUNIZIONE DIVINA DI NINIVE

Oracolo su Ninive. Libro della visione di Naum da Elcos!


Un Dio geloso e vendicatore è il Signore, vendicatore è il Signore, pieno
di sdegno. Il Signore si vendica degli avversari e serba rancore verso i nemi-
ci. Il Signore è lento all'ira, ma grande in potenza e nulla lascia impunito.
Nell'uragano e nella tempesta è il suo cammino e le nubi ~ono la polvere dei
suoi passi. Minaccia il mare e il mare si secca, prosciuga tutti i ruscelli. Basàn
e t'l Carmelo inaridiscono, anche il fiore del Libano languisce. Davanti a lui
tremano i mòntz: ondeggiano i colli; si leva la terra davanti a lui: il mondo
· e tutti i suoi abitanti. Davanti al suo sdegno chi può resistere e affrontare il
furore della sua ira? La sua collera si spande come il fuoco e alla sua presen-
za le rupi si spezzano. Buono è il Signore, un asilo sicuro nel giorno dell'an-
goscia: conosce ·quelll che confidano in lui quando l'inondazione avanza.
Stermina chi insorge contro di lui a e i suoi nemici insegue nelle tenebre.
Che tramate voi contro t'l Signore? Egli dlstrugge: non sopravverrà due
volte la sciagura b, poiché come un mucchio di pruni saranno consunti: come
paglia secca c.
Da te è uscito colui che trama il male contro il Signore, il consig{iere
malvagio.
Così dice il Signor~: Siano pure potent~ siano pure numerosi d, saranno
falciati e spariranno. Ma se ti ho afflitto, non ti a/fiiggerò più. Ora, infran-
gerò il suo giogo che ti opprime, spezzerò le tue cate.ne.
, Ma c_ontro di te ecco il decreto del Signore: Nessuna dt~cendenza porte-
rà il tuo nome, dal Tempi·o dei tuoi dèi farò sparire le statue scolpite e quel-
le fuse, farò del tuo sepolcro un'ignominia.
Ecco sui monti i passi d'un messaggero, un araldo di pace/ .Celebra le
tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti: poiché non ti attraverserà più il malva-
gio:· egli è del tutto annientato e (1, 1 - 2, 1).
I: oracolo di Naum contro Ninive viene a lui rivelato attraverso la grazia dello Spirito
Santo che s'impossessò della mente del profeta rivelandogli cose nascoste (Teodoro di
Mopsuestia). Il perdono concesso da Dio non è meritato: pertanto non c'è motivo di essere
fieri da parte dei penitenti (Girolamo). Con pazienza ed amorevolezza il Signore ritarda il

a Lezione dei LXX; in ebraico: «porrà fine al suo luogo».


h LXX: <<non si vendkherà due volte»; NRSV congettura: «non si vendicherà due volte dei suoi
nemici>>.
e fu ebraico: «sono conslUilati, come ubriachi della loro bevanda».
d Il significato dcl testo ebraico è incerto.
e Nella Vulgata e NRSV questo versetto è numerato 1, 15.
La punizione divina di Ninive (1, 1 · 2, 1) 217

castigo dei peccatori nel tentativo di portarli al pentimento (Teodoreto di Cirro). Naum fu
in grado di prevedere la capacità di Gesù a camminare sull'acqua, dimostrando cosi il suo
potere su tutta la creazione (Tertulliano). Dio non è spietato, contrariamente a quanto
vogliono far credere gli eretici (Origene). La profezia di Naum si realizza nei Vangeli
(Agostino). L'ammonimento di Naum a celebrare le feste è anche un richiamo verso i cri-
stiani affinché celebrino il mistero pasquale (Atanasio).

1 1
• Un oracolo su Ninive hai fatto. Parola del Signore Dio (Ez 16,
62-63 ). Così viene chiaramente indicato
Oracoli e visioni dalla Spirito Santo da queste divine parole che cosa si voglia
dire in un altro passo con. la dichiarazio-
Il significato della parola oracolo è ne: «E sebbene ti lavi, non ti renderà
questo: nel suo desiderio di dare spesso innocente». Anche i giusti, quando sono
ai profeti una vi~ione produttiva nel- restituiti al loro stato precedente dopo
1'estasi, Dio ha fatto sl che un improvvi- aver ·commesso peccato, non osano apri-
so cambiamento avvenisse nelle loro re bocca ma dicono con 1'Apostolo: Non
menti, in modo che potessero ricevere sono degno di essere chiamato apostolo,
con maggiore timore la conoscenza del perché ho perseguitato la Chiesa di Dio (1
futuro mentre erano in questo stato. Egli Cor 15, 9).
lo chiama dunque «oracolo», dal mo- Girolamo,
mento che la. grazia dello Spirito, come Contro i pelagiani 2, 25
se si .impadronisse all'improvviso della
mente del profeta, la trasformasse in
relazione alla rivelazione di ciò che dove- Il Signore ritarda la punizione
va essere reso chiaro. Anche qui egli dice
la stessa cosa: «Oracolo su Ninive. Libro «Il Signore è paziente, grande è il
della visione di Naum da Elcos», come a suo potere, ed egli non lascerà nulla d'iln-
dire, la mente del profeta fu improvvisa- punito». Il Signore non infligge la puni-
mente presa dalla grazia dello Spirito e zione all'improvviso e subito, ma solo
trasformata in modo da poter contem- dopo aver esercitato a lungo la su.a
plarè' quelle cose, per mezzo delle quali pazienza. Voi niniviti siete testimoni di
egli apprese il fato di Ninive, e riferì ai ciò, praticando il pentimento e trovando
suoi ascoltatori come ammonimento ciò la salvezza, e dopo essere stati colpevoli
che gli era stato mostrato. di estrema malvagità, per lungo tempo
Teodoro di Mopsuestia, non avete pagato il fio dei vostri peccati.
Commento su Naum 1, ·I Ma dopo aver sopportato la malvagità del
popolo per lungo tempo, egli è solito
µifliggere punizioni a coloro che non si .
3
· Il Signore nulla lascia impunito pentono (questo è il significato di <<non
lascerà nulla d'impunito», cioè non esen:~,
Non vantarti neppure nel perdono terà dalla retribuzione la persona i cui l

peccati meritano una punizione).


E di nuovo: Io ratificherò la mia alle- Teodoreto di Cirro,
anza con te e tu saprai che · io sono il · Commento su Naum I, 3
Signore, pèrché te ne ricordi e ti vergogni
e, nella tua confusione, tu non apra più
bocca quando ti ·avrò perdonato quello che
218 Naum

4
Il mare si secca e i ruscelli si prosciu- della Legge? «Il Signore non punirà due
gano volte la stessa cosa>>: haruio ricevuto la
pena del loro peccato, ed è stato consu-
Predizione del miracolo del Signore mato il delitto della colpa. Perciò si sco-
che·camm~ò sulle acque pre che questo genere di precetto non è
crudele, come asseriscono gli eretici,
Se si fa riferimento al Cristo di accusando la legge di Dio e negandole
Marcione; egli non sarà più forte dei servi qualunque umanità, ma che è pieno di
del Creatore 2. Sarei stato soddisfatto misericordia, per il fatto che mediante
degli esempi che ti ho mostrato senza esso il popolo è purificato dai peccati
aggiungere altro, ma in questo passo una piuttosto che condannato.
chiara predizione su Cristo che cammina Ori gene,
sulle acque precede ampiamente il suo Omelie sul Levitico 11, 2
avvento. Le parole del Salmo si compio-
no infatti quando Cristo attraversa il
lago. Il Signore, dice il Salmista, è su tutte 14 2 1
- • Facendo sparire gli idoli e cele-
le acque (Sal 28, 3 ). Quando egli disperde brando le feste
le acque, si compiono le parole di Aba-
cuc, in cui dice: dt'sperdendo le acque La profezia si è realizzata nel Nuovo
,mentre cammina (Ab 3, 10 LXX). Quan- Testamento
do poi il mare si calma al suo rimprovero,
anche le parole di Naum si avverano: Il profeta Naum, o meglio Dio in lui,
Ammonisce il mare e lo fa asciugare (Na 1, dice: Farò sparire le statue scolpite e quel-
4 LXX), riferendosi ai venti che avevano le fuse: opererò il tuo seppellimento; per-
disturbato il mare. · ché ecco sui monti i passi veloci d'un mes-
Tertulliano, saggero che annuncia la pace. Celebra le
Contro Marcione 4, 20 tue feste, o Giuda, sciogli i tuoi voti: per-
ché non avverrà più che passino in disuso.
[Il male] è terminato, è stato distrutto e
9
Dio punisce una sola volta travolto. È asceso chi ti soffia in viso libe-
randoti dalla sofferenza. Chi ha letto il
La misericordia di Dio difesa contro Vangelo richiami alla mente chi è stato
gli eretici che è salito dal regno dei morti e ha sof-
fiato sul viso di Giuda, cioè dei discepoli
Secondo la Legge, per esempio, giudei, lo ·Spirito Santo. Appartengono
<<l'adultero o r adultera» venivano puniti alla Nuova Alleanza coloro i cui giorni
con la morte immediata: per il fatto stesso festivi sono rinnovati nello spirito sicché
che hanno portato la pena del loro pecca- non possono passare in disuso. Con il
to e subìto supplizi della colpa commessa, Vangelo poi vediamo bandite le statue
qual castigo incomberà dopo di ciò sulle scolpite e fuse, cioè gli idoli dei falsi dèi, e
loro anime se non sono caduti in nessu- consegnate all'oblio come a un ,seppelli-
n'altra cosa, se non c'è altro p eccato che li mento e notiamo che anche in questo la
condanni, ma se hanno commesso soltan- profezia ha avuto compimento.
to questo, e allora precisamente sono pu- Agostino,
niti e per questo subiscono il supplizio La città di Dio 18, 31 , 2

2 . Cioè i venti e le onde.


