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“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”

Giovedì 17 dicembre 2020 - ore 20.30

Masci – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani


Comunità Leumann “In cordata”
CAPITOLO PRIMO LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO
Stiamo tornando indietro, sia con la condizione delle
COSA OSTACOLA LA FRATERNITÀ donne che con la perdita d’empatia: siamo sempre più
UNIVERSALE? divisi e soli.

Invece di imparare dalle


esperienze passate
l'uomo dimentica e
commette gli stessi
errori riaccendendo
conflitti e dibattiti su
temi già affrontati nella
storia che si ritenevano
superati.
CAPITOLO PRIMO LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO
COSA OSTACOLA LA Stiamo tornando indietro, sia con la condizione delle
FRATERNITÀ donne che con la perdita d’empatia: siamo sempre
UNIVERSALE? più divisi e soli.

Una parte dell’umanità


vive nell’abbondanza e
l'altra vede la propria
dignità disconosciuta,
disprezzata o calpestata e i
suoi diritti fondamentali
ignorati.
CAPITOLO PRIMO LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO

COSA OSTACOLA LA Stiamo tornando indietro, sia con la condizione delle donne
FRATERNITÀ UNIVERSALE? che con la perdita d’empatia: siamo sempre più divisi e soli.

Doppiamente povere sono


le donne che soffrono
situazioni di esclusione,
maltrattamenti e violenze,
perché spesso si trovano
con minori possibilità di
difendere i loro diritti.
CAPITOLO PRIMO LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO

COSA OSTACOLA LA Stiamo tornando indietro, sia con la condizione delle donne
FRATERNITÀ UNIVERSALE? che con la perdita d’empatia: siamo sempre più divisi e soli.

Bisogna recuperare la passione condivisa per


una comunità di appartenenza e di solidarietà
ed a questa dedicare tempo e impegno.

Il dolore, l'incertezza e la consapevolezza dei


propri limiti che la pandemia ha suscitato, ci
dovrebbe far ripensare ai nostri stili di vita
all’organizzazione delle nostre società ed al senso
della nostra esistenza.
CAPITOLO PRIMO LE OMBRE DI UN MONDO CHIUSO

COSA OSTACOLA LA Stiamo tornando indietro, sia con la condizione delle donne
FRATERNITÀ UNIVERSALE? che con la perdita d’empatia: siamo sempre più divisi e soli.

Siamo cittadini di un mondo


globalizzato che invece di
condividere, ricordare, migliorarsi,
si chiude sempre più in una bolla di
egoismo e superficialità dove le
azioni sono guidate e veicolate da
mezzi veloci che rischiano di
svuotare di valore i nostri pensieri.
Siamo sempre più connessi ma
sempre più soli.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
«L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
CON CHI TI IDENTIFICHI?
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»

Con la parabola del buon


samaritano la Bibbia presenta
la sfida delle relazioni tra di
noi: non voler «perdere
tempo per colpa dei problemi
altrui» si ripete nella storia.

Il buon samaritano è stato capace di


mettere tutto da parte davanti a quel ferito
a lui estraneo e gli ha donato il suo tempo.
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
«L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
CON CHI TI IDENTIFICHI?
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»

Noi siamo tentati di


disinteressarci degli
altri, specialmente
dei più deboli?

Giriamo lo sguardo e
ignoriamo le situazioni
finchè queste non ci
toccano direttamente?
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
CON CHI TI IDENTIFICHI? «L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»
La storia del buon
samaritano si ripete
con l’incuranza sociale
e politica che crea
emarginazione. Gesù,
però, incoraggia la
parte migliore dello
spirito umano a
costruire con l’amore
una società degna di
questo nome.
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
«L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
CON CHI TI IDENTIFICHI?
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»

