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strato più recentemente dalle neuroscien-


L'educazione estetico-musicale ze, avvengono nell’ordine di poche centi-
fra psicologia e neuroscienze naia di millisecondi. Nel secolo successivo,
ai già citati elementi si aggiunge la familia-
Lara Corbacchini rità (Meyer), fattore che ha dimostrato un
peso rilevante in una grande mole di studi
sui giudizi di preferenza (costituente
dell’esperienza estetica) in tutto il corso del
La sintesi presenta alcuni dei punti centrali Novecento. Esso viene anche soprannomi-
nella discussione di ambito interdisciplinare nato mere-exposure effect.
psicologico sull’esperienza estestico-musicale: Tutt’ora fondamentale risulta il lavoro di
- Come si sono evoluti gli studi sperimentali? Berlyne (1971) che collega gli studi di
- È possibile una definizione neuroscientifica? Wundt alle ricerche neurofisiologiche sul
- Qual è il ruolo dell’emozione? piacere. Quest’ultimo sarebbe correlato a
- In cosa consiste il piacere estetico?
due fattori: arousal e complessità.
- Qual è l’origine dell’esperienza estetica?
In tale contemporaneità un ruolo centrale Due i tipi di piacere individuabili: il primo
viene assunto dalla neuroestetica della musi- derivante da un moderato incremento
ca, disciplina in divenire che accoglie i contri- nell’eccitazione del sistema nervoso; il se-
buti di filosofi, psicologi, neuro-scienziati e condo dalla diminuzione di livelli intollera-
psicologi dell’evoluzione. bilmente alti dello stesso. In entrambi i casi
La sintetica bibliografia in calce può essere un la relazione sistema edonico/arousal può
suggerimento per le letture di approfondimen- essere rappresentata da una una curva a
to. forma di “U” rovesciata.
Il ruolo della strutturazione formale, for-
temente sottolineato dalla teoria musicale
occidentale, come indice di valore estetico,
trova limitate conferme nei dati sperimen-
tali [4]. Viene evidenziato invece il ruolo
Dall’estetica alle neuroscienze
positivo della ripetizione presente nelle
Nell’ambito musicale diversi sono i cam- forme musicali più semplici. Essa consente
biamenti di prospettiva sull’agire educativo l’aumento del piacere tramite la semplice
orientato all’esperienza estetica. Questi si esposizione, mentre riduce la reattività a
riferiscono ai diversi paradigmi filosofici e causa dell’abitudine. Uno studio cross-
pedagogici succedutesi da quando il mo- culturale evidenzia come la ripetizione pre-
derno termine di “estetica” è stato definito coce di elementi musicali (ad esempio AA-
da Alexander Baumgarten nel 1735. ABAABA piuttosto che ABAABAAA) sia
Un contributo alternativo e sinergico può preferita in oltre 50 culture esaminate [4].
giungere dalle possibilità di riflessione de- La rivoluzione cognitiva apporta nuove
rivanti da oltre centocinquanta anni di ri- prospettive allo studio dell’esperienza este-
cerche psicologiche sul tema [4]. tica. Nella prima fase di questo paradigma,
I pionieristici approcci sperimentali della gli psicologi vedono l’emozione, componen-
seconda metà dell’Ottocento, hanno messo te essenziale dell’esperienza estetica (vedi
in evidenza come il piacere estetico- oltre) come derivante da una valutazione
musicale sia correlato a due fattori: stimoli cognitiva. In questa visione il giudizio pre-
con un livello di complessità ottimale per cede l’emozione estetica, come già ipotizza-
l’ascoltatore (Wundt) e associazioni apprese to secondo differente prospettiva da Han-
(Fechner). Tali associazioni, come dimo- slick (Il bello musicale, 1854). Negli ultimi

