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COMUNE DI MELITO DI NAPOLI

(Provincia di Napoli)
via S. Di Giacomo n. 1 – 80017 Melito di Napoli
Codice Fiscale: 80050560632
Centralino tel.: 081/2386111 – fax 081/7112748

DISCIPLINARE TECNICO

CIMITERIALE COMUNALE

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INDICE
TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI .................................................................................... 2

ART. 1 - OGGETTO .............................................................................................................................. 2


ART. 2 - RIFERIMENTI NORMATIVI ......................................................................................................... 2
ART. 3 - FINALITÀ E MODALITÀ DI ATTUAZIONE ....................................................................................... 3
ART. 4 - DEFINIZIONI, AMBITI DI APPLICAZIONE E RELAZIONE CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE ......... 4
URBANISTICA ...................................................................................................................................... 4

ART. 5 - COMPETENZE ........................................................................................................................ 5


ART. 6 - RESPONSABILITÀ.................................................................................................................... 5
ART. 7 - CAUTELE ............................................................................................................................... 5

TITOLO II - SISTEMA CIMITERIALE COMUNALE ................................................................. 5

ART. 8 - RAPPRESENTAZIONE DELLO STATO DI FATTO............................................................................ 5

TITOLO III - DISCIPLINARE TECNICO CIMITERIALE COMUNALE ...................................... 6

TITOLO IV - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI........................................................................ 6

ART. 9 - AREE DI INTERVENTO OMOGENEE ............................................................................................ 6


ART. 10 - INTERVENTI PUBBLICI ED INTERVENTI PRIVATI ......................................................................... 6

TITOLO V - USI DEL SUOLO, ATTIVITA' E FUNZIONI .......................................................... 7

ART. 11 - TERMINOLOGIA E SEPOLTURE ............................................................................................... 7


ART. 12 - USI DEL SUOLO .................................................................................................................... 9

TITOLO VI - DISPOSIZIONI TECNICHE GENERALI ............................................................... 9

ART. 13 - CAPPELLE PRIVATE .............................................................................................................. 9


ALLEGATO 1 - PLANIMETRIE GENERALI DEL CIVICO CIMITERO .............................................................. 13
ALLEGATO 2 - DISPOSIZIONI TECNICHE PER LA COSTRUZIONE DI CAPPELLE PRIVATE NEL CIVICO
CIMITERO ................................................................................................................................... 15
ALLEGATO 3 - ZONIZZAZIONE CAPPELLE PRIVATE NEL CIVICO CIMITERO ............................................... 19
TIPOLOGIA CAPPELLE PRIVATE NEL CIVICO CIMITERO .......................................................................... 20

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DISCIPLINARE TECNICO CIMITERIALE COMUNALE

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI


Art. 1 - Oggetto
La realizzazione di cappelle private nel cimitero del Comune di Melito di Napoli deve essere
effettuata in osservanza del presente Disciplinare.
Il presente elaborato si prefigge lo scopo di offrire una guida tecnico- amministrativa in
merito al loro dimensionamento degli elementi strutturali, all’utilizzo dei materiali da costruzione,
agli aspetti igienico-sanitari, agli accorgimenti tecnico-costruttivi:
Nello specifico, è individuata una tipologia costruttive, rispondente al linguaggio
architettonico classico. La dimensione delle stesse è, invece legata alla estensione dell’area
concessa; sono di fatto disponibili aree da 6, da 9 e da 12 mq (Allegato 3)

La progettazione delle cappelle gentilizie deve, pertanto, essere condotta in osservanza dei
seguenti schemi progettuali.

Art. 2 - Riferimenti normativi


L'attività cimiteriale è regolata dalla normativa di seguito riportata.

Normativa nazionale:

 Testo unico sulle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, artt. 228, 254, 334, da
337 a 344 e 358, e successive modificazioni;
 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 "Approvazione del regolamento di polizia mortuaria";
 Circolare del Ministero della Sanità 24 giugno 1993 n. 24 - "Regolamento di polizia
mortuaria. Circolare esplicativa";
 Legge 30 marzo 2001, n.130, "Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle
ceneri";
 Decreto legislativo n.166, 1 agosto 2002.

