Sei sulla pagina 1di 7

Educare.

it - SCUOLA

L’importanza della
comunicazione nella
didattica (parte I)

Carlo Salvitti

Insegnante specializzato in sostegno didattico, titolare presso l’Istituto Comprensivo “Gabriele Rossetti” di Vasto (Chieti),
in servizio nella omonima Scuola Secondaria di I grado. Ha pubblicato due volumi e alcuni articoli sul tema
dell'inclusione scolastica e degli stili di apprendimento.
E-mail: carlosalvitti@alice.it. ORCID 0000-0003-3594-1305

La necessità di accompagnare le conoscenze della propria disciplina con


specifiche competenze comunicative e, più in generale, relazionali è un
principio acquisito dalla didattica moderna. Tuttavia sul piano pratico non
è raro incontrare docenti che non sono sufficientemente attenti a queste
dimensioni della dinamica insegnamento-apprendimento. L’articolo si
propone di riassumere gli elementi fondamentali di questa tematica, con
particolare riferimento agli alunni con bisogni educativi speciali.

Introduzione membro del gruppo: a meno che non si


metta esclusivamente in primo piano la
Il verbo latino communicare trae origine da differenza di ruolo finalizzata a voler
communis, cioè “comune” , con il riferimento mantenere il controllo continuo che
al “mettere in comune”, allo ”unire in rilegherebbe gli allievi a puri soggetti
comunità” per la coesistenza e la passivi. Ma in questo caso non si tratterebbe
partecipazione reciproca. Comunicare vuol propriamente di comunicazione, come
dire mettere qualcosa in comune, da parte di vedremo nelle prossime righe.
tutti. Vuol dire donare qualcosa di se stessi
agli altri che fa nascere dei legami tra le
Comunicazione o comunicazioni?
persone e da vita al “gruppo” in seno al
quale si realizzano scambi reciproci. Personalmente preferirei si parlasse di
Quando si parla di gruppo a scuola, in com-uni-cazione, di un’azione di scambio
comunità, nello sport, l’educatore (o reciproco di informazioni, pareri, proposte,
l’allenatore, l’insegnante) fa integralmente svolta da un insieme di persone in maniera
parte di quel gruppo, diventa egli stesso tale da divenire un tutt’uno, ad esempio un

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


35
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

gruppo. Ma perché ciò accada è necessario porta con se una informazione che concerne
che tutte le persone coinvolte “donino”, la situazione meteorologica-climatica e
“offrano” agli altri. Nel caso fosse una sola nient’altro.
persona a proporsi si parlerebbe di Il contenuto può essere incentrato anche
trasmissione di informazioni, ma non di sugli altri tre aspetti descritti in seguito
comunicazione. (parlare esplicitamente dell’emotività, della
La comunicazione è fondamentale per relazione o dei propri ruoli). Agisce su tre
l’ottimizzazione del processo di educazione livelli:
e integrazione. La comunicazione efficace, in a. Letterario (prendersi alla lettera, prendere
particolare, si mostra indispensabile per i messaggi così come sono;
sviluppare nuove abilità e competenze, per b. Nascosto (quello che si vorrebbe far
creare relazioni costruttive all’interno del trapelare, più o meno inconsciamente,
gruppo classe e della comunità scolastica. senza dirlo esplicitamente;
Essa permette di perfezionare l’azione c. Profondo (aspetto esistenziale, spirituale,
didattica di insegnamento-apprendimento, dell’animo umano).
di sviluppare capacità emergenti specifiche La difficoltà nel cogliere il livello esatto
e trasversali, di favorire il processo di su cui intende comunicare il mittente, unita
socializzazione. alla capacità di contaminazione che ogni
La comunicazione si compie mediante lo livello può esercitare sugli altri e alla
scambio di messaggi in quattro diverse pluralità di significati che le parole possono
forme: diacronica (con intervalli di tempo) o assumere, rende la comunicazione logica-
sincronica (in contemporanea), in presenza razionale molto ambigua. Spesso lo stesso
fisica o in non presenza. Oggi la mittente si rende conto che ciò che ha
comunicazione in non presenza è assicurata appena detto forse non corrisponde
dai mezzi tecnologici, ma è poco esattamente a quello che voleva dire e ha
personalizzata. dubbi su cosa gli interlocutori abbiano
potuto capire. Per questa ragione è
I quattro aspetti della comunicazione assolutamente rilevante essere molto chiari e
soprattutto essere concisi senza dilungarsi
Secondo la Pragmatica della comunicazione
troppo nel cercare di chiarirsi ulteriormente,
umana si possono individuare quattro
perché si rischierebbe di trascinare chi ci
aspetti che sono tutti contemporaneamente
ascolta in uno stato di confusione totale!
coinvolti negli scambi reciproci e richiedono
Quando diamo una spiegazione o una
un’attenzione continua da parte delle figure
consegna ad un nostro allievo e questi
educative.
mostra di non aver compreso a pieno, cosa
facciamo? Per nostra cultura tendiamo a fare
1) Aspetto di contenuto: è il contenuto dei
ulteriori spiegazioni, insistendo con le
messaggi scambiati, il significato codificato.
parole. Ma se riflettiamo su ciò che sta
Il messaggio di contenuto incarna un
accadendo ci rendiamo conto che in questa
sistema logico-razionale che veicola dati e
maniera il nostro allievo finisce per essere
informazioni: sotto questo aspetto
completamente disorientato. La scelta
l’affermazione «Oggi è una bella giornata!»
migliore, in casi del genere, consiste nel

