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Il Cammino di Santiago del Nord.

Riflessioni, intuizioni, insegnamenti e lezioni ricevuti. 


Prima parte
Il Cammino di Santiago sorge su un percorso molto più antico di
quanto possiamo immaginare, che solitamente le coppie facevano
per avere un figlio. Era legato alla fertilità, e il simbolo di questo
Cammino era la Conchiglia. La conchiglia rappresenta i genitali
femminili, rappresenta il femminile come essenza creativa. Quindi
l’idea della fertilità non solo legata al parto di un bambino, ma al
parto di qualcosa che abbiamo dentro e che ha bisogno di uscire,
quindi qualcosa che riguarda un’energia estremamente creativa. E’
un Cammino che si fa proprio per creare, per partorire qualcosa di
nuovo, legato comunque all’essenza del femminile, perché l’energia
creativa é essenzialmente un’energia femminile, la Kundalini. 

La conchiglia, simbolo del Cammino di Santiago


 
Approfondendo queste notizie che Maura mi ha gentilmente
trasmesso, ne ho trovate altre:
Il simbolo della conchiglia
Le conchiglie sono oggetti amati quasi da tutti, sparse sulle
spiagge, come gioielli di mare che da sempre bambini e adulti
raccolgono. Pochi sanno, tuttavia, che per gran parte della storia, le
conchiglie ebbero un ruolo fondamentale per l’uomo, vennero
utilizzate in tutti i campi, dai soldi all’arte. Gli uomini primitivi dell’età
della pietra utilizzavano le conchiglie per decorare i loro gioielli,
case e barche. In molti paesi tropicali, le tribù utilizzavano le
conchiglie come moneta di scambio. Gli Inca seppellivano delle
conchiglie con i loro morti. Nel corso della storia, architetti e artisti
incorporarono nelle loro opere svariati simbolismi tra cui appunto la
conchiglia. Tra le rovine a Pompei, vennero trovate conchiglie usate
per decorare le statue delle divinità.
Il risultato di queste antiche usanze fu che le conchiglie vennero
assorbite nel nostro inconscio collettivo come simbolo positivo.
Nei miti greci e romani le conchiglie erano un simbolo di prosperità,
di rinascita e, se associate al mare, indicavano la fonte della
fertilità. Tutti proveniamo dal mare, la conchiglia divenne così
simbolo del grembo materno e della nascita della dea Venere o
Afrodite.
Per questo motivo, la conchiglia rappresentò la divinità femminile
nel culto pagano, e venne associata all’amore, alla nascita, alla
riproduzione.
Nella mitologia romana si dice che, Venere, la dea dell’amore e
della fertilità, venne creata dalla schiuma portata a riva sulla cima di
una conchiglia. Molti dipinti rappresentanti la Venere raffigurano
quindi una conchiglia per identificarla. Un esempio classico è “La
Nascita di Venere” del Botticelli.
 La conchiglia è legata al famoso Cammino di San Giacomo (anche
conosciuto come “Il cammino di Santiago”), uno dei pellegrinaggi
cristiani più importanti in epoca medievale, insieme a Roma e
Gerusalemme.
“La conchiglia è il simbolo tradizionale di Giacomo, figlio di
Zebedeo, ed è popolare tra i pellegrini lungo il Cammino di San
Giacomo verso il santuario dell’apostolo, a Santiago de Compostela
in Spagna. I cristiani medievali che intraprendevano il
pellegrinaggio al suo santuario indossavano spesso il simbolo della
conchiglia nei cappelli o nei vestiti .. “
Pochi sanno che il Cammino di San Giacomo venne costruito sulle
rovine di un percorso sacro, molto più antico. Il pellegrinaggio
serviva per favorire la fertilità e veniva percorso dalle giovani coppie
che desideravano avere un figlio. Fedele al suo antico significato, si
narra che i pellegrini portassero con se una conchiglia. I cristiani
continuarono questa tradizione in parte, ma dedicarono il percorso
a San Giacomo.
Il simbolo pagano della conchiglia è dunque incastonato
nell’inconscio collettivo. Ha sempre avuto delle connotazioni
positive.

