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Fondazione Ingegneri Veneziani

LINEAMENTI DI IMPIANTI ELETTRICI


La Sicurezza negli Impianti Elettrici

Ing. Raoul Bedin

Studio Associato Rinaldi e Bedin


Fondazione Ingegneri Veneziani

SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


ELETTROFISIOLOGIA
• Le cellule del sistema nervoso e del tessuto muscolare sono eccitabili sotto
l’azione di un potenziale elettrico.
• Le cellule stesse presentano una differenza di potenziale NEGATIVA rispetto
all’esterno (sistema nervoso centrale nei mammiferi = - 70 mV)

Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


ELETTROFISIOLOGIA
La cellula viene eccitata (potenziale di azione) applicando un impulso di corrente
(di polarità inversa) di durata e ampiezza adeguati

Tratte da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


ELETTROFISIOLOGIA
• Dalla curva di eccitabilità si può desumere che la cellula è in prima
approssimazione sensibile alla quantità di carica elettrica (I x t)
• L’ampiezza del potenziale di azione non è proporzionale all’intensità dello
stimolo, ma segue la legge del tutto o nulla (quiete – eccitamento)
• La curva di eccitabilità si riferisce a stimoli sufficientemente distanziati nel tempo.
Si possono definire il:
• periodo di refrattarietà assoluta: periodo di tempo seguente l’inizio
dell’eccitamento durante il quale la cellula non risponde a ulteriori stimoli,
quale che sia lo loro intensità
• periodo di refrattarietà relativa: periodo di tempo seguente il periodo di
refrattarietà assoluta durante il quale la cellula risponde secondo una curva
di eccitabilità superiore
• periodo refrattario: periodo somma del periodo di refrattarietà assoluta e
relativa
• Accomodazione: se uno stimolo dura più a lungo del periodo refrattario la cellula
si adatta alla nuova situazione e aumenta la soglia di eccitabilità

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


EFFETTI FISIOPATOLOGICI
• Tetanizzazione: uno stimolo
elettrico di intensità e durata
appropriate applicato ad una fibra
nervosa si propaga lungo la stessa
fino al muscolo. Sotto l’azione dello
stimolo il muscolo si contrae per poi
tornare allo stato di riposo.
• Illustrazione c): contrazione
tetanica
• Illustrazione d): tetano fuso

Tratte da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


EFFETTI FISIOPATOLOGICI
• Arresto della respirazione: il passaggio della corrente determina una contrazione dei
muscoli addetti alla respirazione o una paralisi dei centri nervosi che sovrintendono
alla funzione respiratoria.
• Fibrillazione ventricolare: le fibre muscolari del cuore si contraggono ritmicamente
per effetto dell’azione del nodo senoatriale posto nella parte superiore dell’atrio destro.
Se vengono sollecitate anche da correnti di origine esterna le stesse risultano
sovrastimolate in modo caotico e iniziano a contrarsi in modo disordinato. Il cuore non
è più in grado di svolgere la sua funzione.
• Ustioni: al passaggio di corrente nel corpo umano si sviluppa calore per effetto Joule.
Le ustioni peggiori (marchio elettrico) si hanno sulla pelle (resistività superiore ai
tessuti interni). Le ustioni da folgorazione sono caratteristiche perché profonde.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


EFFETTI FISIOPATOLOGICI
• Tetanizzazione: reversibile
• Arresto della respirazione: reversibile
• Fibrillazione ventricolare: IRREVERSIBILE
• Ustioni: reversibile

 La reversibilità dell’arresto respiratorio e delle ustioni è evidentemente


condizionate dalla loro gravità.
 La fibrillazione ventricolare può essere reversibile sotto l’azione di un
DEFIBRILLATORE. Fondamentale il tempo di intervento: dopo circa tre minuti di
inattività il muscolo cardiaco e il tessuto cerebrale subiscono danni irreparabili; il
tempo utile può essere prolungato facendo ricorso a massaggio cardiaco e
respirazione bocca e bocca.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LIMITI DI PERICOLOSITA’ DELLA CORRENTE ELETTRICA