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


36
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

lasciare da parte il codice linguistico- stessi. In alternativa il rischio che si corre è


verbale, assai complesso, ed utilizzare codici che la comunicazione si appiattisca e si
più immediati ed intuitivi come quello cristallizzi, diventi noiosa anche sotto il
grafico, il codice gestuale o visivo, aiutando profilo degli aspetti di contenuto, di
l’allievo a comprendere meglio attraverso emozione e di relazione, con inevitabile
disegni, indicazioni gestuali o mediante decadimento della sua funzione. Ma può
l’uso di immagini. accadere anche di peggio, cioè che questo
aspetto venga utilizzato per prevaricazione,
2) Aspetto emotivo: gli interlocutori si per imporre la propria autorità sugli altri.
trasmettono le emozioni, condizionandosi e
inducendosi stati emotivi reciprocamente; è Superare le barriere
immediato, non codificato e quasi
Questi quattro aspetti, naturalmente,
inconsapevole. Se l’affermazione «Oggi è
sono tutti contemporaneamente coinvolte
una bella giornata!» viene fatta in maniera
nella comunicazione e richiedono
brillante comunica anche uno stato emotivo,
un’attenzione continua da parte delle figure
lascia intendere che non è una giornata bella
educative.
solo all’esterno, ma che chi parla si trova in
L’insegnante che cerca di esercitare un
uno stato d’animo di serenità o di allegria.
perenne controllo sugli alunni attraverso la
comunicazione è certamente insicuro e
3) Aspetto di relazione: da tale aspetto
timoroso di perdere tale controllo. Senza
traspare lo stato relazionale: la relazione
dubbio impedisce, in questa maniera, il
come va, come procede? E’ positiva o
libero scambio di idee e la reciprocità
negativa? Rispetto al nostro esempio,
relazionale tra gli allievi e tra lui e gli allievi.
asserire che è una bella giornata attesta che
Così facendo, inibisce la spontanea
si è ben predisposti a relazionarsi e a
espressività e l’iniziativa nelle transazioni
collaborare con gli altri. È interessante
interpersonali all’interno del gruppo.
notare che quando si comunica si entra in
Se l’insegnante è insicuro e teme di non
relazione e quando si entra in relazione si
riuscire a gestire al meglio la classe si
comunica anche.
possono facilmente creare vere e proprie
barriere ad una valida comunicazione. Se ci
4) Aspetto di ruolo. Ciascuno di noi assume
si accorge che la comunicazione diventa
all’interno della società ruoli distinti a
poco efficace e compaiono incomprensioni
seconda del contesto in cui si trova; al
unidirezionali o reciproche, con conseguente
variare del ruolo si accompagna un naturale
irrigidimento degli allievi, allora bisogna
mutamento della comunicazione. Il ruolo
capire innanzitutto su quali dei quattro
assunto dagli interlocutori in ambito
aspetti si è creata la barriera comunicativa,
educativo (insegnante-alunno, educatore-
quindi va ricercata, nell’ambito dello stesso
allievo, padre-figlio, collega-collega, ecc.)
aspetto, la soluzione ritenuta più adatta per
dovrebbero rispecchiare ciò che avviene
rimuoverla. Alcuni esempi sono riportati
spontaneamente in ambito sociale optando
nella tabella seguente.
per la variazione dei ruoli comunicativi
anche se i ruoli reali, in verità, restano gli

