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Fondazione Ingegneri Veneziani

LINEAMENTI DI IMPIANTI ELETTRICI


La Sicurezza negli Impianti Elettrici

Ing. Raoul Bedin

Studio Associato Rinaldi e Bedin


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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE

Viene fatto riferimento alla presenza di una vasca da bagno o di una doccia; situazione
in cui sia RB che REB decrescono molto.
Il pericolo è massimo all’interno della vasca da bagno o della doccia, decresce con la
distanza.
Convenzionalmente la norma istituisce 4 zone, delimitate geometricamente.
Zona 0 : volume interno a vasca o piatto doccia
Zona 1: volume delimitato dalla superficie verticale circoscritta alla vasca o dal piatto
doccia, fino a 2,25 m di altezza. Nelle docce senza piatto la superficie verticale è a 1,20
m dal punto centrale del soffione agganciato alla parete o al soffitto
Zona 2: volume delimitato dalla zona 1 e da una superficie verticale posta a 0,60 m e
parallela ad essa, sempre fino a 2,25 m di altezza. Nelle docce senza piatto la zona 1
include la zona 2
Zona 3: volume delimitato dalla zona 2 e da una superficie verticale posta a 2,40 m e
parallela ad essa, sempre fino a 2,25 m di altezza.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE – NORMA CEI 64-8/SEZIONE 701

Tratta da Norma CEI 64-8:2012 Studio Associato Rinaldi e Bedin


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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE – NORMA CEI 64-8/SEZIONE 701

Tratta da Norma CEI 64-8:2012 Studio Associato Rinaldi e Bedin


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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE – NORMA CEI 64-8/SEZIONE 701

PRESCRIZIONI PER LA SICUREZZA:


• Devono essere realizzati i collegamenti EQS a tutte le masse estranee accessibili delle zone
0, 1, 2 e 3
• I circuiti delle zone 0, 1, 2 e 3 devono essere protetti mediante interruttori differenziali con
Idn ≤ 30 mA
• I circuiti SELV devono essere protetti contro i contatti diretti indipendentemente dal livello di
tensione
COMPONENTI ELETTRICI:
• Grado di protezione minimo in zona 0: IPX7 (immersione temporanea)
• Grado di protezione minimo in zona 1 e 2: IPX4 (spruzzi); IPX5 nei bagni pubblici se per la
pulizia si usano getti d’acqua (getti)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI
LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE – NORMA CEI 64-8/SEZIONE 701
CONDUTTURE ELETTRICHE IN VISTA:
• Nelle zone 0, 1 e 2 devono essere limitate a quelle necessarie ad alimentare apparecchi
utilizzatori situati in quelle zone
• Nelle zone 0, 1 e 2 non sono ammesse cassette di derivazione o di giunzione
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE, SEZIONAMENTO E COMANDO:
• Non sono ammessi in zona 0
• Non sono ammessi in zona 1, salvo che per dispositivi relativi a circuiti SELV (≤ 12 V c.a.)
con sorgente al di fuori delle zone 0, 1 e 2
• Non sono ammessi in zona 2, salvo che per dispositivi relativi a circuiti SELV (≤ 12 V c.a.)
con sorgente al di fuori delle zone 0, 1 e 2 e la prese a spina per rasoi alimentate tramite
trasformatore di isolamento in classe II incorporato
• Sono ammessi in zona 3
APPARECCHI UTILIZZATORI:
• In zona 0 solo se adatti all’uso in quella zona, fissati e connessi in modo permanente e ad
alimentazione SELV (≤ 12 V c.a.)
• In zona 1 scaldaacqua elettrici e apparecchi SELV (≤ 25 V c.a.)
• In zona 2 scaldaacqua elettrici, apparecchi di illuminazione di classe I e II, apparecchi di
riscaldamento di classe I e II e unità di classe I e II per vasche da bagno per idromassaggi
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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI
LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO ELETTRICO
LOCALI CONTENENTI BAGNI O DOCCE – NORMA CEI 64-8/SEZIONE 701

Tratta da Norma CEI 64-8:2012 Studio Associato Rinaldi e Bedin


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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO

In alcuni luoghi il rischio relativo all’INCENDIO è maggiore rispetto ai luoghi ordinari.