Tratte da “Norma CEI 64-18:2011


Fino alla curva b: scossa elettrica Oltre la curva b: shock elettrico

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LIMITI DI PERICOLOSITA’ DELLA CORRENTE ELETTRICA

Tratte da “Norma CEI 64-18:2011

Fino alla curva b: scossa elettrica Oltre la curva b: shock elettrico

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LIMITI DI PERICOLOSITA’ DELLA CORRENTE ELETTRICA

• La pericolosità della corrente DIMINUISCE all’aumentare della frequenza a


causa del minor contenuto energetico di ogni singolo impulso
• Fattore di frequenza Ff : fattore per cui va moltiplicato il minimo valore di
corrente che produce un determinato fenomeno a 50/60 Hz per ottenere tale
valore alla frequenza desiderata.
• A f = 1 kHz tale fattore vale circa 1,6 per quanto riguarda la tetanizzazione e
15 per quanto riguarda la fibrillazione ventricolare

• Dato che la pericolosità diminuisce in corrente continua e al crescere della


frequenza, il campo delle frequenze di rete (50/60 Hz) è proprio IL PIU’
PERICOLOSO PER L’UOMO

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


LIMITI DI PERICOLOSITA’ DELLA CORRENTE ELETTRICA

• Fattore di percorso F: permette il calcolo delle correnti Ih in percorsi diversi


da quello mano sinistra - piedi.

Ih= Iref/F

Tratta da “Norma CEI 64-18:2011

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


RESISTENZA ELETTRICA DEL CORPO UMANO

• L’uomo presenta un’impedenza elettrica ZT somma dell’impedenza interna Zi


e dell’impedenza della pelle nel punto (convenzionale) di ingresso Zs1 e di
uscita Zs2.

• Alla frequenza di rete le capacità possono


essere trascurate, la loro influenza si fa sentire
alle frequenze più elevate
• L’impedenza ZT diminuisce all’aumentare delle
tensioni applicate
• Il valore di ZT dipende molto da:
• percorso interno della corrente (Zi)
• superficie di contatto (ridotta, estesa) e
sue condizioni (asciutta, bagnata,
presenza di sudorazione, ecc.) (Zs)
Tratta da “Norma CEI 64-18:2011

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RESISTENZA ELETTRICA DEL CORPO UMANO

Tratta da “Norma CEI 64-18:2011

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RESISTENZA ELETTRICA DEL CORPO UMANO

Tratta da “Norma CEI 64-18:2011

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


RESISTENZA ELETTRICA DEL CORPO UMANO

In ambito impiantistico si fa riferimento alla RESISTENZA del CORPO UMANO che


viene indicata con il simbolo RB e alla quale viene, quando necessario, attribuito il
valore convenzionale (e prudenziale) di 1 kΩ.
Nelle situazioni più comuni di contatto con parti in tensione la persona ha in serie verso
terra una resistenza, costituita dalla resistenza delle calzature, della pavimentazione, di
eventuali guanti isolanti, ecc., definita come RESISTENZA verso terra del CORPO
UMANO, a cui è stato attribuito il simbolo di REB e i valori (sempre prudenziali) di 1
kΩ e di 200 Ω.

Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


RESISTENZA ELETTRICA DEL CORPO UMANO

Le curve di pericolosità corrente-tempo vengono


tradotte, ai fini operativi, in curve tensione-tempo.
La curva “Condizioni particolari” si riferisce a:
• Cantieri di costruzione e demolizione
• Strutture ad uso agricolo o zootecnico (limitatamente
ai luoghi di custodia del bestiame)
• Locali ad uso medico (limitatamente ai locali di gruppo
1 e gruppo 2)

Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI

DEFINIZIONI SUI CONTATTI:

CONTATTO DIRETTO
Contatto con una parte NORMALMENTE IN
TENSIONE (ad es.: conduttore privo di
isolamento)

CONTATTO INDIRETTO
Contatto con una parte conduttrice
NORMALMENTE NON IN TENSIONE andata in
tensione a causa di un guasto di isolamento (ad
es.: carcassa metallica di un’apparecchiatura)

Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


CONTATTI DIRETTI E INDIRETTI

DEFINIZIONI SUI CONTATTI:

Il contatto indiretto presenta in genere un


rischio superiore al contatto diretto per
due motivi:
• nel caso di contatti con parti
normalmente in tensione la persona è
generalmente più cauta
• nel caso di contatto diretto la persona
può subire un danno solo se tocca il punto
di guasto (cioè dove l’isolamento ha
ceduto), mentre nel caso di contatto
indiretto è sufficiente il contatto in un
punto qualsiasi della superficie conduttrice
Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI

Le misure di protezione contro i contatti diretti possono essere TOTALI o


PARZIALI. Le misure di protezione TOTALI sono destinate alla protezione delle
persone elettricamente non addestrate, mentre le misure di protezione PARZIALI
sono destinate alla protezione delle persone elettricamente addestrate e sono quindi
consentite solo nelle aree elettriche chiuse (cabine elettriche secondarie e primarie,
stazioni elettriche, ecc.).
MISURE DI PROTEZIONE TOTALI
• isolamenti
• involucri, barriere
MISURE DI PROTEZIONE PARZIALI
• ostacoli
• distanziamento

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI

I METODI DI PROTEZIONE previsti dalla Norma sono:


• Interruzione automatica del circuito in caso di guasto (pressoché sempre presente)
• Doppio isolamento (integrativo)
• Locali isolanti (raro)
• Locali equipotenziali (raro)
• Sistemi in bassissima tensione SELV-PELV-FELV, validi anche per la protezione contro i contatti diretti
(integrativi)

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TERRENO CONDUTTORE ELETTRICO

La corrente che fluisce attraverso il corpo umano si chiude generalmente attraverso il


TERRENO, che è un CONDUTTORE ELETTRICO.
Se si immerge nel terreno un elettrodo (DISPERSORE) la corrente che esso disperde
incontra una resistenza RE (RESISTENZA DELL’IMPIANTO DI TERRA) che risulta
sostanzialmente proporzionale a:
• resistività ρ del terreno
• caratteristiche geometriche (dimensioni, forma) del dispersore
La resistenza RE è formata dagli strati di terreno fino ad una distanza teoricamente
infinita dal dispersore stesso (Punto a potenziale zero; Terra di riferimento o
lontana); in realtà il suo valore dipende dagli strati di terreno più prossimi alla
superficie disperdente.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


TERRENO CONDUTTORE ELETTRICO

CASO DELL’ELETTRODO EMISFERICO IN TERRENO IDEALE


Dall’analisi di questo caso si possono trarre indicazioni sostanzialmente valide per i
dispersori reali. Per terreno ideale si intende terreno perfettamente omogeneo con
resistività costante in tutte le direzioni in modo che non ci sia una direzione
preferenziale per la corrente.
Considerata ρ la resistività del terreno in tutti i suoi punti e r0 il raggio dell’emisfera che
costituisce il dispersore, la resistenza di terra RE vale:

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TERRENO CONDUTTORE ELETTRICO

CASO DELL’ELETTRODO EMISFERICO IN TERRENO IDEALE


Se I è la corrente dispersa dall’elettrodo il potenziale UE (TENSIONE TOTALE di
TERRA) che assume il dispersore e il potenziale U che assume il terreno ad una
distanza r dal dispersore valgono:

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TENSIONI DI CONTATTO

UE (Tensione Totale di Terra): tensione che si stabilisce a seguito di un cedimento dell’isolamento


fra masse e un punto sufficientemente lontano a potenziale zero.
UT (Tensione di Contatto): tensione che si stabilisce fra parti conduttrici simultaneamente accessibili
in caso di guasto dell’isolamento quando queste vengano toccate.
UST (Tensione di Contatto a Vuoto): tensione che si stabilisce fra parti conduttrici simultaneamente
accessibili in caso di guasto dell’isolamento quando queste non vengano toccate.

UL (Tensione di Contatto Limite Convenzionale): massimo valore della tensione di contatto a


vuoto che è possibile mantenere per un tempo indefinito.

