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Appunti Economia Politica

Prodotto nazionale lordo (Pnl) è costituito dalla somma dei valori monetari di tutti i beni e i
servizi finali prodotti in un anno dagli operatori economici nazionali, sia all’interno e sia
all’esterno.
Il Pnl è la somma di valori monetari.
I valori monetari sono misurabili moltiplicando il prezzo unitario di vendita per la quantità
venduta. Es. La produzione nazionale di automobili è pari al numero di auto vendute per il
prezzo di vendita.
Fino all’introduzione del SEC 2010 non venivano conteggiate nel Pnl le attività illegali. Con
i nuovi criteri i conti nazionali devono includere la ricchezza prodotta da determinate
attività illegali, quali la commercializzazione delle sostanze stupefacenti, prostituzione,
contrabbando di sigarette e alcol.
Quando si parla di Beni e servizi della PA: il valore viene determinato considerando la
somma degli stipendi pagati ai dipendenti pubblici impegnati nella produzione.
Es. il valore del servizio della pubblica istruzione sarebbe uguale alla somma degli stipendi
pagati al personale che lo ha svolto.
Il Pnl è la somma di valori monetari di tutti i beni e servizi finali.
Beni e servizi finali: nel prodotto nazionale non vengono considerati i cosiddetti beni
intermedi (materie prime, semilavorati) ma solo quelli utilizzati per scopi di consumo o
comunque non produttivo.
In questo caso si cerca di evitare la Duplicazione, che verificherebbe calcolando più volte il
valore di uno stesso bene. Infatti nel prezzo di un prodotto finale sono conteggiati i prezzi
dei beni intermedi utilizzati.
Es. Nel prezzo della marmellata in vendita al supermercato è incluso il prezzo della frutta
pagata dall’industria alimentare all’agricoltore.

Il calcolo del Pnl con il metodo del valore aggiuntivo: si intende l’incremento di valore che
ciascuna impresa aggiunge al costo dei beni intermedi e che rappresenta il compenso per
il contributo produttivo reso, cioè per la ricchezza prodotta.
Il Pnl è costituito dalla somma dei valori monetari di tutti i beni e servizi finali prodotti in un
anno dagli operatori economici nazionali
Prodotto Interno Lordo(PIL) prende in considerazione i beni e i servizi realizzati sul solo
territorio nazionale da operatori economici nazionali o stranieri. Il Pil non si preoccupa
della nazionalità degli operatori ma del territorio dove avviene la produzione.
Pil Pro Capite si tratta di un valore statistico che indica la parte di ricchezza spettante in
media a ciascun abitante del paese.
Calcolo Pnl
PNL NOMINALE A PREZZI CORRENTI: I prezzi di beni e servizi sono quelli dell’anno
considerato
PNL REALE A PREZZI COSTANTI: i prezzi di beni e servizi sono quelli dell’anno base

Prodotto netto o lordo


Prodotto nazionale netto: come abbiamo detto i beni strumentali durevoli necessari per la
produzione subiscono inevitabilmente un logorio fisico a causa dell’uso e diventano
sempre più inadeguati rispetto all’avanzare della tecnologia: diventano obsoleti. Devono
essere sostituiti e si utilizzano somme accantonate , le cosiddette quote di ammortamento.
Pnn(prodotto nazionale netto)= PNL - ammortamenti
PIl(prodotto interno lordo)= Pil – ammortamenti

Prodotto a prezzi di mercato e a costo dei fattori


Il prodotto, netto o lordo può essere calcolato considerando o meno nei prezzi dei beni e dei servizi
le imposte indirette, come l’IVA.
L’iva è l’imposta sul valore aggiunto di ogni fase della produzione e scambio di beni e servizi e
grava sul consumatore finale del bene e del servizio.
La contabilità nazionale definisce il prodotto a prezzi di mercato quando comprende le imposte
indirette, a costo dei fattori quando invece si detraggono da esso le imposte indirette e si
aggiungono i contributi statali.

REDDITO NAZIONALE
I soggetti che forniscono i fattori vengono remunerati con una somma di denaro detta
reddito che, a seconda del fattore remunerato, prende il nome di rendita(remunera il
fattore natura), salario(remunera il lavoro),interesse(remunera il capitale monetario) e
profitto(remunera l’imprenditore).
Reddito nazionale lordo è la somma di tutti i redditi percepiti dai residenti in un paese
nell’anno considerato.
Reddito nazionale netto è la differenza che si ottiene togliendo gli ammortamenti dal
reddito nazionale lordo.
È possibile affermare che prodotto nazionale e reddito nazionale si riferiscono per lo più
alla stessa grandezza globale che possiamo definire ricchezza nazionale ma in diverse
angolazioni.
Il prodotto nazionale mira l’aspetto produttivo della creazione della ricchezza, invece il
reddito nazionale mira alla distribuzione della ricchezza tra coloro che hanno fornito i
fattori produttivi impiegati.

