Sei sulla pagina 1di 10

Biografia di Italo Calvino

Biografia di Italo Calvino (1923 - 1934)

 Italo
Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, presso l'Avana (Cuba). Il padre,
Mario, è un agronomo di origine sanremese, che si trova a Cuba per dirigere una stazione
sperimentale di agricoltura e una scuola agraria dopo venti anni passati in Messico. La madre,
Evelina Mameli, di Sassari è laureata in scienze naturali e lavora come assistente di botanica
all'Università di Pavia. 

Nel 1927, Calvino frequenta l'asilo infantile al St. George College, sempre a Cuba. Nello stesso
anno nasce suo fratello Floriano, futuro geologo di fama internazionale, mentre nel 1929
frequenta le scuole Valdesi, una volta che la famiglia si trasferisce definitivamente in Italia
(Calvino fa anche in tempo, alla fine delle elementari, a diventare Balilla). Nel 1934 supera
l'esame per il ginnasio-liceo "G. D. Cassini" e completa la prima parte del suo percorso
scolastico. 

Il primo contatto con la letteratura avviene all'età di dodici anni, quando gli capita fra le mani il
primo ed il secondo "Libro della giungla" di Kipling. E' un amore al primo colpo, una fulminea
infatuazione per i mondi esotici, le avventure e per le sensazioni fantastiche che può dare la
lettura solitaria di testi trascinanti. Si diletta anche a leggere riviste umoristiche, cosa che lo
spinge a disegnare lui stesso vignette e fumetti. In quegli anni si appassiona al cinema, un
amore che durerà per tutta la sua adolescenza. 
Intanto scoppia la guerra, un evento che segna la fine della sua giovinezza, così come il declino
della cosiddetta "belle epoque" in versione sanremese. La sua posizione ideologica è incerta, tra
il recupero di una identità locale ed un confuso anarchismo. Tra i sedici ed i venti anni scrive
brevi racconti, opere teatrali ed anche poesie ispirandosi a Montale suo poeta prediletto per tutta
la vita.

E' nei rapporti personali e nell'amicizia con il compagno di liceo Eugenio Scalfari, invece, che
cominciamo a crescere in lui interessi più specificatamente e politici. Attraverso un intenso
rapporto epistolare con Scalfari segue il risveglio dell'antifascismo clandestino ed una sorta di
orientamento rispetto ai libri da leggere: Huizinga, Montale, Vittorini, Pisacane e così via.

Nel 1941, conseguita la licenza liceale, si iscrive alla Facoltà di Agraria dell'Università di Torino.
Dopo la morte di un giovane combattente, chiede ad un amico di presentarlo al Pci; in seguito
insieme al fratello si arruola e combatte per venti mesi uno dei più aspri scontri tra partigiani e
nazifascisti. E' opinione della critica più accreditata che la sua scelta di aderire al partito
comunista non derivò da ideologie personali, ma dal fatto che in quel periodo era la forza più
attiva ed organizzata.

Nel frattempo i genitori vengono sequestrati dai tedeschi. Finita la guerra e liberati i genitori, nel
1946 comincia a gravitare attorno alla casa editrice Einaudi, vendendo libri a rate. Su
esortazione di Cesare Pavese e del critico Giansiro Ferrata, si dedica alla stesura di un romanzo
che conclude negli ultimi giorni di dicembre; è il suo primo libro, "Il sentiero dei nidi di ragno",
una ricognizione appunto del periodo bellico e del mondo partigiano.

Sempre più inserito nella casa editrice, presso Einaudi, Italo Calvino si occupa dell'ufficio stampa
e di pubblicità stringendo legami di amicizia e di fervido confronto intellettuale con i grandi nomi
dell'epoca, presenti e futuri, come Pavese, Vittorini, Natalia Ginzburg, Delio Cantimori, Franco
Venturi, Norberto Bobbio e Felice Balbo.

Nel 1948, però, lascia momentaneamente Einaudi per collaborare, in veste di redattore della
terza pagina, con l'Unità torinese. Collabora anche al settimanale comunista "Rinascita"; nel
1949 torna da Einaudi ed esce la raccolta "Ultimo viene il corvo", ma rimane inedito il romanzo "Il
Bianco Veliero" sul quale Vittorini aveva espresso un giudizio negativo.