UL = 50 V in c.a. e 120 V in c.c. in CONDIZIONI ORDINARIE


UL = 25 V in c.a. e 60 V in c.c. in CONDIZIONI PARTICOLARI

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TENSIONI DI CONTATTO

UE: Tensione Totale


di Terra
UT: Tensione di Contatto

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TENSIONI DI CONTATTO

UE: Tensione Totale


di Terra
UST: Tensione di
Contatto a Vuoto
UT: Tensione di Contatto

Tratte da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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TENSIONI DI CONTATTO

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TENSIONI DI CONTATTO

IN CONCLUSIONE SI HA SEMPRE:

U ≤U ≤U
T ST E

E’ grazie all’impianto di terra che UST è inferiore a UE nei punti di


potenziale contatto (molto importante è la geometria dello stesso).
E’ grazie alla resistenza della pavimentazione e/o delle calzature che
UT è inferiore a UST.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


DEFINIZIONI RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO LE TENSIONI DI CONTATTO

ISOLAMENTI

ISOLAMENTO FUNZIONALE: isolamento fra la


parti attive (fase-neutro, fase-fase, ecc.)
necessario al funzionamento delle
apparecchiature.
ISOLAMENTO PRINCIPALE: isolamento delle
parti attive necessario alla protezione delle
persone contro la folgorazione.
ISOLAMENTO SUPPLEMENTARE: secondo
isolamento sovrapposto all’isolamento principale
per migliorare la sicurezza delle persone contro la
folgorazione.

DOPPIO ISOLAMENTO = ISOLAMENTO


PRINCIPALE + ISOLAMENTO
SUPPLEMENTARE

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


DEFINIZIONI RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO LE TENSIONI DI CONTATTO

APPARECCHIATURE

APPARECCHIATURA DI CLASSE I:
apparecchiatura dotata di isolamento principale e
di morsetto per il collegamento a terra delle
masse.

APPARECCHIATURA DI CLASSE II:


apparecchiatura dotata di doppio isolamento e
priva di morsetto per il collegamento a terra delle
masse.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


DEFINIZIONI RELATIVE ALLA PROTEZIONE CONTRO LE TENSIONI DI CONTATTO

MASSA: parte conduttrice, facente parte


dell’impianto elettrico, che può essere toccata e
che non è in tensione in condizioni ordinarie di
isolamento, ma che può andare in tensione in caso
di cedimento dell’isolamento principale.

MASSA ESTRANEA: parte conduttrice non


facente dell’impianto elettrico in grado di
introdurre un potenziale, generalmente il
potenziale di terra.

PARTE INTERMEDIA: parte conduttrice, facente


parte dell’impianto elettrico, che può andare in
Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia
tensione in caso di cedimento dell’isolamento
principale, interna ad un apparecchio ed
accessibile solo dopo aver rimosso un involucro
saldamente fissato, in genere rimovibile con l’uso
di un attrezzo.

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI

SISTEMI ELETTRICI (CASO TT):


Le utenze elettriche sono alimentate dal distributore in bassa (BT) o in media tensione (MT)
(eccezionalmente in alta tensione) in dipendenza della potenza richiesta. Le apparecchiature elettriche
sono però, quasi sempre, in bassa tensione.
In Italia ciascun utente alimentato in BT deve collegare le masse delle apparecchiature al proprio impianto
di terra, che è distinto ed indipendente da quello della cabina elettrica del Distributore. Questa soluzione
tecnica viene riepilogata nella sigla TT.
In caso di guasto a terra la corrente percorre i conduttori di fase dalla cabina fino all’apparecchiatura in
guasto e si richiude nuovamente nella cabina del distributore attraverso i due impianti di terra.

CARATTERISTICHE SALIENTI DELLA SITUAZIONI DI GUASTO:


• la massa in guasto si porta ad una tensione di solito di poco inferiore a quella di alimentazione (circa 200 V)
• quale che sia la massa in guasto, questa assume una tensione che dipende solo dalla resistenza dell’impianto
di terra proprio e di quella del Distributore; è quindi uguale per tutte la masse
• quando una massa va in guasto anche tutte la masse sane collegate allo stesso impianto di terra si portano
alla stessa tensione
• la corrente di guasto presenta un’intensità non molto elevata (da qualche ampere a qualche decina di ampere)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI

SISTEMI ELETTRICI (CASO TN):


Quando le utenze elettriche sono alimentate dal distributore in media tensione (MT) l’utente deve
provvedere a ricavare il sistema di BT mediante una cabina di trasformazione.
In questo caso l’utente collega le masse delle apparecchiature al proprio impianto di terra che quasi
sempre coincide con quella della cabina di trasformazione. Questa soluzione tecnica viene riepilogata nella
sigla TN.
In caso di guasto a terra la corrente percorre i conduttori di fase dalla cabina fino all’apparecchiatura in
guasto e si richiude nuovamente nella cabina del distributore attraverso il conduttore di protezione (PE).
In sostanza, mentre nel sistema TT la corrente circola nel terreno, nel sistema TN circola solo su
conduttori metallici.