Guai alla città sanguinaria (2, 2 - 3, 19) 219

Profezia delle ce.lebrazioni pasquali dama: Celebra le tue fe~te; Giuda, sciogli
i tuoi voti. Quindi se Dio stesso ama la
Ancora una volta> cari amici, Dio ci festa e ci chiama ad essa, non è giusto,
ha portati alla stagione pasquale. Grazie fratelli e sorelle, rimandarla o osservarla
al suo amore ci apprestiamo ancqra una con trascuratezza. Dobbiamo piuttosto
volta a riunirci per essa. Lo stesso Dio partecipare con. ardore, in modo che per
che fece uscire Israele dall'Egitto ci chia- mezzo di un gioioso inizio sulla terra noi
ma ora alla festa, dicendo per mezzo di possiamo avere un assaggio della festa
Mosè: Osserva il mese di Abib e celebra la celeste che verrà.
Pasqua in onore del Signore Dio tuo (I)t Atanasio,
16, 1). E per mezzo del profeta egli pro- Lettere festa/i 6
'

GUAI ALLA CITTÀ SANGUINARIA

Il Signore restaura la vigna di Giacobbe} come la vigna d'Israele; i bri-


ganti l'avevano depredata, ne avevano strappato i tralci. f Contro di te avan-
za un distruttore B: montare la guardia alla fortezza, sorvegliare le vie, cin-
gerti i fianchi: raccogliere tutte le forze. Lo scudo dei suoi prodi rosseggia, i
guerrieri sono vestiti di scarlatto, come fuoco h scintillano i carri di ferro
pronti alt'attacco; le lance i lampeggiano. Per le vie tumult'{Jano i carri, scor-
razzano per le pt'azze, il loro aspetto è come di fiamma} guizzano come saet-
te. Si fa /lappello dei· più coraggiosi che accorrendo si urtano: essi si slancia-
no verso le mura, la copertura di scudi èformata. Le porte dei fiumi si apro-
no; la reggia è in preda allo spavento. La regina i è condotta in esilio, le sue
ancelle gemono come con voce di colombe percuotendosi il petto. Ninive è
come una vasca d'acqua agitata da cui sfuggono le acque k, «Fermatevi!
Fermatevi!» ma nessuno si volta. Saccheggiate l'argento} saccheggiate l'oro,
ci sono tesori infiniti: ammassi d' oggetti preziosi. Devastazione, spogliazio-
ne, desolazione~· cuori scoraggiati: ginocchia vacillanti: in tutti i cuori è lo
spasimo su tutti' i volti il pallore. .
Dov'è la tana dei leoni: la caverna I dei leoncelli? Là si rifugiavano il
leone e i leoncelli e nessuno li disturbava. Il leone rapiva per i suoi piccoli:

f Questo versetto è numerato 2, 3 nella NRSV. . · 'I,


g LXX: <<Per lui è del tutto finita, è stato rimosso, uno che era stato liberato dalle afflizioni è
giunto in affanno alla tua presenza>>.
h n significato della parola ebraica è incerto.
ì In ebraico: «i cipressi».
i n significato della parola ebraica è incerto.
k In ebraico: «una vasca, dai giorni in cui è diventata, e le acque fuggono».
I Congettura della Bibbia CEI e NRSV; in ebraico: <<ll pascolo».
220 Naum

sbranava per le sue leonesse; riempiva i suoi covi di preda, le ~ue tane di
rapina. Eccomi a te, dice il Signore degli eserciti: manderò in fumo i tuoi
carri m e la spada divorerà i tuoi leoncelli. Porrò fine alle tue rapine nel
paese, non si udrà più la voce dei tuoi messaggeri. ·
Guai alla città sanguinaria, piena di· menzogne, colma di rapine, che
· non cessa di depredare! Sibilo difrusta, fracasso di ruote, scalpr:tio di caval-
li: cigolio di carti cava/t'eri incalzanti: lampeggiare di spade, scintillare di
lance, feriti in quantità, cumult' di mortz: cadaveri senza fine, s'inciampa nei
cadaveri. Per le tante seduzioni della pros#tuta, della bella maliarda, della
maestra d'incanti: che faceva mercato dei popoli con le sue tresche e delle
nazioni con le sue malìe. Eccomi a te, oracolo del Signore degli eserciti.
Alzerò le tue vesti/in sulla faccia e mostrerò alle genti la tua nudità, ai regni
le tue vergogne. Ti getterò addosso immondezze, ti svergognerò, ti esporrò
al ludibrio. Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dt'rà: «Ninive è distrut-
ta!». Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la n consoli?
Sei forse più forte di Tebe seduta fra i canali del Nilo, ct'rcondata dalle
0,

acque? Per baluardo aveva il mare e per bastione le acque. I:Etiopia e


l'Egitto erano' la sua forza che non aveva llmiti. Put e i Libi erano i suoi P
alleati'. Eppure anch'essa fu deportata, andò schiava in esilio. Anche i suoi .
bambt'ni furono sfracellati ai crocicchi di tutte le strade. Sopra i suoi nobili
si· gettarono le sorti e tutti i suoi grandifuron messi in catene. Anche tu ber-
rai fino alla feccia e verrai meno, anche tu cercherai scampo dal nemico.
Tutte le tue fortezze sono come fichi carichi di frutti primaticci: appena
scossi: cadono i fichi in bocca a chi li vuol mangiare. Ecco li tuo popolo: in
te vi sono solo donne, spalancano la porta della tua terra ai nemici: il fuoco
divora le tue sbarre. Attingi acqua per l'assedio, rinforza le tue difese, pesta
l'argilla, impasta matton~ prendi la forma. Eppure il fuoco ti divorerà, ti
sterminerà la spada, anche se tt' moltiplicassi come le cavallette, se diventas-
si numerosa come i bruchi: e moltiplicassi i tU;oi mercenari più che le stelle
del cz'elo. La locusta mette le alt' e vola via/ I tuoi principi sono come le locu-
ste, i tuoi capi q come sciami di cavallette, che si annidano fra le siepi quan-
d'è freddo, ma quando spunta il sole si dileguano e non si sa dove siano
andate. .
Re d'Assur, i tuoi pastori dormono, si riposano i tuoi eroi/ Il tuo popolo
vaga sbandato per i monti e nessuno lo raduna. Non c'è rimedio per la tua

m In ebraico: «i suoi (di lei) carri».


nLezione dei LXX; in ebraico: «Ù».
0 In ebraico: «di No-amon>>.
P Lezione dei LXX; in ebraico: «tuoi>>.
q Oppure <<Scribi».
Guai alla città sanguinaria (2, 2 - 3, 19) 221

ferita, incurabile è la tuà piaga. Chiunque sentirà 'tue notizie batterà le mani.
Perché su chi non si è riversata senza tregua la tua crudeltà? (2, 2 - 3, 19).
Naum ha predetto la seconda effusione dello Spirito, impartita da Cristo agli apostoli
(Cirillo cli Gerusalemme). L'elargizione dello Spirito agli apostoli portò alla perfezione com-
pleta la vittoria di Cristo sulla morte (Teodoreto cli Cirro). Il monte indica metaforicamen-
te le azioni superbe che si esaltano in se stesse (Ambrogio). Naum ha paragonato gli avidi a
coloro che hanno costruito la loro casa sull'ingiustizia (Giovanni Crisostomo).

