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Docente: Anna Rita Graziani

Corso di psicologia sociale

Capitolo 4: Il sé
Il sé nella prospettiva interazionista
Il Sé nella prospettiva interazionista
Articolazione fra Sé come conoscitore ed il Sé come oggetto di
conoscenza

William James (1893), ha distinto due componenti del Sé:


Io: soggetto consapevole, in grado di conoscere, prendere iniziative e
riflettere su di Sé; è caratterizzato da:

•Continuità  base del sentimento di identità

•Distinzione  base del sentimento di individualità

•Volizione  base del sentimento di partecipazione attiva alla propria


esperienza.

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Me: quanto del Sé è conosciuto dall’Io (il modo in cui mi vedo); include
componenti materiali (il Me corporeo), sociali (il Me in rapporto con
gli altri) e spirituali (il Me consapevole e capace di riflessione).

• Struttura gerarchica delle componenti: al vertice quelle spirituali, poi


le sociali ed in fondo le materiali

• Questa impostazione fa riferimento ad un concetto di Sé piuttosto


rigido
Il Sé nella prospettiva interazionista

Cooley (1908) ha introdotto il concetto di: “looking glass self” o sé


rispecchiato, per esprimere l’idea che la conoscenza di Sé si realizza
osservando il modo in cui ci considerano gli altri.

L’importanza della matrice sociale nello sviluppo del Sé è stata ripresa


da Mead (1934), secondo il quale il Sé non esiste alla nascita.

La capacità di conoscere il Sé emerge quando sono presenti due


condizioni:
• la capacità di produrre e rispondere a simboli
• la capacità di assumere gli atteggiamenti degli altri

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Il Sé nella prospettiva interazionista

a) Capacità di produrre e rispondere a simboli.

• Ruolo del linguaggio: attraverso l’acquisizione di un sistema di gesti


simbolici significativi (intenzionali), ed in seguito del linguaggio,
l’individuo diviene in grado di differenziare il Sé dagli altri oggetti del
proprio mondo.
• La capacità di usare intenzionalmente i simboli indica l’acquisizione
della Mente: consapevolezza che i propri gesti inducono una risposta
negli altri.

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Il Sé nella prospettiva interazionista

b) Capacità di assumere gli atteggiamenti degli altri

Secondo Mead, il processo di assunzione dei ruoli e della


prospettiva altrui si realizza attraverso due stadi successivi: il
gioco semplice ed il gioco organizzato
– Gioco semplice (play): il bambino è in grado di assumere, in
successione temporale, i ruoli di persone presenti nel suo
ambiente sociale: gioca ad essere la mamma, la maestra.
– Assumendo per gioco questi ruoli, il bambino che cresce
sviluppa in se la capacità di mettersi al posto di altri che sono
per lui/lei significativi.
Il Sé nella prospettiva interazionista

• Gioco organizzato (game): il bambino assume contemporaneamente i


ruoli di tutti i partecipanti al gioco.

• Differenze tra gioco semplice e organizzato: regole e numero dei


partecipanti.

• Per es. Nascondino: Ciascuno degli atti è determinato dalla previsione


degli atteggiamenti e comportamenti degli altri giocatori.

• Questo processo di interiorizzazione degli atteggiamenti generali della


comunità permette la costituzione dell’Altro generalizzato:: ciascuno dei
giocatori ha un'idea del comportamento che ogni altro giocatore avrà
verso ciascun altro e verso se stesso.
Il Sé nella prospettiva interazionista

Il Sé nasce dall’interazione fra Io e Me, trasposizione a livello


individuale delle interazioni con gli altri:
•il Me riflette la società e le sue aspettative,
•l’Io costituisce la parte creativa del Sé, attraverso cui l’individuo
può agire sulla struttura sociale.
=> Mediazione tra conformismo e innovazione.

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Docente: Anna Rita Graziani
Corso di psicologia sociale

Capitolo 4: Il sé
Il sé nella prospettiva gestaltista
L’io e il Sé nella prospettiva gestaltista

Il Sé è la rappresentazione fenomenica dell’Io: La persona sviluppa


una rappresentazione complessiva di sé (vissuti, esperienze e qualità
che ritiene di avere) che non coincide con l’Io reale (Io
Transfenomenico) cioè nella sua completezza oggettiva.

Io Fenomenico: aspetti fisici o psicologici dell’Io che di cui l’individuo è


cosciente e consapevole in un momento dato.

Sé ideale: ciò che vorrebbe essere ai suoi occhi e agli occhi del
mondo.

Io come entità complessa costituita da una molteplicità di parti allo


stesso tempo autonome e interdipendenti (Lewin).

