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I MISSIONARI CHE HANNO PERSO LA VITA NEL CORSO DEL 1994

IL MARTIRIO DI MOLTI MISSIONARI SEGNA UN ANNO TRAGICO PER LA CHIESA

Roma (AIF) - “Al termine del secondo millennio la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di
martiri - afferma Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Tertio millennio adveniente -... Le
persecuzioni nei riguardi dei credenti, sacerdoti, religiosi e laici, hanno operato una grande semina
di martiri in varie parti del mondo”. Queste parole del Papa trovano drammatica conferma nelle
cifre: nell’ultimo trentennio (1964/1994) la folta schiera di coloro che hanno perduto la vita a
causa della fede nella missione “ad gentes” si avvicina al numero di 500.

Il martirologio della Chiesa si allunga incessantemente dai tempi Apostolici, e come si


estendono i confini della missione così aumenta il numero di quanti hanno versato il loro sangue
per diffondere la Buona Novella fino agli estremi confini della terra: il loro sacrificio testimonia
ancora una volta al mondo contemporaneo la perenne attualità del Vangelo e la grande vitalità
della Chiesa.

Solo nel 1994 sono morti 21 missionari tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici in 8 diversi
Paesi. Ad essi vanno aggiunte le vittime dei tragici eventi accaduti nel Rwanda, il cui elenco, tuttora
provvisorio, conta 248 perdite tra le file del personale ecclesiastico: un autentico olocausto per la
Chiesa rwandese.

Per molti di loro non c’è stato posto sui mass media, né può fare notizia la fedeltà di tanti
Pastori che anche oggi rimangono eroicamente al loro posto, in situazioni tragiche, mettendo a
repentaglio la propria vita in ogni istante.

Per il terzo anno consecutivo il Movimento giovanile missionario delle Pontificie Opere
Missionarie dedica la giornata del 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione, proprio al ricordo dei
missionari e delle missionarie martiri: vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, perché non
siano dimenticati questi “pionieri del Vangelo”, come li definì Paolo VI.

“Hanno dato la vita” è il messaggio della “Giornata di preghiera e di digiuno” del prossimo
24 marzo ed è anche “il grido che sentiamo risuonare nella nostra vita e in quella delle nostre
comunità ecclesiali - afferma il sussidio preparato per l’occasione dalle POM - perché risveglino il
loro ardore missionario, riprendano la via dell’incontro e della condivisione con gli uomini che

1
vivono nelle nostre città, nei nostri quartieri e soprattutto con quelli che vivono lontano da noi,
immersi nella miseria, oppressi da ingiustizie, perseguitati a causa della fede”.

I MISSIONARI CHE HANNO PERSO LA VITA NEL CORSO DEL 1994

Sono 21 i missionari e le missionarie uccisi durante l’anno 1994 in 8 Paesi (compreso un


sacerdote belga fidei donum morto in Rwanda perché privo di assistenza): 8 in Algeria, 5 in
Rwanda, 3 in India e 1 in Giamaica, Haiti, Kenya, Sierra Leone e Uganda.

Riguardo ai Paesi di provenienza, 15 erano europei (6 francesi, 3 irlandesi, 3 spagnoli, 3


belgi), 3 asiatici (indiani) e 3 americani (1 argentino, 1 canadese e 1 haitiano).

I 21 uccisi sono 15 sacerdoti (4 diocesani di cui 2 fidei donum e 11 religiosi o membri di


Società missionarie), 1 Fratello, 4 religiose e 1 seminarista maggiore.

I religiosi appartengono ai seguenti istituti: 6 Padri Bianchi (Missionari d’Africa), 1


Monfortano, 1 Spiritano, 1 della società di San Colombano, 1 della società di San Patrizio, 1 della
congregazione della Santa Croce, 1 fratello Marista. Le religiose erano 2 Agostiniane, 1
domenicana di Santa Caterina e 1 dell’istituto dell’Assunzione. Ad essi va aggiunto un seminarista
maggiore.

Questo il loro elenco:

Nome Nazionalità Istituto Luogo della morte Data

Sr Monica Loyarte Argentina Domenicane S.Cat. Mityana (Uganda) 25/2

P. Felim Mac Allister Irlanda Spiritani Kennema (Sierra Leone) 12/3

P. Andrè P.Caloone Francia Padri Bianchi Ruhuha (Rwanda) 7/4

P. Vincent Power Irlanda Miss.S.Colombano Falmonth (Giamaica) 21/4

P. Joaquin Vallmajo Spagna Padri Bianchi Kageyo (Rwanda) 26/4

Fr. Henri Verges FranciaFratelli Maristi Algeri (Algeria) 8/5

Sr. Paule H.Raymond Francia Ist. Assunzione Algeri (Algeria) 8/5

Rev. Paul Kesenne Belgio Fidei donum Gisenyi (Rwanda) 15/7

2
P. Jean M.Vincent Haiti Monfortani Port-au-Prince (Haiti) 28/8

Rev. Lawrence Kujur India Clero diocesano Karondabera (India) 1/9

Rev. Joseph Dungdung India Clero diocesano Karondabera (India) 1/9

D. Amar A. Indwar India Seminarista Karondabera (India) 1/9

P. Claude Simard Canada Congr. S.Croce Ruyenzi (Rwanda) 18/10

Sr. Ester Paniagua Spagna Miss.Agostiniane Algeri (Algeria) 23/10

Sr. Maria Alvarez Spagna Miss.Agostiniane Algeri (Algeria) 23/10

P. Martin Boyle Irlanda Miss.S.PatrizioNairobi (Kenya) 3/11

P. Jean M.Chevillard Francia Padri Bianchi Tizi-Ouzou (Algeria) 27/12

P. Alain Dieulangard Francia Padri Bianchi Tizi-Ouzou (Algeria) 27/12

P. Christian Chessel Francia Padri Bianchi Tizi-Ouzou (Algeria) 27/12

P. Charles Deckers Belgio Padri Bianchi Tizi-Ouzou (Algeria) 27/12

* Il rev. Michel Gigi, belga, sacerdote fidei donum, pur non essendo stato ucciso in modo cruento,
è morto in seguito alla mancanza di cure mediche, a Kamyanza (Rwanda) il 6 luglio 1994.

IL MARTIROLOGIO DELLA CHIESA IN RWANDA

Nel Rwanda, colpito da una immane tragedia, il numero delle vittime è tale da poter
affermare senza dubbio che la Chiesa abbia subito un vero e proprio olocausto. Sono 248 le vittime
tra il personale ecclesiastico, compresi una quindicina di morti in seguito a maltrattamenti,
mancanze di cure mediche e gli scomparsi che non hanno più dato notizia di sé e quindi sono da
considerare uccisi.

Hanno perso la vita in Rwanda nel 1994: 3 vescovi e 103 sacerdoti (100 diocesani di tutte e
9 le diocesi del Paese e 3 padri Gesuiti), 47 fratelli di 7 istituti (29 Giuseppini, 2 Francescani, 6
Maristi, 4 fratelli della Santa Croce, 3 fratelli della Misericordia, 2 Benedettini e 1 fratello della
Carità).

3
Le 65 religiose appartenevano ad 11 istituti: 18 suore Benebikira, 13 suore del Buon
Pastore, 11 suore Bizeramariya, 8 suore Benedettine, 6 suore dell’Assunzione, 2 suore della Carità
di Namur, 2 domenicane Missionarie d’Africa, 2 figlie della Carità, 1 rispettivamente delle
Ausiliatrici, di Notre Dame du Bon Conseil e delle Piccole sorelle di Gesù.

Ad esse vanno aggiunte almeno 30 laiche di vita consacrata di 3 istituti (20 Ausiliarie
dell’Apostolato, 8 dell’istituto “Vita et Pax” e 2 dell’istituto San Bonifacio).

VESCOVI

Mons. Vincent Nsengiyumva, arcivescovo di Kigali Gakurazo 5/6

Mons. Joseph Ruzindana, vescovo di Byumba Gakurazo 5/6

Mons. Thaddee Nsengiyumva, vescovo di Kabgayi Gakurazo 5/6

SACERDOTI DIOCESANI (PER DIOCESI)

Diocesi di Butare

Rev. Firmin Butera, parroco di Higiro Butare 31/5

Rev. Justin Furaha, parroco di Save Butare 31/5

Rev. Alexis Kayumba, coadiutore di Cyahinda Kiruhura inizio luglio

Rev. Charles Ncogoza, parroco di Cyahinda Cyahinda ?

Rev. Matthieu Ngirumpatse, coadiutore di Nyanza Nyanza fine aprile

Rev. Francois Ngomirakiza, parroco di Karama Ndago 5/7

Rev. Callixte Nkeshumpatse, coadiutore di Gakoma Bugesera ?

Rev. Segond Ntibaziga, direttore scuola infermiere Gakoma 7/5

Rev. Innocent Nyangezi, coadiutore di Nyanza Nyanza fine aprile

4
Rev. Tharcise Rubingiza, professore seminario Nyakibanda Gisagara 26/4

Rev. Jean Bosco Yilirwahandi, parroco a Nyanza Nyanza fine aprile

Rev. Felicien Muvara ?

Inoltre sono morti dopo il 7 aprile, malati e senza cure, altri quattro sacerdoti:

Boniface Musoni, Jean Ntiyamira, Vital Rutayire e Narcisse Semuliro.

Diocesi di Byumba

Rev. Alexis Havugimana aprile

Rev. Joseph Hitimana fine aprile

Rev. Augustin Mashyendeli Nyinawimana aprile

Rev. Gaspard Mudashimwa, professore seminario Rwesero Rwesero 21/4

Rev. Ladislas Muhayemungu aprile

Rev. Celestin Muhayimana Nyinawimana aprile

Rev. Fidele Mulinda aprile

Rev. Faustin Mulindwa aprile

Rev. Christian Nkiliyehe aprile

Rev. Athanase Nkundabanyanga, economo diocesano aprile

Rev. Thaddee Ciza (considerato ucciso) aprile

Diocesi di Cyangugu

Rev. Joseph Boneza, parroco di Mibirizi Cyangugu 19/5

inoltre, malato e senza cure, è morto il rev. Innocent Gashugi.

Diocesi di Gikongoro

5
Rev. Straton Gakwaya, economo diocesano Kigali 7/4

Rev. Boniface Kanyoni, coadiutore di Kibeho Kigali 7/4

Rev. Pierre Canisius Mulinzi, coadiutore di Mbuga Gikongoro 13/5

Rev. Aloys Musoni, coadiutore di Cyahinda Gikongoro 13/5

Rev. Pierre Ngoga, parroco-decano di Kibeho Butare 31/5

Rev. J.M.Vianney Niyirema, parroco-decano di Kaduha Kigali 7/4

Rev. Joseph Niyomugabo, parroco-decano di Cyanika Cyanika 24/4

Rev. Irenee Nyamwasa, parroco di Mbuga Gikongoro 13/5

Rev. Alfred Nzabakurana, responsabile dell’insegnamento Kigali 7/4

Rev. J.M.Vianney Rwanyabuto, parroco di Muganza Gisagara 26/4

Rev. J.M.Vianney Sebera, parroco di Simbi Ndago 5/7

Rev. Callixte Uwitonze, coadiutore cattedrale di Gikongoro Nyanza fine aprile

Diocesi di Kabgayi

Rev. Fidele Gahonzire, cappellano ospedale di Kabgayi Gakurazo 5/6

Rev. Tharcisse Gakuba, coadiutore di Muyunzwe Kabgayi 24/5

Mons. Innocent Gasabwoya, ex Vicario generale Gakurazo 5/6

Rev. Alfred Kayibanda, coadiutore cattedrale di Kabgayi Gakurazo 5/6

Rev. Alphonse Mbuguje, parroco di Kinazi Cyangugu maggio

Rev. Francois-Xavier Muligo, parroco cattedrale di Kabgayi Gakurazo 5/6

Rev. Callixte Musonera, parroco di Kayendi Kabgayi 24/5

Rev. Sylvestre Ndaberetse, economo diocesano Gakurazo 5/6

Rev. Celestin Niwenshuti, coadiutore a Byimana Kabgayi 24/5

Rev. Bernard Ntamugabumwe, responsabile dell’insegnamento Gakurazo 5/6

Rev. Jean Baptiste Ruzigana, coadiutore a Gitarama Kibangu metà luglio

6
Mons. J.M.Vianney Rwabilinda, vicario generale Gakurazo 5/6

Rev. Emmanuel Uwimana, rettore del seminario minore Gakurazo 5/6

Rev. Francois Twagilimana, coadiutore a Kinazi Masango luglio

Rev. J.M.Vianney Rusinghizandekwe (scomparso e dato per morto)

Diocesi di Kibungo

Rev. Joseph Gatare, direttore scuola Mukarange Mukarange 12/4

Rev. Elisée Mpongano, parroco di Bare Kibungo 15/4

Rev. Jean Bosco Munyaneza, parroco di Mukarange Mukarange 12/4

Rev. Evode Mwanangu, coadiutore di Rukoma Rukoma 8/4

Rev. Michel Nsengiyumva, parroco di Rukoma Kibungo 18/4

Rev. Justin Ruterandongozi, coadiutore di Rukoma Rukoma 7/4

Eugene Ntagungira, seminarista maggiore Kabarondo ?

Arcidiocesi di Kigali

Rev. Ananie Rugasira, economo seminario minore Ndera Ndera 9/4

Rev. Felix Kabayiza tra Rutongo e Byumba aprile

Il rev. Alexandre Ngeze è morto a Rilima, vittima della malaria e dei maltrattamenti subiti.

I rev.di Joseph Harerimana e Canisius Ndekezi sono dati per dispersi e probabilmente uccisi.

Diocesi di Nyundo

Rev. Mathias Gahinda, parroco di Mubuga Kibuye aprile

Rev. Edouard Gakwandi, coadiutore di Nyundo Nyundo 9/4

7
Rev. Silas Gasake, parroco di Kibingo Nyundo 9/4

Rev. Albert Gashema, parroco di Mubuga nella foresta aprile

Mons. Louis Gasore, parroco di Muhororo Muhororo aprile

Rev. Thaddée Gatore, parroco di Kivumu Kivumu 13/4

Rev. Antoine Habiyambere, coadiutore di Rambura Rambura 7/4

Rev. Spiridion Kageyo, parroco di Rambura Rambura 7/4

Rev. Callixte Kalisa, responsabile dell’insegnamento Nyundo 9/4

Rev. Clement Kanyabusozo, parroco di Mushubati Nyundo 9/4

Rev. Ferdinand Karekezi, coadiutore di Nyundo Nyundo 9/4

Rev. Robert Matajyabo, coadiutore di Mushubati Nyundo 9/4

Rev. Denis Mutabazi, coadiutore di Kibingo Gakurazo 5/6

Rev. Sylvere Mutiganda, coadiutore di Murunda Murunda 8/4

Rev. Herman Mwambali, in pensione a Nyundo Nyundo 9/4

Rev. Antoine Niyitegeka, coadiutore di Rambura Rambura 7/4

Rev. Augustin Nkezabera, parroco di Muramba Muramba 7/4

Rev. Venuste Nsengiyumva, coadiutore di Kivumu Kivumu 7/4

Rev. Augustin Ntagara, parroco di Gisenyi Gisenyi 7/4

Rev. Vedaste Nyilibakwe, professore del seminario maggiore Kabgayi 24/5

Rev. Adrien Nzanana, parroco di Kibingo Nyundo 7/4

Rev. Aloys Nzaramba, cancelliere diocesi di Nyundo Nyundo 9/4

Rev. Innocent Ruberizesa, parroco di Birambo Birambo aprile

Rev. Theophile Rutagengwa, coadiutore di Muramba Kibuye aprile

Rev. Francois Rwigenza, parroco di Muhororo Muhororo aprile

Rev. Deogratias Rwivanga, coadiutore di Kibuye nella foresta aprile

Rev. Alfred Niyitegeka tra Rutongo e Byumba aprile

Rev. Narcisse Sebasare, coadiutore di Birambo Birambo aprile

Rev. Joseph Sekabaraga, parroco di Biruyi Biruyi 13/4

8
Rev. Boniface Senyenzi, coadiutore di Kibuye Kibuye aprile

Rev. Deogratias Twagirayezu, professore del seminario minore Nyundo 7/4

Diocesi di Ruhengeri

Rev. Jerome Sembagare, direttore della scuola di Janja Goma 16/7

RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI CONSACRATI

SACERDOTI

Missionari d’Africa (Padri Bianchi)

P.A.Caloone, francese, e p. J. Vallmajo, spagnolo. Nell’elenco dei missionari uccisi nel 1994.

Padri Gesuiti

P. Patrick Gahizi, Superiore regionale del Rwanda Kigali 7/4

P. Chrysologue Mahame Kigali 7/4

P. Innocent Rutagambwa Kigali 7/4

FRATELLI

Giuseppini

Fr. Anicet Butera, novizio a Gisenyi aprile

Fr. Pierre Gacamumakuba, a riposo Nyamirambo 10/6

9
Fr. Viateur Gakwerere, studente Nyundo 7/6

Fr. Stanislas Gofi, a riposo Nyamirambo 7/6

Fr. Emmanuel Itegekwanande, a riposo Nyamirambo 7/6

Fr. Aloys Cadali, professore a Kabgayi aprile

Fr. Louis Kaneza, direttore della scuola professionale Nyamirambo 7/6

Fr. Alexandre Kayitera, studente a Kabgayi Nyamirambo 7/6

Fr. Aimable Mazimpaka, professore a Nyundo Nyundo 9/4

Fr. Emmanuel Mugabo, segretario generale a Kabgayi Kabgayi 24/5

Fr. Martin Munyanshongore, ex superiore generale Kabgayi


24/5

Fr. Fidele Murekezi, direttore a Kabgayi Kabgayi 24/5

Fr. Guillaume Murangwa, professore a Nyamasheke Nyamasheke 14/4

Fr. Michel Murenzi, studente a Nyamasheke Kabgayi


24/5

Fr. Anaclet Musonera, economo della scuola di Nyamasheke Nyamasheke 14/4

Fr. Jonathan Mwitirehe, novizio a Nyundo Nyundo 9/4

Fr. Mathias Mwumvaneza, ex-economo generale Kicukiro 9/5

Fr. Boniface Ndayisenga, direttore della Cerai a Birambo Birambo 25/4

Fr. Louis Nsengiyumva, studente a Kabgayi Kabgayi 24/5

Fr. Jean Baptiste Nsinga, superiore generale Gakurazo 5/6

Fr. Frederic Nyakaytru, direttore della scuola di Gisenyi Gisenyi 8/4

Fr. Theophile Rusezerangabo, studente a Kabgayi Kabgayi 24/5

Fr. Jean Baptiste Rutagengwa, studente a Nyamasheke Kabgayi 24/5

Fr. Louis Rwahigi, a riposo a Nyamirambo Nyamirambo 7/6

Fr. Gerard Rwaka, addetto documentazione a Nyamirambo Nyamirambo 7/6

Fr. Joseph Sahabu, prefetto degli studi a Birambo Birambo 25/4

Fr. Ladislas Sinigenga, direttore a Nyamasheke Nyamasheke aprile

10
Fr. Vivens Mugwiza, prefetto della disciplina a Rwamagana, e fr. Balthazar Ntibagendeza, maestro
dei novizi a Gakurazo, sono scomparsi dal 23/7/1994 e si ritiene ormai che siano stati uccisi.

Frati minori (Francescani)

Fr. Georges, della comunità di Mbazi (Butare) ? aprile

Fr. Jacques Gashugi, malato e senza assistenza, è morto a Cyangugu il 17/5/1994.

Maristi

Fr. Fabien Bisengimana, di 45 anni Kabgayi 24/5

Fr. Gaspard Gatari, di 41 anni Kabgayi 24/5

Fr. Christophe Mannion, assistente generale Save 1/7

Fr. Pierre Canisius Nyilinkindi, di 35 anni Kabgayi 24/5

Fr. Joseph Rushigajiki Save 1/7

Fr. Etienne Rwesa, ex superiore provinciale alla frontiera con il Burundi 26/4

Fratelli della Misericordia

Fr. Francois Bizimana Butare 8/5

Fr. Jean-Baptiste Gahamanyi Butare 8/5

Fr. Faustin Rukelibuga Butare 8/5

Benedettini

Fr. Gaetan Gatera Gihindamuyaga 22/4

Fr. Antoine Rutagengwa Gihindamuyaga 22/4

Fratelli della carità

Fr. Dominique Munyurangabo ? ?

11
Fratelli della Santa Croce

Quattro fratelli del convento di Rango (Butare),da tempo scomparsi, sono considerati uccisi.

RELIGIOSE

Suore Ausiliatrici

Sr. Liberata Marie Grace Mukagatare Kigoma maggio

Suore Benebikira

Sr. Alphonse Muhororo aprile

Sr. Benigna Nakana, responsabile del progetto Nkunganire Kabgayi


24/5

Sr. Candida Nyundo 9/4

Sr. Edmonde M. Nyirabudeyi, superiora di Nyumba Nyumba aprile

Sr. Emilienne, ammin. seminario minore di Nyundo Nyundo 9/4

Sr. Francoise Xavier, superiora di Muhororo Muhororo aprile

Sr. Gerarda Mariya, economa Muhororo


aprile

Sr. Giovanna, in servizio al vescovado Nyundo 9/4

Sr. Jullien, in servizio al vescovado Nyundo 9/4

Sr. Letizia, insegnante di scuola primaria Nyundo 9/4

Sr. Marie Augustin, responsabile progetto APSB Nyanza aprile

Sr. M.Claire Mukabisangwa, professore nella scuola sociale Kicukiro 6 o 7/4

Sr. M.Francoise Mukampalirwa, superiora a Nyanza Nyanza aprile

Sr. Marie Paula Simbi 18/4

12
Sr. Pelagie, economa Simbi 18/4

Sr. Pierre Claver Yankulije, responsabile del centro sanitario Simbi 18/4

Sr. Regis, insegnante Muhororo aprile

Sr. Carola, ammin. seminario minore di Rwesero Rwesero aprile

Suore Benedettine del monastero di Sovu, presso Butare

Sr. Stephanie Kamanzi Ndago 5/7

Sr. Theonilla Kayitesi Ndago 5/7

Sr. Fortunata Mukagasana Ndago 5/7

Sr. Therese Mukarumbibi Ndago 5/7

Sr. Julienne Mukankusi Ndago 5/7

Sr. Hermelinda Musabyemungu Ndago 5/7

Sr. Agnes Nyirahabimana Ndago 5/7

Sr. Bernadette Nyirandamutsa Ndago 5/7

Suore Bizeramariya

Sr. Candida Mukabaziga Gisenyi

Sr. Marie Mukamusana Gisenyi

Sr. Alphonsine Mukandamage sulla strada verso Byumba 10/5

Sr. Marie Grace Mukanyangezi maggio

Sr. Yolanda Mukarugina sulla strada verso Byumba 10/5

Sr. Maria Mukashema sulla strada verso Byumba


10/5

Sr. Seraphine Nyirandamutsa sulla strada verso Byumba


10/5

Sr. Antonia Nyiragirinka sulla strada verso Byumba 10/5

13
Sr. Dominiko sulla strada verso Byumba 10/5

Sr. Tatiyana sulla strada verso Byumba 10/5

Sr. Marie Salomé Nyirakanani morta vittima dei maltrattamenti

Suore di Notre Dame du Bon Conseil

Sr. Annunciata Mukarugina, responsabile del centro sanitario Rwesero 5/5

Suore dell’Assunzione

Sr. Gratia Maria Kangofero, di 58 anni Birambo 26/4

Sr. Boniface Eugenie Mukambera, di 48 anni Birmabo 26/4

Sr. Hilda Maria Mukandinda, novizia di 28 anni Birmabo 26/4

Sr. Anne Marie Mukashema, novizia di 30 anni Birmabo 26/4

Sr. Alphonse Marie Nyirangilimana, di 50 anni Birmabo 26/4

Sr. Kristofa Nyirabatware, di 55 anni presso Tumba aprile

Suore della Carità di Namur

Sr. Cassilda Mukankwaya, superiora di Ndera (Kigali) Kigali 15/4

Sr. Marie Bernard sulla strada verso Byumba 10/5

Suore del Buon Pastore

Sr. Demetrie Kangabe Kamonji 22/5

Sr. Anatholie Kayiranga Kamonji 22/5

Sr. Marguerite Kayitesi Kamonji 22/5

Sr. Vestine Mujawayezu Kamonji 22/5

Sr. Epiphanie Mujuganye Kamonji 22/5

Sr. Francine Mukamusoni, professa dal 20/9/1992 Kamonji 22/5

Sr. Jacqueline Mukangarambe Kamonji 22/5

14
Sr. Marie Esperance Mukashema Kamonji 22/5

Sr. Beata Muteteli Kamonji 22/5

Sr. Enatha Mwanayire Kamonji 22/5

Sr. Demetrie Niyirora Kamonji 22/5

Sr. Pascasie Umugiraneza Kamonji 22/5

Sr. Marie Goretti Uwayezu Kamonji 22/5

Suore Domenicane Missionarie d’Africa

Sr. Esperance, candidata prefettura di Byumba

Sr. Christina, candidata prefettura di Byumba

Suore Figlie della Carità

Due postulanti sono strate uccise a Birambo nel mese di aprile

Piccole sorelle di Gesù

Una suora è stata uccisa a Masaka nel mese di aprile

LAICHE CONSACRATE

Istituto secolare “Vita et Pax”

Marie Rose Mukabadege uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Francine Mukakayange uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Winifrida Mukamana uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Immaculée Mukamuligo uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Bellancila Mukayitesi uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Therese Murekeyisoni uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

15
Beatrice Nyirangirababyeyi uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Florence Umutesi uccisa nel Centre Christus di Remera il 7/4

Ausiliatrici dell’Apostolato

Ne sono state uccise più di 20

Istituto San Bonifacio

Patricia Ntawuyigenga uccisa mentre fuggiva in Burundi il 22/4

Alexis Nyirbajyambere uccisa mentre fuggiva in Burundi il 22/4

(Fides,15 marzo 1995)

Aggiornamento riguardo all’elenco dei missionari uccisi nel 1994

All’elenco dei missionari uccisi nel 1994 (cfr Fides 1995, p.127) occorre aggiungere i nomi dei
seguenti missionari, di cui solo ultimamente si è avuta notizia.

1. Rev. Luis Alf. Londono Colombia Diocesano Cartago (Colombia) 20/11

2. Fr. Abdias Diaz Messico Miss.S.Giuseppe Città del Messico 2/12

3. Fr. Alfons Stessel Belgio Miss.di ScheutCittà del Guatemala 19/12

16
4. Rev. Alcides Botero Colombia Diocesano Cali (Colombia) 21/12

5. Rev. Dieudonnè Niyoyandemye Burundi Diocesano Gihanga (Burundi) ?

(Fides,7 febbraio 1996)

Ogni anno più lungo l’elenco dei missionari uccisi: nel 1995 sono stati 32

Roma (AIF) - Le pagine dei primi secoli del Cristianesimo sono indissolubilmente legate al ricordo dei
primi cristiani che, per testimoniare la loro fedeltà a Cristo, non esitarono a sacrificare la propria vita.
Così il sangue dei martiri, accomunando giovani e anziani, uomini e donne, ha segnato i passi iniziali
della vita della Chiesa ed ha generato una lunga schiera di testimoni dell’amore di Cristo che giunge,
lungo i secoli, fino ai nostri giorni.

Come ha scritto il Santo Padre Giovanni Paolo II nel Messaggio per la Giornata Missionaria
Mondiale 1995, “La missione passa attraverso la croce e il dono di sé: come il Risorto, colui che ne
è investito è chiamato a mostrare ai fratelli i segni dell’amore per vincere la loro incredulità e le
loro paure”. Di questi testimoni, oggi, il mondo ha sempre più bisogno.

Il numero di 32 missionari e missionarie uccisi durante l’anno 1995, rappresenta un


pesante primato. Supera infatti di 7 unità quello del 1994, senza contare però le 248 vittime, tra
vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi e seminaristi, della immane tragedia che ha insanguinato il
Rwanda in quell’anno.

Tra i missionari uccisi nel 1995 si contano 17 sacerdoti (10 diocesani e 7 religiosi), 1
diacono, 3 fratelli, 9 religiose e 2 laiche.

Rispetto ai Paesi di origine dei missionari, l’Italia è al primo posto, con 6 missionari,
comprese le due laiche. Seguono il Burundi (5), il Belgio (3), la Francia (3), il Rwanda (3), il Cile (2),
l’India (2) e l’Irlanda (2). Infine, con un missionario ciascuno: Austria, Brasile, Camerun, Haiti,
Malta, Stati Uniti.

17
I missionari sono stati uccisi nei seguenti territori: 10 in Burundi, 3 in Algeria, 3 nello Zaire,
2 in Brasile, 2 in Cile, 2 in India e 1 per ogni Paese in Camerun, Ecuador, Haiti, Israele, Nigeria,
Rwanda, Sierra Leone, Somalia, Stati Uniti, Sudafrica.

Tra gli uccisi ci sono 10 sacerdoti diocesani e 11 religiosi appartenenti a 10 istituti: 2


Saveriani e uno per istituto dei Francescani, Gesuiti, Oblati di Maria Immacolata, Salesiani, Società
delle Missioni Africane, Missionari del Preziosissimo Sangue, Padri Bianchi, Congregazione delle
Scuole di Carità (Istituto Cavanis), Fratelli Cristiani.

Le 9 religiose appartenevano alle seguenti Congregazioni: 3 Missionarie di Nostra Signora


degli Apostoli, 2 Missionarie Francescane catechiste di Boroa, e una per istituto alle Clarisse
Francescane, Suore di Maria Bambina (Suore di Carità delle sante Bartolomea Capitanio e Vincenza
Gerosa), Piccole Suore del Sacro Cuore di Charles de Foucauld, Missionarie del Cuore Immacolato
di Maria.

Completano la lista due laiche volontarie.

I MISSIONARI UCCISI NELL’ANNO 1995

N° Nome e cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. P. Edward Grass Belgio Soc.Miss.Afr. Kimbongo (Zaire) 19/1

18
2. P. Mathieu Ceyssens Belgio Missionari OMI Edenburg (Sudafrica) 23/1

3. Sr. Maria Rani Vattalil India Clarisse Francescane Udainagar (India) 25/2

4. Sr.Eileen O’Connell Irlanda Miss.N.S.Apostoli Agbarho (Nigeria) 2/4

5. Fr.Edward S.Kerrigan Irlanda Fratelli Crist. Bo (Sierra Leone) 10/4

6. Rev.Olesio Blasi Brasile Diocesano S.Seb.Grama (Brasile) 21/4

7. P. Engelbert Mveng Camerun Gesuiti Yaoundé (Camerun) 23/4

8. Rev. Zacharie Nduwimana Burundi Diocesano Ntega (Burundi) 27/4

9. Sr.Augustina Kochumattam India Maria Bambina Dibrugarh (India) 1/5

10. Rev. André Havyarimana Burundi Diocesano Cibitoke (Burundi) 6/7

11. Rev. Anastase Bivugire Burundi Diocesano Cibitoke (Burundi) 6/7

12. P. Jacques Ntamitarizo Rwanda Salesiani Bujumbura (Burundi) 10/7

13. Diac.Aldo Menghi Italia Ist. Cavanis Esmeraldas (Ecuador) 16/7

14. Rev. Donald Clark Stati Uniti Diocesano Detroit (Stati Uniti) 31/7

15. Rev. Pie Ntahobali Rwanda Diocesano Kamonyi (Rwanda) 1/8

16. Rev. Michel Sinankwa Burundi Diocesano Bujumbura (Burundi) 21/8

17. Rev. Jean Marie Vincent Haiti Diocesano Port au Prince (Haiti) 28/8

18. Sr. Denise B. Leclerc Francia Miss.N.S.Apostoli Algeri (Algeria) 3/9

19. Sr.Angel M.Littlejohn Malta Miss.N.S.Apostoli Algeri (Algeria) 3/9

20. Sr.Angelita Munoz Cile Miss.Franc.Boroa Temuco (Cile) 6/9

21. Sr. Alicia C.Pilquiman Cile Miss.Franc.Boroa Temuco (Cile) 6/9

22. Fr. Biagio Grassi Italia Francescani Betfage (Israele) 8/9

23. Rev. Guido Rurangirwa Rwanda Diocesano Muswahili (Burundi) 10/9

24. Rev. Maximilien Bitariho Burundi Diocesano Masangho (Burundi) 15/9

25. P. Ottorino Maule Italia Saveriani Buyengero (Burundi) 30/9

26. P. Aldo Marchiol Italia Saveriani Buyengero (Burundi) 30/9

27. Sig.na Caterina Gubert Italia Miss.laica Buyengero (Burundi) 30/9

28. Fr. Hubert Mattle Austria Miss.Prez.Sangue Altamira (Brasile) 10/10

29. Sig.na Graziella Fumagalli Italia laica volont. Merka (Somalia) 22/10

19
30. Sr. Odette Prevost Francia Picc.Sor.CDF Algeri (Algeria) 10/11

31. P.Robert Besson Francia Padri Bianchi Kisangani (Zaire) 21/12

32. Sr.Christiane Sellekaerts Belgio Miss.Cuore I. Kimpangu (Zaire) 21/12

(Fides,7 febbraio 1996)

VATICANO/Cep

Ogni anno più lungo l’elenco dei missionari uccisi: sono stati almeno 46 nel 1996
Roma (AIF) - La testimonianza fino al sacrificio supremo della propria vita è una costante lungo la
storia missionaria della Chiesa. Nel Messaggio per l’ultima Giornata Missionaria mondiale, il Santo
Padre affermava: “Ogni anno si registra la testimonianza eroica di nuovi martiri. che versano il loro
sangue per restare fedeli al Signore. La Chiesa si inchina di fronte al loro sacrificio e si stringe con
la preghiera e l’amore fraterno attorno ai credenti che soffrono violenza, invitandoli a non perdersi
d’animo, a non temere”.

E’ in ogni modo sorprendente e pesante l’olocausto richiesto alla Chiesa nella sua preziosa
opera di evangelizzazione e di promozione umana nell’anno 1996, e supera ancora una volta il già
tragico bilancio degli anni precedenti. Secondo ciò che la Chiesa ha sempre ribadito nel corso della
sua storia bimillenaria, il sangue versato per Cristo, e quindi per l’uomo, fa germogliare il seme
della fede cristiana.

Sono almeno 46 i Missionari e Missionarie sacrificati dalla violenza nel corso del 1996,
soprattutto in Africa. Infatti dei 46 evangelizzatori uccisi, ben 41 operavano in questo continente.
La cifra globale è probabilmente più alta, perché nell’elenco che segue non sono compresi gli
scomparsi, tra i quali appare anche un vescovo africano.

I missionari/e uccisi: 3 vescovi

18 sacerdoti (12 diocesani e 6 religiosi)

8 fratelli

13 religiose

1 membro di un Istituto secolare

1 membro di una Associazione apostolica

20
1 seminarista di teologia

1 catechista.

Per Paesi d’origine dei missionari, al primo posto appare lo Zaire con 16. Seguono: Burundi
( 7), Francia (7), Spagna (5), Colombia (2), e con uno ciascuno: Algeria, Bosnia-Erzegovina, Canada,
Filippine, India, Italia, Porto Rico, Rwanda e Stati Uniti.

I missionari/e sono stati uccisi nei seguenti territori:

19 nello Zaire

8 in Algeria

7 in Burundi

3 in Rwanda

2 in Ghana

2 in Colombia

1 in Bosnia-Erzegovina, Cambogia, India, Porto Rico e Tanzania.

I Missionari uccisi nel 1996

21
N° Nome e Cognome Nazionalit Istituto Luogo e data della morte
à

1 Sr. Patricia Mc. Aleese Stati Uniti Suore Presentazione Elmina (Ghana) 8/1

2 Sr.Claudia Murphy Canada Nostra Signora d’Africa Elmina (Ghana) 8/1

3 Rev.do Sylvestre Hakizimana Burundi Diocesano Gisanze (Burundi) 1/3

4 Sr. Carmen Loza Zubiri Spagna Suore della Carità di Kivumu (Rwanda) 20/3
S.Anna

5 Sr. Alphonsine Rwanda Suore della Carità di Kivumu (Rwanda) 20/3


Mukeshimana S.Anna

6 P. Giuseppe Schiavo Italia Stimmatini Kisanga (Tanzania) 27/4

7 Dom Christian de Chergé Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

8 p. Celestin Ringeard Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

9 p. Christophe Lebreton Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

10 p. Bruno Lemarchand Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

11 fr Paul Favre Miville Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

12 fr. Michel Fleury Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

13 fr. Luc Dochier Francia Trappisti Medea (Algeria) 23/5

14 Rev.do Yvon Mpengekeze Burundi Diocesano Ruyigi (Burundi) 6/6

15 Suor Leocadie Burundi Militantes de la S.te Vierge Ruyigi (Burundi) 6/6


Ndihokubwayo

16 P. William Loperena Soto Portorico Domenicani Bayamon (Portorico) 14/6

17 Suor Sophie Burundi Bene Bernadette Gitega (Burundi) 16/6

18 Juan de Dios Coronel Colombia catechista Tame (Colombia) 16/6

19 Vescovo Pierre Claverie Algeria Domenicani Orano (Algeria) 1/8

20 Arcivescovo Joachim Burundi Diocesano Rutegana (Burundi) 9/9


Ruhuna

21 Sr. Irenée Burundi Bene Tereziya Gitongo (Burundi) 9/9

22 Sig.na Concesse Burundi Foyer de Charitè (Assoc.) Gitongo (Burundi) 9/9

23. Rev. Alexandre Kalinda Zaire Diocesano Front. Zaire (Rwanda) 16/9
Ngwije

24 suor Danka Jurcevic Bosnia-Erz. Figlie Carità di Kakanj Kakanj (Bosnia-Erzeg.) 30/9

22
25 Rev.do José Luis Botero Colombia Diocesano Venecia (Colombia) 4/10

26 Rev. Jean M. Vianney Zaire Diocesano Kidoti (Zaire) 6/10


Ndogole Kasati

27 Rev. Boniface Koko Zaire Diocesano Kidoti (Zaire) 6/10


Kahegezo

28 Richard Michael R. Fernando Filippine Gesuiti (seminarista Banteay Preap (Cambogia)


teologo) 17/10

29 Arcivescovo Christophe Zaire Gesuiti Bukavu (Zaire) 29/10


Munzihirwa

30 Fr. Francois d’Assise Zaire Rogazionisti (Oblato) Bukavu (Zaire) 30/10


Kajibwami

31 Fr. Servando Mayor Garcia Spagna Fratelli Maristi Bugobe (Zaire) 31/10

32 Fr. Miguel Angel Isla Lucio Spagna Fratelli Maristi Bugobe (Zaire) 31/10

33 Fr. Fernando de La Fuente Spagna Fratelli Maristi Bugobe (Zaire) 31/10

34 Fr. Julio Rodriguez Jorge Spagna Fratelli Maristi Bugobe (Zaire) 31/10

35 Rev. Constantin Gatuku Zaire diocesano Buhimba (Zaire) 6/11

36 Rev. Andrè Munyankuyu Zaire diocesano Buhimba (Zaire) 6/11

37 Suor Laurenziya Sebalija Zaire Soeurs de S. Vincent de Buhimba (Zaire) 6/11


Roeselaer

38 Sig.na Lilly James India Società di Gesù (Ist. sec.) Bashabari (India) 9/11
Cherukarokunnel

39 Rev. Benoit Nirere Zaire Diocesano Jomba (Zaire)


15/11

40 Suor Colette Mounabandi Zaire Soeurs de S. Vincent de R. Jomba (Zaire)


15/11

41 Suor Josephine A. Gakondo Zaire Soeurs de S. Vincent de R. Jomba (Zaire)


15/11

41 Suor Judith Gatungu Zaire Soeurs de S. Vincent de R. Jomba (Zaire)


15/11

43 Suor Marie Anastasi Zaire Soeurs de S. Vincent de R. Jomba (Zaire)


Semutwe 15/11

44 Rev. Jean Claude Bumendwa Zaire Diocesano Chimanga (Zaire)


18/11

23
45 Rev. Emmanuel Zaire Diocesano Nyakariba (Zaire)
Nsengiyunva 24/12

46 Rev. Pascal Kanyamanza Zaire Diocesano Nyakariba (Zaire)


24/12

(Fides 20 febbraio 1997)

1 vescovo, 19 sacerdoti, 1 religioso, 7 religiose e 40 seminaristi uccisi nel 1997

Roma (Fides) – Nel 1997 sono stati uccisi nei territori di missione 1 vescovo, 19 sacerdoti (15 diocesani e 4
religiosi), 1 fratello, 7 religiose e 40 seminaristi, massacrati nel seminario minore di Buta (Burundi): in tutto
68 vittime che hanno testimoniato con l’offerta della loro vita la missione della Chiesa. Come di consueto
Fides pubblica l’elenco di questi martiri dopo aver controllato presso istituti e congregazioni i dati relativi ad
ognuno: per molti di loro infatti la notizia della morte è giunta dopo mesi o in forma incompleta.

Rispetto ai paesi di origine dei missionari, 15 di essi erano africani (8 del Rwanda, 6 della
Repubblica Democratica del Congo, 1 della Nigeria, oltre ai 40 seminaristi del Burundi), 5 europei (Belgio,
Francia, Irlanda, Italia e Svizzera), 5 americani (2 del Brasile, 1 rispettivamente di Canada, Colombia, Stati
Uniti), 3 asiatici (2 dell’India e 1 delle Filippine).

I 28 missionari sono stati uccisi nei seguenti territori: 12 nella Repubblica Democratica del Congo, 4
in Rwanda, 2 in India, 2 in Brasile, 1 in Burundi, Ciad, Kenya, Nigeria, Filippine, Nepal, Colombia, Perù. Per
continente: 20 in Africa, 4 in Asia, 4 in America.

Ecco l’elenco delle vittime secondo l’ordine cronologico della loro morte, per alcuni di essi non è
stato possibile specificare l’istituto di appartenenza o il luogo preciso dove sono stati uccisi.

I Missionari uccisi nel 1997

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. Suor Christine d’Herouville Francia Congr. Xavières N’Djamena (Ciad) – 15/1

2. Fratel Larry Timmons Irlanda Francescani di Mountbellew Nakuru (Kenya) – 22/1

3. Rev. P. Josè Carlos da Silva Brasile Diocesano Arcidioc. Campina (Brasile) – 26/1

4. Suor Terezinha Batista Brasile Francescane di Maristella Recife (Brasile) – 27/1

5. S. Ecc. Benjamin de Jesus Filippine Miss. Oblati di Maria I.(OMI) Jolo (Filippine) – 4/2

24
6. Padre Guy Pinard Canada Padri Bianchi Kampanga (Rwanda) – 2/2

7. Rev. Ngozi Isidi Nigeria Diocesano Ogwasi-Uku (Nigeria) – 17/2

8. Rev. Antoine Hatagekimana R.D.Congo Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

9. Rev. Emmanuel Munyakazy R.D.Congo Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

10. Rev. Jean Uwizeyimana R.D.Congo Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

11. Rev. Norbert Ubona Mihingo R.D.Congo Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

12. Rev. Francois X. Muyoboke R.D.Congo Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

13. Rev. Urbain Twagirayezu Rwanda Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

14. Rev. Etienne Kabera Rwanda Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

15. Rev. Augustin N. Kiyumukiza Rwanda Diocesano Kalima (R.D.Congo) – 25/2

16. Suor Marie F. Nyirarukundu Rwanda Congr. S. Francesco d’Assisi Kalima (R.D.Congo) – 25/2

17. Suor Felicitè Mukamihogo Rwanda Congr. S. Francesco d’Assisi Kalima (R.D.Congo) – 25/2

18. Suor Clotilde Nyirabakungu Rwanda Congr. Habizemaria Kalima (R.D.Congo) – 25/2

19. Rev. Daniele Badiali Italia Diocesano (fidei donum) … (Perù) – 16/3

20. Rev. Fortunato Tshisambu R.D.Congo Diocesano Luebo (R.D.Congo) – 11/4

21. Suor Margarita Bosmans Belgio … Muramba (Rwanda) - …/4

22. 40 Seminaristi minori Burundi Diocesani Buta (Burundi) – 30/4

23. Suor Claudine G. Buchwolder Svizzera … Mutambu (Burundi) – 1/5

24. Rev. Isaia Habakurama Rwanda Diocesano Coko (Rwanda) – 11/5

25. Rev. Pasquale Yirirwahandi Rwanda Diocesano Coko (Rwanda) – 11/5

26. Padre Thomas Anchanikal India Gesuiti Sirka (Bihar,India) – 28/10

27. Padre Josè Nedumattathil India Salesiani Maram (India) – 22/11

28. Rev. Samuel Calderon Pena Colombia Diocesano El Calvario (Colombia) – 8/12

29. Padre Thomas Edward Gafney Stati Uniti Gesuiti Katmandu (Nepal) – 14/12

Il regalo dei martiri


La lista di 37 missionari e missionarie martiri nel 1998 è un regalo tutto speciale che facciamo ai
lettori di Fides per questo Natale. Essa strappa il 25 dicembre dall’insulsa e mielosa festa consumista a cui è
stata ridotta e la riporta all’origine. Da sempre, nella Chiesa, il piccolo re Gesù Bambino è festeggiato
insieme al corteo regale dei suoi amici martiri: santo Stefano, san Giovanni, i santi Innocenti.

25
I 37 Innocenti di quest’anno sono un regalo prezioso alla Chiesa. Se il martirio è segno della vivacità
di una chiesa, allora bisogna dire che le chiese non occidentali stanno dando prova di fede e di amore a
Cristo più di quelle d’occidente: la maggior parte di essi sono del Congo, del Rwanda, dell’India,
dell’America Latina. E questo è anche un segno che la Chiesa non è poi così “occidentale” come la si vuol far
talvolta apparire. Ormai, l’80 per cento dei cristiani nel mondo (cattolici, protestanti e ortodossi) vivono in
paesi non occidentali.

A guardare la loro morte scopriamo che essi non erano impegnati in qualcosa di particolarmente
conflittuale: parroci, suore dedicate all’educazione dei bambini, aiuto ai più poveri dei poveri. Il martirio non
è un fenomeno eccezionale nella missione e nella Chiesa. Il dono del sangue una volta per tutte ricorda il
dono del sangue goccia dopo goccia, nel martirio quotidiano che è fatto di impegni, lavoro, preoccupazioni
attraversate dall’amore a Cristo e all’uomo. Talvolta rischiamo di esaltare il martirio di alcuni e
dimentichiamo le centinaia di milioni di cristiani che soffrono persecuzione per mancanza di libertà religiosa.
Secondo statistiche aggiornate al ’97, nel mondo vi sono oltre 200 milioni di cristiani perseguitati e più di
400 milioni discriminati a causa della fede. I responsabili sono circa 70 stati dove vige un regime ateo (Cina,
Vietnam, Cuba, Laos, Nord Corea) o un crescente fondamentalismo (Sudan, Pakistan, Egitto, India,
Indonesia, Arabia Saudita,…).

I 37 Innocenti sono un regalo anche per il mondo. Essi sono citati dalla stampa internazionale come
degli eroi di valori vissuti allo spasimo, rappresentanti di uno di quegli “sport estremi” da brivido. E invece
sono persone comuni che vivono per l’amore e la verità dell’uomo incontrato in Gesù Cristo, uno “sport”,
questo, possibile a tutti.

Dietro i 37 martiri vi è una lunga schiera di centinaia di migliaia (se non milioni) di persone in Sudan,
Congo, Rwanda, Guatemala, Colombia, che subiscono lo stesso destino, sconosciuti ai più. La mappa
geografica dei martiri di quest’anno è una proposta a governi e organizzazioni. Essa mostra i punti caldi del
pianeta, inquietanti come e più dell’effetto “serra”, un appello al ricordo e all’impegno. Nel suo Messaggio
per la Pace 1999, Giovanni Paolo II chiede proprio questo impegno a favore dei diritti alla vita, alla libertà
religiosa, alla giustizia economica come condizione per costruire la pace nel Duemila e oltre.

