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Claudio Casati

Orizzonte 2020

10 IDEE CHE POSSONO FARE LA DIFFERENZA


PER LE PERSONE E PER I PAESI

Febbraio 2011
Orizzonte 2020 - 10 idee che possono fare la
differenza per le persone e per i paesi
Una lista culturalmente affascinante in quanto eclettica:
spazia dalla politica alla economia, dalla tecnologia
biomedicale alla teologia. Originariamente fu pubblicata su
Annual Special Issue del 18 marzo 2009 di TIME magazine “10
Ideas Changing the World Right Now”. Le dieci idee sono
rielaborate in un’ottica italiana/europea. Inquietudine e
Futuro è il tema della Festa dell’Inquietudine 2011.
Contenuti

Il lavoro è il nuovo cespite patrimoniale 3


Riqualificare le periferie 4
Nuovi valori 6
Rilanciare le reti 7
Amortalità 9
Africa: nuova frontiera 15
Affittare un paese 19
BioBanca 23
Negozi di sopravvivenza 24
Sicurezza ecologica 25
Conclusioni 25
Note sull’autore 26
Inquietudine e Futuro 27

Copertina: Foto Emilio Rescigno, Finale e dintorni


Tag: amortalità, affittare un paese, africa nuova frontiera,
BioBanca, Ilaria Caprioglio, inquietudine e futuro, lavoro
nuovo cespite, negozi di sopravvivenza, nuovi valori,
orizzonte 2020, periferie, reti, sicurezza ecologica,

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IL LAVORO È IL NUOVO CESPITE PATRIMONIALE.

Dopo l’ultima crisi finanziaria mondiale, abbiamo


incominciato a guardare al lavoro in modo diverso. Abbiamo
realizzato che il nostro patrimonio non è unicamente
rappresentato dalla casa di abitazione (gravata dal mutuo) e
dal portafoglio azionario (falcidiato dalle crisi degli ultimi
decenni) ma soprattutto dal lavoro. Al lavoro, diventato il
principale cespite patrimoniale personale, dobbiamo
dedicare le stesse attenzioni
ttenzioni che abbiamo dedicato alla casa
in termini di manutenzione e al portafoglio azionario in
termini di attenta gestione.

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RIQUALIFICARE LE PERIFERIE
Per decenni, i guru culturali hanno espresso disgusto per le
periferie. Interventi mirati di manutenzione migliorativa
possono recuperare le periferie degradate.

Fonte: iniziativeurbane.blogspot.com
I centri metropolitani non possono permettersi di ignorare
vaste aree extraurbane che richiedono attenzione in quanto
milioni di persone preferiscono la periferia ai centri storici.
Occorre puntare a modelli innovativi per riqualificare o
rottamare le periferie.
«Le periferie sono brutte, senza qualità diffusa, perché non
ci hanno costruito le condizioni della vera vita vissuta, che
non si crea solo con case e negozi. Ci vuole tutto il resto, a
incominciare dal verde, dalle scuole, dagli impianti sportivi,

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dalle librerie, dai giardini» (repubblica.it, 2008) dichiara
Renzo Piano, l' architetto italiano famoso nel mondo per
aver realizzato in diversi paesi,opere che includono il Centre
Georges Pompidou (Beaubourg) a Parigi, l’Aeroporto
internazionale del Kansai di Ōsaka, la ricostruzione di
Potsdamer Platz a Berlino, la nuova sede del New York
Times a New York, l'High Museum of Art di Atlanta.
Tenendo presente che il problema delle periferie urbane non
è solo fisico ma soprattutto sociale occorre intervenire su
più fronti. Da anni Renzo Piano esclude la soluzione drastica
di abbattere e ricostruire, ma propone una serie di
interventi, in grado di trasformare un “quartiere-
dormitorio” in un quartiere "polimorfo". Migliorare le
condizioni abitative attraverso interventi mirati urbanistici
ed edili, rafforzare l'economia dell’area ospitando e
incubando attività imprenditoriali tecnologicamente
avanzate di prodotto e di servizio e di artigianato
specializzato; integrare le culture multietniche; offrire
occasioni di cultura e tempo libero.
«Quello che negli anni '60, '70 è stata la riconquista della
dignità dei centri storici, oggi è certamente il lavoro sulle
periferie. Le periferie urbane sono la città che sarà. O che
non sarà, e allora saranno davvero problemi grossi, perché è
la barbarie. Invece l'idea è che sostanzialmente ci vorranno
20, 30, 40 anni, ma purché non se ne fabbrichino altre, le
periferie diventeranno città» (swissinfo.ch, 2005): la
previsione preferibile per l’attuale decennio.

