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Corso di aggiornamento

Impostazione e controllo del progetto di edifici


antisismici in cemento armato secondo le indicazioni
delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

Aula Oliveri, Facoltà di Ingegneria di Catania


17-18 settembre 2009

Corso organizzato da:


Genio Civile di Catania
Prof. Ing. Aurelio Ghersi, Università di Catania
Corso di aggiornamento

Impostazione e controllo del progetto di edifici


antisismici in cemento armato secondo le indicazioni
delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

Aula Oliveri, Facoltà di Ingegneria di Catania


17-18 settembre 2009

Sponsor:
Corso di aggiornamento

Impostazione e controllo del progetto di edifici


antisismici in cemento armato secondo le indicazioni
delle Norme Tecniche per le Costruzioni 2008

Aula Oliveri, Facoltà di Ingegneria di Catania


17-18 settembre 2009

1. Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 (NTC 08):


impostazione generale e nuove problematiche
introdotte dalla norma

Aurelio Ghersi
Nuove norme sismiche:
cosa cambia?
Norme di riferimento - generalità

• Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 (NTC08)


D.M. 14/1/08
Circolare 2/2/09
– Capitolo 1: Oggetto
– Capitolo 2: Sicurezza e prestazioni attese
– Capitolo 3: Azioni sulle costruzioni

• EN 1990: Criteri generali di progettazione


strutturale

• EN 1991 (Eurocodice 1): Azioni sulle strutture


Norme di riferimento – cemento armato

• Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 (NTC08)


D.M. 14/1/08
Circolare 2/2/09
– Capitolo 4, par. 1: Costruzioni di calcestruzzo
– Capitolo 11: Materiali e prodotti per uso strutturale

• EN 1992 (Eurocodice 2), parte 1-1: Progettazione


delle strutture di calcestruzzo. Regole generali e
regole per gli edifici
Norme di riferimento - sismica

• Norme Tecniche per le Costruzioni 2008 (NTC08)


D.M. 14/1/08
Circolare 2/2/09
– Capitolo 3, par. 2: Azione sismica
– Capitolo 7: Progettazione per azioni sismiche
– Capitolo 10: Redazione dei progetti strutturali
esecutivi e delle relazioni di calcolo

• O.P.C.M. 3431, Allegato 2: Edifici

• EN 1998 (Eurocodice 8), parte 1: Regole generali,


azione sismica e regole per edifici
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (1)

Ieri: Norme molto carenti,


non sufficientemente sicure
Oggi: Norme molto più dettagliate Apparenza
e precise

Ieri: Alle norme si affiancavano Sostanza


principi di buona progettazione
che le rendevano più efficaci

Oggi: La complessità delle norme può


portare a errori che annullano
la loro maggior precisione
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (2)

Ieri: DM 9/1/96 e 16/1/96, 100 pagine

Oggi: NTC08, più di 400 pagine; Apparenza


OPCM 3431, 140 pagine;
EC2 parte 1.1, 210 pagine
EC8 parte 1, 190 pagine

Oggi: Principi Sostanza


– obiettivi da raggiungere,
obbligatori
Regole applicative
– come farlo, consigli
autorevoli ma non obbligatori
Principi e regole applicative
Un cambio radicale di mentalità

Ieri: normativa cogente, prescrizionale


– tutte regole da applicare

Oggi: impostazione prestazionale


– è obbligatorio raggiungere gli obiettivi, cioè
seguire i principi
– per farlo, si possono seguire regole applicative
diverse da quelle indicate nella normativa
(ma nella relazione bisogna spiegarlo)
Principi e regole applicative
Come distinguerli?

1. Fare riferimento agli Eurocodici


(lì la distinzione è chiara)

2. Confrontare le diverse versioni delle norme,


dal 2003 a oggi
(quello che di volta in volta è cambiato è
sicuramente una regola applicativa)

3. Fare riferimento a indicazioni autorevoli


(libri, articoli scientifici)

4. Affidarsi al proprio buon senso


Principi e regole applicative
La normativa è perfetta?

• Nel testo della normativa ci sono alcuni errori


facilmente individuabili (ad esempio riferimenti
incrociati chiaramente sbagliati)
• Nel testo della normativa ci sono punti ambigui che
potrebbero portare ad interpretazioni sbagliate

• Nel testo della normativa ci sono regole applicative


discutibili (e mancano richiami bibliografici per
chiarirle)

Ma tutto questo riguarda le regole applicative,


non i principi generali
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (3)

Ieri: metodo delle tensioni


ammissibili (TA)
Oggi: metodo degli stati limite Apparenza
(SLU)

Oggi: La verifica SLU è più facile Sostanza


di quella TA e fornisce
risultati non molto diversi

La vera differenza è nel


diverso peso relativo di
carichi verticali ed azione
sismica
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (4)

Ieri: poche condizioni di carico


q±F
Oggi: numero enorme di condizioni Apparenza
di carico

Oggi: Per una struttura ben Sostanza


concepita l’incremento di
sollecitazioni è modesto

L’esame dei risultati dei


singoli schemi base fornisce
indicazioni utili
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (5)

Ieri: indicazioni quasi nulle sui


dettagli costruttivi
Oggi: indicazioni gravose Apparenza
(per tutti gli elementi?)

