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Question Time

NOVEMBRE/DICEMBRE 2020 - III NUMERO SF CLUB UNIBA

a pag. 5
Intervista a Gianmaria
Crivellente
Co-fondatore e CEO di “Bit
Mobility”, startup che offre il
servizio di mobilità in sharing su
tutto il territorio nazionale
GIUSEPPE
PERULLI
Responsabile Eventi dello
Starting Finance Club UniBa,
Studente magistrale in Economia,
Finanza e Impresa

Novembre/Dicembre
2020:
Digitalizzare con
“prudenza”

1
editoriale
L A FINE DEL DISASTROSO 2020 si avvicina e ancora l’Italia si
trova nel mezzo della seconda ondata del contagio, pronta per una quasi certa terza.
L’Italia è divisa in zone a seconda di una serie di parametri, i quali ne determinano pro-
priamente il colore: giallo, arancione e rosso. Al di là della crisi sanitaria in atto, vi è una
crisi economica altrettanto allarmante. Nel numero precedente (Ottobre 2020), Antonio
Cinquepalmi ha fatto riferimento all’innovazione come strumento di ripresa. Ricollegan-
domi a quanto espresso in quell’editoriale, aggiungerei che l’innovazione deve essere
accompagnata da un processo costante di digitalizzazione. Quest’ultimo rappresenta la
capacità di adattare tutti i processi aziendali alle esigenze imposte dall’era digitale. L’U-
nione Europea attraverso il piano che prende il nome di “Next Generation EU” - erronae-
mente chiamato “Recovery Fund” - cerca di sostenere l’economia dei Paesi membri, con
una dotazione complessiva che dovrebbe raggiungere i 1.850 miliardi di Euro. Ai governi
nazionali adesso è richiesto di predisporre piani di ripresa. L’Italia in queste settimane ha
stilato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) fino al 2026, con l’obiettivo di
recuperare competitività a livello europeo. Il fondo europeo prevede l’attuazione di un
dispositivo per la ripresa e la resilienza che offre sostegno finanziario per investimenti
e riforme, anche nell’ottica della transizione verde e digitale e per la resilienza delle
economie nazionali. Ecco evidente la necessità di approfittare di tali risorse per investire
nella digitalizzazione dei processi aziendali e soprattutto della Pubblica Amministrazio-
ne, fisco e giustizia. In parallelo - però - alla transizione digitale, è inevitabile controbi-
lanciare a tali investimento, anche l’aspetto della cybersicurezza in ottica di interesse
nazionale. Come riporta l’editoriale di Repubblica (30/11/20) scritto dal direttore Molinari,
i Paesi europei devono aumentare gli investimenti per “fornire al Paese uno scudo cyber
capace [...] di rispondere al nostro interesse nazionale”. Parleremo in questo numero,
nelle pagine successive, di innovazione, digitalizzazione, privacy e sicurezza in un mon-
do all’improvviso diventato “a distanza”.

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S
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a
r
t
u
p
BIT Mobility, l’azienda di
monopattino sharing tra
sostenibilità ambientale e del
COVER

QTi
della raccolta di capitali, attraverso il crowdfunding, mi-
crocredito o classico finanziamento bancario (mutui).
business Nella fattispecie, Bit nasce dall’intuizione e dalle di-