2 2
• Raccogli la tua forza Una. volta rivestiti della p~tenza dello
Spirito Santo non dovete temere - sta
Predizione del soffio dello Spirito scritto - le armi e i dardi del demonio.
Sant.o Questo però non vuol dire che lo Spirito
Santo ~i divide! Non dimenticate quanto
Gesù gratificò gli apostoli comuni- abbiamo detto pqc' anzi: egli distribuisce
cando loro il suo Santo Spirito. Sta scrit- la sua grazia.
to infatti: Dopo aver detto questo, alitò su Cirillo di Gerusalemme,
di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; Le catechesi 17, 12
a chi rimetterete i peccati saranno rimessi
e a chi non li rimetterete resteranno non
rimessi» (Gv 20, 22). Alitò una seconda Una figura qell' elargizione dello
volta - infatti r effetto della prima insuf- Spirito Santo
flazione era stato cancellato dai peccati
volontari - perché si compisse la profezia Uno è venuto soffiando sul tuo volto,
che recita: Egli ascese soffiando sulla tua salvandoti dalle tribolazioni (Na 2, 2
faccia e liberandoti dalla tribolazione. Ma LXX). Dio è la causa di ciò, per mezzo di
da dove «egli ascese»? Dagli inferi; così una specie di soffio, grazie alla sua consi-
recita infatti il Vangelo: Alitò su di loro . derazione per te, poiché egli distrugge le
dopo la sua risurrezione. Ma se ·allora afflizioni e ti libera da esse. Come soffian-
· diedè·. la grazia, in seguito la elargì in do sul volto di Adamo lo rese un essere
· misura ancora più abbondante. Quando vivente (cf. Gn 2, 7), così ti ha provvisto
la comunicò allora fece loro press' a poco di salvezza per mezzq del soffio di vita.
·questo discorso: Per conto mio, sono · Questo è anche ciò che il Signore diede ai
disposto a riversare tutto il mio dono, ma santi apostoli dopo la risurrezione.
il vostro vaso non è ancora vuoto; in atte- Siccome Adamo aveva perso ciò che
sa che facciate il vuoto, ricevete dunque aveva ricevuto in forma di figura per
la grazia di cui il vostro vaso è ora capa- mezzo del soffio divino, era giusto che il
ce, ma attendetevene ben di più. Dicendo Signore Cristo dovesse rinnovare quella
infatti: Ma voi restate in città, finché non figura e restituirla agli apostoli, e per tra-
siate rivestiti di potenza dall'alto (Le 24, mite loro a tutti i credenti, soffiando su <;li ·•·
49), intendeva dire: Questa grazia che ora loro e dicendo: Ricevete lo Spirito Santo
ricevete parzialmente, la riceverete allora (Gv 20, _22).
totalmente; chi riceve un bene in posses- Teodoreto di Cirro,
so, possiedé spesso un dono parziale. Ma Commento su Naum 2, 1
chi sarà rivestito totahnente della sua gra-
zia, non avrà più parte alcuna scoperta.
222 Naum

7
Tutto è sconvolto 3
•1 La città sanguinµria
I monti, metafora delle cose contra- Piangete per i peccatori
rie a Dio
Piangiamo con Naum e diciamo con
Ma leggiamo solo qui la parola lui: Guai a colui che edifica questa casa
«sostanza»? Non ha forse detto anche [con l'ingiustizia] 3. O piuttosto piangia-
altrove: Le porte della città sono state spez- mo per loro come fece Cristo nei suoi
zate, monti sono caduti e si è rivelata la giorni, quando disse: Guat· a voi: ricch~
sostanza? (Na 2, 8). Forse che anche qui si perché avete già la vostra consolazione (Le
indica la creatura? Alcuni, infatti, sono 6, 24). Non cessiamo, vi prego, dal pian·
soliti affermare che la sostanza si riferisce gere in questo modo, e se non è inoppor-
al denaro. Dunque, in riferimento a que- tuno, lamentiamoci anche per l'apatia dei
sto significato, «i monti sono caduti», nostri fratelli. Non piangiamo ad alta
affinché si vedesse una proprietà in dena- voce per chi è già morto, ma piangiamo
ro? Ma ricordiamo quali monti sono per il ladro, per l'uomo avido, avaro e
caduti! Certamente quelli dei quali è stato bramoso.
detto: Se avrete fede quanto un granello di Giovanni Crisostomo, ·
senàpa, direte a questo monte: Levati di lt' Omelie su Giovanni 6, 4
e gettati in mare (Mt 17, 20). Dunque i
monti sono le vette che si elevano.
Ambrogio,
I.A fede 3, 14, 115-116

3 In realtà la citazione è Ger 22, 13; cf. Na 3, 1 per la sua pr~fezia sulla distruzione di Ninive.
ABACUC

Abacuc (in ebraico habaqquq) viene designato com.e l'ottavo dei Profeti minori. Abacuc
potrebbe essere un nome accadico che si riferisce ad un tipo di pianta o di albero da frutto.
Il libro è strutturato nel modo seguente. In Ab 1, 1-4 il profeta inveisce contro la violenza e
l'oppressione. Abacuc in 1, 5-11 predice la venuta dei conquistatori caldei. Ab l, 12-17 con-
tiene un secondo lamento del profeta contro gli oppressori. In Ab 2, l-5 il profeta viene
chiamato una sentinella, cui è stato affidato l'incarico di scrivere la propria visione, in cui
afferma che i malvagi periranno ed i giusti vivranno. Ab 2, 6-20 è una litania composta da 5
lamentazioni contro i nemici; Ab 3, 1-19 è un salmo che annuncia 1'arrivo di JHWH in una
teofania al fine di soc~orrere il proprio popolo dai nemici. Se i nemici descritti nel libro sono
assiri, allora è probabile che la datazione dell'opera risalga al periodo fra il 625 a.C., quan-
do i caldei erano la minaccia principale contro l'Assiria, ed il 612, anno della caduta di
Ninive. Tuttavia, se i nemici sono invece caldei, la datazione si sposta al periodo fra il 605
ed il 600, che segue alla battaglia di Carchemis.
Il libro di Abacuc fu di grande valore per i Padri della Chiesa, soprattutto per quanto
riguarda la loro dottrina escatologica e cristologica. L'apostolo Paolo cita Ab 2, 4 in Rm 1,
17 e Gal 3, 11 al fine di sviluppare la sua dottrina della giustificazione per mezzo della fede,
che divenne in seguito una delle basi fondamentali dell'insegnamento cristologico. lnoltr~
Ab 2, 3-4 si ritrova anche in Eb 10, 35-38, ed Ab 1, 5inAt13, 41.
Agostino, Teodoro di Mopsuestia e Cirillo di Alessandria sono interpreti di Abacuc.
Cirillo si concentra sul dimostrare che Gesù fu il Messia anticipato in Abacuc. Numerosi
Padri latini e greci fecero copiosi commenti su Abacuc al fine di portare alla luce più
profondi significati cristologici in alcuni dettagli del testo - per esempio, sostennero che
la trave in Ab 2, 11 fosse Cristo, che perdonò i suoi persecutori nel momento di morire
sulla croce. Il libro di Abacuc rappresentò per i Padri una sorta di litania tipologica e cri-
stologica.

PROVVIDENZA DIVINA

Vi sono alcune persone che si turbano profondamente alla vista di uomini iniqui\
che prosperano. Alcuni nutrono dubbi sul fatto che Dio si interessi veramente degli
esseri umani; altri hanno fede nei discorsi sulla provvidenza, ma sono in imbarazzo
quando devono spiegare perché Dio mandi avanti le cose in questo modo. Lo straordi-
nario profeta Abacuc adottò l'atteggiamento dei secondi, ponendo la questione come
se fosse ansioso nel suo caso personale di apprendere la ragione di ciò che accade, e forM
nendo la soluzione, che la grazia dello Spirito gli fornl. ·Infatti egli non mosse lamente-
224 Abacuc

le, come alcuni commentatori hanno ·pensato; piuttosto egli fornisce anche il punto di
vista degli altri e fornisce istruzioni riguardo le questioni sollevate. '
Teodoreto di Cirro,
Commento su Abacuc, proemio

FINO A QUANDO, SIGNORE 7

Oracolo che ebbe in visione il profeta Abacuc.