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


37
37
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

Creazione della Superamento di spalle mentre si conversa (attenzione


barriera della barriera quando si utilizza la lavagna), sono
comunicativa
comportamenti che interferiscono con la
Aspetto di Si comunica un Semplificare:
contenuto contenuto troppo «Quando piove comunicazione educativa.
complesso: troppo i fiumi si
«L’abbondanza di ingrossano». Evitare l’ambiguità
precipitazioni
meteorologiche La comunicazione è composta da un
causa modulo logico-numerico-razionale e da un
l’innalzamento del
modulo analogico-emotivo. Il primo è
livello dei corsi
d’acqua». fornito di una sintassi (cioè di un sistema di
regole) e di una semantica che rimanda ad
Aspetto Si dice di provare Invertire da un complesso di significati. Il secondo,
emotivo un sentimento negativo a invece, è privo di un codice logico. Per
negativo: positivo: queste ragioni la comunicazione può
«Sono arrabbiato «Sarei contento
con te per….». se….». facilmente sconfinare nell’ambiguità e nel
fraintendimento.
Aspetto di Si comunica il Ripristinare Quando si è in uno stato emotivo
relazione venir meno l’accordo: particolare si può condizionare l’alunno che
dell’accordo: «Agendo in è molto sensibile verso le emozioni altrui,
«Quando ti quest’altra
rischiando di generare in lui tensioni che, se
comporti così non maniera è più
andiamo facile andare amplificate dalla difficoltà di autocontrollo,
d’accordo». d’accordo». possono condurlo verso comportamenti di
natura ansiosa.
Aspetto di Si è impositivi: Essere più Di contro, volendo comunicare all’allievo
ruolo «Non devi permissivi:
emozioni positive che possano innescare in
mangiare tutto il «Mangiane solo
pacchetto di metà». lui positivi stati emotivi, motivazione,
patatine». autostima e una situazione di benessere in
cui egli percepisca di stare bene con gli altri
e con se stesso, bisogna assicurarsi che egli
Negli esempi per convenienza esplicativa possa riconoscere tali emozioni, possa
sono state usate espressioni verbali, ma va condividerle e accettarle. Se ciò non
precisato che di questi quattro aspetti il accadesse sarebbe necessario ridirezionare
primo è veicolato prevalentemente con il la comunicazione sugli altri aspetti.
linguaggio verbale mentre gli altri tre si All’interno di questo discorso si inserisce
avvalgono soprattutto della comunicazione la sincerità dell’insegnante, la sua autenticità
non verbale. Anche stando fermi e in e spontaneità. Ciò vuol dire che è
silenzio si invia un messaggio e si comunica assolutamente necessario non essere “falsi”
qualcosa. Un comportamento, un’azione, un ma mantenere una coerenza tra l’aspetto
modo di porsi, il rispondere al telefono verbale e quello non verbale, tra il canale
mentre si sta conversando, l’allontanarsi principale e quello di supporto (vedasi il
mentre l’interlocutore sta parlando, girarsi principio di coerenza dei messaggi). Ma è