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NUOVI VALORI
«Molti giovani sono cresciuti in una cultura orientata al non
rispetto delle regole, divorzista, delle droghe, della
tentazione sessuale - dice Collin Hansen, autore di “Young,
Restless, Reformed: A Journalist's Journey with the New
Calvinists” - hanno abbondanza
ondanza di amici (sui social network):
ma ciò di cui hanno bisogno è un Dio».

Fonte: pinoytux.com Fonte: booksamillion.com

I blog riformati come Between Two Worlds sono fra i link


più cliccati della cyber-Cristianità.
Cristianità. Il Calvinismo sta
ritornando. Anche secondo Jean-Luc Luc Pouthier: «Après la
crise catholique, les signes d'un nouveau "réveil religieux"».

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RILANCIARE LE RETI
I sistemi stradali di comunicazione a grande distanza hanno
da sempre, a partire dai Romani, creato un modello
culturale.
I moderni sistemi autostradali sono considerati come la spina
dorsale di una più grande rete che, oltre alle strade, include
ferrovie ad alta capacità, rete di comunicazione a larga
banda ed elettrodotti per la distribuzione di energia
elettrica.
Il sistema autostradale italiano si è sviluppato negli anni
1960-70 (L'Autostrada del Sole di 761,3 km che collega
Milano a Napoli passando per Bologna, Firenze e Roma, fu
inaugurata il 4 ottobre 1964); ha modificato le dinamiche di
entrambi i mezzi di trasporto privati e di massa privilegiando
il trasporto su gomma e la mobilità delle persone e delle
merci favorendo la crescita economica degli anni ’60.
Nuova Autostrada Milano - Torino e linea ferroviaria ad alta
capacità (Immagine da Maire Tecnimont Image Bank)

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Nel tempo si sono aggravati una serie di problemi -
sostenibilità, inquinamento, congestione, creazione di
paesaggi metropolitani che mancano di armonia spaziale e
culturale – che possono essere risolti attraverso una
riprogettazione della rete integrata.
Diventa importante anche guardare al passato, ricostruire
l’ambiente e ripristinare modalità di trasporto sostenibile,
garantendo così un futuro economicamente e spazialmente
vivibile: Praeteritus Prologus ("il passato è prologo").

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AMORTALITÀ
La tendenza verso la resistenza all’invecchiamento [tipico
della generazione Baby Boomer] associata all’aumento
significativo nella speranza di vita e al profondo declino
della influenza della religione organizzata – il tutto
osservato attraverso l'opacità blu di Viagra – ha creato il
fenomeno mondiale amortalità.
L’enciclopedia online ENCYCLO definisce Amortality: “In the
state or act of death; lifeless, inanimate; figuratively
spiritless, dejected” [Nella condizione o nell'atto della
morte; senza vita, inanimato; in senso figurato avvilito,
depresso]. Mentre Catherine Mayer, autrice di “Amortality:
The Pleasures and Perils of Living Agelessly”, intende lo
stato di permanente adolescenza mantenuto applicando
tecnologie avanzate per la conservazione del corpo.

Amortality: The
Pleasures and
Perils of Living
Agelessly
by Catherine Mayer
Expected publication:
May 12th 2011 by Vermilion

http://www.facebook.com/pages/Amortality-the-Pleasures-
and-Perils-of-Living-Agelessly/191435994206101

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Gli Amortali
Gli Amortali vivono tra di noi. Negli anni dell'adolescenza
sembrano precocemente invecchiati. Nella età adulta
vogliono sembrare giovani (ricorrendo alla cosmetica, al
Botox, alla chirurgia estetica, …) e vestono come i giovani.
Hanno figli molto presto o in età avanzata - a volte molto
avanzata. La loro vita emotiva è caotica quanto la loro
pianificazione finanziaria. Una caratteristica della
amortalità è di vivere nello stesso modo, con lo stesso passo,
fare e consumare le stesse cose, a partire dagli anni
dell'adolescenza fino alla morte.

Illustration by Lou Beach for TIME; Madonna headshot, body third from
right: Frank Micelotta / Getty
www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,1884779_18847
82_1884758,00.html#ixzz1EQcaTwSS

Madonna è l'esempio più famoso di celebrità hypernarcissus


ma, anche molti dei nostri amici e conoscenti praticano, per
qualche aspetto, l’amortalità, sensibili ai progressi della
cosmetica e della medicina a favore della bellezza.