Fino a quando} Signore} implorerò e non ascolt~ a te alzerò il grido:
«Violenza.'» e non soccorri? Perché mi/ai vedere !)iniquità e resti spettato-
re dell}oppressione? Ho davanti rapina e v~·otenza e ci sono liti e si muovo-
no contese. Non ha più forza la legge} nè mai si a/ferma il dt.'ritto. r:empio
infatti raggira il giusto e il giudizio ne esce stravolto.
Guardate,/ra i popoli e osservate} inorridite e ammutolite a: c)è chi com-
pirà ai vostri giorni una cosa che a raccontarla non sarebbe creduta. Ecco} io
.faccio sorgere i caldei: popolo feroce e impetuoso} che percorre ampie regio-
ni h per occupare sedi non sue. Egli è feroce e terribile, da lui esce il suo
diritto e la sua grandezza. Più veloci dei leopardi sono i suoi cavalli: più agili
dei lupi della sera. Balzano i suoi destrieri, venuti da lontano, volano come
aquila che piomba per divorare. Tutti' avanzano per la rapina. La loro faccia
è infuocata come il vento d) oriente e, ammassano i prigionieri come la sab-
bia. Egli dei re si fa beffe, e dei capi si ride; si fa gioco di ogni fortezza, assa-
le .una città e la conquista. Poi muta corso il vento: passa e paga il fio.
Questa la potenza·del mio Dio!
Non sei tu fi."n da principio, Signore} il mio Dio, il mio Santo? Noi non
moriremo, Signore. Tu lo hai scelto per far giustizia; Phai reso forte, o
Roccia, per castigare. Tu dagli occhi cosi' puri che non puoi vedere il m_ale e,
non puoi guardare l'iniquità, perché, vedendo i malvagi: taci mentre l'em-.
pio ingoia il giusto? Tu tratti gli uomini come pesci del mare, come un
verme che non ha padrone. Egli li prende tutti alPamo} li tira su con il giac-
chio, li raccoglie nella rete, e contento ne gode. Perciò offre sacri/lei alla sua
rete e brucia incenso al suo giacchio, perché fanno grassa la sua parte <l e suc-
çulente le sue vivande. Continuerà dunque a vuotare il giacchio e a massa-
crare le genti senza pietà? (1, 1-17).

a LXX: «Guardate ciò, o derisori, siate colpiti dalla meraviglia e scomparite».


b LXX: «che copre ampie regioni>>.
e Testo ebraico incerto; NRSV congettura: «il terrore nei foro confronti li precede».
d NRSV congettura: «poiché presso di loro egli vive nel lusso».
Fino a quando, Signore? (1, 1-17) 225

Abacuc non è indignato con Dio, ma con coloro che provocano ingiustizia contro
poveri (Teodoro di .Mopsuestia). La rivelazione di Cristo in umiltà ed in forma di servo è un
mistero da contemplare (Cirillo d'Alessandria). Dio offre grazia piuttosto che vendetta
(Giovanni Crisostomo). I santi, e non i peccatori, sono costantement.e tormentati dal diavo-
lo (Cesario di Arles). Coloro che sono ricchi ed occupano alte posizioni pubbliche sono le
vittime più probabili dell'orgoglio distruttivo (Martino di Braga).


2
La vendetta di Dio stupite e nascondetevi poiché nei vostri
giorni sto per compiere un)opera tale che
L'indignazione di Abacuc non è voi non credereste se uno ve la narrasse
contro Dio (cf. anche At 13, 41).
Cirillo d'Alessandria,
Il profeta non dice questo come per Perché Cristo è uno 6
esprimere una censura contro Dio.
Piuttosto parla nel modo che è usuale per
le persone turbate, o che sono giustamen- 13
Occhi così puri da non poter vedere il
te indignate verso coloro che sono male ·
responsabili di coprire sotto un aspetto
di censura lingiustizia delle loro azioni. Il Dio aborrisce i torti
beato Davide dice in modo simile:
Perché, Signore) ti tieni a distanza? Perché Il Signore non desidera osservare i
ci guardi sia nei tempi buoni che in quelli tort~ perché egli: l'onnipotente, vede tuttl
cattivi? Quando tempio si comporta mal- coloro che compiono azioni illegittime) e
vagiamente) la persona povera si infiamma mi salverà; e tu appellati davanti a lu~ se
(Sai 10, 1) e così via, affermando che que- puoi lodarlo, come è anche possibile ora
sta non è una censura contro Dio, ma un (Gb 35, 13-14 LXX). Non solo.Dio non
modo per esprimere indignazione verso approva i torti, ma non vuole neppure
coloro che sono colpevoli e non sono vederli, coma ha detto un· altro profeta:
chiani~ti immediatamente a dare conto «Tu dagli occhi così puri che non puoi
delle loro azioni. vedere il male e non puoi guardare l'ini-
.Teodoro di Mopsuestia, quità». Vedete, quale provvidenza, quale
Commento su Abacuc 1, 2 protezione, quale comprensione! Anche
se non si vendica, egli aborrisce le cattive
. .
az1om.
5
Guardate e osservate Giovanni Crisostomo,
Commento su Giobbe 35
Predizione di Cristo m forma di
schiavo 14
Gli uomini come pesci senza padrone.
Egli è rimasto infatti il Signore di
tutti gli esseri, anche quando, in ragione La purezza di Dio non guarda al
dell'economia, assunse la forma di schia- male
vo, e per questo il mistero di Cristo è dav-
vero straordinario. E pertanto Dio Padre Vedete, anche se è il malvagio che
disse in qualche luogo ai giudei per bocca perisce, nondimeno le anime dei buoni
di uno dei profeti: Badate) o disprezzator~ sono inclini a mostrare compassione,
226 ,Abacuc

quando vedono qualcuno che viene puni- hanno raggiunto la perfezione delle virtù ·
to. E troverete ciascuno dei buoni ed dello spirito, o abbondanti ricchezze e le
anche gli scrittori ispirati da Dio che più alte cariche terrene. Esso diviene
fanno ardenti suppliche per loro, come molto più grande nel loro caso, poiché
ad esempio fece il patriarca per i sodomi- chi ha la possibilità di mostrare il proprio
ti (cf. Gn 18, 22-23 ), o come gli scrittori . orgoglio è una persona di alto rango.
ispirati hanno sempre continuato a fare. Pertanto non solo distrugge persone
Uno, per esempio, disse: Ah.' Signore comuni del popolo, ma è anche presente
Dio, sterminerai tu quanto è rimasto negli inganni dei potenti. Più alto è il loro
d'Israele? (Ez 9, 8). Un altro disse: rango, più rovinosa la loro caduta.
«Renderai gli uomini come pesci del Quindi la Scrittura ha da dire anche que-
mare privi di un capo?». sto riguardo il medesimo spirito d'orgo-
Giovanni Crisostomo, glio: «E succulente - dice. - sono le sue
Omelie sulla Genesi 25, 12 vivande». Essa si scaglia contro i nobili e
le persone importanti. Suggerisce loro
che sono grandi, che. non hanno bisogno
16
Vivere nel lusso di nulla, e che qualunque cosa facciano,
pensino o dicano è sempre dovuta alla
La vittoria dei santi loro saggezza e prudenza. Se qualcosa
riesce bene loro sotto la guida di Dio,
Che dirò delle anime malvage, car- dichiarano subito che tutto è dovuto alla
nali e dissipate che non combattono, ma loro forza, e alla loro industriosità, e gri-
sono portate intorno in sottomissione? dano: "Ho fatto questo", "Ho detto que-
Esse seguono volontariamente le pro- sto", "Ho pensato questo", e come se
prie passioni, e di comune accordo si tutti fossero lì ad ammirarli, usurpano la
dedicano ad attività malvage. Con tali gloria di Dio e si offrono per essere
anime il diavolo non si abbassa neppure ammirati a sua somiglianza. Con una giu-
a combattere, poiché non si oppongono sta sentenza Dio toglie loro la sua prote·-
mai o solo con difficoltà ai1 suoi consigli. zione, come dice l'apostolo: Dio li ha
Ma con i santi il diavolo ha combatti- abbandonati in balia di un'intelligenza
.menti quotidiani, poiché di lui è scritto: depravata, sicché commettono ciò che è
. «Le sue vivande sono succulente». indegno (Rm 1, 28), poiché, quando rico-
Questa, lo ripeto, è la vita dei santi, ed noscono la prowidenza di Dio in tutte le
in questa guerra le persone sono sempre cose, non esaltano Dio, né rendono gra-
in pericolo finché muoiono. Ma cosa zie, ma si vantano di se stessi, e si dedica-
diranno i santi alla fine, cioè nel trionfo no ai loro pensieri oziosi. Sebbene affer-
della vittoria? Morte, dov'è la tua vitto- mino di essere saggi, sono sciocchi; seb-
ria? (1 Cor 15, 55). Queste saranno le bene si vantino di essere saldi, invincibili
parole dei trionfatori. e potenti, sono deboli, vinti e privi di
Cesario di Arles, forza.
Sermoni 177, 3 Martino di Braga,.
Sull'orgoglio 8
Un ammonimento contro l'orgoglio
'.
Sebbene in generale questo gonfiarsi
nell'orgoglio contagi molte .persone, nes-
suno deve temerlo più di coloro che
1
· La rivelazione attende il momento stabilito (2, 1-3) 227

LA RIVELAZIONE ATTENDE IL MOMENTO STABILITO

Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere


che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. Il Signore rispose e
mi disse: «Scrivl la visione e incidila bene sulle tavolette perché la si legga
speditamente. E una visione che attesta un termine, parla di una scaden-
za e non mentisce; se indugia, attendila e, perché certo verrà e non tarde- .
rà» (2, 1-3). · ·
I fedeli non si aspettano di udire da Dio ciò che desiderano, ma di desiderare ciò che
ascoltano (Agostino). Gli asceti del deserto fanno esperienza della tenacia che è necessaria
per udire la voce di Dio (Giovanni Cassiano). L'avvento di Cristo è ciò per cui Abacuc invi-
tò il popolo alla pazienza (Agostino). Abacuc aveva predetto il primo avvento di Cristo, ma
i giudei non l'accolsero e continuarono a cercare un altro Messia (Eusebio).