Oggi: Elementi principali Sostanza


– essenziali per il sisma
– per questi occorrono
accorgimenti particolari

Elementi secondari
– irrilevanti per il sisma
– non occorrono accorgimenti
Elementi principali e secondari
Pensiamo a ciò che serve veramente

• Individuare quali elementi sono principali, cioè


servono realmente a portare l’azione sismica
Come dimostrare che alcuni elementi sono secondari?
– se necessario, ripetere il calcolo senza questi
elementi; confrontare i risultati
(gli elementi sono secondari se sostanzialmente
non cambia niente)

• Applicare con rigore i criteri antisismici (gerarchia


delle resistenze, minimi di armature, ecc.) solo agli
elementi principali
– per quelli secondari, applicarli in maniera blanda
Norma sismica: cosa cambia?
Apparenza e sostanza (6)

Ieri: calcolo abbastanza semplice,


alla portata di tutti
Oggi: calcolo troppo complesso, Apparenza
impossibile senza un
programma di calcolo

Oggi: Il programma di calcolo è Sostanza


essenziale oggi come ieri
Il capitolo 10 della norma
richiede espressamente
“semplici calcoli, anche di larga
massima, eseguiti con metodi
tradizionali”
Bibliografia suggerita

• Aurelio Ghersi, Pietro Lenza


Edifici antisismici in cemento armato
Dario Flaccovio editore, 2009
• Aurelio Ghersi
Il cemento armato
Dario Flaccovio editore, 2005
(nuova edizione aggiornata prevista per inizio 2010)
• Autori vari
CamPus Strutture, corso multimediale sulle nuove
Norme Tecniche per le Costruzioni
ACCA software, 2009
Evoluzione della normativa
e dei criteri di verifica della sicurezza

Nota:
Concetti di base, sentiti tante volte
Da richiamare brevemente
Quali sono gli obiettivi
della progettazione strutturale?

Una struttura deve essere progettata e costruita in


modo che essa, durante la sua vita presupposta, con
adeguato grado di affidabilità e tenendo conto del
costo:
• sia in grado di sopportare tutte le azioni o
influenze cui possa essere sottoposta durante la
sua realizzazione e il suo esercizio
• rimanga adatta all’uso per il quale è prevista

EN 1990, punto 2.1


Valutazione della sicurezza

La norma parla di “adeguato grado di affidabilità”.

Perché ?

Perché sia la resistenza del materiale che le azioni


sulla struttura non sono definite con certezza,
quindi dovrebbero essere analizzate in maniera
probabilistica.
Incertezza sulla resistenza

provino fy [MPa] Portando a rottura


1 387.9 100 provini si ottengono
2 407.8 risultati fortemente diversi
419.4
3
A quale fare riferimento?
4 435.1
5 448.7
6 450.8
7 462.4
… …
49 511.2
… …
99 570.6
100 578.5
Incertezza sulla resistenza

numero di più
pochi
campioni
campioni
campioni
(frequenza)

meglio:
valore della
n.camp.della classe resistenza f
n.camp.totale × ampiezza classe
Incertezza sulla resistenza

densità di molti campioni


probabilità

Area sottesa = 1
(100% dei campioni)
A quale valore
della resistenza
ci si deve valore della
riferire ? resistenza f
Incertezza sulla resistenza

densità di molti campioni


probabilità frattile 5% =
valore al di sotto
del quale ricade
il 5% dei dati Area sottesa = 1
sperimentali (100% dei campioni)
A quale valore
della resistenza
ci si deve valore della
Area sottesa = 0.05
riferire ? (5% dei campioni) resistenza f
valore valore
caratteristico medio
non
fk fm
cautelativo
Incertezza sulla resistenza

densità di molti campioni


probabilità

A quale valore
della resistenza
ci si deve valore della
riferire ? fk
resistenza f

Il riferimento fondamentale è
sempre il valore caratteristico
Incertezza sulla resistenza

provino fy [MPa] Portando a rottura


1 387.9 100 provini si ottengono
2 407.8 risultati fortemente diversi
419.4
3
A quale fare riferimento?
4 435.1
5 448.7
6 450.8
450 MPa fyk
7 462.4
… … Valore caratteristico
49 511.2 frattile 5% = valore al di sotto
… … del quale ricade il 5% dei dati
99 570.6 sperimentali
100 578.5
Incertezza sulle azioni

Valori nominali peso di elementi di dimensioni


e caratteristiche ben definite
Esempio: peso proprio della
soletta di un solaio

Siamo sicuri che verranno realizzati


esattamente come previsto?
Incertezza sulle azioni

Valori “massimi” Esempio: massimo carico


variabile su un solaio (in base
alla destinazione d’uso)

Siamo sicuri che non saranno mai superati?