Il rischio è dato dal prodotto di:
• probabilità che si inneschi un incendio
• entità del danno probabile
Se l’entità del danno probabile è elevata si parla di luogo a MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI
INCENDIO (con un simpatico acronimo, LUOGO MARCIO)
In tal caso è necessario ridurre la probabilità che si sviluppi un incendio per contenere il rischio
complessivo.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

L’individuazione degli ambienti a maggior rischio in caso di incendio non rientra nello scopo della
norma, la quale riporta, a titolo di esempio, una serie di parametri da valutare:
• densità di affollamento
• massimo affollamento ipotizzabile
• capacità di deflusso o sfollamento
• entità del danno ad animali e/o cose
• comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali impiegati nei componenti dell’edificio
• presenza di materiali combustibili
• tipo di utilizzazione dell’ambiente
• situazione organizzativa per quanto riguarda la protezione antincendio
Tali parametri, recita sempre la Norma, devono essere opportunamente valutati nel più ambito vasto
della valutazione dei rischi e della prevenzione incendi, A MONTE del progetto elettrico (D.Lgs.
81/08, D.Lgs. 106/09, D.M. 10/03/98).

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI

LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO


NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

La definizione di LUOGO MARCIO dovrebbe quindi costituire un dato di ingresso per il progettista
elettrico.
Non è raro, tuttavia, che il progettista elettrico si trovi a dover lui stesso a dover definire le
caratteristiche di un luogo, anche perché, in effetti, la definizIone di LUOGO MARCIO trova origine
nelle Norme CEI.
La Norma, bontà sua, dà una mano al progettista elettrico; dice che, in assenza di valutazioni
eseguite a monte si può ritenere che:
• i luoghi che costituiscono attività soggetta ai sensi del D.P.R. 151/2011 sono luoghi MARCI
• i luoghi che non costituiscono attività soggetta ai sensi del D.P.R. 151/2011 in generale non
sono luoghi MARCI, ma potrebbero esserlo alla luce di una valutazione dei parametri prima
visti
• si possono ritenere luoghi MARCI i luoghi per i quali, alla luce di una valutazione del rischio
di incendio effettuata ai sensi del D.M. 10/03/98, risulta un livello di rischio incendio almeno
MEDIO

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

Per definire le caratteristiche dell’impianto elettrico la Norma individua, sulla base dei parametri
visti, tre tipologie di luoghi potenzialmente MARCI:
• Luoghi con elevata densità di affollamento o elevato tempo di sfollamento in caso di incendio
o per l’elevato danno ad animali o cose (es. luoghi di pubblico spettacolo, ospedali, carceri,
scuole, alberghi, supermercati, ecc.)
• Luoghi aventi strutture portanti combustibili (interamente costruiti in legno)
• Luoghi con presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione,
convogliamento, manipolazione o deposito di detti materiali (carico di incendio > 450 MJ/mq)
che corrisponde alla Classe 30)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

La Norma fornisce dei criteri per la realizzazione degli impianti elettrici (che sono
integrativi/sostitutivi a quello contenuti nella Parte Generale della Norma, validi in tutti i luoghi
ordinari) COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI.
Successivamente fornisce degli ulteriori criteri, SPECIFICI per ciascuna delle tre tipologie di LUOGHI
MARCI.
L’obiettivo dei criteri è:
• diminuire la probabilità che l’impianto elettrico sia causa di PROPAGAZIONE di un incendio di
origine non elettrica
• diminuire la probabilità che l’impianto elettrico possa PROVOCARE l’innesco di materiali
infiammabili o combustibili
• diminuire il rischio che i prodotti della combustione di componenti dell’impianto elettrico
possano provocare danni alle persone o alle cose (soffocamento, corrosione, perdita di
visibilità, ecc.)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

La Norma suddivide le PRESCRIZIONI COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI in:
• prescrizioni relative ai componenti elettrici ESCLUSE le condutture
• prescrizioni relative alle condutture elettriche