2 1
• Che cosa dirà il Signore? Prestando ascolto a Dio
Udendo la voce di Dio · Ognuno dunque, mantenendosi
continuamente in questa salvaguardia,
Dove dunque ti trovai, per conoscer- adempirà efficacemente quello che per
ti? Certo non eri già nella mia memoria mezzo del profeta Abacuc è stato espres-
prima che ti conoscessi. Dove dunque ti so con sufficiente evidenza: «Mi metterò
. trovai, per conoscerti, se non in te, sopra di sentinella, in piedi, sulla fortezza, a
di me? Lì non v'è spazio dovunque: ci spiare per vedere che cosa potrà dire con-
allontaniamo, ci avviciniamo (cf. Gb 23, · tro di me e che cosa io risponderò a colui
8), e non v'è spazio dovunque. Tu, la che mi rimprovera». Quanta fatica e
Verit~, siedi alto sopra tutti coloro che ti quale difficoltà comporti tutto questo, lo
consùltano e rispondi contemporanea- si constata con ogni evidenza nell' espe-
a
mente tutti coloro che ti consultano rieza di coloro che dimorano nel deserto
ançhe su cose diverse. Le tue risposte di Calamo, ossia di Porfirione 1.
sono chiare, ma non tutti le odono chia- Giovanni Cassiano,
ramente. Ognuno ti consulta su ciò che Conferenze ai monaci 24, 4
vuole, ma non sempre ode la risposta che
vuole. Servo tuo più fedele è quello che
23
non mira a udire da te ciò che vuole, ma • La visione certam.ente giungerà
a volere piuttosto ciò che da te ode.
Agostino, Il Redentore verrà sicuramente
Le confessioni 10, 26, 37
Si capisce bene che Abacuc non di
· alcun altro ma del Cristo, che doveva

e LXX: «Se egli tarda, aspetta».


1 Deserto egiziano, sede di comunità monastiche e di luoghi di eremitaggio.
228 Abacuc

venire, dice: Il Signore mi rispose e mi La visione attende il suo momento


disse: Scrivi chiaramente la visione su una
tavoletta di bosso a/finché chi legge la Benedetto è colui che è nominato da
segua speditamente perché v'è ancora una un altro profeta: Ancora Ùn poco, infatti:
visione con un termine, sarà palese alla sca- un poco appena, e colui che deve venire
denza e non invano; se indugerà, attendila verrà e non tarderà (Eb 10, 37), colui che ·
perché si avvererà e non tarderà. venne anche nel nome del Signore Dio,
Agostino, suo Padre. Ed egli è il Signore Dio, che
!A città di Dio 18, 31, 3 apparve per noi. Infatti egli insiste nel
dire che è venuto nel nome di suo Padre,
quando dice ai giudei: Io sono venuto net
Predizione dell'aiuto nelle p~ove nome del Padre mio e voi non mi ricevete;
se un altro venisse nel proprio nome, lo
Forse voi siete afflitti dal fatto di ricevereste (Gv 5, 43). Egli dunque, che
essere cacciati fuori delle mura~ ma apparve per noi - il Signore Dio, il bene-
dimorerete sotto la
protezione del Dio detto, che viene nel nome del Signore -
del cielo. L'angelo che sorveglia la Chiesa era anche la pietra che gli antichi costrui-
è uscito con voi. Così essi giacciono in rono sulle · fondamenta della dottrina
luoghi vubti giorno dopo giorno, attiran- mosaica, che essi misero da parte e che,
do su se stessi un grave gìudizio, come si sebbene da loro messa da parte, è diven-
è visto al tempo della diaspora del popo- tata la pietra angolare della Chiesa dei
lo. E se in tutto questo vi è dolore da gentili. L'oracolo annuncia questo in
sopportare, io confido nel Signore che modo mirabile, non a tutti quelli che
nop sarà senza utilità per voi. Pertanto guardano ma solo agli occhi dei profeti,
più le vostre prove sono state difficili, quando è detto: Ed è meraviglt'osa ai
più perfetta sarà la ricompensa che cer-
nostri occhi.
cherete nel vostro giudice ultimo. Non _Eusebio di Cesar~a,
prendete male le vostre afflizioni presen- La prova dei Vangeli 9, 18
ti. Non perdete la speranza. ·Ancora un
po' ed il vostro soccorritore verrà da voi
senza esitare.
Basilio di Cesarea,
Lettere 238

VIVI PER LA FEDE

Ecco, soccombe f colui che non ha l'animo retto, mentre il giustò vivrà
· per la sua fede g (2, 4).
I: orgoglio è contrario alla giustizia di Dio poiché pone fiducia nelle proprie opere .e
non nella grazia (Agostino). Il messaggio della venuta di Cristo è un'ùnica, armoniosa testi-

f Congettura della Bibbia CEI; in ebraico: «si inorgoglisce».


g Oppure «fedeltà»; LXX: «il giusto vivrà per la fedeltà [del mio Dio]»,
Vivi per la fede (2, 4) 229

monianza. I giusti dell'Antico Testamento sono i destinatari della grazia di Dio tanto quan-
to quelli del Nuovo Testamento, poiché fanno tutti affidamento sulla grazia di Dio e non sui
loro meriti (Agostino). Chiunque, sia esso giudeo o gentile, può essere giustificato nella fede
come figlio di Abramo (Cipriano). Aver cura dei poveri dà vita alla-fede in cui vive il giusto
(Leone Magno). La fede, come la fiducia nelle promesse divine, è l'essenza della rettitudirie
(Teodoro di Mopsuestia).

214
I giusti vivono per la fede fede di coloro che l'hanno proclamata già
avvenuta, anche i riti sacri poterono
I.: orgoglio è contrario alla giustizia bensl essere diversi in relazione alla
di Dio diversità dei tempi, ma si riferivano con
perfetto accordo all'unità della medesima
A questa giustizia di Dio è contraria fede. Negli Atti degli Apostoli, nel brano
la superbia, per cui si ripone la fiducia ove parla I'apostolo Pietro, sta scritto:
nelle proprie opere. Ecco perché il salmi- Perché dunque provocate adesso Iddio
sta aggiunge: Non si avvicini a me il piede imponendo sul collo dei fedeli un giogo
del superbo (Sai 35, 12). Questa giustizia; che né i nostri antenati né noi abbiamo
in virtù della quale i suoi fedeli sono giu- potuto portare? Noi invece crediamo che
sti vivendo nel frattempo mediante la saremo salvi solo in virtù della grazia del
fede, finché, giunta a perfezione la giusti- Signore Gesù, come furono salvi anche
zia, siano condotti alla visione di Dio, loro (Àt 15, 10-11): Se dunque essi, cioè i
come lo saranno anche all'immortalità Patriarchi, incapaci di portare il. giogo
del corpo con la perfetta salute, è la gr~­ della Legge, ebbero fede di salvarsi in
zia della Nuova Alleanza. virtù della grazia del Signore Gesù, e
Agostino, chiaro che questa grazia fece vivere di
Lettere 140, 30, 72-73 fede anche gli antichi giusti, poiché il giu-
sto vive per mezzo della fede (Rm 1, 17).
Agostino,
Anche i santi dell'Antico Testamen- Lettere 190, 2, 6
to sÒno salvati
Proprio in virtù della saluberrima La superfluità del serv1z10 dell'un-
fede nel medesimo Cristo, Dio e insieme
uomo, si salvarono i giusti del.J.' Antica
zione
Alleanza, i quali credettero che si sarebbe Maria invece l'altra sorella di
incarnato prima ancora che s'incarnasse. Lazzaro - prese una libbra di un profumo
Identica è la loro fede e la nostra, poiché di nardo autentico, di molto valore, e unse
noi crediamo già avverato ciò ch'essi cre- i piedi di Gesù, asciugandoli con i suoi
dettero che sarebbe avvenuto. Ecco per- capelli: e la casa si riempì del profumo del- ..
ché lapostolo Paolo dice: Animati dal l'unguento (Gv 12, 3). Abbiamo ascoltato
medesimo spirito di fede, con/orme a il fatto, cerchiamone ora il significato spi-
quanto sta·scritto: Ho creduto e perciò ho rituale. Ogni anima che voglia essere
parlato, noi pure crediamo e perciò anche fedele, si unisce a Maria per ungere con
noi parliamo (2 Cor 4, 13). Se dunque prezioso profumo i piedi del Signore.
anche coloro i quali predissero la venuta Quel profumo simboleggiava la giustizia;
di Cristo avevano il medesimo spirito di ecco perché pesava una libbra; ed era un
230 Abacuc