Incertezza sulle azioni

Variazione del carico variabile q nel tempo (su diverse strutture)


qmax

q
Possiamo far
t
q
qmax
riferimento al valore
massimo del carico
qmax
t durante tutta la vita
q

qmax t

t
Incertezza sulle azioni

solaio q [kN/m2] Esaminando il sovraccarico


1 0.44 massimo (durante tutta la
2 0.59 vita) in 100 solai per
… … abitazione si trovano valori
49 1.12 fortemente diversi
… …
A quale fare riferimento?
94 1.92
95 1.97
96 2.08
97 2.29
98 2.45
99 2.71
100 3.06
Incertezza sulle azioni

frattile 95% =
valore al di sotto
densità di
del quale ricade
probabilità
il 95% dei dati
sperimentali
A quale valore
delle azioni ci si
deve riferire ?
Area sottesa = 0.95 valore delle
(95% dei campioni)
azioni F
valore
caratteristico
Fk
Incertezza sulle azioni

A quale valore
delle azioni ci si
deve riferire ?

Fk valore delle
azioni F

Il riferimento fondamentale è
sempre il valore caratteristico
(anche quando non viene indicato esplicitamente)
Incertezza sulle azioni

solaio q [kN/m2] Esaminando il sovraccarico


1 0.44 massimo (durante tutta la
2 0.59 vita) in 100 solai per
… … abitazione si trovano valori
49 1.12 fortemente diversi
… …
A quale fare riferimento?
94 1.92
95 1.97
96 2.08
2.0 kN/m2 qk
97 2.29
98 2.45
Valore caratteristico
99 2.71 frattile 95% = valore al di sotto
100 3.06 del quale ricade il 95% dei dati
sperimentali
E’ possibile fare il calcolo utilizzando i valori
caratteristici della resistenza e delle azioni ?

Dipende dagli obiettivi:


• La struttura deve rimanere adatta all’uso per il
quale è prevista
L’uso dei valori caratteristici può garantire una sufficiente
sicurezza
E’ possibile fare il calcolo utilizzando i valori
caratteristici della resistenza e delle azioni ?

Dipende dagli obiettivi:


• La struttura deve rimanere adatta all’uso per il
quale è prevista
• La struttura deve essere in grado di sopportare
tutte le azioni o influenze cui possa essere
sottoposta durante la sua realizzazione e il suo
esercizio
La possibilità di avere resistenza inferiore o azioni superiori
porta ad un rischio di crollo non sufficientemente basso

E’ necessario applicare
coefficienti di sicurezza In che modo ?
E’ possibile fare il calcolo utilizzando i valori
caratteristici della resistenza e delle azioni ?

Dipende dagli obiettivi:


• La struttura deve rimanere adatta all’uso per il
quale è prevista Una differenza sostanziale tra
• La struttura deve vecchie norme
essere (metodo
in grado delle
di sopportare
tutte le azioni tensioni ammissibili)
o influenze cui possaeessere
nuove
sottoposta durante normela(metodo degli statielimite)
sua realizzazione il suo
esercizio è proprio nel modo di applicare i
coefficienti di sicurezza
La possibilità di avere resistenza inferiore o azioni superiori
porta ad un rischio di crollo non sufficientemente basso

E’ necessario applicare
coefficienti di sicurezza In che modo ?
Prima possibilità: applicare un coefficiente
di sicurezza alla resistenza

Diagrammi sperimentali
fck fuk
fyk
σs
σc
Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Si considerano “ammissibili” valori delle tensioni


molto ridotti rispetto a quelli di rottura
fck fyk
σc ≤ σc = σs ≤ σs =
γ γ
Prima possibilità: applicare un coefficiente
di sicurezza alla resistenza

Diagrammi di calcolo
fck fuk
fyk
σs
σc
Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Per valori delle tensioni inferiori a quelli ammissibili


il legame tensioni-deformazioni è lineare
E’ possibile quindi applicare tutte le formule della teoria di
elasticità lineare, il principio di sovrapposizione degli effetti,
ecc. ecc.
Prima possibilità: applicare un coefficiente
di sicurezza alla resistenza

Metodo delleVerifica
tensioni ammissibili

La verifica consiste nel calcolare la tensione massima


(prodotta dalle azioni, prese col valore caratteristico)
Mmax

Mmax σmax
Fk

e controllare che sia inferiore a quella ammissibile


σmax ≤ σ
Metodo delle tensioni ammissibili
Considerazioni

fck fuk
Nel 95% dei casi fyk
la resistenza è
σs,max
maggiore del valore σc,max
caratteristico ... ε ε
fctk
Calcestruzzo Acciaio

... e nel 95% dei casi


il carico è più
piccolo del valore In questi casi il margine
caratteristico rispetto al collasso è
maggiore di quanto previsto
Metodo delle tensioni ammissibili
Considerazioni

fck fuk
Ma c’è un 5% di casi fyk σs,max
σc,max
in cui la resistenza è
minore del valore
caratteristico ... ε ε
fctk
Calcestruzzo Acciaio

... o il carico è più


grande del valore In questi casi lo stato tensionale
caratteristico e deformativo è molto maggiore
e il margine rispetto al collasso
è minore di quanto previsto

Qual è il reale rischio di crollo?


Seconda possibilità: applicare un coefficiente
di sicurezza ai carichi

Diagrammi sperimentali
fck fuk
fyk

Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Usando i legami costitutivi


sperimentali, si valuta il carico che
Fu porta a collasso la struttura
Seconda possibilità: applicare un coefficiente
di sicurezza ai carichi

Calcolo
Diagrammi a rottura
sperimentali
fck fuk
fyk

Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Si considera accettabile un carico


ridotto rispetto
a quello di collasso
Fu Fu
Fk ≤ ovvero γ Fk ≤ Fu
γ
Calcolo a rottura
Considerazioni

fck fuk
Il carico di fyk
esercizio è molto
σs,es
minore del carico σc,es
di collasso ε ε
fctk
Calcestruzzo Acciaio

Qual è lo stato tensionale


e deformativo sotto i carichi
di esercizio?
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Si parte da considerazioni probabilistiche


Come si può valutare
la probabilità di avere un crollo ?