Bernardo Cervellera

26
I Missionari uccisi nel 1998

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. Suor Epiphanie Gasigwa Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 8/1

2. Suor Felicitè Benimana Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 8/1

3. Suor Betilde Mukamuhire Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 8/1

4. Suor Cesarine Wimana Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 8/1

5. Suor Xavera Mukagakwaya Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 8/1

6. Padre Gerardo G. Boumans Olanda Verbiti Encarnacion (Paraguay) – 15/1

7. Padre Vijeko Curic Croazia Francescani Kigali (Rwanda) – 31/1

8. Suor Devota Rwangeyo Rwanda Figlie della Risurrezione Busasamana (Rwanda) – 12/2

9. Padre Marcel Hübscher Svizzera Congr. della Sacra Famiglia Tananarive (Madagascar) – 9/3

10. Fratel Luke Puttaniyil India Missionari della Carità (laico) Novada (Bihar-India) – 24/3

11. Mons. Alberto Guerra Marrero Venezuela Vicario gen. Puerto Cabello P.Cabello (Venezuela) – 29/3

12. Fratel Jeremie Hoyo India Terz’Ordine di S.Francesco Bhagalpur (India) – 8/4

13. Suor Anne Desrumeaux Belgio Suore della Carità di Henle Nganza (R.D.Congo) – 8-9/4

14. S.Ecc. mons. Juan Gerardi Guatemala Vescovo aus. di Città del G. Città del G. (Guatemala) – 26-27/4

15. Don Boniface Kabago Rwanda Diocesano Ruhengeri (Rwanda) – 26/4

16. Fratel J.Floribert K.Mandro Congo Carmelitano (professo 1°t.) Kinshasa (R.D.Congo) – 7/6

17. Don Leo Commissari Italia Fidei donum Sao Bernardo (Brasile) – 20/6

18. Suor Theodolinde Scherck Germania Franciscan Sisters of H.Child Eshowe (Sudafrica) – 25/7

19. Suor Lilia India Missionarie della Carità Sanaa (Yemen) – 27/7

20. Suor Anetta India Missionarie della Carità Sanaa (Yemen) – 27/7

21. Suor Michael Filippine Missionarie della Carità Sanaa (Yemen) – 27/7

22. Padre Michel Albecq Francia Gesuita Brazzaville (Congo) – 27/7

23. Suor Valens Mukanoheli Ruanda Benebikira Nyundo (Ruanda) - 31/7

24. Don Jean-Pierre Louis Haiti Diocesano Port-au-Prince (Haiti) – 3/8

27
25. Don Stanislas Bwabulakombe R.D.Congo Diocesano Kasica (R.D.Congo) – 23/8

26. Suor Germaine R.D.Congo Figlie della Risurrezione Kasica (R.D.Congo) – 23/8

27. Suor Germaine R.D.Congo Figlie della Risurrezione Kasica (R.D.Congo) – 23/8

28. Suor Adrienne R.D.Congo Figlie della Risurrezione Kasica (R.D.Congo) – 23/8

29. Eusebe Malenga (seminarista) R.D.Congo … Kasica (R.D.Congo) – 23/8

30. Abrao (seminarista) Angola Cappuccini Uije (Angola) – 9/9

31. D.Alcides Jiménez Chicangana Colombia Diocesano Puerto Caicedo (Colombia) – 11/9

32. P. Luigi Andeni Italia Missionari della Consolata Ancher’s Post (Kenya) – 14/9

33. Fr. Miguel A. Quiroga Gaona Colombia Marianista (SM) Lloró-Chocó (Colombia) – 18/9

34. Suor Lucia Katihe Angola Francesc. Gesù Sacramentato Benguela (Angola) – 24/9

35. Francisco H.Satchilombo (sem) Angola P. Servi Divina Provvidenza Benguela (Angola) – 24/9

36. Rev. Jan Czuba Polonia Fidei donum … (Congo) – 30/10 o 1/11

37. Fr. Bernardin Hudon Canada Fratelli dell’istruzione crist. La Vallée (Haiti) – 27/11

(Fides, aggiornato al 18 dicembre 1998)

Il martirio appartiene alla gioia del Giubileo

Come ogni anno, alla festa dei Santi Innocenti, Fides pubblica la lista dei missionari e missionarie
uccisi nel corso dell’anno 1999. Quest’anno sono 31 fra sacerdoti, religiosi, religiose, catechisti e
seminaristi. Ed è naturalmente una lista incompleta: di alcuni non si sa nemmeno il nome, e di tanti altri
non si conosce nemmeno il martirio, essendo ufficialmente “solo” scomparsi.

In alcuni istituti missionari, quando giunge la notizia della morte di un missionario ucciso, ci si
raduna in cappella o in chiesa e si intona il Magnificat, la preghiera innalzata dalla Madonna alla scoperta
della doppia gravidanza, la sua e quella della cugina Elisabetta. La notizia del martirio è perciò caratterizzata
non da lamenti funebri, ma da esultanza di vita feconda.

Per questo pubblicare la lista dei missionari martiri nel 1999 all’inizio del Giubileo, è parte
integrante della gioia per l’inizio dell’Anno Santo. L’Anno Giubilare è un anno di grazia, di conversione, di
pellegrinaggio; un varco della Porta che è Cristo stesso, come ha ricordato il Papa Giovanni Paolo II nella
notte di Natale.

Quale “grazia” nasconde il martirio, una morte che i più reputano solo una sfortuna? Guardando la
lista dei missionari, suore, catechisti uccisi durante il ’99, la prima “grazia” o il primo “grazie” è per la
testimonianza data dalla Chiesa cattolica di andare davvero a tutte le genti, con una cattolicità che non è
solo geografica. I martiri di quest’anno provengono dai luoghi più caldi del pianeta, dove da anni si è
immersi in guerre e violenze, soprusi ai diritti umani e oppressioni tiranniche. Colombia, Timor Est, Congo,

28
Sierra Leone…: sono paesi che guardati attraverso la filigrana dei media non offrono alcuna speranza. E
invece il martirio di questi 31 testimoni di Cristo mostra che la Chiesa era ed è là, a predicare la fede, la
pace, il perdono, l’amore all’uomo. La morte di un martire è il segno che quei luoghi tanto disperati sono
riscattati, divenuti un luogo sacro, dove Cristo stesso lavora per rendere fecondo il sacrificio gratuito dei
suoi.

Molti di questi missionari e missionarie sono stati uccisi mentre erano in viaggio: a celebrare Messa
nelle foreste del Congo, a portare aiuti ai profughi di Timor, a predicare sui fiumi della Colombia. Il viaggio-
pellegrinaggio che il Papa ci invita a iniziare con l’Anno Santo ha questi martiri come modello: portare per le
strade del mondo la presenza di Cristo perché l’uomo, ogni uomo e donna, sia accolto e amato nella sua
dignità di figlio di Dio.

Il sacrificio di un martire ha delle benefiche ricadute anche sociali: c’è voluta la loro morte, ad
esempio a Timor Est, perché la comunità internazionale si risvegliasse e inviasse una forza multinazionale
per difendere la popolazione che aveva scelto l’indipendenza.

Vale la pena sottolineare un altro aspetto: le suore di Timor Est, o i missionari in Colombia, o le
suore di Madre Teresa in Sierra Leone sono morti a causa di Cristo mentre servivano i bisogni di uomini e
donne coi quali vivevano. È sempre più comune il martirio di chi condivide, a causa di Cristo, una situazione
di offesa ai diritti umani. Si potrebbe dire che sono i nuovi martiri della “dottrina sociale della Chiesa”, un
giudizio sui poteri politici che soffocano o dimenticano la dignità degli individui.

Il prossimo maggio Giovanni Paolo II celebrerà la Giornata dei Testimoni della Fede, accogliendo
nella lista dei martiri anche protestanti, anglicani, ortodossi. Essi sono la vera attualità dei 2000 anni di
cristianesimo, perché rendono presente oggi il sacrificio di Gesù Cristo per il mondo. Insieme essi
suggeriscono la speranza per l’uomo del terzo millennio: modelli per una nuova umanità, capace di dare la
vita non di sopprimere quella degli altri.

Bernardo Cervellera

I MISSIONARI UCCISI NEL 1999

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. Rev. Albino Saluhaku Angola Diocesano Huambo (Angola) – 6/1

2. Catechista Angola Huambo (Angola) – 6/1

3. Catechista Angola Huambo (Angola) – 6/1

29
4. Sr. Maria Aloysius India Missionarie della Carità Freetown (Sierra Leone) – 22/1

5. P. Hector Fabio Rojas Colombia Ordine Frati Minori Guayaquil (Ecuador) – 23/1

6. P. Cipriano Ibanez Spagna Società di Don Bosco Moca (Santo Domingo) – 26/1

7. Sr. Carmeline Kenya Missionarie della Carità Freetown (Sierra Leone) – 29/1

8. Sr. Swewa Bangladesh Missionarie della Carità Freetown (Sierra Leone) – 29/1

9. Sr. Hindu India Missionarie della Carità Conakry (Guinea) – 5/2

10. P. Albert Peleman Belgio Benedettino Pietersburg (Sudafrica) – 14/2

11. Seminarista Angola Ganda (Angola) 26/2

12. Rev. Jaime Orlando Acevedo Colombia Diocesano Chinacota (Colombia) 22/3

13. Rev. Paul Juakali R.D.Congo Diocesano Kalembe (R.D.Congo) 7/4

14. Rev. Pedro Léon Camacho Colombia Diocesano Cachira (Colombia) 19/5

15. Rev. Carlos Francisco Angola Diocesano Londwinbali (Angola) …/5

16. Sr. Generosa Toyi Burundi Congr. Bene-Tereziya Mubimbi (Burundi) – 30/6

17. Rev. Arul Doss India Diocesano Orissa (India) – 1/9

18. Rev. Hilario Madeira Timor Diocesano Suai (Timor Or.) – 6/9

19. Rev. Francisco Soares Timor Diocesano Suai (Timor Or.) – 6/9

20. P. Tarcisius Dewanto Indonesia Gesuita Suai (Timor Or.) – 6/9

21. P. Karl Albrecht Germania Gesuita Dili (Timor Or.) – 11/9

22. Sr. Celeste de Carvalho Timor Canossiane Los Palos (Timor Or.) – 25/9

23. Sr. Erminia Cazzaniga Italia Canossiane Los Palos (Timor Or.) – 25/9

24. Sem.mag. Jacinto Xavier Timor Diocesano Los Palos (Timor Or.) – 25/9

25. Sem.mag. Fernando Dos Santos Timor Diocesano Los Palos (Timor Or.) – 25/9

26. Sem.min. Valerio Conceicao Timor Diocesano Los Palos (Timor Or.) – 25/9

27. P. Umberto Negrini Italia P.Servi Div. Provv.(d.Orione) Luanda (Angola) – 30/10

28. P.Pedro Claver Ramirez Salazar Colombia Cappuccino Buga (Colombia) - …/10

29. Sr. Berthilde Ndayishimiye Burundi Congr. Bene-Tereziya Musenyi (Burundi) – 8/11

30. Rev. Jorge Luis Maza Colombia Diocesano Quibdo (Colombia) – 15/11

31. Rev. Georges Kakuja R.D.Congo Diocesano Kalonge (R.D.Congo) –22/11

Missionari uccisi nel 1999:

17 sacerdoti (10 diocesani e 7 religiosi),

30
8 religiose (di 3 congregazioni),

4 seminaristi,

2 catechisti.

Paesi di origine dei missionari:

10 africani (Angola 5, Burundi 2, R.D.Congo 2, Kenya 1);

11 asiatici (Timor 6, India 3, Bangladesh 1, Indonesia 1);

5 americani (Colombia 5);

5 europei (Italia 2, Belgio 1, Germania 1, Spagna 1).

Luoghi della morte:

15 in Africa (6 in Angola, 3 in Sierra Leone, 2 in Burundi, 2 nella R.D. del Congo,

1 in Guinea, 1 in Sudafrica);

10 in Asia (9 a Timor, 1 in India);

6 in America (4 in Colombia, 1 in Ecuador, 1 nella Rep. Dominicana).

(Fides 7/1/2000)

Martiri, la speranza più forte dell’impotenza dei politici


L’Anno 2000 è segnato dal sacrificio di 30 martiri missionari, missionarie, seminaristi,
volontari: quasi 3 al mese. Le situazioni in cui essi hanno trovato la morte ricalcano la mappa dei
bracieri infuocati del pianeta: l’Africa Centrale, dove i diamanti e l’oro valgono più della vita;
l’Asia dei fondamentalismi islamici e indù; l’America Latina delle guerriglie e della droga;
l’Albania delle mafie e del commercio di clandestini. La mano che ha ucciso questi martiri non è
soltanto quella del bandito, del disertore o del fanatico fondamentalista. Le situazioni in cui essi
hanno trovato la morte sono un condensato di “connivenza globalizzata”: all’Africa dei banditi e
delle malattie contribuisce anche un occidente interessato a questo continente solo per le materie
prime; il fondamentalismo islamico delle Filippine o dell’India sono anche il risultato di ingiustizie
dei governi, un frutto dell’indifferenza mondiale verso la libertà religiosa. Tutto questo va detto non
per sterile denuncia, ma per ridare speranza. Per noi cristiani, infatti, la morte dei martiri è segno
che anche nelle situazioni più incancrenite e alla deriva c’è chi opera, vive e muore. Il martirio è il
seme più fruttuoso anche per tanta politica internazionale, che sembra alla deriva e impotente.

Molti di questi martiri sono stati uccisi prima o dopo la messa o il catechismo; altri colpiti da
predoni o mercenari per essere defraudati delle “ricchezze” della loro missione; altri durante
l’esercizio della loro carità verso i malati. Di alcuni di loro si sa che pregavano per i loro uccisori e

31
perdonavano. Tutti hanno messo a disposizione la propria morte, come segno di vittoria sull’odio e
sul male. Per questo abbiamo voluto inserire fra i martiri anche le 2 suore e l’infermiera volontaria
che hanno deliberatamente sfidato la morte curando i malati di Ebola in Uganda. Il corpo gonfio,
squarciato e sanguinante per l’Ebola non ha niente da invidiare a un corpo trafitto da proiettili. Nel
nostro mondo che cerca di esorcizzare sorella morte con l’eutanasia (“la buona morte”) essi danno
prova che l’unica “buona morte” è quella in cui si offre se stessi per amore.

Come ogni anno, la lista dei 30 è sempre arrotondata per difetto. Non sono inclusi le
centinaia (forse migliaia) di morti nelle Molucche, o i tanti anonimi cristiani incarcerati in Cina, in
Sudan, in Ruanda e dei quali non si sa più nulla. Secondo studiosi protestanti i martiri del 2000
(cattolici, ortodossi, protestanti, evangelici) dovrebbero aggirarsi sui 165 mila cristiani. A questa
schiera dei santi Innocenti si dovrebbe aggiungere tutta la schiera dei milioni di aborti e le migliaia
di embrioni sacrificati al moloc del potere economico e del benessere. Dopo 2000 anni è sempre più
evidente infatti che la decisione pro o contro Cristo è anche una decisione pro o contro l’uomo, pro
o contro la vita.

È chiaro allora che i 30 martiri del 2000 sono solo la punta di un iceberg, la nascosta risorsa
della speranza del mondo. Essi sono il dono più prezioso di questo Grande Giubileo. La
celebrazione dei 2000 anni dalla nascita di Gesù Cristo ha fatto emergere in diversi momenti la
memoria dei martiri e dei testimoni della fede del passato: il Messaggio della Pace di Giovanni
Paolo II, la celebrazione del 7 maggio, il terzo segreto di Fatima, le canonizzazioni dei martiri
cinesi. Ma questi 30 martiri del 2000 sono qualcosa di più: essi hanno celebrato il Grande Giubileo
con la loro morte. Agli occhi di tutto il mondo essi affermano che l’ideale cristiano è ancora vivo e
che dopo 2000 anni vi è ancora chi dona la vita e la morte per Cristo e per il mondo. Essi sono la
risposta positiva a quella terribile domanda di Gesù: “Quando il Figlio dell’Uomo verrà, troverà
ancora fede sulla terra?”.

Bernardo Cervellera

MARTIROLOGIO DELL’ANNO 2000

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. Frater Yosef Jami Indonesia Seminarista Verbita (SVD) Ende (Indonesia) – 1/1

2. Rev. José I. Flores Gaytán Messico Torreón (Messico) – 17/1

3. Sr M. Odette Simba Abakumate R.D.Congo Suore Carità di Gesù e Maria Bambari(Bangui-Centrafrica) 5/2

4. D. Remis Pepe Kiliba (R.D.Congo) – 15/2

5. Sr. Christine Sequeira Pakistan Missionarie Francescane di M Karachi (Pakistan) – 16/3

6. D. Hugo Duque Colombia Diocesano Supia (Colombia) – 27/3

7. José da Rocha Dias Angola Seminarista Cunene (Angola) – 29/3

32
8. P. Ruel Gallardo Filippine Claretiano Basilan (Filippine) – 3/5

9. P. Joaquin Bernardo Spagna Domenicano (OP) Tirana (Albania) – 7/5

10. Rev. Pascal Nzikobanyanka Burundi Diocesano Buhoro (Burundi) – 14/5

11. Rev. Clement Ozi Bello Nigeria Diocesano Kawo (Nigeria) – 23/5

12. Claude Gustave Amzati R.D.Congo Seminarista Bukavu (R.D.Congo – 30/31-5

13. P. George Kuzhikandom India Francescano Uttar Pradesh (India) – 6/6

14. Rev. Isidro Uzcudum Spagna Fidei donum (S.Sebastian) Mugina (Rwanda) – 10/6

15. P. Remis Karketta India Gesuita Bihan (India) – 12/7

16. P. Victor Crasta India Congregaz. di Santa Croce Balukcherra-Tripura (India) – 25/7

17. D. Anthony Kaiser Stati Uniti Missionari di Mill Hill Naivasha (Kenya) – 24/8

18. P. Jude Maria Ogbu Nigeria Carmelitano scalzo Ekpoma (Nigeria) - …/9

19. P. Raffaele di Bari Italia Comboniani Pajule (Uganda) – 1/10

20. Fr. Antonio Bargiggia Italia Fratelli dei poveri Kibimba (Burundi) – 3/10

21. Sr. Floriana Tirelli Italia Suore di S.Giovanni Batt. Solwezi (Zambia) – 7/10

22. Sr. Gina Simionato Italia Suore Maestre di S. Dorotea Gihiza (Burundi) – 15/10

23. P. Arnoldo Gomez Ramirez Colombia Missionari di Yarumal Buenaventura (Colombia) – 17/10

24. P. Howard Rochester Hartland (Giamaica) – 28/10

25. Sr. Pierina Asienzo Uganda Piccole sorelle di Maria Imm. Gulu (Uganda) – 5/11

26. Sr. Dorothy Akweyo Uganda Piccole sorelle di Maria Imm. Gulu (Uganda) - …/11

27. P. Regis Grange Francia Fratelli del Sacro Cuore Man (Costa d’Avorio) – 11/11

28. Grace Akullu Uganda Infermiera volontaria Gulu (Uganda) – 17/11

29. P. Shajan Jacob Chittinapilly India Diocesano Manipur (India) – 2/12

30. P. Benjamin Inocencio Filippine Oblati Maria Imm. (OMI) Jolo (Filippine) – 28/12

Martirologio dell’anno 2000

19 sacerdoti (4 diocesani, 11 religiosi, 1 fidei donum, 3 ignoti)

6 religiose (di 5 congregazioni)

3 seminaristi

1 membro di istituto laicale

1 infermiera volontaria laica.

33
Paesi di origine

9 africani (3 Uganda, 2 Nigeria, 2 R.D.Congo, 1 Angola, 1 Burundi)

8 asiatici (4 India, 2 Filippine, 1 Pakistan, 1 Indonesia)

7 europei (4 Italia, 2 Spagna, 1 Francia)

4 americani (2 Colombia, 1 Messico, 1 Stati Uniti)

2 di nazionalità ignota.

Luoghi della morte

17 in Africa (4 Uganda, 3 Burundi, 2 Nigeria, 2 R.D.Congo, 1 Rep.Centrafricana, 1 Angola, 1 Zambia,


1 Costa d’Avorio, 1 Rwanda, 1 Kenya)

8 in Asia (4 India, 2 Filippine, 1 Pakistan, 1 Indonesia)

4 in America (2 Colombia, 1 Messico, 1 Giamaica).

1 in Europa (Albania).

Note sulle circostanze della morte

(tra parentesi il rimando alla notizia pubblicata da Fides)

1. Frater Yosef Jami – ucciso da sconosciuti (Fides 23-1)

2. Rev. José I. Flores Gaytán – ucciso durante una rapina

3. Sr M. Odette Simba Abakumate – uccisa da malviventi lungo la strada

4. D. Remis Pepe – ucciso da uomini armati che hanno assalito la missione (Fides 25-2)

5. Sr. Christine Sequeira – uccisa in convento durante una rapina

6. D. Hugo Duque – ucciso da sconosciuti penetrati in casa

7. José da Rocha Dias – ucciso mentre si recava alla missione di Mupanda

8. P. Ruel Gallardo – ucciso da sequestratori islamici (Fides 19-5)

9. P. Joaquin Bernardo – trovato ucciso nel suo appartamento

10. Rev. Pascal Nzikobanyanka – ucciso in una imboscata

11. Rev. Clement Ozi Bello – scomparso mentre tornava in parrocchia, trovato ucciso (Fides 2-6)

12. Claude Gustave Amzati – ucciso durante un assalto al seminario (Fides 9-6)

34
13. P. George Kuzhikandom – assassinato nel sonno da estremisti indù (Fides 16-6)

14. Rev. Isidro Uzcudum – ucciso durante un tentativo di rapina (Fides 16-6)

15. P. Remis Karketta – ucciso lungo l’autostrada mentre era in viaggio

16. P. Victor Crasta – ucciso da uomini armati in uniforme

17. D. Anthony Kaiser – ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre era in viaggio

18. P. Jude Maria Ogbu – ferito durante un tentativo di rapina, muore dissanguato

19. P. Raffaele di Bari – ucciso in un’imboscata mentre si recava a celebrare messa (Fides 6-10)

20. Fr. Antonio Bargiggia – ucciso da banditi (Fides 27-10)

21. Sr. Floriana Tirelli - uccisa per rapina durante un’imboscata nella foresta (Fides 27-10)

22. Sr. Gina Simionato – uccisa durante un’imboscata mentre si recava a messa (Fides 27-10)

23. P. Arnoldo Gomez Ramirez – assassinato dai criminali che aveva denunciato

24. P. Howard Rochester – ucciso durante il furto della sua automobile

25. Sr. Pierina Asienzo – morta di Ebola, aveva scelto di restare a curare i malati

26. Sr. Dorothy Akweyo – morta di Ebola dopo aver contratto l’infezione in ospedale

27. P. Regis Grange – gravemente ferito durante un tentativo di rapina, muore il giorno dopo

28. Grace Akullu – infermiera volontaria, si offre di assistere i malati di Ebola e ne è contagiata

29. P. Shajan Jacob Chittinapilly – rapito e ucciso da malviventi (Fides 8-12)

30. P. Benjamin Inocencio - ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre scendeva dalla macchina.

(31/12/2000)

Martiri di due fondamentalismi

L’anno che si chiude porta con sé un terribile bagaglio di violenza e disprezzo verso l’uomo e verso
Dio. È l’anno dell’attacco alle Torri Gemelle, della campagna militare in Afghanistan, delle violenze
fondamentaliste in Pakistan, Nigeria, Indonesia, India. I farneticanti messaggi di Bin Laden che assaporano
come per gioco la distruzione totale dell’altro, rischiano d’essere l’immagine dominante di questo inizio
millennio. Procurare la morte, progettarla, gustare l’annientamento degli uomini e del mondo sembra
essere ormai l’unico orizzonte percepibile, che incute paura, avvilimento, disperazione.

La lista dei martiri cattolici che presentiamo quest’anno, va controcorrente. Per motivi contingenti
non abbiamo aggiunto a questa lista i 16 cristiani protestanti uccisi a Bahawalpur, le centinaia uccisi a Jos e

35
a Kano in Nigeria, i trucidati nelle Molucche, a Sulawesi, o nelle città palestinesi. Ma questa lista, si sa, è
sempre stilata per difetto. I 33 nomi che citiamo qui sotto sono solo i rappresentanti di un lungo esercito
dell’Agnello (cfr Ap. 7,9-14), che in tutto il mondo, sono stati pronti a dare la vita per il loro Signore e per gli
uomini.

I mesi trascorsi – con le rovine fumanti del Ground Zero - ci hanno messo sotto gli occhi la capacità
dell’uomo di volere la morte per sé e per gli altri, magari in nome di Dio. I 33 sacerdoti, suore, seminaristi e
laici che presentiamo sono invece morti in nome di Dio per donare la vita. Erano andati in missione per
predicare il Vangelo, edificare comunità, aiutare giovani, difendere i diritti umani. Il loro slancio d’amore è
stato apparentemente stroncato.

La maggior parte di loro sono morti proprio a causa del fondamentalismo religioso o etnico. Ben 8
persone sono morte in India, 1 nelle Filippine, 1 in Burundi, 1 in Uganda, 1 nel Senegal per motivi intrecciati
al fanatismo religioso o alla pulizia etnica.

Diversi di loro sono morti per cause che possiamo definire banali: per rapina, estorsione,
furto. Spesso l’apparenza nasconde motivi più profondi. Suor Barbara Ann Ford, americana,
lavorava in difesa degli indios ed era stata stretta collaboratrice di mons. Juan Gerardi, il
vescovo guatemalteco assassinato 3 anni fa. P. Ettore Cunial, italiano, cercava di strappare i
giovani alla mafia albanese, per salvarli dal commercio della droga e di organi.

Talvolta il motivo può essere davvero la semplice rapina. Ma anche questo è un fatto che segna una
tendenza. Fino a 10-15 anni fa i missionari e le missionarie erano rispettati e amati per il loro essere
rappresentanti di valori spirituali. Oggi si vede in loro soltanto delle prede inermi, facili da colpire perché si
sa, i missionari non portano armi e non rispondono con la vendetta. In tutto il mondo, anche in Irlanda o
negli Stati Uniti, vi è come un oscuramento dell’orizzonte spirituale, una crescita di materialismo che vede
le persone come oggetti da spogliare, strumenti di possesso.

Il fondamentalismo religioso e il fondamentalismo del possesso sono le cause profonde del


martirologio di quest’anno. A differenza della morte di un giornalista, di un capo di stato o di un terrorista,
l’uccisione di questi martiri non suscita scalpore. Ma essi sono come l’humus della terra: non lo si nota, ma
rende fecondo il campo per nuove semine e raccolti. La loro cocciutaggine nel voler vivere e morire per
amore di Gesù fra le piaghe del pianeta, sostiene la speranza anche per il 2002. Questi martiri sono il segno
che l’amore è possibile e che la terra appartiene a Cristo, non alla violenza e al terrore.

Bernardo Cervellera

MARTIROLOGIO DELL’ANNO 2001

36
N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. Suor Dionitia Mary India Servites of Mary M.Sorrow. Dioc.di Salem (India) – 21/1

2. P. Pietro De Franceschi Italia Sac.S.Cuore - Dehoniano Mocuba (Mozambico) – 1°/2

3. P. Tom Manjaly India Diocesano Manipur (India) – 2/2

4. P. Nazareno Lanciotti Italia Diocesano Jaurù (Brasile) – 21/2

5. P. Jan Franzkevic Polonia Diocesano Iartzevo (Siberia) – 15/4

6. Suor Barbara Ann Ford Stati Uniti Sorelle della Carità Città del Guatemala – 5/5

7. P. Raymond Marie Gamache Canada Soc. Miss.Est. Quebec – PME S.Isidro/dioc.di Ica (Perù) – 7/5

8. P. Raphael Paliakara India Soc. Don Bosco – SDB Imphal (India) – 15/5

9. P. Andreas Kindo India Soc. Don Bosco – SDB Imphal (India) – 15/5

10. Seminarista Joseph Shinu India Soc. Don Bosco – SDB Imphal (India) – 15/5

11. P. Henryk Dejneka Polonia Oblati Miss. Maria I. - OMI Camerun (Ngauoundéré) – 17/5

12. Suor Claire Burundi Discepole di Cristo Rumongi (Burundi) – 11/6

13. P. Leonardo A. Alzate Colombia Diocesano Antioquia (Colombia) – 14/6

14. P. Martin Royackers Canada Gesuiti – SJ Annotto Bay (Giamaica) – 21/6

15. P. Fabian Thom Australia Francescano – OFM Port Moresby (Papua NG) – 16/8

16. P. Galeano Buitrago Colombia Diocesano Medellin (Colombia) – 27/8

17. P. Emil Jouret Belgio Gesuita – SJ Kikwit (R.D.Congo) – 28/8

18. P. Rufus Halley Irlanda Soc.S.Colombano – SSCME Malabang (Filippine) – 29/8

19. P. Héctor Fabio Vélez Colombia Diocesano Cartago (Colombia) – 2/9

20. P. John Baptist Crasta India Diocesano Jhakhand (India) – 6/9

21. Giuliano Berizzi Italia Volontario laico Kigali (Rwanda) – 6/10

22. P. Ettore Cunial Italia Giuseppini del Murialdo CSI Durazzo (Albania) – 8/10

23. P. Ernesto Martearena Argentina Diocesano Salta (Argentina) – 8/10

24. P. Gopal India Diocesano Puthkel (India) – 12/10

25. P. Celestino Digiovambattista Italia Camilliano – MI Ouagadougou (Burkina F.) 13/10

26. Suor Lita Castillo Perù Domenicane La Serena (Cile) – 29/10

27. P. Simeon Coly Senegal Diocesano Ziguinchor (Senegal) – 7/11

28. P. Hubert Hofmans Olanda Miss. di Mariannhill - CMM Lae (Papua N.G.) – 23/11

29. P. Peter Obore Sudan Diocesano Nimule (Uganda) – 24/11

37
30. Sarita Toppo India Laica consacrata Ambigapur (India) – 28/11

31. P. Michele D’Annucci Italia Stimmatini – CSS Pretoria (Sudafrica) – 8/12

32. P. Michael Mac Stati Uniti Diocesano Sandoval (N.Messico/USA) – 8/12

33. Suor Philomena Lyons Irlanda Sacro Cuore Monaghan (Irlanda) – 15/12

Martirologio dell’anno 2001

25 sacerdoti

5 religiose

1 seminarista

1 laica consacrata

1 volontario laico.

Paesi di origine

Europa: 12 (6 Italia, 2 Polonia, 2 Irlanda, 1 Belgio, 1 Olanda)

Asia: 8 (India)

America: 9 (3 Colombia, 2 Stati Uniti, 2 Canada, 1 Argentina, 1 Perù)

Africa: 3 (Burundi, Senegal, Sudan)

Oceania: 1 (Australia).

Luoghi della morte

Asia: 10 (8 India, 1 Filippine, 1 Siberia)

America: 10 (3 Colombia, 1 Giamaica, Brasile, Guatemala, Perù, Argentina, Cile, USA).

Africa: 9 (Camerun, Uganda, Burundi, R.D.Congo, Rwanda, Burkina F., Senegal, Sudafrica,
Mozambico)

Europa: 2 (Albania, Irlanda).

Oceania: 2 (Papua Nuova Guinea).

Note sulle circostanze della morte

(tra parentesi la data del bollettino Fides con la notizia)

1. Suor Dionitia Mary: insegnante, uccisa durante un furto nella sua abitazione.

38
2. P. Pietro De Franceschi: travolto dall’alluvione mentre soccorreva una donna che doveva essere
ricoverata in ospedale.

3. P. Tom Manjaly: preside della St.Joseph High School, ucciso da due banditi nel suo ufficio.
4. P. Nazareno Lanciotti: morto dopo lunga agonia seguita ad un attentato (Fides 9/3).
5. P. Jan Franzkevich: trovato morto nella cappella di Iartzevo, dove si era recato per la Pasqua.

6. Suor Barbara Ann Ford: uccisa apparentemente per furto, ma si sospettano altri moventi (lavorava per la
difesa dei diritti umani degli indios e per il recupero psicologico delle vittime della guerra civile). Era stata
diretta collaboratrice del vescovo Juan Gerardi, assassinato il 26/4/1998.

7. P. Raymond Marie Gamache: ucciso per rapina nella canonica della sua parrocchia.

8. P. Raphael Paliakara: ucciso durante un’irruzione al noviziato di Imphal (Fides 25/5).

9. P. Andreas Kindo: ucciso durante un’irruzione al noviziato di Imphal (Fides 25/5).

10. Seminarista Joseph Shinu: ucciso durante un’irruzione al noviziato di Imphal (Fides 25/5).

11. P. Henryk Dejneka: ucciso da un colpo d’arma da fuoco mentre era nella sua missione, per motivi
sconosciuti: nulla è stato rubato né il missionario svolgeva attività sociale o politica.

12. Suor Claire: la vettura su cui viaggiava con altre persone è caduta in una imboscata ed è stata investita
dal fuoco incrociato dei ribelli, che hanno poi depredato l’automobile e le vittime.

13. P. Leonardo A. Alzate: rapito da guerriglieri mentre era in canonica, trovato morto l’indomani.

14. P. Martin Royackers: assassinato nella sua parrocchia; era impegnato in un progetto per lo sviluppo
agricolo dei territori statali abbandonati.

15. P. Fabian Thom: ucciso nel sonno da alcuni rapinatori entrati nel noviziato.

16. P. Galeano Buitrago: ucciso da rapinatori che hanno poi svaligiato l’abitazione e rubato l’automobile
per fuggire (Fides 14/9).

17. P. Emil Jouret: trovato morto nella sua stanza forse per rapina, in quanto economo della scuola (Fides
14/9).

18. P. Rufus Halley: ucciso secondo alcuni durante un tentativo di sequestro oppure secondo altri, mentre
viaggiava sulla sua motocicletta (Fides 7/9).

19. P. Héctor Fabio Vélez: trovato morto nella casa parrocchiale con segni di tortura, probabilmente per
rapina (Fides 14/9).

20. P. John Baptist Crasta: assassinato da ribelli maoisti mentre viaggiava con altre persone, per non aver
rispettato delle disposizioni emanate dagli stessi ribelli (Fides 14/9).

21. Giuliano Berizzi, volontario: assassinato nella sua abitazione forse per uno scambio di persona, in
quanto si voleva colpire un missionario.
22. P.Ettore Cunial: ucciso nella sua abitazione apparentemente per rapina; era impegnato nel recupero dei
giovani

23. P.Ernesto Martearena: ucciso da alcuni giovani per rapina, il suo corpo è stato poi incendiato.

39
24. P. Gopal: ucciso da guerriglieri per la sua partecipazione attiva al programma governativo di
sensibilizzazione contro la violenza.

25. P. Celestino Digiovambattista: ucciso da uno squilibrato durante la visita ai carcerati di cui era
cappellano.

26. Suor Lita Castillo: morta dopo 12 giorni di agonia seguita all’aggressione nel collegio in cui insegnava.

27. P.Simeon Coly: ucciso da uomini armati lungo la strada transgambiana (Fides 16/11)

28. P.Hubert Hofmans: aggredito per rapina mentre si recava al Centro di cui era responsabile (Fides
30/11).

29. P. Peter Obore: ucciso da ribelli Lra lungo la strada, il suo automezzo è stato poi incendiato (Fides
30/11)

30. Sarita Toppo: violentata e uccisa mentre era nel bosco per raccogliere legna da ardere. (Fides 14/12).

31. P. Michele D’Annucci: ucciso per rapina dopo la visita ad una famiglia (Fides 14/12)

32. P. Michael Mac: trovato morto nella sua abitazione con segni di percosse.

33. Suor Philomena Lyons: trovata morta vicino al suo convento, dopo aver subito violenza.

(Fides 4/1/2002)

AGENZIA INTERNAZIONALE FIDES

MARTIROLOGIO DELL’ANNO 2002

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nell’anno 2002
hanno perso la vita in modo violento 25 tra Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici consacrati.
Spicca in particolare il Martirologio della Colombia, dove sono stati uccisi 1 Vescovo, 8 sacerdoti, 1
suora e 1 seminarista. Come sempre il conteggio non riguarda solo i missionari ad gentes in senso
stretto, ma tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita
consapevole del rischio che correva, pur di non abbandonare quanti gli erano stati affidati: essi
sono i “martiri della carità” secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II.

Don Guillermo Corrales, colombiano incardinato nella diocesi di Providence (USA), trovato morto
il 12 gennaio a Medellin (Colombia) durante una visita periodica che compiva nella sua terra di
origine per distribuire aiuti alla popolazione.

40
Sua Ecc. Isaias Duarte Cancino, Arcivescovo di Cali (Colombia), ucciso il 16 marzo all’uscita delle
Messa celebrata in una parrocchia della sua diocesi.

Padre Declan O’Toole, irlandese, dei Missionari di Mill Hill, ucciso in un’imboscata il 21 marzo
nella regione di Kotido (Uganda).

Don Boniface, congolese, ucciso a Goma (R.D.Congo) il 24 marzo, durante la processione della
Domenica delle Palme quando alcuni sconosciuti hanno lanciato due bombe contro i fedeli,
uccidendo anche una bambina, Karine.

P. Juan Ramon Nunez, colombiano, parroco di Argentina (dipartimento di Huila) in Colombia,


ucciso il 6 aprile durante la Messa.

P. Roger Morin, canadese, dei Fratelli del Sacro Cuore, ucciso il 12 aprile a Fianarantsoa
(Madagascar) durante gli scontri di piazza.

Don Alois Lintner, italiano fidei donum, ucciso il 16 maggio a San Salvador da Bahia (Brasile).

P. Arley Arias Garcia, colombiano, ucciso il 18 maggio in un’imboscata a Florencia (Colombia), era
presidente della locale giunta della pace e stava tentando di avviare negoziati tra paramilitari e
guerriglieri.

P. Jorge Altafulla, panamense, assassinato il 19 maggio a Panamà (Panamà).

P. José Ilario Arango, colombiano, ucciso il 27 giugno a Cali (Colombia), dopo la Messa.

Sr. Marta Ines Velez Serna, colombiana, delle Sorelle Povere di S. Pietro Claver, uccisa il 14 luglio a
Mogotes-Santander (Colombia).

Carlos Herrao Jiménez, seminarista colombiano, ucciso il 21 luglio a Medellin (Colombia).

Fratel Ivo M. Dominique Lascanne, francese, dei Piccoli Fratelli del Vangelo, fondatore del Foyer
della speranza a Yaoundé, trovato ucciso nella notte tra il 29 e il 30 luglio nei pressi di Maroua
(Camerun), da uno dei ragazzi che aveva aiutato a togliersi dalla strada

Padre Pierre Tondo, burundese, parroco di Kiguhu nella diocesi di Ruyigi, ucciso il 5 agosto da
uomini armati che hanno bloccato l’automobile su cui viaggiava, nella provincia di Gitega,
costringendolo a scendere, quindi lo hanno assassinato.

Suor Cecilia, monaca caldea uccisa nella notte tra il 15 e il 16 agosto a Baghdad (Iraq).

41
P. Jean Guth, francese, della Congregazione dello Spirito Santo, rapito il 31 marzo a Mayama
(vicino Brazzaville/R.D.Congo) e morto nelle mani dei ribelli il 10 agosto.

Leonardo Muakalia Livongue, seminarista angolano, ucciso per rapina l’8 settembre a Malanje
(Angola).

P. José Luis Arroyave, colombiano, ucciso a Medellin (Colombia) il 20 settembre: era


responsabile di programmi sociali e di sviluppo di uno dei quartieri più degradati di Medellin.

P. Jorge Sanchez Ramirez, colombiano, diocesi di Antioquia (Colombia) ucciso nella Valle del
Cauca il 27 settembre.

P. José Luis Cardenas, assassinato a Chalan, dipartimento di Sucre (Colombia) il 17 ottobre, poco
dopo aver celebrato la Messa

P.Gabriel Arias Posadas, Vicario generale della diocesi di Armenia, ucciso il 18 ottobre nel
dipartimento di Caldas (Colombia) dove si trovava per trattare la liberazione di un sequestrato.

Alberto Neri Fernandez, uruguayano, Focolarino laico, ucciso per rapina in Brasile il 19 ottobre.

Don Declan Collins, irlandese, Salesiano, ucciso per rapina il 16 novembre a Johannesburg
(Sudafrica), dove era parroco e si occupava principalmente dei poveri e degli emarginati dei
sobborghi della città.

Don James Iyere, dell’arcidiocesi di Kaduna (Nigeria), morto il 29 novembre in seguito alle gravi
ferite e ustioni riportate durante gli scontri scoppiati a Kaduna.

Don Jean Claude Kilamong, della Repubblica Centrafricana, fermato dagli insorti che controllano
la città di Bossangoa l’8 dicembre, il suo corpo senza vita è stato ritrovato il giorno dopo.

Martirologio dell’anno 2002 : totale 25

Vescovi: 1

Sacerdoti: 18

Religiosi: 1

Religiose: 2

Seminaristi: 2

Laici consacrati: 1

Paesi di origine

Europa: 5

Asia: 1

America: 14

42
Africa: 5

Luoghi della morte

Asia: 1

America: 14

Africa: 10 (Agenzia Fides 15/2/2003)

MARTIROLOGIO DELL’ANNO 2003

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nell’anno 2003
hanno perso la vita in modo violento 29 tra Arcivescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Come
sempre negli ultimi anni, il conteggio non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma
tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del
rischio che correva, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di apostolato:
sono i “martiri della carità” secondo l’espressione cara a Papa Giovanni Paolo II. Alcuni di questi
“martiri” sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, a volte massacrati con altre persone che si
trovavano occasionalmente con loro o avevano cercato rifugio nelle parrocchie o collaboravano al
loro impegno pastorale; spesso sono stati vittime – almeno in apparenza - di aggressioni, rapine e
furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza e povertà.

All’Angelus del 26 dicembre, festa del Protomartire Stefano, il Santo Padre Giovanni Paolo
II ha invitato a pregare per le comunità cristiane ed i singoli fedeli che soffrono a causa della fede,
con queste parole: “Nel clima gioioso del Natale, celebriamo oggi la festa di Santo Stefano, uno dei
primi diaconi della Chiesa. E’ detto anche "Protomartire", perché fu il primo discepolo di Cristo a
versare il suo sangue per Lui... La Chiesa chiama il giorno del martirio dies natalis. La morte del
martire, infatti, è una nascita al Cielo, in forza della morte e risurrezione di Cristo. Ecco perché è
tanto significativo celebrare il primo Martire nel giorno dopo Natale: quel Gesù, che è nato a
Betlemme, ha dato la vita per noi affinché noi pure, rinati "dall’alto" per la fede e il Battesimo,
fossimo disposti a sacrificare la nostra per amore dei fratelli. Desidero oggi ricordare in modo
speciale le comunità cristiane che subiscono persecuzione, e tutti i fedeli che soffrono per la fede.
Il Signore dia loro la forza della perseveranza e la capacità di amare anche coloro che li fanno
soffrire.”

Non a caso nei tre giorni immediatamente successivi al Natale la liturgia ricorda i “Sancti
comes Christi”, coloro cioè che hanno sparso il loro sangue per Cristo: Santo Stefano protomartire
(26 dicembre), San Giovanni apostolo ed evangelista (27 dicembre), Santi Innocenti martiri (28
dicembre). A ricordarci la perpetua attualità di questo legame inscindibile tra il “Dio fatto uomo”
che offre la vita per l’umanità dandoci l’esempio affinché anche noi la offriamo per i fratelli, basti

43
citare la morte del missionario Clarettiano padre Anton Prost, ucciso in Camerun subito dopo aver
partecipato alla Messa della notte di Natale, o ancora l’uccisione in Somalia della volontaria
Annalena Tonelli, la sera dello stesso giorno in cui venivano elevati alla gloria degli altari i grandi
missionari Comboni, Janssen e Freinademetz. In quella stessa domenica venivano anche uccisi in
El Salvador Don William De Jesus Ortez ed il giovane sacrestano Jaime Noel Quintanilla.

Riguardo ai luoghi dove sono state registrate il maggior numero di vittime figura al primo
posto il continente africano, in particolare l’Uganda insanguinata dai ribelli dell’Esercito di
Liberazione del Signore (LRA) che combattono contro il governo costituito, e la Repubblica
Democratica del Congo, teatro da anni degli scontri tra diversi gruppi di guerriglia e gli eserciti di
tre paesi in una lotta senza fine per il controllo delle risorse naturali. In questo contesto assume
particolare risalto l’assassinio dell’Arcivescovo Michael Courtney, Nunzio apostolico in Burundi, un
altro Paese impegnato nella riconciliazione nazionale di cui il Nunzio era fautore in unione con
l’Episcopato locale. Si tratta del primo assassinio di un Rappresentante Pontificio.

Subito dopo l’Africa spicca per numero di martiri la Chiesa della Colombia, dove anche
quest’anno sono state uccisi 5 sacerdoti ed una laica. In un comunicato del 7 novembre 2003,
dopo l’assassinio di padre Saulo Carreño Hernández e di padre Henry Humberto López Cruz,
l’Episcopato colombiano ricorda le “vittime della violenza e della intolleranza che affliggono così
duramente il popolo colombiano... Questi due sacerdoti si uniscono alla lunga lista di uomini e
donne che sono stati vilmente assassinati... La Chiesa, che ha pagato il caro prezzo di tanti
sacerdoti assassinati negli ultimi tre anni, continuerà ad invocare la riconciliazione ed il perdono
come condizioni per stabilire una pace durevole e stabile”

Don Dieudonné Mvuezolo-Tovo, congolese, coordinatore delle scuole cattoliche della provincia di
Bas nella Repubblica Democratica del Congo, ucciso l’11 marzo 2003 da un militare lungo la strada
che collega Tshimpi a Matadi.

Don Nelson Gómez Bejarano, colombiano, 52 anni, parroco della Parrocchia-Santuario della
Medaglia miracolosa ad Armenia (Colombia). E’ stato ucciso in canonica il 22 marzo 2003 durante
un tentativo di rapina.

Don Martin Macharia Njoroge, kenyano, 34 anni, morto l’11 aprile 2003 in ospedale a Nairobi
(Kenya) in seguito all’aggressione subita qualche giorno prima da alcuni banditi alla periferia della
città. I malviventi lo avevano costretto a scendere dalla sua vettura, gli avevano sparato alcuni
colpi d’arma da fuoco e si erano impadroniti dell’automobile, abbandonandola poco distante.
Ordinato sacerdote 4 anni fa, era responsabile della parrocchia “San Francesco Saverio” a
Parklands. Un fratello di d. Martin, anch’egli sacerdote, era stato ucciso nel 2000.

44
Don Raphael Ngona, della Repubblica Democratica del Congo, ucciso con un proiettile il 6 maggio
2003 nei locali della diocesi a Bunia, dove si trovava temporaneamente, essendo nominato
parroco di Drodro.

Tre seminaristi minori rapiti a Lachor (Arcidiocesi di Gulu, Uganda), nella notte tra il 10 e l’11
maggio. I ribelli dell’LRA rapirono complessivamente 41 ragazzi, per tre di loro si hanno le prove
che furono uccisi, altri riuscirono a fuggire e altri sarebbero ancora nelle mani dei ribelli.

Don Aimé Njabu e don Francois Xavier Mateso, della Repubblica Democratica del Congo, trovati
uccisi il 10 maggio 2003 nella parrocchia di Nyakasanza, alla periferia di Bunia, il primo a colpi di
macete nella sua stanza e il secondo a colpi d’arma da fuoco nel giardino della parrocchia. Anche
altre persone che al momento si trovavano in parrocchia sono state trovate uccise.

Don Jairo Garavito, colombiano, 36 anni, ucciso il 15 maggio 2003 da delinquenti che hanno fatto
irruzione nella casa parrocchiale di Yerbabuena di Chia (regione di Cundinamarca, Colombia) a
scopo di rapina. Il sacerdote è morto per asfissia, in quanto i malviventi che lo hanno aggredito, lo
hanno legato e imbavagliato.

Padre Manus Campbell OFM, irlandese, ucciso il 21 maggio 2003 da alcuni malviventi entrati nella
sua parrocchia alla periferia di Durban (Sudafrica). Era missionario nel Paese da 45 anni.

Ana Isabel Sánchez Torralba, 22 anni, spagnola, volontaria del Volontariato Missionario
Calasanziano, alla sua prima missione all’estero, è stata uccisa in Guinea equatoriale (località di
Mongomo) il 1° luglio 2003 durante un controllo di polizia.

Don George Ibrahim, pakistano, 38 anni, ucciso a colpi di arma da fuoco il 5 luglio 2003 nella sua
parrocchia di “Nostra Signora di Fatima”, in località Renala Khurd, distretto di Okara (Pakistan) da
uomini armati entrati all’alba nel complesso parrocchiale.

Padre Taddeo Gabrieli, OFM Cappuccini, 73 anni, italiano, ucciso con due coltellate il 19 luglio
2003 a Imperatriz (stato del Maranhao, Brasile) da una persona che voleva aiutare,
apparentemente sotto influsso di alcool o droga. Aveva dedicato la sua vita alla missione e
all’evangelizzazione.

45
Padre Mario Mantovani, Missionario Comboniano, 84 anni, italiano, da 45 anni in Uganda dove
assisteva i lebbrosi, e fratel Godfrey Kiryowa, ugandese, 29 anni, anch’egli Comboniano, uccisi
durante una razzia di bestiame sulla strada tra Capeto e Kotido (Uganda) il 14 agosto 2003.

Don Alphonse Kavendiambuku, della Repubblica Democratica del Congo (diocesi di Matadi),
ucciso il 26 agosto a Kavuaya, provincia del Bas Congo, da cinque ex militari che hanno assalito la
vettura su cui viaggiava insieme ad altre due persone, una ferita e l’altra rimasta illesa.

Don Lawrence Oyuru, parroco di Ocero, diocesi di Soroti in Uganda, ucciso insieme ad altre 25
persone in una imboscata dei ribelli Lra avvenuta tra Soroti e Manasale, il 1° settembre 2003.

Don William De Jesus Ortez, 32 anni, nato a Jucuapa (El Salvador) parroco della cattedrale di
Santiago nella diocesi di Santiago de Maria (El Salvador), assassinato a colpi di arma da fuoco
all’interno della chiesa la sera del 5 ottobre 2003. Anche Jaime Noel Quintanilla, 23 anni,
sacrestano del tempio, è stato ucciso insieme al sacerdote.

Annalena Tonelli, 63 anni, italiana, volontaria raggiunta da colpi di arma da fuoco il 5 ottobre
mentre di trovava nel suo ospedale di Borama (nord Somalia) dove da 33 anni operava a favore
della popolazione locale.

Padre Sanjeevananda Swami, indiano, 52 anni, ucciso a Belur (distretto di Kolar, diocesi di
Bangalore, India) il 7 ottobre 2003 in seguito ad una aggressione.