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI relative ai COMPONENTI ELETTRICI ESCLUSE LE
CONDUTTURE
• i componenti elettrici devono essere limitati a quelli necessari per l’uso degli ambienti
• nel sistema di vie d’uscita non devono essere installati componenti elettrici contenenti fluidi infiammabili
• negli ambienti nei quali è consentito l’accesso e la presenza del pubblico i dispositivi di manovra, controllo e
protezione, fatta eccezioni per quelli destinati a facilitare l’evacuazione, devono essere posti in luogo a
disposizione esclusiva del personale addetto oppure entro involucri apribili con chiave o attrezzo
• i componenti devono rispondere alle prescrizioni della Sezione 422 (“Protezione contro gli incendi”) della
parte generale della Norma, non solo in condizioni ordinarie di funzionamento, ma ANCHE IN CONDIZIONI DI
GUASTO, tenuto conto dei dispositivi di protezione
• gli apparecchi di illuminazione devono stare ad adeguata distanza dagli oggetti illuminati, se questi sono
combustibili. Salvo diverse indicazioni del costruttore, per faretti e piccoli proiettori valgono le seguenti
distanze:
• 0,5 m fino a 100 W
• 0,8 m da 100 a 300 W
• 1 m da 300 a 500 W
• per potenze > 500 W possono essere necessarie distanze maggiori
• gli apparecchi che in caso di rottura possono proiettare materiale incandescente (ad es. lampade ad alogeni
e alogenuri) devono essere dotato di schermo di sicurezza

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI
LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

Tratta da Norma CEI 64-8:2012

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI relative alle CONDUTTURE
• i fattori che causano incendi nelle condutture elettriche sono cortocircuiti, riscaldamenti,
contatti elettrici e coinvolgimento delle condutture stesse in incendi; pertanto esse non
devono essere NE’ CAUSA DI INNESCO NE’ CAUSA DI PROPAGAZIONE DEGLI INCENDI
• le condutture che attraversano i luoghi marci, ma non sono destinate ad alimentare i luoghi
stessi, non devono avere connessioni al loro interno
• è vietato l’uso di conduttori PEN
• le condutture che attraversano le vie di uscita di sicurezza non devono costituire ostacolo al
deflusso delle persone e preferibilmente non essere a portata di mano
• i conduttori dei circuiti in c.a. devono essere disposti in modo di evitare pericolosi
riscaldamenti delle parti metalliche adiacenti per effetto induttivo, particolarmente quando si
usano cavi unipolari
• a questo punto la Norma fornisce un elenco di tipologie di condutture ammesse
• in una NOTA la Norma dice che l’uso di un conduttore di protezione (PE) nudo contenuto in
ciascun tubo o involucro rappresenta una cautela addizionale

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

Tratta da Norma CEI 64-8:2012

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI relative alla PROTEZIONE DELLE
CONDUTTURE
• i dispositivi di protezione contro le sovracorrenti devono essere installati ALL’ORIGINE DEI
CIRCUITI
• i circuiti del tipo c) devono essere protetti, oltre che con le protezioni generali, anche:
• nei sistemi TT e TN con interruttore differenziale con Idn ≤ 300 mA, anche ad
intervento ritardato; quando per ragioni di continuità di servizio, non sia possibile
adottare un differenziale con Idn ≤ 300 mA, si può adottare un interruttore differenziale
con Idn ≤ 1 A, anche ad intervento ritardato. Sono escluse da questa prescrizione:
• le condutture facenti parte dei circuiti di sicurezza
• le condutture racchiuse in involucri con grado di protezione almeno IP4X ad
eccezione del tratto finale uscente dall’involucro per il necessario collegamento
all’apparecchio

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI COMUNI alle tre tipologie di LUOGHI MARCI relative alla PROPAGAZIONE
DELL’INCENDIO DA PARTE DELLE CONDUTTURE
• per le conduttore di tipo b) e c) la propagazione dell’incendio lungo le stesso deve essere
evitato in uno dei seguenti modi:
• usando CAVI NON PROPAGANTI LA FIAMMA (NORMA CEI 20-35) quando
• sono installati individualmente o sono spaziati fra loro di almeno 250 mm
• sono installati individualmente in tubi protettivi o involucri con grado di
protezione almeno IP4X
• usando CAVI NON PROPAGANTI L’INCENDIO (NORMA CEI 20-22)
• adottando sbarramenti o barriere tagliafiamma, particolarmente negli attraversamenti
di pareti e solai che delimitano compartimenti antincendio