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L’industria della bellezza
Nell’ultimo decennio, l’industria ha incrementato lo sviluppo
di una gamma completa di prodotti cosmetici che
promettono glamour per le ragazze e giovinezza alle donne
mature. Dieci anni fa esisteva un solo prodotto (Oil of Olay)
che prometteva di cancellare le rughe. Ora esistono prodotti
anti-invecchiamento per la microdermoabrasione, retinoidi
(Retin-A, non è solo più per l'acne), antiossidanti e
defoglianti.
I trattamenti antiage con tossina botulinica e acido
ialuronico (Botox e Restylane) offrono alle donne una
alternativa semplice e meno costosa, per sembrare più
giovani, di un lifting degli anni 1980.

Fonte: http://supernaturalbotanicals.com/blog/the-great-botox-debate

Mantenersi amortali è una attività impegnativa e costosa;


quando i trattamenti cosmetici non sono più sufficienti, gli
amortali ricorrono alla chirugia estetica e plastica.

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I naturali anti-amortali
I budget milionari dell’industria della bellezza , destinati
alla pubblicità televisiva e alle riviste femminili,
promuovono un modello di donna ideale dalla pelle perfetta,
dalle misure allineate agli standard estetici correnti, senza-
senza
età e sempre giovane, una donna anonima che raggruppa
adolescenti e preadolescenti invecchiate con il trucco e
donne mature ringiovanite ite con i trattamenti anti- anti
invecchiamento e con la chirurgia plastica.
Una serie di voci si sono levate per contestare questa
immagine distorta della donna.. La giornalista del New York
Times Alex Kuczynski prosegue la sua campagna contro la
chirurgia estetica iniziata con il libro “Beauty Junkies: In
search of the thinnest thighs, perkiest breasts, smoothest
faces, whitest teeth, and skinniest, most perfect toes in
America” proseguita con “Beauty
Beauty Junkies: Inside Our $15
Billion Obsession With Cosmetic Surgery” del 2006.

La tendenza “meno è meglio”,


ovvero come essere naturali, è
commentata in “The art of
being feminine: French womens
beauty tips and secrets”.
Ne “Il corpo delle donne”
(2010, ed. Feltrinelli) Lorella
Zanardo sostiene, in modo
provocatorio, che il volto
immobile, pietrificato dalla
chirurgia plastica costituisce un
burqa di carne che nega le Fonte: http://dtangled.files.Word
relazioni. press.com/2010/02/img_3319.jpg

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2020 Amortali vs. Naturali-Mortali
Nel secondo decennio del 21esimo secolo si fronteggiano
frontegg le
due correnti di pensiero amortali e naturali-mortali.
naturali I
megatrend globali 2020 prevedono maggior potere alle
donne (maggiore
maggiore integrazione delle donne nella vita
professionale, partecipazione come attori del mercato;
importanza crescente del work-life life balance)
balance e maggiore
attenzione allo star bene (aumento dei costi sanitari e delle
responsabilità personali; nuovi stili di vita orientati alla
salute; nuovi prodotti alimentari; convergenza dei mercati
alimentari e della salute). L’acquisizione di maggior potere
nella società civile da parte delle donne, e quindi maggior
autostima, unita a una maggiore attenzione alla salute fisica
creeranno le condizioni per rifiutare modelli penalizzanti; ci
saranno sempre meno ragazze che vogliono ono invecchiare con
la chimica e donne mature che rifiutano l’invecchiamento
ricorrendo alla chimica e al bisturi.

Fonte: http://benbarry.com/2009/06/democratizing-beauty/
http://benbarry.com/2009/06/democratizing

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AFRICA: NUOVA FRONTIERA
L'Africa innegabilmente sta crescendo come forza economica
e si sta liberando dalla dipendenza da altre nazioni e
regioni.
La fine della seconda guerra mondiale ha stabilito un nuovo
ordine mondiale che includeva la decolonializzazione
dell’Africa.