Dal 1° gennaio 1950 Calvino viene assunto da Einaudi come redattore stabile: si occupa
dell'ufficio stampa e dirige la parte letteraria della nuova collana "Piccola Biblioteca Scientifico-
Letteraria". Sarebbero stati proprio Vittorini , Pavese e Calvino, fra l'altro, a creare quei risvolti
di copertina che sono diventati uno stile nell'editoria italiana.

Nel 1951 finisce di scrivere un romanzo d'impianto realistico-sociale, "I giovani del Po", che
viene pubblicato sulla rivista "Officina" solo negli anni 1957/1958; in estate invece scrive di getto
"Il visconte dimezzato". Per una raccolta di lettere su un viaggio fatto nell'Unione Sovietica
("Taccuino di viaggio di Italo Calvino") pubblicata sull'Unità riceve il Premio Saint-Vincent.

Nel 1955 viene promosso dall'Einaudi come dirigente mantenendo questa qualifica fino al giugno
1961; dopo tale data diventa consulente editoriale. Lo stesso anno esce su "Paragone
Letteratura", "Il midollo del leone", il primo di una serie di saggi, volti a definire la propria idea
di letteratura rispetto alle principali tendenze culturali del tempo. 

L'anno seguente (1956) escono "Le fiabe italiane" che consolidano, anche grazie al lusinghiero
successo, l'immagine di Italo Calvino come favolista. Il 1956, però, è assai importante per un
altro fatto significativo e cruciale nella vita dello scrittore: i fatti di Ungheria, l'invasione della
Russia Comunista nell'inquieta Praga, provocano il distacco dello scrittore dal Pci e lo
conducono progressivamente a rinunciare ad un diretto impegno politico. 
La sua creatività è invece sempre feconda ed inarrestabile, tanto che non si contano le sue
collaborazioni su riviste, i suoi scritti e racconti (vince in quegli anni anche il Premio Bagutta),
nonché la stesura di alcune canzoni o libretti per opere musicali d'avanguardia come "Allez-hop"
dell'amico e sodale Luciano Berio. Insomma, un'attività culturale e artistica a tutto campo.

In questi anni scrive "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante", "Il cavaliere inesistente"
(nel 1969 esce sullo schermo grande), "Marcovaldo".

Biografia di Italo Calvino (1964 - 1967)


Alla fine degli anni Cinquanta risale anche il soggiorno di sei mesi negli Stati Uniti, coincidenti
con la pubblicazione della trilogia "Nostri antenati", mentre appare sul "Menabò" (altra rivista di
vaglia di quegli anni), il saggio "Il mare dell'oggettività". 

Nel 1964 avviene una svolta fondamentale nella vita privata dello scrittore: si sposa con
un'argentina e si trasferisce a Parigi, pur continuando a collaborare con Einaudi. L'anno dopo
nasce la sua prima figlia, Giovannea, che gli infonde un senso di personale rinascita ed energia. 

Esce nel frattempo il volume "Le Cosmicomiche", a cui segue nel 1967 "Ti con zero", in cui si
rivela la sua passione giovanile per le teorie astronomiche e cosmologiche. 

Parallelamente, Calvino sviluppa un forte interesse per le tematiche legate alla semiologia e alla
decostruzione del testo, tanto che arriva ad adottare procedimenti assai intellettualistici
nell'elaborazione dei suoi romanzi, così come succede ad esempio in quel gioco di specchi che è
"Se una notte d'inverno un viaggiatore" (nel 1979). 

L'inclinazione fantastica, costante di tutta l'opera di Calvino, rappresenta comunque la corda più
autentica dello scrittore. In molte delle sue opere, infatti, egli infrange una regola ferrea della vita
(e di gran parte della letteratura) che vuole da una parte la realtà, dall'altra la finzione. Calvino,
invece, spesso mescola i due piani, facendo accadere cose straordinarie e spesso impossibili
all'interno di un contesto realistico, senza perdere colpi né sull'uno né sull'altro versante. Una
delle sue caratteristiche è quella di saper mantenere nei confronti della materia trattata, un
approccio leggero, trattenuto dall'umorismo, smussandone gli aspetti più sconcertanti con un
atteggiamento quasi di serena saggezza.

"Eleganza", "leggerezza", "misura", "chiarezza", "razionalità" sono i concetti a cui più usualmente
si fa ricorso per definire l'opera di Italo Calvino; in effetti, essi individuano aspetti reali della
personalità dello scrittore anche se, al tempo stesso, rischiano di sottovalutarne altri, ugualmente
presenti e decisivi.