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

CLASSIFICAZIONE DEI CAVI IN RELAZIONE AL COMPORTAMENTO NEI CONFRONTI


DELL’INCENDIO:
• CAVI NON PROPAGANTI LA FIAMMA (CEI 20-35): il singolo cavo viene sottoposto al becco
Bunsen bruciando con sviluppo di fiamma, ma la fiamma si estingue allontanando il becco
Bunsen. Il cavo è quindi autoestinguente, ma perde tale proprietà se installato in fascio.
• CAVI NON PROPAGANTI L’INCENDIO (CEI 20-22): i cavi vengono installati in fasci verticali di
dimensioni determinate; l’incendio non si deve propagare lungo il fascio. Se vengono superate
le dimensioni del fascio di prova l’incendio potrebbe propagarsi e bisogna ricorrere a barriere
tagliafiamma.
• CAVI RESISTENTI AL FUOCO (CEI 20-45): i cavi sottoposti all’incendio bruciano ma sono
costruiti per continuare a funzionare (alimentazione dei servizi per emergenza incendio)
• CAVI A BASSO SVILUPPO DI FUMI E GAS TOSSICI E CORROSIVI (CEI 20-38): i cavi
sottoposti al fuoco emettono fumi e gas tossici e corrosivi in ridotta quantità (noti come cavi
LSOH – Low Smoke Zero Halogen)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

ESEMPI DI CAVI ELETTRICI IN RELAZIONE ALL’INCENDIO:


• CAVI NON PROPAGANTI LA FIAMMA (CEI 20-35): in Italia generalmente non si utilizzano
negli impianti utilizzatori a servizio degli edifici cavi di questo tipo.
• CAVI NON PROPAGANTI L’INCENDIO (CEI 20-22): N07V-K (cordina unipolare), FG7(O)R
(cavo con guaina uni o multipolare; guaina di colore grigio chiaro).
• CAVI RESISTENTI AL FUOCO (CEI 20-45): FTG10OM1 (cavo con guaina uni o multipolare;
guaina di colore blu)
• CAVI A BASSO SVILUPPO DI FUMI E GAS TOSSICI E CORROSIVI (CEI 20-38): N07G9-K
(cordina unipolare), FG7(O)M1 (cavo con guaina uni o multipolare; guaina di colore verde)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI AGGIUNTIVE per i luoghi con elevata densità di affollamento o elevato tempo di
sfollamento in caso di incendio o per l’elevato danno ad animali o cose:
• per le conduttore di tipo b) e c) si deve valutare il rischio nei riguardi dei fumi, gas tossici e
corrosivi in relazione alla particolarità del tipo di installazione e dell’entità del danno probabile
nei confronti di PERSONE e/o COSE
• a tal fine si considerano adatti i cavi senza alogeni (LSOH) a NORMA CEI 20-38

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI AGGIUNTIVE per i luoghi aventi strutture portanti combustibili:


• quando sono montati su od entro strutture combustibili i componenti che nel funzionamento
previsto possono produrre archi o scintille che possano innescare un incendio devono essere
racchiusi in custodie con grado di protezione almeno IP4X
• interruttori luce e similari, prese a spina per uso domestico e similari, interruttori
magnetotermici con In fino a 16 A e Pdi fino a 3 kA possono venire esclusi dalla precedente
prescrizione

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LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 751

PRESCRIZIONI AGGIUNTIVE per i luoghi con presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione,
convogliamento, manipolazione o deposito di detti materiali:
• tutti i componenti dell’impianto (ad eccezione delle condutture per le quali si rimanda alla prescrizioni
comuni), gli apparecchi di illuminazione e i motori devono essere racchiusi in involucri con grado di protezione
non inferiore a IP4X; si escludono dalle presente prescrizione interruttori luce e similari, prese a spina per uso
domestico e similari, interruttori magnetotermici con In fino a 16 A e Pdi fino a 3 kA
• i componenti elettrici devono essere ubicati o protetti in modo da non essere soggetti allo stillicidio di
eventuali liquidi combustibili
• quando si prevede che polvere, sufficiente a causare un incendio, si possa accumulare su involucri di
apparecchi, si devono prendere provvedimenti perché questi raggiungano temperature eccessive
• i motori comandati automaticamente o a distanza devono essere protetti dalle temperature eccessive da un
dispositivo di protezione contro il sovraccarico con ripristino manuale o dispositivo equivalente
• nei luoghi in cui esiste il rischio di incendio dovuto a polvere e/o fibre gli apparecchi di illuminazione devono
essere costruiti in modo che, anche in caso di guasto, sulla loro superficie si presenti una temperatura limitata
e che polvere e/o fibre vi si possano accumulare in quantità limitata
Negli ambienti in oggetto le prescrizioni si applicano in linea generale a tutto l’ambiente considerato, tuttavia nei casi
particolari in cui il volume di materiale combustibile sia ben definito, prevedibile e controllato, la zona a cui applicare
le prescrizioni può essere ridotta ad una distanza conveniente dal materiale combustibile.