Esempio
F

Per esprimere un giudizio dobbiamo confrontare


il momento ME che sollecita la sezione
col momento MR che essa può sopportare
Probabilità di crollo

Il momento massimo ME
che sollecita la sezione
F dipende dal valore della forza

densità di densità di
probabilità probabilità
della del ME
forza momento
sollecitante
forza momento sollecitante
Probabilità di crollo

Il momento massimo MR
che la sezione può sopportare
F dipende dalla resistenza
del materiale

densità di densità di
probabilità probabilità
MR
della del
resistenza momento
resistente
resistenza momento resistente
Probabilità di crollo

Confronto tra ME e MR
F
p2, probabilità
ME di avere
MR < ME
MR MR p1, probabilità
densità di di avere
probabilità ME ≅ M0
del M0
momento
ME

p1 x p2 = probabilità di
avere MR < M0
(collasso)
momento sollecitante
resistente
Ripetendo per tutti i valori di M0 si
trova la probabilità totale di collasso
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Effettuare i calcoli usando


densità di MR
i valori caratteristici,
probabilità
cioè controllare che
del
momento
ME MEk ≤ MRk
non garantisce una
probabilità di crollo
sufficientemente bassa

MEk MRk
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Per avere una bassa


densità di MR MR
probabilità di crollo le due
probabilità
ME distribuzioni di probabilità
del
momento
MS devono essere ben distinte

Ciò può essere ottenuto


facendo riferimento a valori
momento di carichi e resistenza
MM MRk MRk corrispondenti a differenti
Ek Sk
probabilità di occorrenza
MEd MRd
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Resistenza

Al posto del valore


caratteristico fk
f ck (frattile 5%)
f cd =
γm
si usa come valore
di calcolo fd
un frattile più
basso (0.5%)
resistenza f
fd fk
Convenzionalmente, si passa dal valore caratteristico al valore
di calcolo applicando un opportuno coefficiente di sicurezza
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi
provino fy [MPa]
1 387.9 fyd Si usa come valore di
2 407.8 calcolo un frattile più
3 419.4 basso (0.5%)
4 435.1
5 448.7
450.8
450 MPa fyk
fyk
6
7 462.4 frattile 5% fyd =
… … γs
511.2
49
Si passa dal valore


caratteristico al valore di
570.6
99
calcolo applicando un opportuno
578.5
100
coefficiente di sicurezza
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Azioni

Al posto del valore


caratteristico Fk
Fd = γ F Fk (frattile 95%)

si usa come valore


di calcolo Fd
un frattile più alto
(99.5%)
azioni F
Fk Fd
Convenzionalmente, si passa dal valore caratteristico al valore
di calcolo applicando un opportuno coefficiente di sicurezza
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi
solaio q [kN/m2]
Si passa dal valore
0.44
1
caratteristico al valore di
0.59
2
calcolo applicando un opportuno


coefficiente di sicurezza
49 1.12
… …
1.92
94
qd = γ q qk
95 1.97
96 2.08
2.0 kN/m2 qk
97 2.29 frattile 95%
98 2.45
99 2.71 Si usa come valore di
calcolo un frattile più
100 3.06 qd
alto (99.5%)
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Verifica alloVerifica
stato limite ultimo
La verifica consiste nel calcolare le caratteristiche di
sollecitazione, prodotta da azioni maggiorate
(rispetto a quelle caratteristiche)
MEd

MEd
Fk Fd = γF Fk
e controllare che siano inferiore a quelle resistenti,
determinate con una resistenza ridotta (rispetto a quella ultima)
MEd ≤ MRd (fd = fk / γ F )
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi
Rispetto alle tensioni ammissibili:
Verifica alloVerifica
stato limite ultimo
I carichi verticali
La verifica consiste sono incrementati
nel calcolare le caratteristiche di
sollecitazione, prodotta
dal 30%da azioni
al 50%maggiorate
(rispetto a quelle caratteristiche)
MEd Le resistenze
sono incrementate
dal 30% al 50%
MEd
Fk Fd = γF Non
Fk si può dire a priori
cosa sia più gravoso
e controllare che siano inferiore a quelle resistenti,
determinate con una resistenza ridotta (rispetto a quella ultima)
MEd ≤ MRd (fd = fk / γ F )
Terza possibilità: applicare coefficienti
di sicurezza sia alla resistenza che ai carichi

Verifica allo stato limite ultimo


Le caratteristiche di sollecitazione che la sezione può
sopportare devono essere valutate tenendo conto MRd
della non linearità del legame costitutivo
fck fuk
fyk
fcd fyd
Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Le caratteristiche di sollecitazione prodotte dai carichi


possono essere valutate con analisi non lineare, MEd
ma più comunemente si usa un’analisi lineare
Riepilogo e confronto:
tensioni ammissibili
M
1 - Analisi dei carichi
si utilizzano i valori caratteristici
Fk
2 - Risoluzione (analisi strutturale)
si utilizza sempre un’analisi lineare;
si ottengono le caratteristiche di sollecitazione (es. M)