Il processo di decolonizzazione, anche attraverso la lotta di


molti movimenti di indipendenza nazionale, ha creato una
serie di stati formalmente indipendenti. Alcuni leader
africani come Kwame Nkrumah – primo presidente del Ghana
indipendente - hanno sostenuto che i loro paesi sono stati
sottoposti a un Neo-Colonialismo, da parte delle ex potenze
coloniali e industriali. Che gli investimenti esteri sono più

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orientati allo sfruttamento che allo sviluppo del territorio
con il risultato di aumentare, piuttosto che diminuire, il
divario tra paesi ricchi e poveri del mondo.
Perdurante il dibattito culturale tra Neo-Colonialismo e
Post-Colonialismo l’indice HDI (Human Development Index)
dell’UNDP (United Nations Development Programme)
registra che il tasso di sviluppo e crescita economica
dell'Africa attualmente supera quello delle economie
occidentali.
HDI (Human Development Index) 3 dimensioni, 4
indicatori

Fonte: hdr.unpd.org
L'Indice di Sviluppo Umano (HDI) è una statistica composita
utilizzata per classificare i paesi in base al livello di
"sviluppo umano": sviluppo molto elevato (indice superiore a
0,785), sviluppo elevato (indice tra 0,670 e 0,784), sviluppo
medio (indice tra 0,481 e 0,669), e basso sviluppo (indice
inferiore a 0,480) paesi. La statistica tiene conto della
speranza di vita, del livello di istruzione, e del GNI (Gross
National Income in PPP (Purchasing Power Parity) US$) pro-
capite, come indicatore del tenore di vita.

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HDI 2010 Africa

Fonte: geoconcurrentevent.blogspot.com
.blogspot.com

Miglioramento HDI dal 1970 al 2010

Fonte: hdr.undp.org

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Con il miglioramento economico crescono le richieste di
democrazia e trasparenza.
L’Africa sta diventando attraente come destinazione di
affari.

Fonte: annansi.com

Conclusioni
L’Africa, a seconda di come i singoli paesi africani
affronteranno il decennio, nel 2020 sarà più diversificata,
più fiduciosa, ma anche più a rischio.
Alcuni paesi consolideranno la democrazia, diventeranno
importanti attori nella economia mondiale, miglioreranno la
qualità della vita dei loro cittadini.
Altri paesi saranno ancora impegnati nel duro percorso di
uscita dall’età coloniale.

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AFFITTARE UN PAESE
L'economia alimentare globale è fuori dalle menti della
maggior parte delle persone, ma non fuori dai loro piatti.
Le nazioni che hanno milioni di gente da alimentare ma
carenza di terra coltivabile e/o produzione agricola possono
… affittare-un-paese da nazioni che hanno abbondanza di
terra e una produzione agricola eccedente i fabbisogni
nazionali.
Nascono così accordi innovativi che sostituiscono l’approccio
colonialista utilizzato nel passato dall’Europa per procurarsi
zucchero, the, caffè, tabacco e altre colture che non
crescono nei paesi freddi o a clima temperato.

Il Madagascar sembrava pronto a firmare un accordo di affitto per


99 anni di 1,3 milioni di ettari di terreno coltivabile alla Daewoo
Logistics Corporation della Corea del Sud. Foto: Getty Images

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L’isolazionismo alimentare è finito.
È collassato nel 2008 quando il petrolio ha raggiunto quota
100 US$ al barile, favorendo la corsa verso i combustibili
biologici che hanno spinto i prezzi degli alimentari a livelli
senza precedenti. Trentasei paesi hanno richiesto aiuti
alimentari. Sono scattati venticinque divieti o limitazioni
all'esportazione di prodotti agricoli, in particolare riso e
frumento.
L’aumento, anche del 50% dei prezzi al consumo dei prodotti
alimentari ha fatto scoppiare incidenti di piazza e crisi
governative in diversi paesi.
Paesi come Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Sud Korea - ben
noti per mancanza di terra coltivabile e acqua (cfr The
World Factbook ) - hanno incominciato a guardare a
soluzioni esterne. Con la conclusione che se non è possibile
coltivare prodotti alimentari sul proprio territorio, diventa
importante acquisire terra coltivabile da qualche altra
parte.
Le trasformazioni alimentari nel 20esimo secolo
I prodotti alimentari sono molto cambiati nel corso degli
ultimi 100 anni, in gran parte a seguito delle innovazioni
scientifiche e tecnologiche.
Sono state sviluppate una serie di tecniche per la
conservazione degli alimenti - essiccazione, congelamento,
inscatolamento, sottovuoto, salatura, ecc - che hanno
cambiato non solo quello che la gente mangia, ma
soprattutto la disponibilità di cibi e alimenti nel tempo e
nello spazio in modalità precedentemente impensabili.
Con l’industrializzazione dell’agricoltura sono state attivate
tecniche di produzione di massa, che hanno favorito

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l'integrazione verticale delle imprese, riprogettato la catena
di distribuzione, modificato la politica dei consumi.
Le supply-chain alimentari (Il viaggio dal campo alla tavola)
sono molto più complesse delle corrispondenti per i prodotti
industriali.