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LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

DEFINIZIONE DI LUOGO DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO:


Locali e ambienti, al chiuso o all’aperto, compresi quelli di servizio costituenti per es. un
teatro, un cinematografo, una sala per concerti, per balli, per conferenze, per esposizioni, o
per riunioni di pubblico spettacolo in genere
LA SEZIONE 752, RELATIVAMENTE AI LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO,
TRATTA DI:
• Caratteristiche generali
• Prescrizioni per la sicurezza
• Scelta ed installazione dei componenti dell’impianto elettrico
• Verifiche e prescrizioni di esercizio

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

CARATTERISTICHE GENERALI
• Gli impianti non devono presentare tensioni di alimentazione superiori a 400 V; se la
fornitura di energia elettrica è a tensione superiore la cabina di trasformazione deve essere
ubicata in apposito compartimento antincendio con accesso diretto dall’esterno o da
disimpegno non accessibile al pubblico; analoghe prescrizioni valgono per un eventuale
gruppo elettrogeno
• Il quadro elettrico generale deve essere installato in un ambiente non accessibile al pubblico;
tutti i circuiti devono essere chiaramente indicati
• I quadri secondari devono essere possibilmente disposti in ambienti non accessibili al
pubblico e comunque protetti in modo opportuno; devono essere facilmente manovrabili

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752
CARATTERISTICHE GENERALI
• L’impianto deve essere suddiviso su più circuiti in modo da rendere più agevole l’esercizio e limitare il
disservizio in caso di guasti e/o manutenzioni. Ad esempio:
• Per la sala
 illuminazione su almeno due circuiti
 illuminazione degli altri ambienti annessi alla sala
 illuminazione di corridoi, scale, atrio e ingresso su almeno due circuiti
 prese fisse
 altri apparecchi elettrici
• Per il palcoscenico
 illuminazione del palcoscenico
 illuminazione degli altri ambienti annessi al palcoscenico
 prese fisse
 sipario di sicurezza
 prese fisse
 altri apparecchi elettrici
• Per altri ambienti
 illuminazione di uffici e ambienti di servizio
 illuminazione cabina di proiezione
 illuminazione esterna
 alimentazione apparecchi di proiezione
 altri apparecchi elettrici

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI
LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

CARATTERISTICHE GENERALI
• La suddivisione dei circuiti deve essere tale da prevenire le situazioni di panico, in particolare per quanto
riguarda l’illuminazione
• Negli ambienti accessibili al pubblico di superficie superiore a 100 mq l’illuminazione deve essere suddivisa
su almeno 2 circuiti
IMPIANTO DI SICUREZZA
 L’impianto di sicurezza comprende la sorgente, i circuiti e gli apparecchi di illuminazione; deve
mettere in evidenza le uscite e il percorso per raggiungerle
 L’impianto di sicurezza può alimentare anche eventuali altre apparecchiature funzionali alla sicurezza
 L’impianto di sicurezza deve essere indipendente da qualsiasi altro impianto elettrico presente nel
locale
 L’illuminazione di sicurezza è prescritta per tutti i locali a cui può accedere il pubblico, per la cabina di
proiezione e per i locali tecnici
 L’illuminazione di sicurezza può funzionare contemporaneamente e in alternativa all’illuminazione
principale; se in alternativa deve entrare in funzione entro 0,5 s dalla mancanza dell’alimentazione
principale e venire automaticamente disinserito al ritorno.
 L’impianto di sicurezza deve essere sempre inserito, ma deve poter essere disinserito solo tramite
comando a mano dal posto di guardia dei VV.F. o da altro locale accessibile al personale addetto