3 - Verifica della sezione σmax ≤ σ


si determinano le tensioni massime
e le si confronta con quelle ammissibili
in alternativa, si determina la massima caratteristica di
sollecitazione sopportabile (es Mmax) – che corrisponde al
raggiungimento della tensione ammissibile – e la si
confronta con quella sollecitante
Riepilogo e confronto:
stato limite ultimo MEd

1 - Analisi dei carichi


si utilizzano i valori di calcolo
1.3÷1.5 x quelli caratteristici
Fd = γF Fk
2 - Risoluzione (analisi strutturale)
si utilizza normalmente un’analisi lineare; a volte, analisi non lineare
si ottengono le caratteristiche di sollecitazione (es. MEd)

3 - Verifica della sezione


si determina la massima caratteristica di sollecitazione
sopportabile (es. MRd) – che corrisponde al raggiungimento
della deformazione limite – e la si confronta con quella
sollecitante
MEd ≤ MRd (fd = fk / γ F )
Riepilogo e confronto:
tensioni ammissibili - stato limite ultimo
T.A. S.L.U.

Carichi valori valori di calcolo


caratteristici (1.3÷1.5 maggiori)

Risoluzione solo analisi di solito analisi lineare


lineare (car.soll. 1.3÷1.5 maggiori)

Verifica controllo delle ---


tensioni
valutazione di valutazione di
car.soll. massime car.soll. resistenti
(maggiori – di quanto?)
. . . Tornando agli obiettivi

Metodo degli stati limite


• Sopportare tutte le azioni . . .
cioè evitare il collasso . . .

Verifica allo stato limite ultimo (SLU)

• Rimanere adatta all’uso . . .


ovvero limitare:
• deformazioni
• fessurazione (per c.a.) ecc.

Verifica allo stato limite di esercizio (SLE)


Stato Limite Ultimo

EQU

STR
GEO
Stato Limite di Esercizio
La “formula” della progettazione R3D2:
tre R e due D
R Resistenza: capacità di sopportare i
carichi previsti
D Duttilità: capacità di andare in campo
plastico senza collasso immediato
R Rigidezza: bassa deformazione sotto i
carichi
D Durabilità: capacità di mantenere le
caratteristiche nel tempo
R
Durabilità

• La struttura deve essere progettata così che il degrado nel


corso della sua vita nominale, purché si adotti la normale
manutenzione ordinaria, non pregiudichi le sue prestazioni in
termini di resistenza, stabilità e funzionalità, portandole al di
sotto del livello richiesto dalle presenti norme
• Le misure di protezione contro l’eccessivo degrado devono
essere stabilite con riferimento alle previste condizioni
ambientali
• La protezione contro l’eccessivo degrado deve essere
ottenuta attraverso un’opportuna scelta dei dettagli, dei
materiali e delle dimensioni strutturali, con l’eventuale
applicazione di sostanze o ricoprimenti protettivi, nonché con
l’adozione di altre misure di protezione attiva o passiva

NTC08, punto 2.5.4


La “formula” della progettazione R3D2:
tre R e due D
R Resistenza: capacità di sopportare i
carichi previsti
D Duttilità: capacità di andare in campo
plastico senza collasso immediato
R Rigidezza: bassa deformazione sotto i
carichi
D Durabilità: capacità di mantenere le
caratteristiche nel tempo
R Robustezza: bassa sensibilità a modeste
variazioni di carico o schema
La “formula” della progettazione
una quarta R?
R Resistenza: capacità di sopportare i
carichi previsti
D Duttilità: capacità di andare in campo
plastico senza collasso immediato
R Rigidezza: bassa deformazione sotto i
carichi
D Durabilità: capacità di mantenere le
caratteristiche nel tempo
R Robustezza: bassa sensibilità a modeste
variazioni di carico o schema
R Risparmio: limitazione dei costi, nel
rispetto degli obiettivi
Le azioni sulle costruzioni
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi

• Secondo la risposta strutturale

• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo

NTC08, punto 2.5.1


Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


– Dirette:
forze concentrate, carichi distribuiti, fissi o mobili

– Indirette:
spostamenti impressi, variazioni di temperatura e di
umidità, ritiro, precompressione, cedimenti di vincolo

– Degrado:
endogeno – alterazione naturale
esogeno – alterazione dovuta ad agenti esterni

• Secondo la risposta strutturale


• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
NTC08, punto 2.5.1.1
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


• Secondo la risposta strutturale
– Statiche:
azioni che non provocano accelerazioni significative della
struttura o di alcune sue parti
– Pseudo-statiche:
azioni dinamiche rappresentabili mediante un’azione statica
equivalente
– Dinamiche:
azioni che causano significative accelerazioni della
struttura o dei suoi componenti
• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
NTC08, punto 2.5.1.2
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