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


38
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

indubbiamente altrettanto importante non essere così, però sarebbe opportuno che
trasmettere contenuti che possano prima di spostare la comunicazione su un
ingannare l’alunno, come le false promesse altro argomento si rispondesse allo stimolo
o fuori dalla realtà. dell’allievo, in maniera che egli si senta
Mentre il contenuto coincide con quello ascoltato in maniera attenta e, potremmo
che si dice attraverso le parole e le frasi, dire, premurosa.
l’aspetto di ruolo è determinato da come ciò
viene detto: «Fai subito questo compito!». Simmetricità e complementarietà
Questa imposizione assume un connotato
Le modalità di interazione si possono
che lascia pensare che la comunicazione è
fondare sull’eguaglianza degli interlocutori
tra genitore e bambino o magari tra un
o sulla loro differenza, nel senso che la
insegnante intransigente ed un alunno, e che
comunicazione può svolgersi in forma di
tra loro la relazione si sta facendo tesa.
scambi simmetrici e paritetici oppure
Diverso sarebbe dire: «Io vorrei che tu
complementari. Nel primo caso, per esempio,
facessi al più presto questo compito»: si
si comunica da colleghi o da compagni,
chiede la stessa cosa ma in maniera più
amici; nella seconda modalità uno degli
rispettosa e assertiva. Mentre la prima è una
interlocutori funge da “completamento”
richiesta che divide perché si fonda
dell’altro, cioè ascolta, recepisce più che
sull’autorità, la seconda fa leva sulla propria
essere propositivo. Questo è il caso della
autorevolezza, competenza e
comunicazione didattica tra insegnanti e
professionalità. «Vogliamo fare questo
allievi, ma va compreso che per stabilire e
compito?», d’altra parte, è una richiesta non
portare avanti un buon rapporto è
impositiva, democratica, che invita alla
necessario, anche se non sufficiente, saper
collaborazione, alla partecipazione, quindi è
utilizzare entrambe le modalità di
una comunicazione che unisce gli
comunicazione.
interlocutori e che lascia intravedere anche
Il docente e gli allievi, pur rimanendo
una possibilità di aiuto in caso di difficoltà.
distinti nei loro ruoli separati, dovrebbero
Quando comunichiamo è importante che
mettere in atto una “miscela” di scambi
si condivida l’oggetto della comunicazione,
comunicativi tale da evitare di spostare la
cioè che gli interlocutori trattino lo stesso
comunicazione su di un binario
argomento, a prescindere se sull’argomento
eccessivamente monotono e cristallizzato. Il
stesso ci sia accordo o disaccordo. Se
docente, che ha un ruolo educativo, deve
l’alunno intraprende lo scambio di messaggi
saper anche rivestire la figura di un adulto
è necessario che gli si risponda, gli si
che collabora su un piano più paritetico,
rimandi un messaggio che riguardi il
accettando anche, ogni tanto, di “fare”
medesimo contenuto; se ciò non dovesse
l’allievo.
accadere non solo non si stabilirebbe una
Si noti che non si tratta soltanto di un
comunicazione efficace ma ci potrebbe
atteggiamento empatico, pure importante,
essere disapprovazione e perfino avversione
ma di una modalità fluida di comunicazione
da parte sua.
con gli alunni che giova non solo alla buona
Allora è sempre l’alunno che stabilisce di
relazione reciproca ma anche
che cosa parlare? Certamente non può

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


39
39
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

all’apprendimento. Una comunicazione Lasciare all’alunno la possibilità di


diventa efficace quando assume connotati di esprimere le sue emozioni, anche quando
andate e ritorni circolari, piuttosto che di ciò avviene in maniera amplificata o
linearità fluviale nella quale chi parla, bizzarra, significa garantirgli quella libertà
….parla, parla, parla…… e non ascolta mai. che per natura, prima ancora che per diritto,
I monologhi relegano chi ascolta ad un ruolo gli appartiene ed è inviolabile; solo dopo si
di puro recettore passivo. può tentare di educare teneramente, con
rispetto della sua personalità. Poter
L’attenzione ai più fragili esprimersi liberando le proprie emozioni
incide positivamente sull’autoaccettazione e
Uno degli indicatori più attendibili della
sull’autoconsapevolezza, aiuta la crescita
qualità del servizio offerto da una comunità
affettiva e relazionale degli alunni.
educativa risiede nelle modalità
Agire professionalmente in questo modo
dell’accoglienza di ogni allievo e in maniera
significa essere aperti verso gli altri, avere
particolare di quelli che presentano alcune
vedute di maggior ampiezza di situazioni e
difficoltà. Questi ultimi sono molto sensibili,
vissuti personali propri e altrui, di realtà
sentono se sono accolti con rispetto vero,
complesse che ai nostri occhi possono
con amore e pazienza. Se ne accorgono dallo
manifestarsi, a volte, esclusivamente con gli
stile relazionale che si adotta nei loro
aspetti più banali mantenendo nascosti i
confronti, dai comportamenti non verbali,
significati profondi. Da insegnanti, non ci si
dallo stato di agio degli altri, dalla
può cristallizzare su frettolose valutazioni
solidarietà. Non a caso in un gruppo classe o
limitate e limitanti di persone, fatti, contesti,
in una comunità educativa nei quali è
di dinamiche relazionali e sociali.
presente un allievo con disabilità il senso di
solidarietà è più marcato, più vivo, non solo
Sviluppare la professionalità
nei confronti di questi, ma di tutti.
L’accettazione incondizionata dell’alunno L’attenzione alla comunicazione
sul piano relazionale non deve andare a interpersonale ed una instancabile tensione
scapito dell’apprendimento sia dei contenuti empatica fanno di un insegnante un bravo
didattici sia dei principi educativi dettati dai insegnante: bravo perché è efficace nella sua
canoni sociali di civile convivenza. In azione didattica ed educativa e perché sa
risposta a questa piena accoglienza umana instaurare costruttivi rapporti con gli alunni.
da parte degli adulti educatori l’allievo ha il È sempre consigliabile essere assertivi
dovere di vivere nel rispetto pieno del ruolo suscitando nell’allievo risposte positive. Sul
che gli compete. piano della pratica si tratta di favorire la
Nei confronti degli alunni più fragili ogni libera espressione, utilizzare verbi alla
insegnante è chiamato ad un esercizio di prima persona plurale («facciamo!»
particolare empatia per cercare di piuttosto che «fai!»), instaurare rapporti
comprendere vissuti che gli stessi ragazzi cordiali, utilizzare tutti i canali comunicativi
faticano a rielaborare ed a gestire sul piano ma in maniera rispettosa, instaurare un
del comportamento. clima di ottimismo pedagogico-educativo.

