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Docente:

Anna Rita Graziani


Corso di psicologia sociale
Capitolo 4: Il Sé
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Che tipo di conoscenza abbiamo di noi stessi? Come viene
immagazzinata in memoria?
La conoscenza di sé è costruita in modo simile e attraverso gli
stessi processi con cui costruiamo la conoscenza delle altre
persone?
Il Sé è visto come la struttura cognitiva di cui l’individuo dispone
per organizzare in memoria le informazioni riguardanti i propri
attributi, i propri ruoli, le esperienze passate e le aspettative
future

Markus: “il concetto di sé non è un’entità singolare, statica e rigida,


né una semplice media delle caratteristiche personali, è un
concetto complesso e multi-sfaccettato con un numero
relativamente ampio di schemi distinti di sé”

•2
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Gli schemi sono:


• “strutture di conoscenza sviluppate dagli individui per
sostenere e spiegare le proprie esperienze sociali.
Gli schemi di sé servono ad integrare un largo spettro di
stimoli informativi sul Sé. Uno schema integra tutte le
informazioni note sul sé in un settore particolare della
condotta, nell'ambito di un framework utilizzato nel corso
dell'elaborazione dell'informazione” (Markus & Sentis, 1982)

• Ogni schema nell'ambito del sistema è relativo ad una certa


dimensione che per una persona è particolarmente
importante e nel cui ambito si è accumulata una conoscenza
particolarmente rilevante.
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
La rappresentazione di sé comprende diverse concezioni
interconnesse relative ai contesti sociali in cui la persona è
inserita
Schemi di sé (Hazel Rose Markus, 1977):
• strutture affettivo-cognitive capaci di organizzare l’elaborazione
di informazioni riguardanti il sé
• corrispondono alle dimensioni su cui una persona si descrive
• caratterizzati da disponibilità e accessibilità
• sia di tipo positivo (sono onesta) che negativo (sono pigra)
• non sono facilmente modificabili: stabilità funzionale al senso di
identità
• funzioni organizzativa e regolatrice

•4
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Le persone hanno idee chiare su se stesse su certe dimensioni


(cioè schemi) che ritengono importanti ma non su altre:

Sono schematiche su certe dimensioni e non su altre.


1. AFFASCINANTE
2. DISPONIBILE
3. EDUCATO
4. GELOSO
5. GENTILE
6. INTELLIGENTE
7. ORGOGLIOSO
8. OTTIMISTA
9. PIGRO
10. PRUDENTE
11. ROMANTICO
12. SENSIBILE
13. SIMPATICO
14. SINCERO
15. SOGNATORE
16. SOLARE
17. SUPERFICIALE
18. TESTARDO
19. TIMIDO
20. UMILE •6
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Differenze tra gli schemi di sé e altre strutture cognitive

• Gli schemi di sé sono più accessibili in memoria rispetto agli schemi


degli altri perché sono più abituali, e più frequentemente utilizzati
(disponibilità).

• Gli schemi di sè sono più complessi rispetto agli altri schemi.

• La conoscenza di sé è memorizzata in forma verbale e organizzata


intorno a stati interni mentre quella degli altri è memorizzata in
forma visiva.

• La conoscenza di sé è più intensa dal punto di vista emotivo rispetto


alla conoscenza degli altri (soprattutto non familiari): sono più
fortemente polarizzati in senso valutativo.

• Le informazioni su di sé sono utilizzate anche per organizzare le


informazioni sugli altri: sono una base per classificare le altre
persone.
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

A cosa servono gli schemi?

• Gli esperimenti di Markus mostrano che:

• gli schemi di sé facilitano l'elaborazione


dell'informazione su di sé su quella dimensione,

• provvedono una base per previsioni di comportamento


più affidabili rispetto alle dimensioni aschematiche,

• rendono le persone più resistenti verso l'informazione


contro-schematica” (Markus, 1977).
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Uso strategico degli schemi di sé:
1) Linville: “non mettete tutte le nostre uova in un solo cesto
cognitivo”.
= avere più schemi ci protegge dalle avversità della vita:
possiamo tirare fuori altri schemi di sé da altri cesti per avere
qualche soddisfazione e tirarci su!!!
2) Gli schemi rigidi (schemi positivi vs. negativi) presentano
svantaggi: situazioni che attivano uno o l’altro schema
attiveranno emozioni e stati d’animo molto positivi o molto
negativi.
Giovanni: ottimo cuoco e pessimo musicista
Lucia: cuoca in gamba e ma non una grande musicista
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
• A che cosa serve la conoscenza di sè?

• Funzioni regolatrici del sé: al modo in cui le persone assumono il


proprio Sé come riferimento principale per controllare e dirigere
le proprie azioni.

• Il sé è un’entità stabile: è flessibile nelle diverse situazioni.