Don Saulo Carreño, 38 anni, originario di Guacamayas (Boyacá), parroco di Saravena (in Arauca,
Colombia), assassinato a colpi di arma da fuoco il 3 novembre. Anche una impiegata dell’ospedale
locale che era in macchina con lui, Maritza Linares, è rimasta uccisa. L’assassinio, da imputare a
gruppi che operano ai limiti della legge per il controllo di questa zona petrolifera, è avvenuto
vicino all’ospedale Sarare, lungo la strada che da Saravena conduce a Fortul.

Don Henry Humberto López Cruz, originario del Libano (Tolima), 44 anni, parroco a Villavicencio,
capitale della regione di Meta, nella Colombia centrale, è stato ucciso a pugnalate nella casa
parrocchiale nella notte del 3 novembre. Il corpo, legato ad una sedia, è stato ritrovato da una
donna che svolgeva i lavori domestici.

46
Don José Rubín Rodríguez, colombiano, 51 anni, parroco de La Salina (Casanare, Colombia)
sequestrato il 14 novembre ed assassinato in una zona rurale di Tame (Arauca,Colombia). Il suo
corpo è stato ritrovato il 21 novembre.

Don José Maria Ruiz Furlan, 69 anni, guatemalteco, assassinato domenica 14 dicembre a colpi di
arma da fuoco, poca distante dalla sua parrocchia di Città del Guatemala, in una zona povera e
popolare. Era molto noto tra la gente per la sua appassionata lotta in difesa dei diritti umani e per
l’impegno a favore delle classi più disagiate.

Padre Anton Probst, 68 anni, tedesco, dei Missionari Clarettiani, ucciso la notte del 24 dicembre
da alcuni malviventi entrati nel noviziato di Akono, in Camerun. Dopo la Messa di Natale stava
rientrando nella sua camera quando ha sorpreso i ladri che lo hanno colpito e legato, lasciandolo
esanime. Era in Camerun da 11 anni, dopo aver trascorso 24 anni nella Repubblica Democratica
del Congo.

Sua Ecc. Mons. Michael Courtney, Nunzio apostolico in Burundi, irlandese, 58 anni, ucciso il 29
dicembre a Minago, 50 km a sud della capitale Bujumbura. Mentre rientrava nella capitale dopo
una visita pastorale, la sua vettura è stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco, che lo hanno
colpito mortalmente ferendo altre persone che erano con lui. E’ spirato poco dopo all’ospedale di
Bujumbura.

(Agenzia Fides 30/12/2003)

MARTIROLOGIO DELL’ANNO 2003

N° Nome e Cognome Nazionalit Istituto Luogo e data della morte


à

1. Don Dieudonné Mvuezolo- R.D.Congo Diocesano Matadi (R.D.Congo) – 11/3


Tovo

2. Don Nelson Gómez Bejarano Colombia Diocesano Armenia (Colombia) – 22/3

3. Don Martin Macharia Kenya Diocesano Nairobi (Kenya) – 11/4


Njoroge

4. Don Raphael Ngona R.D.Congo Diocesano Bunia (R.D.Congo) – 6/5

5. Seminarista minore Uganda Diocesano Gulu (Uganda) – 11/5

47
6. Seminarista minore Uganda Diocesano Gulu (Uganda) – 11/5

7. Seminarista minore Uganda Diocesano Gulu (Uganda) – 11/5

8. Don Aimé Njabu R.D.Congo Diocesano Bunia (R.D.Congo) – 10/5

9. Don Francois Xavier Mateso R.D.Congo Diocesano Bunia (R.D.Congo) – 10/5

10. Don Jairo Garavito Colombia Diocesano Yerbabuena (Colombia) – 15/5

11. Padre Manus Campbell Irlanda Ordine Frati Minori OFM Durban (Sudafrica) – 21/5

12. Ana Isabel Sánchez Torralba Spagna Volontariato Missionario Mongomo (Guinea equat.) – 1/7

13. Don George Ibrahim Pakistan Diocesano Distretto di Okara (Pakistan) –


5/7

14. Padre Taddeo Gabrieli Italia Ordine Frati Minori OFM Imperatriz (Brasile) – 19/7

15. Padre Mario Mantovani Italia Miss. Comboniani MCCJ Kotido (Uganda) – 14/8

16. Fratel Godfrey Kiryowa Uganda Miss. Comboniani MCCJ Kotido (Uganda) – 14/8

17. Don Alphonse R.D.Congo Diocesano Kavuaya (R.D.Congo) – 26/8


Kavendiambuku

18. Don Lawrence Oyuru Uganda Diocesano Manasale (Uganda) – 1/9

19. Don William De Jesus Ortez El Salvador Diocesano Santiago (El Salvador) – 5/10

20. Jaime Noel Quintanilla El Salvador Laico Santiago (El Salvador) – 5/10

21. Annalena Tonelli Italia Volontaria Borama (Somalia) – 5/10

22. Padre Sanjeevananda Swami India Belur (Bangalore, India) – 7/10

23. Don Saulo Carreño Colombia Diocesano Arauca (Colombia) – 3/11

24. Maritza Linares Colombia laica Arauca (Colombia) – 3/11

25. Don Henry Humberto López Libano Diocesano Villavicencio (Colombia) – 3/11
Cruz

26. Don José Rubín Rodríguez Colombia Diocesano Arauca (Colombia) – 14/11

27. Don José Maria Ruiz Furlan Guatemala Diocesano Città del Guatemala – 14/12

28. Padre Anton Probst Germania Missionari Clarettiani Akono (Camerun) – 24/12

29. Sua Ecc. Michael Courtney Irlanda Nunzio Apostolico in Minago (Burundi) – 29/12
Burundi

Martirologio dell’anno 2003

1 Arcivescovo

48
20 sacerdoti

1 religioso

3 seminaristi

2 volontarie laiche

2 laici.

Paesi di origine

Africa: 11 (5 R.D.Congo, 5 Uganda, 1 Kenya)

America: 8 (5 Colombia, 2 El Salvador, 1 Guatemala)

Europa: 7 (3 Italia, 2 Irlanda, 1 Spagna, 1 Germania)

Asia: 3 (1 Pakistan, 1 India, 1 Libano).

Luoghi della morte

Africa: 17 (6 Uganda, 5 R.D.Congo, 1 Camerun, 1 Burundi, 1 Sudafrica, 1 Guinea equatoriale,


1 Somalia, 1 Kenya)

America: 10 (6 Colombia, 2 El Salvador, 1 Brasile, 1 Guatemala)

Asia: 2 (1 India, 1 Pakistan).(Agenzia Fides 30/12/2003)

PER IL MARTIROLOGIO DEGLI ANNI PRECEDENTI VEDI IL NOSTRO SITO: www.fides.org

30 dicembre 2004

SPECIALE FIDES

49
ELENCO DI QUANTI
IMPEGNATI NEL LAVORO MISSIONARIO
SONO STATI UCCISI
NELL’ANNO 2004

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nell’anno 2004
hanno perso la vita in modo violento 15 tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Come sempre negli
ultimi tempi, il conteggio non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il
personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio
che correva, pur di non abbandonare il proprio impegno di testimonianza e di apostolato. Alcuni di
loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, spesso vittime – almeno in apparenza - di
aggressioni, rapine e furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza e povertà.

Riguardo ai luoghi dove sono state registrate il maggior numero di vittime figura al primo
posto l’Africa: Burkina Faso, Uganda, Burundi, Sudafrica, Kenya, Ciad hanno visto scorrere il
sangue di 4 sacerdoti, un religioso ed una suora. Trovati uccisi nella loro abitazione, probabilmente
da malviventi in cerca di facili guadagni, o eliminati deliberatamente, con ferocia sanguinaria.

Il continente americano ha visto la morte violenta di quattro sacerdoti. Tre di loro, in


Messico e Guatemala, operavano in contesti di particolare degrado umano e sociale. L’ultimo,
ucciso in Cile, è un missionario italiano che aveva trascorso la sua vita intera in quella nazione fino
ad assumerne anche la cittadinanza. E’ stato ucciso nella cattedrale, subito dopo aver terminato di
celebrare la Santa Messa, da un giovane aderente ad una setta.

Il continente asiatico sembra vivere in modo particolare le tensioni dei fondamentalisti:


sono 3 i giovani cattolici pakistani percossi e feriti fino alla morte con false accuse o allo scopo di
far abiurare la loro fede, mentre in India un sacerdote è stato trovato morto, dopo aver ricevuto
minacce di fare proselitismo solo perché visitava le famiglie indù, dove era ben accolto.

50
Né possiamo dimenticare la lunga lista di cattolici uccisi in Iraq (vedi Fides del 16/10/2004)
o i tanti “militi ignoti della fede” in ogni angolo del pianeta, di cui forse non si avrà mai notizia.
L’Agenzia Fides è pertanto grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni
all’elenco di questo anno o degli anni precedenti.

Fratel Ignacio Garcia Alonso, dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, è stato ucciso a colpi di
machete nel suo ufficio di Direttore del Collegio che i Fratelli delle Scuole Cristiane hanno a Bobo
Dioulasso, in Burkina Faso, da una o più persone, che sono fuggite senza lasciare traccia. Il grave
episodio è avvenuto il 6 febbraio. Il religioso, 63 anni, era di nazionalità spagnola. Aveva trascorso
più di 40 anni come missionario in Marocco, Niger e soprattutto Burkina Faso. (vedi Fides
10/2/2004)

Padre Luciano Fulvi, missionario Comboniano, italiano, 76 anni, rinvenuto la mattina del 31 marzo
nella sua camera nella missione di Layibi, alla periferia di Gulu (Uganda), in una pozza di sangue
per una ferita alla gola. In Uganda dal 1956 al 1964 e poi dal 1990, si era occupato
prevalentemente dell’istruzione e ultimamente della pastorale vocazionale. Di indole pacifica, era
descritto come affabile e sorridente con tutti, tuttavia consapevole dei rischi che la vita missionaria
comportava in quella regione. (vedi Fides 31/3/2004)

Javed Anjum, studente di 19 anni, originario di Quetta (Pakistan), è morto il 2 maggio all’ospedale
di Faisalabad con 26 ferite su tutto il corpo, inflittegli da un insegnante e alcuni studenti di una
scuola islamica che volevano farlo convertire all’Islam. Il 17 aprile Javed era stato catturato da un
insegnante e alcuni studenti della Jamia Hassan bin Almurtaza, una scuola religiosa islamica vicina
ad Islamabad. Per 5 giorni Javed è stato torturato finché le sue condizioni sono divenute così gravi
che i suoi stessi torturatori lo hanno portato ad una stazione di polizia, affermando che Javed
aveva cercato di rubare. La polizia lo ha condotto in ospedale, dove il giovane però è morto per le
gravi ferite e lesioni riportate. (vedi Fides 12/5/2004)

Samuel Masih, giovane pakistano, arrestato per blasfemia nell’agosto 2003 e morto in ospedale il
28 maggio 2004, dopo alcuni mesi di ricovero a causa delle percosse subite in prigione, per mano
di un agente di custodia musulmano fondamentalista. Il giovane, malato di tubercolosi, ha subito
percosse e violenze in carcere. Un libraio di Lahore lo aveva accusato di aver lasciato dei rifiuti nei
pressi del muro di una moschea. (vedi Fides 31/5/2004)

51
Don Ramon Navarrete Islas, sacerdote diocesano messicano di 56 anni, è stato trovato ucciso
nella sua abitazione vicino alla parrocchia dove svolgeva il suo ministero, a Ciudad Juarez, al
confine del Messico con gli Stati Uniti. Il sacerdote è stato trovato il 6 luglio disteso sul pavimento,
colpito da numerose coltellate al petto. Secondo le indagini della polizia, il delitto sarebbe stato
compiuto da uno o più ladri, alla ricerca di oggetti di valore: l’appartamento infatti era in disordine
ed era stata rubata anche l’automobile del sacerdote. (vedi Fides 8/7/2004)

Padre Faustino Gazziero, dei Servi di Maria, è stato ucciso a coltellate sabato 24 luglio, subito
dopo aver celebrato la Messa vespertina nella Cattedrale di Santiago del Cile. Mentre il sacerdote
si apprestava a rientrare in sacrestia, un giovane di 25 anni, di corporatura robusta e con in mano
una lama, lo ha colpito a morte, uccidendolo. Il giovane, appartenente ad una setta, è stato subito
bloccato e consegnato alla polizia. Padre Gazziero, 69 anni, italiano, era missionario in Cile dal
1960, subito dopo l’ordinazione sacerdotale. Aveva ricoperto numerosi incarichi e da anni era
Presidente della Fondazione Santa Teresa, incaricata della gestione di numerose scuole nel Paese.
(vedi Fides 26 e 28/7/2004)

Don Eusebio Manuel Sazo Urbina, 45 anni, guatemalteco, parroco della parrocchia “Divin
Salvatore del mondo” nella periferia di Città del Guatemala, è stato ucciso il 31 luglio. Il sacerdote,
che era molto impegnato in progetti di promozione e sviluppo sociale, era stato chiamato per
assistere una persona inferma. Lungo la strada tra la parrocchia e l’abitazione dell’ammalato, un
uomo lo ha aggredito apparentemente per rubargli il cellulare, sparandogli poi al collo ed al
ventre. Trasportato in ospedale, il sacerdote è spirato per la gravità delle ferite. Il suo
predecessore alla guida della parrocchia, aveva dovuto lasciare il suo incarico dopo aver ricevuto
minacce di morte.

Nasir Masih, cattolico pakistano di 26 anni, è stato sequestrato il 16 agosto mentre si trovava nella
sua abitazione nel distretto di Baldia Siekhupoura, 45 km da Lahore, e trascinato via con la forza da
un gruppo di musulmani che lo accusavano di furto. Poche ore dopo la polizia comunicava alla
famiglia di aver proceduto all’arresto. Tre giorni dopo è stata annunciata la sua morte: sul suo
corpo sono state riscontrate numerose ferite ed ematomi. (vedi Fides 8/9/2004)

52
Don Job Chittilappilly, 71 anni, è stato trovato ucciso con diverse ferite di arma da taglio la
mattina del 28 agosto, nella sua abitazione presso la parrocchia “Nostra Signora delle Grazie” nel
villaggio di Thuruthiparambu, stato del Kerala (India). Padre Job stava recitando il rosario, prima di
recarsi a celebrare la Messa, quando è stato aggredito e colpito a morte. Dalla casa del sacerdote,
che per 45 anni ha prestato servizio nella comunità cattolica di rito siro-malabarese, non è stato
prelevato o toccato nulla. Qualche tempo addietro il sacerdote aveva ricevuto delle minacce se
non avesse smesso la sua attività “di proselitismo”, in quanto era solito visitare anche famiglie
indù, dalle quali era accolto volentieri, ma senza svolgere alcuna attività di proselitismo. (vedi
Fides 31/8/2004)

Don Gerard Fitzimons, 63 anni, inglese, è stato trovato morto il 2 ottobre nella sua abitazione
presso la chiesa di Santa Maria e San Giuseppe a Colesberg, in Sudafrica (diocesi di De Aar). Padre
Gerard operava in Sudafrica da 7 anni e si occupava soprattutto dei poveri e degli ammalati di
Aids. (vedi Fides 13/10/2004)

Don Macrino Nájera Cisneros, 42 anni, parroco di Jilotlan (Messico), è stato assassinato il 18
ottobre durante una festa seguita alla Messa di Prima Comunione, per aver preso le difese di una
ragazza di 15 anni, molestata da un individuo che pretendeva di ballare con lei. L’uomo si è
allontanato dalla festa, poi vi ha fatto ritorno ed ha estratto una pistola uccidendo il sacerdote e
altre due persone, mentre un’altra ragazza è rimasta ferita.

Don Gerard Nzeyimana, 65 anni, burundese, Vicario episcopale della diocesi di Bururi, è stato
ucciso il 19 ottobre mentre stava tornando a Bururi in automobile da Bujumbura, insieme ad altre
persone. Alcuni uomini armati hanno fermato l’automobile e, dopo aver derubato tutti i
passeggeri, hanno a lungo controllato i documenti del sacerdote, quindi lo hanno ucciso a sangue
freddo con diversi colpi di arma da fuoco alla testa, mentre le altre persone sono state malmenate
e poi rilasciate. Padre Gerard era molto noto per il suo impegno nella promozione della pace e per
le sue denunce contro le violenze a danno della popolazione. (vedi Fides 20/10/2004)

53
Padre John Hannon, irlandese di 65 anni, missionario della Società delle Missioni Africane (SMA), è
stato trovato morto il 25 novembre nei locali del Centro sociale in costruzione della parrocchia San
Barnaba a Matasia (diocesi di Ngong, Kenya), una ventina di chilometri da Nairobi. Secondo la
ricostruzione dei fatti, sarebbe stato un gruppo di persone a penetrare nei locali parrocchiali
intorno alla mezzanotte, probabilmente a scopo di rapina, e ad assalire il religioso dopo aver
legato il guardiano. (vedi Fides 26/11/2004)

Don Kazimir Viseticki, 66 anni, è stato ucciso nella notte tra il 17 ed il 18 novembre. Il suo corpo,
legato e coperto di sangue, è stato trovato nella abitazione annessa alla parrocchia di cui era
parroco, Saint Roko a Bosanska Gradiska, nel nord della Bosnia Erzegovina, vicino alla frontiera con
la Croazia, diocesi di Banja Luka,. Molto probabilmente alla base dell’omicidio c’è un furto: il ladro
sarebbe stato sorpreso dal sacerdote ed avrebbe reagito violentemente, colpendolo con una
spranga di metallo. (vedi Fides 20/11/2004)

Suor Christiane Philippon, 58 anni, francese, superiora regionale della Congregazione di Notre
Dame des Apôtres, è stata uccisa nella notte tra il 25 ed il 26 dicembre (intorno alle 3 del mattino)
in Ciad, lungo la strada che porta da Ba Hilli a N’Djamena. Suor Christiane e altre tre religiose si
stavano dirigendo nella capitale per prendere parte ad un incontro della loro Congregazione.
L’automobile su cui viaggiavano è stata assalita lungo la strada da un gruppo di banditi armati che
l’hanno crivellata di proiettili e hanno ucciso suor Christiane. Le altre tre suore che erano con lei
sono state ferite. Da 20 anni in Ciad, suor Christiane da 5 anni viveva nella diocesi di Sahr,
lavorando nella pastorale familiare. Un anno fa era stata eletta Presidente dell’assemblea
diocesana delle religiose.

(Agenzia Fides 30/12/2004)

54
QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2004

N° Nome e Cognome Nazionalit Istituto Luogo e data della morte

55
à

1. Fratel Ignacio Garcia Alonso Spagna Fratelli Scuole Cristiane Bobo Dioulasso (Burkina Faso) –
6/2

2. Padre Luciano Fulvi Italia Comboniano MCCJ Gulu (Uganda) – 31/3

3. Javed Anjum Pakistan Laico Faisalabd (Pakistan) – 2/5

4. Samuel Masih Pakistan Laico Lahore (Pakistan) – 28/5

5. Don Ramon Navarrete Islas Messico Sacerdote Diocesano Ciudad Juarez (Messico) – 6/7

6. Padre Faustino Gazziero Italia Servi di Maria Santiago del Cile – 24/7

7. Don Eusebio Manuel Sazo Guatemala Sacerdote Diocesano Città del Guatemala – 31/7

8. Nasir Masih Pakistan Laico Lahore (Pakistan) – 19/8

9. Don Job Chittilappilly India Sacerdote Diocesano Stato Kerala (India) – 28/8

10. Don Gerard Fitzimons Inghilterra Colesberg (Sudafrica) – 2/10

11. Don Macrino Nájera Messico Sacerdote Diocesano Jilotlan (Messico) – 18/10
Cisneros

12. Don Gerard Nzeyimana Burundi Vicario episcopale di Bururi (Burundi) – 19/10
Bururi

13. Padre John Hannon Irlanda Soc. Missioni Afr. - SMA Ngong (Kenya) – 25/9

14. Don Kazimir Viseticki Bosnia Erz. Sacerdote Diocesano Bosanska Gradiska (Bosnia Erz.)
– 17-18/11

15. Suor Christiane Philippon Francia Notre Dame des Apôtres Sahr (Ciad) – 26/12

Uccisi nell’anno 2004

10 sacerdoti

1 religioso

1 religiosa

3 laici.

Paesi di origine

56
Europa: 7 (2 Italia, 1 Irlanda, 1 Inghilterra, 1 Francia, 1 Spagna, 1 Bosnia Erz.)

America: 3 (2 Messico, 1 Guatemala,)

Asia: 4 (3 Pakistan, 1 India).

Africa: 1 (Burundi)

Luoghi della morte

America: 4 (2 Messico,1 Guatemala, 1 Cile)

Africa: 6 (1 Uganda, 1 Burundi, 1 Sudafrica, 1 Kenya, 1 Ciad, 1 Burkina Faso)

Asia: 4 (1 India, 3 Pakistan)

Europa: 1 (Bosnia Erzegovina).

PER GLI ANNI PRECEDENTI VEDI IL NOSTRO SITO: www.fides.org

VATICANO

57
Breve commento di Sua Eminenza il Card. Crescenzio Sepe all’elenco di quanti, impegnati nel
lavoro missionario, sono stati uccisi nell’anno 2004

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – L’Agenzia Fides ha chiesto al Card. Crescenzio Sepe, Prefetto
della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, un breve commento all’elenco di quanti
sono rimasti uccisi nell’anno 2004. Pubblichiamo di seguito la sua riflessione.

Anche l’anno 2004 ha visto il generoso tributo di sangue di tanti fratelli e sorelle alla
crescita della Chiesa nel mondo. Un tributo per buona parte sconosciuto agli uomini, dal momento
che le informazioni su queste tragiche vicende raramente giungono sulle pagine dei giornali o nei
notiziari radiotelevisivi, ma senza dubbio ben noto al Padre datore di ogni bene.

Non conosciamo di tutti i motivi che hanno causato la loro morte. Di alcuni di essi, però,
sono chiare le cause della fede, che hanno determinato la loro testimonianza.

Senza entrare minimamente nel giudizio che la Chiesa potrà dare, possiamo dire che, per
alcuni, le circostanze della loro morte possono essere descritte come delle tessere di un mosaico,
ognuna con la sua identità e la sua diversità rispetto alle altre, ma tutte insieme si armonizzano e si
completano a vicenda. E’ il grande mosaico della Chiesa che si incarna in popoli e culture diverse,
in situazioni sociali estremamente differenti, tutte legate fra loro dallo Spirito che unisce e dà vita.
Tra queste tessere del mosaico ve ne sono alcune che brillano per il sangue versato a causa della
fede: sono i nostri martiri, come tali riconosciuti dalla Chiesa, che agli occhi degli stolti sono stati
eliminati per sempre da questo mondo, ma agli occhi della Fede hanno irrorato con il loro sangue
la terra facendo germogliare nuovi cristiani. Il martirio è testimonianza di una Chiesa viva: il
martirio alimenta, sostiene, infonde forza e coraggio alla Missione della Chiesa, è motivo di gloria!
Scrive San Paolo: “A me non accada mai di gloriarmi d’altro se non della croce del Signor nostro
Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo è stato crocifisso per me ed io per il mondo” (Gal 6,14).

Il Martirio è parte della Chiesa: annunciare il Vangelo, propagare la Fede ovunque e


sempre, anche donando la vita per questo scopo, è la più alta testimonianza di evangelizzazione
che possiamo dare, è la concretezza della Pace offerta da Gesù Cristo a tutti gli uomini.

Card. Crescenzio Sepe

(Agenzia Fides 30/12/2004)

58
Agenzia FIDES – 29 dicembre 2007

SPECIALE FIDES

ELENCO DEGLI
OPERATORI PASTORALI
SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI
UCCISI NELL’ANNO 2007

59
“La storia di Stefano dice a noi molte cose. Per esempio, ci insegna che non bisogna
mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede.
Era uno dei sette incaricato soprattutto della carità. Ma non era possibile
disgiungere carità e annuncio. Così, con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al
punto di accettare anche il martirio. Questo è la prima lezione che possiamo
imparare dalla figura di santo Stefano: carità e annuncio vanno sempre insieme.
Soprattutto, santo Stefano ci parla di Cristo, del Cristo crocifisso e risorto come
centro della storia e della nostra vita. Possiamo comprendere che la Croce rimane
sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale. Nella
storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione… Ma anche nella
nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione. E accettando la
croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano
anche nei momenti di difficoltà. Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché
ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa”.

(Papa Benedetto XVI, Udienza generale 10 gennaio 2007)

60
ELENCO DI QUANTI IMPEGNATI NEL LAVORO MISSIONARIO

SONO STATI UCCISI NELL’ANNO 2007

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come di consueto, alla fine dell’anno l’Agenzia Fides pubblica
l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2007.
Secondo le informazioni in nostro possesso, quest’anno sono stati uccisi 21 tra sacerdoti, religiosi,
religiose e seminaristi, tre in meno rispetto all’anno precedente e quattro in meno rispetto a due
anni fa.

Come sempre negli ultimi tempi, il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad
gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento o che hanno
sacrificato la vita consapevoli del rischio che correvano, pur di non abbandonare il proprio
impegno di testimonianza e di carità. “Non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità
dall'annuncio coraggioso della fede… carità e annuncio vanno sempre insieme” ha ricordato Papa
Benedetto XVI delineando la figura di Santo Stefano (udienza generale del 10 gennaio 2007).

Non usiamo di proposito il termine “martiri”, per non entrare minimamente in merito al
giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie
che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze
della loro morte. Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti, proprio perché il
sacrificio della loro vita non sia dimenticato, e perché ognuno di loro, in misura diversa, ha offerto
il suo contributo alla crescita della Chiesa in diverse parti del mondo.

Come ha recentemente ricordato Papa Benedetto XVI, “Se amare Cristo e i fratelli non va
considerato come qualcosa di accessorio e di superficiale, ma piuttosto lo scopo vero ed ultimo di
tutta la nostra esistenza, occorre saper operare scelte di fondo, essere disposti a radicali rinunce,
se necessario sino al martirio. Oggi, come ieri, la vita del cristiano esige il coraggio di andare contro
corrente, di amare come Gesù, che è giunto sino al sacrificio di sé sulla croce.” (Visita pastorale a
Velletri, 23 settembre 2007).

Tutti questi operatori pastorali senza dubbio avevano fatto una scelta radicale: essere
testimoni dell’Amore di Dio in realtà spesso dominate dalla violenza, dal degrado, dalla povertà
materiale e spirituale, dalla mancanza di rispetto della dignità e dei diritti dell’uomo. Anche
quest’anno i corpi senza vita di alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, vittime
– almeno in apparenza - di aggressioni, rapine e furti che colpiscono indiscriminatamente la
popolazione presso cui prestavano il loro servizio pastorale e che vengono sempre più spesso
denunciati a voce alta dalla Chiesa locale e dalle Conferenze Episcopali. E’ il caso del missionario
novantenne p. Mario Bianco, morto a Manizales (Colombia) in seguito alle conseguenze di una
aggressione di alcuni banditi alla ricerca di soldi e oggetti di valore. O ancora di p. Fernando
Sanchez Duran, parroco nei pressi di Città del Messico, noto per il suo impegno a favore dei
giovani tossicodipendenti, sequestrato e ucciso, mentre dalla parrocchia sono scomparsi con lui

61
un’automobile, un televisore ed un computer. Il missionario padre Ricardo Junious, è stato
rinvenuto all'interno della casa canonica della parrocchia con mani e piedi legati, morto per
strangolamento e con evidenti segni di tortura. Molto apprezzato per il suo impegno missionario,
per il suo zelo pastorale e per l’assistenza ai poveri, si era particolarmente impegnato per
contrastare il traffico di droga e la vendita degli alcolici ai minorenni.

Ricordiamo ancora P. Allard Msheyene, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI),
Sudafricano, ucciso in seguito all’aggressione subita per il furto della sua automobile. Le rapine
stradali in Sudafrica sono una vera piaga: oltre 12mila all’anno, con un picco di 16 mila registrato
nel 1998. Un altro esempio di altruismo e di generosità viene da D. Nicholaspillai Packiyaranjith,
coordinatore del "Jesuit Refugee Service" nel distretto di Mannar (Sri Lanka), che è rimasto ucciso
dall’esplosione di una bomba piazzata sulla strada che il sacerdote percorreva per portare
assistenza al campo rifugiati e all’orfanotrofio di Vidathalvu.

Come dimenticare poi la testimonianza dell’unica religiosa morta violentemente nel 2007,
Suor Anne Thole, che non è stata uccisa dalla mano dell’uomo, ma ha sacrificato la sua vita nel
tentativo di salvare quella degli altri. Dopo aver messo in salvo cinque malati di Aids dall’incendio
che stava distruggendo la struttura dove erano ricoverati, suor Anne è voluta tornare indietro per
portare fuori anche gli altri tre, ma il soffitto è crollato uccidendola. “Possiamo ancora salvarne
qualcuno” sono state le sue ultime parole mentre si avventurava tra le fiamme.

Panorama dei continenti

Riguardo ai continenti dove nel 2007 sono state registrate il maggior numero di vittime tra
gli operatori pastorali, figura al primo posto l’ASIA, bagnata dal sangue di 4 sacerdoti, 3 diaconi ed
un seminarista. Davanti alla chiesa del Santo Spirito a Mosul (Iraq), sono stati uccisi il parroco,
Padre Raghiid Ganni e tre diaconi (Basman Yousef Daoud, Ghasan Bidawid e Wahid Hanna). Il
Santo Padre Benedetto XVI esprimendo il proprio dolore al Vescovo di Mossul dei Caldei, Mons.
Paulos Faraj Rahho, ha assicurato la Sua preghiera affinché il loro sacrificio “inspiri nei cuori di tutti
gli uomini e le donne di buona volontà un rinnovato impegno a respingere le strade dell’odio e
della violenza, a combattere il male con il bene, ed a cooperare per accelerare l’alba della
riconciliazione, della giustizia e della pace in Iraq”. Nelle Filippine sono stati uccisi 2 sacerdoti (P.
Fransiskus Madhu, missionario verbita, e Padre Florante Rigonan, sacerdote diocesano) ed un
seminarista, rimasto coinvolto in un tentativo di rapina mentre era a casa per le vacanze. Nello Sri
Lanka D. Nicholaspillai Packiyaranjith è rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba mentre
svolgeva la sua opera di assistenza ai rifugiati.

In AMERICA sono stati uccisi 6 sacerdoti ed 1 religioso. Il Messico è le nazione in cui la


Chiesa ha pagato un triplice tributo di sangue, con tre sacerdoti uccisi: Don Humberto Macias
Rosales, Padre Fernando Sanchez Duran, ed il missionario Padre Ricardo Junious. Ad essi si
aggiungono 2 sacerdoti uccisi in Colombia (P. Mario Bianco, dei Missionari della Consolata, e D.
José Luis Camacho Cepeda), un sacerdote Fidei donum ucciso in Brasile (Don Wolfgang Hermann)
ed un religioso in Guatemala (Fratel Enrique Alberto Olano Merino).

62
L’AFRICA ha visto la morte violenta di 3 sacerdoti ed 1 religiosa. La nazione con il maggior
numero di vittime è il Sudafrica, con 1 sacerdote e 1 suora: P. Allard Msheyene, missionario OMI, e
Suor Anne Thole, perita nell’incendio della struttura che ospitava i malati di Aids. Seguono il Kenya
(p. Martin Addai, dei Missionari d’Africa) e il Rwanda (dove si è spento il congolese d. Richard
Bimeriki, vittima di una aggressione nella sua terra natale).

In EUROPA sono stati uccisi due sacerdoti, entrambi in Spagna: Don Salvador Herandez
Seller, con una lunga esperienza missionaria in Ecuador, e D. Tomas Perez.

Un elenco mai concluso

A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia Fides, deve comunque essere
aggiunta la lunga lista dei tanti “militi ignoti della fede” di cui forse non si avrà mai notizia, che in
ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. “Non di rado,
infatti, anche oggi giungono notizie da varie parti del mondo di missionari, sacerdoti, vescovi,
religiosi, religiose e fedeli laici perseguitati, imprigionati, torturati, privati della libertà o impediti
nell’esercitarla perché discepoli di Cristo e apostoli del Vangelo; a volte si soffre e si muore anche
per la comunione con la Chiesa universale e la fedeltà al Papa” (Papa Benedetto XVI, Angelus 26
dicembre 2007).

In questo contesto, concludiamo ricordando tre vicende emblematiche, che rispecchiano le


situazioni e i rischi che affrontano quotidianamente, quasi sempre nel silenzio, quanti operano alle
frontiere dell’evangelizzazione. Padre Jim Brown ed il laico Wenceslaus Vimalathas sono scomparsi
il 20 agosto 2006 da Jaffna, nel Nord dello Sri Lanka, una delle zone più calde del conflitto fra le
forze dell’esercito regolare e i ribelli del “Liberation Tigers of Tamil Eelam”: di loro, nonostante
ripetuti appelli, non si è ancora saputo nulla.

La seconda vicenda riguarda il missionario Verbita Padre Ho Tran Bach, che il 9 agosto 2007
a Sydney (Australia), è stato assalito da uno sconosciuto penetrato nel collegio durante la notte, ed
è stato accoltellato alla gola. Nonostante la gravità delle ferite, il missionario è sopravvissuto,
mentre alcune informazioni di stampa lo avevano dato per morto, senza curarsi di rettificare poi la
notizia.

Infine il lungo sequestro nelle Filippine del missionario del PIME, p. Giancarlo Bossi,
conclusosi con la sua liberazione: “Penso ai sacerdoti, alle religiose e ai laici missionari caduti sulla
trincea dell’amore al servizio del Vangelo. Ci potrebbe dire tante cose al riguardo padre Giancarlo
Bossi, per il quale abbiamo pregato durante il periodo del suo sequestro nelle Filippine, e oggi
gioiamo nell’averlo tra noi. In lui vorrei salutare e ringraziare tutti coloro che spendono la loro
esistenza per Cristo sulle frontiere dell’evangelizzazione.” (Papa Benedetto XVI, Loreto, 1
settembre 2007). (S.L.) (Agenzia Fides 29/12/2007)

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE

63
L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Il missionario della Consolata (IMC) p. Mario Bianco, novantenne italiano, è morto il 15 febbraio
2007 a Manizales (Colombia) in seguito alle conseguenze di una aggressione subita il 4 febbraio.
Alcuni malviventi avevano fatto irruzione nei locali che un tempo ospitavano il Seminario della
Consolata nella località di Manizales. Nella struttura viveva p.Mario insieme ad un altro
missionario italiano e ad alcune persone che si occupano dei servizi, mentre i seminaristi risiedono
ora altrove. Nel tardo pomeriggio di domenica 4 febbraio alcuni banditi sono entrati nei locali,
hanno legato e malmenato p.Mario e una impiegata, ed hanno aggredito anche l’altro sacerdote,
che poco dopo era rientrato. Per alcune ore i malviventi hanno cercato soldi e oggetti di valore,
alla fine sono fuggiti sull’automobile dei missionari, ritrovata due giorni dopo, portando con sé
oggetti per un valore di qualche migliaio di euro. P. Mario è stato subito ricoverato in ospedale,
non appena i banditi si sono dati alla fuga, ma nonostante le cure è morto per infarto il 15
febbraio.

Vedi Agenzia Fides 17/2/2007

P. Martin Addai, 46 anni, originario del Ghana, dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), è stato
ucciso sabato 10 marzo 2007 in Kenya, a Nairobi. Stava andando a far visita ad alcuni amici,
quando, vicino al seminario, alcuni banditi lo hanno fermato e gli hanno sparato. Sembra sia morto
sul colpo. Il suo corpo in seguito è stato gettato sul ciglio della strada e i suoi aggressori sono
fuggiti con l’auto, che è stata ritrovata domenica sera. I confratelli e gli studenti del Seminario di
cui p. Martin era Rettore, non vedendolo rientrare sabato sera non si sono preoccupati, perché
sapevano che si era recato alla festa della sua comunità. Solo nel tardo pomeriggio di domenica 11
marzo, sono scattate le ricerche. P. Martin Addai era nato a Adamsi, diocesi di Kumasi, in Ghana, il
12 novembre 1960. Entrato in noviziato a Kasama (Zambia) il 19 settembre 1984, e ordinato
sacerdote nel 1990, aveva lavorato in Mozambico, nella diocesi di Chimoio. Dal 1993 al 1996 aveva
proseguito gli studi a Roma, per la licenza in teologia morale, quindi un anno di spiritualità in
Canada. Tornato in Mozambico, aveva insegnato nel Seminario maggiore di Maputo, prima di
essere nominato Rettore del Filosofato di Ejisu, Ghana, fino al 2004. Eletto membro del Capitolo
Generale del 2004, era stato inviato a Nairobi, come Rettore del Seminario di teologia dei
Missionari d’Africa.

Vedi Agenzia Fides 13/3/2007

64
D. José Luis Camacho Cepeda, 54 anni, peruviano, è stato assassinato a coltellate nella notte tra
l’11 ed il 12 marzo 2007 nella sua abitazione a Bogotà (Colombia). Il sacerdote viveva infatti da
circa 20 anni in Colombia. Non avendolo visto presentarsi in parrocchia per celebrare la Santa
Messa per due volte consecutive, il parroco della chiesa di San Carlo Borromeo a Bogotà ha
iniziato a cercarlo presso la sua abitazione. Il sacerdote è stato trovato ucciso nel suo
appartamento.

P. Fransiskus Madhu, 30 anni, missionario verbita (SVD) nativo di Flores (Indonesia), è stato
ucciso domenica 1 aprile 2007, Domenica delle Palme, nel villaggio di Mabungtot, diocesi di Tabuk,
nel nord delle Filippine (isola di Luzon), mentre si stava recando nella cappella del villaggio di cui
era parroco, per celebrare la Santa Messa vespertina. Alcuni uomini gli si sono avvicinati e hanno
aperto il fuoco contro di lui usando armi da guerra. Raggiunto da cinque proiettili che hanno
colpito organi vitali, il sacerdote è giunto ormai cadavere all’ospedale dove era stato trasportato
dopo l’aggressione. Padre Madhu era missionario in quella zona dal 2005, e la gente locale le
descriveva “gentile e premuroso, attivo e dal carattere schietto”.

Vedi Agenzia Fides 3/4/2007

Suor Anne Thole, 35 anni, nata in Swaziland e cresciuta in Sudafrica, delle Suore Francescane
della Sacra Famiglia (conosciute come Nardini Sisters) è morta la mattina della Domenica delle
Palme, 1 aprile 2007, mentre cercava di mettere in salvo alcuni malati di Aids da un incendio che
stava distruggendo la struttura dove erano ricoverati, presso la missione di Santa Maria a
Ratschitz, 30 chilometri da Dundee (Sudafrica). Il tetto in paglia dell’edificio ha preso fuoco, forse a
causa della sigaretta accesa di uno dei malati, e subito le fiamme hanno preso vigore. Gli infermieri
hanno messo in salvo cinque degli otto malati presenti nella struttura, e suor Anne è tornata
indietro per portare fuori anche gli altri tre, ma il soffitto è crollato uccidendo lei e i tre malati.
Suor Anne si trovava da due anni a prestare servizio in quell’ospedale, oltre ad essere anche
responsabile del noviziato del suo ordine religioso.

Vedi Agenzia Fides 4/4/2007

D. Richard Bimeriki, congolese, della parrocchia di Jomba, nel nord Kivu (R.D.Congo) è morto in un
ospedale del Rwanda il 7 aprile 2007, in seguito alle gravi ferite riportate durante un’aggressione
subito nella sua parrocchia il 12 marzo. Secondo le ricostruzioni di alcuni testimoni, gli aggressori,
vestiti con uniformi militari, avevano fatto irruzione nei locali chiedendo da bere, quindi hanno
aperto il fuoco contro il sacerdote.

65
Don Wolfgang Hermann (46 anni), della diocesi tedesca di Trier (Treviri), è stato ucciso nel
pomeriggio del 10 aprile 2007 a Belém, nel nord del Brasile, da un giovane che si era introdotto
nella sua abitazione, molto probabilmente con lo scopo di compiere un furto. Don Herrmann era
nato a Bad Kreuznach (Germania) ed era stato ordinato sacerdote nel 1985 per la diocesi di Trier.
Nel 1995 è partito, come sacerdote Fidei donum, per la diocesi di Parnaiba in Brasile. Nel 2000 era
tornato nella diocesi di Trier, dove ha lavorato fino a settembre 2006 come Parroco in diverse
parrocchie, prima di ritornare in Brasile.

Vedi Agenzia Fides 12/4/2007

Don Salvador Herandez Seller, spagnolo, 75 anni, è stato trovato morto per le conseguenze di
colpi inferti alla testa, l’11 aprile 2007, nella sua abitazione di Murcia (Spagna). Uomo di carattere
allegro, generoso e pacifico, tollerante verso tutti, il sacerdote era originario di Cehegin. Ordinato
sacerdote nel 1959, nel 1962 era partito missionario per l’Ecuador, in qualità di membro della
Organizzazione di Cooperazione Sacerdotale Ispanico-Americana (OCSHA). Tornato in Spagna da
19 anni, si era dedicato al ministero di parroco e di cappellano degli emigrati.

Don Humberto Macias Rosales, messicano, 52 anni, è stato ucciso la sera del 1° maggio 2007 ad
Aguascalientes (Messico) nei pressi della sua abitazione con tre colpi di arma da fuoco sparatigli da
uno sconosciuto. Subito soccorso e trasportato all’ospedale, è spirato poco dopo. Parroco di
Nostra Signora della Luce ad Aguascalientes, il sacerdote era molto amato ed apprezzato dai suoi
fedeli e dai confratelli sacerdoti per il suo spirito di servizio e l’intenso lavoro di evangelizzazione
che svolgeva.

Nel pomeriggio di domenica 3 giugno 2007, davanti alla Chiesa del Santo Spirito a Mosul (Iraq),
dopo la celebrazione della Santa Messa, sono stati uccisi il parroco, Padre Raghiid Ganni e tre
diaconi: Basman Yousef Daoud, Ghasan Bidawid e Wahid Hanna. I quattro stavano per salire in
macchina, quando un uomo si è avvicinato e ha sparato uccidendoli. P. Ganni è il primo sacerdote
cattolico ucciso in Iraq. Il Patriarca di Babilonia dei Caldei Mar Emmanuel III Delly ed i Vescovi del
Sinodo Patriarcale, in una loro nota diffusa dopo il tragico evento, hanno affermato: “Si tratta di un
crimine vergognoso, che qualsiasi persona di coscienza rifiuta. Coloro che lo hanno commesso
hanno compiuto un atto orribile contro Dio e contro l’umanità, contro i loro fratelli che erano
cittadini fedeli e pacifici, oltre ad essere uomini di religione che sempre hanno offerto le loro
preghiere e le loro suppliche a Dio Onnipotente perché portasse pace, sicurezza e stabilità a tutto
l’Iraq”.

Vedi Agenzia Fides 4/6/2007

66
Justin Daniel Bataclan, 20 anni, filippino, seminarista della Società San Paolo, è stato ucciso la
sera del 7 giugno 2007 da un ladro entrato nella casa della sua famiglia, dove si trovava per le
vacanze, a Cubao, Quezon City (Metro Manila). Udendo dei rumori, Justin è andato in cucina per
indagare, quindi è stato assalito dal ladro ed è morto in conseguenza delle molteplici ferite
riportate. Il giorno seguente, a conclusione delle vacanze estive, sarebbe dovuto rientrare nel
vocazionario paolino di Silang dove avrebbe cominciato il quinto anno di formazione. Justin
dimostrava una personalità tranquilla; era diligente, affidabile e molto applicato negli studi.
Inoltre, a motivo della sua grande abilità con il computer, era il responsabile del settore
informatico del vocazionario. La fotografia era la sua passione.

Fratel Enrique Alberto Olano Merino, salvadoregno, 29 anni, della Congregazione dei Fratelli
Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), è stato ucciso nella notte fra il 9 e il 10 giugno a Città
del Guatemala, molto probabilmente da criminali comuni. Mentre infatti stava rientrando con
alcuni confratelli nella sua residenza, fratel Enrique è stato aggredito da due uomini armati a scopo
di rapina. Intanto altri due uomini, a bordo di una automobile, si sono avvicinati al gruppo e hanno
aperto il fuoco, uccidendo il religioso. Da 7 anni in Guatemala, fratel Enrique era professore al
liceo ed impegnato nella pastorale giovanile.

Il corpo senza vita di D. Tomas Perez, 75 anni, parroco di Villafranca de Cordoba (Spagna), è stato
ritrovato nel suo appartamento con evidenti segni di violenza. La mattina del 16 luglio 2007 una
persona che abitualmente lo aiutava per le pulizie domestiche si è recata come sempre nella casa
del sacerdote e lo ha trovato senza vita. La popolazione locale, circa 4.000 abitanti, è molto
tranquilla, ed il sacerdote esercitava qui il suo ministero da più di 30 anni. Un comunicato
dell’Episcopato di Cordoba lo descrive “dal carattere aperto ed affabile, una persona amata e
conosciuta dalla gente presso la quale esercitava il ministero sacerdotale”.

Padre Fernando Sanchez Duran, parroco della parrocchia di Santiago Tlaltepoxco, nella località di
Tepeji del Rio, a nord della capitale, Città del Messico, è stato sequestrato e ucciso il 22 luglio
2007. Il fratello ne aveva denunciato la scomparsa poche ore prima, sottolineando che dalla
parrocchia erano scomparsi un’automobile, un televisore ed un computer. Le forze dell'ordine
hanno rinvenuto il cadavere del sacerdote, morto apparentemente per asfissia, gettato in uno
stagno. I fedeli consideravano p. Fernando come un sacerdote esemplare, particolarmente
conosciuto per il suo lavoro a favore dei giovani tossicodipendenti della regione.

Padre Ricardo Junious, OMI, 70 anni, originario degli Stati Uniti, è stato rinvenuto il 29 luglio
all'interno della casa canonica della parrocchia “Nostra Signora di Guadalupe” nel quartiere di San
Rafael a Città del Messico. Un confratello della vittima ha trovato nel dormitorio il cadavere del
sacerdote riverso a terra, con le mani e i piedi legati, morto per strangolamento e con evidenti
67
segni di tortura. Molto apprezzato per il suo impegno missionario, per il suo zelo pastorale e per
l’assistenza ai poveri, negli ultimi tempi p. Ricardo si era particolarmente impegnato per
contrastare il traffico di droga e la vendita degli alcolici ai minorenni, che avvenivano vicino alla
parrocchia.

Padre Florante Rigonan, 48 anni, filippino, parroco di Sant’Isidoro a Pinili (Provincia di Llocos
Norte, nel nord delle Filippine), è stato aggredito poco prima della mezzanotte del 27 agosto
mentre stava rincasando dopo aver celebrato la Messa vespertina e cenato con alcuni amici.
Raggiunto da numerosi proiettili, è morto sul colpo. Secondo una ricostruzione della polizia, il
sacerdote stava salendo sul suo furgoncino quando è stato raggiunto alla schiena da almeno nove
proiettili. L’automezzo è stato poi svuotato di ogni cosa. Padre Rigonan era entrato in seminario
dopo gli studi in medicina, ordinato sacerdote nel 1997, dal 2000 era parroco a Pinili.

D. Nicholaspillai Packiyaranjith, sacerdote diocesano e coordinatore del "Jesuit Refugee Service"


nel distretto di Mannar (Sri Lanka), è rimasto ucciso dall’esplosione di una bomba piazzata sulla
strada che il sacerdote percorreva per portare assistenza al campo rifugiati e all’orfanotrofio di
Vidathalvu. L’esplosione si è verificata sulla Poonery Road, in località Kalvi’laan, la sera di giovedì
26 settembre, e ha lasciato sgomenta tutta la comunità cattolica locale, che apprezzava molto
l’opera instancabile di p. Nicholas. Sua Ecc Mons. Oswald Gomis, Arcivescovo di Colombo, ha
diffuso un messaggio di condoglianze in cui afferma: “Siamo profondamente scioccati dalla tragica
morte di p. Nicholas. Condanniamo questi atti di violenza che infliggono dolore e lutto ai civili
innocenti. Esprimiamo la nostra profonda solidarietà al Vescovo di Mannar, Mons. Rayappu
Joseph, al clero, ai fedeli e alla famiglia di p. Packiyaranjith”. Inoltre il Vescovo afferma: “Con
gratitudine per l’opera che il p. Nicholas svolgeva, come sacerdote impegnato per il suo popolo,
offriamo ferventi preghiere a Dio, Padre di misericordia, perché doni a lui il riposo eterno e ogni
consolazione spirituale a quanti piangono la sua perdita”.

Vedi Agenzia Fides 27/9/2007

P. Allard Msheyene, detto “Mako”, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), Sudafricano,
è spirato il 6 ottobre 2007 in Sudafrica, in seguito all’aggressione per il furto della sua automobile.
Secondo le informazioni dell’Istituto missionario, p. Allard, collaboratore del maestro dei Novizi, si
era recato nella parrocchia “St. Peter” di Nelspruit, 330 chilometri ad est di Johannesburg, per
offrire il suo aiuto pastorale nel fine settimana. Dopo aver celebrato la Santa Messa venerdì sera, 5
ottobre, a Ka Nyamazane, il sacerdote ha offerto un passaggio a un giovane che tornava a casa e si
è diretto verso la parrocchia. Poco dopo è stato ritrovato ferito ai bordi della strada nel municipio
di Msogwaba. Un’ambulanza lo ha trasportato al Themba Hospital, a Kabokweni e da qui è stato
trasferito all’ospedale di Nelspruit, più grande e attrezzato, dove è stato operato di urgenza ed è
morto nelle prime ore del mattino del 6 ottobre. Le rapine stradali in Sudafrica sono una vera
piaga: oltre 12mila all’anno, il picco si è registrato nel 1998 (16mila).

