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Tarocchi: la poesia ritrovata

– camminando con Luca


Shivendra Om
12/01/2016

ENGLISH . ESPAÑOL . ITALiANO

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IT

DD . Chi è Luca Morandini o meglio LUCA SHiVENDRA OM?

LM . Definirmi è stato sempre un compito piuttosto difficile per me


(forse per via di quel nebuloso Nettuno che mi ritrovo congiunto
all’Ascendente). Di solito finisco sempre per etichettarmi malamente.
Diciamo che sento di essere una persona curiosa e versatile, mobile e
multiforme, un non-specialista in molte forse troppe cose. Se vuoi
una definizione di un parola soltanto: sono un “amateur” (o un
“versatile dilettante”, ma sono già due parole).

DD . Possiamo dire che siamo in un pieno “rinascimento”


dei Tarocchi di Marsiglia, ormai sempre più popolari.
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Proliferano i restauri di mazzi storici, i libri e i metodi
nuovi, le conferenze… Ci sono sempre più “Tarologi” in
circolazione, sedicenti “maestri” con fedeli “discepoli” al
seguito. Qual’è il tuo punto di vista?

LM . La tua domanda parla di due cose molto diverse: il


“rinascimento” dei Marsiglia, e cioè una rinascita di studi e ricerche
sul Tarot; e il proliferare di esperti e di cosiddetti “maestri”.

L’intensificarsi dell’interesse per i Marsiglia è più che positivo: nel


mio caso grazie a questo “rinascimento” ho potuto scoprire ed entrare
in contatto con diverse fonti e diversi autori e confrontarmi con
diversi punti di vista.

Sul proliferare di “maestri” ho solo una cosa da dire: mi sento troppo


anarchico per qualsiasi “maestro”… E infatti amo citare questa frase
di Alejandro Jodorowsky: “Mi sono reso conto che se qualcuno
poteva insegnarmi a decifrarli (i Tarocchi), questi non poteva essere
un Maestro in carne ed ossa ma i Tarocchi stessi”.

DD . Come hai incontrato i Tarocchi? Ti va di parlare un po’


del tuo percorso a riguardo?

LM . Era il 1985 (o forse il 1986). Un momento di profonda


trasformazione per me. Erano giorni di lunghe passeggiate tra gli
scaffali delle librerie. Compravo e leggevo avidamente libri sulla
Macrobiotica, sull’Astrologia, sull’I Ching.

Durante una di queste escursioni a caccia di libri e “soluzioni” ho


comprato “I Tarocchi” (Le Tarot des Imagiers du Moyen Age) di
Oswald Wirth. Allegati al libro c’erano i 22 Arcani disegnati da Wirth
stesso e ispirati da Stanislas de Guaita (carte affascinanti e
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bellissime).

A titolo di indagine personale ho praticato un po’ con i Tarocchi di


Wirth. E ho provato per un po’ anche i Rider Waite Smith. Poi ho
finito per scegliere l’I Ching e l’astrologia. Nel tempo sono rimasto
fedele all’astrologia e ho abbandonato l’I Ching, uno strumento
estraneo alla cultura e direi alla vita di un europeo (che non sia un
esperto sinologo).

Nel 2008, un workshop di un fine settimana con Alejandro


Jodorowsky e Marianne Costa e la mia iniziale fascinazione per i
Tarocchi di Marsiglia ha ripreso forza. Da allora, pane e Marsiglia e
un po’ di Rider Waite…

DD . Ci sono dei Tarologi o delle persone particolari che


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hanno influenzato la tua ricerca personale?

LM . Influenze tante, ma ho una memoria così volatile che devono


essersi disperse qua è la nel mio subconscio. Potrei citare
Jodorowsky, un artista polimorfo che sa usare magnificamente i
Tarocchi. E più recentemente Enrique Enriquez, un giocoliere del
linguaggio e dei Tarocchi. Chiunque ci sappia giocare, con le carte, lo
considero un esempio con cui confrontarmi e da cui imparare nuovi
modi.

DD . Cosa significa per te la parola “Tarologia”?

LM . “Tarologia” è un discorso sui Tarocchi? Se è così è una parola


che non mi piace.

“Tarologia” è generare discorsi coi Tarocchi? Allora è una parola che


mi piace molto!

DD . Tu lavori con l’arte visiva. Per te c’è un legame


particolare tra il mondo dei Tarocchi e quello della tua
ricerca-produzione artistica?

LM . Più che un “artista” mi considero una “spia nella Casa dell’Arte”.


E i Tarocchi li uso come macchina immaginativa, per generare
discorsi apparentemente “casuali” che sembrano avere una
sorprendente capacità di descrivere la realtà.