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

PRESCRIZIONI PER LA SICUREZZA


SEZIONAMENTO E COMANDO
• La linea di alimentazione deve far capo ad un ambiente non accessibile al pubblico o ad un
armadio chiuso a chiave
• Deve essere installato un comando d’emergenza in un luogo facilmente raggiungibile
dall’esterno; il comando di emergenza deve porre fuori tensione tutti i circuiti ad eccezione di
quelli dei servizi di sicurezza
• I comandi generali e parziali degli impianti elettrici e le relative protezioni devono essere
posti in modo tale che il pubblico non possa agire su di essi; è fatta eccezione per i comandi e
le protezioni dei servizi non essenziali, purché siano derivati da circuiti dotati di protezioni
selettive e distinte da quelle dei circuiti essenziali

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

SCELTA ED INSTALLAZIONE DEI COMPONENTI DELL’IMPIANTO ELETTRICO


SCELTA E MESSA IN OPERA DELLE CONDUTTURE
• Per i circuiti a tensione nominale 230/400 V si devono utilizzare cavi con tensione nominale non inferiore a
450/750 V; per i circuiti di segnalazione e comando sono ammessi cavi aventi tensione nominale non inferiore
a 300/500 V
• Le condutture devono rispettare le prescrizioni della Sezione 751 (Luoghi a Maggior Rischio in Caso di
Incendio)
• Le condutture dell’impianto di alimentazione di sicurezza devono essere previste per funzionare durante un
incendio che possa svilupparsi lungo il loro percorso e pertanto devono essere, per costruzione o per
installazione, resistenti al fuoco e ai danneggiamenti meccanici in relazione al tempo di funzionamento
previsto
• I cavi devono essere protetti dai danneggiamenti meccanici fino ad un’altezza di 2,5 m dal pavimento
• I conduttori dei cavi devono essere di rame
• I cavi di collegamento di apparecchi mobili e trasportabili devono avere la minima lunghezza possibile; la
lunghezza del cavo di alimentazione deve essere tale da consentire la connessione diretta alla presa a spina
fissa. In caso di uso di prolunghe, che devono essere di tipo flessibile, deve essere previsto un interblocco per
correnti superiori a 16 A. I cavi devono essere NON PROPAGANTI LA FIAMMA e avere una guaina con
funzioni antiabrasive

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

SCELTA ED INSTALLAZIONE DEI COMPONENTI DELL’IMPIANTO ELETTRICO


ALTRI COMPONENTI ELETTRICI
• Le prese a spina possono essere raggruppate sotto la stessa protezione, ma in numero non
superiore a 5
• La prese a spina con corrente nominale superiore a 16 A devono essere interbloccate
• Le prese a spina devono essere scelte e installate in modo da prevenire i danneggiamenti
• Le prese a spina devono avere asse di inserzione orizzontale; se installate a pavimento
(torrette) devono essere fissate con grado di protezione almeno IP52
• Le lampade non devono essere a portata di mano del pubblico; inoltre devono essere
protette dagli urti
• Le lampade per l’illuminazione generale del palcoscenico e dei locali di servizio relativi
devono essere a installazione fissa, ad una altezza non inferiore a 2,5 m dal pavimento, essere
protette dagli urti e avere grado di protezione almeno IP4X
tipo flessibile, deve essere previsto un interblocco per correnti superiori a 16 A. I cavi devono
essere NON PROPAGANTI LA FIAMMA e avere una guaina con funzioni antiabrasive

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E INTRATTENIMENTO
NORMA CEI 64-8/SEZIONE 752

SCELTA ED INSTALLAZIONE DEI COMPONENTI DELL’IMPIANTO ELETTRICO


ALIMENTAZIONE DEI SERVIZI DI SICUREZZA
• La sorgente di energia può essere costituita da batterie di accumulatori o altra sorgente autonoma
• La sorgente di energia deve essere installata in ambiente autonomo, di costruzione antincendio e dotato di
aerazione naturale verso l’esterno; deve essere accessibile direttamente o, almeno, senza transitare
attraverso gli ambienti accessibili al pubblico
• La batteria di accumulatori deve poter alimentare l’intero impianto di sicurezza per almeno 1 h e deve
potersi ricaricare completamente nell’intervallo giornaliero di chiusura del locale
• L’impianto di illuminazione di sicurezza può essere costituito anche da apparecchi autonomi, purché con
autonomia di almeno 1 h
• Nei luoghi con capienza superiore a 1000 persone si consiglia di rendere ridondante l’impianto di
illuminazione di sicurezza
• L’intervento dell’impianto centralizzato di sicurezza deve essere segnalato nell’ambiente del personale di
servizio e nell’eventuale posto di guardia dei VV.F.
• Negli ambienti nei quali il pubblico permane a lungo (sala, atrio, ecc.) l’impianto di sicurezza deve essere
suddiviso in almeno due circuiti
• L’illuminamento minimo deve essere, sul piano orizzontale a 1 m dal piano di calpestio, di almeno 5 lux in
corrispondenza di scale e porte di 2 lux negli altri luoghi accessibili al pubblico
• I singolo circuiti devono avere protezione contro il corto circuito con segnalazione ottica ed acustica
dell’intervento
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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