Il Reddito Disponibile
Per sapere quanto è il reddito disponibile bisogna togliere il valore degli ammortamenti. Non
vengono nemmeno conteggiate le imposte dirette e il risparmio delle imprese. Devono invece
essere aggiunti tutti i trasferimenti alle famiglie, vale a dire tutte le prestazioni assistenziali
effettuate dallo Stato o da organismi internazionali a favore dei soggetti meno abbienti, andranno
infine considerate le rimesse in denaro che gli emigrati inviano alle proprie famiglie residenti in altri
paesi.

L’Equazione del reddito nazionale


Gli economisti seguono l’ispirazione keynesiano denominato modello reddito-spesa.
L’offerta di bene e servizi dipende essenzialmente dalla domanda aggregata, cioè dal
volume complessivo della spesa. Questo vuol dire reddito nazionale = spesa o domanda
aggregata
La domanda aggregata può essere scomposta nelle componenti di spesa:
● Consumi privati(C) : la parte principale della domanda aggregata è
composta dalla spesa dei beni di consumo effettuata dalle famiglie per il
soddisfacimento dei bisogni.
● Investimenti privati(I) : spesa per i mezzi di produzione effettuata dalle
imprese private. La contabilità nazionale non comprende solo le spese per i
macchinari ma anche le scorte.
● Spesa pubblica(G): si tratta della domanda di beni di consumo e
d'investimento che non proviene dai privati ma dallo stato
● Esportazioni(X): è la parte della domanda dei beni e dei servizi prodotti
all’interno che proviene da soggetti stranieri.
● Importazioni(M): merci prodotte all’estero e vendute in Italia.
L’equazione del reddito nazionale:
y= ricchezza nazionale
Y= C+I+G+X-M
L ‘equazione del reddito nazionale rappresenta una condizione di equilibrio tra offerta
aggregata(y) e domanda aggregata(C+I+G+X-M) per la contabilità nazionale ma non
necessariamente sotto l’aspetto economico. L’equilibrio economico si riferisce a
grandezze desiderate e non effettivamente realizzate.
IL BILANCIO ECONOMICO NAZIONALE
È un documento in cui la vicenda economica del paese riferita all’anno trascorso viene
scomposta in ogni dettaglio. Esso prende in considerazione fenomeni accaduti e si
preoccupa di disaggregare i dati dell’economia in modo da facilitare la comprensione.
Il bilancio è strutturato in due parti:
Nella parte delle Entrate vengono registrati i valori del PIL e dei beni e servizi importati da
paesi esteri, tale cosa rappresenta l’offerta globale o aggregata.
Nella parte delle Uscite sono invece riportati i dati relativi agli impieghi del reddito
nazionale, opportunamente suddivisi in consumi e investimenti, privati e pubblici e in
esportazioni, tale cosa costituisce la domanda globale o aggregata del paese nel periodo
considerato.
Una forma semplificata di bilancio è rappresentata dal Conto economico delle risorse e
degli impieghi, il quale riassume la situazione macroeconomica mettendo in evidenza
l’equilibrio tra l’offerta e la domanda.
LE RISORSE
Il PIL viene espresso in termini di valori correnti e in tal caso ci si riferisce al Pil ai prezzi di
mercato o Pil nominale.
L’ISTAT si avvale di vari sistemi:
● può utilizzare un indice di deflazione, che applica i valori degli aggregati calcolati a
prezzi costanti
● può effettuare le valutazioni reali degli aggregati economici, prendendo come
riferimento i prezzi di un anno base.
● Può adottare il sistema degli indici a catena, prendendo a riferimento in ciascun
anno i prezzi dell’anno precedente.
Le importazioni sono costituite dagli acquisti all’estero di beni e servizi introdotto nel
territorio nazionale