DD . A prima vista i Tarocchi di Marsiglia sembrano essere


intrisi di mitologia Greca, simbolismi Cristiani ed evidenti
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richiami all’Alchimia. Che pensi?

LM . Penso che qualunque cosa aiuti a immaginare e a generare storie


e discorsi va bene. I Tarocchi sono un catalizzatore di discorsi e
d’immaginazione molto efficace.

DD . Strumento di meditazione e indagine personale o


mezzo di comunicazione poetico-simbolico? Due facce di
una stessa moneta?

LM . Non distinguo tra le cose che hai elencato: meditazione,


immaginazione e poesia, indagine su di sé. Non ci sono facce e la
moneta sei tu, siamo noi.

Se vuoi una risposta meno “guru-logica”: Jung usava la mitologia


classica e le fiabe e l’alchimia… per leggere i sogni dei pazienti –un
approccio che si può tranquillamente applicare alla lettura di un giro
di carte, che in fondo è una specie di sogno da svegli, durante il quale
indaghi su di te (o sull’altro) usando strumenti poetici e simbolici e
producendo un discorso che ha una sua qualità poetica e letteraria.

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DD . Leggere è questione d’intuizione, di conoscenza dei


simboli, di sensibilità personale, d’esperienza o di talento
innato? Che cosa conta di più per te e qual’è il confine o il
legame tra queste componenti?

LM . Rispondo parlandoti ancora di sogni… I sogni sono il prodotto di


tutto quello che hai messo in elenco: intuizione, sensibilità,
esperienze, talento creativo… Nei sogni diamo il meglio di noi stessi
come esseri dotati di una meravigliosa capacità immaginativa e
narrativa. Quando disponiamo tre carte sul tavolo e le leggiamo
anche. Forse più che leggerle, direi che le carte le sogniamo da svegli.

DD . L’alfabeto dei Tarocchi oggi è spesso associato a quello


degli “archetipi” junghiani in psicologia… Ne sai qualcosa?
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Cosa ne pensi?

LM . Gli archetipi sono un “arti-ficio” efficace per leggere i sogni o il


disagio mentale o comportamentale. Funzionano. Jung li ha fatti
funzionare. Come molte altre cose possono servire a creare
connessioni intelligenti anche leggendo le carte. A saperli far
funzionare.

DD . Leggi i Tarocchi a chiunque te lo chieda? Come affronti


e gestisci una lettura di Tarocchi? La classica dinamica
domanda / risposta, consultante / lettore ha dei limiti? Se
sì, quali?

LM . Sì, leggo le carte a chiunque me lo chieda. Alle volte ne vengo


fuori carico, altre vampirizzato, ma fa parte del gioco. Domanda e
risposta sono la regola del gioco. Quel che è davvero fondamentale è
che il consultante arrivi a plasmare la domanda, ad affilarla finché
non diventa la lama capace di tagliare la risposta come un diamante.

Se formulata bene, la domanda del consultante è paragonabile


all’abile domanda indagatrice su di un sogno –scatena in chi legge le
carte e nel consultante stesso associazioni utili e illuminanti.
Insomma… Sta tutto nella domanda. È la domanda che genera storie
e discorsi.

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DD . Nelle tue letture usi tutte le 78 carte o solo i 22 Arcani


Maggiori?

LM . In genere uso solamente i 22 Arcani Maggiori: sono meno


astratti dei Minori ed è più immediato per il consultante riconoscere
il proprio mondo nel Bagatto o nell’Imperatrice piuttosto che in un
Due di Bastoni o in un Tre di Coppe…

Con i Maggiori sembrerebbe più facile costruire una storia. Ti


garantisco però che una volta che inizi ad usarli, i Minori diventano
vivi e capaci di raccontare tanto quanto le 22 figure apparentemente
più facili da leggere: il Due di Coppe diventa una coppia, il Dieci di
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Spade una situazione talmente difficile da diventare un’insostenibile
fonte di stress, un Asso di Denari un’opportunità di guadagno.

Mi capita di aggiungere a un tiraggio a tre carte di soli Arcani


Maggiori una fila di tre Minori e di leggere le due file in relazione tra
loro… E si apre un mondo ricchissimo di colori, di sfumature e di
finissimi dettagli.

DD . Alejandro Jodorowsky rappresenta senz’altro una


personalità per la Tarologia moderna, spartiacque tra
vecchi e nuovi approcci all’utilizzo dei Tarocchi. Sei
d’accordo?