L
sponibilità finanziarie proprie di una famiglia veronese.
’ITALIA È UN PAESE DI STAR- Nell’ottica innovativa dell’azienda, però, si renderanno
TUPPER”. Così Forbes Italia necessari degli investimenti importanti, ovvero capitali
definisce il nostro stivale, da da parte di terzi.
Nord a Sud. Bit Mobility ne è
un esempio concreto. Bit nasce a Vero- L’innovazione come elemento di disruption rappresen-
na nel marzo del 2019 e risulta essere ta uno strumento di acquisizione di vantaggi competitivi
una diretta conseguenza di un’attenta sul mercato nei confronti dei concorrenti. Innovazione
analisi del mercato e delle sue poten- che potrebbe manifestarsi in semplici migliorie del pro-
zialità. La prima città italiana in cui ap- dotto o addirittura in modifiche strutturali alla comples-
proda è Cattolica nell’estate dello stes- sità del servizio. In questo momento l’innovazione non
so anno; successivamente si espande è l’obiettivo primario dell’azienda, trovandosi (il prodot-
a Verona, Torino, Milano. Durante e to – monopattino) in una fase di “introduzione-crescita”
dopo il lockdown la rete di Bit comin- all’interno del mercato. Chiaramente si arriverà a rag-
cia ad espandersi anche verso le giungere un punto di “maturazione-declino” del prodot-
città del Sud Italia, attra- to e lì si renderà necessaria l’innovazione di cui sopra al
verso operazioni che si fine di tornare alla prima fase, quella di “introduzione”.
pongono l’obiettivo di La semplice ottimizzazione dei processi organizzativi
ridurre il gap tra il Nord interni (es. personale che si occupa della sostituzione
e il Sud, con un numero delle batterie in ogni città) permetterebbe di mantenere
di città totali pari a 17 dislo- il prodotto competitivo in una fase continua di “crescita”.
cate uniformemente
su tutto il territorio. Quanto all’aspetto tecnico delle startup, esse difficilmen-
La costituzione di te nei primi anni di esercizio riescono a conseguire degli
una startup pre- utili in grado di remunerare l’imprenditore per il classico
vede – oltre rischio di impresa. È il caso di Bit che, avendo presenta-
all’analisi di to soltanto un bilancio nel corso della sua giovane vita,
cui sopra vede chiudersi l’anno con una perdita (fisiologica). Tut-
– anche tavia, come lo stesso co-fondatore e CEO dell’azienda,
la fonda- il dott. Gianmaria Crivellente, ci confida “Bit potenzial-
mentale fase mente potrebbe conseguire degli utili già del secondo

5
ime
Articolo in collaborazione con

STARTUP

anno di vita, pandemia permettendo”. Questo dimostra la presenza nelle città italiane, e in futuro anche estere,
grande attenzione alla sostenibilità del business, cioè mettendo a disposizione delle persone un’alternativa
all’attenta analisi dei costi-benefici città per città, oltre all’auto che sia sicura, economica e rispettosa dell’am-
ad una meticolosa diligenza nel raggiungimento di un biente. In alcuni Comuni l’azienda offrirà anche un ser-
determinato livello di redditività. vizio di sharing di scooter elettrici, è il caso di Firenze
dove l’implementazione avverrà a breve.
Ma sostenibilità nella società di oggi è soprattutto quella
ambientale, per questo motivo Gianmaria Crivellente ha
riassunto i valori della sua azienda, affermando che “la
sostenibilità non è un qualcosa in più ma un qualcosa di
necessario”.

Il focus delle domande è stato anche quello più stretta-


mente connesso alla mobilità: in merito agli aspetti più
prettamente operativi Gianmaria Crivellente ha spiegato
come il numero di mezzi a disposizione degli utenti e
i prezzi del servizio siano dettati dalle Amministrazioni
locali in condivisione con gli operatori dei servizi di sha-
ring in relazione a fattori legati alle presenze turistiche
della città e all’estensione dell’area operativa.

Gli utenti dei servizi di sharing generano una mole di


dati sulla localizzazione e sugli spostamenti quotidiani
molto preziosi, Crivellente ci confessa che alcune
Amministrazioni più virtuose richiedono queste
informazioni con lo scopo di integrare in una
mappa a disposizione dei cittadini tutti i mezzi
messi a disposizione dagli operatori; le informa-
zioni raccolte sono utili anche per le stesse aziende
di sharing per la gestione e il miglioramento dei servizi
offerti agli utenti.

Il CEO di Bit-Mobility ha infine tracciato i piani di sviluppo


dell’azienda veronese: l’obiettivo primario è rafforzare

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Trasporti
QTime UNIVERSITÀ

Il 2020 da diversi è stato definito come


l’anno del cambiamento a causa della
pandemia. Il settore trasporti rientra in quelli
più colpiti, soprattutto dalle misure poste in
essere al fine di contenere la diffusione del
virus. Secondo Lei, come potrebbe essere
rilanciato il settore? La regolamentazione di
riferimento è mutata durante la pandemia?