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La persona forma con il suo ambiente una totalità interagente
unitaria, quindi la possibilità di sollecitare una risposta o
innescare un comportamento dipende dal modo in cui
l’organismo sperimenta l’ambiente in cui è inserito

PERSONA
strato percettivo motorio:
•-funzione strumentale
•occupa una posizione di frontiera tra le
regioni interne-individuali e l’ambiente
• Linguaggio fa parte di questa regione
• sfera interno-personale
•- divisa in regione periferiche e centrali
CAMPO PSICOLOGICO

P C A

AP

A ambiente sociale esterno al campo

AP ambiente psicologico
P = persona
L’io e il Sé nella prospettiva gestaltista

Sistema permanente dell’Io  DEVE SEMPRE ESSERE CONSIDERATO


NELL’AMBIENTE IN CUI E’ INSERITO.

l’Io è teso a raggiungere un equilibrio quasi stazionario in relazione ai


cambiamenti del contesto dell’ambiente fisico e sociale in cui è inserito,
sulla base delle sue caratteristiche.
I cambiamenti possono attivare motivazioni a raggiungere scopi =>
tensione psichica => soddisfacimento del bisogno / raggiungimento
dell’obiettivo (Lewin).
L’io è un sistema formato da diversi sottosistemi relativamente indipendenti:
es. la soddisfazione di un bisogno può disattivare la tensione in uno dei
sottosistemi ma non negli altri.

La prova empirica: l’effetto Zeigarnick  il ricordo di una attività è migliore


se questa è stata interrotta rispetto a quando è stata completata.
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L’io è il centro del mondo?
Come vivono le persone il rapporto fra Sé e l’ambiente circostante?
Percepiscono l’ambiente in funzione del Sé? E’ l’interesse personale
che guida il comportamento?

Filosofia utilitaristica e comportamentismo: sì (concezione egocentrica


dell’agire)

Tradizione gestaltista: no, l’essere umano percepisce l’esistenza di


stimoli indipendenti da Sé.

Quindi non tutti i comportamenti sono motivati dalla ricerca del piacere
e dall’evitare il dolore.
Il comportamento può essere guidato anche da dedizione ad un ideale
o ad un valore.

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Docente: Anna Rita Graziani
Corso di psicologia sociale

Capitolo 4: Il sé
Il sé nella prospettiva cognitivista
Il Sé nella prospettiva cognitivista

Forme molteplici di conoscenza del Sé

Neisser (1988), in una sintesi degli studi sull’argomento,


individua 5 tipi di conoscenza di Sé

• Sé ecologico
• Sé interpersonale
• Sé esteso
• Sé privato
• Sé concettuale

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Il Sé nella prospettiva cognitivista

• Sé ecologico = Sé percepito in rapporto all’ambiente fisico


– ha origine dalla percezione del proprio corpo e delle sue parti
rispetto agli altri oggetti dello spazio percettivo
– si basa su due tipi di informazioni: visiva e cinestesica
(l’esperienza del sentirsi agire)
– compare precocemente (all’età di circa tre mesi)
– ma non basta per una vera e propria consapevolezza di sé:
non coincide con una rappresentazione di sé cosciente, è
direttamente percepito.

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Il Sé nella prospettiva cognitivista

• Sé interpersonale = Sé coinvolto in un’interazione immediata


con un’altra persona
– compare precocemente: già a 2-3 mesi esiste una
coordinazione nelle interazioni madre-bambino che crea
intersoggettività
– si basa sulla percezione diretta (essenzialmente su
informazioni di tipo cinetico) non su un’operazione
cognitiva
– è difficilmente esperito come distinto dal Sé ecologico

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Il Sé nella prospettiva cognitivista
• Sé esteso
– si definisce in rapporto a esperienze significative del passato e
ad aspettative per il futuro
– intorno ai 3 anni, il bambino è consapevole dell’esistenza di Sé
al di fuori del momento presente
– non è indipendente dal Sé concettuale, che guida ciò che
“scegliamo” di ricordare
• Sé privato
– riguarda la consapevolezza che alcune esperienze non sono
condivise con altri
– può essere indipendente dal sé ecologico ed interpersonale
– secondo la maggior parte degli studi, questa consapevolezza si
sviluppa intorno ai 4 anni e mezzo

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Il Sé nella prospettiva cognitivista
• Sé concettuale, o concetto di sé = una teoria su sé stessi
– costituito da un insieme di assunzioni o sub-teorie che
riguardano i ruoli sociali (ad es. essere padre), il corpo, la
mente, l’anima, nonché i tratti che l’individuo si attribuisce (ad
es. essere intelligente);
– si costruisce soprattutto su idee elaborate nel sociale e
comunicate verbalmente;
– comprende aspetti che riguardano gli altri quattro tipi di
conoscenza di Sé (ad es. ricordi di esperienze passate);
– contribuisce a tenere insieme gli altri Sé creando un senso di
unità e coerenza.

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Docente: Anna Rita Graziani
Corso di psicologia sociale

Capitolo 4: Il sé
Identità tipizzata
Sentimento di identità e identità tipizzate

Jacobson (1961): distinzione fra sentimento di identità, o espressione


soggettiva dell’identità, e identità definita con criteri “oggettivi”
Berger e Luckmann (1966): specifiche strutture sociali producono “tipi di
identità” (ad esempio, l’identità di un americano rispetto ad un italiano).
Queste tipizzazioni costituiscono dunque una sorta di stereotipi che
semplificano la conoscenza e danno luogo a certe spiegazioni ingenue
degli eventi sociali.
Il sentimento di identità, descritto da Codol (1980), non coincide dunque
con la nozione di identità tipizzata, che fa riferimento ad una identità
definita sulla base di criteri esterni all’esperienza dell’individuo, legati
esclusivamente al posto che egli occupa nella società.

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