Fonte: rjwv.jefo.guidegoods.net
Le Food Supply Chain (FSC) sono specializzate per tipologia
di prodotto (FSC Grano e Frumento, FSC Orzo, FSC Patate,
FSC Vegetali Freschi, FSC Carni Rosse e Bianche, FSC Carni
Suine, FSC Latte e Latticini, FSC Uova, FSC Zucchero, ecc)
con specifiche modalità di trattamento (prodotti con data di
scadenza ravvicinata (supply-chain veloci), mantenimento di
livelli costanti di temperatura (catena del freddo), ecc).

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Il ruolo del capitalismo/colonialismo è stato,
stato nel passato,
fondamentale nel sostenere lo sviluppo della agricoltura e
nell’estendere la produzione e la conservazione degli
alimenti,, nel garantire un approvvigionamento sicuro e
continuo nel tempo ai paesi industrializzati.
Logica differente
L'agricoltura è un “dirty business” complesso che richiede di
conoscerne tutte le sfumature, di gestire la aleatorietà della
resa dei raccolti, di resistere alla volatilità dei prezzi
(vedere, per curiosità, Discovery Channel's “Dirty Jobs”).
Nei paesi dove i governi non possono permettersi significativi
investimenti per sostenere l’agricoltura,
ricoltura, gli investimenti
stranieri diventano fondamentali per realizzare e/o
migliorare le infrastrutture, i sistemi di irrigazione, le
applicazioni di tecnologia e formazione, le supply-chain.
supply
D’altro lato, i paesi poveri di terra coltivabile devono
trovare
ovare una soluzione, di lungo periodo, per risolvere il
problema di fondo della pesante dipendenza dalle
importazioni per i prodotti alimentari.

Per avere garanzie di


lungo periodo gli accordi
tra paesi “industriali” e
paesi “agricoli” devono
essere “giusti” ovvero
basati su una strategia di
negoziazione win-win e
non su una logica neo-
colonialista.

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BIOBANCA
Si sta sviluppando un nuovo genere di banca, la BioBanca.
Una “casa sicura per campioni di tessuto umano, cellule
cancerogene, DNA e, anche sangue - che vengono utilizzati
per la ricerca di nuovi trattamenti contro le malattie”. I
versamenti di biomateriali sul conto della banca biologica
non generano interessi in denaro ma “interessi medici”
sotto forma di nuove conoscenze e terapie sviluppate
utilizzando i depositi.

Fonte: whsc.emory.edu

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NEGOZI DI SOPRAVVIVENZA
Dopo l’ultima crisi economica mondiale “È improvvisamente
diventato di moda risparmiare denaro …”. I “Negozi di
sopravvivenza”, sono un nuovo concetto di distribuzione
rivolto al consumatore finale del consulente di marketing
Simon Graj per la nuova era di consumo post crisi.
Un negozio “di vicinanza”, multi-funzionale che offre
prodotti di qualità a basso prezzo, e inoltre servizi
manutentivi, servizi professionali, corsi di formazione,
servizi alla persona. Razionale e sostenibile.

Fonte: time.com

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SICUREZZA ECOLOGICA
Quando si decide di comportarsi da verde occorre sapere
che la decisione è facile mentre l’azione è difficile.
Compriamo e utilizziamo prodotti complessi che usano
catene di rifornimento complesse, senza avere le
conoscenze e le competenze per comprendere le
conseguenze - per noi stessi e il pianeta.
Per una decisione informata dobbiamo ricorrere a sistemi di
ecological intelligence e rating quali, ad es, GoodGuide.

CONCLUSIONI
Il nostro futuro non è inevitabile. La capacità infinita di
resilienza umana rimane l'unica vera e più rassicurante
costante per il futuro.

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Claudio G. Casati attualmente si occupa di
ricerca sui sistemi di gestione aziendale e di
alta formazione professionale.
Come dirigente industriale ha coperto
posizioni manageriali nelle operations in
società multinazionali; come consulente di
direzione ha operato nelle aree supply chain,
produzione e manutenzione. Nato a Savona,
laureato in Scienze Matematiche a Torino,
diplomato in Direzione Aziendale alla SDA
Bocconi di Milano.

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