I
L SETTORE DEI TRASPORTI è stato colpito al pari di
tanti altri settori economici. E’ caratterizzato tuttora da
una flessione dei volumi di traffico, merci e passeggeri,
Elisabetta Venezia,
Docente di Economia dei Trasporti e dei conseguenti ricavi per le operazioni caratteristi-
presso l’Università degli Studi di
Bari che. I comparti principalmente toccati sono quelli del tra-
sporto collettivo, specie in ambito urbano, il trasporto marit-
timo e quello aereo per i quali lo shock esogeno ha avuto
forti ripercussioni sulla domanda di tali servizi di trasporto.
Per dare un’idea dell’effetto COVID sui trasporti possiamo
fare riferimento al trasporto aereo e alle statistiche EURO-
STAT pubblicate di recente. Rispetto al secondo trimestre
del 2019, il numero di passeggeri trasportati è diminuito di
oltre il 91% in tutti i 20 Stati membri dell’UE per i quali sono
disponibili i dati riferiti al secondo trimestre 2020: Bulga-
ria, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Spagna, Francia,
Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Un-
gheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovac-
chia e Finlandia. Le contrazioni di domanda più consistenti
del numero di passeggeri sono state osservate in Spagna
(-61,6 milioni di passeggeri trasportati, -99%), Germania

9
(-59,1 milioni, -97%), Francia (-44,2 milioni, -97%), della mobilità sistematica, per motivi di lavoro e
Italia (-42,6 milioni, -98%), Paesi Bassi (-20,9 milioni, studio, che non può accedere allo smart working
-96%), Portogallo (-15,0 milioni, -97%), Irlanda e alla DAD. Quindi nell’attesa della piena attua-
(-10,3 milioni, -98%), Austria (-9,2 milioni, -98%) e zione del Piano Nazionale Strategico della Mobili-
Danimarca (-9,1 milioni, -97%). Forti contrazioni sono tà Sostenibile, che finanzia Regioni e Comuni, per
state rilevate anche dalle altre modalità di trasporto l’acquisizione di nuovi bus per migliorare la qualità
soprattutto a seguito dell’imposizione delle misure del servizio per i cittadini e promuovere la mobilità
anti COVID che ha ridimensionato l’offerta in termini green, è necessario intervenire con altri strumenti:
di posti disponibili a bordo. L’unica nota positiva è
data dai livelli di inquinamento, come rilevato dalla - Attuare i piani degli orari di ingresso nei luoghi
NASA e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). I dati di lavoro, nelle scuole, negli uffici pubblici e privati,
provenienti dalle stazioni di misurazione della qualità nelle aree commerciali per ridurre la congestione e
dell’aria indicano che la riduzione osservata è dovuta per efficientare l’utilizzo dei servizi disponibili;
a un rallentamento del traffico stradale, nonché a una - Ampliare il ricorso ai servizi della mobilità in sha-
riduzione della produzione industriale, soprattutto a ring;
seguito del lockdown imposto nelle principali città - Promuovere la mobilità ciclistica attraverso la rea-
del mondo. A livello nazionale, come rilevato dal lizzazione di piste e percorsi ciclabili, dotati di servizi
CNR, da ISPRA e dal Kyoto Club, il periodo di chiusura per i ciclisti;
ha avuto effetti considerevoli sugli spostamenti dei - Dare operatività alla figura del mobility manager;
cittadini e, conseguentemente, il livello di emissioni - Dare enfasi alla logistica urbana ed extraurbana in
e di inquinamento dovuti al settore trasporti hanno maniera sostenibile.
segnato, nei mesi di marzo e aprile 2020, una battuta
d’arresto a Roma, Milano, Torino e Napoli. A registrare Il Piano Nazionale Strategico avrà i suoi effetti nel
un calo netto è stato soprattutto il biossido di azoto medio e lungo periodo e prevede l’erogazione di
(NO2). A Roma, per esempio, le concentrazioni risorse per complessivi 1,150 miliardi di euro a favo-
medie sono inferiori ai valori delle annualità re di tutti i Comuni sopra i 100 mila abitanti. Queste
precedenti (2016-2019) rispettivamente del –59% risorse insieme ai 2,978 miliardi di euro, già stanziati
per il mese di Marzo e del -71% per il mese di Aprile. per l’acquisto di nuovi autobus ad alimentazione al-
Su cosa fare c’è molto da dire soprattutto perché ternativa consentiranno di innovare la flotta e di pro-
diversificati sono gli interventi da mettere in campo muovere il miglioramento della qualità dell’aria nelle
a seconda della modalità e dei mezzi di trasporto nostre città, ma soprattutto, in questa situazione di
oggetto di intervento. Se pensiamo agli interventi crisi economico-finanziaria conseguente all’epide-
da attuare a breve, in presenza della attuale mia in corso, di dare una iniezione supplementare di
situazione pandemica, in ambito urbano bisogna, risorse alle amministrazioni per supportare le azien-
prima di tutto, razionalizzare gli spostamenti e de del Tpl locale e per rilanciare la filiera industriale
garantire i trasporti collettivi a quello zoccolo duro di produzione degli autobus. Le risorse complessi-