• Secondo la risposta strutturale
• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
– Permanenti: G
variazione nel tempo è così piccola e lenta da poterle
considerare con sufficiente approssimazione costanti
– Variabili: Q
azioni con valori istantanei che possono risultare
sensibilmente diversi fra loro nel tempo
– Eccezionali: A
azioni che si verificano solo eccezionalmente nel corso
della vita nominale della struttura
– Sismiche: E
azioni derivanti dai terremoti NTC08, punto 2.5.1.3
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


• Secondo la risposta strutturale
• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
– Permanenti: G
G1 - Peso proprio degli elementi strutturali
G2 - Peso proprio degli elementi non strutturali
importante distinzione tra “compiutamente definiti” e non
P- Precompressione
e inoltre spostamenti impressi, ritiro, viscosità, ecc.
– Variabili: Q
– Eccezionali: A
– Sismiche: E
NTC08, punto 2.5.1.3
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


• Secondo la risposta strutturale
• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
– Permanenti: G
– Variabili: Q
di lunga durata - agiscono con un’intensità significativa,
anche non continuativamente, per un tempo non
trascurabile rispetto alla vita nominale della struttura
di breve durata - agiscono per un periodo di tempo breve
rispetto alla vita nominale della struttura

– Eccezionali: A
– Sismiche: E
NTC08, punto 2.5.1.3
Classificazione delle azioni

• In base al modo di esplicarsi


• Secondo la risposta strutturale
• Secondo la variazione della loro intensità nel tempo
– Permanenti: G
– Variabili: Q
– Eccezionali: A
incendi
esplosioni
urti di veicoli
di solito queste azioni non vengono prese
espressamente in conto nella progettazione
– Sismiche: E
NTC08, punto 2.5.1.3
Azioni
valore di calcolo

NTC08, punto 2.6.1


Azioni
valore di calcolo

Per stato limite STR (resistenza della struttura,


compresi gli elementi di fondazione)
min max

G1 carichi permanenti strutturali γG1 1.0 1.3

G2 carichi permanenti non strutturali:


se compiutamente definiti γG2 1.0 1.3
se non compiutamente definiti γG2 0 1.5

Q carichi variabili γQ 0 1.5

NTC08, punto 2.6.1


Esempio
carichi unitari – solaio per abitazione

G1

G1 o G2
?
1.20 G2
2.68

quindi: G1k = 4.34 kN/m2 G2k = 1.20 kN/m2 Gk = 5.54 kN/m2


Nota:
incidenza tramezzi

NTC08, punto 3.1.3.1


Nota:
carichi variabili (1)
Nota:
carichi variabili (2)

NTC08, punto 3.1.4


Esempio
carichi unitari - solaio per abitazione

Valori caratteristici: Valori di calcolo:


G1k = 4.34 kN/m2 G1d = 4.34 x 1.3 = 5.64 kN/m2
G2k = 1.20 kN/m2 G2d = 1.20 x 1.5 = 1.80 kN/m2
Gk = 5.54 kN/m2 Gd = 5.64 + 1.80 = 7.44 kN/m2

Qk = 2.00 kN/m2 Qd = 2.00 x 1.5 = 3.00 kN/m2

Notare: in questo caso Gd / Gk = 1.34


(Gd+Qd) / (Gk+Qk) = 1.38
Esempio
carichi unitari - solaio per abitazione

Valori caratteristici: Valori di calcolo:


G1k = 4.34 kN/m2 G1d = 4.34 x 1.3 = 5.64 kN/m2
G2k = 1.20 kN/m2 G2d = 1.20 x 1.5 = 1.80 kN/m2
Gk = 5.54 kN/m2 Gd = 5.64 + 1.80 = 7.44 kN/m2

Qk = 2.00 kN/m2 Qd = 2.00 x 1.5 = 3.00 kN/m2

Forse è più comodo accorpare i carichi in questo modo:


sempre presenti G1d = 5.64 kN/m2
possono esserci o no G2d + Qd = 4.80 kN/m2
Tornando alle azioni . . .
azioni variabili

Valore caratteristico Fk
Fmax
Fk
F
5% È il frattile 95% dei valori
Fmax t massimi che si hanno in un
F periodo di riferimento

t Cioè è superato durante il


Fmax
periodo di riferimento solo
95% F nel 5% degli edifici
Fmax t

t
Tornando alle azioni . . .
azioni variabili

Valore frequente ψ1 Fk
Fmax
Fk
F
ψ1 Fk
È il frattile 95% della
Fmax t distribuzione temporale in
F un periodo di riferimento

t Cioè è superato solo nel 5%


Fmax
del periodo di riferimento
F

Fmax t ψ1 dipende dal tipo di carico


F ψ1 = 0.5 carico variabile per
abitazione
t
0.2 per vento
Tornando alle azioni . . .
azioni variabili

Valore quasi permanente ψ2 Fk


Fmax
Fk
F ψ1 Fk
ψ 2 Fk
È la media della
Fmax t distribuzione temporale in
F un periodo di riferimento

t
Fmax
F

t ψ 2 dipende dal tipo di carico


Fmax

F ψ 2 = 0.3 c. var. per abitazione


0 per vento
t
Tornando alle azioni . . .
azioni variabili

Valore di combinazione (o raro) ψ0 Fk

Valore di durata breve ma Lo stesso coefficiente ψ0 si


ancora significativo nei usa per i valori di calcolo
riguardi della possibile
concomitanza con altre
ψ 0 Fd Valore di combinazione
azioni variabili
(o raro) per SLU