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L'attività cimiteriale è, inoltre, regolata dal Codice Civile, secondo cui, ai sensi dell'art. 824
comma 2, i cimiteri comunali, nel loro complesso di costruzioni e terreni, sono assoggettati al
regime del demanio pubblico. Essi pertanto sono inalienabili e non possono formare oggetto di
diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (art..823,
1° comma del Codice Civile).
I comuni pertanto possono dare in concessione aree e loculi per sepolture private (reparto a
sistema di tumulazione), a domanda individuale e a tariffe predeterminate, e devono prevedere
spazi adeguati in campo comune di inumazione, assegnati normalmente a pagamento.

Normativa regionale:

 Legge Regione Campania n. 12 del 24/11/2001;


 Legge Regione Campania n. 20 del 09/10/2006;
 Legge Regione Campania n. 2 del 21/01/2010 art. 1 comma 75.

Normativa comunale:

 Regolamento di Polizia Mortuaria, approvato con Delibera di Consiglio Comunale del


31/01/1986.

Art. 3 - Finalità e modalità di attuazione


La redazione di tale documento ha la funzione di regolamentare lo sviluppo del cimitero, nel
rispetto delle norme igienico- sanitarie e di sicurezza, precisando i limiti e le dimensioni
connessi allo sviluppo ed alla gestione dell'intera area cimiteriale.
Il Disciplinare Tecnico Cimiteriale Comunale persegue le finalità previste dal D.P.R. 285/1990 e
dalla normativa regionale sulla base dei seguenti criteri generali:
 la programmazione degli interventi costruttivi, di manutenzione ordinaria, di manutenzione
straordinaria e di ampliamento, con la finalità di ottimizzare la gestione della struttura
esistente;
 il mantenimento dei caratteri architettonici - tipologici dei singoli manufatti;
 il miglioramento dei requisiti igienico-sanitari;
 il miglioramento della sicurezza e il raggiungimento del requisito di accessibilità, anche ai
fini della conformità alla normativa sul superamento delle barriere architettoniche previste
dalla Legge 13/1989, dal D.M. 236/1989 e dal D.P.R. 503/1996 e successive integrazioni;

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Gli Uffici comunali e i soggetti a cui il Disciplinare affida compiti e servizi inerenti il decesso e la
sepoltura sono chiamati a svolgerli con la considerazione dello stato di particolare disagio
causato dall'evento luttuoso e tenendo conto del rispetto delle convinzioni religiose e morali
espresse da chi provvede per le esequie.
Il Comune assicura la più ampia agibilità alle cerimonie e ai riti funebri, nella consapevolezza di
tutelare in tal modo anche i diritti inviolabili dell'uomo.

Art. 4 - Definizioni, ambiti di applicazione e relazione con gli strumenti di pianificazione


urbanistica
1. Costituisce il Sistema cimiteriale l’insieme delle porzioni di territorio interessate dall' intero
complesso del cimitero del Comune di Melito di Napoli e delle aree di pertinenza.
2. Costituiscono le Aree cimiteriali le porzioni di territorio interessate dalle strutture cimiteriali.
3. Costituiscono le Aree di pertinenza tutte le aree esterne all' area cimiteriale ed interne alle
fasce di rispetto, a servizio dell’attività cimiteriale.
4. Costituiscono Ambiti di applicazione le aree cimiteriali e le aree di pertinenza individuate dal
Piano. All’interno delle aree cimiteriali il Piano Cimiteriale è prescrittivo, mentre nelle fasce
di rispetto ha valenza consultiva.
5. Costituiscono i Settori Cimiteriali le porzioni interne del cimitero corrispondenti ad organismi
architettonici autonomi con elementi e caratteristiche riconducibili a progettazione e
realizzazione unitaria, anche per gli oggetti di finitura e arredo cimiteriale.
6. Costituiscono le Unità base le minime porzioni interne ai settori, omogenee per tipologia di
sepoltura e caratteri architettonici e ornamentali.
7. Il Disciplinare definisce per ciascuna delle aree di intervento omogenee interne alle aree
cimiteriali, le categorie di intervento e la relativa disciplina edificatoria.
8. Le seguenti norme disciplinano gli interventi costruttivi, le destinazioni d'uso, le funzioni e le
tipologia di sepoltura nel sistema cimiteriale.
9. All'interno dell'area cimiteriale sono individuati ambiti di applicazione (Allegato 1), quali:
 Zone esistenti;
 Zona di completamento/ espansione.
10. Le disposizioni attuative, relative a ciascun ambito omogeneo identificato, sono precisate
nei successivi articoli.
11. Le costruzioni private sono consentite solo nelle aree appositamente riservate alla
concessione in uso per la costruzione di tombe private.
Gli interventi privati sono soggetti alle procedure e alla normativa edilizia, quando
applicabile, fatto salvo l’obbligo del rispetto delle precise norme del presente e di quelle in
materia igienico sanitaria, costruzioni in cemento armato, norme in materia di sicurezza

