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IL DOPING

Il doping è l’uso di sostanze abusive con lo scopo di aumentare il rendimento fisico e le


prestazione dell’atleta. Il termine deriva dalla parola inglese "dope": essa in principio
indicava una mistura di vino e tè bevuta regolarmente dagli schiavi americani per rimanere
attivi e lavorare. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha istituito un'apposita agenzia, la
WADA, che si occupa della lotta al doping; nonostante i controlli, l'uso di sostanze e terapie
dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico ma anche in quello dilettantistico e
perfino amatoriale. Casi particolarmente clamorosi di doping sono stati quello di Ben
Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di Seul nel 1988 dopo aver vinto la corsa dei 100
metri piani e stabilito il nuovo record del mondo (che venne annullato), e quello di Marco
Pantani, escluso dal Giro d'Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era
largamente in testa alla classifica (Pantani non risultò positivo a sostanze dopanti, ma il suo
ematocrito era superiore al valore massimo consentito). Negli ultimi anni in Italia e altri
paesi il doping è diventato un reato, sotto la fattispecie della frode sportiva.

Le sostanze, biologicamente e farmacologicamente attive, si distinguono secondo differenti


criteri.

Una prima classificazione riguarda l'impiego e fa riferimento a tre categorie principali:

 i farmaci, non vietati per doping, ma utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati
(antinfiammatori non steroidei, prodotti erboristici o omeopatici);

 i farmaci vietati per doping (eritropoietina e i suoi derivati, gli anabolizzanti e gli
stimolanti);

 gli integratori, cioè tutti quei prodotti che servono a reintegrare eventuali perdite di
sali, aminoacidi e vitamine.

Una seconda classificazione si basa sul meccanismo d'azione che interviene a livello
muscolare. Secondo questo principio si distinguono sostanze in grado di aumentare
direttamente o indirettamente:

 la potenza muscolare (creatina, anabolizzanti, glicerolo);

 la disponibilità di substrati energetici (caffeina);

 la resistenza fisica (eritropoietina, emoglobina e bicarbonato di sodio);