«Prendiamoci cura della fragilità di


ogni uomo, di ogni donna, di ogni
bambino e di ogni anziano, con
quell’atteggiamento solidale e
attento, l’atteggiamento di
prossimità del buon samaritano».
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
CON CHI TI IDENTIFICHI? «L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»
Oggi siamo di fronte alla
grande occasione di
esprimere il nostro essere
fratelli, ognuno con la
propria dignità. Le difficoltà
che sembrano enormi sono
l’opportunità per crescere,
ma mai da soli.
Incontriamoci in un NOI che
sia più forte della somma
delle piccole individualità.
CAPITOLO SECONDO UN ESTRANEO SULLA STRADA
«L’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri:
CON CHI TI IDENTIFICHI?
la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro»
«Lo scautismo è fraternità:
principio la cui applicazione
concreta permette di superare
ogni differenza di classe, di
religione, di nazionalità o di razza,
per l’indefinibile spirito che lo
pervade, lo spirito del «gentiluomo
di Dio».
Ora queste, direte voi, son cose
vecchie, che è inutile ripetere.
Esatto. Ma ciò che desidero è che
le trasmettiate a coloro che non le
conoscono».
B.P.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO TERZO PENSARE E GENERARE UN MONDO APERTO
E possibile desiderare un pianeta che assicuri casa, terra e lavoro a
IL SOGNO tutti, questa è la via di una vera pace reale e duratura, perché
partirebbe da un'etica globale di solidarietà e cooperazione.

L'individualismo radicale è il virus


più difficile da sconfiggere, con
ambizione e sicurezza non si
costruisce il bene comune.
CAPITOLO TERZO PENSARE E GENERARE UN MONDO APERTO
E possibile desiderare un pianeta che assicuri casa, terra e lavoro a
IL SOGNO tutti, questa è la via di una vera pace reale e duratura, perché
partirebbe da un'etica globale di solidarietà e cooperazione.

Non chiudersi in famiglia, ma


aprirsi agli altri, valorizzando le
caratteristiche proprie ed altrui.
CAPITOLO TERZO PENSARE E GENERARE UN MONDO APERTO
E possibile desiderare un pianeta che assicuri casa, terra e lavoro a
IL SOGNO tutti, questa è la via di una vera pace reale e duratura, perché
partirebbe da un'etica globale di solidarietà e cooperazione.

Il servizio come
cura della
fragilità mai
ideologico,
rivolto alla
persona come
persona.
CAPITOLO TERZO PENSARE E GENERARE UN MONDO APERTO
E possibile desiderare un pianeta che assicuri casa, terra e lavoro a tutti,
IL SOGNO questa è la via di una vera pace reale e duratura, perché partirebbe da
un'etica globale di solidarietà e cooperazione.

L'impresa non può stare al di


Per S. Giovanni “Non dare ai poveri parte
sopra della dignità dei popoli,
dei nostri beni è come rubare a loro”.
ma al loro servizio.
CAPITOLO TERZO PENSARE E GENERARE UN MONDO APERTO
E possibile desiderare un pianeta che assicuri casa, terra e lavoro a tutti,
IL SOGNO questa è la via di una vera pace reale e duratura, perché partirebbe da
un'etica globale di solidarietà e cooperazione.

Se accettiamo il “principio
della destinazione comune”
dei beni allora possiamo dire
che ogni paese è anche dello
straniero in quanto i beni di
un territorio non devono
essere negati ad una persona
bisognosa che venga da un
altro luogo.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO QUARTO UN CUORE APERTO AL MONDO INTERO
FRATELLI TUTTI? Non ancora!

Accoglienza senza paura con amicizia e rispetto: fare pressioni


sui governi, per leggi chiare e non difficili da «interpretare».

Il termine
cittadinanza
deve essere
chiaro per tutti.
CAPITOLO QUARTO UN CUORE APERTO AL MONDO INTERO
FRATELLI TUTTI? Non ancora!

L’ Europa e non ogni singolo Stato dovrebbe dotarsi in


materia di "migranti" di un'unica legislazione.

Non si può
fare una
scelta sulla
loro pelle,
scienziati si
altri no.
CAPITOLO QUARTO UN CUORE APERTO AL MONDO INTERO
FRATELLI TUTTI? Non ancora!

Chissà se un giorno qualcuno chiederà a noi dopo tutte le morti


in mare: voi dove eravate?