68
Vedi Agenzia Fides 10/10/2007

69
QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2007

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto Luogo e data della morte

1. P. Mario Bianco Italia Miss. Consolata (IMC) 15/2 – Manizales (Colombia)

2. P. Martin Addai Ghana Missionari d’Africa (Padri 10/3 – Nairobi (Kenya)


Bianchi)

3. D. José L. Camacho Cepeda Perù Diocesano 11-12/3 – Bogotà (Colombia)

4. P. Fransiskus Madhu Indonesia Miss. Verbita (SVD) ¼ - (Luzon) Filippine

5. Suor Anne Thole Swaziland Suore Francescane della 1/4 - Ratschitz (Sudafrica).
Sacra Famiglia

6. D. Richard Bimeriki R.D.Congo Diocesano 7/4 - Rwanda

7. Don Wolfgang Hermann Germania Fidei donum 10/4 – Belem (Brasile)

8. Don Salvador Herandez Spagna Diocesano (OCSHA) 11/4 - Murcia (Spagna)


Seller

9. Don Humberto Macias Messico Diocesano 1/5 - Aguascalientes (Messico)


Rosales

10. P. Raghiid Ganni Iraq Diocesano 3/6 - Mosul (Iraq)

11. D.Basman Yousef Daoud Iraq Diacono – Diocesano 3/6 - Mosul (Iraq)

12. Ghasan Bidawid Iraq Diacono – Diocesano 3/6 - Mosul (Iraq)

13. Wahid Hanna Iraq Diacono – Diocesano 3/6 - Mosul (Iraq)

14. Justin Daniel Bataclan Filippine Seminarista– Soc.S.Paolo 7/6 – Quezon city (Filippine)

15. Fratel Enrique Alberto Olano El Salvador Fratelli Maristi delle 9-10/6 – Città del Guatemala
Merino Scuole (Piccoli Fratelli di
Maria)

16. D. Tomas Perez Spagna Diocesano 16/7 - Villafranca de Cordoba


(Spagna)

17. P. Fernando Sanchez Duran Messico Diocesano 22/7 - Tepeji del Rio (Messico)

18. Padre Ricardo Junious Stati Uniti Miss. Maria Imm. (OMI) 29/7 – Città del Messico

19. Padre Florante Rigonan Filippine Diocesano 27/8 – Pinili (Filippine)

20. D. Nicholaspillai Sri Lanka Diocesano 26/9 - Kalvi’laan (Sri Lanka)


Packiyaranjith

21. P. Ilard Msheyene (Mako) Sudafrica Miss. Maria Imm. (OMI) 6/10 – Nelspruit (Sudafrica)

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Uccisi nell’anno 2007

15 sacerdoti (2 OMI, 1 IMC, 1 Padri Bianchi, 1 SVD, 1 Fidei donum, 9 diocesani)

3 diaconi (diocesani)

1 religioso (Fratelli Maristi delle Scuole)

1 religiosa (Suore Francescane della Sacra Famiglia)

1 seminarista (Soc. San Paolo)

Paesi di origine

America: 5 (2 Messico, 1 Stati Uniti, Perù, El Salvador)

Africa: 4 (Ghana, Swaziland, R.D.Congo, Sudafrica)

Europa: 4 (2 Spagna, 1 Italia, Germania)

Asia: 8 (4 Iraq, 2 Filippine, 1 Sri Lanka, Indonesia)

Luoghi della morte

America: 7 (3 Messico, 2 Colombia, 1 Brasile, Guatemala)

Africa: 4 (2 Sudafrica, Kenya, Rwanda)

Europa: 2 (Spagna)

Asia: 8 (4 Iraq, 3 Filippine, Sri Lanka)

(Agenzia Fides 29/12/2007)

Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2007

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

71
Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate (i “martiri della carità” secondo l’espressione di
Giovanni Paolo II).

Negli anni 2001-2006 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 152 persone.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

72
2007 21 15 3 1 1 1

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

_________________________________________

(Dossier a cura di S.L. - Agenzia Fides 29/12/2007)

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO www.fides.org

30 dicembre 2008

SPECIALE FIDES

73
ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI
SACERDOTI, RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI
UCCISI NELL’ANNO 2008

“Come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi.
Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento
dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina,
passò senza esitazione dalla parte del Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse
e lavorò per Cristo; per Lui soffrì e morì. Quanto attuale è oggi il suo esempio!”

(Papa Benedetto XVI, 28 giugno 2007)

74
ELENCO DI QUANTI IMPEGNATI NEL LAVORO MISSIONARIO

SONO STATI UCCISI NELL’ANNO 2008

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come di consueto alla fine dell’anno, l’Agenzia Fides pubblica
l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso del 2008.
Secondo le informazioni in nostro possesso, quest’anno sono stati uccisi l’Arcivescovo Mons.
Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq), 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 volontari laici.

Dovere di gratitudine e stimolo a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede

Negli ultimi tempi il conteggio di Fides non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto,
ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento, non espressamente “per odio alla fede”.
Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimone”,
per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e
anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riesce a raccogliere sulla loro
vita e perfino sulle circostanze della loro morte.

Li proponiamo comunque al ricordo ed al suffragio di tutti nella consapevolezza che, come ha


sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI, “ricordare e pregare per questi nostri fratelli e sorelle –
Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti mentre svolgevano il loro servizio missionario
è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in
modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto
per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore” (Regina Coeli, 24
marzo 2008).

75
Anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi, ha bisogno di testimoni e di
martiri come San Paolo

“Come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di
testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla
via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte del
Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti. Visse e lavorò per Cristo; per Lui soffrì e morì. Quanto
attuale è oggi il suo esempio!” (Benedetto XVI, omelia, 28 giugno 2007)

In questo Anno Paolino 2008/2009, il Santo Padre Benedetto XVI ha chiamato tutta la Chiesa a
volgere la mente ed il cuore verso l’Apostolo delle genti, “il più grande missionario di tutti i tempi”,
in quanto “Paolo non è per noi una figura del passato, che ricordiamo con venerazione. Egli è
anche il nostro maestro, apostolo e banditore di Gesù Cristo anche per noi. Siamo quindi riuniti
non per riflettere su una storia passata, irrevocabilmente superata. Paolo vuole parlare con noi –
oggi”. (Omelia, 28 giugno 2008).

Guardando alle scarne note biografiche di questi fratelli e sorelle uccisi nel 2008, non si può
ignorare che tutti abbiano consacrato la loro vita, in situazioni e contesti profondamente diversi,
secondo i propri carismi e attitudini e nella limitatezza della natura umana, all’unica missione di
annunciare e testimoniare l’amore di Cristo, morto e risorto per la salvezza dell’uomo. Senza
eroismi o proclami solenni, non hanno esitato a mettere quotidianamente a rischio la propria vita
in tanti contesti di sofferenza, di povertà, di tensione, per non far mancare a quanti li
circondavano, il soffio vitale della speranza cristiana, poiché “il presente, anche un presente
faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi
possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino” (Spe
salvi,1). Con la semplice testimonianza della loro vita hanno quindi indicato ai fratelli la grandezza
della meta che giustifica la durezza del cammino: “giungere a conoscere Dio – il vero Dio, questo
significa ricevere speranza” (ib. 3).

Molti sono stati uccisi in apparenti tentativi di rapina, sorpresi nelle loro abitazioni da uomini
senza scrupoli che pensavano di trovare chissà quali tesori nascosti, o lungo le strade che
percorrevano per svolgere il loro ministero, magari solo al fine di impossessarsi dei loro
autoveicoli. Altri sono stati eliminati solo perché opponevano tenacemente l’amore all’odio, la
speranza alla disperazione, il dialogo alla contrapposizione violenta. Altri ancora sono stati sorpresi
mentre erano immersi nella preghiera, ad attingere nutrimento e forza spirituale per portare
avanti la loro missione, e sono così passati dall’adorazione all’incontro con il Padre.

Di fronte a tante vite vissute nella privazione delle comodità umane e nel sacrificio fatto norma di
vita per amore di Cristo e del suo Vangelo, viene spontaneo richiamare la figura di San Paolo e le
difficoltà che incontrò nella sua vita per annunciare la Buona Novella. “Nell’apostolato di Paolo
non mancarono difficoltà, che egli affrontò con coraggio per amore di Cristo. Egli stesso ricorda di

76
aver agito «nelle fatiche… nelle prigionie… nelle percosse… spesso in pericolo di morte...: tre volte
sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio...;
viaggi innumerevoli, pericoli dai fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli
dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da falsi fratelli; fatica
e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità; e oltre a tutto
questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese» (2 Cor 11,23-28)… E’ chiaro
che non gli sarebbe stato possibile affrontare situazioni tanto difficili e a volte disperate, se non ci
fosse stata una ragione di valore assoluto, di fronte alla quale nessun limite poteva ritenersi
invalicabile. Per Paolo, questa ragione, lo sappiamo, è Gesù Cristo”. (Benedetto XVI, udienza
generale del 25 ottobre 2006)

Anche oggi, duemila anni dopo, Paolo continua a camminare per le strade del mondo, della nostra
epoca, sui mille fronti della missione, attraverso Vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e in misura
sempre maggiore laici, che a causa del Vangelo vengono imprigionati, percossi, messi a morte; che
affrontano viaggi estenuanti, i pericoli dei fiumi, dei briganti, della città, del deserto e del mare, la
fatica e il travaglio, fame e sete, digiuni, freddo e nudità, fino a dare la suprema testimonianza di
una morte violenta. Il loro sangue tuttavia, come quello di Paolo, “non invoca vendetta, ma
riconcilia. Non si presenta come accusa, ma come ‘luce aurea’… si presenta come forza dell’amore
che supera l’odio e la violenza, fondando così una nuova città, una nuova comunità”.(Benedetto
XVI, omelia, 29 giugno 2008)

Lo stesso amore che spinse Paolo ad affrontare tante situazioni che solo con un eufemismo
potremmo definire “scomode” - “L'amore di Cristo ci spinge... perché quelli che vivono non vivano
più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” (2 Cor 5,14-15) – spinge ancora
oggi uomini e donne, a tutte le latitudini, ad andare incontro ai fratelli nel nome di Cristo,
salvatore e redentore dell’uomo. Del resto i successi apostolici e missionari che Paolo riportò non
sono certo ascrivibili alle sue capacità umane, ma alla sua totale dedizione a Cristo, che non
temette rischi, difficoltà e persecuzioni. “Da ciò possiamo trarre una lezione quanto mai
importante per ogni cristiano. L’azione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui
coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni
situazione. Dove manca tale disponibilità, viene meno l’argomento decisivo della verità da cui la
Chiesa stessa dipende. (Benedetto XVI, omelia 28 giugno 2007).

Panorama dei continenti

ASIA

Analizzando l’elenco degli operatori pastorali uccisi nel 2008 per continente, anche quest’anno
figura al primo posto l’ASIA, bagnata dal sangue di 1 Arcivescovo, 6 sacerdoti, 1 volontaria laica,
uccisi in Iraq, India, Sri Lanka, Filippine e Nepal.

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Di particolare tragicità la morte di Mons. Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq),
rapito al termine della Via Crucis, all’uscita della chiesa dello Spirito Santo, la stessa dove, un anno
prima, il 3 giugno 2007, erano stati uccisi il parroco e tre diaconi, e poi fatto ritrovare cadavere.
“Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il
diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è
stato un uomo di pace e di dialogo”: così lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI.

Tra i sacerdoti uccisi in India citiamo Don Bernard Digal, dell’Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneshwar,
in Orissa (India): il primo sacerdote cattolico rimasto ucciso nella campagna di violenza
anticristiana in Orissa che ha provocato, secondo i dati forniti dalla Conferenza Episcopale Indiana,
81 morti; 22.236 profughi accolti nei campi predisposti dal governo e oltre 40.00 persone fuggite
dal distretto di Kandhamal; 450 villaggi colpiti dai disordini; 4.677 case distrutte; 236 chiese e 36
fra conventi, istituti e aule religiose distrutti; 5 sacerdoti cattolici e 15 pastori percossi
violentemente, una suora violentata e umiliata pubblicamente. Don Bernard venne aggredito e
malmenato il 25 agosto, all’inizio dell’ondata di violenze, ed è deceduto due mesi dopo in seguito
alle gravi lesioni riportate. “Durante la sua vita p. Bernard ha mostrato determinazione e coraggio
nel testimoniare e morire per Cristo. E’ morto da vero cristiano, e subito dopo l’aggressione subita
ha perdonato i suoi nemici e persecutori” ha detto p. Mrutyunjay Digal, sacerdote della stessa
Arcidiocesi.

Ancora in India, nello stato indiano dell’Andra Pradesh, è stato assassinato il sacerdote
carmelitano P. Thomas Pandippallyil, mentre si recava in un villaggio per celebrare la Santa Messa.
Mons. Marampudi Joji, Arcivescovo di Hyderabad, ha negato con forza l’attività di “proselitismo e
conversione forzate” di cui qualcuno aveva accusato p. Thomas. Secondo l’Arcivescovo il crimine è
stato il risultato del clima di “gelosia verso la Chiesa cattolica”, colpevole solo di lavorare per lo
sviluppo delle zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare quanti
sono vittime di violenze e oppressioni.

Nello stato di Uttarakhand (India settentrionale) sono stati ritrovati i corpi senza vita di un
sacerdote cattolico, p. Samuel Francis, e di una volontaria laica, Mercy Bahadur, che avevano
scelto una vita eremitica in un “ashram”, monastero indù adattato alla tradizione cristiana.
Secondo la Conferenza Episcopale dell’India, l’omicidio sembra la conseguenza di un tentativo di
rapina, dal momento che il luogo è stato saccheggiato.

Nello Sri Lanka, ad Ambalkulam (diocesi di Jaffna), in un territorio che è terreno di scontri fra
l’esercito e i ribelli tamil, è stato ucciso il sacerdote Mariampillai Xavier Karunaratnam, parroco
della chiesa di Vannivi'laangku'lam, attivista per i diritti umani, fautore del dialogo e della
riconciliazione, fondatore e presidente dell’organizzazione “North East Secretariat on Human
Rights”, che aveva denunciato le violazioni e gli abusi della guerra e fornito assistenza psicologica
alle popolazioni rimaste vittima del conflitto.

Padre Jesus Reynaldo Roda, OMI (Missionari Oblati di Maria Immacolata) è stato ucciso a colpi
d’arma da fuoco a Tabawan (Filippine), dove guidava una piccola stazione missionaria, portando
avanti l’attività pastorale per una comunità cattolica di una trentina di persone, gestendo

78
programmi di istruzione e di dialogo interreligioso. Mentre stava recitando il Rosario un gruppo di
aggressori ha tentato di rapirlo, e alla sua resistenza è stato percosso e ucciso. Secondo la
Conferenza Episcopale delle Filippine, il sacerdote aveva già ricevuto minacce da parte di dissidenti
islamici legati al gruppo Abu Sayyaf , ma aveva rifiutato la scorta.

La piccola comunità cattolica del Nepal conta il suo primo sacerdote ucciso, il Salesiano p. Johnson
Moyalan. Nel cuore della notte un gruppo di uomini armati è penetrato nella missione salesiana di
Sirsia, a circa 15 km dai confini tra l’India e il Nepal, uccidendo il missionario con due colpi di arma
da fuoco. Tra le ragioni dell’omicidio, oltre al furto o ad un tentativo di estorsione, si considera
anche la possibilità che vi sia implicato un gruppo di estremisti indù che opera nella zona, che in
passato ha minacciato le comunità cristiane e musulmane.

AMERICA

Sono 5 i sacerdoti uccisi in America: 2 in Messico e 1 in Venezuela, Colombia e Brasile.

In Messico sono stati uccisi don Julio Cesar Mendoza Acuma, morto in ospedale in seguito
all’aggressione subita nella sua casa parrocchiale la notte precedente, e don Gerardo Manuel
Miranda Avalos, ucciso da un colpo di pistola al petto mentre stava entrando nell’Istituto “Fray
Juan de San Miguel” di cui era direttore.

Nella sua abitazione a Caracas (Venezuela) è stato trovato il cadavere del sacerdote Pedro Daniel
Orellana Hidalgo. Sul corpo i segni di strangolamento, le mani legate, un bavaglio sulla bocca e
diverse escoriazioni. Dal suo appartamento erano stati rubati oggetti personali.

Don Jaime Ossa Toro, dell’Istituto per le Missioni estere di Yarumal, è stato accoltellato a
Medellin, nel nord-est della Colombia. Il corpo è stato trovato nella sua abitazione, accanto alla
chiesa di Emaús, dove era parroco.

Infine il sacerdote Nilson José Brasiliano, è stato ucciso a coltellate nello stato brasiliano del
Paranà, e il suo corpo gettato in una scarpata lungo la strada, tra la paglia ed il fogliame, vittima di
una rapina.

AFRICA

In Africa hanno perso la vita in modo violento 3 sacerdoti, 1 religioso ed 1 volontario laico, in
Kenya, Guinea Conakry, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo.

In Kenya sono stati uccisi P. Michael Kamau Ithondeka, vice Rettore del Mathias Mulumba Senior
Seminary di Tindinyo, e P. Brian Thorp, dei missionari di Mill Hill, ritrovato senza vita nella
canonica della sua parrocchia a Lamu, nell'Arcidiocesi di Mombasa. P. Michael è stato ucciso ad un
posto di blocco illegale stabilito da una banda di giovani armati sulla strada Nakuru – Eldama, nella

79
Rift Valley, la zona dove sono più violenti gli scontri e le vendette a sfondo etnico, mentre P. Brian
apparentemente risulta vittima di una rapina a mano armata avvenuta nella notte.

Fratel Joseph Douet, 62 anni, dei Fratelli dell’istruzione cristiana di San Gabriele, è stato
assassinato a Katako, in Guinea Conakry, nel collegio che aveva fondato. Mentre era in preghiera
alcuni malviventi lo hanno legato e gli hanno messo un sacco in testa, soffocandolo,
probabilmente a scopo di rapina.

Don John Mark Ikpiki, è stato ucciso ad Isiokolo (stato del Delta, Nigeria), a poca distanza dalla
stazione di polizia locale, da rapinatori che volevano rubare la sua automobile, poi ritrovata
abbandonata.

Nella martoriata Repubblica Democratica del Congo ha trovato la morte anche il volontario laico
Boduin Ntamenya, originario di Goma (Nord Kivu) ucciso mentre stava svolgendo il suo lavoro in
zona di guerra. Lavorava per l’Ong italiana AVSI e faceva parte di una equipe di formatori che
appoggia e sostiene gli insegnanti e gli studenti che lavorano e studiano in zone di conflitto. Da
anni, con coraggio, generosità e passione, lavorava per dare speranza al suo Paese e ai suoi fratelli,
accettando di addentrarsi tra le colline e le foreste del Congo in zone dove la guerriglia è all’ordine
del giorno.

EUROPA

In Europa sono stati uccisi 2 sacerdoti, entrambi in Russia.

Due sacerdoti gesuiti, padre Otto Messmer e padre Victor Betancourt, sono stati uccisi nella loro
abitazione, a Mosca. I mezzi di comunicazione russi hanno diffuso la notizia dell’arresto
dell’omicida, che ha confessato. Si tratta di uno psicopatico, persona già nota alla polizia perché
arrestata precedentemente per altri fatti.

Un elenco mai concluso

A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia Fides, deve comunque essere
aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta
soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella “nube di militi ignoti
della grande causa di Dio” - secondo l’espressione coniata da Papa Giovanni Paolo II - a cui
guardiamo con gratitudine e venerazione, pur senza conoscerne i volti, senza i quali la Chiesa e il
mondo sarebbero enormemente impoveriti.

“Vivere nella fede in Gesù Cristo, vivere la verità e l’amore implica rinunce ogni giorno, implica
sofferenze. Il cristianesimo non è la via della comodità, è piuttosto una scalata esigente, illuminata

80
però dalla luce di Cristo e dalla grande speranza che nasce da Lui”. (Benedetto XVI, udienza
generale, 5 novembre 2008)

(S.L.) (Agenzia Fides 30/12/2008)

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE

L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Il sacerdote Pedro Daniel Orellana Hidalgo, 50 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione a
Caracas (Venezuela) la mattina del 6 gennaio 2008. Sul corpo del sacerdote erano evidenti i segni
di strangolamento, le mani erano legate, aveva un bavaglio sulla bocca e diverse escoriazioni.
L’appartamento era in disordine ed erano stati rubati oggetti personali. Originario di Caracas, per
molti anni il sacerdote aveva svolto il suo lavoro pastorale nell’Arcidiocesi di Cumanà. Al suo
rientro a Caracas, aveva ricoperto incarichi amministrativi e come docente. Attualmente non
ricopriva alcun incarico ecclesiale e celebrava la Santa Messa presso la parrocchia “Cuore
Immacolato di Maria” nel quartiere El Rosal. Dal momento che domenica 6 non si era presentato
per la celebrazione della Messa, nell’anniversario della morte di sua madre, i parenti, con cui
aveva parlato il giorno prima, si sono recati nella sua abitazione, nel quartiere Manzanares della
capitale venezuelana, trovando la porta semiaperta ed il suo corpo privo di vita.

Vedi Fides 8/1/2008

81
Padre Jesus Reynaldo Roda, OMI (Missionari Oblati di Maria Immacolata) è stato ucciso a colpi
d’arma da fuoco a Tabawan (Filippine), nella serata di martedì 15 gennaio 2008. Il missionario, 55
anni, risiedeva sull’isola da 10 anni, guidando una piccola stazione missionaria, portando avanti
l’attività pastorale per una comunità cattolica di una trentina di persone, gestendo programmi di
istruzione e di dialogo interreligioso. Era anche Direttore dell’Istituto Notre Dame di Tabawan,
frequentato da bambini cristiani, musulmani e indigeni. Secondo la ricostruzione dei testimoni e
delle forze locali di polizia, un gruppo di almeno 10 persone non identificate è entrato nella
cappella della missione, dove p. Jesus stava recitando il Rosario. Gli aggressori lo hanno preso,
insieme con un insegnante della scuola, con l’intento di rapirli. Sembra che il sacerdote abbia fatto
resistenza dicendo che sarebbe rimasto con la sua gente. A quel punto è stato percosso e ucciso
con diversi colpi di arma da fuoco. Secondo la Conferenza Episcopale delle Filippine, il sacerdote
aveva già ricevuto minacce da parte di dissidenti islamici legati al gruppo Abu Sayyaf , ma aveva
rifiutato la scorta.

Vedi Fides 16/1/2008; 22/1/2008

P. Michael Kamau Ithondeka, vice Rettore del Mathias Mulumba Senior Seminary di Tindinyo
(Kenya), è stato ucciso il 26 gennaio, ad un posto di blocco illegale stabilito da una banda di giovani
armati sulla strada Nakuru – Eldama, nella Rift Valley, la zona dove sono più violenti gli scontri e le
vendette a sfondo etnico. P. Michael si stava recando a Nakuru. Secondo la ricostruzione
dell’evento, il sacerdote era partito dal seminario solo, ma lungo la strada aveva dato un passaggio
ad alcune persone. Alcuni giovani ad un posto di blocco illegale, lo hanno fermato ed ucciso. Le
persone che erano con lui sono state ricoverate in ospedale. Secondo le testimonianze raccolte sul
posto p. Michael è stato ucciso in quanto alcuni giovani volevano vendicare la morte di un loro
amico. P. Kamau era nato a Kiambu, vicino a Nairobi, nel 1966. Entrato nel Seminario minore di
Molo nel 1986 aveva studiato in seguito al St Augustine Seminary nel 1987 e al St. Mathias
Mulumba. Ordinato per la Diocesi di Nakuru il 9 gennaio 1993, tra il 1998 e il 2002 p. Kamau aveva
studiato Sacra Scrittura al Pontificio Istituto di Studi Biblici di Roma. Nel 2005 era diventato vice
Rettore del St Mathias Mulumba Seminary.

Vedi Fides 28/1/2008

Fratel Joseph Douet, 62 anni, dei Fratelli dell’istruzione cristiana di San Gabriele, è stato
assassinato l'8 aprile a Katako, in Guinea Conakry. Fratel Joseph era originario di Pin-en-Mauges,
in Francia, ed aveva trascorso 37 anni in Africa. Dopo la formazione religiosa a Boitissandeau, in
Vandea, e gli studi universitari ad Angers, aveva insegnato a Cholet. Nel 1971 iniziò la missione di
Senegal, come insegnante, direttore scolastico e responsabile della formazione. Rientrato in
Francia per gravi motivi di salute, appena ristabilitosi volle subito tornare in Africa. Nel 1989 venne
nominato Superiore della giovane provincia del Senegal, incarico che gli venne riconfermato per
un secondo mandato. Quindi si trasferì in Guinea, dove la provincia del Senegal aveva fondato due
missioni, ad Ourous e a Katako, con un centro di alfabetizzazione e una scuola agraria. Fratel
82
Joseph è stato ucciso proprio nel suo collegio, dove al momento era solo: tutti infatti erano fuori,
impegnati nei preparativi dell’inaugurazione di una nuova scuola, realizzata soprattutto grazie al
lavoro di fratel Douet. Mentre era in preghiera, è stato sorpreso da alcuni malviventi che lo hanno
legato e gli hanno messo un sacco in testa, soffocandolo, probabilmente a scopo di rapina. Fratel
Douet è stato sepolto a Katako, secondo il suo desiderio.

Vedi Fides 14/4/2008

P. Brian Thorp, dei missionari di Mill Hill, 77 anni, è stato ritrovato senza vita nella canonica della
sua parrocchia a Lamu, nell'Arcidiocesi di Mombasa (Kenya), apparentemente vittima di una
rapina a mano armata avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 aprile 2008. P. Thorp era nato il 30
gennaio 1931, a Yorkshire Bridge a Bamford, Derbyshire, in Inghilterra, quarto di cinque figli. Dopo
una vita dedita al lavoro di carpentiere e muratore, nel 1967, in seguito alla morte del fratello più
giovane, Brian iniziò a riflettere sul proprio futuro. L'anno seguente entrò nel programma di studi
dei Missionari di Mill Hill. Emise i voti temporanei nel giugno 1970 e quelli perpetui il 29 giugno
1972. Svolse la sua prima missione, dal 1973 al 1976, a Basankusu, nell'attuale Repubblica
Democratica del Congo, dove si occupò della gestione di diversi progetti di costruzione di edifici
per la missione. In seguito svolse missioni in Kenya ed in Uganda. Nel 1999 p. Brian fu nominato
parroco a Lamu dove ha ricostruito gli edifici parrocchiali.

Vedi Fides 14/4/2008

Mons. Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo Caldeo di Mosul (Iraq), 65 anni, è stato rapito il 29
febbraio a Mosul, dopo aver celebrato la Via Crucis, all’uscita della chiesa dello Spirito Santo. Al
momento del rapimento sono state uccise tre persone: le guardie del corpo e l’autista. Il corpo
dell’Arcivescovo è stato rinvenuto, dopo un avviso dei rapitori, il 13 marzo: era stato seppellito nei
dintorni di Mosul. Il Nunzio Apostolico in Giordania e Iraq, Mons. Francis Assisi Chullikat,
ricordando che fino a poche ore prima si aspettavano con speranza e trepidazione buone notizie,
ha ricordato che “Mons. Rahho era un uomo di pace e di dialogo, collante tra cristiani e
musulmani”. “Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito
a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla
verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo”: con queste parole il Santo Padre Benedetto XVI
ha ricordato l’Arcivescovo di Mossul dei Caldei, durante la Santa Messa in suo suffragio che ha
presieduto nella Cappella "Redemptoris Mater" il 17 marzo. “So che egli aveva una predilezione
particolare per i poveri e i portatori di handicap – ha proseguito Benedetto XVI -, per la cui
assistenza fisica e psichica aveva dato vita ad una speciale associazione, denominata Gioia e Carità
("Farah wa Mahabba"), alla quale aveva affidato il compito di valorizzare tali persone e di
sostenerne le famiglie, molte delle quali avevano imparato da lui a non nascondere tali congiunti e
a vedere Cristo in essi. Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e
musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto
reciproco”.
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Vedi Fides 3/3/2008; 13/3/2008; 14/3/2008; 17/3/2008; 10/4/2008; 12/4/2008; 20/6/2008

Il sacerdote Mariampillai Xavier Karunaratnam, parroco della chiesa di Vannivi'laangku'lam,


attivista per i diritti umani, fautore del dialogo e della riconciliazione, è stato ucciso il 20 aprile ad
Ambalkulam (diocesi di Jaffna) nello Sri Lanka. Il sacerdote è stato colpito mentre era nella sua
autovettura, in un territorio che è terreno di scontri fra l’esercito e i ribelli tamil. Secondo le
informazioni diffuse dalla guerriglia, sarebbe stato colpito da una raffica di mitra dei soldati
dell’esercito regolare. Altre ricostruzioni parlano dell’esplosione di una mina che avrebbe distrutto
l’automobile. Il sacerdote era fondatore e presidente dell’organizzazione “North East Secretariat
on Human Rights”, che aveva denunciato le violazioni e gli abusi della guerra e fornito assistenza
psicologica alle popolazioni rimaste vittima del conflitto. I fedeli della sua parrocchia lo ricordano
come Pastore che si preoccupava della vita del suo gregge in ogni circostanza, venendo incontro ai
bisogni spirituali e materiali delle persone, specialmente degli sfollati che avevano perso casa e
mezzi di sostentamento a causa del conflitto.

Vedi Fides 22/4/2008

Don Julio Cesar Mendoza Acuma, messicano, 33 anni, è morto il 2 maggio 2008 in ospedale, a
Città del Messico, in seguito all’aggressione subita nella sua casa parrocchiale la notte precedente.
Era parroco della chiesa di Nostra Signora del Rosario, in un quartiere della zona meridionale della
capitale messicana, ed è stato trovato nel bagno della sua abitazione, ancora in vita, bocconi, con
le mani legate, la testa e il volto insanguinati. Trasportato all’ospedale, è morto per le ferite
riportate.

Il Salesiano p. Johnson Moyalan, sessantenne missionario indiano, è stato ucciso il 1° luglio a


Sirsia, in Nepal, da un gruppo di uomini armati. L’episodio è avvenuto nella missione salesiana di
Sirsia, a circa 15 km dai confini tra l’India e il Nepal. Nel cuore della notte un gruppo di uomini
armati è penetrato nella missione, costringendo il guardiano notturno a condurli nella casa dei
Salesiani. Il viceparroco ha cercato soccorsi ma è stato neutralizzato. Gli aggressori si sono poi
recati nella stanza di p. Johnson Moyalan e lo hanno ucciso, dileguandosi dopo circa 15 minuti. Gli
abitanti della zona sono intervenuti e hanno trovato il corpo del missionario, ferito a morte da due
colpi di arma da fuoco. Tra le ragioni dell’omicidio, oltre al furto o ad un tentativo di estorsione, si
considera anche la possibilità che sia opera di un gruppo di estremisti indù che opera nella zona,
che in passato ha minacciato le comunità cristiane e musulmane. P. Johnson Moyalan era nato a
Ollur, in Kerala, nel 1948. Salesiano dal 1967, era stato per diversi anni vice parroco in molte zone
dell’Andhra Pradesh. Giunto a Dharan nel 1996, si era trasferito nel 2000 nella nuova presenza
missionaria di Sirsia, dove i Salesiani operano tra i più poveri, gestendo una scuola elementare e
una parrocchia. Giunto in Nepal aveva preso il nome di p. John Prakash. “P. Johnson era un
sacerdote molto impegnato pastoralmente, un eccellente missionario, una persona capace di

84
grande compassione verso i poveri e gli emarginati. In passato, nella sua missione in Nepal aveva
aiutato la allora ‘Missio sui iuis’ nella formazione dei seminaristi. Poi si era molto impegnato per
l’istruzione e la promozione sociale di popolazioni povere, soprattutto non cristiani, fra i quali i
tribali e i cosiddetti ‘intoccabili’. La sua dedizione nella scuola Don Bosco di Sirsia era apprezzata da
tutti”: con queste parole lo ha ricordato Sua Ecc. Mons. Anthony Sharma, Vicario Apostolico del
Nepal.

Vedi Fides 2/7/2008; 3/7/2008

Don Jaime Ossa Toro, colombiano, dell’Istituto per le Missioni estere di Yarumal, è stato
accoltellato il 13 agosto a Medellin, nel nord-est della Colombia. Il corpo è stato trovato nella sua
abitazione, accanto alla chiesa di Emaús, dove da tre anni prestava servizio come parroco. Nato a
Medellin (Colombia) il 28 novembre 1937, era stato ordinato sacerdote nell’ottobre 1962 ed era
stato missionario in Angola per 14 anni. Dal 1995 era tornato a Medellin. Secondo le testimonianze
dei fedeli, il sacerdote si distingueva per il suo spirito di carità verso i più bisognosi, per la sua
sincerità, intelligenza e cultura. Molto amato dai suoi fedeli e dai confratelli, si era dedicato in
particolare a promuovere la partecipazione dei laici e dei giovani alle attività missionarie.

La notte del 16 agosto scorso alcune persone hanno rinvenuto a Mosalikunta, sulla strada che
collega Lingampet a Yellareddy, nello stato indiano dell’Andra Pradesh, il corpo senza vita del
sacerdote carmelitano indiano P. Thomas Pandippallyil, 38 anni, assassinato mentre si recava in
un villaggio per celebrare la Santa Messa. A un chilometro circa è stato ritrovato il motorino che
egli usava per i suoi spostamenti. Mons. Marampudi Joji, Arcivescovo di Hyderabad, ha negato con
forza l’attività di “proselitismo e conversione forzate”, visto che vi sono solo “cinque famiglie di
fede cattolica” nella parrocchia in cui è avvenuto l’omicidio di p. Thomas. Secondo l’Arcivescovo il
crimine è stato il risultato del clima di “gelosia verso la Chiesa cattolica”, colpevole solo di lavorare
per lo sviluppo delle zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare
quanti sono vittime di violenze e oppressioni. Nativo del Kerala, diocesi di Palai, p. Pandippallyil era
entrato nella missione dei Carmelitani di Maria Immacolata a Chanda il 24 giugno 1987, ed aveva
emesso i voti nel 2002. È stato per diverso tempo Rettore dell’istituto provinciale e ha lavorato
come amministratore nell’ospedale, nella scuola e nel centro missionario locale.

Il corpo senza vita del sacerdote Nilson José Brasiliano, 44 anni, ucciso a coltellate, è stato
ritrovato il 24 agosto nella località rurale di Tieté (stato del Paraná, Brasile), in una scarpata lungo
la strada, a circa 10 km dall’abitato di Araucaria, nascosto tra la paglia ed il fogliame. La polizia ha
arrestato quattro uomini, suoi conoscenti, che secondo una ricostruzione dei fatti, lo avrebbero
sequestrato allo scopo di costringerlo a prelevare i suoi risparmi in banca per poi derubarlo ed
ucciderlo.

85
Don John Mark Ikpiki, nigeriano, 43 anni, è stato ucciso il 1° settembre ad Isiokolo (stato del Delta,
Nigeria), a poca distanza dalla stazione di polizia locale, da rapinatori che volevano rubare la sua
automobile, poi ritrovata abbandonata. Il sacerdote era molto conosciuto in quanto autore di
diversi testi catechistici e di formazione, impegnato nell’animazione di ritiri spirituali ed incontri
per i giovani. Nella diocesi di Warri era Parroco di St Ambrose, Cappellano diocesano della Catholic
Dramatic Society e Direttore diocesano dell’ufficio delle comunicazioni sociali, che pubblica il
periodico diocesano “The Messenger of Peace”. Secondo le testimonianze di chi lo ha conosciuto,
era un sacerdote carismatico e molto impegnato nel suo ministero.

Il sacerdote messicano Gerardo Manuel Miranda Avalos, 45 anni, è stato ucciso da un colpo di
pistola al petto esploso nel pomeriggio del 2 settembre, mentre stava entrando nell’Istituto “Fray
Juan de San Miguel” di cui era direttore. Il crimine è avvenuto nel portico dell’istituto educativo
che sorge al centro dell’abitato di Los Reyes, nello stato del Michoacan (Messico): da una vettura
in movimento hanno sparato contro il sacerdote. Soccorso dal personale del centro educativo e da
alcuni genitori degli studenti, è morto in ospedale durante le prime cure mediche. Il sacerdote era
originario di Yurecuaro (stato del Michoacan, Messico) dove era nato il 22 dicembre 1961. Era
stato ordinato sacerdote nel 1987, ed era molto amato e rispettato nell’intera regione per il suo
impegno educativo.

I corpi senza vita di un sacerdote cattolico di 60 anni, p. Samuel Francis, e di una volontaria laica,
Mercy Bahadur, sono stati trovati il 22 settembre nel villaggio di Chota Rampur, nei pressi di
Dehradun, nella diocesi di Meerut, nello stato di Uttarakhand (India settentrionale). Secondo gli
inquirenti il duplice omicidio risalirebbe a circa due giorni prima. P. Samuel Francis era chiamato
anche “Swami Astheya”, dato che aveva scelto una vita eremitica in un “ashram”, tipico
monastero indù, adattato alla tradizione cristiana. La volontaria laica da oltre un anno collaborava
con il sacerdote per accogliere quanti si recavano all’ashram. Secondo un comunicato della
Conferenza Episcopale dell’India, l’omicidio non sembra far parte della campagna di odio
anticristiano lanciata da gruppi radicali indù, ma piuttosto conseguenza di un tentativo di rapina
nel luogo dove il sacerdote viveva, che è stato infatti saccheggiato. L’ashram cristiano era un luogo
in cui sacerdoti, religiosi, gruppi ecclesiali, giovani si recavano per trascorrere giornate di ritiro e
meditazione. Era un centro di preghiera ma anche un luogo in cui spesso poveri e bisognosi si
trovavano un po’ di conforto e aiuto. Era divenuto, inoltre, un punto di riferimento per
l’organizzazione di incontri e convegni interreligiosi, promuovendo in particolare il dialogo fra indù
e cristiani.

Vedi Fides 23/9/2008

86
Don Bernard Digal, dell’Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneshwar, in Orissa (India), aggredito e
malmenato il 25 agosto nell’ondata di violenze scatenate dai radicali indù, è deceduto il 28 ottobre
in ospedale, in seguito alle gravi lesioni riportate alla testa. Il sacerdote, 45 anni, era stato
trasportato all’ospedale di Chennai, in Tamil Nadu, per essere sottoposto a un delicato intervento
chirurgico al capo, ma il suo fisico, malridotto a causa di numerosi traumi, ferite e lesioni in tutto il
corpo, ha ceduto. “Durante la sua vita p. Bernard ha mostrato determinazione e coraggio nel
testimoniare e morire per Cristo. E’ morto da vero cristiano, e subito dopo l’aggressione subita ha
perdonato i suoi nemici e persecutori”, ha detto p. Mrutyunjay Digal, sacerdote della stessa
Arcidiocesi e segretario dell’Arcivescovo locale, Mons. Raphael Cheenath. P. Bernard è il primo
sacerdote cattolico rimasto ucciso nella campagna di violenza anticristiana.

Vedi Fides 29/10/2008

Il corpo senza vita e con segni di violenza di due sacerdoti gesuiti, padre Otto Messmer e padre
Victor Betancourt, è stato ritrovato la sera del 28 ottobre nella loro abitazione, a Mosca, da un
altro confratello preoccupato per il loro silenzio. E’ stato appurato che il duplice assassinio è
avvenuto il 27 ottobre, in tempi diversi, con uno scarto di 15/17 ore tra la morte del primo gesuita
e quella del secondo. I mezzi di comunicazione russi hanno diffuso la notizia dell’arresto
dell’omicida, che ha confessato. Si tratta di uno psicopatico, persona già nota alla polizia perché
arrestata precedentemente per altri fatti. Padre Otto Messmer, cittadino russo, era nato il 14
luglio 1961 a Karaganda (Kazakhstan), in seno ad una famiglia di origini tedesche e profondamente
cattolica. Dal 13 ottobre 2002 era il Superiore della Regione Indipendente Russa della Compagnia
di Gesù. Padre Victor Betancourt era nato il 7 luglio 1966 a Guayaquil, in Ecuador. Aveva fatto i
suoi studi in Argentina, Ecuador, Germania e Italia. Dal 2001 faceva parte della Regione Russa.
Aveva lavorato nella pastorale delle vocazioni ed attualmente era Professore di Teologia
nell’Istituto di Filosofia, Teologia e Storia “San Tommaso” di Mosca.

Vedi Agenzia Fides 31/10/2008; 21/11/2008

Boduin Ntamenya, 52 anni, originario di Goma (Nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo) è
stato ucciso il 15 dicembre 2008, mentre stava svolgendo il suo lavoro in zona di guerra, nel
territorio di Rutshuru. Boduin lavorava per l’Ong italiana AVSI da quasi due anni e si occupava di
educazione in emergenza. Faceva parte di una equipe di formatori che appoggia e sostiene gli
insegnanti e gli studenti che lavorano e studiano in zone di conflitto. La mattina del 15 dicembre
Boduin era partito alla volta di Rutshuru con Ciza Deo Gratias, 57 anni, autista di AVSI fin dal 2003.
Entrambi conoscevano bene il territorio perché da anni, con coraggio, generosità e passione,
lavoravano per dare speranza al loro Paese e ai loro fratelli, accettando di addentrarsi tra le colline
e le foreste del Congo in zone dove la guerriglia è all’ordine del giorno. Lo scopo della missione era
di censire esattamente le scuole che avevano aperto i battenti dopo gli ultimi scontri tra le truppe
governative e i ribelli. Secondo una ricostruzione dei fatti, a pochi chilometri dalla meta
l’automobile è stata attaccata da quattro banditi armati che hanno aperto il fuoco sulla cabina del
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fuoristrada. Deo Gratias è stato colpito ad una mano e al ventre ma, nonostante le ferite, ha
continuato a guidare per oltre un chilometro fino a che la jeep, danneggiata al motore, si è spenta.
Boduin, colpito in pieno dalla raffica, è morto prima di raggiungere l’ospedale del villaggio. Boduin
lascia 6 figli e la moglie.

QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2008

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Luogo e data della morte

1. D.Pedro D. Orellana Hidalgo Venezuela Diocesano 6/1 – Caracas (Venezuela)

2. Padre Jesus Reynaldo Roda Filippine OMI (Missionari Oblati di 15/1 - Tabawan (Filippine),

88
Maria Immacolata)

3. D. Michael K. Ithondeka Kenya Diocesano 26/1 – Nakuru (Kenya)

4. Fratel Joseph Douet Francia Fratelli dell’istruzione 8 aprile – Katako (Guinea C.)
cristiana di S. Gabriele
(SG)

5. P. Brian Thorp Inghilterra Missionari di Mill Hill 9 aprile - Lamu (Kenya)


MHM

6. S.Ecc. Mons. Paulos Faraj Iraq Arcivescovo Caldeo di 13 marzo (?) – Mosul (Iraq)
Rahho Mosul (Iraq)

7. D. Mariampillai Xavier Sri Lanka Diocesano 20 aprile - Ambalkulam (Sri


Karunaratnam Lanka)

8. Don Julio Cesar Mendoza Messico Diocesano 2 maggio - Città del Messico
Acuma

9. P. Johnson Moyalan India Salesiani (SDB) 1° luglio – Sirsia (Nepal)

10. Don Jaime Ossa Toro Colombia Istituto per le Missioni 13 agosto – Medellin (Colombia)
estere di Yarumal

11. P. Thomas Pandippallyil India Carmelitano 16 agosto - Mosalikunta (India)

12. D. Nilson José Brasiliano Brasile Diocesano 24 agosto - Tieté (Brasile)

13. Don John Mark Ikpiki Nigeria Diocesano 1/9 – Isiokolo (Nigeria)

14. D. Gerardo Manuel Miranda Messico Diocesano 2/9 - Los Reyes (Messico)
Avalos
15. D. Samuel Francis India Diocesano 20/9 (?) - Chota Rampur (India)

16. Mercy Bahadur India Volontaria laica 20/9 (?) - Chota Rampur (India)

17. Don Bernard Digal India Diocesano 28/10 – Chennaio (India)

18 Padre Otto Messmer Kazakhstan Gesuita (SJ) 27/28-10 – Mosca (Russia)

19 Padre Victor Betancourt Ecuador Gesuita (SJ) 27/28-10 – Mosca (Russia)

20 Boduin Ntamenya R.D.Congo Volontario laico 15/12 – Rutshuru (R.D.Congo)

Uccisi nell’anno 2008

1 Arcivescovo

16 sacerdoti (9 diocesani, 2 SJ, 1 OMI, 1 SDB, 1 Carmelitano, 1 MHM, 1 IMEY)

1 religioso (SG)

89
2 volontari laici

Paesi di origine

Asia: 9 (5 India, 1 Iraq, 1 Sri Lanka, 1 Kazakhstan, 1 Filippine)

America: 6 (2 Messico, 1 Colombia, 1 Venezuela, 1 Brasile, 1 Ecuador)

Africa: 3 ( Kenya, Nigeria, R.D.Congo)

Europa: 2 (Inghilterra, Francia)

Luoghi della morte

Asia: 8 (4 India, 1 Filippine, 1 Iraq, 1 Sri Lanka, 1 Nepal)

America: 5 (2 Messico, 1 Venezuela, 1 Colombia, 1 Brasile)

Africa: 5 (2 Kenya, 1 Guinea Conakri, 1 Nigeria, 1 R.D.Congo)

Europa: 2 (Russia)

(Agenzia Fides 30/12/2008)

Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2008

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2008 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 193 persone.
90
ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

91
(Agenzia Fides 30/12/2008)

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

30 dicembre 2009

SPECIALE FIDES

ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI


SACERDOTI, RELIGIOSI,
RELIGIOSE E LAICI,

92
UCCISI NELL’ANNO 2009

“La Chiesa annuncia ovunque il Vangelo di Cristo


nonostante le persecuzioni, le discriminazioni, gli attacchi e
l’indifferenza, talvolta ostile, che – anzi – le consentono di
condividere la sorte del suo Maestro e Signore.”

(Papa Benedetto XVI, Messaggio natalizio, 25 dicembre 2009)

GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2009


93
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come è consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica alla fine
dell’anno l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli
ultimi 12 mesi. Secondo le informazioni in nostro possesso, nell’anno 2009 sono stati uccisi 37
operatori pastorali: 30 sacerdoti, 2 religiose, 2 seminaristi, 3 volontari laici. Sono quasi il doppio
rispetto al precedente anno 2008, ed è il numero più alto registrato negli ultimi dieci anni.

Analizzando l’elenco per continente, quest’anno figura al primo posto, con un numero
estremamente elevato, l’AMERICA, bagnata dal sangue di 23 operatori pastorali (18 sacerdoti, 2
seminaristi, 1 suora, 2 laici), seguita dall’AFRICA, dove hanno perso la vita in modo violento 9
sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico, dall’ASIA, con 2 sacerdoti uccisi e infine dall’EUROPA, con un
sacerdote assassinato.

Il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori
pastorali morti in modo violento. Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo
significato etimologico di “testimone”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà
eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei
casi, si riescono a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte.

Come ha detto il Santo Padre Benedetto XVI nel giorno della festa del protomartire Santo Stefano,
“la testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei
spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il
martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo
all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore. Configurandosi pienamente alla morte di
Cristo, è consapevole di essere germe fecondo di vita e di aprire nel mondo sentieri di pace e di
speranza. Oggi, presentandoci il diacono Santo Stefano come modello, la Chiesa ci indica, altresì,
nell’accoglienza e nell’amore verso i poveri, una delle vie privilegiate per vivere il Vangelo e
testimoniare agli uomini in modo credibile il Regno di Dio che viene” (Angelus del 26 dicembre
2009).

Dalle poche note biografiche di questi fratelli e sorelle uccisi, possiamo leggere l’offerta generosa e
senza condizioni alla grande causa del Vangelo, senza tacere la limitatezza della fragilità umana: è
questo ciò che li ha uniti nella vita e anche nella morte violenta, pur trovandosi in situazioni e
contesti profondamente diversi. Per annunciare l’amore di Cristo, morto e risorto per la salvezza
dell’uomo, testimoniandolo in opere concrete di amore ai fratelli, non hanno esitato a mettere
quotidianamente a rischio la propria vita in contesti di sofferenza, di povertà estrema, di tensione,
di violenza generalizzata, per offrire la speranza di un domani migliore e cercare di strappare tante
vite, soprattutto giovani, al degrado e alla spirale della malvivenza, accogliendo quanti la società
rifiuta e mette ai margini.

Alcuni sono stati vittime proprio di quella violenza che stavano combattendo o della disponibilità
ad andare in soccorso degli altri mettendo in secondo piano la propria sicurezza. Molti sono stati
uccisi in tentativi di rapina o di sequestro, sorpresi nelle loro abitazioni da banditi alla ricerca di
fantomatici tesori che il più delle volte si sono dovuti accontentare di una vecchia automobile o del
94
telefono cellulare delle vittime, portandosi via però il tesoro più prezioso, una vita donata per
Amore. Altri sono stati eliminati solo perché nel nome di Cristo opponevano l’amore all’odio, la
speranza alla disperazione, il dialogo alla contrapposizione violenta, il diritto al sopruso.