TIPI DI LUOGHI PERICOLOSI

Luoghi pericolosi per la presenza di gas: si includono anche i vapori e le nebbie

Luoghi pericolosi per la presenza di polveri: sono considerate polveri particelle con granulometria
inferiore a 71 µm. Hanno un comportamento largamente imprevedibile, per la loro capacità di
accumularsi ed essere messe in movimento occasionalmente

Luoghi pericolosi per la presenza di sostanze esplosive

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

ATMOSFERA ESPLOSIVA:
miscuglio in aria di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie, polveri o fibre in cui la
combustione, una volta innescata, si propaga velocemente a tutto il miscuglio senza ulteriore
apporto di calore dall’esterno
ENERGIA MINIMA DI INNESCO O DI ACCENSIONE:
energia necessaria ad innescare un’atmosfera esplosiva, tale da sostenere la combustione fino al
volume critico, oltre il quale la combustione si mantiene da sola; essa varia con la concentrazione in
aria della sostanza pericolosa
TEMPERATURA DI ACCENSIONE:
temperatura minima alla quale una sostanza, in miscela con aria nella concentrazione più facilmente
infiammabile, può accendersi spontaneamente e la combustione può procedere anche senza
apporto di calore dall’esterno
LIMITI DI ESPLODIBILITA’:
limiti estremi di concentrazione in aria di una sostanza, alla pressione di 105 Pa e alla temperatura di
15°C, al di sotto e al di sopra dei quali la miscela non è infiammabile
TEMPERATURA DI INFIAMMABILITA’:
minima temperatura alla quale una sostanza (liquida o solida) emette, sopra la sua superficie libera,
gas o vapori in quantità sufficiente a formare con l’aria miscele aventi concentrazione compresa nei
limiti di esplodibilità
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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

CORPO NORMATIVO
CLASSIFICAZIONE DEI LUOGHI
Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87): “Atmosfere esplosive. Parte 10-1: Classificazione dei luoghi.
Atmosfere esplosive per la presenza di gas”
Norma CEI EN 60079-10-2 (CEI 31-88): “Atmosfere esplosive. Parte 10-2: Classificazione dei luoghi.
Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili”
GUIDE APPLICATIVE
Norma CEI 31-35: “Atmosfere esplosive. Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di
esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87)”
Norma CEI 31-35/A: “Atmosfere esplosive. Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di
esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87):
esempi di applicazione”
Norma CEI 31-56: “Atmosfere esplosive. Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di
esplosione per la presenza di polveri combustibili in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-2
(CEI 31-88)”
IMPIANTI
Norma CEI EN 60079-14 (CEI 31-33): “Atmosfere esplosive. Parte 14: Progettazione, scelta e
installazione degli impianti elettrici”

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

La probabilità di presenza di un’atmosfera esplosiva in genera varia da una zona all’altra.


ZONA 0: l’atmosfera esplosiva è presente continuamente, per lunghi periodi o frequentemente
ZONA 1: l’atmosfera esplosiva può essere presente durante il funzionamento normale
ZONA 2: l’atmosfera esplosiva è presente poco frequentemente e per breve periodo

Si suppone che in un anno l’atmosfera esplosiva sia presente per più di 1000 h in ZONA 0, tra 10 e
1000 h in ZONA 1 e tra 0,1 e 10 h in ZONA 2

L’insieme di tali zone pericolose forma il LUOGO PERICOLOSO; al di fuori da tali zone il pericolo è
ritenuto trascurabile e non si prendono provvedimenti sull’impianto elettrico.