Biografia di Italo Calvino (1974-1985)


Sul piano dell'impegno di scrittura inizia a scrivere nel 1974 sul "Corriere della sera" racconti,
resoconti di viaggio ed articoli sulla realtà politica e sociale del paese; la collaborazione dura fino
al 1979. Scrive anche per la serie radiofonica "Le interviste impossibili" i "Dialoghi di
Montezuma" e "L'uomo di Neanderthal". Nel 1976 tiene conferenze in molte università degli
Stati Uniti, mentre i viaggi in Messico e Giappone gli danno spunti per alcuni articoli, che
verranno poi ripresi in "Collezioni di sabbia". 

Riceve a Vienna lo "Staatpreis". Si trasferisce a Roma nel 1980 in piazza Campo Marzio ad un
passo dal Pantheon. Raccoglie nel volume "Una pietra sopra" gli scritti di "Discorsi di letteratura
e società" la parte più significativa dei suoi interventi saggistici dal 1955 in poi. Nel 1981 riceve
la Legion d'onore. Cura l'ampia raccolta di scritti di Queneau "Segni, cifre e lettere".
Nel 1982 alla Scala di Milano viene rappresentata "La vera storia", opera scritta insieme al già
ricordato compositore Luciano Berio. Di quest'anno è anche l'azione musicale "Duo", primo
nucleo del futuro "Un re in ascolto", sempre composta in collaborazione con Berio. 

Nel 1983 viene nominato per un mese "directeur d'ètudes" all'Ecole des Hautes Etudes. A
gennaio tiene una lezione su "Science et metaphore chez Galilèe" e legge in inglese alla New
York University la conferenza "Mondo scritto e mondo non scritto". Nel 1985, avendo ricevuto
l'incarico di tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti (nella prestigiosa Harvard University),
prepara le ormai celeberrime "Lezioni Americane", che tuttavia rimarranno incompiute, e saranno
edite solo postume nel 1988. 

Durante il 1984 in seguito alla crisi aziendale dell'Einaudi decide di passare alla Garzanti presso
la quale appaiono "Collezione di sabbia" e "Cosmicomiche vecchie e nuove". Compie dei
viaggi in Argentina e a Siviglia dove partecipa ad un convegno sulla letteratura fantastica. Nel
1985 traduce "La canzone del polistirene" di Queneau mentre durante l'estate lavora ad un ciclo
di sei conferenze. Il 6 settembre viene colto da ictus a Castiglione della Pescaia. 

Ricoverato all'ospedale Santa Maria della Scala di Siena, Italo Calvino muore il 19 settembre
1985, all'età di 61 anni, colpito da un'emorragia celebrale.

Concetti principali
Folklore, Favole di Calvino
Folklore

Il termine 'folklore' designa sia un complesso generico di materiali della tradizione (miti,
leggende popolari, racconti, proverbi, indovinelli, superstizioni, giochi, ecc.) trasmessi
oralmente o con l'esempio da persona a persona, sia lo studio scientifico di tali materiali.

Il concetto di folk è assai complesso e ha una varietà di significati (v. Hultkrantz, 1960, pp.
126-129). Nella sua accezione più comune esso era sinonimo di 'ceto contadino': il folk, in
altre parole, veniva considerato un segmento specifico di una popolazione complessiva,
distinto e differenziato dall'élite. Ampiamente diffuso nell'Europa del XIX secolo, il concetto
di folk veniva definito esclusivamente in termini di opposizione rispetto all'élite colta. Folk
era quindi lo strato inferiore della società, il vulgus in populo, gli analfabeti in una società
alfabetizzata, ossia quelli che non sapevano né leggere né scrivere in una società che
conosceva la scrittura; folk era inoltre la popolazione rurale contrapposta a quella urbana.

Favole di Calvino

Fiabe da ridere, da piangere, fiabe fantastiche – con incantesimi, oggetti stregati o bestie
magiche – ma anche fiabe da piangere, da far paura e via dicendo. Ce n’è per tutti i gusti e
non solo dei piccoli. Dal sapore squisitamente popolare, le fiabe italiane di Italo
Calvino, ricostruiscono una storia non conosciuta – quella fatta di consuetudini, credenze,
leggende tramandate nei secoli nella nostra penisola, talvolta frutto di contaminazione con
altre mitologie.