Ricordare i tanti operatori pastorali uccisi nel mondo e pregare in loro suffragio “è un dovere di
gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre
più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il
potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore” (Benedetto XVI, Regina Coeli,
24 marzo 2008).

A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia Fides, deve comunque essere
sempre aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del
pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella “nube di militi
ignoti della grande causa di Dio” - secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II - a cui
guardiamo con gratitudine e venerazione, pur senza conoscerne i volti, senza i quali la Chiesa e il
mondo sarebbero enormemente impoveriti.

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA

I 23 operatori pastorali caduti in America (18 sacerdoti, 2 seminaristi, 1 suora, 2 laici) sono stati
uccisi in Brasile, Colombia, Messico, Cuba, El Salvador, Stati Uniti, Guatemala e Honduras.

Sono 6 i sacerdoti uccisi in Brasile, un numero senza dubbio elevato, tanto che il Consiglio
Episcopale di Pastorale della Conferenza Episcopale brasiliana, al termine della sua ultima riunione
dell’anno, ha pubblicato una preoccupata dichiarazione sulla crescente ondata di violenza nel
paese contro i sacerdoti: “la Chiesa cattolica in Brasile si sente profondamente colpita e indignata
di fronte alla violenza contro i suoi figli la cui vita è stata stroncata. Riaffermiamo che nulla
giustifica la violenza!”.

Tra i sacerdoti uccisi in Brasile figurano lo spagnolo Ramiro Ludeña, noto come “padre Ramiro”,
che lavorava da 34 anni in un'associazione di sostegno ai bambini e ai ragazzi di strada, ed è stato
ucciso proprio da un giovane di 15 anni per rapina. Il missionario Fidei donum italiano don Ruggero
Ruvoletto, ucciso nella sua parrocchia da cui erano stati rubati una cinquantina di Real
(circa diciannove Euro). Don Evaldo Martiol, assassinato da due giovani, vittima di un furto finito in
omicidio. “Il suo metodo di evangelizzare era l’amicizia” ha ricordato il Vescovo durante i funerali.
P. Gisley Azevedo Gomes, CSS, Assessore nazionale della Sezione Giovani della Conferenza
Episcopale Brasiliana (CNBB), ucciso da alcuni giovani che lo hanno prima derubato e poi ucciso.
“In maniera deplorevole – hanno affermato i Vescovi - è stato vittima di quella violenza che
desiderava combattere”.

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La Colombia, con 5 sacerdoti ed 1 laico uccisi, è al secondo posto. Tutti i sacerdoti sono rimasti
vittime di furti finiti tragicamente: i due sacerdoti redentoristi p. Gabriel Fernando Montoya
Tamayo e p. Jesús Ariel Jiménez sono stati uccisi da un uomo che ha fatto irruzione nell'alloggio dei
sacerdoti, molto probabilemte alla ricerca di denaro, uccidendoli entrambi mentre questi erano
connessi ad Internet. Il corpo senza vita di don Oscar Danilo Cardozo Ossa è stato ritrovato nella
canonica della parrocchia, sul posto sono stati ritrovati anche un bavaglio e alcune corde. Anche
don Emiro Jaramillo Cardenas è stato ucciso nella notte nella sua abitazione, mentre don Juan
Gonzalo Aristizabal Isaza, è stato ritrovato assassinato all’interno dell’automobile di sua proprietà,
abbandonata sull’autostrada regionale. A loro si aggiunge il laico Jorge Humberto Echeverri Garro,
professore ed operatore pastorale, impegnato come catechista e nella Pastorale Sociale per la
pace e la convivenza, ucciso da un gruppo di guerriglieri durante una riunione in cui si discuteva di
alcuni progetti della Chiesa.

In Messico sono stati uccisi un sacerdote e due seminaristi: mentre si dirigevano ad una riunione di
pastorale vocazionale, il loro veicolo è stato raggiunto da un altro, sono stati fatti scendere e
colpiti a morte con armi da fuoco. L’Arcivescovo di Acapulco ha segnalato che in quella regione del
Paese prevale la logica di risolvere tutto con la pistola, la logica del regolamento di conti, dello
spargimento di sangue, mentre le forze armate non riescono a tenere sotto controllo il
narcotraffico e la violenza.

Particolare commozione ha suscitato anche la morte violenta a Cuba di due sacerdoti spagnoli:
don Eduardo de la Fuente Serrano, morto in seguito ad un accoltellamento subito in una strada
alla periferia della capitale, e don Mariano Arroyo Merino, ucciso nella sua parrocchia. Il suo corpo
era ammanettato, imbavagliato e parzialmente bruciato.

Due le vittime in El Salvador, un sacerdote e un giovane laico: il corpo senza vita del redentorista
salvadoregno p. Leopoldo Cruz è stato ritrovato alcuni giorni dopo la sua scomparsa in un canale di
una zona rurale di San Salvador. Il giovane William Quijano, della Comunità di Sant'Egidio, è stato
ucciso a colpi d'arma da fuoco da una delle tante gang violente organizzate che assoldano i giovani
poveri nelle periferie del Centro America. Da cinque anni William era impegnato nella Scuola della
Pace ai bambini poveri del quartiere di Apopa, nei sobborghi della capitale.

L’unica religiosa uccisa nel continente è Suor Marguerite Bartz, delle Suore del Santissimo
Sacramento per gli Indiani e i Negri (SBS), uccisa nel suo convento di Saint Berard, nella zona dei
Navajo, nel Nuovo Messico (Stati Uniti d’America). La religiosa era conosciuta per essere una
donna da sempre appassionata della ricerca della giustizia e della pace. Sempre negli Stati Uniti,
don Ed Hinds, parroco della chiesa di San Patrizio a Chatham, nel New Jersey (USA), è stato
ritrovato morto nel Rettorato adiacente alla chiesa, coperto da numerosi traumi e ferite provocate
da un’arma da taglio.

In Guatemala ha trovato la morte padre Lorenzo Rosebaugh, dei Missionari Oblati di Maria
Immacolata (OMI), rimasto ucciso in seguito ad un assalto avvenuto lungo una strada di
campagna, mentre con altri sacerdoti si stava recando ad una riunione pastorale. Due uomini

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armati di fucile e con il viso coperto hanno fermato l’automobile e, dopo aver sottratto ai
missionari ciò che possedevano, hanno sparato uccidendo p. Rosebaugh.

Infine è stato trovato ucciso in una provincia della parte orientale del Guatemala il sacerdote
cappuccino guatemalteco p. Miguel Angel Hernandez, da quattro anni responsabile di una
parrocchia di Ocotepeque (Honduras), che era stato rapito alcuni giorni prima.

AFRICA

In Africa hanno perso la vita in modo violento 9 sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico, nella Repubblica
Democratica del Congo, in Sudafrica, in Kenya ed in Burundi.

Nella martoriata Repubblica Democratica del Congo, dove la Chiesa e la popolazione locale sono
oggetto da lungo tempo di brutalità e continue violazioni dei diritti umani, hanno trovato la morte
2 sacerdoti, 1 religiosa e 1 operatore laico della Caritas. Sia don Jean Gaston Buli che don Daniel
Cizimya Nakamaga sono stati uccisi da sconosciuti penetrati durante la notte nella loro abitazione,
molto probabilmente per rubare, rispettivamente a Bunia e a Kabare. Suor Denise Kahambo
Murahirwa, monaca trappista, è stata uccisa da uomini armati in uniforme che sono entrati nel
monastero di “Notre Dame de la Clarté” a Murhesa, 20 chilometri da Bukavu, poi fuggiti senza
rubare nulla. Il giovane congolese Ricky Agusa Sukaka, operatore della Caritas, è stato ucciso a
Musezero, nel nord Kivu, da due uomini che indossavano uniformi dell’esercito.

Anche in Sudafrica sono stati uccisi 4 sacerdoti. Don Daniel Matsela Mahula, della diocesi di
Klerksdorp, è stato ucciso mentre era alla guida della sua auto, da quattro banditi di strada. Don
Lionel Sham, 66 anni, parroco di Mohlakeng (arcidiocesi di Johannesburg, Sudafrica), è stato ucciso
dopo essere stato rapito dalla sua casa. Il corpo di Padre Ernst Plöchl, della Congregazione dei
Missionari di Mariannhill, in Sudafrica da oltre 40 anni, è stato trovato nell’isolata stazione
missionaria di Maria Zell. Anche Padre Louis Blondel, dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), è stato
ucciso nella notte da alcuni giovani penetrati nell’abitazione dei missionari.

In Kenya sono stati uccisi P. Giuseppe Bertaina, dei Missionari della Consolata, aggredito da alcuni
malviventi nell'Istituto di Filosofia dei Missionari della Consolata, a Nairobi, di cui era rettore e
amministratore, che lo hanno picchiato, legato e imbavagliato, provocandone la morte per
insufficienza respiratoria, e P. Jeremiah Roche, della Società di S. Patrizio per le Missioni Estere, il
cui cadavere è stato ritrovato con le mani legate e con ferite di machete alla testa.

Un gesto di altruismo è costato la vita a don Révocat Gahimbare, in Burundi: saputo dell’assalto al
monastero delle suore “Bene Maria”, si stava recando a portare aiuto alle religiose, ma i banditi gli
hanno teso un agguato lungo la strada, uccidendolo.

ASIA

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Due i sacerdoti uccisi in Asia nel 2009. In India don James Mukalel è stato trovato morto nei pressi
di Mangalore, stato del Karnataka, nell’India meridionale, probabile vittima di violenza
anticristiana, dato che in precedenza nell’area si erano verificati alcuni casi di attacchi di
integralisti. Nelle Filippine don Cecilio Lucero, difensore dei più deboli e impegnato per la tutela
dei diritti umani, è stato ucciso da un gruppo di uomini armati, nella provincia del Nord Samar, a
sud della capitale, Manila.

EUROPA

L’unico sacerdote ucciso di cui si ha notizia è don Louis Jousseaume, aggredito e assassinato nella
canonica di Egletons, diocesi di Tulle (Francia), dove era parroco. Impegnato anche nel mondo
dell’handicap, è stato ucciso proprio da uno di questi emarginati squilibrati di cui si prendeva cura.

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE

L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

P. Giuseppe Bertaina, italiano, dei Missionari della Consolata, è stato ucciso la mattina del 16
gennaio 2009, nel suo ufficio a Langata, nell'Istituto di Filosofia dei Missionari della Consolata, a
Nairobi, capitale del Kenya. P. Bertaina era rettore e amministratore dell'Istituto. Alcune persone
sono entrate di nascosto nell'istituto durante l'orario delle lezioni, mentre studenti e insegnanti
erano nelle aule. I malviventi hanno sorpreso p. Giuseppe, lo hanno picchiato, legato e
imbavagliato, provocandone la morte per insufficienza respiratoria. P. Bertaina, ordinato
sacerdote nel 1951, era in Kenya dagli anni '60. Ha sempre svolto la sua missione in quel Paese,
tranne un periodo in Sudafrica, dove si era recato per motivi di studio. Gli omicidi a scopo di rapina
sono un fenomeno in continua crescita e colpiscono con frequenza allarmante anche gli istituti
religiosi e le altre opere della Chiesa.

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(Vedi Agenzia Fides 16/1/2009; 19/1/2009)

Il corpo senza vita del sacerdote spagnolo Eduardo de la Fuente Serrano, è stato rinvenuto la
mattina del 14 febbraio 2009, in una zona a nord ovest de L’Avana (Cuba). Secondo le indagini, il
sacerdote sarebbe morto in seguito ad un accoltellamento, subito in una strada alla periferia della
capitale. La sua automobile è stata ritrovata nel comune di Bauta, a circa 20 chilometri dal luogo in
cui era stato abbandonato il suo corpo. Il sacerdote, 61 anni, era nativo di Guadalix de la Sierra, in
provincia di Madrid (Spagna), e lavorava da tre anni a Cuba come Parroco nella chiesa di Santa
Chiara di Assisi, dove era impegnato soprattutto in opere umanitarie. Le testimonianze di coloro
che lo hanno conosciuto mettono in evidenza la sua attenzione verso tutti: i bambini, gli anziani,
ed in modo particolare gli adolescenti e i giovani, che aveva coinvolto in un vivo ed impegnato
gruppo parrocchiale. Attraverso un intenso e concreto lavoro pastorale era riuscito a ridare vita ad
una comunità che risentiva della mancanza di un sacerdote permanente da alcuni anni. Don
Eduardo, che a Madrid svolgeva il ministero pastorale nella Parrocchia del Rosario nel quartiere di
Carabanchel, aveva cominciato a lavorare a L’Avana circa dieci anni fa, quando tutti gli anni, nel
mese di luglio, vi si recava per sostituire un sacerdote. Poi decise di trasferirvisi definitivamente tre
anni fa, soprattutto per aiutare le persone più bisognose.

(Vedi Agenzia Fides 16/2/2009; 20/2/2009)

Don Juan Gonzalo Aristizabal Isaza, sacerdote colombiano di 62 anni, è stato assassinato il 22
febbraio 2009: il suo cadavere è stato trovato all’interno dell’automobile di sua proprietà,
abbandonata sull’autostrada regionale, nei pressi dell’Università di Antiochia. Il sacerdote era
parroco della parrocchia “San Giovanni Apostolo” e cappellano dell’Hotel Intercontinentale di
Medellin (Colombia). Inoltre si distingueva per il suo spirito di carità verso i più bisognosi, la sua
dedizione pastorale, l’intelligenza, e la donazione agli altri. Nato a Medellin nel 1946, Don Juan
Gonzalo Aristizabal Isaza era stato ordinato presbitero il 10 giugno 1973. Laureato in Educazione,
aveva conseguito anche il titolo di psicologo e di maestro in psico orientamento. Dopo la sua
ordinazione sacerdotale aveva ricoperto diversi incarichi pastorali nelle parrocchie e in diversi
istituti scolastici come cappellano, inoltre era stato Rettore della Scuola Ozhanam e Cappellano del
Governo di Antiochia (1993-1996). Dal 2 febbraio 2006 era parroco di San Giovanni Apostolo.

(Vedi Agenzia Fides 24/2/2009)

Don Daniel Matsela Mahula, della diocesi di Klerksdorp (Sudafrica), è stato ucciso mentre era alla
guida della sua auto, da quattro banditi di strada, vicino a Bloemhof, il 27 febbraio 2009. Nato il 6
giugno 1975 era stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 2002. Svolgeva il suo servizio presso la
Peter’s Catholic Church di Jouberton.

(Vedi Agenzia Fides 10/3/2009)

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Don Lionel Sham, 66 anni, parroco di Mohlakeng (Arcidiocesi di Johannesburg, Sudafrica), è stato
ucciso il 7 marzo 2009, dopo essere stato rapito dalla sua casa a Mohlakeng. Il corpo è stato
recuperato dalla polizia domenica 8 marzo, poche ore dopo la scomparsa del sacerdote dalla sua
parrocchia. P. Sham Lionel era noto per essere aperto a tutti e generoso con le persone nel
bisogno.

(Vedi Agenzia Fides 10/3/2009)

Domenica 8 marzo è stato ucciso don Révocat Gahimbare, parroco della parrocchia di Karuzi, in
Burundi. Il sacerdote è stato ucciso da 4 banditi travestiti da poliziotti che avevano rapinato il
monastero delle Suore “Bene Maria”. Avendo saputo dell'assalto, don Gahimbare si era
precipitato al soccorso delle religiose, ma i banditi gli hanno teso un agguato lungo la strada. Il
sacerdote è stato raggiunto da una pallottola che lo ha ucciso.

(Vedi Agenzia Fides 10/3/2009)

Due sacerdoti redentoristi, padre Gabriel Fernando Montoya Tamayo (40 anni) e padre Jesús
Ariel Jiménez (45 anni), sono stati uccisi la notte del 16 marzo 2009 nel municipio di La Primavera
(Vichada), in Colombia. I tragici fatti sono avvenuti nel settore di La Pasqua, giurisdizione del
municipio di La Primavera, nel dipartimento di Vichada, ad oltre 500 chilometri da Bogotà e ai
confini con il Venezuela. Il doppio crimine è stato commesso da un uomo che la sera del 16 marzo
ha fatto irruzione nell'alloggio dei sacerdoti nel Collegio di La Pasqua, molto probabilemte alla
ricerca di denaro, uccidendoli entrambi con un’arma da fuoco mentre questi erano connessi ad
Internet. P. Gabriel Fernando Montoya era da sette anni direttore del Collegio e stava per passare
l’incarico a P. Jesús Ariel Jiménez, che era arrivato da poco come nuovo responsabile.

(Vedi Agenzia Fides 18/3/2009; 20/3/2009)

Il sacerdote spagnolo Ramiro Ludeña, 64 anni, è stato ucciso il 20 marzo 2009 a Recife, nordest
del Brasile, dove lavorava da 34 anni in un'associazione di sostegno ai bambini di strada. Secondo
le informazioni diffuse dalla polizia, don Ludeño è stato ucciso con un colpo di fucile mentre stava
uscendo con il suo veicolo da un parcheggio. Lo sparo lo ha raggiunto al braccio e gli ha perforato il
torace. La polizia brasiliana ha fermato un giovane di 15 anni che ha confessato il crimine e si è
anche trovata l'arma utilizzata, un fucile. L'adolescente ha spiegato che voleva rapinare il
sacerdote mentre si trovava nella sua automobile, e ha sparato perché pensava che stesse
cercando un’arma per difendersi. Il sacerdote spagnolo, originario di Toledo, risiedeva in Brasile da
34 anni e lavorava con il Movimento di Appoggio ai Meninos de Rua (Mamer), rivolto ad
adolescenti della località di Jaboatao dos Guarapes, nell'area metropolitana di Recife. Secondo gli
amici del religioso, don Ludeño era molto affettuoso ed apprezzato da tutti, e non aveva mai
ricevuto minacce. Lo descrivono come un uomo tranquillo, ma "energico e determinato" quando si

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tentava di difendere l'Ong. Era "un sacerdote dotato di una grande sensibilità sociale, che cercava
di strappare i bambini e gli adolescenti dalla povertà e dalla tentazione di entrare nella
criminalità".

(Vedi Agenzia Fides 21/3/2009)

Il sacerdote statunitense Lorenzo Rosebaugh, 74 anni, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata
(OMI), è rimasto ucciso in Guatemala il 18 maggio 2009 in seguito ad un assalto avvenuto nel
Parco Nazionale Laguna Lachuá, ad Alta Verapaz, una comunità rurale a nord del Guatemala, lungo
una strada di campagna che unisce la comunità di Chisec con Ixcán. Due uomini armati di fucile e
con il viso coperto hanno fermato l’automobile guidata da p. Rosebaugh nella quale viaggiavano
altri quattro sacerdoti, tutti Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), i quali erano diretti a
Laguna Lachuá per una riunione. Dopo aver sottratto loro ciò che possedevano, i delinquenti
hanno sparato contro i religiosi, uccidendo p. Rosebaugh e ferendo gravemente p. Jean Claude
Nowama, originario della Repubblica Democratica del Congo, mentre gli altri sono usciti illesi
dall’attentato. Ai sacerdoti è stato sottratto denaro, un cellulare e degli oggetti liturgici. P.
Rosebaugh era in Guatemala dal 1993. Era stato parroco a Chicaman, una parrocchia di montagna
popolata dai Maya, e poi nella comunità di Ixcán, una regione al nord del Paese, nota per l’alta
concentrazione di criminalità, dove rimase fino al 2000. Dopo essere rientrato in patria per
assistere la madre, tornò in Guatemala nel 2005, occupandosi degli ammalati, dei poveri e dei
carcerati.

(Agenzia Fides 20/5/2009)

Padre Ernst Plöchl, austriaco di 78 anni, della Congregazione dei Missionari di Mariannhill è
stato ucciso nella Provincia Sudafricana del Capo. Il corpo del missionario, in Sudafrica da oltre 40
anni, è stato trovato la mattina di domenica 31 maggio 2009, nell’isolata stazione missionaria di
Maria Zell. In un primo momento le autorità locali avevano affermato che il missionario fosse stato
ucciso a colpi di armi da fuoco, poi che fosse stato strangolato. P. Ploechl gestiva una scuola di 400
alunni a Matatiele,una città nel sud del Paese. P. Ploechl era nato a Neumarkt im Mühlkreis, nel
distretto austriaco di Freistadt, dove aveva conservato dei forti legami ed era ammirato per il suo
impegno per i poveri.

(Vedi Agenzia Fides 2/6/2009)

Jorge Humberto Echeverri Garro, 40 anni, professore ed operatore pastorale, l’11 giugno 2009 si
trovava a Colonos, Panama di Arauca (Colombia), per partecipare ad una riunione di Pastorale
Sociale incentrata sui progetti della Chiesa nella zona a favore del rinvigorimento comunitario, in
accordo con la Caritas della Germania. Nel corso dell’incontro, un gruppo di guerriglieri ha invaso il
centro urbano e si è diretto fino al luogo della riunione dove, senza dare alcuna spiegazione, ha

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colpito a morte il docente. Secondo il comunicato diffuso da Mons. Héctor Fabio Henao Gaviria,
Direttore del Segretariato Nazionale di Pastorale Sociale, “Jorge Humberto, oltre ad essere
riconosciuto per la sua leadership era anche catechista e membro della rete di docenti nell’ambito
di un’altra proposta di Pastorale Sociale con i Centri Educativi Gestori di Pace e Convivenza, che
viene attivata in questa stessa zona in accordo con l’ACNUR”.

(Vedi Agenzia Fides 15/6/2009)

Il sacerdote messicano Habacuc Hernández Benítez, 39 anni, ed i giovani seminaristi Eduardo


Oregón Benítez, 19 anni, e Silvestre González Cambrón, 21 anni, entrambi di Ajuchitlán
(Guerrero), sono stati assassinati mentre si dirigevano ad una riunione di pastorale vocazionale, la
sera di sabato 13 giugno 2009, nel municipio di Arcelia, a Tierra Caliente (Guerrero). Il sacerdote
era Coordinatore della pastorale vocazionale nella diocesi di Ciudad Altamirano (Messico).
Secondo la ricostruzione della Polizia, il sacerdote ed i seminaristi sono stati raggiunti dai colpi
sparati da alcuni individui intorno alle sette di sabato pomeriggio, 13 giugno, mentre viaggiavano a
bordo di un camioncino. Stavano percorrendo una delle strade centrali di Arcelia, quando
improvvisamente un altro veicolo li ha raggiunti, sono stati fatti scendere dal camioncino e colpiti
con vari colpi di arma da fuoco. L’Arcivescovo di Acapulco, Mons. Felipe Aguirre Franco, ha
segnalato che in quella regione del Paese prevale la logica di risolvere tutto con la pistola, la logica
del regolamento di conti, dello spargimento di sangue. Allo stesso tempo “le forze armate non
bastano a risolvere il problema complessivo del narcotraffico e della violenza” .

(Vedi Agenzia Fides 16/6/2009)

Il 15 giugno 2009 è stato ucciso P. Gisley Azevedo Gomes, CSS, 31 anni, Assessore nazionale della
Sezione Giovani della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB). Il cadavere del sacerdote è stato
trovato il giorno dopo, 16 giugno, in prossimità di Brazlândia, città satellite di Brasilia (DF),
all’interno della sua automobile, presentava un colpo al viso e due alla testa. La polizia ha
arrestato alcuni giovani, autori del crimine: saliti sulla sua vettura, lo hanno prima derubato e poi
ucciso. Originario di Morrinhos, p. Gisley era entrato nella Congregazione delle Sacre Stimmate di
Nostro Signore Gesù Cristo ed era stato ordinato sacerdote nel maggio 2005. Era Assessore
nazionale della Sezione Giovani della CNBB da appena due anni. Impegnato con i giovani,
organizzava insieme alla Pastorale Giovanile del Brasile la Campagna Nazionale sul tema “Gioventù
in marcia contro la violenza”. “In maniera deplorevole – hanno affermato i Vescovi - è stato
vittima di quella violenza che desiderava combattere”.

(Vedi Agenzia Fides 17/6/2009)

Don Mariano Arroyo Merino, originario della Spagna, 74 anni, è stato trovato morto nella sua
parrocchia presso il Santuario di Nostra Signora della Regola a Cuba, il 13 luglio 2009. Il corpo del
sacerdote è stato rinvenuto dai vigili del fuoco intorno alle 6.10 del mattino (ora locale), dopo che

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la guardia notturna aveva visto del fumo uscire dalla parrocchia. Gli assassini hanno pugnalato p.
Arroyo e successivamente gli hanno dato fuoco. Il suo corpo era ammanettato, imbavagliato e
parzialmente bruciato. Il sacerdote aveva prestato servizio a Cuba negli ultimi 12 anni nella zona
residenziale de L’Avana, svolgendo un intenso lavoro pastorale attraverso un carisma particolare
verso la religiosità popolare ed il sincretismo religioso. D. Mariano Arroyo era nato il 20 febbraio
1935, a Cabezón de la Sal, Cantabria (Spagna). Era stato ordinato sacerdote il 17 aprile 1960. Poco
dopo, nel 1962, era partito come missionario per Santiago dal Cile, dove era rimasto fino al 1968.
Dal 1969 al 1979 ha lavorato nuovamente a Madrid (Spagna) come parroco e formatore in
Seminario. Nel 1980 era ritornato in Cile e aveva prestato servizio in varie parrocchie della Diocesi
di Copiapó. A L’Avana era giunto il 19 gennaio 1997. Nel marzo successivo, era stato nominato
parroco di Nostra Signora del Pilar, a L’Avana, e nel dicembre del 2004, Rettore e Parroco del
Santuario Nazionale di Nostra Signora della Regola. E’ stato anche consulente del Movimento dei
Lavoratori Cristiani e Direttore dell’Istituto di Scienze religiose “Padre Félix Varela”. Padre Arroyo
apparteneva all’Opera Cooperazione Sacerdotale Ispanico-Americana (OCSHA).

(Vedi Agenzia Fides 14/7/2009; 16/7/2009; 21/7/2009)

Il giovane congolese Ricky Agusa Sukaka, 27 anni, operatore della Caritas, è stato ucciso nel
pomeriggio del 15 luglio 2009 a Musezero, nel nord Kivu, Repubblica Democratica del Congo.
Secondo una ricostruzione dell’omicidio, il giovane, che lavorava da un anno come ingegnere
agricolo in un progetto di Secours Catholique-Caritas Francia, è stato avvicinato da due uomini che
indossavano uniformi dell’esercito mentre rientrava a casa. Successivamente è stato ritrovato il
suo cadavere, cui era stata sottratta la maglietta di Secours Catholique che indossava e il
portafoglio. La Caritas internationalis ha condannato “l’omicidio brutale di un giovane che lavorava
coraggiosamente in una zona di guerra per aiutare gli altri a ricostruire la propria vita”.

Don James Mukalel, 39 anni, è stato trovato morto nei pressi di Mangalore, stato del Karnataka,
nell’India meridionale. Il suo cadavere è stato rinvenuto nelle campagne da alcuni parrocchiani il
30 luglio 2009, dopo che il giovane sacerdote non aveva fatto ritorno alla sua parrocchia, nella
diocesi siro-malabarese di Belthangady. Il 29 luglio, nelle ore immediatamente prima della morte,
secondo i consueti impegni pastorali, il sacerdote aveva visitato alcune famiglie, pranzato in un
convento, celebrato un funerale. Il giovane sacerdote era benvoluto da tutti, era sempre
sorridente e zelante nel lavoro pastorale. Tra le ipotesi, potrebbe essersi trattato di un caso di
violenza anticristiana, dato che lo scorso anno nell’area si erano verificati alcuni casi di attacchi di
integralisti.

(Vedi Agenzia Fides 31/7/2009)

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Il corpo senza vita del redentorista salvadoregno p. Leopoldo Cruz, di cui non si erano avute più
notizie dalla metà di agosto, è stato ritrovato il 24 agosto 2009 in un canale di una zona rurale di El
Salvador. Dal momento che il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione, risulta difficile
stabilire con esattezza le cause e la data della morte. E’ stato arrestato un giovane trovato alla
guida dell’automobile di padre Cruz.

(Vedi Agenzia Fides 4/9/2009)

Don Cecilio Lucero, filippino di 48 anni, è stato ucciso il 6 settembre 2009 da un gruppo di uomini
armati, nella provincia del Nord Samar, a sud della capitale Manila (Filippine). Secondo la polizia
locale, il sacerdote viaggiava sulla sua auto quando è stato fermato da oltre 30 persone che hanno
aperto il fuoco, uccidendolo all’istante. Altre due persone che erano a bordo del veicolo insieme
con lui sono rimaste gravemente ferite. D. Lucero, parroco nella città di Catubig, era ritenuto da
tutti un difensore dei più deboli e un attivista per la tutela dei diritti umani. Era responsabile della
Commissione per i Diritti Umani della diocesi di Catarman, cui apparteneva, e aveva avviato
diverse iniziative e progetti per difendere i poveri e denunciare gli abusi di potere. Aveva inoltre
parenti fra i politici della provincia di Nord Samar: fatto, questo, che, secondo gli investigatori,
potrebbe essere legato all’omicidio, in una sorta di vendetta o di avvertimento trasversale di tipo
politico. Nella regione di Nord Samar sono numerosi gli omicidi di politici, giornalisti, operatori
sociali e pastorali che hanno osato alzare la voce per difendere i diritti umani delle categorie più
deboli o accusare di corruzione i potenti.

(Vedi Agenzia Fides 7/9/2009)

Don Ruggero Ruvoletto, missionario Fidei donum italiano di 52 anni, è stato ucciso il 19 settembre
2009, nella sua parrocchia dedicata al “Sagrado Corazon de Maria” nel barrio Santa Etelvina,
quartiere periferico di Manaus (Brasile). I ntorno alle ore 7 di mattina (ora locale), il diacono della
parrocchia, sentiti degli spari, è accorso e ha trovato il corpo senza vita di don Ruggero,
inginocchiato vicino al letto, con il capo reclinato, colpito alla nuca da un proiettile. Da
testimonianze raccolte sul luogo, pare siano stati rubati una cinquantina di Real (circa diciannove
Euro), lasciando molto altro denaro nell’abitazione. Don Ruggero Ruvoletto era nato a Galta di
Vigonovo il 23 marzo 1957, in provincia di Venezia, diocesi di Padova. Era stato ordinato sacerdote
nel 1982. Dopo aver studiato ecclesiologia a Roma, era rientrato in diocesi nell’agosto 1994, dove
si occupò per circa un anno di Pastorale sociale e del lavoro, quindi fu nominato Direttore del
Centro Missionario Diocesano, incarico che ricoprì dal 1995 al 2003. Il 6 luglio 2003 partì per il
Brasile, come missionario fidei donum, per la diocesi di Itaguaì a Mangaratiba. L’anno seguente
partecipò ad un progetto di presenza missionaria alla periferia di Manaus, voluto dalle diocesi
locali. Un luogo di confine tra la città e la foresta dove la criminalità è particolarmente aggressiva.
Lo stesso don Ruggero aveva recentemente partecipato a una manifestazione per chiedere maggiore
sicurezza.

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(Vedi Agenzia Fides 21/9/2009)

Un sacerdote di 33 anni, don Evaldo Martiol, della diocesi di Cacador (Brasile), è stato
assassinato a Santa Caterina la sera del 26 settembre 2009 da due giovani, di 21 e 15 anni,
rispettivamente zio e nipote. Il sacerdote è rimasto vittima di un furto finito in omicidio. Infatti,
dopo aver lasciato una cappella ed essere passato a casa di un altro sacerdote, don Evaldo ha dato
un passaggio sulla sua automobile ai due giovani che lo hanno ucciso. Il giorno seguente la polizia
ha identificato i criminali, che avevano ancora con sé la macchina, il cellulare ed i documenti del
sacerdote. I due hanno confessato ed hanno indicato il luogo dove trovare il corpo del sacerdote: 5
chilometri fuori della zona urbana di Cacador, colpito da quattro proiettili. Don Evaldo, originario
di Timbò Grande, era stato ordinato sacerdote il 26 aprile 2003. “Il suo metodo di evangelizzare
era l’amicizia” ha ricordato commosso il Vescovo diocesano, Mons. Luiz Carlos Eccell, durante i
funerali celebrati nella Cattedrale in cui il sacerdote lavorava, e che era colma di fedeli commossi e
affranti, perché “padre Evaldo era un figlio amato che faceva amicizia con tutti”.

(Vedi Agenzia Fides 29/9/2009)

Il corpo senza vita di don Oscar Danilo Cardozo Ossa è stato ritrovato nella canonica della
parrocchia San Luigi Maria de Montfort a Villavicencio (Colombia), di cui era parroco dal 2003,
nel pomeriggio di domenica 27 settembre 2009. Alcuni fedeli, vedendo che il sacerdote non
arrivava per celebrare la Santa Messa vespertina, sono andati a cercarlo in canonica e hanno
trovato il suo corpo senza vita. Secondo quanto comunicato dalle autorità di polizia, non sono stati
trovati segni di scasso o di forzatura, per cui molto probabilmente gli assassini erano conosciuti dal
sacerdote. Sul posto sono stati ritrovati un bavaglio e alcune corde. Padre Oscar Danilo Cardozo
era nato il 7 aprile 1952 a Toro (Valle). Era stato ordinato sacerdote il 10 giugno 1983. E’ stato
Vice-Rettore del Seminario Minore San Pio X di Restrepo, vicario cooperatore di S. Giuseppe
Lavoratore, fondatore e parroco della parrocchia Maria Ausiliatrice, cappellano della Colonia
Penale Acacias, parroco di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso del distretto di Grass, a San Jose
Obrero, quartiere di Nuevo Ricaute, a St. Louis Marie de Montfort (dal 2003), e Delegato
Arcivescovile per la radio e il giornale "Eco Llanero”.

(Vedi Agenzia Fides 29/9/2009)

Il giovane William Quijano, 21 anni , della comunità di Sant'Egidio in El Salvador, è stato ucciso a
colpi d'arma da fuoco mentre rientrava a casa, la sera del 28 settembre 2009. Gli assassini
facevano parte di una delle tante gang violente organizzate che assoldano i giovani poveri nelle
periferie del Centro America. Da cinque anni William era impegnato nella Scuola della Pace ai
bambini poveri del quartiere di Apopa, nei sobborghi della capitale, San Salvador. La sua vita

105
pacifica e buona, al servizio dei giovani e dei più bisognosi era nota e rappresentava un'alternativa
alle bande violente.

(Vedi Agenzia Fides 1/10/2009)

Il corpo di don Ed Hinds, parroco della chiesa di San Patrizio a Chatham, nel New Jersey (USA), a
circa 10 miglia da Newark, è stato ritrovato sabato mattina, 24 ottobre 2009, nella cucina del
Rettorato adiacente alla chiesa, coperto da numerosi traumi e ferite provocate da un’arma da
taglio. Nel mattino di sabato, poco dopo le 8, un diacono ed una persona della manutenzione lo
sono andati a cercare, dato che non si era presentato per la Messa del mattino, ed hanno scoperto
l’assassinio. Il sacerdote, 61 anni, era stato visto per l’ultima volta la sera precedente, intorno alle
ore 23, durante un incontro comunitario nei locali della rettoria, e stava bene. Molto impegnato
nel sostegno agli oppressi, il sacerdote era considerato l’anima e il cuore della comunità di San
Patrizio, dove era parroco da 7 anni.

(Vedi Agenzia Fides 26/10/2009)

Don Louis Jousseaume, sacerdote originario della diocesi di Lucon (Francia) è stato aggredito e
assassinato la sera del 26 ottobre 2009 nella canonica di Egletons, diocesi di Tulle, dove era
parroco dal 1981 oltre che cappellano del movimento “Chrétien en monde rural” (CMR) e
responsabile della Pastorale liturgica e sacramentale. Il sacerdote, 70 anni appena compiuti, da
oltre 40 prestava servizio pastorale nella diocesi di Tulle, dove tra l’altro era stato cappellano del
liceo di Breeve ed impegnato nel mondo dell’handicap. Da quanti lo hanno conosciuto è stato
descritto come un uomo affettuoso, aperto, che aveva messo tutta la sua vita sotto il segno del
Vangelo, occupandosi in modo particolare dei più poveri e dei più deboli, soprattutto
handicappati. Proprio uno di questi emarginati squilibrati lo ha aggredito ed ucciso.

Suor Marguerite Bartz, 64 anni, delle Suore del Santissimo Sacramento per gli Indiani e i Negri
(SBS), con sede a Bensalem, Pennsylvania, è stata uccisa nel suo convento di Saint Berard, nella
zona dei Navajo, nel Nuovo Messico, domenica 1 novembre. Dal momento che la religiosa non era
presente alla Messa domenicale, un collaboratore è andato a cercarla ed ha trovato il suo corpo.
Secondo l’FBI la suora è stata assassinata nella notte tra sabato 31 ottobre e la mattina di
domenica 1 novembre 2009. La religiosa era conosciuta per essere una donna da sempre
appassionata della ricerca della giustizia e della pace. Nata a Plymouth, Wisconsin, nel 1945, suor
Marguerite era entrata tra le Suore del Santissimo Sacramento (SBS) nel 1966, a Beaumont, nel
Texas, aveva emesso i voti perpetui nel 1974. Dopo la laurea in Lettere ed un Master in educazione
religiosa, per oltre 40 anni suor Marguerite era stata in missione in luoghi diversi. Le Suore del
Santissimo Sacramento per gli Indiani e Negri (SBS) sono state fondate nel 1891 da Santa Caterina

106
Drexel (1858-1955) per diffondere il messaggio evangelico e la vita eucaristica in mezzo agli Indiani
e agli Afro-Americani.

(Vedi Agenzia Fides 03/11/2009)

Padre Hidalberto Henrique Guimaraes, 48 anni, parroco della chiesa della Madonna delle Grazie
nel comune di Murici alla periferia di Maceió (AL), in Brasile, è stato trovato ucciso il 7 novembre
2009, due giorni dopo la sua scomparsa. Sabato 7 novembre aveva in programma la celebrazione
di una Santa Messa nella città di Branquinha, e proprio a causa della sua assenza un amico si è
recato a casa sua per cercarlo. Entrato, ha trovato il corpo insanguinato del sacerdote sul
pavimento della cucina, con molti tagli su tutto il corpo. Padre Hidalberto era stato ordinato
sacerdote nella chiesa di San Giuseppe, nel quartiere Trapiche, a Maceió, il 14 dicembre 1992.
Recentemente si era laureato in giornalismo. Il sacerdote era molto amato dai suoi parrocchiani

(Vedi Agenzia Fides 10/11/2009; 12/11/2009)

E’ stato trovato ucciso in una provincia della parte orientale del Guatemala il sacerdote
cappuccino guatemalteco p. Miguel Angel Hernandez, 45 anni, da quattro anni responsabile di
una parrocchia di Ocotepeque (Honduras), scomparso da alcuni giorni. Fonti della polizia
dell’Honduras avevano comunicato infatti che padre Hernandez era stato rapito mentre andava da
Ocotepeque verso la città orientale di Chiquimula (Guatemala). Il corpo del sacerdote è stato
trovato all'interno di una piccola pensione nella città di Esquipulas, a circa 222 chilometri a est
della capitale, colpito da diverse coltellate. La morte sarebbe avvenuta l’8 novembre 2009. I
Cappuccini lavorano da molti anni nella zona di frontiera fra Honduras e Guatemala, dove contano
diverse comunità. P. Miguel era stato preside di una scuola cattolica ed era molto amico dei
giovani. E’ stato definito un uomo molto impegnato nel lavoro, semplice, chiaro nella
predicazione, sempre molto sincero e coerente.

(Vedi Agenzia Fides 11/11/2009; 21/11/2009)

Don Jean Gaston Buli è stato ucciso nella notte tra il 9 e il 10 novembre 2009 da banditi armati
introdottisi nella canonica della sua parrocchia di Nyakasanza, a Bunia, nell’Ituri (R.D.Congo).
Intorno alle 2,30 del mattino, i malviventi hanno forzato la porta dell’ufficio e hanno ferito
mortalmente il sacerdote, che, trasportato ad un vicino ospedale, è purtroppo deceduto poco
dopo a causa delle forte emorragia. Don Jean Gaston, 24 anni di sacerdozio, era stato da poco
nominato vicario-economo della parrocchia di Nyakasanza.

Don Daniel Cizimya Nakamaga, 51 anni, da 12 sacerdote a Bukavu (R.D. Congo) è stato ucciso
nella sua parrocchia di Kabare domenica 6 dicembre 2009 intorno alle due del mattino. Alcuni
107
sconosciuti hanno assalito la casa parrocchiale nella notte, e dopo aver divelto le sbarre di una
finestra sono entrati in casa. Don Daniel ha tentato di rifugiarsi nella sua camera ma è stato
raggiunto dai malviventi e ucciso a sangue freddo.

(Vedi Agenzia Fides 9/12/2009)

Padre Louis Blondel, dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi), è stato ucciso nella notte tra
domenica 6 e lunedì 7 dicembre 2009, a Diepsloot, una della township di Pretoria, in Sudafrica.
Nella notte tre giovani sono penetrati nell’abitazione dei missionari. Dopo aver svegliato un
confratello di p. Louis e un'altra persona che dormiva nella casa, e aver rubato i loro telefoni
cellulari, hanno chiesto di aprire la porta principale dell’abitazione. È entrato così un altro ragazzo,
che ha chiesto se vi fossero altre persone nella casa. Si sono diretti quindi verso la camera di p.
Louis Blondel, che ha aperto la porta ed è stato subito ucciso con un colpo di arma da fuoco. P.
Louis Blondel aveva 70 anni ed era originario del nord della Francia. Aveva insegnano filosofia in
Tanzania per 15 anni. Dal 1987 si era trasferito in Sudafrica. Nel giugno 2009 aveva terminato il
suo secondo mandato come Superiore della Provincia dell’Africa Australe (Malawi, Mozambico e
Sudafrica) dei Padri Bianchi. Ha insegnato filosofia al St. Peter’s Seminary, Hammanskraal. Dopo
aver fondato “Cordis”, un centro Emmaus, e aver lavorato allo sviluppo di Orange Farm,
un’immensa township di Johannesburg, nel 2008 p. Blondel si era trasferito a Diepsloot, un’altra
township di circa 300mila persone che si trova tra Johannesburg e Pretoria. A Diepsloot, p. Blondet
aveva aperto una nuova parrocchia.

(Vedi Agenzia Fides 9/12/2009)

La sera del 7 dicembre 2009 è stata uccisa suor Denise Kahambu Muhayirwa, 44 anni, monaca
trappista, da uomini armati in uniforme entrati nel monastero di “Notre Dame de la Clarté” a
Murhesa, 20 chilometri da Bukavu, nel territorio di Kabare, nella Repubblica Democratica del
Congo. La religiosa, responsabile dell’accoglienza e della portineria del monastero, è stata uccisa
intorno alle ore 20, mentre, dopo aver cantato i vespri con la comunità, si stava recando a
sparecchiare i tavoli dove avevano mangiato gli ospiti venuti da Goma per partecipare alla
vestizione delle loro figlie che avrebbero dovuto cominciare il noviziato il giorno dopo, 8 dicembre.
Accorgendosi della presenza di ospiti non desiderati, la suora si è messa a correre, urlando per
avvertire le consorelle, inseguita dai malviventi che le hanno sparato ad una gamba, provocandone
la morte.

(Vedi Agenzia Fides 9/12/2009)

P. Jeremiah Roche, irlandese, della Società di S. Patrizio per le Missioni Estere, è stato
assassinato nella notte tra il 10 e l’11 dicembre 2009 da alcuni sconosciuti che sono entrati nella
sua casa a Kericho, 250 chilometri da Nairobi (Kenya). Il corpo del missionario, che viveva da solo,

108
è stato scoperto da alcuni parrocchiani allarmati dal fatto che p. Roche non si fosse presentato a
celebrare la Messa delle 6 del mattino. Il missionario aveva le mani legate e ferite di machete alla
testa. P. Roche prestava il suo servizio in Kenya dal 1968 e da poco tempo aveva completato una
nuova chiesa. Aveva promosso diversi progetti di sviluppo, grazie anche alla sua incessante attività
di raccolta di fondi, che era sostenuta dalla sua numerosa famiglia. Probabilmente alcuni giovani
del posto, come ha raccontato il comandante della polizia locale, avranno pensato che il
missionario avesse chissà quale tesoro e si sono introdotti in casa per una rapina, finita
tragicamente. Dall’abitazione sono scomparsi vestiti, poi ritrovati abbandonati in strada, un lettore
cd ed il telefono cellulare.

(Vedi Agenzia Fides 12/12/2009)

Il sacerdote brasiliano don Alvino Broering, 46 anni, è stato accoltellato all'alba del 14 dicembre
nello stato meridionale di Santa Catarina (Brasile) da un uomo che poi ha rubato la sua macchina,
secondo le informazioni diffuse dalla polizia. Il sacerdote, colpito con diverse coltellate alla
schiena, all’addome e al viso, è stato trasportato all'ospedale Marieta Konder Bornhausen, dove lo
hanno sottoposto ad intervento chirurgico, ma purtroppo è morto poco dopo. Don Alvino era
Cappellano dell'Università di Vale do Itajai e direttore-amministratore della Radio Comunitaria
Conceição FM. La radio nel 2010 compirà 10 anni di vita, e padre Alvino aveva già cominciato a
fare i preparativi per l’anniversario da festeggiare. E’ stato anche membro dell'Accademia delle
Lettere di Itajai, ed era un sacerdote molto attivo nella città e nella regione. Era un sacerdote
molto alla mano, di carattere gioviale, carismatico e amato da tutti.

(Vedi Agenzia Fides 15/12/2009)

Il sacerdote colombiano Emiro Jaramillo Cardenas è stato ucciso la sera di domenica 20 dicembre
2009 nella sua abitazione, situata a Santa Rosa de Osos, a 74 km dalla città di Medellin. Secondo
alcuni conoscenti del sacerdote, che era responsabile della Cappella "Nostro Signore dell'Umiltà",
padre Jaramillo non aveva ricevuto alcuna minaccia contro la sua vita. Il suo corpo è stato trovato
da una parente che, sorpreso dal fatto che non fosse arrivato in cappella, è andato a cercarlo. La
porta del suo appartamento era aperta ed entrando ha trovato il corpo del sacerdote con delle
ferite da coltello. Don Emiro Jaramillo era nato nel 1936 ed è stato ordinato sacerdote nel 1966.
Dal 1999 ha lavorato presso la cappella dedicata a "Nostro Signore dell'Umiltà", un luogo ricco di
storia e di spiritualità, molto frequentato dai fedeli di questa città.

(Vedi Agenzia Fides 22/12/2009)

109
QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2009

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Luogo e data della morte

1. P. Giuseppe Bertaina Italia Missionari della Nairobi (Kenya) – 16/1


Consolata (IMC)

2. D. Eduardo de la Fuente Spagna Diocesano L’Avana (Cuba) – 14/2


Serrano

3. D. Juan Gonzalo Aristizabal Colombia Diocesano Medellin (Colombia) – 22/2


Isaza

4. D. Daniel Matsela Mahula Sudafrica Diocesano Bloemhof (Sudafrica) – 27/2

5. D. Lionel Sham Sudafrica Diocesano Mohlakeng (Sudafrica) – 7/3

6. D. Révocat Gahimbare Burundi Diocesano Karuzi (Burundi) – 8/3

7. P. Gabriel Fernando Colombia Redentoristi Vichada (Colombia) – 16/3


Montoya Tamayo

8. P. Jesús Ariel Jiménez Colombia Redentoristi Vichada (Colombia) – 16/3

9. D. Ramiro Ludeña Spagna Diocesano Recife (Brasile) – 20/3

110
10. P. Lorenzo Rosebaugh Stati Uniti Missionari Oblati Maria Alta Verapaz (Guatemala) – 18/5
Immacolata (OMI)

11. Padre Ernst Plöchl Austria Missionari di Mariannhill Maria Zella (Sudafrica) – 31/5

12. Jorge Humberto Echeverri Colombia Operatore pastorale laico Panama di Arauca (Colombia) –
Garro 11/6

13. D. Habacuc Hernández Benítez Messico Diocesano Tierra Caliente (Messico) – 13/6

14. Eduardo Oregón Benítez Messico Seminarista Tierra Caliente (Messico) – 13/6

15. Silvestre González Cambrón Messico Seminarista Tierra Caliente (Messico) – 13/6

16. P. Gisley Azevedo Gomes Brasile Stimmatini CSS Brazlândia (Brasile) – 15/6

17. Don Mariano Arroyo Merino Spagna Diocesano/OCSHA L’Avana (Cuba) – 13/7

18 Ricky Agusa Sukaka R.D. Congo Operatore Caritas Musezero (R.D.Congo) – 15/7

19 D. James Mukalel India Diocesano Mangalore (India) – 30/7

20 P. Leopoldo Cruz El Salvador Redentorista San Salvador (El Salvador) – 24/8

21 D. Cecilio Lucero Filippine Diocesano Nord Samar (Filippine) – 6/9

22 D. Ruggero Ruvoletto Italia Fidei donum Manaus (Brasile) – 19/9

23 D. Evaldo Martiol Brasile Diocesano Santa Caterina (Brasile) – 26/9

24 D. Oscar Danilo Cardozo Colombia Diocesano Villavicencio (Colombia) – 27/9


Ossa

25 William Quijano El Salvador Laico, Comunità S.Egidio San Salvador (El Salvador) – 28/9

26 D. Ed Hinds Stati Uniti Diocesano Chatham (N.J.- USA) – 24/10

27 Don Louis Jousseaume Francia Diocesano Egletons (Francia) – 26-10

28 Suor Marguerite Bartz Stati Uniti Suore del Santissimo Saint Berard, Nuovo
Sacramento per gli Messico, USA – 1/11
Indiani e i Negri (SBS)

29 D. Hidalberto Henrique Brasile Diocesano Maceió (AL), Brasile – 7/11


Guimaraes

30 P. Miguel Angel Hernandez Guatemala OFM Cappuccini Esquipulas (Honduras) - 8/11

31 Don Jean Gaston Buli R.D. Congo Diocesano Bunia (R.D.Congo) – 10/11

32 Don Daniel Cizimya R.D. Congo Diocesano Bukavu (R.D. Congo) – 6/12
Nakamaga

33 Padre Louis Blondel Francia Missionari d’Africa (P. Pretoria (Sudafrica) – 7/12

111
Bianchi)

34 Suor Denise Kahambu R.D. Congo Monaca Trappista Bukavu (R.D. Congo) – 7/12
Muhahyirwa

35 P. Jeremiah Roche Irlanda Società di S. Patrizio per Nairobi (Kenya) – 11/12


le Missioni Estere

36 Don Alvino Broering Brasile Diocesano S.Catarina (Brasile) – 14/12

37 Don Jaramillo Cárdenas Colombia Diocesano S.Rosa de Osos (Colombia) –


20/12

Stato religioso

Sacerdoti 30

(19 diocesani; 1 Fidei donum; 3 Redentoristi, 1 Missionari della Consolata: 1


Missionari Oblati di Maria Immacolata; 1 Missionari di Mariannhill; 1 Stimmatini; 1 Padri
Bianchi; 1 Società di S. Patrizio; 1 Cappuccino)

Seminaristi 2

Religiose 2

Laici 3

112
Paesi di origine

Asia 2 (India, Filippine)

America 19 (6 Colombia, 4 Brasile, 3 Stati Uniti, 3 Messico, 2 El Salvador,

1 Guatemala)

Africa 7 (4 R.D.Congo, 2 Sudafrica, 1 Burundi)

Europa 9 (3 Spagna, 2 Francia, 2 Italia, 1 Irlanda, 1 Austria)

Luoghi della morte

Asia 2 (India, Filippine)

America 23 (6 Brasile, 6 Colombia, 3 Messico, 2 Cuba, 2 El Salvador,

2 Stati Uniti, 1 Guatemala, 1 Honduras)

Africa 11 (4 R.D.Congo, 4 Sudafrica, 2 Kenya, 1 Burundi)

Europa 1 (Francia)

113
Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2008

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2008 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 193 persone.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

114
1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

________________________________________________________________________________
___

115
Speciale Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 30/12/2009

30 dicembre 2010

SPECIALE FIDES

ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI


VESCOVI, SACERDOTI,
RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI,
UCCISI NELL’ANNO 2010

116
“Il nostro mondo continua ad essere segnato dalla
violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo”

(Papa Benedetto XVI, 26 dicembre 2010)

GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2010

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come è consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica alla fine
dell’anno l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli
ultimi 12 mesi. Secondo le informazioni in nostro possesso, nell’anno 2010 sono stati uccisi 25
operatori pastorali: 1 Vescovo, 17 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 2 seminaristi, 3 laici.

