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Fratello sole, sorella luna 

è un film del 1972 diretto da Franco Zeffirelli, liberamente ispirato alla vita e


alle opere di san Francesco, dalla sua vocazione all'istituzione della regola francescana. Ha vinto
il David di Donatello 1972 come miglior regia a Franco Zeffirelli [1] ed è stato candidato all'Oscar alla
migliore scenografia.

Trama[
Francesco è il viziato e spensierato figlio di un ricco mercante (Pietro di Bernardone) di Assisi e di una
donna francese. Partito per la guerra contro Perugia, ritorna a casa malato e cambiato nella
personalità, come invasato dall'amore di Dio suscitando scandalo nei concittadini e la furia del padre.
Ma quando, durante una messa, fugge per poi gettare dalla finestra di casa tutti i preziosi tessuti del
padre per regalarli ai poveri, viene condotto dai genitori davanti al vescovo, perché sia punito.
Francesco allora, dopo essersi pubblicamente denudato, abbandona i genitori, comincia a predicare e
si reca a ricostruire con i poveri una chiesetta distrutta. Un suo amico veterano della guerra, Bernardo,
convertito dalle sue parole, diventa il suo primo seguace, seguito poi da altri amici e da Chiara, una
bella e dolce ragazza amica di Francesco.
Molti giovani seguono il loro esempio e in poco tempo il loro stile di vita diviene molto popolare ad
Assisi, tanto che tutti cominciano a seguire la messa di Francesco nella chiesa restaurata (solo i suoi
genitori continuano a non andare alla sua messa). Molti appartenenti all'alta borghesia di Assisi
protestano contro le azioni di Francesco, "colpevole" di aver spinto i suoi amici a seguirlo invece di
tornare dalle proprie famiglie, ma il vescovo si rifiuta di condannarlo, conscio di come il ragazzo stia
inspirando la gente a vivere secondo i più sacri valori professati da Cristo. Il rifiuto del vescovo tuttavia
non basta a far tacere il malcontento, quindi la chiesa viene incendiata e uno dei seguaci viene ucciso.
Sconvolto di fronte a un gesto così irragionevole e crudele, Francesco decide di recarsi a Roma, per
conoscere papa Innocenzo III e chiedergli consiglio.
Appena giunti di fronte al Santo Padre, Francesco e i suoi confratelli espongono le proprie ragioni, ma
gli alti dignitari presenti all'incontro temono che la Regola presentata dai "Penitenti di Assisi" sia troppo
dura e rigida e vogliono mandarli via. Il Papa, dopo un primo momento di sconcerto, intuita la carica
morale del giovane e dei suoi seguaci, li benedice, approvando così il loro radicale stile di vita
evangelico (che in seguito sarà chiamato Ordine Francescano).