La probabilità di presenza di atmosfera pericolosa dipende essenzialmente da:


• frequenza e durata di emissione della sostanza di emissione (grado di emissione)
• grado e disponibilità della ventilazione

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

EMISSIONI
SORGENTE DI EMISSIONE: parte dell’impianto o del deposito da cui può essere emessa la sostanza
pericolosa con modalità tali da originare un’atmosfera esplosiva.
Le emissioni possono essere di tre gradi.
EMISSIONE DI GRADO CONTINUO: emissione continua o per lunghi periodi
EMISSIONE DI PRIMO GRADO: può avvenire periodicamente od occasionalmente nel funzionamento
normale
EMISSIONE DI SECONDO GRADO: può avvenire poco frequentemente e per brevi periodi

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

VENTILAZIONE
La ventilazione attorno alla sorgente di emissione favorisce la dispersione della sostanza pericolosa
finché la sua concentrazione scende al di sotto del limite inferiore di esplodibilità.
La ventilazione viene classificata in relazione al suo grado e alla sua disponibilità.
GRADO
VENTILAZIONE DI GRADO ALTO: la ventilazione neutralizza la sorgente di emissione nel senso che
il volume dell’atmosfera esplosiva è trascurabile
VENTILAZIONE DI GRADO MEDIO: il volume dell’atmosfera esplosiva è minore del volume del locale
e il tempo di permanenza dell’atmosfera esplosiva dopo la fine dell’emissione non è eccessivo
VENTILAZIONE DI GRADO BASSO: il volume dell’atmosfera esplosiva è paragonabile al volume del
locale che contiene la sorgente di emissione e il tempo di permanenza dell’atmosfera esplosiva dopo
la fine dell’emissione è lungo (dell’ordine delle ore)
DISPONIBILITA’
DISPONIBILITA’ BUONA: ad esempio all’aperto, oppure nel caso di ventilazione artificiale se
controllata e asservita al processo
DISPONIBILITA’ ADEGUATA
DISPONIBILITA’ SCARSA
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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

Tratta da Norma CEI 31-87:2010

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

GUIDA CEI 31-35/A


All’Appendice GF compaiono alcuni esempi relativi a situazioni “più ordinarie” con presenza di gas.
Sono:
• Esempio GF-1: Luoghi di ricovero di autoveicoli
• Esempio GF-2: Luoghi di riparazione di autoveicoli
• Esempio GF-3: Centrali termiche alimentate a gas naturale
• Esempio GF-4: Laboratori chimici

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI GAS

IMPIANTI
In relazione alla classificazione del luogo rimane definita la tipologia degli impianti da realizzare.
Viene classificata secondo le Categorie ATEX (CENELEC) oppure secondo le Categorie EPL (IEC)

Tratta da “Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione” – TuttoNormel 10-2011 Studio Associato Rinaldi e Bedin
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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI POLVERI

La probabilità di presenza di una nube esplosiva in genera varia da una zona all’altra.
ZONA 20: la nube esplosiva è presente continuamente, per lunghi periodi o frequentemente (ad es.
silos, filtri, sistemi di trasporto di polveri, mulini, mescolatori, essiccatoi)
ZONA 21: è probabile che si formi occasionalmente in condizioni ordinarie (ad es. zone circostanti
portelle di accesso a contenitori soggetti a frequenti aperture, zone dove si accumulano strati di
polvere soggetti ad essere sollevati in aria, bocche di caricamento di polveri senza sistemi di
aspirazione)
ZONA 22: non è probabile che si formi in condizioni ordinarie e, se capita, permane solo per breve
tempo (ad es. zone circostanti filtri che per malfunzionamento possono emettere polveri, tubi
flessibili contenenti polveri, depositi di sacchi di polvere che si possono rompere)

Nelle ZONE 20 non è possibile la permanenza di persone per motivi sanitari

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LUOGHI CON PERICOLO DI ESPLOSIONE

LUOGHI PERICOLOSI PER LA PRESENZA DI POLVERI

ASPIRAZIONE LOCALIZZATA e PULIZIA


Valgono le stesse considerazioni viste per i luoghi pericolosi per la presenza di gas in relazione alla
ventilazione. Il grado e la disponibilità della aspirazione localizzata consentono il declassamento
delle zone.
Anche una adeguata e frequente pulizia consente il declassamento delle zone.

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ESEMPI DI IMPIANTI ELETTRICI

Tratta da “Guide Blu – TuttoNormel


Edifici Civili – Carrescia Studio Associato Rinaldi e Bedin
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Tratta da “Guide Blu – TuttoNormel


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Tratta da “Guide Blu – TuttoNormel


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