117
Analizzando l’elenco per continente, anche quest’anno figura al primo posto, con un numero
estremamente elevato, l’AMERICA, bagnata dal sangue di 17 operatori pastorali: 12 sacerdoti, 1
religioso, 1 seminarista, 3 laici. Segue l’ASIA, con 1 Vescovo, 4 sacerdoti e 1 religiosa uccisi. Infine
l’AFRICA, dove hanno perso la vita in modo violento un sacerdote ed un seminarista.

Il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori
pastorali morti in modo violento. Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo
significato etimologico di “testimone”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà
eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei
casi, si riescono a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. A tale
proposito registriamo, nell’anno che si conclude, l’apertura del processo di beatificazione del
sacerdote Fidei donum don Daniele Badiali, originario della diocesi di Faenza (Italia), ucciso in Perù
nel 1997, e la beatificazione del polacco p. Jerzy Popieluszko, martire, ucciso in odio alla fede il 20
ottobre 1984 nei pressi di Wroclawek, in Polonia.

Il martirio è “una forma di amore totale a Dio”, si fonda “sulla morte di Gesù, sul suo sacrificio
supremo d’amore, consumato sulla croce affinchè noi potessimo avere la vita”, e la forza per
affrontarlo viene “dalla profonda e intima unione con Cristo, perché il martirio e la vocazione al
martirio non sono il risultato di uno sforzo umano, ma sono la risposta ad un’iniziativa e ad una
chiamata di Dio, sono un dono della Sua grazia, che rende capaci di offrire la propria vita per
amore a Cristo e alla Chiesa, e così al mondo” (Benedetto XVI, udienza generale 11 agosto 2010).

Le scarne note biografiche di questi fratelli e sorelle uccisi ci fanno comprendere come abbiano
offerto tutta la loro vita, quasi sempre nel silenzio e nell’umiltà del lavoro quotidiano, “per amore
a Cristo e alla Chiesa, e così al mondo”. Il loro impegno radicale e totale era l’annuncio del Vangelo
di Gesù Cristo, fatto non solo a parole ma con la testimonianza della propria vita, in situazioni di
sofferenza, di povertà, di tensione, di violenza… senza discriminazioni di alcun tipo, ma con l’unico
obiettivo di rendere concreto l’amore del Padre e promuovere l’uomo, creato a immagine e
somiglianza di Dio.

Alcuni sono stati vittime di quella violenza che combattevano o della disponibilità ad aiutare gli
altri nelle piccole difficoltà quotidiane, mettendo in secondo piano la propria sicurezza. Anche
quest’anno molti sono stati uccisi in tentativi di rapina o di sequestro finiti male, sorpresi nelle loro
abitazioni da banditi alla ricerca di tesori immaginari. Altri ancora sono stati eliminati solo perché
nel nome di Cristo opponevano l’amore all’odio, la speranza alla disperazione, il dialogo alla
contrapposizione violenta, il diritto al sopruso.

118
“Il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di
Cristo” ha detto Papa Benedetto XVI (Angelus del 26 dicembre 2010), ricordando come “la terra si
è macchiata di sangue” in diverse parti del mondo, colpendo persino le comunità cattoliche riunite
in preghiera nei luoghi di culto. A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia
Fides, deve quindi essere sempre aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai
notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Si
tratta di quella “nube di militi ignoti della grande causa di Dio” - secondo l’espressione di Papa
Giovanni Paolo II - a cui guardiamo con gratitudine e venerazione, pur senza conoscerne i volti,
senza i quali la Chiesa e il mondo sarebbero enormemente più poveri.

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA

In America sono stati uccisi 17 operatori pastorali: 12 sacerdoti, 1 religioso, 1 seminarista, 3 laici.
Sono stati uccisi in Brasile (6), Colombia (4), Messico (2), Perù (2), Venezuela, Haiti, Ecuador.

In Brasile, che anche quest’anno conta il maggior numero di operatori pastorali uccisi, hanno
trovato la morte Don Dejair Gonçalves de Almeida e il laico Epaminondas Marques da Silva,
aggrediti nella canonica da banditi in cerca di denaro; Don Rubens Almeida Gonçalves, assassinato
nella sua parrocchia probabilmente per un diverbio con una persona a cui avrebbe negato l’affitto
della sala parrocchiale; il seminarista Mario Dayvit Pinheiro Reis, ucciso da rapinatori che volevano
impossessarsi della sua automobile; Don Bernardo Muniz Rabelo Amaral, aggredito da un uomo a
cui aveva dato un passaggio; Padre Josenir Morais Santana, colpito da un colpo di arma da fuoco
mentre guidava la sua auto, forse esploso da qualcuno a cui aveva dato un passaggio.

In Colombia hanno trovato la morte Don Román de Jesús Zapata, ucciso durante la notte nella
canonica della sua parrocchia; Don Herminio Calero Alumia, morto durante una discussione ad un
posto di blocco della polizia; Padre Carlos González, Preside dell’Istituto Tecnico San Rafael a
Manizales, ferito gravemente a pugnalate da due giovani che volevano impossessarsi della sua
automobile; Luis Enrique Pineda, coadiutore salesiano, che è stato derubato e poi accoltellato.

In Messico sono morti Don José Luis Parra Puerto, assassinato dopo essere stato derubato del
furgoncino su cui viaggiava; Don Carlos Salvador Wotto, trovato nella sua parrocchia imbavagliato
e legato, con bruciature di sigaretta sulle braccia e segni di tagli in diverse parti del corpo.

In Perù sono stati vittime di malviventi entrati nel convento per rubare Fra Linán Ruiz Morales,
OFM, ed il suo collaboratore, Ananias Aguila: il corpo del primo è stato rinvenuto nella sua camera
da letto, messa a soqquadro, il secondo nella cucina a fianco della chiesa, dove c'è la mensa per i
poveri.

119
In Venezuela ha trovato la morte Don Esteban Robert Wood: l'omicidio è stato attribuito ad una
rapina perpetrata da sconosciuti e finita con l'assassinio. In Ecuador il corpo del missionario
polacco P. Miroslaw Karczewski è stato rinvenuto nella canonica della sua parrocchia, con ferite sul
collo e su altre parti del corpo. Dopo averlo ucciso, colpendolo con un grande crocifisso, i
malviventi hanno rubato cellulare e computer. Ad Haiti l’operatore della Caritas Julien Kénord, è
stato ucciso in seguito ad un tentativo di rapina. Aveva infatti appena riscosso un assegno in una
banca locale, quando è stato aggredito a colpi di arma da fuoco da sconosciuti.

ASIA

Nel 2010 si registrano in Asia 6 operatori pastorali uccisi: 1 Vescovo, 4 sacerdoti, 1 religiosa. Hanno
trovato la morte in Iraq (2), Cina (2), India, Turchia.

In Turchia è stato assassinato a coltellate dal suo autista, mentre era nella sua abitazione a
Iskenderun, Sua Ecc. Mons. Luigi Padovese, Vicario apostolico dell'Anatolia e Presidente della
Conferenza Episcopale Turca. In Iraq Don Wasim Sabieh e Don Thaier Saad Abdal sono rimasti
uccisi durante l’ attentato nella Cattedrale siro-cattolica di Bagdad, che ha causato decine di morti
e feriti fra i fedeli che erano riuniti per la Santa Messa domenicale.

In Cina Don Joseph Zhang Shulai, vicario generale della diocesi di Ningxia, e Suor Maria Wei
Yanhui, della stessa diocesi, sono stati uccisi nella Casa per anziani a Wuhai, distretto di Wuda,
nella Mongolia interna, da un laico che si era voluto vendicare in quanto era stato licenziato.

In India Don Peter Bombacha è stato assassinato da sconosciuti nell’ashram da lui fondato a
Baboola, a circa un chilometro dalla residenza del Vescovo di Vasai, antico centro abitato vicino a
Mumbai (India). Il suo corpo era in un lago di sangue, aveva una corda al collo e un paio di forbici
infilzate nella gola.

AFRICA

Un sacerdote ed un seminarista sono rimasti uccisi in Africa, entrambi nella Repubblica


Democratica del Congo. Don Christian Bakulene stava tornando, insieme ad un amico, nella sua
parrocchia nel nord Kivu quando due uomini armati, in uniforme militare, lo hanno bloccato e
ucciso dopo aver sottratto il denaro al suo amico. Il seminarista gesuita di nazionalità togolese,
Nicolas Eklou Komla, è stato ucciso alla periferia della capitale, Kinshasa, mentre stava rientrando
allo scolasticato con alcuni amici. Un uomo armato e mascherato li ha fermati, probabilmente per
rapinarli, e nella discussione che ne è nata il bandito ha sparato alcuni colpi di arma da fuoco che
hanno colpito a morte il seminarista.

120
CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE

L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Don José Luis Parra Puerto, 50 anni, è stato assassinato in Messico il 17 febbraio 2010, mercoledì
delle ceneri, dopo essere stato derubato del furgoncino su cui viaggiava. Padre José Luis Parra e un
suo accompagnatore sono stati costretti da alcuni sconosciuti a uscire da un negozio dove si
trovavano. Durante l’aggressione il sacerdote è stato ferito alla testa, subito dopo i malviventi
hanno portato via il furgoncino con il sacerdote ferito, mentre l'accompagnatore è stato fatto
scendere, così ha chiesto aiuto alle forze di sicurezza. Il cadavere di don Parra Puerto è stato
rinvenuto all'interno del furgoncino in località Netzahualcóyotl. Originario di Merida, era vicario
della Chiesa del Sagrario Metropolitano di Città del Messico e Cappellano dei Cavalieri di Colombo.
Mons. Antonio Ortega Franco, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Mexico, durante l'omelia ai
funerali ha ricordato don José Luis Parra come un sacerdote esemplare e un buon samaritano, che
per tutta la sua vita si è dedicato a costruire con gli altri sacerdoti un progetto vivo di pastorale
sociale.

Vedi Agenzia Fides 22/02/2010

Don Dejair Gonçalves de Almeida, 32 anni, è morto martedì 16 marzo 2010 alle ore 7 del mattino
presso l'Ospedale San Giovanni Battista a Volta Redonda, circa 80 km da Rio de Janeiro (Brasile),
per le conseguenze di una aggressione. Domenica 14 marzo, il sacerdote era stato aggredito
mentre tornava a Volta Redonda dalla Comunità ecclesiale “Signore Buon Gesù”, nel quartiere
Agua Limpa. Insieme a lui era l'ex-seminarista Epaminondas Marques da Silva, 26 anni, che è
morto colpito alla testa. Secondo le informazioni della Diocesi di Barra do Pirai a Volta Redonda,
padre Dejair e Epaminondas erano stati rapiti e portati in canonica nelle prime ore di domenica 14
marzo. I rapitori volevano soldi e, poiché non hanno trovato nulla, hanno colpito alla testa i due.
L'ex seminarista è morto all'istante e il sacerdote ha subito un intervento chirurgico, cui però non
è sopravvissuto. L'ex seminarista era stato coordinatore della Comunità Ecclesiale di Santa Cruz.
Padre Dejair Gonçalves de Almeida era nato ad Arantina (MG), era Cancelliere della Diocesi e
assessore dell'Apostolato Diocesano della Preghiera. Aveva svolto il ministero sacerdotale nella
zona Nostra Signora delle Grazie, aveva servito otto Comunità Ecclesiali.

Vedi Agenzia Fides 17/03/2010

121
Sabato 20 marzo 2010, Luis Enrique Pineda, coadiutore salesiano dell’Ispettoria “San Pietro
Claver” di Colombia-Bogotá (COB), è stato assassinato nella capitale, Bogotà, alle 8 di sera. Mentre
si recava a far visita ai suoi familiari è stato aggredito da tre malfattori che lo hanno derubato e poi
accoltellato, lasciandolo a terra. Nonostante le ferite, è riuscito a fermare un taxi e a chiedere di
essere portato al pronto soccorso dove poi è deceduto. Luis Enrique Pineda era nato il 24 maggio
1953 ad Otanche–Boyacá, ed aveva emesso la prima professione religiosa a Rionegro, Antioquia, il
24 gennaio 1977. Per essere professionalmente competente e mettersi al servizio dei giovani, si
era laureato in Psicologia. E’ stato autore di varie ricerche e di studi da lui realizzati per aiutare i
ragazzi ad elaborare un progetto di vita coerente.

Vedi Agenzia Fides 25/03/2010

Il corpo senza vita di don Román de Jesús Zapata, colombiano, è stato trovato il 24 marzo 2010
nella canonica della parrocchia della giurisdizione di Currulao, a Turbo, a circa 500 km dalla
capitale, Bogotà, dove era parroco. Il sacerdote diocesano, 51 anni, è stato trovato nel bagno, con
le mani legate e con metà del corpo coperta da un lenzuolo, il che fa presumere alle autorità che
sia morto per asfissia. Secondo i familiari, il religioso non aveva ricevuto minacce di morte. Il corpo
senza vita del sacerdote è stato trovato dalla donna incaricata di suonare le campane, che non lo
aveva visto arrivare per la Messa del mattino ed era andata a cercarlo.

Vedi Agenzia Fides 26/03/2010

Il sacerdote di origine statunitense p. Esteban Robert Wood, 68 anni, parroco della Parrocchia
“Sagrada Familia” a Puerto Ordaz, è stato assassinato la sera di mercoledì 28 aprile 2010 presso la
casa parrocchiale nel quartiere Unare, a Puerto Ordaz, nello stato di Bolivar, in Venezuela. Il
sacerdote era originario di Vancouver, nello stato di Washington (Stati Uniti d'America) ed ha
vissuto più di 23 anni in Venezuela. Uno degli operai che lavorano in parrocchia ha trovato il
sacerdote morto, con delle ferite provocate da un coltello. Sia il Vescovo che la stampa locale
attribuiscono l'omicidio a una rapina perpetrata da sconosciuti e finita con l'assassinio del
sacerdote. Chi lo ha conosciuto ricorda p. Wood come “una persona eccellente e molto umile”,
“impegnato per la comunità e lavorava molto, anche per i progetti di Ciudad Guayana”. Poche
settimane prima dell’atto criminiale aveva iniziato una “Campagna per la difesa della Vita e della
Pace”, contro quella violenza di cui è stato vittima.

Vedi Agenzia Fides 03/05/2010

P. Peter Bombacha, 74 anni, è stato assassinato da sconosciuti nella notte del 28 aprile 2010
nell’ashram da lui fondato a Baboola, a circa un chilometro dalla residenza del Vescovo di Vasai,
antico centro abitato vicino a Mumbai (India). Il corpo di p. Peter era in un lago di sangue, aveva
una corda al collo e forbici infilzate nella gola. Secondo il Vescovo, Mons. Felix Machado, “P. Peter

122
aveva creato e gestiva, grazie alla collaborazione di alcuni laici, una casa di recupero per alcolisti.
Era originario di Vasai e veniva da una comunità di pescatori: per questo il suo nome era ‘Pietro’.
Era ben voluto e stimato da tutti. Non abbiamo idea dei motivi dell’assassinio: forse un furto o
forse qualcuno ce l’aveva con lui” dice il Vescovo, escludendo la pista delle violenze dei
fondamentalisti indù: “Non pensiamo a gruppi estremisti indù. Prima di tutto perché in questa
zona non ve ne sono. Anzi, le relazioni con la comunità indù sul territorio sono ottime. Molti fedeli
indù sono venuti oggi a manifestare sconcerto e solidarietà”.

Vedi Agenzia Fides 29/4/2010

Padre Carlos González, 47 anni, Preside dell’Istituto Tecnico San Rafael a Manizales (a circa 200
km da Bogotà, Colombia) è stato aggredito la sera del 4 maggio, mentre tornava a casa dopo una
riunione a scuola. Ferito gravemente a pugnalate da due giovani che volevano impossessarsi della
sua automobile, il sacerdote è stato poi rapito dagli aggressori e portato in una zona di campagna
di Manizales, vicino alla strada che conduce a Bogotà, dove è stato abbandonato. La polizia, dopo
aver individuato l'auto del sacerdote e dopo un inseguimento di alcune ore per il centro di
Manizales, è riuscita ad arrestare i delinquenti e a soccorrere il sacerdote. I medici della clinica
"San Marcel" dove era stato portato il sacerdote, avevano considerano un miracolo il fatto che
fosse giunto ancora vivo, dato l’alto numero di ferite che gli erano state inferte. E’ morto la
mattina del 7 maggio, nell’ospedale in cui era stato ricoverato. Padre Carlos apparteneva ai terziari
Cappuccini di Nostra Signora dei Dolori (detti Amigoniani), una comunità religiosa di origine
francescana fondata da Fra Luis Amigò, Vescovo cappuccino, il 12 aprile 1889 a Valencia, Spagna, e
oggi presenti in 4 continenti.

Vedi Agenzia Fides 06/05/2010; 08/5/2010

Padre Rubens Almeida Gonçalves, 35 anni, è stato assassinato mentre si trovava nella sua
parrocchia di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione, nella città di Campo Belos (GO), diocesi
brasiliana di Porto Nacional. Secondo la ricostruzione, padre Rubens de Almeida Gonçalves è stato
colpito a morte con un colpo di pistola sparato alla testa il 20 maggio ed è spirato il giorno dopo a
Brasilia, dove era stato ricoverato. Sercondo alcuni testimoni all’origine del delitto ci sarebbe la
richiesta di affitto della sala parrocchiale che il sacerdote avrebbe negato all’uomo che poi gli ha
sparato uccidendolo. Noto per il suo impegno tra i poveri e gli emarginati “p. Rubens è morto nel
pieno esercizio del suo ministero sacerdotale, che è sempre stato segnato dallo zelo missionario e
dalla fede nel Cristo risorto. Tutte le comunità per le quali egli ha lavorato, hanno offerto la loro
testimonianza sull'impegno appassionato con cui ha esercitato la sua missione di
evangelizzazione” afferma la nota firmata da P. Paulo Sérgio Maya Barbosa, Cancelliere della Curia
Diocesana.

Vedi Agenzia Fides 24/05/2010

123
Sua Ecc. Mons. Luigi Padovese, Vicario apostolico dell'Anatolia e Presidente della Conferenza
Episcopale Turca, è stato assassinato a coltellate dal suo autista nella sua abitazione a Iskenderun
(Turchia), il 3 giugno 2010. Nato a Milano il 31 marzo del 1947, Padovese era entrato nell’Ordine
dei Frati Minori Cappuccini il 3 ottobre 1964. Ordinato sacerdote il 16 giugno 1973, era stato
professore titolare della cattedra di Patristica alla Pontificia Università dell'Antonianum e per sedici
anni direttore dell'Istituto di Spiritualità nella medesima università. Ha ricoperto una cattedra
anche alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Per 10 anni è
stato poi visitatore del Collegio Orientale di Roma per la Congregazione delle Chiese Orientali. L’11
agosto 2004 era stato nominato Vicario apostolico dell'Anatolia e consacrato Vescovo.

Vedi Agenzia Fides 04/06/2010; 08/06/2010; 14/06/2010

Il Seminarista Mario Dayvit Pinheiro Reis, 31 anni, dell’Arcidiocesi di Sao Luis (Brasile), è stato
ucciso nella capitale la sera del 4 luglio 2010, colpito da un proiettile che lo ha raggiunto
all’addome. Intorno alle ore 20,30 si trovava di fronte alla abitazione della famiglia, in macchina
con sua nonna, quando è stato avvicinato da due rapinatori, che li hanno costretti ad uscire fuori
dalla macchina. Dopo aver consegnato le chiavi, all’improvviso è stato raggiunto dal colpo di arma
da fuoco sparato da uno dei malviventi che gli ha reciso l’aorta e raggiunto un polmone.
Trasportato in ospedale, è morto intorno alle 21,30. Studente del quarto anno di teologia, sarebbe
stato ordinato diacono l’anno prossimo ed avrebbe dovuto recarsi in Francia per gli studi biblici.
Durante la messa funebre, l’Arcivescovo José da Silva Belisario, nella sua omelia ha sottolineato
che pur essendo ancora piuttosto giovane, Mario ha dato una vera testimonianza di fede e di
impegno per il sacerdozio, e attendeva con grande trepidazione l’ordinazione diaconale.

Don Joseph Zhang Shulai, 55 anni, vicario generale della diocesi di Ningxia, e suor Maria Wei
Yanhui, 32 anni, della stessa diocesi, sono stati uccisi nella Casa per anziani a Wuhai, distretto di
Wuda, nella Mongolia interna. I loro corpi sono stati trovati la mattina del 6 luglio 2010 dal
personale della casa: non avendoli visti arrivare per la Santa Messa, sono andati a cercarli nelle
loro stanze e li hanno trovati in un lago di sangue. Il corpo del sacerdote, trovato nella sua stanza
al piano terreno, presentava numerose ferite da arma da taglio e c’erano evidenti i segni di una
lotta, mentre la suora è stata uccisa nella sua camera al piano superiore, con un solo fendente, al
petto. La religiosa era la direttrice della Casa per anziani, che accoglie una sessantina di persone,
uomini e donne. La polizia ha arrestato nei giorni seguenti l’assassino: un laico che era stato
licenziato dalla Casa per anziani e per questo si era voluto vendicare.

Don Carlos Salvador Wotto, 83 anni, parroco della chiesa di Nuestra Señora de las Nieves, nello
stato di Oaxaca al sud del Messico, è stato trovato morto nella sua parrocchia la sera del 28 luglio

124
2010. Il sacerdote era stato imbavagliato e legato, aveva bruciature di sigaretta sulle braccia e
segni di tagli su diversi parte del corpo, ma la morte è avvenuta per soffocamento perché aveva
una busta di plastica sul viso. Il sagrestano della parrocchia, scoperto il corpo, ha chiamato
un’ambulanza, ma i soccorsi sono stati inutili perché il parroco era già morto. La città di Oaxaca è
spesso scenario di scontri delle diverse bande tra i cartelli del narcotraffico e le autorità statali del
Messico.

Vedi Agenzia Fides 30/07/2010

In una situazione molto confusa è morto il sacerdote Herminio Calero Alumia, 36 anni, nativo di
Buenaventura, parroco della chiesa di Santiago de la Atalaya, nella città di Bosa (Colombia).
L'incidente è avvenuto intorno alle 03.00 di venerdì 20 agosto 2010 sulla strada tra Bogotà e
Soacha, nella zona chiamata Quintanares. Ci sono diverse versioni del fatto, secondo alcune fonti il
sacerdote viaggiava in un taxi con altre persone, quando il veicolo è stato fermato ad un posto di
blocco della polizia ed è nato un diverbio tra una delle persone e un agente di polizia, l'agente ha
tirato fuori la pistola ed è partito un colpo accidentalmente, che ha ucciso il sacerdote all'istante.
Secondo altre versioni, gli uomini che viaggiavano con il sacerdote erano ubriachi, e nel tafferuglio
seguito al controllo della polizia hanno cercato di aggredire l'agente e rubargli la pistola quando è
accaduto il tragico evento. Padre Reynaldo Vargas, Cancelliere della diocesi di Soacha, ha ricordato
che padre Calero era “un uomo molto tranquillo”.

Fra Linán Ruiz Morales, OFM, 80 anni, è stato trovato morto la mattina di venerdì 27 agosto 2010
nella sua camera da letto, situata al primo piano del convento di San Francisco, ubicato nel centro
della capitale peruviana, con una serie di tagli sul collo. Il corpo del suo collaboratore, Ananias
Aguila, 26 anni, è stato trovato nella cucina a fianco della chiesa, dove c'è una mensa per le
persone bisognose, anch’egli colpito da numerose coltellate. Secondo il rapporto della polizia,
quando i delinquenti sono entrati nella casa parrocchiale molto probabilmente il sacerdote si è
accorto della loro presenza, la stanza del sacerdote infatti era a soqquadro e la cassaforte aperta e
vuota. Padre Ruiz, di nazionalità portoricana, nel 1978 giunse in Perù a proporre il Movimento
"Encuentros de Promoción Juvenil" ai giovani, un tipo di pastorale giovanile che lo fece conoscere
ed amare da molti giovani dell'Arcidiocesi di Lima. Negli ultimi anni si era dedicato in particolare ai
più poveri: la mensa della quale era incaricato dava da mangiare a 1.200 fra bambini e anziani
molto bisognosi che venivano da diverse parti della città.

Vedi Agenzia Fides 28/08/2010

Julien Kénord, 27 anni, operatore della Caritas svizzera, è stato ucciso a Port-au-Prince, la capitale
di Haiti, l’8 ottobre 2010, in seguito ad un tentativo di rapina. Aveva infatti appena riscosso un
assegno di 2.000 dollari in una banca locale, quando è stato aggredito a colpi di arma da fuoco da

125
sconosciuti mentre era nella sua macchina. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo a causa
delle ferite riportate. La Segretaria generale di Caritas Internationalis, Lesley-Anne Knight, ha
affermato che era “un collaboratore molto leale e dedito al suo lavoro. Aveva aiutato le vittime
del terremoto a ricostruire la loro vita”. La Caritas lavora ad Haiti da molto tempo, e subito dopo la
tragedia del terremoto del 12 gennaio 2010 ha fornito viveri, acqua, medicine, assistenza sanitaria
e sostegno alla popolazione disastrata. Julien aveva perso la sorella nel terremoto del 12 gennaio.

Padre Josenir Morais Santana, 48 anni, parroco della parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo
Soccorso a Fortaleza, nello stato brasiliano di Ceara (CE), è stato ucciso la mattina del 25 ottobre
2010 nei pressi della città di São Luís do Curu (a 77 km da Fortaleza), dove aveva partecipato ad
una festa. Secondo la Polizia Civile, il sacerdote è stato colpito da un solo colpo di arma da fuoco,
mentre guidava la sua auto. Il proiettile è penetrato dalla parte posteriore raggiungendo il cuore.
Quindi ha perso il controllo della sua automobile e si è schiantato contro un cartello della strada
statale BR-222, andando poi a finire fuori strada. Secondo l'incaricato per le comunicazioni sociali
dell'arcidiocesi di Fortaleza, si sospetta che il sacerdote sia stato colpito mentre il veicolo era
fermo sulla strada, forse da qualcuno a cui aveva dato un passaggio. Padre Josenir Morais Santana
era stato ordinato sacerdote il 1° luglio 1995, e secondo quanto comunica l'arcidiocesi di Fortaleza,
“era noto per la sua semplicità, la sua allegria che conquistava tutti, anche coloro che erano
lontani dalla comunità. Era anche conosciuto per il suo impegno sacerdotale, il suo dinamismo e la
sua creatività. Era molto comunicativo e incoraggiava sempre la comunità a vivere gli
insegnamenti di Gesù e il suo amore per i poveri”.

Vedi Agenzia Fides 28/10/2010

D. Wasim Sabieh e d. Thaier Saad Abdal, sono rimasti uccisi la sera del 31 ottobre 2010 durante il
gravissimo attentato compiuto nella Cattedrale siro-cattolica di Bagdad, che ha causato decine di
morti e feriti fra i fedeli che erano riuniti per la Santa Messa domenicale. Un terzo sacerdote è
rimasto gravemente ferito. Secondo il racconto dei testimoni, p. Thaier ha detto ai terroristi che
hanno fatto irruzione in chiesa: “uccidete me, non questa famiglia con bambini” facendo loro
scudo col suo corpo. I due sacerdoti morti, nemmeno trentenni, erano molto attivi nell’apostolato
biblico, nel dialogo interreligioso e nella carità. P. Thaier era responsabile di un Centro di Studi
Islamici, mentre p. Wasim era molto impegnato nell’aiuto alle famiglie povere.

Vedi Agenzia Fides 3/11/2010;8/11/2010

Don Christian Bakulene, parroco di Saint Jean-Baptiste de Kanyabayonga a sud di Butembo, nel
territorio di Lubero, nel nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, è stato
assassinato l’8 novembre 2010. Il sacerdote stava tornando in motocicletta, insieme ad un amico,
nella sua parrocchia quando, all’altezza del villaggio di Mapere, due uomini armati, in uniforme

126
militare, lo hanno bloccato. Il malfattore in uniforme ha domandato: “Chi di voi è il parroco”. Don
Bakulene ha risposto “Sono io”. Dopo aver sottratto del denaro all’accompagnatore del sacerdote,
il bandito ha ucciso con diversi colpi don Bakulene. Prima della moto di don Bakulene, l’assassinio
aveva fermato altre motociclette, e agli occupanti era stata rivolta la stessa domanda: “sei tu il
prete?”. Si tratterebbe dunque di un omicidio mirato, mascherato da rapina di strada degenerata
in assassinio.

Vedi Agenzia Fides 9/11/2010; 10/11/2010; 27/11/2010

Don Bernardo Muniz Rabelo Amaral, 28 anni, viceparroco nella città di Humberto de Campos
(Brasile), è morto verso le 21 di sabato 20 novembre 2010 nell’ospedale della città, dove era stato
trasportato in seguito all’aggressione di un uomo a cui aveva dato un passaggio sulla sua
automobile. Il sacerdote è stato raggiunto al collo e al torace da alcuni colpi di arma da fuoco
sparati dal malvivente che si è poi impossessato del veicolo, di più di 400 dollari brasiliani e del
telefono cellulare del sacerdote. Quando è stato soccorso, il sacerdote era ancora cosciente.
Portato all'ospedale, non ha resistito alla gravità delle ferite. Quinto di sei fratelli, era stato
ordinato sacerdote il 5 settembre di quest'anno.

Vedi Agenzia Fides 23/11/2010

Il seminarista gesuita di nazionalità togolese, Nicolas Eklou Komla, è stato ucciso domenica 5
dicembre 2010 sulla strada Belair di Mont Ngafula, alla periferia di Kinshasa, capitale della
Repubblica Democratica del Congo. Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, il seminarista stava
rientrando a piedi con alcuni colleghi allo scolasticato gesuita “St Pierre Canisius” di Kimwenza,
quando un uomo armato e mascherato ha bloccato il loro cammino, probabilmente per rapinarli.
Ne è una nata una discussione che è presto degenerata: il bandito ha sparato alcuni colpi di arma
da fuoco che hanno colpito il seminarista, che è deceduto alcune ore dopo. Nicolas Eklou Komla
era nato il 4 giugno 1985 in Togo, ed era entrato nella Compagnia di Gesù il 7 ottobre 2008. Aveva
emesso i primi voti il 2 ottobre 2010. Nicolas Eklou Komla era giunto nella RDC due mesi fa per
studiare filosofia.

Vedi Agenzia Fides 9/12/2010

P. Miroslaw Karczewski, 45 anni, polacco, sacerdote dei Frati Minori Conventuali (OFM conv), è
stato ucciso nel pomeriggio di lunedì 6 dicembre 2010 nella canonica della parrocchia di
Sant'Antonio da Padova a Santo Domingo de Los Colorados (Ecuador), nella parte nord del paese,
a circa 300 km da Quito. Il sacerdote, che da cinque anni svolgeva il suo ministero presso questa
parrocchia, doveva celebrare la Messa alle ore 19, ma non si è presentato, così i parrocchiani sono
andati a cercarlo a casa, e lo hanno trovato morto, con ferite sul collo e su altre parti del corpo.
Dopo averlo ucciso, colpendolo con un grande crocifisso, i malviventi hanno rubato cellulare e

127
computer del sacerdote. La polizia ha riferito che il sacerdote era già stato aggredito un anno fa, in
casa sua, e aveva visto in faccia i criminali che avevano minacciato di ucciderlo se li avesse
denunciati.

Vedi Agenzia Fides 13/12/2010

QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2010

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte

1. Don José Luis Parra Puerto Messico Diocesano 17/2 – Messico

2. Don Dejair Gonçalves de Brasile Diocesano 16/3 – Volta Redonda (Brasile)


Almeida

3. Epaminondas Marques da Brasile Laico 16/3 – Volta Redonda (Brasile)


Silva

4. Luis Enrique Pineda Colombia Coadiutore Salesiano 20/3 – Bogotà (Colombia)


(SDB)

5. Don Román de Jesús Zapata Colombia Diocesano 24/3 – Turbo (Colombia)

6. Don Esteban Robert Wood Usa Diocesano 28/4 - Puerto Ordaz (Venezuela)

7. Don Peter Bombacha India Diocesano 28/4 – Baboola (Mumbai, India)

8. Padre Carlos González Colombia Terziari Cappuccini N.S. 7/5 – Manizales (Colombia)
dei Dolori (Amigoniani)

9. Don Rubens Almeida Brasile Diocesano 21/5 – Brasilia (Brasile)


Gonçalves

10. S.E. Mons. Luigi Padovese Italia Vicario apostolico 3/6 - Iskenderun (Turchia)
dell'Anatolia

11. Mario Dayvit Pinheiro Reis Brasile Seminarista 4/7 – Sao Luis (Brasile)

12. Don Joseph Zhang Shulai Cina Vicario generale diocesi 5/7 – Wuhai-Mongolia (Cina)
di Ningxia

13. Suor Maria Wei Yanhui Cina Congregaz. Diocesana 5/7 – Wuhai-Mongolia (Cina)

14. Don Carlos Salvador Wotto Messico Diocesano 28/7 – St. Oaxaca (Messico)

128
15. Don Herminio Calero Colombia Diocesano 20/8 – Quintanares (Colombia)
Alumia
16. P. Linán Ruiz Morales Portorico OFM 27/8 – Lima (Perù)

17. Ananias Aguila Perù Laico 27/8 - Lima (Perù)

18. Julien Kénord Haiti Operatore Caritas 8/10 - Port-au-Prince (Haiti)

19. Padre Josenir M. Santana Brasile Diocesano 25/10 - São Luís do Curu
(Brasile)

20. D. Wasim Sabieh Iraq Diocesano 31/10 – Baghdad (Iraq)

21. D. Thaier Saad Abdal Iraq Diocesano 31/10 – Baghdad (Iraq)

22. Don Christian Bakulene R.D.Congo Diocesano 8/11 – Mapere (R.D.Congo)

23. Don Bernardo Muniz Rabelo Brasile Diocesano 20/11 – Brasile


Amaral

24. Nicolas Eklou Komla Togo Seminarista gesuita (SJ) 5/12 – Kinshasa (R.D. Congo)

25. P. Miroslaw Karczewski Polonia OFM Conv. 6/12 – S.Domingo (Ecuador)

129
Stato religioso

Vescovi 1

Sacerdoti 17 (14 diocesani; 1 OFM; 1 OFM Conv; 1 Amigoniani)

Religiosi 1 (SDB)

Seminaristi 2 (1 SJ)

Religiose 1

Laici 3

Paesi di origine

Asia 5 (2 Cina, 2 Iraq, 1 India)

America 16 (6 Brasile, 4 Colombia, 2 Messico, 1 Perù, 1 Stati Uniti,

1 Portorico, 1 Haiti)

Africa 2 (1 R.D.Congo; 1 Togo)

Europa 2 (1 Italia, 1 Polonia)

130
Luoghi della morte

Asia 6 (2 Cina, 2 Iraq, 1 India, 1 Turchia)

America 17 (6 Brasile, 4 Colombia, 2 Messico, 2 Perù, 1 Venezuela, 1 Haiti,

1 Ecuador)

Africa 2 (2 R.D.Congo)

Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2009

131
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2009 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 230 persone.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

132
2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

2009 37 30 2 2 3

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

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Speciale Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 30/12/2010

30 dicembre 2011

DOSSIER FIDES

133
ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI
VESCOVI, SACERDOTI,
RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI,
UCCISI NELL’ANNO 2011

“Come nell’antichità, anche oggi la sincera adesione


al Vangelo può richiedere il sacrificio della vita, e
molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a
persecuzione e talvolta al martirio”

134
(Papa Benedetto XVI, 26 dicembre 2011)

GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2011

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Alla fine dell’anno, secondo la consuetudine, l’Agenzia Fides
pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli
ultimi 12 mesi. Dalle informazioni raccolte, nell’anno 2011 sono stati uccisi 26 operatori pastorali,
uno in più rispetto all’anno precedente: 18 sacerdoti, 4 religiose, 4 laici.

Per il terzo anno consecutivo, con un numero estremamente elevato di operatori pastorali uccisi,
figura al primo posto l’AMERICA, bagnata dal sangue di 13 sacerdoti e 2 laici. Segue l’AFRICA, dove
sono stati uccisi 6 operatori pastorali: 2 sacerdoti, 3 religiose, 1 laico. Quindi l’ASIA, dove hanno
trovato la morte 2 sacerdoti, 1 religiosa, 1 laico. Infine in EUROPA è stato ucciso un sacerdote.

Alcuni sono stati vittime di quella violenza che combattevano o della disponibilità ad aiutare gli
altri mettendo in secondo piano la propria sicurezza. Anche quest’anno molti sono stati uccisi in
tentativi di rapina o di sequestro finiti male, sorpresi nelle loro abitazioni da banditi o da giovani
sbandati che magari avevano aiutato in precedenza, alla ricerca di facili bottini. Altri ancora sono
stati eliminati perché, nel nome di Cristo opponevano l’amore all’odio, la speranza alla
disperazione, il dialogo alla contrapposizione violenta, il diritto al sopruso.

Nel giorno della festa liturgica del Protomartire Stefano, il 26 dicembre, Papa Benedetto XVI ha
ricordato all’Angelus: “Come nell’antichità, anche oggi la sincera adesione al Vangelo può
richiedere il sacrificio della vita e molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a
persecuzione e talvolta al martirio. Ma, ci ricorda il Signore, «chi avrà perseverato sino alla fine
sarà salvato» (Mt 10,22)”.

Pur essendo scarne le note biografiche di questi fratelli e sorelle uccisi, essi hanno professato “la
sincera adesione al Vangelo” non solo a parole, ma con la testimonianza della propria vita, in
situazioni di sofferenza, di povertà, di tensione, di degrado, di violenza… senza discriminazioni di

135
etnia, casta, religione, con l’unico obiettivo di annunciare Cristo e il suo Vangelo, di rendere
concreto l’amore del Padre e di promuovere integralmente l’uomo, ogni uomo.

“La vera imitazione di Cristo è l’amore” ha detto ancora il Santo Padre il 26 dicembre. E questa è
stata certamente regola di vita per suor Angelina, uccisa in Sud Sudan da militanti del Lord’s
Resistance Army (LRA) mentre portava aiuti sanitari ai rifugiati; ed anche per María Elizabeth
Macías Castro, del Movimento Laico Scalabriniano di Nuevo Laredo (Messico), che lavorava presso
un giornale e si occupava di assistere i migranti, sequestrata e uccisa da narcotrafficanti; o ancora
per Padre Fausto Tentorio, missionario italiano del PIME, parroco a Mindanao (Filippine Sud), che
ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni; o ancora per il
laico Rabindra Parichha, ucciso in Orissa, in India orientale: ex catechista itinerante, era molto
impegnato nel campo legale e come promotore dei diritti umani.

Il computo di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori
pastorali morti in modo violento. Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo
significato etimologico di “testimone”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà
eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei
casi, si riescono a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte. A questo
riguardo registriamo, a pochi giorni dalla conclusione dell’anno, la riconosciuta validità del
processo diocesano svolto per la beatificazione di 15 martiri, fra missionari e catechisti laici, uccisi
in Laos “in odio alla fede cristiana” tra il 1954 e il 1970: si tratta di 5 Missionari Oblati di Maria
Immacolata (OMI), 5 membri della Società per le Missioni Estere di Parigi (MEP) e 5 catechisti laici
laotiani.

Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga
lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, o addirittura di cui non si conoscerà il nome, che
in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella
“nube di militi ignoti della grande causa di Dio” - secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II –
che va dal Ministro pakistano per le minoranze, Shahbaz Bhatti, primo cattolico a ricoprire tale
incarico, impegnato per la pacifica convivenza fra le comunità religiose del suo Paese, ucciso il 3
marzo, al giovane nigeriano che svolgeva ad Abuja, presso la chiesa di Santa Teresa, il servizio di
vigilanza per proteggere i luoghi di culto nel giorno di Natale, ucciso da un attentato insieme ad
altre 35 persone.

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA

In America sono stati uccisi 15 operatori pastorali (13 sacerdoti e 2 laici), in Colombia (7), Messico
(5), Brasile (1), Paraguay (1) e Nicaragua (1).

136
In Colombia hanno trovato la morte 6 sacerdoti ed 1 laico: don Rafael Reátiga Rojas e don Richard
Armando Piffano Laguado, uccisi a colpi di arma da fuoco da un assassino che viaggiava nella
stessa automobile dei due sacerdoti; don Luis Carlos Orozco Cardona, ferito mortalmente da un
giovane armato che gli ha sparato tra la folla; padre Gustavo Garcia, Eudista, assassinato in strada
da un individuo che lo ha aggredito per rubare il suo cellulare; don José Reinel Restrepo Idárraga,
ucciso da sconosciuti mentre era alla guida della sua motocicletta, poi rubata insieme ad altri
oggetti del sacerdote; don Gualberto Oviedo Arrieta, trovato coperto di ferite e coltellate, nella
canonica della sua parrocchia. All’elenco dei sacerdoti si aggiunge il laico Luis Eduardo Garcia,
membro della Pastorale Sociale, aggredito da un gruppo di guerriglieri, rapito e poi ucciso.

In Messico sono morti 4 sacerdoti ed 1 laica: don Santos Sánchez Hernández, aggredito da un
malintenzionato introdottosi nella sua casa, molto probabilmente per rubare; don Francisco
Sánchez Durán, trovato in chiesa con ferite al collo, forse nel tentativo di fermare un furto in
chiesa; don Salvador Ruiz Enciso, sequestrato e ucciso; don Marco Antonio Duran Romero, ucciso
in un conflitto a fuoco tra militari e un gruppo armato. A loro si aggiunge María Elizabeth Macías
Castro, del Movimento Laico Scalabriniano, che lavorava presso un giornale e a contatto con i
migranti, sequestrata da un gruppo di narcotrafficanti e barbaramente uccisa.

In Brasile è stato ucciso nella sua abitazione don Romeu Drago. Il suo corpo è stato poi portato a
circa 25 km da casa sua, dove è stato bruciato.

In Paraguay ha trovato la morte Mons. Julio César Alvarez. Il suo corpo è stato trovato in camera
sua, legato mani e piedi, con lesioni e graffi, morto per strangolamento.

In Nicaragua è stato sequestrato e ucciso don Marlon Ernesto Pupiro García.

AFRICA

In Africa sono stati uccisi 6 operatori pastorali: 2 sacerdoti, 3 religiose, 1 laico. Gli omicidi sono
avvenuti in Burundi (2) e in R.D.Congo, Sud Sudan, Tunisia, Kenya.

In Tunisia è stato ucciso don Marek Rybinski, missionario salesiano, il cui corpo è stato trovato in
un locale della scuola salesiana di Manouba.

In Kenya don Awuor Kisero è stato aggredito in un quartiere alla periferia della capitale keniana.
Colpito al petto con un’arma da taglio non è sopravvissuto alle ferite.

Nella R.D. del Congo ha trovato la morte in un’imboscata stradale Suor Jeanne Yegmane.

In Sud Sudan è morta suor Angelina, mentre portava aiuti sanitari ai rifugiati.

In Burundi sono stati uccisi durante un tentativo di rapina suor Lukrecija Mamic, delle “Ancelle
della Carità”, e Francesco Bazzani, volontario.

137
ASIA

Nell’anno 2011 si registrano in Asia 4 operatori pastorali uccisi: 2 sacerdoti, 1 religiosa, 1 laico.
Hanno trovato la morte in India (3) e nelle Filippine (1).

In India hanno trovato la morte il sacerdote don G. Amalan, ucciso nella sua stanza da un giovane
fuggito con poche rupie trovate nell’abitazione; la religiosa suor Valsha John, impegnata tra
poveri, gli emarginati e i tribali, uccisa nella sua casa; il catechista e attivista laico Rabindra
Parichha, sequestrato e ucciso.

Nelle Filippine è stato ucciso padre Fausto Tentorio, missionario del PIME, che ha dedicato la sua
vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads. E’ stato ucciso mentre
stava recandosi ad un incontro dei presbiteri: due uomini armati gli hanno sparato alla testa e alla
schiena.

EUROPA

In Spagna don Ricardo Muñoz Juárez è stato ucciso dai ladri che si erano introdotti nella sua
abitazione.

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE

L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Suor Jeanne Yegmane, congolese, della congregazione delle “Augustine” (Ordine di Sant’Agostino)
di Dungu (RD Congo), è stata uccisa in un’imboscata stradale il 15 gennaio 2011. Gli assalitori sono
emersi all’improvviso dalla foresta ed hanno sparato contro i veicoli di passaggio, uccidendo suor
Yegmane. Dopo aver fermato le auto, i banditi hanno rapinato i passeggeri e incendiato i veicoli.
Dopo la conclusione del suo mandato di Superiora, Suor Yegmane si era specializzato in
oftalmologia a Kinshasa. Era molto impegnata nella cura dei malati e da mesi lavorava
intensamente per la realizzazione del Centre Ophtalmologique Siloe d’Isiro, destinato a coprire un
bacino di utenza di circa 2 milioni di persone nel distretto dell’Alto Huele.

Vedi Agenzia Fides 18/1/2011

138
Il 17 gennaio 2011 è stata uccisa in Sud Sudan suor Angelina, religiosa dell’istituto locale di
Sant’Agostino, 37 anni, della diocesi di Tombura-Yambio (Sud Sudan). La religiosa è stata uccisa da
militanti del Lord’s Resistance Army (LRA) mentre portava aiuti sanitari ai rifugiati del Sud Sudan. Il
crimine si inscrive nella lunga lista di episodi di violenza e di scontri perpetrati in diversi stati tra
esercito del Sud Sudan e fazioni ribelli.

Vedi Agenzia Fides 8/4/2011

Don Rafael Reátiga Rojas, 35 anni, parroco della Cattedrale “Jesucristo Nuestra Paz”, della diocesi
di Soacha (suffraganea di Bogotà, Colombia), e don Richard Armando Piffano Laguado, 37 anni,
parroco della chiesa “San Juan de La Cruz”, di Ciudad Kennedy, sono stati uccisi a Bogotà la sera di
mercoledì 26 gennaio 2011, alla periferia sud della grande capitale della Colombia. L'assassino
viaggiava nella stessa automobile dei due sacerdoti: dopo aver sparato alla testa di uno e al petto
dell'altro, provocandone la morte all’istante, è sceso dall'auto ed è fuggito. Secondo alcune
testimonianze qualcuno lo aspettava e lo ha aiutato a fuggire.