profumo di nardo autentico, prezioso. La fede (Rm 1, 17). Anche gli scismatici non
parola «pistici» dobbiamo ritenerla come si lusinghino di avere una tale ricompen-
un'indicazione del luogo da cui proveni- sa, poiché egualmente non è possibile
va quell'unguento prezioso; né tuttavia che vi sia l'onestà in chi non v'è la cari-
questo c'impedisce di considerarla atta tà. Difatti l'amore al prossimo non fa del
ad esprimere magnificamente qualcosa di male (Rm 13, 10) e, se lo avessero, non
misterioso. In greco infatti pistis significa lacerebbero il corpo di Cristo che è la
fede.' Ti sforzavi di compiere le opere Chiesa (Col l, 24) .
della giustizia; ebbene, sappi che il giusto Agostino, Discorso del Signore
vive della fede (Rm 1, 17). Ungi i piedi di sulla montagna 1, 5, 13
Gesù: segui le orme del Signore condu-
cendo una vita degna. Asciugagli i piedi
con i capelli: se hai del superfluo dàllo ai Legati alla fede di Abramo
poveri, e avrai asciugato i piedi del
Se non crederete, neppure capirete (Is
Signore con i capelli che, appunto, sono
7, 9). Anche il Signore nel Vangelo dice:
considerati come una parte superflua del
Se infatti non credete che io S01JO, morire-
corpo. Ecco come devi impiegare il
te nei vostri peccati (Gv 8, 24). Inoltre la
superfluo: per te è superfluo, ma per i rettitudine deve sussistere per mezzo
piedi del Signore è necessario. Accade della fede. In essa è la vita, come fu pre-
che sulla terra i piedi del Signore siano detto in Abacuc: Ora il giusto vivrà in me
bisognosi. A chi, se non alle sue membra, per la fede. Dunque Abramo, il padre dei
si riferisce la parola che egli pronuncerà popoli, credette. Nella Genesi si dice
alla fine del mondo: Ogni volta che l'ave- anche: Egli credette al Signore, che glz'elo
te fatto al più piccolo dei miei frate!!~ lo accreditò come giustizia (Gn 15, 6). Simil-
avete fatto a me (Mt 45, 40)? Avete eroga- mente Paolo scrisse ai Galati: fu così che
to ciò che per voi era superfluo, ma avete Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accredi-
soccorso i .miei piedi. tato come giustizia. Sappiate dunque che
· Agostino, Commento i figli di Abramo·sono quelli che vengono
al Vangelo dz" Giovanni 50, 6 dalla fede. E la Scrittura prevedendo che
Dio avrebbe ·giustificato i pagani per la
fede, preannunziò ad Abramo questo
Gli eretici non hanno né fede né lieto annunzio: «In te saranno benedette
amore tutte le genti». Di conseguenza, quelli
che hanno la fede vengono benedetti
Infatti non giova soffrire questi
insieme ad Abramo che credette.
mali, ma sopportarli per il nome di Gesù
Cipriano,
non solo con animo sereno, ma anche
A Quirino contro i giudei 12, 1, 5
con gioia. Difatti molti eretici, i quali col
nome cristiano traggono in errore le
. anime, subiscono molte di tali sofferen-
ze, ma sono esclusi dalla suddetta ricom-
La cura dei poveri dà vita alla fede
pensa, perché non è stato detto soltanto: · E quindi anche Tobia, quando istrui-
Beati coloro che soffrono persecuzione, sce sµo figlio sui principi della bontà,
ma è stato aggiunto: per la virtù (Mt 5, dice: Det' tuoi beni fa' elemosina. Non
10) .. E non è possibile che nell'indivi- distoglt'ere mai lo sguardo dal povero, così
duo, in cui non v'è una retta fede; vi sia non si leverà da te lo sguardo di Dio (Tb 4,
la virtù, perché l'uomo virtuoso vive di 7). Questa virtù rende tutte le virtù con-
Guai ai malvagi (2, 5-20) 231

venienti, poiché tramite i suoi precetti dà I giusti confidano nelle promesse di


vita a quella vera fede in cui <<Vive il giu- Dio
sto», e che è detta essere morta senza le
opere (Gc 2, 26). Come la ragione per le «Il giusto vivrà per la mia fede».
opere consiste nella fede, cosl la forza Cosl, anche se qualcuno potrebbe essere
della fede consiste nelle opere. incerto nella sua fede nel futuro e dubita"
Leone Magno, re che le promesse si verifichino realmen-
Sermoni 10, 4 te, una tale persona mi è sgradita, poiché
io definisco giusta la persona che confida
nelle promesse e riceve beneficio da esse.
Teodoro di Mopsuestia,
Commento su Abacuc 2, 1-4

GUAI AI MALVAGI

La ricchezza rende malvag~· il superbo non sussisterà; spalanca come gli


in/eri le sue fauci h e, come la morte, non si sazia, attira a sé tutti i popoli:
raduna per sé tutte le genti.
Forse che tutti non lo canzoneranno, non faranno motteggi per lui?
Diranno i;
Guai a chi accumula ciò che ~on è suo, - e fino a quando? - e si carica
di pegni! Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creq,itorz: non si sve-
glieranno i tuoi esattori e tu diverrai loro preda? Poiché tu hai spogliato
molte genti: gli altri popoli spoglieranno te, a causa del sangue umano ver-
sato, della violenza fatta alla regione, alla città e ai suoi abitanti.
\Guai a chi è avido di lucro, sventura per la sua casa, per mettere il nido
in luogo alto, e sfuggire alla stretta dèlla sventura. Hai decretato il disonore
alla tua casa; hai soppresso popoli numerosi: hai/atto del male contro te stes-
so. La pietra infatti griderà dalla parete e dal tavolato risponderà la trave.
Guai a chi costruisce una città sul sangue e fonda un castello sull'iniqui-
tà. Non è forse volere del Signore degli' eserciti che i popoli fatichino per il
fuoco e le nazioni si stanchino per un nulla? Poiché, come le acque colma-
no il mare, così la terra dovrà riempirsi di conoscenza della gloria del
Signore.
·~.
Guai a chi fa .bere i suoi vicini versando veleno i per ubriacarli e scopri'-.

h Il significato del testo ebraico di questi due versi è oscuro.


i In ebraico: «dicono».
i Congettura della Bibbia CEI; in ebraico: «unendosi alla tua collera>>; NRSV congettura: «dalla
. coppa della sua·collcra». "
232 Abacuc

re le loro nudità. Ti sei saziato di vergogna, non di gloria. Bevi:, e ti colga il


capogiro k. Si riverserà su di te il calt"ce della destra del Signore e la vergo-
gna sopra il tuo onore, poiché lo scempio fatto al Libano ricadrà su di te e il
massacro degli animali ti 1 colmerà di spavento, a causa del sangue umano
versato, della violenza fatta alla regione, alla città e a tutti i suoi abitanti. A
che giova un idolo perché l'artista si dia pena di scolpirlo? O una statua fusa
o un oracolo falso, perché l'artista confidi in essi: scolpendo idoli muti?
Guai a chi dice al legno: «Svegliati», e alla pietra muta: «Alza#». Ecco,
è ricoperta d'oro e d'argento ma dentro non e'è soffio vitale. Il Signore risie-
de nel suo santo Tempio. Taccia, davanti a lui: tutta la terra! (2, 5-20).
I pastori del gregge hanno rincarico di assicurarsi che i fedeli non diventino orgoglio-
si ponendo una falsa fiducia su stessi invece che sulla grazia (Cipriano). Non dobbiamo esse-
re ossessionati dal desiderio delle ricchezze terrene. Vedove, orfani ed il prossimo non devo-
no essere ignorati. Il timore verso il Signore è il modo migliore per costruire una città di fede
(Ambrogio). Gli eretici saccheggiano il gregge di Cristo come lupi, derubando, ubriacando-
si ed ingozzandosi (Cirillo di Alessandria). Coloro che sono avidi verso il loro prossimo e ne
parlano male sono condannati (Costituzioni apostoliche). Elena viene lodata per la sua ado-
razione verso Cristo, il quale è simbolicamente identificato con uno scarabeo (Ambrogio).
Tornare alle antiche consuetudini giudaiche è come far bere acqua contamin.ata al proprio
prossimo (Origene). La nascita di Maria fu predetta nell'Antico Testamento. Si fa riferimen-
to ad Anna come al s~crò Tempio che.portò Maria (Metodio d'Olimpo).