Non siamo riusciti a


rendere il mondo un
po' migliore di come
l'abbiamo trovato.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL BENE Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
COMUNE

Una delle novità dell’enciclica è un intero


capitolo, il quinto, dedicato alla “buona
politica” ossia quella che rappresenta
una delle forme più preziose della carità
perché si pone al servizio del bene
comune.(180). Bisogna ripensare dai
fondamenti l’agire politico, afferma il
Papa, i rischi sono i vari populismi e
liberismi che negli ultimi vent’anni
hanno ripreso a circolare. Verso entrambi
esprime una aperta condanna.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL BENE Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
COMUNE

Per il Papa, il populismo


è pericoloso perché
cancella la nozione di
popolo e quindi mette
in discussione la
democrazia. Nei
populismi non esiste il
popolo, esistono il
leader e la massa…
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL BENE Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
COMUNE
…mentre invece se ben
inteso e interpretato nelle
sue dimensioni più
profonde, proprio il popolo
costituisce un riferimento
primario per la cultura, per
la fede e per la convivenza
civile. Molti confondono il
liberalismo, che è una
particolare filosofia politica,
con il liberismo, che invece è
una teoria economica.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
Utopia o incarnazione rivoluzionaria
AL SERVIZIO DEL
Super ricchi del VANGELO?
BENE COMUNE

Il Papa sa bene la differenza e


Ricchi
per questo critica il
neoliberismo perché basato
Classe media sulla teoria dello
sgocciolamento: c’è una marea
che solleva tutte le barche. Il
Papa dice che è falso, ed ha
Tutti gli altri ragione: alcune barche
rimangono impigliate al fondo,
rimangono sommerse.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE
Aumentare in forma esponenziale la
ricchezza concentrata in pochi
detentori del potere e distribuire
l’assolutamente residuale a chi è in
povertà non è un principio di equità.
Si tratta di un concetto povero, ripetitivo che
propone sempre le stesse ricette di fronte a
qualunque sfida si presenti (168). Nel frattempo, la
moltitudine degli abbandonati resta in balia della
buona volontà di alcuni. La speculazione
finanziaria con il guadagno facile come scopo
fondamentale continua a fare strage. 2008 docet.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE

Il mercato da solo non


risolve tutto benché a
volte vogliono farci
credere questo dogma
di fede neoliberale.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE

«Mi permetto di
ribadire che la politica
non deve sottomettersi
all’economia e questa
non deve sottomettersi
ai dettami e al
paradigma efficientista
della tecnocrazia».

Penso –afferma- a una sana politica capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle
di buone pratiche che permettano di superare pressioni e inerzie viziose”. Non si può
chiedere ciò all’economia, né si può accettare che questa assuma il potere reale dello Stato
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE

I politici sono chiamati a prendersi “cura


della fragilità dei popoli e delle persone”.

La grandezza politica si mostra quando, si opera


sulla base di grandi principi, e pensando al bene
comune a lungo termine.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE

Per una società che si presenta


onnipotente, lanciata a grande velocità
verso il consumismo, l’individualismo, il
narcisismo, la mancanza di empatia e di
solidarietà verso l’altro, si rende
necessario il recupero di un rapporto
sano con se stessi, con altri.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
La buona politica unisce all’amore la speranza, la fiducia nelle riserve di bene che ci sono nel cuore
della gente, malgrado tutto. Perciò la “vita politica autentica, si rinnova con la convinzione che ogni
donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in se una promessa che può sprigionare nuove
energie razionali,intellettuali, culturali e spirituali”(196).

Assumono particolare
rilevanza i movimenti
popolari, veri “poeti sociali” e
“torrenti di energia morale”,
essi devono essere coinvolti nella
partecipazione sociale, politica ed economica.
In tal modo –afferma il Papa – si potrà passare
da una politica “verso” ad una politica “con”.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE

La politica, inoltre, deve riprovare


tutto ciò che attenta i diritti
fondamentali dell’uomo come:
l’esclusione sociale, lo
sfruttamento sessuale, il traffico di
organi, tessuti, armi e droga, il
lavoro schiavo, il terrorismo ed il
crimine organizzato. Questo è il
vero compito della politica.
CAPITOLO QUINTO LA MIGLIORE POLITICA
AL SERVIZIO DEL
Utopia o incarnazione rivoluzionaria del VANGELO?
BENE COMUNE
Un ultimo auspicio riguarda la riforma dell’ONU di
fronte al predominio della dimensione economica
che annulla il potere del singolo Stato. Infatti,

Il compito dell’ONU deve essere


quello di dare concretezza al concetto
di “famiglia delle nazioni”.
Ricorrendo al “negoziato, ai buoni uffici, all’arbitrato
–afferma il documento pontificio – favorendo
accordi multilaterali che tutelino al meglio anche gli
Stati più deboli”. (173-175)
L’ONU deve promuovere la forza
del diritto sul diritto della forza.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO SESTO DIALOGO E AMICIZIA SOCIALE
UNA GRANDE VERITÀ Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile.