• Sé operativo (“working self”): la parte di conoscenza di sé


attivata ed accessibile cognitivamente al soggetto in una
situazione precisa. É maggiormente collegato con i ruoli sociali e
le attività pratiche dell'individuo.
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Funzione regolatrice del sé

Sentimento di efficacia del sé: la convinzione dell’individuo di


poter eseguire un certo compito con successo aumenta
l’impegno effettivo e la probabilità di successo (Bandura,
1986).
Le credenze circa la propria efficacia nel gestire gli eventi
influenzano i livelli di sforzo, di perseveranza, la vulnerabilità
allo stress ed in generale la qualità della prestazione, le
scelte, le aspirazioni.
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima

Autostima
à è un giudizio di stima di sé = cioè il fatto di apprezzarsi,
piacersi, pensare di valere.
à componente affettivo-valutativa del Sé.
à è fortemente correlata con la percezione degli atteggiamenti
degli altri significativi nei nostri confronti.

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Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima

La conseguenza probabilmente più importante della buona o


della cattiva autostima riguarda l'umore:
- giudizi negativi severi, frequenti e generalizzati su di sé =
sentimenti di tipo negativo (sconforto, vergogna, colpa, ansia);
- giudizi positivi frequenti e generalizzati su di sé = sentimenti di
euforia, vitalità e serenità.

≠autoefficacia

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Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima

- Gli individui hanno bisogno di vedere il proprio sé in una luce


positiva; ciò gli permette di gestire al meglio le situazioni
stressanti e di affrontare la vita con un atteggiamento positivo.

- Poiché il feedback proveniente dal mondo sociale non sempre


gioca a favore dell’individuo (insuccessi), questi, al fine di
salvaguardare la propria autostima, fa ricorso ad alcune
strategie protettive.

•14
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima

La maggior parte delle persone tende a difendere o accrescere


la propria autostima.
autoaccrescimento > accuratezza

Per esempio:
• Valutazione di sé al di sopra della media
• Sovrastima su più caratteristiche

•15
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima
Strategie
•Scelta del palcoscenico: scegliamo situazioni in cui possiamo
brillare ed evitiamo situazioni che potrebbero metterci in difficoltà.
•Attribuzione si causalità: diamo molto peso al nostro contributo
in situazioni che hanno avuto un esito positivo e, viceversa,
attribuiamo ad altri (o a circostanze avverse) i fallimenti.
•La fuga: Quando la situazione minaccia la nostra autostima (es.,
situazione di difficoltà, insuccesso, senso di inadeguatezza), noi
tendiamo a uscire da quella situazione.
•Minimizzazione: Si tendono a sminuire i fallimenti e i feed-back
negativi e sopravvalutare i successi e i feed-back positivi

•16
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Autostima

Ma perché ci sopravvalutiamo piuttosto che di essere accurati


circa le nostre capacità e qualità?
-un’autostima alta => a emozioni e ad un tono dell’umore
positivo

-un’alta autostima è negativamente correlata con la depressione

-l’autostima è un fattore di protezione nei confronti di stress,


feed-back negativi, insuccessi che si possono presentare nel
corso della vita

•17
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Stima di Sé: si attiva negli attori sociali soprattutto nelle fasi di


transizione della propria esistenza
Ø stima di Sé globale fa riferimento a una valutazione generale del
proprio valore che gli individui strutturano nel tempo
Ø stima di Sé ambito-specifica riguarda il modo in cui gli individui si
valutano in determinati aspetti dell’esperienza personale
Ø Stima di Sé barometrica: riguarda la valutazione del sé elaborata
in un momento specifico.
Ø Stima di Sé baseline: fa riferimento alla valutazione del sé
elaborata nel corso della propria vita
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Funzione regolatrice del Sé

Gestione dell’impressione → teatro, dove le persone


interpretano ruoli diversi per platee diverse (Goffman, 1959).

•19
In modo in cui le componenti del Sè elaborano le informazioni sul Sè è
preconscio. Tranne quando affronta i compiti vitali.

Presentazione di sé e gestione delle impressioni: per dare


un’impressione di sé favorevole, le persone controllano il proprio
comportamento in modo che sia appropriato al contesto e sia
conforme alle norme situazionali implicite (es. automonitoraggio).

Automonitoraggio: Controllo attento del nostro modo di presentarci.


Nell’automonitoraggio esistono differenze individuali e legate al
contesto.

Ma non vogliamo essere “i migliori”= aspettative difficili da mantenere.


Ottimo risultato: ho studiato molto ma il prof mi ha chiesto proprio gli
argomenti che sapevo meglio.