Vedi Agenzia Fides 28/01/2011

Don Luis Carlos Orozco Cardona, 26 anni, è stato ferito mortalmente a Rionegro (Antioquia),
Colombia, la sera di sabato 12 febbraio 2011. Un giovane armato ha sparato tra la folla,
prendendo di mira il sacerdote, che era vicario presso la Cattedrale della diocesi di Sonson–
Rionegro. Don Orozco, ferito gravemente, è stato portato all'ospedale ma nonostante gli sforzi dei
medici è morto all'alba del 13 febbraio 2011, mentre era sottoposto ad un intervento chirurgico.
Dopo l’omicidio è stato catturato un minorenne, autore del crimine, i cui motivi però sono rimasti
sconosciuti. Don Orozco Cardona era stato ordinato sacerdote nemmeno un anno prima, il 26
febbraio 2010.

Vedi Agenzia Fides 16/02/2011

Don G. Amalan, 54 anni, Segretario della Commissione per la Famiglia della diocesi di
Palayamkottai, in Tamil Nadu (India meridionale), è stato ritrovato senza vita nella sua stanza dal
Vicario Generale della diocesi e dalla polizia, il 16 febbraio 2011. Il suo corpo era nudo, aveva mani
e piedi legati, l’osso del collo spezzato. L’autore del delitto, un giovane di 24 anni, ha confessato ed
è stato arrestato: dopo aver colpito il sacerdote si era allontanato impossessandosi delle poche
rupie che p. Amalan aveva.

Vedi Agenzia Fides 19/2/2011

139
Don Marek Rybinski, missionario salesiano (SDB) polacco, 33 anni, è stato trovato senza vita la
mattina del 18 febbraio 2011 in un locale della scuola salesiana di Manouba (Tunisi). Secondo la
ricostruzione di Mons. Maroun Elias Nimeh Lahham, Vescovo di Tunisi, don Rybinsk era uscito
dalla casa intorno a mezzogiorno del 17 febbraio, lasciando la sua automobile alla missione. Il
giorno dopo, 18 febbraio, nella sua camera è stato trovato il computer acceso. Si pensa quindi che
qualcuno lo abbia fatto chiamare con una scusa, per farlo uscire, lo avrebbe rapito per poi
ucciderlo il giorno successivo. Vedi Agenzia Fides 19/2/2011

Don Romeu Drago è stato ucciso nella sua casa nella città di Montes Claros (MG), Brasilia, il 19
febbraio 2011. Il suo corpo è stato poi portato nella zona di Janaúba, lungo la strada statale, a circa
25 km da casa sua, dove è stato bruciato. Dalla sua abitazione sono stati rubati diversi oggetti e
anche la sua automobile, la cassaforte è stata trovata aperta. Il sacerdote, 56 anni, era il
responsabile della comunità di Nostra Signora del Monte Carmelo, nell’arcidiocesi di Montes
Claros.

Vedi Agenzia Fides 26/02/2011

Don Santos Sánchez Hernández, parroco di San José in Mecapalapa, Puebla (Messico), è stato
trovato morto nella sua canonica, assassinato nella notte fra il 21 e il 22 febbraio 2011. Secondo la
nota informativa dal Vescovo di Tuxpan, Mons. Juan Navarro Castellanos, qualcuno si è introdotto
nella casa del sacerdote, molto probabilmente per rubare, e una volta scoperto, lo ha aggredito
con un machete, provocandogli gravi ferite che ne hanno causato la morte. Padre Santos, 43 anni,
nativo della comunità di Pastoria nel comune di Chicontepec, a Veracruz, era arrivato in questa
parrocchia il 24 giugno 2010.

Vedi Agenzia Fides 24/02/2011

Mons. Julio César Alvarez, 47 anni, da due anni parroco della Parrocchia “Sagrado Corazón de
Jesús” di Villarrica, a 150 km da Asunción (Paraguay), è stato ucciso nella sua abitazione nelle
prime ore del 14 aprile 2011. Nella sua camera, dove la mattina è stato rinvenuto il corpo senza
vita del sacerdote, morto per strangolamento, erano evidenti le tracce di una lotta. Il cadavere era
legato mani e piedi, presentava diversi colpi alla testa, lesioni e graffi. Non è escluso che sia stato
vittima di una serie di furti verificatisi nelle parrocchie di Villarrica negli ultimi mesi. Il giorno
precedente aveva ritirato una somma di denaro per acquistare una nuova macchina.

Vedi Agenzia Fides 15/4/2011

Don Francisco Sánchez Durán, 60 anni, è stato ucciso all’alba del 26 aprile 2011, nella chiesa El
Patrocinio di San José, presso il quartiere Educacion, a Coyoacán (a sud della capitale messicana). Il
140
suo corpo è stato trovato intorno alle ore 9.30 con ferite al collo, provocate da un’arma da taglio.
L'omicidio potrebbe essere stato la tragica conclusione di un tentativo di furto in chiesa, come
risultato dell'opposizione del sacerdote ai ladri.

Vedi Agenzia Fides 27/04/2011

Il sacerdote Eudista padre Gustavo Garcia, 34 anni, è stato assassinato a Bogotà (Colombia) da un
individuo che lo ha aggredito per rubare il suo cellulare. La Congregazione di Gesù e Maria –
Eudisti cui apparteneva, ha informato che padre Gustavo García Bohórquez è morto giovedì 12
maggio 2011. Stava aspettando l'autobus per andare ad assistere pastoralmente un malato e,
mentre stava parlando al cellulare, un delinquente per derubarlo lo ha ferito gravemente con un
coltello. Trasportato in ospedale, era già molto grave e poco dopo è morto. Era impegnato con
l’Associazione “El Minuto de Dios”: esercitava il ministero della predicazione con i gruppi della
stessa associazione, nelle comunità parrocchiali e attraverso i mass media. Era cappellano della
Università Minuto de Dios di Bogotà e assistente delle comunità dei giovani del Rinnovamento
Carismatico Cattolico.

Vedi Agenzia Fides 14/05/2011

Don Salvador Ruiz Enciso, messicano, era scomparso dalla parrocchia di cui era parroco, dedicata
al “Divino Rostro de Jesus” nella città di Tijuana, a nord del Messico, vicino al confine con gli Stati
Uniti. Lunedì 23 maggio 2011 la polizia ha trovato, in un quartiere vicino a Tijuana, un corpo con le
mani e i piedi legati, irriconoscibile, che è stato sottoposto all’esame del Dna. Successivamente
l'Arcivescovo Romo Muñoz ha confermato che si trattava del sacerdote scomparso. Padre Chavita,
come affettuosamente era chiamato, era conosciuto per essere una persona semplice e dedita al
suo ministero. Era diventato popolare per aver promosso la “Messa della famiglia”, durante la
quale si serviva di alcuni burattini, da lui stesso maneggiati con destrezza, per spiegare il Vangelo
in modo comprensibile ai più piccoli.

Vedi Fides 26/05/2011; 30/05/2011

Don Ricardo Muñoz Juárez, sacerdote castrense in pensione, che svolgeva il ministero pastorale
come collaboratore presso la Iglesia de la Caridad di Cartagena (Spagna), è stato ucciso il 3 giugno
2011 da un colpo alla testa inferto con un oggetto contundente. Il corpo del sacerdote è stato
trovato nella sua abitazione. L'ipotesi è che alcuni ladri si siano introdotti in casa della vittima,
dove viveva anche la sorella del sacerdote, anziana e portatrice di handicap, e una volta scoperti
abbiano colpito padre Ricardo uccidendolo.

Vedi Agenzia Fides 7/06/2011

141
Don Marco Antonio Duran Romero, sacerdote diocesano messicano, 48 anni, è rimasto ucciso in
un conflitto a fuoco tra militari e un gruppo armato nello stato messicano di Tamaulipas, al confine
con gli Stati Uniti. Nel primo pomeriggio di venerdì 2 luglio 2011, padre Marco Antonio era a bordo
della sua auto, nelle vicinanze della parrocchia di cui era parroco, quando si è trovato in mezzo ad
una sparatoria. Raggiunto da un proiettile, è stato trasportato in clinica, dove però è morto poco
dopo.

Vedi Agenzia Fides 4/07/2011

Il 23 agosto è stato ritrovato il corpo senza vita di don Marlon Ernesto Pupiro García, 40 anni,
parroco della chiesa dell'Immacolata Concezione nel comune di La Concepción, a Masaya
(Nicaragua), che era scomparso dal 20 agosto. Tutte le mattine P. Marlon arrivava in tempo per
aprire la chiesa. La mattina del 20 agosto non vedendolo arrivare, il sagrestano si è incamminato
lungo la strada senza però trovarlo. Tre giorni dopo il suo cadavere è stato rinvenuto al chilometro
16 della Vecchia Strada Statale in direzione di Leon.

Vedi Agenzia Fides 24/08/2011; 29/08/2011

Don José Reinel Restrepo Idárraga, 36 anni, è stato ucciso il 1° settembre 2011 in una strada che
va da Mistrato a Betlemme di Umbria, nel vicino dipartimento di Risaralda (ovest della Colombia a
circa 200 chilometri da Bogotà). Il sacerdote, parroco a Marmato, era alla guida di una
motocicletta quando alcuni sconosciuti lo hanno fermato e gli hanno sparato ferendolo a morte.
Gli assalitori sono fuggiti portando via la moto (che più tardi è stata ritrovata) ed altri oggetti del
sacerdote.

Vedi Agenzia Fides 3/09/2011

Don Gualberto Oviedo Arrieta, 34 anni, parroco di Nostra Signora del Carmen a Capurganá, nella
diocesi di Apartadó (Colombia), all'alba del 12 settembre 2011 è stato trovato coperto di ferite e
coltellate, nella canonica della parrocchia. Non sono stati rilevati atti di violenza all’interno della
casa e non è stato rubato nulla. L’assassinio è avvenuto a poche ore dalla conclusione della
“Settimana della Pace” che aveva visto mobilitate scuole, università e istituzioni colombiane su
questo tema così importante nel contesto nazionale.

Vedi Agenzia Fides 13/09/2011

María Elizabeth Macías Castro, 39 anni, conosciuta come Marisol, del Movimento Laico
Scalabriniano (MLS) di Nuevo Laredo (Messico), lavorava presso un giornale a Tamaulipas
(Messico). E’ stata sequestrata il 22 settembre 2011 da un gruppo di narcotrafficanti di questa

142
regione di frontiera. Dopo due giorni di ricerche e di drammatico silenzio, il suo corpo senza vita è
stato rinvenuto in una strada della città di Nuevo Laredo, orrendamente mutilato. Marisol era
membro del comitato centrale del Movimento Laico Scalabriniano e lavorava preso la casa del
Migrante a Nuevo Laredo. Secondo chi l’ha conosciuta, era “una donna di fede e di grande
impegno per la giustizia”.

Vedi Agenzia Fides 26/09/2011

Don Awuor Kisero, è stato aggredito da quattro malviventi la sera del 3 ottobre 2011, mentre si
trovava nel quartiere di Dandora, alla periferia della capitale keniana, Nairobi. P. James è stato
colpito al petto con un’arma da taglio. Soccorso e trasporto nella clinica di Kayole, su consiglio dei
medici è stato poi trasferito al Kenyatta National Hospital ma durante il trasporto nella struttura
ospedaliera è deceduto.

Vedi Agenzia Fides 7/10/2011

Luis Eduardo Garcia, laico, membro della Pastorale Sociale, leader del gruppo di Popayan
(Colombia), è stato assassinato la sera di domenica 16 ottobre 2011, mentre andava da Popayan a
El Tambo (Cauca): è stato intercettato da un gruppo di guerriglieri, rapito e poi ucciso. Lavorava nel
progetto della "Riattivazione sociale e culturale", promosso dalla Segreteria Nazionale della
Pastorale Sociale, che assiste le persone colpite dall’ondata di freddo che aveva investito il paese.
Era anche impiegato come professionista nel comune della sua città natale, El Tambo, per questo
progetto, dove era conosciuto per la dedizione e l'impegno verso i contadini, verso la sua comunità
e le vittime di questa catastrofe naturale.

Vedi Agenzia Fides 19/10/2011

Padre Fausto Tentorio, missionario italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), parroco
di Arakan Valley, sulla grande isola di Mindanao (Filippine Sud), è stato ucciso la mattina del 17
ottobre 2011, fra le 8,30 e le 9, davanti alla sua parrocchia. Il missionario stava recandosi ad un
incontro dei presbiteri della diocesi di Kidapawan, quando è stato assalito da due uomini armati
che gli hanno sparato a sangue freddo, alla testa e alla schiena. Portato in ospedale, i medici ne
hanno potuto solo constatare il decesso. P. Tentorio lavorava nell’apostolato fra i tribali. Ha
dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in
particolare alle tribù dei manobo. Ha realizzato programmi di scolarizzazione, costruito condutture
idriche per dare acqua potabile ai villaggi e ai campi, ha attivato corsi di formazione. Padre
Tentorio, nelle Filippine dal 1978, operava nella diocesi di Kidapawan dal 1980.

Vedi Agenzia Fides 17/10/2011 e giorni seguenti

143
Suor Valsha John, 53 anni, indiana, delle Suore della Carità di Gesù e Maria, è stata uccisa la notte
del 15 novembre 2011 nella sua casa, nel villaggio di Pachwara, distretto di Pakur, nello stato di
Jharhkand (India settentrionale). La religiosa svolgeva da 20 anni la sua opera pastorale
soprattutto fra i poveri, gli emarginati, i tribali nel distretto di Pakur, nel territorio della diocesi di
Dumka. P. Nirmal Raj SJ, Provinciale dei Gesuiti a Dumka ha dichiarato: “suor Valsha viveva con i
poveri, dava la sua testimonianza cristiana e li evangelizzava, condividendo le loro fatiche e
difficoltà. Stava accanto alle comunità tribali più emarginate. Si era impegnata soprattutto nel
difendere gli indigeni dall’alienazione della loro terra, operata dalle compagnie minerarie di
estrazione del carbone. Questo impegno le è costato la vita.”. La suora era stata più volte
minacciata da criminali che l’avevano diffidata dal contrastare l’opera di alcune compagnie, ma le
autorità statali hanno ignorato le sue richieste di aiuto e l’hanno lasciata senza protezione.

Vedi Agenzia Fides 17/11/2011

Suor Lukrecija Mamic, croata, e Francesco Bazzani, volontario italiano, sono stati uccisi durante
un tentativo di rapina avvenuto la sera del 27 novembre 2011, quando alcuni malviventi si sono
introdotti nella casa delle suore “Ancelle della Carità” a Kiremba, nella zona nord occidentale del
Burundi, vicino al grande ospedale dove le religiose prestano il loro servizio. Suor Lukrecija è stata
uccisa a sangue freddo, mentre il volontario ed un’altra religiosa, suor Carla, sono stati sequestrati
dai banditi che, poco dopo, temendo uno scontro con la polizia, li hanno fatti scendere
dall’automobile ed hanno ucciso a sangue freddo Francesco Bazzani. Suor Carla invece ha avuto la
forza di reagire e, pur rimanendo ferita, ha salvato la vita.

Vedi Agenzia Fides 28/11/2011

Il catechista e attivista cattolico Rabindra Parichha, 47 anni, è stato ucciso in Orissa, stato
dell’India orientale. Parichha operava nel distretto di Kandhamal, teatro dei massacri anticristiani
del 2008 e parte della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar, ma è stato ucciso mentre si trovava a
Bhanjanagar, nella diocesi confinante di Berhampur, sempre in Orissa. L’omicidio è avvenuto fra la
sera del 15 dicembre 2011 e le prime ore del mattino del 16. L’attivista era stato chiamato sul
cellulare da un vicino e non ha fatto più ritorno a casa. La moglie e i figli lo hanno cercato e hanno
avvisato la polizia, che la mattina del 16 dicembre ha rinvenuto il cadavere. Parichha aveva la gola
tagliata e ferite da taglio alle mani e allo stomaco. Parichha, ex catechista itinerante della
parrocchia di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa a Mondasore (nel distretto di Kandhamal),
da tre anni lavorava nell'Orissa Legal Aid Centre, sostenuto dalla Chiese cristiane a Kandhamal,
molto impegnato come legale e attivista dei diritti umani.

Vedi Agenzia Fides 16/12/2011

144
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QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2011

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte

1. Suor Jeanne Yegmane RD Congo Ordine di S.Agostino Dungu (RD Congo) – 15/1

2. Suor Angelina Sud Sudan Ordine di S.Agostino Sud Sudan – 17/1

3. Don Rafael Reátiga Rojas Colombia Diocesano Bogotà (Colombia) – 26/1

4. Don Richard A. Piffano Colombia Diocesano Bogotà (Colombia) – 26/1


Laguado

5. Don Luis Carlos Orozco Colombia Diocesano Rionegro (Colombia) – 13/2


Cardona

6. Don G. Amalan India Diocesano Palayamkottai (India) – 16/2

7. Don Marek Rybinski Polonia Salesiano (SDB) Manouba (Tunisia) – 18/2

8. Don Romeu Drago Brasile Diocesano Montes Claros (Brasile) – 19/2

9. Don Santos Sánchez Messico Diocesano Mecapala (Messico) – 21-22/2


Hernández

10. Mons. Julio César Alvarez Paraguay Diocesano Villarrica (Paraguay) – 14/4

11. Don Francisco Sánchez Messico Diocesano Città del Messico – 26/4
Durán

12. Padre Gustavo Garcia Colombia Congr. Gesù e Maria – Bogotà (Colombia) – 12/5
Eudisti

13. Don Salvador Ruiz Enciso Messico Diocesano Tijuana (Messico) – 22/5

14. Don Ricardo Muñoz Juárez Spagna Diocesano Cartagena (Spagna) – 3/6

146
15. Don Marco Antonio Duran Messico Diocesano Matamoros (Messico) – 2/7
Romero
16. Don Marlon Ernesto Pupiro Nicaragua Diocesano Masaya (Nicaragua) – 23/8
García

17. Don José Reinel Restrepo Colombia Diocesano Risaralda (Colombia) – 1/9
Idárraga

18. Don Gualberto Oviedo Colombia Diocesano Capurganá (Colombia) – 12/9


Arrieta

19. María Elizabeth Macías Messico Movimento Laico Nuevo Laredo (Messico) – 24/9
Castro Scalabriniano

20. Don Awuor Kisero Kenya Diocesano Nairobi (Kenya) – 3/10

21. Luis Eduardo Garcia Colombia Laico, Pastorale Sociale Popayan (Colombia) – 16/10

22. Padre Fausto Tentorio Italia PIME Mindanao (Filippine) – 17/10

23. Suor Valsha John India Suore della Carità di Gesù Pachwara (India) – 15/11
e Maria

24. Suor Lukrecija Mamic Croazia Ancelle della Carità Kiremba (Burundi) – 27/11

25. Francesco Bazzani Italia Volontario laico Kiremba (Burundi) – 27/11

26. Rabindra Parichha India Laico Orissa (India) – 16/12

147
Stato religioso

Sacerdoti 18 (15 diocesani; 1 SDB; 1 PIME; 1 Eudisti)

Religiose 4 (2 Ordine S.Agostino; 1 Suore della Carità di Gesù e Maria:

1 Ancelle della Carità)

Laici 4

Paesi di origine

Africa 3 (1 R.D.Congo; 1 Sud Sudan; 1 Kenya)

America 15 (1 Brasile, 7 Colombia, 5 Messico, 1 Paraguay, 1 Nicaragua)

Asia 3 (3 India)

Europa 5 (2 Italia, 1 Spagna, 1 Croazia, 1 Polonia)

Luoghi della morte

148
Africa 6 (1 R.D.Congo; 1 Sud Sudan; 1 Tunisia, 1 Kenya, 2 Burundi)

America 15 (1 Brasile, 7 Colombia, 5 Messico, 1 Paraguay, 1 Nicaragua)

Asia 4 (3 India, 1 Filippine)

Europa 1 (1 Spagna)

149
Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2010

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2010 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 255 persone.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

150
2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

2009 37 30 2 2 3

2010 25 1 17 1 1 2 3

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

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Dossier Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 30/12/2011

151
29 dicembre 2012

SPECIALE FIDES

ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI


VESCOVI, SACERDOTI,
RELIGIOSI, RELIGIOSE E LAICI,
UCCISI NELL’ANNO 2012

“i credenti chiamati a rendere testimonianza in


circostanze difficili e pericolose non saranno
abbandonati ed indifesi”
152
(Papa Benedetto XVI, Angelus 26 dicembre 2012)

GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2012

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Alla fine dell’anno civile, come consuetudine, l’Agenzia Fides
pubblica l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli
ultimi 12 mesi. Dalle informazioni raccolte, nell’anno 2012 sono stati uccisi 12 operatori pastorali,
quasi tutti sacerdoti, si tratta infatti di 10 sacerdoti, 1 religiosa, 1 laica.

Per il quarto anno consecutivo, con il numero più elevato di operatori pastorali uccisi, figura al
primo posto l’AMERICA, bagnata dal sangue di 6 sacerdoti. Segue l’AFRICA, dove sono stati uccisi 3
sacerdoti e una religiosa. Quindi l’ASIA, dove hanno trovato la morte un sacerdote ed una laica.

Come avviene ormai da tempo, il computo di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in
senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non viene usato di proposito
il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in
merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità
di notizie che si riescono a raccogliere sulla loro vita e sulle circostanze della morte.

La maggior parte degli operatori pastorali uccisi nel 2012 ha trovato la morte in seguito a tentativi
di rapina: alcuni hanno scoperto i ladri nella propria abitazione ed i loro corpi sono stati ritrovati
anche con segni di ferocia e di tortura. Altri sono stati aggrediti in strada e derubati di quanto
portavano con sé o della loro automobile. Suor Liliane Mapalayi, è stata pugnalata a morte mentre
era al suo posto di lavoro, in un liceo gestito dalla sua Congregazione, dove si occupava della cassa.
Don David Donis Barrera è stato aggredito e accoltellato, dopo un lieve incidente stradale, in
seguito ad un diverbio con gli occupanti dell’altra automobile. Don Anastasius Nsherenguzi invece

153
è stato ucciso da alcuni giovani che stava cercando di dividere durante una lite. La laica Conchita
Francisco è stata uccisa a colpi di arma da fuoco davanti alla cattedrale di Bongao, nella zona
meridionale delle Filippine, dove è alta la tensione per la presenza di ribelli musulmani, pirati,
terroristi e criminali.

Come scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel Motu Proprio “Porta fidei” con cui ha indetto l’Anno
della fede che la Chiesa sta celebrando, “Per fede uomini e donne hanno consacrato la loro vita a
Cristo, lasciando ogni cosa per vivere in semplicità evangelica l’obbedienza, la povertà e la castità,
segni concreti dell’attesa del Signore che non tarda a venire. Per fede tanti cristiani hanno
promosso un’azione a favore della giustizia per rendere concreta la parola del Signore, venuto ad
annunciare la liberazione dall’oppressione e un anno di grazia per tutti. Per fede, nel corso dei
secoli, uomini e donne di tutte le età, il cui nome è scritto nel Libro della vita, hanno confessato la
bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati a dare testimonianza del loro essere
cristiani: nella famiglia, nella professione, nella vita pubblica, nell’esercizio dei carismi e ministeri
ai quali furono chiamati.” (PF, 13)

Gli operatori pastorali uccisi in questo anno 2012 non hanno compiuto gesti eclatanti, non si sono
proposti all’attenzione dei mass media per iniziative o prese di posizione spettacolari, ma
semplicemente “hanno confessato la bellezza di seguire il Signore Gesù là dove venivano chiamati
a dare testimonianza del loro essere cristiani”. Hanno vissuto la loro fede nell’umiltà della vita
quotidiana, in contesti di particolare povertà umana e spirituale, di degrado, di violenza, dove il
rispetto della vita e la dignità della persona sono valori che non contano, cercando di portare in
questi ambienti la loro testimonianza di amore, di quell’amore del Padre che Gesù Cristo è venuto
a mostrare.

Il 26 dicembre, Papa Benedetto XVI ha ricordato all’Angelus che il martirio del diacono Stefano
mostra che “la nascita del Figlio di Dio ha inaugurato una nuova era, quella dell’amore. L’amore
abbatte le barriere tra gli uomini. Li rende fratelli..”. Quindi ha affidato all’intercessione di Santo
Stefano i cristiani perseguitati, sostenuti anche dalla nostra preghiera, ed ha invitato, sul suo
esempio, a “testimoniare senza paura, con coraggio e determinazione, la nostra fede”.

Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga
lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, o addirittura di cui non si conoscerà il nome, che
in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Cristo, la “nube dei militi
ignoti della grande causa di Dio” secondo l’espressione del Beato Papa Giovanni Paolo II.

PANORAMA DEI CONTINENTI

154
AMERICA

In America sono stati uccisi 6 sacerdoti: 2 in Brasile; 2 in Messico; 1 in Colombia; 1 in Guatemala.


In Brasile è stato ucciso nella sua abitazione il sacerdote italiano Fidei donum don Luigi Plebani.
Invece d. Eduardo Teixeira è stato assassinato in strada, nel corso di una rapina.

In Messico hanno trovato la morte don Jenaro Aviña García, assassinato nella sua abitazione da
alcuni ladri, e don Teodoro Mariscal Rivas, ritrovato legato mani e piedi, con una busta in testa.

In Colombia è stato ucciso durante una rapina don Pablo Emilio Sanchez Albarracin.

In Guatemala è morto don David Donis Barrera, aggredito e accoltellato dopo un incidente
stradale.

AFRICA

In Africa sono stati uccisi 3 sacerdoti e 1 religiosa: 1 nella R.D.Congo; 1 in Mozambico; 1 in


Tanzania; 1 in Madagascar.

Nella R.D. del Congo ha trovato la morte suor Liliane Mapalayi, della congregazione delle Suore
della Carità di Gesù e Maria, pugnalata a morte nella scuola in cui prestava servizio.

In Mozambico è stato barbaramente ucciso il Missionario della Consolata (IMC) p. Valentim


Eduardo Camale, durante una rapina alla sua missione.

In Tanzania è morto don Anastasius Nsherenguzi, ucciso da alcuni giovani che stava cercando di
dividere durante una lite.

In Madagascar è stato ucciso durante una rapina in strada il gesuita p. Bruno Raharison (SJ).

ASIA

In Asia sono 2 gli operatori pastorali uccisi: 1 sacerdote ed una laica. Hanno trovato la morte in
Libano e nelle Filippine.

In Libano ha trovato la morte padre Elie Gergi al-Makdessi, dell’Ordine Libanese Maronita, ucciso
lungo la strada durante un tentativo di rapina.

Nelle Filippine è morta la laica Conchita Francisco, operatrice pastorale, uccisa a colpi di arma da
fuoco da uomini non identificati davanti alla cattedrale cattolica di Bongao, dove poco prima aveva
guidato la recita del Rosario e partecipato alla Santa Messa.

155
CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE
L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Don David Donis Barrera, 70 anni, da due anni parroco della parrocchia della Sagrada Familia ad
Oratorio, nella diocesi di Santa Rosa da Lima, in Guatemala, è stato assassinato il 27 gennaio 2012.
In seguito ad un lieve incidente stradale, accaduto mentre si stava recando nella capitale, è stato
aggredito e poi accoltellato dagli occupanti dell’altra vettura.

(Vedi Agenzia Fides 07/02/2012)

156
Don Jenaro Aviña García, 63 anni, parroco della parrocchia dell'Immacolata Concezione ad
Atizapan de Zaragoza, nell'arcidiocesi di Tlalnepantla (Messico), è stato assassinato nella sua
abitazione alle prime ore del mattino del 28 gennaio 2012. Secondo il rapporto della polizia, “il
sacerdote aveva il pigiama e le pantofole, a quanto pare aveva sentito dei rumori e ha aperto la
porta della canonica”. "La Chiesa locale di Tlalnepantla – ha sottolineato il comunicato
dell’Arcivescovo - condanna in modo assoluto tutti gli atti di violenza che avvengono, non solo
contro i cattolici, ma contro tutte le persone, indipendentemente dalla razza, dalla lingua e dalla
religione”.

(Vedi Agenzia Fides 03/02/2012)

Suor Liliane Mapalayi, della congregazione delle Suore della Carità di Gesù e Maria, è stata
pugnalata a morte da un individuo il 2 febbraio 2012 a Kananga, nel Kasai occidentale (R.D.Congo).
La religiosa lavorava in un liceo gestito dalla sua Congregazione, occupandosi della cassa. E’ stata
aggredita intorno alle ore 13, mentre si trovava nel suo ufficio, a scuola. Udendo un grido, il
Direttore della scuola e una suora si sono precipitati nell’ufficio di suor Liliane, che è spirata tra le
loro braccia, con un coltello da cucina piantato nel cuore.

(Vedi Agenzia Fides 20/02/2012)

Don Anastasius Nsherenguzi, sacerdote della diocesi di Kayanga (Tanzania), 43 anni, è stato
gravemente ferito il 6 aprile, Venerdì santo, ed è deceduto l’indomani, 7 aprile, dopo alcune ore di
agonia senza rivelare alcun particolare su quanto accaduto. In seguito alle ricostruzioni effettuate,
è stato appurato che p. Nsherenguzi faceva ritorno a casa da Bushangaro, l’area parrocchiale dove
si era recato per una celebrazione religiosa. Lungo la strada si è imbattuto in alcuni giovani che
stavano litigando, ed è intervenuto per evitare che la lite degenerasse, ma è stato colpito da uno
dei giovani con un grossa pietra, che gli ha procurato ferite mortali.

(Vedi Agenzia Fides 14/4/2012)

Don Luigi Plebani, 62 anni, missionario italiano Fidei Donum della diocesi di Brescia, è stato
assassinato in Brasile, a Rui Barbosa, nello Stato di Bahia. Il sacerdote è stato trovato impiccato
nella sua casa con un cerotto sulla bocca, domenica 29 aprile 2012. Era atteso per la celebrazione
della Messa e, non vedendolo arrivare, alcune donne sono andate a cercarlo e hanno trovato la
drammatica scena. Molto probabilmente si è trattato di una rapina degenerata in modo tragico: gli
assassini avrebbero poi inscenato un suicidio. “Padre Luis”, come era conosciuto in Brasile, dove si
trovava dal 1980, aveva ricevuto in passato minacce di morte da parte di alcuni carcerati che

157
visitava regolarmente nel penitenziario locale, molto probabilmente da parte di bande legate al
traffico di droga.

(Vedi Agenzia Fides 30/04/2012; 02/05/2012)

P. Valentim Eduardo Camale, dei Missionari della Consolata (IMC), 49 anni, è stato barbaramente
ucciso la sera del 3 maggio 2012, durante una rapina alla missione di Liqueleva (Mozambico). P.
Valentim è stato aggredito da quattro ladri, che molto probabilmente volevano impossessarsi delle
poche offerte raccolte per la scuola dell’infanzia gestita dai missionari, ed ha reagito
immobilizzando uno dei banditi, ma è stato sopraffatto dagli altri tre, che lo hanno percosso a
morte. Trovato in una pozza di sangue da un confratello che rientrava dal lavoro pastorale, è stato
trasportato d’urgenza all’ospedale, ma è morto durante il tragitto.

(Vedi Agenzia Fides 04/05/2012)

Don Pablo Emilio Sanchez Albarracin, della diocesi di Cucuta (Colombia), è stato aggredito nella
sua abitazione presso la parrocchia Santa Maria Madre de Dios nel comune di los Patios a Cucuta,
nel nord della Colombia, durante una rapina, la mattina dell’8 agosto 2012. I malviventi,
probabilmente scoperti dal sacerdote, lo hanno gravemente ferito. Trasportato in ospedale, vi è
morto l’11 agosto, dopo tre giorni di agonia.

Padre Elie Gergi al-Makdessi, dell’Ordine Libanese Maronita, è stato ucciso durante un tentativo
di rapina. Il suo corpo senza vita è stato infatti ritrovato il 25 agosto 2012 sulla strada marittima di
Naameh, 10 km a sud di Beirut. La morte è stata causata da asfissia e annegamento. Nato nel
1962, era monaco dell’Ordine Libanese Maronita, e viveva in un convento del villaggio di Bhersaf.

Il sacerdote Teodoro Mariscal Rivas, 45 anni, è stato trovato morto assassinato nella propria
abitazione, nel quartiere di Santa Fe. Aveva la cura pastorale della chiesa di Santa Cecilia, che si
trova nel territorio della parrocchia di Santo Niño de la Salud, nel distretto di Mochicahui, verso la
parte centrale del Golfo della California, in Messico. Don Rivas è stato ritrovato la mattina del 20
settembre 2012, legato mani e piedi, con una busta in testa che ne ha provocato il soffocamento.
L’assassinio è avvenuto presumibilmente tra il 18 e il 19 settembre. Fra le cose di valore che non si
sono trovate c’era anche la sua automobile.

(Vedi Agenzia Fides 25/09/2012)

158
P. Bruno Raharison, sacerdote gesuita (SJ) di nazionalità malgascia, economo della congregazione
Giovanni XXIII di Mahamasina (Madagascar), è stato ucciso domenica 30 settembre 2012, nel corso
di una rapina in strada. L’automobile del religioso infatti è stata notata il 30 settembre,
parcheggiata lungo la statale 2 che conduce da Antananarivo a Tamatave, nei pressi della località
di Carion. Allertati i gendarmi, questi hanno stabilito un servizio di vigilanza. Il giorno successivo è
stato fermato un giovane che tentava di recuperare l’automobile, e condotto in caserma. In
seguito ad una perlustrazione dell’area, il 2 ottobre è stato ritrovato il corpo di p. Bruno, a 400
metri dal luogo dove si trovava la sua auto. Il sacerdote è stato colpito più volte con un’arma da
taglio al dorso, al petto e alla testa.

(Vedi Agenzia Fides 4/10/2012)

La laica cattolica Conchita Francisco, 62 anni, operatrice pastorale, vedova e madre di due figli, è
stata uccisa a colpi di arma da fuoco da uomini non identificati davanti alla cattedrale cattolica di
Bongao, nella provincia filippina di Tawi-Tawi, nel Sud dell’arcipelago, il 13 novembre 2012. La
donna era appena uscita dalla chiesa, dove come ogni giorno aveva guidato la recita del Rosario e
aveva partecipato alla Santa Messa. Conchita, detta “Ching”, era un pilastro nelle attività pastorali
della piccola Chiesa locale. Dieci anni fa anche suo marito era stato ucciso. Era Preside della scuola
di secondo grado all’interno del campus della “Mindanao State University” (MSU) a Bongao e,
secondo alcune fonti locali, l’omicidio potrebbe essere legato a questioni inerenti il suo lavoro
nella struttura.

(Vedi Agenzia Fides 16/11/2012)

D. Eduardo Teixeira, sacerdote brasiliano, 35 anni, è stato assassinato la sera di domenica 16


dicembre 2012, nella località Novo Hamburgo (stato di Rio Grande do Sul), Brasile, nel corso di una
rapina. D. Teixeira e un altro sacerdote erano fermi ad un semaforo quando si sono avvicinati due
rapinatori. I due preti sono stati costretti a seguire i malviventi in un parco e, dopo aver
consegnato il portafoglio, p. Eduardo è stato colpito da almeno due colpi di arma da fuoco mentre
tentava di tornare all’automobile. D. Teixeira, sacerdote da 3 anni, era parroco di Santa Terezinha
de Campo Bom, e recentemente era stato nominato parroco della Parrocchia São Jorge, nel
quartiere Campina (SL).

(Vedi Agenzia Fides 19/12/2012)

QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2012

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte

1. Don David Donis Barrera Guatemala Diocesano Santa Rosa (Guatemala) – 27/1

159
2. Don Jenaro Aviña García Messico Diocesano Atizapan (Messico) – 28/1

3. Suor Liliane Mapalayi Congo RD Suore della Carità di Gesù Kananga (Congo RD) – 2/2
e Maria

4. Don Anastasius Nsherenguzi Tanzania Diocesano Bushangaro (Tanzania) – 7/4

5. Don Luigi Plebani Italia Fidei donum Rui Barbosa (Brasile) – 29/4

6. P. Valentim Eduardo Camale Mozambico Missionari della Liqueleva (Mozambico) – 3/5


Consolata (IMC)

7. Don Pablo Emilio Sanchez Colombia Diocesano Cucuta (Colombia) – 11/8


Albarracin

8. Padre Elie Gergi al-Makdessi Libano Monaco dell’Ordine Naameh (Libano) – 25/8
Libanese Maronita

9. Teodoro Mariscal Rivas Messico Diocesano Mochicahui (Messico) – 19/9

10. Padre Bruno Raharison Madagascar Gesuita (SJ) Carion (Madagascar) – 30/9

11. Conchita Francisco Filippine Operatrice laica Bongao (Filippine) -13/11

12. Don Eduardo Teixeira Brasile Diocesano Novo Amburgo (Brasile) – 16/12

Stato religioso

Sacerdoti 10 (6 diocesani; 1 SJ; 1 IMC; 1 Ord. Libanese M.;1 Fidei donum)

Religiose 1 (Suore della Carità di Gesù e Maria)

Laici 1

Paesi di origine

Africa 4 (1 R.D.Congo; 1 Tanzania; 1 Mozambico; 1 Madagascar)

160
America 5 (2 Messico; 1 Colombia; 1 Brasile; 1 Guatemala)

Asia 2 (1 Libano; 1 Filippine)

Europa 1 (Italia)

Luoghi della morte

Africa 4 (1 R.D.Congo; 1 Mozambico; 1 Tanzania; 1 Madagascar)

America 6 (2 Brasile; 2 Messico; 1 Colombia; 1 Guatemala)

Asia 2 (1 Libano; 1 Filippine)

Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2011

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al

161
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2011 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 281.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

162
2009 37 30 2 2 3

2010 25 1 17 1 1 2 3

2011 26 18 4 4

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

DATI, COMMENTI E APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI


ANNI SI POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

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Dossier Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 29/12/2012

3 gennaio 2014

SPECIALE FIDES

163
ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI
- SACERDOTI, RELIGIOSI,
RELIGIOSE E LAICI -
UCCISI NELL’ANNO 2013

“Siamo vicini a tutti i missionari e le missionarie, che


lavorano tanto senza far rumore, e danno la vita”

(Papa Francesco, Angelus del 20 ottobre 2013

Giornata Missionaria Mondiale)

164
GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2013

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Dalle informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nell’anno 2013
sono stati uccisi nel mondo 23 operatori pastorali (per la maggior parte sacerdoti), quasi il doppio
rispetto al precedente anno 2012 in cui erano stati 13. Nella notte tra il 31 dicembre 2013 ed il 1°
gennaio 2014 è stato inoltre ucciso p. Eric Freed, parroco ad Eureka, in California: la polizia sta
indagando per chiarire le cause e le modalità dell’omicidio. Per il quinto anno consecutivo, il
numero più elevato di operatori pastorali uccisi si registra in America Latina, con al primo posto la
Colombia.

Nel 2013 sono morti in modo violento 20 sacerdoti, 1 religiosa, 2 laici. Secondo la ripartizione
continentale, in America sono stati uccisi 15 sacerdoti (7 in Colombia; 4 in Messico; 1 in Brasile; 1
in Venezuela; 1 a Panama; 1 ad Haiti); in Africa sono stati uccisi 1 sacerdote in Tanzania, 1 religiosa
in Madagascar, 1 laica in Nigeria; in Asia sono stati uccisi 1 sacerdote in India ed 1 in Siria; 1 laico
nelle Filippine; in Europa sono stati uccisi 2 sacerdoti, in Italia e in Ungheria.

Come avviene ormai da tempo, l’elenco di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso
stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non viene usato di proposito il
termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito
al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di
notizie che si riescono a raccogliere sulla loro vita e sulle circostanze della morte.

Nell’anno 2013 è stato aperto il processo di beatificazione delle sei missionarie italiane delle Suore
delle Poverelle di Bergamo, morte in Congo nel 1995 per aver contratto il virus ebola pur di non
lasciare la popolazione priva di assistenza sanitaria, definite “martiri della carità”. E’ stata invece
conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione di Luisa Mistrali Guidotti, membro
dell’Associazione Femminile Medico Missionaria, uccisa nel 1979 nell’allora Rhodesia mentre
accompagnava in ospedale una partoriente a rischio. Si è poi aperta la strada della beatificazione
per padre Mario Vergara, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), e del catechista
laico Isidoro Ngei Ko Lat, uccisi in odio alla fede in Myanmar nel 1950. Il 25 aprile è stata celebrata
la beatificazione di don Pino Puglisi: “la sua mitezza e la sua incessante azione missionaria,
evangelicamente ispirata, si scontrò con una logica di vita opposta alla fede, quella dei mafiosi, i

165
quali ostacolarono la sua azione pastorale con intimidazioni, minacce e percosse, fino a giungere
alla sua eliminazione fisica, in odio alla fede” hanno scritto i Vescovi della Sicilia.

Desta ancora preoccupazione la sorte di numerosi altri operatori pastorali sequestrati o scomparsi,
di cui non si hanno più notizie, come i tre sacerdoti congolesi Agostiniani dell’Assunzione,
sequestati nel nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo nell’ottobre 2012, e di un
sacerdote colombiano scomparso da mesi. Mentre il tremendo conflitto che sta insanguinando da
tre anni la Siria non risparmia i cristiani: da tempo non si hanno più notizie del gesuita italiano p.
Paolo Dall’Oglio, dei due Vescovi metropoliti di Aleppo – il greco ortodosso Boulos al-Yazigi e il siro
ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, delle suore ortodosse del monastero di Santa Tecla.
Proprio in queste ultime ore è stato liberato p. Georges Vandenbeusch, il sacerdote “Fidei Donum”
francese che era stato rapito il 13 novembre nella sua parrocchia di Nguetchewe, in Camerun.

Scorrendo le poche notizie che si riescono a raccogliere sugli operatori pastorali che hanno perso
la vita nel 2013, ancora una volta si osserva che la maggior parte di loro è stata uccisa in seguito a
tentativi di rapina o di furto, aggrediti in qualche caso con efferatezza e ferocia, segno del clima di
degrado morale, di povertà economica e culturale, che genera violenza e disprezzo della vita
umana. Tutti vivevano in questi contesti umani e sociali, portando avanti la missione di annuncio
del messaggio evangelico senza compiere gesti eclatanti, ma testimoniando la loro fede nell’umiltà
della vita quotidiana.

Come ha sottolineato il Santo Padre Francesco, “in duemila anni sono una schiera immensa gli
uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo”
(Angelus del 23 giugno 2013). Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, infatti
deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non
si conoscerà il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede:
“pensiamo a tanti fratelli e sorelle cristiani, che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce
ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli. Gesù è con loro. Anche noi siamo uniti a loro con
la nostra preghiera e il nostro affetto. Abbiamo anche ammirazione per il loro coraggio e la loro
testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle, che in tante parti del mondo soffrono a causa
dell’essere fedeli a Gesù Cristo” (Papa Francesco, Angelus del 17 novembre 2013).

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA

In America sono stati uccisi 15 sacerdoti: 7 in Colombia; 4 in Messico; 1 in Brasile; 1 in Venezuela; 1


a Panama; 1 ad Haiti.

166
In Colombia sono stati uccisi nelle loro abitazioni, molto probabilmente durante dei tentativi di
furto, Don José Francisco Vélez Echeverri, Don José Ancizar Mejia Palomino, Don Luis Bernardo
Echeverri e Don Héctor Fabio Cabrera. Invece Don Luis Alfredo Suárez Salazar è stato ucciso
durante una sparatoria. Il corpo di Don José Antonio Bayona Valle e quello di Don Néstor Darío
Buendía Martínez sono stati ritrovati in zone isolate dopo che di loro si erano perse le tracce.

In Messico hanno trovato la morte: Don José Flores Preciado, picchiato da ignoti, scoperti mentre
commettevano un furto nella chiesa dove confessava e celebrava; Don Ignacio Cortez Alvarez, Don
Hipólito Villalobos Lima e don Nicolás De la Cruz Martínez che sono stati assassinati nella loro
abitazione.

In Brasile è stato ucciso da due ragazzi che lo hanno aggredito a scopo di rapina Padre Elvis
Marcelino De Lima

In Venezuela è morto Don José Ramón Mendoza, aggredito mentre era in automobile da un
gruppo di malviventi.

A Panama è stato ucciso Don Anibal Gomez, molto probabilmente per rapina, in quanto il
sacerdote aveva dei lividi, era stato legato, ed è morto a causa di una grande ferita di arma da
taglio.

Ad Haiti Padre Richard E. Joyal è stato ucciso all’uscita dalla banca da due uomini su una moto.

AFRICA

In Africa sono stati uccisi 1 sacerdote in Tanzania, 1 religiosa in Madagascar, 1 laica in Nigeria.

In Tanzania è morto Don Evarist Mushi, ucciso a colpi di arma da fuoco da un motociclista mentre
stava andando a celebrare la messa.

In Madagascar è stata uccisa Suor Marie Emmanuel Helesbeux, prima colpita a bastonate e poi
strangolata da tre persone che sembra dovessero restituire un prestito.

In Nigeria la missionaria laica Afra Martinelli è stata ritrovata nella sua stanza gravemente ferita
alla nuca con un machete, molto probabilmente per un tentativo di furto.

ASIA

In Asia sono 3 gli operatori pastorali uccisi: 1 sacerdote in India ed 1 in Siria; 1 laico nelle Filippine.

In India ha trovato la morte Don Kochupuryil J. Thomas, assassinato da ignoti nei locali del
Seminario di cui era Rettore.

167
In Siria è stato ucciso padre François Murad, nel convento della Custodia di Terra Santa dove
aveva trovato rifugio dopo lo scoppio della guerra civile.

Nelle Filippine è stato ucciso a colpi di pistola il laico cattolico Dexter Condez, impegnato nella
difesa dei diritti e delle prerogative degli indigeni del gruppo Ati.

EUROPA

In Europa sono stati uccisi 2 sacerdoti.

In Italia è stato ucciso a colpi di bastone nel proprio letto, in canonica, Don Michele Di Stefano.

In Ungheria è stato ritrovato morto nella cantina della sua parrocchia, Don András Szarvas.

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE


L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Don José Francisco Vélez Echeverri, 55 anni, sacerdote diocesano, è stato trovato morto il 16
gennaio 2013, con ferite di arma da taglio, nel cortile della sua casa nel quartiere El Albergue, a
sud di Buga, in Colombia. I vicini di casa hanno visto una persona allontanarsi in bicicletta
dall'abitazione del sacerdote qualche ora prima del ritrovamento del corpo senza vita. Dalle ipotesi
formulate dalle autorità sembra si tratti di un furto finito in tragedia. Don José era molto
impegnato nel sociale e non aveva, secondo le testimonianze dei fedeli, nessun nemico. Ordinato
sacerdote il 20 gennaio 1990, per due anni era stato parroco nella parrocchia Niño Jesús de Praga
(Bambino Gesù di Praga), nel comune di Tuluà, ed avevo svolto il ministero pastorale anche in altre
parrocchie.

Vedi Agenzia Fides 17/01/2013

Don Luis Alfredo Suárez Salazar, della arcidiocesi di Villavicencio, è stato ucciso la mattina del 2
febbraio 2013 ad Ocaña, nel nord di Santander (Colombia), alla frontiera con il Venezuela, mentre
trascorreva le vacanze nella sua città natale. Due uomini armati su una moto hanno sparato
almeno una decina di colpi contro il sacerdote e contro altre due persone che erano con lui in quel

168
momento. Secondo fonti locali i sicari non avrebbero avuto intenzione di uccidere il sacerdote, ma
una delle persone che erano con lui.

Vedi Agenzia Fides 04/02/2013

Don José Ancizar Mejia Palomino, 84 anni, della diocesi di Buga, è stato trovato morto il 2
febbraio nella sua residenza, a Caldas, comune di Riosucio (Colombia). Il corpo del sacerdote è
stato trovato legato al letto con segni di tortura. D. Mejia Palomino esercitava il suo ministero
pastorale nella diocesi di Pereira come cappellano dell'orfanatrofio "Sagrada Familia" e nella Casa
per anziani "Luisa de Marillac".

Vedi Agenzia Fides 5/02/2013

Don José Flores Preciado, messicano, è morto all'Ospedale Universitario regionale nella città di
Colima (Messico), dopo essere stato picchiato da ignoti nella chiesa di Cristo Re, dove confessava e
celebrava la messa tutti giorni. La sera del 5 febbraio 2013 alcuni sconosciuti sono entrati in chiesa,
forse per commettere un furto, ma scoperti dal sacerdote lo hanno picchiato a sangue. Il
sacerdote è morto poco dopo all'ospedale a cause delle ferite riportate. Don José, nato il 30
dicembre 1929 a Tuzcacuesco, Jalisco, era stato ordinato sacerdote nel 1961. Era una persona
molto tranquilla, professore di latino nel seminario de Chiapa (Colima) e nel seminario del Cobano
(Colima città), confessore della cattedrale e tutore di un gruppo di seminaristi.

Vedi Agenzia Fides 07/02/2013

Don Evarist Mushi, 55 anni, della diocesi di Zanzibar (Tanzania), è stato ucciso alle 7 del mattino di
domenica 17 febbraio 2013. Era appena arrivato alla Cattedrale di San Giuseppe di Zanzibar per
celebrare la messa e, mentre si apprestava ad uscire dall’automobile, due persone in moto lo
hanno avvicinato. Il passeggero della moto gli ha sparato tre colpi mentre era ancora nell’auto. Nei
giorni precedenti i giornali del posto avevano riportato le minacce di un gruppo criminale locale di
assassinare Vescovi e sacerdoti.