LM . Alejandro Jodorowsky è un uomo dai mille talenti: artista,


giocoliere, affabulatore, attore… È un grande meraviglioso vecchio,
una fonte di energia. È un ottimo scrittore che ha saputo convogliare
e fondere nei suoi libri sui Tarocchi tradizione ed esperienza
personale. Si percepisce molta vita in lui e nei suoi libri.

DD . Leggi i Tarocchi anche in risposta a domande che


hanno a che vedere con la salute e la malattia? Pensi che i
Tarocchi possano essere uno strumento di diagnosi
medica?

LM . Non leggo mai le carte su malattia e salute. Se il corpo s’ammala,


è il medico che se ne deve occupare. O meglio: è il medico che deve
aiutare te ad occuparti meglio del tuo corpo. Credo nell’approccio
medico-scientifico alla diagnosi, alla malattia e alla cura. Magari con
una sana correzione “olistica” all’eccesso di specializzazione. E
comunque – non puoi ricostruire l’eziologia di un mal di testa o
:
curarlo con la poesia. La poesia aiuta a non fartelo venire – forse.

DD . In internet oggi troviamo numerose risorse sui


Tarocchi ricche di studi e d’informazioni approfondite a
cura di esperti con anni di ricerca alle spalle. D’altro canto
ci sono sempre più divulgatori e “scuole”, conferenze e
corsi “su misura” e a pagamento, siti web palesemente
commerciali che pretendono di diffondere il “migliore” o il
“vero” sapere sui Tarocchi di Marsiglia o che spacciano
rivelazioni epocali dietro compenso. Cosa pensi in merito a
tutto questo?

LM . Credo di essere piuttosto immune a concetti del tipo: “vero


sapere”, “vero maestro”, “vera verità”… Come ti dicevo: sono troppo
anarchico e ho una memoria troppo volatile. Le “verità” tendo a
dimenticarmele in fretta o a confonderle tra loro. Posso dirti però che
adoro il web. Internet è un meraviglioso pentolone pieno
d’informazioni succulente: se sai cucinare ne vengono fuori ottime
ricette – molto gustose.

DD . Credi che la Tarologia potrebbe essere riconosciuta


come professione regolata da uno statuto internazionale?

LM . Ti dirò che non mi sono posto mai e non mi pongo il problema.

DD . I Tarocchi sono per te “solamente” una passione o ti


hanno portato a gestire un’attività commerciale a riguardo?
In virtù di un’esperienza di molti anni alle spalle, che tu hai
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evidentemente maturato, hai mai pensato di scrivere un
libro o d’niziare un’attività a tempo pieno dedicata ai
Tarocchi, da solo o in collaborazione?

LM . Mi piacerebbe organizzare e strutturare le mie esperienze con i


Tarocchi. E al momento di condividerle su ampia scala, non sarebbe
male usare forme/mezzi che non siano soltanto la bacheca di un
social network. Un libro potrebbe essere una di queste forme.

I Tarocchi per me sono di fatto un “tempo pieno”: occupano molto


spazio/tempo nella mia vita quotidiana.”Vivere” di Tarocchi (nel
senso di veder riconosciuto un valore al tempo che ci dedichi) ritengo
sia un orizzonte difficilmente avvicinabile. Ma non voglio limitare il
possibile. Come non limito le possibilità di collaborare: la
collaborazione su vasta scala è una delle cose belle offerte con facilità
dalla magnifica e progressiva era di Internet e dei socials.

DD . Hai mai pensato di disegnare e creare un tuo mazzo di


Tarocchi originale?

LM . Ho iniziato qualche mese fa a “copiare” un classico della grande


famiglia dei Marsiglia, il Grimaud. A mano libera, in bianco e nero, ho
ridisegnato Il Matto, L’Eremita, La Forza… tutte le carte di corte.
(Puoi vedere qualche esempio scorrendo il mio profilo di Instagram:
lucashivendraom). “Copiare dal vero” le carte è un bell’esercizio – va
fatto, assolutamente! Ti permette di vedere davvero le carte, di
passarle nel filtro del tuo carattere per poi esprimerle in un segno del
tutto personale. Da questo studio potrebbe un giorno scaturire un
progetto personale – chissà.
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DD . Grazie Luca, la nostra conversazione è stata un’ottima


opportunità per conoscerti più da vicino. Sono felice di
averti incontrato e aver scoperto la tua sorprendente
attività tarologica nel mezzo della moltitudine! Ti lascio con
una poesia anagrammatica che ho scritto e che è salita dal
tuo nome, spero che ti piaccia e che possa essere
un’ulteriore segno positivo del nostro incontro.

LM . Sono state ottime domande, mi è piaciuto rispondere. Grazie a


te, è stato un bel momento di scambio.

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DAN

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