•20
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Cinque motivazioni strategiche nel modo in cui tentiamo di


presentare noi stessi:

• Autopromozione (sembrare competenti)

• Accattivamento (piacere agli altri)

• Intimidazione (sembrare pericolosi)

• Esemplificazione (sembrare rispettabili)

• Supplica (impietosire)
•21
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Funzione regolatrice del Sé

Tattica del self-handicapping: per evitare o giustificare il proprio


fallimento, le persone si creano degli handicap
Strategia autolesiva che va alla ricerca di impedimenti, esagera gli
svantaggi, per ridurre la responsabilità personale di una
prestazione mediocre.

«la sera prima dell’esame ho fatto tardi»


«un gran mal di testa prima dell’esame»
«sbagliare autobus prima dell’esame»

•22
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

Sé possibili e discrepanze del Sè


Markus e Nurius (1986): il concetto di sé comprende concezioni
ipotetiche di sé o sé possibili, che rappresentano le idee delle
persone circa quello che possono, vorrebbero o temono di
diventare. Sono le componenti cognitive di speranze, scopi, paure.

Funzionano come guide e incentivi per il comportamento rivolto al


futuro (sé da perseguire o da evitare) => ponte tra cognizioni e
motivazioni. Forniscono anche un metro di giudizio immediato.

•23
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»

“Ottimismo irrealistico”: il contenuto dei sé attesi è in genere


positivo
La tendenza di ogni persona a sottovalutare la probabilità che
eventi negativi possano accaderle in futuro rispetto alla
probabilità che avvengano ad altri.

“tanto a me non può capitare ”

• Interpretazione motivazionale: bisogno di ridurre l’ansia e


mantenere alte l’autoefficacia e l’autostima
• Interpretazione cognitivista: nel valutare la probabilità di un
evento negativo, l’individuo ricorre a una “euristica della
disponibilità”: pensando al numero di eventi dello stesso tipo
successi in passato a lui e ad altri (ad esempio, i coetanei),
finisce per sottostimare la probabilità che tale evento lo
riguardi
Il Sé nella prospettiva della «social cognition»
Higgins: tre aspetti della rappresentazione di sé
• sé reale (come sono)
• sé ideale (come vorrei essere)
• sé normativo (come dovrei essere)

Le discrepanze tra questi aspetti del sé comportano uno stato


emotivo che può motivare azioni costruttive per ridurre la
discrepanza = regolazione del sé.
Ma se la discrepanza permane:

• Discrepanza fra sé reale e sé ideale: l’individuo vive emozioni


legate al senso di scoraggiamento( tristezza, delusione e
insoddisfazione).
• Esempio: sono grasso e vorrei essere magro

• Discrepanza fra sé reale e sé normativo: l’individuo vive


emozioni legate all’ansia e al senso di colpa
Esempio: sono pigro e dovrei essere più attivo •25
Il Sé nelle culture

Lo sviluppo del concetto di sé, non solo è un processo


interpersonale, ma avviene anche in stretta connessione alle idee
proprie dei gruppi e del contesto culturale rispetto a cosa
significhi essere una persona “come si deve”
Oyserman e Markus: le varie culture elaborano diverse
rappresentazioni sociali del Sé (le caratteristiche ritenute
appropriate, positive e morali) che forniscono una struttura
primaria per il sé di chi vive in un certo contesto.
Le differenze sono evidenti se si confrontano le culture sulla base
della dimensione individualismo – collettivismo.

•26
Il Sé nelle culture
Culture individualiste Culture collettiviste
- Il Sé è l’unità di base - Il gruppo è l’unità di base
- Il principale compito di sviluppo - Il principale compito di sviluppo
è il raggiungimento di un senso è il raggiungimento di obiettivi
di realizzazione personale comuni
- L’elaborazione della propria - L’identità è organizzata intorno
unicità è alla base dell’identità al senso di affiliazione
- Sono valorizzate caratteristiche - Sono valorizzate caratteristiche
come intelligenza e competenza come costanza e persistenza
- La distinzione più saliente è fra - La distinzione più saliente è fra
Sé e non-Sé, e in seconda ingroup e outgroup; ostilità a
istanza fra ingroup e outgroup priori nei confronti dell’outgroup

•27
Il Sé nelle culture
Culture individualiste Culture collettiviste
• A livello cognitivo: schemi di • A livello cognitivo: schemi di
sé organizzati intorno alla sé organizzati intorno alle
dimensione di indipendenza dimensioni di interdipendenza
e autonomia e relazioni con gli altri
• A livello motivazionale: sono • A livello motivazionale:
salienti le azioni che privilegiate le azioni che
esprimono gli attributi interni rafforzano i legami sociali
• A livello emotivo: sono • A livello emotivo: sono vissute
vissute come positive le come positive le emozioni
emozioni centrate sul sé (es. centrate sugli altri (es.
felicità, orgoglio) vs la empatia) vs la solitudine è un
timidezza è un handicap handicap.