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


40
URL: http://www.educare.it/j/temi/scuola/didattica/3551

Infine è fondamentale conoscere bene gli relazione più efficace ed appropriata alla
allievi, al fine di poter adottare e adattare la personalità di ciascuno.

Riferimenti bibliografici
AA.VV., BES a scuola, Erickson, Trento, 2015.
Aranguren J., Sociologia della comunicazione, trad. it., Il Saggiatore, Milano, 1967.
Canevaro A., Ianes D. (a cura di), Buone prassi di integrazione scolastica, Erickson, Trento, 2002.
Canevaro A. (a cura di), L`integrazione scolastica degli alunni disabili, Erickson, Trento, 2007.
Crepet P., Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e l’adolescenza, Einaudi Editore, Torino, 2001.
Danese A., Rossi A., Educare è comunicare, Effatà Editrice, Torino, 2001.
Ianes D., Bisogni Educativi Speciali e inclusione, Erickson, Trento, 2005.
Ianes D., Didattica speciale per l’integrazione, Erickson, Trento, 2005.
Ianes D., Macchia V., La didattica per i Bisogni Educativi Speciali, Erickson, Trento, 2008.
Lapierre A., Aucouturier B., Il corpo e l’inconscio in educazione e terapia, Armando Armando Editore, Roma, 1980.
Lindauer M., Messaggio senza parole, Mondadori-DeAgostini, Novara, 1995.
Mannucci A. (a cura di), Comunicare con la mente e il corpo, Edizioni Del Cerro, Tirrenia, 2003.
Mizzau M., Prospettive della comunicazione interpersonale, Il Mulino, Bologna, 1974.
Padrini F., Il linguaggio segreto del corpo, De Vecchi Editore, Milano, 2001.
Pasqualotto L.,, La scuola di fronte ai BES, tra luci ed ombre, in “Educare.it”, anno XIII, N. 12, dicembre 2013. DOI:
10.4440/201312/pasqualotto
Pati L., Pedagogia della comunicazione educativa, La Scuola, Brescia, 1984.
Pultrone A., La voce e il linguaggi, in “www.dedalart.com/alex”.
Redigolo D., Kaldor K., Magrini I.R., Il processo comunicativo nella relazione d’aiuto: la comunicazione interpersonale come
strumento di lavoro, Rosini, Firenze, 1995.
Russell J. A., Psicologia delle espressioni facciali, Erickson, Trento, 1998.
Salvitti C., La pratica dell’attività motoria con disabili mentali adolescenti e adulti, Edizioni Del Cerro, Tirrenia, 2001.
Salvitti C., L’alunno autistico va a scuola: proposta di interventi didattici, Pellegrini Editore, Cosenza, 2007.
Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle
patologie e dei paradossi, trad.it., Astrolabio Ubaldini, Roma, 1971.
Zani B. ( a cura di), La comunicazione, Carocci Editore, Roma, 2000.

© Educare.it (rivista on line - ISSN: 2039-943X) - Vol. 17, n. 5 – Maggio 2017


41
41