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Veloce come il vento, tranquillo come una foresta, aggressivo come il fuoco, ed inamovibile come una

montagna…

(detto dei Samurai del clan Takeda)

Bisogna solcare il mare all’insaputa del cielo…

(I Trentatre Stratagemmi)

Che cosa significa essere samurai? Dedicarsi anima e corpo ad una serie di principi morali e giungere alla
perfezione per la via della spada.

(Dal film L’ultimo samurai)

Il samurai avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi.
L’addestramento non finisce mai.

(Yamamoto Tsunetomo)

Un detto che risale al tempo del daimio Katsushige insegna: “Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto
rialzati e risorgi”. Il samurai dovrebbe avere sempre la libertà di mettere alla prova la propria forza
spirituale

(Yamamoto Tsunetomo)

Per quanto pacifici siano i tempi, la morte è il supremo movente per i samurai. Se un samurai temesse la
morte, o la scansasse, in quello stesso istante cesserebbe di essere un samurai.

(Yukio Mishima)

L’essenza del Bushido è prepararsi alla morte, mattina e sera, in ogni momento della giornata. Quando
un samurai è sempre pronto a morire padroneggia la via.

(Yamamoto Tsunetomo)
Il valore di un uomo si rivela nell’istante in cui la vita si confronta con la morte.

(Yukio Mishima)

La spada deve essere più di una semplice arma; Deve essere una risposta alle domande della vita.

(Miyamoto Musashi)

Il Codice del Samurai va cercato nella morte. Si mediti quotidianamente sulla sua ineluttabilità. Ogni
giorno, quando nulla turba il nostro corpo e la nostra mente, dobbiamo immaginarci squarciati da frecce,
fucili, lance e spade, travolti da onde impetuose, avvolti dalle fiamme in un immenso rogo, folgorati da
una saetta, scossi da un terremoto che non lascia scampo, precipitati in un dirupo senza fine, agonizzanti
per una malattia o pronti al suicidio per la morte del nostro signore. E ogni giorno, immancabilmente,
dobbiamo considerarci morti. È questa l’essenza del Codice del Samurai.

(Yamamoto Tsunetomo)

Io morirò ucciso dalla spada. La mia o… quella dei nemici.

(Dal film L’ultimo Samurai)

Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di
corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute nel mare e che
quelle gocce sono diventate le isole del Giappone. Io dico, che il Giappone è stato creato da una
manciata di uomini coraggiosi, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola
dimenticata: onore.

(dal film L’ultimo Samurai)

Sono un popolo enigmatico. Dal momento in cui si svegliano si dedicano a raggiungere la perfezione in
ogni gesto. Non ho mai visto una simile disciplina, mi ha sorpreso sapere che la parola samurai significa
servire.

(Dal film L’ultimo samurai)

Penso che l’essenza di un’azione pura consista nel raggiungere lo scopo dopo aver sfiorato l’abisso dello
scacco.

(Yukio Mishima)

La parola samurai evoca immediatamente, per associazione d’idee, il termine “coraggio”. Ma che cos’è il
coraggio? E chi sono i coraggiosi?

(Yukio Mishima)

Di fronte a una disgrazia non è sufficiente rimanere calmi. Quando sopraggiunge la sventura, il samurai
deve rallegrarsene e andare avanti con coraggio. Un’attitudine simile differisce radicalmente dalla
rassegnazione. Questo è ciò che afferma il detto: “Quando le acque salgono, la barca fa altrettanto”.

(Yamamoto Tsunetomo)

L’etica del samurai è una scienza politica del cuore, mirante a dominare lo scoraggiamento e la
stanchezza, al fine di non mostrarli agli altri. Si riteneva più importante apparire in buona salute che
essere sani, più importante mostrarsi arditi e prodi che non esserlo. Questo concetto di morale, essendo
basato fisiologicamente sulla vanità peculiare agli uomini, è forse il concetto maschile più alto di
moralità.

(Yukio Mishima)

C’è un detto: “Se desideri sondare il cuore di un amico, ammalati”. Chi si comporta da amico quando
tutto va bene, ma poi volta le spalle come un estraneo in caso di malattia o di sventura è solo un
vigliacco.

(Yamamoto Tsunetomo)

Per tutto il tempo della sua vita il samurai non deve mai permettersi di allontanarsi da coloro verso i
quali è spiritualmente debitore.