CARATTERISTICHE SALIENTI DELLA SITUAZIONI DI GUASTO:


• la massa in guasto si porta ad una tensione di solito che non è univocamente determinabile come nel caso TT,
ma che in ogni caso è grosso modo compresa fra i 100 e i 150 V
• anche la situazione delle masse sane non è univocamente determinabile; in dipendenza del collegamento al
conduttore PE il loro potenziale può rimanere nullo od assumere valori fino a quello della massa in guasto
• la corrente di guasto presenta un’intensità piuttosto elevata (da qualche centinaio di ampere a qualche
migliaio di ampere)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ELETTRICI

SISTEMI ELETTRICI:

La pericolosità di un sistema elettrico per le persone non dipende dall’intensità della corrente di guasto che
circola, ma dal livello delle tensioni sulle masse.
Quindi i sistemi TT e TN hanno una pericolosità per le persone simile.

In entrambi i casi deve essere previsto un SISTEMA DI PROTEZIONE.

INTERRUZIONE AUTOMATICA DEL


CIRCUITO IN CASO DI GUASTO

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


INTERRUZIONE AUTOMATICA DEL CIRCUITO IN CASO DI GUASTO

Il metodo segue criteri applicativi differenziati per i sistemi TT e per i sistemi TN:

Tratte da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

TT (utenze di potenza in genere < 200 kW) TN (utenze di potenza in genere ≥ 200 kW)

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


INTERRUZIONE AUTOMATICA DEL CIRCUITO IN CASO DI GUASTO

SISTEMA TT
• Coordinamento fra dispositivo di protezione e impianto di terra
• Data la ridotta intensità della corrente di guasto è obbligatorio l’utilizzo dell’interruttore differenziale,
perché sensibile alle correnti di dispersione e non alle correnti di carico

R ⋅I ≤ U
E dn L

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INTERRUZIONE AUTOMATICA DEL CIRCUITO IN CASO DI GUASTO

SISTEMA TN
• Dato che il guasto a terra di fatto è un cortocircuito fra la fase in guasto e il conduttore PE è adeguato
alla protezione anche l’interruttore magnetotermico (sensibile alla corrente di carico), benché sia di gran
lunga consigliabile l’utilizzo dell’interruttore differenziale

Z ⋅I ≤ U
S a 0

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INTERRUTTORI MAGNETOTERMICI E DIFFERENZIALI

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INTERRUTTORI DIFFERENZIALI

Tipo AC
Sensibili alla sola corrente di dispersione alternata

Tipo A
Sensibili alla corrente di dispersione alternata e anche alle
correnti unidirezionali pulsanti

Tipo B
Sensibili alla corrente di dispersione alternata, alle correnti
unidirezionali pulsanti e anche alle correnti continue

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


IMPIANTI DI TERRA

Un impianto di terra è costituito da:


• conduttori di protezione (PE)
• conduttori equipotenziali principali (EQP)
• conduttori equipotenziali supplementari (EQS)
• collettore di terra
• conduttore di terra
• dispersore

Tratta da “Fondamenti di sicurezza elettrica” - Carrescia

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SICUREZZA NEGLI IMPIANTI ELETTRICI


IMPIANTI DI TERRA

DISPERSORI
• INTENZIONALI: posti nel terreno al solo
fine di disperdere corrente
• NATURALI o DI FATTO: corpi metallici
interrati ad altri fini ma che possono
contribuire a realizzare il collegamento
elettrico con la terra
• DISPERSORE DI FONDAZIONE: viene
utilizzato un dispersore di fatto (armatura
metallica di fondazione), attribuendogli le
caratteristiche elettriche e meccaniche
necessarie ad un dispersore

I principali tipi di dispersori


intenzionali sono:
• orizzontali (tondi o corde)
• verticali (picchetti)
Tratta da “Norma CEI 64-8:2012

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