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Opere di presa da acque superficiali

e traverse fluviali
From Cyclopaedia, , 1728

Riccardo Rigon, Roberto Magini et al.


PRESA DA UN LAGO ARTIFICIALE

• Una tipologia ricorrente è riprodotta nella figura che segue. Una galleria,
funzionante in pressione, ha lo scopo di prelevare l’acqua da una bocca, o
luce, presidiata da una griglia del tipo a sacco.

• L’intercettazione e la regolazione della portata di derivazione è realizzata


con paratoie piane, installate alla base del pozzo e comandate, con
dispositivi oleodinamici, nella cabina di manovra e di accesso.
PRESA DA UN LAGO ARTIFICIALE.

• Nel caso di diga a gravità l’opera di presa può essere realizzata


predisponendo le griglie sul paramento di monte e collocando la
camera di manovra all’interno del corpo della diga stessa.
PRESA DA UN LAGO ARTIFICIALE.
• Galleria di derivazione preceduta da una torre di presa realizzata entro
l'invaso. La torre dotata di bocche di presa dislocate a differente altezza per
consentire la derivazione di acqua da differente quota sia in funzione della
quota di invaso e sia dalle caratteristiche fisiche, chimiche, e batteriologiche
presenti.
PRESA DA UN LAGO ARTIFICIALE.
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI

• Le traverse sono opere di derivazione da corsi d’acqua che fissano l’alveo e le


sponde, con lo scopo prevalente di rialzare i livelli a monte per un'altezza
limitata, senza, peraltro, proporsi la creazione di un invaso utile alla
regolazione dei deflussi.

• Lo scopo prevalente è quello di rialzare i livelli idrici a monte per alimentare


bocche di presa, con esercizio continuo o periodico a copertura di fabbisogni,
conseguenti a diverse utilizzazioni (irrigazioni, acquedotti, forza motrice ,
produzione di energia), e rilasciare in alveo la risorsa non utilizzata

• L’innalzamento della superficie libera può essere conseguito sia con strutture
fisse o mobili . Queste ultime sono realizzata da una o più luci provviste di
organi di chiusura , paratoie, che vengono sollevate in concomitanza della
piena

• Queste ultime sono realizzata da una o più luci provviste di organi di chiusura ,
paratoie, che vengono sollevate in concomitanza della piena
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI
SCHEMA DI UNA TRAVERSA CON DERIVAZIONE LATERALE

• La presa P costituita da una o più luci, è realizzata in fregio alla sponda fluviale,
protetta da griglie e controllata da paratoie,
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI
SCHEMA DI UNA TRAVERSA CON DERIVAZIONE LATERALE

• La presa P è seguita da opere di sghiaiamento S,


DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI
SCHEMA DI UNA TRAVERSA CON DERIVAZIONE LATERALE

• Quindi seguono le opere di dissabbiamento D delle portate eccedenti,


accidentalmente o casualmente immesse nel sistema
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI
SCHEMA DI UNA TRAVERSA CON DERIVAZIONE LATERALE

• infine viene il complesso delle opere concernenti l’utilizzazione U.


DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI: 

Traverse mobili.

• Schema di traversa mobile costituita da una Paratoie piane


Piccole traverse fluviali

Riccardo Rigon
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI: 

Traverse mobili.

• Schema di traversa mobile costituita da una Paratoie a segmento


DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI: 

Traverse mobili.
• Derivano dalla doppia esigenza sia di contenere i livelli a monte in
corrispondenza della portata dimassima piena, sia di evitare interrimenti

• Alcuni esempi:
• A) Schema di traversa mobile, chiusa ed aperta, regolata con paratoia a
segmento
Piccole traverse fluviali

Riccardo Rigon
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI: 

Traverse fisse.

• Oggi le traverse vengono realizzate con soluzioni strutturali che privilegiano


l’utilizzo del calcestruzzo, pur conservando la forma, simile a quelle illustrate
precedentemente, ma adottando dei criteri di dimensionamento
generalizzabili.

• Nota la portata di piena Q e la larghezza L della traversa, dalla Formula di


Poleni, o degli stramazzi, è possibile determinare l’altezza di sfioro h0 sulla
soglia

Q = μ ⋅ L ⋅ h0 ⋅ 2g ⋅ h0

• Il coefficiente di efflusso μ , per soglie sagomate come appresso


specificato, può assumersi uguale a 0,45÷0,48.

• La cresta ed il paramento di valle si possono ricavare dalle equazioni


proposte da Bazin e/o Creager.
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI:
Traverse fisse.
• Sono strutture semplici e meno costose
delle traverse mobili, per contro, non
consentono una regolazione del livello di
monte.

• Tendono ad accumulare detriti a monte


della soglia di sfioro; per questo motivo
si realizzano nei pressi dell’opera di
presa uno o più sghiaiatori, o calloni,
muniti di paratoie al fine di pulire dai
depositi l’area antistante le luci di presa.

• Planimetricamente le traverse fisse


vengono ubicate con asse rettilineo e
perpendicolare al corso d’acqua in punti
dove questo consente uno sviluppo
dell’opera più corto ed economico.
DERIVAZIONI DA CORSI D’ACQUA SUPERFICIALI: 

Traverse fisse.
• La realizzazione di una traversa altera la condizione di moto ed il profilo della
superficie libera causando, verso monte, un profilo di rigurgito. A valle della
traversa la condizione idraulica di passaggio della corrente da veloce a lenta
creerà il presupposto per l’insorgere di un risalto idraulico con conseguente
erosione dell’alveo. Pertanto è necessario determinare la lunghezza L della platea
del dissipatore per prevenire lo scalzamento dell’opera e ripristinare le condizioni
energetiche della corrente a valle.

• Infine in funzione del carico h0 e dell’altezza A del petto della traversa viene
dimensionato il raccordo circolare tra il profilo del paramento di valle e la platea :
• R = (A ⋅ h0)1/2
Domande ?

Grazie per l’attenzione!

G.Ulrici - 2000 ?

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R. Rigon