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→ vamente previste sono riportate nelle tabelle 1 e 2. Questo è un buon punto di partenza per riforma-
re il TPL, più che regolamentarlo, fermo sostanzialmente al processo attuato nel lontano 1997 con il
D.Lgs. 18 novembre 1997 n. 422, il c.d. Decreto Burlando.

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12
→ Nel mese di Ottobre, abbiamo
intervistato il dott. Crivellente, co-
fondatore di BIT Mobility - azienda
pubblicato un articolo nel quale ha analizzato i
servizi di micro-mobilità, quale modalità emergente
di trasporto urbano di crescente interesse per i
offerente servizi di monopattino- pianificatori dei trasporti e del territorio urbano.
sharing. La città di Bari, nel Sebbene le città abbiano registrato un notevole
meridione, è stata protagonista nel afflusso di società di micro-mobilità negli ultimi
prevedere una mobilità sempre più anni, sorprendentemente si sa poco di come si
green mediante l’introduzione di tali inseriscono nel panorama dei trasporti esistente.
monopattini. Il mondo accademico Confrontando i servizi di micro-mobilità con i viaggi
barese, sempre attento a promuovere tradizionali in automobile i risultati indicano che ci
iniziative sostenibili, ha intenzione sono differenze sostanziali nei tempi di viaggio.
di avviare partnership con talune Durante i periodi di elevata congestione, i servizi
aziende presenti sul territorio, al fine di micro-mobilità offrono viaggi più veloci rispetto
di sensibilizzare tutta la comunità ai servizi tradizionali. Poiché gli utenti continuano
studentesca? Se no, quali forme di a fare affidamento su questi nuovi servizi di
sensibilizzazione rispetto a tali temi mobilità, giustamente, è necessario che i risultati
sono già state poste in essere? di questi contributi scientifici informino le autorità
di regolamentazione delle città, i pianificatori dei
In molte città stiamo assistendo a un cambiamento trasporti e i cittadini, affinché ci sia una piena
sostanziale del trasporto urbano. I servizi di consapevolezza degli effetti conseguenti. Alla
mobilità condivisa vengono pubblicizzati come luce di tutto questo ritengo che l’utilizzo di questi
soluzione al problema dell’ultimo miglio e molte strumenti vada fortemente regolata e che siano
società di micro-mobilità si sono situate nei necessari investimenti infrastrutturali adeguati
centri urbani promettendo opzioni di trasporto e dedicati unitamente ad un efficace sistema
alternative a basso costo per brevi viaggi urbani. sanzionatorio. Contrariamente ci muoveremo in
Tuttavia, pur registrando un successo nell’utilizzo una giungla selvaggia che minerà notevolmente la
di questi strumenti, il problema resta nelle mani sicurezza stradale.
degli amministratori delle città, dei pianificatori Per quanto riguarda i poli universitari, questi
dei trasporti e dei cittadini che devono valutare sono dotati di mobility-manager, di parcheggi di
la domanda di questi servizi e confrontarli con scambio per favorire una più equa e sostenibile
le opzioni di trasporto esistenti. Ma soprattutto ripartizione modale del tipo environmentally-
abbiamo un problema, a Bari, come a Parigi, a Tokyo friendly. Ma ancora una volta, per quella che è
o a Pechino: la correttezza comportamentale degli stata l’esperienza passata, non differente da
utenti dei monopattini, delle biciclette e degli altri quella attuale, microcriminalità, vandalismo e
strumenti di micro-mobilità. E’ un problema di civiltà inciviltà hanno prevalso rispetto alle migliori e più
e questa evidentemente manca da parte degli innovative dotazioni di infrastrutture e servizi. La
utenti della strada nei confronti di tutti gli utilizzatori, comunità universitaria ha mostrato un notevole
pedoni inclusi. Grant McKenzie ha recentemente apprezzamento per le modalità in sharing quindi va