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degli impianti e dei cantieri.

Art. 5 - Competenze
Le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal Sindaco,
quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria Locale.
La direzione del servizio di polizia mortuaria e del Cimitero, di competenza del Comune,
nell'ambito dei criteri e delle norme statutarie, è attribuita al Responsabile dei Servizi Cimiteriali.
Eventuali atti riguardanti situazioni non previste dal presente, spettano al Responsabile del
Servizio, su conforme deliberazione della Giunta Comunale, salvo non si tratti di atti o
provvedimenti di competenza del Consiglio Comunale ai sensi della normativa vigente.
Le funzioni di medico necroscopo sono esercitate da sanitari nominati dall’ A.S.L.
competente di zona.

Art. 6 - Responsabilità
Il Comune cura, tramite proprio personale o anche il gestore ove nominato, che all'interno dei
cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone e alle cose, ma non assume
responsabilità per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al servizio o per mezzi e
strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito.
Chiunque causi danni a persone o cose, sia personalmente che per fatto altrui, ne risponde
secondo quanto previsto dal Titolo IX del Libro IV del Codice Civile, salvo che l'illecito non
abbia rilevanza penale.

Art. 7 - Cautele
Colui che chiede un servizio qualsiasi (inumazioni, tumulazioni, ecc.) o una concessione,
s'intende agisca in nome e per conto di tutti gli interessati e con il loro preventivo consenso.
In caso di contestazione l'Amministrazione Comunale s'intenderà e resterà estranea all'azione
che ne consegue. Essa si limiterà, per le vertenze in materia, a mantenere fermo lo stato di
fatto fino a che non sia raggiunto un accordo tra le parti o non sia intervenuta una sentenza
definitiva o immediatamente esecutiva da parte dell'Autorità Giudiziaria.

TITOLO II - SISTEMA CIMITERIALE COMUNALE

Art. 8 - Rappresentazione dello stato di fatto


(Allegato 1 - Planimetrie)

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TITOLO III - DISCIPLINARE TECNICO CIMITERIALE COMUNALE

Il Disciplinare Tecnico Cimiteriale Comunale è una guida tecnico-amministrativa per la


realizzazione di cappelle private nel cimitero del Comune di Melito di Napoli in merito al loro
dimensionamento, all’utilizzo dei materiali da costruzione, agli aspetti igienico-sanitari, agli
accorgimenti tecnico-costruttivi.
Il presente elaborato nasce dall'esigenza da parte dell'Amministrazione Comunale di Melito
di Napoli di disciplinare la futura struttura cimiteriale comunale, in funzione di un corretto
dimensionamento e gestione della stessa ai sensi delle disposizioni legislative vigenti.
Tale documento disciplina le aree per sepolture private a tumulazione individuale, per
famiglie e collettività;
La planimetria del cimitero, in base all’art. 54 del DPR 285/90, dovrà essere aggiornata
ogni cinque anni o quando siano state apportate modifiche.
Le aree cimiteriali e le relative zone di rispetto sono recepite dallo strumento urbanistico.
Il cimitero è patrimonio di proprietà comunale ed il Comune cura direttamente in economia
la gestione e la manutenzione del cimitero, in forma singola o associata, o può affidarla a terzi.