Il Cammino del Nord, tra Pobena e Castro Urdiales


 
Tanti ti anni fa non sapevo esattamente quale fosse la mia missione
in questa vita. Fu in seguito ad una tragica esperienza vissuta nel
1996 che iniziai a capire che tutto quello che mi era successo mi
motivava ad aiutare gli altri a vivere meglio, condividendo tutti i
messaggi che mi erano arrivati durante quei drammatici mesi.
Dopo aver compiuto una parte del Cammino di Santiago del Nord, a
giugno 2017, da sola in mezzo a boschi, montagne, spiagge infinite,
mucche, cavalli, capre, galline, daini, panorami mozzafiato, in totale
comunione con la Natura, Madre Terra e con Dio, ho sentito una
volontà ben chiara e definita, di dare piuttosto che chiedere o
addirittura  pretendere, e di contribuire meglio che io possa affinché
la pace si propaghi il più possibile.
La gioia, la pace, la serenità e la felicità che ho provato durante il
Cammino  mi hanno dato la certezza che quando ci sentiamo Uno
con  Dio e ne sentiamo la presenza, nel nostro cuore sboccia la
felicità che trasmettiamo anche agli altri. Il Cammino è stato per me
un’esperienza profondamente mistica e trasformativa, che ha
cambiato profondamente la mia essenza e la mia vita. Spero che
quello che Vi racconterò possa aiutarVi a vivere meglio e a
comprendere i messaggi che spesso passano del tutto inosservati,
per migliorare la qualità della vostra vita.
Molti anni fa ho iniziato a desiderare di fare il Cammino di Santiago,
e ho comprato un libro per documentarmi, ma questo libro è rimasto
a riposo tra le centinaia di libri che ho, fino ai primi di maggio di
quest’anno (2017), quando ho sentito che era arrivato il momento
giusto per vivere questa meravigliosa esperienza. Non sapevo
neanche che ce ne fossero diverse varianti. Pensavo che fosse un
unico sentiero. All’inizio volevo abbinare questo Cammino ad
un’altra esperienza che mi frulla per la testa da diverso tempo: una
settimana presso Plumvillage, comunità di monaci e laici nei pressi
di Bordeaux, nella quale il monaco e maestro zen Thich Nath Hanh
vive e insegna l’arte di vivere in “consapevolezza”. Per questo
motivo ho deciso di partire in macchina, anche perché volevo fare
un giro della Spagna del Nord con una mia carissima amica. Quindi
ho prenotato il traghetto per Barcellona, 4 giorni prima di partire,
senza però prendere informazioni sul Cammino. L’unica cosa di cui
ero sicura era che mi sarei fermata 2 giorni a Barcellona e che avrei
concluso la mia vacanza con gli ultimi 150 chilometri del Cammino
di Santiago, per poi arrivare a Finisterre in autobus. E poi chissà !!
Tutto da vedere. Non immaginavo che la vita mi avrebbe portato a
modificare completamente i miei programmi.
E’ mia consuetudine non programmare nulla e decidere cosa fare
solitamente ( se va bene ) 2 giorni prima, ma di solito il giorno
prima, o addirittura il giorno della partenza. Questo mi offre la libertà
di poter cambiare programma all’ultimo momento, se mi si presenta
un’opportunità che mi attira di più.
 
Una delle poche indicazioni ben fatte lungo il Cammino del Nord

 
Il 15 maggio sera sono quindi partita per il mio primo viaggio da
sola, in macchina, da Roma, destinazione Civitavecchia, dove avrei
preso la nave per Barcellona, affrontando un viaggio di 20 ore. La
cosa che avevo molto chiara in mente era che volevo fare un
viaggio spirituale, da sola con me stessa, e sentire cosa sarebbe
arrivato dentro di me. Sentivo che c’era qualcosa di grosso che si
muoveva in pentola, ma non sapevo cosa. Quindi ho giusto preso
un piccolo quaderno per annotare le tappe che avrei fatto, in
maniera da ricordare i nomi delle località visitate. Non immaginavo
che questo viaggio sarebbe stato un’esperienza profondamente
mistica che avrebbe ulteriormente cambiato la mia essenza e la mia
vita. Nel momento in cui ho caricato le valigie in macchina ho
sentito che stava iniziando un percorso spirituale importante, ma
quanto profondo proprio non avrei mai potuto immaginarlo. Se
avessi saputo cosa mi aspettava durante questo viaggio, avrei
portato una videocamera e un grande quaderno, che sarebbe poi
diventato il mio diario, per scrivere e annotare tutte le sensazioni, le
fortissime emozioni, le intuizioni, gli insegnamenti  e le esperienze
non sempre facili che questo VIAGGIO mi ha portato a vivere.
Prima di partire non mi sono neanche preoccupata di preparare il
fatidico zaino, con tutti gli oggetti indispensabili per il Cammino.
Avevo solo visto qualche video su Youtube, girato da qualcuno che
aveva già vissuto questa esperienza, e dava qualche consiglio su
ciò che era assolutamente indispensabile, piuttosto che utile o
addirittura inutile mettere nello zaino da incubo. Lo zaino doveva
pesare massimo 10 chili, meglio ancora il 10% del proprio peso
corporeo. Io non solo non ho scelto cosa portare, ma non ho
comprato neanche uno zaino adeguato, perché avevo deciso di
chiedere il trasporto da un albergue all’altro; cosa che poi, peraltro,
non ho messo in pratica ! Ho preso quindi da casa uno zaino che
avevo ricevuto qualche anno fa con i punti della spesa fatta al
supermercato. Dato che avevo deciso di partire in macchina ho
messo in valigia una valanga di roba che poi ovviamente non ho
utilizzato. Che adrenalina! 
Ma la vita mi ha fatto cambiare quell’infinitamente basico
programma che avevo fatto, e invece di andare a fare una
settimana di meditazione a Plumvillage, dopo essere stata a
Barcellona, le mie tappe sono state Ibiza e Formentera, il che ha
creato dubbi e perplessità nei miei amici che non vedevano il nesso
tra Plumvillage, il Cammino di Santiago e le Baleari. 
La vita mi ha presentato su un vassoio queste stupende isole
perché io dovevo comprendere che la spiritualità è dentro di noi, e
non abbiamo bisogno di andare in un centro spirituale a meditare,
se il nostro intento è quello di compiere un viaggio dentro di noi.
Anzi l’interiorizzazione è stata molto più profonda e potente, perché
mentre io ero in giro da sola, a piedi o in motorino per Ibiza e
Formentera, non vedevo nessuno all’infuori di me. Ero con me
stessa e basta. Anzi ero anche “dentro” me stessa, e ho compreso
che non è il luogo che ci fa staccare la spina. In qualsiasi luogo e
con chiunque ci sta attorno possiamo entrare dentro di noi, e in
comunione con Dio, con la Natura, con la Madre Terra e con
l’Universo.
Vorrei condividere con voi  molti messaggi e insegnamenti che mi
sono arrivati durante il Cammino, pertanto vi invito a leggere tutte le
puntate del mio mistico Cammino, che, come spero, vi daranno
molti spunti di crescita.
Fine prima parte

Un tratto del Cammino di Santiago nel mare

Viviana Pedone
Teacher di Yoga della risata
Creatrice di Felicitudine®
Ideatrice di Movimento Condivisione Benessere