Un corpus ricchissimo che nacque con l’esigenza di offrire agli italiani un corrispettivo di ciò
che in Germania avevano dato i Grimm e non erano bastati – perché non avevano attecchito
nell’immaginario popolare, diffondendosi come poi avrebbe fatto Calvino – il veneziano
Straparola o il napoletano Basile. Così lo scrittore ligure si immerse in quello che lui stesso
definì un “mondo sottomarino”, ancora inesplorato, e lo fece da pioniere curioso, scrupoloso,
indefesso. Tantissimi e pittoreschi sono i personaggi, ognuno portatore di un valore, di un
simbolo o di una storia particolare: incontrerete Principi malati, mostri, eremiti, Reuzzi, una
Sfortuna personificata, l’indelebile e inquietante Naso d’Argento, vedovi, fontane che
parlano, oltre a un’immaginifica galleria di animali più o meno movimentati. E i re dovranno
stare molto attenti alle vecchiette che incontrano. Guai a prenderle in giro, soprattutto se
hanno la gobba, il collo torto e se sono zoppe.

Post Modernismo
Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino il primo esempio di romanzo italiano
perfettamente calato nell’atmosfera culturale postmoderna. A partire dalla sua pubblicazione
qualcosa nel modo stesso di intendere la letteratura è cambiato, e un lungo processo è giunto
alla sua piena maturazione.

Esso è il superamento definitivo di ciò che costituiva l’essenza del romanzo moderno; oggetto
del romanzo non è più la narrazione in sé, ma ciò che sta dietro all’atto del narrare e permette
che esso si esplichi.

Le principali tematiche letterarie del postmoderno sono:

1.    il labirinto: immagine della complessità del mondo contemporaneo e dall’impossibilità


dell’uomo di acquisire tutte le conoscenze per comprenderlo e padroneggiarlo (Calvino)

2.    la biblioteca: immagine del sapere e di un mondo ridotto al linguaggio (Calvino, Eco)

3.    il complotto: trama oscura del potere e simbolo della sua indecifrabilità ed estraneità
all’uomo comune (Sciascia)

4.    il linguaggio stesso: diventa tema letterario la riflessione sull’opera stessa, e cioè l’elemento
metanarrativo (Calvino)

5.    la storia e il passato, ricercati artificialmente (Eco)

6.    il già visto, il già detto, il già letto: tutto quanto si narra o si poetizza è stato già narrato e
poetizzato; si ottiene così un senso di saturazione, di ripetizione, di sovrabbondanza, che può
tradursi in malinconia o in comicità fumettistica degli stereotipi (intertestualità)

7.    la rappresentazione della fine delle esperienze e del trionfo del virtuale e dell’artificiale.

Italo Calvino individua nel labirinto la figura principe della contemporaneità, che si presenta come
magma informe e privo di significato. Per lui si tratta di entrare nel labirinto, cioè di essere
all’altezza della problematicità e della complessità dell’oggi, ma nello stesso tempo di non restare
prigionieri del suo fascino. La sua idea iniziale del labirinto è quella sopra riportata, mentre
successivamente, in un saggio dei suoi ultimi anni, Calvino scriveva: “Non posso più
nascondermi la sproporzione tra la complessità del mondo e i miei mezzi di interpretazione: per
cui abbandono ogni tono di sfida baldanzosa e non tento più sintesi che si pretendano
esaurienti”. Non è una rinuncia: è la realistica constatazione della necessità di restare alieni da
facili ottimismi e da improvvise accensioni di fronte alla spersonalizzante società industriale.

Metatesto
Il metatesto è una narrazione che assume come proprio oggetto l’atto stesso del raccontare,
così da sviluppare un romanzo nel romanzo.

All’interno di un metaromanzo l’autore introduce delle proprie considerazioni sullo scritto che sta
producendo, ma anche degli avvisi o delle osservazioni rivolte direttamente al lettore. In questo
modo l’autore stabilisce un rapporto con il lettore, creando con esso un dialogo continuo. A
questo modo più che raccontare una storia, il narratore affronta questioni teoriche sul modo e
sulle motivazioni dello scrivere: dall’auto osservazione nell’atto dello scrivere allo svelamento
delle tecniche del racconto e delle scelte più profonde.