TITOLO IV - TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI

Art. 9 - Aree di intervento omogenee


Il Disciplinare Tecnico Cimiteriale Comunale individua le seguenti aree di intervento all'interno
dell'area cimiteriale e della fascia di rispetto:

a. area di valore storico-artistico, soggetta ad interventi di restauro;


b. nuova area cimiteriale, che comprende aree libere sulle quali realizzare gli interventi previsti
come da progetti approvati, da attuarsi solo mediante i titoli abilitativi previsti dalle seguenti
norme.

Art. 10 - Interventi pubblici ed interventi privati


Il presente documento individua e disciplina gli interventi pubblici realizzati dal Comune e quelli
realizzati dai privati, in quanto concessionari ovvero proprietari.

Al Comune spetta:
 la pianificazione di eventuali espansioni;

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 l’approvazione dei piani di manutenzione eseguiti, per settori omogenei e con progetti
architettonici unitari per le singole aree di pertinenza cimiteriale, attrezzature impiantistiche,
percorsi, aree verdi e arredi, ingressi e recinzioni, servizi funzionali e le parti comuni degli
edifici per le sepolture collettive;
 l’attribuzione del ruolo di controllo di tutte le attività svolte all’interno del sistema cimiteriale
previste dalle presenti norme.

Al Privato sono consentiti:


 interventi edilizi limitatamente a cappelle, tombe, loculi, oltre alla manutenzione ordinaria,
nel rispetto delle prescrizioni del presente Disciplinare.

TITOLO V - USI DEL SUOLO, ATTIVITA' E FUNZIONI

Art. 11 - Terminologia e sepolture


1. Le sepolture possono essere del tipo a inumazione o a tumulazione.
2. Sono a inumazione le sepolture nella terra, sono a tumulazione tutte le altre sepolture in
loculi, cripte, ossari, nicchie cinerarie, tombe, cappelle, ecc., in manufatti di varia natura.
3. Le sepolture ad inumazione possono essere comuni o distinte.
4. Gli usi all’interno delle aree cimiteriali sono regolati dalle seguenti definizioni:

Camera ardente: luogo dove mantenere prima della sepoltura un feretro e


dove svolgere i riti di commiato;
Campo di inumazione: aree adibite alle sepolture in fossa;
Campo di tumulazione: aree adibite alle sepolture in manufatti di varia natura
(cappelle/edicole, tombe);
Cappella/Edicola: struttura o costruzione fuori terra, destinata alla
tumulazione dei defunti di una o più famiglie, oppure
rappresentanti di un ente o di una confraternita;
Cinerario: luogo confinato di conservazione di ceneri;
Cippo commemorativo: opera scultorea fuori terra,con funzione commemorativa,
priva di inumazione o tumulazione connessa;
Colombare: struttura o costruzione a nicchia fuori terra, utilizzata per la
conservazione di feretri, urne cinerarie, cassette resti
ossei, contenitori di esiti di fenomeni cadaverici

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trasformativi conservativi;
Cripta: struttura o costruzione sotterranea, utilizzata per la
conservazione di feretri, urne cinerarie, cassette resti
ossei, contenitori di esiti di fenomeni cadaverici
trasformativi conservativi;
Deposito mortuario: luogo dentro un cimitero nel quale possono sostare
temporaneamente feretri, urne cinerarie, cassette di resti
ossei contenitori di esiti di fenomeni cadaverici
trasformativi conservativi, in attesa della sepoltura
definitiva;
Fossa: buca scavata nel terreno, di adeguate dimensioni, ove
inumare un feretro o un contenitore biodegradabile;
Inumazione: sepoltura di feretro in terra;