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assolutamente assecondata questa inclinazione, il ricorso al trasporto aereo, per le distanze da
orientandola il più possibile verso le scelte più coprire riferite a un mercato mondiale, e che
ambientalmente sostenibili. Gli studenti, come il porrà sicuramente problemi di costo e di e che
personale universitario, dovrebbero poter contare porrà sicuramente problemi di costo e di impatto
su una rete multimodale senza interruzioni durante ambientale. Il ciclo complesso di trasporto si
il loro viaggio, da realizzare mediante scelte di aprirà e chiuderà con il trasporto su gomma: anche
mobilità sostenibile, sempre più guidate dalla questo segmento richiede il ricorso a mezzi idonei
digitalizzazione e dall’automazione. L’innovazione al trasferimento dei vaccini. La logistica, inoltre,
modificherà questa componente della mobilità dovrà occuparsi dei centri di distribuzione e dei
sistematica in futuro. Avere un quadro di riferimento centri di somministrazione. Queste ultime fasi
chiaro, ben impostato in termini programmatici, operative dipenderanno dai piani vaccinali adottati
consentirà in futuro di far leva sui fattori abilitanti dei singoli Paesi che presentano, allo stato attuale,
per facilitare questa transizione che potrà rendere elementi differenziali consistenti. Quindi il quadro
il sistema di trasporto, al servizio della popolazione è sicuramente molto complesso, ma gli operatori
universitaria e non solo, molto più efficiente e dei trasporti e della logistica saranno in grado di
sostenibile. affrontare questa nuova sfida così come hanno già

Dal Suo punto di vista, in che modo


il settore dei trasporti contribuirà alla
distribuzione del vaccino in tutto il
mondo?

Il ruolo del settore dei trasporti e della logistica


assumono una rilevanza di primaria importanza in
termini distributivi e di accessibilità a livello globale.
I vaccini, una volta prodotti, devono raggiungere
la popolazione mondiale, contrariamente
rimarrebbero stoccati e inutilizzati negli
stabilimenti delle case farmaceutiche. Le ultime
stime indicano che saranno necessarie più di 15
milioni di consegne in scatole refrigerate, più di
200.000 movimenti da parte di caricatori di pallet
e 15.000 voli per consegnare 10 miliardi di dosi di
vaccino anti Covid in due anni di tempo. Si tratta
di un trasporto merci che richiede un trattamento
specifico, dettato dalla necessità di garantire la
catena del freddo e di mantenere una temperatura
al di sotto dei 75 °. È imprescindibile pertanto

15
Digitalizzazione
QTime
Nel 2020, la tendenza che sorge con marcata imminenza è quella di una maggiore
UNIVERSITÀ

inclinazione al digitale. Tuttavia, tali ultime hanno reso noto il gap vigente in
termini di competenze ed abilità informatiche, molto spesso anche da parte di
chi tali lacune sia chiamato a colmarle. Lei ritiene
che la mancanza di tali skills informatiche sia
dovuta alla presenza sul mercato del lavoro di
una generazione ancora ostile al digitale?