La Stima e il Rispetto: partire


dal presupposto che l’altro ha
convinzioni e interessi legittimi.

La gentilezza: che aiuta gli altri,


conforta, dà forza, stimola, consola.

E questi ingredienti portano alla pace sociale e al dialogo.


CAPITOLO SESTO DIALOGO E AMICIZIA SOCIALE
UNA GRANDE VERITÀ Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile.

Apertura ed ascolto: imparare ad


ascoltare e comprendere gli altri.

L’incontro e la condivisione: che permettono di


valorizzare il poliedro che rappresenta la società

E questi ingredienti portano alla pace sociale e al dialogo.


CAPITOLO SESTO DIALOGO E AMICIZIA SOCIALE
UNA GRANDE VERITÀ Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile.

Il valore delle differenze: che


portano creatività e creano
tensione verso il progresso.

I mezzi di comunicazione: che possono


aiutare il dialogo: anche internet è un
dono di Dio se lo utilizziamo come mezzo
di incontro e per creare solidarietà.

E questi ingredienti portano alla pace sociale e al dialogo.


CAPITOLO SESTO DIALOGO E AMICIZIA SOCIALE
UNA GRANDE VERITÀ Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile.

Ma attenzione:
➢ Le chat, i pettegolezzi non sono dialogo
➢ Le notizie o il sensazionalismo non sono dialogo
➢ Il dibattito mirato a distruggere e screditare non è dialogo
➢ Manipolazione, deformazione e occultamento della verità
non aiutano il dialogo
➢ Il calcolo dei vantaggi e degli svantaggi non fa parte del
dialogo
➢ Ignorare i diritti degli altri non è dialogo
CAPITOLO SESTO DIALOGO E AMICIZIA SOCIALE
UNA GRANDE VERITÀ Ogni essere umano possiede una dignità inalienabile.

• Dialogo significa creare cultura, trasformare lo stile di vita,


aprirsi ai rapporti sociali, confrontare le idee, aprire nuove
strade, creare rapporti di amicizia sociale
• Armiamo i nostri figli con le armi del dialogo!
• Quando una parte della società pretende di godere di tutto ciò
che il mondo offre, come se i poveri non esistessero, questo a un
certo punto ha le sue conseguenze. I sogni di libertà,
uguaglianza e fraternità non sono allora effettivamente per tutti.
Preghiera del dialogo
Signore Dio, ti lodiamo e ti glorifichiamo per la bellezza di questo dono che si chiama
dialogo.
E' un "figlio" prediletto di Dio perché è simile alla corrente alternata che rifluisce
incessantemente in seno alla Santa Trinità.
Il dialogo scioglie i nodi, dissipa i sospetti, apre le porte, risolve i conflitti, fa crescere la
persona. E' vincolo di unità e fonte di fratellanza.
O Signore Gesù, quando appare la tensione concedimi l'umiltà necessaria per non voler
imporre la mia verità contrastando la verità del mio fratello, fa' che io sappia tacere al
momento opportuno e aspettare che egli abbia completato il suo pensiero.
Dammi la saggezza per capire che nessun essere umano è in grado di possedere l'intera
verità assoluta, e che non c'è errore o stravaganza ai miei occhi che non racchiuda qualche
elemento di verità.
Dammi la saggezza per riconoscere che anch'io posso sbagliare su qualche aspetto della
verità e che dalla verità del fratello posso invece arricchirmi.
E infine dammi la generosità di pensare che anch'egli ricerca onestamente la verità, e di
accogliere senza pregiudizi e con benevolenza le opinioni degli altri.
O Signore Gesù, dacci la grazia del dialogo. Amen
«Più che mai ho adesso la
sensazione che per mezzo
dello spirito di fratellanza
degli scout, estesosi in
tutto il mondo, potremo
fare un primo passo verso
una pace internazionale
riportando un concreto
risultato. Tale pace non
può ottenersi con leggi,
ma solo essere fondata su
un reciproco sentimento di
fratellanza tra popoli». B.P.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO SETTIMO PERCORSI DI UN NUOVO INCONTRO
Per una vera fratellanza che superi le guerre, le OCCORRE UNA NUOVA MODALITA'
ferite, le diseguaglianze e le ingiustizie passate. DI VENIRSI INCONTRO