Nonostante il metaromanzo possa essere considerato una novità tipicamente novecentesca, e in


particolare postmoderna, ne troviamo già autorevoli esempi nel Settecento,

Nella narrativa italiana contemporanea un esempio di metaromanzo può essere considerato Se


una notte d’inverno un viaggiatore (1979) di Italo Calvino in cui il lettore stesso è presentato come
un personaggio. Spesso la narrazione vede da una parte il racconto vero e proprio, dall’altra il
racconto delle considerazioni dello scrittore; 

Togliendo di mezzo ogni illusione referenziale, il romanzo si trasforma in metaromanzo: cioè va a


parlare di se stesso, e diventa autoreferenziale. Anche la descrizione diventa metadescrizione,
quindi un’analisi delle condizioni che rendono possibile una descrizione. Le parole smettono di
attingere all’universo delle cose e si mettono a parlare di se stesse; e la descrizione tratta
le parole come cose, ne cerca e ne esalta la materialità fonica: di qui la tipica insistenza sui
giochi di parole e su certe imprevedibili assonanze. In pratica, sono le caratteristiche del
significante a determinare la produzione del significato.

Inter-testo, Iper-testo
Inter-testo

Fin da Il Sentiero dei nidi di ragno il recupero dei generi si verifica insieme alla loro
trasmutazione, in un processo di trasferimento e dinamismo intertestuale che coinvolge
dialogicamente forme di comunicazione diverse e che rappresenta il tentativo di dinamizzare la
nozione di testo in senso bachtiniano: «Nel romanzo devono essere rappresentate tutte le voci
ideologico-sociali di un‟epoca, cioè le lingue in qualche misura essenziali di un‟epoca: il romanzo
deve essere il microcosmo della pluridiscorsività […] Ogni lingua, nel romanzo, è un punto di
vista, un orizzonte ideologico-sociale di reali gruppi sociali e dei loro incarnati rappresentanti […]
Il romanzo è costruito non su divergenze astrattamente semantiche, né su collisioni
semplicemente legate all‟intreccio, ma su una concreta pluridiscorsività sociale”.

Dall‟esigenza di articolare nel testo la più ampia gamma possibile di relazioni tra le più varie
manifestazioni discorsive della cultura materiale e orale di una determinata epoca deriva per il
romanzo una condizione di plurilinguismo e pluristilismo, caratterizzata da una presenza “attiva”
delle voci e dei linguaggi che interagiscono e si “inquinano” nella rete intertestuale: non si tratta
semplicemente di materiale di riporto, di citazioni, perché “nell‟ibrido romanzesco voluto non
soltanto e non tanto si mescolano le forme linguistiche, i connotati di due lingue e stili, ma prima
di tutto si scontrano i punti di vista sul mondo riposti in queste forme. Perciò l‟ibrido artistico
voluto è un ibrido semantico, ma non astrattamente semantico, bensì semantico-sociale-
concreto”.
Iper-testo

Calvino afferma che "la nostra civilta' si basa sulla molteplicita' dei libri; la verita' si trova solo
inseguendola dalle pagine di un volume a quelle di un altro volume, come una farfalla dalle ali
variegate che si nutre di linguaggi diversi, di confronti, di contraddizioni".
E già negli anni '80 in una conferenza tenuta a Buenos Aires si chiede se "il libro assoluto non
sarebbe dunque altro che un modello di cervello elettronico". Il finale anticipa discussioni di un
decennio a venire: "Forse in futuro ci saranno altri modi di leggere che noi non sospettiamo. Mi
sembra sbagliato deprecare ogni novita' tecnologica in nome dei valori umanistici in pericolo; una
societa' piu' avanzata tecnologicamente potra' essere piu' ricca di stimoli, di scelte, di possibilita',
di strumenti diversi, e avra' sempre piu' bisogno di leggere, di cose da leggere e di persone che
leggano".
Lettura analitica di "Se una notte d'inverno un
viaggiatore"
"Se una notte d'inverno un viaggiatore"

La storia è condotta dallo scrittore tramite una sorta di mise en abyme, uno specchio entro cui
il libro stesso si riflette: è il concetto di "storia nella storia", secondo cui il raccontare della
narrazione si riflette nel racconto medesimo. Lo scopo è quello di abbracciare l'intera realtà,
come dimostra la diversità degli argomenti presenti nei vari inizi di romanzi, dall'erotico
all'avventuroso, passando per la spy story. Per queste ragioni, Se una notte d'inverno un
viaggiatore può definirsi al contempo un libro potenziale e un'opera chiusa, completa e
ordinata: contiene ciò che Calvino avrebbe potuto scrivere e ciò che ha effettivamente scritto. E'
la mutazione della forma informe della realtà in forma sistemata e geometrica.