Loculo: vano di adeguate dimensioni nel quale viene collocato un


feretro, una o più urne cinerarie, una o più cassette di resti
ossei, un contenitore biodegradabile per l’esito di
fenomeni cadaverici trasformativi conservativi, in funzione
della capacità;
Nicchia cineraria: loculo destinato esclusivamente a contenere urna/e
cineraria/e in relazione alla capienza;
Oratorio: luogo di culto interno al cimitero, destinato agli uffici
funebri religiosi e alle funzioni;
Ossario: loculo destinato esclusivamente a contenere cassetta/e di
resti ossei e/o urna/e cineraria/e;
Giardino della Memoria: giardino interno al recinto cimiteriale, attrezzato per la
dispersione delle ceneri;
Sepoltura: il seppellimento di spoglie mortali o anche la indicazione in
forma generica di un luogo dove è avvenuto il
seppellimento, quale fossa, loculo, tumulo, tomba;
Tomba: manufatto semi-ipogeo costituito da una parte
monumentale fuori terra e da una camera sepolcrale
destinata alle sepolture collocata prevalentemente al di
sotto del piano di campagna;
Tumulazione: sepoltura in loculo, nicchia, tomba di famiglia, di feretro,
cassetta resti o urna cineraria;

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Urna cineraria: contenitore di ceneri;
Vestibolo: Parte esterna antistante le tombe e le edicole sufficiente a
garantire la movimentazione dei feretri in condizione di
sicurezza.

Art. 12 - Usi del suolo


1. Il Disciplinare individua all'interno dell'area cimiteriale e delle aree di pertinenza gli usi del
suolo di cui al precedente art. 12.
2. Entro il Cimitero gli interventi di edificazione sono riservati al Comune fatte salve le aree
espressamente riservate alla costruzione di cappelle gentilizie, date in concessione.
3. Ogni intervento di nuova costruzione segue le procedure in materia edilizia, fatte salve le
norme che regolano la materia dei Lavori Pubblici.
4. Per quanto riguarda l'edificazione privata, il concessionario deve richiedere l'autorizzazione
ai competenti uffici tecnici comunali.
5. Per le semplici riparazioni e per i lavori di manutenzione ordinaria è sufficiente la
comunicazione al Responsabile del Servizio Cimiteriale.
6. Restano confermate, in ogni caso, le competenze dell'A.S.L. ai sensi del D.P.R. 285/1990 e
s.m.i..

TITOLO VI - DISPOSIZIONI TECNICHE GENERALI


Art. 13 - Cappelle private
Premesso che, allo stato attuale, il Comune di Melito di Napoli è dotato esclusivamente del
Regolamento di Polizia Mortuaria, il presente documento disciplina la realizzazione di cappelle
private all'interno dell'area cimiteriale comunale.
Nello specifico, si tiene conto che:
- con Delibera di G. M. n° 464 del 21 dicembre 1993 si è approvata la modifica della
disposizione degli edifici al fine di favorire una maggiore area da destinare alla costruzione
delle cappelle gentilizie;
- con Determina n° 11 del 11 febbraio 2013 si è approvato il progetto esecutivo per i lavori di
ampliamento del Cimitero Comunale, così come redatto dal Concessionario IPOGEO
MELITO s.p.a. e trasmesso con nota prot. n° 26984 del 20/12/2012, nel quale venivano
individuati ed identificati con numeri progressivi le aree da destinare alla realizzazione di
cappelle gentilizie.

Il Disciplinare Tecnico Cimiteriale Comunale stabilisce le seguenti disposizioni:


1. Le cappelle private poste entro il Cimitero dovranno essere mantenute con decoro.
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2. Chiunque intenda costruire una cappella privata deve presentare domanda volta ad
ottenere la concessione dell'area.
3. Oltre alle persone fisiche possono essere concessionari di aree e cappelle anche enti ed
associazioni.
4. In caso di ricostruzione della cappella, la stessa dovrà rispettare tutti i parametri previsti per
le nuove costruzioni.
5. Alla scadenza della concessione, il manufatto passerà di diritto al patrimonio Comunale che
dopo averlo ristrutturato o liberato dalle tumulazioni scadute, potrà riassegnarlo ad altro
concessionario previo pagamento delle somme previste dal Regolamento di Polizia
Mortuaria.
6. La durata delle concessioni dei singoli manufatti è stabilita dal Regolamento di Polizia
Mortuaria.
7. La costruzione del manufatto è subordinata al rispetto dei limiti dimensionali imposti dal
tracciamento dei lotti ed alle indicazioni costruttive e dimensionali indicate nel presente
documento (Allegato 2).
8. La fascia di terreno e/o marciapiede attorno alla cappella è oggetto di manutenzione da
parte del Comune; in questa zona non è ammessa l'apposizione di ulteriori arredi o cordoli
di delimitazione del lotto.
9. Le richieste di permesso di costruire, formulabili mediante D.I.A., devono essere presentate,
per l'approvazione, entro dodici mesi dalla stipula del contratto di concessione.
10. Le richieste di permesso di costruire, come ogni altra istanza, per la modifica o il restauro,
devono contenere una dettagliata descrizione dell'opera progettata e dei materiali che
verranno impiegati. I disegni di progetto devono essere corredati di adeguata relazione
tecnica illustrativa e documentazione fotografica descrittiva di luoghi.
11. Verrà rilasciato il permesso di costruire previo parere favorevole del Responsabile
competente, e gli altri pareri necessari per la progettazione nei cimiteri comunali, il quale
dovrà:
a. valutare la corrispondenza alle norme di legge dei loculi che si intendono realizzare,
nonchè l'accessibilità dei feretri nella cappella e la funzionalità degli spazi interni alla
cappella ai fini della movimentazione dei feretri, affinchè le operazioni di tumulazione/
estumulazione da parte del personale cimiteriale possano avvenire nel pieno del
rispetto della normativa sulla sicurezza dei lavoratori;
b. verificare che la superficie occupata risultante nel progetto non sia maggiore di quella
concessa;

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c. ultimata l'opera, verificare che quanto realizzato abbia piena corrispondenza con il
progetto approvato.

12. I loculi devono risultare a perfetta tenuta e conformi alle prescrizioni stabilite dal D.P.R. n°
285/1990.

Sono, inoltre, valide le seguenti prescrizioni:


I. L'impresa incaricata alla realizzazione della cappelle gentilizie deve recingere, a regola
d'arte, lo spazio assegnato, per evitare eventuali danni a persone o cose.
II. E' vietato occupare, anche provvisoriamente, spazi attigui senza l'autorizzazione del
responsabile dei servizi cimiteriali.
III. La costruzione delle opere deve essere contenuta nei limiti dell'area concessa e non deve
essere di pregiudizio alle opere confinanti o ai servizi del cimitero.
IV. Eventuali fasce di rispetto attorno alla costruzione che il concessionario riterrà di dover
predisporre per la futura costruzione, dovranno essere ricavate all'interno dello spazio
concesso.
V. I materiali in ingresso e le attrezzature devono essere depositati entro l'area recintata. I
materiali di scavo e di rifiuto devono essere di volta in volta trasportati alle discariche
evitando di spargere materiali o di imbrattare o danneggiare opere. In ogni caso l'impresa
deve ripulire il terreno e ripristinare le opere eventualmente danneggiate.
VI. Il concessionario è responsabile in solido per gli eventuali danni arrecati dall'impresa
incaricata all'Amministrazione o a terzi in dipendenza dell'esecuzione delle opere e dovrà
provvedere al loro risarcimento.

Per quanto concerne la manutenzione delle cappelle gentilizie, essa riguarda ogni intervento
ordinario o straordinario necessario al mantenimento della piena funzionalità, del decoro e
della sicurezza del sepolcro. Per essa valgono le seguenti disposizioni:

1. Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle cappelle private spettano ai


concessionari e devono essere eseguiti nel rispetto di quanto previsto dal D.P.R. 380/2001
e s.m.i..
2. Il concessionario è tenuto a provvedere alla esecuzione degli eventuali lavori richiesti
dall'Amministrazione per consolidare la statica e la tenuta delle opere, come pure per il
restauro ai fini di decoro.
3. In caso di contitolarità della sepoltura concessa gli obblighi di cui al presente articolo sono
solidali.