S
gombriamo subito il campo da ogni dubbio: non esi-
stono generazioni ostili al digitale ma tutte le genera-
zioni sono riottose ai cambiamenti in generale secon-
do il ben noto principio di inerzia. Il primo problema
con il mondo delle professioni informatiche è che non sono co-
perte da riserva di legge: a differenza di altre professioni (il cui
accesso è regolamentato da titoli di studio, superamento di un
Ugo Lopez, complesso esame di abilitazione professionale, obbligo di forma-
Docente a
contratto di zione continua, obbligo di adesione ad un codice deontologico, obbligo ad avere un’assi-
Informatica
Forense, curazione professionale, etc.), la professione dell’informatico può essere esercitata sostan-
Sicurezza
nelle Reti e zialmente da chiunque, anche in campi molto delicati come, a titolo di esempio, la Giustizia
nei Sistemi
distribuiti e la Sanità. Pertanto, diventa addirittura sconveniente per un giovane professionista, sotto
presso
l’Università alcuni punti di vista, percorrere tutti i passi sopra descritti perché, a prima vista -e solo a pri-
degli Studi di
Bari ma vista- non si ottiene alcun vantaggio ma si perde in competitività e si rallenta l’accesso
alla professione. Questo, ovviamente, senza considerare la costosissima formazione e cer-
tificazioni industriali, compagne di viaggio importantissime in alcuni percorsi verticalizzanti.
Volendo portare un esempio, un avvocato, per potersi definire “specialista” in un determi-
nato settore, deve dimostrare di aver svolto una specifica attività per un certo tempo, pena
sanzioni disciplinari. Un informatico può definirsi specialista in qualsiasi cosa indipenden-
temente dal proprio percorso di studi e professionale.
Basta fare un giro su LinkedIn (social specifico per i professionisti) per vedere un brulicare
di “Digital Enthusiast”, “Aiuto le aziende con la tecnologia”, “Cyber Guru”, “Cloud Guru” e
similari. Andando poi ad approfondire, magari, si vede che sono persone che hanno svolto

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tutt’altro mestiere per vent’anni o che, addirittura, Per concludere, rispetto alla prima parte della
non hanno mai lavorato in maniera strutturata in domanda, le skill ci sono eccome ma andrebbe-
vita loro. ro ricercate in maniera diversa e, come sostengo
Oppure basta vedere i foltissimi gruppi di “docen- da anni anche in sedi istituzionali, bisognerebbe
ti digitali” che popolano Facebook ed identificare vincolare la figura dell’informatico a “blocchi” le-
i loro leader, raramente dei professionisti dell’in- gislativi (che, a guardar bene le norme, probabil-
formatica per la didattica ma spesso appassionati mente già ci sono, almeno in parte, forse spesso
con una forte inclinazione alla condivisione di con- disattesi).
tenuti. In merito alla seconda parte della domanda, ram-
Potrei fare altri esempi ma credo che il concetto mento a me stesso che, già il 10.11.2005, la Com-
sia chiaro. E sono queste persone, spesso impre- missione delle Comunità Europee emanava una
parate sull’informatica in generale e su specifiche “Proposta di raccomandazione del Parlamento Eu-
tematiche della Digital Transformation in partico- ropeo e del Consiglio relativa a competenze chia-
lare, a proporsi meglio alle aziende e a prevalere ve per l’apprendimento permanente”, poi ratificata
nelle trattative, a volte, anche nelle gare pubbliche, con 2006/962/CE, nella quale vengono definite 8
soprattutto per la maggiore competitività derivan- competenze chiave necessarie per la realizzazio-
te da una totale assenza di legacci normativi che, ne personale, per la cittadinanza attiva, per pro-
però, altro non sono che tutele per il committente. muovere la coesione sociale e l’occupabilità, note
A questo si aggiunge un altro problema: la pola- col nome di “Competenze Europee”. Tanto viene
rizzazione delle competenze verso i grossi brand. continuamente monitorato ed è stato ulteriormen-
Sebbene sia apprezzabile quello che i colossi, te innovato il 22.5.2018. Viene peraltro specificato
specie americani, stanno facendo per tutto il mon- come tali competenze dovrebbero essere acqui-
do, spesso in maniera gratuita o quasi, l’approc- site in ambienti formali e informali tra cui, primo
cio che viene molte volte richiesto è fortemente tra tutti, la Scuola. Ebbene, ad una seppur som-
dicotomico: dentro o fuori. Questo non va bene, maria lettura di tali competenze, spicca al n. 4 la
un consulente deve essere indipendente e deve competenza digitale. Questo dovrebbe essere il
esprimere un’opinione tecnica scevra da conflitti primo passo. Viviamo in una nazione dove il pos-
di interesse. E questo genera da decenni conflit- sesso di una certificazione di competenze digitali
ti tra mondi che dovrebbero integrarsi: Windows di base viene considerata come livello avanzatissi-
contro Linux, Microsoft contro Google, Open Sour- mo e non come necessario presupposto culturale
ce contro Free Software e molti altri. Ognuna di di ogni cittadino. Nel digitale, l’Italia sta vivendo
queste parole identifica un mondo (anche quando quello che moltissimi anni fa ha vissuto nel mondo
è associata ad un brand), un pezzo di storia dell’in- dell’istruzione “tradizionale”, forse ben descritto
formatica ed è un peccato privare qualcuno di tale da una bellissima scena de “L’Amica Geniale”: la
conoscenza, personale e professionale, solo per piccola Lila, terminata la scuola elementare, vuole
logiche di verticalizzazione di mercato. iscriversi a tutti i costi alla scuola media ma suo pa-
dre, contrario a questa perdita di tempo, la lancia