Comincia così questo strano romanzo di Italo Calvino che esce nell’estate del 1979. È composto
di dieci inizi di romanzi, ma come dice lo stesso Calvino, in realtà sono quasi dei romanzi
completi, anche se sono di poche pagine. Questi dieci inizi di romanzi sono poi intervallati dalle
vicende dei protagonisti del libro che sono il Lettore e la Lettrice. Il Lettore non ha nome mentre
la Lettrice si chiama Ludmilla. È un libro dedicato al leggere, prima ancora che allo scrivere.
Che cosa ci racconta? Ci racconta il fatto che questi due personaggi stanno cercando un libro;
questo libro non lo troveranno mai perché ogni volta che mettono mano al libro o in libreria o
presso qualcuno che ne possiede una copia, troveranno sempre un altro libro che ricomincia da
capo. Vanno alla ricerca di questo libro attraverso una serie di situazioni molto differenti. È un
romanzo di romanzi, un romanzo esploso, un romanzo plurale, un romanzo complesso, ma al
tempo stesso condotto dallo scrittore attraverso una sorta di mise en abyme, cioè è uno
specchio entro cui il libro stesso si riflette; ogni romanzo si riflette nell’altro e raccontare del
racconto si riflette nel racconto medesimo, come abbiamo visto con questo inizio, in cui il lettore
stesso, cioè noi lettori veniamo coinvolti direttamente nella vicenda. 

È un libro che cerca di abbracciare l’intera realtà perché questi romanzi sono tra di loro molto
differenti: c’è un romanzo erotico, un romanzo avventuroso, una spy story… sono inizi di
romanzi che appartengono a generi diversi. Sono i romanzi che Calvino probabilmente avrebbe
voluto scrivere, ma non ha mai scritto; è un libro potenziale cioè che contiene in potenza
tutto ciò che Calvino ha già fatto e tutto ciò che Calvino avrebbe potuto fare. In questo
senso il libro è anche un libro chiuso, assolutamente riuscito nella sua complessità. Vuole
rendere conto del fatto che il romanzo contemporaneo, moderno insegue la realtà. In questo
caso la realtà è la realtà del raccontare; il mondo si riflette dentro se stesso attraverso questa
sorta di specchio. Il libro contiene perfettamente il mondo medesimo. Il tema principale del
libro è la forma; il personaggio del lettore si pone un problema all’inizio: “Perché niente”, dice
“riesce a finire da nessuna parte?”; questa forma informe che è questo libro, composto di dieci
romanzi in modo geometrico, calcolato, quasi perfetto. La forma informe della realtà diventa
la forma sistemata, geometrica del libro stesso.

Allusioni
Calvino anche spesso usa delle allusioni:

Nel secondo capitolo l'autore del romanzo polacco "Fuori dell'abitato di Malbork” Tazio Bazakbal
- lo stesso nome di uno dei personaggi di Thomas Mann "Morte a Venezia".

Un poster del cucciolo di Snoopy è appeso al muro sopra la scrivania di Silas Flannery.

Il titolo del nono album di Sting, ”If On a Winter's Night” è basato sul titolo del romanzo.

Nel quarto capitolo, il cognome del protagonista del romanzo "Senza temere il vento e la
vertigine” coincide con il cognome del personaggio della fiaba di Hoffmann "Piccolo Tsakhes,
soprannominato Zinnober".

Silas Flannery si trova in una crisi creativa acuta, riscrive l'inizio del romanzo di Dostoevskij
“Delitto e Castigo” nel suo diario in questo modo lui vorrebbe che "l'energia del famoso romanzo
trasferisse alla sua mano". Inoltre, il decimo capitolo del romanzo “Delitto e Castigo” include
un'allusione cioè uno dei suoi personaggi si chiama Arkady Porfirich perciò questo nome gli fa
venire in mente il nome dell'investigatore Porfiry Petrovich, e anche il nome del secondo
personaggio Arkady Ivanovich Svidrigailov del romanzo di Dostoevsky.

I nomi dei paesi immaginari "Atagvitania", "Irkania" e "Cimmeria" sono ovviamente delle allusioni
riguardanti le opere fantastiche di Robert Howard sull'era Hyboriana.