(Yamamoto Tsunetomo)

La parola del samurai è più salda del metallo.


(Yamamoto Tsunetomo)

La via del samurai è la passione per la morte. Neppure dieci uomini insieme sono capaci di far vacillare
un uomo animato da una convinzione simile.

(Yamamoto Tsunetomo)

È bene affrontare le difficoltà in gioventù perché chi non ha mai sofferto non ha temprato pienamente il
suo carattere. Il samurai che si scoraggia o cede di fronte alla prova non è di alcuna utilità.

(Yamamoto Tsunetomo)

La prima parola pronunciata dal samurai, in qualsiasi circostanza, è estremamente importante. Tramite
questa egli rivela tutto il suo valore. In tempo di pace, come in tempo di distruzione e caos, il grande
coraggio può essere rivelato da un’unica parola: allora si può affermare che essa sia il fiore dell’anima.

(Yamamoto Tsunetomo)

Secondo gli Antichi, il samurai deve spiccare per la sua caparbietà. Ciò che è fatto con moderazione può
essere giudicato insufficiente. E’ necessario “esagerare” per agire rettamente. Non bisogna dimenticare
questo principio.

(Yamamoto Tsunetomo)

Per seguire la Via il samurai deve mantenere l’attenzione sul momento presente e non vacillare, non
avere pensieri mondani né essere schiavo delle passioni. Ogni istante è importante e quindi è necessario
concentrarsi sempre sul momento presente

(Yamamoto Tsunetomo)

Uesugi Kenshin disse: “Non ho mai pensato a vincere, ho solo capito che bisogna essere sempre
all’altezza della situazione, e questo è ciò che conta. E’ imbarazzante che un samurai non lo sia. Se
fossimo sempre all’altezza della situazione, non ci sentiremmo mai a disagio”.

(Yamamoto Tsunetomo)
E’ bene che il samurai, anche quando è sul punto di essere decapitato, riesca a compiere l’ultima azione
senza incertezze.

(Yamamoto Tsunetomo)

Un samurai disse: “Esistono due tipi di orgoglio: quello interiore e quello esteriore. Il samurai che non li
possiede entrambi non vale niente”. L’orgoglio può essere paragonato a una spada, la cui lama deve
essere affilata e riposta nel fodero.

(Yamamoto Tsunetomo)

Durante l’attacco il samurai deve trovarsi in prima linea e durante la ritirata nella retroguardia.

(Yamamoto Tsunetomo)

Lo spirito con il quale si sconfigge un uomo è lo stesso con il quale si sconfiggono dieci milioni di uomini.

(Miyamoto Musashi)

Nell’elaborare una strategia è importante riuscire a vedere le cose che sono ancora distanti come se
fossero vicine ed avere una visione distaccata delle cose che, invece, sono più prossime.

(Miyamoto Musashi)

Quando si riflette sulla figura del guerriero giapponese, la prima parola che viene alla mente è il concetto
dell’onore. Si immaginano i samurai compiere anche le azioni più efferate, pur di salvare il proprio onore.
Se in alcuni casi vi furono sicuramente degli eccessi, non va dimenticato però che il bushido esortava a
far sì che l’onore non offuscasse mai altre virtù che dovevano guidare la vita, come la comprensione, il
perdono, la magnanimità.

Il samurai che smarriva l’autocontrollo e l’autodisciplina era compatito e il suo stesso onore messo in
discussione. Il bushi era tenuto quindi a mantenere un compotamento consono, distaccato

(Roberto Granati)
L’amore più profondo è l’amore nascosto. Una poesia dice: «Alla mia morte dal fumo conoscerai il mio
amore, mai espresso e tenuto celato nel mio cuore». Chi esprime il suo amore prima di morire, non ama
profondamente. Solo l’amore che rimane celato fino alla morte è infinitamente nobile. Sono convinto
che sia sublime amare fino alla morte.

(Yamamoto Tsunetomo)

E così, il tempo dei samurai era giunto alla fine. Le nazioni, come gli uomini, si dice talvolta, hanno un
loro destino. Quanto al capitano americano, non se ne ebbe più notizia. Per alcuni è morto per le ferite,
per altri invece è tornato al suo paese. Ma a me piace pensare che abbia trovato, finalmente, quel poco
di pace che tutti cerchiamo, e che solo alcuni raggiungono.

(Dal film L’ultimo Samurai)

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