20
DIGITAL
TRAN
SFOR
MATION
→ giù dal balcone facendole rompere un braccio.
Questo problema è emerso in maniera dramma-
tica con la DaD: famiglie di 4 persone con 8 smar-
aziendale e professionale è indispensabile
per ottimizzare i risultati di apprendimento
degli studenti: le Università sono più aperte
tphone costosissimi e un solo computer, magari rispetto alle docenze a contratto su materie
obsoleto, case prive di connessione ad internet verticali, attingendo dal territorio professionisti
se non quella degli smartphone ad alta latenza e qualificati nella singola disciplina.
traffico limitato, genitori che non sono in grado di In questo contesto, immaginate un Istituto
seguire i figli perché non conoscono le più basilari Comprensivo con più di 1.000 studenti,
nozioni informatiche per poterli aiutare nel percor- decine di docenti, personale ATA, Dirigente
so digitale. scolastico, più plessi, con un’architettura
In conclusione, per rispondere alla seconda do- prevalentemente in cloud SaaS…gestita da
manda, bisognerebbe investire molto sulle com- una o più persone completamente prive di
petenze digitali sin dalla scuola dell’infanzia, in- background informatico. È ovvio che l’errore
novando profondamente la didattica, oltre ad è dietro l’angolo: la stessa architettura, in
investire in infrastrutture per creare un “mondo ambito aziendale, viene gestita da un team di
connesso”. specialisti tecnico informatici (specialisti cloud,
specialisti di identity management, project
L’imposizione della DAD ha fatto manager, etc.) e da giuristi specializzati nella
emergere difficoltà di cui prima non materia. Provate a cercare su un qualsiasi
si teneva conto: problemi tecnici, motore di ricerca “privacy shield” e vedrete,
assenza di strumentazione adeguata ad esempio, quanto è complessa la materia
(fondamentale per la spiegazione di compliance al GDPR delle architetture in
di alcune discipline) ed aspetti cloud. Nel mondo della sicurezza informatica
legati alla privacy, sono solo alcune. c’è un famoso detto che recita “il cloud non
Relativamente a quest’ultima, qual è esiste, è solo il computer di qualcun altro” che
secondo Lei l’ottima sinergia tra DAD ben identifica le problematiche di privacy e
e privacy? sicurezza associate.
Per cui il binomio cloud e privacy (che
Questo è un altro tema caldo: la cyber security identificherei più come un trinomio: cloud,
e la privacy. Ci si sta pian piano rendendo conto sicurezza e privacy) è possibile a patto di dare
che è una materia complessa e articolata in alle Scuole un budget sufficiente per dotarsi
molte branche e che non può essere lasciata di professionisti qualificati, scelti con logiche
all’improvvisazione. Alcuni Atenei lungimiranti di meritocratica professionalità e non come
stanno investendo molto in tal senso anche integrazione salariale di docenti e/o precari.
in termini di progettazione didattica. Ci si
è resi conto, inoltre, che la sinergia tra il
mondo accademico e della ricerca e quello

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Con riferimento alla situazione prima descritta non sono mancate comunque le
problematiche tra studenti: non tutti dispongono dei mezzi necessari per affrontare
la DAD. Qual è la Sua opinione in merito?