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4. L'esecuzione della manutenzione non fa nascere alcun diritto sulla concessione della
sepoltura o altra rivalsa nei confronti dell'Amministrazione.

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Allegato 1 - Planimetrie generali del Civico Cimitero

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Allegato 2 - Disposizioni tecniche per la costruzione di cappelle private nel Civico
Cimitero
La realizzazione di cappelle private nel cimitero del Comune di Melito di Napoli deve essere
effettuata in osservanza del presente Disciplinare.
Nello specifico, sono individuate due tipologie costruttive, una rispondente al linguaggio
architettonico classico, l'altra a quello moderno, differenti per forma e materiali impiegati. La
dimensione delle stesse è, invece, legata alla estensione dell'area concessa; sono di fatto
disponibili aree da 6, da 9 e da 12 mq (Allegato 3).

La progettazione delle cappelle gentilizie deve, pertanto, essere condotta in osservanza dei
seguenti schemi progettuali.

Cappella gentilizia di 6,00 mq - linguaggio architettonico classico:


Dimensioni: lunghezza 3,00 m, larghezza 2,00 m.
Altezza: 6,00 m.
Numero loculi: 6, di dimensioni 2,25 m x 0,75 m x 0,70 m.

Fig. 1: rappresentazione in pianta Fig. 2: rappresentazione fotorealistica

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Cappella gentilizia di 9,00 mq - linguaggio architettonico classico:
Dimensioni: lunghezza 3,00 m, larghezza 3,00 m.
Altezza: 6,00 m.
Numero loculi: 12, di dimensioni 2,25 m x 0,75 m x 0,70 m.

Fig. 3: rappresentazione in pianta Fig. 4: rappresentazione fotorealistica

Cappella gentilizia di 12,00 mq - linguaggio architettonico classico:


Dimensioni: lunghezza 3,00 m, larghezza 4,00 m.
Altezza: 6,00 m.
Numero loculi: 14, di dimensioni 2,25 m x 0,80 m x 0,70 m.
Numero ossari: 10, di dimensioni 0,47 m x 0,80 m x 0,40 m.

Fig. 5: rappresentazione in pianta Fig. 6: rappresentazione fotorealistica

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1. Le cappelle avranno un ingresso principale, le cui dimensioni saranno tali da consentire
l'accesso a mezzi meccanici per il sollevamento dei feretri.
2. Nel dimensionamento di ogni elemento tipologico occorre rispettare i dati regolamentari
normativi prescritti ed in particolare:

- Loculi: lunghezza 2,25 m; larghezza 0,80 m; altezza 0,70 m;


- Cellette ossario: lunghezza 0,47 m; larghezza 0,80 m; altezza 0,40 m;
- Spessore dei muri in cemento armato per loculi > 10 cm;
- Spessore solette fra loculi sovrapposti > 10 cm, dimensionate per sovraccarico di 250
Kg/mq, con lieve pendenza dell'estradosso verso l'interno;
- Pareti dei loculi, sia orizzontali che verticali, devono avere caratteristiche di
impermeabilità a liquidi e gas ed essere in grado di mantenere nel tempo tali proprietà;
- La chiusura del loculo può essere realizzata:
- con muratura di mattoni pieni ad una testa, intonacata sulla faccia esterna con malta
cementizia;
- con elemento in pietra naturale;
- con lastre in cemento armato vibrato di spessore >3 cm;
La chiusura deve essere sigillata in modo da assicurare una tenuta ermetica.