GLI IMPIEGHI
I consumi finali nazionali rappresentano il valore dei beni e servizi impiegati per lo
soddisfacimento diretto dei bisogni individuali e collettivi.
Gli investimenti fissi lordi sono costituiti dalle acquisizioni di capitale fisso, cioè di beni
materiali e immateriali prodotti destinati a essere utilizzati nei processi produttivi per un
periodo superiore a un anno.
Le esportazioni di beni includono tutti i beni che a titolo oneroso o gratuito , escono dal
territorio economico del paese per essere destinati al Resto del mondo, le esportazioni
nette sono la differenza tra le esportazioni e le importazioni.
I consumi
I consumi sono determinanti e quantitativamente prevalenti nella domanda. Il
comportamento dei consumatori è stato analizzato dagli economisti che hanno elaborato
teorie economiche.
La teoria classica del consumo e del risparmio.
Per i classici il consumo è in funzione inversa rispetto al saggio di interesse.
C = f(i)
Per lo stesso principio i classici considerano il risparmio funzione diretta del saggio di
interesse.
S = f(i)
Per Keynes, il consumo e il risparmio non dipendono dalla stessa variabile. I consumi non
dipenderebbero dal saggio di interesse, ma dal livello del reddito:
C = f(Y)
Si parla di un rapporto diretto, nel senso che a livelli più alti di reddito corrispondono livelli
di consumo sempre maggiori.

LA PROPENSIONE MEDIA AL CONSUMO= parte di reddito spesa per i consumi fratto il


reddito C/Y
LA PROPENSIONE MEDIA AL RISPARMIO= parte di reddito risparmiata fratto il reddito
S/Y
PROPENSIONE MARGINALE AL CONSUMO= incremento del consumo fratto l
incremento del reddito ΔC/ΔY
PROPENSIONE MARGINALE AL RISPARMIO= incremento del risparmio fratto
l'incremento del reddito ΔS/ΔY

Keynes diceva che la propensione marginale al consumo è decrescente all'aumentare del


reddito, mentre è crescente la propensione marginale al risparmio. A ogni aumento di
reddito la collettività spende in beni di consumo una percentuale proporzionalmente
minore del reddito mentre accresce la quota percentuale dei risparmi.

Keynes elaborò la funzione macroeconomica del consumo C=K c(Y).


Questa teoria fu criticata perché dicevano che i consumi non diminuivano percentualmente
con l'aumentare del reddito.
FATTORI CHE INFLUENZANO I CONSUMI
-aspetti psicologici (fiducia della collettività sul futuro dell economia)
-fattori soggettivi (mode e gusti dei consumatori)
-elementi sociologici(composizione nuclei familiari + numerosi + consumi)
-ripartizione del reddito

GLI INVESTIMENTI
L’investimento è l’attività finanziaria attuata da un soggetto investitore, di solito
un’imprese , diretta ad accrescere i fattori da impiegare nel processo produttivo in vista
del conseguimento di un profitto maggiore in futuro.
L’imprenditore che vuole investire deve sostenere dei costi che possono essere l’acquisto
di beni produttivi e pagando l’interesse alle famiglie, però nel investire l’imprenditore corre
il rischio di non realizzare l’atteso profitto
Gli investimenti sono componente della domanda aggregata che non dipende dal reddito.
Per questa caratteristica vengono detti autonomi
Due tipi di Investimenti:
Breve Periodo.
Nel breve periodo le decisioni di investimento delle imprese dipendono da due fattori:
● Tasso di interesse
● Le aspettative di profitto
Efficienza marginale del capitale= Definiamo, con linguaggio keynesiano, efficienza
marginale del capitale il tasso di rendimento atteso da un investimento.
L’efficienza marginale il capitale è decrescente, vale a dire diminuisce con l’aumentare dei
capitali impiegati. Il livello degli investimenti nel breve periodo dipende anche dal saggio di
interesse corrente sul mercato, vale a dire dalla remunerazione offerta a chi presta il
risparmio.

Lungo Periodo
Nel lungo periodo le decisioni di investimento riguardano non tanto l’incremento della
produzione quanto quella della capacità produttiva. L’impresa incrementerà la propria
capacità produttiva prevedendo un aumento della domanda nel lungo periodo,
le imprese valutano i propri progetti di investimento tenendo conto di svariati fattori,
stabilità politica dello stato, previsioni sull’incidenza futura delle imposte sugli investimenti
o la stabilità del valore della moneta.
Il coefficiente capitale/prodotto= misura l’entità del rapporto tra capitale investito e livello di
produzione.

Coefficiente capitale/prodotto= capitale investito


Fatturato
Il rapporto tra l’incremento della domanda e quello degli investimenti viene misurato da un
coefficiente , che corrisponde in linea di massima con il coefficiente capitale/prodotto e che
viene denominato acceleratore.