ψ 0 = 0.7 c. var. per abitazione


0.6 per vento

ψ 0 Fk Valore di combinazione
(o raro) per SLE
Valori dei coefficienti
ψ0 ψ1 ψ2

NTC08, punto 2.5.3


Combinazioni di carico

Stato limite ultimo


γ G1 G1k + γ G2 G2k + γ Q1 Q1k + ∑ i=2 ψ 0i γ Qi Q ik
n

I carichi permanenti strutturali e quelli non strutturali


ma compiutamente definiti (G1) sono sempre presenti;
in genere si usa un unico coefficiente γG per tutte le
parti della struttura
I carichi permanenti non compiutamente definiti e
quelli variabili possono essere presenti o no
Combinazioni di carico

Stato limite ultimo


γ G1 G1k + γ G2 G2k + γ Q1 Q1k + ∑ i=2 ψ 0i γ Qi Q ik
n

Esempio (per schema di trave continua):


G2d + Qd
G1d
Combinazioni di carico

Stato limite ultimo


γ G1 G1k + γ G2 G2k + γ Q1 Q1k + ∑ i=2 ψ 0i γ Qi Q ik
n

Stato limite di esercizio:


combinazione rara
G1k + G2k + Q1k + ∑i=2 ψ 0i Q ik
n

combinazione frequente
G1k + G2k + ψ11 Q1k + ∑i=2 ψ2i Q ik
n

combinazione quasi permanente


G1k + G2k + ∑i=1 ψ2i Q ik
n
Combinazioni di carico

Stato limite ultimo


γ G1 G1k + γ G2 G2k + γ Q1 Q1k + ∑ i=2 ψ 0i γ Qi Q ik
n

Stato limite di esercizio:


combinazione rara
combinazione frequente
combinazione quasi permanente

Combinazione sismica:
al sisma si aggiungono i carichi verticali quasi permanenti
E + Gk + ψ 2 Qk
Combinazioni di carico

Stato limite ultimo


γ G1 G1k + γ G2 G2k + γ Q1 Q1k + ∑ i=2 ψ 0i γ Qitra
Una differenza sostanziale
n
Q ik
vecchie norme sismiche e nuove
norme sismiche è proprio
Stato limite dinell’entità
esercizio:dei carichi verticali che
combinazione rara
si considerano presenti quando
combinazione frequente
combinazioneavviene il sisma
quasi permanente

Combinazione sismica:
al sisma si aggiungono i carichi verticali quasi permanenti
E + Gk + ψ 2 Qk
Materiali
Legami costitutivi del materiale

Legami sperimentali
fck fuk
fyk

Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Modelli di comportamento Usato solo per


situazioni
1 – per deformazioni e tensioni molto basse: particolari
comportamento elastico lineare
Ad esempio:
calcestruzzo resistente anche a trazione fessurazione
Legami costitutivi del materiale

Legami sperimentali
fck fuk
fyk
σs
σc Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Modelli di comportamento Usato per il


metodo delle
2 – per deformazioni e tensioni maggiori: tensioni
comportamento elastico lineare ammissibili
calcestruzzo non resistente a trazione
Ma anche per
verifiche S.L.E.
Legami costitutivi del materiale

Legami sperimentali
fck fuk
fyk
fcd fyd
Calcestruzzo Acciaio

fctk ε ε

Modelli di comportamento Usato per le


verifiche allo
3 – per deformazioni e tensioni ancora maggiori: stato limite
comportamento non lineare ultimo
calcestruzzo non resistente a trazione
Calcestruzzo – tensione di rottura

Possibili valori di riferimento per la tensione di rottura:

Rck resistenza di provini cubici

usata dalla normativa


italiana

fck resistenza di provini cilindrici

usata dalla normativa


europea (EC2) ma ora
anche dalle NTC08
Relazione tra Rck e fck

Provino cubico Piatto della


macchina di prova

Rck

il provino, compresso,
si accorcia e si dilata

per attrito tra piatto e provino


nascono forze trasversali

La presenza di queste forze Aumenta la


riduce il rischio di rottura resistenza
Relazione tra Rck e fck

Provino cilindrico Piatto della


macchina di prova

fck

fck = 0.83 Rck il provino, compresso,


si accorcia e si dilata;
nascono forze trasversali
… ma la rottura avviene
lontano dagli estremi
fck < Rck

La presenza delle forze non La resistenza


influisce sul rischio di rottura è minore
Relazione tra Rck e fck

Le NTC08, come l’EC2, classificano il calcestruzzo in base


a entrambe le resistenze
Resistenza cubica 30 MPa
C25/30
Resistenza cilindrica 25 MPa