3. Per quanto riguarda lo sviluppo altimetrico dei manufatti funerari, la misura massima
ammissibile è pari a 6,00 metri. Ferme restando le misure minime interne dei loculi, la
suddetta altezza è riferita in corrispondenza del punto medio della facciata principale,
presa a partire dalla relativa quota del piano del marciapiede o comunque del piano
viario; tale misura non deve essere superata dallo estradosso del solaio di copertura del
manufatto.
4. Le strutture in elevazione utilizzate per la costruzione degli organismi strutturali sono in
cemento armato, a scheletro indipendente.
5. Gli orizzontamenti in copertura potranno realizzarsi in latero- cemento o in cemento
armato o in legno lamellare, con dovute distinzioni ed accorgimenti costruttivi a seconda
che si tratti della tipologia di cappelle in stile classico o moderno, rispettivamente
caratterizzate da tetto a falda e tetto piano.
6. Occorre tassativamente evitare l'utilizzo di materiale putrescibile o ligneo, sia
internamente che esternamente alle costruzioni, limitando la scelta dei materiali soltanto
a quelli compatti, consistenti, non porosi, duraturi, abbondantemente sperimentati ed
agevolmente assoggettabili ad ogni tipo di operazione manutentiva.

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7. Ridurre al minimo indispensabile l'uso di intonaci interni, i quali dovranno essere
sempre lisci, lavabili, impermeabili e confezionati con malta cementizia di buona qualità.
Detti intonaci potranno essere a pelle liscia, ruvida o sbozzata.
8. Sono esclusi gli intonaci plastici sia per l'interno che per l'esterno, nonchè le decorazioni
in stucco.
9. In caso di particolare necessità, possono essere utilizzati, particolari intonaci
confezionati con l'aggiunta di additivi, per evitare fenomeni di umidità o condensa nelle
strutture dei manufatti.
10. I colori degli intonaci dovranno essere contenuti nelle variazioni di colore tra il bianco,
bianco-giallastro, bianco-ocra e beige. Detti intonaci devono restare privi di decorazioni
pittoriche e di rivestimenti cartacei.
11. Per i rivestimenti dovranno adoperarsi lastre in pietra non geliva, o scarsamente geliva,
di adeguato spessore e ben collegate alla struttura resistente con tenute di ferro, bronzo
o ottone accuratamente stagnato.
12. Le lastre di chiusura dei loculi con faccia vista potranno essere di marmo bianco o
lievemente venato, resi lucidi e di spessore non inferiore a 2 cm., opportunamente
zancate alle pareti.
13. Esclusi dall'utilizzo i marmi artificiali.
14. Occorre adottare per gli infissi, cancelli, grate, telai materiali durevoli, lavabili, di agevole
manutenzione e pulitura. Si dispone che dette opere vengano realizzate in ferro. E'
consentito l'impiego di infissi con vetri bianchi o fumè; si prescrive che dovranno essere
accuratamente fissati ai telai o alle pareti.
15. Nell'utilizzo di materiali metallici per la messa in opera di canali, gocciolatoi, grondaie
etc., si dispone l'impiego esclusivamente del rame naturale. E’ tassativamente precluso
l’uso di materiali di gronda in P.V.C. o simile.
16. Gli addobbi esterni ai monumenti (vasi portafiori, portalampade, iscrizioni varie,
simbologie e simulacri vari dell'arte funeraria) devono essere realizzate nel rispetto della
quantità e qualità di materiali, dei colori, della semplicità e della sobrietà.
17. Occorre adottare ogni provvedimento ed accorgimento tecnico atto a garantire il totale
isolamento delle costruzioni dal suolo e dalla sua umidità naturale, mediante efficaci
intercapedini di isolamento, vespai e barriere isolanti realizzati con adeguati materiali
idrofughi. Il piano di calpestio dovrà essere posto a quota superiore di almeno di cm 15
dal piano viario prospiciente, misurato secondo l'asse della facciata.
18. Occorre adottare efficaci accorgimenti tecnici atti a creare all'interno dei manufatti
funerari sufficienti ricambi di aria esterna, al fine di una buona aerazione e ventilazione
della costruzione.

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Allegato 3 - Zonizzazione cappelle private nel Civico Cimitero

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Tipologia cappelle private nel Civico Cimitero
Nell'area destinata alla costruzione delle cappelle private all'interno del Civico Cimitero,
risultano edificabili:
 n° 54 cappelle di 6 mq;
 n° 24 cappelle di 9 mq;
 n° 97 cappelle di 12 m

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