2 5
• 1-:avidità spalanca le sue fauci come sono malati (Mt 9, 12). Sebbene noi
gll inferi pastori siamo molti, ci prendiamo cura di
un solo gregge. Tutte le pecore che Cristo
L'orgoglio può danneggiare il gregge ha cercato con il suo sangue e la sua pas-
sione dobbiamo abbracciarle e sostener-
Dal momento che il Signore minac- le, e non permettere che i nostri fratelli
cia quei pastori, a causa dei quali le peco- supplici ed afflitti siano disprezzati e cal-
re del Signore sono trascurate e lasciate pestati dalla arrogante presunzione di
perire, cos'altro dobbiamo fare, carissimi alcuni, come è scritto: «L'uomo che è
fratelli, se non mostrare una completa arrogante e pieno di sé non otterrà nulla.
diligenza nel raccogliere e curare le pec~­ La sua avidità è grande come le porte
re di Cristo, e nel somministrare la medi- degli inferi».
cina della misericordia paterna per guari- .Cipriano,
re le ferite di quelle che sono cadute? Lettere 68, 4
Anche il Signore nel Vangelo dice ed
ammonisce: Non sono quelli sani che
han.no bisogno del medico, mà quelli che

k Lezione derivata dai LXX e Peshitta; in ebraico: «e sii incirconciso».


l Lezione dei LXX e Peshitta; in ebraico: «ID>.
Guai ai malvagi (2, 5-20) 2.33

6
Guai a chi accumula ciò che non è suo . quel giusto proverbio: «Il cane è tornato al
suo vomito») e: «La scrofa appena lavata
Un ammonimento contro la ric- torna a rotolarsi nel brago» (cf. Prv 26, 11;
chezza 2 Pt 2, 21-22). Essi si sono divise le accu-
se blasfeme da muovere contro Cristo e,
E non desideri moltissime cose, poi- come lupi feroci e violenti, portano la
ché anche poche sono moltissime per lui; rovina in mezzo alle pecore per le quali
infatti povertà e ricchezze sono il nome Cristo è morto> e rapinano le sue cose>
che si dà al bisogno e alla sufficienza. «ammassando per sé roba che loro non
Non è ricco chi è bisognoso, non è pove- appartiene», come sta scritto> e «renden-
ro chi non ha bisogno di nulla. Nessuno do duramente pesante il loro giogo». Ad
disprezzi la vedova, raggiri il pupillo, essi si adatterebbero molto bene le paro-
imbrogli il suo ,prossimo. Guai a colui le: Uscirono da noz: ma non erano dei
che possiede una sostanza accumulata nostri (1 Gv 2, 19).
con l'inganno e costruisce sul s3!1gue una Cirillo di Alessandria,
città, cioè la propria anima! E questa, Perché Cristo è uno 1
infatti, che viene costruita come una città.
Questa città non è costruita dall'avarizia,
ma distrutta; non è costruita dalla lussu- 9
Guadagni disonesti
ria, ma arsa e data alle fiamme. Vuoi
costruire una città come si conviene? È Guai ·a coloro die fanno turpi gua-
meglzò tl poco col timore di Dio che gran- dagni
di tesori senza di esso (Prv 15, 1O). Le ric-
chezze dell'uomo devono giovare al Non dirai cose malvage; infatti è
riscatto della sua anima, non alla sua rovi- detto: Non amare dire cose ma/vage, affin-
na. E il tesoro serve al riscatto, se uno ne ché tu non sia portato via. Non ti curerai
fa b.u on uso; e, d'altro canto, è un laccio, delle ingiurie, poiché le vie di coloro che
se uno non ne sa usare. Che cosa, infatti, si ricordano delle ingiurie portano alla
rappresenta per l'uomo il proprio denaro morte (Prv 12> 28 LXX). Non sarai ingan-
se n~n ciò che serve per un viaggio? · nevole negli atti o nelle parole, poiché le
\ Ambrogio, labbra di un uomo sono per lui una sollda
Lettere 36, 11 trappola (Prv 6, 2), ed una persona che
parla troppo non prospererà sulla terra (Sal
139, 12). Le tue parole non saranno vane,
Condanna degli eretici poiché dovrai dar conto di ogni parola
oziosa (Lv 19, 11; Mt 12, 36). Non dirai
Quanto poi agli inventori delle menzogne, poiché sta scritto: Distrugge-
empie eresie, ai profanatori e agli aposta- rai tutti' coloro che mentono (Sal 5, 7).
ti che spalancano la loro bocca smodata Non sarai avido o rapace, poiché dice il.
contro la gloria divina e divulgano dottri- profeta: «Guai a chi è avido verso il pros-
ne perverse (At 20, 30), li si potrebbe simo suo con malvagia avidità». . .,
accusare d'essere scivolati in una demen- Costituzioni apostoliche 7, 4
za non inferiore a quella dei pagani o
forse superiore. Sarebbe stato meglio per
essi non aver conosciuto la via della vert'tà
che, una volta conosciutala, voltare le spal-
le al santo comandamento che era stato
loro trasmesso. Capitò loro ciò che dice
234 Abacuc

11
La pietra griderà dalla parete insegnamenti consegnatici da un così
grande ed eccellente apostolo, ci volgere-
Lo scarabeo parlerà dalla trave mo di nuovo alle favole giudaiche (Tt 1,
14)? Quanto a me, se spiegassi queste
[Elena] 2 trovò dunque l'iscrizione, cose in maniera- diversa da quello che
adorò il Re, non il legno, naturalmente, Paolo sembra fare, ritengo che sarebbe
perché questo è un errore· dei pagani e come dare la mano ai nemici di Cristo e
una stoltezza degli empi, ma adorò colui sarebbe quello che dice il profetà: «Guai
che, nominato nell'iscrizione, era stato a chi ·dà da bere al suo prossimo un vino
appeso su quel legno, colui che levò la inebriante». Coltiviamo dunque i semi
sua voce come uno scarabeo 3, perché il dell'intelligenza spirituale ricevuti dal
Padre perdonasse quel peccato ai suoi beato apostolo Paolo, per quello che il
persecutori. Quella donna ardeva dal Signore si degnerà di illuminarci per le
desiderio di toccare il rimedio dell'im- nostre preghi~re.
mortalità, ma temeva di calpestare il Origene,
sacramento della salvezza. Lieta in cuore, Omelie sull'Esodo 5, 1
ma trepidante nei suoi passi, non sapeva
cosa fare; raggiunse tuttavia la sede della
verità. Il legno rifulse e la grazia brillò, 20
Il Signore è nel suo sacro Tempio
sicché, dato che Cristo aveva già visitato
la donna in Maria, lo Spirito la visitò in Predizione della nascita di Maria
Elena. Le insegnò quello che una donna
non poteva sapere e la condusse sulla via Quando giungerà il momento, sarai
che un mortale non poteva conoscere. mostrato (cf. Gal 4, 4). Che spiegazione
Ambrogio, necessitano queste parole, se una persona
In morte di Teodosio 46 dirige con diligenza }'C?CChio della sua
mente verso la festa che stiamo celebran-
do oggi? «Allora tu sarai mostrato - egli
15
Guai· a chi fa inebriare ·il prossimo dice - come su di una regale cavalcatura,
suo dalla tua pura e casta madre nel Tempio,
e ciò nella grazia e bellezza della carne da
Richiamo a coltivare i semi della spi- te assunta». Tutte queste cose il profeta,
ritualità riassumendole per maggiore chiarezza,
esclama in breve: Il Signore è nel suo sacro
Che cosa dunque dobbiamo fare noi Tempio. "Abbia timore davanti a lui la
che abbiamo ricevuto da Paolo, maestro terra intera" (Sa! 95, 9).
della Chiesa, tali regole di interpretazio- Metodio d'Olimpo,
ne? Non sembra forse giusto mantenere Orazione su Simeone e Anna 4
anche in altri casi questa regola a noi con-
segnata con un simile esempio? O, come
vogliono alcuni, lasciando da parte· questi

2 La madre di Costantino. In.questo passo Ambrngio.narra il suo pellegrinaggio in Terra.Santa.


3 Ambrogio usa spesso lo scarabeo come simbolo di Cristo. Tale strano paragone deriva da un
errore dei LXX, che in questo versetto di Abacuc hanno tradotto l'ebraico «legno, trave» con «scara-
beo».
Preghiera di pentimento e dossologia (3, 1-2) 235

PREGHIERA DI PENTIMENTO E DOSSOLOGIA

Preghiera del profeta Abacuc, in tono di lamentazione m.


Signore, ho ascoltato il tuo annunzz·o, Signore, ho avuto timore della tua
opera. Nel corso degli anni manifestala, falla conoscere nel corso degli anni.
Nello sdegno ricordati di avere clemenza n (3, 1-2).
L'ignoranza è un peccato che abbisogna di pentimento, come viene espresso nella pre-
ghiera di Abacuc (Girolamo). Cristo era al centro fra i due animali (LXX) cioè all'interno
delle due alleanze (Cesario di Arles). Poiché la ricompensa del Signore non può essere pie-
namente compresa, cosl come la sua vendetta, Abacuc espresse grande timore verso il
Signore nel meditare sulla sua misericordia e sulla sua collera (Cassiodoro). Abacuc h~ par-
lato del rigoroso ordine temporale nell'opera di Dio (Ireneo). Il riferimento del profeta alle
due cose viventi attraverso cui viene rivel;:ita la conoscenza divina non sono altro che Cristo
e lo Spirito San.t o (Origene). Il profeta ha predetto la voce divina che confermò la sottomis-
sione di Mosè ed Elia al setvizio di Cristo (Tertulliano).