Solo dalla Verità storica


possiamo comprenderci e
tentare una nuova sintesi per
un bene di tutti. La Verità
storica insieme alla Giustizia
e alla Misericordia, in modo
equilibrato, sono essenziali
per costruire la PACE.
CAPITOLO SETTIMO PERCORSI DI UN NUOVO INCONTRO
Per una vera fratellanza che superi le guerre, le OCCORRE UNA NUOVA MODALITA'
ferite, le diseguaglianze e le ingiustizie passate. DI VENIRSI INCONTRO

La Riconciliazione si raggiunge sia


con una buona Architettura delle
istituzioni che con l'Artigianato
delle persone dove ognuno può
dare a se stesso e agli altri,
superando l'egoismo e
amplificando il senso di
appartenenza.
CAPITOLO SETTIMO PERCORSI DI UN NUOVO INCONTRO
Per una vera fratellanza che superi le guerre, le OCCORRE UNA NUOVA MODALITA'
ferite, le diseguaglianze e le ingiustizie passate. DI VENIRSI INCONTRO

Chi patisce ingiustizia deve


difendere con forza i suoi
diritti per custodire la
dignità che Dio gli ha dato.
Esigere giustizia è un mio
diritto e il perdono non solo
non annulla questa
necessità, ma la richiede.
CAPITOLO SETTIMO PERCORSI DI UN NUOVO INCONTRO
Perdono senza dimenticanze
250. Il perdono non implica il dimenticare. Diciamo piuttosto che quando c’è
qualcosa che in nessun modo può essere negato, relativizzato o dissimulato,
tuttavia possiamo perdonare. Quando c’è qualcosa che mai dev’essere tollerato,
giustificato o scusato, tuttavia possiamo perdonare.
Quando c’è qualcosa che per nessuna
ragione dobbiamo permetterci di
dimenticare, tuttavia possiamo
perdonare. Il perdono libero e sincero è
una grandezza che riflette l’immensità
del perdono divino. Se il perdono è
gratuito, allora si può perdonare anche
a chi stenta a pentirsi ed è incapace di
chiedere perdono.
CAPITOLO SETTIMO PERCORSI DI UN NUOVO INCONTRO
Per una vera fratellanza ,che superi le guerre, le OCCORRE UNA NUOVA MODALITA'
ferite, le diseguaglianze e le ingiustizie passate. DI VENIRSI INCONTRO

Se si vuole un autentico
sviluppo umano bisogna
evitare la Guerra e perseguire
la pace utilizzando il denaro
che si impiega nelle spese
militari per eliminare la
povertà.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
Le convinzioni religiose riguardo al senso sacro della
DIALOGARE, COLLABORARE
vita umana ci permettono di riconoscere i valori
e COSTRUIRE
fondamentali della comune umanità

Le diverse religioni offrono un


prezioso apporto per la
costruzione della fraternità e per
la difesa della giustizia nella
società: «l’obiettivo del dialogo è
stabilire amicizia, pace, armonia
e condividere valori ed
esperienze morali e spirituali in
uno spirito di verità e amore».
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
Le convinzioni religiose riguardo al senso sacro della
DIALOGARE, COLLABORARE
vita umana ci permettono di riconoscere i valori
e COSTRUIRE
fondamentali della comune umanità

Come credenti pensiamo che, senza


un’apertura al Padre di tutti, non ci
possano essere ragioni solide e stabili per
l’appello alla fraternità «soltanto con
questa coscienza di figli...si può vivere in
pace fra noi».
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
Le convinzioni religiose riguardo al senso sacro della
DIALOGARE, COLLABORARE
vita umana ci permettono di riconoscere i valori
e COSTRUIRE
fondamentali della comune umanità
I ministri religiosi non devono fare
politica partitica, propria dei laici, però
la Chiesa «ha un ruolo pubblico che
non si esaurisce nelle sue attività di
assistenza o di educazione», ma che si
adopera per la «promozione dell’uomo
e della fraternità universale».
«La Chiesa è madre che serve, che esce
dalle sue sacrestie, per sostenere la
speranza, per gettare ponti, seminare
riconciliazione».
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
Le convinzioni religiose riguardo al senso sacro della
DIALOGARE, COLLABORARE
vita umana ci permettono di riconoscere i valori
e COSTRUIRE
fondamentali della comune umanità.