Se si determina la resistenza cilindrica dalla resistenza


cubica …

Rck = 30 MPa fck = 0.83x30 = 24.9 MPa

Uso comunque fck = 25 MPa


Classi di resistenza del calcestruzzo

strutture non armate

strutture in cemento
armato ordinario

strutture in cemento
armato precompresso

richiedono controlli
particolari

richiedono approvazione specifica


dal Servizio Tecnico Centrale
NTC08, punto 4.1
Resistenza a trazione

In sede di progettazione si può assumere

fctm = 0.30 3 fck2 per classi ≤ C50/60

fctm = 2.12 ln(1 + fcm / 10) per classi > C50/60

fctk (5%) = 0.7 fctm fctk ( 95%) = 1.3 fctm

fcfm = 1.2 fctm

NTC08, punto 11.2.10.2


Modulo elastico

In sede di progettazione si può assumere


0.3
⎛ fcm ⎞
Ecm = 22000 ⎜ ⎟
⎝ 10 ⎠

NTC08, punto 11.2.10.3


Legame costitutivo di calcolo
del calcestruzzo

Legame più realistico σc


fc
k η − η2
σc = fc
1 + (k − 2) η fc = 30 MPa

εc1 = 0.0022
ε εcu1 = 0.0035
con η=
ε c1
0
εc1 εcu1 dipendono dalla 0 0.001 εc1 0.003 εcu1
classe di resistenza
1.05 Ec 0 ε c1 Si usa solo in casi particolari:
k= analisi plastiche;
fc
determinazione della
duttilità
EC2, punto 3.1.5
Legame costitutivo di calcolo
del calcestruzzo

Legame semplificato σc
fc
σ c = (2 η − η2 ) fcd
σ c = fcd
ε
η=
con εc2
0
0 0.001 εc2 0.003 εcu2
ε c2 = 2.0 × 10 −3
fino a
Si usa per valutare la
ε cu2 = 3.5 × 10 −3 C50/60
resistenza della sezione

NTC08, punto 4.1.2.1.2.2


Legame costitutivo di calcolo
del calcestruzzo

σc
Valore di calcolo
della resistenza
fcd

α cc fck
fcd =
γc
con

γ c = 1 .5
0
per strutture 0 0.001 εc2 0.003 εcu2
in c.a. ordinario 2.0 × 10 −3 3.5 × 10 −3
γ c = 1 .4 per produzioni
Coefficiente che tiene conto
soggette a controllo
della riduzione di resistenza
per carichi di lunga durata
NTC08, punto 4.1.2.1.2.2 α cc = 0.85
Legame costitutivo di calcolo
del calcestruzzo

σc
Esempio
14.2
fcd
MPa
Calcestruzzo di classe
Rck = 30 MPa
fck = 25 MPa

0
0 0.001 εc2 0.003 εcu2
2.0 × 10 −3 3.5 × 10 −3

0.85 × 25 Si ricorda che


fcd = = 14.17 MPa
1. 5 σc = 9.75 MPa
Legame costitutivo di calcolo
del calcestruzzo

σc
Alternativa:
fcd
Stress block

σc =fcd

fcd 0
0 0.001 εc2 0.003 εcu2
0.8 x x
2.0 × 10 −3 3.5 × 10 −3
Acciaio

Nel passato:
Fe B 38k e Fe B 44k

Ora:
B450C più duttile, barre da Ø6 a Ø40
B450A meno duttile, barre da Ø5 a Ø10

fy,nom = 450 MPa ft,nom = 540 MPa


Acciaio B450
requisiti
fyk (5%) ≥ fy,nom ftk (5%) ≥ ft,nom

(fy/fy,nom)k (10%) ≤ 1.25

per B450C 1.15 ≤ (ft/fy)k (10%) < 1.35


εuk (10%) ≥ 7.5 x 10-2

per B450A 1.05 ≤ (ft/fy)k (10%)


εuk (10%) ≥ 2.5 x 10-2
Legame costitutivo di calcolo
dell’acciaio
σs
Possibili alternative fuk

fyk
1 - Legame elastico-
perfettamente fyd
plastico, con limite
10 x 10-3 Acciaio

εyd εsu ε
10 × 10 −3

Legame “tradizionale”
non più citato dalle NTC08
Legame costitutivo di calcolo
dell’acciaio
σs
Possibili alternative fuk

fyk
1 - Legame elastico-
perfettamente fyd
plastico, con limite
10 x 10-3 Acciaio

2 - Legame elasto-
plastico con ε
εyd εsu
incrudimento, con
limite 10 x 10-3 10 × 10 −3

Legame poco usato

NTC08, punto 4.1.2.1.2.3


Legame costitutivo di calcolo
dell’acciaio
σs
Possibili alternative fuk

fyk
1 - Legame elastico-
perfettamente fyd
plastico, con limite
10 x 10-3 Acciaio

2 - Legame elasto-
plastico con ε
εyd εsu
incrudimento, con
limite 10 x 10-3 10 × 10 −3

3 - Legame elastico-
In molti casi può semplificare
perfettamente
la trattazione
plastico, senza
limiti
Legame costitutivo di calcolo
dell’acciaio
σs
Valore di calcolo fuk
della resistenza fyk

fyk fyd
fyd =
γs Acciaio

con

γ s = 1.15 εyd εsu ε


10 × 10 −3

NTC08, punto 4.1.2.1.2.3


Legame costitutivo di calcolo
dell’acciaio
σs
Esempio fuk

fyk
Acciaio B450C
391
fyd
fyk = 450 MPa MPa
Acciaio
Modulo elastico
Es = 210 000 MPa
εyd εsu ε
450
fyd = = 391.3 MPa 10 × 10 −3
1.15

Acciaio B450C 391.3


ε yd = = 0.00186
210 000