Il cosiddetto Digital Divide è un problema di cui si parla molto ma nel quale si investe davvero poco.
Eppure, le tecnologie ci sono: si è provato con il WiMax anni fa (poi abbandonato), ora ci sono le
connessioni satellitari, LTE, 5G (con tutte le diatribe collegate) che consentirebbero di portare il
segnale in ogni angolo della nostra nazione, ovviamente con idonei investimenti in tal senso.
Gli Atenei stanno facendo benissimo la loro parte, incentivando con numerosissimi progetti (anche
specifici e settoriali) la digitalizzazione di base ed avanzata. Ad esempio, basti pensare al progetto
NERD (Non E’ Roba per Donne), teso ad incentivare l’acquisizione delle competenze STEM (Science,
Technology, Engineering & Mathematics) anche da parte del gentil sesso, spesso (erroneamente)
ritenuto inadatto a questi mestieri.
Per cui, per rispondere a quest’ultima domanda, si sta facendo ma assolutamente non abbastanza:
bisogna investire in infrastrutture, formazione e bisogna far diventare la professione dell’informatico
una professione assolutamente ordinistica, come quella dell’ingegnere (civile), dell’avvocato,
dell’architetto, del geometra, del perito industriale, del medico e di tanti altri. La strada da
percorrere non deve spaventare: basta guardare le difficoltà che hanno incontrato gli psicanalisti
nel regolamentare l’accesso alla loro professione. Eppure, nel giro di qualche anno, ci sono riusciti.

23
PROGETTO

NERD
(NON È ROBA PER DONNE)
Student
experience
Il racconto di Lamin e della sua
esperienza con UniBa in qualità di

Q
studente straniero

Raccontaci di te e della Quali strumenti pensi che


tua esperienza all’interno un’università dovrebbe mettere

T
dell’Università degli Studi di a disposizione di tutti gli
Bari studenti al fine di sostenerli nel
loro percorso formativo?

M
I CHIAMO Lamin Cama-
ra e sono originario del Secondo la mia personale opinione,
Gambia. A partire dal 2016, le collaborazioni studentesche di 150

i
sono studente presso l’Uni- ore dovrebbero essere rivolte a tutti gli
versità degli Studi di Bari “Aldo Moro”. At- studenti. Per esempio, ogni studente -
tualmente studio presso il CdL magistrale afferente ai diversi dipartimenti - dovrebbe
in Marketing, tenuto lingua inglese, ma pri- poter svolgere l’attività nell’area di studio
ma ero uno studente del CdL in Economia di riferimento o quantomeno in settori

m
e Commercio. Da allora, ho raccolto tante che siano collegati al percorso di studio
esperienze dall’interazione sia con gli stu- scelto, al fine di poter praticare quanto si
denti, italiani e stranieri, sia con i professori. apprende dai libri.
Ho ricevuto, nel corso del tempo, diverse
domande circa il motivo della scelta dell’U-
niversità di Bari, tuttavia, la mia risposta è

e
sempre stata: “mi piace Bari sia dal pun-
to di vista culturale, sia da quello storico.”
Quando sono arrivato a Bari non parlavo
bene italiano come ora, ma col tempo ho
imparato ad ascoltarlo, leggerlo e capirlo.
In ultimo, non per importanza, grazie alla
città di Bari ed all’UniBa, ho avuto la più
STUD
grande possibilità della mia vita: realizzare Lamin Camara, EXPER
Studente magistrale in Marketing e laureato
il sogno di essere uno studente universi- in Economia e Commercio presso l’Università
degli Studi di Bari
tario.

27
Q
Come l’università degli studi
di Bari “Aldo Moro” pensi
interagisca con gli studenti
stranieri? Ci sono associazioni

T
che favoriscono l’inclusione
degli stessi all’interno del mondo
accademico barese?

Secondo la mia opinione e la mia esperienza,

i
l’Università di Bari interagisce molto bene
con gli studenti stranieri. Una volta iscritto a
questa università sapevo che avrei dovuto
imparare bene la lingua italiana, ma questo
non mi ha impedito di stringere amicizia con
tanti studenti italiani e di interloquire anche

m
con i professori. Ritengo che l’interazione
che la nostra Università ha con gli studenti
stranieri sia molto forte. Personalmente,
ho avuto modo di conoscere il professore
Uricchio, allora Rettore dell’Ateneo, ed
insieme ad altri studenti stranieri abbiamo

e
fondato l’“Associazione Studenti Stranieri
dell’Università di Bari” (conosciuta anche
come A.S.S. UniBa). Tale associazione si
pone come obiettivo quello di rafforzare
l’integrazione degli studenti nella comunità
studentesca. Essere membro dell’A.S.S.
DENT UniBa è stata un’esperienza molto bella e
RIENCE della quale sono stato anche protagonista.

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Question Time

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