-'·
1
La preghiera di Abacuc Ì'ignoranza non fosse un peccato, sareb-
be stato da parte sua un vano sforzo il
Ammonimento contro l'ignoranza comporre un libro di penitenza, ed il suo
desiderio di esprimere dolore per
Il profeta Abacuc dà questo titolo al un'azione che non era peccato sarebbe
suo cantico: «Preghiera del profeta stato un Vuoto gesto.
Abacuc per ignoranza». Infatti egli aveva Girolamo,
parlato in modo ardito al Signore ed Contro i pelagiani 1, 39
aveva detto: Fino a quando, Signore,
implorerò e non ascolti~ a te alzerò il grido:
«Vi'òlenza!» e non soccorri? Perché mi/ai 2
Rinnova la tua opera
vedere l'iniquità e resti spettatore del!' op- .
pressione? Ho davanti rapina e violenza e Cristo è all'interno dei due Testa-
ci sono liti e si muovono contese. Non ha menti
più forza la legge, nè mai si afferma il dirit-
to. J;empio infatti raggira il giusto e il giu- Secondo quanto è scritto: «Nel
dizio ne esce stravolto (Ab 1, 2A). Come mezzo dei due animali sarai conosciuto»,
ammonimento contro se st~sso per aver cioè fra l'Antico ed il Nuovo Testamento.
pronunciato tali parole per ignoranza egli Quando leggiamo "nel mezzo" non dob-
scrive il cantico della penitenza. Se biamo pensare che Cri~to fu fra il Nuovo.~
: • 1

m Congettura della Bibbia CEI; in ebraico: «secondo Shigionoth»; nella Vulgata «secondo
Shigionoth» è interpretato: «per ignoranza».
n LXX: «Nel mezzo cli due animali sarai conosciuto, sarai riconosciuto quando il tempo si è fatto
vicino: sarai fatto uscire quando giungerà il momento; quando il mio sigillo sarà sventure, ricorderai
la tua misericordia nella collera». ·
236 Abacuc

e l'Antico Testamento in modo tale da Padre non vi è nulla di incqerente. Infatti


non essere contenuto in nessuno dei due. tutte queste cose erano conosciute da
Questo non è vero, fratelli carissimi, ma sempre dal Padre, mentre il Figlio le ha
quando la Scrittura dice: «nel mezzo dei portate a compimento al momento giu-
due animali», dobbiamo renderci conto sto, in un ordine ed una sequenza perfet-
che egli è al centro dell'Antico e del ti. Questa · è la ragione per cui, quando
Nuovo Testamento, cioè dentro in -senso Maria faceva pressione perché fosse com-
interiore e spirituale. Questo non è piuto il meraviglioso miracolo del vino,
secondo la lettera ... ma secondo lo ed era desiderosa, prima del tempo, e di
Spirito che vivifica tutti i cristiani che prendere dalla coppa del significato
hanno una comprensione spirituale. emblematico, il Signore, riprendendola
Pertanto «nel mezzo dei due animali sarai per la sua fretta inopportuna, le disse:
conosciuto» significa nel senso interiore Donna) cosa devo fare con te? La mia ora
del Nuovo e dell'Antico Testamento. non è ancora giunta (Gv 2, 4) - attenden-
· Cesario di Arles, do quelrora, che era conosciuta da sem~
Sermoni 107, 1 pre dal Padre. Questa è anche la ragione
per cui, quando gli uomini erano spesso
desiderosi di imprigionarlo, è scritto:
Ammonimento riguardo la collera t ora di essere preso non era ancora giunta
divina per lui (Gv 7, 30), né il tempo della sua
Chi potesse comprendere la forza passione, che era stato sempre conosciu-
de.Ila tua ira) e il tuo sdegno col timore a te to dal Padre, come dice anche il profeta
dovuto! (Sa! 90, 11). Mosè, che aveva Abacuc: «Da questo sarai conosciuto,
provato la severità della risposta del sarai riconosciuto quando il tempo si è
Signore al suo popolo colpevole, quando fatto vicino: sarai fatto uscire quando
lo aveva irritato con un incessante mal- · giungerà il momento; quando il mio sigil-
contento, esclama giustamente che il cal- lo sarà sventure, ricorderai la tua misèri-
colo di nessuno può misurare la sua ven- cordia nella collera».
detta e che le potenzialità della sua colle- Ireneo,
ra non possono essere enumerate. Osser- Contro le eresie 3, 16, 7
va come il suo potere illimitato viene pro-
clamato, poiché come le ricompense del
Signore non possono essere comprese Il legame che unisce Cristo e lo
nella loro pienezza, cosl la misura della Spirito Santo
sua vendetta non può essere afferrata.
Pensiamo che anche l'espressione
Dunque aggiunse opportunamente: «col
che si trova nell'inno di Abacuc: «Nel
timore a te dovuto»; come anche rimarca
mezzo dei due esseri viventi, o delle due
un altro profeta: «Ho considerato la tua
opera e ho avuto timore». vite, sarai conosciuto» debba essere irite-
sa come un chiaro riferimento a Cristo e
Cassiodoro,
Esposizione sui Salmi 89, 11 allo Spirito Santo. Infatti tutta l~ cono-
scenza del Padre si ottiene per mezzo
della rivelazione del Figlio attraverso lo
Spirito Santo cosicché entrambi questi
I tempi opportuni di Dio
esseri che, ·secondo il profeta, sono chia-
Con lui nulla è incompleto o fuori mati sia <~esseri viventi,, che "vite" esisto-
della stagione giusta, cosl come con il no come base della conoscenza di Dio
Avvento divino (3) 3-6) 237

Padre. Del Figlio, infatti, è scritto: Nes- I due Te~tamenti sono profonda-
suno conosce il Padre se non il Figlio) e mente ·connessi
colui al quale il Figlio lo rivelerà (Le 10,
22). La stessa cosa viene detta dall'Apo- Il Padre diede al Figlio dei nuovi
stolo riguardo lo Spirito Santo quando discepoli dopo che Mosè ed Elia erano
dichiara: Ma a noi Dio le ha rivelate per stati esibiti insieme a lui in onore della
mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scru- sua gloria, ~d erano poi stati congedati
ta ogni cosa) anche le profondità di Dio (1 per aver adempiuto pienamente il loro
Cor 2, 10).'E di nuovo nel Vangelo, quan- dovere ed ufficio. [. .. ] Ma abbiamo l'in-
do il Salvatore parla delle parti divine e tera strut~ura di questa intera visione
più profonde del suo insegnamento, che i anche in Abacuc, dove lo Spirito nella
suoi discepoli non erano ancora in grado persona di alcuni degli apostoli dice: O
di ricevere, così si rivolge loro: Per ora Signore) ho udz.to il tuo discorso ed ho
non siete i·n grado di portarne il peso (Gv avuto #more. E che discorso era questo se
16, 12); ma i/Consolatore) lo Spt'rito Santo non le parole della voce celeste: Questo è
che il Padre manderà nel mio nome, vi · t'l mio Figlio amato) ascoltatelo (Mt 17, 5).
insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò <ilio osservato la tua opera, e mi sono
che vi ho detto (Gv 14, 26). Dobbiamo meravigliato». Quando questo avrebbe
comprendere, pertanto, che come il potuto accadere più a proposito di quel-
Figlio, che da solo conosce il Padre, lo 1'occasione in cui Pietro, vedendo la sua
rivela a chi vuole, così lo Spirito Santo gloria, non seppe ciò che stava .dicendo?
che da solo cerca le profondità di Dio, In mezzo ai due 4 sarai conosciuto - e così
rivela Dio a chi vuole: Perché lo Spirito anche Mosè ed Elia.
soffia dove vuole (Gv 3, 8). Di conseguen- Tertulliano,
za non dobbiamo supporre che lo Spirito Contro Marcione 4, 12
derivi la sua conoscenza dalla rivelazione
proveniente dal Figlio.
Origene,
I principi 1, 3, 4

AVVENTO DIVINO

.. ~io viene da Te.n:_an: il Santo dal monte Paràn °. La sua maestà ricopre
i cieli) delle sue lodi e piena la terra. Il suo splendore è come la luce) baglio-
ri di folgore escono dalle sue mani: là si cela la sua potenza. Davanti a lui
avanza la peste) la febbre ardente segue i suoi passi. Si arresta e scuote la
terra, guarda e fa tremare le genti> le montagne eterne s'infrangono, e i coliti.
antichi si abbassano: i suoi sentieri ne~· secoli (3, J-6).

0 LXX: «dal montè ombroso».

4 Tertulliano vuole probabilmente suggerire: «in mezzo ai due Testamenti>>.


238 Abacuc

I donatisti sono biasimati per aver erroneame~te interpretato Ab