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due decenni però le scienze della mente neuroscienze: la neuroestetica [5]. Brattico
hanno decretato quello che viene definito [1], cui può essere fatta risalire per certi
«il regno unito della cognizione e aspetti una prima demarcazione
dell’emozione» (Le Doux, citato in [4], p. dell’ambito di ricerca [5], compendiando
236). Ulteriormente la scoperta dei neuro- precedenti prospettive propone una defini-
ni-specchio suggerisce che anche emozioni zione di esperienza estetica musicale che
complesse possano essere vissute con una potrebbe essere da guida all’esordiente
ridotta, o addirittura senza, mediazione disciplina. Essa si presenterebbe come
cognitiva. quella attività in cui «l’individuo si immer-
Nonostante questa evoluzione della pro- ge nella musica, dedicando la sua attenzio-
spettiva neuroscientifica contemporanea, ne all’interpretazione percettiva, cognitiva
forte rilievo viene ancora dato allo studio ed affettiva, basata sulle proprietà formali
dei processi musicali percettivi e di pensie- dell’esperienza percettiva» ([2], p. 50).
ro. In confronto l’attenzione ai processi In essa grande rilevanza hanno quindi i
mentali soggiacenti il giudizio estetico è sistemi neurali legati a: attenzione, perce-
marginale. Tale sproporzione non si ritrova zione , cognizione, emozione, matrice cultu-
negli assimilabili studi incentrati sulle arti rale [5]. Vengono quindi identificate tre
visive. Due le motivazioni che possono es- principali manifestazioni dell’esperienza
sere individuate per tale asimmetria: molte estetica che, pur non essendo sempre tutte
esperienze musicali avvengono in situazio- presenti, rappresentano una situazione
ni non estetiche guidando quindi tipica:
l’attenzione investigativa prevalentemente 1) il riconoscimento e l’induzione
sulle emozioni orientate verso uno scopo dell’emozione (ad es., rispettivamente,
(definibili anche come utilitaristiche e di- “questo brano è triste”, “mi sento nostalgi-
stinte da quella estetica); la seconda moti- co”);
vazione è lo stretto legame fra musica e 2) il giudizio estetico (ad es. “questa canzo-
linguaggio che ha orientato storicamente la ne è bella”);
ricerca verso i processi cognitivi più che 3) l’apprezzamento e la preferenza (ad es.,
verso quelli estetici [2]. «Gli psicologi ten- rispettivamente “mi piace questo brano” e
dono ad evitare lo studio delle risposte “amo la musica rock”) [2].
estetiche alla musica […] piuttosto si foca- Juslin [6], da una prospettiva distinta, sug-
lizzano sugli aspetti più mondani come la gerisce che affinché si presenti
preferenza» (citato in [2], p. 50). La prefe- un’esperienza estetica il soggetto deve
renza è sicuramente una componente prioritarimente riconoscere l’oggetto come
dell’esperienza estetica: essa è necessaria arte, attivando di conseguenza
ma non sufficiente. un’attitudine estetica: ovvero l’attenzione
Fin qui abbiamo usato termini quali: emo- del soggetto si concentra sulla musica e i
zione, arousal, preferenza, giudizio estetico. criteri estetici sono messi in opera. Rilevan-
Non sempre questi termini sono usati nella te a tal proposito la presenza di un «aesthe-
letteratura scientifica in modo univoco; a tic framing» ([6], p. 248) che solleciti un
tal proposito può essere utile confrontare approccio estetico o la presenza nel brano
una possibile definizione, di questi e altri stesso di caratteristiche percettivamente
concetti correlati, tratteggiata in [6], p. 236. salienti che indirizzi l’attenzione
dell’ascoltatore verso il “potenziale esteti-
Verso la neuroestetica co”. In tale prospettiva il processo estetico
Lo studio mirato dell’emozione estetica può così essere sintetizzato come proposto
diviene centrale nella nuova branca delle dalla Figura 1 [6],[7].

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Riducendo diverse, e talvolta non commen-


comme Diverse
iverse altre molecole sono coinvolte nei
surabili, prospettive presenti nella contem-
conte meccanismi edonici determinandone sottili
poraneità scientifica è possibile rilevare differenze. In un’esperienza gratificante

Figura 1. Rappresentazione schematica del giudizio estetico secondo Juslin, rielaborata e ridotta sulla
base di [6], p. 248; [7] p. 205.

che «mentre
tre l’esperienza della bellezza
be e sono quindi presenti molteplici declinazio-
declinazi
della bruttezza può coinvolgere
volgere una valuta-
valut ni del piacere derivanti dai distinti mecca-
zione cognitiva,
va, non tutte tali esperienze
esp nismi neurologici. Questa visione di “plura-
“plur
richiedono una valutazione
zione cognitiva»
cognitiva ([4], lismo edonico” può rendere conto anche
p. 238, corsivo originale). Viene così sotto-
sott delle forme multidimensionali di piacere
lineato come la valutazione ne consapevole derivanti dall’esperienza estetico-musicale
estetico
possa essere sufficiente
ciente ma non necessaria [4].
per la sperimentazione
tazione della bellezza in Diverse regioni del cervello sono coinvolte
musica [4]). in questo processo, incluse quelle subcorti-
subcort
cali implicate nelle emozioni e nel reward-
system, condivise
ndivise con altri animali. Rimane
Il piacere della bellezza una questione aperta: l’individuazione
L’esperienza della bellezza si può presenta-
present dell’esatto funzionamento di questi mecca-
mec
re come la sperimentazione
mentazione di un intenso nismi che consente agli uomini di apprez-
appre
piacere
re e di una consistente gratificazione.
gratif zare gratificazioni astratte, come quelle
Lo studio di esperienze musicali “picco”
“ ha conesse agli stimoli estetici Gli studi attuali
mostrato come esse producano un rilascio
ril non ipotizzano l’esistenza di un aesthetic
di dopamina in diverse regioni cerebrali center nel cervello specificamente deputato
implicate nel piacere [2], [8]. all’elaborazione di tale esperienza [8]. [