•28
Il Sé nelle culture

• In società a sempre più alta mobilità il problema posto da


queste differenze risulta più rilevante quando un individuo si
muove da un contesto culturale all’altro.

• Nasce l’esigenza di riconcettualizzare il senso di sé.

• Cultura individualista e cultura collettivista convivono spesso


negli stessi ambiti territoriali, economici e anche familiari.

• La cultura non è separata dall’individuo, è un prodotto della


attività umana.
Il sé e l’identità nella prospettiva psicodinamica
Nozione elaborata in modo approfondito da Erikson.

Identità = articolazione di componenti individuali e collettive

Identità dell’Io = consapevolezza che c’è coerenza e continuità del proprio


significato, per sé e per gli altri.
• 1) percezione di essere se stessi e della continuità della propria esistenza
nel tempo e nello spazio;
• 2) percezione che gli altri hanno della nostra esistenza e continuità.
• Identità non solo “essere sé” ma un “essere sé in un certo modo”
Il sé e l’identità nella prospettiva psicodinamica
L’acquisizione dell’identità è il risultato positivo di uno dei conflitti
vitali che la persona affronta nel corso della vita; caratterizza in
particolare l’adolescenza, ma si propone in ogni transizione.
J.E. Marcia: il processo di acquisizione dell’identità in adolescenza
può condurre a 4 esiti (stati dell’identità), non definitivi, ciascuno
dei quali è definito su due dimensioni:
• esplorazione di alternative possibili
• impegno o coinvolgimento nell’alternativa prescelta

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Il sé e l’identità nella prospettiva psicodinamica
• Acquisizione dell’identità:
esplorazione l’individuo raggiunge
questo stato attraverso un
no sì
impegno

processo di esplorazione
no diffusione moratoria di varie alternative
possibili a cui segue
sì blocco acquisizione l’impegno in rapporto ai
ruoli sociali prescelti

• Blocco dell’identità: l’individuo si impegna in certi ruoli e valori


ispirati alle figure di identificazione infantili, in assenza di una fase
precedente di conflitto ed esplorazione
• Moratoria: l’individuo non attua alcun impegno preciso ma procede
nello sforzo di esplorazione della realtà
• Diffusione dell’identità: l’individuo passa da una identificazione
momentanea all’altra, senza sviluppare alcun reale interesse e
senza impegnarsi in alcun ruolo
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Il sé e l’identità nella prospettiva psicodinamica
Anche nel modello di Marcia permane il problema logico ed empirico
della trasformazione dell’identità nel tempo

Wim Meeus nelle sue ricerche si focalizza sull’esigenza di rielaborare il


modello di Marcia per superarne la rigidità:
•Impegno
•Esplorazione in profondità
•Riconsiderazione dell’impegno
=> Cinque stati dell’identità [Crocetti et al. 2008; Meeus et al. 2010]:
ØAcquisizione (alto impegno, alta esplorazione, bassa riconsiderazione)
ØChiusura (moderato impegno, moderata esplorazione, bassa riconsiderazione)
ØDiffusione (basso impegno, esplorazione e riconsiderazione)
ØMoratorium (basso impegno, bassa esplorazione, alta riconsiderazione)
ØSearching moratorium (alto impegno, alta esplorazione, alta riconsiderazione)
•33
Identità e concetto di Sé: una sintesi
Condivisione dello stesso oggetto di indagine: «chi sono io?», ma
studiato da angolature diverse:
•Ricerca sull’identità à focus sui processi
•Ricerca sul concetto di sé à focus sui contenuti
Integrazione possibile: per es. la riconsiderazione dell’impegno è
associata a un concetto di sé confuso e può essere stimolata da
discrepanze del sé.
=> Interdipendenza tra processi identitari e contenuti del concetto di
sé. Entrambi sono strettamente correlati alla stima di sé e confluiscono
nel sentimento di identità, elemento unificante dei due approcci (Codol,
1980).
Il sentimento di identità è l’esperienza di continuità del proprio sé, nel
tempo e nello spazio, e di poter intervenire sull’ambiente.

•34
Il sé e l’identità nella prospettiva sociocognitiva
Il modello di Codol (1980) esprime l’interdipendenza fra i concetti di
Sé e di identità
Il sentimento di un’identità personale si basa su due elementi
essenziali del processo di percezione di sé
• Il Sé come oggetto unico, il sentimento della differenza: il
riconoscimento della propria differenza, attraverso il confronto
con gli altri, permette la presa di coscienza di sé
• Coerenza e stabilità dell’immagine di sé, il sentimento dell’unità e
dell’identità con sé stesso: l’immagine di sé presenta una certa
costanza nello spazio e nel tempo.
=> Il sentimento di identità è concepito come qualità relazionale e
temporale della rappresentazione di sé à Ingloba tutta la
conoscenza circa se stessi nelle diverse relazioni con gli altri e
nell’evoluzione temporale
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