Per noi cristiani la sorgente di dignità umana e di


fraternità sta nel Vangelo di Gesù Cristo che ci
ricorda che «tutto ciò ch’è umano ci riguarda».
C’è un diritto umano fondamentale...è la libertà
religiosa per i credenti di tutte le religioni. ...le
cose che abbiamo in comune sono così tante e
importanti che è possibile individuare una via di
convivenza serena, ordinata e pacifica,
nell’accoglienza delle differenze...
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
DIALOGARE, COLLABORARE e COSTRUIRE

Tra le religioni è possibile un cammino di pace.


Come credenti ci vediamo provocati a
concentrarci sull’essenziale: l’adorazione di Dio
e l’amore del prossimo.
La verità è che la violenza non trova base alcuna
nelle convinzioni religiose fondamentali,
bensì nelle loro deformazioni. Il terrorismo è dovuto
alle accumulate interpretazioni errate dei testi
religiosi, alle politiche di fame, di povertà, di
ingiustizia, di oppressione, di arroganza …
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO
DIALOGARE, COLLABORARE e COSTRUIRE

285. «Le religioni non incitano mai alla


guerra e non sollecitano sentimenti di
odio, ostilità, estremismo, né invitano
alla violenza o allo spargimento di
sangue… Infatti Dio, l’Onnipotente,
non ha bisogno di essere difeso da
nessuno e non vuole che il suo nome
venga usato per terrorizzare la gente…
Papa Francesco e il
In nome di Dio e di tutto questo, Grande Imam Al - Tayyib
dichiariamo di adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione
comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio».
Dal documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO

O Signore, fa di me uno strumento della tua pace.


dove c’è odio, ch'io porti l’amore,
dove c’è offesa, ch'io porti il perdono,
Preghiera dove c’è discordia, ch'io porti l’unione,
semplice
dove c’è errore, ch'io porti la verità,
dove c’è dubbio, ch'io porti la fede,
dove c’è disperazione, ch'io porti la speranza,
dove ci sono tenebre, ch'io porti la tua luce,
dove c’è tristezza, ch'io porti la gioia.
CAPITOLO OTTAVO LE RELIGIONI AL SERVIZIO DELLA FRATERNITÀ NEL MONDO

O Maestro, che io non cerchi tanto


di essere consolato, quanto di consolare,
di essere compreso, quanto di comprendere.
di essere amato, quanto di amare,
poiché
è dando, che si riceve,
è dimenticando se stessi, che si trova,
è perdonando, che si è perdonati,
è morendo, che si risuscita a vita eterna.
I nostri scouts appartengono a tutte le
religioni; molti di essi provengono dai
quartieri poveri delle grandi città dove
non si pratica nessuna religione ed
alcuni appartengono a religioni in cui
il giorno del Signore è il sabato
anziché la domenica. Ma tutti servono
lo stesso Dio e la prima promessa che
fanno divenendo scouts è di compiere
il loro dovere verso Dio, che è quindi il
primo dovere di uno scout.
B.P.
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”
CON LA PARTECIPAZIONE DI
POVERI FRATERNITÀ FRATELLO
CARITÀ DIRITTO
AMORE PACE
PERSONA
FAMIGLIA UMANA GRATUITÀ SVILUPPO
MISERICORDIA
POPOLO DIGNITÀ
GIUSTIZIA DIALOGO
BENE COMUNE
VERITA’ PROSSIMO
POLITICA
ULTIMA PAROLA LA PREGHIERA
“SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA”

GRAZIE A TUTTI!

COMUNITÀ LEUMANN “IN CORDATA”


Grazie a Gianni Chiostri vignettista in Torino