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Quest’ultima questione si connette con “incidente fisiologico” coinvolgente aree del


un’altra di recente approccio: l’origine evo- cervello disfunzionali deputate ad altra
lutiva dell’esperienza estetica. attività [1], [2], [5].
Già numerose prospettive, includenti quelle Si tratta di “immagini” evolutive in divenire
delle scienze della vita, presentano ipotesi che, anche nel loro complesso, non soddi-
sull’importanza dell’esperienza esteti- sfano la comunità scientifica interdiscipli-
ca/edonica musicale per l’evoluzione della nare, sollecitando ulteriori ricerche.
nostra specie in base a: ruolo adattativo, Emerge comunque una visione scientifica
per la creazione di legami sociali, per la dell’esperienza estetica musicale estrema-
selezione sessuale, per l’apprendimento del mente articolata che si allontana sempre di
linguaggio (Dissannayake1) unendo (come più dalla concezione filosofica tradizionale,
visto più sopra) molteplici piaceri in un'u- trovando la propria origine più
nica esperienza; forma di piacere non- nell’esperienza motoria che in quella ricet-
adattativo che “requisisce” meccanismi tiva, coinvolgendo processi cross- e multi-
neurobiologici tipici ad esempio delle di- modali connessi con la rappresentazione
pendenze; spandrel biologico, ovvero un mentale.

Bibliografia

[1] ELVIRA BRATTICO, PAULI BRATTICO E THOMAS JACOBSEN, The origins of aesthetic enjoyment of music. A review of
the literature, “Musicae Scientiae”, Special issue, 2009-2010, pp. 15-39, consultabile su
https://neuroaestheticsnet.files.wordpress.com/2012/06/brattico-2009.pdf (ultimo accesso
11/05/2019) .
[2] ELVIRA BRATTICO - MARCUS PEARCE, The neuroaesthetics of music, “Psychology of Aesthetics, Creativity and
Art”, vol. 7, n. 1, 2013, pp. 48–61, cosultabile su http://www.neuroniorganizzativi.it/wp-
content/uploads/2016/07/neuroaesthetics-of-music-2013.pdf (ultimo accesso 11/05/2019).
[3] IAN CROSS, The nature of music and its evolution, in S. Hallam, I. Cross e M. Thaut (Eds.), The Oxford
Handbook of Music Psychology, second edition, Oxford University Press, Oxford 2016, pp. 3-18.
[4] DAVID HURON, Aesthetics, in S. Hallam, I. Cross e M. Thaut (Eds.), The Oxford Handbook of Music Psychology,
second edition, Oxford University Press, Oxford 2016, pp. 233- 246.
[5] DONALD A. HODGES, The neuroaesthetics, in S. Hallam, I. Cross e M. Thaut (Eds.), a cura di, The Oxford
Handbook of Music Psychology, second edition, Oxford University Press, Oxford 2016, pp. 247- 262.
[6] PATRICK N. JUSLIN, From everyday emotion to aesthetic emotion: Towards a unified theory of musical
emotions, “Physics of Life Reviews”, vol. 10, n. 3, 2013, pp. 235-266, cosultabile su
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1571064513000638 (ultimo accesso
11/05/2019).
[7] PATRICK N. JUSLIN, Emotional reaction to music, in S. Hallam, I. Cross e M. Thaut (Eds.), The Oxford Hand-
book of Music Psychology, second edition, Oxford University Press, Oxford 2016, pp. 197-213.
[8] VALORIE N. SALINPOOR - ROBERT ZATORRE, Neural Interactions That Give Rise to Musical Pleasure, “Psychology
of Aesthetics, Creativity and Art”, vol. 7, n. 1, 2013, pp. 62-75, consultabile su
https://pdfs.semanticscholar.org/f818/f3a9db17e3defb250a0c00ff64b4c4631376.pdf (ultimo accesso
11/05/2019).

1 Cfr. in questo numero di “Musica Domani”: MARIAGRAZIA PORTERA, Educazione estetica a scuola tra emo-
zione e cognizione, pp. 7-13; L'infanzia dell'estetica di E. Dissanayake, a cura della Redazione,
www.musicadomani .it

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