Vedi Agenzia Fides 18/2/2013

Don José Ramón Mendoza, 44 anni, è stato assassinato la sera di domenica 17 febbraio 2013 nello
stato di Lara, in Venezuela (circa 400 km da Caracas). Mentre stava percorrendo in automobile la
strada che porta al quartiere El Manzano, nel comune di Iribarren, è stato intercettato da un
gruppo di malviventi che si sono avvicinati alla sua vettura ferma al semaforo. Alla vista dei banditi
la reazione del sacerdote, secondo le ricostruzioni della polizia, è stata di accelerare, ma è stato
raggiunto da un proiettile alla testa che lo ha ucciso. D. José Mendoza era parroco di San Juan

169
Evangelista, nel quartiere Brisas de El Obelisco, ed era conosciuto per essere un uomo di
preghiera.

Vedi Agenzia Fides 19/2/2013

Il laico cattolico Dexter Condez, 26 anni, appartenente alla Società di San Vincenzo De’ Paoli
(Famiglia religiosa Vincenziana), è stato ucciso con otto colpi di pistola sull’isola di Boracaya
(Filippine) il 22 febbraio 2013. Condez difendeva i diritti e le prerogative degli indigeni del gruppo
Ati, che si oppongono allo sfruttamento del territorio da parte delle compagnie edilizie. Il giovane
lavorava a stretto contatto con la Chiesa locale, nella diocesi di Kalibo.

Vedi Agenzia Fides 4/3/2013

Don Michele Di Stefano, 79 anni, della diocesi di Trapani (Italia), è stato ucciso a colpi di bastone
nel proprio letto, in canonica, dove viveva da solo, nella notte tra il 25 e 26 febbraio 2013. Alcuni
parenti, non vedendolo arrivare per pranzo come concordato, hanno chiesto ad un vicino di
andare a cercarlo, e questi ha trovato il corpo del sacerdote sotto le coperte, con intorno tracce di
sangue. La chiesa e la canonica sorgono in un luogo isolato, a circa 250 metri dalle prime abitazioni
del piccolo borgo. L’assassino, 33 anni, suo parrocchiano, catturato dopo alcuni giorni, è stato
condannato a trenta anni di reclusione per rapina. Don Michele era stato parroco per 43 anni nella
frazione di Fulgatore, compiuti i 75 anni ha continuato il suo ministero pastorale di parroco
dedicandosi alla piccola parrocchia “Gesù, Giuseppe e Maria” della vicina Ummari. Per molti anni
era stato assistente dei lavoratori di Azione Cattolica e assistente spirituale della Coldiretti
provinciale. Secondo le testimonianze, il sacerdote era benvoluto, aveva rapporti sereni con tutti,
era un uomo buono, cordiale e zelante.

Suor Marie Emmanuel Helesbeux, 82 anni, francese, delle Sœurs de la Providence de Ruillé sur
Loir, è stata uccisa il 1° marzo 2013 a Mandritsara, nel nord-est del Madagascar, prima colpita a
bastonate e poi strangolata. Tre persone sono state arrestate ed hanno confessato il delitto:
sembra dovessero restituire una somma alla vittima. La religiosa era da 42 anni missionaria in
Madagascar, sempre a Mandritsara, dove era molto amata e stimata dalla popolazione per le sue
opere di carità.

Vedi Agenzia Fides 4/3/2013

Don Kochupuryil J. Thomas, 65 anni, Rettore del Seminario Maggiore San Pietro a
Bangalore (India), è stato assassinato da ignoti nella notte fra il 31 marzo e il 1° aprile 2013
all'interno dei locali del Seminario. Il sacerdote è stato malmenato fino alla morte. Le

170
ragioni dell’omicidio restano ignote. Originario del Kerala (India), aveva servito la comunità
di Bangalore per circa 30 anni. E’ ricordato come “sacerdote molto pio, pacato e umano,
uno studioso di alto livello, animato da arguzia e saggezza e sincerità”, inoltre “aveva uno
spirito indomito di lavoro, studio, preghiera e servizio”.

Vedi Agenzia Fides 4/4/2013

Padre Richard E. Joyal, 62 anni, canadese, membro della Società di Maria, è stato ucciso il 24
aprile nella capitale di Haiti, Port au Prince. Il religioso era uscito dalla banca con mille dollari
canadesi, quando due uomini su una moto gli si sono avvicinati, gli hanno strappato un pacchetto
che portava sotto il braccio e gli hanno sparato tre volte alla schiena. I presunti ladri non hanno
comunque preso il denaro che era nel portafoglio della vittima. Il missionario aveva lavorato
precedentemente nelle Filippine e in Costa d'Avorio.

Vedi Agenzia Fides 26/04/2013

Don José Antonio Bayona Valle, 48 anni, sacerdote diocesano dell'arcidiocesi di Barranquilla
(Colombia) è stato ucciso la sera del 6 maggio 2013 con 18 coltellate. Il corpo è stato trovato lungo
un sentiero nella zona del villaggio di Juan Mina. Ordinato sacerdote il 20 dicembre 1998, aveva
lavorato come parroco della parrocchia di Cristo Re nel sud-ovest di Barranquilla nel quartiere di
Lipaya.

Vedi Agenzia Fides 7/05/2013; 8/5/2013

Il sacerdote siriano François Murad, 49 anni, è stato ucciso a Gassanieh, nel nord della Siria, nel
convento della Custodia di Terra Santa dove aveva trovato rifugio, domenica 23 giugno 2013. Le
circostanze della morte non sono state del tutto chiarite. Secondo fonti locali, il convento in cui si
trovava p. Murad sarebbe stato assaltato da miliziani legati al gruppo jihadista Jabhat al-Nusra.
Padre François aveva fatto i primi passi nella vita religiosa con i frati francescani della Custodia di
Terra Santa, e con essi continuava a condividere stretti vincoli di amicizia spirituale. Dopo essere
stato ordinato sacerdote aveva fondato una nuova congregazione siro-cattolica ispirata alla
spiritualità di San Simeone lo Stilita e aveva iniziato nel villaggio di Gassanieh la costruzione di un
monastero cenobitico a lui dedicato. Dopo l'inizio della guerra civile, il monastero era stato
bombardato e p. Murad si era trasferito presso il convento della Custodia.

Vedi Agenzia Fides 24/6/2013; 2/7/2013

Il corpo senza vita di don Néstor Darío Buendía Martínez, 35 anni, scomparso da qualche giorno,
è stato ritrovato in una zona isolata del comune di Los Cordobas, circa 500 km a nord di Bogotà
(Colombia), il 26 giugno 2013. Il sacerdote era partito da Cereté, dove era viceparroco, verso

171
Monteria, ma non ha mai raggiunto la destinazione prevista, dove c'è la sua famiglia. Benché il
sacerdote non avesse mai segnalato di avere ricevuto minacce, secondo informazioni locali aveva
condannato pubblicamente le bande criminali della zona di Cereté. Don Néstor Darío Buendía
Martínez era nato a Canalete (Cordoba), ed era vice parroco della parrocchia di San Antonio de
Padua di Cereté, dopo essere stato parroco della chiesa di Santo Domingo Vidal a Chima.

Vedi Agenzia Fides 25/06/2013; 26/06/2013

Padre Elvis Marcelino De Lima, 47 anni, nativo di Fortaleza (Brasile), della Congregazione della
Sacra Famiglia di Nazareth (di p. Giovanni Piamarta), è stato ucciso il 13 luglio 2013 da due ragazzi
che lo hanno aggredito a scopo di rapina presso il Centro Educacional da Juventude di Fortaleza,
dove risiedeva. Dalle ricostruzioni effettuate, il sacerdote aveva già consegnato soldi, telefono e
chiavi della macchina, quando uno dei due giovani (20 e 21 anni) ha fatto fuoco, uccidendolo. Fin
dalla sua ordinazione sacerdotale, padre Elvis aveva svolto il suo ministero quasi sempre nel
campo della formazione: prima a Ponta Grossa (Paraná), poi a Santiago del Cile e a Curitiba. Eletto
Superiore Regionale delle comunità dell’America Latina della sua congregazione, dal 2008
risiedeva presso il Centro Educacional da Juventude di Fortaleza. Secondo le testimonianze di chi
lo ha conosciuto, era una persona di relazione, capace di stare con tutti, e ovunque era stato, il suo
sorriso aveva conquistato la gente e soprattutto la gioventù. Ha perso la vita in un episodio di
piccola delinquenza, come è diventato quasi cronaca quotidiana in questa città. È caduto per mano
di due ragazzi, lui che ai ragazzi regalava la vita.

Don Ignacio Cortez Alvarez, parroco della chiesa “María Auxiliadora”, è stato ucciso nella sua
abitazione nella città di Ensenada, nella regione di Baja California (Messico). Il corpo senza vita del
sacerdote è stato trovato il 22 luglio nella sua abitazione, a fianco della parrocchia, con numerose
ferite al torace. I motivi dell’omicidio restano ignoti. Padre Cortez Alvarez era nato a Janamuato,
Michoacán, il 16 ottobre 1956 ed era stato ordinato sacerdote il 19 marzo 1988 nella Cattedrale
dell’archidiocesi di Tijuana.

Vedi Agenzia Fides 23/07/2013; 24/07/2013

Don András Szarvas, parroco di Cibakháza (diocesi di Vác) in Ungheria, è stato ucciso l’11
settembre 2013. Il suo corpo é stato trovato nella cantina della parrocchia, mentre i locali
parrocchiali erano stati messi a soqquadro. La sua macchina è stata ritrovata, fuori uso, a
Budapest. L’autore del crimine, un giovane di 19 anni reo confesso, è stato catturato dalla polizia
in un parco pubblico della capitale, mentre cercava di nascondersi. Nato nel 1940 a Nógrád,
nell’Ungheria settentrionale, il sacerdote era molto apprezzato, impegnato soprattutto ad aiutare
come poteva i poveri e tutti coloro che si rivolgevano a lui. Secondo gli abitanti del paese, molto
probabilmente il giovane che lo ha ucciso conosceva il parroco e forse aveva anche ricevuto da lui
qualche aiuto, essendo un senza tetto.

172
Don Luis Bernardo Echeverri, 69 anni, e don Héctor Fabio Cabrera, 27 anni, rispettivamente
parroco e viceparroco della parrocchia di San Sebastián del municipio di Roldanillo, nel
dipartimento della Valle del Cauca, arcidiocesi di Cali (Colombia), sono stati uccisi nella loro
abitazione nella notte tra il 27 ed il 28 settembre 2013. Secondo fonti locali intorno alla
mezzanotte alcuni abitanti della zona hanno visto due uomini uscire dalla parrocchia e allontanarsi
in motocicletta. Insospettiti per l’ora tarda, hanno avvisato la polizia, che ha trovato il corpo senza
vita del parroco e del suo collaboratore nelle rispettive stanze, con ferite di arma bianca. I due
sacerdoti appartenevano alla diocesi di Cartago.

Vedi Agenzia Fides 28/9/2013; 30/12/2013

Afra Martinelli, missionaria laica, nata 78 anni fa a Civilerghe (Brescia-Italia), si trovava in Nigeria
da oltre trent’anni, dove aveva fondato e dirigeva il Centro Regina Mundi: una scuola di
informatica con annesso un collegio per ragazzi, a Ogwashi-Ukwu, nella diocesi di Issele-Uku. La
mattina del 27 settembre i suoi collaboratori l’hanno trovata nella sua stanza, gravemente ferita
alla nuca con un machete, molto probabilmente per un tentativo di furto. Trasportata
nell'ospedale più vicino, è morta il 9 ottobre, dopo alcuni giorni di agonia. Papa Francesco l’ha
ricordata all’Angelus di domenica 20 ottobre, nella Giornata Missionaria, con queste parole: “In
questa Giornata siamo vicini a tutti i missionari e le missionarie, che lavorano tanto senza far
rumore, e danno la vita. Come l’italiana Afra Martinelli, che ha operato per tanti anni in Nigeria:
qualche giorno fa è stata uccisa, per rapina; tutti hanno pianto, cristiani e musulmani. Le volevano
bene. Lei ha annunciato il Vangelo con la vita, con l’opera che ha realizzato, un centro di
istruzione; così ha diffuso la fiamma della fede, ha combattuto la buona battaglia! Pensiamo a
questa sorella nostra, e la salutiamo con un applauso, tutti!”

Vedi Agenzia Fides 21/10/2013

Don Anibal Gomez (67 anni), di origine spagnola, incardinato nella diocesi di Colon (Panama), è
stato trovato morto il 30 ottobre, all'ingresso dell’abitazione del Vescovo emerito della diocesi di
Colón-Kuna Yala, presso cui risiedeva. Si presume che il motivo dell’assassinio sia stato la rapina, in
quanto il sacerdote aveva dei lividi, era stato legato, ed è morto a causa di una grande ferita di
arma da taglio. L'episodio criminale si è verificato nella zona Davis di Colon, una città considerata
particolarmente violenta a causa della delinquenza dilagante. Padre Anibal Gomez era il parroco
nella parrocchia Maria Madre di Dio.

Vedi Agenzia Fides 31/10/2013

173
Don Hipólito Villalobos Lima e don Nicolás De la Cruz Martínez sono stati trovati assassinati il 29
novembre nella casa parrocchiale di San Cristobal del comune di Ixhuatlán de Madero, nello stato
di Veracruz (Messico), diocesi di Tuxpan, molto probabilmente a causa di un tentativo di rapina.

Vedi Agenzia Fides 30/11/2013

QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2013

N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte

1. Don José Francisco Vélez Colombia Diocesano Buga (Colombia) – 16/1


Echeverri

2. Don Luis Alfredo Suárez Colombia Diocesano Ocaña (Colombia) – 2/2


Salazar

3. Don José Ancizar Mejia Colombia Diocesano Calda (Colombia) – 2/2


Palomino

4. Don José Flores Preciado Messico Diocesano Colima (Messico) – 5/2

5. Don Evarist Mushi Tanzania Diocesano Zanzibar (Tanzania) – 17/2

6. Don José Ramón Mendoza Venezuela Diocesano Iribarren (Venezuela) – 17/2

7. Dexter Condez Filippine Laico (Soc.S.Vincenzo) Boracaya (Filippine) – 22/2

8. Don Michele Di Stefano Italia Diocesano Ummari (Trapani,Italia) – 25-


26/2

9. Suor Marie Emmanuel Francia Sœurs de la Providence Mandritsara (Madagascar) – 1/3


Helesbeux de Ruillé sur Loir

10. Don Kochupuryil J. Thomas India Diocesano Bangalore (India) – 31/3-1/4

11. Padre Richard E. Joyal Canada Società di Maria Port au Prince (Haiti) – 24/4

12. Don José Antonio Bayona Colombia Diocesano Juan Mina (Colombia) – 6/5

174
Valle

13. P. François Murad Siria Cong.S.Simeone lo Stilita Gassanieh (Siria) – 23/6

14. Don Néstor Darío Buendía Colombia Diocesano Los Cordobas (Colombia) – 26/6
Martínez

15. Padre Elvis Marcelino De Brasile Congregazione della Fortaleza (Brasile) – 13/7
Lima Sacra Famiglia di
Nazareth

16. Don Ignacio Cortez Alvarez Messico Diocesano Ensenada (Messico) – 22/7

17. Don András Szarvas Ungheria Diocesano Cibakháza (Ungheria) – 11/9

18. Don Luis Bernardo Echeverri Colombia Diocesano Roldanillo (Colombia) – 27-28/9

19. Don Héctor Fabio Cabrera Colombia Diocesano Roldanillo (Colombia) – 27-28/9

20. Afra Martinelli Italia Missionaria laica Ogwashi-Ukwu (Nigeria) – 9/10

21. Don Anibal Gomez Spagna Diocesano Colon (Panama) – 30/10

22. Don Hipólito Villalobos Lima Messico Diocesano Ixhuatlán de Madero (Messico)
– 29/11

23. Don Nicolás De la Cruz Messico Diocesano Ixhuatlán de Madero (Messico)


Martínez – 29/11

Stato religioso

Sacerdoti 20 (17 diocesani; 1 Servi di Maria; 1 Sacra Famiglia di Nazareth; 1


Congregazione S.Simeone lo Stilita)

Religiose 1 (Sœurs de la Providence de Ruillé sur Loir)

Laici 2

Paesi di origine

Africa 1 (Tanzania)

America 14 (7 Colombia; 4 Messico; 1 Brasile; 1 Venezuela; 1 Canada)

Asia 3 (1 India; 1 Filippine; 1 Siria)

Europa 5 (2 Italia; 1 Spagna; 1 Francia; 1 Ungheria)

Luoghi della morte

Africa 3 (1 Tanzania; 1 Madagascar; 1 Nigeria)

America 15 (7 Colombia; 4 Messico; 1 Brasile; 1 Venezuela; 1 Panama;

175
1 Haiti)

Asia 3 (1 India; 1 Filippine; 1 Siria)

Europa 2 (1 Italia; 1 Ungheria)

Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2012

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2012 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 294.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

176
2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

2009 37 30 2 2 3

2010 25 1 17 1 1 2 3

2011 26 18 4 4

2012 13 11 1 1

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI ANNI SI


POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

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Dossier Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 3/1/2014

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30 dicembre 2014

SPECIALE FIDES

ELENCO DEGLI OPERATORI PASTORALI


- SACERDOTI, RELIGIOSI,
RELIGIOSE E LAICI -
UCCISI NELL’ANNO 2014

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“Andiamo avanti con speranza! I tanti missionari
martiri della fede e della carità ci indicano che la
vittoria è solo nell’amore e in una vita spesa per il
Signore e per il prossimo, a partire dai poveri”

(Papa Francesco al IV Convegno Missionario nazionale

22 novembre 2014)

GLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NELL’ANNO 2014

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nell’anno
2014 sono stati uccisi nel mondo 26 operatori pastorali, 3 in più rispetto al precedente anno 2013.
Per il sesto anno consecutivo, il numero più elevato di operatori pastorali uccisi si registra in
America. Negli ultimi dieci anni (2004-2013) sono stati uccisi nel mondo 230 operatori pastorali, di
cui 3 Vescovi.

Nel 2014 sono morti in modo violento 17 sacerdoti, 1 religioso, 6 religiose, 1 seminarista, 1 laico.
Secondo la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 14 operatori pastorali (12
sacerdoti, 1 religioso, 1 seminarista); in Africa sono stati uccisi 7 operatori pastorali (2 sacerdoti, 5
religiose); in Asia sono stati uccisi 2 operatori pastorali (1 sacerdote, 1 religiosa); in Oceania sono
stati uccisi 2 operatori pastorali (1 sacerdote, 1 laico); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote.

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Non possiamo tralasciare di ricordare poi quanti sono stati uccisi non dalla mano di un malvivente
ma dal virus ebola, che sta mietendo migliaia di vittime in Africa occidentale, dove le strutture
cattoliche, e non solo sanitarie, si sono mobilitate fin dal primo insorgere dell’epidemia. La
Famiglia religiosa dei Fatebenefratelli (Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio) ha perso in
Liberia e Sierra Leone quattro confratelli, una religiosa e tredici collaboratori degli ospedali di
Monrovia e Lunsar, per aver contratto il virus nel loro generoso impegno di assistenza ai malati. “I
nostri Confratelli hanno donato la loro vita per gli altri, come Cristo, fino al punto di morire
contagiati da questa epidemia” ha scritto Fra Jesús Etayo, Priore Generale. Analoga sorte
toccò alle sei missionarie italiane delle Suore delle Poverelle di Bergamo, morte in Congo nel 1995
per aver contratto il virus ebola pur di non lasciare la popolazione priva di assistenza sanitaria. Per
loro nel 2013 è stato aperto il processo di beatificazione.

Come avviene ormai da tempo, l’elenco di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso
stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non viene usato di proposito il
termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni”, per non entrare in merito
al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di
notizie che si riescono a raccogliere sulla loro vita e sulle circostanze della morte.

Ancora una volta la maggior parte degli operatori pastorali uccisi nel 2014 ha trovato la morte in
seguito a tentativi di rapina o di furto, aggrediti anche con efferatezza e ferocia, segno del clima di
degrado morale, di povertà economica e culturale, di intolleranza in cui vivevano. In questi
contesti, simili a tutte le latitudini, la violenza e la mancanza del minimo rispetto per la vita umana,
diventano regola di vita. Nessuno di loro ha compiuto azioni o gesti eclatanti, ma ha vissuto con
perseveranza e umiltà l’impegno quotidiano di testimoniare Cristo e il suo Vangelo in tali
complesse situazioni. Qualcuno è stato ucciso dalle stesse persone che aiutava, altri hanno aperto
la porta a chi chiedeva soccorso e sono stati aggredito, altri ancora hanno perso la vita durante
una rapina, mentre rimane incerto il movente per tante altre aggressioni e rapimenti conclusisi
tragicamente, di cui forse non si conosceranno mai le vere cause.

Nel 2014 sono stati condannati i mandanti dell’omicidio del Vescovo di La Rioja (Argentina), Mons.
Enrique Angelelli, 38 anni dopo l’assassinio del Presule, che fu camuffato da incidente stradale;
sono stati anche condannati i mandanti e gli esecutori dell’assassinio di Mons. Luigi Locati, Vicario
apostolico di Isiolo (Kenya), assassinato nel 2005; arrestati anche i responsabili della morte del
Rettore del Seminario di Bangalore (India), p.Thomas, ucciso nel 2013.

Desta ancora preoccupazione la sorte di altri operatori pastorali sequestrati o scomparsi, di cui
non si hanno più notizie, come i tre sacerdoti congolesi Agostiniani dell’Assunzione, sequestati nel
nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo nell’ottobre 2012; del gesuita italiano p. Paolo
Dall’Oglio, rapito in Siria nel 2013; o di p. Alexis Prem Kumar, rapito il 2 giugno scorso ad Herat, in
Afghanistan.

Il 24 maggio sono stati beatificati il missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere)
padre Mario Vergara, ed il catechista laico Isidoro Ngei Ko Lat, uccisi in odio alla fede in
Birmania, nel 1950. “La loro eroica fedeltà a Cristo possa essere di incoraggiamento e di
180
esempio ai missionari e specialmente ai catechisti che nelle terre di missione svolgono una
preziosa e insostituibile opera apostolica” ha detto Papa Francesco.

Agli elenchi provvisori stilati annualmente dall’Agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga
lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in
ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo. (SL) ( Fides
30/12/2014)

PANORAMA DEI CONTINENTI

AMERICA

In America sono stati uccisi 14 operatori pastorali: 5 in Messico, 3 in Venezuela, 2 negli Stati Uniti
d’America, 1 in Canada, 1 in Colombia, 1 in Nicaragua, 1 in Perù .

In Messico: don Rolando Martinez Lara, ucciso durante un furto nella sua parrocchia; il
seminarista Samuel Gustavo Gómez Veleta, rapito e ucciso nella Settimana Santa; don José
Acuña Asención Osorio, il cui corpo è stato ritrovato nelle acque del fiume Balsas; padre
John Ssenyondo, ritrovato in una fossa comune, insieme ad altri cadaveri; don Gregorio
Lopez Grosotieta, sequestrato e ucciso.

In Venezuela: i salesiani padre Jesus Erasmus Plaza Salessi ed il religioso fratel Luis Edilberto
Sanchez Morantes, aggrediti da due giovani ladri entrati nei locali del Collegio; i l sacerdote
Reinaldo Alfonso Herrera Lures, scomparso e ritrovato cadavere.

Negli Stati Uniti d’America: don Eric Freed, trovato morto nella sua canonica con vistosi traumi;
padre Kenneth Walker, ucciso in un tentativo di rapina.

In Canada: padre Gilbert Dasna, ucciso da un criminale.

In Colombia: don Andrés Duque Echeverry, vittima di una rapina.

In Nicaragua: don Juan Francisco Blandon Meza, ucciso da uno squilibrato.

In Perù: don Alfonso Comina Zevallos, picchiato a morte e ucciso nella sua casa canonica.

AFRICA

In Africa sono stati uccisi 7 operatori pastorali: 3 in Burundi, 2 nella Repubblica Centrafricana, 1 in
Sudafrica, 1 in Tanzania.

In Burundi: tre missionarie saveriane: suor Lucia Pulici, suor Olga Raschietti e suor Bernadetta
Bogian.

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Nella Repubblica Centrafricana: don Christ Forman Wilibona, ucciso ad un posto di blocco dei
ribelli; don Paul-Emile Nzale, ucciso insieme ad altre persone durante un attacco alla sua
parrocchia.

In Sudafrica: suor Mary Paule Tacke, rapita e uccisa da malviventi.

In Tanzania: suor Clecensia Kapuli, uccisa durante una rapina.

ASIA

In Asia sono stati uccisi 2 operatori pastorali: in Siria e in Malesia.

In Siria: il gesuita p. Frans van der Lugt, sequestrato da uomini armati che lo hanno picchiato e
ucciso.

In Malesia: suor Juliana Lim, morta per le conseguenze di una violenta aggressione.

OCEANIA

In Oceania sono stati uccisi 2 operatori pastorali: in Papua Nuova Guinea.

In Papua Nuova Guinea: don Gerry Maria Inau, ed il laico Benedict, ministro straordinario
della Comunione, sono stati uccisi mentre si trovavano per motivi pastorali in un’area
remota della diocesi di Bereina, molto probabilmente per le conseguenze di conflitti tribali.

EUROPA

In Europa è stato ucciso 1 operatore pastorale.

In Italia: don Lazzaro Longobardi, è stato ucciso a colpi di spranga nei pressi della sua canonica.

(Agenzia Fides 30/12/2014)

CENNI BIOGRAFICI E CIRCOSTANZE DELLA MORTE


L’Agenzia Fides è grata a tutti coloro che vorranno segnalare aggiornamenti o correzioni

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a questo elenco o a quelli degli anni precedenti.

Il corpo senza vita del rev.do Eric Freed, parroco ad Eureka, in California (Stati Uniti d’America), è
stato trovato nei locali della canonica della sua parrocchia il 1° gennaio 2014, con vistosi traumi
alla testa e su tutto il corpo. Il sacerdote statunitense, nato nel 1957, si era formato ed era stato
ordinato sacerdote tra i Salesiani di Don Bosco. Aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale a Tokyo e
per alcuni anni aveva svolto, come salesiano, il ministero di insegnante e cappellano in Giappone.
Dal 1999 era incardinato nella diocesi di Santa Rosa, dove ha svolto il ministero pastorale in
diverse parrocchie e in alcune scuole. Nel 2011 era stato nominato parroco della parrocchia di San
Bernardo, dove è stato ucciso. Era molto amato dai suoi studenti e dai suoi fedeli, è ricordato
come un sacerdote sensibile, sempre sorridente, con uno spiccato senso dell’umorismo e
appassionato di sport. Il processo alla persona accusata dell'assassinio di padre Eric è stato
rinviato un paio di volte ed è ancora in corso.

Padre Jesus Erasmus Plaza Salessi (80 anni) ed il religioso fratel Luis Edilberto Sanchez Morantes
(84 anni), Salesiani di Don Bosco, SDB, sono stati aggrediti la notte tra il 15 e il 16 febbraio, da due
giovani entrati nei locali del Collegio Don Bosco, a Guaparo, nella periferia di Valencia (Venezuela),
e sono morti in seguito alle ferite riportate. Si trattava di due minorenni (13 e 15 anni) che
volevano rubare computer, soldi, telefoni cellulari ed altri oggetti di valore, e che hanno anche
profanato la cappella. Don Plaza è morto in ospedale, mentre i medici cercavano di fermare le
emorragie causate dalle numerose coltellate, mentre fratel Luis è morto sul colpo. Nell'azione
particolarmente violenta ed efferata sono rimasti gravemente feriti anche un altro sacerdote,
accorso in difesa dei confratelli, e un altro religioso. I religiosi assassinati erano da più di 50 anni al
servizio della comunità salesiana nel paese. Dopo i funerali, Fratel Luis Sánchez, colombiano, è
stato sepolto nel Santuario di Maria Ausiliatrice, mentre padre Jesús Plaza è stato portato nello
stato di Mérida (Venezuela), di cui era originario.

Vedi Agenzia Fides 17/02/2014; 18/02/2014

Don Rolando Martinez Lara, parroco di Santa Maria de Guadalupe a Canalejas (municipio di
Jilotepec), diocesi di Atlacomulco, nello stato di Mexico, è stato ucciso durante un furto nella sua
parrocchia, all’alba del 19 febbraio 2014. I malviventi lo hanno malmenato fino ad ucciderlo.
Ordinato sacerdote nell’anno 2000, il sacerdote lavorava per la Commissione episcopale della
Pastorale sociale-Caritas.

Don Lazzaro Longobardi, parroco della parrocchia di san Raffaele Arcangelo a Sibari, è stato
rinvenuto senza vita la mattina del 3 marzo nei pressi della casa canonica dove abitava. Sotto il suo
corpo è stata ritrovata la sbarra di ferro con cui è stato colpito a morte, molto probabilmente la

183
sera di domenica 2 marzo. Il sacerdote, nato nel 1945, dal 1987 era parroco a Sibari, amato e
benvoluto dall’intera comunità parrocchiale, in favore della quale s’era impegnato nella
promozione del Vangelo, al fianco dei giovani, degli ultimi e degli emarginati, in particolare delle
migliaia di immigrati che affollano quelle zone in cerca di lavoro. Secondo le autorità, proprio uno
di loro, che è stato fermato, avrebbe tentato di estorcere denaro al sacerdote minacciandolo di
ritorsioni: dopo il rifiuto all’ennesima richiesta del ragazzo, al quale in passato il sacerdote aveva
rimproverato di aver prelevato i soldi persino dalla cassetta delle offerte, senza tuttavia mai
denunciarlo sperando in un suo ravvedimento, il tragico epilogo.

Vedi Agenzia Fides 5/3/2014

Don Juan Francisco Blandon Meza, parroco dell'Immacolata Concezione di Maria nel comune di
Wiwilí, dipartimento e diocesi di Jinotega (Nicaragua) è stato ucciso la sera di domenica 6 aprile
2014. Il sacerdote, 42 anni, si trovava nei pressi della sua abitazione insieme a due donne con cui
stava parlando, quando è stato raggiunto dal marito di una delle due, che ha aperto il fuoco
uccidendo la moglie e il sacerdote, infine si è tolto la vita. Padre Blandón Meza era conosciuto per
il suo impegno con i gruppi sociali e per la difesa dei diritti umani. Per il Vescovo della diocesi,
Mons. Herrera, padre Juan Francisco è stato ucciso per l’instabilità psicologica dell’uomo che lo ha
aggredito.

Vedi Agenzia Fides 08/04/2014

Il gesuita olandese p. Frans van der Lugt, SJ, che viveva nella martoriata città di Homs (Siria), è
stato ucciso lunedi 7 aprile 2014, intorno alle 8 del mattino. Il religioso è stato sequestrato da
uomini armati, che lo hanno picchiato e poi ucciso con due pallottole alla testa, davanti alla
residenza dei Gesuiti a Homs, dinanzi alla gente. Padre van der Lugt viveva in Siria dal 1966,
sempre molto impegnato per i poveri e nel dialogo interreligioso. A Homs aveva avviato negli anni
’80 un centro di spiritualità, poco fuori dalla città, che ospitava circa 40 ragazzi con handicap
mentale, provenienti dai villaggi vicini. Negli ultimi tre anni di guerra, il religioso olandese ha
vissuto in un monastero che sorge nella città vecchia, dove si trovavano i civili assediati per molti
mesi dall’esercito regolare. Aveva scelto di rimanere ad Homs, nonostante i bombardamenti
quotidiani e la mancanza di cibo, anche dopo le operazioni di evacuazione della
popolazione civile. Era l’ultimo gesuita rimasto ad Homs.

Vedi Agenzia Fides 7/4/2014; 8/4/2014

Il 18 aprile 2014 è stato ucciso a Bossangoa (Rep. Centrafricana) don Christ Forman
Wilibona. Il sacerdote stava rientrando in moto dalla Messa Crismale (che per ragioni
logistiche dovute al conflitto in atto nel paese era stata celebrata il Venerdì Santo anziché il

184
Giovedì) quando è incappato in un posto di blocco dei ribelli Seleka associati ad elementi
Peuls. I ribelli gli hanno sparato contro 12 pallottole, don Wilibona è morto all’istante. La
popolazione locale ha cercato di recuperare subito il corpo del sacerdote, ma i suoi
assassini hanno impedito per alcune ore di avvicinarsi alla salma. E’ stato poi sepolto
presso la missione di Paoua, dove era parroco.

Vedi Agenzia Fides 24/4/2014

Il seminarista Samuel Gustavo Gómez Veleta, 21 anni, alunno del Seminario Arcivescovile
di Chihuahua (Messico), che si trovava nel comune di Aldama, nella comunità in cui
prestava il suo servizio missionario, come tutti i seminaristi, in occasione della Settimana
Santa, è stato rapito e ritrovato morto il giorno seguente, 15 aprile, martedì santo.

Vedi Agenzia Fides 28/04/2014

Un sacerdote, p. Gerry Maria Inau, ed un laico, Benedict, ministro straordinario della


Comunione, della diocesi di Bereina (Papua Nuova Guinea) sono stati uccisi domenica 4
maggio 2014, mentre si trovavano per motivi pastorali in un’area remota della diocesi. I
due sono stati probabilmente vittime di un conflitto tribale che va avanti nella zona da
qualche anno: pur appartenendo a gruppi diversi infatti, i due lavoravano insieme dando
testimonianza di unità. P. Gerry era una vocazione adulta ed era stato ordinato sacerdote
solo nove mesi prima. Era una prete diligente e di grande fede, molto sensibile alle
necessità della sua gente.

Vedi Agenzia Fides 13/5/2014

Padre Gilbert Dasna, della Congregazione dei Sons of Mary Mother of Mercy (SMMM),
Viceparroco della Parrocchia Cattedrale di St.Paul ad Alberta (Canada), è stato ucciso la
sera del 9 maggio 2014 da un criminale. E’ ricordato come un sacerdote buono e generoso,
che irradiava gioia e pace. Nato in Camerun nel 1982, era stato ordinato sacerdote l’11
luglio 2009 ed è stato Viceparroco della Cattedrale di St. Paul dal 19 maggio 2011 fino alla
morte. Era in Canada da tre anni.

Vedi Agenzia Fides 12/05/2014

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Suor Juliana Lim, 69 anni, della Congregazione del Bambino Gesù, è morta il 21 maggio
dopo una violenta aggressione subita il 14 maggio a Seremban, cittadina nei pressi di Kuala
Lumpur. La religiosa malaysiana era stata aggredita insieme ad una consorella, da un uomo
a viso coperto, mentre le due si trovavano nel complesso della chiesa della Visitazione.
L’uomo le ha ferocemente percosse, rubando pochi spiccioli e lasciandole in fin di vita.
Suor Juliana, condotta in ospedale, era in coma e ha lottato per sette giorni tra la vita e la
morte. Anche l’altra religiosa ha riportato gravi ferite. Secondo la polizia può essere stato il
gesto di un disperato, ma c’è anche l’ipotesi dell’aggressione per motivi religiosi.

Vedi Agenzia Fides 22/5/2014

Nell’assalto alla parrocchia “Nostra Signora di Fatima” nel centro di Bangui, capitale della
Repubblica Centrafrica, dove si erano rifugiate diverse persone in fuga dalle violenze,
avvenuto il 28 maggio, sono morte almeno 18 persone tra le quali p. Paul-Emile Nzale, 76
anni, centrafricano.

Vedi Agenzia Fides 30/5/2014

Padre Kenneth Walker, della Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP), è stato ucciso
nella missione Mater Misericordiae di Phoenix, Arizona (Stati Uniti d’America), intorno alle
ore 21 dell’11 giugno, quasi certamente in un tentativo di rapina. Insieme a lui è stato
gravemente ferito un altro sacerdote. Probabilmente i due sacerdoti, che si trovavano nei
locali della missione, hanno reagito e sono stati aggrediti dai malviventi. Padre Walker era
nato nel 1985 a Ploughkeepsie, nello stato di New York, ed era stato ordinato sacerdote
nel 2012.

Vedi Agenzia Fides 13/06/2014

Suor Mary Paule Tacke, religiosa statunitense di 82 anni, della Congregazione delle Suore
missionarie del Preziosissimo Sangue (CPS), conosciute anche come Missionarie di
Mariannhill, è stata uccisa in Sudafrica. La vettura di suor Mary era stata fermata da alcuni
banditi il 15 giugno nei pressi di Mthatha, mentre la religiosa stava recandosi a visitare uno
degli orfanotrofi da lei fondato. Inseguita dalla polizia, con i banditi a bordo, l’auto si era
infine ribaltata nei pressi di Qokolweni. I malviventi erano riusciti a fuggire e non c’era
nessuna traccia della religiosa. Dopo giorni di ricerche, il corpo di suor Mary è stato
ritrovato il 20 giugno, in un ruscello nei pressi del villaggio di Tyara, a 60 km da Mthatha. La

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polizia ritiene che la religiosa sia stata strangolata. Suor Mary era originaria di Cottonwood,
nell’Idaho, e operava in Sudafrica fin dagli anni ’50.

Vedi Agenzia Fides 23/6/2014

Suor Clecensia Kapuli, religiosa tanzaniana di 50 anni della Congregazione della diocesi di
Mbeya “Our Lady Queen of Apostols, è stata uccisa il 23 giugno nel corso di una rapina in
strada a Dar es Salaam, la capitale economica del Paese. Era appena uscita dalla banca con
una somma di denaro necessaria per pagare gli operai che stavano ristrutturando la scuola
secondaria gestita dalla sua congregazione, della quale era l’economa, quando
l’automobile con la religiosa, una sua consorella e l’autista, è stata bloccata da quattro
uomini armati che hanno sparato uccidendo la religiosa e ferendo l’autista. La consorella di
suor Clecensia è riuscita a fuggire, così i banditi, che hanno portato via il denaro.

Vedi Agenzia Fides 25/6/2014

Tre missionarie saveriane (Missionarie di Maria) italiane sono state uccise con efferatezza e
violenza nella missione San Guido M. Conforti di Kamenge, quartiere periferico di Bujumbura, in
Burundi. Suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti sono state uccise nel pomeriggio del 7 settembre,
mentre suor Bernadetta Bogian è stata uccisa la notte seguente. La polizia burundese ha arrestato
un giovane ritenuto colpevole dell’omicidio, che avrebbe massacrato le tre religiose perché
convinto che il loro convento fosse stato costruito su un terreno che apparteneva alla sua famiglia.
Per le consorelle l’arresto di questa persona è stato ritenuto un pretesto per deviare le indagini, e
non credono a questa pista. Tutte e tre le missionarie avevano trascorso la loro vita in Africa, e
nonostante l’età avanzata e i problemi di salute connessi, erano appena tornate in Burundi perché
desideravano tornare dalla loro gente, che le amava e rispettava. Per loro volontà sono state
sepolte in Congo.

Vedi Fides 8/9/2014; 9/9/2014; 11/9/2014

Il corpo del parroco della parrocchia di Arcelia, diocesi di Ciudad Altamirano (Messico), don
José Acuña Asención Osorio, 42 anni, messicano, è stato trovato, grazie ad una
segnalazione anonima, nelle acque del fiume Balsas, vicino al paesino di Santa Cruz de Las
Tinajas, nel comune di San Miguel Totolapan (regione di Tierra Caliente, al centro del
paese), lontano dalla sua residenza. Era scomparso dalla domenica 21 settembre, lasciando
sgomenti i fedeli che lo aspettavano per la Messa. La causa della morte è stata una asfissia
da annegamento. Nella zona non è il primo caso che si verifica, in quanto la tecnica di

187
tenere la testa delle persone sott’acqua fino all’afissia è usata dalla criminalità a scopo di
estorsione. Secondo l’autopsia, la morte risale al 22 settembre.

Vedi Agenzia Fides 24/09/2014

Il sacerdote Reinaldo Alfonso Herrera Lures, che prestava servizio nella diocesi di La
Guaira, in Venezuela,come cappellano militare è scomparso la sera di giovedì 25
settembre, mentre stava raggiungendo la sua auto per tornare a casa. Non si sono più
avute notizie di lui fino alla sera di sabato 27 settembre, quando è stato trovato il suo
corpo senza vita. Padre Reinaldo era stato parroco in diverse parrocchie della diocesi di La
Guaira. Da qualche anno prestava servizio come cappellano militare. Era anche cancelliere
della diocesi di La Guaira e cappellano del Colegio Champagnat a Caracas.

Vedi Agenzia Fides 30/9/2014

Padre Andrés Duque Echeverry, parroco di San Buenaventura a Medellin, in Colombia, è


stato vittima di una rapina, avvenuta il 3 ottobre. Accoltellato e ucciso all’uscita della
metro, il suo corpo è stato portato all’obitorio e la sua identificazione è avvenuta in ritardo
in quanto era stato derubato di tutto, compresi i documenti ed altri effetti personali.

Vedi Agenzia Fides 06/10/2014

Il corpo di padre John Ssenyondo, missionario comboniano di nazionalità ugandese, 60


anni, è stato ritrovato in una fossa comune vicino alla località di Chilapa (diocesi messicana
di Chilpancingo-Chilapa), insieme ad altri cadaveri. Il sacerdote era scomparso il 30 aprile
2014, dopo aver celebrato un matrimonio nella comunità di Santa Cruz, a Chilapa, dove
svolgeva il ministero pastorale. Per la polizia non sono chiare le ragioni dell’omicidio. Il
ritrovamento è avvenuto il 29 ottobre, ma solo il 13 novembre il medico legale ha
compiuto le ultime verifiche e ha avvertito la diocesi. Padre Ssenyondo era arrivato sei anni
fa a Guerrero, dopo aver svolto il ministero pastorale a Tlacotepec (zona Heliodoro
Castillo), in seguito era stato assegnato alla chiesa di Nejapa, nel comune di Chilapa. Aveva
chiesto di essere incardinato nella diocesi.

Vedi Agenzia Fides 3/06/2014;15/11/2014

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Il corpo senza vita di don Gregorio Lopez Grosotieta, 39 anni, che era scomparso la sera
del 21 dicembre, è stato ritrovato il giorno di Natale nella città di Colonia Juárez, comune di
Tlapehuala, nella regione di Tierra Caliente, diocesi di Ciudad Altamirano (Messico) a cui
apparteneva . Il sacerdote, che era professore al Seminario maggiore “La Anunciacion” della
sua diocesi, è morto per asfissia, poche ore dopo il rapimento. Secondo alcuni testimoni, il
sacerdote sarebbe stato sequestrato dai malviventi che lo hanno costretto a salire su una vettura
prelevandolo dal seminario.

(Agenzia Fides 30/12/2014)

Il parroco di Sant’Andrea Apostolo a Pisco, nel Perù centro meridionale (provincia e diocesi di Ica),
don Alfonso Comina Zevallos, 56 anni, è stato picchiato a morte e ucciso nella casa canonica a lato
della sua parrocchia, il 24 dicembre. Secondo le indagini il sacerdote è stato colpito al viso e alla
testa con una sedia, tra le 8 e le 9 del mattino, probabilmente da più di una persona. Il suo
cellulare non è stato trovato in casa.

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QUADRO RIASSUNTIVO DELL’ANNO 2014

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N° Nome e Cognome Nazionalità Istituto o Diocesi Data e luogo della morte

1. Don Eric Freed Stati Uniti Diocesano 1/1 – Eureka (USA)


d’America

2. Padre Jesus Erasmus Plaza Venezuela Salesiano Don Bosco 16/2 – Caracas (Venezuela)
Salessi (SDB)

3. Fratel Luis Edilberto Sanchez Colombia Salesiano Don Bosco 16/2 – Caracas (Venezuela)
Morantes (SDB)

4. Don Rolando Martinez Lara Messico Diocesano 19/2 – Canalejas (Messico)

5. Don Lazzaro Longobardi Italia Diocesano 3/3 – Sibari (Italia)

6. Don Juan Francisco Blandon Nicaragua Diocesano 6/4 – Wiwili (Nicaragua)


Meza

7. P. Frans van der Lugt Olanda Gesuita (SJ) 7/4 – Homs (Siria)

8. Don Christ Forman Wilibona Centrafrica Diocesano 18/4 – Bossangoa (Rep.


Centrafr.)

9. Samuel Gustavo Gómez Messico Seminarista diocesano 15/4 – Chihuahua (Messico)


Veleta

10. D. Gerry Maria Inau Papua N. Diocesano 4/5 – Bereina (PNG)


Guinea

11. Benedict Papua N. Laico 4/5 – Bereina (PNG)


Guinea

12. P. Gilbert Dasna Camerun Sons of Mary Mother of 9/5 – Alberta (Canada)
Mercy (SMMM)

13. Suor Juliana Lim Malesia Congregazione del 21/5 – Seremban (Malesia)
Bambino Gesù

14. D. Paul-Emile Nzale Centrafrica Diocesano 28/5 – Bangui (Centrafrica)

15. Padre Kenneth Walker Stati Uniti Fraternità Sacerdotale di 11/6 – Phoenix (USA)
San Pietro (FSSP)

16. Suor Mary Paule Tacke Stati Uniti Missionarie del 20/6 – Tyara (Sudafrica)
Preziosissimo Sangue
(CPS) o Missionarie di
Mariannhill

17. Suor Clecensia Kapuli Tanzania Congr. diocesana “Our 23/6 – Dar es Salaam (Tanzania)
Lady Queen of Apostols”

18. Suor Lucia Pulici Italia Missionarie di Maria 7/9 – Bujumbura (Burundi)
(Saveriane)

191
19. suor Olga Raschietti Italia Missionarie di Maria 7/9 – Bujumbura (Burundi)
(Saveriane)

20. suor Bernadetta Bogian Italia Missionarie di Maria 8/9 – Bujumbura (Burundi)
(Saveriane)

21. Don José Acuña Asención Messico Diocesano 21/9 – S.Miguel T. (Messico)
Osorio

22. Don Reinaldo Alfonso Venezuela Diocesano 27/9 – La Guaira (Venezuela)


Herrera Lures

23. Padre Andrés Duque Colombia Diocesano 3/10 – Medellin (Colombia)


Echeverry

24. P. John Ssenyondo Uganda Missionari Comboniani 29/10 – Chilapa (Messico)


(MCCJ)

25. Don Gregorio Lopez Messico Diocesano 21/12 – C.Juarez (Messico)

26. Don Alfonso Comina Perù Diocesano 24/12 – Pisco (Perù)

(Agenzia Fides 30/12/2014)

Stato religioso

Sacerdoti 17 (12 diocesani; 1 SDB, 1 SJ, 1 SMMM, 1 FSSP, 1 MCCJ)

Religiosi 1 (SDB)

Religiose 6 (3 Saveriane, 1 Cong.Gesù Bambino, 1 Miss.Mariannhill,

1 O.L.Quenn of Ap.)

Seminaristi 1 (Diocesano)

Laici 1

Paesi di origine

Africa 5 (2 Rep.Centrafricana, 1 Camerun, 1 Tanzania, 1 Uganda)

America 13 (3 USA, 4 Messico, 2 Colombia, 2 Venezuela, 1 Canada, 1 Perù)

Asia 1 (Malesia)

192
Oceania 2 (Papua Nuova Guinea)

Europa 5 (4 Italia, 1 Olanda)

Luoghi della morte

Africa 7 (3 Burundi, 2 Rep.Centrafr., 1 Sudafrica, 1 Tanzania)

America 14 (5 Messico, 3 Venezuela, 2 Usa, 1 Canada, 1 Colombia,

1 Nicaragua, 1 Perù)

Asia 2 (1 Siria, 1 Malesia)

Oceania 2 (2 Papua Nuova Guinea)

Europa 1 (Italia).

(Agenzia Fides 30/12/2014)

193
Gli Operatori Pastorali uccisi dal 1980 al 2013

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Secondo i dati in possesso dell’Agenzia Fides, nel decennio
1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in
difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2000 presenta un totale di 604 missionari uccisi,
sempre secondo le nostre informazioni. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al
decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del
Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; la maggiore
velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che
non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico
ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non
abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2013 il totale degli operatori pastorali uccisi è di 317.

ANNO TOT VES SAC DIAC FRAT REL SEM IVC CAT LAI VOL

1990 17 10 7

194
1991 19 1 14 1 3

1992 21 6 2 13

1993 21 1C+1 13 4 1 1

1994 26 20 1 4 1

1994* 248 3 103 47 65 30

1995 33 18 1 3 9 2

1996 48 3 19 8 13 1 2 1 1(ct)

1997 68 1 19 1 7 40

1998 40 1 13 5 17 4

1999 32 17 9 4 2

2000 31 19 7 3 1 1

2001 33 25 5 1 1 1

2002 25 1 18 1 2 2 1

2003 29 1 20 1 3 2 2

2004 16 12 1 3

2005 25 1 18 2 3 1

2006 24 17 1 3 2 1

2007 21 15 3 1 1 1

2008 20 1 16 1 2

2009 37 30 2 2 3

2010 25 1 17 1 1 2 3

2011 26 18 4 4

2012 13 11 1 1

2013 23 20 1 2

* = Dati riferiti solo al genocidio avvenuto in Rwanda.

VES: vescovi; C: cardinali; SAC: sacerdoti diocesani e religiosi; DIAC: diaconi; FRAT: religiosi non
sacerdoti; REL: religiose; SEM: seminaristi; IVC: membri di istituti di vita consacrata; CAT:
catechisti; LAI: laici; VOL: volontari; ct: catecumeno.

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ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUGLI OPERATORI PASTORALI UCCISI NEGLI ULTIMI ANNI SI
POSSONO TROVARE SUL NOSTRO SITO: www.fides.org

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Speciale Fides a cura di S.L. – Agenzia Fides 30/12/2014

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